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sabato 12 aprile 2025

3 articoli di luglio, settembre e novembre 1978 sul lungometraggio "Space Cruiser Yamato"

Nel gennaio 2023 avevo postato cinque articoli che trattavano del lungometraggio animato "Space Cruiser Yamato" al "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza" di Trieste dall'8 al 15 luglio 1978:

Stavolta ne inserisco altri tre, tranne quello su Stampa Sera", che seppur breve è incentrato sul film, gli altri due riportato solo accenni della proiezione, ma essendo utili come testimonianza di questo passaggio italico, li trovo lo stesso meritori di essere postati.
La mia ricerca sulla proiezione triestina contempla, però, altri post, ogni volta li ripropongo, forse ripetitivamente, ma penso che sia l'unico modo per aver una panoramica un po' estesa su questa breve comparsata in Italia della Corazzata Spaziale Yamato prima che venisse ribattezzata "Star Blazers":



Qui sopra Piero Zanotto, che occasionalmente trattava l'animazione giapponese, su "Stampa Sera" del 10 luglio 1978 prende spunto dall'inoffensiva Heidi per informare i suoi lettori di come il produttore (cioè la Toei) distruggerà la Terra nel lungometraggio animato in concorso a Trieste.
Direi che il produttore di Heidi e di "Space Cruiser Yamato"/"Incrociatore spaziale Y" non fosse lo stesso, ma ai tempi era difficile reperire certe informazioni, e alla fine per molti giornalisti erano tutte produzioni nipponiche tout court, fine   ^_^
Si noti, di nuovo, che il titolo ufficiale era anche "Incrociatore spaziale Y", oltre che "Space Cruiser Yamato", almeno nella versione italiana promossa dalla "EVI Film Distribuzione" (vedere ultimo link qui sopra).
"Atlas Ufo Robot (Goldrake)" viene ridotto ad un semplice "Atlas", eravamo nel luglio del 1978, l'anime boom non era ancora deflagrato, uno valeva l'altro.
Piero Zanotto riferisce che il film ha riscosso un "lungo successo", ma non mi è chiaro se intendesse un successo al Festival di Trieste oppure si riferisse al "lungo" successo nipponico.
L'altro dubbio che mi attanaglia sempre in questi articoli o brevi citazioni su "Space Cruiser Yamato"/"Incrociatore spaziale Y" riguarda la visione o meno del film da parte di chi ne scriveva. Ci son stati casi in cui mi è parso che si commentasse sinossi scritte da altri, ma in questo articolo parrebbe che il giornalista avesse visto il film.

Qui sotto la pagina intera dove è riportato l'articolo di "Stampa Sera".

giovedì 10 aprile 2025

Promozione del film "Incrociatore Spaziale Y. - Il più grande film animato di fantascienza" - "Giornale dello Spettacolo" n° 2 del 14 gennaio 1978



Nella mia ricerca indefessa di informazioni sul lungometraggio animato "Space Cruiser Yamato", ho accumulato ormai un certo numero di notizie:


Fare riferimento ai link sopra per spiegazioni più esaurienti, in questo post le considererò acquisite, altrimenti debbo rispiegare tutto l'ambaradan ogni volta  :]

Sappiamo che il film "Space Cruiser Yamato" non venne mai proiettato nei cinema italici, in quanto non esiste il relativo visto censura del lungometraggio animato, probabilmente non venne neppure mai doppiato.
Non è presente neppure nelle schede della pubblicazione "Segnalazioni Cinematografiche".
La carta stampata ne riferì al pubblico italiano perché il film "Space Cruiser Yamato" partecipò al "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza" di Trieste dall'8 al 15 luglio 1978.
La Salani, però, pubblicò il cartonato, ma con il titolo modificato in "Incrociatore Spaziale Galaxy", usando le immagini di quel film di montaggio proiettato a Trieste.
Era già un film di montaggio, ma la versione triestina venne ulteriormente ridotta/rimaneggiata.
Dal punto di vista cronologico il cartonato della Salani si piazza, a mio avviso, appena dopo a quello di "Atlas Ufo Robot" della "Giunti Marzocco".
Dal punto cinematografico, forse, il film "Space Cruiser Yamato" anticipò di qualche giorno l'uscita nelle sale dei film di Goldrake e Mazinga, seppur per la platea ristretta del festival di Trieste e probabilmente in inglese sottotitolato in italiano.
"Space Cruiser Yamato" venne proiettato anche al 30esimo Festival di Cannes del maggio 1977:

domenica 29 settembre 2024

"Space Cruise Yamato" roman album (settembre 1977)


Nei mesi scorsi ho ricercato informazioni sulla proiezione del lungometraggio animato di montaggio "Space Cruiser Yamato" durante il "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza" di Trieste dal 8 al 15 luglio 1978, il tutto nasceva dal ritrovamento del cartonato "Incrociatore Spaziale Galaxy" e da vari articoli dei quotidiani dell'epoca che davano conto della proiezione del film.
Negli anni avevo comprato anche il roman album del film "Space Cruiser Yamato", che, essendo stato pubblicato a settembre 1977 non può riportare informazioni sulla proiezione italiana della versione di montaggio in inglese avvenuta a Trieste, ma è comunque un documento  ^_^
Qui sotto riepilogo i relativi post su questo film mai arrivato nei cinema italici nel 1978 e poi giunto in formato di serie direttamente in televisione tramite l'emittente della "Svizzera Italiana" nel novembre 1980.










