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mercoledì 20 giugno 2018

Unboxing di una risma dei quaderni di Sandokan della Pigna - 1976



Girando per varie fiere, in cui si smercia anche o prevalentemente materiale vintage, mi è capitato sovente di vedere collezionisti, ma più spesso collezionistE, di quaderni anni 70 ed 80. Sinceramente, pur non avendo nulla da ridire in merito a questa passione (ognuno/a ha le proprie), non sono mai stato attirato da questo articolo, se non per quelli inerenti strettamente i cartoni animati giapponesi, purtroppo mi sono sempre imbattuto in prezzi di questi quaderni molto più alti di quanto la mia non-passione mi permettesse di spendere.
Poi capita che ti ritrovi ad un mercatino dell'usato una risma ancora incelofanata di quaderni di Sandokan che costa solo 3 euro, e quindi ti lanci una tantum pure in questo acquisto  :]
Un giorno tutto il materiale cartaceo vintage che ho accumulato negli anni finirà al macero, considerato solo come mere fibre da recupero  T_T
Quindi stravolta mi lancio in un altro "unboxing vintage", perché secondo me non c'è gusto a scelofanare una roba appena comprata, chiunque può farlo... ma spacchettare una roba di nuova di 40 anni fa è molto più divertente   ^_^
Come recita la targhetta della Pigna la risma conteneva 20 quaderni, a 150 lire l'uno, ergo 3000 lire totali, in cui sono contenute 6 diverse copertine, così divise:
4 quaderni con la copertina verde;
4 quaderni con la copertina blu con Sandokan;
3 quaderni per gli altri 4 soggetti (2 rossi, 1 giallo ed un altro blu).

Un altro motivo per cui vale la pena di fare un post con 20 quaderni di Sandokan, è rammentare che non furono i cartoni animati giapponesi ad iniziare lo sfruttamento commerciale dei poveri bambini degli anni 70 ed 80, ma l'italianissimo Sandokan nel 1976!
Il tutto ad opere sempre della Sacis, diretta emanazione della Rai, la stessa che un paio di anni dopo avrebbe fatto i miliardi con Heidi, Atlas Ufo Robot, Capitan Harlock etc etc
Per animare l'Unboxing Vintage consiglio di cliccare a ripetizione sulle immagini  ;)


lunedì 18 giugno 2018

TV Sorrisi e Canzoni N° 37 dal 16 al 22 settembre 1979 - "Capitan Harlock 1979", di Paolo Cucco




Il "TV Sorrisi e Canzoni" che ho postato il mese scorso era del settembre 1977, questo di due anni dopo giusti giusti. Cambiò, televisivamente parlando, qualcosa in quell'arco di tempo?
Parecchio  :]
Ormai le tv a colori erano più o meno la norma nelle case degli italiani (non nella mia...), le televisioni locali private si erano allargate a macchia d'olio ed aumentavano costantemente gli ascolti (a detrimento di quelli della Rai), e gli anime erano ormai palesemente ed in pianta stabile nei palinsesti delle tv locali e della Rai. Scrivo "palesemente", perché nel settembre 1977 erano già presenti tre cartoni animati giapponesi, ma non conoscevamo la loro origine nipponica:
Barbapapà; Vicky il vichingo; Kimba il leone bianco.

C'è da dire che nell'inserto con i programmi delle tv locali di questo TV Sorrisi (Tre Venezie) parrebbe non esserci manco un anime... però in edizioni di altre regioni (tipo la Lombardia) del medesimo periodo i cartoni animati giapponesi c'erano, ergo parrebbe essere una questione meramente localistica e forse di bassa stagione televisiva.
Un indizio che, invece, gli anime erano entrati prepotentemente nella vita degli italiani è in un articolino sull'inizio dell'anno scolastico, in cui si accenna al furoreggiare degli articoli ispirati agli eroi di cartone della tv:
"... furoreggia la moda dei personaggi della Tv dei ragazzi: gli eroi di cartone accompagnano i nostri figli anche a scuola."
E se era già capitato che gli eroi in carne, ossa e crine (tipo Sandokan e Furia) della tv finissero su cartelle, quaderni ed astucci, era la prima volta che gli "eroi di cartone" avessero tale successo.
In contemporanea con l'anno scolastico partiva anche il campionato di calcio 1979/80, non per nulla la redazione gli dedicò la copertina.
Ho trovato molto interessante un articolo di ben 4 pagine sui ministri dell'allora "nuovo" primo governo Cossiga, da leggere e confrontare con l'attualità.
Era tempo anche di finali, in particolare quella di Giochi Senza Frontiere, che si sarebbe disputata a Bordeux con la squadra di Chioggia a rappresentarci (vinse la Francia...).




Ovviamente l'articolo per il quale posto la rivista è quello dedicato alla seconda parte delle puntate di Capitan Harlock, in cui l'immagine del Galaxy Express 999 e di Maisha sono addirittura più grandi di Harlock e dell'Alkadia!!!
Immagino che alla redazione arrivò una qualche brochure con le opere di Leiji Matsumoto, in cui c'era un po' di tutto, e gli ignari redattori di Tv Sorrisi mandarono tutto in stampa   ^_^
Poi c'è il contenuto dell'articolo del mitico Paolo Cucco, colui che, a mio avviso, fu l'inventore della bufala dei cartoni animati giapponesi fatti al computer:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

Sopra il Galaxy Express 999 possiamo leggere:
"Il clamoroso successo dei cartoni animati giapponesi dovuto a tecniche e attrezzature d'avanguardia"!!!
Che per certi versi era vero, in quanto ho letto sovente che dei macchinari per la ripresa delle animazioni in alcuni contesti erano invenzioni giapponesi, create apposta per gli anime,  ma ovviamente non poteva essere realistico se si alludeva al computer  ^_^
E qui non si alludeva solamente...



