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lunedì 6 luglio 2026

Greatest Hits I Cavalieri del Re - Vinile 33 giri


A metà giugno Riccardo Zara ha presentato questo LP nel (nuovo) negozio della "Yamato Video", con annesso firmacopie e penso intervista/conferenza stampa.
Causa caldo ed eventuale ressa (presentazione di pomeriggio...), e la ressa aumenta il caldo e viceversa, non ci sono andato, anche perché non sono un accumulatore seriale di autografi, di tante altre cose si (lo si vede da questo blog...), ma degli autografi non mi interessa nulla.
Ero interessato più che altro al booklet, però non è che ci sia qualcosa di particolarmente unico.
E' ovvio che se si è un collezionista di vinili delle sigle degli anime, l'acquisto può anche essere obbligatorio, in caso contrario, da valutare.
Il prezzo è di 25 euro, non essendo un habitué dell'acquisto di dischi nuovi, non saprei dire se sia un costo alto, basso oppure in media.
Non starò qui a questionare se si sarebbero potute mettere altre sigle non presenti al post di alcune che sono state inserite, sono valutazioni basate anche sui gusti. Per esempio del lato B io gradisco solo la traccia 2 e 3.
Qui sotto il retro della custodia.


lunedì 22 giugno 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 32 - undicesimo numero bimestrale)

 


Come ho recensito in ritardo "NSM 34" per i noti motivi googleschi, recensisco in ritardo anche "AC" 32, quindi è più che altro un obbligo a cui adempio  :]
Ma la bomba esplode già nell'editoriale del "CEO", dove viene svelato che dal prossimo numero la testata diverrà trimestrale!
Trimestrale! (poi diverrà semestrale?)
Stante che la rivista è loro e non ci devono dare mica una spiegazione, se non agli abbonati (e per fortuna non ho rinnovato l'abbonamento pur non sapendo che passava a trimestrale!!!), la motivazione mi è parsa un pochino suscettibile di sospetto. 
Forse "sospetto" è sbagliato come termine, diffidenza? Dubbio?



Non riesco a trovare il termine corretto: sorpresa per la spiegazione?
La motivazione sarebbe data dal fatto che i tre mesi che passeranno tra un numero e l'altro serviranno a proporre contenuti "con la cura che meritano", quindi fino ad oggi avevano meno cura di quanto meritassero?
Inoltre l'aumento del prezzo (già da questo numero...) da 7,90€ a 9.90€ (ben il 25% in più!) ha lo scopo di "continuare a sostenere il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza Anime Cult".
Forse farei più bella figura a glissare, però mi pare, almeno per quanto mi riguarda, che non deve essere costato (sia economicamente che come impegno) molto alla "Sprea" fino ad oggi venire su questo blog a "prendere spunti" vari, compresi gli articoli dei quotidiani facenti parte della mia ricerca usati spesso oltre i confini entro i quali dovevano essere usati  ^_^
Forse, talvolta, sarebbe più saggio non dare spiegazioni, perché magari cozzano con qualche pregresso non proprio in linea con quanto spiegato  :]

Comunque il numero in questione, ultimo bimestrale, è impreziosito da tre interviste:
Davide Garbolino;
Daniela Durisotto;
Silvio Pozzoli e Massimo Spinosa.

Lo speciale è sul "japan fantasy", non mi ha particolarmente colpito/interessato, anche perché la gran parte delle serie prese in esame non le ho mai viste, anche se le conosco.

Come sempre inserisco le scan degli articoli che mi son parsi più meritevoli, non vuol dire che gli altri non lo siano, miei gusti.


Il numero si apre con la descrizione della terza invasione di anime e manga, che arriva fino ai giorni nostri. Una interessante excursus su come siamo arrivati all'attuale successo della cultura popolare nipponica.
Prima di addentrarsi su questa terza invasione, si ripercorrono le precedenti due (già trattate in numeri passati di "AC"), chiaramente vengono solo citati per sommi capi, non si poteva pretendere ci si dilungasse in un riepilogo. 
Detto ciò, forse, riportare che "La diffidenza verso i giapponesi riesplode con l'arrivo di Goldrake: accuse di violenza, di realizzare meccanicamente i cartoni al computer..." potrebbe far pensare a chi non abbia letto i precedenti approfondimenti, che questa fu la reazione immediata di adulti ed esperti, mentre inizialmente Goldrake fu relativamente poco commentato, e non con toni negativi.
Addirittura il fantasioso e famigerato uso del computer per fare i cartoni animati giapponesi venne considerato un plus, dato dal provenire da una nazione tecnologicamente avanzata, più avanzata di noi.
La demonizzazione della violenza e dell'inesistente uso del computer, arrivò in un secondo momento e montò un po' alla volta.

mercoledì 11 marzo 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 31 - decimo numero bimestrale)


Quello che vale per "Nippon Shock Magazine" vale giocoforza anche per "Anime Cult", dopo 31 numeri (e "AC" e divenuta pure bimestrale!) è arduo trovare altra legna da ardere nella foresta degli anime del "first impact". I taglialegna devo migrare verso i boschi di fine anni 80, degli anni 90 ed oltre ^_^
Il focus di questo numero è dedicato agli shojo over metà anni 80, qualcosa ho visto, ma al massimo una sola volta e non sempre del tutto, quindi sono quasi completamente ignorante in merito.
Nel numero sono presenti due interviste:
la prima di Giorgia Vecchini a Emanuela Pacotto;
la seconda del duo Mirco Noli e Mikimoz Capuano a Laura Tovaglia, sorella di Paola Tovaglia.

Nessuna intervista di Emmanuel Grossi.
Come al solito ho inserito le scan solo di alcuni articoli (con sommario a fine post), non vuol dire che gli altri non meritino, miei gusti personali.


Il primo scritto fa una panoramica delle serie che si vocifera siano state trasmesse, ma di cui non ci sono prove materiali televisive, oppure di anime i cui diritti erano stati comprati, con annessi giocattoli messi in vendita, ma poi non vennero mai mandate in onda.
Si parte con la fine degli anni 70 per arrivare fino agli anni 2000/2010, la mia attenzione è rimasta alle prime due pagine, inerenti al periodo che mi interessa.
Questa tematica sul web risulta tra le più pericolose, si rischia di scatenare i Pasdaran degli anime, i pasdaranime  ^_^

Viene toccata la questione della trasmissione fantasma de "Gli eroi di Zero Tester" su "Koper Capodistria"


Alle serie animate citate che godettero di una distribuzione di giocattoli senza vedere mai il video, si può aggiungere "Battle Fever J".


giovedì 5 febbraio 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 30 - nono numero bimestrale)


Ho riflettuto parecchio (che non vuol dire correttamente o sensatamente...) su questa recensione di "Anime Cult" numero 30, dopo gli annessi e connessi del numero 29 avevo sostanzialmente tre opzioni:
a) recensire il numero 30 glissando totalmente sugli sviluppi dopo il numero 29;
b) non recensire più "Anime Cult";
c) recensire il numero 30 illustrando (brevemente) gli sviluppi.

