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sabato 2 novembre 2024

"Tanti ma stretti, tra illustrazione e fumetti" di Ferruccio Giromini + "Lucca 16: poche novità" di Antonio De Marchi - "Zoom" febbraio 1985

Come scritto nel precedente post, cerco di omaggiare il "Lucca Comics and Games" a mio modo, cioè con vecchiume cartaceo vario  ^_^
Vecchiume, però, che dimostra quanto poco o per nulla l'animazione giapponese e i manga venissero considerati nelle "Lucca Comics non ancora and Games" tra il 1978 e la metà degli anni 80...
Stavolta mostro un paio di articoli della rivista "Zoom", che capitava trattasse anche degli anime (maggio 1983 - giugno 1988), quindi non era refrattaria al tema, su "Lucca 16", che dopo la manifestazione n° 15 del 1982 saltò al 1985, quindi non più biennale?
Rispetto ai volumi che riepilogavano il programma della manifestazione, un paio di articoli sono per forza meno esaustivi, resta praticamente il medesimo finale, il mondo giapponese di manga, illustrazione ed animazione era pressoché ignorato...
Nel primo articolo c'è solo una mini citazione per "Jumping" di Osamu Tezuka, definito "noto cartoonist giapponese", che è meglio di nulla, ma si vede che in Italia non era così tanto noto neppure nel 1985.
Nel secondo articolo manga ed anime non sono neppure considerati.
Stante che in un simposio di super mega esperti ci si sarebbe aspettato che si parlasse di anime manga fin dal 1978, ma che nel 1985, dopo sette anni di presenza in televisione, edicole e librerie, la tematica fosse ignorata, rende abbastanza bene quanto poco interesse ci fosse nell'approfondire il tema.
Poi, ovviamente, io non ero presente durante quelle manifestazioni, magari ci furono anche tavole rotonde che ne trattarono (non premi ufficiali, però), peccato che non venne riportato dalla stampa, oppure io non ne ho ancora trovato traccia, nonostante quintali di materiale cartacei comprato e sfogliato e tera byte di file passati in rassegna online.

Leggendo l'incipit dell'articolo di Ferruccio Giromini, colui che cita Osamu Tezuka, si nota una sensazione che tutti noi abbiamo provato al Lucca moderno, che si vede esser nato molto prima:
"Troppe cose, accidenti, troppe opportunità uniche concentrate, troppe occasioni irripetibili, con troppe probabilità di mancarle. Non disponendo ancora dell'ambìto dono dell'ubiquità, tra noi onnivori sgomenti sorgeva qua e là, timida e spontanea, la proposta: e se, invece di spendere2x centinaia di milioni per una megamanifestazione onnicomprensiva biennale, se ne spendessero solo x centinaia annualmente, dividendo i campi d'azione ed evitando pertanto i tilt da overdose agli intervenuti?"

Per fortuna o sfortuna, questa sensazione di perdersi sempre qualcosa, è qualche anno che mi manca.
Quando sei in giro per bancarelle ci sarebbe una conferenza a cui assistere, ma se tardi a comprare quello che ti interessa, magari te lo fregano, specialmente se è una rivista vecchia o del materiale giapponese. Ci sono poi i tragitti da compiere per raggiungere luoghi con distanti con manifestazioni ugualmente interessanti... però un po' mi manca tutto questo surplus di scelte  ^_^

venerdì 1 novembre 2024

"Lucca 15" - Comics n° 89 suppl. ottobre 1982


Ed ecco giunta anche quest'anno la settimana del " Lucca Comics and Games", a cui purtroppo non parteciperò. Mi son reso conto, però, che non mi manca per nulla il pre "Lucca Comics", con le prenotazioni, la preparazione e il frenetico controllo delle previsioni meteo con le contemporanee preghiere a Giove Pluvio perché non si scateni in quei cinque giorni... come non mi manca il post "Lucca Comics", con la stanchezza che ti assale di colpo, dopo più giorni di marce forzate tra l'immane folla, e il prendere coscienza che qualche centinaia di euro si è volatizzata  ^_^
Mi manca, invece, l'atmosfera (e le manifestazioni) del "Lucca Comics", l'unico luogo in Italia in cui "noi" per 5 giorni si diventa quelli con la passione predominante, ci si sente tutti facenti parte del medesimo clan.
Si, quell'atmosfera mi manca  ^_^
Detto ciò, omaggio quello che è diventano un happening pop di fama mondiale con decine di migliaia di visitatori, postando un paio di testimonianze (l'altra domani) su cosa era il il "Salone internazionale dei comics, del film d'animazione e dell'illustrazione" prima che divenisse il "Lucca Comics & Games".
Come sempre il mio focus verte sull'animazione giapponese, quindi ricerco scritti che ne trattino fino ai primi anni 80, ma trovo importante, spesso, anche quando questa non è citata, specialmente se ci si trova in un "Salone internazionale dei comics, del film d'animazione e dell'illustrazione".
Oggi manga ed anime, per non parlare dei videogames e console di matrice nipponica, hanno uno spazio enorme (cioè soldi spesi!) al "Lucca Comics", ed una quantità mostruosa di persone (me compreso), specialmente molto giovani, vi si reca proprio perché fans di manga ed anime, quindi fa veramente specie appurare che i cartoni animati giapponesi nel passato venissero pressoché ignorati:


