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venerdì 10 luglio 2026

Attraverso le nuvole, Hayao Miyazaki e l'immaginario giapponese

 


TITOLO: Attraverso le nuvole, Hayao Miyazaki e l'immaginario giapponese
AUTORE: Cinzia Catena
CASA EDITRICE: Edizioni Neverend
PAGINE: 149
COSTO: 18 
ANNO: 2026
FORMATO: 2 0cm X 13 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791282332088


Anche questo è un libricino fresco di stampa, di una casa editrice abbastanza nuovo che si cimenta per la prima volta nella tematica animazione giapponese.
Il saggio vuole evidenziare la capacità di Hayao Miyazaki di creare nei suoi lungometraggi animati dei mondi coerenti, in cui lo spettatore non resta spiazzato dalla presenza di elementi avulsi dal senso della trama, per quanto fantasiosa essa possa essere.
Vengono analizzati tutti i film del regista nipponico sotto la lente specifica della "narratologia" (che mi è sconosciuta).
Solo i primi due capitoli sono mini introduzioni a quelli successivi inerenti i film.
Il primo è una brevissima biografia di Miyazaki.
Il secondo spiega brevemente le figure di mostri/demoni giapponese: yokai; bakemono; oni; yurei.
Non sono presente le sinossi dei film analizzati, quindi se non si conoscerà la trama, si capirà poco del contenuto esposto.
Ogni capitolo dei film effettua delle analisi che per me sono difficili da valutare, le ho trovate anche interessanti, ma non sarebbe possibile darne conto scritto.
L'indice non riporta i singoli paragrafi di ogni capitolo, quindi, quello che posso al massimo fare, è inserire i titoli dei paragrafi con tra parentesi a quale personaggio/entità/luogo si riferisca.
Lo scritto contiene le elucubrazioni personali dell'autrice, che in quanto tali sono opinabili (per esempio il parallelismo tra Lupin III e i tengu), ognuno dovrà valutare in base alle proprie conoscenze.
A me è parso che più di un'analisi sulla coerenza dei mondi creati da Miyazaki, il saggio contenga la spiegazione dei film da parte dell'autrice in rapporto quasi sempre alla cultura giapponese (folklorereligionistoria; sociologia). Sono presenti anche gli ideogrammi di alcuni termini, forse l'autrice è una nipponista?
Qualche volta i concetti espressi sono stati per me un po' astrusi, ma per altri magari non lo saranno.
L'unica eccezione alla mia scelta di inserire solo i titoli dei paragrafi sarà un brevissimo commento al decimo capitolo su "La città incanta".
Nei libri italici lo spirito che divora tutto viene normalmente chiamato "Senza volto", mentre alle pagine 82 e 83 viene citato con termine inglese "No Face", però poi a pagina 88 lo si chiama con il nome nipponico "Kaonashi" (scan qui sotto).
A pagina 91 si cita lo "spirito della cascata/okusare-sama", perché a pagina 81 ne si accenna col nome "Spirito del fiume"? A pagina 83 si ribadisce "Spirito del fiume" con tra parentesi "Stink Spirit".
Perché non viene usato il medesimo nome sempre?
L'uso di nomi non sempre usuali per lo spettatore italiano, l'ho notato anche in altri punti del libro, ma in questo capitolo risaltava di più.



Di seguito i titoli dei singoli paragrafi con tra parentesi il personaggio/tema/entità a cui si riferiscono, se non già chiaro nel titolo stesso. 
Ovviamente bisognerebbe avere un po' di dimestichezza con i termini nipponici che identificano i vari personaggi di miti, folklore etc. oppure andarseli a cercare on line per capire a cosa ci si riferisca.

Capitolo 3 Il castello di Cagliostro:
Il castello come mondo narrativo; Clarisse la principessa (Taketori monogatari); Lupin un tengu moderno; Duca, oni.

Capitolo 4 Nausicaa nella valle del vento:
La foresta tossica; Ohmu (kami); Tatari-gami (ohmu).

Capitolo 5 Laputa castello nel cielo:
La città perduta; Magatama (la pietra azzurra di Sheeta); Guardiani shintoisti, golem gozzuki (il robot di Laputa); Tennyo (Sheeta).

Capitolo 6 Il mio vicino Totoro:
La soglia, la casa limite; Totoro come kami; Susuwatari (nerini) come zashiki-warashi; Bakeneko ( il Gattobus).

Capitolo 7 Kikiconsegne a domicilio:
La città; Miko (Kiki); Shikigami (Jiji).

mercoledì 8 luglio 2026

Catalogo giocattoli Upim - Natale 1980



Questo è il quinto catalogo di giocattoli afferente gli articoli per bambini/ragazzi che si potevano comprare alla "Upim", catena di grandi magazzini che è scomparsa, per come la vissi io, come è scomparsa la "Standa"...




A parte quello del 1970, allegato al "Corriere dei Piccoli", gli altri tre sono molto ravvicinati nel tempo e tutti del periodo natalizio, mancava proprio il catalogo di Natale 1980, colmo la lacuna con questo post.
Di critiche me ne porto in saccoccia parecchie, alcune giuste (tutto quello che riguarda grammatica, sintassi e refusi), altre le trovo ingenerose, ma almeno mi si riconosca la costanza   ^_^
Dove altro si trova sul web un numero così alto di cataloghi di giocattoli di varie catene (Standa, Upim, Rinascente, etc.), marchi (Mattel, Clementoni, Editrice Giochi, etc.) e distributori (DAG, CID GIG, La Giraffa etc.)?

Con questo catalogo del Natale 1980 propongo una panoramica di articoli dal 1978 al 1981, tutti in vendita nel medesimo grande magazzino e sempre a Natale.
Un buon modo per sincerarsi di cosa venne messo in commercio, quanto lunga era la vita di un giocattolo ai tempi e pure col prezzo. Tanto per potersi sincerare quanto l'inflazione anni 70/80 incidesse nel budget familiare dei doni natalizi.