Il bello degli articoli di Paolo Cucco inerenti i cartoni animati giapponesi era proprio questa commistione di informazioni corrette assieme a cose totalmente inventate, ma scritte con una padronanza di linguaggio tecnico che le facevano sembrare vere  :]
Ed in queste 3 colonne ce ne sono di affermazioni/informazioni che lasciano un po' perplessi.
Tralasciando il nome errato di Mayu, magari fu un refuso, mi chiedo quale fosse la fonte della notizia per cui alla lavorazione dell'anime parteciparono anche degli psicologi  :]
Posso sbagliare, ma mi pare di aver letto che in Giappone ci sono due categorie professionali che hanno meno successo che in Occidente, gli avvocati e gli psicologi. Dei primi sono certo, dei secondi non del tutto.
Figuriamoci se nel 1978 la Toei chiamò degli psicologi per coadiuvare la produzione della serie...
Mi sfugge, invece, se il nome "Shogun Warriors" fu una felice intuizione del giornalista, oppure se si limitò a leggerla sulle confezioni dei robottoni giocattolo della Mattel:
Catalogo giocattoli Mattel - Natale 1979 (tra cui: "Shogun, gli invincibili difensori della Terra") 

sabato 16 giugno 2018

Cresciuti a pane e Goldrake, testimoni della Goldrake Generation



TITOLO: Cresciuti a pane e Goldrake, testimoni della Goldrake Generation
AUTORE: Fabio Lucentini
CASA EDITRICE: FL
PAGINE: 104
COSTO: 15€
ANNO: 2018
FORMATO: 20 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN: 979122003144


Sempre più spesso acquisto libri tramite il web (non Sfruttazon...), ergo non li posso sfogliare preventivamente, decido l'acquisto in base al titolo e alla quarta di copertina (se presente da qualche parte).
Per questo libro la quarta di copertina mi aveva fatto ipotizzare che potessero essere trattati, seppur in maniera più amatoriale (come in questo blog) che analitica (come nella saggistica del settore) le tematiche inerenti le polemiche giornalistiche sui “cartoni animati giapponesi”. Alla fine del post metto la scan della quarta di copertina, ed ognuno potrà valutare se la mia aspettativa fosse mal riposta.
In realtà non è per nulla così, ma questo non sarebbe stato un grosso problema, se lo scritto avesse contenuto qualche altra tematica interessante. Purtroppo, dal mio punto di vista, non c'è traccia di alcunché di interessante. 

Probabilmente, se il libro fosse stato pubblicato 10 anni fa, le informazioni ivi contenute sarebbe potute essere anche innovative, ma nel 2018, con così tanti libri pubblicati sugli anime (saggistica anime) e millemila siti più o meno amatoriali, le pillole informative sono abbastanza stra note, oltre che poco approfondite, visto che per la maggior parte sono formate da poche righe.
Potrebbe essere un regalo per un non appassionato, che magari vuole leggere qualche curiosità in poco tempo.
Il libro si divide fondamentalmente in due parti. Nella prima (42 pagine) ci sono 116 pillole informative in stile “Non tutti sanno che...” della Settimana Enigmistica. Nella seconda, che consta ben 129 pagine(!), sono presenti i commenti web su Goldrake e in generale sui cartoni animati giapponesi di utenti (mi pare nello specifico di You Tube, se ho capito bene). Lo scopo della seconda sarebbe dar voce ai fan, far spiegare direttamente a loro cosa ne pensano (o pensarono) degli anime. Il problema é che sono commenti del web, ergo già in origine con uno scarsissimo approfondimento, che per la maggior parte non va oltre ad una apprezzamento. 129 pagine di commenti positivi su Goldrake e gli anime anni 70 ed 80.
La prima parte mi ha lasciato, per certi versi, ancora più perplesso. Non solo le 116 pillole informative sono inserite totalmente senza una logica, completamente a caso, ma sono prese, mi pare in gran parte, dal web anch'esse, come le successive 129 pagine di commenti web. Il problema è che, mentre i commenti sono dichiaratamente presi da internet, per le pillole informative non c'è alcuna fonte citata. Non viene mai citato un sito, nessun blog, nessun forum, nessuna pagina FB, nessun libro precedentemente scritto. Potrebbe essere anche tutta farina del sacco dell'autore, però dentro ci sono anche informazioni che sono presenti solo su questo blog. Sia chiaro, nulla di rivoluzionario, però il dubbio che sia stato saccheggiato il web, dove le informazioni sono presenti gratuitamente, e poi inserite in un libro a pagamento, è abbastanza forte.
Per quanto mi riguarda la questione un po' mi scoccia, in quanto, oltre al tempo, io spendo un po' di soldini per recuperare il materiale che metto sul blog, specialmente per gli articoli dell'Emeroteca Anime, mi sarebbe bastata una generale citazione del blog, anche in piccolo, alla fine del libro, tanto per simpatia.

