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domenica 15 marzo 2026

La Bibbia dei manga


TITOLO: La Bibbia dei manga
AUTORE: Helen McCarthy
CASA EDITRICE: Gribaudo
PAGINE: 320
COSTO: 25 
ANNO: 2026
FORMATO: 21 cm X 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788858056455


Quando sarò l'Imperatore della Terra, anzi, dell'universo, proclamerò quei 10/20 mila semplici editti con pene esiziali per ristabilire un minimo di rispetto reciproco, tra queste il divieto di titolare la saggistica con termini tipo "Guida definitiva", "Dizionario" oppure "Bibbia"... 
Se mi usi "Bibbia", devi metterci dentro tutto e non ci deve essere neppure manco mezzo errore.
Ed è possibile essere così tanto esaustivi in sole 320 pagine, se poi di queste ben 140(!!!) sono occupate da solo immagini e non contengono scritto?
A queste vanno aggiunte circa altre 25 pagine senza scritto, sommando le pagine con immagini che ne occupano una parte.
In totale su 320 pagine totali, quelle che occupano scritto sono circa 165, è possibile identificare un tale volume come una "Bibbia"?
Al massimo lo usi per il catechismo...
Il libro ha una bella copertina rigida, è anche di pregio, ma vedere che solo il 50% circa delle pagine contengono i caratteri di scrittura, che è il motivo primario che spinge il lettore a comprarlo, ha poco senso, specialmente se il volume lo si spaccia per "Bibbia".
Mia opinione.
Non mancano i refusi, talvolta ho avuto l'impressione che nel filo logico del discorso mancasse qualcosa, poi sarò io che, come mi scrivono taluni qui sul blog, manco di comprensione del testo scritto  ^_^
Forse qualche problema in fase di traduzione, che ha reso lo scritto meno comprensibile rispetto all'originale?
La "Bibbia" è stata pubblicata in inglese nel 2026, e già resa disponibile in Italia in questo mese di marzo, quindi è freschissima di stampa.
Essendo un libro di matrice anglosassone, tratta il tutto dal loro punto di vista, ogni tanto tra parentesi sono presenti i titoli delle edizioni italiche.
Per l'autrice l'Italia è pressoché assente (4 o 5 brevi citazioni), oltre alla sua patria e agli Usa, sono prese in considerazione la Francia e qualche altra nazione, la nostra penisola è quasi ignorata.
Per esempio a pagina 16 si cita la Francia come prova del grande successo televisivo di Goldorak nel 1978 e di Candy Candy, che si sviluppò anche nel mercato editoriale.
Nonostante Goldrake venne trasmesso prima in Italia che in Francia, ed il successo del primo anime chiaramente nipponico avvenne prima che in Francia, e in Italia vennero importati più anime rispetto a qualsiasi altra nazione del mondo extra Giappone, su questo versante l'autrice ci ignora.
Nessuna citazione per i manga originali de "Il Grande Mazinga" e "Candy Candy" pubblicati con accordi diretti con le case editrici nipponiche:




Secondo me o non tocchi proprio l'argomento "successo di anime e manga in Europa" oppure, se lo fai, non puoi non portare ad esempio quello che è accaduto in Italia, dove, in poco più di cinque anni, abbiamo trasmesso quasi tutti gli anime prodotti in Giappone in 20/30 anni.
A fine post, come sempre, inserisco il sommario del libro, che rende abbastanza bene i suoi contenuti.
La McCarthy fu una delle due autrici de "The Anime Encyclopedia", quindi le informazioni che riporta saranno di certo tutte corrette (specialmente sul versante anglofono), ma nel totale lo scritto mi è parso una somma di titoli, non sempre organizzati in maniera cronologica e non sempre in maniera esaustiva.
Ho trovato più interessante l'inizio del nono capitolo sul fandom nipponico, il "Comic Market", etc., ma è  sempre tutto molto breve.
Il decimo capitolo su concentra sul media mix, citando molto Marc Steinberg.
Un pregio è che arriva a trattare fino all'attualità, ma, magari, se avessero sfruttato tutte le 320 pagine del libro, avrebbero potuto farlo più esaurientemente.