Devo dire che questo catalogo non è che mi abbia entusiasmato molto, anche le pagine non sono tantissime, 32 pagine.
Pochi giochi in scatola, poco materiale derivante dai cartoni animati giapponesi, non si sprecarono molto.

lunedì 6 luglio 2026

Greatest Hits I Cavalieri del Re - Vinile 33 giri


A metà giugno Riccardo Zara ha presentato questo LP nel (nuovo) negozio della "Yamato Video", con annesso firmacopie e penso intervista/conferenza stampa.
Causa caldo ed eventuale ressa (presentazione di pomeriggio...), e la ressa aumenta il caldo e viceversa, non ci sono andato, anche perché non sono un accumulatore seriale di autografi, di tante altre cose si (lo si vede da questo blog...), ma degli autografi non mi interessa nulla.
Ero interessato più che altro al booklet, però non è che ci sia qualcosa di particolarmente unico.
E' ovvio che se si è un collezionista di vinili delle sigle degli anime, l'acquisto può anche essere obbligatorio, in caso contrario, da valutare.
Il prezzo è di 25 euro, non essendo un habitué dell'acquisto di dischi nuovi, non saprei dire se sia un costo alto, basso oppure in media.
Non starò qui a questionare se si sarebbero potute mettere altre sigle non presenti al post di alcune che sono state inserite, sono valutazioni basate anche sui gusti. Per esempio del lato B io gradisco solo la traccia 2 e 3.
Qui sotto il retro della custodia.


domenica 5 luglio 2026

"Your Name" Background Art Collection



TITOLO: "Your Name" Background Art Collection 
AUTORE: 
CASA EDITRICE: Dynit
PAGINE: 208
COSTO: 24,90
ANNO: 2026
FORMATO: 21 cm X 30 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788833557373

Nei decenni ho comprato chili di materiale editoriale giapponese anche per poter vedere belle immagini di serie e/o  lungometraggi animati in art book nipponici, e poi ne viene pubblicato uno in italiano e non lo compro?   ^_^
Mi lagno dei teorici saggi stracolmi di inutili immagini, e poi viene pubblicato un libro strapieno di immagini nel suo giusto contesto di art book e non lo compro?  ^_^

Quindi l'ho comprato  :]
Nel 2021 la "J-POP" aveva pubblicato  Your Name - The official visual guide, che conteneva anche scritto, si vede che il film di Makoto Shinkai deve avere una solida base di fan qui in Italia, anche perché la versione nipponica di questo art book è del 2016, se non ho male interpretato le date a fine libro. 

Il bel volume consta di 208 pagine (non le ho contate, mi son fidato delle info web) contenenti ben 236 (le ho contate! non "circa 220" come si legge on line, sono 236!) tavole di sfondi visibili nel film, la gran parte di queste sono a piena pagina, un certo numero di grandezza inferiore.
Le immagini sono bellissime.
Ovviamente tutte le didascalie e i brevi approfondimenti finali sugli autori sono in italiano.
Il volume ha una custodia in cartoncino leggero dove inserire il libro, in modo da preservarlo nel tempo.
Quella sopra è l'immagine della custodia (ed ovviamente il retro è visibile nell'ultima immagine di questo post).
Quella qui sotto è la copertina del volume.


sabato 4 luglio 2026

L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti

 



TITOLO: L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti 
AUTORE: Gatta, Carolina Giangrandi, Benedetta Manfredi 
CASA EDITRICE: L'Asino d'oro edizioni
PAGINE: 237
COSTO: 15 
ANNO: 2026
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788864437934


Forse un paio di mesi addietro (o più) ho scoperto che era in uscita questo saggio, mi sono appuntato la data di pubblicazione e l'ho comprato appena disponibile, visto che tratta una tematica interessante ed attuale:
il rapporto tra gli adolescenti italiani e manga/anime

Quindi l'ho comprato totalmente sulla fiducia, e alla fine devo dire che è stato un buon acquisto, una lettura interessante, seppur contenente qualche occasionale errorino ed un errorone  ^_^
Quando ho avuto in mano il libro ho scoperto che è stato scritto da tre psicoterapeute infantili, quindi conoscitrici del target adolescenziale.
Sinceramente ho temuto che lo scritto fosse illeggibile (per me), se non per un loro collega, invece tutto il libro è comprensibilissimo, nessun astruso termine psichiatrico e/o concetti che necessitano di aver frequentato qualche corso universitario di psicologia infantile o adulta  ^_^
Devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato (ormai mi capita raramente di essere preso bene da una lettura), iniziato stamattina presto e finito in mattinata, quini non posso altro che consigliarlo.
Ovviamente mi ha catturato il sottotitolo, "come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti",
anche se gli adolescenti odierni non sono stati i primi in assoluto ad essere conquistati dagli anime (non i manga che ancora da noi non esistevano). Ai tempi si chiamavano "cartoni animati giapponesi", ma nel 1978 conquistarono per primi i bambini e gli adolescenti di quel tempo.
Da notare che una volta gli psichiatri/psicologi erano, quasi sempre, i pubblici ministeri contro i cartoni animati giapponesi/anime/manga, oggi ne riconoscono l'utilità per lo sviluppo emotivo degli adolescenti.
Beh... qualcosa è pur migliorato dal 1978 ad oggi   :]

Essendo il saggio dedicato ad adulti che vogliono capire perché i ragazzi leggono manga e vedono anime (ma loro non vedevano anime e leggevano manga quando erano ragazzi?), e magari questi adulti sono poco avvezzi al mondo giapponese, questo primo capitolo (ma anche il secondo) funge da breve spiegazione.
E' arduo dare una veloce infarinatura su un tema specifico, si rischia di essere troppo superficiali e/o di omettere qualcosa di importante.
A grandi linee mi è parso che l'esposizione colga l'obiettivo, nonostante la brevità, pur con qualche piccolo grande errore  :]
Sarà anche una piccolezza (non per me), ma a pagina 35 il padre di Madamigella Oscar passa da generale a Conte... stiamo parlando della sacra "Lady Oscar", non di "Julie rosa di bosco"  :]
Con il secondo paragrafo si passa alla storia di manga ed anime in Italia: approdo, reazioni, stampa, polemiche, censure etc.
Di seguito sarò un po' cattivello, ma solo perché son tematiche che tratto usualmente   ;)




