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lunedì 15 dicembre 2025

Manga "L'Uomo Tigre - Tiger Mask" New Edition (Planet Manga) 1/7 (qualche spoiler)



In questi mesi ho comprato un po' alla volta i sette volumi della "new edition" de "L'Uomo Tigre", poi li ho dovuti leggere tutti più o meno di fila, prendendo qualche appunto per le fasi/tavole più curiose.
Ovviamente il mio termine di paragone era il cartone animato giapponese che vidi nel 1982 e che ho rivisto qualche anno addietro:

Dopo essermi piacevolmente sciroppato 105 puntate del "diavolo giallo", non potevo non leggermi solo sette corposi volumetti, anche per capirne le differenze, che non sono poche, tra cose che ci sono nel manga e non nell'anime, cose che ci sono nell'anime e non nel manga e cose che ci sono in entrambi, ma cronologicamente in punti differenti della storia.
La mia non sarà una recensione puntuale e precisa sulla differenza tra anime e manga, mi sarei dovuto rivedere tutto l'anime e poi rileggere il manga, mi son limitato a ciò che ricordavo dell'anime con l'aggiunta di alcune annotazioni curiose non presenti nella serie tv.
Nel manga mancano due personaggi importanti presenti nell'anime:
l'amico fraterno ed anch'esso traditore di "Tana delle Tigri", Daigo Daimon (con la cicatrice sulla guancia);
l'anziano maestro Arashi (quello con il giardino giapponese con le canne di bambù che si riempiono d'acqua).

Di contro, il manga è pieno di lottatori molto temibili ed assai spettacolari (talvolta con costumi un po' ridicoli) non presenti nell'anime.

Solo per il primo volume mostro la copertina estesa fronte/retro, a me è parsa una bella edizione, ma non sono un esperto di manga, quindi il mio giudizio vale quel che vale, ma merita la lettura   :]
Purtroppo non sono presenti i numeri delle singole pagine, non ci sono mai stati neppure nell'originale?
Non sono stati inseriti nell'edizione italica?
Non lo so, ma è un peccato non poter indicare il riferimento preciso a ciò che commento.

Edit del 21 dicembre 2025:
Inserisco titolo ed autore di ogni extra dei sette volumetti:
vol. 1 : "L'altra faccia della maschere", di Satoru Sayama (primo Tiger Mask) [2 pagine e mezzo] 2001;
vol. 2: "Un'opera fondamentale che riassume il fascino di Ikki Kajiwara", di Takao Saito (giornalista freelance) [quasi 3 pagine] 2001;
vol. 3: "No, comunque... è proprio divertente!", di Jtaro sugisaku (multicolumninst) [3 pagine] 2001;
vol. 4: "Tolta la maschera, nuove possibilità...", di Mitsuharu Misawa (secondo Tiger Mask) [2 pagine e mezzo] 2001;
vol. 5: "Tigre è vivo", di Jun Ishikawa [2 pagine] 2001;
vol. 6: "Per sempre Kenta", di Asakusa Kid (duo comico) [3 pagine] 2001;
vol. 7: "Alla ricerca della costellazione della tigre", di Go Yoshida [3 pagine e mezzo] 2008.



Il primo aspetto che mi ha colpito, rispetto all'anime, oltre al viso e alla corporatura di Naoto Date leggermente più tracagnotta, è la maschera dell'Uomo Tigre:
si vede la bocca e parte del naso!

La maschera dell'anime era integrale, per quanto effettivamente un po' ardua da gestire, quella del manga è come quella che vedevo in televisione negli incontri di "catch giapponese".
Quindi il manga fu maggiormente realistico, se paragonato all'anime.

mercoledì 29 ottobre 2025

Il negozio della "Yamato Video" si sposta e si ingrandisce


Questo è il primo, ed immagino pure l'ultimo, post di questo genere, ma mi pareva il caso di pubblicizzare, per quanto poco seguito sia questo blog, quanto capitato nei giorni scorsi in tema di manga ed anime.
Qui a Milano, durante il weekend, c'è stato il trasloco del negozio della "Yamato Video" da via Tadino a viale Tunisia (angolo via Tadino), sempre vicino a Corso Buenos Aires. 
In pratica il negozio si è spostato di qualche decina di metri, forse neppure 100.
Un po' di pubblicità per questo trasloco serve, in quanto, se uno fa una ricerca online, Google lo riporta ancora in via Tadino.
Gli stessi dipendenti, ad una mia domanda specifica, mi hanno detto che la decisione ultima di spostarsi in questo we appena passato, è stata abbastanza improvvisa (seppur, ovviamente, preparata da mesi), quindi non molto pubblicizzata.
Qui sopra la foto della vecchia location.
Avevo dato per assolutamente scontato, quando ho appreso della notizia, che lo spostamento aveva implicato un ridimensionamento dello shop, come capitò qualche anno addietro alla "Borsa del Fumetto" (sempre lì in zona), che si è rimpicciolito parecchio.

Nella vecchia vetrina son stati posti dei manifesti con l'avviso dello spostamento dello shop.
Come si può vedere la distanza è minima.


Recandomi in loco ho scoperto, a differenza di quello che immaginavo, che il negozio è molto più grande!
Sul lato con l'ingresso, in viale Tunisia, quello della foto qui sopra (si noti il tram destra), ci son ben quattro vetrine, mentre sul lato di via Tadino (vedere la freccia rosa + la foto qui sotto) ci sono altre tre vetrine!
In più il tutto è su due piani!
Nella parte inferiore c'è tutto il cartaceo, quindi chilometri di manga, un po' di materiale cartaceo jappo, i CD delle BGM in giapponese, più tutti i DVD/BR.
Il piano superiore farà la felicità di tutti i collezionisti di action figures et similia, dato che è dedicato solo ed esclusivamente (se non mi è sfuggito qualcosa) a questo materiale.
Secondo me, ma lo scrivo solo avendolo valutato ad occhio, lo spazio disponibile per il materiale in vendita è almeno il doppio, se non di più.
Inutile dire che la posizione attuale in viale Tunisia è molto più esposta al passaggio di persone che, anche solo per curiosità, potrebbero entrare ed acquistare materiale, mentre prima in via Tadino ci andavano solo quelli che già sapevano ce lì ci fosse il negozio della "Yamato Video".
Le critiche alla "Yamato Video" in questi anni/decenni non sono mai mancate, io stesso ne ho fatte quanto un loro prodotto da me comprato non mi ha soddisfatto (DVD Pinocchio), però io i loro DVD/BR li compro... molti li criticano per partito preso e non comprano nulla.
Compro pure le loro pubblicazioni cartacee.
Molte volte avranno promesso di pubblicare delle serie animate che poi non hanno visto mai la luce, oppure son state messe in vendita con anni di ritardo rispetto ai tanti annunci, ma alla fine, senza la "Yamato Video", con tutti i loro difetti, quanti anime non avremmo mai visto?
Alla fine son rimasti loro e la Dynit a pubblicare vecchi e nuovi anime. 
Spesso ho letto di chi li dava in semi fallimento, in crisi o quant'altro, però si sono di nuovo ingranditi, quindi immagino che le cose alla "Yamato Video" non vadano poi tanto male (io non ho insider).
Non credo abbia senso fare un tale investimento quando si è in crisi o semi crisi.
Ai tempi si erano già ingranditi dal passaggio da via Lecco (una vetrina e mezzo, a memoria, si sviluppava per lungo) a via Tadino, ed ora da via Tadino a viale Tunisia ancora più grandi.
Consiglio a tutti i milanesi e limitrofi di fare un salto nella nuova location.
L'unico dubbio che mi sorge è che, nel vecchio negozio, il piano inferiore era dedicato alle presentazioni/conferenza stampa, non saprei direi se una saletta del genere sia presente anche nel nuovo negozio.

domenica 22 dicembre 2024

Cronache avventurose


TITOLO: Cronache avventurose
AUTORE: Akira Matsumoto 
CASA EDITRICE: Associazione Culturale Leiji Matsumoto
PAGINE: 80
COSTO: 5/10 
ANNO: 2019
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280160027


La recensione del volumetto è simile a quella de "L'angelo rosa", in cui, oltre a mostrare un manga giovanile di Leiji Matsumoto, sono analizzati alcuni aspetti di esso.
La pubblicazione italiana di "Cronache avventurose" è antecedente rispetto a "L'angelo rosa", ma anche quella nipponica lo è. Infatti il mangaka lo disegnò da giovanissimo e non per essere pubblicato, ma come passatempo, quando ancora non immaginava di fare carriera nel campo fumettistico.
L'aspetto importante del manga amatoriale del 1953 risulta essere la prima trasposizione disegnata dal Maestro di un pirata, Capitan Kingston. La caratteristica di questo primo pirata leijimatsumotiano è che è un pirata dei pirati, cioè assalta solo vascelli pirata.
C'è poi la parte di analisi:
quattro pagine ad opera di Francesco Nicodemo su questo manga;
il dialogo scritto tra il mangaka e Masuzo Furukawa, colui che in Giappone ebbe per primo l'idea di "salvare" quest'opera giovanile di Matsumoto, proprio inerente alla pubblicazione nipponica;
21 pagine ad opera di Renato Giovannoli su "Il Jolly Roger, da gentiluomini di ventura ai pirati spaziali";
cinque pagine ad opera di Davide Vivaldi su "Fino alle ossa, i pirati nell'immaginario disegnato giapponese".

Leggendo questi due volumetti ho scoperto che ne son stati pubblicati altri due con manga di Leiji Matsumoto, ne valuterò l'acquisto se a prezzo scontato.



Essendo un manga amatoriale non credo si possa valutarne disegno e sceneggiatura, a me, da totale ignorante, è parso un po' troppo giovanile come stile e trama per poter essere considerato valido in quanto esempio di un pre-Harlock, ma di certo la mia valutazione sarà superficiale   ^_^

sabato 21 dicembre 2024

L'angelo rosa



TITOLO: L'angelo rosa
AUTORE: Akira Matsumoto e Miyako Maki
CASA EDITRICE: Associazione Culturale Leiji Matsumoto
PAGINE: 82
COSTO: 5/10 
ANNO: 2020
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280160072


Questo libricino si compone di due parti: 
il manga di genere shojo "L'angelo rosa" di Akira (Leiji) Matsumoto e della moglie Miyako Maki, pubblicato nel 1964; 
una 30ntina di pagine di analisi su vari aspetti del manga.

Non sono un fan così sfegatato del mangaka da aver comprato il volumetto appena pubblicato dalla "Associazione Culturale Leiji Matsumoto" nel 2020, ma l'ho trovato ad un mercatino ad un prezzo assai scontato, quindi, causa mio irrefrenabile impulso all'acquisto di materiale editoriale su manga ed anime, me lo sono accattato  ^_^
Il manga apparve sulla rivista shojo "Margaret", chiaramente son passate alcune decine di anni, non ha senso far alcun raffronto con qualsiasi altro manga, se non valutare quanto di questa storia e disegno noi si sia visto in opere successive del Maestro. In questo siamo ben supportati dalle pur brevi pagine di analisi allegate al manga.
Personalmente il manga non è che mi sia piaciuto molto, ma conta zero il mio punto di vista  :]
La parte di commento al manga contiene:
una breve introduzione al manga;
due pagine ad opera di Francesco Nicodemo su Miyako Maki, coautrice del manga e moglie di Matsumoto;
cinque pagine ad opera di Daniela Asmundo sulla bambola "Licca-chan", il cui design fu opera di Miyako Maki; 
quindici pagine ad opera di Patrick De Stefani sulla mitologia greca e il Giappone contemporanea.



Qui sopra le prime due pagine del breve manga autoconclusivo del due M & M (Matsumoto e Maki).


Mi ha incuriosito la parte riguardante "Licca-chan", di cui avevo già letto in altri lidi, quindi sono andato a ripescare delle immagini di due pubblicazioni nipponiche:


Cercando di individuare le pubblicità di quelle che mi son parse del medesimo articolo, anche grazie al video del link:

Spero di aver azzeccato la bambola giusta   ^_^

domenica 18 agosto 2024

Guida al manga



TITOLO: Guida al manga
AUTORE: Osamu Tezuka
CASA EDITRICE: J-Pop
PAGINE: 206
COSTO: 14 €
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788834913031


Non credo che ci sia qualcuno che, nel 2024, pensi che consultare una "Guida al manga" scritta e pubblicata nel 1977 in Giappone, sia efficace allo scopo di intraprendere la carriera di mangaka, neppure se questa guida fu scritta dal "Manga no kami" Osamu Tezuka. 
Una pubblicazione come questa, nel 2024, resta, però, un'interessante documento su come la pensava Osamu Tezuka sul manga fino al 1977. Nei vari capitoli che descrivono il manga e suggeriscono dei modi per crearne uno, ci sono moltitudini di aneddoti ed opinioni su quel mondo fino al 1977.
Tra le tante cose interessanti si può annotare che la guida tezukiana non era indirizzata ai bambini, pur non essendo, ha detta del suo autore, di taglio professionale (suggeriva di indirizzarsi ad altri scritti), era per i grandi, dai ragazzi agli adulti.
Un'altra caratteristica è che nelle prime pagina Tezuka invita il lettore aspirante disegnatore di manga, non necessariamente futuro mangaka, a non farsi problemi se disegnava male, in quanto i "manga sono scarabocchi".
Più avanti nello scritto, però, dissuade gli aspiranti mangaka ad intraprendere questa professione se il loro scopo era guadagnare bene... mica scemo, visto che poi li doveva pagare lui    ^_^



La breve introduzione ben illustra sia lo spirito con cui venne redatta la guida, che come la pensava Tezuka sul mondo dei manga del periodo.
A fine libro è proposta una piccola intervista a Tezuka, la cui penultima domanda fu:
"Quale sarà il futuro del manga?"

La risposta del Maestro forse non si è avverata letteralmente, ma il manga ora, e già da un po', è un fenomeno mondiale, mentre nel 1977 era prettamente nipponico:
"Mi chiedo se vedremo un manga in grado di sconvolgere il mondo intero. Non basta che abbia risonanza solamente in Giappone".



Sono presenti numerose pagine illustrate da parte di Tezuka per guidare il futuro mangaka dilettante, tra queste ne è presente una su come creare nuove facce, che mi son sembrate una anticipazione delle "Emoticon" .

Ci sono poi le parti, comunque interessanti, ma che risentono degli anni passati, tipo i consigli su come disegnare un corpo femminile  ^_^

domenica 18 giugno 2023

I manga di Grendizer e le citazioni sugli ufo ed extraterrestri presenti anche nel volume "Il mistero dei dischi volanti" di Franco Bandini (Giunti e Nardini Editore 1971, terza ed. 1976)



Nel post in cui mostravo le citazioni di avvistamenti di ufo, extraterrestri e la presenza sulla Terra di popolazioni aliene nel passato remoto nel manga di Grendizer confrontandole con il nono volume della collana "Il mondo dell'occulto", cioè quello dedicato espressamente agli ufo ed extraterrestri, mancavano solo le statuette Aniwa. 
Le Aniwa mancanti le ho trovate stamattina ad un mercatino nel volume "Il mistero dei dischi volanti" di Franco Bandini della "Giunti e Nardini Editore", prima edizione del 1971, ma la mia è la terza edizione del 1976.
A differenza della collana "Il mondo dell'occulto", che è di matrice statunitense, questo volume è totalmente italiano, ma la bibliografia da cui si sono attinte le informazioni è sempre made in Usa.
Questo implica che già dal 1971, anno della prima edizione, le statuette Aniwa, mai chiamate così nel volume qui presente, erano già parte della narrazione su ufo ed antiche civiltà aliene, da cui, vedendo i due volumi proposti, attinsero a piene mani gli autori nipponici, basti vedere il mediometraggio Toei del 1975 "Questo è un Ufo! I dischi volanti".
Per collegare meglio questo post agli altri inserisco i vari link alle precedenti recensioni:




Nel quarto volume del manga di Grendizer versione Nagai/Ota leggiamo che Sayaka Yumi tira in ballo le statuette Aniwa come prova della presenza sulla Terra di antiche civiltà aliene, e quindi eccole qui sotto queste prove nel contesto editoriale dei primi anni 70.


Alla fine Franco Nardini non scrive molto sulle statuette Aniwa, anzi, non le nomina mai con questo termine, ma con quello di statuette Tokomai, luogo (o uno dei luoghi) dove vennero rinvenute, le considera riproposizioni di esseri che sono "certamente" ricoperti  da una specie di scafandro e da una tuta, entrambe con elmi che sembrano caschi spaziali, con al posto della mani qualcosa che sembrano pinze, ergo utensili fantascientifici.
Questo è il motivo per il quale mi affascinano queste pubblicazioni su Ufo, extraterrestri e civiltà aliene degli anni 70, quindi coeve delle serie animate sui robottoni giapponesi, valeva tutto per avanzare ipotesi para-fanta-storico-archeologiche-scientifiche    ^_^

domenica 4 giugno 2023

I manga di Grendizer e le citazioni sugli ufo ed extraterrestri presenti anche nel volume "Contatti con gli extraterrestri" (Rizzoli 1976)


Avviso:
per chi non ha letto il manga ci potrebbe essere qualche piccolo spoiler sul manga  :]

Nel precedente post scrivevo di aver letto per la prima volta tutti i manga di Grendizer, non starò qui a farne una analisi, ci sono siti e saggi dedicati a questo, io non potrei di certo fare neppure un lavoro similare, figuriamoci migliorarlo, ma ho notato alcuni aspetti del tutto assenti nella serie tv di "Atlas Ufo Robot" che mi hanno sorpreso, cioè le citazioni di avvistamenti di ufo ed extraterrestri e la presenza sulla Terra di popolazioni aliene nel passato remoto.
Mi è tornato di nuovo utile il nono volume della collana "Il mondo dell'occulto", cioè quello dedicato espressamente agli ufo ed extraterrestri, con cui avevo già raffrontato il mediometraggio Toei del 1975 dal titolo "Questo è un Ufo! I dischi volanti":

Ovviamente non posso sapere di preciso a quale fonte originaria gli sceneggiatori, registi e anche (posso aggiungere ora) mangaka si ispirarono, ma direi che fu una pubblicazione simile a quella della Rizzoli, magari la stessa, in quanto è di matrice statunitense, ma tradotta in Giappone prima che in Italia.
Ai tempi dell'esordio di Goldrake in Italia in più occasioni dalla stampa venne accostato l'anime all'avvistamento degli ufo in generale:




Quello che ho trovato differente tra le due versioni dei manga e l'anime è la citazioni ad episodi avvistamenti specifici di ufo e il tirare in ballo le teorie delle civiltà aliene che colonizzarono la Terra migliaia o milioni di anni fa.


Che lo scrauso TFO di Koji Kabuto sia la copia dell'ufo fotografato da George Adamski nel 1952 penso non ci siano obiezioni, ma comunque inserisco alcune pagine del volume "Contatto con gli extraterrestri"  che ne parla.
Nella medesima pagina del manga versione Nagai c'è, però, una piccola aggiunta, dove Danbei (Rigel) saluta il disco volante di Koji con la parola "Ventla" (didascalia in fondo alla pagina), coniata dall'ufologo (esistono ancora?) George Van Tassel.
Di nuovo il libro della Rizzoli parla anche di questo Van Tassel, seppur non citando il termine alieno.

sabato 3 giugno 2023

"La Repubblica" inserto "Robinson" del 20 maggio 2023 - Intervista a Go Nagai e promo dei suoi manga robotici



Mi sono perso l'inserto "Robinson" del 4 febbraio scorso con lo speciale sui manga, lo recupererò su Ebay, ma non mi sono perso le sei pagine più la copertina del 20 maggio con gli articoli di lancio della collana di manga di Nagai, che "La Repubblica" ha iniziato a pubblicare proprio dal 20 maggio e che terminerà il 29 giugno 2024. 
Goldrake ed Actarus in copertina fanno sempre la loro bella figura e meritano l'acquisto  ^_^
Scrivo il post a distanza di tutti questi giorni un po' per evitare denunce, tanto ormai il numero in questione è "vecchio", ma anche perché nel frattempo ho colmato una mia grande lacuna, cioè non aver mai letto le due versioni del manga di Grendizer (Nagai e Ota+Nagai). 
Quindi senza comprare i manga di Nagai di Repubblica   :]
Purtroppo lo spazio in casa si riduce sempre di più, l'acquisto dei manga è praticamente impossibile, ma non conoscere i manga originali di Goldrake era poco sensato, per uno che scrive cose a caso su un blog, ora, magari, un po' meno a caso  ^_^
Ma perché mi sono deciso a colmare questa enorme lacuna?
Perché tra gli articoli dedicati ai robottoni c'è quello in cui vengono proposte le opinioni di alcuni lettori di manga della generazione Z (non Mazinga...), direi una ottima idea, forse un po' troppo ottimista nello sperare che le nuove generazioni possano digerire il tratto a tratti osceno di Nagai o le trame un po' elementari in generale dei robottoni.
Ma tant'é che la redazione di Repubblica, per il tramite di Sara Scarafia, ha interpellato sei di questi "mangatoker", cioè utenti giovani di "Tiktok" che trattano di manga a tema robottoni.
Lo spazio reso disponibile ai ragazzi è abbastanza esiguo, direi vergognosamente esiguo, se la redazione ci teneva a sentire il loro punto di vista, magari lasciargli scrivere qualche riga in più sarebbe stato più sensato e rispettoso, dato che lo spazio nella doppia pagina (vedere ultima immagine) c'era abbondantemente...
Ogni intervistato si concentra (per quello che è possibile in 16 righine...) su un robottone (non per forza di Nagai), all'unica ragazza tocca Goldrake/Grendizer, e Jessica Astolfi scrive che Hikaru Makiba (cioè Venusia) è una delle prime pilote di robot dell'animazione giapponese.
Ma vuoi vedere che, se nell'anime Venusia non pilota mai Goldrake, magari nelle due versioni del manga invece si?  O_O
E invece no   ^_^


Le edizioni che ho recuperato non sono le medesime, ovviamente, di quelle consultate dalla "mangatoker", ma il contenuto è il medesimo, e la nostra Venusia/Hikaru pilota il solito "Delfino Spaziale/Marine Spacer, nulla di cui vergognarsi, sia chiaro. Quando nel 1979 la vedemmo condurre una navicella e combattere assieme ad Actarus fu comunque un fatto eccezionale, visto che mai prima di allora dei personaggi femminili avevano avuto una tale centralità in una serie per bambini/ragazzi.
Jessica Astolfi forse non lo sapeva, o forse le si poteva concedere qualche riga in più per esprimere il suo punto di vista in maniera maggiormente organica, magari a me sarebbe interessato :]


Certo che stavolta i decenni non sono passato inutilmente, se pensiamo che il 3 gennaio 1981 la stessa Repubblica pubblicava un altro dossier sui robottoni dai toni assai diversi:

A parte uno o due scritti abbastanza equilibrati, per il resto era un continuo puntar l'indice contro il nemico animato nipponico...
Ricordandosi che fu proprio dalle pagine di Repubblica che partì la prima raffica delle mitragliate alzo zero contro Goldrake e contro i cartoni animati robotici:

Ne ha da farsi perdonare Repubblica...

Per il resto le pagine dedicate ai robottoni hanno ovviamente nell'intervista a Nagai la parte più importante, non che dica nulla di nuovo, ma almeno l'intervista è fatta appositamente per questo numero di Robinson (penso e spero).
L'autore dell'intervista è Luca Valtorta, uno che conosce il tema, non il primo preso a caso.
Per questo sono rimasto colpito (a morte...) quando ho letto che pure una persona esperta nel campo ascrive agli anni 80 i robottoni:
"Alabarda spaziale! Maglio perforante! Boomerang elettronici! Lame rotanti! Goldrake avanti!
Per chi era bambino negli anni 80 queste esclamazioni ricordano un mondo magico e mai visto prima"

Nuuuuuu... anche lei Valtorta mi finisce tra le schiere degli adoratori degli anni 80   T_T
Io ero bambino anche nei prima anni 80, ma ancor prima nel 1978, quando le frasi riportate sopra vennero udite dai telespettatori italici per la prima volta  ^_^

martedì 25 aprile 2023

Il primo manga pubblicato in Italia: "Storia di una donna astuta e crudele", di Yajima Kenji - "Banzai" luglio 1978 in allegato a "Super Banzai" novembre 1978

Per un puro e fortuito caso ho recuperato quello che ad oggi direi proprio che è temporalmente il primo manga di una storia completa pubblicato in Italia, cioè nel luglio del 1978.
Fino ad ora questa primogenitura toccava al manga del "Grande Mazinga" pubblicato dalla Fabbri, che secondo "Encirobot" risale a fine novembre 1979:

Da cui in seguito venne pubblicato il primo cartonato Fabbri:

Segue il manga di "Candy Candy" sempre della Fabbri:

Più o meno contestualmente la rivista Eureka nell'agosto 1980 pubblica la prima storia di "Golgo 13", inserisco a fine post la copertina più tre pagine del manga.
Tutte queste pubblicazione videro le tavole invertite all'Occidentale rispetto al formato giapponese, e nel caso del Grande Mazinga e di Candy Candy anche la colorazione delle tavole, per venire in contro ai gusti dei bambini italiani.
Nel luglio 1978, però, la rivista di arti marziali "Banzai" pubblicò un manga autoconclusivo di Yajima Kenji, il cui titolo in italiano è "Storia di una donna astuta e crudele".
Il numero di "Banzai" del luglio 1978 che ho recuperato era allegato ad uno speciale su Bruce Lee di "Super Banzai" del novembre 1978, tra l'altro è il motivo per cui ho comprato la rivista ad un mercatino, neppure mi ero accorto che dentro era pubblicato un manga  ^_^
Ho risfogliato quasi tutta la mia saggistica sui manga, ma non ho trovato una sola citazione inerente a questo mangaka, pare che Yajima Kenj non sia mai esistito, nonostante che alcuni libri siano di matrice francese e inglese. 
Yajima Kenji non pervenuto, salvo una qualche mia svista.
Sul web ho trovato una sola, ma rivelatrice, fonte francese che parla del mangaka che disegnava storie di samurai di genere gekiga:




Ho quindi cliccato i link proposti dall'articolo online, trovando la fonte originaria del manga di Yajima Kenji pubblicato da "Banzai" nel luglio 1978, cioè un'altra rivista di arti marziali, ma di matrice francese, "Budo":
Budo Magazine Europe, les mangas publiés en 1971 (verso la fine del post sono mostrate 4 scan)



Come si può leggere nel post di "Le Chapelier Fou" la rivista di arti marziali francese pubblicò numerosi manga di storie di samurai senza averne i diritti, tra cui nel settembre del 1971 questo di Yajima Kenji, dal titolo francese di "Historie d'une femme pauvre et cruelle", cioè "Storia di una donna povera e crudele".
E' abbastanza logico immaginare che la casa editrice italiana che pubblicava "Banzai" venne in possesso del numero di "Budo" del settembre 1971, e decise di pubblicare a sua volta (ipotizzo senza averne i diritti) il manga sui samurai, tradusse il testo ed il titolo (modificando "povera" in "astuta"), ma invertendo le tavole all'Occidentale.
Operazione che i francesi non avevano eseguito, lasciando le tavole nella versione nipponica da destra verso sinistra, magari solo per ridurre i costi.
Ma qual era il titolo originale giapponese?
Poco più sotto ho cercato di estrapolare gli ideogrammi visibili e tradurli, per quel poco che può valere Google Traslate.

lunedì 1 novembre 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" n° 5 e 6 (Dynit)


Come per gli altri post cercherò di ridurre al minimo eventuali spoilerate, mi limiterò al raffronto tra i personaggi dell'anime e quelli del manga, più qualche esagerata incongruenza presente negli ultimi due numeri...
Parto con il finale del numero 5, dove si può trovare un piacevole approfondimento di Alessandro Apreda sugli autori del manga, l'unico presente nei 6 volumi totali.
L'arrivo dei fratelli Kamioka, primo caso in cui graficamente i personaggi sono differente dall'anime, alla fine del precedente volume fa proseguire la storia sul medesimo versante.
Perché i due odiano Matsuki? etc. etc. etc.
Nel quinto numero compare tutta la sotto trama del pallone del vero padre di Shingo, con annessi e connessi, ma gli autori ebbero qualche problema di memoria quando si trattò di disegnare questo pallone...

Nell'anime il pallone è disegnato sempre come quello di destra, che nel vederlo oggi pare più da pallavolo, ma almeno i disegnatori della serie animata furono coerenti.
Nel manga capita che la prima volta che vediamo il pallone a pagine 29  questo ha i classici esagoni bianchi e neri, ma quando si tratta di riparlarne lo troviamo trasformato nel modello dell'anime.
Il secondo personaggio difforme dalla sua rappresentazione animata è il padre biologico di Shingo.

domenica 17 ottobre 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" n° 4 (Dynit)


Nel precedente post sui manga dei Superboys speravo di riuscire a postare il quarto numero appena uscito il quarto numero, visto che lo avevo prenotato in libreria, errore... grave errore  ^_^
Gli ultimi due numeri li prenderò assieme su Ebay appena uscirà il sesto.
La storia, rispetto all'anime, prosegue molto più speditamente, in fondo sono 6 volumetti contro 52 puntate, ho notato anche un maggior spazio dedicato al sociale, ai sacrifici degli studenti, alla storia personale di ogni personaggio.
Fino a questo punto il personaggio totalmente differente rispetto all'anime è quello di Hikaru Aota, figlio del potente e facoltoso presiedente del PTA scolastico.
Yamagata, oltre ad avere un ruolo minore, ha un comportamento meno nobile.
Per il resto a grandi linee le personalità dei protagonisti sono simili, anche se Shingo è contemporaneamente meno aggressivo e più bambinesco rispetto allo Shingo della serie animata.
Le partite durano poche pagine, probabilmente ai tempi non venne considerato proficuo perdersi a disegnare sportivi che si cimentavano in uno sport sconosciuto ai giapponesi, mentre l'animazione rende una partita di calcio più interessante.
Come negli altri tre post eviterò al massimo gli spoiler, limitandomi a mostrare i personaggi del manga rispetto all'anime, e alla fine di questo numero ne vengono presentati due di una certa importanza: 
i due fratelli Kamioka!

E' questo il primo caso in cui due personaggi del manga non collimano per nulla graficamente con quelli dell'anime.

lunedì 9 agosto 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" n° 3 (Dynit)

Questo manga penso stia avendo un buon successo di vendite, la prima pubblicazione nelle fumetterie sono riuscito a comprarla solo per il primo numero, per il due ed il tre ho dovuto attendere che venisse rispedito. Forse per i prossimi numeri (ne restano tre) dovrei fare una recensione più tempestiva, visto che lo si trova anche nelle Feltrinelli.
Come nelle altre due recensioni eviterò il più possibile spoiler, visto che essendo il manga più breve rispetto all'anime la trama si dipana in maniera differente, alcuni fattori sono i medesimi, ma capitano con tempistiche e in contesti diversi.
In questo terzo numero fa la sua apparizione un solo nuovo personaggio, Kojiro Yamagata, soprannominato subito faccia da cavallo... il suo tiro speciale è indicato come tiro forkshoot, visto che prenderebbe spunto da una tecnica di lancio del baseball. Non ne ho trovato traccia sul web.
Questo numero è la saga dei tiri speciali, ne vedremo ben tre, oltre a quello di Yamagata ci sarà il tiro "avvitante" di Misugi e il tiro "sottomarino" di Tamai. Per quanto riguarda gli ultimi due, gli effetti sui portieri saranno parecchio più devastanti rispetto all'anime.
Ho notato che i personaggi denotano atteggiamenti abbastanza diversi se paragonati al cartone animato che vedemmo da bambini:
Tamai non prova quel profondo odio per Matsuki, anzi è orgoglioso del suo allenatore e lo rispetta profondamente, appena superati i dissidi iniziali;
Hikaru Aota è un personaggio molto più negativo;
Misugi pare più profondo e consapevole dei valori dello sport.

Una ulteriore curiosità è che la prima partita ufficiale dello Shinsei avviene durante il torneo prefetturale di Saitama, che si gioca in un solo giorno!
Si parte dai quarti ad eliminazione diretta, poi la semifinale, infine la finale. Quindi chi arriva in finale gioca 270 minuti in una giornata.
Il finale è totalmente a sorpresa, e ci mostra qualcosa che nell'anime non si vide mai, in nessuna puntata.


venerdì 2 luglio 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" n° 2 (Dynit)


Non ho ben chiaro se è comprato il numero 2 di "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" nella suo primo arrivo in fumetteria o in una seconda infornata, in quanto per alcune fumetterie il secondo volume neppure era stato pubblicato e per altre era esaurito ed erano in attesa che tornasse in negozio.
Questa incertezza sulle uscite è anche dato dal fatto che sul volumetto la Dynit non riporta la data della prossima uscita, ma solo la data in cui è terminata la stampa di quello che si ha tra le mani, ergo non ho capito (e non l'hanno capito neppure nelle fumetterie, viste le risposte discordanti che ricevo) quale sia la cadenza della serie, quindicinale? Mensile? Quando capita?
Comunque, indipendentemente dal fatto che uno deve telefonare 10 volte in fumetteria per sapere se sia disponibile, alla fine me lo sono portato a casa  ^_^
Come ho scritto nella recensione del numero 1, dato che di siti che commentano i manga ne esistono numerosi molto più esperti di me, e non volendo neanche spoilerare la trama ai lettori, mi sono concentrato più che altro sulla differenza grafica e di personalità tra la versione anime ed il manga.
Solo che in questo secondo numero non ci sono personaggi nuovi rispetto al primo numero, ergo non avrei nulla da mostrare   ^_^
Ergo mi limiterò ad elucubrazioni (brevi) su alcune differenze comportamentali dei personaggi che mi hanno sorpreso.


Questa è l'unica scan del manga che mostro e non penso si svelare nulla, tanto avevo già fatto vedere che Misugi era presente fin dal primo numero, a parte che l'arbitro della rivincita tra prima e seconda squadra lo arbitrerà proprio Misugi!
Ho inserito questa scan perché ad un certo punto viene fischiato un "fallo di prima" contro la seconda squadra, e ho faticato, pur avendo girato pagina e visto le tavole successive, a capire che era un rigore... E l'ho capito perché si afferma che il tiro sarà arduo pararlo perché eseguito "solo da 11 metri"!
Evidentemente anche le idee degli autori del manga, come quelli dell'anime, erano un po' confuse sulle regole e le consuetudini/dinamiche presenti in una partita di calcio, forse la Dynit poteva tradurre "fallo di prima" semplicemente con "rigore", magari non sarà stato rispettoso al 100% del testo originale, ma bisognerebbe evitare cannarsismi... è un manga sul calcio e noi siamo in Italia, chi compra questo manga è cresciuto a calcio ed anime, chiamatelo come lo chiamano tutti: rigore!  T_T
Spero vivamente che l'autore della traduzione ed adattamento non sia una persona a digiuno di calcio, altrimenti ci ritroveremo con un sacco di equivoci, e dato che l'evolversi di una partita visibile nelle tavole è già poco chiaro, vista la non conoscenza del gioco da parte degli autori nipponici, vorrei evitare di dover leggere le medesime pagine 4 volte per capire cosa sia successo   ^_^
Tornando ai personaggi e mantenendomi più sul vago possibile, più di un personaggio ha un profilo differente rispetto all'anime.

domenica 6 giugno 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" n° 1 (Dynit)


Come si sarà notato raramente mi concentro su materiale nuovo, fanno eccezione la saggistica e in qualche caso i DVD, o Shingo Tamai  ^_^
I siti che recensiscono novità manga non mancano, e di certo tutti quelli che ne scrivono sono più ferrati di me in materia, ma il primo numero (di 6 totali) dei "Superboys" non potevo esimermi dal commentarlo, non dopo aver recensito per immagini tutte le 52 puntate dell'anime!



Inizialmente volevo riportare come e in che punto il manga e l'anime differissero, ma sarebbe stato uno spoilerare continuo del fumetto... anche perché certe scene della serie televisiva compaiono prima rispetto all'edizione cartacea, altre dopo, sarebbe venuto fuori solo un guazzabuglio, più di quelli che faccio normalmente   :]
Anche rivelare in che punto si conclude questo primo numero mi è sembrato rovinare la sorpresa a chi è intenzionato ad acquistarlo.
Dopo aver visto (e recensito) 52 episodi adattati e doppiati molto a caso, con la scusante che ai tempi nulla si conosceva di questi prodotti nipponici, volevo leggere i veri dialoghi, capire la vera atmosfera della storia. 
Comprendere se nella "Scuola Prefetturale Shinsei" inaugurata nel 1967 (che è quindi l'anno in cui si svolge tutto) vigeva la legge del più forte, dove i bulli come Shingo ed Ohira avevano la meglio sugli studenti più miti. 
Scoprire eventuali differenza rispetto all'anime, magari nel linguaggio degli studenti, ma anche capire meglio le dinamiche tra i vari personaggi.
La serie animata meriterebbe una edizione ufficiale, preferibilmente con i sottotitoli fedeli ai dialoghi originali, ma visto che dubito verrà mai messa in commercio (a quanti interesserebbe?), l'unica possibilità di sciogliere tutti questi miei dubbi è il manga.
In questo post e nei successivi mi limiterò mostrare le differenze grafiche tra i personaggi dell'anime e quelli del manga, che in alcuni casi differiscono parecchio.
Poi, magari, ogni tanto metterò qualche curiosità, tipo quella sotto. 



Nel vedere l'anime mi chiedevo quale fosse la traduzione dell'insegna del ristorante dei genitori adottivi di Shingo, il manga ne riporta il significato, ma gli ideogrammi non sono proprio i medesimi tra manga ed anime.

Edit dell'8 giugno 2021
Mi è stato spiegato che in entrambi i cartelli (manga ed anime) vi è scritta la medesima cosa:
solo che nel manga è scritto con caratteri "tipografici" mentre nell'anime è scritto "imitando" una bella calligrafia a mano.
Inoltre l'ultimo ideogramma nel manga è un kanji 


In questo caso la lettura  è "shi".

Mentre nell'anime è l'hiragana "shi"


Varia la grafia.
Ringrazio Valentina ed Andrea per aver fugato il mio dubbio  



Superfluo dire che ogni ideogramma presente nelle tavole del manga è tradotto.

lunedì 23 maggio 2016

"Candy Candy favorite book 2" - Ristampa secondo tankobon del 1991 (キャンディ・キャンディ 愛蔵版 2)


Quando ho visto questa mappazza di ben 944 pagine, per un peso di 870 grammi, in un formato di 21 centimetri per 14 centimetri, pur non essendo nè un fan nè un esperto di Candy Candy, non ho potuto esimermi da comprarmela. Inoltre la pubblicazione è relativamernte recente, del 1991, quindi un po' lontana dal periodo che normalmente mostro su questo blog, però, vista l'impossibilità di avere materiale in italiano causa la lotta sorellicida tra la Igarashi e la Mizuki (fanno eccezione i due romanzi: - ), poter dare un'occhiata a cosa succede veramente nella storia originale mi incuriosiva.
E devo dire che, pur non comprendendo ovviamente i dialoghi, le tavole, sommate a ciò che conoscevo, mi hanno permesso di inquadrare meglio gli avvenimenti, oltre a rimanere sorpreso da alcuni particolari che non mi aspettavo, e molti altri mi saranno sfuggiti a causa del fatto che non conosco molto bene la storia.
Come si potrà notare il tankobon è il secondo, cioè quello con l'epilogo della manga, non mi sarebbe dispiaciuto poter avere anche la prima parte, ma tra le due preferisco di gran lunga il finale. Per pura fortuna è ancora presente anche la fascetta promozionale della collana di cui faceva parte questa pubblicazione della Kodansha.
Ho eseguito una ottantina di scan, tutte doppie pagine, scegliendo quelle che, a mio avviso, erano le più significative o curiose. Mostro tutte le prime consecutive 17 pagine solo per inquadrare l'inizio della storia, poi compio numerosi salti in base ai fatti accaduti.




Piccola richiesta alle lettrici: per cortesia non esagerate coi sospiri e le lacrime  ^_^
Questo secondo tankobon inizia con Candy che si precipita alla Casa di Pony per incontrare Terence, ma che è già andato via, passata la delusione, con relativi struggenti ricordi dell'innamorato, la ragazza resta per un po' all'orfanotrofio, per poi iniziare la sua avventura come aspirante infermiera. Non saprei se la medesima scena sia mostrata pure nell'anime, ma il primo incontro con l'anziana capo infermiera è assai comico  :]


domenica 7 settembre 2014

Io il Grande Mazinger - 1980


Questo cartonato da 152 pagine e con un formato 29 cm X 22 cm anticipò quello dal titolo "Mazinger contro i Mazinger" (1981), e contiene tre storie tratte dalla collana di 25 numeri (che cronologicamente fu la prima delle tre pubblicazioni), sempre della Fabbri Editore, che s'intitolava "Il Grande Mazinga".
Tutte queste pubblicazione sono la traduzione del manga originale di Nagai e Oota, e furono in assoluto il primo manga pubblicato in Italia, per nulla, a mio avviso, censurato.  Rispetto al manga originale le tavole sono state colorate, per avvicinarsi alle abitudini editoriali italiche, e mi è sembrato che siano stati aggiunti alcuni commenti, lo ipotizzo perché in taluni casi il commento pare slegato da ciò che mostra la tavola. L'esempio più palese è la tavola in cui Jun è giù di morale a causa del colore della sua pelle, in cima alla tavola (ma fuori dei suoi confini originali) si può leggere "Gli amici cercano di consolarla", e poi Tetsuya le molla un sonoro ceffone...
Per un bambino del 1979/80/81 leggere delle storie e vedere dei disegni tanto crudi era una novità, trovo incredibile che siano passate indenni ad una qualsivoglia omissione grafica. A dire il vero non ci avrei neppure trovato nulla di scandaloso se la storia fosse stata un pelino edulcorata, visto che gli albi per bambini/ragazzi italiani non avevano contenuti del genere. Oltre ad una serie di scene splatter, e a dei dialoghi con tematiche delicate come la spietatezza della guerra ed il razzismo, in questo cartonato penso si possa ammirare il primo nudo quasi integrale dell'editoria per bambini/ragazzi: Jun sotto la doccia con le poppe al vento.
Immagino che questa scena fu precedentemente pubblicata in uno dei 25 numeri de "Il Grande Mazinga", da cui deriva questo cartonato, però questo formato grande con la copertina rigida lo rende  più di pregio ed autorevole.
Al nudo di cui sopra vanno aggiunti la visuale delle mutandine di Jun (con commento ammiccante di Tetsuya) più la stessa in biancheria intima, inoltre, di nuovo per la prima volta, si può vedere quella che è una consuetudine per i lettori giapponesi, ma non per quelli italiani del periodo: il magaka (immagino Oota) che si immortala mentre disegna e rimprovera Boss, "Quant'è volgare questo Boss".
Come avevo notato per il cartonato "Mazinger contro i Mazinger" la personalità dei protagonisti del manga di Oota è assai diversa da quella dell'anime, che per me è la sola pietra di paragone, non avendo mai letto il manga originale, a parte questi due cartonati.




La prima parte dell'introduzione alle tre storie presentate in questo cartonato.