CERCA NEL BLOG

Visualizzazione post con etichetta Libri pubblicati prima del 1950. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri pubblicati prima del 1950. Mostra tutti i post

mercoledì 7 dicembre 2022

"Perché il Giappone vince - I nipponici sono esatti, cronometrici e formali" (1942?)


Ma se i nipponici erano tanto esatti, cronometrici e formali, perché, al posto di invadere gran parte dell'Asia ed attaccare gli Usa, non si sono dedicati agli orologi di precisione? 
Scritto parecchio propagandistico sulla purezza dei sentimenti giapponesi, che spiegavano le loro vittorie sul campo di battaglia, purtroppo la tecnologia spesso conta più del fanatismo.
Non è presenta la data sulla pubblicazione, ma ritengo sia del 1942, visto che vi si commenta solo l'attacco a Pearl Harbour.
Non mi è possibile neppure essere certo quale "Luigi Barzini" sia quello che lo ha scritto, Luigi Barzini padre (1874-1947) oppure Luigi Barzini figlio (1908-1984)?
Oppure un terzo Luigi Barzini omonimo dei due di cui sopra?
Personalmente propenderei per il padre, ma vado solo ad intuito.
Lo scritto, letto oggi, è chiaramente imbarazzante, specialmente nel punto in cui si cerca di modificare l'orario della consegna ufficiale della dichiarazione di guerra del Giappone agli Usa rispetto all'orario dell'attacco a Pearl Harbour.
Sarà stata colpa delle poste, dei traduttori, dei decodificatori o dei burocrati, ma, tanto per cambiare, i giapponesi attaccarono il nemico a sorpresa.
Oggi la chiamerebbero "Operazione Speciale", ieri era dichiarazione di guerra in ritardo...
Altro punto che supera il livello della propaganda media è quello a pagina  11, dove si accenna che la dea O Mikami Amaterasu avesse creato il Giappone e i giapponesi, con tutti gli annessi e connessi che ai tempi venivano evocati ogni volta.
Per il resto lascio queste 16 paginette alla lettura di chi possa esserne interessato.


domenica 23 ottobre 2022

"La verità sul conflitto cino-giapponese" - Edizioni Vitagliano Milano dell'agosto 1937 - Parte Seconda (fine)


Seconda ed ultima parte del pamphlet più o meno informativo (meno che più...) sulla guerra (cioè invasione nipponica) tra Cina e Giappone, la prima parte al link qui sotto:

Come nella prima parte sono numerose le immagini, specialmente di combattimento. Mettendole a confronto con quelle che vediamo arrivarci dall'Ucraina, a parte il bianco e nero delle foto, non le trovo molto differenti. Sempre poveracci che crepano o stanno per crepare vengono immortalati.
Oggi c'è la novità dei video in presa quasi diretta da parte dei droni, ma alla fine il disastro qualcuno lo ha scatenano, questa volta un "vero uomo di pace"...   T_T
Interessante lo scritto di Leo Galetto, che ripercorre i conflitti in Cina con gli attori Giappone e URSS, in cui i nipponici vengono considerati più benevolmente dei russi.



Una breve biografia di Fumimaro Konoye che, a dispetto di tutta la propaganda divulgata al popolo, non scelse il rituale suicidio da samurai, ma il veleno.

sabato 17 settembre 2022

Occhio Giapponese


TITOLO: Occhio Giapponese
AUTORE: Townsend Harris, Angelo Del Boca
CASA EDITRICE: Istituto Geografico De Agostini
PAGINE: 292
COSTO: 10 
ANNO: 1963
FORMATO: 22 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile on line
CODICE ISBN: 



La copertina di questo libro l'ho vista spesso su Ebay, ad un costo di circa 10€, ma non ho mai fatto seguire l'acquisto alla curiosità, sempre difficile valutare uno scritto senza poterlo sfogliare. Un paio di settimane fa sono incorso nel libro ad un mercatino, dato che costava un solo euro ed era tenuto bene, ho proceduto all'acquisto immantinente.
Devo dire che avrei dovuto comprarlo online prima, molto meritevole.
La casa editrice novarese assemblò il libro con due contributi assai diversi, sia per la tipologia di contenuto che per il periodo in cui vennero scritti.



La prima parte del libro è occupata dalla traduzione de "Journal of  Townsend Harris", il diario che il primo console statunitense in Giappone scrisse per testimoniare la sua attività diplomatica. Il diario parte dal primo settembre del 1856 e termina quando riesce a farsi ricevere dallo shogun Tokugawa Iesada nel luglio 1858.
Lo scritto non mi era nuovo, in quanto si parla di Townsend Harris anche in un saggio che ho recensito l'anno scorso:

Il primo integra necessariamente il secondo o viceversa, da leggere.