A pagina 41 c'è quello che ad inizio post ho battezzato come "errorone" e riguarda l'ormai stra dibattuto motivo per cui "Goldrake" venne titolato "Atlas Ufo Robot", con quel "Atlas" iniziale che per le tre autrici è ancora dovuto ad un equivoco linguistico causato da una ignoranza del francese da parte dei dirigenti Rai, che non compresero il significato della scritta "Atlas" sulla brochure francese di "Goldrake".
In "C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv e il mercato del giocattolo in Italia - tomi 1 e 2" è ben spiegato dalla dirigente "Rai" Paola De Benedetti, che si occupò direttamente della messa in onda di "Goldrake", che quel "Atlas" fu lasciato volontariamente per il suo valore esotico, visto che lei il francese lo conosceva bene (ai tempi dell'intervista a Nicora viveva a Parigi).
A pagina 42, dove termina la questione "Atlas", per questo motivo si taccia di "superficialità nell'approccio al materiale originale" i produttori della "Rai", solo che loro il francese lo sapevano.
Capisco che le tre autrici facciano un altro lavoro, ma in tre farsi scappar questa topica, mi è parso un pelino grave.
Altra piccola questione è la data tra parentesi posta di fianco al titolo "Atlas Ufo Robot", cioè il 1978, quando in altri punti del saggio la data tra parentesi indica la data di produzione nipponica.
Perché 1978? "Ufo Robot Grendizer" è del 1975.
Sempre a pagina 42 si afferma che nel 1978, oltre a "Goldrake" vennero comprati "Heidi" e "Barbapapà".
Solo che "Goldrake" venne comprato nel 1977.
"Heidi" venne trasmesso dal 7 febbraio 1978, due mesi prima di "Goldrake", quindi non venne acquistato nel 1978.
Infine i "Barbapapà" non poterono essere acquistati nel 1978, visto che vennero trasmessi fin dal gennaio 1976:

venerdì 3 luglio 2026

L'universo di Hayao Miyazaki - Ispirazioni, influenze e magia dei suoi capolavori



TITOLO: L'universo di Hayao Miyazaki - Ispirazioni, influenze e magia dei suoi capolavori
AUTORE: Nicolas Rapold
CASA EDITRICE: Apogeo
PAGINE: 223
COSTO: 28 
ANNO: 2026
FORMATO: 26 cm X 22 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788850339686



Che tipo di libro/volume è questo?
Molto bello materialmente, copertina rigida e grande formato.
A chi è indirizzato?
Secondo me potrebbe essere un bel regalo per una persona interessata, ma non informata, riguardo al mondo di Miyazaki.
Non è un libro per qualcuno che vuole apprendere qualcosa di più rispetto ai saggi più seri pubblicati in Italia fino ad oggi.
L'approfondimento è scarsino a causa della moltitudine di immagini, chi (per sua sfortuna) legge questo blog è a conoscenza della mia allergia ai libri strapieni di immagini.
Se voglio tante immagini di un regista, autore o di una serie/film specifico, mi compro un art book, non un teorico saggio.
Delle 223 pagine totali, ben 112 pagine contengo solo immagini a pagina piena, cioè zero scritto, a cui vanno aggiunte altre moltitudini di immagini piccole e medie.
In pratica, su 223 pagine totali del volume, solo circa 60 (son stato largo) sono di scritto, tenendo conto che il libro è (sarebbe) impaginato con tre colonne a pagina.

Ogni capitolo contiene quattro paragrafi che dovrebbero illustrare quella specifica tematica, ma qualche volta è lo stesso autore ad essere andato, a mio avviso, un po' OT. 
Oppure in fase di traduzione c'è stato qualche fraintendimento o qualche refuso di troppo.
Ultima opzione, ma non da escludere a priori, io non ho capito bene cosa intendesse trattare l'autore in alcuni capitoli   :]
L'autore è il critico cinematografico statunitense Nicolas Rapold e nella sua introduzione racconta che quando vide il primo film di Miyazaki, volle poi vederli tutti, ma quindi, quando vide il primo film? Data? Quale film? Era appena stato prodotto? Lo vide anni dopo?
Perché se vide come primo film il primo film di Miyazaki in assoluto (Il castello di Cagliostro), non poté poi vederli tutti, perché non esistevano... quindi, quando Nicolas Rapold scoprì i film di Hayao Miyazaki?
Mistero   ^_^
Il dubbio è che il critico cinematografico, quindi di certo un esperto del settore, abbia scoperto l'autore nipponico un po' in ritardo rispetto alla media, e da quel momento ne sia diventato un esperto.
Mi sorge il dubbio di veder replicarsi ciò che ho letto nei due libri del duo Michael Leader e Jake Cunningham:


Cioè uno dei due giovani autori di cui sopra, manco conosceva lo "Studio Ghibli" finché l'altro non gli fece vedere qualche film, e poi io mi son ritrovato a leggere il duo di esperti, io che ho iniziato a vedere i film di Miyazaki e Takahata fin da bambino, pur non sapendo chi loro fossero...
Non sono riuscito neppure a capire che età abbia Nicolas Rapold, così, tanto per capire da quando la sua grande passione per Miyazaki sia nata e quanto lui l'abbia interiorizzata così tanto da scrivere questo volume.
La domanda a cui il libro vuol rispondere è: cosa serve per creare i mondi di Miyazaki? 
Chi leggerà il libro potrà valutare se l'autore abbia risposto alla sua stessa domanda.

Essendo una traduzione di un libro non italico, non vi si ritroverà mai accenni alla trasmissione, proiezione e pubblicazione di materiale italiano, inoltre in lingua anglosassone molte opere di Miyazaki sono giunte dopo che in Italia oppure ancora mancano. Quindi la visione dell'autore non può essere pari alla nostra.