In ottemperanza con la rubrica "Com'è andata a finire?" della trasmissione "Report", ho optato per la "C", anche perché io nulla ho fatto di cui dovermi autocensurare   :]

Come annunciato nei commenti del numero 29, il numero 30 presenta la citazione postuma per il "Cinevisor V35".
Mi avrebbe anche fatto piacere leggere qualcosa su come sia capitata la mancanza del watermark, ma piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
Retroscena:
Dopo il post e commenti sul numero 29 di "AC" mi è parso il caso di contattare direttamente la Sprea, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una persona a modo, che, dopo le legittime verifiche (potevo anche essere un millantatore seriale), ha concordato sulle varie mancate citazioni, assicurandomi che in futuro ci sarà più attenzione.
La cosa che, però, mi stava più a cuore era mettere un punto definitivo sulla paternità delle scan degli articoli della stampa finiti nella disponibilità della redazione di "AC" e mostrati fin dal numero 1.
Ribadisco ciò che ho già scritto fino alla noia: 
non intendo dire che quelli sono miei articoli, ma che li ho riesumati io. 
Senza la mia ricerca non sarebbero saltati fuori.


E' stato riconosciuto che gli articoli della carta stampata presenti dal numero 1 in poi sono quelli facenti capo alla mia ricerca, informazione che ai tempi ("AC" n° 1) era stata data alla redazione di "AC", senza che, però, venissi citato.
Io lasciai perdere, pensando che finisse lì, ed in questo fui poco avveduto.
Più importante ancora è che mi è stata data l'assicurazione che quel materiale (le mie scan della mia ricerca) non verranno più usate in "AC" né verranno date a terzi per qualsivoglia altro scopo.
Ovviamente nulla vieta agli eventuali interessati di recarsi in emeroteca a fare le medesime mie ricerche oppure comprarsi due bauli di riviste dagli anni 50 a fine anni 80 e pubblicare ciò che vogliono (mica è roba mia), ma deve essere il materiale della "loro" ricerca, non della "mia"   ^_^
Scrivo questo per fare il punto zero della situazione, sperando di poter ricominciare a leggere "AC" senza doverlo analizzare al microscopio, facendomi venire il sangue amaro.

Detto tutto ciò, il numero 30 ha come focus il dossier sulla "Nippon Animation", anche di serie recenti.
Sono presenti due interviste, una a Pietro Ubaldi ed una molto interessante Silvano D'Auria.
Chiedo venia ma io non sopporto la voce di Ubaldi, è proprio un mio fastidio sonoro uditivo, poi il fatto che abbia doppiato anime con cui io non sono cresciuto, di certo non mi ha fatto affezionare alla sua voce, come è, invece, capitato con tanti altri doppiatori del "first impact".
C'é come sempre la rubrica di Nicola Bartolini Carrassi, che porta alla luce retroscena di cui io sono a digiuno, in quanto spesso sono riportate serie che non ho mai seguito, ma l'intento "svelatorio" è meritorio (così ho fatto la rima).

Di seguito inserirò il commento solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
C'è anche da ammettere che la mia recensione del numero 30 non è più una primizia   :]


Il primo articolo è sulla "seconda invasione" degli anime (questa volta anche manga) in Italia dagli anni 90.
Non me ne posso considerare un esperto, ammesso che io sia esperto in qualcosa, quindi la mia è stata solo una lettura di apprendimento.
Il tema, comunque, è trattato spesso in saggistica.
A pagina 15 è mostrata la copertina del saggio "Otaku, i giovani perduti del Sol Levante", identificandolo come uno dei primi esempi di tematica sulla cultura pop/anime nipponica.
A mio avviso si sarebbero dovuti citare altri due titoli che innescarono, oltre ad essere tra i primissimi, un nuovo interesse verso gli anime:


Due titoli differenti, sia per scopo che per analisi (e per numero di pagine), ma ricordo bene il piacere nel leggerli, visto che qualcuno mi ricordava, raccontava e spiegava ciò che avevo visto in televisione da bambino/ragazzino.
E' vero che sostanzialmente i due libri guardavano più alla nostra realtà, piuttosto che a quella nipponica, ma innescarono un nuovo interesse e generarono tanti altri libri/saggi.

mercoledì 26 novembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 29 - ottavo numero bimestrale)


Prima di proseguire la lettura di questo post, sarebbe preferibile leggere quello al link qui sotto, altrimenti mancherà un pezzo del discorso:

Spinto dal commento di Mikimoz, mi son deciso a sfogliare il numero 29 di "Anime Cult"  :]

Tra le tante influenze televisive che ho subito da bambino c'è stata anche quella di "Star Trek", uno dei miei eroi era il vulcaniano Spock, alieni dalla mente dedita ai soli fatti e senza emozioni, ma lui era per metà terrestre, quindi in qualche episodio si lasciava andare ad occasionali slanci emotivi.
Ergo non potrò ispirarmi, per questo post, a Spock, ma dovrò ripiegare su suo padre, l'ambasciatore Sarek, al 100% vulcaniano ed in più ambasciatore, quindi per antonomasia un'attività improntata alla moderazione  ^_^


Nell'articolo sulla "Mupi" di questo numero 29 di "Anime Cult" ci sono varie immagini di articoli, la mia attenzione è stata colpita da quella della pagina di destra in basso, cioè il retro di "Visore Mupi V35" di "Atlas Ufo Robot".
Nel maggio 2013 avevo recensito il medesimo articolo:


Questa qui sopra è la scan del retro della mia confezione (al link qui poco più in alto) con tanto di watermark "imagorecensio".
Quell'immagine (da mia scan della confezione da me comprata) presenta alcune caratteristiche:
1) il quadratino nero, che era un buco quadrato nella confezione;
2) 3 puntini, uno verso l'alto al centro e due in basso a destra;
3) la scan leggermente inclinata verso destra in alto, lo si nota dalla scritta "MUPI MADE IN ITALY" in basso a sinistra.
4) il watermark "imagorecensio".

domenica 14 settembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 28 - settimo numero bimestrale)


Forse si sarà compreso (sia nel senso di "capito" sia nel senso più psicologico del termine), che anche solo sfogliare, non dico leggere, "Anime Cult" mi è divenuto greve... giri pagina e ti girano le ... 
Io penso che per una testata che stipendia dei dipendenti che vi scrivono e porta utili all'azienda che la pubblica, non sia vergognoso citare un minimo le fonti da cui si traggano idee, spunti, immagini o addirittura intere colonne di scritto... anzi, dovrebbe essere un fatto meritorio:
"Non vi posso riconoscere del denaro per la passione che avete mostrato nel trovare queste informazioni, ma almeno la soddisfazione di citarvi".

Quando, invece, si utilizza il lavoro altrui, spesso gratuito, per rimpolpare i propri articoli e la propria rivista senza manco degnarsi di scrivere dove è stato trovato quel materiale, i soggetti non menzionati potrebbero imbruttirsi... una volta può capitare, due, tre, quattro... però dopo un po' la cosa scoccia...
Uno si ritrova a pagare una rivista creata anche con il materiale da te riesumato (o creato, se si pensa alla foto del Televideo...) passando ore ed ore in biblioteca, comprando pacchi e pacchi di riviste completamente al buio e gli altri prendono lo stipendio e fanno gli utili?
E in più ti recensisco la rivista facendoti altra pubblicità gratuita? 
"C'ho scritto Giostengo?" (semi cit.)  ^__^



A pagina 35 si ripercorrono le polemiche giornalistiche contro l'animazione giapponese in Italia, in particolare quelle della primavera 1980, citando, oltre allo stramega famigerato articolo di Silvero Corvisieri su "La Repubblica (7 gennaio 1979), tre articoli successivi:

"Per chi li ha portati in Italia è una crociata contro i fantasmi", di Marcello Sorgi (intervista a Nicoletta Artom) - "Il Messaggero" 10 aprile 1980 

“Vincono in televisione i genitori anti-Goldrake”, di Lidia Golinelli - “Il Resto del Carlino” 20 aprile 1980

"Viva Goldrake", lettere al direttore - L'Occhio 11 giugno 1980

Fonte?
Da questo momento in poi la fonte, per tutti quelli che leggeranno per la prima volta questi articoli, sarà "Anime Cult" della Sprea!
Dopo il danno, la beffa... ovvero, cornuto e mazziato   ^_^


Purtroppo all'esordio di "Anime Cult" parte del materiale da me riesumato è finito nello loro grinfie, quindi ormai lo considerano riesumato da loro  ^_^


Tra quel materiale, però (a memoria), non c'era l'articolo de "L'Occhio", perché ho scoperto la testata in seguito, quindi la mezza colonna che riporta la lettera di chi difendeva Goldrake, posso ragionevolmente affermare (la redazione è andata in emeroteca a recuperare quel materiale già riesumato da me?) che l'abbiano letta su questo blog:

Tranquilli, di articoli da cui prendere spunto e citazioni più o meno corpose ne avete a tonnellate:

Per fortuna ho un lavoro e non debbo ridurmi a questi espedienti per portare a casa la mensilità  :]

Qui sotto le scan più in dettaglio.

domenica 13 luglio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 27 - sesto numero bimestrale)


Il 27esimo numero di "Anime Cult" ha come perno centrale lo speciale sulla "Gainax", forse un po' tanto in modalità riassuntone, mia opinione.
Per il resto ci sono meno interviste del solito, solo due, più una terza che mi è parsa più una autointervista di collaboratori della stessa rivista... insomma... non l'ho capita tanto, ma ci torno poco più sotto.  :]
Sono intervistati Debora Magnaghi, doppiatrice e volto della tv dei ragazzi Fininvest/Mediaset, che per motivi generazionali poco conosco, e Lucio Macchiarella.
Ovviamente, proprio per motivi generazionali, quest'ultima mi ha interessato di più.
Meritevole anche il pezzo di Carrassi su "Slam Dunk", di cui non perdevo un episodio grazie al videoregistratore.
In quella che mi pare una nuova rubrica, "Global Manga", Alessandro Bottero indaga l'arrivo dei manga ed anime in altre nazioni, partendo dagli Usa.



Come al solito mi concentro solo su alcuni scritti, ciò non comporta che gli altri non meritino.


Come scrivevo sopra non ho ben capito il senso di queste dieci pagine in apertura di rivista (10!), cioè... ho capito che si spiega come veniva creata una delle prime fanzine su manga ed anime negli anni 90, ho capito che ci viene spiegato il tutto dagli stessi autori della fanzine in una specie di autointervista/testimonianza, cosa anche interessante, ma non ne ho capito il perché   ^_^
Immagino che chi comprava questa fanzine sarà anche interessato ai dietro le quinte editoriali.

sabato 10 maggio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 26 - quinto numero bimestrale)


Il focus di questo numero è sugli anime e manga degli anni 90, non che io sia a digiuno di queste tematiche, ma, rispetto all'era iniziale, al massimo ho visto una serie di quel periodo una volta sola, e di solito in epoca successiva, mentre le serie "vecchie" posso averle viste più volte, quindi mi sento più ferrato  :]
Sulle CLAMP ho letto molto in saggistica, ma non è che ricordo tutto a memoria, quindi evito commenti. Così su due piedi ho letto il manga e visto l'anime di Chobits. Mi venne fatta vedere qualche altra loro serie animata, ma non mi garbò molto. Lessi anche il manga di "Card Captor Sakura", lo aveva un'amica, e dato che ne leggevo spesso in saggistica, mi sono voluto fare un'idea in merito, all'inizio rimasi un po' interdetto per le dinamiche fra personaggi con età differenti e parentele   ^_^
Per il resto non mi sento di commentare un decennio e delle autrici che non fanno parte del mio vissuto di imprinting anime.
Il numero contiene le solite numerose interviste:
Federico Danti, seconda e ultima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Renata Bertolas (doppiatrice, in particolare di Sakura);
Gian Claudio Galatoli, quinta e ultima parte! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Mitzi Amoroso (e le Mele Verdi!);
La riproposizione di un'intervista presente sul web a Giovanni Carozzo, scomparso prematuramente nel 2000.

Come sempre inserisco solo alcuni articoli della rivista, non vuol dire che gli altri siano brutti, ma solo che ho messo quelli che mi son parsi più interessanti dal mio punto di vista personale. A fine post c'è il sommario di questo numero, ognuno potrà valutarne i contenuti.


La ripubblicazione dell'intervista a Carozzo, a quanto pare ampliata rispetto alla versione web con audiocassette recuperate e l'inserimento delle parti escluse nella versione web, è preceduta da un'introduzione di Massimo Manfredi, uno dei due autori originali dell'intervista fatta nel 1997:

Annoto che in questa introduzione/spiegazione l'altro autore dell'intervista è riportato solo con il nome di battesimo.

Sappiamo che il web è effimero, clicchi su un sito che hai sempre consultato, e ti ritrovi con il nulla... tante informazioni scomparse, sempre un vero peccato. Quindi l'idea di preservare su carta stampata l'intervista ad un testimone importantissimo del merchandising dei cartoni animati giapponesi è più che sensata. 
Quello che mi ha lascato assai perplesso e rende un po' straniti temporalmente, è la scelta redazionale di sostituire i nomi degli esecutori originali delle domande a Carozzo, cioè Massimo Manfredi e Nicola Guerra, con la dicitura "Anime Cult"... ma non fu "Anime Cult" a fare le domande... puoi risbobinare quanto vuoi i vecchi nastri, recuperare le parti inedite di quell'intervista di quasi 30 anni addietro, riorganizzare la disposizioni delle domande e delle risposte, ma comunque "Anime Cult" non fece quelle domande...
Sinceramente non riesco a capire in base a quale logica editoriale si possa sostituire i nomi degli esecutori originali di un'intervista con quelli della redazione che la ripubblica... poi sarà una consuetudine delle case editrici che mi è ignota, ma nel mio piccolissimo di semplice lettore, mi pare un pelino ingiusto.
Nell'intervista riportata in "Anime Cult" si cita un dirigente che si occupava del merchandising in qualità di Capo servizi derivati della Sacis, Sabatino Gargano, solo che viene chiamato GaLgano...
Il nome corretto è riportato in entrambi i saggi di Massimo Nicora, quello pubblicato in edicola è pure a cura della Sprea...

mercoledì 12 marzo 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 25 - quarto numero bimestrale)


La copertina è il dossier di questo quarto numero bimestrale è dedicato alle "Time Bokan", le guardavo occasionalmente, le trovavo divertenti, ma non le seguivo più di tanto, ergo son poco ferrato in materia.
Sempre presenti le solite interessanti interviste ad esponenti italiani del mondo dell'animazione/fumetto legati al Giappone (son scomparse le interviste vecchie come il cucco ai giapponesi):
Federico Danti, prima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Vincenzo Perrone (autore di fumetti);
Gian Claudio Galatoli, quarta parte e non ultima! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Cristina D'Avena su Creamy.

Inutile ribadire che tutte le parti delle interviste a Galatoli sono da bibliografia.
Come sempre mi son focalizzato solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
Pure in questo numero, come nel precedente, la lettura della rivista mi ha riservato le solite amare sorprese, che sinceramente mi hanno un pelino demotivato la recensione... 
Oltre che amare, queste sorprese, sono ormai abbastanza ripetitive, imbarazzanti e fin divertenti, se la si prende sotto un certo punto di vista. 
Nel numero precedente avevo espresso le mie doglianze per delle mancate citazioni di materiale da me riesumato:

Anche stavolta mi tocca un pelino ripetermi   :]

Il primo articolo riguarda sia il vecchio Goldrake che il passaggio televisivo di "Goldrake U", mi pare giusto cavalcare l'argomento, visto che ad aprile si potrà di nuovo vedere "Atlas Ufo Robot" sulla Rai, Pure io, in questo sperduto blog, ma a quanto pare non poi tanto sperduto per alcuni, ho dedicato un paio di post a "Goldrake U", il primo il giorno dell'esordio del 6 gennaio:

Lo scritto analizza "Goldrake U", si può essere concordi più o meno sulle valutazioni, son punti di vista, ma tocca anche il passato, ed un aspetto, oltre che essere errato, mi ha non poco intristito.
Nella mia ricerca infinita di articoli, lettere o quant'altro sui cartoni animati giapponesi in Italia sono arrivato a ben 1625 documenti da me riesumati (con occasionali piccoli aiuti) pubblicati dalla carta stampata italica, ne cerco di continuo, direi che li bramo, ma c'è un argomento che volontariamente non ho voluto MAI inserire, perché mi provoca un dolore inusitato: 
l'atroce fine che toccò al povero mio coetaneo Alfredino...

Chi non visse quella tragedia mediatica, la prima in diretta televisiva, non può capire cosa questa abbia comportato, sia per il povero Alfredino, che forse senza tutta quell'attenzione si sarebbe salvato (forse, chissà...), sia per il pubblico, in particolare per i suoi coetanei come me. 
Per quanto assurdo sia, considerando che magari per un vicino di casa che vedi da decenni non ti viene da versare manco una lacrima quando viene a mancare, io ancora oggi mi commuovo nel pensare ad Alfredo Rampi.
Durante quell'agonia infinita, per pur breve che sia stata, i soccorritori gli promettevano che un robottone giapponese sarebbe arrivato a salvarlo, io potrei rimpinguare i 1625 documenti con molti altri su Alfredino, ma ho sempre evitato. 
Mia scelta, che non deve per nulla essere patrimonio di altri.
C'è un problema, è che nello scritto si tira in ballo il piccolo Alfredino che avrebbe invocato Goldrake, mentre lui chiamava Mazinga e i soccorritori gli promettevano che Mazinga sarebbe arrivato a salvarlo... tanto che Vittorio Zucconi in seguito rinfacciò al povero Nagai che Mazinga non aveva salvato Alfredino:

A mio avviso, stante che sarebbe meglio evitare di tirare in ballo un dramma come quello di Alfredino, almeno lo si dovrebbe fare nel modo corretto, cioè citando il robottone corretto, cioè Mazinga.

Poi giri pagina, la numero 14, e ti trovi l'immagine del Televideo Rai del 7 gennaio 2025 alle 17:03 minuti e 02 secondi con "I PIU' VISTI" del giorno prima, in cui "Goldrake U" si posiziona secondo su Rai 2.
Solo che quella immagine ha qualcosa di conosciuto: 
inclinazione identica, data ed orario spaccato al secondo identici, stessa freccia rossa fatta con Paint (i potenti mezzi di "Imago Recensio"!)

Ekkekkazzo! 
E' la mia foto del Televideo Rai! por#§@$&cazz##!!

Il secondo post su "Goldrake U":

Inutile far notare che il blog su cui sto scrivendo ora non è stato citato  ^_^
Dopo l'inziale ennesima sorpresa mista a dispiacere ed arrabbiatura, si è fatto largo un certo divertimento, più che altro sarcasmo...   ^_^
Ma pure le foto del Televideo Rai... raga... ma come siete messi?  :]
Ho cercato qualche informazione sulla "Sprea Editori", e, se non ho sbagliato sito/fonte, il fatturato a dicembre 2023 si attesterebbe a 15 milioni e 346 mila euro, con un utile di 1,5 milioni di euro.
Degli ottimi risultati, merito di una buona gestione.
Ecco, magari di tutti questi soldoni, 200 o 300 euro provengono da questo blog... io mi ritrovo a pagare una rivista dove trovo materiale da me riesumato o "creato", visto che la foto del Televideo Rai l'ho fatta io e ci ho aggiunto la freccia rossa!
Non ho applicato il watermark sia perché la scritta "Imago Recensio" sarebbe capitata proprio sugli ascolti di "Goldrake U", sia perché era una notizia del Televideo, e poi chi mai l'avrebbe usata?!  ^_^

Giustamente, c'è chi potrebbe accusarmi di millantare di aver scattato una fotografia del Televideo Rai, non capisco bene perché dovrei vantarmi di tal cosa, ma sul web non si sa mai... qui sotto inserisco lo screenshot con le info della foto scattata con il mio smartphone.

domenica 19 gennaio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 24 - terzo numero bimestrale)


In copertina c'è il gattone Pero della Toei, però (battutona) lo speciale Toei non è che mi sia piaciuto/interessato molto, gusti personali. Forse perché son più o meno cose conosciute/lette, ci torno più sotto.
Come sempre sono presenti numerose interviste:
Vittorio Guerrieri (doppiatore);
Enzo Marciante (fumettista);
terza parte a Gian Claudio Galatoli (Doro TV, ITB, Mondo TV);
Enzo Draghi (seconda parte).

Indubbio che il numero meriti l'acquisto per le testimonianze di Galatoli e Draghi, per il resto mi è parso un pelino deboluccio e, in un paio di punti, forse un po' irritante (dal mio personale punto di vista).
Come sempre riporto gli articoli su cui mi pare di aver qualcosa da dire o che mi son parsi più interessanti, ciò non vuol dire che gli altri non meritino una citazione, si valuti l'indice finale per vedere cosa è presente nel terzo numero bimestrale, bimestrale...
Ma poi che fine ha fatto "Japan Magazine"?
Non ho capito se questa testata, che si alterna con AC, venga ancora pubblicata, nel caso non lo sia più, vuol dire che AC tornerà mensile?
E dire che c'era chi affermava che le due testate non si facevano concorrenza tra di loro   :]



Ho ritardato un po' la recensione per poca voglia, certe dinamiche mi stanno un pochino demotivando.

In un paio di numeri di "Anime Cult" erano stati inseriti un certo numero di articoli di vecchie testate da me riesumati (cioè passando decine di ore in biblioteca e spendendo centinaia di euro), alla redazione sfuggì la fonte originaria del materiale, questo blog e il mio lavoro di ricerca. 
In un caso mi è stata riconosciuta (sollecitandola) postuma (ma da vivo) la paternità.
Il dispiacere personale sta nel fatto che poi compri un libro sull'animazione giapponese e ti trovi a leggere che la fonte di quegli articoli è "Anime Cult":

Stavolta trovo altri spicchi di articoli, di certo la redazione si sarà recata in emeroteca a scovarli, ma il dubbio che sia sempre il medesimo materiale da me riesumato (cioè passando decine di ore in biblioteca e spendendo centinaia di euro) mi resta.
In alto si possono vedere:


Il trafiletto "Programmi da evitare" proviene da:

"Che tornerà ormai è sicuro" è del "Radiocorriere TV" dal 25 giugno al 1 luglio 1978.

Tra l'altro nello scritto vengono citati sempre i soliti articoli:

"Dalla parte di Goldrake" articolo di Gianni Rodari su Rinascita del 17 ottobre 1980, è anche parzialmente mostrato il titolo (nel post inserisco il link alla recensione del saggio dove era inserito lo scritto di Rodari: "Il ragazzo e il libro: corso di aggiornamento")




Si ritira fuori la questione della presunta interpellanza parlamentare:

Su questo ultimo aspetto si sono soffermati anche Massimo Nicora e Marco Pellitteri, mica solo io, sia chiaro, ma il post di cui sopra è del 2014, dieci anni fa.
Gli estremi degli articoli sono qui sul blog, spesso il testo è qui sul blog, le scan di una parte di questi articoli sono finiti nella disponibilità della redazione di "AC", sarebbe bello vedere ogni volta citato il blog che li ospita.
Sempre che, ovviamente, qualcuno della redazione non abbia rifatto la stessa mia ricerca, sia chiaro  :]

lunedì 25 novembre 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 23 - secondo numero bimestrale)


Causa impegni vari recensisco con un p' di ritardo, rispetto alla ricezione della rivista, il numero 23 di "Anime Cult". C'è da dire che, essendo diventata (un po' a tradimento...) una pubblicazione bimestrale, potrei  recensirla con due mesi di ritardo (si nota che la cosa non l'ho digerita molto?). 
Il dossier del numero in questione è dedicato a tutte le riviste/fanzine che in questi decenni si sono susseguite occupandosi di anime e manga. 
Un piccolo dubbio, misto ad un brivido lungo la schiena, mi ha assalito:
vuoi vedere che il Ceo vuole riesumare, dopo "Japan Magazine", tutte queste testate?!
Il mio abbonamento ad "AC" diventerà bi-annuale...   :]

Non mancano le solite interessanti interviste:
Alessio Cigliano (doppiatore);
Giancarlo Malagutti (fumettista);
Seconda parte a Gian Claudio Galatoli (Doro TV, ITB, Mondo TV);
Enzo Draghi (prima parte).



L'indice generale della rivista, a cui segue più sotto l'indice con gli articoli sul dossier "riviste/fanzine".
Come sempre si noterà che non ho inserito le scan di alcuni scritti, non vuol dire che siano brutti, semplicemente mi son concentrato su altri.


Il primo articolo è di MikiMoz (che ringrazio per la citazione inerente il manga "Storia di una donna astuta e crudele"), ed è incentrato sui primi lungometraggi animati nipponici arrivati in Italia tra gli anni 50 e i primi anni 70, comunque prima di Heidi e Goldrake.
In queste settimane mi sono occupato di questi film in più post:




Altri post a tema li si può trovare al link qui sotto:

Nel post sui film d'animazione nipponica presentati alla "Mostra internazionale d'arte cinematografica" di Venezia pensavo di averli inseriti tutti, pur avendo fatto una ricerca un po' superficiale, ed invece mi era scappato "Alice... fanciulla infelice", proiettato a Venezia nel 1967. Annotato, invece, nello scritto di Mikimoz.
La cosa bella è che, tra i tanti scambi di film/file avvenuti all'inizio degli anni 2000, quando praticamente nulla di ufficiale era stato pubblicato in VHS/DVD, qualcuno mi aveva dato "Alice... fanciulla infelice", che ai tempi neppure avevo considerato, in quanto non lo vidi mai sulle tv private locali.
Rimedierò alla dimenticanza con qualche post apposito   ^_^

giovedì 19 settembre 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 22 - primo numero bimestrale)


Primo numero bimestrale di "Anime Cult", ma nell'editoriale del CEO non c'è nessuna traccia di una qualche spiegazione e/o ammissione del fatto che forse "Japan Magazine" faceva effettivamente concorrenza ad "AC".
Va bene lo stesso, almeno ho un po' meno da leggere, basta solo che non mi chiudano la testata prima di esaurire le copie a cui ho diritto per l'abbonamento sottoscritto quando era un mensile...
Come sempre trovo che la parte più premiante della pubblicazione siano le interviste, ed anche in questo numero ve ne sono numerose:
Lorenzo Scattoni (doppiatore);
Giorgio Pelizzari (sceneggiatore);
Simona Diodovich (illustratrice);
Gian Claudio Galatoli (Doro TV, ITB, Mondo TV);
Takashi Saujo (animatore), terza ed ultima parte;
Patrizia Tapparelli (cantante sigle), terza ed ultima parte.

Questo numero bimestrale (dico, BIMESTRALE...) contiene il dossier "Spaghetti Manga", argomento di cui la testata si occupa fin dal primo numero. Temevo in un riciclone dei singoli articoli già proposti (in stile speciali Sprea che ho acquistato), ma direi che non è stato così, benché non è che abbia verificato ogni singolo numero precedente mettendolo a confronto con questo dossier... non posso entrare in modalità "investigatore Ultrashibuya" anche per "Anime Cult"... comunque qualcosina di ripubblicato a distanza di 25 anni effettivamente c'è, seppur con un velato avviso da parte della redazione. Ci torno più sotto.


Il primo scritto prende spunto dalla tanto sbandierata IA o AI, che ormai imperversa su tutti i media, e l'animazione giapponese, che in tanti vecchi anime propose personaggi artificiali senzienti, ergo AI o IA animate ante litteram.
Un paio di cose non mi son tornate, tipo l'affermare che il professor Tenma ripudiò Atom perché aveva una personalità differente dal figlio, ma non lo abbandonò perché non cresceva fisicamente?
Forse anche il fatto che ubbidiva al suo creatore poteva essere stato un aspetto dissimile dal comportamento del figlio umano. C'è da dire che non ho mai letto il manga e men che meno visto l'anime, quindi mi baso solo su ciò che ho letto e riletto più volte in decine di saggi/articoli.
Tra le IA o AI si inseriscono anche Poseidon e Ropuros di "Babil Junior", mi pare un po' tirata per i capelli come scelta. Passi ovviamente per Rodem, che è a tutti gli effetti un computer pensante, ma gli altri due mi son sempre sembrati automi programmati. Punti di vista.
Una piccola topica la si commette riguardo al gatto robotico Doraemon, che viene piazzato su Rai 1, mentre esordì su Rai 2 all'interno della trasmissione per ragazzi "Tandem". Potrei limitarmi ad affermare che "me lo ricordo" perché seguivo quella bella trasmissione Rai, ma ho anche i "TV Sorrisi e Canzoni"  ^_^
Alla fine dell'articolo, però, c'è la solita sorpresona dell'autospottone editoriale per promuovere la rivista "Cyberpunk", anche nel numero precedente c'erano un paio di articoli così... spero solo che nello speciale "Cyberpunk" il simpatico "gatto spaziale" sia stato trasmesso da Rai 2   ^_^


L'articolo, ovviamente in scala solo accennata, ripropone tale tematica.

domenica 11 agosto 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 21)


Recensisco il n° 21 di A. C. parecchio in ritardo rispetto alla sua data di uscita a luglio, in quanto dovevo terminare di postare consecutivamente gli "Annuari Rizzoli dal 1977 al 1983. In fondo le fonti hanno la priorità, altrimenti c'è chi resterà senza spunti per i suoi libri e le sue pubblicazioni   ^_^
Il numero contiene uno speciale sulle censure, su cui torno più sotto, son presenti le solite numerose interviste:
la riproposizione di un'intervista ad Alessandra Valeri Manera già presentata su "Vinile" n° 34 del 27 luglio 2022, immagino con qualche stralcio in più, per commemorare la sua dipartita;
Andrea Accardi (disegnatore);
Sio (fumettista, influencer, etc.);
la seconda parte dell'intervista a Tahashi Saijo (animatore);
la seconda parte dell'intervista a Patrizia Tapparelli (cantante sigle).



Di fianco all'editoriale del nostro Ceo campeggia come al solito l'avviso su quando si potrà trovare in edicola (o in spedizione da abbonamento) il numero 22 di "Anime Cult", e la data è quella del 18 settembre, ergo è ufficiale la trasformazione della testata da mensile a bimestrale, alternandosi con "Japan Magazine".
Nel suddetto editoriale del Ceo non c'è, non dico una riga, ma neppure una parola su questo cambiamento, silenzio totale, come se nulla fosse... ma non era stato proprio il Ceo nel n° 17 ad affermare, riguardo alla nascita di "J. M.", che la Sprea con J. M. non si faceva concorrenza da sola?
Si vede che alla fine, le due testate semi uguali si facevano veramente concorrenza da sole... senza contare la grandinate di altri speciali/dossier/enciclopedie targate Sprea a tema anime/manga... ci torno più sotto.
Due paroline di spiegazione, da abbonato, le avrei gradite, ma fa nulla  ^_^


Più che giustamente l'editoriale del Ceo è un ricordo della scomparsa Alessandra Valeri Manera, tutto giusto e grande rispetto per chi la conosceva e sente la sua mancanza. In questi casi si rischia sempre di essere tacciati di insensibilità, ma non è che il giudizio sul suo lavoro alla Fininvest/Mediaset sugli anime può cambiare perché lei non c'è più... sarebbe un po' ipocrita... 
In questo la testata e la redazione della Sprea si mantiene abbastanza coerente, visto che l'opera di adattamento, delocalizzazione, taglia e cuci, pesante cambio dei dialoghi e censura operato dalla Fininvest/Mediaset era già stato abbondantemente sdoganato nei numeri precedenti (leggere la rece al n° 20 linkata sopra).
Dato che, invece, nel mio piccolissimo, probabilmente anche a causa di un'età maggiore rispetto al Ceo, non concordavo allora con questa impostazione giustificazionista della redazione, continuo a non concordare...
Tutto l'editoriale del Ceo ha questa impronta "scusazionista".
Quello che mi pare stia cambiando (o sia già cambiato) negli scritti sia del Ceo che in alcuni articoli della redazione è come ci si rivolge a chi non concorda con questa visione "scusazionista". 
Infatti il Ceo scrive "Attaccata dai puristi e accusata, specie negli anni Novanta, di essere tra i censori più sadici, esercitava semplicemente il suo lavoro seguendo logiche interconnesse ma distinte..."

