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domenica 28 novembre 2021

"Onda TV" dal 9 al 15 aprile 1978 - quinto numero della rivista


Questi primi numeri di "Onda TV" hanno delle caratteristiche comuni:
sono Antenna3lombardia centrici;
contengono poco scritto, massimo tre articoli, dei quali solo il primo a due pagine;
il numero di pagine non arriva a 30.

L'ultimo aspetto mi permette di non mettere sotto stress il mio povero scanner...   ^_^
Se qualche appassionato volesse mai redigere una storia di "Antenna 3 Lombardia" in stile nicoriano dovrebbe per forza recuperare le prime due annate di "Onda TV", in quanto gli articoli sono quasi sempre sulle trasmissioni di questa tv privata.
Questa volta in copertina ci sono Enzo Tortora e Lucio Flauto, e all'interno c'è un'anteprima sui nuovi spettacoli dell'emittente privata, in pratica un monopolio   :]
 



Interessante il riquadro in terza pagina, in cui la redazione rende conto del risultato attuale del sondaggio postale dove i telespettatori dovevano compilare una scheda con la classifica delle televisione più viste.
Oltre al fatto che è la stessa redazione a sentirsi un po' in imbarazzo perché "Antenna 3 Lombardia" risultava più vista della Rete 1 Rai, fatto abbastanza improbabile, tanto che ci tengono a precisare che loro non sono il "giornale di Antenna 3", ci viene spiegato che "Onda TV" era venduta in tutta la Lombardia più le province di Novara, Vercelli, Alessandria, Piacenza e Parma.
Sapere il bacino distributivo di "Onda TV" era una curiosità che avevo da tempo, visto che le emittenti erano sempre lombarde/milanesi.
Per quanto riguarda i palinsesti non c'è nulla di eclatante, ma l'aver postato cinque numeri con i programmi delle tv locali lombarde (purtroppo il numero 2 è solo tramite foto), può permettere di capire quale fosse l'offerta concorrenziale alla Rai. 
Sul versante nipponico c'è il film d'animazione "Il gatto con gli stivali" (martedì su Lombardia 1), dove incredibilmente viene riportato correttamente il regista Kimio Yabuki, il solito "Kimba il leone bianco" (martedì su Bergamo tv)

Peccato che spesso film, telefilm e soprattutto cartoni animati non vengono presentati con il loro titolo.
Il motivo per il quale i magazzini della case di produzione giapponesi di animazione vennero saccheggiati sta in questi un po' striminziti palinsesti delle tv locali, dove film, telefilm e cartoni animati erano vecchi come il cucco, l'unica cosa nuova era il numero disponibile a tutte le ore dei film e i programmi autoprodotti.
Ovviamente il terzo aspetto attrattivo erano i film vietati ai minori trasmessi da alcuni emittenti dopo mezzanotte (e non sempre dopo).


sabato 24 ottobre 2015

TV Sorrisi e Canzoni n° 46 dal 18 al 24 novembre 1979 - articoli su: "Mork & Mindy"; Sandokan; lo Zecchino d'Oro; Pavarotti


In questo numero di "Tv Sorrisi e Canzoni" non ci sono articoli sui caroni animati giapponesi, ma più servizi su programmi tv e personaggi televisivi, che sommati tutti assieme lo rendono abbastanza interessante. Visto il corposo materiale presente, basta leggere il sommario, non ho scannerizzato completamente la rivista, che consta di ben 140 pagine, ho fatto solo 86 scan. Sacrificando alcuni argomenti in base ai miei gusti e ai temi del blog, però ho inserito quasi tutte le pubblicità ^_^
Alcune delle quali veramente commoventi, tipo le auto T_T ed altri prodotti che proprio avevo rimosso dalla mia memoria a lungo termine.
Unica pecca della rivista è l'assenza dell'inserto centrale con i programmi delle televisioni locali, non per nulla era un fascicolino che si poteva strappare, e così fù :]
Posterò prima i quattro articoli su "Mork & Mindy", Sandokan, lo Zecchino d'Oro (che nel 1979 non seguivo più da un pezzo) e Pavarotti (che non mi ha mai esaltato), per poi riproporre l'ordine normale della rivista.


Mi rendo conto che faccio la figura dell'anziano che esalta il proprio passato a discapito del presente, però la mia generazione vide in tv dei personaggi e dei programmi che sinceramente non possono essere minimamente paragonati a quelli che i bambini dei decenni successivi hanno visto, basta scorrere i post di questo blog.
Robin Williams è uno di questi personaggi unici, con la sua comicità spiazzante, i suoi versi da giullare, e le sue battute graffianti, che forse un bambino non sempre capiva, però memorizzava.
E poi Mindy era una delle mie fidanzatine tv ^_^
E' sempre un dolore pensare che Mork non ci sia più...


lunedì 7 settembre 2015

Lo Zecchino d'Oro, storia, personaggi, canzoni


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Lo Zecchino d'Oro, storia, personaggi, canzoni
AUTORE: Ferdinando Rossi
CASA EDITRICE: Federico Motta Editore
PAGINE: 111
COSTO: 20/25€
ANNO: 1969
FORMATO: 34 cm x 25 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN:

Penso che questo sia il primo libro pubblicato sul concorso de "Lo Zecchino d'Oro", e ne ripercorre i primi 10 anni, dal 1959 al 1969. Quindi, per un motivo essenzialmente anagrafico, non ha suscitato in me particolari emozioni o ricordi, tranne per l'edizione del 1968, che presentò della canzoni che ancora oggi possono essere ascoltate (44 gatti; Il torero Camomillo; Il walzer del moscerino).
La mia canzone preferita resta la successiva "La sveglia biricchina" del 1973, che ha il potere di commuovermi, e devo dire che in molti hanno la medesima reazione quando riascoltano la loro canzone preferita de "Lo Zecchino d'Oro", specialmente se si sente la versione originale, con la voce del bambino o della bambina che la cantò.
Forse è per questo che ricordo con più piacere le sigle dei "cartoni animati giapponesi", bei ricordi senza lacrimuccia.
Il libro contiene numerosissime fotografie, quasi tutte in bianco e nero, tramite le quali si ripercorre la storia della manifestazione canora dell'Antoniano.
Nella prima parte del libro si spiega anche il perché fu scelto il nome "Lo Zecchino d'Oror".



Dopo questa parte introduttiva si racconta la storia di ogni singolo festival canoro, con tanto di punteggi assegnati per le canzoni che arrivarono fra le prime. 
Tranne per i primi due anni, sono presenti le foto di tutti i bambini e bambine che cantarono le canzoni dal 1961 al 1969.
Ovviamente c'è anche la scheda di Cristina D'Avena, che partecipò nel 1969.



lunedì 29 settembre 2014

La storia dello Zecchino d'Oro - 1973


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Questo volume faceva parte di una piccola enciclopedia ("Enciclopedia dello Zecchino d'Oro") di sei volumi, ma solo il primo si riferiva alla manifestazione del Piccolo coro dell'Antoniano, gli altri cinque trattavano altri argomenti (vedi scan alla fine del post). Il periodo a cui fa riferimento il libro è dal 1959, l'anno del primo Zecchino d'oro, fino al 1973, il 15esimo concorso musicale.
Trovo interessante questa pubblicazione, oltre al fatto che mi ricorda qualche stupenda canzoncina, perché rende bene tutta l'organizzazione della manifestazione, la sua storia, che nasce all'inizio indipendente dal coro dell'Antoniano, cosa che non sapevo.
Tante sono le foto, sia dei protagonisti adulti (il mago Zurlì e Mariele Ventre) che dei bambini, questi paiono arrivati da un altro pianeta, non solo paragonandoli ai bambini di oggi, cosa abbastanza ovvia, ma facendo un raffronto tra le foto dei primi anni 60 e quelli dei primi anni 70 presenti nella pubblicazione..
Quando ho letto il libro mi è venuta voglia di andarmi a cercare online le varie canzoni, alcune le ricordavo bene (44 gatti, Il caffè della Peppina; La sveglia birichina), altre mi erano proprio sconosciute, però mi son reso maggiormente conto del perché quando arrivarono le sigle dei cartoni animati giapponesi, ma specialmente le musiche di sottofondo (le BGM), divennero tanto popolari.
Le canzoni dello Zecchino d'Oro, anche quelle del 1973 e le successive, erano carine, ma per nulla coinvolgenti emotivamente. Riascoltare "La sveglia birichina", che resta la mia preferita, riesce fin a commuovermi, ma non mi trasmette la medesima carica di "Shooting Star" o della sigla giapponese di Tekkaman, non c'è dubbio che la musica fu uno dei tanti fattori del successo degli anime dal 1978 in poi.
Nel libro viene citata anche la piccolissima Cristina D'Avena, ancora non in versione "canto tutto io", ma di semplice bimba canterina del "Valzer del moscerino".
Ogni capitolo del libro affronta un aspetto del concorso canoro per bambini più famoso al mondo, iniziando dalla sua storia.




martedì 8 luglio 2014

Cristina D'Avena, 50 anni di sogni


AVVISO DEL 2026:

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TITOLO: Cristina D'Avena, 50 anni di sogni
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Laurana Editore
PAGINE: 119
COSTO: 12,90€
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788898451043


E' d'obbligo una premessa: io non sono un fan di Cristina D'Avena.
Specifico meglio: non sono un fan della Cristina D'Avena che ha ricantato tutte le sigle di altri...
C'è da dire che anche quando ascoltavo da bambino lo Zecchino D'Oro il suo “Walzer del moscerino” non mi piaceva, preferivo “La sveglia biricchina”, quindi non ci fu mai molto feeling.
Ma finché si limitava a cantare le sigle dei “suoi” cartoni nulla da eccepire, possono piacere o meno, alcune le trovo anche belle (Occhi di gatto, Pollon), ma lo scempio artistico compiuto nel rifare tutte le sigle già esistenti, scritte e cantate da artisti di valore, non può essere emendato. Anche se, ovviamente, la decisione di rifare quelle sigle per non pagare i diritti ai primi esecutori fu della Fininvest, ma alla fine fu lei a ricantarle tutte, prestandosi a questo monopolio vocalistico che impoverì il panorama delle sigle dei cartoni animati.
Cosa non andava bene, per esempio, nella bella sigla di Doraemon? 
Chiaramente Cristina D'Avena non agì da sola, la sua “mandante” fu Alessandra Valeri Manera (artefice anche degli scempi di tagli, adattamenti e censure di tutte le serie trasmesse in quei decenni sulla Finivest/Mediaset), che taluni vogliono riabilitare giustificandola col fatto che lei “eseguiva solo gli ordini”. Scusa che non mi pare reggere, visto che ci si può sempre rifiutare e cambiare lavoro, vale anche per Cristina (nessuno la obbligava a ricantare le sigle dei suoi colleghi). Sia chiaro, probabilmente al suo posto le avrei ricantate anch'io, tutti abbiamo bisogno di uno stipendio.