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lunedì 6 luglio 2026

Greatest Hits I Cavalieri del Re - Vinile 33 giri


A metà giugno Riccardo Zara ha presentato questo LP nel (nuovo) negozio della "Yamato Video", con annesso firmacopie e penso intervista/conferenza stampa.
Causa caldo ed eventuale ressa (presentazione di pomeriggio...), e la ressa aumenta il caldo e viceversa, non ci sono andato, anche perché non sono un accumulatore seriale di autografi, di tante altre cose si (lo si vede da questo blog...), ma degli autografi non mi interessa nulla.
Ero interessato più che altro al booklet, però non è che ci sia qualcosa di particolarmente unico.
E' ovvio che se si è un collezionista di vinili delle sigle degli anime, l'acquisto può anche essere obbligatorio, in caso contrario, da valutare.
Il prezzo è di 25 euro, non essendo un habitué dell'acquisto di dischi nuovi, non saprei dire se sia un costo alto, basso oppure in media.
Non starò qui a questionare se si sarebbero potute mettere altre sigle non presenti al post di alcune che sono state inserite, sono valutazioni basate anche sui gusti. Per esempio del lato B io gradisco solo la traccia 2 e 3.
Qui sotto il retro della custodia.


domenica 7 dicembre 2025

LP "Eve For Ever" di Michel Gonet contenente vari brani usati negli anime, tra cui "SF Saiyuki Starzinger"


A giugno avevo postato la recensione del primo cofanetto DVD di "Starzinger", ovviamente dopo aver visto tutte le puntate:

Il secondo ed ultimo cofanetto era previsto per dopo le vacanze estive ed è stato abbastanza puntuale, primi di settembre.
Già da un paio di mesi ho terminato anche la visione del secondo cofanetto DVD, la cui recensione penso che avverrà dopo questo post, ma l'aver visto le ultime puntate mi ha riservato una super sorpresa musicale.
Negli anni ho recuperato un numero cospicuo di BGM, opening, ending e vocal nipponiche di vecchi anime (ma anche di nuove serie), spesso accorgendomi che quei brani erano rimasti immagazzinati da qualche parte nel mio cervello, ed il loro ricordo musicale era restato assolutamente vivo, nonostante fossero passati anche quattro decenni o più. 
Alcuni di questi temi musicali erano sempre presenti in ogni episodio, quindi facilmente memorizzabili, ma altri lo erano raramente oppure la serie non la rividi mai più fino ad età adulta.
Come ho già scritto nella recensione del primo cofanetto DVD di "Starzinger", io non rivedevo questa serie da quando la vidi una sola volta su "Teleradioreporter" ai tempi. 
Negli ultimi 20 anni ho scoperto che le BGM di "Starzinger" vennero prese anche da altri anime, per esempio il "Danguard", ovviamente le vocal vennero composte solo per questa serie.
Guardando due episodi specifici, il numero 50 ed il numero 64, ho ascoltato una musica che mi ricordavo bene, nonostante fossero veramente più di 40 anni che non la sentivo!
Forse il motivo mi restò in mente perché in entrambi i casi venne usato nella scena della morte di due personaggi non secondari, quindi in momenti pieni di pathos: la Regina Lacet e Bel Ami.
La Regina Lacet è una cattiva, anzi,  doppiamente cattiva, in quanto vuole impossessarsi dell'Energia Galattica facendo, nel contempo, il doppiogioco contro il Re Gyuma, di cui dovrebbe essere la futura sposa imperatrice e fedele servitrice.
Più sfaccettato il personaggio di Bel Ami, che da semplice avversaria di Jan Coog, ne diventa nemica alleandosi con la Regina Lacet, ma infine sacrifica la sua vita per battere un ultimo potentissimo mostro spaziale. Inutile dire che Bel Ami si innamora di Jan Coog.
Tutto questo spiegone per cercare di capire perché quel brano, dopo più di 40 anni, era ben vivo nei miei ricordi musicali.
Il problema, a questo punto, era diventato lo scoprire quale fosse questo brano, visto che nelle mie BGM di "Starzinger" non è presente.
Tutti facciamo ricerche online, e non so se solo a me capita che a forza di cliccare link a manetta non ricordo più bene da dove fossi partito e/o come ci fossi arrivato su un sito...   ^_^
La mia ricerca è iniziata da un canale "YouTube" che carica musiche poco usuali degli anime:

Dove nella descrizione lessi che il brano di "Goldrake" era di "Composed by Michel Gonet", tralasciando che pare nello specifico che l'autore non sia quello, ho proseguito la ricerca con quel nome, trovando le musiche dell'intero LP, e c'era il brano della morte della Regina Lacet e di Bel Ami!

Il pezzo con la stupenda voce di Micheline Ramette, è il numero 10 presente sul lato B del vinile, con titolo "Eve Reveuse":
EVE REVEUSE
DREAMING EVE
Lento nostalgique
Lento nostalgic
Voix - Piano solo.
Voice - Piano solo.
a) 0'42" : Cordes - a) 1'10" : Piano solo - a) 1'30" : Reprise du theme. - Hautbois pour finir.
a) 0'42 : Cordes - a)
at) 0'42" : Strings - at) 1'10" : Piano solo - at) 1'30" : Repeat thème - Oboe on ending.



           


Video con le immagini della morte della Regina Lacet dall'episodio n° 50 "L'ultimo giorno delle forze del male", con il brano "Eve Reveuse" dal vinile "Eve For Ever".
       
I due video (sopra e sotto) li commenterò nello specifico nell'apposito post di recensione del secondo cofanetto DVD di "SF Saiyuki Starzinger".



          


Video con le immagini della morte della Regina Lacet dall'episodio n° 64 "Il mostro di luce", con il brano "Eve Reveuse" dal vinile "Eve For Ever".

mercoledì 22 ottobre 2025

Medesimo brano musicale per Rigel in Goldrake ep. 5 e il gatto Pero in "...continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali"



       


Domenica scorsa, quando ho visto il quinto e il sesto episodio di Goldrake su "Rai 2", mi è saltato all'orecchio un piccolo particolare musicale che mi era sfuggito nelle precedenti numerosi visioni adulte di "Atlas Ufo Robot", oppure che avevo già notato e non avevo pensato di farci un insulso post   ^_^
Nella quinta puntata dal titolo "Una serata di gloria", al minuto 5 e 40 secondi, dopo l'evitabile siparietto tra Alcor e Banta al campo d'aviazione c'è un cambio di scena, si vede Rigel che a cavallo si reca da Procton al "Centro di Ricerche Spaziali".
Rigel è appisolato sulla sella del suo destriero e sogna di essere in uno scenario west, per poi svegliarsi di colpo quando Procton lo sveglia.
In sottofondo c'è il medesimo brano presente nell'incipit musicale del film Toei "... continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali", dove ci viene presentato il gatto Pero che inizia la sua avventura nel selvaggio west.
E' una piccola curiosità, ma visto che il film Toei è del 1972 e l'episodio in questione in Giappone venne trasmesso nel novembre 1975, posso ipotizzare che l'aver piazzato Rigel su un cavallo in una ambientazione western, seppur onirica, con in sottofondo lo stesso brano musicale, non facente oparte delle BGM di "Grendizer/Goldrake", possa esser stata un piccolo omaggio per il felino testimonial della Toei   ^_^

Dato che per qualche motivo oscuro di Yuotube ogni tanto il video non si vede perché viene dato per "privato", mentre è pubblico, lascio anche il link diretto:

P.S.
Per ora Goldrake regge ancora su Rai 2  :]

martedì 16 settembre 2025

"Musica e Dischi" gennaio, marzo, novembre 1979 + gennaio, aprile 1980: classifica dischi 1978 e 1979 + pubblicità sigle anime


Tra l'aprile e il giugno 2019 avevo consultato in emeroteca la testata "Musica e Dischi" per le annate 1979 e 1980. Lo scopo, oltre alla ricerca dei soliti articoli, era quello di vedere se, per caso, la sigla del Danguard era stata pubblicizzata in anteprima all'inizio del 1979.
Questo lo scrivo tanto per far capire che sono parecchi anni che cerco informazioni sulla 
Trovare il disco della Pivetti a gennaio 1979 sarebbe stato un bel indizio di una sua trasmissione a fine 1978 o a gennaio 1979, purtroppo la sigla del Danguard è pubblicizzata da aprile 1980.
E' stato un tentativo, non andato a buon frutto.
Alla fine mi ero pure dimenticato di queste poche foto fatte nel 2019, mi ci sono imbattuto cercando altro tra i mega giga file in mio possesso.
La classifica dei primi cento 45 giri più venduti nel 1978, presente nel numero di gennaio 1979, vede due sigle di cartoni animati giapponesi, gli unici trasmessi dalla Rai (fatta eccezione dei Barbapapà e di Vichi il vichingo), che si piazzano al 13esimo posto con Heidi e al ventesimo con "Ufo Robot".
Praticamente davanti a tutte le altre sigle di telefilm e trasmissioni (Rai).


A marzo 1979, quindi poco prima del suo esordio televisivo, viene presentata la sigla di "Capitan Harlock", ancora senza la copertina del 45 giri, esseno una anteprima assoluta.

(per questo speravo in un sigla del Danguard in anteprima)


Novembre 1979
L'immagine mi ha incuriosito quando l'ho vista la prima volta, non che io sia un esperto di sigle dei cartoni animati giapponesi, ma questo disco mi pareva nuovo, tra l'altro contenente più titoli!
Infatti non era un 45 giri, ma un  LP della casa discografica "Durium", che pubblicava dischi per bambini.
"I Roofus Robots" conteneva:

domenica 10 marzo 2024

Sigle degli Anime - Periodo RCA 1978-1986


Quando lo speciale Sprea sulle sigle uscì in edicola me lo persi, l'ho recuperato con calma. Il giudizio che avevo avuto da persone esperte di animazione era positivo per i contenuti esposti, ma, aggiungo io, in rapporto a quante interviste non si erano lette su "Anime Cult" e Vinile", entrambe testate Sprea...
Parto sempre da un presupposto banale, concreto e reale: 
i soldi che spendo me li guadagno, non li ho avuti in eredità da uno zio giapponese multimiliardario 

Quindi mi secca un po' pagare due volte lo stesso contenuto. 
Elucubro.
Il dossier è composto da pagine con scritto (non completamente) e da pagine di immagini.
Lo scritto si divide in due gruppi: interviste; analisi del mondo delle sigle/anime.
Le immagini si dividono in due gruppi: locandine ITB + riviste; vinili.

I contenuti scritti sul mondo delle sigle/anime ammontano 23 pagine (non completamente scritte).
Le interviste ammontano a 60 pagine (non completamente scritte). 
Le immagini delle locandine di ITB + riviste ammontano a 25 pagine.
Le immagini dei vinili ammontano a 16 pagine

Il totale di queste quattro tipologie di pagine è di 124 pagine, manca l'editoriale iniziale, il sommario, la pagina di chiusura. Più o meno arriviamo a 130 pagine.
Dove sta l'inghippo?
Che le 60 pagine di interviste non sono tutte esclusive di questo speciale Sprea sulle sigle RCA, ma erano state già pubblicate in "Anime Cult" ed in un caso su "Vinile".
Le interviste che mi sono parse nuove ammontano a 24 pagine su 60, mentre le restanti 36 pagine sono ricicloni editoriali.
A queste 24 pagine di nuove interviste vanno sommate le 23 pagine sul mondo delle sigle/anime, per un totale di 47 pagine.
In pratica ho pagato 12,90 per leggere 47 pagine non completamente scritte di nuovi contenuti ^_^

Dato che nella rivista viene spiegato che ci saranno altri speciali per altre etichette musicali, mi chiedo quante interviste verranno riutilizzate da "Anime Cult" e "Vinile" della Sprea.
Sarebbe bello che la Sprea, nel sommario, indicasse i contenuti già pubblicati precedentemente in altre testate, in modo che il lettore possa valutare se abbia senso spenderci si soldi.
Sarebbe bello...

sabato 2 settembre 2023

"E' lui la voce di Remi", di Enrico Bazzini - Onda TV dal 27 gennaio al 2 febbraio 1980


A maggio 1979 sulla copertina di  "Onda TV" c'era il Danguard, nel numero a cavallo tra gennaio e febbraio del 1980 la redazione esagerò, mise Goldrake, Capitan Harlock e Remi!
Non è in mio possesso tutto il numero in questione, ma solo le foto e le fotocopie dell'articolo fatte in emeroteca, il tema dello scritto sono le sigle e i suoi piccoli cantanti.
Le sigle, nonostante milioni di copie in vinile vendute dalle opening nostrane dei cartoni animati giapponesi, non erano un argomento giornalistico consueto, un vero peccato non aver indagato su quel mondo musicale.
La copertina di "Onda TV" è un ottimo indice del successo musicale e non dell'animazione nipponica in quel periodo, lo sfondo giallo colpisce molto l'occhio  :]
Nell'emeroteca dove ho svolto la ricerca non era presente la fotocopiatrice, si possono fare solo fotografie o scan con lo smartphone, ma chiesi la cortesia di farmi quattro misere fotocopie per questo articolo, per fortuna l'addetto con cui parlai si dimostrò molto gentile e disponibile, altrimenti il post mostrerebbe solo fotografie storte e sfuocate (a fine post), mentre ci sono anche le immagini delle fotocopie  :]


In questi articoli si ritrovano talvolta piccole questioni personali televisive che immagino ai giorni nostri non capitino più.
Tralasciando per un momento che il cantante della sigla di Remi aveva i genitori che lavoravano nel mondo della musica (prassi anche nel doppiaggio), quindi per il figlio di una coppia di operai cantare una sigla sarebbe stato più arduo, scopro che il bambino mio coetaneo Gian Paolo Daldello rimase (giustamente) male perché un altro bambino in televisione aveva cantato Remi, e lui aveva fatto la figura del bugiardo in classe, dove aveva raccontato di essere lui il cantante ufficiale.
Effettivamente sono smacchi che possono rovinarti la vita sociale in classe... chissà se questo aneddoto era stato mai riesumato su altri siti o libri.
Il bello è che l'intervista a Gianni Daldello, padre di Gian Paolo, non rivela solo questo piccolo aneddoto scolastico, ma addirittura che la Foni Cetra non aveva riconosciuto al bambino la sua partecipazione nella sigla che stava avendo un successo clamoroso di vendite!
Ma alla fine la Fonit Cetra, che era la casa discografica della Rai, pagò? 

giovedì 11 agosto 2022

"Dossier sigle" - due articoli su Vinile n° 34 del 27 luglio 2022

A fine gennaio "Vinile" aveva dedicato uno speciale di una ventina di pagine alle sigle dei cartoni animati giapponesi, pur con qualche errore e qualche mancanza (almeno in un caso molto grave), ho trovato molto meritoria l'attenzione della redazione, che non ha come target i fan dell'animazione giapponese:

In questo numero estivo la redazione di "Vinile" torna sul tema sigle, questa volta in maniera un po' più generica, trattando le sigle in generale, anche di programmi e non esclusivamente per bambini. Chiaro che i dischi delle sigle indirizzate ai bambini furono quelle che vendettero di più, quindi hanno maggiore spazio.
Il dossiere si divide in due parti, nella prima c'è una lunga intervista di sei pagine ad opera di Emmanuel Grossi ad Alessandra Valeri Manera dal roboante titolo "Nientepopodimenoché... Alessandra Valeri Manera!"
Il secondo articolo di sette pagine è incentrato sul collezionismo di dischi delle sigle, dal titolo "Cacciatori di sigle, origini ed evoluzione di un fenomeno discografico", a cura di Diego Pavesi e Gabriele Maestri.
Consiglio l'acquisto della rivista, in fondo il tema sigle è trattato dalla stampa raramente, ma visto che "Vinile" l'ha già toccato due volte, sarà il caso di tenerli d'occhio   :]



Purtroppo il mio giudizio sull'opera di Alessandra Valeri Manera inerente l'animazione giapponese in televisione e le sigle è totalmente negativo.
Il fatto solo di leggere "basta nominarla per evocare, praticamente in tutti gli italiani tra i trenta e i cinquant'anni, bei ricordi di cartoni animati e indimenticabili sigle televisive", mi fa andare un pochino in bestia...
Ecco, si vede che io faccio parte di quel "praticamente", ed essendo un over 50 mi ritengo un privilegiato che è cresciuto con i cartoni animati giapponesi prima che l'intervistata facesse scempio di trame e fece ricantare a Cristina D'Avena tutte le amate sigle che ricordavo con affetto.
Ho cercato qualche informazione sull'età dell'intervistatore, non l'ho trovata, ma dalle immagini ipotizzo sia sulla trentina. Ergo è cresciuto con gli anime censurati e tagliati da Fininvest/Mediaset e con le sigle ricantate dalla D'Avena, quindi per lui quegli anime sono la normalità. Probabilmente non è neppure un appassionato di animazione giapponese, altrimenti saprebbe che i fan più datati (fin gli over 40) non gradiscono quello che venne compiuto nei programmi per bambini/ragazzi di "Italia 1", "Rete 4" e "Canale 5".
Sia chiaro, Alessandra Valeri Manera era una dipendente Fininvest/Mediaset e seguì semplicemente le direttive dei suoi superiori. In fondo non fregava nulla agli autori e produttori nipponici se le loro serie venivano rilocalizzate, censurate e stravolte sistematicamente, perché doveva interessare qualcosa negli studi di Cologno Monzese?
Semplicemente non ho apprezzato come Valeri Manera trattò l'animazione giapponese seriale, come non ho apprezzato la ricostruzione riguardante i cartoni animati giapponesi che si evince da questa intervista. Mi pare una storia un po' diversa da quello che successe, magari un paio di domande più informate sarebbero state utili
Un giorno mi piacerebbe leggere un minimo di autocritica della Manera per i tagli che infersero a così tante serie, spesso serie che erano già state mandate in onda in versione integrale senza nessuno scandalo. Stesso discorso per il rifacimento delle sigle, chissà, prima o poi...
La cosa che ho sempre trovato assurda è che Fininvest/Mediaset comprava serie con tematiche particolari, poi le doveva censurare perché non adatte ai più piccoli, che non erano il target originario della serie!
Facevano prima a non comprarle...
Ad una domanda sulle canzoni interne ad un anime ricantate tenendo la base giapponese e cambiando il testo in italiano (cosa anche sensata, sia chiaro), l'intervistata risponde che ci furono proteste da parte dei "puristi appassionati di manga giapponesi"...
Dico io, "manga giapponesi"... e per fortuna che è del settore.
Come ho scritto sopra sono un po' prevenuto verso la ex responsabile dei programmi per ragazzi della Fininvest/Mediaset, forse altri lettori con una mentalità più aperta troveranno l'intervista piacevole   ^_^



Molto interessante la lettura di questo articolo sul collezionismo delle sigle tv, in cui largo spazio è dato a quelle dei cartoni animati giapponesi. In qualche modo lo si può considerare un approfondimento del secondo degli scritti del numero di "Vinile" che ho linkato sopra, che si occupò dei 45 giri più rari degli anime.

Qui sotto il sommario del numero che si può acquistare ora in edicola, che costa 12,90 € in quanto contiene uno speciale discografico su Mina.

martedì 1 febbraio 2022

"Le sigle dei cartoni giapponesi - Dossier, interviste, quotazioni" - Vinile n° 32 del 27 gennaio 2022

Prima che mi dimentichi (la vecchiaia incombe...) ringrazio il coetaneo Massimo Nicora che mi ha informato dell'uscita di questa rivista, che contiene un corposissimo speciale sulle sigle dei cartoni animati giapponesi, ben venti pagine con sei articoli!
I sei articoli sono:
I dieci 45 giri più venduti (2 pagine);
I dieci 45 giri più rari e collezionati (2 pagine);
Tutti cantano con Cristina (3 pagine);
Una partenza a razzo... missile (3 pagine);
Da Mina a Cristina (2 pagine);
C'è nel regno un autore in più (8 pagine!).

