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giovedì 1 maggio 2025

Le Rose di Versailles - Lady Oscar (Netflix)


Non penso di essere un appassionato solo di vecchi anime, guardo continuamente serie nuove e non disdegno i remake. Mi son guardato "Goldrake U" senza problemi, magari non mi è piaciuto moltissimo, ma non l'ho schifato a priori o dopo mezzo episodio. Ai tempi mi riguardai i remake di Jeeg e del Gaiking, e mi erano pure piaciuti, per non citare le tante nuove serie del Gundam, alcune belle, alcune no, ma se non provi a guardarle, non puoi giudicare.
Questo per precisare che cerco di non fare il "vecchio" che considera belli solo i suoi "cartoni animati giapponesi" che vide da bambino/ragazzino.
Quando si traspone una serie animata di 40 episodi in un film di due ore, mica puoi pretendere che non ci si discosti dall'anime, che comunque si discostava dal manga, tanto che le fans sfegata nipponiche di "Berubara" (cioè il manga) odiavano l'anime. Quindi è ovvio che la trama sia stata modificata.
Come è ovvio che dopo 45 anni dall'anime, il tratto grafico si sia modificato, altrimenti si torna alle critiche versus "Goldrake U"...
Ovviamente son stati sacrificati numerosi personaggi, alcuni eliminati, altri solo visibili e non partecipanti ai dialoghi (innominati), altri ancora ridotti di molto come partecipazione alla trama.
Quindi, a mio avviso, il punto non è quanto questo film animato si discosti come trama e come grafica dall'anime, ma perché lo abbiano fatto... perché?   >_<
Stante che fa piacere, come per "Goldrake U", che le "nostre" serie animate non siano cadute nel dimenticatoio, questo polpettone Netflix non l'ho mica capito... mi ha fatto fin rivalutare il film live del 1979... ed è tutto dire:



Almeno nel 1979 non esisteva ancora l'anime e nel 1979 fare un film live non era come produrlo oggi.

Di seguito una brevissima e superficialissima recensione/valutazione del film (quindi occhio agli spoiler), che non mi è piaciuto, tanto per precisare   ^_^

Ma come fai a far proseguire una trama dipanatasi in un arco temporale di anni, ergo più volumi di un manga e 40 episodi di un anime, in sole due striminzite ore?
Gli sceneggiatori hanno scelto l'escamotage delle canzoni, cioè sono presenti numerosi brani cantati in giapponese (in giapponese, ovviamente) in cui si riassume la trama e si permette al tutto di proseguire fino al tragico epilogo.
A mio avviso l'idea non è neppure sbagliata, solo che alla spettatrice (o lo spettatore) di Netflix non nipponica non avvezza agli anime il tutto sarà parso assai straniante.
Qui sopra, in quattro riquadri, le canzoni con la presentazione di Oscar (in alto a sinistra), l'arrivo di Maria Antonietta a Parigi, l'incoronazione e l'incontro tra Fersen e Maria Antonietta.
In alcuni momenti mi è parso di guardare un musical, in quanto cantano anche i personaggi...
Preciso che più o meno la prima parte del film è incentrata forse un po' più su Maria Antonietta, poi ella quasi scompare e la protagonista resta Oscar.
Direi che la l'adattamento in film della prima metà (più o meno) può essere anche digeribile da un fan della serie animata, come io mi considero (io ho il manga, ma l'ho letto solo una volta), il minestrone a caso inizia poco prima della metà e tende a degenerare. 
Capisco che le canzoni dovessero essere scritte ex novo per questo film, ma uno dei gravi errori e mancanze del lungometraggio Netflix e NON aver mantenuto le BGM originali, si perde gran parte dell'atmosfera a cui chi vide la serie animata nel 1982 era abituato... magari ci saranno stati motivi di diritti, ma la scelta resta senza senso.
L'anime e il film contengono alcune scene iconiche, ma senza le musiche di sottofondo originali, perdono totalmente senso ed emozioni.

