Libri su manga/anime/Giappone, editoria varia, cartoni animati giapponesi, Marvel, Guerre Stellari, Star Trek, videogiochi e giocattoli, riviste TV, articoli giornalistici. Quasi tutto rigorosamente sugli o degli anni 70 e 80.
In questi dieci anni ho più o meno regolarmente postato molti cataloghi di giocattoli (64 con questo), tra cui quelli specifici degli articoli Mattel, con questo del Natale 1983 arrivo a completare le annate dal 1976 più vari ed eventuali sempre targati Mattel:
Con questa panoramica di articoli ludici della Mattel si potrà essere testimoni del successo di una linea di giocattoli, per poi annotarle il suo più o meno lento declino, la nascita di un nuovo trend di giocattoli che poi verrà sostituito da un altro.
Per esempio si potrà attestare i vari cambiamenti che la linea del Big Jim ha vissuto nel tempo, per poi vederne un lento declino, oppure il boom dei robottoni dei cartoni animati giapponesi, che durò relativamente poco, ed in questo catalogo per il Natale 83 fanno il loro esordio i "Masters of the Universe", che per me sono una vera m*rd* (comprate due vocali), sia come linea di giocattoli che come cartone animato, ma i gusti sono gusti ^_^
Resta inossidabile nel tempo e nella plastica, prima, durante e dopo, solo la Barbie...
Una delle cose più interessanti del catalogo sono i prezzi, chi avesse anche conoscenze di economia potrà farsi due conti su quanto incideva nel bilancio di una famiglia l'inflazione nei giocattoli, per esempio la roulotte di Barbie:
Dal 1976 l'incremento del prezzo fu più del triplo!
Il catalogo consta di 63 pagine, gli articoli di Barbie arrivano fino a pagina 32, poco più della metà... in pratica metà del catalogo è barbicentrico >_<
Nel 2023 non avevo ancora postato un catalogo di giocattoli, ne approfitto sia per quasi (manca il 1983) completare le annate di cataloghi Mattel, sia per omaggiare il film di "Barbie" (non sono ironico), visto che in questo spillato è super presente con una quantità mostruosa di articoli.
Una sequenza di questo genere permette, a chi è interessato al fenomeno ludico, di vedere come e quanto l'offerta di giocattoli si modificò dai primi anni 70 ai primi anni 80.
Essendo solo articoli della Mattel, il panorama è meno variegato rispetto ad un catalogo generalista, ma comunque interessante, visto che si nota, per esempio, l'arrivo dei primi videogiochi portatili e l'ascesa dei giocattoli legati ai cartoni animati giapponesi. Infine, sul versante di Barbie si può testare il passaggio da un design degli ambienti e degli outfit anni 70 a quelli degli anni 80.
Mentre sul versante Big Jim spiccherà come si passi da una ambientazione avventurosa, western e "da esploratori" a quella fantascientifica, probabilmente influenzata dai film hollywoodiani e dall'animazione giapponese.
Sempre importante la presenza dei prezzi, che permette di capire quanto facemmo spendere ai nostri genitori e a ricordarci che l'inflazione non è nata in questi ultimi due anni.
Grazie alla comparazione di tanti cataloghi di una sola azienda si possono notare, oltre all'evoluzione tecnologica dei singoli articoli, quali di questi restarono e quanto sul mercato italiano, considerando sempre che ai tempi una linea invecchiava meno di oggi, le aziende mantenevano in vita un articolo per molto più tempo, magari modificandolo solo in parte (di solito il colore e gli adesivi).
Anche in questo catalogo non mancano gli articoli a tema animazione giapponese, passato di moda Goldrake e soci, tocca a Capitan Futuro, su cui la Mattel mi pare propose parecchio, mi resta il dubbio su quale ritorno ebbe.
Rispetto ad altri cataloghi Mattel mancano completamente i giochi in scatola, che dalla metà degli anni 70 erano sempre presenti.
Le prime 25 pagine sono tute dedicate a Barbie, mentre per Big Jim siamo a 9 pagine... infatti lei ora è al cinema e su tutti i media, il nostro povero "Grande Giacomo" è finito al cimitero dei giocattoli T_T
La parte più corposa del catalogo è dedicata a Barbie e ai suoi accoliti del periodo, tra cui un irsuto Ken, seguono i giochini per i più piccini, diverse tipologie di bambole, Big Jim (solo tre pagine...), tante macchinine Mebetoys, le piste Sizzlers ed infine qualche giocattolo vario.
Tutti gli articoli sono comprensivi di prezzi in lire, cosa sempre interessante per capire quanto facemmo svenare i partenti, io nel 1974 ero ancora troppo piccolo per assillare :]
Trovo molto bello questo catalogo, anche la parte dedicata alla Barbie, grazie fondamentalmente a quel tamarro di Ken ^_^
"Un nuovo Ken davvero in gamba!
Ha i capelli veri.
E se lo desideri, puoi mettergli i baffi, le basette o la bellissima barba che vengono forniti come accessori.
