CERCA NEL BLOG

Visualizzazione post con etichetta Saggistica letteratura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Saggistica letteratura. Mostra tutti i post

domenica 12 luglio 2026

Il fantasy nella letteratura giapponese

 


TITOLO: Il fantasy nella letteratura giapponese
AUTORE: Massimo Soumaré
CASA EDITRICE: Lindau
PAGINE: 173
COSTO: 19
ANNO: 2026
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791255843429


Non sono un lettore di romanzi e quindi non lo sono di romanzi fantasy nipponici.
Di "fantasy" in generale la mia conoscenza si riduce a:
ho letto quasi tutto di Tolkien;
ho giocato ad un buon numero di RPG nipponici per "Play Station 1", ovviamente i "Final Fantasy", "Alundra", "Star Ocean", "Breath of Fire" ed altri titoli (poi basta);
ho visto un certo numero di anime, ultimamente un paio "isekai";
zero manga.

Il saggio l'ho comprato essenzialmente per l'autore, che conosce la cultura giapponese e tutto ciò che di arriva fino a noi in varie versioni.
In tutto il libro vengono citate ed analizzate numerose opere, valutando anche i vari personaggi presenti nella trama.

Il primo capitolo è un esauriente excursus storico su come dagli anni 80 si sia sviluppato il genere fantasy nipponico, nascendo grazie, ma non solo, ai videogiochi RPG delle tante console del periodo.
Vengono elencati e trattati, ovviamente, anche i romanzi fantasy del periodo, con accenni ad anime e manga.

Il secondo capitolo spiega come in Giappone esistano due filoni del genere fantasy.
Quello classico inerente il medioevo europeo, con armature, draghi etc.
Quello prettamente asiatico, riconducibile alle leggende, ai miti e al folklore cinese, giapponese e coreano.
C'è poi un terzo gruppo aggiuntivo, quello del "fantasy urbano".
Il capitolo si sofferma sulle differenza tra i due filoni narrativi, su come e quando queste si siano sviluppate, sempre riportando numerosi titoli quali esempi concreti.

lunedì 24 aprile 2023

Giappone: La cultura Pop. Manga, videogiochi e arte - volume 5 della collana "Giappone cultura e tradizioni del paese del Sol Levante" del Corriere della Sera



TITOLO: Giappone: La cultura Pop. Manga, videogiochi e arte - volume 5 della collana "Giappone cultura e tradizioni del paese del Sol Levante" del Corriere della Sera
AUTORE: 
CASA EDITRICE: RCS Mediagroup
PAGINE: 127
COSTO: 9,99 
ANNO: 2023
FORMATO: 23 cm x 19 cm
REPERIBILITA': disponibile in edicola
CODICE ISBN: 9772037021563


Ringrazio Susy per avermi informato di questa iniziativa editoriale della "RCS" distribuita tramite le edicole.
Non è la prima volta che la "RCS" pubblica saggistica sul Giappone, ma nella precedente occasione, se non sbaglio, erano tutte riedizioni, gran parte delle quali già in mio possesso.
Il fatto che una casa editrice importante pubblichi ancora settimanalmente della saggistica sul Giappone, ma questa volta con titoli nuovi editati appositamente per questa collana, rende bene l'attuale ondata di interesse verso il Giappone:

Mi pare di poter affermare che la collana sia dedicata ai neofiti della cultura giapponese, cosa per nulla negativa, l'importante è che le informazioni siano di stimolo per ulteriori approfondimenti.
Pensiamo solo a quanti pregiudizi sull'animazione nipponica si sarebbero potuti evitare se tra il 1978 e il 1982, visto il successo dei cartoni animati giapponesi, a qualche casa editrice fosse venuto in mente di pubblicare una collana simile!
Ma la collana in questione merita di essere acquistata?
Come si può notare da questo post io già saltato i primi quattro numeri, in quanto le tematiche trattate non incontrano il mio interesse.