Qui sotto metto un paio di scan per mostrare quanto sia sacrificato lo scritto.


martedì 30 giugno 2026

"Aquile" di "Spazio 1999" presenti nel fumetto "Nello spazio profondo" da "Il Giornalino" n° 37 del 17 settembre 1978


A marzo avevo fatto due post sulle pubblicità presenti ne "Il Giornalino" dell'annata 1978:


Nel passare in rassegna tutti questi numeri mi sono accorto che in un fumetto del n° 37 del 17 settembre 1978, dal titolo "Nello spazio profondo", disegnato da Renato Frascoli (Taner) e sceneggiato da Mario Bernava, campeggiano tre belle "Aquile" di "Spazio 199"  ^_^
Non conosco le opere dei due autori, da quello che ho letto per questo post sono due importanti professionisti, mi è parso curiosa questa "citazione", non sono simili alla struttura delle "Aquile", sono proprio loro   :]
L'altra astronave, quella grossa, non mi pare sia anch'essa una "citazione", ma non conosco a memoria tutte le astronavi di fumetti, telefilm, cartoni animati e film  ^_^
Magari qualcuno più ferrato di me nel fumetto in generale ed in quello italiano in particolare, potrà integrare qualche informazione in più.

Qui sotto la copertina del numero in questione

lunedì 29 giugno 2026

La censura mediatica contro Shingo Tamai e soci continua imperterrita ed impunita... parte 2


Son passati quattro anni, cioè lo scorso Mondiale di calcio, ma quello che era valso per Germania vs Giappone del 2022 si è ripetuto per questo torneo del 2026 per "Brasile vs Giappone".
Tutti citano i bimbiminkia di "Holly e Benji" e nessuno si ricorda del primo cartone animato giapponese sul calcio in assoluto ed il primo arrivato in Italia: 

Sia chiaro, come per l'incontro di quattro anni addietro è più che sensato tirare in ballo "Capitan Tsubasa", visto che nell'anime la nazionale nipponica gioca contro sia la Germania che il Brasile, battendo pure la prima e si spera pure la seconda.
Quello che mi scoccia è che Shingo Tamai e soci, che avrebbero massacrato sia fisicamente che tecnicamente i finti surrogati animati, non vengano mai citati...
Non mi è stato possibile leggere tutti gli articoli, alcuni sono a pagamento (o almeno il mio browser non me li fa leggere), però, almeno nei titoli, non c'è mai traccia di coloro che fecero conoscere il gioco del calcio ai bambini giapponesi negli anni 60 e 70 e che poi fecero sognare noi bambini italiani appassionati di calcio: essere Shingo Tamai era la massima spirazione di chiunque   :]

E almeno Shingo Tamai e soci non giocavano in barba alle norme a tutela della salute dei calciatori e dei ragazzini...


Seguono altri desolanti screenshot di quotidiani asserviti  al potere mediatico dei bimbiminkia...

domenica 28 giugno 2026

6 annunci della trasmissione dei "Superboys" da agosto a settembre 1982

 


Ho pensato di cavalcare un po' la febbre del mondiale di calcio, oltre ai due post sul "Subbuteo" (link 1 - link 2) e a quello sul vinile dei "Superboys", mi pare il caso di riesumare i brevi scritti che ne annunciarono la messa in onda su "Italia 1" tra l'agosto e il settembre del 1982.
Quella visione televisiva non penso fu la prima in assoluto, perché io li vidi per la prima volta su "Milano TV", che non fece mai parte del circuito di "Italia 1". E di certo non comparirono per la prima volta all'interno di "Bim Bum Bam".

Edit del 3 luglio 2026:
Inserisco un paio di link a miei post per confermare che la serie fu trasmessa qualche mese prima della visione fininvestiana:


Il primo articolino di lancio in anteprima è quello qua sopra:
"Arrivano i Superboys" - "La Gazzetta del Mezzogiorno" 6 agosto 1982

La squadra passa dall'essere giapponese a yankee, il protagonista da Shingo Tamai a Soccer Boy, questi errorini si trascinarono per tutti e sei gli scritti che mostro. Posso immaginare (o forse l'ho letto da qualche parte) che la brochures di accompagnamento della serie riportasse già questi errori, ma vado ad intuito.



Il 2 agosto tocca a "La Notte":
"Ragazzi: tra le novità il calcio a cartoni animati", di M. R.  "La Notte" 23 agosto 1982

Stavolta c'è pure il disegno Dio del calcio Shingo Tamai, ma la squadra resta statunitense.


"Fanta film a Trieste: un cartoon spaziale dai creatori di Heidi", di Attilio Giovannini - "La Notte" 12 luglio 1978


Tra le due o tre cose che posso permettermi di accreditarmi come scoperta, penso ci siano gli articoli sulla proiezione del lungometraggio (di montaggio) "Space Cruise Yamato" nel luglio 1978 al "XVI° Festival Internazionale del film di fantascienza".
Forse anche la proiezione stessa di questo film dovrei averla riesumata io dal totale oblio, ma potei sbagliare, in quanto non ho in mente tutto quello che ho letto e/o è stato scritto dagli anni 90 in poi  ^_^
Nel tempo ho postato più articoli su questa proiezione di questa versione della pellicola che credo nessuno vedrà mai più, chissà dove sarà finita quella copra del film....




In molti di questi scritti il lungometraggio "Toei" è solo brevemente citato, più per il successo dei suoi due cugini televisivi "Heidi" e "Goldrake" che per il film in sé stesso. Non mancano anche recensioni del film, ma in articoli specifici, quando l'argomento sono i film proiettati quel giorno al festival di Trieste, "Space Cruiser Yamato" racimola poche righe.
Anche in questo caso il giornalista Attilio Giovannini de "La Notte" non si dilungò molto, dovendo dare contro anche degli altri film in concorso.


"Nel film giapponese proiettato domenica, "Incrociatore spaziale Yamato", tale situazione è completamente invertita: sono i terrestri che, grazie all'eroismo degli astronauti della Yamato, si liberano dal pericolo di contaminazione incombente su di loro.
Il film, interamente a disegni animati, è opera della stessa equipe che ha realizzato Heidi, la serie televisiva programmata anche dalla Rai TV con notevole successo nella rubrica dedicata ai ragazzi. Pure questo lungometraggio si rivolge ai ragazzi: d'altronde i suoi eroi spaziali hanno gli stessi occhi tondi e biricchini, la stessa espressione stupida della bambina svizzera che amava tanto le sue montagne."