Le viste nipponiche, a differenza della quasi totalità di quelle che verranno pubblicate in Italia in quel periodo, oltre ad essere informative e ben più curate, contenevano stupendi poster.
Appena qui sotto quello di Stasha, ma ancora più bella l'illustrazione del retro, con il viaggio della Yamato.

mercoledì 21 giugno 2023

"Gli strumenti della comunicazione sociale e i compiti della famiglia" - "La civiltà cattolica" 17 maggio 1980


Uno dei concetti che cerco di far passare, specialmente a chi quel periodo non lo visse, è che le polemiche contro i cartoni animati giapponesi, che ebbero il proprio culmine nella primavera del 1980, ma nacquero con Heidi e Goldrake  all'inizio del 1978, non hanno mai più avuto pari nel contesto informativo italiano.
Sappiamo che, per esempio, con Dragon Ball e Sailor Moon ci sono state altre polemiche, anche aspre e spesso in malafede, ma nulla a che spartire con quello che capitò durante il first impact, i cui strascichi si protrassero fino a Dragon Ball, Sailor Moon e molto oltre.
La prova non sta solo nel mostruoso numero di articoli che la carta stampata dedicava ai cartoni animati giapponesi, ma al valore delle testate.
Perché è ovvio che "Tv Sorrisi e Canzoni" oppure "Onda TV" dedichino dei redazionali a dei programmi animati per bambini/ragazzi, meno scontato è che una testata come "La Civiltà Cattolica", organo ufficiale della "Compagnia di Gesù", dedichi attenzione a Mazinga, Goldrake, Jegee(!) Robot, Star Blazer(!!), Gay King(!!!).
Attenzione, lo scritto non è incentrato tutto sui cartoni animati giapponesi, ne tratta solo alla fine, ma il fatto che una pubblicazione che nel medesimo numero tratta argomenti di un certo spessore culturale, politico e religioso, trovi tempo e spazio per citare i robottoni animati nipponici, rende l'idea dello tsunami mediatico che sommerse noi piccoli fan...
Come si può leggere in copertina i temi trattati nel numero 3118 del 17 maggio 1980 furono i seguenti:
Gli strumenti della comunicazione sociale e i compiti della famiglia;
Le scoperte archeologiche di Ebla e la ricerca biblica;
Jean-Paul Sartre o una filosofia dell'immaginazione;
Catechesi liturgica sul sacramento dell'unzione dei malati;
I religiosi e le religiose nella Chiesa locale;
L'ultimo romanzo di Gina Lagorio;
Vocazioni e seminari;
L'offensiva contro il terrorismo;
Peggioramento della crisi fra Usa e Iran.

Al link di Wikipedia per la rivista "La Civiltà Cattolica", inserito poco sopra, si potrà capire che la posizione dei fondatori e della redazione era abbastanza conservatrice.

Vorrei far notare che per trovare questo articolo mi sono sfogliato molte annate della pubblicazione, e non è stato divertentissimo   ^_^


Nelle prime pagina la redazione esponeva un mini riassunto dei temi trattati, in questa scan c'è quello dell'articolo che tratta gli anime, a fine post li inserisco tutti, in modo da comprendere che la rivista non era certo nazional popolare come concetti espressi.



Ovviamente non mi permetto di commentare tutta la parte che non tocca i cartoni animati giapponesi, in parte perché tratta argomenti che non conosco e non capisco, in parte perché sono su posizioni un po' opposte alle loro   ^_^
C'è da dire che in alcuni punti oggi si potrebbe essere anche concordi:
"Soltanto dopo che la voce umana era stata trasmessa intorno al mondo con la velocità della luce divenne evidente che le parole, così vastamente diffuse, potevano essere ancora le stesse che si possono ascoltare nei pettegolezzi di paese, o dalle labbra dell'idiota del villaggio o di qualsiasi mascalzone" 
(L. Mumford, "La condizione dell'uomo", Ed, di Comunità 1957, pag. 191)

Non so perché, ma quando leggo "idiota" mi viene in mente un ministro specifico e quando leggo "mascalzone" un defunto più volte primo ministro   >_<

domenica 5 febbraio 2023

"Space Cruiser (Yamato)" - "Starburst - science fantasy in television, cinema and comics" n° 2 marzo/aprile 1978


Ultimo, forse, post sull'adattamento per il mercato anglosassone della "Corazzata Spaziale Yamato", che prima di diventare "Star Blazers, titolo con cui vedemmo le serie nipponiche sulle nostre emittenti italiche, venne ribattezzata "Space Cruiser Yamato", ma anche "Incrociatore Spaziale Galaxy"  ^_^







La rivista inglese "StarBurst" dedicò alla Yamato addirittura la copertina del secondo numero, la bella illustrazione si permise qualche licenza poetica, ma bisogna capire che nel marzo 1978 si era un po' distanti dalla possibilità che abbiamo noi oggi di verificare quasi tutto in tempo reale.