Poi, magari, l'autore ha la mia medesima passione e ha intrapreso la stessa mia ricerca, trovando gli stessi identici articoli, potrebbe essere, nel qual caso mi scuso dei dubbi che ho sollevato  :]

Edit del 17 giugno 2018:
Ho trovato un video di You Tube che pubblicizza il libro, in cui sono presenti sei immagini di articoli dei quotidiani sulle polemiche contro Goldrake e soci.
Il video lo metto sotto, comprese le immagini dei quotidiani , che mi pare siano tratte da questo blog. Mi pare, perché non c'è più il watermark "imagorecensio", quindi starò di certo sbagliando  ^_^




Ecco l'impostazione delle pillole informative, totalmente senza un ordine.
Da notare la numero 9 e 10, riguardanti le polemiche dei giornalisti contro gli anime.
Tortora
Costanzo 1
Costanzo 2
Zucconi
Dario Fo
Nantas Salvalaggio

L'unico personaggio che mi manca è Corrado, e sarei curioso di sapere in quale articolo attaccò Goldrake. Ovviamente c'è anche Rodari ed il saggio della Lurcat.
Non sono andato a cercarmi la fonte web di ognuna delle 116 micro info, non ne avevo né voglia né tempo, mi sono limitato a qualcuno solo a titolo di esempio, altrimenti rischio anche di passare da vision-ario  :]

giovedì 14 giugno 2018

"Heidi dalla TV" - 12 numeri editi dalla Edierre



Di materiale editoriale su Heidi ne venne pubblicato a tonnellate, in fondo era trasmesso dalla Rai, addirittura sulla Rete 1 in un orario pre prime time, senza contare che la bambina delle Alpi fu la prima eroina animata giapponese che vedemmo in tv. Questo profluvio di pubblicazioni fu un po' sbilanciato sulle serie della Rai, molte serie trasmesse dalla tv locali ebbero scarso seguito editoriale, alcune neppure l'onore di un fumetto, come "Conan il ragazzo del futuro"  T_T
In particolare questi 9 numeri hanno un formato piccolo, 19 cm x 14 cm, ed un numero di pagine esiguo, solo 6. Dall'impostazione della storia si nota che il fumetto era indirizzato ai più piccoli, trama semplice con disegni formati da una unica grande tavola per pagina.
Alcuni numeri ripropongono brevi spezzoni, assai semplificati, delle puntate viste in televisione, altri numeri, invece, mostrano storie inedite, ovviamente molto elementari.
Ho trovato molto belle le copertine, un po' meno i disegni dei fumetti.
I fumetti sono datati genericamente 1978, però nella parte inferiore campeggia un 1977:
"Stampa novembre 1977 - OFSA - Casarile (Milano)"
Sarebbe da capire se fu la data della stampa oppure della commissione del lavoro.
Alla fine del post c'è una scan solo della parte inferiore scritta più in piccolo.
Ho recuperato tutti i 12 numeri ad un mercatino dell'usato, qualche fumetto ha la copertina un pelino ammuffita e dell'ultimo ("Heidi e il fantasma") ho solo la copertina, le pagine del fumetto si sono perdute, però al prezzo di un mercatino dell'usato, ci si può accontentare   :]
Non ho scannerizzato tutti i fumetti, solo il primo ed alcuni altri con storie non tratte dalla serie.


La prima storia ripercorre la puntata in cui Heidi ostracizza i cacciatori, è un pelino modificata, ma ne è chiara la matrice originale.


martedì 12 giugno 2018

La sessualità giapponese, uno sguardo sociologico




TITOLO: La sessualità giapponese, uno sguardo sociologico
AUTORE: Umberto Pagano e Giovanna Procopio
CASA EDITRICE: Youcanprint
PAGINE: 104
COSTO: 16€
ANNO: 2018
FORMATO: 18 cm X 12 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN: 9788827813683


Sono stato spinto all'acquisto dal sottotitolo, cioè “uno sguardo sociologico”, quindi una valutazione sulla società giapponese ed il sesso. Il saggio non l'ho potuto sfogliare prima dell'acquisto, essendo una compera on line, ergo non mi sono reso conto che il combinato disposto tra il numero di pagine non numerosissime (100) con il formato non amplissimo (18x12), permette la lettura del titolo in circa un'ora. Inoltre la saggistica citata nel titolo non è sempre recentissima, di certo libri importanti, ma non pubblicati da poco. Infatti due dei temi trattati sono gli “uomini erbivori” e l'enjo kosai, il primo penso che risalga ad una decina di anni fa, mentre il secondo è degli anni 90. Il tutto per un costo di 16 euro, che non è bassissimo considerando il numero di pagine ed il formato.
Le tematiche sono trattate senza scandalismo e senza dare giudizi morali ed etici, cercando di spiegarle facendo riferimento anche alla storia e alla cultura del Giappone. Avrei apprezzato un maggior numero di pagine, scritte con lo stesso piglio, ma con più approfondimento, specialmente sul versante dei costumi sociali più attuali.


sabato 9 giugno 2018

Golzinga n° 2 "Il mago spaziale", collana "Telefumetto" n° 9 - aprile 1980



Goldrake + Mazinga = Golzinga!
Quindi sarà il doppio entusiasmante, tipo i mediometraggi che vedevano Goldrake e Mazinga assieme, giusto?
Non proprio  ^_^
Con tutto il rispetto per chi disegnò e sceneggiò questo Golzinga, ma io vorrei leggere un commento di un ex bambino che lo comprava e che gli piaceva  >_<
Posso capire che i disegnatori italici non fossero avvezzi ai mecha e alle storie di robottoni, però potevano provare a fare lo sforzo di scrivere una trama un po' meno ridicola.
Ormai in televisione c'erano un sacco di robottoni ed anche serie robotiche più realistiche, come il Gundam, gli autori avrebbero anche potuto semplicemente copiare qualche trama, partendo dai personaggi cattivi, che in questo fumetto vanno oltre la macchietta...
Evidentemente valeva la regola aurea del "prodotto per bambini = contenuti zero", altrimenti quelli non capiscono...