Quelli che restano non "scusazionisti" diventano "puristi" che attaccavano una persona che svolgeva al meglio il suo lavoro, i "cattivi" diventiamo noi... senonché il suo lavoro era, appunto, adattare, delocalizzare, tagliare e cucire, cambiare i dialoghi e censurare...
Io non mi ritengo per nulla un "purista"... preferisco vedere gli anime doppiati in italiano, e solo se proprio capisco che non arriveranno mai, li guardo (o li ho guardati in passato) in giapponese con sottotitoli. Poi se posso ascoltarli con un doppiaggio in italiano rispettoso del senso originale della serie, son più contento (cosa che in Fininvest/Mediaset non capitava...).
Comprendo bene la necessità e la DIFFICOLTA' di adattare un anime (o qualsiasi altra opera), ma qui si finge di non capire che Fininvest/Mediaset comprava scientemente anime con un target non adatto al proprio pubblico, considerando pure le normative intervenute nel tempo a tutela dei minori, e quindi erano obbligati a massacrarle, spesso senza alcun motivo reale... oppure rimandavano in onda anime che in precedenti passaggi (vedi Lady Oscar) erano state lasciate pressoché intonse, per fare opera di censura massiva... 
Quella di Fininvest/Mediaset era una strategia censoria e di delocalizzazione sistematica, non un occasionale cambio di nomi o rimozione di qualche scena.
Poi c'è tutto il discorso del cambio delle sigle e dei cantanti, ma è un'altra storia, oppure no?
Il tutto lo facevano legittimamente per portare a casa dei soldini, e i soldini li portavano a casa legittimamente anche quelli che operavano materialmente questi stravolgimenti, ed oggi alcuni degli stessi portano a casa altri soldini per spiegarmi che era tutto giusto?
OK, va bene tutto, ma entro certi limiti   ^_^
A mio avviso sia l'editoriale del Ceo che gli altri articoli di questo numero partono da dei presupposti erronei, inoltre considerano nel medesimo modo adattamenti svolti in anni diversi. 
Spesso negli articoli di questo numero si tira in ballo il povero Goldrake o altri anime del "First Impact" per giustificare l'opera fininvestmediasettiana, questo approccio lo trovo abbastanza ingiusto, forse dovuto al non aver vissuto quel periodo e quindi nel non poter/voler capire che la serie di "Atlas Ufo Robot" fu qualcosa di travolgente e stravolgente per tutti, compreso chi si occupò dell'adattamento. Più volte si afferma che i nomi dei personaggi li cambiarono anche in Goldrake, quasi a voler riesumare il famoso "rubano tutti, non ruba nessuno" della politica italiana. Solo che la Rai acquistò la versione francese di Goldrake, già con i nomi cambiati, senza contare che il tempo disponibile all'adattamento probabilmente non fu molto. 
E senza MAI dimenticare che qualcosa come Goldrake NON si era MAI visto in Italia!
Come si può in buona fede paragonare il cambio dei nomi in "Atlas Ufo Robot" trasmesso in Italia nel 1978 con il cambio dei nomi in, per esempio, "E' quasi magia Johnny" trasmesso in Italia nel 1989? 
Sono più di dieci anni!!!
In quei dieci anni si era sviluppata un minimo di conoscenza degli anime, non si era più nell'anno zero (il 1978) o l'anno uno (1979), ma nell'anno 12 degli anime in Italia!!!
Il presupposto errato dell'approccio "Anime Cult" è quello che si mettono sullo stesso piano adattamenti con delocalizzazioni, taglia e cuci, pesante cambio dei dialoghi e censure... 
In Goldrake, lo prendo come esempio visto che la redazione lo tira fuori a giustificazione dell'opera fininvestmediasettiana ogni due per tre, ci fu l'adattamento dei nomi, ma la trama fu modificata?
No.
Ma alla fine, considerando che nulla sapevamo nell'aprile del 1978 della Mazinsaga, cosa mi cambiava a me bambino chiamare il protagonista Actarus o Daisuke? Actarus o Duke Fleed?
ZERO SPACCATO! 
Ci fu l'opera di delocalizzazione in Goldrake?
No.
Taglia e cuci in Goldrake?
No.
Censure in Goldrake?
No.
Un paio di episodi non furono mai trasmessi, ma lo scopo era quello di farne film di montaggio, ed anche se non fossero stati trasmessi per valutazioni sul loro contenuto, meglio non trasmetterli che massacrarli...
Cambiare i nomi non è simpatico, ma se lasci immutata la trama, il luogo in cui si svolge la storia, non stravolgi la trama con taglie e cuci e censure, avere i nomi errati non è questo gran problema.
Vennero cambiati i dialoghi, ma non mi pare in maniera da rendere incomprensibile la trama originale, ed il motivo fu più che altro dovuto all'ignoranza, manco loro del 1978 avevano ben capito cosa avevano tra le mani.
Io capisco anche qualche limitato taglio o cambio dei dialoghi, mica tutto quello che può andare bene per un bambino/a giapponese può andar bene per un bambino/a italiano, ma non deve essere frutto di una strategia a tavolino, che era quella presente in Fininvest/Mediaset.
Mi rendo conto che mi son fin dilungato troppo e per una tematica che evidentemente interessa solo me e pochi altri, e che sono stato fin troppo antipatico, ma tutta l'impostazione "scusazionista" di questo numero sulle censure non l'ho apprezzata.
Mio punto di vista.

giovedì 27 giugno 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 20)


Ventesimo numero di "Anime Cult", la cui copertina ospita Madamigella Oscar tra i rovi, la Sprea è riuscita a battere sul tempo "Nippon Shock Magazine", che nel numero in uscita ha anch'essa Lady Oscar in copertina per la seconda parte (la prima parte a gennaio 2024...) del numero monografico sulla nostra eroina in uniforme. 
Vince chi arriva prima in edicola, almeno da me è arrivata prima la Sprea.
Questa è l'annata dell'anniversario oscardiano, tra mostre, libri e dossier, un po' ce la faranno venire a noia, ma solo un cicinìn  ^_^
Come sempre ritengo che il punto forte della testata siano le interviste a personaggi legati al mondo dell'animazione nipponica e all'editoria italica che nel tempo se ne occupò, in questo numero vi sono le seguenti testimonianze:
Simone D'Andrea (doppiatore);
Paolo Ongaro (fumettista);
Davide Murmora e Fabio Valerio (rivista "Mondo Japan");
Stella Orsini e Marco Alabiso (Junior TV, terza ed ultima parte);
Takashi Saijo (animatore).
Patrizia Tapparelli (cantante sigle, prima parte).



Stante la mia antipatia di fondo, qualche sparuto commentatore qui sul blog mi ha tacciato, non a torto, di essere sociopatico, resta ciò che dicevano i latini, cioè "verba volant, scripta manent", ma anche "fiat voluntas tua", che si potrebbe aggiornare in "Sprea voluntas tua"   ^_^
Anche a me giungono voci lontane dal web, una delle ultime ha riguardato la trasformazione di "Anime Cult" da mensile a bimestrale... da quello che ho letto la motivazione addotta è stata che la casa editrice sia venuta incontro alle nostre lamentele di lettori/compratori delle testate Sprea, che ogni mese aumentavano di numero, aumentando anche l'esborso mensile.
Ergo ci sarà una alternanza in edicola tra "Anime Cult" e "Japan Magazine", un mese una, l'altro mese l'altra.
Io ringrazio umilmente il Ceo ed il consiglio di amministrazione della Sprea per aver pensato alle mie finanze personali, ma... ci sarebbero alcuni ma... ^_^
Nel numero 17 di A.C. sempre il nostro Ceo rassicurava che l'uscita del nuovo "Japan Magazine" non sarebbe stato in alcun modo in concorrenza con "Anime Cult", commentando le solite becere polemiche web secondo cui con la nuova rivista mensile dedicata a manga ed anime... "La Sprea si fa concorrenza da sola", replicava con incrollabile sicumera che... "Ma che concorrenza?"
Ma quindi il problema delle troppe testate Sprea su manga ed anime presenti ogni mese in edicola non era poi così tanto campato in aria?
Io il problema me lo ero posto relativamente, in quanto avevo già deciso che non avrei proseguito l'acquisto di "Japan Magazine" per la ripetitività quasi obbligata dei temi trattai con "Anime Cult".
Ora, però, il problema di questa bulimia edicolaia con più testate Sprea (AC, JM, gli speciali a frotte) che trattano tutti la medesima tematica, è diventato un mio problema, in quanto avevo sottoscritto un abbonamento annuale per un mensile e me lo ritrovo bimestrale...
Secondo il Consiglio di Amministrazione Sprea questa loro scelta mi permetterà di liberare risorse economiche per poter acquistare anche "Japan Magazine", mentre io non avevo e non ho alcuna intenzione di farlo, ergo mi ritroverò con una rivista da leggere ogni due mesi invece che ogni mese, come da sottoscrizione dell'abbonamento.
Il dubbio che mi è sorto è stato: 
ora i miei 12 numeri da abbonamento mensile diverranno 6 bimestrali?!