Dalla bocca della prua della Yamato uscivano fasci di raggi potentissimi, non l'astronave di della principessa Sasha, inoltre direi che IQ9 fu prodotto in un numero esagerato di esemplari.

Nel marzo 1978, quindi cronologicamente prima dei post linkati sopra, la redazione di "Starburst" recensì il lungometraggio in lingua inglese della Yamato, ho tradotto il tutto con "Google Translate", e lo scritto risulta più che comprensibile.

Il giudizio del giornalista verso il film di montaggio nipponico è abbastanza negativo, tranne per alcuni punti più avvincenti. Noto il modo di ragionare similare a quello dei giornalisti italiani, che mettevano a confronto i cartoni animati giapponesi con i lungometraggi animati Disney, mentre in questo caso viene fatto il paragone addirittura con "Guerre Stellari"...
Eppure l'autore mi pare conscio che la serie da cui nasce il film venne creata ben prima di "Guerre Stellari"... misteri della logica dei giornalisti...   ^_^

2199 d.C. Karth è quasi Knished. I mari si sono prosciugati, la terra è irradiata, la gente vive sottoterra. Le Gorgoni stanno vincendo le guerre galattiche. Fino a quando la pacifica regina di Iscandar non invia un messaggio che ha la risposta al degrado delle radiazioni della Terra. Aggiunge progetti per un motore di distorsione temporale per consentire alle forze terrestri rimanenti di inviare un velivolo di salvataggio sul suo pianeta lontano. A 148.000 anni luce di distanza e tornare a casa entro un anno. Se c'è ancora una casa a cui tornare per allora. La corazzata Yamato, orgoglio della flotta giapponese nella seconda guerra mondiale, è già segretamente ristrutturata come ultima speranza dell'umanità; ora, con gli aggiustamenti della distorsione temporale, si solleva dalla conca di polvere che è il fondo del mare e fa il suo tentativo dell'Arca di Noè di salvare l'umanità così come la conosciamo. . .
Considerando che Space Cruiser deve essere stato nella fase di creazione contemporaneamente a Star Wars - o addirittura, a causa della sua forma animata, anche prima - è sorprendente quanto siano simili i film. O meglio, le storie, i personaggi e la meccanica. Ecco un giovane aviatore, non proprio un ragazzo di campagna e che suona più come Tony Perkins che come Mark Hamill, che improvvisamente guida la buona battaglia contro i cattivi galattici. Ecco una bellissima principessa, completa di messaggio interstellare. Ecco la distorsione temporale, un doppio esatto dell'effetto iperspaziale di Lucas. Ecco di nuovo una battaglia stellare appena uscita dal 633 Squadron - in effetti, eccone un'altra e un'altra e oh no! ancora un altro. Troppe battaglie del genere, senza tempo per rifornire il cervello di chi sono i cacciatori di stelle di chi. E qui, appena svelato fino all'ultimo terzo dell'epopea, c'è un doppio per R2-R2 (uno; non tre come mostrato sul design impreciso del poster), che utilizza lo stesso registro vocale di bip e rutti.

sabato 4 febbraio 2023

Catalogo del "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza" Castello di San Giusto Trieste 8-15 luglio 1978: "Space Cruiser Yamato"


Ogni tanto mi viene una fissa... stavolta riguarda la proiezione del film "Space Cruiser Yamato" durante il 16esimo Festival del film di fantascienza di Trieste nel luglio del 1978.
Ho già inserito un paio di post su questo tema, e questo terzo lo integrata e forse lo chiude (forse):


Senza ripetere ciò che si può leggere ai due link sopra mi mancava una qualche informazione ufficiale, non mediata da redazioni, giornalisti e/o appassionati di fantascienza. L'ho recuperata in biblioteca, visto che online non è disponibile proprio il catalogo del 1978(...).
Già che c'ero ho consultato, oltre al 1978, le pubblicazioni ufficiali dell'annata 1977 e dal 1979 al 1982, e mi ha sorpreso notare che, nonostante il clamoroso successo della fantascienza animata giapponese, i cui effetti positivi si sono trascinati per decenni ed ancora sopravvivono nelle nostre generazioni, non venne presentato più alcun lungometraggio animato nipponico di fantascienza...
Solo nell'edizione del 1982 era presente il film live "Tenkosei", il cui plot risulterà conosciuto ad un qualsiasi fan dell'animazione giapponese, ma che nulla aveva a che fare con "Space Cruiser Yamato" o simili:


L'organizzazione del Festival di Trieste nel luglio 1978 (sull'onda del successo di Goldrake) aveva colto immediatamente quanto rivoluzionario e variegato potesse essere il modo in cui i giapponesi raccontavano la fantascienza animata, ma negli anni successivi si disinteressarono al tema. I cartoni animati giapponesi di fantascienza venivano massacrati sulla carta stampata, additati dei peggiori crimini contro noi bambini e chi avrebbe potuto avere titolo a difenderli, oltre al dovere di difendere il genere fantascientifico, si occupava della fantascienza di qualsiasi nazione del mondo (ho trovato titoli di film di nazioni veramente improbabili), tranne che del Giappone...
Questo è un fattore che ho notato anche nelle riviste di fantascienze nostrane, in nessuna di quelle che ho consultato si può leggere, non dico una difesa, ma almeno uno straccio di analisi sul fenomeno dell'animazione fantascientifica giapponese:

Detto tutto ciò, e tornando all'edizione del 1978, il film veniva così presentato nel catalogo ufficiale.


