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venerdì 17 ottobre 2025

Mazinger Z Integral (2023) - Riedizione ispanica della prima versione dei 6 cartonai "Mazinga dalla TV" della "Salani"


La seguente pubblicazione è uscita nel 2023, ma chiaramente non è che sia molto avvezzo al materiale editoriale spagnolo, quindi ne sono venuto in possesso da poco.
Devo dire che è veramente un bel prodotto, medesimo formato delle pubblicazioni ispaniche del 1978 ed italiote del 1979/80, copertina rilegata e rigida, carta bella spessa, bei colori (al netto della coloratura originale...), un prodotto di qualità. 
Consta di ben 270 pagine è l'ho pagato poco meno di 40 euro, non riesco proprio a resistere al materiale editoriale...
L'unica pecca è che mi sarei aspettato al suo interno un minimo di informazioni sul prodotto in sé, tipo come vennero acquisiti i diritti, dati, nomi, aziende etc. etc. etc., invece ci sono solo i "paella-manga" di "Mazinga Z". Un bel mini saggio alla Nicora sul merchandising sarebbe stato gradito, tanto per dare un'idea.
Di questo materiale, con annessi detentori dei diritti e concessionari europei, avevo già scritto qualcosa nel post linkato qui sotto, e a quel post lo si può ritenere collegato:

In quell'occasione avevo fatto qualche ricerca sulla casa editrice spagnola "Ediciones junior s.a. - Gruppo Editorial Grijalbo", scoprendo (per parte mia) che questa era connessa in qualche modo alla "Mondadori". 
Edit del 21 ottobre 2025: per la frase qua sotto ho preso un abbaglio  ^_^
Infatti ho trovato un altro libro ispanico che mostra ulteriore merchandising in comune con l'Italia, lo posterò in seguito.

Non sarebbe brutto se qualche casa editrice nostrana pubblicasse una riedizione dei cartonati di "Atlas Ufo Robot" della "Giunti Marzocco" (link 1 - link 2) o quelli della "Edizioni Walkover", ma immagino che tra la ricerca degli eventuali aventi diritto per i disegni, sceneggiatura etc. e quelli da sborsare alla "Toei Animation/Nagai", verrebbero a costare un'enormità e li comprerebbero solo quattro fissati  :]


Cercando online la data di pubblicazione di questo cartonato moderno ho trovato una mini recensione di poche righe sul "Amazon" (il male assoluto...), linko l'annuncio e copio/incollo/traduco il contenuto.
Colui che scrive pare saperne ben più di me (e non ci vuole molto come spesso mi viene fatto notare) sui cartonati ispanici:

Patxi (personaggio)

Nel 1978 i Grijalbo pubblicarono 6 album a fumetti basati su 6 episodi della serie anime di successo Mazinger Z. Quei 6 album sono quelli che ha ristampato in questo volume l'editore "edizione limitata" legata all'Associazione Culturale del Fumetto. Gli album raccolti sono una replica esatta di quelli pubblicati nel 1978 in termini di dimensioni, tipografia e qualità cartacea e copia dei disegni. Gli illustratori dell’opera originale che viene riprodotta in questo volume sono Garmendia, Güell e Beaumont, raggiungendo la totale fedeltà con il manga originale, oserei dire che a volte lo migliora. Queste illustrazioni sono state colorate in acquerello da Marutxi essendo completamente fedele ai colori apparsi nell'anime, dandogli un bel tocco. La sceneggiatura adattata dei sei episodi pubblicati è di José García. I sei episodi raccolti in questa raccolta sono: 'The Birth of a Miraculous Robot' (episodio 1 dell'anime in Spagna e Giappone), 'Stop all'esercito di Ashler' (episodio 2 dell'anime in Spagna e Giappone), 'Aphrodite A catturato' (episodio 8 dell'anime in Spagna e 27 in Giappone), 'The Hurry Victory of Mazinger Z' (episodio 9 dell'anime in Spagna e 29 in Giappone) Edizione in cartone rigido raso di alta qualità. Carta di buona qualità. Insomma, se avete acconciature grigie e gustate con l'anime nell'infanzia, o semplicemente se vi piace la lore Mazinger, è un prodotto di qualità che dovete avere e un ottimo modo per recuperare i vecchi album in modo molto fedele.
Nel proseguo del post ho inserito qualche scan a titolo esemplificativo del suo contenuto, di solito quelle di fine numero ed inizio del successivo, ma ho messo il momento topico in cui il nonno di Koji Kabuto gli svela il segreto di "Mazinger Z".
Le immagini serviranno anche per un secondo post  :]

martedì 25 marzo 2025

Cartonati e non di "Mazinga Z" per concessione Edierre, Sacis, Toei dal 1979 al 1981+ Ape Maia


Questo post prende spunto da quello di Massimo Nicora (confrontando le info con lui), in cui spiegava che nelle Teche Rai, alla voce "produttore di Mazinga Z" risulta la Edierre:

Sono quindi andato a controllarmi i dati editoriali dei cartonati e varie pubblicazione cartacee di "Mazinga Z" in mio possesso, non sono tantissimi, ma qualcosa ho.
Alla ricerca ho aggiunto anche altro materiale non propriamente considerabile come "cartonati", ma comunque utili alla ricerca, per esempio ho riesumato (nel vero senso della parola...) il mio diario di prima media, che alla fine è tornato utile per capire chi fosse il licenziatario.
Alcune di queste pubblicazioni le avevo anche già postate sul blog tempo addietro.
L'arco temporale del materiale in mio possesso parte dal 1979 e termina nel 1981, è il seguente:

i numeri 3-4-5-6 di "Mazinga dalla TV" della TOEI/Dynamic Production + Guiòn y creaciòn gràfica de "Ediciones Junior S. A." + Salani (1978) = pubblicati dal 14 novembre 1979;

i quattro cartonati I-II-III-IV "Mazinga dalla TV" della TOEI/Dynamic Production + Salani = pubblicati del 1979;

"il diario di Mazinga Z" della Toei/Dynamic Production + Sacis + Mondadori = pubblicato del 1979 per l'anno scolastico 80/81;

"Il librogioco di Mazinga Z" della Toei/Dynamic Production + EDIERRE + Mondadori = pubblicati nel febbraio 1980

"L'Apemaia e le sue avventure" (ringrazio Susy e Guido per le foto) della "Editrice Edierre" "Apollo Film Wein" + Salani + Mondadori = pubblicato nel gennaio 1980

"Il Superlibro dei Cartoni in Tivù" della "Edizioni Edierre" + Mondadori + le varie aziende di produzioni nipponiche = pubblicato nell'aprile 1981. Per "Mazinga Z" TOEI/Dynamic Production

Tranne il cartonato dell'Apemaia, tutti gli altri sono di "Mazinga Z" o contengono ("Il Superlibro dei cartoni in Tivù") "Mazinga Z".

Chiaramente, per quanto riguarda "Mazinga Z", l'accoppiata "TOEI/Dynamic Production" c'è sempre, ma sul versante italico c'è un po' di bordello... i concessionari accreditati sono molteplici:
Salani; Mondadori; Sacis; Edierre

A quanto parrebbe i primi a pubblicare qualcosa di "Mazinga Z" fu la Salani, sia traducendo la pubblicazione spagnola "Ediciones Junior S. A." che pubblicando in maniera autonoma i 4 cartonati con i  numeri romani. 
Da notare che la serie "Maiznga Z" non è ancora trasmessa dalla Rai, probabilmente la Salani anticipò i tempi sfruttando il "Mazinga Z" visto nei film di montaggio e nel finale de "Il Grande Mazinga"?
Mistero...
In queste prime stampe targate Salani non compare né la Edierre né la Sacis.
Poi tocca al diario di "Mazinga Z", pubblicato nel 1979 per l'anno scolastico 1980/81 su concessione della Sacis dalla Mondadori.
Entra in scena "Il librogioco di Mazinga Z" pubblicato dalla Mondadori nel febbraio 1980 su concessione, per la prima volta, della Edierre.
La dimostrazione dell'importanza del ruolo della Edierre è dato dal cartonato dell'Apemaia, nonostante fosse trasmesso anch'esso dalla Rai come "Mazinga Z"
Nell'aprile 1981 viene pubblicato dalla Mondadori "Il Superlibro dei cartoni in Tivù", in cui ci sono 13 fumetti dei cartoni animati giapponesi, le licenze giapponesi sono multiple, ma tutti su concessione delle "Edizioni Edierre" e delle "Edizioni TV" che pubblicavano "Cartoni in tivù".

Sarebbe da capire l'ordine cronologico dell'acquisto dei diritti, chi ottenne i diritti per sfruttare cosa nello specifico, visto che la Sacis e la Edierre si sovrappongono nella pubblicazione di materiale editoriale.
A qualcuno i fumetti ed altri il resto del cartaceo?
Perché la Salani iniziò le pubblicazioni prima che venisse trasmesso "Mazinga Z" dalla Rai?
Riguardo alla "Ediciones Junior S. A.", parrebbe fosse una costola della Mondadori, oppure che venne acquistata successivamente dalla Mondadori:




Quindi la Mondadori, nel caso fosse stata proprietaria della "Ediciones Junior S. A." nel momento della pubblicazione degli albi spagnoli di "Mazinga Z", era anch'essa licenziataria dei diritti "TOEI/Dynamic Production"?
E' per questo che pubblica parte del materiale editoriale di "Mazinga Z" in Italia?




Inutile dire che i cartonati Salani sono gli stessi di quelli ispanici della "Ediciones Junior S. A.", che però poi scompare, ma resta la Mondadori.
Poi salterà fuori che a questi quesiti, specialmente quelli sulla "Ediciones Junior S. A.", c'è chi aveva già risposto, magari in uno dei tanti saggi in mio possesso e pure recensiti   ^_^

giovedì 17 ottobre 2024

"Goldorak le robot de l'espace: A l'attaque" vs "Atlas Ufo Robot: Goldrake all'attacco" - Giunti Marzocco 1978



Ero in possesso da tempo dei quattro cartonati argentati della "Giunti Marzocco" di dimensione 265mm x 195mm (aprile 1978), i cui titoli sono:
Goldrake all'attacco; UFO contro la Terra; I mostri dello spazio; "Il sogno di Actarus".

Quando ho trovato i quattro, dello stesso formato, corrispettivi francesi, incuriosito dal fatto che le copertine fossero identiche, me li sono accattati (altra carta, ora pure francofona...), i cui titoli sono:
A l'attaque; Bataille d'OVNI; Le retoir des monstres; Le reve d'Actarus.

Chiaramente in quelli italiani sulla copertina campeggia "Atlas Ufo Robot", seguito dal titolo del singolo cartonato, mentre in quelli francesi si legge "Goldorak le robot de l'espace", seguito dal titolo francese.

Nei cartonati di Goldorak purtroppo manca il mese, come, invece, venne stampato nei cartonati di Goldrake, cioè aprile 1978.
Inutile dire che non conosco il francese, ma a grandi linee il testo resta comprensibile, specialmente se si ha come traccia lo scritto in italiano, infatti la versione d'oltralpe direi che sia la mera traduzione di quella nostrana, con l'inserimento di tutti i nomi francesi di Goldorak. 
L'unica differenza nel testo che son stato in grado di notare è la prima pagina, dove in francese è presente un incipit su Goldorak, mentre nella versione italiana l'introduzione si perde.
Come si potrà vedere nella scan qui sotto la versione in francese venne stampata dalla "Giunti Marzocco" di Firenze, quindi mi sorge un quesito:
la versione Goldorak è la traduzione di Goldrake oppure venne effettuata l'operazione contraria?

Perché questo mio dubbio?
Perché quando avevo recensito il cartonato di grande dimensione "Atlas Ufo Robot" della "Giunti Marzocco" (aprile 1978) avevo notato la somiglianza di più disegni con quelli dell'album di figurine Goldorak - Americana France Album (sempre 1978), però bisogna tener conto che venne stampato in Italia dalla "Edierre", già licenziataria Sacis degli album di figurine del nostro Goldrake.
Ai tempi avevo ipotizzato che per pubblicare il cartonato di Goldrake avessero usato immagini e testo francese, visto che è riportato Minos invece di Gandal, ma ora scopro che i cartonati francesi vennero pubblicati sempre dalla "Giunti Marzocco"... quindi?
Direi che "Antenne 2" e/o "Pictural Films" (più la seconda che la prima) inviò testi ed immagini di Goldorak alla Rai, visto che in Francia venne trasmesso alcuni mesi dopo, per pubblicare il materiale in italiano di Goldrake, con qualche modifica dei nomi, e dopo qualche mese venne commissionato alla "Giunti Marzocco" di tradurre pari pari i testi in francese causa il successo estivo di Goldorak.
Il cartonato "Atlas Ufo Robot" della "Giunti Marzocco" presenta quattro storie:
Goldrake all'attacco; UFO contro la Terra; I mostri dello spazio; Attacco alla Luna.

Le prima tre sono identiche a tre dei cartonati argentati di formato più piccolo, mentre manca "Attacco alla Luna", sostituito da "Il sogno di Actarus".
Sui cartonati francesi, nel punto dove in quelli italiani è stampato "Giunti Marzocco", son presenti vari marchi:
Pictural Films (che deteneva i diritti della serie); A2G. P.Rouge et Or

Mi pare lecito supporre che il materiale (testo ed immagini non ancora elaborati in storia) per i cartonati partì dalla Francia, arrivò a Firenze per essere tradotto e pubblicato, poi riparti per la Francia ritradotto.
Un vero peccato che nei cartonati francesi manchi il mese di pubblicazione, probabilmente settembre/ottobre.

Di seguito inserisco sempre prima la scan in francese e poi quella in italiano, in un paio di casi le ho messe direttamente a confronto una di fianco all'altra.
Quando nelle pagine ci sono solo immagini, ne ho messa una sola.


Come si può vedere il cartonato francese inizia con un mini spiegone della trama, introduzione non presente nei nostri cartonati. A causa di ciò tutto lo scritto risulta un po' sfalsato, tanto che l'ultima pagina in italiano riporta un fianco non scritto, dove, invece, quella francese conclude la storia. Semplicemente recuperarono l'inizio sfalsato.

A mio avviso questo post è da consultarsi assieme a quello sul cartonato "Giunti Marzocco" "Atlas Ufo Robot" e al post sull'album di figurine di Goldorak.

domenica 28 gennaio 2024

"Il Giornalino in tv", di Zio Giò - "Il Giornalino" 15 ottobre 1978: annuncio di Danguard? + Prima traccia del Danguard su Telenova il 13 marzo 1979 nella pagine del Corsera


Il 16 luglio dell'anno scorso avevo svolto una ricerca il più possibile accurata, tra il mio materiale ed alcune fonti fruibili on line, per cercare di capire quando acciderbolina fu trasmesso il primo episodio del Danguard, visto che spesso viene datato addirittura a fine 1978, cosa che lo posizionerebbe come secondo robottone sbarcato in Italia dal Giappone:

Per multipla esperienza personale i ricordi di dove e cosa venisse trasmesso ai tempi in televisione è spesso fallace, poi ci saranno ex bambini con una memoria elefantiaca, ma sovente ci si appoggia troppo su quello che si crede di rammentare, ergo ho cercato le uniche fonti di riscontro possibili, quelle cartacee, trovando che, per ora, la prima traccia nei palinsesti delle tv locali del Danguard è di giovedì 26 aprile 1979 sia su "Antenna Nord" alle 18,10 (Famiglia TV del 22/28 aprile) che su "Tele Torino International" alle 18,30 (Stampa Sera).
Ovviamente, ribadisco, la ricerca l'ho effettuata tra il materiale in mio possesso e fonti on line fruibili da casa.
In questi mesi ho fatto mie le annate complete del 1978 e 1979, più la quasi completa (mi mancano 5 numeri) dell'annata 1980 de "Il Giornalino" ed ho trovato un curioso scarno annuncio nell'editoriale di "zio Giò" (Tommaso Mastrandrea) del numero 41 datato 15 ottobre 1978 su "un nuovo film, ancora inedito in Italia, della serie "Atlas Ufo Robot"!
Cosa sarà mai stato questo "nuovo film, ancora inedito in Italia, della serie Atlas Ufo Robot" credo non lo sapremo mai di certo, però è lecito ipotizzare (IPOTIZZARE) che si riferisse ad una prossima più o meno ventura trasmissione del Danguard.
Piccola digressione per spiegare il perché mi dispiaccio un po' quando mi ritrovo del materiale riesumato da me in giro sul web, riviste e libri (quindi a pagamento) senza uno straccio di citazione:
le annate 78, 79 e 80 de "Il Giornalino" non mi sono piovute dal cielo, me le sono comprate  ^_^

Come si può leggere nell'editoriale di "zio Giò" il "nuovo film, ancora inedito in Italia, della serie Atlas Ufo Robot" sarebbe stato trasmesso all'interno della trasmissione per ragazzi "Conoscere Insieme", condotta da Cino Tortorella, che era collegata all'inserto "Conoscere Insieme" de "Il Giornalino".
Quindi è chiaro il legame "Il Giornalino", "Edizioni San Paolo" e Danguard, a cui vanno aggiunti i cartonati del Danguard, pubblicati da "Libreria della famiglia" sempre della "Edizioni San Paolo". L'ultimo tassello è che "Telenova", una delle emittenti locali milanesi che trasmisero Danguard in prima tv italica, faceva (e fa) capo sempre alle "Edizioni San Paolo".
Il problema è che la prima traccia del Danguard, che io avevo trovato al link del post iniziale, era su "Antenna Nord", non su "Telenova".

Preciso che questo post e il prossimo andranno consultati con quello dove datavo Danguard al 26 aprile 1979, ad ora unica presenza nei palinsesti televisivi del Danguard, altrimenti si avrà una panoramica monca della mia ricerca.
In questo post, rispetto a quello linkato all'inizio, che procedeva cronologicamente, ho deciso di dividere in due le tematiche:
nella prima parte mostro le informazioni che possono essere inerenti il Danguard reperite all'interno de "Il Giornalino" nelle annate 1978, 1979 e 1980;
nella seconda parte gli annunci della trasmissione del Danguard su "Telenova" (ergo "Edizioni San Paolo") presenti sul "Corriere della Sera" dal 12 marzo 1979.

Ho scelto di procedere in questo modo non cronologico per ridurre la confusione, sempre ricordando che le informazioni vanno incrociate con il post linkato all'inizio e con il prossimo, questo perché i palinsesti erano abbastanza confusionari, qualche volta contraddittori, e, come si può leggere dall'annuncio di "zio Giò", neppure gli aventi diritto sapevano bene cosa stavano trasmettendo... si può affermare che il concetto di "sinergia aziendale" non veniva sfruttato al meglio. 
Infatti per il Danguard avevamo una casa editrice (Edizioni San Paolo) che deteneva una tv locale (Telenova) e che pubblicava sia un fumetto per ragazzi (Il Giornalino) che libri per ragazzi (i cartonati del Danguard), si mossero in qualche modo assieme, ma non in maniera organica e comunque non del tutto ben sponsorizzati, altrimenti non avremmo il dubbio sulla data della prima trasmissione del Danguard   ^__^


Perché affermo che "Edizioni San Paolo", "Il Giornalino" e "Telenova" non si mossero come una entità unica che doveva pubblicizzare il nuovo prodotto televisivo Danguard?
Perché, come si può vedere dall'immagine qui sopra, a pagina 79 del numero 41 con l'editoriale (e rimando a pagina 79) di "zio Giò" sul "nuovo film, ancora inedito in Italia, della serie Atlas Ufo Robot", tra le emittenti locali private che avrebbero mandato in onda la trasmissione per ragazzi "Conoscere Insieme", non c'è la stessa "Telenova"!
Nella zona di Milano sono citate "Antenna 3 Lombardia" ed Antenna Nord", ma non "Telenova".
Questo cosa vuol dire?
Tutto e niente:
Telenova inizialmente non trasmise "Conoscere Insieme";
Telenova inizialmente trasmise "Conoscere Insieme", ma non la inserirono.

Io propendo per la prima, ma è solo una mia opinione.



Quindi questo post cerca di trovare dei riscontri all'interno de "Il Giornalino" di una trasmissione del Danguard conseguente all'annuncio di "zio Giò", e per far questo non mi sono limitato a consultare le annate 1978 e 1979 negli articoli, pubblicità e palinsesti presenti, ma ho anche scorso le pagine della posta, comprese quelle de "Il mercatino dell'amicizia", in cui si poteva immaginare la presenza di un qualche commento dei giovani lettori sulla trasmissione del "nuovo film, ancora inedito in Italia, della serie "Atlas Ufo Robot":
zero totale.

I giovani lettori proponevano scambi e richiedevano informazioni un po' su tutto, ma sul Danguard nulla. Non è una prova a sfavore, evidenzio solo che ho controllato (spero non mi sia sfuggito qualcosa, nonostante abbia sfogliato le due annate due volte...).

Proseguo.

domenica 22 gennaio 2023

"Incrociatore Spaziale Galaxy" vs "Space Cruiser Yamato"


Talvolta le cose si guardano ma non si vedono, non si notano particolari che in seguito paiono fin banali, ci si sofferma sulla bellezza della copertina e non ci si concentra sul titolo e sulle date.
E' quello che è capitato a me con il cartonato della Salani dal titolo "Incrociatore Spaziale Galaxy", la cui copertina mostra la "Corazzata Spaziale Yamato" o "Space Cruiser Yamato", usando il nome della versione statunitense che vedemmo al "XVI° Festival della Fantascienza di Trieste" tenutosi nel luglio del 1978:

Ma perché nel 1978 la Yamato venne ribattezzata Galaxy?
Ovviamente non posso dare risposte certe, solo ipotesi, per quanto mediamente logiche. Sulla scelta del nome immagino potesse esserci qualche questione sui diritti oppure più semplicemente il nome "Yamato" fu considerato poco fantascientifico, e non a torto.
Purtroppo non è specificato il mese del 1978 in cui il cartonato fu pubblicato, che non è una mancanza da poco, gennaio è ben differente da dicembre, specialmente perché in mezzo (più o meno) venne trasmesso Goldrake!
Si può ragionevolmente ipotizzare che dopo il successo di "Atlas Ufo Robot" la Salani notò le vendite del cartonato "Giunti Marzocco" pubblicato nell'aprile del 1978, e quindi cercò di cavalcare l'onda fantascientifica animata.
Di fantascientifico animato disponibile subito c'era in qualche magazzino il film "Space Cruiser Yamato", che quindi la Salani acquisì per confezionare questo cartonato.
Da sottolineare che questa pubblicazione si aggiudicò la medaglia d'argento del podio dei cartonati ispirati agli anime, arrivando nelle librerie molto probabilmente appena dopo quello di Goldrake linkato sopra.
Direi che sia praticamente certo che il lungometraggio animato di 98 minuti dal titolo "Space Cruiser Yamato" non fu mai proiettato nei cinema italiani, ma lo si vide solo al Festival di Trieste, di nuovo quasi sicuramente nella versione in inglese sottotitolata.
La prova che in Salani utilizzarono la versione rimaneggiata statunitense lo si legge nel cartonato, sia per quanto riguarda sviluppo della trama e nomi dei personaggi, sia a pagina 5, dove è riportato:
dal film "Incrociatore Spaziale Galaxy" distribuito in Italia dalla Evi film

Ho fatto molteplici ricerche sui quotidiani dal maggio 1977, in quanto "Space Cruiser Yamato" fu proiettato al Festival di Cannes, fino al gennaio 1979, ma non esistono riscontri né per "Space Cruiser Yamato" o "Incrociatore Spaziale Galaxy" e neppure solo per "Yamato" o "Galaxy", che fa comparire solo il film "Galaxy Horror".
Ergo direi che nessun film con questi titoli venne mai proiettato nei cinema italiani.
Altra riprova è l'assenza del nullaosta censura del Ministero dello Spettacolo:

La casa editrice Salani si ritrovò con questo film in inglese, il bello è che non potevano sapere che in origine questa era una serie animata giapponese, da cui venne creato un film di montaggio di 145 minuti, da cui vene rimaneggiata una versione statunitense, quindi senza più riferimenti al Giappone, di 98 minuti.
A questo rimaneggiamento statunitense di un film di montaggio nipponico misero mani anche alla Salani, creando un ibrido italo-jappo-statunitense di raro caos, che quasi può rivaleggiare con il kaos (con la K) dei nostri film di montaggio degli anime...


Specifico che eventuali errori da qui in avanti saranno dovuti (anche) al fatto che io "Star Blazers" non riuscii mai a seguirlo regolarmente, e da adulto non l'ho ancora rivisto, quindi conosco il tutto a spanne.
Non avevo voglia di fare il confronto di ogni nome presente nel cartonato rispetto al film di montaggio statunitense del 1977 ("Space Cruiser Yamato"), alla serie vista in Italia (made in Usa) con titolo "Star Blazers" dall'autunno 1980 e alla versione originale nipponica, mi sono limitato a cinque personaggi dei buoni.
La Salani aggiunse un altro velo di confusione al disordine già in essere   ^_^
Se i rimaneggiatori statunitensi lasciarono il nome originale del capitano Okita, e sappiamo che in "Star Blazers" venne cambiato in Avatar, la Salani lo rinomino Robin. Stessa cosa per Yuki/Nova che divenne una scialba Mary... e per il Dottor Sado/Sane trasformato in un ridicolo Ippo...
Susumu Kodai/Derek Wildstar venne mantenuto nella versione del film Usa del 1977 in Jason Kodai, benché nel cartonato si possa leggere anche Jason Kodar... (refuso?)
Identica sorte per Daisuke Shima/Mark Venture, lasciato come Shane O'tole.
I nomi della versione statunitense del 1977 sono facili da comprendere ad un primo ascolto anche per uno come me poco avvezzo all'inglese.

Ho recuperato la versione statunitense del 1977 di "Space Cruiser Yamato", ma la sua lunghezza non è di 98 minuti, come quella proiettata al Festival della Fantascienza di Trieste nel luglio 1978, ma di soli 85 minuti. Mancano 13 minuti...
Il perché non saprei spiegarlo e neppure che fine fecero quei 13 minuti, ma è abbastanza chiaro che per confezionare questo cartonato usarono le immagini della versione da 98 minuti, in quanto alcuni disegni del cartonato non sono visibili nel film.
Può essere che qualcosa mi sia sfuggito, nonostante me lo sia guardato tre volte, ma alcune scene e quindi parte della trama, non sono proprio presenti nel film "Space Cruiser Yamato" di 85 minuti da me recuperato.

Ho scannerizzato tutte le 60 pagine del cartonato, in quanto lo trovo un documento interessante, che testimonia gli albori del successo dell'animazione giapponese in Italia, anche se probabilmente questo cartonato, mancando di un traino animato in televisione o al cinema, immagino non ebbe questo gran ritorno economico.
A queste scan ho affiancano la relativa immagine del film, con il minuto in cui appare (in alto) e la pagina corrispondente del cartonato (in basso), in qualche occasione mostro delle curiosità inerenti la scena.
A pagina 7 (qui sopra) c'è l'immagine introduttiva del cartonato, che corrisponde al minuto 23 e 34 secondi, appena dopo che la Yamato è uscita dalla base sotterranea.
Le modifiche operate dalla Salani furono di varie tipologie:
la posizione non in ordine cronologico delle immagini rispetto alla trama del film e del cartonato;
l'aver preso porzioni dell'immagine originale del film;
l'aver ingrandito delle immagini;
capovolgimento dell'immagine (un solo caso, forse un errore?);
modifica dell'immagine originale.

In pratica si può affermare che questo fu un "cartonato di montaggio" di un "film di montaggio"   ^_^

venerdì 8 luglio 2022

Manuale delle avventure e dei mestieri di Remi - Eri Junior 1979


Sovente lamento come il materiale editoriale derivato dai cartoni animati giapponesi era di scarsa qualità, in alcuni casi fin infima qualità, ma noi compravamo tutto pur di sfogliare qualcosa dei nostri eroi animati nipponici, e gli editori lo sapevano...
C'erano delle eccezioni, e questo cartonato della Eri Junior è stata una bella scoperta, seppur un po' inquietante per i lavori alla "fai da te" che la casa editrice proponeva di intraprendere ai bambini.
Il cartonato lo si può dividere in tre parti:
un enorme poster da 66 cm x 57 cm, in cui da una parte c'è la mappa del girovagare di Remi per l'Europa, e sul retro una tabella con i giochi che si sarebbero potuti fare ispirandosi alle venture vissute da Remi in quelle città;
un breve riassunto scritto delle vicissitudine di Remi;
le procedure per costruire vari oggetti presenti nel racconto di cui sopra.

Esempio, se a Vares il nostro Remi fece il minatore, ci viene proposto di costruire un caschetto  con una lampada, come quello che debbono usare i minatori.
Vengono individuati 12 luoghi e quindi 12 giochi pre-"Art Attack", ma veramente molto pre!
Alla fine del cartonato c'è una serie di avvertenze sulle eventuali pericolosità di alcune attività da bricolage proposte dall'editore, secondo me lo avrebbero dovuto inserire in seconda pagina e a caratteri molto più grandi, visto il livello di rischio a cui esponevano i bambini...

Alcune proposte ludico costruttive erano abbastanza alla portata di tutti, tipo il casco da minatore, ma quando alle pagine 30 e 31 ti viene spiegato di prendere un bastone e di metterlo sulla fiamma di un fornello a gas per arcuarne la forma allo scopo di fare un'arpa acustica, siamo al limite dell'incitamento alle ustioni di terzo grado...
"Art Attack" ogni tanto me lo guardavo pure io, anche se ero ampiamente fuori target, mai e poi mai avrebbero proposto attività così rischiose, e nel cartonato non si viene mai consigliati di farsi aiutare da un adulto!
Si vede che nel 1979 eravamo veramente in un'altra epoca, oltre a proporti giochi che rischiavano di trasformati in una torcia umana, oppure segarti una arteria con l'archetto da traforo, ti spiegavano come diventare un vero draghetto Grisù dando fuoco ai boschi con il forno solare!
Piccoli piromani crescono!   ^_^
Ma vogliamo parlare del progetto della barca a vela?
Tralasciando la spesa, il tempo da dedicarvi e lo spazio per costruirlo, e se poi uno annegava?
Per fortuna la casa editrice ti avvertiva di non navigare a largo, meglio evitare l'oceano Pacifico! 
Penso che Greta Thunberg trasalirebbe nel leggere a pagina 45 come veniva insegnato a costruirsi una piccola zattera (oppure un canotto a pagina 48), cioè mettere delle palline di polistirolo dentro ad un sacco di plastica. Poi il sacco, essendo solo di plastica, si bucava ed oltre a farti affogare inquinavi il mare molto prima che ci si accorgesse delle microplastiche! 
Ma anche nei progetti meno pericolosi e molto più educativi, come far un piccolo orticello senza terra, si nascondevano numerose insidie.
Infatti, per forare il tubo di plastica in cui mettere i sali nutritivi allo scopo di far screscere le piante, si consigliava di arroventare un coltello su una fiamma per bucare il polimero... oltre al rischio di bruciarsi con la fiamma e /o scottarsi con il coltello arroventato, oppure tagliarsi con la lama, c'è il piccolo problema che la plastica scaldata emette fumi, cancerogeni...

A parte tutto questo, una vota sopravvissuto alla lettura del cartonato, il libro è un bel prodotto editoriale  ^_^

Ecco il mega poster con il luoghi toccati da Remi durante la serie animata, che non avendo mai seguito mi sono sconosciuti.
Sul retro del poster sono presenti le pagine qui sotto, in cui si propone un gioco per ogni città visitata da Remi.

lunedì 8 novembre 2021

"Il trionfo di super Goldrake - Atlas Ufo Robot serie 2000"- cartonato "Edizioni Walkover" dicembre (?) 1979



Ormai ben sette anni fa postai una recensione del primo cartonato di Goldrake della "Giunti Marzocco" dell'aprile 1978, in quell'occasione feci notare la forte somiglianza dei disegni e dei soggetti con l'album di figurine francesi "Goldorak - Americana France Album" del 1978, penso di essere stato l'unico ad aver notato questo aspetto, solo grazie al fatto che ho entrambi gli articoli.
Stavolta, invece, non credo proprio che svelerò nulla, ma per me il cartonato della "Edizioni Walkover" con le ultime puntate di Goldrake è stata una scoperta (trovato quasi intonso da poco), quindi, in considerazione della vastità e la provvisorietà del web, farò alcune considerazioni, di certo già fate da altri  ^_^
Intanto il testo deriva di nuovo da qualche edizione francese, in quanto, come nel cartonato "Giunti Marzocco" il ranch di Rigel non si chiama "Betulla Bianca", ma "Rocket Ranch".
Inoltre è presente il nome "Duke Fleed" e pure un inusuale "Alcor Kabuto"...

I disegni restano abbastanza scarsini, pur non raggiungendo la bruttezza di quelli amatoriali del cartonato Giunti Marzocco", che comunque conteneva anche belle tavole.
Preciso che ho riportato la prima e l'ultima storia completamente, per il reso ho inserito i disegni e la prima pagina con il titolo di ogni racconto.



Edit dell'11 novembre 2021:

La prima e più importante curiosità è che a pagina 20 e 21 è presente il disegno a doppia pagina che venne utilizzato per la copertina del "TV Sorrisi e Canzoni" n° 49 del 9/15 dicembre 1979, in cui si annunciava il ritorno sugli schermi televisivi di Goldrake:
a sinistra la doppia pagina del cartonato della "Edizioni Walkover";
a destra la copertina di "TV Sorrisi".

Ho sempre pensato che l'avessero presa da qualche scena dell'anime, ed invece mi sono rivisto la puntata n° 64 a cui si ispira la storia del cartonato, e quella scena non esiste (spero).