Se spesso o quasi sempre sulla carta stampata del periodo i cartoni animati giapponesi erano additati come il male del secolo per le giovani generazioni e praticamente mai veniva riconosciuto loro un minimo di valore autoriale, si sarebbe potuto immaginare, invece, che durante un "Salone internazionale dei comics, del film d'animazione e dell'illustrazione" l'approccio sarebbe stato differente... in pratica lo fu, in quanto gli anime venivano ignorati... nessun approfondimento, nessun articolo, neppure l'invito ad un qualche mangaka, che magari avrebbe potuto sfatare i luoghi comuni contro i cartoni animati giapponesi e spiegare cosa fossero gli anime e i manga, e tutto ciò sarebbe avvenuto nel luogo corretto, il "Salone internazionale dei comics, del film d'animazione e dell'illustrazione"...
Nulla di tutto ciò... il silenzio più assordante, se non qualche lagnanza sul "flusso continuo e congestionante di "disegni animati giapponesi di qualità discutibile" che strangolava l'animazione italica.
Quanto poco o per nulla lungimiranti furono tutti quei mega esperti, critici ed autori del periodo, probabilmente gli stessi, se ancora fra di noi, che in questi ultimi 10/20 anni accorrono felici e contenti al "Lucca Comics and Games" beandosi del suo successo moderno, dovuto anche, e forse in gran parte proprio a manga ed anime...
Il volume che mostro è un supplemento a "Comics" dell'ottobre 1982 in cui si anticipava il programma della manifestazione e si commentavano i temi che vi si sarebbero trattati.
Inutile ricordare che nell'ottobre 1982 i cartoni animati giapponesi erano presenti in pianta stabile sui teleschermi televisivi e talvolta anche al cinema da poco più di quattro anni (dico, quattro anni!), e proprio nel 1982 era esploso un altro cult dell'animazione seriale giapponese, cioè "Lady Oscar" , totalmente ignorata...


L'unico punto delle cento e passa pagine della pubblicazione in cui viene citata l'animazione giapponese è quello in cui Massimo Maisetti, trattando della situazione non positiva del cinema d'animazione italiano, accenna doglianze verso gli anime.
Tra l'altro l'autore nel medesimo periodo si occupò di Lady Oscar, trattandola maluccio...



Io posso anche comprendere il dispiacere di un adulto del settore, come Massimo Maisetti, che vedeva il trionfo di un'animazione aliena come quella giapponese contro la sua animazione italica, ma se sei un esperto di settore, devi anche capire e spiegare le cose, a mio avviso.
Grazie allo scritto ho comunque potuto vedere "Pixnocchio" di Giuseppe Laganà, bello.


Non un articolo o un approfondimento su cartoonist o mangaka nipponici, poi oggi magari gli stessi passano per super esperti di manga ed anime...

Qui sotto il programma di "Lucca 15" con la planimetria delle zone espositive.
Interessante l'iniziativa "Videolucca 1982", chissà se vennero mostrate anche videocassette di anime, peso che non lo sapremo mai...

giovedì 25 febbraio 2021

Lucca Comics & Games, storie e immagini del festival della cultura pop



TITOLO: Lucca Comics & Games, storie e immagini del festival della cultura pop
AUTORE: Christian Hill
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 224
COSTO: 24,90 €
ANNO: 2020
FORMATO: 17 cm X 24 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788891828019


Questo libro l'avevo puntato dalla sua uscita (ottobre 2020), ma immaginandone il contenuto, fondamentalmente commemorativo nell'annata in cui non si è potuta celebrare (tipo un evento religioso) il "Lucca Comics and Games", in rapporto al prezzo, ho atteso costi inferiori. 
Alla fine l'ho recuperato a metà del costo di copertina, e l'importo ci può stare. 
Il contenuto lo avevo azzeccato, immagini, immagini, immagini, qualche testimonianza di autori importanti, il racconto della nostra Lucca tramite brevi inserti.
Per quanto mi riguarda io potuto partecipare al mio primo Lucca solo nel 2006, quando già non era più una semplice fiera del fumetto, quindi conosco solo racconti di chi visse la manifestazione prima che si trasformasse in un "festival della cultura pop". 
Di solito io il LC&G lo identifico come un "happening", visto la marea di manifestazioni che possono cogliere i gusti di chiunque, trovo che oramai solo una ameba umana possa affermare che all'interno della ex fiera non ci sia nulla che lo coinvolga, ma anche la dicitura "festival della cultura pop" può andare come definizione   ^_^
Purtroppo la mia ultima partecipazione al LC&G è stata quella del 2016, e temo che difficilmente vi potrò ritornare, quindi ho "riconosciuto" solo una parte degli eventi mostrati tramite le immagini, ma comunque le ho apprezzate tutte. 
Mi sarei solo aspettato una parte dedicata alle vecchie manifestazioni, magari quelle prima degli anni 90, si trovano poche immagini di quel periodo, ma nulla c'è nel libro, solo anni 2000.


Visto il taglio della pubblicazione, non sono previsti approfondimenti, ma questo breve trafiletto inquadra ed affonda un aspetto che in questi ultimi 10/15 anni mi ha profondamente colpito:
la trasformazione di un interesse di nicchia, talvolta la nicchia della nicchia, in mainstream...

Non mi ritengo un esperto in senso stretto di cose nerd/otaku, ho conosciuto tanta gente con una memoria ben maggiore della mia per date, nomi e particolari minimi, ma specialmente negli ultimi 10 anni mi sbalordisce sempre vedere gente molto giovane di me oppure non giovane ma che so non essersi mai interessata a questi argomenti, venirmi a spiegare Guerre Stellari, il mondo Marvel, Goldrake etc etc.
Di norma non divulgo le mie passioni, tanto so già che una parte cospicua non capirà, un'altra parte si prenderà male perché ne so più di loro, e solo con una parte ristretta cerchia di mie simili potrò avere un dialogo costruttivo.
Sono restio a "scoprirmi", rimanendo un agente nerd/otaku in incognito quasi permanente, perché sono abituato a decenni di battutine, quindi preferisco il lowissimo profile, ma questa modalità "stealth" alla Snake mi permette di osservare un mondo nuovo: gli esperti dell'ultima ora, detti anche bimbiminkia. 

Il gruppo dei "bimbiminkia" non è collegato all'età anagrafica, uno può essere molto giovane ed aver "studiato", basta solo che poi non mi venga a spiegare come ci si sentiva a stare davanti alla televisione a vedere Goldrake il 4 aprile 1978   ^_^
I bimbiminkia sono quelli che senti blaterare al cinema sui film Marvel, o che ti illustrano il Guerre Stellari del 1977, quando pochi anni prima, o mesi, manco sapevano cosa fossero ste robe   :]
Detto ciò, io trovo meraviglioso, da una altro punto di vista, che tutto quello che io adoravo, quando adorarlo ti costava la stimmate del paria, sia diventato fin cool, per esempio tutti sanno chi è Visione!!!



Edit delle ore 22,00
Alla fine l'ho trovata... questa è una foto scattatami a Lucca 2011, quindi 10 anni fa, in cui mi si può vedere (parzialmente )inginocchiato e commosso (non si vede) nello stringere la mano a colui che per primo vidi con il costume del mio adorato Visione  ^_^
Questo per dire che 10 anni fa ancora era semisconosciuto alle masse.

Ecco, Visione può essere la giusta cartina da tornasole della situazione di gente come me, quando nel 2004 io feci il mio tardivo debutto sul web, Visione lo conoscevano in pochi, si sprecavano anche le battute su quale fosse la "visione"   :]
Oggi c'è anche una serie su Disney+, magari un po' opinabile, ma comunque la fanno, mai e poi mai lo avrei immaginato un decennio fa.

Ho selezionato solo quattro immagini del libro, ma il concetto è quello.

sabato 2 novembre 2019

Vita col fumetto



 TITOLO: Vita col fumetto
AUTORE: Sergio Trinchero
CASA EDITRICE: L'Oasi Editoriale
PAGINE: 205
COSTO: 5€
ANNO: 1983
FORMATO: 21 cm X 13 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:


Questo libro è la fonte originale, ergo stramega conosciuta, della scoperta da parte di Nicoletta Artom di "Atlas Ufo Robot", che telefonò a Sergio Trinchero per informarlo:
"Sergio, ho visto dei cartoni animati giapponesi... incredibili... una cosa nuovissima... mai vista... non si può dire nemmeno che siano di fantascienza! E' un mondo di robot, pilotati da esseri umani. Che si trasformano. Volano. Uomini che diventano macchine... si dividono in due...".

Le pagine che contengono questo testo ed il conseguente ricordo di Trinchero sono solo due, la 166 e la 167, ed interessano direttamente le ricerche che porto avanti in questo blog, visto che oltre agli articoli dell'Emeroteca Anime, negli ultimi mesi sto seguendo la traccia dei cartoni animati giapponesi nella saggistica del periodo:

Topolino e poi, cinema d'animazione dal 1888 ai nostri giorni (1978)
Da Cuore a Goldrake, esperienze e problemi intorno al libro per ragazzi (1980)
La Televisione - Come si producono come si guardano le trasmissioni tv in Italia e nel nel mondo, le reti pubbliche e private (1980)
Mamma, me lo compri? Come orientarsi tra i prodotti per bambini (1980)
Dacci questo veleno! Fiabe fumetti feuilletons bambine (1980)
Capire la TV (1981) 
Il ragazzo e il libro: corso di aggiornamento (1981)
L'alluvione cine-televisiva, una sfida alla famiglia alla scuola alla chiesa (1981)
Età evolutiva e televisione - Livelli di analisi e dimensioni della fruizione
TV e cinema: Quale educazione? (1982)
Fare i disegni animati - Manuale didattico di cinema d'animazione (1982)
La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione (1983)
Guida al cinema di animazione - Fantasie e tecniche da Walt Disney all'elettronica (1983)
Il bambino e la televisione, a cinque anni solo con Goldrake (1985)
Il libro nella pancia del video - Il bambino lettore nell'era dell'informatica (1986)
Ombre Rosa - Le bambine tra libri, fumetti e altri media (1987)
Fantascienza e Educazione (1989)
Il bambino televisivo, infanzia e tv tra apprendimento e condizionamento (1993)





Queste due pagine sono state citate innumerevoli volte sui saggi inerenti l'arrivo della prima animazione giapponese in Italia nel 1978, senza contare i post su altrettanti blog, a cui si aggiunge, buon ultimo, anche il mio.
Avrei postato la recensione del libro di Trinchero lo stesso, per i motivi di cui sopra (ai link), ma dopo aver letto un recentissimo saggio sull'animazione giapponese robotica, mi è sembrato il caso ricordare un fatto storico che pensavo fosse ormai acquisito, e cioè che fu Nicoletta Artom a scoprire Goldrake:
Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann

In "Vita col fumetto", però, l'autore tocca, ripercorrendo il suo rapporto coi fumetti, anche altri argomenti, che possono essere fonte di alcune considerazioni.
Per esempio come certe dinamiche non siano cambiate, oppure qualche piccolo accenno ai primissimi "Lucca Comics", con annessa partecipazione di Stan Lee e consorte, infine la nascita di "Supergulp!".
Trinchero fa notare che il mondo della cultura italiano del periodo considerava (tranne per qualche esponente che faceva eccezione) il fumetto una roba per bambini. Per questo motivo mi sorprendo ancora di più quando mi rendo conto che l'animazione giapponese veniva ignorata anche (tranne di nuovo qualche eccezione) dalle stesse persone che erano "ghettizzate" per la loro passione per i fumetti. Sarebbero dovuti essere proprio i colleghi di Trinchero fan dei fumetti a dare ai cartoni animati giapponesi almeno il beneficio del dubbio, magari ospitando qualche mangaka o qualche animatore nipponico a Lucca (se ciò successe, per ora non ne ho trovato traccia). Magari per chiedere direttamente a loro informazioni sul mondo di manga ed anime, magari per chiedere loro sei i cartoni animati giapponesi fossero fatti al computer.
Nulla di tutto ciò, a quanto pare a Lucca si discettava di qualsiasi autore di fumetti ed animazione del globo, tranne dei cartoni animati giapponesi che imperversavano in televisione dal 1978 ai primissimi anni 80.


Leggendo il primo capitolo in cui Trichero racconta di come, da adulto, rinacque la passione per i fumetti che leggeva da bambino, mi è sembrato di rivedere, pur con strumenti differenti, come grazie al computer, venne mantenuta viva la passione per i cartoni animati giapponesi.
Alla fine non c'è mai nulla di nuovo   ^_^

venerdì 1 novembre 2019

Lucca Comics (non ancora Games) in 2 articoli de "La Gazzetta del Mezzogiorno" marzo e ottobre 1982 (Lucca 15)


Come è mia consuetudine, in occasione del "Lucca Comics and Games", posto qualche testimonianza di quando la manifestazione era riservata ai "vecchi"... tanti oggi criticano l'happening monstre che è diventata la ex fiera del fumetto lucchese (le uniche critiche comprensibili sono quelli degli autoctoni), ma ora la manifestazione è piena di ragazzi e ragazze, è viva!
Ai tempi, sui giornali, perché ovviamente non vi partecipai mai, si leggeva solo di espertoni che dilettavano su un argomento che la stampa italica considerava da mentecatti, cioè il fumetto... le cosa sono cambiate, e di molto, per fortuna.
In altri due post la panoramica che avevo mostrato era molto più estesa cronologicamente, questa volta sono solo due articoli del 1982, però è la conferma che di cartoni animati giapponesi, nonostante il successo travolgente che ebbero in quei 5 anni, nessuna traccia:
Lucca Comics (non ancora Games) in articoli dal 1971 al 1986 su "La Stampa" + Radiocorriere TV (Lucca vs la TV)

