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venerdì 2 maggio 2025

Fantasmi e guerrieri, giustizia e vendetta nell'immaginario giapponese



TITOLO: Fantasmi e guerrieri, giustizia e vendetta nell'immaginario giapponese
AUTORE: Giorgio Fabio Colombo
CASA EDITRICE: Edizioni Le Lucerne
PAGINE: 140
COSTO: 13 
ANNO: 2021
FORMATO: 19 cm x 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791280147127



Il breve saggio analizza racconti sui fantasmi e di samurai connessi alla vendetta allo scopo di capire quale fossero i risvolti giuridici presenti nella narrazione e/o negli eventi storici.
Attraverso questi racconti l'autore illustra come fosse amministrata la giustizia nel Giappone pre moderno, cioè in gran parte in epoca Tokugawa (o prima).
Le ingiustizie subite dai vivi ricadevano sugli oppressori, ma solo dopo la morte della vittima in virtù della loro trasformazione in spiriti vendicativi. Ogni storia di fantasmi vendicativi svela una ingiustizia reale o una tipologia di ingiustizia che i potenti esercitavano verso le classi inferiori oppure verso le donne.
Un'interessante analisi storico-fantastica-giudiziaria, con l'unica pecca, ammessa dallo stesso autore nelle conclusioni, di essere un po' troppo breve.
Il saggio è stato pubblicato nel 2021, ma l'ho scoperto solo grazie alla bibliografia di "Itako, sciamane e spiriti dei morti nel Giappone contemporaneo".

I primi due capitoli fungono da introduzione alle tematiche trattate.
Nel terzo capitolo viene analizzato il racconto di fantasmi "La storia di Okiku" ("Bancho Sarayashiki").
Nel quarto capitolo si spiega come fossero trattate le controversie legali in epoca Tokugawa, in cui un inferiore/donna/classe sociale bassa non poteva avere giustizia verso un superiore/uomo/samurai.
Nel quinto capitolo l'autore si finge parte in causa in una controversia ipotetica accaduta in un villaggio rurale di epoca Tokugawa: il bue del vicino ha mangiato il nostro raccolto, che fare?

La trattazione illustra bene quanto poche fossero le possibilità di avere giustizia, in quanto il sistema spingeva i soggetti ad accordarsi in qualche modo, accettando anche di non venir risarciti.
Una volta spiegate le difficoltà nel farsi riconoscere giustizia dalle autorità, i capitoli dal sesto al nono prendono ad esempio la storia di fantasmi "La storia di Sakura Sogoro" per illustrare la trasformazione della vittima in spirito vendicativo.
Nel decimo capitolo viene presa in considerazione dal punto di vista giuridico la storia di fantasmi "La storia del fantasma di Yotsuya" ("Tokaido Yotsuya Kaidan"), riguardante i rivali in amore.
Dall'undicesimo capitolo si passa alla classe sociale che, invece, aveva il diritto di farsi giustizia da sé, cioè i samurai. Quando il samurai riteneva che il proprio onore fosse stato leso, poteva uccidere a fil di lama chi gli avesse fatto l'affronto, ma solo se era di una classe sociale inferiore. 
La vendetta verso un superiore o un parigrado samurai aveva una prassi legale differente, e non sempre il samurai poteva soddisfare l'ingiustizia subita. Per poter esercitare la vendetta verso un altro samurai, questo doveva essere autorizzato, iscriversi nel "registro delle vendette"(!), prendere un congedo dai suoi compiti(!!).

giovedì 3 dicembre 2020

L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo


TITOLO: L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo
AUTORE: Giacomo Mannocci
CASA EDITRICE: Il Cerchio Iniziative Editoriali
PAGINE: 493
COSTO: 38 €
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788884745217

Comprai questo saggio appena venne pubblicato, ma vista la sua tematica ed il numero di pagine ne ho sempre posticipato la lettura, temendo fosse un po' pesantuccio e difficile comprensione (per me), invece sbagliavo alla grande. Tralasciando alcune parti che sono gioco forza più giuridiche, la quasi totalità dello scritto è comprensibilissima, piacevole da leggere ed interessante. Aiuta la lettura il carattere di scrittura non minuscolo, le esaurienti note a piè di pagina, le riproposizione quando necessario di concetti già espressi, senza però diventare ripetitivo.
Si nota qualche refuso, che comunque non impedisce la lettura dello scritto.
Nella prefazione l'autore specifica che questo è un testo a carattere giuridico di diritto comparato, ma che spazia nella storia, religione e filosofia, perché tutti questi campi sono necessari per comprendere l'istituzione imperiale giapponese. 
L'autore prende in esame l'arco temporale che parte dalla "Rinnovamento Meiji", con la promulgazione della Costituzione del 1889 fino a quando il Tenno Akihito annuncia il sui desiderio di abdicare per motivi di anzianità, in mezzo ci sono altri due imperatori, il secondo dei quali ebbe una parte importante nella storia del Giappone e mondiale, oltre e vedere una modifica della Costituzione nel 1947.
Dal mero punto di vista del titolo di studio sono la persona meno adatta a recensire un testo di questo genere, posso solo dire che a me è piaciuto.

Capitolo 1
Si spiega come e quanto il diritto costituzionale giapponese non sia una mera appendice di quello europeo e statunitense, i cui influssi sono comunque presenti nelle Costituzioni del 1889 e del 1947. Il capitolo si concentra sulla figura costituzionale del Tenno.

Capitolo 2
E' illustrata la differenza tra la figura dell'imperatore/Re in occidente e quella del Tenno in Giappone. Il termine più corretto è "Tenno" rispetto ad "imperatore", visto che gli unici tre Tenno che furono realmente "imperatori" furono Meiji, Taisho e Showa (fino alla resa), in quanto possedevano un impero ed erano comandanti in capo delle forze militari. Il capitolo tratta anche la dimensione religiosa shintoista del Tenno, oltre all'etimologia del termine "Tenno", con tanto di spiegazione degli ideogrammi.

Capitolo 3
Il capitolo è dedicato al "Rinnovamento Meiji", una trattazione storico-giuridico-costituzionale che parte dal 1867. In questa fase il Tenno diviene il simbolo dello shintoismo di Stato, e quindi un dio/padre per tutti i giapponesi, che del Tenno fino ad allora poco o nulla sapevano. Sono elencati i primi atti Meiji, i viaggi in occidente per informarsi dei metodi di governo e costituzionali, allo scopo di redigere la carta costituzionale, che manterrà comunque peculiarità tute nipponiche. La nuova costituzione fu promulgata l'11febbraio 1889, essa si ispirava sia a quella britannica che a quella prussiana, con una prevalenza per quest'ultima, per il rapporto con l'esercito. Rispetto a le due costituzioni europee c'era l'aspetto del carattere religioso e sacro del Tenno, per il suo legame con la dea Amaterasu.

Capitolo 4
Con il quarto capitolo si entra nel ruolo e nelle attribuzioni che la costituzione imperiale del 1889 affidava al Tenno. In apertura sono illustrati i seguenti concetti:
1) il Tenno non solo regna ma pure governa;
2) Esiste un'unica Casa Imperiale che ininterrottamente regna sul Giappone perché affonda le sue radici nella discendenza diretta con la Dea del Sole Amaterasu Omikami.

Sono poi analizzati i vari protocolli inerenti il Tenno, in questa parte è spiegato il valore di legge dei "rescritti e delle ordinanze imperiali", per esempio i rescritti sulle forze armate e sull'educazione, che generarono il culto della personalità del Tenno. Da ricordare che il tentativo di colpo di Stato dei militari il 26 febbraio 1936 fu stroncato da Hirohito grazie ad una "ordinanza imperiale", a cui gli insorti semplicemente obbedirono. Quindi Hirohito, quando volle, intervenne per far valere la sua autorità (mia chiosa), come fece per la resa agli Usa.

domenica 4 ottobre 2015

Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno



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HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



TITOLO: Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 487
COSTO: 25 €
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Raro nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854879393

Questo libro nasce in onore della celebrazione di due anniversari:
il cinquantesimo anno dall’inaugurazione del Nihon Bunka Kaikan di Roma e il quarantesimo anno dalla fondazione dell’Associazione Italiana di Studi Giapponesi.
Infatti in uno dei primi contributi, che funge un po' da prefazione, Iwakura Tomodata rievoca la nascita del Nihon Bunka Kaikan di Roma, essendone stato tra i primi docenti.
Il saggio è diviso in cinque sezioni, e contiene 22 diversi contributi su tematiche differenti. Non essendo io un tuttologo nippologico, alcune tematiche mi sono estranee, altre non le ho proprio capite, ergo ho evitato di recensire le parti che non capito o che trattano argomenti che non mi interessano. Questo è lo svantaggio di questa tipologia di saggio, alcuni temi li si trova interessanti, altri poco o nulla, alcuni contributi sono scritti in maniera che anche un neofita possa intuirne il senso, altri sono scritti solo per gli addetti ai lavori.


Il Giappone nel diritto comparato. Un'analisi socio-legale attraverso la percezione del contenzioso
Giorgio Fabio Colombo

Il basso tasso di ricorso agli avvocati è un aspetto della società giapponese che molto spesso viene portato ad esempio della “diversità” della società nipponica rispetto al nostro occidente, o all'Italia.. L'autore smentisce questa asserzione abbastanza radicata, entrando, pur nell'esiguo numero di pagine, nel meccanismo legale nipponico.
Il contributo di Giorgio Fabio Colombo sarebbe da leggere assieme agli altri libri che sono usciti in Italia sulla medesima tematica:
L'unica grossa pecca sono le citazioni lasciate cortesemente in inglese, i miei 25 euro ringraziano sentitamente...


La Mano degli dei. La frode Fujimura e l'origine dei giapponesi
Simone Dalla Chiesa

Quando ancora non esisteva il web, il mio interesse per il Giappone era il medesimo, più concentrato sugli articoli giornalistici, a dire il vero abbastanza rari. Un fatto di cronaca giapponese che ricordo di aver letto, e che mi colpì molto, fu quello dell'archeologo dilettante (non laureato!!!) Fujimura Shin'ichi, che aveva il dono di trovare reperti in luoghi dove nessuno prima aveva mai recuperato nulla. 
Questo scritto mi ha permesso di riportare a galla la memoria di quei lontani articoli, oltre a darmi una panoramica più chiara sui fatti accaduti. 
Nel contributo di Simone Dalla Chiesa viene ben spiegato in cosa consistette la clamorosa frode del paleolitico inferiore ad opera di Fujimura, che nel novembre del 2000 venne beccato in flagranza di reato da un quotidiano nazionale, mentre interrava reperti archeologici che, in seguito, esso stesso avrebbe scoperto. L'inganno durava incredibilmente da 25 anni, con Fujimura che scovava miracolosamente reperti eccezionali in luoghi già ampiamente sondati, e che mai avevano dato alla luce oggetti simili. Nonostante alcuni studiosi avessero sollevato dubbi sulla autenticità dei ritrovamenti, portando a loro sostengo l'irregolarità degli scavi e numerose anomalie scientifiche dei pezzi, la grande maggioranza degli studiosi fingeva di non vedere le incongruenze di quei reperti. Infatti, grazie alle straordinarie scoperte di Fujimura, che dimostrava per lo meno una fortuna a dir poco sospetta, si poteva teorizzare la superiorità e l'unicità degli uomini preistorici nipponici, e quindi della “razza giapponese”.
Il capitolo andrebbe letto una volta al mese ai fanatici del Giappone.

venerdì 25 settembre 2015

Diritto e giustizia in Italia e Giappone: problemi attuali e riforme



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TITOLO: Diritto e giustizia in Italia e Giappone: problemi attuali e riforme
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Cafoscarina
PAGINE: 137
COSTO: 14 €
ANNO: 2015
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788875433772

Nella breve prefazione il curatore tocca due argomenti che ritengo giusto commentare dal mio punto di vista di semplice lettore interessato alla società giapponese. Il primo riguarda l'interesse dei giovani giuristi italiani verso il sistema giuridico giapponese. Forse questi “giovani giuristi”, a differenza dei colleghi più anziani, si sono avvicinati allo studio del sistema nipponico da un iniziale interesse verso anime a manga? Sarebbe un aspetto curioso da approfondire, si passerebbe da Goldrake agli studi comparati, alla faccia di quegli adulti che negli ani 70 e 80 consideravano diseducativi i “cartoni animati giapponesi”.
Il secondo punto riguarda il collegamento con la precedente pubblicazione di Cafoscrina del 2011 ( link ), di cui questo libro è la prosecuzione, a detta dello stesso curatore. Peccato che il saggio del 2011 era scritto tutto in italiano...questo no... delle 137 pagine totali ben 71 sono in ideogrammi giapponesi...
“Giappone, un diritto originale alla prova della globalizzazione” forse non lo avrò capito tutto, mancandomi le basi giuridiche, ma almeno l'ho potuto leggere.
Mentre "Diritto e giustizia in Italia e Giappone: problemi attuali e riforme" sarebbe un libro bilingue, ma io ho sempre pensato che il bilinguismo consistesse nella doppia versione in due lingue di un medesimo scritto. In questo caso si sono limitati ad un breve riassuntino di massimo 10 righe alla fine del contributo. Fatto che ha aumentato la mia rabbia, visto che, nonostante abbia pagato il libro per intero, mi è stata negata la possibilità di leggerne parti interessanti.
Forse alla Cafoscarina non hanno più traduttori in italiano dal giapponese?!
Avrei anche speso 20 euro per poterlo leggere tutto, mentre mi secca assai averne spesi 14 per leggerne la metà.
Passo quindi direttamente al quinto contributo di Giorgio Colombo, il primo leggibile da un italiano che non conosce il giapponese(...), sulle leggi per la risoluzione amichevole delle dispute legali. L'autore inizia con una breve, ma interessante, panoramica numerica, mettendo a confronto i dati di Italia e Giappone in merito a numero di procedimenti, numero di giudici, numero di avvocati, in rapporto alla popolazione e ai rispettivi PIL nazionali.
Viene più volte ribadito che è difficile comparare i due sistemi conciliativi, ma che comunque ci sono alcuni punti in cui convergono, per esempio l'inefficacia finale delle due legislazioni. Tutta l'analisi è scritta in maniera più che comprensibile.
Nel sesto contributo Takeshi Matsuda motiva il perché in Giappone si dovrebbe studiare il sistema giuridico italiano. Sinceramente non avrei mai pensato che il nostro (volutamente) disastrato sistema giudiziario potesse tornare utile a qualche studioso, tranne che come esempio negativo...
Andrea Ortolani, nel settimo intervento, analizza i due sistemi per il risarcimento del danno ambientale. Visto che sia l'Italia che il Giappone (Tepco docet) hanno subito gravi disastri ambientali causati dall'industria, l'analisi resta interessante.
Sull'argomento trattato da Masaki Sakuramoto non scrivo nulla, non ho capito neppure il titolo...