lunedì 16 dicembre 2024

Demon Slayer: registro della squadra ammazza demoni 2 - Official Fanbook


TITOLO: Demon Slayer: registro della squadra ammazza demoni 2 - Official Fanbook
AUTORE: Koyoharu Gotouge
CASA EDITRICE: Starcomics
PAGINE: 240
COSTO: 19,90 
ANNO: 2023
FORMATO: 29 cm x 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788822639035


Uscito a giugno 2023, accortomi della sua uscita a dicembre 2024, quindi non proprio una recensione puntuale   ^_^
Avendo comprato il primo volume a febbraio 2022, stante i miei problemi di acquisti compulsivi di materiale editoriale, non potevo esimermi dal prendere il secondo, anche perché l'anime mi piace. 
Le pagine sono aumentate rispetto al primo volume ed il prezzo è rimasto invariata. 
L'impostazione grafica è la medesima del primo volume, la qualità è la stessa. 
Un gran bel prodotto editoriale, benché io non abbia mai letto il manga e mi basi solo sull'anime visibile su Netflix.
Lo scrivo spesso, ma sarebbe stato veramente bello se nel 1978, 1979 o 1980 le case editrici dell'epoca ci avessero tradotto dal giapponese gli artbook, mook o fanbook del periodo, mentre noi ci dovevamo accontentare, con qualche eccezione, di ciofeche grafiche all'italiana da quattro soldi...


Il mangaka dialoga con i suoi lettori, che non sarei io, a dire il vero   ^_^



L'indice con i contenuti.

Sotto qualche pagina illustrativa dei contenuti e i due segnalibri omaggio.

lunedì 24 ottobre 2022

Oni la leggenda del dio del tuono - Netflix


Essendo disponibili sul web millemila siti di informazione sull'animazione giapponese, di norma evito di scrivere post su una novità riguardo ad una serie o un film, ma per questa miniserie "Oni, la leggenda del dio del tuono", disponibile su Netflix dal 21 di ottobre, farò con piacere un'eccezione.
Questa mini serie è stupenda!  ^_^
Trovo grandemente errata la dicitura di Netflix secondo cui la serie sarebbe indicata per i bambini, non che non lo sia, ma probabilmente questi la vedrebbero senza apprezzarne gli aspetti inerenti il folklore giapponese.
Quindi trovo che la serie sia consigliabile a qualsiasi età, essendo nel contempo divertente, misteriosa, educativa e delicata.
Considero secondaria la questione della grafica quando i contenuti sono ottimi, ma poi ci sono i casi in cui i contenuti sono ottimi e la grafica è perfetta.
Quando ho visto il primo spezzone pensavo fosse girata in stop-motion, per questo mi aveva incuriosito, chi ma usa più la stop-motion?
Infatti è una serie in computer grafica che riprende la stop-motion.
Forse non una novità in assoluto, ma non l'avevo mai vista utilizzata per una serie nipponica.
Ci sono cresciuto con i personaggi in plastilina di "Mio Mao", quindi la simulazione al computer del "passo uno" è stato un piacere per gli occhi, specialmente se ci si somma gli effetti più moderni in CGI.
Ho notato che alcune scene riprendono "Mononoke Hime"di Miyazaki, per esempio il mostro oni a più zampe della serie, che è simile al cinghiale indemoniato che attacca Ashitaka all'inizio del lungometraggio animato.
In altre scene e dinamiche tra i personaggi vi si notano similitudini con i film di Totoro e Pom Poko, poi ognuno ci vedrà cose differenti.
Spero che queste poche righe, in cui cercherò di evitare spoiler e di fare trattazioni campate in aria, possano spingere qualche dubbioso a agguardare questa piccola stupenda serie, tanto, alla fine, sono solo 4 episodi da 40 minuti.
Con tutte le serie animate e live che avrete visto e di cui non ricordate più nulla, non saranno certo questi 160 minuti a cambiarvi la vita   ^_^

I protagonisti sono la piccola Onari e suo padre Naridon, che a me ha ricordato molto Totoro, la storia si svolge nel villaggio dei kami sul monte Kamigami, che all'apparire della luna demoniaca verrà attaccato dai terribili oni.
Gli abitanti del villaggio devono organizzare la resistenza, il Sensei Tengu si occupa di addestrare i bambini del villaggio, da cui spera di poter far affiorare un potere abbastanza forte per opporsi agli oni, chi svilupperà questo potere?


        


sabato 8 ottobre 2022

The Promised Neverland Art Book World



TITOLO: The Promised Neverland Art Book World 
AUTORE: Kaiu Shirai e Posuka Demizu
CASA EDITRICE: J-Pop
PAGINE: 216
COSTO: 20 
ANNO: 2022
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788834907399


E' da pochissimo uscito nelle librerie e fumetterie l'artbook italico dell'anime e manga "The Promised Neverland", ormai anche da noi vengono pubblicate traduzioni del materiale originale giapponese.
Nel 2021 è toccato a "Your Name" di Makoto Shinkai, sempre targato J-Pop, e quest'anno la Starcomics ha pubblicato "Demon Slayer: registro della squadra ammazza demoni - Official Fanbook", ciò che lega i tre titoli è che sono tutti disponibili in italiano(!) su Netflix.
"The Promised Neverland Art Book World" è un gran bel prodotto editoriale, che consiglio a tutti quelli che come me hanno apprezzato la serie, come recita la fascetta sono presenti oltre 500 immagini a colori, poco scritto, un po' pochino.
Inserisco più sotto il collage solo dei titoli delle tre parti che contengono interviste agli autori, molto interessanti ma stampate con un carattere di scrittura micruscolo, cioè più piccolo del minuscolo...
La qual cosa mi ha irritato non poco... per leggere quelle righe ho dovuto scannerizzare le pagine ed ingrandirle... inserire sei pagine in più con un carattere visibile da occhio umano?
Altra pecca è che non è presente un sommario dei contenuti, motivo per il quale ho scannerizzato la prima pagina di ogni sezione, che presenta una breve descrizione del suo contenuto.
Comunque è un bel prodotto editoriale, ne avessero fatto uno così di Goldrake ai tempi...


Mentre "Your Name" la prima l'ho visto in DVD, devo ringraziare Netflix per avermi reso disponibile non sottotitolato (ringraziano le mie diottrie) le altre due serie animate.
"The Promised Neverland" mi è piaciuto molto, di più finché il tutto resta un po' misterioso, un po' di meno la seconda stagione, un pelino meno ancora il finale disneyano. 
Nel totale una serie meritevole di essere vista, sempre bella graficamente, adatta, a mio avviso, anche a chi non ha ancora raggiunto la soglia dei 13 anni, in quanto, a parte il primo episodio, per il resto non è che si veda questo granché di spaventoso. Poi dipende, ovviamente, dal grado di impressionabilità del bambino/a.
La cosa curiosa di questa serie è che l'ho vista spinto dalla figlia scolara delle medie di un amico, che voleva leggere il manga, poi lei ha abbandonato il tutto, ed io invece no   ^_^


Gli autori spiegano l'idea di questo artbook, Kaiu Shirai fa riferimento a due numeri di pagine, peccato che nell'artbook non ci siano le pagine numerate   ^_^

sabato 12 febbraio 2022

Demon Slayer: registro della squadra ammazza demoni - Official Fanbook




TITOLO: Demon Slayer: registro della squadra ammazza demoni - Official Fanbook
AUTORE: Koyoharu Gotouge
CASA EDITRICE: Starcomics
PAGINE: 216
COSTO: 19,90 
ANNO: 2022
FORMATO: 29 cm x 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788822628701



