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MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
TITOLO: Manga Academica vol. 4,
rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese
Quarto numero di Manga Academica, questa rivista, in forma di saggio, che esce con cadenza annuale. Quest'anno il numero è particolarmente corto, 122 pagine, ma che comprendono un trentina di pagine di un manga inedito tradotto in italiano, quindi la parte scritta è formata da soli 3 contributi per un totale di 70 pagine. Il prezzo resta invariato rispetto agli altri anni, ma diminuiscono le pagine.
Cristiano Martorella apre
il quarto numero di Manga Academica con “Perverso e controverso: il
sesso nella cultura giapponese”.
Fabio Bartoli (autore di “Mangascienza” e “Vado, Tokyo e torno”) cerca di fare un po' di luce sulle tematiche di Neon Genesis Evangelion, con l'intervento dal titolo “ Neon Genesis Evangelion e la Kabbalah: dal Tempo di Dolore al Tempo Benedetto”.
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Società
Editrice La Torre
PAGINE: 122
COSTO: 10,50€
ANNO: 2011
FORMATO: 20
cm X 15 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788896133118
Quarto numero di Manga Academica, questa rivista, in forma di saggio, che esce con cadenza annuale. Quest'anno il numero è particolarmente corto, 122 pagine, ma che comprendono un trentina di pagine di un manga inedito tradotto in italiano, quindi la parte scritta è formata da soli 3 contributi per un totale di 70 pagine. Il prezzo resta invariato rispetto agli altri anni, ma diminuiscono le pagine.
Detto ciò, i 3
interventi di tre autori differenti restano interessanti. Il primo è
più generalista, li altri 2 sono incentrati su una serie animata e
una mangaka.
Riporto i 3 capitoli che
lo compongono: Etchi: perversione e gioventù giapponese; Letteratura
oscena disegni perversi; Cultura hentai, relativismo e politica
sessuale.
Questo scritto spiega
come in Giappone la trasgressione erotica, o “perversione”
(hentai), è un simbolo di ribellione dalle coscrizioni della
società. Partendo da una panoramica sulle stampe erotiche del
17esimo secolo e sulla letteratura erotica giapponese moderna.
Argomentando come l'hentai sia la prosecuzione di una tradizione di
cultura erotica antecedente.
Fabio Bartoli (autore di “Mangascienza” e “Vado, Tokyo e torno”) cerca di fare un po' di luce sulle tematiche di Neon Genesis Evangelion, con l'intervento dal titolo “ Neon Genesis Evangelion e la Kabbalah: dal Tempo di Dolore al Tempo Benedetto”.
Eccone i capitoli: Un
vangelo per un nuovo secolo; Prologo: un codice esoterico reso tale
dal suo successo; Il Second Impact e la cicatrice di Misato
Katsuragi; Shinji Ikari e l'Albero della Vita; Rei Ayanami e Kaworu
Nagisa: gli angeli, l'anima, il peccato e il ritorno; Epilogo: la
frantumazione del cristallo e la maturità.
Per l'autore è nella
sigla d'apertura che si celano le chiavi di lettura della serie,
l'Albero della Vita e la dottrina cabalistica. La sua attenzione è
focalizzata sull'Albero della Vita, e su come Shinji, durante
l'anime, ne completa tutte le sue 10 sephirah, riuscendo così a
“perfezionarsi” come essere umano.
La lettura di questa
interessante spiegazione sarà facilitata sia dal ricordarsi bene la
serie (visto che i rimandi a puntate o singoli eventi sono continui),
che dalla conoscenza minima dell'Albero della Vita e della cabala.
Il terzo ed ultimo
intervento, ad opera di Sara Romiti, riguarda la mangaka Moto Hagio,
che in Italia è stata pubblicata poco, nonostante sia una delle
autrici shojo più importanti: “Moto Hagio, tra fantascienza e
shojo manga”.
Capitoli: La vita e
l'originalità; Opere giovanili e tematiche; Le opere
fantascientifiche; U wa uchusen no U, note alla traduzione, confronti
e manga tradotto.
Alla fine di questo
capitolo c'è il manga inedito di Moto Hagio “ U wa uchusen no U”
(A sta per astronave”), con le tavole in giapponese e la traduzione
dei dialoghi in calce.
Sara Romiti ripercorre la
carriera della mangaka, riportando il suo racconto di quanto i
genitori la avversarono, tanto che, nonostante sia divenuta famosa e
ricca, questi preferiscano considerarla come un'insegnante di arte
piuttosto che una mangaka. Moto Hagio (assieme a Keiko Takemiya) è
considerata la pioniera dello shojo fantascientifico e dello shonen
ai. Vengono illustrate ed analizzate le opere (riportando nome e
trama dei manga) della mangaka e le tematiche da essa affrontate (il
rapporto madre/figlia, il diverso, l'ambiguità sessuale, la
fantascienza, etc).
L'ultima parte serve come
introduzione e spiegazione del manga “ U wa uchusen no U” (A sta
per astronave”) tradotto dalla stessa Sara Romiti, che interesserà
particolarmente alle fan della mangaka.

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