Oltre all'introduzione alla seconda puntata di Golzinga, nella contro copertina era presente l'elenco dei numeri usciti, che considerando quello del numero successivo, in totale credo che portasse la collana "Telefumetto" a 10 numeri. Ho, però, un forte dubbio sul fatto che il numero 10, cioè l'Apemia, sia mai stato pubblicato, infatti sul web non ho trovato neppure una copertina di questo fatidico dieci (che si può apprezzare a fine post). Neppure su Ebay, dove si possono trovare tutti i restanti 9 numeri, è presente questa ape della Epierre.
Chissà se arrivò mai in edicola...

Capitan Sherlock n° 1 "Il corsaro dello spazio", collana "Telefumetto" n° 1 - aprile 1979
Capitan Sherlock n° 2 "La riscossa di Nefera", collana "Telefumetto" n° 2 - maggio 1979
"Heidi trova un'amica", collana "Telefumetto" n° 3 - luglio/agosto 1979
Capitan Sherlock n° 3 "Viaggio su Algar", collana "Telefumetto" n° 4 - settembre 1979
Golzinga n° 1 "Il pericolo di Morlok", collana "Telefumetto" n° 5 - ottobre 1979
Remy n° 1 "Addio mamma Barberin"- supplemento al n° 5, collana "Telefumetto" - novembre 1979
Remy n° 2 "Remy commediante", collana "Telefumetto" n° 6 -
Remy n° 3 "Mrs. Milligan, collana", collana "Telefumetto" n° 7 -
Remy n° 4 "Un nuovo padrone", collana "Telefumetto" n° 8 -
Golzinga n° 2  "Il mago spaziale", collana "Telefumetto" n° 9 - aprile 1980
Apemia "Addio, sorella pellegrina", collana "Telefumetto" n° 10 -


venerdì 8 giugno 2018

"Arrivano i Superboys" ("Soccer Boy") - ("Akakichi No Eleven" - "Gli undici rosso sangue" 1970) - puntate 39 e 40



La 38esima puntata ci aveva lasciato con l'annuncio della mega sfida tra Shinsei e Fujienishi, durante la quale Kamioka Takeshi, potrà portare a termine la vendetta contro Matsuki, reo di averlo reso invalido. Kamioka Go, fratello minore di Takeshi e super portiere della Fujienishi, è stato allevato ed allenato per questa vendetta, per questo incontro che spazzerà via dal mondo calcistico l'allenatore Matsuki, la Shinsei e tutti i suoi calciatori.
Ci sono forse dei toni un po' esagerati per una partita amichevole dei tornei scolastici?
Probabilmente un pelino, però era un modo per creare pathos, emozione che i cartoni di Hanna & Barbera e simili certo non potevano suscitare...
La puntata 39 resta divertente perché è la cronaca della partita tra Shinsei e Fujienishi, che a differenza di quello che si vedrà con "Holly e Benji", dura una puntata, non viene protratta per anni...
Non mancheranno tiri speciali, segreti e parate fenomenali, senza contare che, di nuovo, gli sceneggiatori giapponesi daranno prova di una scarsa conoscenza del regolamento del gioco del calcio  :]
Nella 40esima puntata verrà presentato il successivo ostacolo agonistico che Shingo Tamai dovrà affrontare: Ken Santos!
Considerando che l'anime è del 1970, l'inserimento nella storia di un nippo-brasiliano di colore, nato da madre giapponese (che il ragazzo sta cercando in Giappone) e padre brasiliano, meriterebbe un approfondimento. Il ragazzo non parrebbe essere un discendente di giapponesi emigrati in Brasile nei primi decenni del 900, visto che cerca la madre giapponese perduta, sembrerebbe che il ragazzo sia il frutto di una relazione tra una giapponese ed un brasiliano (di colore).
Ken Santos conosce il giapponese, visto che si rapporta con gli altri personaggi nipponici, però non ci è dato sapere, visto che non possiamo ascoltare il doppiaggio originale e che comunque io non lo comprenderei, se si esprime in un giapponese fluente oppure da immigrato. Questa sarebbe una informazione interessante, in quanto potrebbe indicare in quale misura gli sceneggiatori volevano portare in evidenza la questione del razzismo in Giappone. Infatti, durante la ricerca della propria madre, c'è una scena in cui una signora giapponese mostra stupore per il fatto che un ragazzo di colore abbia una madre giapponese, e ciò causa una intensa reazione emotiva da parte di Ken.
Probabilmente, ma lo si vedrà nelle puntate successive, l'adattamento italico avrà causato la perdita delle tante sfumature del linguaggio che permettevano di notare atteggiamenti razzisti verso Ken, comunque i disegni non possono essere riadattati (al massimo tagliati), ed in quella scena è chiara sia la reazione sorpresa della donna, la rabbia del ragazzo, con conseguente imbarazzo da parte della tipa, che si rende conto di aver mostrato il suo lato razzista.
Da notare anche che Ken si presenta a Shingo e soci in maniera molto barbara, se lo ritrovano nel letto dopo che si è mangiato il pranzo senza chiedere il permesso a nessuno. Poi il ragazzo salderà il conto con dei soldi, ma è chiaro che gli sceneggiatori volessero (di)mostrare al giovane telespettatore nipponico che Ken fosse uno straniero, un gaijin in tutto e per tutto.
Non manca lo stereotipo della persona di colore con le labbra carnose, per giunta colorate in maniera diversa rispetto al resto del visto, inoltre il ragazzo è dotato di una forza quasi animalesca, ma questo aspetto potrebbe essere dovuto agli allenamenti sportivi.


