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giovedì 7 agosto 2025

"Godzilla King of the Monsters" - "Marvel Comic Group from Toho Production famed movie series" n° 7, 8 e 9 (febbraio - marzo - aprile 1978)


Dopo gli "Shogun Warriors" mi metto in pari anche con il "Godzilla" made in "Marvel", i precedenti numeri:


Stavolta non propongo tutti e tre i numeri completi, il sette semi completo, l'otto completo e del nove poco o nulla.
Il numero 8 è quello con lo scontro tra "Red Ronin" e "Godzilla", quindi merita di essere apprezzato per intero. Il numero 7 introduce lo scontro, mentre il numero 9 pare quasi un episodio filler. In pratica "Godzilla" si allontana dallo scenario in cui ha combattuto contro "Red Ronin" e finisce a Las Vegas, dove c'è la storia di uno che scommette allo slot machine... forse un tentativo di scoraggiare il gioco d'azzardo? Alla fine "Godzilla" semina la classica distruzione tra le case da gioco e si allontana verso il successivo luogo che sarà oggetto del suo cataclisma personale.
Nei numeri degli "Shogun Warriors" avevo annotato che i disegnatori Marvel non fossero molto a loro agio con il mecha robotico, producendo una serie di mezzi assai sgraziati, stavolta con "Red Ronin" (che è comunque antecedente) se la cavarono benino, anche se nella pagina di "Wikipedia" è espressamente riportato che si ispirarono direttamente agli anime robotici del periodo, si nota. 
Come al solito, visto il mio scarsissimo inglese e la verbosità dei fumetti "Marvel",  eviterò troppi commenti, anche perché la trama pare abbastanza semplice.


Controllare i numeri di ogni pagina per comprendere meglio quelle saltate, anche se la "Marvel" inseriva numerose pagine pubblicitarie, quindi i numeri delle pagine mancherebbero lo stesso di alcuni numeri.


"Godzilla" sta per distruggere una base segreta con missili nucleari, cosa fare per dissuaderlo?
Come sempre è presente lo sgherro dello "Sheld" Dum Dum Dugan, personaggio che non ho mai digerito.
Salto di pagina.

mercoledì 6 agosto 2025

"Shogun Warriors - Invincible Guardians of World Freedom!" Marvel Comic Group n° 7, 8 e 9 (agosto, settembre, ottobre 1979)



Terzo post sul fumetto Marvel con protagonisti tre robottoni nipponici, i due precedenti:


Ricordo che i robot sono stati assegnati in base alle abilità psicofisiche dei piloti, grazie ad un computer che analizza le loro capacità:
il Raydeen viene affidato a Richaird Carson;
il Combatra a Genji Odashu;
il Dangard a Ilongo Savage.

Essendo il mio inglese grandemente deficitario (alla fine non ha tutti i torti chi mi taccia di essere ignorante...) ed iniziando la trama ad essere esageratamente verbosa, come tutti i fumetti Marvel (siano lodati i manga!), eviterò troppi commenti, che sarebbero veramente a caso.
Lascio il fumetto a beneficio di chi lo possa leggere correttamente in modo che possa tornare utile per qualche analisi più seria di quella che potrei mai fare io, sperando, almeno, che se si sarà letto su questo blog, ci si ricordi di un minimo di citazione   ^_^ 


Lo posso scrivere?
Posso?
Gli artisti Marvel erano bravissimi ad ideare astronavi, esplosioni, figure umane ed umanoidi, costumi di tutte le forge, ma con i robot giganti erano un po' delle pippe...
Sto Cerberus è inguardabile...   T_T


Il settino numero comincia, però, con quello che mi è parso un qualche tipo di spiegone sull'amuleto/ciondolo che i tre piloti portano al collo.

mercoledì 11 dicembre 2024

"Godzilla King of the Monsters" - "Marvel Comic Group from Toho Production famed movie series" n° 4, 5 e 6 (novembre-dicembre 1977 - gennaio 1978)


Mi ero perso Godzilla... non il kaiju, ma il fumetto Marvel mai giunto in Italia... talvolta mi capita che mi dimentico qualche filone di post, rimedio con i successivi numeri 4, 5 e 6 dopo l'1, il 2 e il 3:

Causa il mio scarso inglese, non è che possa comprendere per intero la trama, comprese le varie sfaccettature dei dialoghi, ma penso che le immagini a grandi linee possano rendere accettabilmente l'evolversi della storia.
La caratteristica più avvincente di questo fumetto è che il nostro Godzilla si scontrerà contro gran parte dei supereroi Marvel, nel numero 3 ha dovuto affrontare "I Campioni", che ha visto solo Ercole opporsi alla strapotenza del lucertolone radioattivo.
Parrebbe che siano i personaggi dello "SHIELD" a fungere da legame tra tutte le storie, a cui si sommano varie comparsate dei big Marvel.
Peccato che in questi ulteriori tre numeri non ci siano supereroi... non deve essere stato facile inserire Godzilla nelle storie della Marvel.


Come già mostrato, seppur solo in parte, nei precedenti tre numeri, la Marvel, a differenza della "Editoriale Corno", riempiva parecchio i suoi fumetti di pubblicità. Non le mostro tutte, ma alcune meritano, come quelle delle merendine   ^_^
Una mostra l'Uomo Ragno vendere delle tortine, l'altra il mitico Thor delle merendine di frutta.
Un pelino blasfemi...    ^_^


E poi ti ritrovi le "Scimmie di Mare" con le cui pubblicità ci sei cresciuto, ma finalmente da adulto ne hai avuta un mega confezione deluxe!


Ma è meglio passare al numero 4 "Godzilla versus Batragon!" :]

sabato 24 febbraio 2024

"Shogun Warriors - Invincible Guardians of World Freedom!" Marvel Comic Group n° 4, 5 e 6 (maggio, giugno, luglio 1979)


Dove eravamo rimasti? (cit. impropria del povero Enzo Tortora)
Ricordo che, se non ho capito male, i robot sono stati assegnati in base alle abilità psicofisiche dei piloti, grazie ad un computer che analizza le loro capacità:
il Raydeen viene affidato a Richaird Carson;
il Combatra a Genji Odashu;
il Dangard a Ilongo Savage.


Maur-Kon aveva allestito il secondo mostro, Mech-Monster, una simil mucca meccanica...

La prima tavola del quarto numero vede i tre robottoni marvellizzati che stanno ultimato la ricarica solare.

domenica 7 gennaio 2024

"Godzilla King of the Monsters" - "Marvel Comic Group from Toho Production famed movie series" n° 1, 2 e 3 (agosto-settembre-ottobre 1977)



Un vero peccato che la "Editoriale Corno" non importò in Italia questa breve serie a fumetti, solo 24 numeri, che mixava il kaiju Godzilla con i supereroi Marvel, io l'avrei di certo comprata! 
Alla fine l'ho fatto lo stesso, benché in inglese, quindi non potendo comprendere al massimo i dialoghi ivi presenti, ma appena scoperto quanti personaggi Marvel combattevano contro Godzilla, non potevo esimermi da spenderci qualche soldino   T_T
Ho già postato i primi tre numeri dei fumetti Marvel "Shogun Warriors", con i robottoni ambientati negli Usa, con quest'altra testata la panoramica si allarga e completa una falla presente negli "Shogun Warriors", cioè l'assenza dei supereroi Marvel (anche se non ho sfogliato tutti i numeri).
Da quello che ho potuto vedere, dando una sfogliata ai numeri, parrebbe che il personaggio guida di tutte le trame (o di gran parte di esse) sia "Dum Dum Dugan" dello SHIELD, che sinceramente non mi ha mai appassionato.
Il bello è che, come si può vedere dalla copertina del terzo numero, la Marvel non schierò solo le secondo (o terze) linee, come gli sgherri di Nick Fury (ancora in versione w.a.s.p.), ma anche i grossi calibri, tipo "I Campioni", ma non solo!   ^_^



Uno dei contenuti interessanti di questi fumetti made in Usa, oltre alle storie, ovviamente, sono le pubblicità, che, rispetto alla versione italica della "Editoriale Corno", interrompono regolarmente l'evolversi della trama. Motivo per il quale la numerazione delle pagine non è consecutiva, infatti in basso a destra c'è sempre un mini avviso sulla pagina da cui riprenderà la storia. Stavolta, rispetto al post sul fumetto Marvel "Battlestar Galactica", dove ho messo tutte le pubblicità, mi sono limitato a poche, ma rappresentative.
Per esempio quella della merendina "Twinkies" (citata ossessivamente nel primo film "Zombieland", mi pare), dove compare la villain innamorata dell'Uomo Ragno (se non ho compreso male il testo...), dal futuristico nome "Madam-Web", che inizialmente avevo pensato fosse il nostro "web", ma ovviamente è quello nel 1977, cioè una semplice "rete".


Se la pubblicità con l'Uomo Ragno e Madame Web mi ha fatto sorridere, quella qui sopra mi ha inorridito... l'azienda "Daisy" esiste ancora, e, se qualcuno ci butta un occhio, vedrà che la filosofia pubblicitaria è rimasta immutata:
Un padre felice di passare del tempo con il figlio, come suo padre lo passava con lui, ipotizzo, per creare un legame "padre-figlio" sparando con armi vere...
In questo modo il ragazzino crescerà meglio, sapendo assumersi le proprie responsabilità...

Manca la parte del racconto dove il ragazzino sclera (magari con qualche buon motivo) e, invece di fare l'hikikomori, si mette a trucidare compagni di classe o colleghi di lavoro, se diventato adulto.
Ci sarebbe da fare delle considerazioni di carattere educativo, fuori dalla mia portata, sul pubblicizzare armi da fuoco su una rivista a fumetti per ragazzini, anche under 10...
Fa ridere (in realtà piangere) che in questi giorno sia stata presentata una proposta di legge, da parte dei soliti noti, per permettere ai 16enni di usare le armi da caccia... 
Senza contare la nuova autorizzazione per le forze dell'ordine di poter usare le armi da fuoco fuori dal servizio senza avere un porto d'armi... così un poliziotto in divisa si ritroverà uno sconosciuto armato in abiti civili senza poter capire che è un collega in borghese...
Non conta che siano state approvate o meno, basta solo che qualcuno le abbia pensate fattibili...
Dopo 45 anni, ci stiamo statunitizzando, solo negli aspetti negativi (scuole private, sanità privata, armi...), mai in quelle positive (pene pesanti e senza appello per gli evasori fiscali, per esempio).

Terminato l'inutile pippone contro le armi, passo ai fumetti dal numero 1  :]

domenica 17 settembre 2023

"Shogun Warriors - Invincible Guardians of World Freedom!" Marvel Comic Group n° 1, 2 e 3 (febbraio, marzo, aprile 1979)


Per il fumetto della Marvel degli "Shogun Warriors" vennero scelti tre robottoni, il Raydeen, il "Dangard Ace", cioè il Danguard, infine il Combatra, cioè il Combattler V. 
Erano decenni che ero curioso di leggere, no vabbè... leggere no perché il mio inglese è ridicolo... ero curioso di curiosare dentro i fumetti "Shogun Warriors", finalmente l'ho trovata completa ad un prezzo più che abbordabile, ed è molto diversa dall'idea che mi ero fatto dalle poche immagini presenti sul web. E' proprio come leggere un fumetto della "Editoriale Corno", ma in inglese, un sacco di nuvolette piene di dialoghi, il cattivo più cattivo che non si può, i buoni super buoni.
Non mi aspettavo che i mecha dei tre robottoni protagonisti della storia fossero disegnati tanto bene, anche abbastanza rispettosi delle armi originali, per quello che posso aver capito. Mentre i mostri, almeno fino al terzo numero, hanno poco in comune con quelli dei cartoni animati giapponesi, sono più sullo stile dei mostri giganti alla Godzilla, ma in stile villain della Marvel. Diciamo dei Galactus con i tentacoli e le ali. E' pur vero che almeno in uno dei tre anime dei robottoni i mostri sono anche alieni organici spaziali, cioè nel Danguard quando questi inizia il viaggio verso Prometeo.
Il motivo principale per cui ero tanto interessato a questo fumetto Marvel sui robottoni giapponesi è, ovviamente, perché mette assieme due mie passioni, gli anime robotici e i fumetti Marvel degli anni 70.
Praticamente il top   :]


C'è, però, una seconda curiosità, quella legata alla linea omonima dei giocattoli Mattel, che da noi arrivò solo con mezzo nome statunitense originale, non più "Shogun Warriors", ma solo "Shogun".
Dal Natale 1978 fino al 1980 erano uno dei desideri più ambiti dai bambini italiani, ma anche francesi, come si può vedere più sotto.
Da notare che nell'immagine qui sopra del catalogo Mattel Natale 1978 si cita Goldrake, ma manca la sua sacra effige... e in quella data anche il Grande Mazinga da noi era inedito, il Raydeen lo resterà.
In Italia avevamo potuto intravedere il Raydeen su un "TV Sorrisi e Canzoni" del febbraio 1978:

Quindi, pur non avendo mai visto in Italia la serie del Raydeen, ne venimmo in contatto indirettamente grazie agli Stati Uniti.
Inizialmente il giocattolo di Goldrake era disponibile solo nella versione Jumbo della Mattel, ed arrivò assieme ai suoi fratelli "Shogun" mattelliani.


Un'altra fonte che ci illustrò i robottoni Jumbo della Mattel versione "Shogun" furono gli articoli presenti su, di nuovo, "TV Sorrisi" e Topolino, ma all'inizio del 1980:


Tra i giocattoli Mattel della linea "Shogun" indirizzata al mercato europeo possiamo ammirare numerosi robottoni, tra cui Goldrake, il Grande Mazinga, Gaiking e il Getta Robot, nella versione a fumetti si limitarono a tre mecha, un vero peccato. 

domenica 5 febbraio 2023

"Space Cruiser (Yamato)" - "Starburst - science fantasy in television, cinema and comics" n° 2 marzo/aprile 1978


Ultimo, forse, post sull'adattamento per il mercato anglosassone della "Corazzata Spaziale Yamato", che prima di diventare "Star Blazers, titolo con cui vedemmo le serie nipponiche sulle nostre emittenti italiche, venne ribattezzata "Space Cruiser Yamato", ma anche "Incrociatore Spaziale Galaxy"  ^_^







La rivista inglese "StarBurst" dedicò alla Yamato addirittura la copertina del secondo numero, la bella illustrazione si permise qualche licenza poetica, ma bisogna capire che nel marzo 1978 si era un po' distanti dalla possibilità che abbiamo noi oggi di verificare quasi tutto in tempo reale.


Dalla bocca della prua della Yamato uscivano fasci di raggi potentissimi, non l'astronave di della principessa Sasha, inoltre direi che IQ9 fu prodotto in un numero esagerato di esemplari.

Nel marzo 1978, quindi cronologicamente prima dei post linkati sopra, la redazione di "Starburst" recensì il lungometraggio in lingua inglese della Yamato, ho tradotto il tutto con "Google Translate", e lo scritto risulta più che comprensibile.

Il giudizio del giornalista verso il film di montaggio nipponico è abbastanza negativo, tranne per alcuni punti più avvincenti. Noto il modo di ragionare similare a quello dei giornalisti italiani, che mettevano a confronto i cartoni animati giapponesi con i lungometraggi animati Disney, mentre in questo caso viene fatto il paragone addirittura con "Guerre Stellari"...
Eppure l'autore mi pare conscio che la serie da cui nasce il film venne creata ben prima di "Guerre Stellari"... misteri della logica dei giornalisti...   ^_^

2199 d.C. Karth è quasi Knished. I mari si sono prosciugati, la terra è irradiata, la gente vive sottoterra. Le Gorgoni stanno vincendo le guerre galattiche. Fino a quando la pacifica regina di Iscandar non invia un messaggio che ha la risposta al degrado delle radiazioni della Terra. Aggiunge progetti per un motore di distorsione temporale per consentire alle forze terrestri rimanenti di inviare un velivolo di salvataggio sul suo pianeta lontano. A 148.000 anni luce di distanza e tornare a casa entro un anno. Se c'è ancora una casa a cui tornare per allora. La corazzata Yamato, orgoglio della flotta giapponese nella seconda guerra mondiale, è già segretamente ristrutturata come ultima speranza dell'umanità; ora, con gli aggiustamenti della distorsione temporale, si solleva dalla conca di polvere che è il fondo del mare e fa il suo tentativo dell'Arca di Noè di salvare l'umanità così come la conosciamo. . .
Considerando che Space Cruiser deve essere stato nella fase di creazione contemporaneamente a Star Wars - o addirittura, a causa della sua forma animata, anche prima - è sorprendente quanto siano simili i film. O meglio, le storie, i personaggi e la meccanica. Ecco un giovane aviatore, non proprio un ragazzo di campagna e che suona più come Tony Perkins che come Mark Hamill, che improvvisamente guida la buona battaglia contro i cattivi galattici. Ecco una bellissima principessa, completa di messaggio interstellare. Ecco la distorsione temporale, un doppio esatto dell'effetto iperspaziale di Lucas. Ecco di nuovo una battaglia stellare appena uscita dal 633 Squadron - in effetti, eccone un'altra e un'altra e oh no! ancora un altro. Troppe battaglie del genere, senza tempo per rifornire il cervello di chi sono i cacciatori di stelle di chi. E qui, appena svelato fino all'ultimo terzo dell'epopea, c'è un doppio per R2-R2 (uno; non tre come mostrato sul design impreciso del poster), che utilizza lo stesso registro vocale di bip e rutti.

giovedì 17 novembre 2022

"TV Episode Guides Volume 1 - science fiction, adventure and superheros" - Starlog photo guidebook (1981)

Molto prima di Wikipedia come facevi a conoscere la sinossi di un telefilm di fantascienza?
Ma con le pubblicazioni della Starlog!
Peccato che erano un pelino in inglese...
Come per il materiale in giapponese degli anni 70/80, mi chiedo quando avrebbe venduto nel 1981 una rivista come questa semplicemente tradotta dall'inglese. Anche se, probabilmente, si sarebbero dovuti aggiornare i nomi eventualmente cambiati nelle versioni nostrane, senza contare i titoli degli episodi tradotti a caso... vabbè, l'avrei letta anche senza alcun adattamento.
Non è la prima pubblicazione della Starlog che posto:

Per tutti quelli che non hanno, come il sottoscritto, il problema della barriera linguistica, consiglio vivamente l'acquisto di questo materiale, che si può recuperare online a prezzi onesti oppure, con un piccolo colpo di fortuna, a prezzi stracciati.



Come si può appurare dal sommario qui sopra ho cassato alcune serie tv, in pratica tutte quelle che non ho mai visto o non mi piacevano. Penso che alcune siano anche inedite in Italia, come il canadese(...) Starlost, di cui ho guardato alcuni minuti su You Tube e che mi ha un po' inorridito  ^_^
Quando qualche appartenente alle nuove generazioni mi chiede se seguo il Dottor Who io rido, lo seguivo quando nessuno lo seguiva  :]
Devo dire che ultimamente mi pare sia un po' passata la fissa del Doctor Who, non ne sento parlare più.
Dei Thunderbirds ho un ricordo labile, ma mi affascinavano.
La serie de "L'uomo di Atlantide" la adoravo, ma adoravo ancor di più la dottoressa!
Il cartone animato di Star Trek fu un qualcosa di unico, per la prima volta il tuo telefilm preferito si trasformava in animazione, mantenendo quasi tutte le voci originali.
Di Galactica vidi il film al cinema Dal Verme di Milano, accompagnato da mia nonna. Quel cinema era una esperienza unica per un bambino, la galleria era altissima, e guardando giù ti pareva di essere sul ciglio di un burrone. Da adulto ci ritornai, e l'effetto burrone non c'era più  ^_^
Quando Canale 5 trasmise la serie tv cercavo di non perdermene neppure una puntata, nonostante notassi che le scene di combattimento erano sempre le stesse riciclate fino all'esasperazione visiva...
La seconda stagione aveva come punto di forza solo le moto volanti, abbastanza insulsa.



Una Dea!  ^_^
Non potevo deturpare la sacra effige con uno squallido watermark di un insulso e sperduto blog!

lunedì 7 giugno 2021

Toys - 100 years of all american toy ads


TITOLO: Toys - 100 years of all american toy ads
AUTORE: Jim Heimann e Steven Heller
CASA EDITRICE: Tashen
PAGINE: 528
COSTO: 30€
ANNO: 2021
FORMATO: 26 cm X 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9783836566551



Tornando a frequentare la classica libreria si scoprono libri che magari online non si sarebbero comprati, evitando l'acquisto compulsivo  :]
Devo dire che i primi 40 dei 100 anni di pubblicità di giocattoli mostrati nel catologone Tashen non erano interessantissimi, se non per il fatto che comprendevi quanto ricca fosse già in quella prima metà del 900 la società statunitense. Chiaramente i ricchi hanno sempre comprato giocattoli ai figli, ma potevano benissimo servirsi da artigiani o da negozi che vendevano solo alle élite, la presenza di pubblicità implica una vendita più allargata, quindi una ricchezza più spalmata su tutta la popolazione.
In Italia eravamo così poveri da seminare la popolazione in tutto il mondo, certo le famiglie di allora non si mettevano a spendere soldi in giocattoli...
Quindi, anche se fino agli anni 60 le immagini mi dicevano poco, sono state istruttive, ma dagli anni 60/70 in poi ho trovato numerose chicche, alcune delle quali le si possono ammirare in questo post.
Di norma non sono molto incline a comprare i libri della Tashen, specialmente se sono multilingue e non c'è l'italiano, come questo... probabilmente il fatto che fossi andato in libreria per altri tre titoli e che nessuno di questo fosse disponibile, mi ha fatto virare sull'acquisto compulsivo...
Non è comunque la prima volta che mi occupo di giocattoli non italiani:

Di tutti quelli linkati qui sopra mi colpirono in assoluto di più i due libricini "Children's Advertising in the Showa Era", pieni di giocattoli e non solo che noi in Italia ci sognavamo, uno spettacolo per gli occhi, che i due post illustrano solo in parte.

Non comprendo (sinceramente) il perché per l'indice del libro siano stati scelti i Masters, c'era Big Jim...


RUBBER MASK 1948

In precedente post avevo trovato una pubblicità su delle maschere di gomma presenti in una rivista di fantascienza del 1979, pensavo fosse qualcosa di unico ed originale, invece negli Usa pare fosse un articolo preesistente, fina dal 1948!!!

sabato 5 giugno 2021

"Future, the magazine of science adventure" (rivista di fantascienza statunitense) - numeri gennaio (7) - febbraio (8) - marzo (9) 1979


Con questi tre numeri concludo, per esaurimento materiale, la panoramica sui primi nove numeri (gennaio 1978/marzo 1979) della rivista statunitense "Future, the magazine of science adventure":


Come per gli altri due post ho scelto un po' arbitrariamente il materiale da mostrare, ma ho comunque inserito il sommario di ogni numero.
Ribadisco ciò che ho già scritto precedentemente, cioè che l'editoria di fantascienza statunitense era di vedute molto più larghe rispetto a quella italiana, che nelle sue pubblicazioni del medesimo periodo un po' schifava la fantascienza televisiva e quella cinematografica giapponese, per non parlare dei cartoni animati giapponese mai considerati, eppure era tutta fantascienza!
Sfogliando e leggendo a distanza di tanti anni riviste di fantascienza italiane mi è paso che fossero parecchio snob, esisteva solo la fantascienza "alta"... telefilm e cartoni animati erano così di scarso valore da non essere neppure prese in considerazione...
Negli Usa, invece, assieme ad articoli su autori ed illustratori importanti, c'era anche l'articolo sul telefilm di Buck Roger (molto lungo), Galactica e pure sul giapponesissimo film "Message from Space", da noi purtroppo mai arrivato...
Chiaramente, visto l'anno, si dava largo spazio al film di Superman, ma si annunciavano già i sequel!!!   ^_^
Ad averne le capacità di lettura penso troverei particolarmente interessante l'articolo sui giochi di guerra simulati fatti con fucili a raggi e corpetti riceventi, che immagino nel 1979 fosse una novità.
Nel numero di febbraio 1979 c'è uno scritto di ben sei pagine a firma Luigi Cozzi!

Buona lettura per chi potrà   :]

Da un film che si dimostrò tanto deludente, visto che aveva l'ardire di rivaleggiare con "Guerre Stellari", nacque una serie tv mitica, Meteora e Fantasma restano ancora oggi insuperati   ^_^

venerdì 15 gennaio 2021

"Future, the magazine of science adventure" (rivista di fantascienza statunitense) - numeri agosto (4); ottobre (5); novembre (6) 1978


Dopo i primi tre numeri (link) ecco il 4, 5 e 6, pubblicati dall'agosto al novembre 1978, si vede che non erano proprio cadenze mensili.
Oltre all'indice di ogni numero ho inserito gli articoli che mi sono parsi più interessanti. Tutti quelli su Galactica, Star Trek, Superman, vari telefilm di fantascienza, uno su Spielberg, uno sullo sceneggiato trasmesso dalla Rai nel 1981(!) "Il mondo nuovo" del 1978, infine due pagine sul film d'animazione della Sanrio del 1978 "Metamorphoses".
Essendo il mio inglese a livello super basico, eviterò i commenti, lascio gli articoli a chi potrà magari apprezzarli.


Le riviste contenevano anche qualche pagina pubblicitaria, tutti articoli che oggi varrebbero tanti soldini, in primis questo gioco in scatola sul cosmo.
Ho trovato solo un sito, penso israeliano, che lo vende:



Mi sembra pure complicato   T_T   

giovedì 1 ottobre 2020

"Future, the magazine of science adventure" (rivista di fantascienza statunitense) - numeri aprile (1); maggio (2); luglio (3) 1978

 


Ad un mercatino ho recuperato ad un euro l'uno nove numeri di questa testata pubblicata a New York dal 1978 (numero 1), li ho presi in blocco, oltre per il prezzo, perché sfogliandone alcune pagine ho notato articoli sui telefilm e film che in seguito vedemmo sulle televisioni private locali e al cinema. Il mio inglese è così scarso che non mi permette di apprezzare al meglio le anteprime di 40 anni fa, però magari a qualcuno potranno risultare interessanti. 
Comunque ad un euro si prende e si porta a casa, poi si vede  ^_^
Premetto che tra i tanti argomenti di cui non sono esperto c'è anche la narrativa di fantascienza, le riviste di fantascienza e la fantascienza classica, cioè quella più impegnata. 
Detto ciò ho notato una differenza colossale tra le riviste di fantascienza statunitensi ed italiane del medesimo periodo: le prime davano ampio spazio alla fantascienza televisiva e cinematografica; le seconde solo a quella cinematografica.

Nella "fantascienza televisiva" nostrana io inserisco anche i "cartoni animati giapponesi", che negli Usa in quel periodo non erano presenti quanto in Italia, però la rivista americana pubblicava notizie sulle serie televisive di fantascienza, che era comunque "fantascienza televisiva". Ho trovato anche qualche accenno alle produzioni fantascientifiche nipponiche (considerando che ho solo 9 numeri), che nelle riviste italiane era pressoché ignorate. 
Parrebbe che in Italia gli editori e i lettori si sentissero superiori alla fantascienza commerciale televisiva (animata o meno che fosse), mentre negli Usa la consideravano, giustamente, a mio parere, facente parte del medesimo filone.
Al link qui sotto si possono leggere (e vedere) le recensioni delle riviste di fantascienza che ho postato fino ad oggi, due italiane e due statunitensi (tre con questa):

Per ogni numero ho inserito gli articoli che mi sono parsi più interessanti, e alla fine l'indice di quel numero. Delle numerose rubriche presenti, quella che più si confà ai temi di questo blog è "video.images" (il punto centrale è nella grafica), che presentava brevi news sulla fantascienza "video", peccato non aver potuto leggere quelle righe nel 1978 e non poterle comprendere appieno oggi...

Come per le controparti italiche, erano presenti articoli e racconti di importanti autori di fantascienza, ma le riviste americane consideravano lo sci-fi televisivo meritorio di spazio, quelle italiane no. Un vero peccato, perché in Italia avemmo una rivoluzione fantascientifica televisiva senza pari dal 1978 ai primissimi anni 80, grazie all'animazione giapponese e ai primi telefilm statunitensi ed inglesi. Quelle nostre riviste, se pensate come quelle d'oltre oceano, sarebbero state oggi una grande emeroteca di notizie sulla fantascienza che vedevamo in tv.


Non vedo l'ora di vedere al cinema Star Trek 2 e Guerre Stellari 2!!!
Buona lettura (in inglese).
Ringrazio il lettore Ideeis che (in questo post) mi ha suggerito come ovviare alla simpatica impossibilità, causata dalla nuova interfaccia di Blogger/Blogspotdi, ad inserire i commenti tra le immagini (problema ancora presente...), che ad agosto e settembre mi ha pressoché impedito di postare.

giovedì 21 febbraio 2019

Invasion of the Space Invaders (1982)



TITOLO: Invasion of the Space Invaders
AUTORE: Martin Amis
CASA EDITRICE: Hutchinson
PAGINE: 127
COSTO: 40/50 €
ANNO: 1982
FORMATO: 30 cm X 21 cm
REPEPRIBILITA': raro
CODICE ISBN:


Nel 2013 venne pubblicata dalla casa editrice "Isbn Edizioni" la traduzione italica di questo titolo:
L'invasione degli Space Invaders

Nella recensione del luglio 2015 avevo individuato alcune immagini del libro che mi pareva non avessero alcun nesso con uno scritto il lingua inglese del 1982.
Effettivamente, ora che ho recuperato ad una fiera del libro usato una prima edizione del saggio di Martin Amis, ho potuto appurare che l'editore italiano ci mise dentro parecchie immagini non prese dal titolo originale. Chissà perché...
La pubblicazione anglosassone ha un grande formato (30 cm x 21 cm) e molte foto a colori, mentre quella italiana ha un formato piccolo e tutte le immagini sono in bianco e nero, quindi il libro in inglese è a tratti veramente spettacolare, una gioia per gli occhi!
Al momento dell'acquisto ero un po' titubante, 45 euro per un libro in inglese, e che quindi non posso leggere, di cui ho già la traduzione in italiano, mi parevano un po' troppi... poi l'ho sfogliato... ho aperto il portafoglio è ho scucito i dindi   ^_^
Attualmente c'è solo un venditore italiano su Ebay che lo mette in vendita, al modico prezzo di 175 €.
Posso affermare che, se sapete leggere l'inglese, è assai preferibile la versione originale all'edizione italica, che comunque costava 25€...




 Stupenda  ^_^

sabato 5 gennaio 2019

" Wrestling Guide" (aprile 1975) e "Inside Wrestling" (settembre 1975) - articoli su: Andrè the Giant; Baba; Abdullah the Butcher



Mi sono imbattuto in alcuni numeri di riviste statunitensi sul wreslting degli anni 70, ho preso tutto in blocco senza sfogliare alcunché, nella speranza di trovare qualcosa sul catch. In effetti qualcosina c'era, solo accenni, seppur curiosi, su André the Gianta, Baba e Abdullah the Butcher.
Purtroppo il mio stentato inglese non mi permetterà di fare una valutazione sugli articoli inerenti i personaggi del Catch, che ognuno si potrà leggere in santa pace senza doversi sorbire le mie elucubrazioni.
Di queste riviste mi ha colpito il target legato alla violenza delle fotografie, ma soprattutto il target in relazione alle pubblicità...
Infatti in un servizio di "Inside Wrestiling" si sponsorizzano gli "amici di penna", mettendo le foto dei lettori, e questi sono tutti bambini... poi la rivista sarà anche stata letta da 16/25enni, ma visto che la redazione evidentemente sapeva che i suoi lettori erano anche ragazzini, mi ha lasciato basito il materiale presente... di norma sono il primo a considerare negativamente le censure per un prodotto che è considerato violento per i bambini, ma queste riviste mi hanno veramente impressionato... Rammento che sono pubblicazioni del 1975!
Tralasciando il sangue (metto solo un articolo dei tanti presenti), che comunque era lo stesso che i giovani telespettatori statunitensi vedevano in televisione, quindi non avrebbe avuto molto senso censurarlo in una rivista. Sangue che vedemmo anche noi negli incontri di catch giapponese trasmessi dalle emittenti locali nei primi anni 80. L'aspetto di queste riviste che mi lasciato basito sono le pubblicità...
Altro che le nostre scimmie di mare o gli occhialini ai raggi x per vedere sotto i vestiti delle ragazze (e gli occhialini ci sono anche in queste riviste!), ma qui pubblicizzavano armi da taglio, repliche fedeli di armi da fuoco, proiettori per vedere film osè, ed infine articoli ad alto contenuto sessuale.
Come bisogna considerare, per esempio, articoli dal nome "Joy Girls", "Sex Mates", "Love Doll", "Great Vibs"?
Poi ci sono vari manuali per avere successo con le donne, per diventare straricchi, per avere dei super muscoli, per trasformarsi in campioni di karaté e kung fu.



Nelle pagine dedicate alle lettere si parla di André the Giant, le cui gesta vennero esaltate nelle telecronache in "diretta" di Tony Fusaro, mentre il gigante Baba lo abbiamo conosciuto solo indirettamente grazie alla prime serie dell'Uomo Tigre.


venerdì 17 novembre 2017

Star Trek - Star Fleet Technical Manual - Training Command Star Fleet Academy (1986)




Il giorno che, come ogni bravo cadetto, dovrete sostenere l'esame per l'ingresso all'Accademia della Flotta Stellare, e non conoscerete i termini del trattato di pace coi Romulani o i Klingon, ergo verrete bocciati, poi non venite su questo blog a lagnarvi, io il testo ve lo avevo recensito!    ^_^
Adoro questa roba nerd che più nerd non si può, tanto nerd che sono presenti i 109 articoli della (costituzione?) della Federazione Unita dei Pianeti.
Non ho trovato neppure nessun accenno al test della Kobayashi Maru, nè di come fu brillantemente sperato dal capitano Kirk, ma solo perché nel 1975 la trovata non era ancora stata inserita nell'universo narrativo di Star Trek  :]
Peccato, che, come si sarà intuito dalla copertina, il manuale sia tutto in inglese... comunque meglio che in vulcaniano... quindi io l'ho potuto apprezzare relativamente poco, infatti non sono riuscito ad individuare la mitica "Prima Direttiva" sulla non interferenza con civiltà aliene meno sviluppate.
Se non ho capito male questo manuale fu ristampato nel 1986 in occasione del ventennale di Star Trek, la prima pubblicazione risale al 1975, quindi immagino che con il tempo parecchie "norme" stellari siano cambiate, ma i disegni tecnici di meccanismi ed ambienti restano sempre attuali.
Le 17 scan interne che ho inserito sono solo un assaggio delle 190 pagine del manuale, che graficamente non sarà all'avanguardia, ma ha veramente il sapore di un testo un po' vecchiotto su cui tanti cadetti ci si sono spaccati il cervello.
Dall'indice si potrà meglio intuire il suo contenuto, sono presenti mappe stellari, uniformi, bandiere (Sheldon Cooper lo apprezzerebbe), gli organigrammi della Flotta Stellare (senza i nomi degli incaricati), vari disegni di basi, ambienti, stazioni orbitanti, astronavi, strumenti tecnici (il phaser ed il tricorder!).
Fa fin tenerezza vedere resistenze e transistor nell'esploso del disegno tecnico del tricorder   ^_^
Cari potenziali cadetti della Flotta Stellare, in bocca al lupo per l'esame!!!





venerdì 29 settembre 2017

"Robots" - Starlog photo guidebook (1979)



Le pubblicazione della "Starlog" sarebbero stupende se in italiano, ma dato che sono in inglese stretto, con cui ho scarsa dimestichezza, mi tocca masticare amaro e limitarmi ad intuirle   ^_^
Pubblicate ai tempi credo che sarebbero state un bel successo, e dimostra quanto le case editrici italiane siano state sovente arretrate rispetto a Stati Uniti e Giappone.
La prima rivista che ho recensito è stata quella sugli eroi della Scienze Fiction:
"Science Fiction Heroes" - Starlog photo guidebook (1980)

Ora tocca ai robots nei film e telefilm fino al 1979, in pratica sono citati solo i robots presenti in tali produzioni. Mi ha sorpreso notare che telefilm che hanno fatto la storia della fantascienza, in realtà ospitarono ben pochi robots, come Star Trek, che ne vede solo tre in tutte le sue puntate. Sono presenti presenti anche le schede ed immagini dei cartoni animati statunitensi, anime  e telefilm giapponesi, trasmessi negli Usa, ovviamente:
"I Pronipoti", "Astro Boy", "Gigantor" (Tetsujin 28), "Space Giants ("Ambassador Magma"), "Frankenstein Jr e gli Impossibili", la serie animata di Star Trek.
Curioso che sia stata inserito l'anime di "La battaglia dei pianeti" per la presenza dell'abusivissimo 7-Zark-7, la cui scheda non riporta che il personaggio (abusivo) non era presente nella serie originale giapponese.
C'è anche una scheda sul mitico "Get Smart" e ed una su Colombo.
Ho postato tutte le pagine finali con le serie tv degli anni 60 e 70, che sono quelle che in gran parte conosciamo anche noi.
La pubblicazione inizia cronologicamente con i film, il primo lungometraggio a presentare un robot fu "The clow and the automotion", del 1897!
Ne consiglio il reperimento ai fan della sci-fi ;)




sabato 7 gennaio 2017

"The Star Trek Files: The Animated Voyages End" (1985)


Seconda ed ultima (non per nulla c'é scritto "End") rivista sulla serie animata di Star Trek, che va dalla 12esima alla 22 esima ed ultima puntata.
Le prime 11 puntata al link sotto:
"The Star Trek Files: The Animated Voyages Begin" (1985)

Essendo la rivista tutta in lingua inglese (maledetta albione...) mi esimerò da fare ulteriori commenti, ognuno, leggendola, la valuterà personalmente.
E' comunque interessante che, oltre alla sinossi della puntata, ci si sempre un breve commento degli autori, che in alcuni casi mi è sembrato, per quello che riesco a comprendere io, assai interessante.
Curiosi due titoli in inglese, "The Jihad" e "Bem".

Leggendo la sinossi della prima non sono riuscito a capire se nella puntata si parli effettivamente di una "guerra santa", comunque oggi mai e poi mai una puntata potrebbe essere intitolata così... il titolo della seconda é curioso solo perché mi ha ricordato "Bem il mostro umano"  ^_^
Per il resto mi taccio e buona lettura, in inglese...   >_<





giovedì 20 ottobre 2016

"The Star Trek Files: The Animated Voyages Begin" (1985)


Quando si iniziò ad intravvedere la serie animata di Star Trek sulle tv locali lombarde, mi pare su Teleradioreporter e/o Antenna 3 Lombardia, io ero già un po' grandicello, però me le guardavo con piacere lo stesso, magari non continuativamente, anche perchè erano puntate autoconclusive.
Da allora non le ho mai più riviste, ergo vado a memoria nell'affermare che parte delle puntate prendevano spunto dalla serie classica televisiva, magari aggiungendo qualche particolare nuovo, o modificandone la trama originale. Per esempio c'erano i Triboli, oppure uno dei coprotagonisti era il medesimo di quello del telefilm, tipo il truffatore Mudd (mai sopportato...).
Una cosa che mi deluse un po' fu che solo il capitano Kirk manteneva la voce del doppiaggio del telefilm (una delle due voci di Kirk in Italia, quella a cui sono un po' meno affezionato), mentre tutte le altre, in particolare quella di Spock (anch'esso ebbe più doppiatori), furono affidate ad altri dopiaitori. Grazie a questa rivista ho scoperto che, invece, negli Usa quasi tutte le voci del cartone furono affidate al doppiaggio degli attori del telefilm. Una cosa ovvia negli Usa, un po' meno in Italia.
Come si potrà notare la rivista è scritta in stretto anglosassone, questo increscioso affronto non mi impedì di acqusitarla (molti anni fa e non ricordo neppure più in quale occasione), nonostante la mia comprensione dell'idioma sia assai scarsa.
La metto a disposizione di chi potrà leggersela con più cognizione di causa di me, per quel poco che sono riuscito a comprendere non è malaccio  :]
Oltre ad una parte introduttiva sulla serie animata, la pubblicazione riporta la sinossi con breve analisi delle primme 11 puntate (su 22 totali), le restanti 11 puntate sono sul secondo volume.
L'unica pecca è quella grafica, sono presenti parecchie immagini del cartone, purtroppo tutte in bianco e nero, con una qualità un po' approssimativa.

Edit del 7 gennaio 2017:
La seconda rivista che conclude le puntate