Intanto il minutaggio del film proiettato a Trieste viene confermato in 98 minuti, quindi non i 145 minuti del film originale giapponese, ma neppure gli 85 della versione in inglese da me recuperata.
I nomi e la trama del film presentati sono quelli del film in versione statunitense, ma mancante di alcune parti, probabilmente i 13 minuti che porterebbero il film da 85 a 98, come già illustrato nel post che mette a confronto il cartonato Salani "Incrociatore Spaziale Galaxy" al film "Space Cruiser Yamato". 
Resta il dubbio se i giornalisti che scrissero recensioni e commenti sul film di Nishizaki videro il lungometraggio a Trieste o si basarono sulla sinossi di questo catalogo. Forse qualcuno lo vide, ma la maggior parte penso di no.



domenica 22 gennaio 2023

"Incrociatore Spaziale Galaxy" vs "Space Cruiser Yamato"


Talvolta le cose si guardano ma non si vedono, non si notano particolari che in seguito paiono fin banali, ci si sofferma sulla bellezza della copertina e non ci si concentra sul titolo e sulle date.
E' quello che è capitato a me con il cartonato della Salani dal titolo "Incrociatore Spaziale Galaxy", la cui copertina mostra la "Corazzata Spaziale Yamato" o "Space Cruiser Yamato", usando il nome della versione statunitense che vedemmo al "XVI° Festival della Fantascienza di Trieste" tenutosi nel luglio del 1978:

Ma perché nel 1978 la Yamato venne ribattezzata Galaxy?
Ovviamente non posso dare risposte certe, solo ipotesi, per quanto mediamente logiche. Sulla scelta del nome immagino potesse esserci qualche questione sui diritti oppure più semplicemente il nome "Yamato" fu considerato poco fantascientifico, e non a torto.
Purtroppo non è specificato il mese del 1978 in cui il cartonato fu pubblicato, che non è una mancanza da poco, gennaio è ben differente da dicembre, specialmente perché in mezzo (più o meno) venne trasmesso Goldrake!
Si può ragionevolmente ipotizzare che dopo il successo di "Atlas Ufo Robot" la Salani notò le vendite del cartonato "Giunti Marzocco" pubblicato nell'aprile del 1978, e quindi cercò di cavalcare l'onda fantascientifica animata.
Di fantascientifico animato disponibile subito c'era in qualche magazzino il film "Space Cruiser Yamato", che quindi la Salani acquisì per confezionare questo cartonato.
Da sottolineare che questa pubblicazione si aggiudicò la medaglia d'argento del podio dei cartonati ispirati agli anime, arrivando nelle librerie molto probabilmente appena dopo quello di Goldrake linkato sopra.
Direi che sia praticamente certo che il lungometraggio animato di 98 minuti dal titolo "Space Cruiser Yamato" non fu mai proiettato nei cinema italiani, ma lo si vide solo al Festival di Trieste, di nuovo quasi sicuramente nella versione in inglese sottotitolata.
La prova che in Salani utilizzarono la versione rimaneggiata statunitense lo si legge nel cartonato, sia per quanto riguarda sviluppo della trama e nomi dei personaggi, sia a pagina 5, dove è riportato:
dal film "Incrociatore Spaziale Galaxy" distribuito in Italia dalla Evi film

Ho fatto molteplici ricerche sui quotidiani dal maggio 1977, in quanto "Space Cruiser Yamato" fu proiettato al Festival di Cannes, fino al gennaio 1979, ma non esistono riscontri né per "Space Cruiser Yamato" o "Incrociatore Spaziale Galaxy" e neppure solo per "Yamato" o "Galaxy", che fa comparire solo il film "Galaxy Horror".
Ergo direi che nessun film con questi titoli venne mai proiettato nei cinema italiani.
Altra riprova è l'assenza del nullaosta censura del Ministero dello Spettacolo:

La casa editrice Salani si ritrovò con questo film in inglese, il bello è che non potevano sapere che in origine questa era una serie animata giapponese, da cui venne creato un film di montaggio di 145 minuti, da cui vene rimaneggiata una versione statunitense, quindi senza più riferimenti al Giappone, di 98 minuti.
A questo rimaneggiamento statunitense di un film di montaggio nipponico misero mani anche alla Salani, creando un ibrido italo-jappo-statunitense di raro caos, che quasi può rivaleggiare con il kaos (con la K) dei nostri film di montaggio degli anime...


Specifico che eventuali errori da qui in avanti saranno dovuti (anche) al fatto che io "Star Blazers" non riuscii mai a seguirlo regolarmente, e da adulto non l'ho ancora rivisto, quindi conosco il tutto a spanne.
Non avevo voglia di fare il confronto di ogni nome presente nel cartonato rispetto al film di montaggio statunitense del 1977 ("Space Cruiser Yamato"), alla serie vista in Italia (made in Usa) con titolo "Star Blazers" dall'autunno 1980 e alla versione originale nipponica, mi sono limitato a cinque personaggi dei buoni.
La Salani aggiunse un altro velo di confusione al disordine già in essere   ^_^
Se i rimaneggiatori statunitensi lasciarono il nome originale del capitano Okita, e sappiamo che in "Star Blazers" venne cambiato in Avatar, la Salani lo rinomino Robin. Stessa cosa per Yuki/Nova che divenne una scialba Mary... e per il Dottor Sado/Sane trasformato in un ridicolo Ippo...
Susumu Kodai/Derek Wildstar venne mantenuto nella versione del film Usa del 1977 in Jason Kodai, benché nel cartonato si possa leggere anche Jason Kodar... (refuso?)
Identica sorte per Daisuke Shima/Mark Venture, lasciato come Shane O'tole.
I nomi della versione statunitense del 1977 sono facili da comprendere ad un primo ascolto anche per uno come me poco avvezzo all'inglese.

Ho recuperato la versione statunitense del 1977 di "Space Cruiser Yamato", ma la sua lunghezza non è di 98 minuti, come quella proiettata al Festival della Fantascienza di Trieste nel luglio 1978, ma di soli 85 minuti. Mancano 13 minuti...
Il perché non saprei spiegarlo e neppure che fine fecero quei 13 minuti, ma è abbastanza chiaro che per confezionare questo cartonato usarono le immagini della versione da 98 minuti, in quanto alcuni disegni del cartonato non sono visibili nel film.
Può essere che qualcosa mi sia sfuggito, nonostante me lo sia guardato tre volte, ma alcune scene e quindi parte della trama, non sono proprio presenti nel film "Space Cruiser Yamato" di 85 minuti da me recuperato.

Ho scannerizzato tutte le 60 pagine del cartonato, in quanto lo trovo un documento interessante, che testimonia gli albori del successo dell'animazione giapponese in Italia, anche se probabilmente questo cartonato, mancando di un traino animato in televisione o al cinema, immagino non ebbe questo gran ritorno economico.
A queste scan ho affiancano la relativa immagine del film, con il minuto in cui appare (in alto) e la pagina corrispondente del cartonato (in basso), in qualche occasione mostro delle curiosità inerenti la scena.
A pagina 7 (qui sopra) c'è l'immagine introduttiva del cartonato, che corrisponde al minuto 23 e 34 secondi, appena dopo che la Yamato è uscita dalla base sotterranea.
Le modifiche operate dalla Salani furono di varie tipologie:
la posizione non in ordine cronologico delle immagini rispetto alla trama del film e del cartonato;
l'aver preso porzioni dell'immagine originale del film;
l'aver ingrandito delle immagini;
capovolgimento dell'immagine (un solo caso, forse un errore?);
modifica dell'immagine originale.

In pratica si può affermare che questo fu un "cartonato di montaggio" di un "film di montaggio"   ^_^

sabato 21 gennaio 2023

5 articoli del luglio ed ottobre 1978 + agosto 1979 sul lungometraggio "Space Cruiser Yamato"


Nel precedente post ho proposto una rassegna dei documenti del "nullaosta censura" del Ministero dello Spettacolo per i lungometraggi animati giapponesi dal 1961 al 1982, in quei 35 file non troverete quello che permise la proiezione del film animato nipponico "Space Cruiser Yamato", perché penso che non venne mai proiettato nelle sale del Bel Paese.
Gli unici italiani che poterono vedere "Space Cruiser Yamato" furono coloro che si recarono alle proiezioni del "XVI° Festival della Fantascienza di Trieste" tenutosi nel luglio del 1978.
Questi fortunati spettatori videro in anteprima le avventure di "Star Blazers" più di due anni prima di quello che potemmo fare noi bambini italici ed i nostri coetanei svizzero italici:



Nel 1977 in Giappone venne allestito un film di montaggio della prima serie "Corazzata Spaziale Yamato (Uchu senkan Yamato) della durata monstre (per i tempi) di 145 minuti (minuto più minuto meno). Sempre nel 1977 il lungometraggio viene adattato in inglese con la riduzione della durata ad 98 minuti. "Space Cruiser Yamato" partecipa anche al "Festival di Cannes" nel maggio del 1977.

Il successo senza precedenti di "Atlas Ufo Robot" in Italia probabilmente spinse alla scelta di "Space Cruiser Yamato" per "XVI° Festival della Fantascienza di Trieste".
Sulla stampa non si trovano molte informazioni su queste proiezioni di "Space Cruiser Yamato" del luglio 1977, ma qualcosa ho trovato:
Tra fantascienza e orrore, trapianti d'occhi in serie", di Fabio Pagan - "Il Piccolo di Trieste" 10 luglio 1978 
"Fantascienza per bambini" - Libertà 11 luglio 1978 
"La Terra ha i giorni contati" - "La Sicilia" 16 luglio 1978
“Space Cruiser Yamato” - “Cinema, mensile di attualità cinematografica: speciale fantascienza” n° 5 ottobre 1978
"L'incrociatore spaziale" - "Perry Rhodan" n° 43 1 agosto 1979

Ma quale versione venne proiettata?
Senza dubbio quella in inglese della durata circa di 98 minuti, lo affermo con certezza in quanto la durata è riportata nell'articolo della rivista  “Cinema, mensile di attualità cinematografica: speciale fantascienza” dell'ottobre 1978. Ho recuperato solo una versione, sempre in inglese, di soli 85 minuti (vedasi l'immagine sopra), quindi mancherebbero 10 minuti.
Come reagirono i (pochi) spettatori italiani di "Space Cruiser Yamato"?

Tra fantascienza e orrore, trapianti d'occhi in serie", di Fabio Pagan - "Il Piccolo di Trieste" 10 luglio 1978 


L'articolo de "Il Piccolo di Trieste" sul Festival di Fantascienza di Trieste dedica poche righe a "Space Cruiser Yamato", che comunque ne testimoniano la proiezione.

Edit del 22 gennaio 2023:
Aggiunto un quinti articolo che ieri avevo dimenticato di inserire, la testata è quella di "Perry Rhodan", il  n° 43 del primo agosto 1979. 
Ipotizzo che la casa editrice fosse la medesima, in quanto l'articolo è pressoché identico, se non appena più lungo, posso immaginare che nella prima stesura dell'ottobre 1978 dovettero tagliare qualche riga per motivi di spazio.

domenica 18 dicembre 2022

"Star Blazers, guerre stellari a fumetti con il Capitano Nemo" + 12 articoli sulla rete distributiva dei programmi - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" n° 71 novembre 1980


In un precedente post che aveva come focus il circuito distributivo di programmi "Telemond" c'era un articolo ("Al pomeriggio faranno Marameo") in cui, a proposito dell'anime "Star Blazers", si accennava al numero precedente di "Millecanali", infatti nel numero 71 del novembre 1980 c'è uno scritto sulla serie animata fantascientifica nipponica, ma non solo. Essendo il primo numero in cui la redazione di "Milleanali" inaugurava la rubrica sui programmi tv furono pubblicati ben 12 articoli sui distributori di programmi, i network e alcuni singoli programmi:
Che la festa cominci, come e perché da questo numero parliamo di programmi;
Quarantamila ore in vendita (al mese);
Chi sono e come cercarli (i distributori di programmi);
Il marchio di Reteitalia;
Un circuito tricolore;
La torre dei Torazzi;
E poi c'è il distributore dei distributori;
Produzione italiana. Non c'è; ma quella che c'è è brutta, eppure...";
Segnalazioni : Lou Grant;
Segnalazioni : Il Faraone;
Segnalazioni : Ora zero e dintorni;
Segnalazioni : Star Blazers, guerre stellari a fumetti con il Capitano Nemo;
Segnalazioni : Il pirata

Avendo in mio possesso materialmente questo numero, e non fotocopie come per quasi tutti gli altri "Millecanali", ho inserito tutti gli articoli, mentre dai numeri di "Millecanali" che ho consultato in emeroteca non ho potuto fotocopiare tutto, in quanto avrei impiegato troppo tempo, limitandomi agli anime e alla rete distributiva dei programmi (vedi numero 72 del dicembre 1980 linkato sopra).
Come ho già scritto in altre occasioni la consultazione di una rivista come "Millecanali" è indispensabile per chiunque voglia anche solo capire il periodo del "far west televisivo" delle tv private locali, ma anche il momento successivo in cui sono nati i primi network privati fino al monopolio Fininvest.

La redazione spiega bene la motivazione che li spinse ad pubblicare quelle che oggi sono inestimabili informazioni.



Preciso che, come si può vedere dal numero di pagina in basso, lo scritto era il penultimo di quelli mostrati, ma lo inserisco come primo.
Rispetto ad un articolo di una rivista con i programmi televisivi come "TV Sorrisi", su "Millecanali" la redazione si occupava anche delle questioni di acquisto della serie e degli sviluppi del merchandising.
Viene esplicitato che noi vedemmo la versione statunitense della "Corazzata Spaziale Yamato", anche se penso che lo spazio per gli spot fosse già quello nipponico a metà episodio.
"Star Blazers" mi piaceva, ma non riuscì a seguire moltissimi episodi (é tra le serie che vorrei (ri)vedere da adulto), quindi non comprendo bene in che modo la serie nipponica strizzasse l'occhio a "Il Signore degli anelli" di Tolkien.
Si noti che un paio di vote si tira in ballo Mazinga come paragone negativo, si vede che si era ancora reduci dallo tsunami mediatico della primavera 1980 contro i cartoni animati giapponesi ed in particolare contro le serie robotiche.
Per certo posso affermare che il gioco in scatola di "Star Blazers" non era per nulla un "gioco dell'oca spaziale:

L'articolo accenna anche alla trasmissione in contemporanea sulla televisione della "Svizzera Italiana", dove io lo seguivo saltuariamente.
Qui sotto ho smezzato le due colonnine per renderle più leggibili.

sabato 19 giugno 2021

"Star Blazers ... sos ... ai lanceri dello spazio" - Mondadori Giochi (1980) + prima trasmissione di "Star Blazers sulla "Svizzera Italiana" da "Gazzetta Ticinese" del 13 novembre 1980


Gioco in scatola mai visto da nessuna parte in quel periodo, ma neppure sul web, mi ha sorpreso esistesse. "Star Blazers" mi piaceva molto, ma non lo riuscì a seguire mai continuativamente, troppe cose da vedere   ^_^
La confezione è datata 1980, considerando che venne mandata in onda per la prima volta nel novembre 1980, direi che il gioco venne pensato e messo in vendita per la notorietà acquisita sul canale estero della Svizzera italiana, ma è una mia ipotesi.
Leggendo il regolamento la trama dell'anime non solo venne rispettata, a differenza di tanti altri giochi in scatola ispirati ai cartoni animati giapponesi, ma trasposta in un meccanismo ludico che rappresentava al meglio la missione della Yamato: 
raggiungere il pianeta Iskandar e tornare sulla Terra entro un anno, i combattimenti erano secondari, necessari solo per il compimento della missione primaria.

E come nel cartone anche nel gioco in scatola il tempo scorre, tenuto in settimane (ergo 52, ma in 26 mosse massimo), la Yamato, affiancata da due navi spaziali (unica modifica della trama animata), deve arrivare dall'altra parte del tabellone, evitare le tre ammiraglie spaziali di Gamilon e tornare sul pianeta natio morente prima che la vita su di esso scompaia. 
Chi impersonava Gamilon, invece, aveva come compito di impedire la missione della Yamato.
Due tipologie di armi (non con munizioni infinite) a disposizione dei due schieramenti, che permettevano strategie di gioco differenti.
Tabellone con zone non attraversabili (asteroidi) e zone che permettevano di accorciare il percorso (limite della quarta dimensione). 
Regolamento quasi del tutto chiaro, solo un paio di punti non immediatamente comprensibili.
Tra l'altro la Yamato era presente con un profilo di plastica su cui venivano incolla ti i due adesivi, la nave era lei, solo gialla. In tanti altri giochi i segnali erano desolatamente anonimi...
Pur non avendoci mai giocato direi che fosse un bel gioco in scatola.

Edit del 20 giugno 2021:
Avevo dimenticato di linkare un sito in lingua inglese in cui sono riportati sia questo gioco della Mondadori che quello nipponico:



Tra l'altro il giudizio sul gioco italiano non è entusiasmante, si vede che gli estensori sono più fan di me dell'anime  ^_^




La prima visone di "Star Blazers" venne effettuata dal canale della Svizzera Italiana dal novembre 1980. La fonte qui sopra proviene dalla "Gazzetta Ticinese":

Per il primo episodio non è specificato fosse l'inizio della serie, ma il giorno dopo è precisato essere il "2. episodio", quindi direi che non ci sia dubbio che la serie cominciò giovedì 13 novembre 1980 alle ore 18,50 che è giusto l'orario in cui ricordo che la vedevo.
Il problema era che in quella fascia c'era l'inferno di cartoni animati giapponesi trasmessi su millemila canali diversi contemporaneamente  ^_^



Il tabellone è diviso in esagoni, molto moderno per il periodo, in alto ci sono i numeri delle settimane che segnano lo scorrere del tempo, su cui posizionare e spostare ad ogni turno il segnalino con il pianeta, che forse rappresenta una Terra pulita/inquinata.
In alto a destra la partenza delle forze terrestri, con a capo la Yamato (più due vascelli di supporto).
In alto a sinistra Gamilon (scritto Gamilus) con i tre esagoni da cui partono le tre navi spaziali del Supremo Desslock..
In basso a sinistra il pianeta Iskandar (scritto Iskadal), in mezzo l'infinito spazio siderale.
Mi pare di notare che i colori e i disegni del tabellone che vogliono riproporci l'universo siano stati scelti per assomigliare a ciò che si vedeva nel cartone.

martedì 27 settembre 2016

Telepiù N° 31 dal 18 al 24 ottobre 1980 - Articoli su: Candy Candy; Star Blazers; Danguard; Gackeen; Doppiatrici di Candy Candy, Peline, Charlotte


Questo numero di Telepiù è il più ricco di articoli sugli anime di tutte le riviste in mio possesso. Non solo ospita la signorina tutte lentiggini in copertina, ma le dedica ben due articoli, uno è incentrato su un concorso della rivista, ma l'altro è una vera e propria anteprima della seconda serie:
"Il suo fidanzato non è più un miraggio - La seconda serie di Candy Candy" di Roberto Valentini.

