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sabato 29 marzo 2014
Dracula - collana "Corriere della paura" - Editoriale Corno aprile 1976
Non sono un fan di film dell'orrore, e quindi neppure dei fumetti "di paura", ma quando da bambino uno legge i Marvel dell'Editoriale Corno è possibile che passi dall'Uomo Ragno a qualsiasi altra cosa ideata da Stan Lee (o dai suoi collaboratori). Quando mi trovai a leggere questo numero 1 di Dracula, facente parte della collana "Corriere della paura", ne rimasi abbastanza inorridito, e non per le storie dell'orrore che conteneva. Intanto era in bianco e nero (anche se penso che l'originale statunitense fosse a colori), come lo erano i primi fumetti della Editoriale Corno, oppure i fumetti "Classici di Watl Disney", "Alan Ford", etc etc, e la cosa non mi aveva mai favorevolmente impressionato, preferivo i colori dei F4 e dei Vendicatori.
Nel rileggerlo mi sono reso anche conto che la trama è un po' caotica, poco appassionante, senza contare che prende spunto da una precedente storia presentata sulla collana "Albi dei Super Eroi" (ASE). Questa testata presentava vari supereroi Marvel, non necessariamente classici come Thor o Iron Man, infatti negli "Albi dei Super Eroi" erano raccontate le storie di Warlock, Ka-Zar, Conan, ed anche Dracula, che poi ebbe questa sua testata monografica.
Il fatto che nelle prime pagine di un numero 1 si accenni a fatti presentati in un altro fumetto lo trovo poco coinvolgente, il numero 1 inizia una storia, non ne prosegua un'altra.
Tralasciando i miei gusti personali Dracula fu, per un bambino di quel periodo, un fumetto molto particolare, più serio, meno fantasioso, in fondo il protagonista non era una creatura Marvel, ma il principe delle tenebre, uno che fa paura veramente, mica Occhio di Falco...
domenica 23 marzo 2014
Arte e pensiero in Giappone, corpo, immagine, gesto
TITOLO: Arte e pensiero in Giappone, corpo, immagine, gesto
Per il potere di Grayskull, meraviglie e mostruosità degli anni 80
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giovedì 20 marzo 2014
Osaka 1615, l'ultima battaglia dei samurai
mercoledì 19 marzo 2014
Go Nagai Robot Collection 11 Big Shooter
Il "Biiiiggu Sciuutaaar", come recita letteralmente l'opening originale, è l'uscita numero 11 della Go Nagai Robot Collection.
Trovo che, assieme al Generale Nero, questa uscita sia la migliore tra quelle pubblicate, tenendo conto che Venus Alpha mi è sfuggita (prima o poi arriverà) e non la posso valutare. Anche in questo caso c'è sempre qualche sbavatura, ma visto che non sono un collezionista per me è un modellino più che accettabile.
Sinceramente non saprei dire se questo Big Shooter sia in scala con il Jeeg di questa stessa collezione, e a dire il vero neppure mi interessa, comunque le sue misure sono:
Da ala ad ala 12 cm;
Dalla punta del lanciatore dei componenti al motore posteriore 11 cm;
L'altezza complessiva è di 3 cm.
martedì 18 marzo 2014
Il librogioco di Mazinga Z - febbraio 1980
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Nel febbraio 1980 la Mondadori pubblicò questo "librogioco" di Mazinga Z, che permetteva al bambino di ritagliare le figure dei personaggi robotici della serie per assemblarli in versioni cartacee in 3D.
Le figure sono pre-fustellate, quindi bastava esercitare una certa forza sulle figure in cartoncino per distaccarle, a questo punto ci si armava di colla e/o scotch e, seguendo le istruzioni, si poteva creare una versione italica (visto che il risultato finale è un po' differente dall'originale) di Mazinga Z e soci. Questa pubblicazione non fu l'unica, ho recuperato un altro libro simile, molto più bello ed ambizioso, su Capitan Harlock, con la sola differenza che in quello bisognava ritagliare le figure con le forbici: Manuale spaziale tecnico attivo di Capitan Harlock
Il "librogioco di Mazinga Z" rendeva disponibili ben quattro robot (Mazinga Z, Garada K7, Doublas M2, un robot cingolato non specificato) più l'Istituto di Ricerca per l'Energia Fotoatomica.
lunedì 17 marzo 2014
Gundam LSI Portable Game Bandai - 1981?
Il 20 marzo sarà il 35esimo anniversario del Mobil Suit bianco (sito celebrativo: http://www.gundam35th.net/ ), omaggio il compleanno Gundamico con questo videogioco quasi suo coetaneo.
Averlo avuto da bambino il videogame del Gundam in formato cabinato!
Con qualche decennio di ritardo l'ho incontrato ad una fiera, ed è stato subito ammmmore!
Mi è bastato sentire la sigla, ovviamente jappo, del Gundam per far scattare il colpo di fulmine, silga che, di nuovo ovviamente, ai tempi avrei apprezzato molto meno.
Son stato spinto all'acquisto compulsivo anche dal fatto che una volta tanto lo standista lo ha esposto funzionante, di solito hai sempre il dubbio che questi giochi possano essere rotti... l'alternativa sarebbe recarsi alle fiere con varie tipologie di batterie, cosa poco agevole.
La data di produzione non è certa, sulla confezione non è presente, ed online non ho trovato notizie univoche.
Come si può notare dal video sotto, lo schermo del videogioco è a colori, ed è anche dotato di una buona serie di suoni. In pratica, non sono un esperto, pare sia uno "scacciapensieri" (Games & Watch) montato su uno chassis plastico più figo, a simulare i coin-op del periodo.
Ho ripreso tre video per renderne la bellezza vintage intrinseca.
Personalmente non sono mai stato un videogiocatore molto abile, quindi ho trovato il gioco mediamente difficile, una bella sfida.
Una parte già avanti del videogioco, in cui Gundam si scontra con il mobil suite Zeong.
sabato 15 marzo 2014
"Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot" - "Affaire computer" - Topolino 1181 del 18 luglio 1978
Il 16 luglio 1978 veniva pubblicato su Topolino numero 1181 questo piccolo articolino a cura di Alessandro Binarelli e Massimo Rossi, certo che mettersi in due per scrivere due colonnine mi è sembrato un pelino esagerato...
Il contenuto non è che sia sconvolgente, ci si limitava ad annunciare con un certo anticipo che l'autunno successivo sarebbe tornato l'amato eroe robotico, però i due articolisti riescono a dare il meglio del meglio in pochissimi righe. Nonostante fossero in due per redarre due colonnine, e quindi, forse, potevano dividersi il lavoro cercando qualche fonte informativa diretta, riescono a disinformarci benissimo.
Penso che questo sia uno dei primi casi in cui si inizia a far veicolare la notizia che i cartoni animati giappnesi siano fati al/col computer, al post linkato un esempio di come questo articolino verrà in seguito emulato alla grande:
L'affaire "cartoni animati giapponesi" fatti col computer
giovedì 13 marzo 2014
La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione
lunedì 10 marzo 2014
Mazinger Series 40th Anniversary Official Illustrated Art Book
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Non ho una particolare passione per gli art book, mi piace sfogliarli alle fiere (cosa per la quale alcuni standisti penso mi odino...), ma poi non li compro mai, ovviamente c'è l'eccezione, e questa è un'eccezione eccezionale!
Come si può resistere all'Art Book coi nemici della trilogia gonagaiana?!
Ok, ai nemici di Mazinga Z si può anche resistere.
A quelli di Goldrake basta un piccolo sforzo e si resiste tranquillamente.
Ma contro gli stupendi nemici de Il Grande Mazinga è impossibile opporre resistenza!
La pubblicazione è del 2013, per il 40esimo anniversario della saga dei Mazinger con Mazinga Z, ma non c'è solo il capostipite della trilogia nell'art book, sono contemplate tutte e tre le serie più i vari film della Toei Animation.
Va da sé che lo scritto è in giapponese, cosa che ne riduce notevolmente la fruizione, l'inglese è utilizzato solo per i titoli dei capitoli, cosa che almeno consente di capire a che punto dell'esposizione si sia arrivati. Detto ciò, un art book è prevalentemente un'opera da guardare, quindi al diavolo le barriere linguistiche, e viva la marea di mostri meccanici, mostri guerrieri e mostri spaziali!
Il costo è assai variabile, on line lo si trova oscillante fra i 40 euro e gli 80, a cui vanno sommate le spese di spedizione, alle fiere l'ho visto solo due volte, ed il prezzo era attorno ai 50 euro.
L'Art Book inizia con alcune pagine di disegni a colori, per poi passare al bianco e nero dei disegni a matita, il primo capitolo è riservato al Dottor Inferno e soci più tutti i mostri meccanici
Consiglio di guardare il video a schermo intero, si riuscirà ad apprezare un po' meglio i disegni, ovviamente i video presentano solo qualche pagina, non tutto l'art book.
La qualità del video non è eccelsa, me ne scuso, in qualche passaggio di formato è peggiorata.
domenica 9 marzo 2014
L'Uomo Ragno e i Fantastici 4! - Editrice Giochi 1978
Ci sono giochi in scatola belli, tanto belli che sono sopravvissuti in qualche armadio o in soffitta nonostante si sia cresciuti. Altri, invece, te li ricordi così brutti che furono i primi ad essere eliminati quando, crescendo, si faceva urgente la questione di sbarazzarsi dei giocattoli vecchi.
Quando una trentina di anni dopo ti capita ad una fiera di trovare in perfette condizioni, al prezzo più che onesto di 18 euro, uno di questi giochi orrendi ti ricordi subito perchè lo detestavi: non rammentavi male, faceva proprio schifo... ma lo ricompri lo stesso...
Fondamentalmente questo gioco era una versione modificata del gioco dell'oca, ne più ne meno, niente combattimenti, nessun potere speciale, nessun nemico classico degli eroi.
"L'Uomo Ragno e i Fantastici 4!" non è solo in questa classifica personale dei giochi da tavolo brutti che più brutti non si può, attualmente primeggia il gioco di Guerre Stellari.
"Guerre Stellari" e l'Uomo Ragno, sono stato tradito proprio dai miei idoli...
L'affaire cartoni animati giapponesi fatti col computer - La Stampa, 4 articoli del 1979/80/82
Incalcolabili erano(?) le critiche che venivano mosse ai cartoni animati giapponesi: violenti; ripetitivi; lacrimevoli; diseducativi; brutti; banali; ansiogeni; etc etc...
Magari alcune di queste critiche erano anche sensate, specialmente per il fatto che nella loro trasmisione non si rispettò mai l'originale target di età, e quindi, per esempio, le prime puntate della prima serie di "Lupin III" (antecedenti alla regia di Miyazaki) non erano di certo indirizzate ai bambini sotto i 10 anni.
Detto questo, c'era una critica che proprio non aveva senso, era totalmente infondata, nonostante ciò i giornalisiti italiani continuarono a ripeterla praticamente fino a quando questa diventò realtà negli anni 90: i cartoni animati giapponesi erano fatti col computer!!!
Ma era mai possibile che per dei cartoni animati prodotti tutti prima del 1978, ed alcuni addirittura negli anni 60, si potese utilizzare una tecnologia nuovissima che era nella disponibilità della Nasa, dei militari e probabilmente solo di poche grandi multinazionali?!
Già negli articoli fino ad ora postati sono presenti numerosi esempi di questa assurdità:
Vittorio Zucconi vs Go Nagai
Intervista informativa Toshio Katsuta
Michele Serra vs i "cartoni animati giapponesi"
Per questo post ho raggruppato gli altri articoli attualmente in mio possesso che raccontano la favola degli anime fatti al computer, ovviamente i giornalisti non trattano solo quell'argomento, ogni articolo è infarcito con una sequela di altre amenità, più o meno le solite accuse/invenzioni.
L'articolo del 5 febbraio 1979, a cura di Piero de Garzarolli, è interessante perchè in realtà parla ben poco dei cartoni animati giapponesi, argomentando sulla produzione industriale, ma tira fuori Goldrake come prova dell'alta tecnologia nipponica. Già nel 1979 l'animazione giapponese era per i giornalisti italiani il simbolo della tecnologia computerizzata del Sol Levante, e pensare che quei cartoni animati erano fatti tutti a mano...
mercoledì 5 marzo 2014
Go Nagai Robot Collection 10 Generale Nero
Inutile fare l'agiografia del Generale Nero, è semplicemente il cattivo più tosto tra tutti i cattivi. Ovviamente io mi riferisco sempre al Generale Nero della serie tv (il cui doppiaggio italiano lo rende autorevole e dittatoriale), mentre la "Go Nagai Collection" riporta esclusivamente la sua versione manga, che io conosco poco.
Il modellino è bello, per merito dell'originale, il mio esemplare non presenta particolari sbavature, a parte il viso sul torace che ha i capelli e la barba un po' buttati lì, e lo sguardo allucinato.
Questo Generale Nero è alto 13 cm, quanto il suo acerrimo nemico Grande Mazinga, quindi le proporzioni dei due sono rispettate, nel caso si fronteggiassero...
Questa volta la postura è stupendamente classica, per fortuna, niente invenzioni del momento.
Da notare che il braccio destro sotto al mantello è stato inserito anche se non si vede, potrebbe sembrare ovvia come cosa, ma meglio specificarlo, visto che a me era toccato un Mazinga Z con due braccia sinistre ( link ).
martedì 4 marzo 2014
Da Cuore a Goldrake, esperienze e problemi intorno al libro per ragazzi
lunedì 3 marzo 2014
Il bestiario di Tolkien
Certo, qualche volta ci si perde tra nomi di guerrieri, popoli o razze, quando si mette tutto assieme può capitare, basta, però, cercare ciò che ci interessa, l'argomento che ci ha fatto venire un dubbio, per trovare una via d'uscita dal labirinto di Tolkien.
E questo mi fa ricordare come prima della trilogia di Peter Jackson ognuno immaginava a modo proprio ogni luogo o personaggio di Tolkien, questi libri con illustrazioni ci aiutavano a rendere un po' reali queste fantasie, qualche volta l'illustrazione si confaceva ai nostri desideri, altre volte no. Dalla trilogia in poi pare quasi che quella, e solo quella, sia la vera Terra di Mezzo. Libri come questi ci permettono di riappropriarci un po' della nostra fantasia, e per far questo è importante, a mio avviso, mettere per un momento da parte il colossal della Miramax.
Con le solite scan proverò a rendere, anche se molto parzialmente, la bellezza di questo Bestiario, il mio consiglio per i grandi appassionati di Tolkien è di cercare recuperarlo.
