E' il 4 gennaio, il giorno del mega sfidone tra Shinsei e Fujienishi!
Finalmente sapremo chi è il più forte tra Shingo Tamai  e Kamioka Go, sapremo se la vendetta di Takeshi Go contro Matsuki si compirà.
Considerando che il personaggio di Kamioka Go è apparso nella 27esima puntata, e il duello con Shingo si conclude con questa 39esima puntata, gli sceneggiatori nipponici nel 1970 non avevano ancora preso l'abitudine di allungare il brodo delle trame oltre la decenza umana.
Ho tralasciato la sequenza iniziale tra i due fratelli Go che aveva lo scopo di enfatizzare l'odio di Takeshi verso Matsuki, oltre all'obbligo di Kamioka verso il fratello maggiore di portare a termine la vendetta del fratello maggiore.



Mentre Shingo ed il padre adottivo parlano di cose a caso, il ragazzo nota con interesse la tecnica di rottura dell'uovo, in particolare la meccanica del movimento del tuorlo:
"Il guscio si rompe ed il tuorlo rotola come una palla, è come se rotolasse sul campo".
A parte che il tuorlo non rotola ma scivola, ma per il resto che nesso c'è fra una frittata e una partita di calcio?
Lo scopriremo fra un po'  :]

martedì 5 giugno 2018

Corposa aggiunta di articoli (71) all'indice dell'Emeroteca Anime

Originariamente mi ero riproposto di aggiornare con regolarità l'indice dell'Emeroteca Anime, ma poi, a forza di rimandare, mi si sono accumulati un sacco di articoli.
Quindi oggi li ho inseriti tutti e 71 assieme, ergo posto questo avviso a beneficio di chi sia interessato all'argomento e voglia dare un'occhiata ai nuovi ritrovamenti.
In particolare si sono ingrossate le file degli articoli dell'aprile 1980  ^_^
Colgo l'occasione per ringraziare Massimo Nicora per avermi girato il link della Biblioteca Digitale dal sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, da dove poi ho recuperato gli articoli dei quotidiani lì presenti.
Lascio il link a beneficio degli interessati (magari per argomenti più seri), avvisando, però, che la ricerca per parole chiave non funziona, ergo bisogna muoversi come in una normale emeroteca, cioè sfogliarsi tutte le singole pagine di ogni edizione ed andarsi a leggere gli articoli.
Fatto che impegna parecchio tempo e potrebbe portare a qualche svista   T_T

http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/giornali

Di seguiti l'elenco dei nuovi articoli

Lo Scudo Crociato vs l'Alabarda Spaziale e la Spada Diabolica - Ovvero, scende in campo la Democrazia Cristiana - 7 articoli dell'aprile 1980 su "Il Popolo"




A dire il vero forse ho sparato un po' il titolone per attirare lettore, in pieno stile stampa italiana (sto imparando), visto che "Il Popolo", organo ufficiale della Democrazia Cristiana", non è che usò toni particolarmente cruenti contro Goldrake e Mazinga. Altri quotidiani, non dipendenti direttamente da partiti politici, furono molto più aggressivi contro i cartoni animati giapponesi. Per esempio, in tutti e sette gli articoli che "Il Popolo" dedicò nell'arco di soli 12 giorni, non è mai citata la mega panzana sull'uso del computer per produrre gli anime degli anni 70.
Più che altro i vari giornalisti, pur accusando Goldrake e Mazinga di essere violenti, puntavano il dito sul contesto sociale, sull'importanza che la famiglia avesse valori forti (ovviamente cattolici), sulla spregiudicatezza delle televisioni che sfruttavano commercialmente i gusti dei bambini.
Ho deciso di raggruppare tutti e sette gli articoli in un unico post perché sono ascrivibili al secondo attacco di panico mediatico dei giornalisti italici contro gli anime.
Il primo fu scatenato dall'onorevole Silverio Corvisieri nel gennaio 1979:
"Un ministero per Goldrake" - "La Repubblica" 7/8 gennaio 1979
"Il diavolo, probabilmente", di Bimba De Maria - "Radio Anch'io" su Radio 1 Rai - 17 gennaio 1979

Dall'aprile 1978 (o il febbraio 1978 per Heidi) al gennaio 1979 i primi cartoni animati giapponesi erano stati poco criticati, spesso ignorati, qualche volta incensati, poi arrivò Corvisieri  ^_^
La seconda ondata di follia giornalistica iniziò proprio nell'aprile del 1980, grazie ai famigerati 600 genitori di Imola, che alla fine chiedevano solo un po' meno di robottoni in televisione, ma la cui iniziativa fu preda della voracità dei quotidiani.
Resta interessante che dell'argomento se ne occupò il quotidiano politico della Democrazia Cristiana, colei che guidava il paese dalla Liberazione, ed era anche la padrona assoluta della Rai.




In particolare mi ha colpito il commento di Alfredo Vinciguerra il 10 aprile (1980) sull'iniziativa dei 600 genitori di Imola, non tanto per i toni, per altro molto pacati, ma per la collocazione nel quotidiano, a pagina due, quella dedicata ai commenti più stringenti dell'attualità politica.
Infatti l'articolo di Vinciguerra è posto di fianco ad un articolo sul PCI, uno sulla crisi Usa-Iran (non sono cambiati i tempi...) ed infine ad uno sulla CEE (l'attuale Unione Europea).