Direi che in particolare mi ha colpito la scelta del titolo e dei contenuti del primo numero:
"La ricerca della felicità"

Ma può una società di uno Stato democratico che ha uno dei tassi di suicidio più alti del pianeta, compresi i suicidi di minorenni, in qualsiasi modo elargire una ricetta della felicità per il resto degli abitanti del pianeta?
La scelta del titolo mi è parsa così assurda che sono stato ben lontano dal primo numero.
Anche il titolo del secondo numero non l'ho capito, la natura è perfetta ovunque, non solo in Giappone.
Il terzo numero verteva su Tokyo, e io non ho alcuna fascinazione per questa città.
Il quarto numero si occupava di cultura culinaria, e io mi limito a mangiare, non lo studio il cibo.
Arriviamo al quinto numero, che, invece, raggruppava più argomenti inerenti questo blog:
in particolare manga, anime e videogiochi.
Come sono trattati?
Premetto che in neanche 130 pagine (di cui quasi 60 di immagini...) non è che si possa approfondire delle tematiche tanto vaste, si comunica al lettore delle nozioni base, ovviamente le informazioni devono essere precise.
Lo sono?
Lo sono meno di quello che mi sarei aspettato per della saggistica pubblicata dalla "RCS" nel 2023 con numerosi siti on line da consultare ed una corposa saggistica già pubblicata praticamente su ognuno dei temi toccati da questo quinto numero.
Ecco, se forse si fossero eliminate tutte le inutili 60 pagine di immagini, magari ci sarebbe stato lo spazio per essere un po' più approfonditi e magari precisi. Diciamo che ormai ha preso piede la prassi in numerose case editrici di riempire le pagine di immagini invece che di scritto, si vede che costa meno.
Di seguito riporto un certo numero di errori che a me, da appassionato della tematica, sono saltati subito all'occhio, mi sono parsi veramente eclatanti, sono in gran parte concentrati nel capitolo sugli Anime, quello che conosco meglio. 
Ovviamente non vuol dire che non ne siano presenti altri, magari per le serie tv e film che non conosco, i manga che non ho letto, i videogiochi a cui non ho mai giocato o la letteratura, di cui sono ignorante.
Forse in alcuni casi potrei aver equivocato lo scritto, perché impostato in maniera non chiarissima, ma in generale, per uno che il periodo dal 1978 al 1982 lo ha vissuto e ne ha letto parecchio, certe inesattezze sono imperdonabili.
Chiedo scusa per la durezza del giudizio.
Procederò in ordine di impaginazione, fatta accezione per la pagina numero 42, che ho ribattezzato la pagina della "vergogna"   ^_^




Secondo gli estensori la serie del Gundam ebbe la caratteristica di condannare la guerra, cercando di educare le nuove generazioni a rifiutarla.
Sia che si consideri la prima trasmissione giapponese nel 1979 o quella italiana nel 1980 mi pare che la tematica fosse già stata trattata.
In Italia avevamo visto Actarus nel 1978 disperarsi per dover pilotare di nuovo Goldrake, in Giappone avevano già visto "Zambot 3" nel 1977. Solo chi non ha mai visto la serie di "Zambot 3" può arrivare a considerare Gundam la prima serie contro la guerra.

Se è vero che Goldrake e Jeeg furono tra i primi anime arrivati in Italia, è assolutamente falso inserire in questa lista anche il Gundam, giunto nel 1980, dove in mezzo ci sono 10 mesi del 1978, se partiamo da Heidi trasmessa in febbraio, più tutto il 1979!!!
Non è neanche vero che queste tre serie vennero censurate, in particolare Jeeg venne tradotto praticamente uguale, se non per poche inezie, compresi i nomi corretti.
Mentre Goldrake e Gundam subirono degli adattamenti tra cui il cambio dei nomi, ma non dovuti a censure.

domenica 3 giugno 2018

Lovecraft e il Giappone. Letteratura, cinema, manga, anime


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Lovecraft e il Giappone. Letteratura, cinema, manga, anime
AUTORE: Gianluca Di Fratta
CASA EDITRICE: Società Editrice La Torre
PAGINE: 205
COSTO: 18,5 €
ANNO: 2018
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:
9788896133330