Chi capita (per errore) su questo blog trova tonnellate di vecchiume, anche materiale nuovo, ma che riguarda sempre vecchiume, stavolta ecco una pubblicazione nuova di una serie nuova!   ^_^
Sia chiaro, guardo anche serie nuove, ma il web è strapieno di esperti ben più esperti di me, quindi meglio se mi focalizzo sul vecchiume  ;)
Ho visto "Demon Slayer" su Netflix, e l'ho divorato, molto bello, ottima grafica, ritmo incalzante, personaggi ben caratterizzati, l'unica pecca sono tutte le menate che vengono sciorinate durante un attacco... kemmenefutteame di sapere come un colpo verrà eseguito e del perché?
Tetsuya Tsurugi, Hiroshi Shiba, Polimar o Kyashan mi spiegavano la mossa che stavano eseguendo o l'arma che stavano per usare? No, colpivano e basta...
A parte questo aspetto che ho trovato semplicemente logorroico, per il resto è una bella serie e spero di poter vedere la nuova stagione in italiano il prima possibile.
Ergo, quando in libreria ho visto questo fanbook in italiano, me lo sono accattato immantinente.
E' vero che il fanbook si basa del tutto sul manga, che non ho letto, però resta un ottimo prodotto, ben 216 pagine a 20 euro (meno 10 centesimi).
Sono presenti uno storyboard ed un breve manga che illustrano meglio la storia, spiegando l'origine del manga attuale e svelando qualche curiosità su altri aspetti.
Ogni personaggio buono o cattivo ha una sua scheda, in cui sono riportate curiosità varie, fin i pettegolezzi  :]
Ci sono le illustrazioni a colori del manga, etc. etc. etc. in pratica tutto quello che un fan possa anelare, sebbene mi è parso che il taglio dell'opera possa essere un po' per ragazzini, magari sbaglio  :]
Quanto sarebbe stato bello nel 1979 poter sfogliare un librone del genere su Goldrake, Mazinga o Jeeg... sarebbe andato a ruba in tutte le edicole e librerie!
Fortunati i giovani appassionati di oggi che possono avere tali prodotto così ben strutturati ed illustrati.


Il ringraziamento del mangaka in seconda di (sovra) copertina.



Oltre alla scan dell'indice ho inserito qui sotto la prima pagina di ogni capitolo, tanto per far comprendere la qualità del prodotto editoriale.

martedì 2 novembre 2021

"Perché i manga hanno conquistato i nostri ragazzi", Walter Veltroni - "Corriere della Sera" 2 novembre 2021: ovvero quando gli "adulti" si accorgono di un fenomeno che esiste da decenni







Stamattina prima di recarmi a lavoro ho buttato la solita occhiata ai quotidiani online che uso per informarmi, passando in rassegna la homepage del Corsera trovo questo articolo a firma di Walter Veltroni, clicco e leggo.
Clicco, leggo e rimango un po' stranito, spiazzato, temporalmente sfasato, quasi sbalordito, un po' attonito  ^_^
Tutto il ragionamento di Veltroni parte dal solito sudcoreano "Squid Game" di Netflix, che ha generato la classica ondata semi isterica che ad intervalli regolari pervade genitori, esperti, insegnanti, giornalisti, associazioni varie etc. etc. etc.
"Squid Game" l'ho visto, mi è piaciuto, molto la prima metà, un pelino meno la seconda metà, ma non ci ho visto nulla di preoccupante... alla fine è simile al nipponico  "Alice in Borderland".
Certo, se non si conosce il genere, "Squid Game" pare chissà cosa...
"Alice in Borderland" è ancor più violento, perché (sperando di non ricordare male) i partecipanti (di sicuro i tre amici) non vi entrano volontariamente e non possono neppure uscirne con un voto a maggioranza come capita in "Squid Game". 
I giocatori di "Alice in Borderland" ci si trovano dentro a forza, non scelgono di parteciparvi, da ricordare che in "Squid Game" il gioco viene inizialmente annullato, la gran parte dei giocatori ci ritorna di propria iniziativa sapendo che è un gioco mortale.
In queste settimane mi sto divertendo a leggere gli articoli su "Squid Game", specialmente quelli più allarmistici, che raccontano di bullismo e di giochi pericolosi in classe causati dalla serie Netflix.
Non era mia intenzione fare un post su questi articoli inerenti la pericolosità educativa di "Squid Game", io mi limito alle polemica contro i cartoni animati giapponesi del decennio 1978/88, però poi ho letto questo articolo di Walter Veltroni.
Il giornalista, politico, scrittore e regista (elenco da Wikipedia) non si schiera contro "Squid Game", quello che mi ha colpito sono le considerazioni a latere sul successo della cultura popolare orientale.
All'inizio dell'articolo Veltroni fa presente che al primo piano della libreria Rizzoli in Galleria a Milano, dove prima c'era l'ufficio di Enzo Biagi, "ora c'è il reparto dedicato ai fumetti manga", io non vado in quella libreria da prima del Covid, ma i manga al primo piano già c'erano... oppure io ho capito male a quale primo piano si riferisce Veltroni.
Abbastanza orrendo leggere quel "fumetti manga", che è come scrivere "fumetti fumetti giapponesi"... manga è già sinonimo di fumetti, mica c'è bisogno di specificare che sono fumetti, si scrive manga e basta.
Parlando della cultura orientale veicolata dai manga Veltroni si sorprende (pare sorpreso) che le librerie siano pieni di 14/15enni in cerca di "fumetti manga", secondo lui il fenomeno è esploso anche grazie al successo di "Squid Game".

sabato 11 settembre 2021

"Kate" di Netflix con mini mega citazione di "Guerra fra galassie"


Come sempre non starò qui a recensire il nuovo action-movie di Netflix, ci sono tonnellate di siti e blog più preparati di me per queste cose, mi limiterò ad un aspetto di nicchia, molto di nicchia, una mini nicchia:
i 9 secondi in cui il regista ha deciso di far apparire qualche scena di "Guerra fra galassie!

Il film non mi è dispiaciuto, ho letto delle critiche sul web, ma quando si guarda un prodotto del genere, più o meno si è consci di quello che si vedrà, non puoi pretendere una trama alla Kurosawa, altrimenti guardati Rashomon... 
Detto che il film è piacevole, il livello di apprezzamento aumenta esponenzialmente quando il regista ti fa l'occhiolino buttandoci dentro qualche spezzone di "Guerra fra galassie":
"Ehi amico/a che stati guardando il mio film, ci siamo intesi? 
Noi due da bambini abbiamo guardato gli stessi programmi, benché vivessimo in nazioni differenti, magari in continenti differenti!"

Il passo successivo è stato andarmi a cercare il nome del regista, Cedric Nicolas-Troyan, mio coetaneo e francese, ergo mentre io guardavo "Guerra fra galassie" lui guardava "San Ku Kaï", il cerchio si chiude.
Chiaramente ogni generazione ha le sue citazioni trans-geografiche e talvolta trans-generazionali, ma i prodotti televisivi nipponici degli anni 70 e primi anni 80 mi pare abbiano generato un effetto maggiore rispetto ad altri fenomeni simili.
Qualche anno fa mi sono comprato il cofanetto DVD della "Yamato Video" di "Guerra fra galassie", nonostante che da bambino lo adorassi (era pur sempre un "Guerre Stellari"!) e non fossi mai riuscito a vederne il finale causa segnale dell'emittente privata troppo scarso, ho impiegato settimane a terminarlo, difficile da digerire da adulto... diciamo che è un telefilm invecchiato male, a differenza di "Megaloman", che risulta ancora guardabile.

Adoravo Fantasma e Meteora, ma il top del trash è Baru, il Chube nipponico per la televisione  ^_^
Da bambino ti esaltava, da adulto ti fa scompisciare, infatti...

lunedì 16 agosto 2021

Lupin di Netflix (2021)- Lupin III il castello di Cagliostro (1979) - Lupin III (anime 1971)- Arsenio Lupin (serie tv 1971)


Quando ho visto la serie Netflix su Lupin mi sono reso conto di quanto, per uno che è cresciuto con il Lupin III animato dai giapponesi, sia difficile abituarsi ad un Lupin differente, benché vidi per primo il telefilm (sceneggiato) francese di "Arsenio Lupin".
Di quest'ultimo ho un ricordo parecchio annebbiato, non mi pare mi piacesse molto, direi che ne vidi qualche puntata sulla "Svizzera Italiana", ma perché lo seguiva mia nonna.
Per quanto riguarda il Lupin Netflix non che non lo abbia gradito (molto bello), ma ogni volta che vedevo la scritta arancione "LUPIN" su sfondo nero immediatamente avevo la sensazione mancasse qualcosa, cioè il "III".
Quando i giornalisti ed esperti affermavano che i cartoni animati giapponesi ci condizionassero avevano una certa ragione, ma non per quello che temevano loro, la violenza, ma per l'imprinting definitivo sul nostro immaginario.
Questo post nasce da un paio di curiosità che ho notato vedendo il Lupin moderno e da qualche considerazione generale sul potere dell'animazione seriale nipponica, potere dato dalla capacità di creare storie innovative che generano interesse nel telespettatore, piccolo o grande che sia. 
Chiaramente non pretendo che le mie elucubrazioni siano le prime del genere  :]

Intanto è giusto riconoscere che le serie animate giapponesi degli anni 70 hanno dato una seconda, anche terza e quarta vita a tutta una serie di romanzi europei che altrimenti sarebbero caduti in grande misura nell'oblio. 
Basti pensare ad Heidi, Anna dai capelli Rossi e a tutti gli anime del genere "World Masterpiece Theater", infine anche al personaggio creato da Georges Descrières.

Nel 2021 i francesi fanno riemergere dal dimenticatoio il loro personaggio, che nei decenni passati è rimasto vivo grazie alle serie e ai film animati giapponesi, e pensano bene di citare gli autori nipponici, direi nello specifico Hayao Miyazaki, inserendo proprio la Fiat 500 gialla.


Premetto che sul Lupin di Netflix non effettuerò spoiler, se non quello dell'immagine sopra, dove possiamo vedere la mitica 500 gialla!
Mi pare ovvio che nel 2021 in Francia la Fiat 500 non possa essere considerata un mezzo comune di trasporto, ciò implica che gli autori della serie abbiano voluto omaggiare Lupin III di matrice nipponica.
Mi sono quindi andato a cercare, tanto per curiosità, quando la Fiat 500 fa la sua prima apparizione nella prima serie (in giacca verde, l'unica che merita di essere vista) e nei film.
Una volta tanto mi sono tornati utili gli art book e i pamphlet giapponesi che comprai un po' di impulso negli anni in varie fiere del fumetto.


La prima volta (sperando di aver controllato bene...) che compare una Fiat 500 è nella 16esima puntata della prima serie, quando Fujiko entra in scena all'inizio dell'episodio. La puntata è quella dal titolo "Rapina alla gioielleria". L'auto verrà usata anche per la fuga, che si interrompe a causa di un pneumatico forato, espediente usato in seguito di nuovo da Miyazaki nel film del 1979.

mercoledì 23 dicembre 2020

"Alice in Borderland" su Netflix, episodio n° 6: l'incredibile coincidenza dello scrigno portagioie in legno!


Non è questo un post di recensione della bella serie che sto seguendo su Netflix, per prodotti tanto mainstream ci sono siti e blog ben più qualificati.
Non voglio in nessun modo spoilerare nulla della trama e non voglio mi venga anticipato nulla, sono alla sesta puntata... 
Certo, qualcosina mostrerò, ma senza entrare nel dettaglio, e solo per illustrare la causa di questo post, che in realtà nulla avrebbe a che vedere con questo blog, se non per il fatto che la serie è di carattere fantascientifico/videogioco, descritta da Netflix come un "survival game".
Il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post è una di quelle coincidenze che è difficile valutare come siano potute accadere... io non gioco al superenalotto o simili, ma comunque penso di essermi bruciato qualsiasi possibilità di vincere a queste lotterie per il resto della mia vita   T_T


All'inizio della sesta puntata un personaggio mette delle carte da gioco in uno scrigno portagioie di legno:
le passa in rassegna;
le ripone sul fondo dello scrigno;
prende il coperchio;
lo abbassa;
lo chiude.


A quel punto mi stavo strozzando... ero intento a pranzare...
La scena con il coperchio chiuso dura pochi secondi, ed io stavo guardando l'episodio tramite Chromecast, quindi non potevo mettere in pausa, causa pc in un'altra stanza.
Corro di filata al computer, torno indietro di 10 secondo e riguardo la scena... è impossibile... non può essere! 
Rimetto in pausa nel punto in cui si vede l'intarsio del portagioie, apro un cassetto e tiro fuori un oggetto acquistato in un luogo di villeggiatura del lago Maggiore tra il 1978 e il 1981.