L'altro contenuto del libro è una inchiesta (la definisce così l'autore a pagina 272) sul Giappone moderno del 1962, fatta in loco tra maggio e luglio dallo storico e giornalista  Angelo Del Boca.
L'autore ha molte intuizioni corrette, alcune invece si dimostrarono un po' esagerate, specialmente sul versante politico nipponico, ma nel 1962 si era in un'altra epoca storica, difficile dar torto a posteriori a Del Boca.
Dal punto di vista delle mere curiosità viene spiegato il pachinko, che immagino nel 1963 fosse sconosciuto, mentre oggi, grazie agli anime, è abbastanza consueto come aggeggio ludico(?).
Mi ha colpito l'accenno all'enorme quantità di incidenti stradali, che ho ricollegato ai fotogrammi live inseriti nell'episodio numero 64 de l'Uomo Tigre, prodotto nel 1969.
In generale il tono sul Giappone è leggermente più negativo che positivo, in particolare per i timori esposti dall'autore per il ritorno al potere degli ex esautorati militaristi, con conseguente rinfocolare di sentimenti nazionalistici, conservatori e xenofobi.
Ho trovato molto lucido il capitolo sulle responsabilità di Hirohito e la critica all'ideologia del tempio Yasukuni, inoltre l'autore intervista l'estremista di destra Akao Bin.
Tra le tante intuizione andate a buon fine si può leggere quella che secondo i giapponesi da lui intervistati c'era la certezza che la Cina avrebbe superato economicamente il Giappone, non so quanti giornalisti nel 1963 la pensavano così.
Una delle previsioni errate di Del Boca fu quella che il Giappone potesse oscillare tra una svolta a destra ed una a sinistra, quest'ultima possibilità mai esistita fino al crollo del muro di Berlino, visto che il LDP è restato al governo ininterrottamente dal dopo guerra fino al 1993, tipo la DC in Italia, tanto per fare un paragone politico e temporale.
Sovente sono citate le associazioni Soka Gakkai (nel libro il nome è tutto unito) e Zengakuren.

mercoledì 14 settembre 2022

"La verità sul conflitto cino-giapponese" - Edizioni Vitagliano Milano dell'agosto 1937 - Parte Prima

Questa pubblicazione consta di una sessantina di pagine, e voleva "informare" il camerata(...) italico sulle responsabilità e l'andamento dell'ennesima guerra cino-giapponese. Cioè... guerra... il Giappone aveva invaso di nuovo la Cina inventandosi un attacco da parte cinese.
Mi ricorda qualcosa di attuale...   >_<
Immagino che nelle classi più agiate italiane, a cui chiaramente era indirizzata il pamphlet, fossero presenti, oltre che appassionati del Giappone, anche estimatori della cultura cinese, quindi urgeva una presa di posizione del partito (con la "p" microscopica) per far comprendere loro che il futuro alleato nipponico voleva solo il bene della Cina   ^_^
Alcuni scritti sono più equilibrati, altri meno, quello che manca è la semplice denuncia del sopruso nipponico verso la Cina, ma nel 1937 forse non si poteva pretendere una tale presa di posizione in un mondo dove l'invasione della nazione più debole era la prassi.
Se pensiamo che nel 2022 c'è chi trova scusanti a Putin, non pare giusto accanirsi contro chi scriveva nel 1937.

Quasi tre anni fa avevo postato un opuscolino che, a differenza di questo, denunciava l'invasione coloniale del Giappone ai danni delle altre nazioni asiatiche, il tono di quella pubblicazione era di certo differente da questo, fin dal titolo:


In questa prima parte mostro gli articoli fino a quello di Cesco Tomaselli ("Genesi e sviluppi del conflitto cino-giapponese), che nel 1934 aveva pubblicato un libro sul Giappone:

Nella pubblicazione non è esplicitata la data in cui venne stampata, ma leggendo gli articoli si fa riferimento al massimo al periodo di luglio/agosto 1937.

domenica 17 luglio 2022

"Panorama politico dell'Estremo Oriente - Il Giappone e il continente asiatico", di Marco Maffei - "Le vie del mondo, rivista mensile della consociazione turistica italiana" maggio 1941


Ho scovato un'altra rivista di epoca fascista che ospitò vari articoli sul Giappone, ovviamente non era come "Yamato, mensile italo giapponese", testata incentrata solo sul paese del Sol Levante, ma essendo una rivista turistica spaziava su tutte le nazioni del mondo, compreso l'Impero nipponico.
La rivista è "Le vie del mondo, rivista mensile della consociazione turistica italiana", e passando in rassegna molti numeri ad un mercatino dell'usato ne ho selezionate cinque, che ad un euro l'uno erano per forza da acquistare  ^_^
Avendo dovuto sfogliare quasi ogni pagina di una 30ntina di numeri posso affermare che la rivista merita di essere considerata nel caso si facciano ricerche simili alla mia ma su altre nazioni, spesso i titoli degli articoli sembrano quasi parlare di popolazioni di altri pianeti!
E immagino che visto i tempi erano considerate tali le popolazioni sperdute di Africa, Asia e sud America. Purtroppo non era presente un indice di ogni numero, quindi non posso dare un'idea dei temi trattati, che non si limitavano al mero turismo, richiamato anche nel titolo della testata, ma spaziavano dalla storia alla politica estera, il tutto ovviamente dal punto di vista distorto di una dittatura fascista.
Lo si nota subito da come vengono riepilogate le prime occupazioni nipponiche delle nazioni vicine nella pagina sopra (ed in seguito per tutte le successive), il Giappone dovette invadere Formosa e la Corea!
Non volevano, ma queste nazioni si comportavano in maniera antipatica verso il Giappone!   ^_^




sabato 19 marzo 2022

Yamato, mensile italo giapponese - Aprile 1943


E' più di un anno che non posto numeri della rivista "Yamato", talvolta mi perdo dei filoni che meriterebbero di essere proseguiti.
Ad oggi ho postato dieci numeri del mensile italo giapponese:



Quello di oggi è il secondo numero del 1943 che posto, e contiene numerosi spunti interessanti, per esempio un lungo articolo a firma dell'addetto militare dell'ambasciata nipponica a Roma, il generale Moriakira Shimizu, che esaltava lo spirito dei soldati italiani e giapponesi contro "le difficoltà costituite dalla potenza materiale"... 
In pratica i due eserciti erano tecnologicamente inferiori, chi stava al fronte si impegnava in gesta eroiche per non crepare, non riuscendoci neppure a sopravvivere...
Il privilegio di leggere questi articoli è che si può conoscere, a dispetto dei lettori del periodo, tutta la vita di chi scriveva, e da quello che si può intuire dal link di Wikipedia di cui sopra, parrebbe che questo esaltatore del sacrificio altrui in battaglia, la battaglia non la vide mai... e mandiamoceli un po' di generali al fronte (tipo Ucraina), che magari qualcuno capisce come vanno le cose...
Ovviamente il generale Shimizu campò fino al 1979, i soldati che lui ammirava per il loro spirito indomito di sacrificio non furono così fortunati...
Il secondo articolo (Spiriti e volontà) è la cronaca della conquista giapponese di Singapore, ad opera del generale Yamashita... bella personcina...
Il terzo articolo l'ho anticipato qui sotto.
Il quarto articolo racconta la vita della contadina giapponese, che non doveva essere comoda, come in qualunque altra nazione del mondo.
Il quinto articolo è sul teatro giapponese, necessita di una certa conoscenza dell'argomento, ma immagino sia assai interessante.
Torno, quindi, al terzo articolo, che mi ha ricordato molto le atmosfere pseudo storico-scientifiche del Gaiking:
"Ipotesi sulla geogenesi dell'arcipelago  nipponico"


Prima curiosità, ormai il termine "geogenesi" non esiste più.
Lo scritto si divide in due parti, c'è quella scientifica ad opera del colonnello Nerio Brunetti, e poi quella mitologica di T, penso Giuseppe Tucci, dal titolo "Il trascinamento del paese e il territorio Mu".
E' importante chiarire che l'argomento scientifico della deriva dei continenti troverà una teoria scientifica unanimemente riconosciuta solo alla fine degli anni 50, quindi è logico che Brunetti si rifaccia alle teorie considerate più in voga in quel periodo:

Ma quando sulla mappa si legge "Territorio Mu", già vedo il Gaiking partire in missione, ma anche Capitan Harlock alla ricerca delle mazoniane in fondo all'oceano.
Non ho mai visto il Raideen, ma questo robottone era proprio stato creato dalla civiltà Mu!
Quindi tutto torna!  
Kolosimo e la Sunrise avevano ragione! ^_^
In special modo l'articolo di "T.", con la spiegazione della scrittura "Kohau Rongo Rongo" dell'isola di Pasqua, è veramente una sceneggiatura di un episodio del Gaiking!

domenica 3 ottobre 2021

"L'espansione dell'Impero Nipponico" - "Relazioni Internazionali, Settimanale di Politica Estera" - 17 gennaio 1942


Questa rivista l'avevo vista spesso su Ebay, ma il rapporto costo/contenuti sul Giappone non valeva l'acquisto, in quanto la testata rendeva conto di tutta la politica estera, e quindi sull'alleato nipponico potevano esserci al massimo un paio di articoli.
Mi è venuto in aiuto il solito mercatino, dove ne ho potute recuperare un po' ad un euro l'una, e a quella cifra si prendono   ^_^
La rivista era strutturata in due parte distinte, la prima vede numerosi articoli sulle evoluzioni di politica estera, nella seconda si può leggere il bollettino di guerra della settimana precedente. Ovvio che tutta la rivista era propaganda, e il bollettino militare era la propaganda della propaganda, capita anche oggi, figuriamoci sotto una dittatura...
Ho scannerizzato le quattro pagine dell'articolo nella forma originale, più sotto ho splittato le pagine per rendere lo scritto più leggibile.
Alla fine il bollettino di guerra solo delle notizie riguardanti il Giappone.





Anticipo una colonnina del bollettino di guerra del 6 gennaio 1942, in cui ci sono tre notizie interessanti:
Il timore nipponico che i sovietici li fregassero, cosa che capiterà il giorno della resa;
L'annuncio della colonizzazione dei civili giapponesi nel Manciukuò, programmata fino al 1946;
Lo stimolo che i giapponesi diedero all'indipendenza delle colonie occidentali con la promozione di leader indipendentisti autoctoni, che chiaramente non avrebbero potuto chiedere l'indipendenza dai giapponesi.



sabato 24 luglio 2021

Sette dittatori


TITOLO: Sette dittatori
AUTORE: Pietro Marengo
CASA EDITRICE: Edizioni Manifesto
PAGINE: 343
COSTO: 5 €
ANNO: 1950
FORMATO: 25 cm x 18 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 


Mi sono imbattuto su questo libro in un mercatino dell'usato, e visto che sulla copertina campeggiava l'immagine del pacifista Hirohito, mi è sembrato il caso di acquistarlo. Ho notato che su Ebay la quotazione è abbastanza più alta, se si è interessati solo ad un personaggio forse la spesa potrebbe essere esagerata.
Mi restava il dubbio di capire chi fosse il settimo dittatore, che è Cesare Minore, pensavo fosse un personaggio storico, invece è una figura inventata dall'autore (sperando di aver capito bene..), così lo tratteggia:
"... si riallaccia all'insegnamento di Cristo e segue, nella sua opera, i grandi Condottieri che lo precedettero. La sua dottrina non ha veruna originalità e perfettibilità; ha soltanto il merito di aver riunito l'azione e il pensiero di Cristo, di Alessandro il Grande, di Cesare, di Napoleone, di Mussolini e di aver realizzato le idee degli incompresi sognatori della storia del genere umano...".

Qui mi son fermato... 
Va bene che ho un livello culturale basso, ma a tutto c'è un limite... preferisco l'ignoranza... comunque, per chi volesse arrecarsi danno, le sei pagine sono in fondo al post.
Ho cercato info sull'autore, e, se è il medesimo personaggio, era più a destra di tutti quelli che sono a destra oggi...
Visto le tematiche del blog io riporto solo le pagine della parte su Hirohito, non sugli altri cinque dittatori, anche se Churchill e Roosevelt, con tutti i loro difetti, non instaurarono un governo del terrore mondiale...



In realtà non l'ho capito la premessa, ma magari qualcuno ci arriva.


Parrebbe che il libro, almeno per quanto riguarda Hirohito, sia stato scritto prima della sconfitta del Giappone, visto che nel 1950, anno di pubblicazione, l'imperatore aveva ormai cambiato pelle, democratizzandosi.
Proseguendo nella lettura si capisce che è stato scritto dopo, per questo non ne comprendo il tono esaltatore dell'opera giapponese... nel 1950 si era saputo dei crimini di guerra perpetrati in tutta l'Asia, nelle pagine non ve ne è traccia.
C'è pietà per i morti di Hiroshima e e Nagasaki, non per quelli di Nanchino.
Brutte pagine da leggere, ma magari a qualcuno potranno interessare.

giovedì 8 aprile 2021

Il Giappone in guerra - "Storia ieri e oggi" 15/30 novembre 1941 (seconda ed ultima parte)


Seconda ed ultima parte del numero monografico sul Giappone di "Storia ieri e oggi", che poi ci sono articoli anche su altre nazioni asiatiche, ma occupate dal Giappone o con risvolti di interesse nipponico.
me avevo scritto nel post precedete l'impaginazione di questa rivista, come tutte quelle del periodo, era molto caotica, con colonne di differenti misure anche nella stessa pagina e foto che si sovrappongono le une alle altre, infine didascalie uniche per più immagini. Essendo il tutto in formato più grande del mio scanner A4, ho dovuto fare opera di copia/taglia/incolla, spero che lo scritto sia fruibile comunque. Ho comunque inserito ogni colonna scritta dell'articolo tutto di seguito ed alla fine le immagine singole di quell'articolo.
Gli articoli di questa seconda parte sono quattro:
"La potenza navale nipponica" di S. P. (il Silvio Platen di uno scritto della prima parte?);
"Il soldato Orientale" di Mario Moderi;
"La guerra nel pacifico" di Marcello Tassi;
"Hong Kong perla della corona" di D.;
"Petrolio e spezie" di D. M. D.

Dei quattro scritti quello più interessante, ma anche triste, è il secondo, dove la retorica sull'imperatore Dio per il quale il soldato giapponese avrebbe sacrificato la vita ci ricorda quanto ipocrita fu Hirohito (e chi gli salvò la pelle) dopo la fine della guerra:
"Morire per l'Imperatore è vivere eternamente"

"Un ufficiale del Giappone non si lascia mai catturare, se ciò avvenisse egli dovrebbe suicidarsi".




Nell'articolo sulla potenza navale nipponica (il primo qua sotto) si può leggere un breve passaggio che, da totale ignorante di mezzi militari navali, mi ha ricordato i cartoni animati giapponesi robotici o fantascientifici, dove le strutture di comando comparivano o scomparivano in base alla situazione. Chissà se gli sceneggiatori della Toei e soci si fecero influenzare dalle portaerei della flotta imperiale.



Le conclusioni tattico/strategiche militari finali dell'autore sulla potenza navale giapponese furono, per fortuna, eccessivamente pro nipponiche, ma si vede che ai tempi era difficile sfuggire al volere del padrone, lo è oggi, figuriamoci in una dittatura...

domenica 7 marzo 2021

Il Giappone in guerra - "Storia ieri e oggi" 15/30 novembre 1941 (prima parte)

Ho scovato un'altra pubblicazione pre o appena post seconda guerra mondiale che si occupò quasi completamente del Giappone, viene trattata anche la Cina, specialmente come paese invaso/emancipato(...), e in generale lo scenario asiatico: "Storia di ieri e oggi"
Chiaramente "la storia" distorta dalla lente del ventennio, ma lo è spesso anche da altri punti di vista, solo che in quel periodo non potevi scrivere concetti diversi se non quelli dittatoriali, altrimenti finivi male, forse sarebbe stato più saggio astenersi...
Alla fine, tralasciando "Yamato, mensile italo giapponese", che era incentrato al 100% sul paese del Sol Levante, ed "Asiatica", che si occupava del medio ed estremo Oriente, le altre riviste non avevano come tema il Giappone, lo trattarono con vari speciali, a dimostrazione che nel target non popolano di queste pubblicazioni, l'argomento nipponico aveva un qualche interesse:

La rivista consta di quasi 50 pagine, ho quindi dovuto dividere in due parti (almeno) , ed in questa prima mostrerò solo tre articoli:
"La strada del Giappone" di Silvio Platen
"La guerra russo-giapponese" di Carlo Scarfoglio (spero che il link non riguardi un omonimo)
"Dieci anni di guerra in Cina 1931-1941" di Domenico Bartoli (spero che il link non riguardi un omonimo)
Come per tutte queste pubblicazioni ho avuto il problema di scannerizzare decentemente ogni pagina, purtroppo tra il formato della rivista maggiore della scannerizzazione A4, il carattere piccolo dello scritto e l'impaginazione a dir poco caotica, ho dovuto sminuzzare ogni pagina in più scan.
Si può ben vedere sopra che le quattro colonne presenti in quelle due pagine non solo solo distanti tra di loro, ma di grandezze differenti una dall'altra, pare non esistesse un qualche standard editoriale. Ficcavano lo scritto dove c'era spazio tra una foto e l'altra, immagini di grandezza differente... e tutta la rivista è così   T_T
Quindi ho deciso di fare opera di taglia e cuci per mettere tutto lo scritto di un articolo all'inizio, seguito da tutte le immagini inerenti quell'articolo.
Sfortunatamente, operando in questo modo, delle volte mancano le didascalie di alcune foto, in quanto spesso c'era una singola didascalia per più immagini, ma non ho trovato un modo migliore per rendere fruibile le pagine.
L'alternativa sarebbe lanciare un crowdfunding per l'acquisto di uno scanner formato A3, tanti blogger o gestori du pagine FB lo fanno... 
Ne ho visto uno di ultima generazione da 100 mila euro, non so, io la butto lì   ^_^



Noto che nel denunciare veementemente i trattati diseguali estorti al Giappone Tokugawa da parte dei protervi paesi Occidentali , l'autore pare dimenticarsi l'alleata italica del patto tripartito   :]

1931: inizio del conflitto in Cina.
Un modo gentile di affermare che il Giappone invase la Cina...

La guerra scoppiata l'8 dicembre 1941 contro Usa ed Inghilterra:
Un modo gentile di affermare che il Giappone attacco di sorpresa gli Usa...

L'articolo ripercorre l'espansione industriale della potenza nipponica, prima importò i prodotti occidentali, poi li copiò, quindi li produsse per soddisfare la domanda interna ed infine li esportò verso i paesi da cui prima li importava. E' la storia economica industriale che si ripete da sempre, ne abbiamo beneficiato anche noi.
L'autore ci azzeccò sul fatto che la sconfitta contro gli Usa avrebbe posto fine all'Impero nipponico, inoltre non sottace i punti deboli economici del Giappone e il motivo per cui invase Formosa, Corea, Manciuria e le guerre con Cina e Mongolia, poi la propaganda deve prevalere.

lunedì 8 febbraio 2021

Yamato, mensile italo giapponese - Luglio 1943



Dell'annata 1943 non avevo ancora messo numeri di "Yamato", rimedio con quello del luglio, che mi pare, rispetto al modo di scrivere del 1941, mostri una terminologia maggiormente guerresca. Vengono enfatizzati i racconti di battaglie, come nel primo scritto, facendo passare una sconfitta nipponica in una eroica resistenza... in cui il comandante giapponese rifiutò addirittura rifornimenti e rinforzi, riuscendo a ritardare la vittoria statunitense grazie al sacrificio di tutti i suoi uomini. Forse si voleva far capire al lettore italiano di questa testata, che di certo per stato sociale non rischiava di finire al fronte, che il suicidio in guerra contro il nemico era cosa buona e giusta...





La propaganda è la propaganda, poco da commentare, ma al link di Wikipedia si possono leggere i morti statunitensi, 500, non 6000, comunque tanti, ma un dodicesimo di quello sbandierato su Yamato...


L'autore dell'articolo fu Giuseppe Tucci, che fu esentato dagli obblighi militari... inneggiava al sacrificio dei soldati nipponici per una roccia sperduta nell'oceano, ma al riparo dal rischio che gli venisse richiesto il medesimo sacrificio.:
Armiamoci e partite!

giovedì 7 gennaio 2021

Nuovo Mondo vol 1 n° 13 - 4 settembre 1945


E' questo il secondo numero, tra l'altro consecutivo, che posto della rivista statunitense in lingua italiana "Nuovo Mondo", per una mini introduzione sulla tipologia della pubblicazione rifarsi al link sotto:

Purtroppo non sono riportati gli autori degli articoli, sarebbe stato interessante leggere chi fossero, anche se di matrice americana e poi tradotti.
Il combinato disposto tra la copertina, in cui quattro giapponesi fanno l'inchino, e la scritta "Tenno perdonaci", chiarisce che la propaganda Usa aveva già virato da "Hirohito nemico" ad "Hirohito ci serve" (in senso letterale), quindi nasce la panzana che aveva fatto tutto la "cricca" militarista (che si sta scusando) e lui era un pacifista vittima di tanti cattivoni   ^_^
La rivista contiene un lungo articolo sul popolo giapponese non abituato alla libertà e alla democrazia, tra le righe si scarica sempre la colpa sulla "cricca" (da quella post Restaurazione Meiji a quella militarista), che chiaramente ebbe enormi responsabilità. 
Mai citato Hirohito... magari dormiva...
Lo scritto, tranne qualche punto in cui ci sarebbe da obiettare, mi è parso che illustrasse la situazione in Giappone e si ponesse legittimi dubbi su come si sarebbe potuto trasformare un popolo guerrafondaio in uno pacifico. Da questo punto di vista gli Usa compirono un triplice miracolo, se consideriamo anche i tedeschi e noi italiani.
Sempre belle le foto di repertorio, e in tema di foto a pagina due si può vedere quella sotto.


Noi non possiamo capire cosa voglia dire la fine di una guerra mondiale (mia madre e mia nonna mi raccontarono la gioia di vedere le truppe americane in piazza del Duomo), ma vedere quella massa che festeggia a New York, può darcene un'idea   ^_^
Buona lettura.

giovedì 5 novembre 2020

"Asiatica, bollettino dell'Istituto Italiano per il Medio Oriente ed Estremo Oriente" - gennaio/febbraio 1941

Ho scoperto un'altra rivista che negli anni del fascismo si occupava di informare gli italiani della politica, le vicende di guerra, la cultura e i costumi giapponesi: 
"Asiatica, bollettino dell'Istituto Italiano per il Medio Oriente ed Estremo Oriente" 

Questa pubblicazione, a differenza di "Yamato, mensile italo giapponese", non si dedicava in toto al paese del Sol Levante, ma a tutta l'Asia, ma questo numero era di carattere monografico nipponico. 
Negli altri numeri in mio possesso gli articoli sul Giappone non coprono tutto l'indice del numero. 
Dalle scan ho omesso solo le notizie di cronaca sulle altre nazioni, i libri in lingua straniera e sulle altre nazioni. Infatti una caratteristica della rivista erano le due rubriche "Recensioni Libri" e "Cronaca", nella prima erano inserite le recensioni di libri inerenti i paesi asiatici, anche in lingua non italiana, la seconda rubrica era una specie di notiziario dall'Asia.
La "Cronaca" merita di essere spulciata a fondo, si trovano piccoli accenni a chicche propagandistiche non da poco  ^_^
Oltre al Giappone ho inserito le notizie sul "Man Chou Kuo", che era lo stato fantoccio giapponese in Cina, mi ha fatto ridere leggere come noi alleati italiani, dopo che inizialmente non lo avevamo neppure riconosciuto (volendo difendere l'integrità territoriale cinese), ne divenimmo un nume tutelare...
Penso che la rubrica "Recensioni Libri" potrebbe tornare utile a chi dovesse fare delle ricerche bibliografiche sul Giappone degli anni 30 e 40, infatti "Asiatica" nasce nel 1936 e prosegue la sua vita fino al 1943. Purtroppo i numeri sono di difficile reperimento, bisognerebbe indirizzarsi ad una emeroteca, ma con il Covid...
Mi è parso che gli scritti presenti su "Asiatica" siano più tecnici rispetto a "Yamato", probabilmente la rivista sul Giappone, seppur dedicata ad una fascia molto colta della popolazione italica, voleva comunque essere una pubblicazione di svago, mentre "Asiatica" era una rivista di studi accademici.
Per questo motivo mi asterrò dal commentare argomenti troppo tecnici o colti per il sottoscritto  :]


Quando leggo questi articoli scritti da persone con una cultura così approfondita, ma che non riuscivano a scrivere senza fare della propaganda, mi chiedo a cosa serve studiare tanto... capisco bene che l'autore non è che potesse scrivere che l'Italia e il Giappone fossero due dittature, ma leggere che, invece, lo erano gli Stati Uniti d'America, con tutti i suoi difetti del periodo (tipo il segregazionismo), mi pare un pelino esagerato...

martedì 8 settembre 2020

"Giappone" (1942?)


Premessa sulla nuova versione di Blogspot:
Dopo qualche giorno riprovo ad inserire un post, e la novità di questa volta è che, pur essendoci un spazio tra le immagini (non sono più incollate una all'altra), non si può inserire un commento scritto... non è possibile far comparire il cursore... l'unica eccezione è usare l'opzione didascalia... boh... mi sono un po' stufato...
E devo ringraziare Ideeis, che mi ha suggerito come far apparire tutte le immagini nel formato medio e centrate (leggere i commenti), solo che quando avevo fatto l'esperimento il 31 agosto c'era lo spazio per inserire un commento, dopo 8 giorni lo spazio è scomparso... ovviamente non riesco neppure ad inserire "INSERISCI INTERVALLO", quindi in home si vedono tutte le immagini, non solo le prime due  o tre... quanta perdita di tempo per nulla...
Senza contare che ora le etichette da inserire non sono più presenti, devi digitare il nome dell'etichetta per farla comparire.

Volevo mostrare questo interessante opuscolo propagandistico sul nostro neo alleato nipponico, ma un po' mi è passato l'entusiasmo...
La datazione non è certa perché non presente in alcun punto, ma considerando che nella cartina con i territori dell'Impero Giapponese è riportata la data del 10 dicembre 1941, presumo sia stato pubblicato nei primi mesi del 1942.
Fondamentalmente la propaganda fascista aveva un problema, far passare un'alleato ubicato letteralmente dall'altra parte del mondo, utile alla contrapposizione contro Usa ed Inghilterra.
Una bella sfida alla logica umana... ma questa gente non si faceva problemi, osanniamo l'alleato nipponico!  ^_^

"Il Giappone è un paese molto distante da noi"... e grazie... questo lo avevano capito anche nel 1942... ma allora perché allearcisi? Non si sa, comunque l'opuscolo aveva lo scopo di far apprezzare tutte le doti del popolo giapponese.

domenica 19 gennaio 2020

Yamato, mensile italo giapponese - Febbraio 1941



La precedente rivista Yamato che avevo postato era il numero uno del primo anno di pubblicazione (il 1941), ora tocca al numero due, e prossimamente inserirò almeno un numero del 1943, annata di cui ho pochi numeri.

Yamato, mensile italo giapponese - Gennaio 1941 (primo numero della rivista)
Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1941
Yamato, mensile italo giapponese - Febbraio 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Marzo 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Aprile 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Giugno 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Settembre 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1942

Controllando l'indice di questo numero si noterà che ho omesso solo un articolo, quello su un racconto intitolato "Separazioni" di Sakae Tuboi (Sakae Tsuboi), per il resto ho scannerizzato tutto, come al solito, visto il grande formato della rivista, ho dovuto "parcellizzare" le pagine.
Ho trovato particolarmente interessante più di un articolo, partendo dal primo, in cui la propaganda fascista italica arriva, a mio parere, a travisare completamente i fatti di politica interna giapponese.
Senza contare che si illustra il conflitto sino-giapponese come se i cinesi combattessero per conto degli inglesi, e non per mantenere libera la propria terra dagli invasori nipponici.
Per fortuna ci sono gli articoli meno colpiti dalla propaganda, come quello sul teatro No, sulla lingua giapponese, oppure quello che si potrebbe considerare un aspetto banale, cioè le scarpe giapponesi, gli zoccoli "geta".
Capita poi di imbattersi in una pubblicità che neppure avrei notato senza aver visto il film di Hayao Miyazaki "Si alza il vento", quella della "Compagnia Commerciale Caproni" con il modello Ca.313 (al link il 310).



Mi piacerebbe avere le capacità per analizzare il fatto che un fan di animazione giapponese vede una pubblicità di una compagnia aerea italiana su una rivista del 1941, e la riconosce per aver visto i film di un regista giapponese, la cui famiglia aveva un'azienda che produceva materiale per l'aviazione durante la seconda guerra mondiale, il quale, una volta divenuto adulto, ha mantenuto la passione per gli aerei, tanto da citare nel suo ultimo film proprio lo stesso costruttore italiano di aeroplani della pubblicità iniziale   ^_^

Riparto dall'indice della rivista.

domenica 8 settembre 2019

Yamato, mensile italo giapponese - Gennaio 1941 (primo numero della rivista)



Ho recuperato il numero uno di "Yamato, mensile italo giapponese", penso la prima pubblicazione che si occupò di informare il cittadino italiano delle usanze nipponiche. Come ho già ribadito più volte, purtroppo la rivista era intrisa di propaganda, nazionalismo all'italiana e alla giapponese, tematiche che mi fanno venire l'orticaria... e che risultano oggi anche assai ridicole, ma se si riesce a leggerle contestualizzando lo scritto, restano documenti interessanti.
Ovviamente il target della mensile non era il popolano qualsiasi, che aveva altri problemi, ma penso fosse quella dell'elite del regime, o comunque una classe sociale altolocata e ben istruita. Inutile rammentare che, a differenza dei giapponesi, l'analfabetismo degli italiani del 1941 non era un problema marginale (del 1931 era al 21% della popolazione).
Essendo il numero 1 non potevano mancare i saluti dei potenti nell'ambito della rivista, cioè il ministro degli esteri Ciano, il ministro del Minculpop(...) e l'ambasciatore giapponese in Italia Zembei Horikiri. Di quest'ultimo è presente anche la lettera in ideogrammi, magari qualche appassionato potrà cimentarsi nella sua lettura.
La propaganda.
Tutti siamo vittime della propaganda, scopo del gioco globale informativo, secondo me, è quello di farsi fregare il meno possibile.
In quei tempi il lettore aveva possibilità assai limitate di attingere a fonti con punti di vista differenti, si "abbeverava" alla fonte nazionale, che nel nostro caso non brillava per libertà informativa.
Se posso capire, ma non giustificare, che le dotte persone che scrivevano su questa rivista dovessero accondiscendere a qualche sviolinata verso i potenti e fare propria la retorica del momento, non comprendo perché sovente spingessero oltre.
Specialmente quando si facevano passare concetti chiaramente ridicoli come l'ininterrotta dinastia imperiale giapponese... ancor meno che si scrivesse che Hirohito discendesse addirittura dalla dea Amaterasu.
Ok, lo scritto che inneggia ai 2600 anni di regno della famiglia imperiale giapponese fu scritto da un consigliere dell'ambasciata giapponese a Roma, ma il concetto venne ribadito anche in altri articoli scritti da italiani.
Interessante anche lo scritto dell'ammiraglio Gino Ducci, che analizzava lo scenario bellico marino tra Stati Uniti e Giappone. Tra le righe si nota una certa invidia per "le enormi somme di miliardi di dollari messe a disposizione delle forse armate americane" dal Congresso per riarmare la flotta, l'autore evidentemente conosceva il livello dell'armamento nazionale...
L'apoteosi della propaganda la si aveva negli articoli militari in cui si inneggiava alla guerra giapponese di liberazione della Cina... ok, di nuovo l'autore era un giapponese (l'addetto militare dell'ambasciata), ma qualcuno lo invitò a scrivere l'articolo, era ovvio che non nominasse mai, per esempio Nanchino, ma è possibile che nessuno degli eruditi redattori della rivista avesse udito voci in merito?
Comunque, tralasciando il mio opinabile punto di vista, ognuno potrò farsi il proprio leggendo gli articoli di questo numero uno, da cui ho omesso solo il racconto di Ryunosuke Akutagawa dal titolo "Il filo di ragno".
Purtroppo la redazione di "Yamato" non immaginò l'avvento di tecnologie come lo scanner, ergo impaginarono la loro rivista in un modo che oggi pare quasi fatto apposta per renderla il più problematica possibile con uno scanner A4. Quindi talvolta ho dovuto scannerizzare le pagine in più parti per rendere leggibile lo scritto, in altri casi sono riuscito a farlo entrare in una sola scan, spero si leggano le parole...


sabato 26 gennaio 2019

"L'Asia sotto il Giappone" (1940/41?)


Di norma si trova abbastanza facilmente la propaganda italica a favore dell'Impero del Giappone, grazie alle riviste come "Yamato, mensile italo giapponese", che magnificava l'opera dell'alleato del Sol Levante. Reperire pubblicazione che denunciavano l'invasione nipponica dell'Asia è assai più raro, o comunque a me non era ancora capitato di trovarne.
Purtroppo in questo fascicolino propagandistico non è presente la data di pubblicazione, si potrebbe  ipotizzare che in Italia non ne sarebbe stata permessa la stampa dopo l'adesione italiana al Patto Tripartito, però nelle pagine sull'occupazione cinese si può leggere un brano tratto dall'annuario Cinese del 1940/41, e sovente si fa riferimento a fatti del 1940.
Immagino che come in Italia esistevano gli estimatori del Giappone, che non erano per forza tutti fascisti, dovevano essere presenti anche coloro che apprezzavano la cultura cinese o coreana, si può immaginare che alcune di queste persone decisero di stampare questo spillato. Da notare che, oltre alla data, manca il luogo e da chi venne messo in stampa, timore di ritorsioni da parte degli aderenti al partito fascista?
Noto che, per esempio, per quanto riguarda il racconto dello stato del dominio nipponico sulla Corea, non sono presenti fatti storici specifici riguardanti tentativi di rivolte attuate dalla resistenza coreana.



La propaganda è sempre propaganda, ma poi quando a posteriori ci si rende conto che narrava la realtà, risulta meno propaganda di quella che raccontava dei buoni aggressori (di qualsiasi nazione fossero) che facevano il bene dei popoli sottomessi...
La pubblicazione tratta di quattro nazioni asiatiche occupate dai giapponesi:
Corea: Cina; Formosa (Taiwan); Manciuria.

domenica 23 dicembre 2018

Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1941



Mi sono reso conto che ho pubblicato molti meno Yamato di quelli che avrei voluto e che pensavo di aver recensito, solo sei, tra l'altro tutti del 1942:

Yamato, mensile italo giapponese - Febbraio 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Marzo 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Aprile 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Giugno 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Settembre 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1942

Quindi colmo la lacuna del 1941 con questo numero di ottobre, che in ultima pagina reca la pubblicità di una marca nipponica oggi assai conosciuta, compreso il suo marchio coi tre rombi:




Mitsubishi shoji kaisha Ltd - importatori, esportatori e armatori, nonché un pelino sterminatori...ma a loro insaputa!!!
Metà delle filiali elencate saranno entro poche settimane parte dell'Impero nipponico, mentre quelle nelle nazioni occidentali anti tripartito saranno chiuse, ma la Mitsubishi arriverà in Italia lo stesso!


           

"Mitsubishi, mi stupisci!"
Mi stupisci un sacco che tu te la sia cavata senza pagare dazio...



Come ogni numero di Yamato, se si riesce a mettere da parte la retorica nazionalista e le leccate di sedere fasciste, si riescono a trovare informazioni assai interessanti, per esempio il primo articolo, quello sul tempio Yasukuni. C'è poi l'articolo sui "tonarigumi", le associazioni di quartiere, che erano la prima sentinella del regime per controllare il popolo, argomento trattato nel saggio di Francesco Gatti:
Il fascismo giapponese

Interessantissimo l'articolo sulla stampa nipponica, specialmente se si è letto il saggio di Marco del Bene:
Mass media e consenso nel Giappone prebellico

Nell'articolo sono riportate anche due vignette del periodo, debitamente tradotte.
Segue una parte di carattere religioso, che a me interessa meno, e sulla pesca, la rivista si conclude su quanto fossero da imitare le donne nipponiche   ^_^