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giovedì 5 marzo 2026

Pagine pubblicitarie all'interno de "Il Giornalino" - Dal 1 gennaio (n°1) al 18 giugno (n° 25) 1978 - parte 1 di 2


(forse da qualche parte ho salvato una di queste monete, forse...)

Ripassando in rassegna "Il Giornalino" 1978 per cercare eventuali info sulla mascotte "Omega Tilt", mi son ricordato quanto fossero belle, e quindi più facili da ricordare nel tempo, molte delle pagine pubblicitarie presenti all'interno della rivista.
Mi è parso il caso di mostrare ogni prima apparizione di una pubblicità, non solo di giocattoli, ma di qualsiasi articolo.
Mentre le pubblicità nei "Topolino" sono spesso mostrate sul web, quelle de "Il Giornalino" non mi pare abbiano molto spazio. La differenza sostanziale tra le due testate, oltre dal numero inferiore di pubblicità presenti ne "Il Giornalino" (ergo più facili da postare), è il formato più grande de "Il Giornalino" e la pagina patinata, che ne aumentano la qualità.
In questo post ho inserito 134 scan, da cui vanno sottratte le 25 copertine de "Il Giornalino" (sempre come ultima scan della serie), inserite per poter datare la presenza della prima pubblicità, quindi dal n° 1 al n° 25 (metà anno) mostro 109 pagine pubblicitarie. 
Ribadisco, ho selezionato solo la prima volta che una determinata pubblicità è stata mostrata (non il numero totale), se il medesimo articolo è pubblicizzato in varie versioni, l'ho inserito ogni volta.
Facendo qualche percentuale a spanne, si ottiene:
cibi (merendine/caramelle/gelati) = 25%;
fumetti/libri = 5,5%;
bambole = 12%;
sport = 4%;
igiene = 6,5% (solo il dentifricio "Paperino's");
cartoleria = 4,5%;
giocattoli vari = 16,5%;
Big Jim = 12%
Barbie = 5,5%;
Mupi = 2%;
giochi in scatola = 4,5%;
musica = 1%

L'azienda che più investiva in pubblicità all'interno de "Il Giornalino" era la "Mattel", con il 23% di prime pubblicità qui mostrate, segue la "Sebino", con il 13%.
Per quanto riguarda i cibi tenevano banco le creme da spalmare:
Nutella con 4 prime pubblicità;
Ergo Spalma con 3 prime pubblicità (la prima qui sopra);
Ciocovella con 2 prime pubblicità;
Ciao Crem con una prima pubblicità;

La prima apparizione di una pubblicità con il testimonial di un anime è "Heidi", nel numero 17 del 23 aprile 1978 con tre articoli differenti (due della medesima azienda):
il budino della Danone, che regalava le figurine dell'album Panini;
il "Cinevisor", sempre della "Mupi".

In altri due post ho mostrato le pubblicità della rivista "Candy Candy", ma solo il merchandising di "Candy Candy":




La copertina indica che le immagini (prima pubblicità presente nell'annata 1978) precedenti erano in questo numero.

martedì 3 marzo 2026

Il pupazzo "Omega Tilt" della trasmissione "Conoscere Insieme" (dicembre 1978/marzo 1979)


Nel precedente post mi sono imbattuto in un articolino (che ripropongo qui sotto) dove si descriveva l'esistenza di "Omega Tilt" (qui sopra nel palmo della mano di Cino Tortorella), la mascotte della trasmissione "Conoscere Insieme":

Del pupazzo in questione non ho assolutamente memoria, zero totale...
Quindi mi sono andato a risfogliare tutti i "Il Giornalino" del 1978 e dei primi cinque mesi del 1979, tanto per vedere, visto che la trasmissione "Conoscere Insieme" era legata alla rivista per ragazzi delle "Edizioni Paoline", se "Omega Tilt" venisse citato o mostrato.
Ho trovato poco o nulla, ma qualcosa ho trovato  ^_^


Qui sopra il trafiletto da "Onda TV" linkato sopra.


L'unico scritto della rivista che cita "Omega Tilt" è quello qui sopra, dell'11 febbraio 1979 (Il Giornalino n° 6):
"... con la partecipazione straordinaria di Omega Tilt, il simpatico omino extraterrestre arrivato sul nostro pianeta per un'avaria alla sua astronave e inventore delle famose pastiglie SGRUING che risolvono i problemi degli scolari."

Magari a qualcuno/a accende un neurone mnemonico   ^_^

Da ricordare che la trasmissione "Conoscere Insieme" potrebbe essere (per alcuni lo è senza dubbio) legata a "Danguard" (leggersi i post per capire meglio la questione).
Forse inventarono una mascotte aliena perché durante "Conoscere Insieme" mandavano in onda "Danguard"?

domenica 1 marzo 2026

Onda TV dal 26 novembre al 2 dicembre 1978 - 37esimo numero della rivista



Gli "Onda TV" del primo anno (pure dei primi anni) non contenevano molti articoli, ed anche il palinsesto era spesso lacunoso, specialmente sul versante che più mi interessa, cioè l'animazione giapponese in Italia.
Resta interessante poter visionare più numeri consecutivi, tanto per capire cosa ci offrissero le tv private locali pre monopolio fininvestiano.
Essendo io di Milano, prediligo i palinsesti delle tv locali milanesi, quindi capisco che possano interessare di meno o nulla a chi cerca informazioni sui programmi delle tv locali di altre zone d'Italia, ma questo posso mostrare per gli "Onda TV", che nacquero come rivista televisiva prettamente lombarda.


Questo è il 16esimo "Onda TV" del 1978 che posto, in due tranche quasi consecutive, dall'1 al 13 e dal 32 al 37.
Le pagine di ogni numero non erano moltissime, quindi si possono riesumare meno informazioni rispetto ai "TV Sorrisi e Canzoni", ma erano dedicate alle tv private locali, quindi forse più rare, visto che vi si possono leggere i nomi (e piccoli articoli) su trasmissioni ormai dimenticate da tutti o quasi.


Lunedì 27 novembre su "Tele Alto Milanese" alle 18:10 venne trasmesso "La grande avventura del Principe Valliant", tralasciando la doppia elle in "Valiant"m il film d'animazione della "Toei" presenta una breve sinossi.
Cioè un semplice copia ed incolla dal volume relativo al 1970 di "Segnalazioni Cinematografiche"  ^_^
Le wikipediate esistevano anche prima del web, ma si chiamavano solo copia ed incolla, copiaincollando pure gli errori, tipo il regista "Vasuo Othsuka", che oltre a non essere il regista, si chiamava Yasuo Ōtsuka.
Era, però, il 1978, l'unica fonte consultabile erano i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche".

sabato 28 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 3 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:

Seconda parte:



Interessante il focus sull'influenza dei messaggi pubblicitari, ed erano veramente potenti... ancora ricordo a memoria un numero non indifferente si spot che da bambino venivano trasmessi a nastro sulle tv provate locali del milanese... poi non ricordo quasi mezza poesia imparata a scuola, ma i tormentoni delle réclame li ricordo...   T_T
Poi ci si chiede perché lo streaming (senza spot) sia una grande cosa   :]

Ricordo, magari per i più giovani che la normativa che vietava di interrompere i programmi per bambini/ragazzi non esisteva ancora, quindi i piccoli intervistati si lagnano per i cartoni animati interrotti dalla pubblicità.
Sappiamo che in seguito Fininvest/Mediaset trovò il modo di infrangere anche questa legge con una delle sue solite furbate, creare cartoni animati da metà durata per piazzarci in mezzo lo spot...


mercoledì 25 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 2 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:




Ricomincio la seconda parte da pagina 79, avendo interrotto la prima parte a pagina 78.
Avendo spezzato uno stesso capitolo, per capire cosa venga trattato nelle tabelle da pagina 79, bisognerà passare in rassegna la prima parte linkata sopra.

Purtroppo, mentre nel volume del 1980 vennero riportati anche i nome delle tv private locali, in questo del 1989 sono raggruppate in un generico "ALTRE PRIVATE".

martedì 24 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 1 di 3




A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...




Per questa prima parte ho scannerizzato fino a pagina 78, cioè prima che inizi il paragrafo dal titolo "La scelta delle reti televisive".
Alcune scan risultano storte, ma son proprio le pagine del mio volume.



La ricerca fu svolta dalla stessa "Mesomark" del 1980, ma anche il conculente scientifico fu il medesimo, il professor Renzo Carli.
Purtroppo non sono riuscito ancora a recuperare la ricerca del 1985.
Ovviamente non mi permetterò di sindacare le valutazione scientifiche dello studio, al massimo qualche curiosità.

sabato 21 febbraio 2026

Mappa ed elenco delle emittenti locali di Lombardia e Liguria - "Il Cinescopio" aprile 1981 (per la Lombardia)


Ringrazio Oliviero che mi ha inviato di sua sponte le mappe delle emittenti private di Lombardia e Liguria presenti ne "Il Cinescopio" che mi mancavano in questo post:

E' veramente raro che qualcuno mi invii materiale, di solito sono io che lo dispenso a chi me lo chiede.
Tra l'altro è stato un doppio caso fortuito, in quanto il "Modulo di Contatto" ha funzionato, ma ha buttato la sua mail nello spam... la mail del blog del "Modulo di Contatto" del blog nello spam...per fortuna che ogni tanto controllo la cartella dello spam  :]
In più ho scoperto che talvolta il "Modulo di Contatto" non mi invia la mail anche se è comparsa la voce "IL MESSAGGIO E' STATO INVIATO", mi scuso, ma non ci posso fare nulla...

Di seguito altri post che trattano il medesimo argomento:


La cartina con la mappa della Lombardia dovrebbe essere di aprile 1981, anche se pensavo di avere tutti i numeri del 1981 (la rivista l'ho immagazzinata), di quella della Liguria non ho la data.

Ringrazio ancora Oliviero   ^_^


venerdì 20 febbraio 2026

Super Giocattoli 1982 GDG (La Giraffa)


Dando per vere (quasi) tutte le critiche che taluni mi muovono (sgrammaticato, ignorante, polemico, distorcitore(?) della buonafede altrui, etc. etc.), almeno mi si dovrebbe riconoscere la costanza  :]

Ho inserito una settantina di post sui cataloghi di giocattoli, permettendo a tutti di avere una buona panoramica dei giochi disponibili tra gli anni 70 ed 80 (qualche volta anche anni 60), nel particolare avevo già postato due cataloghi "Super Giocattoli la Giraffa GDG":


Con questo post si potrà avere una rassegna dei giocattoli della "GDG" disponibili pre era animazione giapponese, cioè quello del 1976, poi in piena era "Goldrake & soci", cioè quello del 1979/80, infine il dopo robottoni, cioè questo 1982.
Il tutto visibile nella pagine di un distributore di giocattoli che non si limitava alle marche più note (presenti in tanti altri cataloghi qui disponibili), ma che metteva in vendita giocattoli da varie parti del mondo, che, probabilmente, ebbero una messa in commercio meno capillare.
Ci sono articoli abbastanza in anteprima, altri veramente belli ed altri veramente curiosi  :]
Il catalogo consta di ben 100 pagine ed una moltitudine di giocattoli, molti con prezzi non popolari.
Ci sono un sacco di articoli dei Puffi... 


Importare giocattoli dall'estero senza predisporre un nuovo packaging era di certo un risparmio, poteva permettere di diminuire i prezzi oppure di aumentare i guadagni, di certo il prodotto finiva sugli scaffali più in fretta, cosa importante specialmente per Natale.
C'è un però... quando importi una bambola che si chiama "Schminki", difficile che non venga italianizzata con un semplice "Sminki"    ^____^
Considerando che costava 47 mila lire nel dicembre 1982, cioè ben 94 euro attuali, ad essere sminkiati furono gli allora genitori  :]



Non sono e non voglio passare per esperto in tema "primi videogiochi messi in commercio in Italia", anche perché non ricordo a memoria i più di 2000 post presenti nel blog, ma mi pare che questa sia una delle prime presenze dei videogames a cristalli liquidi della Nintendo.
Infatti la rivista di settore "VG Vendogiocattoli" pubblicò un dépliant con numerosi di questi videogiochi della "Bandai", ma solo nel numero di maggio 1983, mentre questo è un catalogo per il Natale 1982:

Peccato che non sia specificato e non si veda il nome di ogni singolo "giocorologio".
Nei due sopra è visibile la scritta "Game & Watch".
Nei tre sotto si intravede (ingrandendo l'immagine) Braccio di Ferro a sinistra, Topolino al centro, Snoopy a destra.

martedì 17 febbraio 2026

Mini indice dei "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!"


Era già da parecchio che volevo riorganizzare qualche "etichetta" (tag) del blog in modo da poter reperire informazioni più facilmente su alcuni argomenti, per esempio tutti i post dove veniva veicolata la fantasmagorica bufala che i cartoni animati giapponesi degli anni 60, 70 e primi anni 80 fossero fatti col computer/elaboratore elettronico/calcolatore elettronico etc. etc.
Tra le tante nefandezze che venivano appioppate agli anime, questa, oltre ad essere la più assurda, era quella che dava la misura della non conoscenza dell'argomento animazione giapponese, ma anche del livello tecnologico raggiunto dall'umanità tra la fine degli anni 70 e gli anni 80...
Sempre considerando e in parte giustificando chi scriveva, in quanto eravamo in una epoca in cui le informazioni non si trovavano con un semplice click, bisognava alzare il sedere o il telefono ed andare a cercarsele.
Quindi ho ripassato in rassegna più di 2000 miei post, per individuare quelli che toccavano l'argomento "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!"

In alcuni casi i post linkati raggruppano più articoli, bisognerà scorrere il post per leggersi quello specificato.

Non ci sono solo gli articoli dell'Emeroteca Anime, ma anche qualche libro della "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90".
E non ci sono esclusivamente scritti che appioppano ai produttori nipponici l'uso di un fantascientifico computer per creare gli anime, ma ho inserito, con la medesima etichetta, anche le poche fonti (solo 7) che smentivano questa fake news ante litteram.
Ovviamente ho inserito in questo mini indice solo i post già pubblicati, non il materiale in mio possesso non ancora postato che tocca questo argomento, in modo che si possa consultare il tutto subito.
Anche per agevolare riviste e future bibliografie di saggistica, ho già fatto tutto, basta fare copia ed incolla   ^_^

Non escludo che qualcuno dei miei post mi sia sfuggito, ma a grandi linee penso di aver inserito tutti i miei post in cui mostro fonti (la gran parte scovate solo da me e da per per primo) che affermavano che i cartoni animati giapponesi fossero fatti al computer.
La cosa interessante è che, essendo una totale ed assoluta invenzione, ognuno ci aggiungeva qualcosa a caso.
Quindi delle volte il computer nipponico creava la sceneggiatura, altre volte i personaggi, in altri casi direttamente i disegni, gli effetti grafici, i colori e i movimenti, talvolta tutto assieme.
Solo che queste persone pagate per scrivere su testate o libri a pagamento (ai tempi non esistevano corrispettivi di blog o forum gratuiti...) non si limitavano a veicolare questa falsa informazione, ma entravano nel dettaglio spiegando un processo tecnologico che non esisteva!
Inizialmente la cosa non era vista neppure come negativa, ma veniva valutato come un plus del cartone animato, in quanto giapponese, quindi nuovo in Italia. E' solo con il susseguirsi delle polemiche contro l'animazione seriale nipponica che vedevamo in televisione, che "l'essere fatti al computer" divenne un'onta.
Il paragone era con l'animazione disneyana, fatta tutta a mano, mentre quella giapponese era fatta al computer! Scempio! Sacrilegio! 
Da notare che quando, negli anni 90, sarà la Disney a mettere in commercio i primi film animati con parti fatte al computer, la stampa si sperticherà in complimenti ed ovazioni  :]
La bufala non era presente solo in articoli dei quotidiani, che erano scritti con più fretta, dovendo essere pubblicati ogni giorno, ma pure in settimanali, mensili e saggistica, quindi si trattava di totale pigrizia, praticamente nessuno si prendeva la briga di controllare se questa informazione fosse vera. Si limitavano alla ripetizione a modo di pappagallo, in pratica quello che oggi capita con i social...
La frottola non era veicolata esclusivamente da giornalisti generalisti o del settore dello spettacolo, ma anche da quelli più specializzati in fumetti o animazione.

Leggendo questi articoli mi è sorta la curiosità di cercare di capire la fonte originaria di questa assurdità galattica, perché qualcuno l'avrà pur scritto per primo/a, per essere poi rilanciato all'infinito!
Ci sono due fonti molto conosciute e già mostrate prima che lo facessi io su questo blog, cioè il "TV Sorrisi e Canzoni" del 2/8 aprile 1978, in cui Paolo Cucco pare essere il "paziente zero" di questa pandemia di mala informazione, e il "Topolino" numero 1181 del 18 luglio 1978.
Poco prima di Paolo Cucco su "TV Sorrisi" esiste un breve trafiletto pubblicato dal quotidiano "Libertà" il 30 marzo 1978, che è l'attuale "paziente zero", peccato che non venne riportato il nome dell'estensore dello scritto... 
Forse fu lo stesso Paolo Cucco che collaborava con il quotidiano "Libertà"?
Io non ho trovato sui scritti su "Libertà", ma potrei aver cercato male.
Mentre l'articolo su "Libertà" riporta chiaramente, e per la PRIMA volta, che "Atlas Ufo Robot" fosse "realizzato con la collaborazione di un cervello elettronico" (con tanto di dettagli), l'altra fonte che io ritengo possa aver ispirato questa bubbola è un saggio sull'animazione.
L'altra fonte che mi ha fatto sorgere il dubbio è stata "Topolino e poi" di Giannalberto Bendazzi, il cui libro viene citato nell'articolo di Paolo Cucco nel "TV Sorrisi" del 2/8 aprile 1978.
Nel saggio di Bendazzi non si afferma mai che gli anime fossero fatti al computer, ma si parla di animazione computerizzata (degli anni 70), vuoi vedere che Paolo Cucco fece uno più uno ed immaginò che i tecnologicamente avanzati giapponesi usassero il computer per i loro cartoni animati?
Questa è una mia elucubrazione, e la spiego meglio nel post linkato qui sotto.
Resta che il 6 aprile 1979 la rubrica giornalistica "Tam Tam" del "TG1" mandò in onda una speciale sui cartoni animati giapponesi, dove veniva spiegato che tutta questa animazione era fatta a mano, non esisteva nessun super elaboratore elettronico di cui neppure la Nasa era in possesso... ma a quanto pare i colleghi di Giuseppe Breveglieri non videro il suo servizio...
Bisognerà attendere (in base ai post da me pubblicati fino ad oggi) il giugno e settembre 1982 per leggere di nuovo che i cartoni animati giapponesi NON erano fatti al computer!
La notizie grandemente errata la si ritrova ancora fino al 1988 in un saggio su televisione e bambini/ragazzi.


Di seguito gli scritti a tema "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!" ed in qualche caso "Cartoni animati giapponesi NON FATTI AL COMPUTER!"


1978






giovedì 12 febbraio 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 31 gennaio 2026


Come al solito la mia recensione arriva in perenne ritardo, dato che nella mia fumetteria il "NSM" di ogni mese arriva il mese dopo   ^_^
Dato che ormai il contenuto del numero 31 sarà già stra-conosciuto, mi limiterò a mostrare solo alcuni articoli, non vuol dire che gli altri non meritino, miei gusti personali.
Dopo i numeri con focus su "Tekkaman" (n° 29) e "Kyashan" (n° 30), la panoramica sui supereroi "Tatsunoko" si conclude con "Hurricane Polimar".
Il numero, come sempre per "NSM", dedica spazio anche a serie e film più recenti, non solo vecchiume anni 70   :]

Il sommario del numero è a fine post.


Pur tenendo conto che le tre serie animate avevano contenuti differenti, e "Polimar" era di certo più leggero, lo adoravo. 
Com'è scritto nell'articolo, quale bambino degli anni 70 e primi anni 80 non avrebbe voluto emulare all'ennesima potenza le mosse di kung-fu di Buce Lee ed in più potersi trasformare in un mezzo meccanico mobile!
Poi c'era anche Teru, cosa che non è che guastasse   ^_^



L'articolo non l'ho letto, perché spero, prima o poi, di potermi vedere il film live di Polimar, benché ormai abbia praticamente 10 anni...
Sono anni che regolarmente lo cerco, ma non trovo i sottotitoli in italiano...   T_T

martedì 10 febbraio 2026

Dragon Ball, i combattimenti che hanno ridefinito i manga - collana "Mondo Manganime" volume 1


Ad un appassionato può far solo piacere che in edicola esca una collana di ben 60(!) numeri monografici su un cospicuo campione di titoli di manga ed anime:

Piccolo mio giudizio personale sulla scelta del termine "Manganime", orrendo... con quella "A" a forma di torii... si potevano sforzare un po' di più con l'inventiva   :]

Sul sito è presente l'elenco dei primi 25 volumi, cioè fino al 26 settembre 2026:

1. Dragon Ball – 07/02/2026
2. Naruto – 21/02/2026
3. One Piece – 07/03/2026
4. I cavalieri dello zodiaco – 21/03/2026
5. L’attacco dei giganti – 04/04/2026
6. Demon Slayer – 18/04/2026
7. Holly e Benji – 02/05/2026
8. Ufo Robot Goldrake a i mecha – 16/05/2026
9. Akira – 30/05/2026
10. Neon Genesis Evangelion – 13/06/2026
11. Ghost in the Shell – 20/06/2026
12. Death Note – 27/06/2026
13. Studio Ghibli – 04/07/2026
14. Doraemon – 11/07/2026
15. Sailor Moon – 18/07/2026
16. Detective Conan – 25/07/2026
17. Ranma 1/2 e Inuyasha – 01/08/2026
18. My Hero Academia – 08/08/2026
19. Jujutsu Kaisen – 15/08/2026
20. Fullmetal Alchemist – 22/08/2026
21. Astroboy – 29/08/2026
22. Chainsaw man – 05/09/2026
23. Dr. Slump – 12/09/2026
24. Nausicaa della Valle del Vento – 19/09/2026
25. Lone Wolf & Cub – 26/09/2026


Dopo la "Go Nagai Robot Collection", io ho terminato di seguire pubblicazioni in edicola   ^_^
E' facile fare il conto del costo finale, che immagino con l'abbonamento possa avere un qualche sconto (ipotizzo, non ne ho certezza), ma per me il problema sarebbe pure lo spazio occupato da questi 60 volumi  :]
Il primo numero a 2,99 euro era da comprare, anche per capire come fosse impostato.
Ammetto che davo per scontata la presenza di un numero strabordante di immagini, con scritto all'osso, mentre di immagini non ve ne sono, il volume è tutto scritto!  :]
Di certo comprerò il numero 8 (16 maggio 2026), il cui titolo è "Ufo Robot Goldrake e i mecha", anche se mi pare proprio che dietro a questo titolo ci sia una piccola furbizia editoriale  ^_^





La collana nasce in Spagna, quindi il titolo dell'ottavo volume in origine è "Mazinger Z y los Mechas".
Per l'edizione italiana, visto che da noi, a differenza della Spagna, il primo anime robotico fu "Atlas Ufo Robot", hanno cambiato la titolazione per acchiappare un po' di lettori, si vedrà se il contenuto sarà più su Goldrake oppure in generale sui mecha.
Mi resta anche un dubbio sui nomi dei personaggi presenti nei volumi, saranno solo quelli originari nipponici oppure ci sarà un adattamento per proporre i nomi che siamo abituati ad ascoltare in Italia?
In questo primo volume su "Dragon Ball", per esempio, non è riportato il nome italico di "Junior", ma "Piccolo". Io, però, non sono così ferrato in tema da sapere se ormai "Piccolo" abbia già soppiantato il vecchio nome "Junior".
Ovviamente non ho letto tutto il volume, anche perché è molto concentrato sulle varie e numerose saghe che compongono la storia (vedere il sommario più sotto), che io non conosco nel dettaglio.
Mi son limitato alla lettura del primo capitolo, "Breve storia del manga e dell'anime", dove, eventualmente, avrei potuto capire il grado di approfondimento.
In 11 pagine è un po' arduo dare una panoramica anche un minimo esauriente, c'è da dire che non mi pare di aver letto errori.
In questo mega riassunto sulla storia di manga ed anime ho notato che viene riportato il titolo "La principessa Zaffiro", quindi nella versione nostrana.
Inoltre, quando si tratta di introdurre i manga ed anime delle maghette, viene usato il termine "magical girls" e non "majokko", forse in Spagna è d'uso il primo?
Considerando che, ovviamente, i volumi sono incellofanati, e quindi non sfogliabili, sarebbe utile poter consultare il sommario di ogni prossima uscita sul sito, tanto per capirne i contenuti e valutarne l'eventuale acquisto, ma attualmente non mi pare venga mostrato.
Nel caso in cui tutti i volumi ripercorrano, quando si tratta di serie singole, il canovaccio di questo primo numero su "Dragon Ball", mi pare che il target sia quello di un grande appassionato di quella specifica serie.
Piccola o grande annotazione, non è presente la bibliografia e/o sitografia, quindi la fonte di ogni informazione è un mistero.
Wikipedia?
Siti di appassionati ispanici?
Pubblicazioni cartacee spagnole?
Ricerche degli autori spagnoli?
Chi sono questi autori?
 

domenica 8 febbraio 2026

"Dal computer esce un grido: Goldrake!" - "Quotidiano dei Lavoratori" 23 gennaio 1979


Come ho scritto nel precedente post in cui mostravo i 12 scritti del "Quotidiano dei Lavoratoi" aggiunti all'Emeretoca Anime, non è mia intenzione sminuire l'impegno generale della redazione del "QdL", ma è indubbio che i commenti verso l'animazione giapponese trasmessa dalla televisione italiana soffrivano di una certa mancanza di conoscenza dell'argomento.
Questa pagina presenta tre articoli, ma quando il titolo complessivo è "Dal computer esce un grido: Goldrake!", a mio avviso non si sta facendo una buona informazione...
Non che le considerazioni dei tre giornalisti fossero tutte sbagliate, ma se viene sollevata la critica che i bambini erano condizionati dal messaggio televisivo, in questo caso quello violento di Goldrake che sconfigge gli alieni cattivi in quanto gli alieni son sempre cattivi (ed Actarus e Maria?) mentre Goldrake è buono, quindi i piccoli telespettatori non mettevano in discussione il messaggio della trama, e poi non ti preoccupi di verificare se i cartoni animati giapponesi fossero fatti veramente al computer, qualcosa non torna nella logica di base con cui hai affrontato la tematica.
Il primo articolo presenta una breve analisi dell'anime robotico e del suo travolgente successo, gli altri due presentano il punto di vista dei bambini, ovviamente con varie chiose critiche degli adulti.



L'autore annota che il "QdL" si occupava tardivamente di "Atlas Ufo Robot", infatti è questo il primo articolo di cui ho trovato traccia.
A mio avviso azzeccò (cosa non scontata ai tempi) la valutazione che Goldrake potesse essere un mix, almeno agli occhi di un osservatore italico, tra Godzilla e i supereroi statunitensi.
Non ho la certezza che il Sauro Pennacchioli che firma questo articolo sia l'autore di fumetti e storie, ma se lo fosse, è la dimostrazione che la bufala dei cartoni animati fatti al computer aveva fatto così tanto scalpore da fare adepti anche tra chi lavorava nel settore, figuriamoci tra i giornalisti generalisti.
Oggi viviamo quotidianamente i reali e potenziali benefici della IA, ma anche le sue storture e i rischi per il futuro, solo il processo che viene descritto per la creazione di un anime è quello che può capitare oggi, non a fine anni 70:
"Un computer è stato per la prima volta utilizzato nella realizzazione di cartoni animati, partendo dalla immagini dei disegnatori (molto bravi anche se spesso cadono nelle banalità) un cervello elettronico rielabora e sviluppa le varie sequenze senza peraltro influenzare l'originalità dello stile base."

La pagina contiene numerose critiche all'animazione seriale giapponese vista in Italia, son punti di vista, alcuni anche comprensibili, visto che gli anime erano una tipologia di cartoni animati mai visti prima, ma una cosa sono le valutazioni, un'altra cosa è descrivere un processo produttivo inesistente.
Non sono un esperto di IA, mi chiedo se il livello della tecnologia raggiunto in questo febbraio 2026 possa fare ciò che venne riportato qui sopra a proposito del cervello elettronico che creava i cartoni animati giapponesi.
Ormai il famigerato "cervello elettronico", che a turno disegnava, creava le storie oppure creava i personaggi, aveva raggiunto l'unanimità dell'arco costituzionale e pure di quello extraparlamentare   ^_^
Era vero che Goldrake e soci servivano a venderci merchandising, ma la stessa cosa era capitata nel 1976 per l'italianissimo Sandokan oppure per l'anglosassone "Ufo Shado" , e non è che la Disney facesse beneficienza... quindi era già da un po' una prassi commerciale consolidata.
L'unica differenza era che "Atlas Ufo Robot" ebbe un successo millemila volte maggiore di qualsiasi altro programma dedicato ai bambini/ragazzi, senza contare l'assoluta novità del messaggio grafico/di trama/audio, e che la sua matrice non era italico/europea/statunitense.
Per essere precisi nelle pagine del "QdL" non mancano critiche anche allo sfruttamento economico dei bambini tramite i programmi Occidentali.
Ancora oggi non comprendo come gli adulti di allora, anche giovani adulti, non riuscissero a capire che per un bambino del 1978/79 quelle dei cartoni animati giapponesi erano le trame più complesse che avessimo mai visto. Ovviamente per un adulto erano basilari (e a mio avviso non lo erano tutte), ma per noi erano rivoluzionarie, basti accennare al fatto che non erano autoconclusive.
Non corretto, e forse ingiusto, il giudizio finale:
"In breve: sta buono e osserva la legge ma quando la nazione ti chiama devi diventare un eroico patriota perché i nemici sono terribilmente cattivi".