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martedì 16 settembre 2025

"Musica e Dischi" gennaio, marzo, novembre 1979 + gennaio, aprile 1980: classifica dischi 1978 e 1979 + pubblicità sigle anime


Tra l'aprile e il giugno 2019 avevo consultato in emeroteca la testata "Musica e Dischi" per le annate 1979 e 1980. Lo scopo, oltre alla ricerca dei soliti articoli, era quello di vedere se, per caso, la sigla del Danguard era stata pubblicizzata in anteprima all'inizio del 1979.
Questo lo scrivo tanto per far capire che sono parecchi anni che cerco informazioni sulla 
Trovare il disco della Pivetti a gennaio 1979 sarebbe stato un bel indizio di una sua trasmissione a fine 1978 o a gennaio 1979, purtroppo la sigla del Danguard è pubblicizzata da aprile 1980.
E' stato un tentativo, non andato a buon frutto.
Alla fine mi ero pure dimenticato di queste poche foto fatte nel 2019, mi ci sono imbattuto cercando altro tra i mega giga file in mio possesso.
La classifica dei primi cento 45 giri più venduti nel 1978, presente nel numero di gennaio 1979, vede due sigle di cartoni animati giapponesi, gli unici trasmessi dalla Rai (fatta eccezione dei Barbapapà e di Vichi il vichingo), che si piazzano al 13esimo posto con Heidi e al ventesimo con "Ufo Robot".
Praticamente davanti a tutte le altre sigle di telefilm e trasmissioni (Rai).


A marzo 1979, quindi poco prima del suo esordio televisivo, viene presentata la sigla di "Capitan Harlock", ancora senza la copertina del 45 giri, esseno una anteprima assoluta.

(per questo speravo in un sigla del Danguard in anteprima)


Novembre 1979
L'immagine mi ha incuriosito quando l'ho vista la prima volta, non che io sia un esperto di sigle dei cartoni animati giapponesi, ma questo disco mi pareva nuovo, tra l'altro contenente più titoli!
Infatti non era un 45 giri, ma un  LP della casa discografica "Durium", che pubblicava dischi per bambini.
"I Roofus Robots" conteneva:

mercoledì 2 luglio 2025

Heidi, Goldrake e Mazinga: "Borsa Film: rassegna settimanale delle programmazioni cinematografiche" - "Giornale dello Spettacolo" da settembre a novembre 1978 (dati spettatori all'esordio al cinema)





"Borsa Film" era una rassegna settimanale presente all'interno del "Giornale dello Spettacolo" che dava conto di varie informazione dei film esordienti, tra queste:
gli spettatori dei film esordienti nei primi giorni di presenza al cinema;
i giorni di programmazione;
le città dove venivano proiettati;
la classifica dei risultati settimanali;
la classifica dei risultati complessivo.

Per diversi anni "Borsa Film" era una pubblicazione a sé stante, poi è confluita all'interno del "Giornale dello Spettacolo". Nelle ultime ricerche che ho effettuato ho consultato "Borsa Film" dell'annata 1978 in una bobina microfilmata a parte rispetto al "Giornale dello Spettacolo", riesumando semplicemente i dati degli spettatori e i giorni di programmazioni delle prime settimane di tre lungometraggi animati nipponici:
Heidi in città;
Mazinga contro gli Ufo Robot;
Heidi diventa principessa.

Non è il primo post che dedico agli spettatori che ebbe l'animazione cinematografica giapponese tra la fine del 1970 e i primissimi anni 80:


A cui si aggiunge la scoperta della mancata proiezione del primo film della "Yamato/Star Blazers":


Questa sopra è la pagina iniziale con gli spettatori al 3 settembre 1978 del numero del "Giornale dello Spettacolo" del 9 settembre 1978.

"Heidi in città" era considerata una produzione tedesca, immagino per l'azienda che ne deteneva i diritti in Europa (Beta GMBH, Monaco), anche se il regista non era proprio teutonico: I. Takamata, invece che Takahata...

Si noti che il film non aveva sale censite a Milano, ma i numeri degli spettatori, considerando che erano cinema "indipendenti regionali", non furono pochi.

"Mazinga contro gli Ufo Robot" presenta i dati dell'esordio di sole tre città, quindi un numero di spettatori molto minore.

sabato 28 giugno 2025

Heidi, Goldrake, Mazinga e Candy Candy al cinema dal "Giornale dello Spettacolo" 1978 e 1981 (manifesti e dati spettatori)


Questo post nasce sempre dalle spedizioni in biblioteca degli ultimi mesi, grazie a cui avevo scoperto, sempre sul "Giornale dello Spettacolo", il manifesto promozionale in assoluta anteprima del primo film della Yamato/Star Blazers" (mai proiettato al cinema...):

Avevo già consultato il "Giornale dello Spettacolo" anni ed anni fa, ma solo per le annate 1979 e 1980, inserendo i relativi ritrovamenti in un post anche con altre fonti:

Con questo post completo le ricerca con le annate 1978 e 1981, chi ne avesse la pazienza, dovrà consultare le informazioni presenti in questo post con quelle linkate qui sopra.
Il manifesto promozionale sul film "Heidi in città" è del numero del "Giornale dello Spettacolo" dell'8 luglio 1978, ed anticipa di qualche giorno quelli visibili in apertura di post sempre linkato qui sopra.
Anche le due immagini qui sotto sono del numero dell'8 luglio, quindi, per ora, la prima fonte che informò gli addetti al settore cinematografico dell'uscita del film su Heidi e del primo film con Goldrake ed un ancora sconosciuto Grande Mazinga, fu il "Giornale dello Spettacolo", seppur per soli tre giorni.