Addirittura, il 15 aprile (1980) "Il Popolo" dedicò tutta la pagina della cultura (della Cultura), per un totale di quattro articoli, alla querelle tra i 660 genitori di Imola e i robottoni!
Sfogliando svariate edizioni de "Il Popolo" (molte settimane) ,posso assicurare che i temi trattati nella pagina della cultura erano mediamente di carattere cultural-religioso, argomenti molto complessi, quasi tutti totalmente fuori dalla portata delle mie capacità di comprensione culturale.
Ho provato a ricercare articoli inerenti i cartoni animati giapponesi su "Il Popolo" in altri periodi caldi, ma non ne ho rinvenuti, non escludo che ci siano, ma a quanto pare il quotidiano della DC aveva, ovviamente, ben altro di cui occuparsi nelle poche pagine che lo costituivano.
Basti pensare al terrorismo, alle continue crisi di governo, alle guerre di potere interne alla DC.
Quindi trovo che lo spazio che "Il Popolo" dedicò ai cartoni animati giapponesi nell'aprile 1980 abbia un particolare rilievo "politico-sociale".
Ricomincio la pubblicazione di quei 7 articoli in stretto ordine cronologico, da quello del 9 aprile (1980), che si era occupato dell'editoria per bambini, in concomitanza con  la XVII° Fiera Internazionale del libro per l'infanzia di Bologna.

domenica 3 giugno 2018

Lovecraft e il Giappone. Letteratura, cinema, manga, anime



TITOLO: Lovecraft e il Giappone. Letteratura, cinema, manga, anime
AUTORE: Gianluca Di Fratta
CASA EDITRICE: Società Editrice La Torre
PAGINE: 205
COSTO: 18,5 €
ANNO: 2018
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:
9788896133330

Per me questa recensione risulterà molto agevole, in quanto, non avendo mai letto nulla di Lovecraft e detestando le produzione horror (non di carattere fantasy), non posseggo il ben che minimo metro di paragone per valutarne il contenuto ^_^
Mi son limitato a leggerne lo scritto fidandomi dell'autore, abbastanza pratico di argomenti inerenti il Giappone, e degli altri cinque co-autori.
Mi pare fin superfluo consigliare lo scritto solo a chi sia un fan di Lovecraft, anche se non è un appassionato di film, narrativa ed animazione giapponesi.
L'unica cosa che non ho compreso bene è il perché il titolo venga ascritto al solo Di Fratta, visto che vi partecipano altri 5 saggisti con contributi di poco inferiori per numero di pagine.
Posso solo, dal mio punto di vista di accumulatore seriale di saggi su anima e manga (e Giappone), rimarcare il costante ed encomiabile impegno negli anni della casa editrice Società Editrice La Torre in questo campo, che è rimasta praticamente l'unica a pubblicare su questo versante .
Nell'introduzione Di Fratta spiega come e in che tempistica si diffusero gli scritti di Howard Phillips Lovecraft.
Il primo capitolo, ad opera di Gino Scatasta, analizza gli scritti e le tematiche di HPL.
Nel secondo contributo, di Massimo Soumarè, come, quando (sostanzialmente nei primi anni 80) e ad opera di chi, HPL divenne famoso in Giappone. Sono elencati gli autori nipponici palesemente influenzati da Lovecraft, tra cui Haruki Murakami.
Antonio Tentori indaga l'influenza di HPL nei film d'orrore occidentali, in pratica dei film analizzati io ho visto solo Alien, La Cosa e Poltergeist.
Giacomo Caloria effettua la medesima operazione del capitolo precedente, ma sul versante dei film horror giapponesi, che mi sono totalmente sconosciuti.
Nel quinto capitolo Di Fratta si concentra sul mondo di HPL nei manga, dividendoli in tre gruppi:
citazioni lovecraftiane nel fumetto giapponese; i manga che non citano il mondo di HPL, ma ne ripropongono le atmosfere; i manga che offrono un adattamento dei racconti di Lovecraft.
Nell'ultimo capitolo Riccardo Rosati esegue la medesima operazione per quanto riguarda l'animazione giapponese.
Il saggio termina con le conclusioni di Di Fratta.



giovedì 31 maggio 2018

"Oro Nero, il gioco del petrolio" - Editrice Giochi 1975



Non ho mai avuto occasione di giocare con "Oro Nero", nonostante in cortile avessimo una miriade di giochi in scatola, nessuno ebbe la decenza di farselo comprare dai genitori...
Eppure campeggiava regolarmente sulle pagine di Topolino, ed io per primo ammiravo la stupenda illustrazione sulla confezione, riproponendomi sovente di cercare di ottenerlo, ma nulla...
Motivo per il quale non posso dare una valutazione sulla sua giocabilità, anche se, leggendo il regolamento, mi pare che fosse ben pensato. I giovani giocatori dovevano prendere numerose decisioni ad ogni turno, valutare costantemente la disponibilità di pozzi petroliferi, rischiare con le aste e non mancava una sana dose di bastardaggine. Infatti il tabellone è composto da due percorsi distinti, dove nel primo si cerca di acquistare i pozzi petroliferi (massimo 4), ed il secondo serve per sfruttarli, ma il primo giocatore che terminava il percorso "marino" poneva fine a tutta la prima parte del gioco!
Ergo, se uno dei partecipanti, non aveva ancora fatto una offerta per un pozzo petrolifero rischiava grosso. Comunque anche nel secondo percorso c'era la possibilità di accaparrarsi dei pozzi petroliferi, ma solo se avanzati dal primo giro e solo se si capitava sulla casella con la stellina nera. Arrivati in questa casella si poteva comprare un pozzo ad un costo fisso di 20 milioni, cosa che avrebbe dovuto, almeno teoricamente, calmierare le offerte e le aste della prima parte.
Avrebbe avuto senso offrire più di 20 milioni se poi li potevi prendere al 20?
Sempre che, ovviamente, fossero ancora disponibili. Infatti i pozzi sono solo 12, ma un giocatore singolo può arrivare ad averne 4, e si gioca in un massimo di 4 partecipanti, quindi il gioco prevede una penuria di pozzi, col rischio per qualcuno di restare letteralmente all'asciutto.
Nella parte finale del regolamento è previsto proprio un consiglio (il terzo) secondo cui è preferibile non spendere troppo nelle offerte del pozzo all'inizio del gioco. 
Ma il (bel) gioco non finisce qui, c'è tutta la parte che prevede la trivellazione del pozzo, alla fine della quale non si è certi di trovare il petrolio. Inoltre, con l'uso del dado speciale (numerato con 5-10-15-20), si potrà determinare il prezzo del petrolio, che come nella realtà potrà fluttuare.


Questa pubblicità proviene dal Topolino n° 1045 del 7 dicembre 1975, quindi la datazione del gioco ritengo sia corretta, anche perché prima del 1975 non ho trovato "Oro Nero" in nessun catalogo di giocattoli a mia disposizione. La stesa pubblicità indica "Oro Nero" come "nuovo gioco".




Questa è, invece, la descrizione presente nei pieghevoli allegati alle confezioni.
Nello stesso periodo c'erano altri due giochi in scatola di ispirazione petrolifera. Il più vecchio era Petrol della Clementoni, con i personaggi di Paperopoli della Disney, a cui giocai solo un paio di volte, ma che trovai stupendo (unico il meccanismo magnetico per vedere se c'era il petrolio).
Il secondo, il meno vecchio dei tre, era Petropolis, direi quello con meno dotazione di pezzi ed anche il più ripetitivo. Affermo ciò rammentandomi Petrol e dopo aver letto le regole di "Oro Nero", e nonostante Petropolis fosse uno dei giochi più in voga in cortile, in pratica un totem  :]

Le regole di "Oro Nero".

mercoledì 30 maggio 2018

"Guerra Spaziale! ("Wakusei daisenso") - 1977



Ancora oggi, dopo aver sondato la mia memoria in ogni dove, riesco a riscoprire qualcosa che avevo del tutto rimosso.
Stavolta tocca al lungometraggio con cui i giapponesi volevano, almeno stando alla stampa italica, gareggiare con "Guerre Stellari": Guerra Spaziale.
Solo qualche immagine trovata sul web mi ha permesso di riscoprire questa perla della filmografia fantascientifica mondiale. Ricordavo ben poco, probabilmente in televisione lo vidi poche volte, o forse solo una, altrimenti certe genialate le avrei rammentate  ^_^
Le immagini in cui mi sono imbattuto mi avevano fatto riaffiorare dei flash, ed il film merita veramente, un capolavoro in pieno stile nipponico!
Il film arrivò nelle sale italiane nel febbraio/marzo 1978, quindi appena prima dell'avvento dell'era goldrekkiana, ma i primi articoli dei critici cinematografici sono di metà marzo.
Probabilmente il giudizio negativo nacque dal fatto che venne presentato, chissà se a ragione, come il corrispettivo giapponese di "Guerre Stellari". Ovvio che quando paragoni il film che rivoluzionò  la fantascienza al cinema con qualsiasi altro film, l'altro film non può che uscirne con le ossa rotte, anzi, in quanto caso, frantumate...
Sarebbe bello capire se veramente Jun Fukuda si era posto questo ambizioso traguardo o se, invece, il suo film non era altro che uno dei classici film di fantascienza giapponese che riproponevano tutto l'armamentario delle serie tokusatsu e dei film di Godzilla, ma con ambientazione esclusivamente spaziale.
Personalmente propenderei per la seconda ipotesi, anche se è abbastanza chiaro che nel film ci siano numerose scopiazzature, rese assai male, del capolavoro di George Lucas.
Intanto i personaggi ricalcano quasi le stesse dinamiche del film hollywoodiano, ed in alcuni casi svolgeranno funzioni simili. La ragazza rapita dai cattivi come la principessa Leila, che viene salvata dai buoni grazie ad un blitz sull'astronave nemica. La coppia di bellocci buoni che si disputa il suo amore. Numerose location riprese pari pari, seppur in versione molto più casereccia.



Ma il top dei top è uno stupendo e trashissimo Chewbecca con le corna di Goldrake ed il viso bonario di un Ewok  ^_^
Forse quello giapponese è un parente dei Wookiee, un parente povero, veramente povero  :]



 "La Stampa" 11 marzo 1978.
Nei giudizi negativi probabilmente contò molto il fatto che questo genere di film era poco conosciuto in Italia, giusto quelli di Godzilla e poco altro. Probabilmente se fosse uscito un annetto dopo, grazie a  Megaloman e simili che vedevamo sulle tv locali private, si sarebbe potuto inquadrare meglio il prodotto.
E se Jun Fukuda avesse avuto il budget di Lucas? Ci resterà il dubbio...

domenica 27 maggio 2018

"La frontiera del drago: La vittoria di Liang Shan Po" - Volume 2 Salani (1980)



Come ho già scritto nella recensione del primo cartonato non seguivo questo telefilm sino-giapponese trasmesso dalla Rete 1 Rai, in fondo non è che potevo guardare proprio tutto quello che mandavano in televisione in quel periodo...  ^_^
Ergo non ho molto da commentare, ma magari a qualcuno/a questo cartonato farà tornare in mente bei ricordi, motivo per il quale lo inserisco completamente, come per il primo numero.
Buona lettura.





mercoledì 23 maggio 2018

Il successo di Furia, Sandokan e gli Oliver Onions - Ovvero, solo Goldrake sfruttava i bambini (La Domenica del Corriere 1977)


Le pecche del giornalismo italiano nascono da lontano, si sono trasformate in consuetudine, hanno inglobato gran parte della categoria, carta stampata e non, però nascono da lontano.
Di esempi celebri se ne potrebbero fare molti, ma nel mio piccolissimo delle tematiche che tratto in questo blog mi concentro come sempre sui cartoni e telefilm degli anni 70 ed 80.
Quando dal 4 aprile 1978, e qualche settimana prima con Heidi, saranno i cartoni animati giapponesi a far vendere sigle, gadget, giocattoli, cartoleria, etc etc i giornalisti grideranno allo scandalo per la manipolazione delle piccole menti italiche da parte delle perfide multinazionali(!) nipponiche del disegni animato.
I giapponesi sfruttavano i loro eroi animati per trasformare i bambini italiani in piccoli consumatori seriali compulsivi. Non che avessero torto... ai tempi ci usarono veramente per svuotare le tasche dei nostri genitori.
Peccato che Heidi, Goldrake e soci non furono i primi testimonial di questo depauperamento delle finanze familiari. Prima dei personaggi degli anime toccò all'accoppiata Sandokan e Furia l'onore di aver introdotto lo sfruttamento commerciale massivo di programmi destinati ai bambini.
Sicuramente con Goldrake & Co. il meccanismo fu portato al massimo dello sviluppo possibile, ma la Sacis aveva fatto esperienza con il cavallo caffeinomane ed il tigrotto di Mompracem.
In questo caso, però, mancò quasi del tutto una censura da parte dei giornalisti verso la Rai che sfruttava i suoi piccoli telespettatori. Qualche critica ci fu, specialmente verso Furia, forse visto come alfiere dell'imperialismo Usa, ma Sandokan era il campione di un successo tutto italiano.
Rammento bene che la puntina del mangiadischi ho iniziato a consumarla proprio con le sigle Sandokan e Furia!
Poi c'erano gli album di figurine della Panini (quello di Furia costa sempre troppo per i miei standard...), per Sandokan anche il gioco in scatola, infine una marea di cartonati.
Oggettivamente Furia era veramente orrendo (e c'è chi di noi critica Peppa Pig...), sia come contenuti e qualità, sia in quanto era una produzione vecchia, neppure la Rai ci aveva puntato molto, infatti rimasero sbalorditi dagli indici di ascolto, 16 milioni di spettatori per un telefilm in bianco e nero degli anni 50!
Certo, la tv a colori nel 1977 l'avevano in pochi, ma Furia restava un prodotto stantio, bello solo per quella stupenda sigla.
Sandokan era un prodotto di elevata qualità, a colori, per chi poteva permettersi un TV Color, ma sempre la sigla gli conferiva qualcosa in più.
E chi furono gli artefici di quelle due stupende sigle?  ^_^



L'articolo su Furia, tratto da "La Domenica del Corriere" del 17 marzo 1977.
Sinceramente non pensavo che Furia avesse avuto un successo così stratosferico, tanto che non c'erano più clienti nei bar all'orario di trasmissione   O_O

lunedì 21 maggio 2018

"Arrivano i Superboys" ("Soccer Boy") - ("Akakichi No Eleven" - "Gli undici rosso sangue" 1970) - puntate 37 e 38



La 37esima puntata è abbastanza fenomenale, specialmente nel finale, che assolutamente non ricordavo, ma che mi è tornato immediatamente alla memoria quando ho visto la fantasmagorica evoluzione di Kamioka Go!   ^_^
Nel calcio reale si commenta spesso che un gol abbia giustificato il prezzo del biglietto, ecco, la skill di Kamioka giustifica l'aver visto la puntata, e anche la pallosissima successiva...
Infatti nel 38esimo episodio non solo non succede praticamente nulla di menzionabile, ma il combinato disposto di trama e dialoghi a caso, la rendono una puntata dadaista...
Diciamo che era una di quelle puntate che se te la perdevi da bambino, non ti cambiava la vita  :]
Mentre la 37esima, che vede la sfida tra l'Asakase di Misugi e il Fujienishi di Kamioka Go, e nobilitata dal finale, eccezionale da tutti i punti di vista!
Un finale tanto superbo che l'ho immortalato in un breve video con la skill di Kamioka Go, dato che le singole immagini non avrebbero reso onore alla fantasia del regista e degli sceneggiatori nipponici.



Avevamo lasciato i nostri eroi quasi alla vigilia della sfida Asakase vs Fujienishi.
Misugi, dopo i duri allenamenti, riuscirà ad effettuare il suo tiro speciale con il supporto di giocatori di baseball?
L'arbitro farà entrare in campo sfere da gioco diverse dal pallone da calcio?
A cosa cacchio serviva l'allenamento di Misugi?
Kamioka Go vedrà cadere il suo record di clean sheet?
Salto tutta la parte iniziale della puntata perché serve solo a far risaltare l'antipatia di Kamioka Go, che riesce pure a trattare male i bambini che gli chiedono l'autografo   ^_^


All'inizio della puntata c'è il fratellino di Ryoko, che ci dimostra quanto Nico Fidenco non avesse composto testi a caso:
Destra sinistra, sinistra destra
La folla guarda grida e protesta
Poi per la legge del fil di ferro
Si svita il collo, si stacca la testa!
Destra sinistra, sinistra destra

Mi fa male il collo solo a guardare il piccolo Mamoru... poi magari sarà solo una questione di prospettiva... forse...