Ecco, secondo me, tralasciando l'aver appioppato alla povera Heidi della stupida, il giornalista il film non lo vide, in quanto l'unico commento sulla trama è errato, visto che la contaminazione non incombeva sulla Terra, ma il nostro pianeta era stato così tanto devastato dalle bombe radioattive che i pochi sopravvissuti si erano rifugiato nel sottosuolo.

La cosa la si può anche capire, magari venivano proiettati due film al medesimo orario e il giornalista era da solo a doverne darne conto, però magari poteva sentire qualche collega per capire meglio la trama e trattarla un po' più appronditamente.



sabato 27 giugno 2026

Cinecamera Super8 Zeta 1 Mupi (1976/77)


Ormai qualche anno addietro trovai ad un mercatino questa confezione tenuta perfettamente della cinecamera super8 della "Mupi", aveva senso prenderla per mostrare che l'azienda fiorentina non produceva solo bei giocattoli ottici, ma invogliava i giovani ad intraprendere la carriere del piccolo regista  :]


Al momento dell'acquisto mi limitai a verificarne velocemente il contenuto, era completa, tenuta ben, costava poco: aggiudicato 


Molte settimane dopo controllai la confezione e vi trovai dentro un piccolo tesoro, una bobina filmata dentro la bustina dell'Agfa per lo sviluppo!
Questi sono i piccoli ritrovamenti che motivano il salvataggio di un articolo del genere dal suo possibile destino in discarica...
La proprietaria era sia mia coetanea che abitante a Milano, quindi, nell'eventualità che lei apprenda di questo mio post, ho lasciato l'indirizzo, senza il nome e il civico.
Il filmino l'ho anche fatto riversare in digitale, dato che nei primi fotogrammi si intravvedeva piazza del Duomo del maggio 1978, vedi mai che ripresero qualcosa che oggi è divenuto raro?
I pochi minuti della pellicola, invece, oltre al breve inizio in piazza del Duomo, presentavano scene classiche, sempre con il gruppo della famiglia presente, ergo non mi è parso il caso di farne un video.

Mi è stato possibile datare l'articolo grazie ad un paio di miei cataloghi di giocattoli, uno dei quali già postato. 

venerdì 26 giugno 2026

Accessori Subbuteo


Piccola premessa:
dato che ho finito di ricaricare le immagini il 20 giugno, la devastata (nei suoi primi 100/120 numeri) "Go Nagai Robot Collection" mi ha fatto allungare di qualche giorno il lavoro, vorrei cercare di inserire i soliti 12 post al mese, quindi ho tirato fuori dal mio "magazzino" di post del materiale che tenevo pronto in caso di emergenza, con l'aggiunta di lavori che avevo iniziato e poi dimenticato per farne altri...
In questi 50 giorni di fermo ho dovuto sostituire pure il mio vecchio computer per raggiunti limiti tecnologici (aveva circa 8 o 9 anni), quindi mi ritrovo con un per me nuovo "Windows 11", ma senza le classiche applicazioni che usavo col precedente PC.
Tipo il programma per il "Watermark", che nella nuova versione mi mette la scritta verticale se l'immagine è più alta che larga (vedere qui sotto), oppure me la posiziona orizzontale anche se non voglio...
Quindi avrò bisogno di un po' di tempo per familiarizzare con i nuovi programmi e trovarne di nuovi per sostituire quelli vecchi...

Torno al post.
Assieme alle squadre del "Subbuteo" trovate ad un mercatino nel 2020 c'erano anche un po' di accessori, tra cui il campo già allestito su un piano di legno con l'aggiunto dei bordini per non far uscire il pallone e dello spazio dietro le porte per muove agevolmente il portiere   ^_^
Il tutto ancora tenuto bene, con panno integro, l'ideale per giocarci in pochi minuti, mentre dover ogni volta tirar fuori il panno dalla scatola era una grande perdita di tempo. A cui andava aggiunta spesso la necessità di stirare il panno, quindi essere autorizzati dalla mamma a prendere il ferro da stiro etc. etc. etc.


Tra le tante cose che non mi riuscivano al "Subbuteo", c'era il battere dei calci d'angolo decenti, e neppure con gli omini appositi ci riuscivo...


giovedì 25 giugno 2026

"Lady Oscar anime comics" (1993)

 


Ringrazio Cinzia che mi ha permesso di fotografare questo piccolo grande tesoro, e viste le quotazioni su Ebay, direi più grande che piccolo  ^_^

Come ho scritto più volte, di norma posto solo mio materiale, le eccezioni sono per qualcosa che ho trovato bello o interessante, oppure entrambe le cose.
Quello di "Lady Oscar" è sia bel materiale che interessante.
La datazione di questa edizione degli anime comics è il 1993 (ne esiste una del 1980!), sarebbe un pelino oltre al periodo storico da me prediletto, ma per madamigella Oscar si fa un'eccezione  :]
Ho trovato la data di pubblicazione nel sempre utile sito "La Rosa di Versailles":




Visto che il web è assai volatile, tipo le immagini di circa 500 post che Google/Blogger/Blogspot mi ha volatilizzato in un baleno, metto anche l'immagine della pagina in questione del sito  ;)
Quando scattai queste foto la serata aveva altri scopi, quindi dovetti essere un po' affrettato. Mi scuso per l'immagine non sempre ben illuminata e, soprattutto, per le mie ditacce... non potevo certo scannerizzare i volumetti alla proprietaria  :]
Ho fatto le foto alle pagine interne di alcuni frangenti, altri forse un po' meno, ma ero di fretta  :]


mercoledì 24 giugno 2026

Lotto di squadre del Subbuteo - parte 2 (anni 70 e primissimi anni 80)



Capita che mi perda qualche prosecuzione di un post iniziato anni prima, stavolta la "parte 1" è addirittura del novembre 2020!   :]
Il post originale è quello linkato qui sotto, e andrebbe consultato assieme a questo:

In quel primo post mostravo le squadre trovate in una confezione in vendita ad un mercatino dell'usato, stavolta mostro le squadre che io avevo da bambino: le mie!   ^_^

Nel novembre 2024 avevo fatto un altro piacevole ritrovamento da mercatino:

Al primo link, post datato novembre 2020, avevo schierato le squadre davanti alla prima versione del tabellone, in plastica simil legno (che era nella confezione).
Per questo post, dove mostro le mie squadre, ho usato il mio tabellone, che è la versione successiva, completamente nero.
(le immagini le preparai tutte nel 2020, quindi con un solo "Watermark" centrale)

La prima delle mie squadre non può che essere la Juventus   :]
Essendo in pieno mondiale di calcio, le squadre del "Subbuteo" ci stanno appieno, anche se di nazionali ve ne sono solo cinque: 
due non partecipano (Italia e Cile); 
una è una versione parziale non più esistente (Germani Ovest); 
restano l'Argentina e l'Olanda.