Per evitare di pendere da informazioni web poco attendibili, ho fatto la cosa più banale, telefonando all'ufficio abbonamenti Sprea, la cui gentile addetta mi ha assicurato sul fatto che il mio abbonamento proseguirà fino al numero da me sottoscritto, ergo si trasformerà in un abbonamento di 12 numeri bimestrali, cioè in un abbonamento bi-annuale. Questo perché, come spiegatomi dalla cortese addetta, io avevo pagato un abbonamento PRIMA della decisione di ridurre i numeri annuali, quindi non sarebbe stato corretto dimezzare i numeri spediti.
Sorge, però, un altro dubbio, che si potrà dissipare solo con il tempo, lungo tempo... la rivista "Anime Cult" resterà in edicola per due anni?
E se la Sprea decidesse di interrompere la testata far un anno e mezzo, quando i numeri da me sottoscritti non saranno usciti tutti, cosa ne sarà dei mie soldini?
Io ho fatto un abbonamento annuale anche perché ritenevo che ancora un anno la rivista sarebbe restata in edicola, ma per due anni?
Se avessi saputo che "Anime Cult" sarebbe divenuto bimestrale, non avrei rinnovato l'abbonamento...
Chiaro che questa decisione di trasformarmi un mensile in bimestrale non mi rende euforico, era la prima volta che acquistavo una rivista in abbonamento, credo che non ci sarà una seconda volta.
Non mi è chiaro, però, da quando AC diverrà bimestrale, in quando di fianco all'editoriale del Ceo, che non tocca minimamente la questione, c'è il solito avviso che il prossimo numero sarà in edicola il 23 luglio, quindi salteranno agosto per ritornare in edicola a settembre?



Il primo articolo della rivista è sui bolidi degli anime, molto da forum come scritto, infatti, giocoforza, se si decide di trattare l'argomento (era proprio necessario?), non si può non citare la solita moto di Hiroshi Shiba che ad ogni trasformazione si sfracellava al suolo, ma nell'episodio successiva era sempre bella intonsa.
Caso ha voluto che nel contempo mi sia arrivato il solito meme sul medesimo tema, solo che i meme e i forum, in cui la "curiosità" esposta da AC venne sollevata più di due decenni addietro, sono gratis, la rivista no.
A mio avviso cercare di "diversificare" gli articoli con temi da web gratuito, come questo, è poco efficace, specialmente se il target sarebbero fan dell'animazione giapponese in Italia, se poi il target è cambiato, volendo puntare su lettori occasionali, potrebbe anche aver senso.
Un articolo simile era presente anche nel numero precedente, "Siamo tutti traumatizzati" ispirato dalla pagina FB di "Recensioni Malsane Reloaded".

sabato 18 maggio 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 19)


La copertina del numero 19 è dedicata alla combattente della Luna, in quanto lo speciale è dedicato a lei, con un focus sull'edizione italiana. La Sprea nel luglio 2023 aveva pubblicato un dossier su "Sailor Moon e le altre magiche combattenti", gli autori sono differenti (mi pare, non ho controllato articolo per articolo), quindi l'approccio è di certo diverso, resta la tematica identica.
Per conto mio, non essendo un fan della serie, posso valutare poco o nulla i contenuti, a cui, comunque sono interessato solo come fenomeno generale sull'animazione giapponese in Italia post "first impact" di Goldrake e soci.
Per i miei gusti ed interessi personali il pezzo forte del numero restano le interviste, che, a parte quella a Takahata del 1995, sono tutte a personaggi italiani ed attuali:
Marco Balzarotti (doppiatore);
Claudio Acciari (disegnatore);
Guido Silvestri, alias Silver;
Stella Orsini e Marco Alabiso (Junior TV, seconda parte di tre);
Carlo Maria Cordio (musicista, arrangiatore e direttore d'orchestra).

La somma di tutte queste testimonianze, presenti nei 19 numeri di "Anime Cult", ci propongono una panoramica interessante su vari risvolti (musicale, editoriale, doppiaggio etc. etc.) inerenti l'animazione giapponese in Italia dagli anni 70 all'attualità.

Mi corre l'obbligo, però, di fare un passo indietro di un mese, al numero 18 di "Anime Cult"...


Uno degli articoli riguardava i film live ispirati alle serie animate nipponiche, qualche giorno dopo aver postato la recensione mi è stata fatta notare una possibile svista abbastanza grossolana ed incredibile, che durante la mia lettura un po' tanto superficiale dello scritto non avevo colto.
Ho ricontrollato, ho chiesto di ricontrollare anche alla mia fonte, ed effettivamente l'errore pare abbastanza macroscopico...
In realtà avevo notato che nella parte dedicata ai "film mai visti in Italia..." era inserito anche il film nippo-francese di "Lady Oscar", ma sinceramente non ho assolutamente immaginato che lo si potesse dare per inedito in Italia... praticamente ho saltato la lettura di qesta parte, annotando nella recensione solo che mancava Polimar.
Non mi pare il caso di linkare informazioni che provino la trasmissione in Italia del film di "Lady Oscar", sarebbe una di quelle 100 o 200 cose da dare per acquisite...
Inoltre viene considerato inedito in Italia anche il film statunitense "Speed Racer" di "Superauto Mach 5", che ai tempi ho visto e non mi piacque neppure un po', ergo ho cannato due volte nella recensione un po' troppo superficiale.
Una delle spiegazioni che cerco di darmi per due scivoloni tanto eclatanti, specialmente il primo su "Lady Oscar", è che in fase stampa ci sia stato qualche refuso editoriale che abbia mischiato i paragrafi dell'articolo, facendo finire questi due film nella parte sbagliata dello scritto.
L'unica mia scusante per una lettura così superficiale della rivista è che non si può controllare tutto, cioè... alcune cose dovrebbero essere date per acquisite.
Altrimenti la critica giusta che viene mossa ai contenuti web sulla loro occasionale poca affidabilità (compreso questo blog), in quanto parte di un mondo gratuito portato avanti da meri fan (magari) con poca preparazione, verrebbe a cadere, se in riviste a pagamento trovi errori così salviniani...

Torno al numero 19 di questo mese.