Purtroppo il microfilm che ho consultato è (sempre) in bianco e nero, comunque il poster della battaglia è in bianco e nero anche al link sopra citato.
Uscita nazionale il 7 settembre in solo 100 copie!
E dato che questo era l'unico film di fantascienza sfuggito agli schermi televisivi, era meglio prenotarsi in anticipo per avere le pellicole da proiettare.
Inutile dire che ci andai pure io al cinema, e fu stupendo vedere tutti quei colori sul grande schermo con tutti quei personaggi noti e sconosciuti.

sabato 12 aprile 2025

3 articoli di luglio, settembre e novembre 1978 sul lungometraggio "Space Cruiser Yamato"

Nel gennaio 2023 avevo postato cinque articoli che trattavano del lungometraggio animato "Space Cruiser Yamato" al "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza" di Trieste dall'8 al 15 luglio 1978:

Stavolta ne inserisco altri tre, tranne quello su Stampa Sera", che seppur breve è incentrato sul film, gli altri due riportato solo accenni della proiezione, ma essendo utili come testimonianza di questo passaggio italico, li trovo lo stesso meritori di essere postati.
La mia ricerca sulla proiezione triestina contempla, però, altri post, ogni volta li ripropongo, forse ripetitivamente, ma penso che sia l'unico modo per aver una panoramica un po' estesa su questa breve comparsata in Italia della Corazzata Spaziale Yamato prima che venisse ribattezzata "Star Blazers":



Qui sopra Piero Zanotto, che occasionalmente trattava l'animazione giapponese, su "Stampa Sera" del 10 luglio 1978 prende spunto dall'inoffensiva Heidi per informare i suoi lettori di come il produttore (cioè la Toei) distruggerà la Terra nel lungometraggio animato in concorso a Trieste.
Direi che il produttore di Heidi e di "Space Cruiser Yamato"/"Incrociatore spaziale Y" non fosse lo stesso, ma ai tempi era difficile reperire certe informazioni, e alla fine per molti giornalisti erano tutte produzioni nipponiche tout court, fine   ^_^
Si noti, di nuovo, che il titolo ufficiale era anche "Incrociatore spaziale Y", oltre che "Space Cruiser Yamato", almeno nella versione italiana promossa dalla "EVI Film Distribuzione" (vedere ultimo link qui sopra).
"Atlas Ufo Robot (Goldrake)" viene ridotto ad un semplice "Atlas", eravamo nel luglio del 1978, l'anime boom non era ancora deflagrato, uno valeva l'altro.
Piero Zanotto riferisce che il film ha riscosso un "lungo successo", ma non mi è chiaro se intendesse un successo al Festival di Trieste oppure si riferisse al "lungo" successo nipponico.
L'altro dubbio che mi attanaglia sempre in questi articoli o brevi citazioni su "Space Cruiser Yamato"/"Incrociatore spaziale Y" riguarda la visione o meno del film da parte di chi ne scriveva. Ci son stati casi in cui mi è parso che si commentasse sinossi scritte da altri, ma in questo articolo parrebbe che il giornalista avesse visto il film.

Qui sotto la pagina intera dove è riportato l'articolo di "Stampa Sera".

lunedì 7 aprile 2025

"Candy Candy col disco - quindicinale del Gruppo Editoriale Fabbri": parte quarta (fine) numeri da 19 a 24 (settembre 1981/dicembre 1981)


Concludo l'escursione grafica dei volumetti allegati a "Candy Candy col disco" pubblicato dal "Gruppo Editoriale Fabbri" con gli ultimi sei numeri:


L'aver postato a raffica i 24 numeri della pubblicazione mi ha permesso di rendermi conto non a rate del livello abbastanza basso con cui vennero assemblati. Si, assemblati, in quanto mi son fatto l'idea che vennero messi assieme disegni provenienti da fonti differenti, creando un guazzabuglio grafico che sinceramente non ricordo di aver mai visto in tutto il materiale che ho in mio possesso.
Nei cartonati o negli spaghetti manga i disegni potevano essere belli o brutti, ma erano più o meno uniformi nel loro livello di cura, in questi 24 spillati c'è di tutto.
I disegni inseriti negli spillati direi che provenissero da queste quattro fonti:
il manga colorato della Fabbri;
fotogrammi dell'anime;
illustrazioni create all'uopo;
personaggi di altri anime!

Frullati, mixati, sovrapposti, il tutto senza curarsi di avere una resa estetica un minimo uniforme... la cosa che mi ha divertito di più, ed anche assai sbalordito, è l'aver rinvenuto visi di personaggi di altre serie animate del periodo:
Procton; la signora Milligan di Remi; Remi; Mattia di Remi; Arin di Danguard; Peter di Heidi; un contadino di Heidi; Anna dai capelli rossi; Diana Barry di Anna; Matthew Cuthbert di Anna.

Ancora più interessante il fatto che nessuno di questi personaggi era pubblicato dalla Fabbri e che non erano tutti trasmessi da un'unica emittente. Quindi non ho trovato un minimo comun denominatore che possa spiegare l'uso di questi visi, in alcuni casi pure l'abito è identico.
Alla fine, probabilmente, la spiegazione è fin banale:
avevo dei cartonati dei cartoni animati giapponesi, non sapevano come disegnare questo o quel personaggio e, invece che sincerarsi che quel personaggio fosse corretto, li presero a caso... tanto era roba per bambini...

Una delle tante prove di questo totale caos grafico è Terence, se nel precedente post avevo mostrato 15(!) versioni diverse di Terence distribuite in sei spillati, stavolta pubblicarono 6(!!) versioni diverse graficamente di Terence solo nel numero 19!!!
Segue un Terence isolato nel numero 20.
In Giappone c'è chi si occupa di controllare che i personaggi animati restino fedeli al proprio tratto grafico durante un episodio o un film, penso che alla Fabbri una figura editoriale del genere non fosse prevista in organico   ^_^

Anche in questo quarto ed ultimo post inserirò solo le scan delle pagine che mi son parte più curiose.

domenica 6 aprile 2025

"Candy Candy col disco - quindicinale del Gruppo Editoriale Fabbri": parte terza numeri da 13 a 18 (giugno 1981/settembre 1981)


Proseguo l'escursione grafica dei volumetti allegati ai dischi di "Candy Candy" pubblicati dal "Gruppo Editoriale Fabbri" dopo i primi sei numeri:


Prima di acquistare questi spillati allegati ai dischi di "Candy Candy" ero convinto che fossero di buona fattura grafica, mi son dovuto abbastanza ricredere, infatti il tratto di tutti personaggi non è mai il medesimo, neppure in un singolo numero...
Il chara (character designer) dei personaggi è un mix di varie fonti, che nel totale crea un cacofonia, anzi, una dodecafonia grafica straniante, la cui provenienza mi pare sia:
il manga colorato della Fabbri;
fotogrammi dell'anime;
illustrazioni create all'uopo;
personaggi di altri anime!

Quest'ultimo aspetto si nota nel secondo link, dove gli autori della Fabbri ci ficcarono a forza tre personaggi della serie di Remi di Osamu Dezaki: Remi, Mattia e la signora Milligan!
Lo scempio prosegue in questi terza sei numeri, dove ho notato, ma mi pare si possa affermare che non sia un parto della mia fantasia, che, oltre a Remi, la redazione della Fabbri prese spunto da Heidi e pure dal Danguard!!!   O_O
A questo punto immagino che sui tavoli da disegno ci fossero, oltre al manga colorato della Fabbri, vari cartonanti del periodo, che servirono agli illustratori per farsi un'idea della tipologia di tratto nipponica. Quando questi  autori avevano un dubbio, si ispirarono a questo o quel disegno, senza mantenere in nessun modo una coerenza grafica del character designer, ma senza sapere manco chi fosse il personaggio che stavano disegnando in quel preciso istante, quando, poche pagine prima o dopo, lo avevano ritratto in maniera completamente differente!
Mi chiedo se a Yumiko Igarashi, autrice del disegno originale, sia mai stato fatto vedere questo caos illustrato... c'è da dire che anche Kyoko Mizuki avrà avuto il suo bel infarto, visto quanto la storia originale venne piegata alle necessita di pubblicare un disco.

Ribadisco che non mostrerò tutte le pagine di tutti gli spillati, ma sono qualche scan rappresentativa e/o curiosa.


A titolo esemplificati di quanto cambi il tratto grafico di un singolo personaggio nei volumetti, ma anche solo nel medesimo numero, prendo spunto da Terence Granchester, che appare proprio dal numero 13, ma lo avrei potuto fare per qualsiasi altro personaggio.
Ogni disegno di Terence riporta il numero dello spillato in questione, come scrivevo sopra, le fonti paiono essere le quattro già citate:
il manga colorato della Fabbri;
fotogrammi dell'anime;
illustrazioni create all'uopo;
personaggi di altri anime!

Si consideri sempre che il manga pubblicato dalla Fabbri venne colorato, quindi la tinta dei capelli del nobile tenebroso furono già un'invenzione italica, infatti, nei disegni tratti dal manga, variano di continuo.
Direi che, come sempre, le immagini parlano più di mille parole   ^_^
Chissà quanto fu alto il livello di confusione delle piccole lettrici italiane nello sfogliare questi spillati...

Piccola nota a margine, oltre a vari uccellini che i disegnatori della Fabbri piazzarono un po' ovunque, l'altra onnipresente presenza fastidiosa animale è quella di Klin... si vede che la Fabbri ebbe un qualche feedback sul fatto che piacesse alle lettrici, quindi c'è anche quando non c'era nel manga e nell'anime oppure non ci poteva essere materialmente.

domenica 30 marzo 2025

Testimonianze del tempo che fu, parte seconda: le mie letture e trasmissioni preferite del 1979 + disegni (ricalcati) di Goldrake, Jeeg e Danguard + adesivo "Heidi diventa Principessa" (1979/80)


Il post precedente l'ho dedicato al ritrovamento di un mio tema di 5ª elementare su Jeeg:

Non è stata la prima volta in cui ho postato testimonianze dirette del periodo, testimonianze mie e di sconosciuti:

Considerando che in due audio propongono la mia voce da bambino e il tema mette a nudo le mie carenze grammaticali, non mi restava che ridicolizzare le mie capacità artistiche   ^_^
I bambini che amano qualcosa la disegnano, io avrò pure provato a disegnare Goldrake, Jeeg e Danguard con le mie limitate doti da mangaka (tanto per restare in tema), ma son sopravvissuti al tempo solo questi disegni ricalcati, quindi esteticamente più decenti e, soprattutto, più simili al soggetto originario.
Ho una mezza idea da dove ricalcai la sacra effige di Goldrake  ^_^

L'illustrazione in questione la si può vedere ad inizio post, non per nulla il cartonato "Giunti Marzocco" era nelle mie disponibilità, ergo lo sfruttai, cioè ricalcai.


Piccolo intermezzo scritto.
La maestra di quarta elementare prediligeva porre dei questionari ai suoi alunni, con domande che avrebbero dovuto sia spiegare a lei taluni aspetti dello studente che far riflettere il bambino su quale fosse il proprio comportamento in classe e fuori.
Rileggere le domande e le mie risposte è stato assai illuminante, un paio di queste tornano utili in questo post da effetto Madeleine scolastico:
10) Ti piace coltivare la tua intelligenza con buone letture? Quali letture?

11) Quali sono gli spettacoli che preferisci?

Per fortuna inserii anche il libro Cuore, di cui avevo una copia rilegata, perché le altre letture che avrebbero dovuto "coltivare la mia intelligenza" per me erano "Uomo Ragno", Thor e i super eroi in generale, mentre per il versante anime c'era la lettura intellettiva di Goldrake  ^_^
Si vede che in quarta elementare non mi era ben chiaro cosa significasse "coltivare la tua intelligenza", che io assimilavo al concetto di leggere ciò che mi piaceva.
Più interessante l'elenco delle trasmissioni che prediligevo, i cui nomi mi hanno permesso di datare inequivocabilmente il compito, cioè 1979, in quanto il varietà comico "Luna Park" venne trasmesso solo quell'anno. L'aggiunta delle trasmissioni "Capitan Arloch"(...), Jeeg, Mazzinga (con due zeta...), Bingooo e " Il Pomofiore" conferma in toto l'anno, tra l'altro in un quaderno con scritto "4 B", quindi tutto torna.
Scrivo e ribadisco sempre che i ricordi non hanno per forza un valore probatorio, la seconda risposta mi conferma la mia passione per i cartoni animati giapponesi e mi fa scoprire che guardavo assiduamente "Antenna 3 Lombardia", che trasmetteva "Bingooo" e "Il Pomofiore".
Ricordo che guardavo "Luna Park", come non mi perdevo una puntata di "Non Stop".
 

domenica 20 ottobre 2024

Annuari 1978/1979/1980 con i fatti del 1977/1978/1979 "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio" - focus su televisione e radio, videogiochi, cinema, musica

Dopo gli "Almanacco d'Italia AGE" (con i fatti degli anni 1978-1979-1980-1981" e gli "Annuario degli avvenimenti Enciclopedie Rizzoli" (con i fatti dal 1976 al 1982) ho scovato un'altra fonte che trattò l'animazione giapponese all'interno del resoconto delle notizie dell'anno, gli Annuari della "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio".
Rispetto alle due fonti già proposte (Age e Rizzoli) la "Curcio" si posiziona a metà, sia come livello informativo sia come fattura dei volumi. In pratica la pubblicazione della Rizzoli, immagino anche grazie al supporto dei giornalisti del gruppo, resta inarrivabile sia come completezza del panorama informativo generale che di quello particolare inerente questo blog, tra cui l'animazione giapponese in Italia. I volumi della Rizzoli restano anche di formato maggiore e di fattura migliore.
La pubblicazione Age resta la più scrausa, sia a livello informativo generale che particolare per questo blog, con un formato che è il più piccolo ed una fattura esteticamente molto al risparmio.
I volumi della Curcio sono di formato un po' più piccolo rispetto a quelli della Rizzoli (24 cm X 20 cm contro 27cm X 21 cm) e con meno pagine, ma di formato più grande rispetto a quelli della Age (20 cm X 13 cm), sebbene quelli della Age contengano più pagine.
Gli Annuario Curcio hanno una copertina imbottita in finta pelle molto vintage, ma preferisco i Rizzoli, son più da volume bibliotecario   :]
Partendo dal presupposto che gli "Annuari Rizzoli" li considero i più esaurienti, per illustrare in due post (tre annuari per ogni post) della Curcio mi son limitato alle scan delle pagine sulla televisione (e radio) e degli argomenti che toccano solo l'animazione giapponese in Italia, omettendo anche la pagina sui fatti del Giappone, tanto son quasi le stesse notizie presenti in quelli della Rizzoli. Stesso discorso per il Cinema, mentre per gli "Annuari Rizzoli" avevo messo tutti gli anni con i commenti sull'annata cinematografica, per la Curcio l'ho inserita solo quando vengono citati i cartoni animati giapponesi. Non ho inserito neppure la cronologia del fatti accaduti, basta quella della Rizzoli. 
In pratica ho voluto evitare la solita grandinata di scan   ^_^
Per esempio negli "Annuari Curcio" non sono mai citati i fumetti in generale o l'editoria per ragazzi, cosa che capita in quelli Rizzoli, che era più elastica riguardo ai temi trattati. Quando un tema aveva fatto notizia in Italia, negli "Annuari Rizzoli" veniva inserito, sacrificando un altro che magari era presente l'anno (o gli anni) precedente e il cui interesse era scemato.
Gli "Annuari Curcio" sono più ripetitivi come temi trattati, comunque inserisco sempre il sommario, tanto per rendere l'idea dei focus inseriti oltre alle classiche notizie di politica interna, estera, economica etc. etc.
Per chi volesse recuperarli, magari le annate che io non ho preso, avviso che il prezzo resta medio basso, più che altro bisogna avere la fortuna di trovare un venditore che renda disponibile più annate contemporaneamente.
L'anno presente in copertina è quello di uscita del volume, quindi i temi trattati sono quelli dell'anno precedente:
il volume del 1978 tratta le notizie del 1977;
il volume del 1979 tratta le notizie del 1978;
il volume del 1980 tratta le notizie del 1979.

In pratica ho sempre trovato delle citazioni sull'animazione giapponese in Italia, tranne per il primo volume, cioè quello del 1978 con i fatti del 1977, e se fosse capitato sarebbe stato un bello scoop   ^_^
Il volume che più riporta notizie sui cartoni animati giapponesi in Italia è quello del 1980, con i fatti del 1979, tanto che lo inserisco nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90".
Nel prossimo post gli altri tre "Annuari Curcio con gli anni 1981, 1982 e 1981 (fatti del 1980, 1981 e 1982).


Ho provato a prendere anche il volume del 1978 con i fatti del 1977, tanto per provare a vedere se scovavo qualche accenno sugli anime, in fondo in Italia già vedevamo "Vichy il vichingo" e i Barbapapà, benché non fosse esplicitato che la loro produzione era giapponese.
Purtroppo non  ho trovato nulla, quindi di questo volume inserisco esclusivamente le pagine che trattano di "Televisione e Radio".




L'introduzione dell'editore spiega sia il periodo informativo trattato, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre 1977, ma in generale il senso della pubblicazione, che era anche relativamente giovane, essendo questo solo il quinto volume.
E' interessante leggere lo spirito con cui vennero decise le informazioni da inserire e quelle da omettere, stante che non si poteva riportare TUTTI i fatti accaduti in un anno:
"Seguendo infatti un organigramma continuamente aggiornato e applicando all'indagine una metodologia obiettiva e sempre subordinata alla dialettica del momento, abbiamo cercato di dare al Lettore ciò che è essenziale, sfrondando i fatti dalle impressioni superflue: ci siamo, cioè, sforzati di individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce."

Ci sarebbe da opinare su quel "sfrondando i fatti dalle impressioni superflue", visti i giudizi sostanzialmente quasi sempre negativi sui cartoni animati giapponesi, nonostante le poche righe concesse, talvolta solo accenni, ma accenni negativi.
In generale resta assai pretenzioso, oltre che assai arduo da porre in atto, il voler individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce".

Ovviamente per i fatti più importanti la scelta delle notizie era semplice, non si può omettere il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro o la rivoluzione di Khomeini, ma è quando si "scende" ad argomenti meno importanti che il tutto diviene più difficile:
quale programma avrà cambiato veramente la televisione italiana per ragazzi? 
I Muppet o "Atlas Ufo Robot"?

sabato 7 settembre 2024

"Dal salone del giocattolo di Milano: panorama di novità negli stand" - "VG Vendogiocattoli" n° 2 febbraio 1979


Quarto post consecutivo e cronologico (e terzo nel numero di febbraio) sulla rivista "VG Vendogiocattoli":



Quando avevo postato le pubblicità dei giocattoli dei cartoni animati giapponesi presenti su "Il Giornale dei Giocattoli" dal 1978 al 1980 avevo già testimoniato l'esistenza in Italia di alcuni modellini robotici nipponici prima della loro comparsa televisiva (Daitarn 3, Daikengo, Zambot 3, Gloyzer X) oppure che mai sarebbero giunti in Italia, ma solo con questa rivista "VG Vendogiocattoli", oltre ad avere la conferma di quelli, ho trovato molti altri articoli giapponesi, il cui arrivo nei negozi nostrani si può far risalire addirittura al Natale 1978.
La parte più interessante di questa lunga rassegna è data dalla presenza di una moltitudine di aziende, con un breve scritto che illustrava i prodotti presentati durante la manifestazione (di solito le novità) e molte foto.
Le immagini, purtroppo in bianco e nero, dei mesi di gennaio e febbraio di "VG Vendogiocattoli" sono la ciliegina sulla torna di una già interessante parte scritta.
Come nei precedenti tre post ho ingrandito le fotografia per rendere più potente ed informativo l'impatto visivo.



Il "Salone del Giocattolo" di Milano del 1979 sarebbe uno dei luoghi che vorrei visitare nel caso potessi fare dei viaggi nel tempo   ^_^
La manifestazione durava sette giorni(!), occupava 75 mila metri quadri, gli espositori erano 1100 (!!) di cui 650 italiani (!!!), dato che ai tempi avevamo una florida industria del giocattolo, avevamo...
Dalle fotografie prese dall'alto si può immaginare la bellezza di una manifestazione del genere, che ipotizzo fosse vietata ai bambini, infatti il corrispettivo romano per i videogiochi da bar, la Enada, non permetteva la visita ai minori.
Credo valesse, a parte qualche fortunato "figlio di" (un po' in entrambi i sensi), anche per la manifestazione milanese.

Qui sotto l'ingrandimento delle due parti scritte qui sopra.

mercoledì 4 settembre 2024

"Carnevale: un mercato sottoutilizzato" - "VG Vendogiocattoli" n° 2 febbraio 1979


La cosa sarà forse un po' monotona (tipo come con gli "Annuari Rizzoli"), ma posterò consecutivamente e cronologicamente un po' di articoli della testata "VG Vendogiocattoli". Visto il suo indubitabile interesse sia sul versante del collezionismo di giocattoli che per le citazione dei cartoni animati giapponesi, per non parlare delle stupende foto (purtroppo in bianco e nero), che nascondono sempre qualche piccola sorpresa se guardate con attenzione.
Nel precedente post avevo (forse) scoperto le primissime importazioni di modellistica nipponica arrivata assieme alla fama di "Atlas Ufo Robot". Per la serie "tutto fa brodo", vennero importati modellini di serie tv nipponiche che arrivarono sulle tv italiche successivamente rispetto al Natale 1978 oppure non arriveranno mai:

Stavolta l'articolo si concentra sul "sottoutilizzato mercato dei costumi di Carnevale", che comunque i cartoni animati giapponesi sfruttarono abbastanza, in un fiorire di abiti da cosplayer ante litteram o cosplayer vintage   ^_^
Non per nulla le prime presenze di cosplayer alle fiere del fumetto venivano etichettate, con accezione negativa, come una "carnevalata". Quindi, alla fine, tutto torna.


Non che le famiglie italiche, in un periodo di grande crisi e di inflazione altissima, risparmiassero, visto che l'articolo stimava in almeno un miliardo e mezzo di lire il giro d'affari carnevalesco (che in euro rivalutati ad oggi fanno poco più di 5,5 milioni), ma si sottolineava che l'evento annuale si sarebbe potuto "spremere" di più, il verbo è dell'estensore dello scritto   ^_^
Infatti, se ci fossero stati costumi di tutti i personaggi animati nipponici, avremmo visto frotte di Goldrake, branchi di Actarus e plotoni di Heidi, ma quanto sarebbe stato bello, per esempio, potersi vestire da Hurricane Polimar o da Kyashan, magari facendo indossare al proprio cagnolino una pettorina da Flender?  ^_^
Anche sul versante dei costumi carnevaleschi l'animazione nipponica ruppe la consuetudine, la monotonia dei pulcinella o degli Zorro (io avevo il mantello di Zorro fatto da mia nonna!), ma avrebbe potuto frantumarla, se ogni protagonista di ogni serie avesse avuto il suo bel costumino da mini cosplayer di Carnevale.
Prima dei personaggi di Heidi e "Atlas Ufo Robot" avevano avuto successo altri due personaggi televisivi, Zorro e Sandokan, solo che entrambi erano pre esistenti in forma cartacea, quindi non novità assolute come i protagonisti dei cartoni animati giapponesi.
C'è un passo dell'articolo, però, che non ho ben compreso... nella seconda colonna in basso:
"Dopo le stagioni segnate dalla severe divisa di Zorro, dall'esotica acconciatura di Sandokan, dall'avveniristica tuta degli Atlas Ufo Robot, quest'anno la tendenza di massa ha innestato le insegne di Goldrake."

Senonché "Atlas Ufo Robot" esordisce nell'aprile 1978 (Heidi di febbraio 1978), ergo il Carnevale 1978 era già bruciato, quindi il Carnevale 1979 è il primo Carnevale all'insegna dei cartoni animati giapponesi. Come può quindi essere possibile ascrivere "Atlas Ufo Robot" alle stagioni passate ("Dopo le stagioni segnate...") mentre Goldrake sarebbe stata la nuova tendenza?
"Atlas Ufo Robot" e Goldrake sono la medesima serie, come poteva essere Goldrake una nuova tendenza rispetto ad "Atlas Ufo Robot"?
Dando tutta la ragione possibile all'autore che faceva notare quanti pochi costumi del personaggio più richiesto del momento ci fossero in commercio, si può capire il perché dal solo fatto che lo stesso autore non aveva capito che "Atlas Ufo Robot" e Goldrake fossero la stessa cosa... figuriamoci i proprietari delle aziende che producevano i costumi, i grossisti e gli esercenti cosa avevano capito   ^_^
L'articolo resta interessante perché il titolare della DIVO di Milano spiegò all'autore il perché non era stato così facile rendere disponibile abbastanza costumi di Goldrake e Heidi per il Carnevale 1979.
La produzione dei costumi di Carnevale richiedeva tempo, ergo era necessario muoversi già dall'estate precedente (ergo dall'estate 1978), ma poi restava il dubbio sulla volubilità dei gusti infantili, che  avrebbero potuto, in tutti quei mesi, dimenticare Goldrake ed Heidi.
Secondo il dottor Bregaglio della Bregaglio di Lecco le aziende che si occupavano dei costumi di Carnevale erano tutti di livello artigianale, quindi non potevano mettere in pista grossi livelli produttivi.
Per il dottor Bregaglio l'unica azienda che faceva eccezione a questa limitazione produttiva era la Casarini di Bologna, che si era assicurata l'esclusiva del marchio Goldrake:

Sono riportate altre interessanti spiegazioni più tecniche sulla difficoltà di produrre un grosso magazzino di articoli, in questo caso di costumi carnevaleschi di Goldrake, tra cui quella che dava solo ai grossisti la possibilità di fare ordinativi, sui quali l'azienda produceva, se non c'erano ordini dei grossisti, l'azienda di giocattoli non si arrischiava di produrre grossi stock di giocattoli.

Di articoli sui costumi carnevaleschi ispirati agli anime il blog è pieno, ne metto alcuni:




Qui sotto le due pagine mostrate separatamente e quindi più grandi.

sabato 31 agosto 2024

"Come sono andate le vendite di Natale?" - "VG Vendogiocattoli" n° 1 gennaio 1979


In una delle mie tante spedizioni in biblioteca ho stramegafotografato la testata "VG Vendogiocattoli", pubblicata dal "Gruppo Editoriale Eris", indirizzata espressamente all'industria e al commercio dei giocattoli, ergo non presente in edicola.
Ho trovato una caterva di informazioni, tanto da fare 2,6 giga di foto (purtroppo la biblioteca in questione consente solo di fare foto), non solo sui giocattoli, ma anche sull'animazione giapponese in Italia, che, inutile ripetersi, era legata a doppio filo al giocattolo.
I cartoni animati giapponesi possono essere semplicemente citati, come in questo articolo, oppure essere il soggetto principale dell'articolo.
Ho scelto di postare questo articolo sia perché è il numero 1 della rivista, sia perché informa sulla difficoltà di rifornimento di giocattoli legati all'animazione giapponese (ma non solo) per il Natale 1978. Questo ultimo aspetto è ormai ben noto, l'industria del giocattolo evidentemente non si aspettava un successo così strepitoso per "Atlas Ufo Robot" ed "Heidi", ergo le richieste dei bambini italiani furono molto superiori all'offerta ludica, la qual cosa probabilmente spinse alcune aziende ad importare a caso giocattoli giapponesi legati al genere robotico.
Infatti, mentre stavo osservando alcune foto (ahimè in bianco nero) presenti nell'articolo, ho notato un certo numero di giocattoli a me conosciuti, nel fare qualche ricerca ho scoperto che altri, a me sconosciuti, erano anch'essi di aziende giapponesi di giocattoli, la Popy, la Nakajima e la Takatoku.
Quindi, alla fine, forse la parte delle immagini risulta, a distanza 45 anni, più interessante della parte scritta, in quanto potrebbe dimostrare che già a Natale 1978 vennero importati dei giocattoli legati all'animazione giapponese senza che le relative serie fossero state importate, ed alcune non lo saranno mai.
Ho fatto una ricerca (non a tappeto) su del mio materiale e un po' online, mi pare che, mentre per il Natale 1979 i cataloghi di giocattoli presentano vari robottoni giocattolo nipponici (Standa - "La Giraffa"), anche di serie che arriveranno più avanti o che mai approderanno sui nostri schermi, per il Natale 1978 questo fenomeno non sia presente.
Nel caso mi scuso con chi lo aveva già notato/pubblicato   ^_^
Comunque, dalle fotografie presenti nell'articolo, si capisce che sui banchi dei negozi di giocattoli, oltre ai non tantissimi articoli di Goldrake, erano disponibili vari giocattoli delle aziende nipponiche citate sopra.
L'articolo è datato 8 gennaio 1979, quindi posso presumere che le fotografie fossero state scattate nel periodo natalizio appena passato, ovviamente non ho certezze, di certo non furono scattate a febbraio 1979, in quanto il numero in questione della rivista è di gennaio   ^_^
Inoltre è sempre chiaro che le foto siano state scattate in un periodo freddo dell'anno, visto l'abbigliamento degli adulti (sarebbe bello se qualcuno riconoscesse un parente).
Sulle foto dei giocattoli ci torno più sotto.


La presentazione della rivista da parte della redazione.

"Come sono andate le vendite di Natale (1978)?"

Gli affari andarono più che bene, ma l'autore si rammarica del fatto che sarebbero potute andare ancor meglio, se sugli scaffali dei negozi ci fosse stato disponibile un numero sufficiente di pezzi per soddisfare la richiesta dei genitori (cioè dei bambini).
I programmo televisivi incentivavano le vendite, ergo i giocattoli dei cartoni animati giapponesi erano tra i più richiesti, ma una pessima gestione degli approvvigionamenti fece perdere una fetta non indifferente di guadagni.
Da notare che erano richiesti i personaggi di "Atlas Ufo Robot" e Goldrake... ancora non avevano capito che era il medesimo cartone animato... e questa era una rivista specializzata sul giocattolo... e poi ci si sorprendeva che le scorte di questi articoli fossero limitate, manco sapevano cosa fossero!   ^_^
Oltre al modellino dell'Aquila di "Spazio 1999" , ai personaggi dei supereroi Marvel e DC Comics, Sbirulino etc., era citata anche Heidi. Tutti "letteralmente andati a ruba"!
Si accenna ai primi videogiochi e ad alcuni giochi in scatola ("Il Triangolo delle Bermude"), molti negozianti confermavano che erano rimasti sprovvisti di alcuni prodotti, in quanto avevano curato una certa diversificazione degli articoli, senza fare una precisa scorta di alcuno di essi.

Qui sotto la scan mostrata qui sopra, ma un po' più grande.

mercoledì 24 luglio 2024

Annuario 1980 degli avvenimenti 1979 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, giochi, infanzia, musica, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno





Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1980, i fatti avvenuti dal 1° dicembre 1978 al 30 novembre 1979.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.

L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.


Nei numeri precedenti è sempre stata presente la tematica "Collezionismo", per questa annata venne cassata, come non c'è la "Fantascienza", presente solo nel numero precedente, ma in "Infanzia" viene trattato l'argomento "cartoni animati giapponesi e in "Musica" c'è un breve accenno alle sigle.
Il volume l'ho inserito nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90" proprio in virtù dell'articolo presente nella tematica "Infanzia", dove viene analizzata l'influenza dei personaggi televisivi (cioè Goldrake e Heidi) sui bambini.
Inoltre, nella parte in cui si propongono i fatti inerenti il Giappone, penso per la prima volta un commentatore coglie l'importanza dei cartoni animati per veicolare la cultura nipponica nel mondo.
Ovviamente la "Musica" c'era in tutti i volumi precedenti, ma solo stavolta rientra nella sfera di interesse del blog con la citazione delle sigle dei cartoni animati giapponesi. In realtà è poca cosa, ma considerando la quantità sterminata di fatti accaduti in Italia e nel mondo, due righe vanno considerate di maggiore valore rispetto alla consistenza dello scritto in sé, perché implica che il fatto è stato abbastanza degno di nota da essere "salvato" nell'annuario Rizzoli.



Son quattro volumi che il cinema è in crisi, qualcosa mi dice che lo sarà anche nei prossimi  ^_^
Da notare che la redazione dell'Annuario Rizzoli riportava che poco si conosceva della crisi del cinema in URSS e in Giappone, ma mentre è più che comprensibile l'assenza di dati riguardo una dittatura, probabilmente l'assenza di informazioni dal Giappone poteva essere causata dalla lingua e dalla non conoscenza di quali canali nipponici interpellare per sapere i dati di afflusso del pubblico nei cinema.
Questo ci fa capire, abituati oggi a sapere quasi tutto su tutto (almeno superficialmente), quanto fosse poco agevole avere e/o capire come avere informazioni dal lontano Giappone, in primis per l'animazione.
Ovviamente la tv diventa "quel maligno occhio grigiastro", grigiastro in quanto gli apparecchi tv in bianco e nero erano ancora la maggioranza. Esso rubava gli spettatori al cinema, ma non i giovani. Infatti io ci andavo spesso, fosse un film di fantascienza proiettato in prima visione in piazza del Duomo a Milano oppure un film (di montaggio) d'animazione giapponese in terza visione nella mia città di periferia.

sabato 13 luglio 2024

"Heidi è tornata per noi", di Roul Tunley - "Selezione dal Reader's Digest" ottobre 1978


Visto che a giugno non ho postato alcun articolo dell'Emeroteca Anime, compenso a luglio :]

Il ritrovamento di questo articolo su  "Selezione dal Reader's Digest" mi ha assai soddisfatto, in primis perché ne ho comprate più annate, sebbene sia un mensile quindi occupa relativamente poco spazio e non ha costi dissanguanti, mi avrebbe seccato assai non trovare manco un articolo sugli anime.
Inoltre, essendo una testata di matrice essenzialmente statunitense, pur con integrazioni inerenti la nazione in cui veniva pubblicato, non era per nulla scontato che venisse trattata la tematica "cartoni animati giapponesi".
Infine perché l'autore non è italiano, non ho controllato, ma penso sia uno dei pochi casi (o l'unico) in cui l'estensore di un articolo che tratta gli anime sulla stampa nostrana sia straniero.
Ho cercato qualche info su Roul Tunley:

Riporto la traduzione web dell'articolo:
UNLEY--Roul. La famiglia e gli amici piangono la perdita di Roul Tunley, autore, giornalista, reporter, educatore, editore, responsabile della circolazione di riviste e viaggiatore del mondo. Nato a Chicago nel 1910, Roul Tunley ha vissuto a New York City, Philadelphia, Stockton, NJ e più di recente a West Palm Beach, FL. Laureato alla Taft School e alla Yale University, il suo primo lavoro è stato al New York Herald Tribune come reporter alle prime armi. Da adolescente, Roul fu attratto dall'Europa, segnando l'inizio di una passione per i viaggi che durò tutta la vita e che coltivò con fervore fino all'ultimo mese della sua vita. Molte amicizie durature si sono forgiate lungo il cammino. Durante la seconda guerra mondiale prestò servizio in Europa e Nord Africa come ufficiale della Marina, impegnato nella guerra antisommergibile (Intelligence and Operations). Dopo la guerra, il signor Tunley tornò a Yale per insegnare inglese. Negli anni Cinquanta, un suggerimento per una "storia di strada" aprì la strada a una carriera di giornalista, editore e autore. Centinaia dei suoi articoli sono apparsi su Look Magazine, American Magazine, Ladies' Home Journal, Saturday Evening Post e The Readers' Digest, compresi molti articoli per l'edizione europea. Il signor Tunley è autore di quattro libri: "Kids, Crime and Chaos" (il primo rapporto globale su un argomento di interesse universale, disponibile in diverse lingue); "The American Health Scandal" (un rapporto obiettivo e fattuale su salute e assistenza medica); "Ordeal by Fire" (il racconto di un americano che viveva a Dresda durante la tempesta di fuoco della seconda guerra mondiale); e più di recente una biografia dei suoi primi anni "To Be a Journalist". Sia in prosa che di persona, questo brillante e disinvolto narratore mancherà a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Le donazioni in sua memoria possono essere effettuate a: Hospice of Palm Beach County.

Direi che al titolo "Heidi è tornata per noi" si può aggiungere "per restarci per altri decenni"   ^_^
Ad inizio articolo si fa riferimento al turismo nipponico nato dopo la visione dell'anime di Isao Takahata, e del medesimo argomento troviamo traccia e conferma nel documentario datato 1979 della tv della Svizzera Italiana:

Queste sono piccole conferme incrociate del medesimo fatto che dimostrano quanto Roul Tunley non inventò nulla, visto che il suo articolo venne pubblicato un anno prima del documentario svizzero.