A dispetto della copertina, oltre al collezionismo dei vinili, non si parla solo di Cristina D'Avena, sono trattati il duo Albertelli/Tempera, Massimiliano Pani, "I Cavalieri del Re", manca, però, un focus sui "Superobots/Rocking Horse", una pecca non da poco.
Premesso che non sono un esperto di sigle degli anime o di dischi, mi ha stranito un po' vedere inserite al nono e decimo posto della classifica dei 45 giri più venduti (primo articolo) due sigle dei Puffi...
Capisco che la redazione possa non essere pratica di animazione giapponese, ma la serie animata dei Puffi fu disegnata da "Hanna & Barbera", cioè made in Usa.
Poco sensato inserire le due sigle dei Puffi in uno speciale sulle sigle dei cartoni giapponesi   ^_^
Anche nella classifica dei 45 giri più rari (secondo articolo) è stata inserita al sesto posto la sigla "Joe Superboy", che venne usata per le serie "Stingary", Joe 90" e "Thunderbirds", tutte e tre made in England...
Indubbiamente l'articolo più interessante è la lunga intervista a Riccardo Zara, ma in questo numero di "Vinile" è presente anche uno scritto sugli "Oliver Onions" dal titolo "Due (finti) americani a Roma", altre otto belle pagine.
Consiglio vivamente l'acquisto del numero in questione, visto che le sigle dei cartoni animati giapponesi (quindi non i Puffi e le marionette della perfida Albione) sono trattate raramente sulla carta stampata.
La rivista costa 9,90 €.




sabato 6 ottobre 2018

"Domenica Bis" - Inserto tv della "La Domenica del Corriere" - 4 numeri dal 25 gennaio al 28 febbraio 1976


Questo inserto de "La Domenica del Corriere" diretto da Mike Bongiorno, oltre ad occuparsi delle emittenti televisive straniere (TMC, la Svizzera, Capodistria), aveva un occhio di riguardo per le prime radio private. Forse perché Mike Bongiorno partecipò alla nascita di Radio Rai, quindi gradiva particolarmente l'epopea pionieristica sia delle tv private, che delle radio.Questa sua attenzione particolare alle novità radio/tv ci permette oggi di leggere qualche informazione in più su come si formarono le prime emittenti radiofoniche private.
Comunque anche questa volta ci sono degli articoli sulle prime tv private via cavo, tra cui Tele Milano di quartiere Milano 2! Chi ne sarà stato il proprietario?  ^_^
Come per il precedente post su "Domenica Bis" non inserirò il numero completo, ma le parti che a mio avviso paiono più interessanti, dato che alcuni articoli trattano di trasmissioni o sceneggiati completamente dimenticati. Metto, invece, tutte le pagine dei programmi tv dei quattro numeri qui presenti.




Mike Bongiorno si recò a visitare Radio Milano International, e gran parte dell'editoriale riguarda la prima radio privata milanese.
Chissà se i protagonisti della foto si ricordano della visita del presentatore italoamericano.




Nel numero del 22/28 febbraio (l'ultimo numero di questo post) è presente una breve intervista agli Oliver Onions, reduci dai successi della sigla di Sandokan, e non sapevo della versione inglisc!!!



                      


mercoledì 23 maggio 2018

Il successo di Furia, Sandokan e gli Oliver Onions - Ovvero, solo Goldrake sfruttava i bambini (La Domenica del Corriere 1977)


Le pecche del giornalismo italiano nascono da lontano, si sono trasformate in consuetudine, hanno inglobato gran parte della categoria, carta stampata e non, però nascono da lontano.
Di esempi celebri se ne potrebbero fare molti, ma nel mio piccolissimo delle tematiche che tratto in questo blog mi concentro come sempre sui cartoni e telefilm degli anni 70 ed 80.
Quando dal 4 aprile 1978, e qualche settimana prima con Heidi, saranno i cartoni animati giapponesi a far vendere sigle, gadget, giocattoli, cartoleria, etc etc i giornalisti grideranno allo scandalo per la manipolazione delle piccole menti italiche da parte delle perfide multinazionali(!) nipponiche del disegni animato.
I giapponesi sfruttavano i loro eroi animati per trasformare i bambini italiani in piccoli consumatori seriali compulsivi. Non che avessero torto... ai tempi ci usarono veramente per svuotare le tasche dei nostri genitori.
Peccato che Heidi, Goldrake e soci non furono i primi testimonial di questo depauperamento delle finanze familiari. Prima dei personaggi degli anime toccò all'accoppiata Sandokan e Furia l'onore di aver introdotto lo sfruttamento commerciale massivo di programmi destinati ai bambini.
Sicuramente con Goldrake & Co. il meccanismo fu portato al massimo dello sviluppo possibile, ma la Sacis aveva fatto esperienza con il cavallo caffeinomane ed il tigrotto di Mompracem.
In questo caso, però, mancò quasi del tutto una censura da parte dei giornalisti verso la Rai che sfruttava i suoi piccoli telespettatori. Qualche critica ci fu, specialmente verso Furia, forse visto come alfiere dell'imperialismo Usa, ma Sandokan era il campione di un successo tutto italiano.
Rammento bene che la puntina del mangiadischi ho iniziato a consumarla proprio con le sigle Sandokan e Furia!
Poi c'erano gli album di figurine della Panini (quello di Furia costa sempre troppo per i miei standard...), per Sandokan anche il gioco in scatola, infine una marea di cartonati.
Oggettivamente Furia era veramente orrendo (e c'è chi di noi critica Peppa Pig...), sia come contenuti e qualità, sia in quanto era una produzione vecchia, neppure la Rai ci aveva puntato molto, infatti rimasero sbalorditi dagli indici di ascolto, 16 milioni di spettatori per un telefilm in bianco e nero degli anni 50!
Certo, la tv a colori nel 1977 l'avevano in pochi, ma Furia restava un prodotto stantio, bello solo per quella stupenda sigla.
Sandokan era un prodotto di elevata qualità, a colori, per chi poteva permettersi un TV Color, ma sempre la sigla gli conferiva qualcosa in più.
E chi furono gli artefici di quelle due stupende sigle?  ^_^