L'Olanda era anche nel novero delle squadre del post del novembre 2020, linkato per primo.
La mia Olanda è nella confezione più recente (1980/1981?), quella di destra (con tabellone nero), quella di sinistra, non mia, è indiscutibilmente anni 70 (con tabellone simil legno).
Cambia anche il colore della base, da colorata come la maglia per la versione più vecchia, a bianca per quella più nuova. C'è da dire che i colori delle basi capitava che si differenziassero.



In entrambi in casi il colore della maglia, più che un arancione, è un giallo scuro, ma tanto ai tempi io avevo la tv in bianco e nero e per me tutte le squadre erano in varie tonalità di grigio, ovviamente tranne la Juventus   :]

Come già scritto in ognuno dei post con le squadre del "Subbuteo", il mio criterio per la scelta di una squadra non era in primis il blasone, ma il colore della maglia.

martedì 23 giugno 2026

Superboys 33 giri vinile drama (赤き血のイレブン - Akakichi no Irebun)

 


Ormai penso che sia chiaro che se trovo qualcosa inerente alcune serie animate specifiche me lo compro... non resisto, tra queste c'è di sicuro "Arrivano i Superboys"  :]

Lo trovai ad una fieretta (neppure inerente il fumetto) ad un prezzo molto ragionevole, non quello di Ebay, la spinta all'acquisto è stata non tanto il vinile in sé, ma il libretto allegato.
Poi adesso che siamo in pieno mondiale di calcio e i nipotini di Shingo Tamai son partiti bene, pure con un buon gioco collettivo, mi è parso avesse senso postarlo.
Chissà se c'è almeno un nazionale nipponico che da bambino pensava a Shingo Tamai come il proprio idolo animato calcistico... almeno uno...

Il Lato A del vinile, che ha la grandezza di un 45 giri, ma riporta sulla copertina 33 giri e un terzo.

          



Il Lato B del vinile.

           


Il mini manga allegato al disco consta di nove pagine, avendo il manga dei "Superboys" pubblicato dalla "Dynit" ho provato a confrontare le tavole del vinile con quelle del manga:





Ho scoperto che le tavole originali del manga furono un po' adattate e mixate per il vinile, creando una nuova mini trama. Ho trovato gran parte dei disegni, mettendo a confronto vinile e manga, ma non tutti. Può essere che alcuni mi siano sfuggiti mentre sfogliavo (a dire il vero più e più volte) i volumi della "Dynit".

Riparto, però, con il mostrare le pagine interne nipponiche del vinile nipponico.

lunedì 22 giugno 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 32 - undicesimo numero bimestrale)

 


Come ho recensito in ritardo "NSM 34" per i noti motivi googleschi, recensisco in ritardo anche "AC" 32, quindi è più che altro un obbligo a cui adempio  :]
Ma la bomba esplode già nell'editoriale del "CEO", dove viene svelato che dal prossimo numero la testata diverrà trimestrale!
Trimestrale! (poi diverrà semestrale?)
Stante che la rivista è loro e non ci devono dare mica una spiegazione, se non agli abbonati (e per fortuna non ho rinnovato l'abbonamento pur non sapendo che passava a trimestrale!!!), la motivazione mi è parsa un pochino suscettibile di sospetto. 
Forse "sospetto" è sbagliato come termine, diffidenza? Dubbio?



Non riesco a trovare il termine corretto: sorpresa per la spiegazione?
La motivazione sarebbe data dal fatto che i tre mesi che passeranno tra un numero e l'altro serviranno a proporre contenuti "con la cura che meritano", quindi fino ad oggi avevano meno cura di quanto meritassero?
Inoltre l'aumento del prezzo (già da questo numero...) da 7,90€ a 9.90€ (ben il 25% in più!) ha lo scopo di "continuare a sostenere il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza Anime Cult".
Forse farei più bella figura a glissare, però mi pare, almeno per quanto mi riguarda, che non deve essere costato (sia economicamente che come impegno) molto alla "Sprea" fino ad oggi venire su questo blog a "prendere spunti" vari, compresi gli articoli dei quotidiani facenti parte della mia ricerca usati spesso oltre i confini entro i quali dovevano essere usati  ^_^
Forse, talvolta, sarebbe più saggio non dare spiegazioni, perché magari cozzano con qualche pregresso non proprio in linea con quanto spiegato  :]

Comunque il numero in questione, ultimo bimestrale, è impreziosito da tre interviste:
Davide Garbolino;
Daniela Durisotto;
Silvio Pozzoli e Massimo Spinosa.

Lo speciale è sul "japan fantasy", non mi ha particolarmente colpito/interessato, anche perché la gran parte delle serie prese in esame non le ho mai viste, anche se le conosco.

Come sempre inserisco le scan degli articoli che mi son parsi più meritevoli, non vuol dire che gli altri non lo siano, miei gusti.


Il numero si apre con la descrizione della terza invasione di anime e manga, che arriva fino ai giorni nostri. Una interessante excursus su come siamo arrivati all'attuale successo della cultura popolare nipponica.
Prima di addentrarsi su questa terza invasione, si ripercorrono le precedenti due (già trattate in numeri passati di "AC"), chiaramente vengono solo citati per sommi capi, non si poteva pretendere ci si dilungasse in un riepilogo. 
Detto ciò, forse, riportare che "La diffidenza verso i giapponesi riesplode con l'arrivo di Goldrake: accuse di violenza, di realizzare meccanicamente i cartoni al computer..." potrebbe far pensare a chi non abbia letto i precedenti approfondimenti, che questa fu la reazione immediata di adulti ed esperti, mentre inizialmente Goldrake fu relativamente poco commentato, e non con toni negativi.
Addirittura il fantasioso e famigerato uso del computer per fare i cartoni animati giapponesi venne considerato un plus, dato dal provenire da una nazione tecnologicamente avanzata, più avanzata di noi.
La demonizzazione della violenza e dell'inesistente uso del computer, arrivò in un secondo momento e montò un po' alla volta.

domenica 21 giugno 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 34 aprile 2026


Dovendo recuperare 50 giorni di inattività forzata, riparto da quello che ho lasciato indietro come post di appuntamenti fissi, in questo caso il numero 34 di "NSM" di aprile, tanto non mi è ancora arrivato in fumetteria il numero di maggio…  
Il numero 34 si poggia sullo speciale di "Maison Ikkoku/Cara dolce Kyoko", un bel approfondimento, ovviamente sono presenti informazioni più o meno conosciute, ma dovute, ed altre che ho trovato nuove.
La serie la intravvidi sulle tv locali del milanese, che ai tempi trasmettevano "Junior TV", mi incuriosì subito e la seguì in toto, seppur con l'aiuto dell'indispensabile videoregistratore, visto che ormai non potevo più stare in casa a non far nulla tutto il pomeriggio.
Piccola chiosa personale non inerente la rivista in questione:
in qualche commento passato sono stato accusato di non aver più seguito anime per decenni e poi di essermi svegliato di colpo con questo blog. "Cara dolce Kyoko" è la prova che questa accusa (basata sul nulla) non ha fondamento, ovviamente ero già grandicello e seguivo solo ciò che mi pareva "nuovo" oppure serie vecchie a cui ero affezionato, non guardavo più qualsiasi cosa passassero in televisione come quando avevo 10 anni  ^_^
Chiusa la chiosa  :]

Come sempre inserisco le scan (ormai non più una novità editoriale) degli articoli che mi son parsi più interessanti, ciò non implica che gli altri non lo siano, miei gusti.

L'anime mi catturò così tanto, che quando ne ho avuto la possibilità (economica) mi sono comprato pure il manga, uno dei non tantissimi che ho letto.
La lettura del manga mi ha fatto scoprire aspetti non presenti nell'anime, ma la mia preferenza resta per la serie tv.

sabato 20 giugno 2026

Imago Recensio reloaded, in senso letterale... ^_^

Dopo circa 50 giorni di autosospensione per ricaricare le immagini in circa 500 post, posso ricominciare a postare, non necessariamente una bella notizia per la sintassi e la grammatica  :]

Tralasciando il tempo materiale a ricaricare una quantità inusitata di immagini, il problema principale è stato scegliere in quali post far di nuovo collimare testo ed immagine e dove no, farlo per tutti i post avrebbe comportato una mole di lavoro assurda, oltre che a tempi maggiori almeno del doppio. Il risultato finale è che per un numero non basso di post ho dovuto ricaricare la prima o la seconda immagini in ordine corretto (magari anche una terza), le altre tutte assieme, con i commenti che feci ai tempi messi tutti in fila a fine post (qualche volta più in alto). Quei post resteranno per sempre rovinati, ma almeno con le immagini. 

Per alcune tematiche, invece, è stato obbligatorio re-inserire le immagini nel punto giusto del commento, per esempio "l'Emeroteca Anime", altrimenti il senso "informativo" del post si sarebbe perso. Lo stesso vale per i cataloghi di giocattoli, i giochi in scatola o alcuni cartonati (non tutti) etc. etc.. In pratica ho cercato di salvaguardare quei post che mi son parsi riusciti meglio e/o con un minimo di informazioni valide. Questo ha implicato impiegare un mucchio di tempo in più.



In questa mega sfiga galattica (generate da Google...) mi è in parte (molto in parte...) andata bene, in quanto la formattazione delle immagini non ha interessato alcune etichette in cui i commenti erano onnipresenti, tipo "Arrivano i Superboys""DVD" o "Riviste TV anni 70/80".

Non è andata altrettanto bene alla già citata "Emeroteca Anime", ai " Giochi in scatola" o alla povera "Go Nagai Robot Collection", per non parlare di quasi tutti i libri postati fino al 2019...

Nei tanti (ma tanti...) post interessati dalle immagini cancellate da Google/Blogspot/Blogger ho inserito un piccolo avviso sotto la prima immagine, il testo non è sempre il medesimo, proprio perché è stata mia intenzione spiegare al potenziale lettore se le immagini le ho ricaricate facendo collimare testo ed immagini oppure no, o solo parzialmente.

Una prima parte del testo è uguale in tutti i post interessati:

giovedì 30 aprile 2026

Blog sospeso finché non avrò ricaricato almeno una parte cospicua delle immagini scomparse da circa 500 post ^_^

In questi giorni ho avuto un dialogo (un po' oscuro, forse anche a causa dell'idioma differente) con l'educato Team di Supporto di Google/Blogger a riguardo della scomparsa delle immagini da una caterva di post: Sono scomparse le immagini da numerosi post - Potrebbe essere terminato lo spazio del blog? (No...)

A dire il vero dallo scambio di mail non mi è stato neppure ben chiaro se stessi interagendo con esseri umani o un qualche programma automatizzato, forse sarò io che non comprendo la loro logica tecnologica.

Sostanzialmente, fino ad ora, non mi è stata prospettata alcuna soluzione "automatica" per far ricomparire le immagini dai post interessati. In pratica Google/Blogspot/Blogger ha cambiato l'URL delle immagini per "migliorare l'affidabilità e la stabilità a lungo termine" delle immagini, durante questa "migrazione" non tutte le immagini sono state salvaguardate, diciamo così... quindi in futuro le immagini caricate sul blog saranno più affidabili e stabili, ma quelle vecchie non sono più tanto affidabili e/o stabili  :]

A spanne ho contato circa 500 post interessati (su più di 2400 totali), che coinvolgono in particolare i primi anni, dal 2013 al 2015 i post sono stati abbastanza devastati, la moria delle immagini prosegue fino al novembre 2019.

Per ovviare a questo cataclisma, il team di non tanto supporto mi ha delineato una unica soluzione: RICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE SCOMPARSA   ^_^

Moltiplicando 500 post per n³ numero di immagini a post = addio   :]

Per come lo concepisco io questo mio blog, cioè dare dei contenuti (poi si può eccepire su quanto validi e/o interessanti), avrebbe poco senso proseguire ad inserire nuovi post lasciandosi dietro 7 anni di contenuti pressoché inconsultabili. 

Quindi il blog resterà inattivo (o quasi inattivo) finché non avrò ricaricato migliaia e migliaia e migliaia di immagini che Google/Blogspot/Blogger ha volatilizzato in questa smania di miglioria tecnologica  ^_^

Alla fine questa è una piattaforma gratuita, non pagando nulla, non è che ci si possa lagnare più di tanto :]

Tanti saluti


P.S.

Tu quoque, Google, blog mi!   ^_^

sabato 25 aprile 2026

Sono scomparse le immagini da numerosi post - Potrebbe essere terminato lo spazio del blog? (No...)



Mi sono casualmente reso conto che da molti post sono scomparse le immagini che avevo inserito, senza le quali i post perdono di senso, ammesso ne abbiano mai avuto uno...
Non ho effettuato alcuno modifica al blog, anche perché non ne sarei in grado.
Forse un malfunzionamento di "Blog Spot"?
Ho il timore di aver terminato lo spazio per le immagini assegnato al mio blog, anche se il blog non mostra alcun linite e non ho ricevuto alcun avviso in merito.
Potrebbe essere che continuando ad aggiungere immagini, quelle nuove prendano casualmente il posto di quelle vecchie?

A questo punto dovrò fare una pausa, temo a tempo indeterminato...

Non so, se qualcuno avesse delle opinioni in merito, sarebbero ben accette   :]

Un esempio:

 Ho fatto una breve ricerca, e forse il tutto pare sia causa di Blog Spot... addio... 



Dovrei reinserire singolarmente tutte le immagini non più supportate dal nuovo dominio, se non ho  capito male... ri-addio   ^_^

Altra aggiunta informativa:

La scomparsa di tutta questa caterva di immagini è recente, in quanto a marzo e febbraio avevo inserito due post con una serie di link anche vecchi, quindi verificando ognuno di quei singoli post, e le immagini c'erano:

martedì 17 febbraio 2026 Mini indice dei "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!"

domenica 22 marzo 2026 Uova di Pasqua di Goldrake della Bauli: i due modellini in regalo

Il 22 di marzo il post con il gioco in scatola di "Atlas Ufo Robot" che ho linkato all'inizio, era attivo, altrimenti me ne sarei accorto il 22 marzo...



giovedì 23 aprile 2026

"Robin Hood a 3 Dimensioni" della "EG" anni 60 vs "Robin Hood a 3 Dimensioni" della "EG" del 1976/77


Alcuni giochi in scatola li avevo salvati dalla furia di buttar via tutto quando si diventa adolescenti, tutti gli altri li sto comprando in questi anni, inizialmente prendevo solo quelli a cui avevo giocato, tanto per capire e/o riscoprire perché mi piacevano o non mi piacevano, oppure quelli che ai tempi avrei voluto avere. Poi ho iniziato ad apprezzare (oppure no) il gioco in scatola in sé stesso, per come venne pensato, quindi ho cominciato a portarmi a casa anche quelli a cui non avevo mai giocato e che neppure sapevo che esistessero.
Ne sono una prova queste due confezioni della "Editrice Giochi" con due diverse versioni del medesimo gioco in scatola di "Robin Hood a 3 Dimensioni".
La prima è quella di formato più grande e con l'illustrazione più realistica (quella in alto delle due qui sopra), che ragionevolmente si può datare a fine anni 60, non sono riuscito a far di meglio, perché non l'ho trovata in nessuno dei miei cataloghi.
La seconda è di formato più piccolo e con l'illustrazione più fumettosa, in stile "Robin Hood" della Disney, che ebbe anche il gioco in scatola della "Clementoni". 
La seconda sono riuscito a trovarla in un mio catalogo del 1977:

Il "Dizionario dei giochi da tavolo (seconda edizione)" non mi è stato molto utile, in quanto c'è una sola versione e non chiarissimo quale delle due sia.

Il confronto tra le due edizioni mostra quanto "impoverirono" il gioco in scatola tra la prima e la seconda versione, probabilmente a causa all'aumento dei costi dovuti all'inflazione, quindi, per tenere il prezzo abbordabile, ridussero il contenuto e la dimensione del tutto.
Può essere che la motivazione sia stata anche quella di renderne la fruizione più semplice, in quanto montare tutti gli scenari della prima versione non è stato semplice neppure per me   ^_^
Con la seconda versione era già quasi tutto montato quando aprivi la plancia di gioco, di certo più veloce.
Non per nulla nel catalogo della "Editrice Giochi 1976/77" linkato sopra si può leggere:
"È la nuova presentazione del classico gioco a tre dimensioni, con la piacevole novità che la plancia si monta da sola e il Castello, circondato dai boschi, appare e s'alza magicamente appena si apre il tabellone."

Nella confezione più vecchia è specificato "Creazione di Moc e Gianba" (sopra a "A 3 DIMENSIONI"), nella seconda no, neppure sui bordi della scatola.
Entrambe le mie due confezioni sono semi intonse e complete, che specialmente per quella più grande/vecchia, non è cosa da poco.

Visto che io non ho mai giocato a nessuna delle due versioni e che non ho mai visto giocarci nessuno, non posso più di tanto dare giudizi sul valore ludico e sulla giocabilità, se non che l'idea di scoccare la freccia con la balestra posizionata in quel modo, non doveva rendere molto agevole colpire il "Tiranno".


Il regolamento pare abbastanza ragionevole, senza lasciare troppo spazio alle interpretazioni dei bambini, fatto che ai tempi, almeno dalle mie parti, poteva scatenare qualcosa di più che un litigio verbale...

Qui sotto viene spiegato (bene) come montare tutti gli scenari del bosco e del castello, essendo cartoncino, per quanto abbastanza resistente, la durata non poteva essere eterna.