Ken capelli veri ha le gambe pieghevoli"
La didascalia alle tre immagini dice tutto, la disco music si stava per imporre e già la Mattel aveva il suo Ken in versione basettoni, c'è anche una coppia di Barbie e Ken da discoteca!
Da notare che veniva specificato che lo spasimante di Barbie poteva piegare le gambe, chissà se ebbero lamentele da parte dei piccoli consumatori italici.
Comunque con Big Jim non c'era bisogno di specificarlo, lui aveva le articolazioni, tutte...
Tutte le didascalia meritano una attenta lettura, qualche chicca la si trova.
La linea di giocattoli che mi ha colpito è quella delle piste con le macchinine a batteria ricaricabile.
Oggi siamo abituati, fin nauseati, a dover ricaricare continuamente device, ma nel 1973 era una novità ludica. La Mattel inventò questa pista in cui non potevi decidere la velocità delle macchinine, come con la Polistil, ma, invece, sceglievi quando ricaricare il mezzo, in modo da evitare che ti si esaurisse sulla pista.
Ho trovato anche uno spot statunitense del periodo, molto bella come idea.
Come ho già rivelato più volte io ero un mega fan di Big Jim, la Mattel ti permetteva di giocare ovviamente con le "action figure" (non bambolotti!) e i vari play set (tipo lo zaino parlante), ma poi c'era l'album di figurine della Panini, i materiali di cartoleria (link), i cartonati e, infine, molti giochi in scatola:
A dire il vero la presenza di Big Jim sulla confezione era spesso pretestuosa... nel gioco in scatola del giro d'Italia, per altro molto bello, Big Jim non c'è mai...
Oppure Big Jim c'era, giocavi in qualche modo alle sue avventure, ma la dotazione del gioco era assai scarna, come in "SOS Emergenza".
Quindi la Mattel spremeva il povero Big Jim in tutti i modi pur di rifilarci qualche giocattolo, e nel 1978 toccò alla versione modificata di "Lie Detector" ad essere sfruttata.
Cercando su Ebay il gioco in scatola di "Lie Detector" si può notare che è identico a questa, chiaramente ai tempi non lo potevo sapere ^_^
Secondo me "Indovina chi?" della MB fu copiato da questo genere di giochi.
A differenza degli due giochi in scatola linkati sopra, che avevano amici del cortile, il "Crime Detector" mi arrivò per un Natale (non rammento quale), e fu un po' una delusione, perché non ci voleva giocare nessuno T_T
Probabilmente vidi la pubblicità su un Topolino, quella sopra era presente nel numero 1168 del 16 aprile 1978.
Secondo me il bambino al centro era troppo piccolo per comprendere appieno le regole e i suoi meccanismi, che mi son sembrasti un po' astrusi anche leggendoli da adulto.
Il bambino era troppo piccolo anche per maneggiare la macchina della verità, che funzionava senza pile (un particolare che non rammentavo), essendo solo un meccanismo. Per esempio la levetta da armare ogni volta per poter valutare se l'affermazione del testimone fosse vera o falsa, mi sembra parecchio delicato.
Big Jim doveva smascherare il perfido Zorak, lo "scienziato folle dalla mente diabolico", cito dall'album della Panini, che non avevo come personaggio, ma che mi affascinava, una specie di Stanislao Moulinski di Nick Carter creato dal duo Bonvi-De Maria (link).
Stante che rileggendo la meccanica di gioco mi son reso conto del perché non piacesse a nessuno in cortile... quello che mi ha colpito è la forte presenza di fumatori tra i personaggi delle carte.
Ultimamente ho notate che su Disney+ è presente l'avviso che in alcuni film è pubblicizzato il tabacco, ai tempi il fumare era parte integrante del gioco!
Sia chiaro, guardavo Lupin III, giocavo a giochi come questi, i miei genitori fumavano, eppure io non ho mai toccato una sigaretta, quindi non è guardando un film che prendi il vizio, però colpisce quanto sia cambiata la sensibilità su certi temi.
Qui abbiamo cinque personaggi che fumano sigarette, due la pipa ed uno il sigaro... i polmoni saranno soddisfatti...
Purtroppo l'album del post, da me acquistato qualche anno prima ad una fiera del fumetto, era mancante della figurina n° 214... da bambino ne avevo uno anch'io, ma non riuscii mai a completarlo, e neppure questa copia era completa... una maledizione... una delle tante >_<
Alla fine sono riuscito a recuperare questa figurina numero 214 con Big Jim che doma un cavallo, e l'ho pure attaccata!
Dopo 43 anni le figurine Panini si attaccano ancora!!! ^_^
Chissà cosa ci mettevano nell'adesivo della figurina per farla attaccare dopo quattro decenni...
Direi che gran parte degli articoli venduti in Italia erano disponibili anche in Francia, anche se mi pare di aver notato che alcuni set di questa annata francese vennero messi in commercio da noi dopo il 1978.
Il formato del cataloghino è 11cm X 15cm, nonostante ciò è fatto molto bene, tanto quanto quelli italiani, si vede che le immagini erano di matrice statunitense, visto che hanno il medesimo stile. Sempre belli i diorami di Big Jim, stupendi quelli di Barbie, come? Non c'è la Barbie in questo cataloghino francese della Mattel?
Ecco, appunto, per questo è ancora più bello ^_^
Delle 32 pagine del cataloghino ben 17 sono dedicate a Big Jim, poi ci sono i robottoni giapponesi, ma non mancano i primi videogiochi portatili, gli stessi che venivano venduti in Italia, e che ho anche singolarmente recensito.
Causa il solito sciovinismo dei cugini, lo scritto è in francese... ergo non mi è dato commentarlo...
Ovviamente il pezzo forte del cataloghino sono i robottoni "Shogun" ^_^
Posso sbagliare, ma mi sa che i miei coetanei francesi videro meno robottoni rispetto a noi, che di quelli qui mostrati mancammo solo il Raydeen, quindi ho l'impressione che per parte dei modellini messi in vendita mancò la serie animata.
Infatti l'unico a riportare sulla foto la dicitura "Toei Doga" è Goldorak, c'è però da aggiungere che nel 1978 anche in Italia era disponibile solo Goldrake, ma ci rifacemmo ampiamente nel 1979, 1980 e 1981 con tutti gli altri robottoni, cosa che penso in Francia non accadde.
Goldorak è presentato in due versioni, la Jumbo e quella più piccola nello Spacer.
Con questo catalogo natalizio della Mattel giungo a postare 5 annate consecutive, salto il 1981 (che pare recuperabile solo a prezzi da rata del mutuo casa), per riprendere con il 1982:
Oltre a poter apprezzare come e quanto cambiarono in cinque anni i gusti ludici dei maschietti, perché per le femminucce le opzioni restavano abbastanza statiche, ci si potrà ricordare quale significato avesse il concetto "inflazione monetaria", visto che la Mattel inseriva i prezzi "consigliati" dei suoi articoli.
In un periodo in cui parte del popolo invoca il ritorno alla possente liretta, dimenticandosi cosa essa significasse in decurtamento del reddito, vediamo quanto i genitori dovettero sborsare ogni anno per la Roulotte di Barbie:
1976 = 13 mila lire
1977 = 16500 lire
1978 = 16500 lire
1979 = 18500 lire
1980 = 25 mila lire
Nell'arco di soli cinque anni il suo prezzo praticamente raddoppiò!
In pratica avrebbe avuto senso comprarne una decina di confezioni nel 1976 e rivenderle al mercato nero di Barbie nel 1980 ^_^
Nel 1982 la Roulotte costava 39500 lire, il triplo.
Mentre la casa di Barbie mantiene il costo di 25 mila lire dal 1976 al 1978, per salire a 29900 lire nel 1979, fino a giungere a 40 mila lire nel 1980!
Nel 1982 era salita a 55 mila lire, più del doppio rispetto al 1976.
Probabilmente la casa di Barbie, essendo il top degli accessori disponibili, aveva in partenza un costa già alto, che alla Mattel preferirono calmierare un po'.
Nel 1978 Big Jim andava alla grande, forse la sua annata migliore, gli vennero dedicate ben 23 pagine. C'è ancora molto spazio per i Big Jim western, che già dal 1979 disporranno solo di un paio di pagine, c'è il Big Jim in stile pirati dei Caraibi e proseguono i set safari/campeggio ed agente segreto.
E poi fanno il loro esordio due tipologie abbastanza importanti:
i videogiochi portatili (calcio e corsa di auto );
i robottoni!
I secondi scompariranno già nel 1982, non saprei se fossero presenti nel catalogo 1981 che non è in mio possesso, ma i videogiochi vi resteranno in pianta stabile.
Da notare il povero Grande Mazinga etichettato come "Atlas Ufo Robot"... mentre per quello che resterà sempre sconosciuto, il nome venne messo corretto.
Nella descrizione degli accessori si parla espressamente di "2 potenti alabarde spaziali", ma erano 2 spade diaboliche... >_<
Vabbè, tanto eravamo dei bimbiminkia...
E' questo uno dei giochi in scatola che ebbe in cortile, per un non breve periodo, un enorme successo. Praticamente aveva monopolizzato il tempo dedicato ai giochi in scatola. Infatti, mediamente, in una giornata ludica estiva c'erano sempre un paio di sfide a pallone (o "di tedesca"), intramezzate da una sessione con un gioco di società (o Subbuteo), che poteva essere sostituita da un pomeriggio di nascondino (o giochi similari di gruppo). Poi c'erano le sfide serali a nascondino, questa, però, è un'altra epica e drammatica storia :]
Ma quando ci veniva il trip per un gioco in scatola specifico, era la fine :]
E dato che in cortile eravamo tanti, ma proprio tanti, capitava che ognuno prendesse in carico un singolo ciclista, creando delle vere e proprie squadre di corridori. Benché, talvolta, poteva mancare un po' lo spirito di squadra, che portava a gare un tantino personalistiche.
Una cosa che capitava sovente con questi giochi in scatola era che le regole di base non le seguivamo molto, diciamo che le snellivamo, non poco... infatti, leggendo il regolamento, per la prima volta in vita mia, nonostante le tante partite effettuate, mi son reso conto che ci perdemmo una modalità di gioco che era assai interessante.
Si potevano portare avanti varie strategie di squadra, che giocando alla carlona come facevamo noi, si persero totalmente, in quanto ci limitavamo a dare un punteggio ai corridori in base all'arrivo, poi si sommavano i punti di quelli dello stesso colore, avendo così la classifica finale di tappa. Molto limitante rispetto alle tante possibilità che pare desse il gioco.
Penso, però, che ai tempi ci fu una motivazione alla nostra decisione di semplificare il regolamento, il fatto che, leggendolo da adulto, l'ho trovato poco esplicativo... figuriamoci cosa poteva scatenare in un'orda di bambini assai agonisti...
Mi pare che sia scritto abbastanza male, lasciando adito a varie interpretazioni (cosa da non fare mai in giochi per i bambini...), senza contare che non c'è manco una figura... ed è questo un danno causato dal aver deciso di mettere il regolamento sul retro del coperchio:
Poco spazio, regolamento didascalico, nessuna figura = ci inventiamo le nostre regole!
Ovviamente vado a memoria, ma sono abbastanza certo che non usavamo le stelle colorate per evitare le penalità causate dal dado di cotta/foratura. E non mi pare che "trasferissimo" le penalità dal capitano ai gregari. Tra l'altro non rammento di aver mai indicato all'inizio del gioco quale numero fosse il capitano.
Di sicuro non usavamo il tracciato della cronometro con le regole apposite per il tracciato della cronometro. Infatti, per simulare la realtà, il regolamento prevedeva che si contassero singolarmente i tiri di dado per finire il tracciato, non che si giocasse tutti assieme contemporaneamente.
In pratica ho scoperto che l'hardware del gioco era il medesimo, seppur senza utilizzare i cartoncini (forse perché era facile perderli), ma il software era proprio diverso ^_^
Ecco un breve video con la confezione del gioco, ovviamente la scelta dell'audio era OBBLIGATA!
Era tanto che cercavo di recuperare questo articolo, ma proprio il gran numero di cartoncini mi ha sempre impedito di trovarlo completo, a prezzi ragionevoli.
Tra l'altro questa confezione è praticamente nuova, intonsa :]
Ho datato 1977 il gioco perché, in un catalogo Mattel del 1977. ho rinvenuto per la prima volta l'articolo: Catalogo giocattoli Mattel - Natale 1977
Il Natale si appropinqua, e cosa c'è di più natalizio di un catalogo natalizio? :]
Un po' alla volta sto postando i vari cataloghi annuali della Mattel, a cui andrebbero poi aggiunti quelli singoli su Barbie e Big Jim, però con il catalogo generalista ci si può fare un'idea migliore di come si evolsero i gusti dei bambini e bambine italici prima, durante e dopo l'avvento degli anime robotici: Mattel Natale 1976 Mattel Natale 1977 Mattel Natale 1979 Mattel Natale 1982
Nel 1976 c'erano le macchinine, poi scomparse per qualche tempo, la "Famiglia Felice" e gli "Eroi in azione".
Nel 1977 continua la presenza ella "Famiglia Felice" e delle macchinine, e c'è l'introduzione di una nutrita schiera di giochi in scatola di Big Jim e Barbie,
Nel 1979 fanno la loro comparsa i robottoni della linea "Shogun", ed i primi videogiochi portatili.
Nel 1982 scompaiono i robottoni della linea Shogun, restano i videogiochi nella versione della console Intellivision ed entrano in scena le "Hot Wheels.
Mentre i cataloghi generalisti della Standa o dell'Upim danno una panoramica più allargata, quelli della Mattel permettono di capire su cosa puntasse una multinazionale del giocattolo, insomma, cosa "tirava" ogni anno :]
Inoltre la Mattel aveva lo buona creanza di mettere sempre i prezzi dei propri articoli, ergo, chi vorrà, potrà farsi un continicno sia di quello che fece spendere ai genitori, sia quanto aumentava l'inflazione ogni anno...
Nell'indice gli "Shogun" rientrano nella categoria "giocattoli spaziali", un po' riduttiva come terminologia... o forse per "spaziali" la Mattel intendeva "di un altro mondo", nel qual caso concorderei ampiamente :]
Salta subito all'occhio che la Mattel commise sacrilegio appioppando del "Mazinga Z", trasmesso dalla Rete 2 della Rai nel gennaio, a tutti i modellini del Grande Mazinga... T_T
Dei quattro Grande Mazinga proposti nella pagina a sinistra io avevo, ed ho ancora, seppur abbastanza malandato, quello alto 13 cm, costo 9900 lire.
Il Grande Mazinga alto 32 cm era armato di "schettini spaziali" >_< mentre il jumbo aveva le "rotelle spaziali" ^_^
La vergognosa truffa ai danni di innocenti bambini, perpetrata da una spietata multinazionale senza scrupoli, veniva smascherata dalla pagina di destra, dove il Brian Condor diventava un improbabile "turbo aliante gigante" pilotato da un ancor di più improbabile Rio... si vede che è Tetsuya...
Anzi... "Tetuya"... sacrilegio...
Dico, ma se l'articolo si chiama "moto di Tetuya"(...), perché nella descrizione ci scrivi "La potente moto di Rio, coraggioso pilota di Mazinga Z, ha pungi fotonici"?
Evidentemente alla Mattel ci consideravano dei mentecatti totali... >_<
Mi pare che questo sia l'unico catalogo Mattel in mio possesso che abbia una copertina anteriore e posteriore dedicata a due soli personaggi, un primo piano di Barbie(...) per la prima pagina, un primo piano di Big Jim per l'ultima (sarebbe stato meglio il contrario...).
Successivamente i cataloghi invernali avranno in copertina più articoli, oppure un qualche motivo natalizio. Si vede che nel 1976 i due personaggi Mattel erano i protagonisti incontrastati delle vendite in Italia.
La caratteristica più affascinate di questo catalogo, e di quelli simili, sono le immagini a doppia pagina coi diorami degli accessori di Big Jim.
Di solito queste immagini dei diorami sono ospitati nei cataloghini più piccoli, ma in questo caso, essendo una pubblicazione natalizia, il formato è 18 cm x 13 cm, ergo le immagini risultano veramente belle.
Come? Ci sarebbe anche Barbie?
Si certo, ma obbiettivamente le paginone di Big Jim sono veramente belle, avventurose, mica sono un simil catalogo Ikea o da agenzia immobiliare come le immagini di Barbie...
Peccato che gli autori materiali del catalogo ebbero la pessima idea di mettere le didascalie con colori che si confondono con le foto, oltre al fatto che il carattare di scrittura è veramente minuscolo.
Spero che le scan si riescano a leggere, anche perché il testo rappresenta riassunti di infinite avventure.
La Mattel metteva sempre i prezzi "consigliati", fatto che mi permette, a distanza di una quarantina di anni, di rendermi conto di quanto gravassero sul bilancio di famiglia i miei capricci T_T
"Cari Bambini..."
Oh, bambino a chi?! >_<
I primi modelli presentati sono "Skipper cresce con te", ma anche no, di lire 5000, e "Ginger cresce con te", di nuovo anche no, di altre lire 5000, due versione che crescevano ruotando il loro braccio destro, inquietante...
Oggi gli album da colorare con vari personaggi per bambini sono una consuetudine, ci sono praticamente per tutti i cartoni, interi scaffali delle librerie sono necessari per contenerli. Inutile dire che non era così negli anni 70, non che fossero rarità, ma non erano molto consueti, e comunque non c'era poi molta scelta. La varietà arrivò, guarda caso, grazie ai personaggi dei cartoni animati giapponesi, ma fino all'aprile del 1978 c'era poco assortimento.
Quindi mi rammarico molto di non aver mai visto da bambino questi album da colorare di Big Jim, non sarebbero restati intonsi come questi che ho scannerizzato.
Questi sei numeri che ho recuperato sono relativamente tenuti bene, un po' di ruggine dove ci sono le graffette, ma per il resto sono quasi nuovi.
Come si può notare manca il numero 6, chissà se lo recupererò mai, e se riuscirò a trovare fino all'ultimo numero della pubblicazione Panini, che l'anno dopo manderà alle stampe lo stupendo album di figurine di Big Jim.
Ogni libricino contiene 12 disegni da colorare, li stessi che si possono vedere già colorati in ultima pagina. Quattro album riportano delle mini storielle senza testo, mentre gli altri due sono a tema sport, prettamente discipline statunitensi.
In questi disegni si potrà vedere Big Jim impegnato in attività ripetibili acquistando i relativi articoli Mattel.
Nel Natale del 1979 la Mattel ci propinava gli "Shogun", pare non ancora "Warriors", tra cui ovviamente spiccava Goldrake, venduto assieme ad altri robot in parte sconosciuti, come Raydeen, che forse arriverà solo in questo 2016 (o 2017) grazie alla Yamato Video. Solo con quasi 40 anni di ritardo :]
Per fortuna delle finanze dei miei genitori queste versioni jumbo plasticose dalle mie parti non arrivarono mai, mentre, invece, riuscì ad accaparrarmi un paio dei modellini più piccoli in metallo pressofuso. Per la precisione il Getta Rygar e il Grande Mazinga da 13 cm, li ho ancora, seppur un po' distrutti dopo infinite battaglie :]
Parte dei nomi non sono quelli corretti, ad essere pignoli neppure Goldrake lo era :] penso, però, di aver capito da dove saltò fuori il "Dragun" affibbiato al Getta Dragon" presente in un articolo di Topolino 1273 del 20 aprile 1980 ("Mazinga, Dragun, Goldrake").
E' indubbio che queste versioni jumbo dei robottoni dovevano avere un appeal particolarmente potente, direttamente proporzionale alla loro grandezza :] e devo dire che la doppia pagina che gli dedica questo catalogo Mattel ne esalta l'attrattiva.
Purtroppo le pagine dedicate ai robottoni sono solo quattro, a cui va aggiunta la pagina con il gioco in scatola di Goldrake, però bisogna considerare che questi articoli trovavano posto tra due divi della Mattel: Barbie e Big Jim
Anche il nome del Combattler V fu modificato, in Combatra, però tranne questo, che nel 1979 non era ancora stato trasmesso dalle tv italiche, tutti gli altri erano robottoni ben conosciuti da noi bambini, ergo desiderabili per Natale.
Dato che non sapevo a quale serie appartenessero il Vertilift ed il Varitank ho fatto qualche ricerca, e ho scoperto che entrambi erano presenti nel telefilm "Himitsu Sentai Goranger", mai arrivato da noi.
Le solite americanate :]
Beh, invece il Solar Soucer sappiamo bene di chi fosse.
Il cataloghino Big Jim della Mattel datato 1976 conteneva, oltre agli articoli disponibili in quell'anno, anche la linea "Eroi in azione". Da bambino non è che si faccia molto caso a questi particolari, se i giocattoli ti piaciono apprezzi il catalogo, altrimenti lo chiudi e addio. Con il senno di poi, molto poi... devo dire che i due articoli non avevano nulla in comune, in quanto gli "Eroi in azione" erano soldatini parzialmente snodabili, dotati di un movimento interno che li rendeva certo più attraenti di quelli della Atlantic, ma sempre soldatini di guerra erano. Mentre Big Jim, pur massacrando animali in ogni parte del mondo, si limitava ad avventure non guerreggianti. Probabilmente la Mattel cercò di spingere un po' gli "Eroi in azione" grazie alla fama di Big Jim. A memoria ebbi un paio di questi soldatini della Mattel, il problema era che non legavano con quelli della Atlantic, troppo differenti per stazza. Ergo, o ti compravi (cioè, ti compravano...) una tonnellata di "Eroi in azione", oppure non ci potevi giocare molto. Per quanto belli, i soldatini Mattel erano troppo legati alla base in plastica che conteneva i vari ingranaggi per i movimenti, cosa che li rendeva anche meno "piazzabili" nello scenario di guerra. Poi, magari, io ero un po' troppo preciso nelle ricostruzioni storiche :]
Credo proprio che non fossi l'unico a trovarli poco adatti alle battaglie, in quanto non erano molto diffusi, forse anche per il prezzo. I soldatini Mattel costavano 500 lire cadauno, quando con 500 lire ti compravi (cioè, ti compravano...) una scatola piena di soldatini Atlantic!!!
Un'altra pecca era che il meccanismo che li faceva muovere era abbastanza delicato, quindi, alla fine, ti ritrovavi con un soldatino enorme (rispetto agli Atlantic), che non si poteva nascondere a causa dell'enorme base in plastica, e che era parzialmente o del tutto bloccato...
Mi pare che oggi questi soldatini Mattel siano abbastanza ricercati, vista la loro rarità in condizione ancora funzionante.
Un quinto del cataloghino era dedicato agli "Eroi in azione", mentre le restanti 24 pagine contenevano gli articoli del Big Jim. Da notare che le pagine con gli "Eroi in azione" erano stampate al contrario rispetto a quelle del Big Jim.
Ovviamente, dopo gli "Eroi in azione", ci sono le scan delle pagine riguardanti Big Jim.
Per essere belli, erano belli :]
Non ricordo le versione dei soldatini inglesi e crucchi.
La Mattel mise in vendita numerosi giochi in scatola ispirati a Big Jim (come per la Barbie), il più bello in assoluto a cui giocai è di certo "Big Jim il giro d'Italia", che è praticamente introvabile completo a causa della moltitudine di pezzi in cartoncino da cui era composto. Altri giochi di Big Jim, invece, erano abbastanza scarsi come dotazione, come questo "Big Jim SOS Emergenza". Inoltre erano scarsi anche in quanto ad originalità. Un gioco può essere fodamentalmente un semplice giro dell'oca, però un po' di inventiva in più non sarebbe guastata. E mi pare di notare che alla Mattel l'avevano un po' come abitudine di rifilare al povero bambino sognante degli scrausi giochi dell'oca, fecero la stessa cosa con il gioco di Goldrake...
L'attrattiva di questi giochi, e di questo in particolare, era il poter riprodurre su un tabellone e con gli amici le stesse avventure giocate coi pupazzi... ehm.... action figures :]
Infatti i disegni posti sul percorso raffigurano dotazioni e personaggi degli articoli posti in vendita in quel periodo, lo si può notare sia dal catalogo Mattel del Natale 1977 (Big Jim dalla metà in giù), che dall'album di figurine Panini dello stesso anno.
A differenza di tutte le altre rece dei giochi in scatola questa volta non ho messo video, perché sinceramente c'è ben poco da immortalare, basta ed avanza una semplice foto.
Capisco ottimizzare il guadagno, riducendo al minimo i pezzi del gioco, però qui si esagerò un po'... e da un cataloghino di Big Jim del 1979 in mio possesso, il prezzo era identico agli altri giochi in scatola della Mattel, indicativamente, come si avvertiva, lire 7500.
Piccola chiosa sul segnalino rosso di Big Jim, quando l'ho visto mi
ha ricordato qualcuno, un personaggio di un telefilm made in Usa
antecedente di qualche anno rispetto a questo gioco. Più sotto metto le
immagini come prova, ma è indubbio che il Big Jim con la tuta rossa sia identico al
colonnello Steve Austin, l'uomo da 6 milioni di dollari!
Capire
chi abbia copiato da chi è più arduo, visto che, pur essendo questo
gioco in scatala succesivo alla serie, il Big Jim in tuta rossa era
antecedente.
Il tabellone, che grazie proprio alle piccole scene riportate nel percorso, ho scoperto essere molto bello.
Su un Topolino del primo ottobre 1978 ho trovato la pubblcità ufficiale del gioco. Dalla foto sembra pure divertente, non lo escludo, non avendoci mai giocato, ma ne dubito fortemente.
Inutile dire che in questo catalogo Mattel la parte del leone la fa la Barbie. Big Jim era già in fase calante, qualche pagina è riservata alle macchinine Hot Wheels. Rispetto ai precedenti cataloghi Mattel che ho postato ( Natale 1977 e Barbie 1979 ) sono scomparsi i giochi in scatola. Dal catalogo sono usciti anche altri articoli, presenti in quello del Natale 1980, che posterò più avanti, come i bellissimi modellini dei robottoni e i videogiochi portatili.
Devo dire che il catalogo natalizio della Mattel del 1980 è fenomenale!
Mi sfugge il nesso tra il succo della mitica Billy, che dava il nome anche alla fortissima squadra di pallacanestro di Milano, e i giocattoli Mattel.
Le ultime due pagine sono dedicate alla console Intellivision, forse un po' pochino per un prodotto tanto innovativo, forse venne fatta questa scelta a causa del suo prezzo non propriamente popolare... più avanti posterò un catalogo con i giochi per Intellivision.
Cercherò di evitare la solita ironia un tanto al chilo su Barbie, Ken e soci
No, non ci riesco...
A quanto pare questo sotto è il desiderio irrealizzato di frotte di ex bambine, che ancora se la sognano la notte: la casa 2D di Barbie.
Tra il Natale 1977 e il Natale 1978 cosa cambiò nei cataloghi di giocattoli dei bambini italiani?
Goldrake.
Dal punto di vista giocattolo-storico quello del 1977 fu l'ultimo Natale con articoli non influenzati dall'animazione giapponese, questo valse anche per la Mattel, con Barbie e Big Jim che erano ancora la punta di diamante della multinazionale statunitense. Prossimamente mostrerò come pure la potente Mattel cercò di sfruttare i vecchi robottoni gonagaiani (e non) per aumentare il proprio fatturato. Tornando, invece, a questo catalogo Mattel del 1977, e ai suoi protagonisti Barbie e Big Jim (ma ci sono anche altri giochi), devo dire che ho apprezzato moltissimo le foto degli articoli. Non semplici immagini di giocattoli, come si possono trovare in tanti cataloghi del periodo, ma foto di veri e propri diorami, magari senza il rispetto maniacale della scala, però pieni di scene avventurose. Ovviamente mi riferisco a Big Jim, perché le scene immortalate per Barbie sono i classici luoghi simil Ikea con, al massimo, una scampagnata fantozziana...
Le immagini sono accompagnate anche da un testo scritto dettagliato, che invitava il bambino/a ad immaginare i tanti giochi che avrebbe potuto inventare con i prodotti Mattel.
Questo catalogo contiene una chicca che, per fortuna, mi era sconosciuta: un Ken con capelli "veri" e barba...
Cosa proponeva a noi bambini la Mattel nel Natale 1977?
In questo nostro terzo millennio il Big Jim potrà anche sembrare un giocattolo antidiluviano, assolutamente infantile, inutilmente testosteronico, è forse in qualche misura lo sarà anche stato, però era soprattutto un divertimento infinito.
Non potrò che ringraziare sempre la Mattel per le ore passate ad inventare avventure, anche se ci pensarono i mei genitori e mia nonna a "ringraziare" la Mattel da parte mia.
Quando il Big Jim incontrava la Panini il divertimento raddoppiava.
Inutile dirsi che l'album delle figu del Big Jim era un mero espediente pubblicitario, però fatto con arte, non semplici foto dei variegati articoli, ma gran bei disegni di scenari avventurosi in cui c'erano anche i vari giocattoli che poi avremmo trovato nei negozi.
Uno stile nel disegno identico a quello dei cartonati del medesimo periodo, sia di Big Jim che della Barbie.
Ognuno ritroverà in questi disegni i gadget di Big Jim che aveva da bambino (sempre che fosse bambino nel 1977), oppure vedrà quelli che avrebbe voluto ma che Babo Natale non gli ha mai portato.
Questo album di figurine andrebbe visionato assieme ai catologhi di Big Jim del periodo, in cui sono riproposti i medesimi articoli, seppur in forma fotografica, cataloghi che posterò al più presto.
L'incipit dell'album già ci spiega tutto: Big Jim non è solo, ha alleati e nemici, e vive pure delle avventura nel vecchio West (i film western in televisione non mancavano di certo).
Mi pare giusto spezzare una lancia verso il bambino che ai tempi appiccicò le figurine su questo album (io il mio non lo terminai mai), si noteranno parecchie figu storte, ma la colpa nella quasi totalità dei casi non fu del bambino (anche se questo pare particolarmente negato nell'attività di coordinamento occhi-mani...). Infatti le figurine negli scenari disegnati non avevano la cornice, ma era inglobati nel disegno, e molto spesso la figurina da appiccicare era di una grandezza differente rispetto al contesto in cui doveva essere appiccicata. Se adattavi un lato della figurona al disegno c'era sempre il lato opposto che non combaciava, quasi sempre. La cosa era parecchio frustrante.
Ben prima di Indiana Jones esisteva un personaggio che faceva dell'avventura il suo stile di vita, forse non aveva la cultura dell'archeologo, forse non aveva mai neppure aperto un libro, probabilmente non sapeva neanche leggere... comunque mangiava pane ed avventura tutti i giorni, pure durante le ferie!
Ed in questo cartonato ne troviamo la prova certa, perchè il nostro eroe si limita a partire per la montagna per "sfuggire dall'aria inquinata della metropoli", ma al posto di oziare, come avrebbe fatto Ken Barbie (che è il cognome di Ken), riesce, in sequenza rigorosamente cronologica:
ad insegnarci quali fiori si possono cogliere in montagna (a dimostrazione che ha un cuore gentile);
a mangiare dei fagioli in tegame;
a spaccare della legna;
ad insegnarci quali funghi sono pericolosi e quali non lo sono, impedendo a due bimbi di intossicarsi;
a salvare una madre (sposata) e si suoi due pargoli;
a salvare una mamma cerva (non la madre sposata...) e il suo cerbiatto;
a riconsegnare i figli della madre sposata al padre;
a disostruire il canale scolmatore di una diga (avesse fatto una vacanza nel Vajont...);
a prendere il sole.
Nella medesima frazione di tempo Ken Barbie avrebbe lavato tonnellate di piatti, aiutato Barbie a traslocare 3 o 4 volte (uno dei passatempi preferiti di Barbie), preparato feste per Barbie, guidato mezzi a motore per Barbie (cioè l'autista gratuito), etc etc etc...
A parte l'ironia nel raffrontare la squallida vita di Ken e quella avventurosa di Big Jim, trovo che i disegni siano belli, e mi pare siano del medesimo stile dell'album di figurine Panini e delle avventure narrate sui Topolino del periodo.
Uno degli accessori di Big Jim che da piccolo mi aveva impressionato di più, magari non il più divertente in assoluto, era questo zaino parlante, tirando la cui cordicella si poteva udire nientepopòdimenoche la voce di Big Jim!
Certo, alla lunga tendeva ad essere un po' ripetitivo, chi non lo è? A me lo dicono spesso...
Ho trovato questo zaino ad una fiera del giocattolo usato, pagandolo circa 7 euro, quindi un prezzo più che abbordabile, anche perchè è sprovvisto di confezione, ma sarei stato disposto a spendere di più (non troppo, però) tanta era la voglia di riascoltare, dopo 35 anni, quella voce rimasta intatta nella mia memoria.
Quello che mi ha sempre incuriosito era con quale criterio le frasi si alternavano, forse dentro lo zaino c'era un piccolo gnomo disc-jockey?
Dopo questo enorme lasso di tempo posso rispondere al quesito: sono scelte a cacchio!!
Ho fatto una fatica bestiale, senza contare il terrore che la cordicella vecchia di 40 anni potesse spezzarsi (complimenti agli operai di Hong Kong che produssero lo zaino e la sua indistruttibile cordicella!), a fargli dire le cinque frasi registrate. Benché sul web ho trovato articoli che ne presentassero sei... forse questo mio zaino del 1973 ne aveva solo cinque, oppure la sesta frase è l'undicesimo segreto di Medjugorje... Magari all'interno c'è un algoritmo criptato che permette una casualità assoluta nell'alternanza delle frasi, fatto sta che la prima frase che riporto è quella che ho avuto più difficoltà a far pronunciare a Big Jim, senonché dopo la prima faticosa dizione non la smetteva più di pronunciarla...
Pronti a risentire Big Jim? E allora... "Pronti, attenti,
via!"!!!
Perchè poi "Pronti, attenti,
via!"? "Pronti" ci può stare, pronti a giocare e all'avventura. "Attenti", a cosa? Siamo a scuola? A naja? "Via" dove? Tra "pronti" e "attenti" non ci stava meglio "partenza"?