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domenica 16 novembre 2025

Enciclopedia degli Anime - volume 1 1963/1979



TITOLO: Enciclopedia degli Anime - volume 1 1963/1979
AUTORE: 
CASA EDITRICE: Kappalab
PAGINE: 112
COSTO: 18
ANNO: 2025
FORMATO: 27 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nella librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788885457768


Faccio un premessone  :]
Nei film hollywoodiani a tema processo/giustizia (legal drama), talvolta si vede l'avvocato (sia della difesa che dell'accusa) chiedere al giudice di poter trattare il teste in maniera più rude, in quanto si sta dimostrando reticente/ostile.
Ecco, questa mia recensione sarà un po' rude  :]
Da dove comincio?  >_<
Se questa libro fosse stato pubblicato da qualsivoglia altra casa editrice italiana, avrei avuto da eccepire solo sulle lacune del volume, ma essendo la casa editrice la "Kappalab", si sommano alcune ulteriori lagnanze.
Stante che i "Kappa Boys" vanno solo encomiati per la lor opera divulgativa che perdura da decenni, compresi gli anni in cui non esisteva il comodo web né decine di libri in italiano sugli anime, mi pare che oggi si potrebbe scherzosamente storpiare il loro nome in "Kappà Boìs", con accenti alla francese, visto che traducono in gran parte libri pubblicati in Francia... con tutto il rispetto per i cugini, ma a me che baguette me ne importa di come i francesi vedono gli anime? Quanto mi interessa?
Quando leggo la saggistica nostrana noto nomi di studiosi stranieri che si ripetono spesso, tipo quello di Sharon Kinsella, mi piacerebbe che qualcuno traducesse qualcosa di suo, non libretti in francese.
I "Kappa Boys" sono gli autori, nel lontanissimo 1994, di una delle pietre miliari dei titoli sugli anime, l'unica fonte esistente in italiano prima di internet: 

Sempre i "Kappa Boys" nel settembre 2021 pubblicarono l'edizione riveduta ed ampliata, in un primo volume:

Siamo a novembre 2025 e del secondo volume non ho trovato traccia sul web (è anche vero che io non ho accesso ai social...), quando verrà pubblicato?
Sul sito della "Kappalab", però, il primo volume è ancora in vendita ( link ), quindi presumo che il progetto di un secondo volume sia ancora in lavorazione, altrimenti sarebbe un po' antipatico vendere un primo volume di un secondo non più previsto (almeno avvisare l'acquirente).
E qui nasce una delle mie lagnanze: 
ha senso per una casa editrice mettersi a pubblicare una serie di volumi "enciclopedici"(?) francesi sugli anime così poco approfonditi e con varie lacune, quando si sta portando avanti la pubblicazione di una "Guida sull'animazione" italiana, al contrario, estremamente dettagliata?

Secondo me, no, almeno lascia assai spiazzati i lettori/acquirenti, o almeno ha lasciato interdetto il sottoscritto...
In Francia questa "enciclopedia degli anime" ("enciclopedia", termine ormai stra abusato...) è giunta al sesto volume, con periodo temporale fino al 2007:

Tra l'altro, per chi mastica il francese, sul sito linkato sopra c'è l'offerta di tutti e sei i volumi a soli 49 euro!  ^_^
Stante questo mio personale punto di partenza, ed essedo le due pubblicazioni della medesima casa editrice, la mia recensione le metterà anche a confronto:
Enciclopedia degli Anime volume 1 63/79  VS  Anime, guida al cinema d'animazione 58/69

Intanto in questa "enciclopedia" francese, rispetto alla "guida" nostrana, si parte dal 1963, invece che dal 1958.
E il 1958, 1959, 1960, 1961 e 1962?
La "guida" nostrana per gli anni dal 1958 al 1962 riporta 15 dettagliate schede, che non paiono molte, ma che occupano ben 25 pagine di approfondimento!
Paragoniamo, ora, lo spazio numerico (assolutamente non il numero di righe di approfondimento) dedicato alle schede nel periodo temporale in cui i due volumi si sovrappongono temporalmente, cioè dal 1963 al 1969:
ENICICLOPEDIA FRANCESE                                           GUIDA NOSTRANA
1963 = 10 schede                                                                   1963 = 12 schede 
1964 = 5 schede                                                                     1964 = 18 schede
1965 = 16 schede                                                                   1965 = 33 schede
1966 = 10 schede                                                                   1966 = 20 schede
1967 = 28 schede                                                                   1967 = 30 schede
1968 = 18 schede                                                                   1968 = 30 schede
1969 = 21 schede                                                                   1969 = 36 schede
TOTALE = 108 schede                                                          TOTALE = 179 schede

Vostro onore ho terminato... anzi no... le schede della "enciclopedia" non sono sempre in ordine cronologico, magari dopo tot schede di un anno specifico, te ne trovi una di un anno antecedente, l'ho notato tre volte... come se si fossero accorti dopo della dimenticanza e l'avessero aggiunta, oppure... oppure c'è un refuso... un refuso dell'anno... un refuso dell'anno di produzione in una pubblicazione che si fregia di essere enciclopedica...

lunedì 10 novembre 2025

Ultimate Anime, 100 capolavori dell'animazione giapponese


TITOLO: Ultimate Anime, 100 capolavori dell'animazione giapponese
AUTORE: Joe O' Connor
CASA EDITRICE: Moebius
PAGINE: 304
COSTO: 42 
ANNO: 2025
FORMATO: 29 cm x 22 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791256920433


Gran bel volume estetico e tattile (il titolo "Ultimate Anime" in verdino è incavato rispetto alla copertina rigida), non apporta nulla alla saggistica a tema anime, non essendo saggistica, ma l'acquisto è quasi obbligato, oppure da regalare per Natale, che mi pare lo scopo originario della pubblicazione.
Quando un libro seleziona un tot numero di anime sulla moltitudine infinita prodotta fino ad oggi, in questo caso solo 100 schede, è ovvio che le scelte siano opinabili, anche molto opinabili.
Dei 100 anime presenti ne ho visti solo 36, pensavo di più, ma in fondo il 36% non è malissimo   :]
Oltre alle schede su serie e film, sono presenti degli approfondimenti sui generi, sugli studi di animazione e sugli autori.
Di nuovo, nulla è apportato in più rispetto a quello che si può trovare già pubblicato in saggistica, anche per l'estrema scarsità dello scritto, ma come regalo ad una persona curiosa della tematica può andar più che bene.
Ci sarebbe da disquisire, invece, sulla possibilità legalmente materiale di andarsi a recuperare i titoli che non si è visti.
A me manca la visione del 64% delle serie e film presentati, dove me li vado a comprare?
Qualcosa sarà anche disponibile, ma soprattutto per le serie più nuove, come le posso reperire?
Il costo del volume è altino, ben 42 euro, ma mi pare meno costoso della controparte anglosassone, che è sui 50 euro... inoltre mi pare proprio che la copertina italica sia molto più bella di quella originale.
All'interno del libro è enfatizzata con un bel punto esclamativo la presenza di ben 1000 immagini, per me resta sempre un minus, però son punti di vista   :]


Ovviamente non ci sono e non ci potevano essere riferimenti alla trasmissione italiana di questi anime, vengono solo adattati i nomi per le versione nostrane, quindi si leggerà "Actarus" etc.
Ogni scheda presenta una sinossi minimale, qualche dato dell'anime e presenta dei numeri (li ho cerchiati con dei colori. Questi numeri non sono altro che pagine dello stesso libro che hanno attinenza con la scheda.
Quando ho sfogliato il libro sono rimasto colpito dal fatto che fosse presente "Ufo Robot Goldrake" e non "Mazinga Z", che è il capostipite del genere mecha per come lo conoscemmo nel 1978.
Ho pensato che per l'edizione italiana avessero aggiunto qualche scheda per essere in sintonia con i gusti degli appassionati italici, togliendone altre, ed invece...

martedì 21 gennaio 2025

Ricordi Animati


TITOLO: Ricordi Animati
AUTORE: Vadime Elisseeff Pamela Mamusi 
CASA EDITRICE: Youcanprint
PAGINE: 692
COSTO: 35,50 
ANNO: 2025
FORMATO: 23 cm x 16 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791222716008



Ho acquistato questo libro senza poterlo sfogliare, quello che mi ha convinto ad acquistarlo son state le pagine, ben 692, ho immaginato che dovesse aver pur qualche contenuto in 692 pagine  :]
Altra questione il prezzo, ben 35 euro e 50 centesimi, ho immaginato che dovesse aver pur qualche contenuto per 35 euro e 50 centesimi   :]
Quello che ho scoperto sfogliandolo è ciò che si può veder qui sotto...


In una pagina sono esposte, diciamo così, una o più serie, presentando l'anno di trasmissione in Italia, una sinossi di pochissime righe, un'immagine della serie, qualche riga della sigla.
Dalla scheda di "Capitan Futuro", visibile qui sopra, scopriamo che venne trasmessa in Italia nel 1978, anticipandola di circa tre anni:

Il libro tratta tutta l'animazione non solo quella nipponica, ma io, ovviamente, son più portato per le informazioni sugli anime, e se ne trovano di errori... comunque ho controllato al volo solo le schede sugli anime dal 1978 al 1983, non oltre e non gli statunitensi ed europei.
Quindi ho pagato 35 euro e 50 centesimi per non leggere praticamente nulla e trovare informazioni errate oppure confuse, in quanto in due righe è difficile (impossibile) riassumere una serie animata o un film.
Non mancano foto sbagliate e refusi, per esempio per il Baldios i protagonisti diventano "Marin, Oliver Jack, Raita, Hokuto, Jamie Hoshino". La virgola galeotta tra i nomi Raita e Hokuto genera un nuovo personaggio.
Riepilogo sommariamente un po' a caso:
Ylli, Yinta, Yanosh e Yshida uniscono i loro robot e diventano Astrorobot;
Bem, Bero e Bera nascono in seguito ad un esperimento genetico;
A Makoto Kusaka il padre consegna le "chiavi" per entrare nel sottomarino Blue Noah;
Conan è abile con la lancia, sarebbe un arpione...
Haran Banjo è un carismatico agente segreto e pilota del Daitarn 3.




Capitan Jet f u trasmesso in Italia dal 1977;
I protagonisti del Gundam sono cinque giovani piloti;
Takeshi si trasforma in Hurricane Polimar grazie ad un casco magico;
Tetsuya/Kyashan è figlio di uno "scientifico";
L'anime di "Lady Oscar" è ispirato a "Maria Antonietta, una vita involontariamente eroica" scritto da Stefan Zweig, pensavo che il manga fosse ispirato al libro, mentre l'anime nascesse dal manga;
Mazinga, manca la "Z", ma la sigla e l'immagine sono dello Zeta, venne trasmesso in Italia dal 1979;
"Supergulp!" venne trasmesso nel 1972, no, quello era Gulp, ed erano solo immagini statiche, di nuovo no, c'erano anche cartoni animati;
Tekkaman, trasmesso in Italia nel 1979, combatteva contro il generale Rambos, e l'Imperatore Dobrai?
Zambot 3 doveva vedersela contro il razzismo del popolo terrestre, e Gaizok?

Ribadisco che non mi son messo a controllare tutte le informazioni, molte sono un po' confuse in quanto troppo stringate, queste son solo quelle che mi son saltate all'occhio subito solo dei vecchi anime.