Per me questa recensione risulterà molto agevole, in quanto, non avendo mai letto nulla di Lovecraft e detestando le produzione horror (non di carattere fantasy), non posseggo il ben che minimo metro di paragone per valutarne il contenuto ^_^
Mi son limitato a leggerne lo scritto fidandomi dell'autore, abbastanza pratico di argomenti inerenti il Giappone, e degli altri cinque co-autori.
Mi pare fin superfluo consigliare lo scritto solo a chi sia un fan di Lovecraft, anche se non è un appassionato di film, narrativa ed animazione giapponesi.
L'unica cosa che non ho compreso bene è il perché il titolo venga ascritto al solo Di Fratta, visto che vi partecipano altri 5 saggisti con contributi di poco inferiori per numero di pagine.
Posso solo, dal mio punto di vista di accumulatore seriale di saggi su anima e manga (e Giappone), rimarcare il costante ed encomiabile impegno negli anni della casa editrice Società Editrice La Torre in questo campo, che è rimasta praticamente l'unica a pubblicare su questo versante .
Nell'introduzione Di Fratta spiega come e in che tempistica si diffusero gli scritti di Howard Phillips Lovecraft.
Il primo capitolo, ad opera di Gino Scatasta, analizza gli scritti e le tematiche di HPL.
Nel secondo contributo, di Massimo Soumarè, come, quando (sostanzialmente nei primi anni 80) e ad opera di chi, HPL divenne famoso in Giappone. Sono elencati gli autori nipponici palesemente influenzati da Lovecraft, tra cui Haruki Murakami.
Antonio Tentori indaga l'influenza di HPL nei film d'orrore occidentali, in pratica dei film analizzati io ho visto solo Alien, La Cosa e Poltergeist.
Giacomo Caloria effettua la medesima operazione del capitolo precedente, ma sul versante dei film horror giapponesi, che mi sono totalmente sconosciuti.
Nel quinto capitolo Di Fratta si concentra sul mondo di HPL nei manga, dividendoli in tre gruppi:
citazioni lovecraftiane nel fumetto giapponese; i manga che non citano il mondo di HPL, ma ne ripropongono le atmosfere; i manga che offrono un adattamento dei racconti di Lovecraft.
Nell'ultimo capitolo Riccardo Rosati esegue la medesima operazione per quanto riguarda l'animazione giapponese.
Il saggio termina con le conclusioni di Di Fratta.


domenica 4 ottobre 2015

Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno



AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



TITOLO: Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 487
COSTO: 25 €
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Raro nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854879393

Questo libro nasce in onore della celebrazione di due anniversari:
il cinquantesimo anno dall’inaugurazione del Nihon Bunka Kaikan di Roma e il quarantesimo anno dalla fondazione dell’Associazione Italiana di Studi Giapponesi.
Infatti in uno dei primi contributi, che funge un po' da prefazione, Iwakura Tomodata rievoca la nascita del Nihon Bunka Kaikan di Roma, essendone stato tra i primi docenti.
Il saggio è diviso in cinque sezioni, e contiene 22 diversi contributi su tematiche differenti. Non essendo io un tuttologo nippologico, alcune tematiche mi sono estranee, altre non le ho proprio capite, ergo ho evitato di recensire le parti che non capito o che trattano argomenti che non mi interessano. Questo è lo svantaggio di questa tipologia di saggio, alcuni temi li si trova interessanti, altri poco o nulla, alcuni contributi sono scritti in maniera che anche un neofita possa intuirne il senso, altri sono scritti solo per gli addetti ai lavori.


Il Giappone nel diritto comparato. Un'analisi socio-legale attraverso la percezione del contenzioso
Giorgio Fabio Colombo

Il basso tasso di ricorso agli avvocati è un aspetto della società giapponese che molto spesso viene portato ad esempio della “diversità” della società nipponica rispetto al nostro occidente, o all'Italia.. L'autore smentisce questa asserzione abbastanza radicata, entrando, pur nell'esiguo numero di pagine, nel meccanismo legale nipponico.
Il contributo di Giorgio Fabio Colombo sarebbe da leggere assieme agli altri libri che sono usciti in Italia sulla medesima tematica:
L'unica grossa pecca sono le citazioni lasciate cortesemente in inglese, i miei 25 euro ringraziano sentitamente...


La Mano degli dei. La frode Fujimura e l'origine dei giapponesi
Simone Dalla Chiesa

Quando ancora non esisteva il web, il mio interesse per il Giappone era il medesimo, più concentrato sugli articoli giornalistici, a dire il vero abbastanza rari. Un fatto di cronaca giapponese che ricordo di aver letto, e che mi colpì molto, fu quello dell'archeologo dilettante (non laureato!!!) Fujimura Shin'ichi, che aveva il dono di trovare reperti in luoghi dove nessuno prima aveva mai recuperato nulla. 
Questo scritto mi ha permesso di riportare a galla la memoria di quei lontani articoli, oltre a darmi una panoramica più chiara sui fatti accaduti. 
Nel contributo di Simone Dalla Chiesa viene ben spiegato in cosa consistette la clamorosa frode del paleolitico inferiore ad opera di Fujimura, che nel novembre del 2000 venne beccato in flagranza di reato da un quotidiano nazionale, mentre interrava reperti archeologici che, in seguito, esso stesso avrebbe scoperto. L'inganno durava incredibilmente da 25 anni, con Fujimura che scovava miracolosamente reperti eccezionali in luoghi già ampiamente sondati, e che mai avevano dato alla luce oggetti simili. Nonostante alcuni studiosi avessero sollevato dubbi sulla autenticità dei ritrovamenti, portando a loro sostengo l'irregolarità degli scavi e numerose anomalie scientifiche dei pezzi, la grande maggioranza degli studiosi fingeva di non vedere le incongruenze di quei reperti. Infatti, grazie alle straordinarie scoperte di Fujimura, che dimostrava per lo meno una fortuna a dir poco sospetta, si poteva teorizzare la superiorità e l'unicità degli uomini preistorici nipponici, e quindi della “razza giapponese”.
Il capitolo andrebbe letto una volta al mese ai fanatici del Giappone.

sabato 11 aprile 2015

I dieci colori dell'eleganza, saggi in onore di Maria Teresa Orsi


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: I dieci colori dell'eleganza, saggi in onore di Maria Teresa Orsi
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 660
COSTO: 25 €
ANNO: 2013
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854858565


Il libro contiene ben 35 saggi su vari aspetti del Giappone, il cui tema conduttore è, però, l'intenzione di omaggiare Maria Teresa Orsi, importante studiosa di tematiche giapponesi.
Dato che non sono un tuttologo nipponista, mi pare giusto ammettere che non ho potuto fare una recensione completa dei 35 capitoli, alcuni dei quali contengono argomenti che non conosco assolutamente e/o che non mi interessano assolutamente e/o che non sono neppure in grado assolutamente di comprendere. Per esempio, come si può vedere dall'indice dei libri, non sono un lettore di romanzi, quindi la letteratura mi è praticamente sconosciuta, e non solo quella.
Direi allucinante il capitolo "Il sincretismo di caso in giapponese. Regolarità e casi problematici", di cui metto la scan della prima pagina, tanto per rendere l'idea...
Nel saggio, invece, c'erano argomenti che mi interessava approfondire, in quanto poco indagati da altri libri, e che mi hanno spinto al suo acquisto. Ergo questa sarà una recensione parziale, nei limiti di ciò che più o meno conosco.
Devo, purtroppo, far notare che, forse a causa anche delle 660 pagine del libro, queste tendono a staccarsi... la rilegatura non le tiene... quindi bisogna evitare, almeno nella mia copia, di aprire troppo il libro... considerando che costa 25 euro è un difetto poco accettabile.
Come spesso accade in saggi considerati per gente colta, molte citazioni in inglese o francese sono state lasciate in inglese o in francese... ringrazio sentitamente gli autori e la casa editrice per la gentile cortesia a fronte dei 25 euro spesi per l'acquisto del libro.
Per ogni capitolo ho scritto, dove mi è stato possibile, un minimo di descrizione del suo contenuto. 

domenica 27 aprile 2014

Japan Pop: parole, immagini, suoni dal Giappone contemporaneo


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Japan Pop: parole, immagini, suoni dal Giappone contemporaneo
AUTORE: autori vari a cura di Gianluca Coci
CASA EDITRICE: Aracne Editrice
PAGINE: 711
COSTO: 27 €
ANNO: 2013
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854860025


Il corposo saggio curato da Gianluca Coci si divide in quattro parti tematiche, per un totale di 20 capitoli a cura di altrettanti autori, sia italiani che stranieri. C'è subito da dire che il sottotitolo del libro che recita“...dal Giappone contemporaneo” è veritiero, infatti tutti i temi trattati, pur comprendendo spesso un riepilogo storico, arrivano fino ai giorni nostri. Sottolineo questo aspetto perché mi è capitato di leggere altri saggi con una struttura come questa, ma i cui contributi erano datati o riciclati da altri libri.
Una bella caratteristica del saggio è che a conclusione di ogni singolo contributo viene presentata una intervista al soggetto dell'analisi, oppure ad uno dei personaggi citati, tutto questo rende più diretto il saggio, permettendo al personaggio di esprimersi, oltre al piacere di leggere spesso degli aneddoti di artisti famosi e talentuosi, rendendo piacevole la lettura anche di argomenti in cui si è poco o per nulla ferrati. Tanto per fare un solo esempio io sono totalmente ignorante riguardo la poesia, non parliamo poi di quella giapponese, ma l'intervista a Tanikawa Shuntaro l'ho trovata interessantissima.
Mi pare corretto avvertire che dei quattro temi in cui è diviso il saggio io mi posso considerare un minimo ferrato della “Parte II, Anime e Manga”, ho una conoscenza superficiale della “Parte III, Cinema”, ma per il solo motivo che ho visto qualche film giapponese. Mentre le mie conoscenze sono assai scarse riguardo la “Parte I, Letteratura”, e praticamente nulle per ciò che concerne la “Parte IV, Arte-Poesia-Teatro”, se non per la lettura di altri saggi, che, per esempio, trattavano le opere di Mori Mariko.


martedì 4 giugno 2013

Pagine Meiji (1868-1912)


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Pagine Meiji (1868-1912)
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Bulzoni Editore
PAGINE: 313
COSTO: 27 €
ANNO: 2009
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788878704015
  
Faccio una breve premessa. Ho scoperto questo libro in giro per il web, ho provato a cercare informazioni sul suo contenuto, visto che il periodo Meiji mi interessa, però non ci sono riuscito. Avrei dovuto insistere prima di comprarlo, infatti pensavo fosse un saggio storico sul periodo Meiji, invece è un saggio sugli scrittori/scrittrici della letterature giapponese del periodo Meiji. Come si può vedere tra i miei libri la narrativa non è presente, ergo mi son ritrovato un corpo estraneo tra le mani, ma ormai lo avevo comprato.
Quindi non darò nessun giudizio sul libro, dato che non conosco in nessun modo il tema trattato, mi limiterò ad una didascalica illustrazione del suo contenuto, che se avessi trovato sul web mi avrebbe evitato di spendere 27€...

domenica 26 maggio 2013

Perdendo il Giappone, identità occidentale nella letteratura contemporanea nipponica


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Perdendo il Giappone, identità occidentale nella letteratura contemporanea nipponica
AUTORE: Riccardo Rosati
CASA EDITRICE: Armando Editore
PAGINE: 62
COSTO: 8€
ANNO: 2005
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788883587528

L'autore analizza 2 romanzi contemporanei, Norwegian Wood di Murakami Haruki e Trash di Yamada Eimi, con lo scopo di dimostrare e criticare la tendenza che i nuovi scrittori nipponici (compresa Banana Yoshimoto) hanno di estirpare la radice nipponica dai loro libri. Dato che io non ho letto nessuno dei 2 romanzi analizzati non posso valutare bene la validità dell'opera in se, però fa parte di quei libri scritti ad uso e consumo dei colleghi docenti universitari dell'autore. Perché il libro è scritto in maniera poco comprensibile per un normale lettore. Inoltre nel breve saggio sono riportati sovente brani dei 2 libri, per dimostrare quanto poca giapponesità ci sia nei 2 autori, peccato che sono in inglese!!!! Sinceramente non so se Norwegian Wood e Trash siano stati tradotti in italiano, però non sarebbe bastato molto per tradurre queste parti... Morale? Se avete letto i 2 libri ed avete un'infarinatura di letteratura vi consiglio il saggio, per tutti gli altri, come me, lasciate perdere!
La foto in copertina con Rei Ayanami trae in inganno (il sottoscritto per primo...) nessun accenno ad anime e manga è presente in questo saggio, resta il dubbio sul perché l'abbiano messa...
Questo libro non è reperibile nelle librerie, io l'ho trovato sul sito di IBS