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martedì 21 ottobre 2014

Libro pop-up Banso di "Attack No.1" (probabilmente il manga)


Ho faticato per trovare il titolo corretto di questo libro pop-up, benchè sia evidente dagli ideogrammi appena sotto alla scritta "Banso" che è "Attack No.1", non ritengo sia riferito all'anime, ma al manga, a cui la prima serie tv del 1969 si ispira.
Infatti i personaggi che si possono vedere in questo libro pop'up, in primis nella copertina, non mi pare corrispondano del tutto a quelli dell'anime.
Ho cercato sul web varie immagini dei personaggi, per confrontarli con quelle presenti nel libro pop-up, e mi pare proprio ci siano personaggi un po' differenti. Posso immaginare che quando si è trattato di passare alla serie tv qualcosa sia stato cambiato, ma è solo una mia ipotesi. C'è da dire che io non sono un esperto dell'anime, da bambino vidi qualche puntata della prima serie tv, e non ho mai letto il manga. Quindi non riesco a collocarlo con precisione.
Dell'anime ricordo gli allenamenti massacranti in pieno stile "Akakichi No Eleven", il fatto che molte compagne di classe lo vedevano e... basta, non ricordo altro :]
Poi il fatto che i giapponesi si ostinino a scrivere in giapponese non è che mi abbia aiutato molto nella ricerca di informazioni :] 
Resta la bellezza del libro pop-up, che mostro con il consueto mini video (senza commento alcuno, visto che spesso le porzioni di BGM che inserisco mi vengono contestate da You Tube).
P.S.
Ringrazio di nuovo sentitamente Taisen e Cinzia che mi hanno recuperato questa chicca in un Mandarake di Tokyo :]

Edit del 19 aprile 2015:
Ho chiesto ad una esperta della serie delucidazioni sul soggetto originale, mi ha risosto cortesemente Sabrina di http://www.nekobonbon.com/:
Venendo al libriccino, le immagini sono chiaramente riprese dal manga, la serie tv aveva un design leggermente diverso.
Ma in Giappone questo tipo di prodotti “usa e getta” è abbastanza frequente, soprattutto per i manga/anime di quegli anni si ebbe la pubblicazione di una miriade di libriccini di tutti i tipi.
Erano chiaramente pensati per bambini perché erano libri da colorare (i famosi “nurie”), oppure popup tipo il tuo, o brevi racconti (illustrati anche malamente a volte) che talvolta riprendevano la trama originale mentre altre volte erano piccole avventure realizzate ad hoc. Quando mi metto a spulciare sui siti giapponesi alla ricerca di foto per la pagina dei gadget che inserisco in quasi tutte le sezioni, vengo sempre sommersa da prodotti di questo tipo.
Ora credo siano un po’ passati di moda, si trovano per lo più inerenti a manga/anime fino agli anni ’90, francamente credo che i bambini moderni adesso apprezzino altri tipi di gadget :)


        


martedì 3 giugno 2014

Libro pop-up Banso di "Le avventure dell'Ape Magà" (Konchu Monogatari Minashigo Hutch) - 1970



Direttamente dal santo sepolcro del Mandarake di Shibuya (di nuvo grazie a Marco e Cinzia) ecco il libro pop-up dell'ape Magà, una delle serie più atroci, ma belle, arrivare in Italia. L'immagine della copertina mi fa tornare in mente di aver letto da qualche parte che la scelta italiana di trasformare il fuco Hutch nell'ape Magà, oltre ad avergli regalato un sacco di tempo in più  da vivere, creò qualche imbarazzante dubbio sulla sua identità sessuale nei bammbini della fine degli anni 70/primi anni 80. Infatti il fuco Hutch si invaghisce di una farfalla, immagino quella della copertina (l'anime lo vidi solo da bambino), sentimento che per un'ape femmina come Magà fu un pelino anomalo.
Solo chi vide quel primo adattamento (visto che i succesivi ridoppiaggi ne hanno attenuato la drammaticità) può comprendre quante traversie doveva affrontare l'ape Magà in una singola puntata. Quasi sempre, vado a memoria, l'insetto con cui faceva amicizia all'inizio della puntata moriva alla fine dell'episodio... tanto che pare che nel bosco nessuno volesse più parlare con Magà.
Come al solito ho fatto un breve video per mostrare la bellezza di questo pop-up, inserendo come sottofondo una delle sigle originali giapponesi, mi son sorpreso assai nel notare quanto l'inizio assomigli ad una delle sigle jappo de "Il Grande Mazinga".



                           


domenica 13 aprile 2014

Libro pop-up Banso di "Una sirenetta tra noi (Maho no Mako-chan) - 1971



Nel 1970 la "Toei Animation" produceva "Maho no Mako-chan" una serie di 48 episodi del genere maghette, in Italia arrivò solo col titolo "Una sirenetta tra noi" nel 1988 sul circuito Junior TV e poi sulle reti Fininvest (che, tanto per cambiare, censurò il contenuto delle puntate alterando il finale originale non a lieto fine). Nelle prime trasmissioni venne proposta con le sigle originali giapponesi, mentre nelle successive made in Fininvest arrivò la sigla dell'immancabile Cristina d'Avena.
Il materiale editoriale giapponese, a differenza di quello italiano, talvolta non reca nessuna data di stampa, in questo caso nella quarta di copertina (vedi scan finali) campeggia un "1971", ipotizzo sia l'anno in cui la casa editrice Banso lo pubblicò. Rispetto agli altri due libri in mio possesso ( "Libro pop-up di Goldrake e Gaiking") in questo è ben visibile il nome "Banso", che mi ha permesso di appurare che anche gli altri due erano della medesima casa editrice, che evidentemente si dedicava a questa nicchia dell'editoria per bambini. Una breve ricerca mi ha permesso altresì di venire a conoscenza che la Banso produceva anche giocattoli di plastica: Banso's plastic toys.
Inutile dire che questi libri pop-up sono veramente unici, questo in particolare, anche rispetto ai due di Goldrake e Gaiking, presenta anche vari movimenti delle figure (evidenziati con delle freccine rosse) e la confezione del libro.
Ringrazio Marco e Cinzia che sono andati a recuperarmi un po' di libri pop-up nello store interrato della mitica Mandarake a Shibuya (io penso che ci morirei dentro...), i soliti esagerati!  ^_^

Ecco il mini video che illustra la sua bellezza.


                            


martedì 21 maggio 2013

Libro pop-up Banso di Goldrake e di Gaiking




Quando trovo questo materiale fatico a resistere. 
I loro colori, l'impaginazione (i disegni un po' meno) e i ricordi che trasmettono sono una calamita troppo potente. I libri pop-up mi son sempre piaciuti da bambino, però c'erano solo quelli della Disney, finalmente, con qualche decennio di ritardo, posso vederne di più consoni ai miei gusti.