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martedì 1 settembre 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 15 luglio (n° 28) al 30 dicembre (n° 51) 1979 - parte 2 di 2


A marzo avevo postato una rassegna di prime apparizioni di pubblicità presenti all'interno de "Il Giornalino" per l'annata 1978:


Stante qualche possibile sparuta dimenticanza, penso di aver proposto una panoramica quasi del tutto esauriente.
La medesima operazione di screening della prima apparizione di una pubblicità l'ho svolta per l'annata 1979, penso, di nuovo, in maniera abbastanza esaustiva, la prima parte al link qui sotto:

Come l'altra vota ho diviso in due post il totale delle pubblicità recuperate.
Rispetto alle pubblicità presenti sui "Topolino", queste de "Il Giornalino", hanno tre vantaggi:
sono di numero inferiore;
sono di qualità maggiore;
hanno un formato più grande.

Di nuovo inserisco prima le scan delle pubblicità e a chiudere la copertina del numero che le conteneva.

Con questo post concludo la rassegna del 1979, magari il 1980 verso fine anno  :]



Avevo già inserito una pubblicità dei ghiaccioli "Eldorado" nella prima parte del 1979, ma questa è diversa, inoltre, nonostante l'inflazione, il costo era rimasto invariato a 100 lire


Si potrà notare che le pubblicità delle macchinine "Mebetoys" della "Mattel" sono numerose.

venerdì 28 agosto 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 1 gennaio (n°1) al 1 luglio (n° 26) 1979 - parte 1 di 2


A marzo avevo postato una rassegna di prime apparizioni di pubblicità presenti all'interno de "Il Giornalino" per l'annata 1978:


Stante qualche possibile sparuta dimenticanza, penso di aver proposto una panoramica quasi del tutto esauriente.
La medesima operazione di screening della prima apparizione di una pubblicità l'ho svolta per l'annata 1979, penso, di nuovo, in maniera soddisfacentemente esaustiva.
Come l'altra vota ho diviso in due post il totale delle pubblicità recuperate.
Rispetto alle pubblicità presenti sui "Topolino", queste de "Il Giornalino", hanno tre vantaggi:
sono di numero inferiore;
sono di qualità maggiore;
hanno un formato più grande.

Di nuovo inserisco prima le scan delle pubblicità e a chiudere la copertina del numero che le conteneva.
Per i primi numeri del 1979 ci sono meno pubblicità e mancano alcun numeri perché erano proposte anche quelle della fine del 1978.
Per fare questi post ho verificato continuamente le pubblicità esistente nel 1978, per non ripeterle nel 1979, presumo di non aver reiterato nulla, ma magari qualcosa mi è sfuggito.
Rispetto ai due post linkati sopra, con le pubblicità del 1978, non ho stilato la classifica con le percentuali per tipologia di pubblicità, non mi era riuscita benissimo come idea  :]
Nel caso interessasse, ce la si può calcolare per proprio conto.
A fronte di due post che avranno poco testo scritto da parte mia (almeno si salvaguarda la sintassi), assicuro che ci sono volute parecchie ore per prepararlo  ;) 

Mi auguro che ognuno ritrovi la pubblicità dell'articolo che aveva o desiderava  ^_^
Annotazione per la prima scan ad inizio post:
"Il Giornalino" riservava alla "Sebino" una mezza pagina di pubblicità in seconda pagina per ogni numero, promuovendo tutta la sua gamma di giocattoli, non solo per bambine.


sabato 7 marzo 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 25 giugno (n° 26) al 31 dicembre (n° 52) 1978 - parte 2 di 2


Seconda ed ultima parte della rassegna delle prima apparizione di una pagina pubblicitaria su "Il Giornalino", questa volta dal 25 giugno (n°26) al 31 dicembre (n° 52) 1978.
La prima parte:

Quando ho scannerizzato le immagini per il primo post (quello linkato qui sopra) non mi sono accorto che avrei dovuto inserire anche il numero 26, così da dividere equamente i contenuti dei due post.
Quindi anche le percentuali (a spanne) che inserisco per dare un'idea di quante e di quali generi fossero le prime pubblicità mostrate, soffrono di questo errore inziale.
Comunque lo scopo originario è solo quello di vedere quelle pubblicità di medio/grande formato, rispetto a quelle dei "Topolino" che erano più piccole e con una qualità della carta inferiore.
Stavolta le scan inserite in questo post sono 162, ma togliendo le copertine dei "Il Giornalino" (che datano ogni pubblicità chiudendone ogni sequenza), siamo a 136 immagini di pubblicità.
Ribadisco, ho selezionato solo la prima volta che una determinata pubblicità è stata mostrata (non il numero totale), se il medesimo articolo è pubblicizzato in varie versioni, l'ho inserito ogni volta.
Facendo qualche percentuale a spanne, si ottiene:
cibi (merendine/caramelle/gelati) = 20,5%;
fumetti/libri = 2%;
bambole = 16%;
sport/abiti = 2%;
igiene = 0,7% (solo il dentifricio "Paperino's");
cartoleria = 5%;
giocattoli vari = 13%;
Big Jim = 17,5%
Barbie = 9%;
Mupi = 0,7%;
giochi in scatola = 6%;
musica = 1,5%

Aggiungo i "Trenini", che nel precedente post avevano una sola nuova pubblicità, quindi li avevo inseriti nel novero dei "giocattoli vari", mentre stavolta sono mostrati con 5 nuove pubblicità, quindi il 3,5%.
Anche per questo motivo le percentuali sono solo indicative (a spanne).
I due inserzionisti più importanti della rivista restano la "Mattel", con il 34,5% di nuove pubblicità, e la "Sebino", con l'11%.