Inoltre si riparla di Candy Candy nella pagina delle "Tele Proteste", in cui una giovane fan si lamenta che invece della nuova serie le rifilarono la replica della prima:
"Delusa per Candy"

Sempre nella pagina delle "Tele Proteste" sono chiamati in causa Danguard e l'ape Magà:
"Danguarda bruscamente interrotto"
"Non c'è solo lape Magà"

C'è un articolo di anteprima su "Star Blazers", messo a confronto con gli anime robotici:
"Una lancia spezzata contro gli Ufo-Robot - Arriva sulle TV locali il cartone animato Star Blazers"

Un altro articolo lascia spazio alle doppiatrici Laura Boccanera, Roberta Paladini e Paola Del Bosco:
"Le bambine parlanti - La voce di Candy e delle sue sorelline Peline e Charlotte" di Roberto Valentini.

Infine nella prima pagina dei palinsesti televisivi c'è un breve trafiletto per annunciare l'avvento di un nuovo eroe robotico:
"Si chiama Gackeen l'ultimo super robot"

L'articolo di anteprima su Candy Candy immagino stimolò la curiosità delle bambine in maniera esagerata, e credo che ne deluse parecchie, in quanto sembra prospettare un ricongiungimento con Terence.
Meno gossipparo l'articolo su Star Blazers, in cui non si accenna mai che questa sia un'altra opera di matrice nipponica, mentre si può leggere del grande successo della serie avuto negli Stati Uniti.
Da tutti questi articoli si può trarre la considerazione che la redazione di Telepiù, con intensità maggiore rispetto alle altre riviste televisive, decise di puntare sui fan dei cartoni animati giapponesi. Basta consultare i primi tre numeri cronologici di Telepiù che ho scannerizzato, dove in due su tre ci sono articoli sugli anime, e questo vale anche per altri numeri in mio possesso.





Per prima ecco la pagina con la mini anteprima su Gackeen, sono poche righe, ma dimostrano l'attenzione della rivista verso gli anime, e il mostruoso interesse che i bambini e le bambine del periodo riservavano agli eroi nipponici.
Mentre per Candy Candy e Star Blazers la redazione riporterà informazioni più che corrette, su Gackeen, nonostante la stringatezza, riescono a cannare tutti i nomi  >_<
Il Dottor Gategsu, invece che il Dottor Kazuki.
La figlia perde il cognome (errato) paterno per acquistarne uno a caso, Mai Kagetsu...
Infine il protagonista maschile diventa Takern Hajo, invece che Takeru Hojo, ma qui quasi ci avevano azzeccato  ^_^
Ok, lo si poteva guardare sul circuito della SEPI, ma se poi non specificate quali siano le emittenti del gruppo...
Da ricordare che "Gackeen il robot magnetico" venne interrotto alla 26esima puntata, io lo vedevo su TeleRadioCity, e dato che non la captavo molto bene non mi accorsi del fattaccio. Faceva solo parte di quelle numerose serie che avevi iniziato a guardare, magari ti attiravano pure, ma non eri riuscito a vederle per intero.
Curioso il fatto il trafiletto specifichi proprio che la serie è di 26 puntate, mentre in totale erano 39, mi sorge il dubbio che furono acquistate solo le prime 26 e basta, facendole passare per una serie intera.

domenica 8 febbraio 2015

Raccolta delle cianografie del film "Addio Yamato" - 1978



Questa pubblicazione contiene la "raccolta dettagliata dei disegni schematici" (traduzione letterale del titolo) dei mezzi del film "Addio Yamato" ("Saraba Uchū Senkan Yamato Ai no Senshitachi"). Ben 16 cianografie di ottima fattura, anche per un adulto(?) del 2015, ma che per un bambino del 1978 dovevano essere qualcosa di stupendamente inimmaginabile.
Questa raccolta anticipa di ben tre anni una simile sul Gundam ("Gundam Manual"), di maggiore qualità e a colori, a dimostrazione che in Giappone deve esistere un apposito filone editoriale composto da cianografie degli anime robotico-fantascientifici, roba da otaku ante litteram :]
Ovviamente il testo è tutto in giapponese, ho comunque scannerizzato la parte scritta, chi ne ha la possibilità potrà leggerselo, noi altri a secco di ideogrammi ci limiteremo ad apprezzare la perfezione grafica delle astronavi.
Personalmente, come tanti altri appasionati, sono contrario agli adattamenti che stravolgono i contenuti originali di un anime, una delle poche eccezione è proprio Star Blazers/Yamato. L'adattamento statunitense che vedemmo da bambini, per quanto pieno di inesattezze, ci fece apprezzare una serie più unversale, senza il nazionalismo/revisionismo storico soft della serie animata e non solo. Quando ho visto il film live del 2010 sono rimasto inorridito nel sentire che l'equipaggio affermasse che la Yamato varata nel 1940 fu uno strumento di pace... son piccole cose, ma un bambino giapponese di oggi crescerà convinto che l'incrociatore da guerra Yamato fu costruito per portare la pace, se non è revisionismo storico questo...
Preferisco pensare che quella mostrata in queste bellissime cianografia sia la Star Blazers ^_^
L'indice delle cianografie, per chi lo sa leggere :]