Lucca Comics (non ancora Games) in articoli dal 1971 al 1982 sul "Corriere della Sera"

Il primo articolo è del 3 marzo (1982) e verte quasi del tutto sul fumetto di "Pecos Bill", allora... con tutto il rispetto per questo personaggio dei fumetti che mi è sconosciuto, ma con tutti i personaggi moderni su cui si poteva puntare l'attenzione nel 1982, il giornalista doveva scegliere proprio una roba del 1949 ?!
Sarebbe come se nella fiera di Lucca di oggi ci fossero conferenze, saggi, mostre e quant'altro su Goldrake e soci!
... ah no... come non detto...   ^_^
Il secondo articolo, del 20 ottobre (1982), è più corto ma più interessante, perché redne una panoramica del programma della manifestazione, che si svolgeva dal 31 ottobre al 7 novembre, il sogno per gli organizzatori di questa "Lucca Comics and Games" (meno per gli autoctoni)!
I paesi partecipanti erano 33, tra cui si segnalava l'esordio della Cina, nessuna citazione per il Giappone, neppure quando si parla di animazione... mah...

P.S. doloroso
Neppure quest'anno andrò a Lucca, un po' di invidia per chi potrà godersela: buon divertimento  ;)


"Scorridori italiani a Lucca: Pecos Bill" 3 marzo 1982 "La Gazzetta del Mezzogiorno"


martedì 30 ottobre 2018

Tredici Volte Lucca (1980)


Siamo alla vigilia del "Lucca Comics and Games 2018" (a cui non parteciperò T_T), per omaggiare questo stupendo festival pop incastonato in una location unica al mondo, ecco un catalogo del 1980, che aveva lo scopo di riepilogare lo sviluppo della manifestazione lucchese sul fumetto.
Per ogni annata sono proposti alcuni articoli sui temi portanti della manifestazione, per un totale di ben 220 pagine. In questa recensione ho inserito un solo articolo, perché sarebbe stato per me arduo fare delle scelte, vista la mia non eccelsa conoscenza del fumetto, specialmente quello trattato in quegli articoli. L'unico articolo che posto è quello del "Lucca 8" (1972) sull'unico giapponese presente nelle 220 pagine del catalogo: Yoji Kuri.

Quello che spicca in questo catalogo, come in quello per il "Lucca 14" (Comics n° 74 suppl. ottobre 1980 ) è l'assenza dell'animazione giapponese e dei manga... le ultime tre scan del post sono quelle dell'indice del catalogo, e nella prima pagina di questo indice c'è la voce "animazione", a cui seguono un sacco di nazioni, tranne il Giappone...




E' possibile che l'animazione iraniana meritasse un articolo e quella nipponica no?
Poi, chissà, durante tutte le manifestazioni dal 1965 al 1980 si sarà anche parlato di anime e manga, ma nei due cataloghi che ho mostrato non vi è alcuna traccia del Giappone, che aveva una tradizione non inferiore all'Estonia, credo...
E pensare che oggi al "Lucca Comics and Games" c'è una intera città Giapponese!




Chiunque sia stato a Lucca negli ultimi 3 anni sa bene quanto la manifestazione si sia giustamente estesa nella città, sia per motivi di sicurezza, che per far guadagnare un po' tutti i negozianti, ma nel 1980 il "Lucca Comics" era quello del cerchiolino giallino   ^_^

E' interessante leggere i temi dei dibattiti, Giappone zero, pare che in Italia nessuno conoscesse nulla di anime e manga per un intero decennio e più...
Fa eccezione il Lucca 12, in cui si trova scritto "Yan Katsuo, un nuovo fumetto".
Quello sotto è l'unico articolo su un artista giapponese, presente per il Lucca 8 del 1972.
Secondo me gli organizzatori furono assai poco lungimiranti, basandomi su questo catalogo, ovviamente.

mercoledì 10 gennaio 2018

"Lucca 14" - Comics n° 74 suppl. ottobre 1980


Premetto che io NON sono un esperto di fumetti, ammesso e non concesso che sia esperto di qualcosa... quindi la mia non sarà una disamina su quale genere di fumetto andasse per la maggiore in previsione di "Lucca (non ancora Comics) 14" del 1980, ma semplicemente una annotazione per sottrazione, cioè di cosa pare NON fosse presente:
manga ed anime, o per meglio dire i "cartoni animati giapponesi".