Noi importammo la versione teutonica dell'anime di Heidi, almeno per quanto riguarda la colonna sonora, ed infatti viene raccontato come la trasmissione del cartone animato giapponese sulla terza rete tedesca nel 1975 portò l'indice d'ascolto dell'emittente dal 2/4% al 58%!
Non stento a crederlo, visto il successo che ebbe anche da noi.
Infatti viene riportato il successo avuto sulla Rai, con un indice di gradimento dell'82% , circa 2/3 milioni di telespettatori ad episodio (ma la Rai non calcolava, mi pare, i minori di anni 14?), confermando che lo vedevano bambini ed adulti.
Si sciorina il successo del merchandising, compresa la sigla di Elisabetta Viviani, direi tutto corretto.
Si passa quindi alla biografia dell'autrice e ai dettagli sul suo romanzo, spiegandone il successo mondiale. Romanzo che alcuni anni addietro ho voluto leggere per capire le differenza con l'anime:

L'autore si recò anche a Maienfeld, e nell'articolo cerca di illustrare i luoghi reali rispetto a quelli descritti nel romanzo.

giovedì 10 agosto 2023

"Heidi mania", servizio tv di Werner Weick da "Argomenti" del 10 ottobre 1979 RSI


E' già da un po' che volevo veicolare questa trasmissione dell'ottobre 1979 sulla televisione della "Svizzera Italiana" visibile sul sito dell'archivio della RSI:

La Heidi animata nipponica aveva esordito sulla Rete 1 della Rai il 7 febbraio 1978, quindi abbondantemente più di un anno prima, in più dalla Svizzera vedevamo il telefilm di Heidi:


Le due versioni di Heidi, specialmente quella animata nipponica, avevano generato un inaspettato flusso turistico verso le zone in cui si svolgevano i fatti narrati nel romanzo/anime/telefilm, questo aspetto aveva generato varie reazioni nella popolazione locale. Si era creata una lotta nazionale tra la cittadina di Maienfeld e la potente Sankt Moritz. La diatriba nasceva dal fatto che Sankt Moritz si era accaparrata la paternità del personaggio di Heidi a scopo meramente turistico, grazie al fatto che vari lungometraggi e il telefilm vennero ambientati in loco, mentre le autorità di Maienfeld, che si sentivano legittime depositarie dei luoghi heidiani, non solo erano contrarie ad un afflusso indiscrimato di turisti, ma per principio non volevano sfruttare economicamente il romanzo di Johanna Spyri.
La trasmissione della RSI mandata in onda nell'ottobre 1979 non solo indaga queste frizioni turistiche interne, ma ci illustra quanto Heidi fosse diventata famosa, tanto da spingere intere famiglie italiane fino a Maienfeld!
Questo post, oltre ad illustrare il servizio visibile al primo link, vuole continuare a far notare una certa similitudine con le lamentele nate in quel periodo dal paragone tra la Heidi del romanzo e la Heidi animata e le polemiche web tra "Atlas Ufo Robot" ed il nuovo prossimo venturo "Goldrake U", aspetto già illustrato nel precedente post:

Mi pare di notare che i detrattori a priori di "Goldrake U", visto che non abbiamo ancora visto due minuti della nuova serie, si pongono nella medesima posizione di quei burocrati di Maienfeld attaccati alla loro vecchia Heidi, non comprendendo che, specialmente senza la versione nipponica di Isao Takahata, la loro beniamina sarebbe restata nell'oblio elvetico...

Di seguito ho trascritto la quasi totalità del servizio di Werner Weick, omettendo solo la parte in cui il finto vecchio dell'Alpe racconta come spella i turisti e dove il tizio di Sankt Moritz si vanta di aver scippato Heidi a Maienfeld.
Annoto che mentre si vedono varie scene del telefilm coprodotto dagli elvetici, maa si vede la Heidi animata, ma si vede il suo merchandising, si sente la sigla di Elisabetta Viviani più volte e le due famiglie italiane intervistate fanno riferimento esclusivamente al cartone animato giapponese come motivo del proprio turismo.
Probabilmente questa è in assoluto la prima traccia di turismo di piccoli appassionati motivato dall'animazione giapponese. Molto prima dei viaggi in Giappone di coloro che erano cresciuti con Heidi e Goldrake.
La prima famiglia intervistata ha un chiaro accento toscano, magari erano già in Svizzera per altri motivi, comunque sono parecchi chilometri fino a Maienfeld!
L'altra famiglia è del milanese.
Sarebbe bello che quelle ex bambine e il bambino riuscissero a vedere questo filmato, rivedrebbero se stessi e i loro cari  :]

Non siamo più soltanto il paese della cioccolata, degli orologi e delle banche, ora siamo il paese di Heidi. Una serie televisiva e un cartone animato giapponese hanno reso ancora più famosi le celebri Alpi svizzere e trasformato Heidi nel nuovo idolo dei piccoli di tutto il mondo.

IN SOTTOFONDO LA SIGLA ITALIANA DI HEIDI


L'industria, naturalmente, non ha perso l'occasione, e ha sfornato dischi, figurine adesive, libri, album, giornalini, magliette, grembiulini, giochi, gomma da masticare, pupazzi e un bagno schiuma per bebè.


Heidi è ora entrata anche nelle gallerie d'arte, i disegni stampati acquarellati di Tomi Ungerer
vengono venduti a 3800 franchi l'uno.

martedì 8 agosto 2023

"Il successo di Heidi", di Guido L. Luzzato - "Libera Stampa" 8 agosto 1978 e l'annuncio di "Goldrake U" su "La Repubblica" 8 agosto 2023



8 agosto 1978, 8 agosto 2023.
Son passati 45 anni, ma non è che noi appassionati più o meno attempati si sia appresa la lezione, nonostante che quattro decenni e mezzo addietro i nostri eroi animati nipponici furono le vittime di un approccio che parrebbe oggi venga perpetrato da noi stessi.
In questo post mostro un articolo della stampa elvetica italica sul successo di Heidi, in cui il giornalista fa una considerazione che tornerebbe utile in questi giorni dove è stata annunciata la nuova serie di "Goldrake U" (ovviamente sarebbe "Grendizer U").
La notizia gira già da qualche giorno, tanto che se ne è occupato pure il TG1 sabato con un servizio senza castronerie(!!!):

Oggi anche "La Repubblica" ha reso gratuito un articolo sul sito:

Come capita sempre sul web si è scatenato il solito putiferio dei pro e contro verso questa rivisitazione del nostro eroe fanciullesco, per fortuna non ho i social, ma alla fine qualche eco giunge anche a me ^_^
Ma cosa scrisse su Heidi il giornalista Guido Luzzato sul quotidiano "Libera Stampa" della Svizzera Italiana l'8 agosto 1978?


Il successo dell'Heidi nipponica varcò letteralmente le alpi tramite il segnale della Rai, il giornalista riporta questo enorme successo della loro icona montanara lamentandosi che ci si concentrasse sul personaggio giapponese e non sul romanzo da cui prese spunto la serie animata.
Guido Luzzato con me non si sarebbe arrabbiato, perché io del romanzo me ne sono occupato: