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sabato 4 luglio 2026

L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti

 



TITOLO: L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti 
AUTORE: Gatta, Carolina Giangrandi, Benedetta Manfredi 
CASA EDITRICE: L'Asino d'oro edizioni
PAGINE: 237
COSTO: 15 
ANNO: 2026
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788864437934


Forse un paio di mesi addietro (o più) ho scoperto che era in uscita questo saggio, mi sono appuntato la data di pubblicazione e l'ho comprato appena disponibile, visto che tratta una tematica interessante ed attuale:
il rapporto tra gli adolescenti italiani e manga/anime

Quindi l'ho comprato totalmente sulla fiducia, e alla fine devo dire che è stato un buon acquisto, una lettura interessante, seppur contenente qualche occasionale errorino ed un errorone  ^_^
Quando ho avuto in mano il libro ho scoperto che è stato scritto da tre psicoterapeute infantili, quindi conoscitrici del target adolescenziale.
Sinceramente ho temuto che lo scritto fosse illeggibile (per me), se non per un loro collega, invece tutto il libro è comprensibilissimo, nessun astruso termine psichiatrico e/o concetti che necessitano di aver frequentato qualche corso universitario di psicologia infantile o adulta  ^_^
Devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato (ormai mi capita raramente di essere preso bene da una lettura), iniziato stamattina presto e finito in mattinata, quini non posso altro che consigliarlo.
Ovviamente mi ha catturato il sottotitolo, "come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti",
anche se gli adolescenti odierni non sono stati i primi in assoluto ad essere conquistati dagli anime (non i manga che ancora da noi non esistevano). Ai tempi si chiamavano "cartoni animati giapponesi", ma nel 1978 conquistarono per primi i bambini e gli adolescenti di quel tempo.
Da notare che una volta gli psichiatri/psicologi erano, quasi sempre, i pubblici ministeri contro i cartoni animati giapponesi/anime/manga, oggi ne riconoscono l'utilità per lo sviluppo emotivo degli adolescenti.
Beh... qualcosa è pur migliorato dal 1978 ad oggi   :]

Essendo il saggio dedicato ad adulti che vogliono capire perché i ragazzi leggono manga e vedono anime (ma loro non vedevano anime e leggevano manga quando erano ragazzi?), e magari questi adulti sono poco avvezzi al mondo giapponese, questo primo capitolo (ma anche il secondo) funge da breve spiegazione.
E' arduo dare una veloce infarinatura su un tema specifico, si rischia di essere troppo superficiali e/o di omettere qualcosa di importante.
A grandi linee mi è parso che l'esposizione colga l'obiettivo, nonostante la brevità, pur con qualche piccolo grande errore  :]
Sarà anche una piccolezza (non per me), ma a pagina 35 il padre di Madamigella Oscar passa da generale a Conte... stiamo parlando della sacra "Lady Oscar", non di "Julie rosa di bosco"  :]
Con il secondo paragrafo si passa alla storia di manga ed anime in Italia: approdo, reazioni, stampa, polemiche, censure etc.
Di seguito sarò un po' cattivello, ma solo perché son tematiche che tratto usualmente   ;)




A pagina 41 c'è quello che ad inizio post ho battezzato come "errorone" e riguarda l'ormai stra dibattuto motivo per cui "Goldrake" venne titolato "Atlas Ufo Robot", con quel "Atlas" iniziale che per le tre autrici è ancora dovuto ad un equivoco linguistico causato da una ignoranza del francese da parte dei dirigenti Rai, che non compresero il significato della scritta "Atlas" sulla brochure francese di "Goldrake".
In "C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv e il mercato del giocattolo in Italia - tomi 1 e 2" è ben spiegato dalla dirigente "Rai" Paola De Benedetti, che si occupò direttamente della messa in onda di "Goldrake", che quel "Atlas" fu lasciato volontariamente per il suo valore esotico, visto che lei il francese lo conosceva bene (ai tempi dell'intervista a Nicora viveva a Parigi).
A pagina 42, dove termina la questione "Atlas", per questo motivo si taccia di "superficialità nell'approccio al materiale originale" i produttori della "Rai", solo che loro il francese lo sapevano.
Capisco che le tre autrici facciano un altro lavoro, ma in tre farsi scappar questa topica, mi è parso un pelino grave.
Altra piccola questione è la data tra parentesi posta di fianco al titolo "Atlas Ufo Robot", cioè il 1978, quando in altri punti del saggio la data tra parentesi indica la data di produzione nipponica.
Perché 1978? "Ufo Robot Grendizer" è del 1975.
Sempre a pagina 42 si afferma che nel 1978, oltre a "Goldrake" vennero comprati "Heidi" e "Barbapapà".
Solo che "Goldrake" venne comprato nel 1977.
"Heidi" venne trasmesso dal 7 febbraio 1978, due mesi prima di "Goldrake", quindi non venne acquistato nel 1978.
Infine i "Barbapapà" non poterono essere acquistati nel 1978, visto che vennero trasmessi fin dal gennaio 1976:

domenica 15 marzo 2026

La Bibbia dei manga


TITOLO: La Bibbia dei manga
AUTORE: Helen McCarthy
CASA EDITRICE: Gribaudo
PAGINE: 320
COSTO: 25 
ANNO: 2026
FORMATO: 21 cm X 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788858056455


Quando sarò l'Imperatore della Terra, anzi, dell'universo, proclamerò quei 10/20 mila semplici editti con pene esiziali per ristabilire un minimo di rispetto reciproco, tra queste il divieto di titolare la saggistica con termini tipo "Guida definitiva", "Dizionario" oppure "Bibbia"... 
Se mi usi "Bibbia", devi metterci dentro tutto e non ci deve essere neppure manco mezzo errore.
Ed è possibile essere così tanto esaustivi in sole 320 pagine, se poi di queste ben 140(!!!) sono occupate da solo immagini e non contengono scritto?
A queste vanno aggiunte circa altre 25 pagine senza scritto, sommando le pagine con immagini che ne occupano una parte.
In totale su 320 pagine totali, quelle che occupano scritto sono circa 165, è possibile identificare un tale volume come una "Bibbia"?
Al massimo lo usi per il catechismo...
Il libro ha una bella copertina rigida, è anche di pregio, ma vedere che solo il 50% circa delle pagine contengono i caratteri di scrittura, che è il motivo primario che spinge il lettore a comprarlo, ha poco senso, specialmente se il volume lo si spaccia per "Bibbia".
Mia opinione.
Non mancano i refusi, talvolta ho avuto l'impressione che nel filo logico del discorso mancasse qualcosa, poi sarò io che, come mi scrivono taluni qui sul blog, manco di comprensione del testo scritto  ^_^
Forse qualche problema in fase di traduzione, che ha reso lo scritto meno comprensibile rispetto all'originale?
La "Bibbia" è stata pubblicata in inglese nel 2026, e già resa disponibile in Italia in questo mese di marzo, quindi è freschissima di stampa.
Essendo un libro di matrice anglosassone, tratta il tutto dal loro punto di vista, ogni tanto tra parentesi sono presenti i titoli delle edizioni italiche.
Per l'autrice l'Italia è pressoché assente (4 o 5 brevi citazioni), oltre alla sua patria e agli Usa, sono prese in considerazione la Francia e qualche altra nazione, la nostra penisola è quasi ignorata.
Per esempio a pagina 16 si cita la Francia come prova del grande successo televisivo di Goldorak nel 1978 e di Candy Candy, che si sviluppò anche nel mercato editoriale.
Nonostante Goldrake venne trasmesso prima in Italia che in Francia, ed il successo del primo anime chiaramente nipponico avvenne prima che in Francia, e in Italia vennero importati più anime rispetto a qualsiasi altra nazione del mondo extra Giappone, su questo versante l'autrice ci ignora.
Nessuna citazione per i manga originali de "Il Grande Mazinga" e "Candy Candy" pubblicati con accordi diretti con le case editrici nipponiche:




Secondo me o non tocchi proprio l'argomento "successo di anime e manga in Europa" oppure, se lo fai, non puoi non portare ad esempio quello che è accaduto in Italia, dove, in poco più di cinque anni, abbiamo trasmesso quasi tutti gli anime prodotti in Giappone in 20/30 anni.
A fine post, come sempre, inserisco il sommario del libro, che rende abbastanza bene i suoi contenuti.
La McCarthy fu una delle due autrici de "The Anime Encyclopedia", quindi le informazioni che riporta saranno di certo tutte corrette (specialmente sul versante anglofono), ma nel totale lo scritto mi è parso una somma di titoli, non sempre organizzati in maniera cronologica e non sempre in maniera esaustiva.
Ho trovato più interessante l'inizio del nono capitolo sul fandom nipponico, il "Comic Market", etc., ma è  sempre tutto molto breve.
Il decimo capitolo su concentra sul media mix, citando molto Marc Steinberg.
Un pregio è che arriva a trattare fino all'attualità, ma, magari, se avessero sfruttato tutte le 320 pagine del libro, avrebbero potuto farlo più esaurientemente.



Di tutti i libri/saggi che mi son permesso di criticare per il numero strabordante di immagini presenti al suo interno (lo faccio sempre), questo è anche l'unico che mostra pagine con citazioni a tutta pagina, come quella della pagina di destra, con a sinistra pure un'immagine che ne occupa mezza pagina...
E di pagine come quella di destra qui sopra, con una citazione con carattere enorme e senza altro scritto fruibile dal lettore, il libro ne contempla ben 22!
Pagine 17, 25, 94, 99, 106, 111, 142, 147, 156, 163, 177, 180, 187, 206, 215, 223, 228, 259, 264, 288, 298, 303 (tanto per fare i precisini).

lunedì 22 dicembre 2025

Nippop, 10 anni di cultura pop giapponese in Italia



TITOLO: Nippop, 10 anni di cultura pop giapponese in Italia
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 554
COSTO: 36
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nella librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857567358


Recensisco con colpevole ed ingiustificato ritardo nella lettura questo saggio composto da molti contributi, comprato appena uscito, mi son fatto un po' intimorire dal numero di pagine e dalle tematiche variegate..
"Nippop" riunisce alcuni degli interventi dell'omonimo convegno bolognese degli anni 2017, 2018 e 2019. 
Il libro è diviso in tre sezioni, cioè le tre tematiche toccate nelle tre edizioni di cui sopra di "Nippop":
2017) estetica del grottesco e del mostruoso nella cultura giapponese;
2018) l'ibridazione culturale;
2019) la cultura culinaria.

Se fossi stato in grado di esprimere una valutazione informata sulle 554 pagine di tutti gli scritti presenti nel libro, probabilmente sarei stato l'ospite d'onore del prossimo convegno di "Nippop"   ^_^
Quindi mi limiterò a brevi accenni sul contributo di ogni autore, inserendo il suo nome, poi a fine recensione, come sempre, è presente l'indice del libro con i titoli, in modo che lo si possa consultare.
Ovviamente alcune tematiche mi sono interessate di più, qualcuna l'ho capita meglio, altre non le ho comprese, un certo numero non fanno parte dei miei interessi. Per esempio tutto ciò che riguarda la cucina, io il cibo lo mangio, non lo leggo... nonostante ciò, e a riprova del fatto che un libro deve essere letto, nella terza parte sulla cultura culinaria giapponese, ho letto scritti molto interessanti.

Ian Condry
Questo breve contributo è dedicato, o almeno è come l'ho interpretato io, a "noi appassionati" della cultura pop giapponese , ma mancanti di studi specifici, quindi solo appassionati, non esperti del settore.
L'autore, docente universitario, spiega quanto si possa apprendere da gente a cui manchi l'approccio da studioso, ma che riversa nella sua ricerca da dilettante, talvolta, più passione di chi svolge questa attività di ricerca sul Giappone come lavoro.

Gino Scatasta
Vengono indagati i rapporti tra cultura inglese e giapponese, in particolare sul "giapponismo", concentrandosi sull'artista/scrittore inglese Aubrey Beardsley, che ovviamente non conosco.

Giacomo Calorio
E' trattato il cinema "J-Horror", di cui sono ignorante nella sua quasi totalità, in quanto detesto i film dell'orrore.
Viene spiegato cosa abbia rappresentato il filone filmico "J-Horror" e cosa sia oggi.
Annoto parti di testo lasciate in inglese, magari una traduzione sarebbe stata cosa carina  :]

Massimo Soumaré
Viene svolta un'analisi della figura dei vampiri il letteratura giapponese, manga ed anime.
Leggendo i titoli analizzati degli anime, alla fine qualcosa l'avevo visto pure io.

Gianluca Di Fratta
Il soggetto dello scritto sono gli anime di fantascienza in cui siano presenti elementi di letteratura gotica e sovrannaturale Occidentale. Il tutto  focalizzato dalla metà del 700 alla metà del 900.

Hasegawa Junko
Un racconto dal titolo "La lingua dei pesci", tradotto per il convegno.

venerdì 14 novembre 2025

Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese



TITOLO: Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese
AUTORE: Autori vari
CASA EDITRICE: Società  Editrice La Torre
PAGINE: 155
COSTO: 16,50 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788896133767


18 volumi in 18 anni!
"Manga Academica" è diventata maggiorenne!
Quasi mi commuovo... ricordo ancora l'anno della sua nascita, i primi passetti, l'inizio della scuola... e ora può votare! (oddio... poi dipende dal voto...)
Può fare la patente! (oddio... dipende da come guida...)

Comunque mi auto cito dalla prima recensione:
In pratica questa collana (siamo al volume 1) vorrebbe essere, e speriamo che sia, una pubblicazione delle tesi e degli articoli relativi a convegni e a conferenze sui manga e gli anime. Tesi ed articoli che altrimenti rimarrebbero relegati a pochi. Un'idea meritoria che mi auguro continui.

Direi che il mio auspicio è stato più che confermato, l'idea meritoria si è consolidata in un impegno costante, passando dalla sola annuale "Manga Academica" ad altri 17 titoli di saggistica inerenti manga, anime e cultura giapponese.
In un mondo editoriale dove chi pubblicava saggistica a tema si  è un po' perso, oppure ha chiuso i battenti, anche se altri editori si stanno affacciando (vedi Dynit), la "Società Editrice La Torre" mantiene il suo impegno, ed anche se talvolta non capisco proprio tutto quello che pubblicano (sob...), almeno pubblicano saggistica non banale.


Quello che spesso non capisco degli appassionati di animazione giapponese, che in una parte non minoritaria pensano di sapere tutto di tutto, è come possano non avere tutti e 18 i volumi pubblicati fino ad oggi.
C'è da dire che, purtroppo, i tanti volumi pubblicati dalla "Società Editrice La Torre" non vengono distribuiti nelle librerie, in primis da Mondadori e Feltrinelli, cosa che permetterebbe di allargare di molto la platea dei potenziali interessati.
Resta che i 18 volumi di "Manga Academica", più tutti gli altri saggi della casa editrice, fanno la loro bella porca figura sulla libreria   ^_^
Come al solito a fine post c'è il dettagliato indice del saggio.

Il primo contributo indaga le riviste nipponiche che, dai loro esordi, pubblicarono manga. Ovviamente i primi "manga" non erano quelli attuali, ma semplici strisce a fumetti.
L'autore riassume le varie tesi su come e quando si possa far risalire la nascita della prima pubblicazione manga, per poi passare al fulcro dell'analisi, iniziando con le riviste a fumetti introdotte dagli Occidentali tra il XIX e il XX secolo.
Ovviamente si parte con "The Japan Punch" del 1862, la prima rivista a fumetti pubblicata in Giappone, seppur in inglese, edita da un Occidentale. Mentre la prima rivista a fumetti in giapponese fu "Tobae" nel 1887, a cura di un francese.
Man mano si arriva al dopoguerra, prendendo in esame tre riviste, una per ragazze e due per ragazzi:
Nakayoshi (1955);
Weekly Shonen Sunday (1959);
Weekly Shonen Jump (1968).

Come valutazione del modificarsi dei contenuti di queste testate vengono utilizzate le copertine, che nel tempo cambiarono i soggetti mostrati.
Non ho capito perché nel titolo del contributo si scriva "questa tesi eversiva", se fosse quella dovuta alla valutazione delle copertine, non mi pare tanto campata in aria... oppure non ho capito nulla  :]

Il secondo contributo è incentrato su "Sailor Moon", spiegando la parabola dei telefilm made in Usa che la anticiparono e che influenzarono anche il Giappone negli anni 70, per poi essere a loro volta influenzati di nuovo da "Sailor Moon".
Le serie tv statunitensi prese in esame sono più di una, ma quelle più citate sono "Wonder Woman" (sempre sia lodata Linda Carter) e le "Charlie's Angels", che non avevano come protagoniste ragazze studentesse, ma donne, però erano l'emblema del nuovo "female hero" statunitense.
I due telefilm sopra citati li vedemmo anche noi tra la fine degli anni 70 ed i primissimi anni 80, e furono indubbiamente una novità.
Inoltre è trattata la serie degli anni 90 che ripropone il concetto di "bella ragazza combattente" ("sento bishojo"), "Buffy", di cui non perdevo un episodio (anche grazie al VHS), mentre l'altra serie analizzata, "The Powerpuff Girls", la conosco solo per nome, essendo un pelino fuori target :]
Segnalo che l'autore di questo contributo si era già cimentato nella tematica "Sailor Moon/USA" nel saggio "Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon", pubblicato sempre in questo 2025.

mercoledì 12 novembre 2025

Goldrake U, il guardiano del pianeta blu



TITOLO: Goldrake U, il guardiano del pianeta blu
AUTORE: Fausto Avaro
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 236
COSTO: 23,90€
ANNO: 2025
FORMATO: 24 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791282300049


Penso che solo il reboot (io li chiamavo remake) di "Atlas Ufo Robot", a pochi mesi dalla sua messa in onda italica, poteva godere di un suo libro specifico, seppur contenente continui richiami alla vecchia serie. Negli anni abbiamo visto un sacco di reboot di vecchi anime, specialmente del solito Nagai (ormai a suo nome ci sono solo quelli...), ma libri che le analizzano non ne rammento.
Da poco ne ho postato uno sul "Gaiking", però è più incentrato sul vecchio anime che sul reboot, che comunque è del 2005. 
Quindi questo "Goldrake U" è l'ennesima dimostrazione, se ancora fosse necessaria, che "Atlas Ufo Robot" qualcosa ci ha lasciato, non per nulla ancora resiste su Rai 2 ogni domenica alla 19:00!
Nell'introduzione viene accennato che lo scopo del libro, oltre ad analizzare "Goldrake U", è quello di dimostrare che le due serie "Atlas Ufo Robot" e "Goldrake U" non siano poi così distanti.
Sempre nell'introduzione, e poi più avanti nel libro, si fa cenno alla controversa accoglienza degli appassionati italici alla messa in onda di "Goldrake U".
Personalmente "Goldrake U" non mi è piaciuto, ma non per questo l'ho considerato blasfemo... solo chi non è abituato a fruire di moderna animazione seriale nipponica, può dare giudizi tanto assurdi.
Il livello di coinvolgimento è stato tale che, dopo l'unica visone sulla Rai, non rammento pressoché nulla di "Goldrake U", anche perché (come capita spesso negli anime attuali) in sole 13 puntate gli autori nipponici cacciano dentro un sacco di argomenti e sotto trame, che poi fatichi un po' a metabolizzare...
Il libro presenta obbligatoriamente numerose immagini di medio piccola (o molto piccola) fattura (in bianco e nero), in quanto il nuovo Goldrake e costantemente messo a confronto con quello vecchio.
Da annotare il dettagliatissimo sommario (a fine post), che permette di valutarne il contenuto indipendentemente dai vaneggiamenti di chi scrive   ^_^
Anche i sottotitolo aiuta a capire il contenuto del saggio:
"Approfondimenti sul reboot del grande classico e riscoperta della serie anni settanta"


Qui sopra un esempio di come sia strutturato il saggio.
Il primo capitolo illustra il lancio di "Goldrake U" e la prima trasmissione in varie nazioni, tra cui, ovviamente, l'Italia.
Vengono segnalate alcune discrepanze tra l'adattamento italico, che nasce (di nuovo) dal materiale francese tradotto dal giapponese, e la versione originale nipponica.
Nel secondo capitolo sono presentati dettagliatamente i personaggi buoni e cattivi della serie, con annesse le differenze e le similitudini con la serie classica.

domenica 9 novembre 2025

Gaiking, la leggenda continua

TITOLO: Gaiking, la leggenda continua
AUTORE: Giovanni Lazzini
CASA EDITRICE: Reika Libri
PAGINE: 269
COSTO: 25 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280925480


Il sottotitolo, che non ho inserito nel titolo del post perché un pelino lunghino, recita:
"Dalle origini al vero creatore della serie. Dalla rottura tra Go Nagai e Toei Animation fino alla serie reboot del 2005"

L'autore nel 2011 scrisse il 13esimo volumetto della collana “I love anime”, proprio sul Gaiking (fatto annotato in questo libro):

Temevo fosse una mera riedizione di quello, infatti pensavo di far causa a Massimo Nicora che me lo ha sottoposto, invece è un riedizione grandemente aggiornata, molto più ampia e con molte più informazione. Basta citare il numero di pagine, da 123 con molte immagini della "Iacobelli" a 269 con poche immagini di questo.
Ovviamente una parte del materiale, quello sulla vecchia serie del "Gaiking" prende spunto, giocoforza, dal volume della "Iacobelli".
Il "Gaiking" non è tra le serie più famose o amate arrivate in Italia, anche perché ai tempi manco venne trasmesso per intero... subendo il fato del "Getter" e del "Gakeen", infatti il "Gaiking" (assieme al "Gakeen") lo recuperai appena mi fu possibile (economicamente) in VHS originali della "Yamato Video" per scoprirne finalmente il finale mai visto...
Nei punti del saggio in cui si descrivono dati tecnici, armi, personaggi etc., si entra in modalità "Encirobot", questa non è una critica, ma una semplice constatazione, visto che quel sito è perfetto (con tutti i suoi errori, ma perfetto come idea), è giusto replicare un sistema che funziona.
In molte parti dello scritto si fa riferimento a fonti nipponiche cartacee tradotte per questo libro.
Il saggio si divide essenzialmente in due parte, quella sul vecchio "Gaiking" e quella sul reboot del 2005, pressoché ignorato nel libro del 2011.
Ho notato più di una volta una certa ripetitività, trama, esempi o concetti di una puntata o dei personaggi ribaditi in diversi capitoli, ma già esplicitati in uno precedente.
Nel primo capitolo viene illustrata la base della trama della serie, il tutto in maniera dettagliata e comprensibile. Come esempio posso citare la spiegazione dell'adattamento italico non corretto per il terzo episodio, in cui si perde il motivo del sacrificio dell'alieno 803.
Il secondo capitolo, a mio modo di vedere, mette assieme troppi argomenti in poche pagine:
doppiaggio, sigle, videogiochi, trasmissione in Italia e nel resto del mondo.
Il terzo capitolo si occupa dei cinque manga tratti dall'anime, quindi successivi, visto che il "Gaiking" è un'opera originale della "Toei Animation" non nata da un manga. 
L'autore li definisce, correttamente, "comicalize" e ne riporta numerose informazioni.
Il quarto capitolo contiene una breve spiegazione del concetto dei buchi neri usato nella serie.
Il quinto capitolo descrive le varie figure dei cattivi, ciò implica, in alcuni,casi, le ripetizioni che annotavo sopra, nonostante si sia solo a pagina 33.
Per esempio chi fosse "Darius il grande" o i "Grandi 4" era già stati riportato un paio di volte nelle pagine precedenti.
Nel sesto capitolo sono elencati gli aspetti innovativi del genere robotico presente nell'anime, tra questi la base mobile, cioè il "Drago Spaziale" (all'italiana).
C'è una cosa che non ho mai capito, ma se il "Drago Spaziale" è la prima base mobile degli anime robotici, la grotta/caverna dove il "Drago Spaziale" ha la sua sede e dove viene riparato, è la base della base mobile?
Io da bambino consideravo il "Drago Spaziale" più come una astronave, che come una base mobile, tipo la "Divina Libertà" del "Gakeen".
Nel settimo capitolo sono illustrati i personaggi buoni, ognuno di essi è raffrontato con ognuna delle cinque versioni dei "comicalize/manga"!
Quindi si potrà apprezzare le varie modifiche dei personaggi tra l'anime e le varie versioni cartacee.
Anche in questo capitolo le ripetizioni non mancano.



sabato 25 ottobre 2025

Devilman, la saga demoniaca



TITOLO: Devilman, la saga demoniaca
AUTORE: Jacopo Mistè
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 208
COSTO: 21,90€
ANNO: 2025
FORMATO: 24 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791298527775


Ringrazio il buon vecchio Massimo Nicora per avermi segnalato l'uscita del libro in anteprima, anche se poi ho aspettato che fosse disponibile in libreria.
Faccio una premessa, nel saggio ci sono critiche sia al comparto artistico delle tante variazione di "Devilman" che agli adattamenti italici (anime ed edizioni manga nostrane), quindi, il diritto di critica esiste, visto che nei commenti dei due suoi precedenti saggi un po' si era piccato per le "mie" di critiche  ^_^


"Noi" del "First Impact" il "Devilman" lo conoscemmo quando era un personaggio totalmente ignoto, all'interno dei vari film di montaggio:



Altra premessa, uno dei non tantissimi manga che ho letto, è proprio quello di "Devilman", ma circa 20 anni addietro, quindi i particolari ormai si son persi nella memoria.
Ho visto in giapponese sottotitolato "Mao Dante", anch'esso nel medesimo periodo, più recentemente il manga di Nagai sulla "Divina Commedia"(...), il film live di "Devilman" ad inizio anni 2000 e qualcosa qua e là sparso.
Quindi non mi si può considerare per nulla (tanto per cambiare) un esperto in tema, la mia lettura del libro è stata di apprendimento  :]
Può essere che in alcuni punti del libro io non abbia colto del tutto qualche battuta umoristica, per esempio, quando, nell'introduzione, si legge "il mio pubblico"... siamo diventati gli Stephen King o la Rowling della saggistica di anime e manga?   ^_^
Tra i cambiamenti in positivo, rispetto al librone sul "Gundam", non ci sono parolacce e l'indice riporta tutti i paragrafi del libro, in modo che la sua lettura possa dare un'idea del suo contenuto, al di là dei vaneggiamenti dei recensori.
Ho notato, invece, una grandinata di punti esclamativi, un "escalamativismo" un po' esagerato  :]
Il saggio contiene vari box informativi su argomenti interessanti o correlati ai temi trattati.
Sempre nell'introduzione viene spiegato che questo libro nasce originariamente come un articolo per "Nippon Shock Magazine", che in seguito è aumentato così tanto di contenuti, da farne uno scritto autonomo, il primo su "L'Uomo Diavolo"  :]
Ovviamente non mancano le varie riedizioni "Shin" di Nagai su ogni suo manga o anime, cosa che me lo ha fatto venire parecchio a noia. L'indice li enuncia bene.
Il capitolo zero illustra il manga "Una scuola spudorata", che serve per capire anche lo spirito di rivalsa, nata dalle polemiche suscitate, delle successive opere di Nagai.

domenica 24 agosto 2025

Candy Candy Revolution - Psicosociologia, femminismo e pratiche intersezionali nell'anime culto degli anni ottanti





TITOLO: Candy Candy Revolution - Psicosociologia, femminismo e pratiche intersezionali nell'anime culto degli anni ottanti
AUTORE: Ariase Barretta
CASA EDITRICE: Odoya
PAGINE: 195
COSTO: 16 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm X 16 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9888862889391

(ringrazio Massimo Nicora che mi ha informato dell'uscita del libro)

La particolarità di questo saggio è che non ci troverete le sinossi degli episodi, le biografie delle due autrici, curiosità varie, il raffronto tra romanzo (link 1 - link 2), manga ed anime etc. etc. etc, ma solo una valutazione psicologica e comportamentale dei personaggi, lo si intuisce dal non consueto sottotitolo:
"Psicosociologia, femminismo e pratiche intersezionali nell'anime culto degli anni ottanti"

La terminologia è sovente tecnica, sempre sul versante psichiatrico/psicologico/psicosociologico, quindi, se non si è del ramo, bisogna prendere atto dello scritto senza chiose, cosa che farò anch'io nella recensione. E' stato interessante leggere queste valutazioni comportamentali dei personaggi, con tutti i vari intrecci reciproci. 
Noto che nella biografia dell'autore non è presente una laurea o una attività nel campo della psicologia/psichiatria/sociologia, la sua attività professionale è legata alla traduzione della letteratura ispanoamericana.
Sono riportati varie frasi dei personaggi, e su questo sono fatte le valutazioni tecniche di cui sopra, solo che in Italia non abbiamo mai goduto di un adattamento dell'anime fedele all'originale e l'unica versione del manga arrivata fu quella della "Fabbri Editore" (Fabbri 1 - Fabbri 2), quindi, mi chiedo, e se il senso delle frasi riportate vennero stravolte dagli adattatori?
Annoto qualche refuso e circa 33 pagine di immagini (in bianco e nero), tra quelle a pagina piena ed altre a mezza pagina.
Si sarebbero potute, forse, ridurre o eliminare le immagini, in modo, per esempio, da inserire un riepilogo un po' meno succinto della serie di quello presente nel primo capitolo, che se è stato inserito per rinfrescare la memoria a chi non si ricorda più molto dell'anime, non coglie molto l'obiettivo.
Tra i tanti temi trattati nel primo capitolo c'è quello del finale modificato in Italia, l'autore spiega che gli adattatori vennero in contro ai desideri delle telespettatrici. A memoria, magari ricordo male, venne messo in atto un certo tipo di sondaggio tramite varie riviste televisive, allo scopo di far esprimere le appassionate sul finale che avrebbero preferito:

Il libro non contempla solo le analisi psicologiche dei personaggi, ma presenta anche due "inserti" con i commenti in prima persona di Annie e Patty a fine di ogni capitolo (consultare il sommario a fine post):
La rubrica di Annie; A lezione da Patty.

Queste parti cercano di spiegare aspetti storici e sociali del mondo reale in cui si muovevano i personaggi dell'anime, mi è parsa una buona idea, tanto per contestualizzare il tutto. Per esempio il primo contributo mi toglie un dubbio che avevo da sempre: 
ma si può adottare un orfano e poi farlo lavorare come uno schiavetto?

L'unico aspetto che non ho gradito è che l'autore non spiega "lui" questi approfondimenti, ma li fa scrivere direttamente ad Annie e Patty, quindi una specie di fanfiction, dove le due ragazze si perdono anche in vari commenti sui fatti accaduti nella serie. Ovviamente i commenti sono inventati, cioè fanfiction, che io non apprezzo molto, mie gusti personali. Il tutto l'ho trovato un po' dispersivo.
Non ho più 10 anni, lo capisco che non sono Annie e Patty a spiegarmi questi approfondimenti storici, sociali e di costume  :]
Ogni successivo capitolo al primo psicanalizza un personaggio, iniziando da Candy. L'autore, per far capire che alla fine Candy non era poi così piagnucolosa come la accusavano gli adulti, mette tutte in fila le vicissitudini che ha dovuto subire, fanno veramente impressione... come ripeto sempre io seguì la serie (senza mai dirlo a nessuno in cortile o a scuola) fino a quando Candy inizia a studiare da infermiera, poi mi stufai proprio per questa sequela infinita di sfighe megagalattiche...
Annoto che le valutazione sulla personalità di Candy annoverano solo pregi, è possibile che non avesse difetti?
Il terzo capitolo è dedicato ad Iriza, io mi sarei limitato a scrivere "è una merda colossale", capisco che non sia possibile, ma resta una "merda colossale" anche dopo aver letto il perché fosse una cosi colossale merda...

lunedì 4 agosto 2025

Oltre il mare di stelle



TITOLO: Oltre il mare di stelle
AUTORE: Elena Romanello
CASA EDITRICE: Anguana Edizioni
PAGINE: 298
COSTO: 18 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791256830145


Il saggio si occupa delle molteplici apparizioni ed influenze di "Capitan Harlock" in manga, film ed anime, con una estensione dello scritto inerente le altre serie di Leiji Matsumoto.
Vengono esposte anche le reazioni italiche alla messa in onda dell'anime, forse questa parte sarebbe potuta essere ben più corposa, è un pelino accennata.
Nel totale il libro lo si può considerare un buon compendio delle informazioni disponibili, forse non aggiunge molto nello specifico, ma ti permette di avere un'informazione minima in un unico libro sul pirata della galassia e sulle opere del suo autore. Peccato che non sia presente la sitografia dettagliata dei siti eventualmente consultati per il libro.

In particolare ci si sofferma abbastanza sul "famigerato "Leijiverse", che personalmente poco comprendo ed apprezzo, come poco comprendo ed apprezzo in generale i vari multiversi, se non pensati con un minimo di coerenza (un minimo...)... altrimenti il "multiverso" diventa un "nagaiverso", con continui remake a caso tanto per ririririvendere il medesimo personaggio a distanza di 50 anni.
Per quanto mi riguarda ho letto il manga di "Capitan Harlock" (Danguard e la Yamato) da adulto, non mi ha molto esaltato  :]
L'anime, ovviamente, lo vidi una prima volta nell'aprile del 1979, e come scrive l'autrice il target non era proprio adatto a chi era solo un bambino. Infatti, pur restando affascinato dal personaggio (facendomi comprare il modellino dell'Arcadia e il caccia + altro merchandising a caso), faticavo a seguirne la trama, troppo lento rispetto ad un classico robotico.
Quando da adulto ho avuto la possibilità (economica) di recuperare le vecchie serie, quella di "Capitan Harlcok" è stata tra le prime (o la primissima) che ho acquistato in DVD, ci tenevo veramente a cercare di capire perché ai tempi non ero riuscito a capirlo :]

L'indice del saggio lo presento (come sempre) a fine post, dato che illustra bene il suo contenuto, si può far riferimento a questo per capirne i contenuti al di là delle mie valutazioni a caso. 
La stessa autrice riporta ad inizio libro che si è già occupata di "Capitan Harlock" in altri due suoi titoli:


Si può ipotizzare, quindi, che una parte del materiale fosse già disponibile e sia stato solo necessario riorganizzarlo per inserirlo in questo terzo.

sabato 19 luglio 2025

Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon




TITOLO: Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Società Editrice La Torre
PAGINE: 288
COSTO: 22,50 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788896133750


Il saggio l'ho acquistato quando è uscito, ma ho impiegato un po' tanto a terminarlo, non perché sia brutto o noioso, ma perché non sono avvezzo alla serie tv o al manga di "Sailor Moon". 
Ci sarebbe da aggiungere anche il fattore stanchezza personale, che, con la vecchiaia, inizia a farsi sentire  ^_^
Per un verso è piacevole leggere un libro che non è sul solito vecchio anime, resta che si fa fatica a seguire lo scritto quando non si conosce praticamente nulla del descritto ed analizzato, se non per averne letto nel tempo in altri saggi, riviste o web.
Tra l'altro spesso nel saggio si toccano le tematiche transgender e simili, con terminologia che mi è sconosciuta e differenziazioni su aspetti che mi sono sconosciuti, quindi è stato un ulteriore aspetto che ha rallentato la lettura. 
Per lo stesso motivo la recensione sarà molto minimale, sia per evitare inutili strafalcioni su "Sailor Moon", sia per evitare di scrivere qualche mia valutazione sul mondo transgender che involontariamente possa essere offensiva. Con i brutti tempi che corrono, meglio una parola scritta in meno, che un equivoco  >_<
L'unica critica che mi permetto di muovere è che, forse, in alcuni contributi si è usata una terminologia un po' troppo da studio universitario o con termini e concetti in inglese... poi non è responsabilità di chi scrive per il livello culturale del lettore che compra il libro, però uno sforzo per essere più semplici, lo si poteva anche fare, forse...





Piccola digressione editoriale.
Direi che ormai l'unica casa editrice che pubblica regolarmente saggi su anime e manga è rimasta la "Società Editrice La Torre"... è un gran merito per la costanza ultra decennale, dispiace che altre case editrici si siano perse per strada...

A fine post riporto il sommario del saggio, che come al solito presenta anche tutti i paragrafi, in modo che ci si possa meglio fare un'idea di cosa contenga.
Il libro consta di 13 contributi scritti da 12 autori (Leone Locatelli ne scrive due), il tutto è diviso in quattro sezioni + una finale:
Sailor Moon: origini e genealogia;
Sailor Moon: famiglia, femminilità e società negli anni Novanta;
Sailor Moon e le tematiche LGBTQ+;
Sailor Moon oltre il manga;
la mostra di Sailor Moon per i 25 anni della serie in Italia.

Prima sezione
autrice Asuka Ozumi
Uno sguardo alle maghette dal 1966 (Sally) agli anni 80. Interessante, comprensibile, molto breve.

autore Luca Paolo Bruno
Sailor Moon è diventata un'icona transgender globale, ma l'autore fa notare, e quindi la analizza per questo, che Sailor Moon è una "Bishojo Senshi", cioè una "bella ragazza guerriera", che indossa una divisa scolastica alla marinara, che può essere indirizzata ad un immaginario maschile eterosessuale, cioè otaku fisati.

autore Cristian Pallone
Si illustrano i precedenti letterari nipponici in cui un regno lunare è inserito in una trama, per esempio "Taketori monogatari" ("Storia di un tagliabambù") del X secolo.
Viene effettuato anche un excursus storico letterario teatrale sulla figura dei cinque membri di un gruppo "tokusatsu super sentai", a cui l'autrice del manga si ispirò.
Infine si evidenziano i racconti e la letteratura antica in cui le donne sono eroine.

domenica 1 giugno 2025

Shojo Bunka, la cultura delle ragazze in Giappone dalla riforma scolastica del 1872 al Salone di Oizumi



TITOLO: Shojo Bunka, la cultura delle ragazze in Giappone dalla riforma scolastica del 1872 al Salone di Oizumi
AUTORE: Ludovica Morrone
CASA EDITRICE: Società  Editrice La Torre
PAGINE: 207
COSTO: 18,50 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788896133743


Come da titolo il saggio analizza un arco temporale che va dal 1872 (la riforma scolastica in epoca Meiji) alla metà degli anni 70 del 900 (il "Salone Oizumi"), in pratica un secolo di "cultura shojo" (Shojo Bunka) femminile del Giappone.
Come tutti i sommari dei saggi della "Società Editrice La Torre", anche questo è molto dettagliato, quindi vi si potrà far riferimento per i temi trattati senza badare troppo a quello che scriverò io  ^_^
Per parte mia lo scritto l'ho trovato interessante, favorito da aver letto in passato altri saggi, comunque, per chi si avvicinasse per la prima volta alla tematica, l'autrice ha reso tutto chiaro e lineare.
Una parte di valore del saggio è la descrizione del sistema scolastico indirizzato alle studentesse dal 1872 al dopo guerra.
Nel primo capitolo, ovviamente, si parte dall'epoca Meiji, con la prima riforma scolastica nazionale che introdusse anche l'insegnamento obbligatorio per le bambine, prima di ciò non esisteva il concetto di "età femminile" pre matrimoniale. Le ragazze passavano dalla propria famiglia al matrimonio, è solo con l'introduzione di un sistema scolastico nazionale che si creò anche la fascia di età scolastica femminile, con annesse esigenze materiali (abbigliamento etc.) e culturali (libri, riviste, romanzi, fumetti).
Senza la riforma scolastica del 1872 non sarebbe esistita la figura della "shojo" né la "cultura shojo", con quello che comporta oggi in tema di manga, anime, mode, merchandising etc..
Ne consegue che l'autrice inizia a descrivere il sistema scolastico nipponico in epoca Meiji, con tutte le varie modifiche susseguitesi nei decenni, spiegando come tutto ciò generò il nuovo target sociale e culturale  delle "shojo", con un focus sul materiale editoriale a loro dedicato:
romanzi; riviste; fumetti; manga.

A titolo di esempio, tra i tanti temi citati ed analizzati, nel 1887 il romanzo "Ukigumo" di Futabatei Shimei, il primo scritto moderno in cui la co-protagonista era una studentessa, ebbe un enorme impatto sull'opinione pubblica del periodo. Tanto da far commentare alla critica che le studentesse "divennero la rappresentazione del desiderio maschile e la rovina dell'unità familiare e, per estensione, dell'intero Giappone"!

E' in questo ed altri romanzi del periodo che nasce "l'amore spirituale" delle ragazze ("ren' ai")
Viene riportato ed analizzata la tipologia di scritto "esu kankei", "relazioni S", cioè l'amore platonico e il rapporto di sorellanza tra due studentesse.
Tra ciò che faceva parte dello "shojo bunka" in epoca Meiji c'erano il teatro Takarazuka e i primi accenni di manga.
Segue la descrizione delle medesime situazioni, ma in era Taisho, dove nacquero le prime riviste shojo (senza manga). Sono citate ed analizzate le testate e citati ed analizzati gli illustratori di queste riviste per studentesse.
La parte finale del primo capitolo è dedicata all'epoca Showa fino a poco oltre il dopo guerra, stesse tematiche delle due epoche precedenti.
Vengono descritte le riforme scolastiche del dopo guerra con l'inizio della comparsa degli shojo manga e della prima mangaka, Hasegawa Machiko.
Ovviamente non può mancare il capitolo su Osamu Tezuka, forse un po' breve, e sul meno conosciuto Takashi Macoto, entrambi mangaka di shojo manga.

domenica 22 dicembre 2024

Cronache avventurose


TITOLO: Cronache avventurose
AUTORE: Akira Matsumoto 
CASA EDITRICE: Associazione Culturale Leiji Matsumoto
PAGINE: 80
COSTO: 5/10 €
ANNO: 2019
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280160027


La recensione del volumetto è simile a quella de "L'angelo rosa", in cui, oltre a mostrare un manga giovanile di Leiji Matsumoto, sono analizzati alcuni aspetti di esso.
La pubblicazione italiana di "Cronache avventurose" è antecedente rispetto a "L'angelo rosa", ma anche quella nipponica lo è. Infatti il mangaka lo disegnò da giovanissimo e non per essere pubblicato, ma come passatempo, quando ancora non immaginava di fare carriera nel campo fumettistico.
L'aspetto importante del manga amatoriale del 1953 risulta essere la prima trasposizione disegnata dal Maestro di un pirata, Capitan Kingston. La caratteristica di questo primo pirata leijimatsumotiano è che è un pirata dei pirati, cioè assalta solo vascelli pirata.
C'è poi la parte di analisi:
quattro pagine ad opera di Francesco Nicodemo su questo manga;
il dialogo scritto tra il mangaka e Masuzo Furukawa, colui che in Giappone ebbe per primo l'idea di "salvare" quest'opera giovanile di Matsumoto, proprio inerente alla pubblicazione nipponica;
21 pagine ad opera di Renato Giovannoli su "Il Jolly Roger, da gentiluomini di ventura ai pirati spaziali";
cinque pagine ad opera di Davide Vivaldi su "Fino alle ossa, i pirati nell'immaginario disegnato giapponese".

Leggendo questi due volumetti ho scoperto che ne son stati pubblicati altri due con manga di Leiji Matsumoto, ne valuterò l'acquisto se a prezzo scontato.



Essendo un manga amatoriale non credo si possa valutarne disegno e sceneggiatura, a me, da totale ignorante, è parso un po' troppo giovanile come stile e trama per poter essere considerato valido in quanto esempio di un pre-Harlock, ma di certo la mia valutazione sarà superficiale   ^_^

sabato 21 dicembre 2024

L'angelo rosa



TITOLO: L'angelo rosa
AUTORE: Akira Matsumoto e Miyako Maki
CASA EDITRICE: Associazione Culturale Leiji Matsumoto
PAGINE: 82
COSTO: 5/10 €
ANNO: 2020
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280160072


Questo libricino si compone di due parti: 
il manga di genere shojo "L'angelo rosa" di Akira (Leiji) Matsumoto e della moglie Miyako Maki, pubblicato nel 1964; 
una 30ntina di pagine di analisi su vari aspetti del manga.

Non sono un fan così sfegatato del mangaka da aver comprato il volumetto appena pubblicato dalla "Associazione Culturale Leiji Matsumoto" nel 2020, ma l'ho trovato ad un mercatino ad un prezzo assai scontato, quindi, causa mio irrefrenabile impulso all'acquisto di materiale editoriale su manga ed anime, me lo sono accattato  ^_^
Il manga apparve sulla rivista shojo "Margaret", chiaramente son passate alcune decine di anni, non ha senso far alcun raffronto con qualsiasi altro manga, se non valutare quanto di questa storia e disegno noi si sia visto in opere successive del Maestro. In questo siamo ben supportati dalle pur brevi pagine di analisi allegate al manga.
Personalmente il manga non è che mi sia piaciuto molto, ma conta zero il mio punto di vista  :]
La parte di commento al manga contiene:
una breve introduzione al manga;
due pagine ad opera di Francesco Nicodemo su Miyako Maki, coautrice del manga e moglie di Matsumoto;
cinque pagine ad opera di Daniela Asmundo sulla bambola "Licca-chan", il cui design fu opera di Miyako Maki; 
quindici pagine ad opera di Patrick De Stefani sulla mitologia greca e il Giappone contemporanea.



Qui sopra le prime due pagine del breve manga autoconclusivo del due M & M (Matsumoto e Maki).


Mi ha incuriosito la parte riguardante "Licca-chan", di cui avevo già letto in altri lidi, quindi sono andato a ripescare delle immagini di due pubblicazioni nipponiche:


Cercando di individuare le pubblicità di quelle che mi son parse del medesimo articolo, anche grazie al video del link:

Spero di aver azzeccato la bambola giusta   ^_^

domenica 8 dicembre 2024

Manga Academica vol. 17, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese




TITOLO: Manga Academica vol. 17, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese
AUTORE: Autori vari
CASA EDITRICE: Società  Editrice La Torre
PAGINE: 106
COSTO: 16,50 €
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788896133729


E' questo l'ultimo numero di "Manga Academica" da minorenne, il 17esimo, dall'anno prossimo potrà votare e fare la patente  ^_^
Non è superfluo ribadire l'apprezzamento per una costanza lunga ben 17 anni pieni di analisi serie su anime e manga.
Tra l'altro la collana, nella sua interezza, fa pure una bella figura sulla mia libreria  :]
Fatto un complimento, annoto una diminuzione di pagine negli ultimi anni (scorrere i numeri), questo numero consta di 106 pagine, immagino anche per mantenere inalterato il costo.
In questo 17esimo volume sono presenti quattro contributi, la mia recensione ometterà il secondo per non auto-spoilerarmi il finale de "L'attacco dei giganti" e non sarà molto informato sul terzo ed il quarto, in quanto poco conoscitore dei temi e serie trattate   >_<
Quindi quest'anno la mia recensione arriva in ritardo rispetto alla pubblicazione del volume (troppo stanco, tendo ad addormentarmi quando leggo) e abbastanza limitata a causa della mia ignoranza.

Il primo contributo è a firma Marco Pellitteri e a dispetto del titolo un po' ostico è comprensibile (tranne una parte della terminologia obbligatoriamente accademica) ed interessante, in quanto tratta una tematica che sovente torna in auge (semplifico): la giapponesità degli anime.

Lo scritto critica il punto di vista degli studiosi accademici del "nord globale" (Usa ed Europa) che considerano gli anime non specificatamente nipponici, per loro sono "anime" tutte le serie con determinate caratteristiche, anche se pensate/create/prodotte non in Giappone. Secondo questi studiosi gli "anime" avrebbero perso la loro connotazione nipponica in quanto son spesso (fin dagli anni 70) prodotti materialmente all'estero per contenerne i costi.
Mi capita non di rado che in vari contesti (lavorativi e non) delle persone più giovani (anche di molto) mi consiglino "anime" (film o serie) che poi scopro essere made in Usa o in Europa. Quando faccio notar loro che quel film o serie, magari pure belli, non sono "anime", in quanto non pensati/creati/prodotti in Giappone da autori nipponici, la loro reazione è spesso di sorpresa. Lo scritto spiega bene il punto di vista, che per quanto conti è pure il mio, che solo una serie/film ideato in Giappone da autori giapponesi può fregiarsi del titolo di "anime".

domenica 18 agosto 2024

Guida al manga



TITOLO: Guida al manga
AUTORE: Osamu Tezuka
CASA EDITRICE: J-Pop
PAGINE: 206
COSTO: 14 €
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788834913031


Non credo che ci sia qualcuno che, nel 2024, pensi che consultare una "Guida al manga" scritta e pubblicata nel 1977 in Giappone, sia efficace allo scopo di intraprendere la carriera di mangaka, neppure se questa guida fu scritta dal "Manga no kami" Osamu Tezuka. 
Una pubblicazione come questa, nel 2024, resta, però, un'interessante documento su come la pensava Osamu Tezuka sul manga fino al 1977. Nei vari capitoli che descrivono il manga e suggeriscono dei modi per crearne uno, ci sono moltitudini di aneddoti ed opinioni su quel mondo fino al 1977.
Tra le tante cose interessanti si può annotare che la guida tezukiana non era indirizzata ai bambini, pur non essendo, ha detta del suo autore, di taglio professionale (suggeriva di indirizzarsi ad altri scritti), era per i grandi, dai ragazzi agli adulti.
Un'altra caratteristica è che nelle prime pagina Tezuka invita il lettore aspirante disegnatore di manga, non necessariamente futuro mangaka, a non farsi problemi se disegnava male, in quanto i "manga sono scarabocchi".
Più avanti nello scritto, però, dissuade gli aspiranti mangaka ad intraprendere questa professione se il loro scopo era guadagnare bene... mica scemo, visto che poi li doveva pagare lui    ^_^



La breve introduzione ben illustra sia lo spirito con cui venne redatta la guida, che come la pensava Tezuka sul mondo dei manga del periodo.
A fine libro è proposta una piccola intervista a Tezuka, la cui penultima domanda fu:
"Quale sarà il futuro del manga?"

La risposta del Maestro forse non si è avverata letteralmente, ma il manga ora, e già da un po', è un fenomeno mondiale, mentre nel 1977 era prettamente nipponico:
"Mi chiedo se vedremo un manga in grado di sconvolgere il mondo intero. Non basta che abbia risonanza solamente in Giappone".



Sono presenti numerose pagine illustrate da parte di Tezuka per guidare il futuro mangaka dilettante, tra queste ne è presente una su come creare nuove facce, che mi son sembrate una anticipazione delle "Emoticon" .

Ci sono poi le parti, comunque interessanti, ma che risentono degli anni passati, tipo i consigli su come disegnare un corpo femminile  ^_^

sabato 17 agosto 2024

Dove nasce l'orrore



TITOLO: Dove nasce l'orrore
AUTORE: Junji Ito
CASA EDITRICE: J-Pop
PAGINE: 302
COSTO: 20 €
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788834912966


La mia solita premessa iniziale penso che potrebbe sorprendere e nel contempo lanciare una certa luce inerente la mia incapacità di frenare l'impulso all'acquisto compulsivo di materiale editoriale  ^_^
Detesto l'horror... lo detesto in tutte le sue forme, compresi i fumetti, ergo anche i manga... al massimo posso vedere dei film splatter, ma vedere o leggere scene in cui viene inflitto consapevolmente a scopo ludico del dolore fisico o psicologico è una cosa che non sopporto...
Quindi ne consegue che non ho mai letto e mai leggerò un manga di Junji Ito, la cui opera più famosa (o che conosco pure io) e "Tomie".
Ergo perché ho comprato questa sua autobiografia?
Un po' per i miei problemi legati agli acquisti compulsivi di materiale editoriale di cui sopra... ma soprattutto perché è un'autobiografia in italiano di un mangaka, cosa direi non usuale.
Inoltre il volumetto è veramente bello come fattura e molto recente, visto che la versione nipponica è del 2023 ed è stato pubblicato in Italia ad inizio 2024. Mi è parso giusto premiare la casa editrice, sia per la qualità del prodotto sia per la celerità della traduzione/pubblicazione.
Avessero tradotto dal giapponese e pubblicato in italiano uno dei tanti volumi nipponici degli anni 70 sui robottoni... sarebbe stato un sogno ed avrebbe pure evitato un sacco di cattiva informazione a mezzo stampa, e penso che si sarebbero portati a casa pure qualche bel soldino  ^_^
Il volume è diviso in cinque capitoli, i primi due sono il racconto della vita del mangaka da primi anni  di vita, con il suo entrare in contatto con i manga dell'orrore (forse un po' troppo prematuramente a circa 4 anni...), passando per le scuole, il suo lavoro da odontotecnico e il contemporaneo affacciarsi del mondo professionale dei manga.
Nei successivi tre capitoli il mangaka spiega al lettore come lui immagina, struttura e riporta su carte le sue storie horror, per far questo riporta in testo alcune dei suoi manga/racconti.
Ne consegue che ho trovato molto piacevole la lettura dei due primi capitoli, mentre gli altri tre sono dedicati a chi conosce la sua opera ed è anche interessato a come si crea un manga dell'orrore.
A fine post inserisco come sempre le scan del sommario.
Sugli scaffali di librerie e fumetterie è già da parecchio che vedo anche un artbook in italiano con le opere di Ito, ma ho evitato di comprarlo perché son tutte immagini, in questo volumetto la parte scritta non è tantissima, ma non è un artbook.
L'unica pecca che mi pare il caso di segnalare è che le didascalia alle tavole disegnate sono esageratamente piccole, e il contrasto sfondo/carattere di scrittura non aiuta a leggerle.


Questa qui sopra è la prima tavola mista disegni/scritto che illustra il primo capitolo.
Sinceramente non mi piace neppure tanto il suo tratto  >_<

Il mangaka è nato nel 1963, ergo abbastanza più grande di me, specialmente per quanto riguarda il vissuto televisivo/ludico, solo che noi da bambini vedemmo ovviamente un sacco di film e serie tv  in ritardo rispetto alla prima visione nipponica, ergo nei due capitoli mi sono ritrovato in molti dei suoi ricordi, questo nonostante la distanza chilometrica e temporale.
Qui sotto riporto solo un paio di punti di contatto tra i nostri due vissuti di bambino giapponese del 1963 e bambino italiano del 1969.