L'indice del libro.



domenica 4 agosto 2013

Diritto costituzionale giapponese



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TITOLO: Diritto costituzionale giapponese
AUTORE: Chiara Gallese
CASA EDITRICE: Cerebro Editore
PAGINE: 98
COSTO: 10€
ANNO: 2012
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788897914235

Una premessa d'obbligo, io non conosco nulla di diritto costituzionale. Nonostante ciò il saggio resta comprensibile anche agli ignoranti come me, ovviamente ci sono frasi e parole in “costituzionalese”, ma i concetti espressi restano chiari. Discorso a parte è, invece, che il libro poteva essere più utile se fosse stato di qualche pagina in più. Spesso l'autrice pare dia per scontato che il lettore conosca le questioni giuridiche costituzionali giapponesi controverse. Qualche riga di spiegazione in più sul contesto di una legge controversa non avrebbe guastato.
Mi resta sempre il dubbio che molti libri di carattere saggistico siano scritti non per il lettore interessato all'argomento, ma per i colleghi cattedratici degli autori ed autrici.
Comunque dal libro ho avuto la conferma, nata da altre letture, che la magistrature nipponica (in questo caso la Corte Suprema) sia molto conservatrice, e tenda a non prendere posizione contro il potere politico se non ne è palesemente obbligata. Questo ha portato il potere politico a continuare ad ignorare sia la necessita di riformare le leggi che andrebbero contro la costituzione, sia ad agire bypassando la costituzione scritta con una di fatto.

domenica 9 giugno 2013

Oltre il paradigma della società senza liti, la risoluzione extra-giudiziale delle controversie in Giappone



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TITOLO: Oltre il paradigma della società senza liti, la risoluzione extra-giudiziale delle controversie in Giappone
AUTORE: Giorgio Fabio Colombo
CASA EDITRICE: CEDAM
PAGINE: 145
COSTO: 15,5€
ANNO: 2011
FORMATO: 24 cm X 16 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788813307974

E' necessaria una dovuta premessa sulla mia totale ignoranza in questioni giuridiche, ma l'argomento è spesso accennato in libri di carattere sociologico sul Giappone. Benché il testo contenga terminologie giuridiche resta comprensibilissimo (tranne in qualche punto).
Questo mi fa sorgere una considerazione personale sul fatto che talvolta leggo libri sugli anime che fatico a capire, mentre questo libro su una materia a me sconosciuta l'ho compreso bene.

lunedì 3 giugno 2013

Giappone, un diritto originale alla prova della globalizzazione



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TITOLO: Giappone, un diritto originale alla prova della globalizzazione
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Cafoscarina
PAGINE: 172
COSTO: 14 €
ANNO: 2011
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788875432942

Il saggio è formato da vari approfondimenti su vari aspetti del diritto (civile, penale, costituzionale), con lo scopo di far risaltare quanto ancora, nonostante le influenze giuridiche straniere, in Giappone vige un sistema giuridico originale (diritto formale più diritto vivente).
Il saggio contiene numerose note a piè di pagina con la citazione in inglese delle leggi giapponesi prese in esame.
Dei capitoli riporterò il titolo di tutti i paragrafi e, dove mi è stato possibile, una breve spiegazione del contenuto, infatti è un libro abbastanza tecnico, anche se alcune sue parti sono comprensibilissime anche da un non esperto.
In particolare ho trovato interessante i capitoli 2 e 7, appena di meno i capitoli 3, 4, 5 e 10. Gli altri sono troppo tecnici per me le mie conoscenze.