Son più povero di 35 euro e 50 centesimi   ^_^

domenica 10 novembre 2024

Cinque volumi "Nuova Guida Cinematografica" dal 1928 al 1986



Questo post deriva ed è collegato a quello più specifico sui film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" con i volumi dal 1969 al 1982, in cui il "Centro Cattolico Cinematografico" recensiva tutti i film distribuiti in Italia per valutarne la loro validità etico, morale, educativa e religiosa.
In questi cinque volumi, sempre del "Centro Cattolico Cinematografico", sono presentati solo i titoli dei film con il cast produttivo e gli attori, niente recensioni (altrimenti sarebbero stati 50 volumi...), ovviamente ci sono anche i film d'animazione e pure quelli nipponici. La redazione, però (come riportato nell'introduzione dell'opera leggibile più sotto), divise i lungometraggi per regista, quindi non sempre vennero accreditati i registi giapponesi ai film d'animazione giapponesi, qualcuno ha nomi anglosassoni come All Bisney e Danis Marin. 
Il cambio dei titoli e degli autori era una prassi consolidata italica molto prima dell'avvento di Goldrake e soci, non era per nulla un accanimento contro gli anime, veniva fatto per qualsiasi tipologia di lungometraggio, se questo permetteva di ingannare lo spettatore facendogli credere che il film fosse connesso ad altri titoli di successo. Mi vengono in mente i tanti film di arti marziali che avevano nel titolo "Bruce Lee", anche se Lui non c'era. Lo stesso valeva per i film dei kaiju, fatti passare per made in Hollywood.
Questo avveniva anche con l'animazione giapponese, che tramite il cambio del titolo e del nome del regista era camuffata per essere di matrice statunitense/disneyana, in modo da invogliare i genitori a portarci i figli.
Lo scopo del post è anche mostrare la mia ricerca delle fonti, che spesso mi fa portare a casa chili e chili di volumi, magari solo per controllare una decina di titoli. Per quanto illusorio e forse un po' infantile, il tutto vorrebbe anche per far sentire un po' in colpa coloro che vanno a pescare sul web informazioni gratuite per trasformarle a pagamento, senza manco citare la fonte originaria, e diventando, in questo modo, loro stessi, un po' abusivamente e meschinamente, fonte ufficiale per le successive pubblicazioni   ^_^


Si potrebbe opinare che materiale editoriale così vetusto, spesso lacunoso dal punto di vista informativo, possa essere essere poco utile come fonte, ma il mio scopo è capire cosa negli anni 70 e primi anni 80 i giornalisti ed esperti vari potevano in buona fede sapere dell'animazione giapponese, sempre se avessero voluto scrivere informati dei fatti  :]
Le fonti informative in quel periodo non erano moltissime, l'ideale, come scrivo spesso, sarebbe stato che il giornalista e/o esperto si cercasse informazioni da una fonte nipponica che conoscesse l'argomento animazione giapponese, altrimenti ci si doveva accontentare delle opzioni disponibili:
le recensioni presenti in "Segnalazioni Cinematografiche" (linkate sopra);
i documenti del "nullaosta censura" del Ministero dello Spettacolo (a cui faceva riferimento "Segnalazioni Cinematografiche);

Non moltissimo...


Il volume con i titoli dalla A alla K riporta solo due film d'animazione giapponese, sempre che non mi sia sfuggito qualcosa.
Oggi fa ridere che "Leo/Kimba" fosse accreditato con il regista di nome Al Bisbey o All Bisney,link qui sotto:

Oppure che per uno dei primissimo lungometraggi animati nipponici, "009 Joe Tempesta", venisse nominato Danis Marin come regista, tra l'altro unica sua opera presente nei cinque volumi.
Il tutto, però, faceva parte della strategia di deniponizzazione degli anime, non per astio verso quella nazione o verso gli autori, ma solo per cercare di vendere qualche biglietto in più.
Si noti che la distribuzione di questi film animati giapponesi era spesso regionale, almeno fino all'avvento di Goldrake e soci, che resero l'animazione nipponica in brand riconoscibile.

Qui sotto inserisco le scan delle pagine introduttive del primo volume dell'opera in cinque volumi, tanto per comprendere meglio come vennero organizzate le schede e a cosa corrispondevano i giudizi sui film, che nel tempo vennero modificati. 
Forse si potrebbe criticare lo scopo originario del "Centro Cattolico Cinematografico", cioè valutare (direi legittimamente) cosa fosse guardabile e cosa no, ma, se oggi noi possiamo avere queste pur minime informazioni sui lungometraggi animati giapponesi arrivati in Italia, lo dobbiamo al loro lavoro.

sabato 16 dicembre 2023

I cartoni animati 80’s 90’s raccontati da Non è Successo Niente



TITOLO: I cartoni animati 80’s 90’s raccontati da Non è Successo Niente
AUTORE: Nicolò Targhetta
CASA EDITRICE: Beccogiallo
PAGINE: 363
COSTO: 21 
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788833142883


Io sapevo che moooolto probabilmente il libro non avrebbe collimato con ciò che io considero leggibile in tema di animazione giapponese, ma finché non lo leggi, non puoi avere la certezza che possa piacerti o meno. 
Inoltre sono sempre curioso di capire come vengono visti i "vecchi cartoni animati giapponesi" da parte delle nuove (non nuovissime, in quanto l'autore mi pare di aver letto sia del 1986, ergo ultra trentenne) generazioni. 
Infine volevo valutare se questo scritto potesse essere annoverato tra quella che ho battezzato "nuova saggistica su manga, anime e Giappone", benché lo scritto non sia minimamente saggistica, è un elenco di cartoni animati.
Stante che il libro non è saggistica, ma le caratteristiche con la "Nuova Saggistica" sono presenti:
autore che proviene dai social; autore che si cimenta per la prima volta con la tematica; casa editrice alla prima pubblicazione in tema, benché si occupi di graphic novel; totale assenza di bibliografia e sitografia, manca addirittura l'indice... 
Però le immagini sono pressoché assenti.
Le serie sono divise in due decenni (prima parte anni 80 e seconda parte anni 90) e vengono elencate in ordine alfabetico.

Sono rimasto negativamente colpito dal fatto che la casa editrice sia la "Beccogiallo", che si occupa proprio di fumetti, ai tempi comprai "Ustica, scenari di guerra", e il loro stand lo vedevo spesso alle fiere del fumetto, quando queste esistevano ancora le fiere del fumetto... 
Quindi mi chiedo come mai non abbiano affiancato all'autore un editor per evitargli di riportare su carta una sequela impressionante di errori, oltre alle parolacce e alle allusioni sessuali abbastanza fuori luogo...
C'è da dire che nell'introduzione l'autore avvisa il lettore, quindi anche me, della tipologia di scritto a cui ci si sta approcciando, e che ha pagato, aggiungo io, 21 euro.


Lettore avvisato, mezzo salvato, solo che il libro lo avevo già comprato  (ho fatto la rima)  ^_^ 
Bastano queste righe come disclaimer dell'autore verso il lettore pagante per sdoganare tutto quello che è stato scritto nel libro?
Secondo me no, poi di certo sbaglierò io  :]
Non conoscevo Nicolò Targhetta, si vede che rispetto agli altri suoi libri io sono fuori "targhet(ta)"  ^_^
Non pretendevo una analisi puntuale, nessuno può credere sia presente in un libro che in 363 pagine vuole trattare due decenni di animazione in Italia (in realtà tre decenni).
La scusante, però, di aver raccontato i cartoni animati "come se li ricordava" o "più o meno quello che ricordo" non ha senso, esistono siti e libri che trattano il tema animazione in Italia, bastava consultarli.
Saranno stati consultati? Mistero, in quanto manca sitografia e bibliografia, quindi l'autore ha visto TUTTE le serie elencate nel libro?
Sinceramente dubito, avrà consultato qualche sito, ma non sempre con la pazienza di cercarsi le informazioni corrette.
In questo sperduto blog GRATUITO io cerco, nel limite delle mie possibilità e senza l'ausilio di una casa editrice, di scrivere cose corrette (date in particolare), noto che non sia la priorità della casa editrice Beccogiallo.
Premessa:
il libro tratta tutta l'animazione arrivata in Italia, giapponese, statunitense ed europea (poca). 
Io ho letto SOLO le schede dei cartoni animati che conoscevo decentemente, quindi i tanti errori, volgarità e superficialità che ho riscontrato valgono forse per circa un quarto dello scritto. Di certo i restanti tre quarti saranno perfetti ed esenti da critiche, son stato sfortunato io a trovare schede approssimative e piene di battute da caserma/vecchi forum.
Direi che l'autore non avrà svolto il servizio militare, ma magari avrà partecipato all'epopea dei primi forum sugli anime. Le battute che ho letto, specialmente quelle a carattere sessuale, si configurano come quelle che leggevi sui forum, e non da parte di tutti gli iscritti, ma anche in quei luoghi virtuali la prassi era di una minoranza scelta   ^_^
Non mi ritengo un bacchettone, ma spendere 21 euro per leggere che Chobin è un plug anale non mi fa ridere... mi faceva ridere quando lo leggevo gratuitamente sui forum ad inizio anni 2000, ma nel 2023 su carta stampata a pagamento assolutamente no...
Poi c'è la COLOSSALE questione inerente il voler ascrivere agli anni 80 l'animazione, giapponese o meno, che in Italia venne trasmessa nel decennio 1970.
Se l'autore ha visto (ammesso li abbia visti e dalle sinossi dubiterei) i cartoni animati giapponesi di Capitan Harlock (1979), Danguard (per ora 1979), Goldrake (1978), Grande Mazinga (1979), Heidi (1978), Jeeg (1979), Kimba (1977), Lupin III (1979), Remi (1979), Vichy il vichingo (1976) e Barbapapà (inserito negli anni 90.. 1976) negli anni 80 e/o anni 90 non è colpa mia, ma tutti quelli elencati sopra, che hanno pure l'onore e l'onere di essere i primi trasmessi in Italia, SONO DEL DECENNIO 1970!!! 
In più in questo libro anche i cartoni animati di "Hanna & Barbera", che in alcuni casi arrivarono in Italia negli anni 60, vengono promossi ai fulgidi anni 80... tipo i Flintstones...
Il problema è che i cartoni animati trasmessi in Italia negli anni 60 e 70 sono spostati negli anni 80 e quelli trasmessi negli anni 80 (Dragon Ball  e i Cavalieri dello Zodiaco) sono spostati negli anni 90... forse l'autore soffre di uno sfasamento temporale?
Ribadisco, io ho fatto un check solo di un numero minoritario di serie animate.

Ci sono poi gli errori banali (tipo le armi dei robottoni riportate a caso) e le contraddizioni, come se lo scritto non avesse goduto del ben che minimo controllo da parte di un editor della casa editrice:
scritto e si stampi.
Qui sotto uno degli esempio di errori/contraddizioni.






A pagina 65 nella scheda sul Grande Mazinga, facente parte per l'autore della sacra trinità robotica,  si può leggere, riguardo a Ufo Robot Goldrake, Mazinga Z e Jeeg, che "non è un caso che due su tre siano usciti dalla mente vulcanica di Sua Maestà Go Nagai", ne consegue che uno dei tre non è di Nagai?! O_O
A pagina 67 si legge che il Grande Mazinga è di Nagai.
Quindi sono andato a rileggermi la scheda di Goldrake a pagina 61, ed è riportato come autore Nagai e che la serie fa parte della trinità.
A pagina 92, nella scheda di Jeeg, è ribadito che Jeeg fa parte della sacra trinità e che l'autore è sempre Nagai.
Quindi ho controllato a pagina 120 la scheda su Mazinga Z, ed anche in questa è scritto sia che è di Nagai sia che fa parte della trilogia mecha.
Sorgono, quindi, due quesiti:
1) quale tra Ufo Robot Goldrake, Mazinga Z e Jeeg non è di Nagai, come si può leggere a pagina 65?
2) ma una trinità formata da quattro entità (Mazinga Z. Grande Mazinga, Goldrake e Jeeg) resta una trinità?

Il punto, in realtà, è un altro, qualcuno ha letto lo scritto dopo la stesura definitiva prima di andare in stampa?

Questione volgarità gratuite.

giovedì 26 ottobre 2023

La Super Guida Manga, tutto sul fumetto dal sito n.1 sulla pop culture nipponica


TITOLO: La Super Guida Manga, tutto sul fumetto dal sito n.1 sulla pop culture nipponica
AUTORE: Alessandro Falciatore
CASA EDITRICE: BUR Rizzoli
PAGINE: 297
COSTO: 18€
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm X 16 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788817179140


Caso ha voluto che abbia recensito consecutivamente tre libri su anime e manga di tre case editrice non avvezze al tema, stavolta tocca alla "BUR Rizzoli", che entra nel mercato della "new saggistica", come penso di ribattezzarla.
Negli ultimi mesi più case editrici hanno fatto il loro ingresso nello sfolgorante mondo di anime e manga, dopo Giunti, Il Saggiatore, nuinui, Il Mulino, Salani e Mondadoriarriva la BUR Rizzoli.
Come ci entra?
Direi più che bene, anche perché la casa editrice ha avuto la saggezza di rivolgersi ad un sito con solide e consolidate basi di conoscenza, oltre che di followers, quindi in grado di assemblare un guida sui manga da leggere più che affidabile, cioè "Animeclick".
Preciso che io dei 101 manga selezionati ne ho letti pochini, più che altro ho visto le versioni animate. Purtroppo già da anni ho dovuto scegliere se riempire casa con libri e riviste o con i manga, scegliendo la prima opzione.
Quello che resta più importante è l'impostazione del libro, che porta a termine la missione che si prefigge, cioè informare esaurientemente.


A pagina 42 Alessandro Falciatore spiega i criteri che hanno portato a scegliere questi 101 manga, escludendone altri che avrebbero avuto diritto a farvi parte, cioè la reale reperibilità per chi fosse interessato a leggerli. Cassando, però, i titoli con licenza scaduta.
Inutile stare a sindacare se un titolo scelto da "Animeclick" meritasse o meno di essere inserito nel libro, primo perché non ho le competenze per valutarlo, secondo perché tutte le liste chiuse hanno sempre delle mancanze, altrimenti si inserirebbero 1000 titoli  ^_^
Nela pagina di destra, la numero 43, è illustrato come ogni scheda è stata pensata, direi in modo chiaro ed esaustivo.
Sono descritte le varie edizioni italiche, nel caso si voglia recuperarle, ed è sempre presente l'informazione se la serie sia terminata o meno.

La prima scheda è quella sul manga di Doraemon (io vedevo l'anime quando Nobita si chiamava Guglia).
Dopo l'illustrazione dei dati del manga visibili a pagina 43, sono presenti:
la sinossi (Storia); notizia sul manga; info su versioni anime e videogiochi, gadget; un box con varie curiosità; può essere presente un mini approfondimento sul/sulla mangaka.

Ad ogni titolo sono dedicate dalle due alle quattro pagine, mediamente due pagine.
Nelle pagine che precedono le schede si introduce brevemente il lettore alle nozioni base per fruire consapevolmente di un manga: 
composizione; storia del manga in Giappone; storia del manga in Italia (fino al 2023); come viene pubblicato un manga in Italia (interessante); tecnica manga; successo dei manga in Italia.

Nella prefazione Domenico Guastaferro esplicita un concetto che condivido in toto e che cerco di seguire comprando libri a iosa, riassumo con parole mie:
il web è importante, ma immateriale, temporaneo e fugace. Un libro resta. Ora anche "Animeclick" ha trasposto su carta parte delle proprie conoscenze, che da immateriali son diventate materiali.

C'è uno scotto, secondo me, da pagare con il passaggio da web a libro:
finché scrivi su un sito virtuale gratuito, eventuali occasionali imprecisioni sono compensate da tutte le altre informazioni messe a disposizione del web gratuitamente da tanti appassionati, ma quando passi al libro cartaceo a pagamento, può essere che il livello di pignoleria del lettore pagante aumenti   ^_^
Non che si pretenda la perfezione assoluta, ma se uno nota, in base alle proprie conoscenze, qualche imprecisione, magari lo fa notare.

mercoledì 30 agosto 2023

Enciclopedia Mondiale del Fumetto



TITOLO: Enciclopedia Mondiale del Fumetto
AUTORE: Maurice Horn e Luciano Secchi
CASA EDITRICE: Editoriale Corno
PAGINE: 864
COSTO: 40€
ANNO: 1978
FORMATO: 31 cm X 23 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 


Debbo ringraziare il lettore "J_La_Rue_67" che in un comento ad un post ha tirato in ballo questa "Enciclopedia Mondiale del Fumetto", che conoscevo di vista e nome ma non avevo mai sfogliato, permettendomi di scoprire un fonte piena di informazioni su manga e mangaka, che si sposa perfettamente con la mia ricerca di "pre-saggistica sugli anime (e manga) dal 1978 ai primi anni 90":



Si possono giustificare i giornalisti italici, per le tante baggianate scritte sui cartoni animati giapponesi, con la scusante che ai tempi non esistevano informazioni sull'animazione e i fumetti giapponesi, a parte il fatto che magari avrebbero pure potuto ricercarle (era il loro lavoro), ma questa pubblicazione riduce di molto le loro eventuali giustificazioni postume.
Non che in questa pubblicazione della "Editoriale Corno" sia scritto che i cartoni animati giapponesi NON erano fatti al computer o che i personaggi non volevano essere Occidentali, ma dalle 68 voci presenti nell'enciclopedia chiunque avrebbe intuito che i fumetti in Giappone avevano una storia ben radicata ed un mercato almeno sviluppato quanto il nostro (poi era maggiore). 
Quello che mi sorprende è di non aver mai trovato un articolo in cui un qualche esperto di fumetti citasse questa enciclopedia della "Editoriale Corno" per far notare ai giornalisti che i cartoni animati giapponesi avevano nei fumetti giapponesi un background molto sostanzioso.
Quindi non si trattava solo di una superficialità latente nel giornalismo italiano, ma anche di un totale disinteresse da parte degli esperti di fumettistica che avrebbero potuto spezzare una lancia in favore degli anime e che, invece, se ne disinteressarono quasi completamente.
Le 68 voci inerenti manga e mangaka presenti nella pubblicazione su circa 1500 totali sono di due tipologie, autori/disegnatori (23 voci) e personaggi/serie (45 voci), cioè mangaka e manga. Purtroppo questi fumetti ed autori mai vengono chiamati direttamente manga e mangaka, sarebbe stato un bello scoop per la "Editoriale Corno", in una voce (Kitazawa Rakuten), però, si specifica che il termine "manga" vuol dire sia "vignetta" che "fumetto". Inoltre spesso nello scritto è riportato il termine "manga", ma come titolo di un fumetto.
L'edizione originale venne pubblicata a New York dalla "Chelsea Publishing Company" nel 1976 e nel 1978 integrata con le voci italiane dalla redazione della "Editoriale Corno", messa in vendita nell'agosto 1978 (a fine post le scan delle date).
Quindi a dicembre del 1978, in occasione della seconda tranche di "Atlas Ufo Robot", una qualche fonte informativa autorevole sullo sconosciuto mondo nipponico dei fumetti era pur disponibile, ma le sue 68 voci inerenti il Giappone restarono una voce morta...
In alcuni casi sono presenti i manga di cartoni animati giapponesi che imperversavano o avrebbero imperversato in televisione, quindi, già dall'agosto 1978 chiunque avrebbe potuto fare qualche analisi meno superficiale. Infatti nelle voci dell'enciclopedia è specificato più volte che dalla versione di un manga si era passati a quella animata, cioè era una prassi produttiva.
Nella voce su "Jungle Tatei", cioè "Kimba il leone bianco", si cita la vittoria del Leone d'Argento al Festival Internazionale del Cinema per ragazzi di Venezia nel 1967, ergo il cartone animato non era statunitense come poteva sembrare dai titoli, ma nipponico
Inoltre si accenna all'esistenza di vari generi, come il fumetto per ragazze, anche se il termine "shojo", pur presente, non è messo in correlazione con il genere "shojo", ma solo come titolo del manga.
In pratica, un attento lettore e nel contempo osservatore dei cartoni animati giapponesi, forse avrebbe potuto capire tanti aspetti che ai tempi parevano assolutamente oscuri.


Tra l'altro all'inizio dell'enciclopedia è presente un saggio di 26 pagine a firma di Maurice Horn dal titolo "Breve storia del fumetto nel mondo", in cui in due punti si parla espressamente del fumetto giapponese.
Tutte le voci su manga e mangaka sono ad opera di Hisao Kato (vedi scana fine post), immagino con delle integrazioni da parte della redazione della "Editoriale Corno", come per "Jungle Tatei"/"Kimba il leone bianco".
Nella prefazione all'edizione italiana è specificato che la "Editoriale Corno" ampliò le voci dell'enciclopedia da circa 1200 a circa 1500, con ben 350 voci aggiuntive a cui sommare varie integrazioni alla versione statunitense, per un lavoro che è durato quasi tre anni.
La tempistica di lavoro di quasi tre anni forse motiva l'assenza di alcuni manga che in Giappone ebbero successo, magari più per la versione televisiva, per esempio manca "Mazinga Z", come manca Go Nagai. In generale le voci inerenti il fumetto giapponese mi paiono più orientate al passato degli anni 60, anche remoto per quanto riguarda i primi illustratori, rispetto al presente degli anni 70.
Non c'è Mazinga ma c'è "Hashita no Joe"   ^_^

sabato 24 dicembre 2022

Dizionario Manga, il fumetto giapponese dalla A alla Z




TITOLO: Dizionario Manga, il fumetto giapponese dalla A alla Z
AUTORE: Davide Castellazzi
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 423
COSTO: 28,5 
ANNO: 2022
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile sul sito Nippon Shock Edizioni
CODICE ISBN: 9788897286707


Nel 2004 Davide Castellazzi pubblicò "A-Z Manga, guida al fumetto giapponese", sono passati un po' di annetti e il saggista ha deciso di aggiornare quel libro al 2022.
Il formato è molto più grande della precedente pubblicazione della "Coniglio Editore", poco più sotto inserisco la pagina in cui l'autore avvisa il lettore su alcuni aspetti della nuova edizione del Dizionario.
Nella vecchia edizione erano presenti più di 500 voci, in questa ci sono più di mille voci, un considerevole aggiornamento   ^_^



Confrontando la scan sopra, con le prima due pagine della lettera "A" della nuova edizione, con la scan sotto, che presenta le prime due pagine della lettera "A" della vecchia edizione, si noterà che l'impostazione è la medesima, come sono le stesse le descrizioni già presenti nella prima edizione.
Ovviamente non ho letto tutto il libro, ma mi sono limitato ad una scorsa e alla lettura di alcune voci random. 
Ho notato qualche refuso, inoltre, rispetto alla vecchia edizione, non è presente l'indice alfabetico con le voci trattate.



Come si può vedere dal raffronto delle due scan "nuova edizione" vs "vecchia edizione" ci sono voci già presenti nella vecchia edizione e voci nuove per questa edizione del 2022.

domenica 10 aprile 2022

Anime, guida al cinema d'animazione giapponese 1958 - 1969


TITOLO: Anime, guida al cinema d'animazione giapponese 1958 - 1969
AUTORE: Kappa Boys
CASA EDITRICE: Kappa Lab
PAGINE: 260
COSTO: 20 
ANNO: 2022
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788885457416



Sono un felice possessore della prima edizione del libro e di quella a fascicolini per la "Hobby & Work", poi ho comprato nel 2013 la ristampa anastatica, quindi non potevo lasciare sugli scaffali della libreria questa edizione completamente riscritta e ripensata.
Ho trovato molto bella l'introduzione, in cui i Kappa Boys spiegano la nascita della prima edizione e motivano i giustificabilissimi errori che conteneva, causati dalla difficoltà a reperire informazioni sull'animazione giapponese nel 1990.
In questi decenni mi è capitato spesso di leggere critiche a quella prima edizione per gli errori ivi presenti, avrei tanto voluto vedere i criticoni reperire le informazioni quando internet non esisteva...
L'unico appunto che mi sentirei di muovere è che se il gruppo era così conscio degli errori presenti nella prima edizione, la copia anastatica del 2013 diviene veramente un mero sfruttamento economico del lettore... rileggendo la recensione che scrissi nel novembre 2013 ho ricordato la gioia che provai a Lucca nel vedere quella copertina allo stand della Kappa Lab, convinto che fosse una nuova edizione, come quella di oggi, mentre mi volevano rifilare lo stesso scritto di una ventina di anni prima... e io me la ricomprai...    T_T
Tra l'altro quella copia anastatica (con replica anastatica anche degli errori) costava 24 euro, mentre questo nuovo libro costa solo 20 euro, forse a causa di 60 pagine in meno, misteri dei prezzi degli editori... un giorno qualcuno ci scriverà un saggio.
Questa nuova edizione, come viene spiegato nell'introduzione, è stata riscritta in toto, mantiene la stessa impostazione grafica (immagini in bianco e nero), ma sono inseriti anche cortometraggi e pilot, oltre a serie tv e film che nella prima edizione erano sfuggiti.
Inoltre all'inizio di ogni anno vi è un breve riepilogo anche sull'animazione non giapponese, tanto per dare un contesto mondiale su quali cartoni animati erano prodotti.
Non per nulla il medesimo periodo nella prima edizione occupava 40 pagine, oggi copre 260 pagine, chiaro che contenga molte più informazioni su molti più titoli.
E qui nasce un dubbio, ma se questo volume copre il periodo dal 1958 al 1969, quando usciranno i successivi decenni 70 ed 80?
I Kappa Boys proseguiranno anche con il decennio 90?
Su questo aspetto aleggia un certo mistero, in quanto non ci sono informazioni sul web, a pagina 251 del libro si può leggere:
"Gli anni settanta: si conclude così la PRIMA PARTE della grande avventura degli anime".

Seguono alcune righe di introduzione al successivo decennio, con tanto di foto di serie animate del decennio.
Quindi, se c'è una "prima parte", ci saranno anche le parti successive, bello sarebbe sapere quando usciranno i successivi titoli, tanto per avere la certezza di non restare solo con questo   :]



Come si può vedere le schede ripropongono la medesima impostazione della prima edizione, con l'introduzione più approfondita.
Forse si potevano inserire le immagini a colori per quelle serie e film prodotti a colori, ma l'importante è lo scritto  ^_^

Qui sotto inserisco l'indice dei titoli originali e l'indice dei titoli italianai, perché ovviamente non venne importato tutto quello prodotto in Giappone tra il 1958 e il 1969.

giovedì 10 dicembre 2020

Voci animate, i doppiatori dei cartoni animati anni '70, '80 e '90


TITOLO: Voci animate, i doppiatori dei cartoni animati anni '70, '80 e '90
AUTORE: James Garofalo e Fabrizio Ponciroli
CASA EDITRICE: Edizioni Teasar Lab
PAGINE: 160
COSTO: 15,9 €
ANNO: 2020
FORMATO: 21 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788899654269


Di libri sull'animazione giapponese in Italia ne sono ormai usciti tantissimi (link 1 + link 2), restano due aspetti legati a quei primi anime poco indagati, le sigle e il mondo del doppiaggio. A parziale copertura del secondo tema si può leggere questo libro, che comunque non ha un'impostazione saggistica esaustiva, si occupa di un ristretto numero di doppiatori in un arco temporale abbastanza ampio.
Come ebbi l'occasione di scrivere nel caso della recensione di "Le voci dei cartoni animati, doppiatori a Cartoonia" una volta che si devono scegliere alcuni nomi di doppiatori al posto di altri, ognuno di noi farebbe scelte differenti, è tutto molto soggettivo. Tra l'altro anche "Voci animate" non si concentra solo sui doppiatori dei cartoni animati giapponesi, allargando in modo esponenziale la platea delle serie prese in esame.
Rispetto al libro linkato sopra, questo lascia la parola ai doppiatori che si è deciso di prendere in considerazione, quindi sono riportate le loro testimonianze sui cartoni animati giapponesi, ma non solo.
Sarebbe bello leggere un saggio solo sul doppiaggio dei cartoni animati giapponesi in quel primo periodo dal 1978 al 1982, che contempli i doppiatori, gli adattatori e le società di doppiaggio che le effettuavano, che analizzi tutto il contesto. Questo libro, invece, è più una testimonianza in cui  si possono leggere anche informazioni di questo genere.
Ogni scheda contempla la foto, una breve biografia, i dati del doppiatore/doppiatrice, alcuni suoi personaggi famosi, infine una serie di domande degli autori. Sebbene le domande non siano solo sull'animazione, qualche info interessante la può leggere anche chi segue maggiormente gli anime, chiaramente i meno appassionati ne troveranno molte di più.
Purtroppo sono spesso i doppiatori/doppiatrici a dare poche notizie agli autori (motivo per il quale vengono fatte domande anche su altri aspetti del doppiaggio), perché sappiamo che ai tempi il doppiaggio dei cartoni animati giapponesi non veniva considerato molto prestigioso, quindi i loro ricordi si sono un po' persi nel tempo. Inoltre il loro era un semplice lavoro (anche massivo), quindi sarebbe come chiedere a noi i ricordi di una normale attività lavorativa di 30 o passa anni fa, chi riuscirebbe a rammentare i particolari che noi vorremmo sentirci dire da loro?
Non tutti, quindi, riescono a fornire chiari e rigorosi ricordi e sensazioni su quel pioneristico periodo, ma tutti concordano sul fatto che a distanza ben quattro decenni, solo noi appassionati di animazione giapponesi manteniamo vivo il loro lavoro, da qui nasce anche questo lavoro editoriale: 
la passione di due ex bambini miei coetanei che stavano davanti alla televisione a vedere Goldrake, Jeeg, Heidi e Candy Candy.

Sono presenti anche alcuni brevi focus sui cartoni animati del periodo, tanto per contestualizzare le schede.  
Bella l'idea del "QR Code" che ti permette di ascoltare un breve messaggio audio degli intervistati ai lettori di "Voci animate", in fondo il doppiatore è la sua voce, non il suo viso. Peccato che il "QR Code" sia spesso posto all'interno della pagina, cosa che rende in alcuni casi un po' arduo far "prendere" il codice alla fotocamera dello smartphone, molto meglio quando è all'esterno della pagina.
Il prezzo è più che accettabile per i contenuti resi disponibili. 

domenica 16 febbraio 2020

Dagli Antenati ai Pronipoti i fumetti di Hanna & Barbera




TITOLO: Dagli Antenati ai Pronipoti i fumetti di Hanna & Barbera
AUTORE: Alberto Becattini e Alessandro Tesauro
CASA EDITRICE: Alessandro Tesauro Editore
PAGINE: 265
COSTO: 22,9€
ANNO: 2019
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': ancora presente a Milano
CODICE ISBN: 9788886819305

Non sono un fan dei fumetti di "Hanna & Barbera", da bambino penso di averne sfogliati al massimo una decina di numeri, semplicemente preferivo i cartoni animati, inoltre sono un po' più piccolo degli autori, che ricordano la prima trasmissione alla Rai di un cartone animato dello studio statunitense.
Nonostante ciò ho comprato il libro, in quanto è una esauriente trattazione del mercato editoriale italiano della "Hanna & Barbera", e non solo sul versante fumettistico, sono presenti anche gli album di figurine e i cartonati (libri illustrati).
Nella prima parte del libro si effettua un commento sullo studio di animazione, le pubblicazioni di fumetti e lo sbarco editoriale in Italia, non mancano le notizie inerenti l'animazione sulla Rai, compresi gli spot di Carosello prodotti da studi italiani.
La seconda parte è un particolareggiato index su tutto quello che venne pubblicato in cartaceo.
A mio avviso il libro si integra bene con un altro titolo più di carattere saggistico:
Hanna & Barbera, i personaggi le avventure dello studio che ha fatto la storia dell'animazione televisiva

Forse il prezzo del libro è un po' altino, considerando che gran parte di esso è formato da un index, e le immagini, tranne una parte finale a colori, sono tutte in bianco e nero.


domenica 27 gennaio 2019

Le voci dei cartoni animati, doppiatori a Cartoonia




TITOLO: Le voci dei cartoni animati, doppiatori a Cartoonia
AUTORE: Andrea Lattanzio
CASA EDITRICE: Felici Editore
PAGINE: 271
COSTO: 22 €
ANNO: 2018
FORMATO: 22 cm X 15 cm
REPEPRIBILITA': on line
CODICE ISBN: 9788860195678

Faccio alcune premesse prima di esprimere la mia valutazione del libro che ho acquistato e letto.
Prima premessa: Non sono un esperto di doppiatori di animazione.
Seconda Premessa: Dai primi film d'animazione della Disney ad oggi si sono susseguite più generazioni di doppiatori, impossibile scrivere un libro che li contenga tutti.
Terza premessa: dovendo fare una scelta su quali doppiatori inserire, ognuno di noi si sarebbe indirizzato su nomi differenti, in base all'età e al tipo di animazione preferita.
Quarta premessa: Il numero di pagine del libro sarebbero cresciute in maniera direttamente proporzionale all'accuratezza sui personaggi doppiati da ogni doppiatore, ergo probabilmente si sarebbero dovuti ridurre il numero di doppiatori presi in esame.
Quinta premessa: Non mi pare ci siano tanti altri libri che si occupano dei doppiatori prestati all'animazione.Ci sarebbe, per esempio, "Dubbing Cartoonia", ma non sono mai riuscito a reperirlo...
Sesta premessa: Ho comprato questo libro on line, senza poterlo sfogliare prima.

Premesso tutto ciò, sono rimasto colpito abbastanza negativamente dal titolo in questione...
Si può ben capire da ciò che io posto in questo blog che ritengo le serie animate arrivate dal Giappone dalla fine degli anni 70 il punto di svolta dell'animazione in Italia. Fino ad allora i cartoni animati erano roba per bambini, trame semplici, durata breve, puntate autoconclusive, colonne sonore limitate, etc etc...
Da Heidi e Goldrake in poi l'animazione è stata vista in maniera diversa, sia dai bambini che dagli stessi adulti di allora, basta dare una scorsa alle tonnellate di articoli del periodo:
Indice completo degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno

E' per questo che mi ero assai sorpreso nel vedere che in copertina non c'era neppure un personaggio dell'animazione giapponese, ma nonostante ciò ho proceduto lo stesso all'acquisto del libro, in fondo finché non lo leggi non puoi dare un giudizio.
Purtroppo l'animazione giapponese, o meglio, le voci che i doppiatori italiani diedero ai personaggi degli anime, sono sacrificate anche nel contenuto del libro.
Nel libro sono presenti più di 110 schede su doppiatori che si occuparono di animazione, per ogni nominativo c'è una breve biografia personale, la filmografia essenziale, i lavori televisivi ed infine i "doppiaggi". Per "doppiaggi" si intende quelli relativi all'animazione.
Un non esperto come me di doppiaggio si baserà sui personaggi animati doppiati per riconoscere il lavoro del doppiatore, ma sono stati inseriti pochi personaggi per ogni doppiatore...
Poco spazio nel libro?
No, perché come mostrerò per la scheda di Cinzia De Carolis (pagine 72, 73, 74) i titoli inseriti restano pochi anche se sotto di essi resta metà pagina vuota... ma non si potevano inserire in quella mezza pagina vuota tutti i personaggi doppiati dalla brava doppiatrice?
Sono presenti inoltre molte schede di doppiatori con un solo (o due) personaggio animato nel loro curriculum... posso capire quando questo era un protagonista di un film Disney o di una serie famosa della Warner Bros o MGM, ma non ne comprendo il senso quando si tratta di informarci che il doppiatore in questione doppiò il padrone del ristorante in "Lilly e il vagabondo".
In pratica sono stati scelti i personaggi doppiati  senza alcun criterio comprensibile, o almeno comprensibile a me...
Quali personaggi doppiati inserire e quali omettere, in base a cosa?
Ma soprattutto,  perché omettere alcuni personaggi?
Perché, una volta deciso di inserire un doppiatore in base ad un proprio legittimo criterio, non si è scelto di mettere tutti i personaggi che doppiò?
Il lettore leggerà il nome del doppiatore, poi scorrerà i personaggi animati doppiati, e non leggendo la voce a cui era affezionato, non troverà alcun beneficio informativo nello scritto.
Attenzione, questo fatto non vale solo per i doppiatori di animazione giapponese, ma random vale per tutti i generi.
C'è un "però" grosso come una casa che riguarda i cartoni animati giapponesi, e cioè che siamo stati stati proprio noi fan dei cartoni animati giapponesi ad "elevare" ad idoli i doppiatori delle serie animate degli anni 70 ed 80. Fummo noi "fissati" degli anime a riconoscere a quelle grandi voci l'affetto e la giusta considerazione per delle piccole produzioni che restarono nei nostri cuori.
Quindi, secondi me, i doppiatori degli anime avrebbero meritato un minimo di considerazione in più.




Qui sopra si possono leggere i nomi dei doppiatori le cui schede sono presenti nel libro.
Come ho già scritto sopra ognuno avrebbe messo un nome al posto di uno presente, però provate a consultare i link sotto con i nomi dei doppiatori di tre fondamentali serie animate arrivate in Italia alla fine del 1970, e verificate voi stessi quanti di quei bravi doppiatori sono stati lasciati fuori:
"Atlas UFO Robot" / "Ufo Robot Goldrake"
"Jeeg Robot, uomo d'acciaio"
"Candy Candy"

Manca Laura Boccanera, cioè Candy Candy!
Mancano Giorgio Locuratolo/Alcor, Gino Donato/Re Vega, Anna Teresa Eugeni /Lady Gandal e la Regina Himika!





Poi c'è la scheda di Romano Malaspina, che non si è dedicato solo agli anime, sia chiaro, ma è forse grazie a quegli insulsi cartoni animati giapponesi che ha ricevuto più tardi del dovuto i riconoscimenti, almeno quelli dei fan, che avrebbe meritato prima, e non c'è il nome di Actarus!
Non c'è Actarus...