L'articolo su Furia, tratto da "La Domenica del Corriere" del 17 marzo 1977.
Sinceramente non pensavo che Furia avesse avuto un successo così stratosferico, tanto che non c'erano più clienti nei bar all'orario di trasmissione   O_O

domenica 1 gennaio 2017

TV Sorrisi e Canzoni N° 3 dal 20 al 26 gennaio 1980 - "La TV dei ragazzi ora conquista mamma e papà" (anteprima Mazinga Z) di Paola Zivelli + "Anche in musica è l'anno del bambino" di Paola Zivelli



Il 21 gennaio del 1980, ergo circa 37 anni fa, sulla Rete 1 della Rai iniziava alle 17,00 la serie mai terminata di Mazinga Z, in questo numero di Tv Sorrisi e Canzoni si può leggere l'articolo che lanciava la trasmissione contenitore per raggazi/e "3, 2, 1... Contatto!", che ospitava proprio il robottone pilotato da Koji/Rio Kabuto.
A dire il vero nell'articolo di Paola Zivelli a Mazinga (senza Z) sono riservate cinque righe, più qualche riga nelle didascalie, la giornalista riesce comunque a creare un po' di confusione e a dare qualche notizia errata  :]
Ovviamente l'articolo rende conto di tutti i cartoni della trasmissione, concentrandosi prevalentemente su quelli italiani, in primis i due conduttori animati Uan e Ty, che non ho mai potuto digerire  :]
La rivista contiene un altro accenno agli anime, sul versante delle sigle. Infatti all'interno di un articolo sui maggiori successi della storia dei 45 giri, viene riservata un trafiletto alle sigle per bambini, i cui rappresentanti sono Goldrake, Heidi e Remi.
Visto che sul successo delle sigle c'è abbastanza poco in fatto di articoli, vuol proprio dire che ne vennero venduti veramente tanti di 45 giri con le sigle dei cartoni animati giapponesi.




Si può dire che "3, 2, 1... Contatto!", dopo aver puntato molto su Mazinga Z, tanto da essere il cartone animato con cui si aprì la trasmissione, e probabilmente per molti bambini l'unico che motivava la sintonizzazione sulla Rete 1 alle 17 in punto, successivamente lo abbandonò al suo destino, non concludendo la serie. Mazinga Z fu sedotto ed abbandonato da "3, 2, 1... Contatto!"... sob...
All'interno del contenitore di cartoni animati c'era una mini trasmissione dal titolo "Game", i cui conduttori si fecero promotori di un sondaggio dal titolo "Pinocchio vs Mazinga", che fu uno dei simboli della crociata dei "600 genitori di Imola".
Su questo sondaggio all'italiana sto cercando di mettere assieme tutti gli articoli che ho raccolto, per proporre in futuro un post dedicato.



Come accennato sopra l'articolo si limita ad accenno su Mazinga Z, nonostante fosse il cartone di punta, ma qualche perla non ci viene risparmiata:
"Certamente però uno degli appuntamenti più attesi è quello con il telefilm. Apre la serie il ritorno(?!?!) di Mazinga che andrà avanti per almeno un paio di mesi dando una buona spinta all'indice di gradimento."

Perché "ritorno"?
Ovviamente la giornalista si riferiva al "Grande Mazinga", trasmesso già da qualche mese sulle tv private locali, senza immaginare che quello che trasmetteva la Rai era nientepopòdimenoche il capostipite di tutte le serie robotiche nipponiche, un bello scoop mancato  :]

sabato 24 settembre 2016

Almanacco delle sigle TV, catalogo illustrato della discografia italiana - Volume 1


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Almanacco delle sigle TV, catalogo illustrato della discografia italiana - Volume 1
AUTORE: Corrado Paganelli
CASA EDITRICE: Edizioni Stimmgraf
PAGINE: 333
COSTO: 49 euro
ANNO: 2016
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILTA': solo su internet
CODICE ISBN: 9788896689769

Il mondo delle sigle televisive è praticamente ignorato a livello editoriale, i libri che ne trattano sono veramente pochissimi ( Saggistica sigle anime ). Esiste qualche capitolo all'interno di saggi che trattano degli anime, come in "Mazinga nostalgia" con il bel quinto capitolo ("Musica, sensei") ad opera di Paolo Bozzola, ma in generale è una tematica quasi mai approfondita.
Quindi questo "Almanacco delle sigle TV", pur non colmando le lacune sul versante saggistico, in quanto non contiene alcuna analisi sulle sigle televisive o una sua storia, è una rarità editoriale. Quando mi è stata sottoposta la possibilità di acquistare questo libro, senza averlo mai neppure sfogliato e senza sapere cosa contenesse di preciso, non ho avuto dubbi, nonostante il prezzo non sia propriamente popolare, però se ti possono vendere 60 pagine a 31 euro... ci possono stare 333 pagine a 49 euro. Io non sono un collezionista di dischi delle sigle tv, ma penso che lo avrei comprato anche se lo avessi potuto consultare preventivamente, in quanto è indubbia la sua completezza.
In questo primo volume sono ospitate tutte le copertine (fronte/retro) dei 45 giri pubblicati dal 1965 ("La marcetta di Topo Gigio") al 1991 ("Il mistero della pietra azzurra").
Per chi si appresta ad intraprendere la carriera del collezionista di dischi delle sigle questo è un vademecum indispensabile, sostituisce il classico "ce l'ho, manca".
Diverso il discorso per chi cerca uno scritto di approfondimento, che magari ripercorra la storia dei gruppi, nulla di tutto questo è presente in questo almanacco. In realtà uno scritto esauriente su questa tematica non è ancora stato pubblicato.
In alcune scan più sotto si può notare la struttura delle schede, metto l'indice, tanto per rendere conto di come procede l'almanacco.


mercoledì 13 luglio 2016

"Datemi una sigla...", di Antonio Bardagni - Music febbraio 1980


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MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Un anno prima di "Tutto Musica & Spettacolo" il "mensile di musica e alta fedeltà" Music dedicava un articolo alle sigle televisive, e come simbolo di queste metteva in copertina il Goldrake del 45 giri. Considerando che l'articolo di Antonio Bardagni cita appena il successo delle sigle degli anime scoppiato in quei due anni, ma si concentra sulle sigle dei programmi televisivi, partendo fin dal 1954, è un bel esempio di quanto Goldrake avesse fatto far quattrini della case discografiche.
Non per nulla il sottotitolo dell'articolo era:
"... e pareggerò il bilancio. Lo slogan indica chiaramente le caratteristiche taumaturgiche di una sigla televisiva oggi. Ma non è sempre stato così...".
L'articolo nasceva per recensire l'uscita un album formato da tre LP con le sigle televisive più importanti dei precedenti 25 anni, che procedeva in ordine cronologico, da "Casa Cugat" (Pane amore e cha cha cha - canta Abbe Lane) del 1954, fino a "Stryx" (Tony De Vita e la sua orchestra") del 1978. In mezzo c'erano ben pochi titoli degni di nota per noi ex bambini del 1980: Sandokan; Odeon; Non Stop.
Zero cartoni animati, forse anche per una questione di diritti. Probabilmente inserirono tutte sigle per appassionati più "anziani", che si potevano permettere di comprare un cofanetto (si direbbe oggi) di tre LP. Con titoli che ormai nessuno richiedeva più (tranne qualche eccezione), mentre le sigle degli anime si vendevano da sole.
Quindi la parte più corposa dell'articolo recensisce questi LP, e li critica pure parecchio per le canzoni restate fuori, ma anche per gli errori materiali presenti nel dépliant allegato (booklet ,si direbbe oggi).
L'unica parte dell'articolo che cita le sigle degli anime è il riquadro dal titolo "Caccia alla sigla", in cui si accenna al successo di Heidi, Furia, "Happy Days" e Remi, ma non è mai nominato proprio Goldrake, il protagonista della copertina!!!
Fa fin sorridere che in questi due trafiletti, riferendosi alla sigla di Happy Days", si scriva:
"Tipico caso dell'americano Happy Days" che trionfava sul 1° canale mentre sull'altro c'era un cartone animato con sigla della Fonit Cetra".
Ma non poteva chiamarlo "Atlas Ufo Robot"?!  O_o
Come si fa a mettere in copertina un personaggio, e poi a non trattarlo mai nell'articolo? T_T
Magari in qualche altro numero di questa testata, che fino ad ora io non ho rinvenuto, pur avendone sfogliati tanti, ci sarà un articolo sulle sigle dei "cartoni animati giapponesi", ma in questo c'è poca carne al fuoco. Un vero peccato, un paio di pagine in più, visto i milioni di copie di dischi che queste siglette da bambini vendevano, sarebbero state logiche e sensate.


venerdì 8 gennaio 2016

"Metti una sigla musicale nel cartone animato", di Giosuè Boetto - "Tutto Musica & Spettacolo" aprile 1981



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Fatico a trovare articoli sulle sigle dei cartoni animati, ieri, come oggi d'altronde, pare sia un tema di nessun interesse. Per esempio non è stato ancora pubblicato un libro che faccia una ricerca approfondita ed organica sulle sigle tv. Nel 2012 è stato pubblicato "Cartoon Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle TV", ma, per quanto piacevole da leggere, è più un libro nostalgico (sempre nel senso buono).
Questo contributo di Giosuè Boetto su "Tutto Musica & Spettacolo" dell'aprile 1981 è una piccola eccezione, rispetto alla moltitudine degli articoli che si possono leggere sugli anime:
Indice degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno

L'unica pecca dell'articolo, che non denigra nè gli anime nè le loro sigle, è lo scarso approfondimento, una grande occasione persa. Infatti il giornalista si trovò a sua disposizione ben otto pagine, ma lo scritto ammonta a meno di due, ovviamente non saprei dire se la responsabilità fu dell'autore, che non si documentò abbastanza, oppure della testata che lo obbligò a questa stringatezza, riempiendo le restanti sei pagine con delle immagini a doppia pagina.
Con una piccola operazione di taglia e cuci ho riassemblato queste quattro doppie pagine, eliminando il testo e lasciando solo le immagini, devo dire che meritano, anche se avrei preferito più scritto.
Boetto si concentra sulle sigle Rai, essenzialmente quelle del duo Albertelli-Tempera, ed anche questo è un vero peccato, inutile ricordare la quantità mostruosa  (a pari passo con il numero di serie) di sigle che vennero incise in quei pochi anni. Volendo ci sarebbe stato da scrivere per tutto il numero di aprile... senza contare che sarebbe bastato parlare del fenomeno, mai accaduto prima, delle sigle lasciate in lingua giapponese, una lingua non proprio conosciutissima.
Comunque l'articolo elogia sia i contenuti dei cartoni nipponici, sia il tipo di musica che venne usata per attirare l'attenzione dei bambini/e.
Tra l'altro condivido il suo giudizio sulla superiorità delle sigle italiane degli anime rispetto alle nenie dello "Zecchino d'Oro", che personalmente smisi di seguire appena ascoltato le sigle di Goldrake :]
Sebbene l'incipit dell'articolo verta sulla "violenza", questo non sarà nè il tema nè il tono dell'articolo ;)




venerdì 10 luglio 2015

Clara Serina Story new version


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TITOLO: Clara Serina Story new version
AUTORE: Clara Serina
CASA EDITRICE:
PAGINE: 72
COSTO: 20€
ANNO: 2015
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Presso il negozio Yamato di Milano
CODICE ISBN:

Decidere se questa pubblicazione sia un libro accompagnato da un CD, oppure un CD accompagnato da un libro dipende dall'acquirente/fan. Per quanto mi riguarda sono più attirato dalla parte cartacea, non che il CD sia brutto, anzi, ma il libro è la testimonianza di una protagonista di quel magico periodo delle sigle dei cartoni animati giapponesi.
Il libro funge sia da booklet del CD che da libro a sé stante, quindi contiene i testi delle 15 tracce presenti nel CD e i ricordi di Clara Serina.
La lettura del libro è assai piacevole, peccato sia troppo breve e poco organico. Gli aneddoti sono un po' buttati là, e il racconto della nascita dei “Cavalieri del Re” è poco cronologico.
Comunque è in preparazione un secondo libro/CD, spero più corposo.
Questa pubblicazione resta abbastanza unica, in quanto dal punto di vista editoriale le sigle sono poco considerate. L'unico altro libro che parla delle sigle degli anime anni 70/80 è "Cartoon Heroes" , e in due saggi (vado a memoria) sono presenti capitoli sulle sigle:


Mentre sul web ci sono tonnellate di siti/forum/blog che celebrano i cantanti e i gruppi delle sigle tv, le case editrici ignorano il tema. E devo dire che viene ignorato dagli stessi protagonisti.
Cosa ci vuole perché i Superobots/Rocking Horse pubblichino un libro come quello di Clara Serina?
Con CD, o senza CD, penso andrebbe a ruba.
Ed è possibile che nessun cattedratico fan degli anime (non quelli della collana “Ultra Shibuya”...), con un po' di cultura musicale, non riesca a scrivere qualcosa di sostanzioso su almeno tre decenni di sigle?
Sigle che, come scrive Clara Serina, sono ancora oggi cantate dalle generazioni dei 45/50enni fino ai ventenni, basta assistere ad un qualsiasi concerto di sigle.

Il CD dentro la custodia.




mercoledì 5 giugno 2013

Cartoon Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle TV (comprende CD audio)


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TITOLO: Cartoon Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle TV (comprende CD audio)
AUTORE: Mirko Fabbreschi e Fabio Bartoli
CASA EDITRICE: KappaLab
PAGINE: 140
COSTO: 14,00 €
ANNO: 2012
FORMATO: 15 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788898002030

Le sigle sono musica di serie B (o C)?
Oltre alla storia delle sigle italiane, dei suoi autori e cantanti, si spiega bene la struttura di una sigla e del perché la si possa tranquillamente considerare parte di un genere musicale a se stante.
Oltre che titolo del libro i “Cartoon Heroes” sono un collettivo musicale aperto a tutti gli autori di sigle. Durante la presentazione del libro al Lucca Comics and Games 2012 uno dei due autori, Mirko Fabbreschi, ha affermato che la sua speranza è che si possa arrivare a fare dei concerti che riuniscano il numero più alto possibile di cantanti del genere sigle.