Di tutti i libri/saggi che mi son permesso di criticare per il numero strabordante di immagini presenti al suo interno (lo faccio sempre), questo è anche l'unico che mostra pagine con citazioni a tutta pagina, come quella della pagina di destra, con a sinistra pure un'immagine che ne occupa mezza pagina...
E di pagine come quella di destra qui sopra, con una citazione con carattere enorme e senza altro scritto fruibile dal lettore, il libro ne contempla ben 22!
Pagine 17, 25, 94, 99, 106, 111, 142, 147, 156, 163, 177, 180, 187, 206, 215, 223, 228, 259, 264, 288, 298, 303 (tanto per fare i precisini).

sabato 14 marzo 2026

Il Trastoriello Mondadori: Il Concorde; La battaglia di Algeri; La battaglia delle Termopili; I felini; Holly Hobbie in campagna (aprile 1978)


Ci sono articoli a cui non resisto, specialmente se li porti via tutti a pochi euro, e se sono, soprattutto,  ancora imbustati!
In questo caso cinque confezioni di trasferelli, della "Mondadori", cioè i "Trastoriello".
Il nome penso nascesse mettendo assieme "trasferello" e "storia": storia da raccontare/trasferire.
Tra la metà degli anni 70 e i primi anni del 1980 il "Trasferello" era una passione di tutti, non saprei quando siano scomparsi dalle cartolerie, ma ai tempi erano onnipresenti.
Questo gruppo è pre era goldrekkiana, essendo stati pubblicati nell'aprile 1978, ma i "Trasferelli" conquistarono anche i cartoni animati giapponesi, ed oggi li si trova a prezzi un po' altini  :]


Alcuni anni addietro ho scoperto gente su "You Tube" che ha successo con gli "unboxing", quindi mi sono accodato con i miei "Unboxing Vintage", che più si adattano al vecchiume che mostro.
Facile spendere 100 euro per spacchettare il nuovo smartphone XYZ, mentre più arduo è trovare un articolo ancora impacchettato di 40 o 50 anni fa   ^_^
Quando ho aperto le cinque confezioni è emerso subito l'odore tipico di un "Trasferello", la cui traccia, assieme a quella del "DAS" o delle "Crystal Ball", era rimasta in qualche meandro del mio cervello, probabilmente occupando lo spazio di nozioni che mi sarebbero state più utili  :]

venerdì 13 marzo 2026

"Black Ant il centauro della notte" - "Il Giornale dei Giocattoli" n° 112 aprile 1983




Nella recensione/commento dell'appena uscito  "AC 31" avevo inserito la pubblicità del giocattolo di "Black Ant" della "Ceppi Ratti", presente ne "Il Giornale dei Giocattoli del gennaio 1983, lo scopo era mostrare un'altra serie (in questo caso tokusatsu) che godette della vendita di giocattoli senza la presenza televisiva.
Ho fatto varie ricerche (sia con i nomi "Kamen Rider" che con "Black Ant"), e non ho trovato nessuna info che accrediti la trasmissione della serie tokusatsu "Kamen Rider Super-1" in Italia, ma nel numero di aprile de "Il Giornale dei Giocattoli" è presente un articolino che pubblicizza il giocattolo di "Black Ant", in cui ci si riferisce esplicitamente ad una trasmissione presente in televisione all'inizio del 1983.


"Lanciata una nuova linea di giocattoli ispirata alle spericolate e avvincenti avventure del nuovo eroe televisivo.
Da qualche settimana l'attenzione dei ragazzi italiani si è polarizzata su "Black Ant", letteralmente la "formica nera", protagonista di una serie di fantastiche avventure messe in onda da diverse emittenti private."

Quando scovo degli articoli non li leggo tutti, se non per temi che mi paiono più interessanti, quindi ho letto il testo di questo trafiletto promozionale solo in questa occasione, scoprendo che, secondo l'estensore dello scritto, la serie televisiva di "Kamen Rider Super-1/Black Ant" fosse data già in trasmissione sulle tv private da "qualche settimana".
Per quanto mi riguarda non l'ho mai vista, ma magari in altre regione fu trasmessa... altrimenti vorrebbe dire che la redazione scrisse volontariamente una cosa falsa per spingere i grossisti/negozianti di giocattoli a fare incetta degli articoli di "Black Ant"... non il massimo...
Non è corretto, basandomi sulla visione dei primi due episodi (in lingua originale), il breve riassunto della trama:
"Black Ant è la ricostruzione bionica di un giovane che ha subito un incidente con il suo deltaplano."

Errato anche il numero di episodi citati, 26, mentre la serie è di 48 puntate, però potrebbe essere che ne importarono solo una parte, cosa che capitava spesso.
Ergo mi sorge il dubbio che l'articolino si basò su informazioni errate, magari in buona fede, oppure sulla più classica previsione di messa in onda prossima ventura, che mai si avverò.
Un nuovo mistero su una serie di cui si è persa traccia televisiva oppure un errore della redazione? :]
Spero che questo mio post non scateni i "pasdaranime", ma se la serie fosse stata trasmessa, mi farebbe piacere avere qualche info (prova visiva)   ^_^



Ho svolto anche una ricerca per immagini e video, visto che i "Kamen Rider" sono parecchi, e mi pare di aver azzeccato quello giusto, spero...   ^_^
Gli articoli di "Kamen Rider Super-1/Black Ant" erano mostrati in tre immagini in bianco e nero (1-2-3), più un quarto descritto nello scritto, la "Cintura super pulsar", a cui vanno aggiunti i pugni supplementari per la figures numero 1 (credo).

mercoledì 11 marzo 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 31 - decimo numero bimestrale)


Quello che vale per "Nippon Shock Magazine" vale giocoforza anche per "Anime Cult", dopo 31 numeri (e "AC" e divenuta pure bimestrale!) è arduo trovare altra legna da ardere nella foresta degli anime del "first impact". I taglialegna devo migrare verso i boschi di fine anni 80, degli anni 90 ed oltre ^_^
Il focus di questo numero è dedicato agli shojo over metà anni 80, qualcosa ho visto, ma al massimo una sola volta e non sempre del tutto, quindi sono quasi completamente ignorante in merito.
Nel numero sono presenti due interviste:
la prima di Giorgia Vecchini a Emanuela Pacotto;
la seconda del duo Mirco Noli e Mikimoz Capuano a Laura Tovaglia, sorella di Paola Tovaglia.

Nessuna intervista di Emmanuel Grossi.
Come al solito ho inserito le scan solo di alcuni articoli (con sommario a fine post), non vuol dire che gli altri non meritino, miei gusti personali.


Il primo scritto fa una panoramica delle serie che si vocifera siano state trasmesse, ma di cui non ci sono prove materiali televisive, oppure di anime i cui diritti erano stati comprati, con annessi giocattoli messi in vendita, ma poi non vennero mai mandate in onda.
Si parte con la fine degli anni 70 per arrivare fino agli anni 2000/2010, la mia attenzione è rimasta alle prime due pagine, inerenti al periodo che mi interessa.
Questa tematica sul web risulta tra le più pericolose, si rischia di scatenare i Pasdaran degli anime, i pasdaranime  ^_^

Viene toccata la questione della trasmissione fantasma de "Gli eroi di Zero Tester" su "Koper Capodistria"


Alle serie animate citate che godettero di una distribuzione di giocattoli senza vedere mai il video, si può aggiungere "Battle Fever J".


domenica 8 marzo 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 32 febbraio 2026


Arrivatomi in edicola martedì' 3 marzo, ritirato venerdì 6 marzo, tanto ormai lo recensisco sempre con un mese di ritardo  :]
Stante che mandare in stampa 32 numeri di una rivista che tratta "vecchia" animazione giapponese e qualche volta un po' più recente non è facile, in quanto prima o poi le tematiche da sviscerare tendono ad esaurirsi, questo numero mi è parso un po' deboluccio, specialmente nel focus sul Gaiking.
La mia memoria in merito al drago robotico è abbastanza fresca, in quanto qualche mese addietro è stata pubblicato un libro proprio sul Gaiking:

Il punto forte dello speciale sul Gaiking è l'intervista ad uno (italiano) dei componenti del gruppo "Ganymed", che compose il brano che poi venne usato per la sigla italica, il resto degli scritti mi è parso un po' leggerino.
Il numero contiene anche un'altra semi intervista, a Ricardo Zara sulla sigla di "Cuore", che in realtà mi pare sia una proposizione di alcuni brani della sua biografia:

Non so... capisco il senso di invogliare il lettore all'acquisto del libro edito dalla medesima casa editrice, ma io la biografia l'ho già comprata e letta   ^_^

Come al solito inserisco scan e commento solo di qualche scritto, non vuol dire che gli altri non meritino, mia scelta.
Il sommario a fine post, tanto per farsi un'idea sul contenuto totale indipendentemente dalle mie elucubrazioni.


Come scrivevo sopra, l'approfondimento mi è parso un po' minimale, considerando che è arduo trovare nuovi spunti dopo tutti questi decenni su una serie che non è stata di primaria importanza in Italia (anche perché trasmessa incompiuta...)..
Nel tempo qualche post l'ho dedicato pure io al Gaiking, magari solo per una citazione veloce, comprese le teorie paleo storiche (ne linko qualcuno a caso):









sabato 7 marzo 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 25 giugno (n° 26) al 31 dicembre (n° 52) 1978 - parte 2 di 2


Seconda ed ultima parte della rassegna delle prima apparizione di una pagina pubblicitaria su "Il Giornalino", questa volta dal 25 giugno (n°26) al 31 dicembre (n° 52) 1978.
La prima parte:

Quando ho scannerizzato le immagini per il primo post (quello linkato qui sopra) non mi sono accorto che avrei dovuto inserire anche il numero 26, così da dividere equamente i contenuti dei due post.
Quindi anche le percentuali (a spanne) che inserisco per dare un'idea di quante e di quali generi fossero le prime pubblicità mostrate, soffrono di questo errore inziale.
Comunque lo scopo originario è solo quello di vedere quelle pubblicità di medio/grande formato, rispetto a quelle dei "Topolino" che erano più piccole e con una qualità della carta inferiore.
Stavolta le scan inserite in questo post sono 162, ma togliendo le copertine dei "Il Giornalino" (che datano ogni pubblicità chiudendone ogni sequenza), siamo a 136 immagini di pubblicità.
Ribadisco, ho selezionato solo la prima volta che una determinata pubblicità è stata mostrata (non il numero totale), se il medesimo articolo è pubblicizzato in varie versioni, l'ho inserito ogni volta.
Facendo qualche percentuale a spanne, si ottiene:
cibi (merendine/caramelle/gelati) = 20,5%;
fumetti/libri = 2%;
bambole = 16%;
sport/abiti = 2%;
igiene = 0,7% (solo il dentifricio "Paperino's");
cartoleria = 5%;
giocattoli vari = 13%;
Big Jim = 17,5%
Barbie = 9%;
Mupi = 0,7%;
giochi in scatola = 6%;
musica = 1,5%

Aggiungo i "Trenini", che nel precedente post avevano una sola nuova pubblicità, quindi li avevo inseriti nel novero dei "giocattoli vari", mentre stavolta sono mostrati con 5 nuove pubblicità, quindi il 3,5%.
Anche per questo motivo le percentuali sono solo indicative (a spanne).
I due inserzionisti più importanti della rivista restano la "Mattel", con il 34,5% di nuove pubblicità, e la "Sebino", con l'11%.

Rifacendo i conti (a spanne e con vari arrotondamenti) sommando le immagini pubblicitarie dei due post (cioè 109+136), quindi con 245 scan di prime pubblicità, il risultato è il seguente:
cibi = 22,5%;
fumetti/libri = 3,5%;
sport/abiti = 2,5%;
bambole = 14,5%;
cartoleria = 5%;
igiene (solo il dentifricio "Paperino's") = 3%;
giocattoli vari = 14,5%;
Barbie = 7,5%;
Big Jim = 15%;
Mupi = 1%;
giochi in scatola = 5%;
musica = 1%;
trenini = 2%.

Nell'intera annata 1978 la "Mattel" inserì ne "Il Giornalino" il 29% di tutte le nuove pagine pubblicitarie, mentre la "Sebino" il 12%.
Non saprei dire il valore di questi miei conti a caso, ma ormai le 245 scan le avevo fatte   ^_^



E' da quando son bambino che non mangio i formaggini... chissà se oggi nella confezione ci mettono ancora figurine o adesivi.

giovedì 5 marzo 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 1 gennaio (n°1) al 18 giugno (n° 25) 1978 - parte 1 di 2


(forse da qualche parte ho salvato una di queste monete, forse...)

Ripassando in rassegna "Il Giornalino" 1978 per cercare eventuali info sulla mascotte "Omega Tilt", mi son ricordato quanto fossero belle, e quindi più facili da ricordare nel tempo, molte delle pagine pubblicitarie presenti all'interno della rivista.
Mi è parso il caso di mostrare ogni prima apparizione di una pubblicità, non solo di giocattoli, ma di qualsiasi articolo.
Mentre le pubblicità nei "Topolino" sono spesso mostrate sul web, quelle de "Il Giornalino" non mi pare abbiano molto spazio. La differenza sostanziale tra le due testate, oltre dal numero inferiore di pubblicità presenti ne "Il Giornalino" (ergo più facili da postare), è il formato più grande de "Il Giornalino" e la pagina patinata, che ne aumentano la qualità.
In questo post ho inserito 134 scan, da cui vanno sottratte le 25 copertine de "Il Giornalino" (sempre come ultima scan della serie), inserite per poter datare la presenza della prima pubblicità, quindi dal n° 1 al n° 25 (metà anno) mostro 109 pagine pubblicitarie. 
Ribadisco, ho selezionato solo la prima volta che una determinata pubblicità è stata mostrata (non il numero totale), se il medesimo articolo è pubblicizzato in varie versioni, l'ho inserito ogni volta.
Facendo qualche percentuale a spanne, si ottiene:
cibi (merendine/caramelle/gelati) = 25%;
fumetti/libri = 5,5%;
bambole = 12%;
sport = 4%;
igiene = 6,5% (solo il dentifricio "Paperino's");
cartoleria = 4,5%;
giocattoli vari = 16,5%;
Big Jim = 12%
Barbie = 5,5%;
Mupi = 2%;
giochi in scatola = 4,5%;
musica = 1%

L'azienda che più investiva in pubblicità all'interno de "Il Giornalino" era la "Mattel", con il 23% di prime pubblicità qui mostrate, segue la "Sebino", con il 13%.
Per quanto riguarda i cibi tenevano banco le creme da spalmare:
Nutella con 4 prime pubblicità;
Ergo Spalma con 3 prime pubblicità (la prima qui sopra);
Ciocovella con 2 prime pubblicità;
Ciao Crem con una prima pubblicità;

La prima apparizione di una pubblicità con il testimonial di un anime è "Heidi", nel numero 17 del 23 aprile 1978 con tre articoli differenti (due della medesima azienda):
il budino della Danone, che regalava le figurine dell'album Panini;
il "Cinevisor", sempre della "Mupi".

In altri due post ho mostrato le pubblicità della rivista "Candy Candy", ma solo il merchandising di "Candy Candy":




La copertina indica che le immagini (prima pubblicità presente nell'annata 1978) precedenti erano in questo numero.

martedì 3 marzo 2026

Il pupazzo "Omega Tilt" della trasmissione "Conoscere Insieme" (dicembre 1978/marzo 1979)


Nel precedente post mi sono imbattuto in un articolino (che ripropongo qui sotto) dove si descriveva l'esistenza di "Omega Tilt" (qui sopra nel palmo della mano di Cino Tortorella), la mascotte della trasmissione "Conoscere Insieme":

Del pupazzo in questione non ho assolutamente memoria, zero totale...
Quindi mi sono andato a risfogliare tutti i "Il Giornalino" del 1978 e dei primi cinque mesi del 1979, tanto per vedere, visto che la trasmissione "Conoscere Insieme" era legata alla rivista per ragazzi delle "Edizioni Paoline", se "Omega Tilt" venisse citato o mostrato.
Ho trovato poco o nulla, ma qualcosa ho trovato  ^_^


Qui sopra il trafiletto da "Onda TV" linkato sopra.


L'unico scritto della rivista che cita "Omega Tilt" è quello qui sopra, dell'11 febbraio 1979 (Il Giornalino n° 6):
"... con la partecipazione straordinaria di Omega Tilt, il simpatico omino extraterrestre arrivato sul nostro pianeta per un'avaria alla sua astronave e inventore delle famose pastiglie SGRUING che risolvono i problemi degli scolari."

Magari a qualcuno/a accende un neurone mnemonico   ^_^

Da ricordare che la trasmissione "Conoscere Insieme" potrebbe essere (per alcuni lo è senza dubbio) legata a "Danguard" (leggersi i post per capire meglio la questione).
Forse inventarono una mascotte aliena perché durante "Conoscere Insieme" mandavano in onda "Danguard"?

domenica 1 marzo 2026

Onda TV dal 26 novembre al 2 dicembre 1978 - 37esimo numero della rivista



Gli "Onda TV" del primo anno (pure dei primi anni) non contenevano molti articoli, ed anche il palinsesto era spesso lacunoso, specialmente sul versante che più mi interessa, cioè l'animazione giapponese in Italia.
Resta interessante poter visionare più numeri consecutivi, tanto per capire cosa ci offrissero le tv private locali pre monopolio fininvestiano.
Essendo io di Milano, prediligo i palinsesti delle tv locali milanesi, quindi capisco che possano interessare di meno o nulla a chi cerca informazioni sui programmi delle tv locali di altre zone d'Italia, ma questo posso mostrare per gli "Onda TV", che nacquero come rivista televisiva prettamente lombarda.


Questo è il 16esimo "Onda TV" del 1978 che posto, in due tranche quasi consecutive, dall'1 al 13 e dal 32 al 37.
Le pagine di ogni numero non erano moltissime, quindi si possono riesumare meno informazioni rispetto ai "TV Sorrisi e Canzoni", ma erano dedicate alle tv private locali, quindi forse più rare, visto che vi si possono leggere i nomi (e piccoli articoli) su trasmissioni ormai dimenticate da tutti o quasi.


Lunedì 27 novembre su "Tele Alto Milanese" alle 18:10 venne trasmesso "La grande avventura del Principe Valliant", tralasciando la doppia elle in "Valiant"m il film d'animazione della "Toei" presenta una breve sinossi.
Cioè un semplice copia ed incolla dal volume relativo al 1970 di "Segnalazioni Cinematografiche"  ^_^
Le wikipediate esistevano anche prima del web, ma si chiamavano solo copia ed incolla, copiaincollando pure gli errori, tipo il regista "Vasuo Othsuka", che oltre a non essere il regista, si chiamava Yasuo Ōtsuka.
Era, però, il 1978, l'unica fonte consultabile erano i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche".

sabato 28 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 3 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:

Seconda parte:



Interessante il focus sull'influenza dei messaggi pubblicitari, ed erano veramente potenti... ancora ricordo a memoria un numero non indifferente si spot che da bambino venivano trasmessi a nastro sulle tv provate locali del milanese... poi non ricordo quasi mezza poesia imparata a scuola, ma i tormentoni delle réclame li ricordo...   T_T
Poi ci si chiede perché lo streaming (senza spot) sia una grande cosa   :]

Ricordo, magari per i più giovani che la normativa che vietava di interrompere i programmi per bambini/ragazzi non esisteva ancora, quindi i piccoli intervistati si lagnano per i cartoni animati interrotti dalla pubblicità.
Sappiamo che in seguito Fininvest/Mediaset trovò il modo di infrangere anche questa legge con una delle sue solite furbate, creare cartoni animati da metà durata per piazzarci in mezzo lo spot...


mercoledì 25 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 2 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:




Ricomincio la seconda parte da pagina 79, avendo interrotto la prima parte a pagina 78.
Avendo spezzato uno stesso capitolo, per capire cosa venga trattato nelle tabelle da pagina 79, bisognerà passare in rassegna la prima parte linkata sopra.

Purtroppo, mentre nel volume del 1980 vennero riportati anche i nome delle tv private locali, in questo del 1989 sono raggruppate in un generico "ALTRE PRIVATE".

martedì 24 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 1 di 3




A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...




Per questa prima parte ho scannerizzato fino a pagina 78, cioè prima che inizi il paragrafo dal titolo "La scelta delle reti televisive".
Alcune scan risultano storte, ma son proprio le pagine del mio volume.



La ricerca fu svolta dalla stessa "Mesomark" del 1980, ma anche il conculente scientifico fu il medesimo, il professor Renzo Carli.
Purtroppo non sono riuscito ancora a recuperare la ricerca del 1985.
Ovviamente non mi permetterò di sindacare le valutazione scientifiche dello studio, al massimo qualche curiosità.