Rifacendo i conti (a spanne e con vari arrotondamenti) sommando le immagini pubblicitarie dei due post (cioè 109+136), quindi con 245 scan di prime pubblicità, il risultato è il seguente:
cibi = 22,5%;
fumetti/libri = 3,5%;
sport/abiti = 2,5%;
bambole = 14,5%;
cartoleria = 5%;
igiene (solo il dentifricio "Paperino's") = 3%;
giocattoli vari = 14,5%;
Barbie = 7,5%;
Big Jim = 15%;
Mupi = 1%;
giochi in scatola = 5%;
musica = 1%;
trenini = 2%.

Nell'intera annata 1978 la "Mattel" inserì ne "Il Giornalino" il 29% di tutte le nuove pagine pubblicitarie, mentre la "Sebino" il 12%.
Non saprei dire il valore di questi miei conti a caso, ma ormai le 245 scan le avevo fatte   ^_^



E' da quando son bambino che non mangio i formaggini... chissà se oggi nella confezione ci mettono ancora figurine o adesivi.

giovedì 5 marzo 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 1 gennaio (n°1) al 18 giugno (n° 25) 1978 - parte 1 di 2


(forse da qualche parte ho salvato una di queste monete, forse...)

Ripassando in rassegna "Il Giornalino" 1978 per cercare eventuali info sulla mascotte "Omega Tilt", mi son ricordato quanto fossero belle, e quindi più facili da ricordare nel tempo, molte delle pagine pubblicitarie presenti all'interno della rivista.
Mi è parso il caso di mostrare ogni prima apparizione di una pubblicità, non solo di giocattoli, ma di qualsiasi articolo.
Mentre le pubblicità nei "Topolino" sono spesso mostrate sul web, quelle de "Il Giornalino" non mi pare abbiano molto spazio. La differenza sostanziale tra le due testate, oltre dal numero inferiore di pubblicità presenti ne "Il Giornalino" (ergo più facili da postare), è il formato più grande de "Il Giornalino" e la pagina patinata, che ne aumentano la qualità.
In questo post ho inserito 134 scan, da cui vanno sottratte le 25 copertine de "Il Giornalino" (sempre come ultima scan della serie), inserite per poter datare la presenza della prima pubblicità, quindi dal n° 1 al n° 25 (metà anno) mostro 109 pagine pubblicitarie. 
Ribadisco, ho selezionato solo la prima volta che una determinata pubblicità è stata mostrata (non il numero totale), se il medesimo articolo è pubblicizzato in varie versioni, l'ho inserito ogni volta.
Facendo qualche percentuale a spanne, si ottiene:
cibi (merendine/caramelle/gelati) = 25%;
fumetti/libri = 5,5%;
bambole = 12%;
sport = 4%;
igiene = 6,5% (solo il dentifricio "Paperino's");
cartoleria = 4,5%;
giocattoli vari = 16,5%;
Big Jim = 12%
Barbie = 5,5%;
Mupi = 2%;
giochi in scatola = 4,5%;
musica = 1%

L'azienda che più investiva in pubblicità all'interno de "Il Giornalino" era la "Mattel", con il 23% di prime pubblicità qui mostrate, segue la "Sebino", con il 13%.
Per quanto riguarda i cibi tenevano banco le creme da spalmare:
Nutella con 4 prime pubblicità;
Ergo Spalma con 3 prime pubblicità (la prima qui sopra);
Ciocovella con 2 prime pubblicità;
Ciao Crem con una prima pubblicità;

La prima apparizione di una pubblicità con il testimonial di un anime è "Heidi", nel numero 17 del 23 aprile 1978 con tre articoli differenti (due della medesima azienda):
il budino della Danone, che regalava le figurine dell'album Panini;
il "Cinevisor", sempre della "Mupi".

In altri due post ho mostrato le pubblicità della rivista "Candy Candy", ma solo il merchandising di "Candy Candy":




La copertina indica che le immagini (prima pubblicità presente nell'annata 1978) precedenti erano in questo numero.

giovedì 18 dicembre 2025

TV Sorrisi e Canzoni n° 38 dal 21 al 27 settembre 1980 - "Guerre miliardarie: L'Impero arricchisce ancora", di Carlo G. Dansi

 


Qualche mese addietro mi è giunta richiesta di postare il "TV Sorrisi e Canzoni" numero 38 del settembre 1980, chiedo scusa per il ritardo, me ne ero completamente dimenticato  ^_^
Faccio ammenda inserendo praticamente tutto il numero, ho omesso solo un articolo sui "Pooh", di solito alleggerisco molto di più.

Piccola digressione: 
ho sempre inserito un watermark il meno invasivo possibile, il cui scopo era semplicemente quello di darmi la paternità della ricerca del materiale, acquisto, l'atto della scansione delle pagine, etc. etc.
Mi è stato consigliato di rendere meno facile la cancellazione del watermark "imagorecensio", obtorto collo ho dovuto prendere atto che aveva senso farlo, pur immaginando che renderò più ardua la consultazione delle scan/foto.
Ho quindi triplicato le scritte e raddoppiato la grandezza del carattere, spero di non doverle quintuplicare  :]

Il numero è impreziosito dalla copertina con il faccione di Dart Fener, o Darth Vader, come correttamente venne riportato nell'articolo, composto da ben otto pagine: un mega cineracconto  :]

C'è un articolo sul torneo di "Coppa Davis", che torna utile oggi, in piena isteria tennistica da emuli di Sinner  ^_^
Sono commentati anche il varietà "Black Out", lo sceneggiato "Delitto in piazza", il telefilm "Kingston Dossier Paura", un'intervista all'attrice Micaela Esdra.
Tutti questi sono scritti che facevano riferimento a programmi Rai.
E presente un approfondimento sugli spettacoli di Broadway.
L'inserto delle tv private locali è quello delle "Tre Venezie".