Rispetto al cartonato "Giunti Marzocco" di cui sopra, in questa pubblicazione ci sono più riquadri con delle scene prese direttamente dalla serie televisiva, ma la particolarità pare sia che queste vennero scattate durante una proiezione.
Infatti spesso le immagini hanno i bordi non centrati, mostrando un nero non uniforme ai lati, oltre al fatto che le parti chiare sono flashate...

mercoledì 20 gennaio 2021

"Impariamo a contare con l'Uomo Ragno" - Rizzoli Junior (1979)


Guardando questo blog si potrebbe pensare che dal 1978 tutti i cartonati erano a tema " cartoni animati giapponesi", chiaramente c'erano sempre quelli della Disney, ma anche la Marvel si difendeva bene:

La qualità del prodotto editoriale, essendo Mondadori o Rizzoli, era ottima, a differenza dei cartonati sugli anime, che spesso lasciavano un pelino a desiderare... ed è questo, molto a posteriori, il mio cruccio maggiore, se sull'onda del grande successo dei cartoni animati giapponesi si fossero pubblicate delle edizioni come questa della Rizzoli, oggi avremmo potuto vedere un numero molto maggiore di bei cartonati. Senza contare che noi bambini di quel periodo avremmo potuto godere di edizioni sui nostri eroi nipponici meno raffazzonate.
Probabilmente, se per le pubblicazioni Marvel e Disney (soprattutto) c'era un minimo di controllo sulla qualità della casa madre statunitense, le case di produzioni nipponiche si disinteressavano totalmente di cosa ci propinassero gli editori italici. Si vede che i giapponesi puntavano, in primis, ad occupare il mercato nostrano, alla qualità ci avrebbero pensato in un secondo momento.
Comunque, tornando a questo cartonato della Rizzoli, io non avevo ai tempi, nel 1979 sapevo già contare, più o meno....  ^_^
Restano i bei disegni e spero che qualcuno possa rivedere le tavole con cui imparò a contare fino a 10.
Assieme a questo cartonato con l'Uomo ragno (non Spiderman) che ti aiutava a contare, la "Rizzoli Junior" pubblicò "Impariamo le lettere dell'alfabeto con Braccio di Ferro", di cui mostro solo la copertina alla fine del post. 
Leggendo la quarta di copertina mi sorge il dubbio che l'idea della Rizzoli potesse essere di pubblicare vari personaggi dei fumetti per accompagnare i bambini più piccoli ad imparare varie cose, ma credo si fermarono a questi due volumi.


Immagino che fosse il genitore a leggere il testo, perché se uno non sapeva i numeri, dubito sapesse leggere  ^_^

venerdì 8 gennaio 2021

"Il mondo incantato di Heidi" (marzo 1978) - Edierre AMZ Salani


Nel marzo del 1978 vennero pubblicati questi quattro bei cartonati di Heidi, che facevano parte della collana "Dalla TV" della Salani. Nella informazioni sulla pubblicazione presenti all'interno degli albi (mostrate alla fine del post) si può leggere "Prima ristampa: marzo 1978", bisognerebbe capire se la casa editrice per "prima ristampa" intendesse quello che intendo io, cioè una seconda edizione, nel qual caso, considerando che l'anime di Heidi esordì in televisione il 7 febbraio (1978), vuol dire che la prima edizione venne esaurita in poco tempo. Poi avrò di certo frainteso quel "prima ristampa", e questi cartonati in mio possesso sono una prima edizione, ergo fine del ragionamento contorto  ^_^
Ogni cartonato presenta due storie.
"Heidi e i suoi amici": Lo spaccone; L'aquila
"Heidi in pericolo": La disgrazia; La tormenta
"Heidi e il nonno": Al mercato con il nonno; La valanga
"Heidi e Peter": Il compleanno di Peter; Il segreto di Heidi

La peculiarità di queste storie di Heidi consta nel fatto che i nostri beniamini svizzeri sono intenti in racconti inventati, che non ripetono gli episodi della serie. Inoltre, essendo stati pubblicati all'inizio della serie televisiva, non sono presenti i personaggi di Francoforte, proprio a conferma che la casa editrice stava seguendo l'evolversi della trama. 
Ne consegue che un bambino, che li avesse letti nel marzo 1978, poteva anche immaginare che queste fossero storie che avrebbe visto in televisione in successivi episodi, dato che l'anime sarebbe terminato solo a giugno 1978. Il dubbio poteva nascere pure dal fatto che i disegni sono molto gradevoli e che rispettano lo stile del cartone animato. Sono, invece, le trame ad essere talvolta un po' fuori dal solco di quello che potevamo vedere in televisione. 
Le storie che ho trovato un po' troppo inventate dagli autori italiani sono: "Lo spaccone"; "Al mercato con il nonno"; "Il segreto di Heidi".

Non ho scannerizzato per intero gli albi, ma solo alcune pagine per rendere il senso della storia, solo per "Al mercato con il nonno" ho messo numerose immagini, perché la storia esula un po' troppo dalla trama iniziale del cartone animato.



In "Lo spaccone" Heidi e Peter vanno al villaggio per fare acquisti, vedono dei bambini giocare a pallone, vengono invitati ad unirsi al gioco, ma un bambino, che dichiara essere il "capitano" (della squadra di calcio del villaggio?), glielo vieta. Nel litigio successivo tra il Capitano (prepotente e sbruffone che attacca brighe e si chiama il Capitano.... chi mi ricorda?) e Peter quest'ultimo viene buttato in una pozzanghera. Heidi, per vendicarsi, aizza Nebbia contro il Capitano, che fugge irriso da tutti i bambini (Heidi candidata premier!).
La Heidi di Takahata mai si sarebbe vendicata, vuole salvare pure i cacciatori!

domenica 19 luglio 2020

Cofanetto "Disney 50" (Avventure-Giochi-Fiabe-Fumetti) - Mondadori 1973




Ho più volte fatto notare come negli anni 70 ed 80 la qualità delle pubblicazioni cartacee dedicate ai bambini/ragazzi erano abbastanza scarse, in particolar modo quelle sui cartoni animati giapponesi, facevano sempre eccezione i prodotti della Disney.
Nel 1973, in occasione del 50esimo anniversario, la Mondadori pubblicò questo cofanetto con quattro cartonati sulle seguenti tematiche:
Avventure; Giochi; Fiabe; Fumetti.

Non sono mai stato un fan della Disney (cosa che ribadisco sempre), ma questo era indubbiamente un bel prodotto, purtroppo non è riportato il prezzo a cui vene messo in vendita nel 1973.
Tra l'altro l'ho reperito praticamente intonso, le pagine non sono neppure ingiallite, ed il cofanetto (in cartone super rigido) è perfetto.
Le illustrazioni delle storie del cartonato"Avventure" sono molto belle, mi hanno ricordato quelle di Big Jim o Barbie. Le illustrazione del volume "Fiabe" sono più di matrice Disney, riprese anche da corti animati. I giochi proposti nel volume "Giochi" sono numerosissimi (con tanto di soluzioni finali). Infine il volume con i fumetti di Topolino penso sia una edizione unica, ma non sono esperto in materia.
La pubblicazione pare essere una traduzione di una versione statunitense, basta vedere la storia sui sudisti, che non fa proprio parte del nostro vissuti italico, però non sono riuscito a risalire alla copertina originale del cofanetto.
Trovo che questo cofanetto sia ancor più bello di quello del 1969 che avevo postato nel febbraio 2018:




Le due facce del cofanetto di cartone.

sabato 28 marzo 2020

"Dizionario Disney" - "Il Melograno" (1980)


Ad un mercatino, quando ancora esistevano, ho trovato questo cartonato Disney pubblicato in Italia nel 1980, che fu la mera traduzione della sua versione statunitense uscita nel 1971 dal titolo "The Giant Walt Disney World Book". Avendo trovato un sito con le immagini della versione originale, ho appurato che è identico, se non per la traduzione e lo sfondo della copertina che è rosso, invece che giallo.
Più volte ho commentato nel blog che il materiale editoriale inerente i cartoni animati giapponesi pubblicati in Italia tra il 1978 e la metà degli anni 80 fu, tranne qualche sparuta eccezione, di bassa qualità: traduzioni approssimative; disegni abbastanza osceni; nomi a caso; trame inventate di sana pianta; rilegatura debole; etc etc

A dire il vero, questa bassa considerazione per i piccoli fruitori di cartonati e/o fumetti, valeva anche per il materiale non giapponese, ad esclusione della Disney, che metteva in commercio libri sempre ben fatti.
Per quanto riguarda questo cartonato, mi pare di notare una cura dei disegni un po' scarsa, ma forse la mia sensazione è data dal fatto che il "character design" di Paperino e soci risulta essere quello dell'anno di pubblicazione negli Usa, cioè il 1971. Ovviamente il tratto dei personaggi è mutato in quei nove anni, e noi bambini del 1980 eravamo abituati ad un Paperino un po' differente. Alice, invece, è identica a quella del lungometraggio d'animazione, perché la sua immagine rimase cristallizzata in quel film, mentre altri personaggi si sono graficamente evoluti.
Direi che il target del cartonato era per dei bambini di una età molto inferiore alla mia nel 1980, ciononostante l'ho trovato gradevole, seppure con 40 anni di ritardo.
Uno dei meriti raramente riconosciuti ai cartoni animati giapponesi è quello che ponevano la figura femminile non più in secondo piano rispetto a quella maschile. Intere serie avevano come protagoniste bambine, ragazze o donne, e quando queste erano comprimarie, il loro ruolo era simile a quello dei personaggi maschili. Anche le femmine animate giapponesi combattevano, davano il loro apporto, suggerivano strategie, salvavano l'eroe.
Hiroshi Shiba senza Miwa Uzuki, è solo una testa, alcuni aggiungerebbero di caxxo...
Se oggi, nei prodotti per bambini, questa parità d'eroismo e protagonismo femminile è normale, non lo era affatto tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80, e questo cartonato (seppure un po' antecedente) ne è una bella prova.
Nelle due pagine dedicate al "Giorno del bucato" vediamo Minni indaffarata in tutte le operazioni del caso, dal cambiare le lenzuola fino a stirare, senza dimentica stendere il bucato. La poverina conclude la giornata esausta su una poltrona.
Poco dopo ci si concentra sulle attività "Nel garage", inteso come "dal meccanico", e tutti i personaggi sono maschili   ^_^
Sono 123 le pagine del cartonato, qui sotto metto le due pagine dell'indice.
Il libro inizia con "Al mattino" ed ovviamente termina con "L'ora di andare a nanna", in mezzo una moltitudine di attività, alcune delle quali mi son reso conto essere ormai scomparse, come andare all zoo (fortunatamente).




domenica 26 gennaio 2020

Le avventure del gigante amico e di Jo Condor - 1974



Nel primo anno di questo blog avevo postato un cartonato di Jo Condor, "Jò Condor nelle sue più nuove e strabilianti picchiate!", ma ho scoperto solo stamattina che nel 1974, due anni prima, ne era stato pubblicato un altro, a quanto pare il primo della serie.
Trovo interessanti queste pubblicazioni perché, oltre a ricordarmi personaggi che mi piacevano, tanto che i tormentoni del cartone li cito ancora, sono un buon esempio di cosa ci attrasse nei cartoni animati giapponesi.
Il cartonato non presenta storie nuove, ma semplicemente vennero riproposti gli spot pubblicitari televisivi, peccato che questi erano in bianco e nero... quindi le tavole vennero colorate monocromaticamente con un qualche filtro di colore diverso.
Nel cartonato successivo del 1976 almeno vennero inseriti alcuni disegni colorati, in questo caso solo immagini monocromatiche con colori improbabili... ciò dimostra anche quanto poco sforzo facessero le case editrici italiche a proporre prodotti di qualità per noi bambini.
Quando nel 1978 arrivarono Heidi e Goldrake e la quasi totalità degli scolari e scolare italiane impazzì per questi personaggi, incredibile che gli adulti di allora non ne comprendessero il motivo...
Sia chiaro, sono affezionato al Gigante e a Jo Condor, ma erano veramente dei cartoni con una maggiore qualità e contenuti di quelli giapponesi?


Il momento che tutti aspettavamo, quando Jo Condor veniva punito dal Gigante:
"Mi lasci!...
Non ciò il paracadute!...
Non ciò la mutuaaaaa!..."     ^_^

Una delle accuse verso gli anime fu che erano ripetitivi nelle scene proposte, ma questo spezzone di Jo Condor era sempre lo stesso ad ogni puntata, ed il motivo era il medesimo sia per i disegnatori italiani come per quelli nipponici: risparmiare il numero dei disegni da fare, quindi ridurre tempi e costi.
Sia per questi brevi cartoni italiani che per le serie animate giapponesi i committenti alla fine erano gli stessi, cioè aziende che dovevano sponsorizzare prodotti, solo che in Italia si scelsero vie più minimaliste. In Giappone si creavano storie più complesse di quelle di Jo Condor, "spot pubblicitari" che duravano mesi e tenevano i giovani telespettatori attaccati alla televisione per lungo tempo, ma il cui ricordo dura fino ad oggi e riuscì in gran parte ad avere successo all'estero.


Altro tormentone restato nella nostra memoria, quindi era vero che la pubblicità faceva male!!!  ^_^

mercoledì 27 giugno 2018

"I Supereroi" - Mondadori Libri TV (1981)


Più volte mi sono rammaricato qui sul blog per la bassa qualità del materiale editoriale inerente i cartoni animati giapponesi degli anni 70 e primi anni 80. Questo grosso difetto non coinvolgeva tutte le pubblicazioni per bambini/ragazzi, ne erano esenti la Disney, che per quanto non adorassi, metteva in vendita dei bei prodotti, e la Marvel. Ovviamente la differenza stava nel fatto che le due aziende statunitensi fossero in Italia da più tempo e che i loro prodotti fossero gestiti da pochi soggetti. Gli anime, invece, erano appena arrivati, e venivano sfruttati da diverse case editrici, inoltre il controllo dalle sedi giapponesi di ognuna casa di produzione originaria erano praticamente nulle, mentre immagino che la Disney Usa e la Marvel Usa un'occhiatina al pubblicato in Italia ogni tanto la dessero.
Detto ciò, nel 1981 la Mondadori, non un gruppo di volonterosi disegnatori che creavano una casa editrice ex novo per pubblicare materiale fatto alla bene e meglio su Goldrake, mise in vendita questo bel cartonato (32 cm x 24 cm) sui personaggi Marvel più in voga in quel periodo, che poi sono praticamente gli stessi (tranne i F4) che sono in auge oggi al cinema. A voler fare i pignoli mancherebbe Visione, ma nessuno è perfetto...
Delle quattro storie a fumetti ho trovato di particolare interesse quella di Thor. La trama ripercorre anche quello che si è visto nei film:
Loki usurpa il trono di Asgard etc etc etc...
Che poi era la tematica principale di Loki nei fumetti di Thor, ma in queste vecchie storie l'eroe di Asgard ha ancora una doppia personalità, infatti è il Dottor Donald Blake ad invocare il dio del tuono sbattendo il suo bastone a terra. Secondo me una caterva di "nuovi" mega fan della Marvel manco sono consci che una volta Thor avesse un alter ego umano  :]
Comunque anche questo cartonato non è esente da pecche, per esempio nella storia di Thor si vede l'Incantatrice ed il suo sgherro (di cui non mi viene il nome) in una tavola, ma nel testo non sono citati.
Tra l'altro, sempre su Thor, ma magari vale anche per le altre 3 storie, ho notato che le tavole sono prese da almeno un paio di fumetti diversi.



L'Uomo Ragno avrà a che fare con uno dei suoi più acerrimi nemici, Octopus, che personalmente non mi garbava molto.
I Fantastici 4 si batteranno contro il classico dei classici cattivi, il Dottor Destino.
Hulk sarà immerso nella solita storia senza né capo né coda...
Infine Thor, come accennavo sopra, se la vedrà con il suo folle fratellastro.
Del cartonato Mondadori metto solo qualche scan, personalmente consiglio di reperirlo, lo si trova tranquillamente su Ebay a prezzi onesti  ;)

Edit del 28 giugno 2018:
Nei commenti al post J_D_La_Rue_ ha dato queste info aggiuntive:

Questo libro non lo conoscevo. Vedo che i disegni sono del mitico studio Staff di IF, quelli di Golzinga.
Dire chi realizzò materialmente i disegni è un po' più difficile.
Dire Staff di If per i fumetti è come dire Wu Ming o Luther Blissett per la letteratura.
Sembrano comunque ottime copiature degli stili di Steve Ditko e Jack Kirby.
Potrebbero essere dello staff anche i disegni dei fantastici quattro che apparvero sul giornale Supergulp (che di sicuro, non erano di Jack Kirby, anche se ci somigliano).
E' stato ipotizzato che fosse uno dei primi lavori di Pino Rinaldi, grandissimo disegnatore purtroppo recentemente scomparso, ma non lo so.


domenica 27 maggio 2018

"La frontiera del drago: La vittoria di Liang Shan Po" - Volume 2 Salani (1980)



Come ho già scritto nella recensione del primo cartonato non seguivo questo telefilm sino-giapponese trasmesso dalla Rete 1 Rai, in fondo non è che potevo guardare proprio tutto quello che mandavano in televisione in quel periodo...  ^_^
Ergo non ho molto da commentare, ma magari a qualcuno/a questo cartonato farà tornare in mente bei ricordi, motivo per il quale lo inserisco completamente, come per il primo numero.
Buona lettura.





domenica 24 dicembre 2017

Kum Kum (il cavernicolo) - Salani Junior 1980



"Kum Kum il cavernicolo" fa parte di quelle serie che ai tempi dei forum erano considerate introvabili o quasi, non so bene quale sia la situazione oggi, però non mi pare esista una edizione in DVD. Trovo che l'assenza di una versione originale sia un vero peccato, perché, pur non seguendola, l'ho sempre trovata caruccia. Probabilmente nel 1980 ero già un po' grandicello per dei cartoni che, magari erroneamente, consideravo destinati ai più piccini, però mi piaceva la sigla ed il tratto semplice dei disegni. Magari non la seguivo perché nello stesso orario trasmettevano qualche altra serie più avvincente, e questa lo era ben poco, oppure il canale locale privato si prendeva male. Infatti, se non rammento male, Kum Kum era trasmesso dalle tv locali più piccole, e che quindi godevano di una trasmissione con un segnale meno potente.
Penso che potrebbe piacere ancora oggi, visto che non mi pare siano presenti particolari drammi o atti violenti, essendo raccontati solo piccole eventi inerenti la storia del villaggio di Kum Kum.
Per qualche strana coincidenza anche questo cartonato della Salani è considerato relativamente difficile da reperire in buone condizioni, un po' come la serie, sperduta in qualche vecchio magazzino di qualche tv locale fallita...
Per questa recensione mi sono riguardato la prima puntata, che corrisponde alla prima storia del cartonato, e devo dire che, tranne qualche immagine inserita non nel punto giusto rispetto alla trama, per il resto alla Salani non commisero particolari stravolgimenti, evidentemente qualcuno si guardava il cartone animato prima di pubblicare il libro   :]
Nel cartonato Salani sono presenti quattro storie dell'anime:
"A caccia di nuvole", che è la prima puntata della serie; "Il popolo del mare", la terza puntata; "Una cesta di bambini", che non corrisponde a nessun titolo; "Il matrimonio di Furu-Furu", l'ultima puntata della serie.
Ho scannerizato per intero la prima storia, delle altre tre mi son limitato al titolo, perché il cartonato è di 80 pagine  >_<


Il tratto dei personaggi lo trovo molto bello, semplice, leggero, allegro, spensierato. Poi magari ci saranno puntate truculente... ma non avendolo mai seguito non saprei dire con precisione  :]


Interessante il fatto che dalla scan qua sopra parrebbe che non importammo il cartone direttamente dal Giappone, ma dagli Usa. Sempre che la "Paramount Pictures Corporation" sia la medesima dei film statunitensi.Quindi suppongo che i dialoghi vennero adattati dala versione statunitense, un po' come per Starblazers.
Si nota anche nei crediti della sigla di apertura che i nomi sono quasi tutti non giapponesi, tranne uno.
Voci:
Barbara Frawley; Ray Hartley; Noel Judd; Beryl Marshall; Darani Scar; Keith Scott.
Script Supervisor: Noel Judd
Recordist Mixer: Phil Heywood
Post Production Co-Ordinator: Santo L. Bernardo
Assistan Film Editor: Al Perez
Director/Producer: Phil Judd
Post Production Advisor: Mike Policare
Paramount Production Executive: Bruce Gordon

L'unico nipponico sarebbe Banjiro Uemura, cioè "Executive Producer", peccato che non faccia parte dei nominativi presenti su Wikipedia, e neppure di quelli in alcuni index in mio possesso.