Questo è il supplemento della rivista "Comics, mensile di critica storia e informazione sul cartooning" pubblicato come anteprima della fiera di Lucca, ergo non si potrà leggere di preciso cosa effettivamente si vide durante la manifestazione, ma solo il programma.
Inoltre ci sono due articoli sulla precedente manifestazione, "Lucca 13" del 1978, dato che ai tempi la fiera era biennale.
Comunque, da qualsiasi parte la si voglia vedere, reportage su "Lucca 13" del 1978 oppure anteprima su "Lucca 14" del 1980, il mondo del Sol Levante non è mai citato (salvo qualche mia tremenda svista...).
Nel novembre 1978 il successo di Goldrake era già abbastanza corposo, sia tra i giovani telespettatori che a livello editoriale, però pare che i professionisti del fumetto italico di "Lucca 13" non se ne fossero accorti, ma questo ci può anche stare, si era pur sempre all'esordio degli anime in Italia.
Quello che ho trovato incredibile è che nelle 100 e passa pagine della rivista non si tratti mai di manga ed anime per la manifestazione del 1980, anno che si può considerare il boom del loro successo e delle polemiche, basti pensare che i 600 genitori di Imola sono un prodotto proprio del 1980.



A dire il vero, in uno dei due articoli che danno conto della precedente manifestazione ("Lucca 13"), c'è una foto con un signore ed una signora giapponesi, la cui didascalia recita "... la delegazione giapponese ai lavori della tavola rotonda", ma purtroppo non è specificato né chi fossero i due personaggi n'è cosa fosse questa "tavola rotonda", o a che titolo questi due autorevoli(?) invitati nipponici fossero presenti.
Per il resto parrebbe che per "Lucca 14" il Giappone, che dall'aprile del 1978 ci aveva invaso di fumetti e cartoni animati (sia serie tv che lungometraggi), non esistesse per nulla...
Prossimamente dovrei venire in possesso di altri numeri di questa rivista, spero di essere smentito, perché altrimenti sarebbe l'apoteosi della tristezza e del provincialismo... anche alla luce del fatto che il "Lucca Comics" odierno non sarebbe più neppure ipotizzabile senza manga ed anime!
Chi se ne occupò nel 1978 e nel 1980 avrebbe dimostrato una lungimiranza pari a zero  >_<




Questo è l'unico articolo della rivista che si occupa di "Lucca 14", che funge anche da editoriale, i successivi due articoli sono un bilancio sulla precedente edizione.
Infine metto la scan dell'indice, dove si può notare la totale assenza di autori nipponici.

domenica 6 novembre 2016

Cosplay Italia, potere alla fantasia


 
TITOLO: Cosplay Italia, potere alla fantasia 
AUTORE: Paolo Bianco 
CASA EDITRICE: Tsunami Edizioni 
PAGINE:192
COSTO: 24,50€ 
ANNO: 2016
FORMATO: 19 cm x 19 cm 
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788896131947

Sfuggitomi al “Lucca Comics 2016”, in quanto non era contemplato nelle novità editoriali del sito di LC&G (salvo mia svista), l'ho recuperato qui a Milano, dato che la casa editrice è milanese.
Se non rammento male il libro sarà acquistabile in libreria, anche in Feltrinelli, da metà novembre, io sono riuscito a recuperarlo al negozio Mariposa nei corridoi della metropolitana (MM1 piazza Duomo).
Benché io riunisca tutti i libri sul cosplay sotto la voce "Saggistica cosplay", di vera e propria saggistica ne sono usciti pochi, probabilmente solo uno, gli altri, compreso questo, hanno un taglio più da appassionati. In particolare questo libro riporta il punto di vista del fotografo di cosplay, anche da smartphone come lo posso essere io, nelle fiere del fumetto. Infatti l'autore nell'introduzione spiega che lui stesso segue da anni le fiere del fumetto per immortalare questi artisti della trasformazione, ed ha quindi pensato di omaggiare tutta la categoria, indipendentemente dal loro livello di professionalità, con queste 192 pagine.
Dopo una breve storia del cosplay in Italia, nel libro si alternano due argomenti: interviste ad un cosplayer o ad un gruppo, e foto di una tematica cosplay (anime, manga, videogiochi, film etc).
Purtroppo le pagine scritte ammontano a sole 67, che in realtà sarebbero molte ma molte meno, in quanto numerose sono le pagine di scritto che contengono anche immagini che occupano mezza pagina (ben 28). Ergo su 192 pagine del libro lo scritto è di circa 40 pagine, stando larghi. Di contro le pagine con sole foto sono circa 130... e di foto di cosplayers sul web è abbastanza pieno, e sono tutte gratuite.
Probabilmente io sono un po' fissato sulla questione che un libro, che non sia un artbook o simile, debba contenere in preponderanza pagine di scritto e non immagini, magari sbaglio io.
E' vero che questo libro è un omaggio a chi fa cosplay, e quindi le immagini ci possono anche stare, però, forse, si potevano trovare ulteriori argomenti (scritti) per approfondire maggiormente la tematica, credo che ne sarebbero stati contenti anche i fan. Magari mettendo un numero maggiore di interviste, non per forza inserendo una “noiosa” parte saggistica.
L'autore intervista i seguenti personaggi e gruppi:
Giorgia Cosplay; Simona Marletti e Luigi Meggiolaro; Prizmatec Cosplay; Leon Chiro; il gruppo C.L.I.C.; la Umbrella Corporation; i Ghostbusters Italia; la 501st Legion.

Le interviste sono interessanti, in quanto le domande le pone un appassionato, non un tizio che si è inventato esperto per pubblicare un libro. In particolare ho apprezzato quella alla coppia Simona Marletti e Luigi Meggiolaro (entrambi un mito!), a Prizmatec Cosplay, e al gruppo C.L.I.C..
Non che l'intervista a Giorgia Cosplay sia brutta, ma lei è già un personaggio famoso, mentre gli altri intervistati sono meno conosciuti, a mio avviso avrebbero meritato molto più spazio, il libro sarebbe stato molto più interessante.
Per la cronaca io chiedo sempre il permesso prima di fare una foto, non sono un “photobomber”, categoria di fotografi poco gradita che non conoscevo, e se qualche volta ho fatto foto un po' rubate, è stato solo a causa della calca :]
Per ogni intervistato ho fatto una scan di "omaggio"  ^_^
Alla fine del post, visto che sono in topic, ho aggiunto tutte e foto che ho fatto ai cosplayers a questa LC&G 2016  ;)
La prima intervistata non ha bisogno di presentazioni.



E questa è la coppia (forse la più famosa?) Simona Marletti e Luigi Meggiolaro!


venerdì 21 ottobre 2016

Lucca Comics (non ancora Games) in articoli dal 1971 al 1982 sul "Corriere della Sera"

1 novembre 1972


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Venerdì prossimo saremo, finalmente, già al "Lucca Comics and Games 2016":
caos, spese folli, code interminabili, caos, viaggi transoceanici, ristoranti stracolmi, ristoranti senza derrate alimentari (che ti accettano lo stesso), caos, gomitate, tonnellate di splendidi cosplayers, gomitate, foto, fumetti, libri (spero...), caos, gomitate, conferenze, vie chiuse, percorsi obbligati insensati, gomitate, chilometri percorsi a piedi, sconti fiera (forse), gomitate, approfittatori, stand del Games invivibile, concerti gratuiti, mostre gratuite, dilemma meteorologico, autoctoni che si lagnano(...) del caos, personaggi famosi, caos e gomitate  ^_^

Beh, nonostante tutto ciò, ed anche grazie a tutto ciò, continuo a pensare che valga la pena di andare al "Lucca Comics and Games", perché l'atmosfera è veramente unica. Certo, la paghi abbastanza cara, tra ferie, costi del viaggio, costi del pernottamento, costi del sostentamento, costi degli acquisti, perché se vai e non compri, cosa ci vai a fare?  O_o
Però, come sempre, se non apprezzi la fiera di Lucca, basta non andarci  :]
Per fortuna gli organizzatori hanno compreso che bisogna mettere un limite ai visitatori, per ora è stato solo imposto a quelli paganti (accontentandosi di 80 mila al giorno), ma dovrebbero essere inseriti anche i curiosi, che comunque rendono più problematica la vita a chi è li per comprare. Infine, a mio parere, premettendo che trovo i cosplayers tra le cose più belle della fiera, ciò che la rende unica, dovrebbe essere impedito loro di entrare negli stand, anche per rispetto verso i loro costumi, che spesso vengono danneggiati dalla calca.
Comunque tremo solo all'idea di quale marasma umano ci sarà sabato  T_T  per fortuna ci salverà il venerdì  :]
Ma com'era il "Lucca Comics and Games" quando si chiamava solo "Salone dei comics"?
L'anno scorso avevo raggruppato un po' di articoli de "La Stampa", questa volta l'ho fatto per il Corsera, non contengono informazioni stravolgenti, forse un po' meno interessanti di quelle presenti negli articoli del quotidiano piemontese, comunque mostrano il volto di una manifestazione che è ormai scomparsa. Sostituita da questo mega-festival-happening, che può accontentare praticamente qualsiasi appassionato di qualsiasi cosa e di qualsiasi età.
Buon "Lucca Comics and Games 2016"  ^_^


                                                               4 novembre 1973




domenica 1 novembre 2015

"SCI-Figure: un viaggio attraverso il modellismo americano e giapponese" - Lucca Comics and Games 2015



Fabrizio Modina e la "Associazione culturale Leiji Matsumoto" hanno allestito una mostra incentrata sui modellini delle serie fantascientifiche di matrice americana e giapponese, anche se, forse, si sarebbe dovuto sostituire "americano" con "anglosassone", vista la presenza di serie televisive sci-fi inglesi.
Ovviamente la mostra è visibile gratuitamente (quindi anche a chi non è provvisto di braccialetto) ancora per tutto il giorno odierno alla "Casa del boia" di Lucca, poi, con la fine del "Lucca Comics and Games", termina anche l'esposizione: "carpe diem", in senso letterale :]
La parte del leone dell'esposizione la fa "Guerre Stellari", con una moltitudine di "dolls" (più banalmente "bambolotti") della collezione di Fabrizio Modina, i cui pezzi si sono potutti ammirare in altre due mostre:
Torino e Treviso

La location della "Casa del boia" è molto bella, praticamente a fianco al Japan Town. Nel visitarla venerdì mattina ho anche scambiato due chiacchiere (mantenendo l'anonimato  ^_^ ) con Fabrizio Modina, che era intento a rimettere in piedi una dolls di Luke Skywalker de "L'impero colpisce ancora" accasciatasi al suolo.
Oltre agli ovvi complimenti per tutta la sua collezione, mi sono permesso di chiedergli due cose, una delle quale mi rodeva dal 2009, cioè se esistesse un catalogo della "Manga Impact" di Torino (vedi link sopra), e ho avuto la conferma che non fu pubblicato nulla. L'altra curiosità verteva sull'uscita del secondo libro di "Super Robot Files", che, salvo imprevisti editoriali, dovrebbe essere pubblicato o verso primavera, oppure per il prossimo "Lucca Comics and Games".




Finite le curiosità mi sono tuffato nell'apocalisse delle dolls di "Guerre Stellari"!


E poi nei modellini di Star Trek, Spazio 1999, Ufo Shado etc etc.


In quelli della Marvel e della DC Comics.



Infine nelle serie sci-fi nipponiche.

lunedì 26 ottobre 2015

Lucca Comics (non ancora Games) in articoli dal 1971 al 1986 su "La Stampa" + Radiocorriere TV (Lucca vs la TV)

27 ottobre 1971 



Giovedi si apre il Festival di Lucca 2015, che ormai non è più, da un pezzo, solo "comics", ma "game, anime, manga, cosplayers, concerti, film, telefilm, qualsiasicosainerentelaculturapopolare". Mi è venuto in mente di fare una ricerchina di articoli giornalistici sul "Lucca Comics", tanto per vedere i cambiamenti e le diverse problematiche dagli anni 70 e 80 ad oggi. La mia non è una ricerca in nessun modo esaustiva, mi son limitato a selezionare l'articolo che introduceva l'inizio della manifestazione, oppure uno più approfondito di quella settimana, e devo dire che "La Stampa" dava tutti gli anni abbastanza spazio al "Lucca Comics". Per "abbastanza spazio" intendo da uno a quattro articoli, di norma abbastanza corti, quindi non si spaventi chi si appresta a leggere questo post. Ad esempio non ho trovato articoli per il 1974 ed il 1988.
La rassegna l'ho fatta partire dal 1971, fino al 1986, mia scelta personale non dovuta a nulla in particolare.
Oltre agli articoli de "La Stampa" ne ho inserito uno del "Radiocorriere Tv" del 1980, in cui si è molto critici verso la televisione ed anche, guarda un po' che strano, verso i cartoni animati giapponesi. Chi di quei critici del settore, non giornalisti disinformati, avrebbe mai immaginato che oggi una parte dei fan (e degli espositori) va a Lucca per girare al Japan Town?
Devo dire che ho notato altri numerosi cambiamenti, non solo rispetto al successo planetario di oggi, ma alla sua impostazione di base, alla sua filosofia iniziale, addirittura alla sua durata, che in alcune annate era di 8 giorni!!!
Immagino un "Lucca Comics and Games" che duri 8 giorni nel 2016, si sfiorerebbe il milione di visitatori? Lucca imploderebbe? La popolazione farebbe la rivoluzione? Quanto costerebbe a noi appassionati?  T_T
Ho appreso che dal 1976, fino a tutti gli anni 80, il "Lucca Comics" divenne biennale, per motivi di riduzione dei costi.
Negli articoli è dato maggior risalto all'aspetto di Festival del fumetto e animazione, con relativi premi ed opere in concorso, meno sottolineato l'aspetto collezionistico, che poi è quello che ha generato il boom negli anni a venire.
Io, forse come tanti, non ho potuto partecipare al "Lucca Comics" quanto e quando avrei voluto, i motivi sono comuni a quelli di tutti: personali, lavorati ed economici.
Ho iniziato la mia avventura a Lucca nel lontano 2006, poi ho saltato qualche edizione e ci sono tornato regolarmente dal 2010. Quindi non ho vissuto in prima persona il passaggio da semplice "fiera del fumetto molto grande" ad evento massmediologico della cultura popolare mondiale, con relativa esplosione di visitatori ed attenzione di stampa e telelvisone. Tanto che oggi, anche gli amici che non si interessano di fumetto, conoscono il "Lucca Comics and Games".

Torno, quindi, al resto dell'articolo postato sopra, e poi a tutti gli altri, per un totale di 12 articoli, abbastanza corti  ;)