Un po' come tutti, ho sempre detestato gli spoiler, quando ancora non credo si chiamassero spoiler...
Andavi al cinema e sulle locandine c'erano immagini che non sempre erano solo illustrative di scene del film, ma erano gli articoli ad essere i più insidiosi, anche se meno di quello che capita oggi con trailers dove ti raccontano il finale e filmati web dove qualche genio ti svela tutto...
La doppia pagina è bella, ma già capivi che Luke si scontrava con il cattivo dei cattivi  :]


Di vecchi articoli su "Guerre Stellari" ne ho postati molti, non ho ancora capito perché in tanti giornalisti inserivano i nomi corretti originali e non quelli modificati italici... immagino che prendessero spunto da scritti di matrice statunitense, ma è possibile che l'estensore italiano non sapesse che in Italia avevano cambiato nome ad alcuni personaggi?

venerdì 12 settembre 2025

Rivista "Mediabook: sintesi trimestrale di prezzi, formati e dati di lettura ed ascolto dei principali mezzi pubblicitari" - n° 1 ottobre 1982 (solo parte dedicata alla televisione)


Nel precedente post mi ero rammaricato che una testata come "Andersen il mondo dell'infanzia" non fosse stata pubblicata dal 1978, visto che avrebbe potuto renderci molte più informazioni sull'avvento animazione in Italia, ma almeno la si può consultare in emeroteca.
Stavolta il rammarico è doppio, in quanto la testata "Mediabook" iniziò le pubblicazioni con questo numero di ottobre 1982, quindi lasciando senza analisi dei dati tutto il periodo precedente e in più non è assolutamente consultabile in nessuna emeroteca, se non per numeri sporadici.
Io ho comprato questo primo numero completamente a caso, senza sapere manco cosa fosse... sul web non si trova pressoché nulla... un vero peccato.
Pure la tanto osannata IA, che pare onnisciente ti risponde, se cerchi "Mediabook rivista"...
"Mediabook rivista" non sembra riferirsi a una rivista specifica, ma più probabilmente all'azienda Mediabook srl con sede a Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia), che è attiva nel settore dei libri e potrebbe pubblicare materiale o essere associata a pubblicazioni.

Chiaramente era una rivista di settore, a beneficio delle aziende pubblicitarie, ma dopo quattro decenni i dati ivi contenuti, specialmente per chi ha le conoscenze per valutarli al meglio, sono di un valore assoluto.
Praticamente in questo numero c'è una mini radiografia dei network televisivi appena pre monopolio Fininvest.


Qui sopra ciò che scrisse il lungimirante editore e ideatore di "Mediabook", Gian Marco Bragadin.


Il primo numero prese in esame tutti i media su cui si poteva fare pubblicità: quotidiani; settimanali; mensili; televisioni; radio; cinema; affissioni.

Visto lo scopo del blog, inserisco solo la parte riguardante le televisioni, a parte un paio di pagine introduttive.

giovedì 26 giugno 2025

Bambini & tivù , dati, riflessioni, esercizi e un questionario


TITOLO: Bambini & tivù 
AUTORE: Riccardo Bonancina e Marcello Frediani
CASA EDITRICE: Il Sabato
PAGINE: 96
COSTO: 5 
ANNO: 1987
FORMATO: 19 cm x 13 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 


Con questo breve saggio, che analizza l'offerta di programmi per bambini nel 1987, sono arrivato ad inserire ben 46 scritti che, a vario titolo e livello di approfondimento, toccarono la tematica animazione giapponese (qualche volta i manga in Giappone) in Italia dal dopo guerra ai primi anni 90 (fino a quando si sviluppò una saggistica di settore conscia dell'argomento).
L'etichetta riporta Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90, ma poi vi ho inserito titoli dal 1957 (prima o poi correggerò):


Ho scoperto man mano che alcuni di questi titoli erano presenti nella bibliografia di saggistica su anime e manga, una parte non minoritaria penso di averli scoperti io, resta che la panoramica qui esposta è consultabile solo su questo blog. 
Strano che ancora nessuno l'abbia inserita in contenuti a pagamento sfruttando la ricerca altrui  :]
Il motivo originario per cui ho iniziato questa tipologia di ricerca, fu la curiosità di capire se le imprecisioni e i pregiudizi che si ritrovano in gran parte degli articoli della carta stampata fino alla fine degli anni 80 fossero dovute solo alla fretta di mandare in stampa un quotidiano, anche se poi le ritrovavi pure in settimanali, mensili, bimestrali e semestrali... 
Forse con un po' più di calma nel dover scrivere un saggio o un contributo di un saggio, oppure avendolo scritto dopo il 1982/1983, quindi non più all'esordio dell'animazione seriale e cinematografica animata nipponica in Italia, gli autori riportavano meno imprecisioni e pregiudizi?
La risposta la si potrà desumere consultando le pagine che ho inserito di ogni libro dove si tratta di anime e qualche volta di manga.
Di certo in questo "Bambini & tivù" del 1987 (attenzione, 1987, non 1979) alcune topiche sono state reiterate, come l'uso del computer e il fatto che l'animazione giapponese che noi abbiamo visto dal 1978 fosse prodotta solo per l'esportazione all'estero, mentre le serie di qualità i giapponesi se le tenevano per loro...
Di solito non inserisco completamente un libro, ma solo le parti che trattano di animazione giapponese o manga, stavolta, però, oltre al fatto che il libro ha solo una novantina di pagine, la tematica è esclusivamente quella dei programmi televisivi offerti da "Rai 1", "Rai 2", "Canale 5", "Italia 1" e "Rete 4" ai bambini, con tanto di interventi di diretti interessati (tra gli altri Alessandra Valeri Manera, Luciano Scaffa, due presentatori di "Bim Bum Bam") e vari esperti (più o meno a caso).
Io nel 1987 ero già grandicello e quindi non seguivo le serie animate citate, anche se mi capitava di registrare anime un po' meno infantili oppure vecchi anime riproposti da piccole tv private.
Non seguivo più neppure "Bim Bum Bam" (tranne forse una volta che ritrasmisero "Lady Oscar") o altre trasmissioni per bambini citate, però, magari, altri appassionati un pelino più giovani (e che quindi non hanno vissuto il "first impact") potranno trovare interessante lo scritto.

L'indice elenca, oltre ai temi trattati, i partecipanti al dibattito svoltosi il 22 maggio 1987 a Milano.
Quattro i protagonisti diretti dei programmi per bambini, Paolo Bonolis, Emanuela Blanchard, Maurizio Nichetti e Cino Tortorella. Devo dire che i tre loro scritti, visto che Paolo Bonolis ed Emanuela Blanchard pare parlassero ad una voce sola, non apportano nulla di interessante.
Il contributo di Alessandra Valeri Manera mi è sembrato il più rivelatore, in quanto tocca l'argomento adattamenti e censure prima che fossero un tema polemico dei fans, ma comunque è stata l'unica che esponeva le sue idee citando ciò che trasmettevano e come.
Luciano Scaffa si è mantenuto, invece, sui massimi sistemi, il solito modo per non dire quasi nulla.
Il semiologo Francesco Casetti tratta più in generale l'uso del mezzo televisivo.
Anna Maria Natale è la voce del "Sindacato delle Famiglie", immagino uno di quei gruppi che tempestavano di telefonate l'ufficio Fininvest di Alessandra Valeri Manera quando vedevano mezza mutandina, un po' di sangue oppure Lupin III che fumava. 
E' lei, la Natale, che inanella la maggior parte di topiche nel libro, cioè... in pratica son tutte sue   :]
In altri punti il suo ragionamento può anche essere, magari, sensato, ma quando tocca l'argomento "cartoni animati giapponesi", si vede che le si gonfia la vena.  
Tra l'altro mi chiedo in base a cosa si autonominassero "Sindacato delle Famiglie"... di tutte le famiglie d'Italia?   >_<

lunedì 23 giugno 2025

Promozione e pianificazione di spot televisivi e pagine pubblicitarie di giocattoli sulle riviste su "VG Vendogiocattoli" e "Il Giornale dei Giocattoli"


Tra il tantissimo materiale presente sulle testate "Il Giornale dei Giocattoli" e "VG Vendogiocattoli" (che avrei dovuto fotografare in toto) c'erano un certo numero di pagine promozionali che mostravano come e quanto si volesse pianificare una campagna pubblicitaria per una o più tipologie di giocattoli in uscita nelle settimane o mesi successivi.
Quindi, per esempio, la "Ceppi Ratti" o la "Clementoni" spiegavano ai negozianti/grossisti che l'articolo da loro promosso sarebbe stato pubblicizzato in televisione e/o sulle riviste per bambini/ragazzi un tot numero di volte. Garantendo, perciò, un numero alto di vendite, visto che noi eravamo dei minus habens che si facevano comprare qualsiasi cosa pubblicizzata...  T_T
Alcune di queste pagine le ho già mostrate nei relativi post su "Il Giornale dei Giocattoli" e "VG Vendogiocattoli", ma ha un senso riproporli in questo dove mostro quelle che avevo lasciato in sospeso:




Nel post ho inserito anche delle ripetizioni, questo perché la stessa pagina promozionale riguardante una specifica campagna pubblicitaria poteva essere stata inserita sia in "Il Giornale dei Giocattoli" che "VG Vendogiocattoli", tanto per capire quale testata, eventualmente, la inserì per prima.
Chiaramente qui non si parla solo di giocattoli dei cartoni animati giapponesi, ma di giocattoli in generale.
Alla fine inserisco ogni volta la copertina della testata, per confermare la datazione di ciò che mostro prima.

Quella sopra (come si può vedere dalla copertina qui sotto) è la pagina promozionale della "Ricordi Giochi Divisione Arti Grafiche Ricordi" presente in "VG Vendgiocattoli" del febbraio 1980, è' la prima che ho trovato (oppure che ho fotografato...) dal 1978 (anche per "Il Giornale dei Giocattoli").

"... riderete voi e piangeranno i vostri concorrenti"

Infatti la "Ricordi" prometteva ben oltre 100 annunci stampa ed oltre 200 spot televisivi tra febbraio e dicembre 1980, il tutto diviso per tre media:
periodici (per bambini/ragazzi);
riviste del settore;
televisione.

Gli spot televisivi era concentranti nei mesi di ottobre (32 spot), novembre (124 spot) e dicembre (62 spot), mentre quelli sulla carta stampata coprivano bimestralmente tutto l'anno da febbraio a dicembre.

sabato 15 marzo 2025

"Nove milioni... per l'Apemaia" - "VG Vendogiocattoli n° 4 dell'aprile 1980"


Avevo ormai sotterrato il tomahawk (anche doppio, tipo il Getta) degli ascolti dei cartoni animati giapponesi, il cui scopo era quello di capire quanto seguito avessero sulla Rai, ma mentre preparavo un post completamente differente, sono incappato in una delle tante informazioni (fonti) che negli anni ho recuperato in lunghe sessioni di ricerca.
Per inquadrare, però, tutta la questione, meglio riepilogare i post precedenti:


Nei link ci sono anche altri link ad altri post sulla medesima questione.
Si parte dal presupposto, come più volte illustrato ai link sopra, che le rilevazioni del "Servizio Opinioni della Rai" escludevano (tranne specifiche rilevazioni) gli under 15enni, quindi, in pratica, tutti coloro che erano i più interessati agli anime!
Ne consegue che più un anime aveva un potenziale target giovane, più arduo era che le rilevazioni Rai di over 15enni individuassero con un minimo di approssimazione decente il vero dato di ascolto.
Nei link sopra è spiegato anche COME fossero effettuate le rilevazioni, quale over 15enne ammetterebbe mai di aver seguito l'Ape Maia con un intervistatore adulto, magari dell'altro sesso?
Neanche sotto tortura!   ^_^ 
Quando fotografai la pagina di inizio post sulla rivista "VG Vendogiocattoli", lo scopo era solo quello di testimoniare l'interesse di una testata verso un prodotto animato nipponico, il messaggio pubblicitario non era indirizzato alla massa, ma solo ai rivenditori.
E cosa leggiamo?
L'azienda "Il Giocattolo", che deteneva i diritti dei giocattoli dell'Ape Maia, informava i rivenditori di giocattoli che il cartone animato era "UN GRANDE SUCCESSO IN TV", seguito da NOVE MILIONI di bambini!
La rivista è il numero di aprile 1980, ma due "Radiocorriere TV" di aprile e giugno (più sotto) ci informano che a marzo e maggio (ovviamente 1980) l'Ape Maia aveva racimolato prima un 600 mila telespettatori, poi solo 500 mila!
Quindi?
Purtroppo la pubblicità non specifica se i 9 milioni fossero giornalieri o settimanali.
Si può ovviare a questa mancanza di informazione con un pochino di logica spicciola data dalle date  :]
L'Ape Maia esordì sulla "Rete 2" della Rai il 25 febbraio 1980, si... la vedevo anch'io, ma non rilevato!

Questo numero di "VG Vendogiocattoli" è di aprile, quindi, considerando ragionevolmente che creare la pubblicità avrà necessitato un minimo di tempo e che le rilevazioni, immagino commissionate ad un'ente specifico privato non Rai, avranno necessitato di un minimo di tempo per essere effettuate e di elaborazione dei dati, escluderei che fosse l'ascolto di un mese intero.
L'Ape Maia (come si può appurare dal link appena sopra) era trasmessa dal lunedì al giovedì, quattro giorni alla settimana, quindi gli ascolti sono stati rilevati tra le 4 puntate di febbraio e le 17 di marzo.
Certo, si può sentenziare che l'azienda "Il Giocattolo", dopo aver sborsato dei bei soldini per le licenze dei giocattoli, si inventasse di sana pianta i 9 MILIONI di ascolti dell'Ape Maia allo scopo di turlupinare, non degli sprovveduti genitori di bambini, ma rivenditori di giocattoli, che magari avrebbero avuto il modo di chiederne conto in sede legale.
Il punto è solo uno, le rilevazioni fatte dal "Servizio Opinioni della Rai", mancando degli under 15enni, erano grandemente sottostimate.
I 9 milioni di bambini che seguivano l'Ape Maia erano giornalieri o settimanali (cioè di quattro giorni)?





Nel 1980 la popolazione italica era di 56 milioni e rotti, di questi gli under 15enni (cioè quelli NON rilevati dalla Rai) erano 12 milioni e mezzo, a cui vanno aggiunti altri 4,5 milioni della fascia tra i 15 e 19 anni.
I 9 milioni di bambini "probabili acquirenti dell'Apemaia in versione giocattolo" che la vedevano sulla Rai per la pubblicità in "VG Vendogiocattoli", erano così inverosimili?

sabato 22 febbraio 2025

"Special, rivista dello spettacolo" - n° 4 maggio 1980 (anno 1) + n° 1 gennaio 1981 (anno 2)


Come disse quel tale, "so di non sapere", ma se proprio esistesse un tema su cui io più o meno potessi essere un pelino presuntuoso di averne conoscenza, ci sarebbe il materiale cartaceo da edicola pubblicato negli anni 70 e primi anni 80.
Tralasciando alcuni volumi appositi con l'elenco di tutto quello che venne pubblicato, le ricerche sulla bibliografia di ennemila saggi, l'andar a ricercare ogni rivista citata in un articolo che poi portava ad un'altra nuova testata, le ore passate in emeroteca a sfogliare pagine dimenticate da più o a passare in rassegna chilometro di microfilm, ci sono pure le ricerche online.
In tutto questo passare in rassegna tonnellate di informazioni, mai ero incappato nella rivista "Special, rivista dello spettacolo", non è neppure consultabile in nessuna  solo due emeroteche, con solo uno o due numeri disponibili...
Quindi, una volta venuto in possesso di ben due numeri di "Special" (maggio 1980 e gennaio 1981), mi è parso il caso di condividerli con la "nicchia della nicchia" ( ® )di quei pochi che passassero su questo sperduto blog, ma anche a beneficio di quella parte di osservatori che poi ci faranno qualche articolo a pagamento su riviste o saggi, pure loro hanno diritto di portarsi a casa la pagnotta, è il mio atto di beneficienza personale verso i bisognosi   ^_^
Tra l'altro uno dei motivi che mi ha spinto all'acquisto di questi due numeri è che uno dei due è datato maggio 1980, ovvero la primavera in cui si assistette al culmine delle polemiche versus i "cartoni animati giapponesi", speravo di trovarci qualcosa, ma non è stato così. Tanto per ribadire che per ogni articolo da me riesumato sui cartoni animati giapponesi, altrettanti sono i buchi a pagamento nell'acqua, per questo le mancate citazioni seccano un tantino...
Ribadito tutto ciò a favore di chi abbia orecchie per intendere, ma devono soffrire di gravi ipoacusie, ho scannerizzato per interno le due riviste in mio possesso, cosa che di norma non faccio, omettendo sempre qualcosina, in questo caso, essendo la testata del tutto sconosciuta (almeno a me), mi è parso sensato mostrare cosa trattasse, in modo che ognuno se ne facesse un'idea. Inoltre la gran parte dei temi trattati mi vede totalmente ignorante, tipo la musica leggere, il teatro o gli attori italiani.
Sulla testata direi che scrivessero anche giornalisti famosi, tipo Mario Luzzato Fegiz, a dire il vero io ho notato solo lui, ma come scrivevo sopra, non sono un esperto del settore musica leggera.




Ma quel era il target della testata?
A questa domanda risponde la stessa redazione nel numero di gennaio 1981 con la pagina pro abbonamenti qui sopra.
Fondamentalmente la rivista aveva l'intenzione (riuscita o meno non saprei, ma nutro qualche dubbio) di fungere da informazione per il settore dello spettacolo, era anche un canale per lanciare nuovi cantanti o attori (di nuovo ho qualche dubbio su quanti di questi divennero famosi).
Ho fatto qualche ricerca sui cantanti e attori nuovi proposti dalla rivista, per i cantanti ho chiesto anche ad un amico collezionista di dischi, e a quanto pare quelli presenti in questi due numeri non sfondarono molto, ma non sono un esperto in merito.
Ovviamente ci sono anche interviste a personaggi già famosi ed affermati, in alcuni casi forse (dico, forse) sul viale del tramonto dello spettacolo, che magari cercavano un modo, tramite la propria agenzia, di essere rilanciati, mia ipotesi   ^_^
Probabile che fosse poco distribuito in edicola, preferendo quei canali istituzionali descritti nella pagina qui sopra, forse per questo motivo nessuna biblioteca lo possiede, neppure un singolo numero...
Un metodo del tutto mio personale per valutare la distribuzione di una testata è la tipologia di pubblicità ivi presente. In un "TV Sorrisi" trovo nella quasi totalità marchi importanti e pubblicità arcinote, in riviste più di nicchia e/o meno facoltose trovi pubblicità più di nicchia e/o meno facoltose  ^_^
Basta confrontare un "Onda TV" con un "TV Sorrisi", e "Onda TV" già non era una piccola testata.
Le pagine pubblicitarie presenti in questi due numeri, tolte quelle di settore tipo le "agenzie degli attori e cantanti", sono abbastanza regionali, fanno eccezione un paio di marchi nazionali.
Per il resto lascio la consultazione a chi ne potrà fruire meglio di me, che in tali campi sono abbastanza ignorante.
Non ho letto tutti gli articoli, in quanto non fanno parte dei miei interessi.

giovedì 2 gennaio 2025

TV Sorrisi e Canzoni n° 37 dal 12 al 18 settembre 1982 - Articolo esordio Dynasty trasmesso da "Rete 4"

Qualche settima addietro ho recuperato una piccola chicca riguardante la serie tv "Dynasty" (che non ho mai visto) trasmessa da "Rete 4", quindi ho pensato di replicare, ma in numero minore, quello che avevo fatto per "Dallas" (che non ho mai visto):




Alla fine, anche se questi programmi li detestavo, hanno fatto la storia della tv che vide terminare l'epopea del far west televisivo ed iniziare quello dei grandi network. Periodo che alla fine durò il tempo di un battito di ciglia, visto che il pesce grande (pieno di debiti) si mangio i pesci un po' più piccoli (pieni di debiti).
Un piccolo avviso su questo numero, oltre ad avere la copertina rovinata e piena di scritte (che ho cercato di coprire), è mancante di quasi 10 pagine nella parte centrale, che non fanno concludere l'articolo su Emilio Fede (poco male) e mancano di quello sulla caccia allo scudetto.
Per il resto ho omesso di inserire gli articoli sui programmi "La certosa di Parma" e "Parole e sangue". Ho inserito, invece, l'articolo su Ron, in quanto gli venne dedicata la copertina, benché di norma i cantanti un po' li depenno   ^_^
Ho evidenziato per il 14 settembre alle 18:00 su "Canale 5" l'anime Gotriniton, che secondo Wikipedia dovrebbe essere stato al suo esordio italiano.
Ho inserito anche l'articolo su un altro telefilm statunitense, "Codice Rosso Fuoco", che non ho mai seguito e sul ritorno in tv dello sceneggiato "Ligabue" (idem, mai visto).
Il numero di "TV Sorrisi" contiene anche l'articolo di anteprima su una trasmissione che andò in onda per un decennio: Il pranzo è servito.


"Canale 5" aveva il suo serial statunitense drammatico di punta in "Dallas", "Italia 1" puntava su "Falcon Crest", che esordì nel dicembre 1981, quindi mancava un programma simile anche per "Rete 4", cioè "Dynasty".
In terza pagina della rivista campeggiava subito la pubblicità qui sopra:
"Dal 15 settembre ogni mercoledì e venerdì alle 20.30
Potere e passione nella storia più avvincente che abbiate mai visto.
Il 15 settembre non prendete impegni. Avete appuntamento con il più grande successo americano degli ultimi anni, il colossal della televisione che ha entusiasmato milioni di persone, avete appuntamento con Dynasty. Alle 20,30 il cancello di Dynasty si aprirà e vi troverete a Denver, nel cuore dell'America, dove vivrete la storia dei Carrington, una ricchissima famiglia, fiera e appassionata. Verrete coinvolti in lotte di potere, intrighi e storie d'amore, affari e sentimenti. Conoscerete i retroscena dell'alta società, le speranze della gente comune, donne bellissime e uomini senza scrupoli. Vi appassionerete alle vicende sentimentali, ai drammi, alle emozioni dei protagonisti di Dynasty, uomini e donne le cui vite si intrecciano fra continui colpi di scena."

Segue mini biografia dei personaggi principali, "Naturalmente su... Retequattro".
In basso, un po' in piccolo, le emittenti che trasmettevano il network.


Una foto di gruppo un pelino patriarcale   ^_^
Per quanto non abbia mai visto neppure cinque minuti di un episodio, a me piaceva la bionda a sinistra, per il resto nulla posso aggiungere né come ricordo né come commento.

giovedì 10 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 23 dal 7 al 13 giugno 1981 - Primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso da "Canale 5"


Terzo ed ultimo "TV Sorrisi" consecutivo, che con quello postato il 26 settembre fanno quattro:



Questo numero 23 di "TV Sorrisi", oltre all'articolo, ha anche la copertina dedicata a Dallas e Larry Hagman, fresco premiato con il Telegattone.
Nei due numeri precedenti si era iniziato a leggere sempre di più della loggia massonica P2 di Ligio Gelli e dell'elenco (quasi certamente non completo) trovato dai PM Colombo e Turone. Con questo numero il bubbone eversivo era scoppiato, e due degli iscritti si difesero direttamente nelle due rubriche tenute su "TV Sorrisi".
La redazione ripropone anche l'intervista dell'ottobre 1978 a Gelli da parte dell'iscritto Gervaso, non ricordo, però, se al momento dell'intervista fosse iscritto o meno..
Come sempre ho dovuto cassare qualche articolo per ridurre un po' le scansioni delle pagine, per esempio l'intervista a Jader Jacobelli, il moderatore per eccellenza di "Tribuna Politica", anche perché l'intervistatore telefonico pone domande a caso, basta leggere quella del numero precedente a Piero Angela...
Poi ho saltato gli articoli su Julio Iglesias e Adriano Celentano, infine il Cineracconto.
E' presente la quarta ed ultima parte dell'inchiesta "Oltre il 2000", quindi io ho mostrato la seconda parte nel numero 21, la terza parte nel numero 22 e questa parte finale in questo numero 23 di "TV Sorrisi".


Spectreman
"Battaglie, spaziali e non, fra orribili mostri di cartapesta, alieni e uomini crudeli, tutti contro Spectreman, uomo robot invincibile, creato dal dottor Gori per difendere il nostro pianeta"

Spectreman lo ricordo poco o nulla, ai tempi era trasmesso da emittenti che vedevo male, quindi non sono ferratissimo, mi azzarderei ad affermare che di battaglie spaziali in questo tokusatsu non ve ne fossero. Di certo il dottor Gori non creò Sprectreman, ma men che meno per difendere la Terra, visto che la voleva invadere lui per primo... 
Poi ci sarebbe da precisare che i kaiju non erano di cartapesta, ma non fa nulla...
La cosa comica è che il tema ambientale della serie, avanti di svariati decenni rispetto alla sensibilità del periodo, neppure è annotato.
Il dottor Gori è citato con il nome originale nipponico, non con quello adattato per la versione italica.
Non c'è certezza sulla data della prima trasmissione di Spectreman, di certo non fu giugno 1981, era trasmesso già da tempo. Quindi queste furono altre informazioni a caso di una serie che sarebbe bastato seguire massimo 5 minuti per capire che si stavano scrivendo caxxate...



A me non piaceva Dallas né Larry Hagman/JR, quindi ho poco da aggiungere, se non ribadire di nuovo quanto fu incomprensibile da parte della Rai farsi scappare questo serial a beneficio del futuro primo concorrente televisivo.
L'autore del pezzo etichetta come "sbadataggine" il regalo di mamma Rai a "Canale 5", a me il dubbio che qualcuno fece un bel regalo alla concorrenza non me lo toglie nessuno...

lunedì 7 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 22 dal 31 maggio al 6 giugno 1981 - Seconda parte inchiesta sulle tv private + 1° episodio di Dallas su "Canale 5"

E' la prima volta che inserisco a raffica i "TV Sorrisi", ma come ho già scritto nel precedente post i tre numeri in questione sono legati fra di loro, sparpagliarli troppo nel tempo ne avrebbe fatto perdere il senso.
Il tutto nasce dall'aver postato il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso dalla Rai:

Per poter inserire quello che sto postando ora, però, dovevo prima postare la prima parte dell'inchiesta sulle TV private:

Infine nel prossimo post metterò il numero 23 di "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso da "Canale 5".
Come sempre ho dovuto omettere qualche articolo per non far esplodere il mio povero scanner... per esempio ho saltato l'intervista alla campionessa del quiz "Flash", quella all'attore Giovanni Vettorazzo, l'articolo su Ugo Tognazzi e le donne (Tognazzi non mi è mai piaciuto come attore), il servizio sul film scandalo di Cannes, il gruppo musicale "Banco".


Nel precedente post/"TV Sorrisi" avevo immortalato la splendida mini recensione su "Astroganga", il cui autore in poche righe era riuscito a commettere le solite topiche sui cartoni animati giapponesi.
Stavolta si possono leggere ben tre recensioni sugli anime, a cui ho aggiunto due telefilm cult: Batman"Star Trek".

"Candy è un'orfanella ingiustamente accusata di furto dalla famiglia adottiva. Ma nonostante le disavventure e il destino avverso, ha conservato la sua bontà e può contare su molti amici"

Leggendo queste poche righe parrebbe di intuire che tutta la serie si basi sull'ingiusta accusa di furto da parte della famiglia (Legan) adottiva verso Candy. Ovviamente sappiamo che non è così, la trama contemplava ben altre ingiustizie subite dall'orfanella tutte lentiggini. Ci sarebbe anche da contestare che gli accusatori non erano proprio la famiglia adottiva al 100%, visto che mi pare sia lo zio William a farla adottare, ma potrei sbagliare.

"Più legato alla tradizione dei samurai degli altri cartoni animati giapponesi, Daitarn III è un gigantesco servomeccanismo guidato dall'agente Joe Tempesta, che lo pilota nello spazio per combattere i Meganoidi"

Non molto chiaro il perché "Daitarn III" dovrebbe essere legato di più alla tradizione dei samurai rispetto ad altre serie. Il nome errato del pilota, Joe Tempesta al posto dell'ovvio Haran Banjo, mi pare sia dovuto alle brochure informative che venivano distribuite alle tv private, in cui compariva erroneamente Joe Tempesta. Poi, volendo, sarebbe bastato guardarsi 5 minuti dell'anime o chiedere ad un qualsiasi bambino per conoscere il nome corretto del pilota, anche in considerazione del fatto che la serie venne trasmessa per la prima volta nei primi mesi del 1980, quindi a maggio/giugno 1981 era già circa un anno che imperversava sulle emittenti private locali... sarebbe stato anche bello dimostrare al pubblico che sapevano cosa trasmettevano...

"Un orfano vola per i cieli per distruggere il generale Dark e il suo esercito di rozzi combattenti. Tetsuya e i suoi amici entusiasti lottano per la pace nel mondo, con molti problemi"

Il Grande Mazinga è tra le primissime serie robotiche trasmesse dalle tv private locali, nei primi mesi del 1979, ne consegue che a maggio/giugno del 1981 era in televisione da poco più di due anni!
Capisco tutto, ma mezza puntata la si poteva pure guardare prima di scrivere generale Dark invece che generale Nero. Senza contare che proprio non si può leggere che Tetsuya  e i suoi amici fossero "entusiasti" di combattere. Inoltre i nemici non erano l'esercito del generale Dark/Nero, ma dell'Imperatore delle Tenebre, e di certo non si potevano definire "rozzi combattenti"... ruttavano?


Direi che l'autore dell'inchiesta non solo illustrò bene il panorama del periodo, ma riuscì sia a spiegarlo che a fare delle previsioni corrette su come si sarebbe evoluto mondo delle tv private. Solo che fu ottimista, immaginava che ci sarebbero state più emittenti grandi ad inglobare quelle piccole ed anche vari distributori pubblicitari. Alla fine restò praticamente tutto in mano ad uno...

Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


domenica 6 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 21 dal 24 al 30 maggio 1981 - Prima parte inchiesta sulle tv private


Quando, qualche giorno addietro, ho postato il "TV Sorrisi e Canzoni" numero 7 dal 15 al 21 febbraio 1981 con il primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso dalla Rai, pensavo di inserire anche solo quello con il primo articolo su "Canale 5", però quel numero (che ha pure la copertina dedicata a Dallas) è legato a quello che lo precede, con l'esordio televisivo su "Canale 5", che è legato a questo numero... ergo inserirò di fila i numeri 21 (questo), 22 e 23. Immagino che tutto ciò farà felici gli appassionati di "TV Sorrisi", benché renderà ripetitivo più del solito il blog.
Questo numero 21 di "TV Sorrisi" conta di quasi 150 pagine, quindi ho dovuto cassare un po' di articoli, altrimenti mi si fondeva pure il terzo scanner...
Tra gli articoli che ho omesso c'è quello su Ugo Tognazzi (penso uno tra i primi cuochi attori), lo sceneggiato "Corpo a corpo", l'intervista a Emilio Fido, il Cineracconto e l'intervista a Ron.
Ho comunque inserito tre articoli sui cantanti, cosa che di norma non faccio. Il primo perché era di commemorazione per Bob Marley, il secondo dovuto alla copertina di Alice, il terzo perché riguardava Paolo Barabani, che nel link sopra è citato in quanto era arrivato sesto a Sanremo con "Hop, hop somarello".
Per essere un numero di un periodo di bassa stagione televisiva, contiene un sacco di redazionali interessanti, ma il più interessante è quello sulla panoramica inerente le tv private locali, che è una prima parte, la seconda nel numero 22 di "TV Sorrisi e Canzoni", uno dei due motivi, oltre a Dallas, per cui lo inserirò nel prossimo post.


Da marzo 1981, il n° 11 di "TV Sorrisi" (del 15/21 marzo), la rivista era riuscita ad eliminare l'inserto centrale con i palinsesti delle tv locali, inserendo le informazioni in due pagine assieme alla Rai e "Canale 5", quindi anche con più spazio per descrivere i programmi da loro trasmessi. 
Ovviamente, non potendo la redazione di "TV Sorrisi" sapere in anticipo quale episodio la tv locale privata avrebbe mandato in onda, e nel caso qualcuno lo avrebbe dovuto vedere in anteprima e farne una mini recensione, ci si limitava alla sinossi generale della serie animata (o telefilm).
Infatti per i programmi di "Telessassuolo" per lunedì 25 maggio si può ammirare un'interessante spiegazione delle tematiche del cartone animato giapponese Astroganga:
Un bimbo si trasforma nel super robot Astroganga grazie ad un magico amuleto. Una serie riservata ad un pubblico di giovanissimi, meno violenta e più infantile delle altre produzioni giapponesi."

Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma Charlie/Kantaro non si trasforma in Astroganga, che esiste anche senza di lui, ma "Charlie è là in simbiosi è già con il grande Astroganga", tanto per citare la sigla.
Il meccanismo tramite cui Charlie si fonde con Astroganga non ha nulla di magico, ma sarebbe una tecnologia, per quanto magica. 
Infine, se forse era pur vero che il target della serie era per un'età sotto ai dieci anni, non mi pare fosse poi tanto poco violenta ed esageratamente infantile, basta pensare al finale. Poi c'è da dire che la serie non l'ho mai più rivista, ne ho solo letto su libri, riviste e web.
Di contro, se Astroganga era considerata una serie "più infantile rispetto alle altre produzioni giapponesi", voleva dire che gli addetti al settore avevano la percezione che gran parte dei cartoni animati giapponesi non erano indirizzati agli under seven.
Talvolta, quando l'argomento sono gli anime fine anni 70/primi anni 80, bisogna leggere tra le righe, anche le poche righe a disposizione.

"La grande corsa sui circuiti privati" è la prima parte dell'inchiesta sulle televisioni private locali e i primi tentativi di riunirsi in syndacation, cosa che alla fine porterà al monopolio privato Fininvest.
L'articolo voleva render conto dei vari circuiti pubblicitari, i concessionari pubblicitari, i consorzi e le case di distribuzioni, cercando di chiarire il caos di quel periodo. Non mancano anche accenni ai programmi proposti, oltre che all'elenco delle emittenti che aderivano ad ogni syndacation/consorzio/concessionarie di pubblicità.
Con una certa capacità predittiva la redazione mise il bolide di "Canale 5" in testa, e lo resterà per tutta la gara, arrivando a doppiare tutti gli altri concorrenti, purtroppo era una competizione abbastanza truccata... in fondo mancava una legge di regolamentazione dell'etere, quindi ognuno faceva un po' quello che voleva e la legge non verrà varata fino a quando chi doveva avrà raggiunto la totale egemonia pubblicitaria sugli altri possibili e teorici concorrenti.
Comunque in questo frangente c'era ancora concorrenza tra i vari attori privati, quindi l'inchiesta (che terminerà con il prossimo numero) scatta una bella fotografia della situazione a primavera 1981.
Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare: