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domenica 26 giugno 2022

"TV Sorrisi e Canzoni" dal 12 al 18 dicembre 1982 - Articolo sui programmi più visti dell'anno televisivo


Con questo "TV Sorrisi" completo la panoramica di tre riviste televisive per la settima dal 12 al 18 dicembre 1982, nata dagli articoli sull'esordio cinematografico di ET:


Dal confronto degli articoli delle tre testate si può ottenere una valutazione su come erano trattati i programmi tv e su quanto spazio veniva assegnato dalle relative redazioni ad ogni argomento.
Due sono i temi a cui entrambi settimanali hanno dato spazio, ovviamente ET, ma anche la trasmissione "2 di tutto", che su questo "TV Sorrisi" gode addirittura di quattro pagine di anteprima più la copertina (come per Telesette).
Nell'articolo di "Famiglia TV" sul varietà "2 di tutto" si esprimevano critiche sull'eccessivo uso del nudo femminile, in questo "TV Sorrisi" si capisce il perché   ^_^
Altre quattro pagine vengono dedicate a Kenneth Marshall del Marco Polo made in Rai, a dimostrazione di quanto quello sceneggiato ebbe successo, un vero kolossal internazionale.
Comunque dal raffronto delle tre riviste emerge indubbiamente che "TV Sorrisi" fosse la migliore, anche per il fatto che avesse più di cento pagine, erano pagine usate bene.  


Nella pagina delle anteprime tv c'erano due annunci su personaggi nipponici, una serie di film di Goldrake su "Rete 4" ed il film live di "Lady Oscar", ho già postato entrambi i numeri:


Tra l'altro con questo numero di "TV Sorrisi" propongo tre settimane consecutive di programmi.

Ogni anno la redazione di "TV Sorrisi" compilava delle classifiche sui programmi più visti, utilizzando i dati del "Servizio Opinioni Rai". I network privati iniziavano a sottrarre telespettatori alla Rai, specialmente sul versante dei telefilm, e la redazione ebbe l'ottima idea di inserire anche i programmi più visti da "Canale 5", "Italia 1" e "Rete 4".
Come si può leggere nell'articolo, per quanto riguarda i bambini, il "Servizio Opinioni Rai" non prendeva in considerazione gli under 15, quindi mancano pezzi importanti di dati per le trasmissioni e i cartoni indirizzati ai più piccoli.
Dato che questa prassi della Rai era presente anche in passato, si potrà comprendere quanto incredibile fu il successo di Heidi e Goldrake, che nonostante questa mancanza clamorosa, si attestavano numericamente a livelli alti.
Purtroppo tra queste tabelle non venne inserita una dedicata espressamente all'animazione, come, invece, successe negli anni passati.
L'unico anime in classifica è, ovviamente, Lady Oscar, ma nella tabella dedicata ad "Italia 1", con ben 1,6 milioni di giovani telespettatori, la rilevazione statistica telefonica era sulla sola area di Milano.
Chiaramente il fantasmagorico mondiale di calcio spagnolo sballò un po' tutti gli ascolti, tanto che il cartone animato della "Pantera Rosa" risulta al quinto posto assoluto degli ascolti con ben quasi 19 milioni di spettatori, questo perché venne inserito nell'intervallo di una partita della nazionale!
Oggi nei 15 minuti di intervallo delle partite ci rifilano analisi un tanto al chilo ed un sacco di pubblicità, durante le partite della nazionale italiana nel mondiale più bello di sempre, trasmettevano la Pantera Rosa!   ^_^

martedì 21 giugno 2022

Il destino delle rose, Lady Oscar e la rivoluzione al femminile


TITOLO: Il destino delle rose, Lady Oscar e la rivoluzione al femminile
AUTORE: Valeria Arnaldi
CASA EDITRICE: Ultra
PAGINE: 303
COSTO: 18,5 
ANNO: 2022
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788892781443


Sinceramente non so da dove iniziare...    ^_^
Premessa, banale, ma importante, oltre che veritiera:
i soldini me li guadagno lavorando, non sono ricco di famiglia, non ho vinto alla lotteria, non svolgo attività criminogene lucrose...

Valeria Arnaldi aveva già pubblicato un libro su Lady Oscar nel 2015, "Lady Oscar, l'eroina rivoluzionaria di Riyoko Ikeda", ma essendo i due titoli completamente diversi ho voluto credere nella buona fede della casa editrice:
titolo diverso = contenuti diversi o almeno molto aggiornati.

"Aggiornati"... una parola su cui torno poco più sotto...
Il libri me lo sono fatto arrivare direttamente il libreria, non ho potuto sfogliarlo prima dell'acquisto, ma, come scritto sopra, ho sperato nel rispetto del lettore e dei suoi soldini.
Sbagliando  :]

Preciso che la casa editrice riporta "1° edizione maggio 2022", quindi questo libro non viene considerato assolutamente una ristampa, ma un libro ex novo.

Cosa differenzia il libro "Lady Oscar, l'eroina rivoluzionaria di Riyoko Ikeda" del 2015 da "Il destino delle rose, Lady Oscar e la rivoluzione al femminile" del 2022?

Praticamente nulla... e in quel "praticamente" ci sono 10 pagine (esagerando) di scritto in più, riguardanti i seguenti paragrafi:
"Avevo solo 24 anni" a pagina 7 = lunghezza 1 pagina e mezza;
"La violenza nell'amore" a pagina 162 = lunghezza 4 pagine e mezza;
"Musa e modella" a pagina 218 = lunghezza 3 pagine e mezza.

Stando larghi si tratta di 10 pagine di nuovi contenuti, 10 pagine con dentro immagini, quindi non sono 10 pagine di scritto.
Visto che il libro consta di 300 pagine, e quelle nuove rispetto al libro del 2015 sono 10, siamo al 3,35% di novità!
Considerando che ho pagato 18,50 euro per leggere 10 pagine nuove, ogni pagina mi è costata 1,85 euro...
Ma come si riesce a trasformare un libro di 254 pagine, nell'edizione  del 2015, in uno di 303 pagine nel titolo odierno?
Riducendone il formato, da un 25 cm X 17 cm ad un 21 cm X 15 cm.
La cosa bella è che le immagini, che tanto avevo criticato in quell'edizione del 2015 (e in tutti i libri della collana "Ultra Shibuya"), sono state lasciate tutte (più qualcosina), ma in bianco e nero e riducendo la loro grandezza.
L'effetto finale è che una buona parte sono di scarsa qualità.
Per quanto riguarda la recensione consiglio di rileggere quella del 2015, visto che è tutto uguale, a parte le dieci pagine in più che hanno contenuti pressoché superflui.
C'è, però, un punto che è stato modificato   ^_^
Nella recensione del 2015 avevo fatto notare a pagina 176 il gravissimo errore di aver accreditato ai "Rocking Horse" di Douglas Meakin la sigla di Lamù, di cui nel 2015 non si conoscevano ancora gli autori.
In questa riedizione, fatta passare per un libro nuovo, a pagina 208 non c'è più l'errore   ^_^



Aggiornamento
Aggiornare

In quarta di copertina si può leggere una frase che immagino volesse scrollarsi di dosso ogni accusa di aver fatto passare una ristampa per un libro nuovo:
"Al personaggio, tra storia e obiettivi, l'autrice ha dedicato il volume "Lady Oscar, l'eroina rivoluzionaria di Riyoko Ikeda" , di cui questo libro è un aggiornamento"

Quando si dice che è peggio la toppa del buco...

lunedì 20 giugno 2022

"Famiglia TV" dal 12 al 18 dicembre 1982 - "Cartone animato premio Nobel", di Barbara Carazzolo


Sempre dal post sull'esordio cinematografico di ET proseguo con mostrare le riviste della settima dal 12 al 18 dicembre 1982, dopo Telesette tocca a "Famiglia TV" (seguirà "TV Sorrisi").
Di nuovo presente un articolino descrittivo dell'anime "Nils Holgersson" trasmesso dalla Rete Uno Rai, che iniziava proprio quella settimana.
La redazione dava abbastanza spazio alle lettere dei lettori e aveva varie rubriche a firma di personaggi televisivi.
Il numero di pagine non raggiunge quello di un "TV Sorrisi", ma nonostante ciò non mancano gli approfondimenti.
Il primo è sullo sceneggiato diretto da Pupi Avati dal titolo "Aiutami a sognare", con Mariangela Melato e  Tony Franciosa, quest'ultimo lo vedevamo spesso nei telefilm statunitensi.
La redazione di "Famiglia TV" rendeva disponibile per i ragazzi una pagina riepilogativa settimanale con tutti i programmi a loro dedicati, quindi quasi tutti cartoni animati e quasi tutti giapponesi, fatto che permette di valutare quanto questi fossero ancora ben presenti sulle tv locali.
Le emittenti locali erano tutte della zona centro sud comprese le isole, direi una zona troppo ampia, quindi un numero di emittenti inferiore al reale.
La caratteristica di "Famiglia TV" era che nelle pagine dei palinsesti. la prima era dedicata ad un mini approfondimento su un programma (dallo show televisivo ai telefilm) trasmesso quel giorno, per esempio "Nils Holgersson".
Venerdì 17 dicembre c'è un approfondimento sul telefilm trasmesso da "Euro TV" dal titolo "Bad Cats", mai visto, interessante perché scopro che nel cast c'era una 25enne Michelle Pfeiffer!!! (stupenda sempre).
Come su Telesette c'è un articolo sulla varietà Rai "Due di tutto", che pare la redazione di "Famiglia TV" non apprezzasse, gli diedero un 5 per i troppi spogliarelli (pagina 21, dopo quella col riepilogo dei cartoni).



Secondo Wikipedia la prima puntata di "Nils Holgersson" venne trasmessa a novembre 1982, non è specificato il giorno, mentre il giorno corretto e comprensivo di data è il 13 dicembre 1982.
Niente polemiche contro i cartoni animati giapponesi, la garante era la premio Nobel svedese autrice dei racconti originali.




sabato 18 giugno 2022

Telesette dal 12 al 18 dicembre 1982 - "Flo, la Robinson del duemila"


Prendo spunto dal precedente post su ET, in cui ho mostrato tre articoli di tre riviste tv, tutte e tre della settimana dal 12 al 18 dicembre 1982, per vedere come le tre riviste televisive trattavano i programmi di quella stessa settimana. Ovviamente il tutto sarà spalmato in tre post differenti, partendo da Telesette, seguirà "Famiglia TV" ed infine il classico "TV Sorrisi".
E' un semplice raffronto su come e cosa le redazioni proponevano ai lettori per una medesima settimana di programmazione. Devo dire che oltre ad ET, le redazioni erano interessate allo sceneggiato Rai su "Marco Polo", inoltre gli anime interessavano ancora, pare senza più tante polemiche..
In questo numero di Telesette c'è sia un articolo su "Flo la piccola Robinson" che uno sul "Marco Polo".
Per il resto sulla rivista si possono leggere non pochi articoli sui programmi e personaggi del periodo, tra cui il sempre presente Dallas... ho omesso un paio di scritti, uno su un calciatore ed uno sul fascismo...
Alla rivista collaboravano Enzo Tortora ed Aldo Biscardi, con un articolo a testa.
C'è un raffronto tra le due trasmissioni della prima serata: 
"Premiatissima" il venerdì su "Canale 5" condotto da Cecchetto vs "Fantastico 3" il sabato sera sulla "Rete Uno" Rai condotto da Corrado.

Nelle pagine delle tv locali sono presenti due articoli su dei programmi mandati in onda da "Erreuno TV" e "Telecupole", entrambe piemontesi, infatti la zona di pertinenza delle emittenti private delle pagine locali è il Piemonte, Aosta e Lombardia.




Questo è il primo articolo in cui la serie viene recensita, la prima puntata (basandomi su Wikipedia) risale a metà novembre, e dopo circa un mese la redazione di Telesette le dedicava questa breve descrizione nelle pagine della rubrica di Nikka Costa.
La cosa singolare è che, a parte una mia svista, nel palinsesto di "Rete 4" non si legge mai il titolo "Flo la piccola Robinson", neppure nei due giorni (lunedì e venerdì) che sarebbero stati deputati a trasmettere il cartone animato giapponese, non il massimo, direi...
Devo dire che, pur non avendola seguita molto, Flo mi piaceva come serie, ed è una di quelle che mi ripropongo prima o poi di riguardare con occhi da adulto(?).
In tema animazione giapponese si nota che la redazione riportava spesso solo la vecchia dicitura "Cartoni Animati", senza specificarne il titolo, come capitava nei "TV Sorrisi" del 1977/78, un vero peccato.


Sinceramente non rammento "Iris la perla nera" (Iris Peynado) e neppure il varietà "Due di tutto", che comunque pare puntasse molto sulle soubrette.
In pratica il titolo "Due di tutto" rappresentava i minuti, due appunto, in cui gli ospiti, ben 180, si sarebbero esibiti.
Due minuti e poi si passava all'ospite successivo.

domenica 12 giugno 2022

Buon compleanno ET in Italia su "Italia 1"? Tre articoli del dicembre 1982 sull'uscita cinematografica, ovvero compirà 40 anni a metà dicembre ^_^


Ieri mi è stato fatto notare che su "Italia 1" avrebbero trasmesso "ET l'Extraterrestre" per il suo quarantennale, cioè l'11 giugno 1982.
La qual cosa mi è parsa un po' strana, perché ai tempi il periodo estivo era il cimitero delle sale cinematografiche, le prime visione venivano proiettate dall'autunno (inoltrato) all'inverno (ma non verso la fine).
L'11 giugno "ET l'Extraterrestre" non poteva essere stato visto al cinema, se non in una qualche anteprima di un qualche festival e pure in lingua originale.
Allora mi sono andato a spulciare un po' di articoli sulle riviste tv del periodo, oltre alla pagina degli spettacoli cinematografici de "La Stampa", e in Italia "ET l'Extraterrestre" venne proiettato sempre il giorno 11, ma del dicembre 1982.
Infatti la data dell'11 giungo è quella della proiezione negli USA   :]
Ovviamente c'erano anche i ricordi personali, quando andammo a vederlo al cinema non era di certo estate, ma i ricordi personali possono essere errati.
Noto sempre più spesso che si festeggia un compleanno di un film o di una serie in base all'uscita nel paese di origine, cosa che non è di certo sbagliata in assoluto, ma neppure giusta...
Per "Lady Oscar" quest'anno ricorre sia il 50ennale del manga che il 40ennale della serie tv in Italia, ma quello che conta per noi è la data del primo marzo 1982, non quella della prima uscita settimanale del manga nel 1972 in Giappone...
A mio avviso la medesima cosa vale per il tozzo alieno dalle dita prominenti, da noi arrivò a dicembre del 1982, quindi a dicembre del 2022 faranno 40 anni, non l'11 giugno.
La piccola questione mi permette di mostrare i tre articoli che tre riviste televisive pubblicarono come anteprima del film, ovviamente tutti a metà dicembre 1982:
"TV Sorrisi e Canzoni" dal 12 al 18 dicembre 1982 - Il cineracconto della settimana: "ET l'Extraterrestre", di Andrea Ferrari

"Famiglia TV" dal 12 al 18 dicembre 1982 - "ET il pupazzo elettronico dal cuore grande così", di Ettore Rovanico

"Telesette" dal 12 al 18 dicembre 1982 - "Ti amo mostro", di C. C.

Direi che dalle date delle tre riviste e da quella de "La Stampa" sia inoppugnabile il fatto che in Italia ET arrivò nelle sale cinematografiche a metà dicembre 1982, non l'11 giugno    :]
Nel film vedemmo delle usanze statunitensi che per noi spettatori italici erano aliene quanto ET:
D&D;
la pizza a casa; 
la pizza all'americana...
Halloween;
le BMX e il "Grillo Parlante" della Texas Instruments".

Le ho elencate a memoria perché non ho riguardato il film per questo post, a parte le ultime due passate di moda, le altre sono diventate comuni.
Ci stavano spoilerando il futuro e non lo sapevamo!

"TV Sorrisi e Canzoni" dal 12 al 18 dicembre 1982 - Il Cineracconto della settimana: "ET l'Extraterrestre", di Andrea Ferrari

Tra l'altro "TV Sorrisi" inserì anche una pregevole doppia pagina da staccare e che poteva essere usata come poster.
Preciso che la scan del poster non è "incollata" in modo preciso nella sua metà in quanto la rivista presentava un inserto pubblicitario, che non mi è parso il caso staccare per avere delle immagini migliori.

"E' spaventato. E' tutto solo. E', soprattutto, a tre milioni di anni luce da casa sua.
Ma questo buffo e vecchissimo bambino che viene dalle stelle trova un amico: 
un ragazzino americano che lo incontra nella notte e se lo porta a casa, in attesa che ritorni in cielo.
La storia di una splendida amicizia diretta da Steven Spielberg"


La mia informazioni sui film in programma al cinema aveva tre fonti:
mia madre che controllava sul Corsera gli spettacoli dei cinema del centro di Milano per portarmi a vedere qualcosa;
il passaparola in cortile;
il Cineracconto di "TV Sorrisi e Canzoni".

Una volta non si usava il termine "spoiler", ma esistevano lo stesso... il peggiore fu quando in classe mi dissero che Oscar ed Andrè morivano... ricordo ancora chi fu e la mia furia omicida... anche se pensai che fossero panzane per darsi un tono.
In fatto di spoiler il Cineracconto tvsorrisicanzesco era il top...   ^_^ 

Non ricordo se nel 1982 lessi questo articolo di Andrea Ferrari, ma oggi mi è piaciuto un sacco, più che un articolo, dove si spoilera tutto(...), è un vero cine racconto per bambini.

sabato 11 giugno 2022

"Godzilla, lo sfracella grattacieli radioattivo", di Alfredo Taramelli - "Japan Cartoon" n° 15


In un recente commento al post sulla pubblicazione del 1995 "Japan Cartoon, rassegna di disegni animati giapponesi", il lettore RedPuma mi richiede l'editoriale su Godzilla, dato che era un po' non inserivo qualcosa sul lucertolone radioattivo, rimedio esaudendo la richiesta   ^_^

Son passati quasi 30 anni, ormai Godzilla è diventato, di diritto, uno dei personaggi dell'immaginario fantastico mondiale, basti pensare al Mecha Godzilla in "Ready Player One" o allo "Shin Godzilla" del 2017.
Mentre nel 1995 solo i veri nerd/otaku lo apprezzavano, la massa lo ignorava o irrideva...
L'articolo soffre del fatto che ormai sul web si trova di tutto, sono state allestite anche mostre  e sono stati pubblicati anche più saggi (non tutti eccelsi):

Senza dimenticare l'autore degli effetti speciali:

Buona lettura a RedPuma  ;)


venerdì 10 giugno 2022

"Obi Wan Kenobi" - E la smemorata principessa Leila... (contiene spoiler della serie alla quarta puntata)


Il post si ricollega ovviamente a quello linkato qui sotto:


Prometto (e penso) che non proseguirò per ogni successivo episodio della serie di "Obi-Wan Kenobi", tanto il concetto mi pare chiaro, ma anche nella quarta puntata alla piccola principessa Leila viene chiaramente detto in faccia che lo Jedi con la barba si chiama Obi-Wan.
Una decina di anni dopo lei si rivolgerà al generale Kenobi non facendo mai riferimento al loro incontro passato, che come vediamo non fu qualcosa di sporadico, ma un'avventura pericolosa e traumatizzante per una bambina.
La piccola Leila viene rapita, liberata, braccata da dei cacciatori di taglie, rifatta prigioniera, riliberata, con tanto di duelli alla spada laser, scontri con i folgoratori che seminano sul campo decine di morti e attacchi con navicelle.
Sinceramente mi rifiuto di credere che la Leila dell'Episodio IV possa aver dimenticato tutto...
Mi sorge un atroce dubbio, vuoi vedere che alla fine della miniserie Obi Wan cancella la memoria alla piccola principessa Leila?
Se accadesse ciò, avremmo toccato il fondo della presa per i fondelli, sarei capace pure io a scrivere sceneggiature così    ^_^

lunedì 6 giugno 2022

TV Sorrisi e Canzoni n° 8 dal 21 febbraio all'1 marzo 1982 (9 giorni di programmi) - Primo episodio di Lady Oscar su "Italia 1"


Visto che è uscito da poco un bel saggio su Lady Oscar per festeggiarne il quarantennale italiano e il cinquantennale nipponico, ho pensato di mostrare il "TV Sorrisi" che presenta il primo episodio della nostra eroina rivoluzionaria preferita alle ore 20,00 su "Italia 1"  del primo marzo  ^_^
Come poteva capitare in quel periodo ci sono due emittenti che trasmettevano i programmi del network "Italia 1" in centro Italia, "Canale 48" e "Teleamiata", quindi due Lady Oscar alle ore 20,00. 
La qual cosa non capitava qui a Milano perché avevamo "Antenna Nord", che era l'emittente originale del canale italiaunesco.
Una particolarità di questo numero di "TV Sorrisi" è che, nonostante in copertina la datazione sia la classica di sette giorni (dal 21 al 27 febbraio), nella programmazione sono presenti nove giorni, arrivando così al primo marzo. L'anomalia nasce da una serie di scioperi programmati che avrebbe potuto far saltare un numero della rivista, quindi la redazione cercava di anticipare eventuali disagi.
Infatti il numero successivo contiene due numeri (il 9 e il 10) con i programmi che vanno dal 2 al 13 marzo.
In questo modo è facile controllare i programmi delle due emittenti che trasmettevano "Italia 1" per verificare che prima dell'1 marzo Lady Oscar non risulta in palinsesto.
Purtroppo non venne inserito il titolo della puntata, è presente solo la dicitura "Lady Oscar - Cartoni".
In questa settimana c'è un'altra "prima", quella della "Wonder Woman" impersonata dalla stupenda Linda Carter, martedì 23 febbraio alle 21,30 su "Canale 5".
Per entrambe le eroine non ci sono articoli di lancio, ma almeno per Wonder Woman c'è un trafiletto ad inizio palinsesti, per Lady Oscar zero... la mandavano in onda alle ore 20,00 in modo da contrastare il TG1 Rai che guardavano gli adulti, ma senza articoli di supporto, eppure madamigella Oscar sconfisse tutti i TG!



Come si dice in questi casi, "carta canta".
La settima prima dell'1 marzo Lady Oscar non è in palinsesto, quindi anche se non c'è il titolo dell'episodio, direi che questa è la prima puntata   :]



Come al solito ho dovuto omettere alcuni articoli della rivista, che consta ben 130 pagine, ma penso di aver inserito gli scritti più interessanti:
la cantante Alice sottoposta alla macchina della verità; 
le interviste a Gianni Cavina e Luciana Turina, spesso poco considerati;
un'intervista a Nicoletta Orsomando da parte della collega annunciatrice Roberta Giusti;
un'intervista al duo Albano e Romina, l'ho dovuta inserire perché la cantante è in copertina.

Poi ci sono le solite rubriche della redazione, ed in alcuni casi si nota quanto poco cambino le cose...

sabato 4 giugno 2022

"Obi Wan Kenobi" - E la smemorata principessa Leila... (contiene spoiler della serie alla terza puntata)


Nel post sulla mini serie targata "Disney +" di "The book of Boba Fett" avevo annotato una piccola, ma nel contempo enorme, contraddizione, cioè che Boba Fett era morto ne "Il ritorno dello Jedi", quindi non poteva risorgere dalla sabbia per diventarne protagonista... per il resto la produzione Disney mi era anche piaciuta.
La grave invenzione, in fondo, riguardava un personaggio secondario, si poteva lasciar correre...    ^_^
Nessun problema per il Mandaloriano, serie molto bella e che mi pare praticamente mai andasse ad intrecciarsi con i film, a parte il numero di Jedi che affiorano di continuo nonostante sarebbero dovuti essere estinti... e il finale con la mitica apparizione dell'eroe  :]
Con la nuova mini serie di "Obi Wan Kenobi", però, le cose cambiano, qui parliamo dei personaggi principali, certe forzature ed invenzioni di sana pianta della Disney non sono accettabili.
Ovviamente, quando si parla di film prodotti tra di loro in un lasso di tempo così grande, ci possono stare delle incongruenze. Basti pensare al 63enne Alec Guinness che nel 1977 impersona Obi Wan Kenobi nell'Episodio IV e al 34enne Ewan McGregor che nel 2005 impersona Obi Wan Kenobi nell'episodio III.
In teoria sarebbero passati 19/20 anni tra i fatti dell'Episodio III e quelli dell'Episodio IV, ma Alec Guinness non pare godere di una delle caratteristica degli Jedi, cioè invecchiare di meno rispetto alle altre persone, sembrerebbe l'unico Jedi che invecchia più in fretta...
Far notare questi aspetti, però, sarebbe un po' troppo pignolo, da irrimediabile "purista", fazione a cui non mi sento di appartenere.
Diverso è, invece, quando si stravolgono scene principali del film del 1977, facendo leva sul fatto che nell'Episodio IV Obi Wan Kenobi e la principessa Leila non si incontrano mai faccia a faccia.
Ad ora sono arrivato, come tutti, a vedere solo la terza puntata della serie "Obi Wan Kenobi" della Disney, quindi la grave incongruenza che annoto in questo post potrebbe anche peggiorare, ma è già grave così com'è...
Attenzione, nella terza puntata ci sarebbe anche di peggio, ma spoilererei troppo e virerei più sui principi che sui dati di fatto, quindi mi limiterò al rapporto tra Obi Wan Kenobi e la principessa Leila.

Le foto qui sotto sono della VHS originale del 1986/87.

Conosciamo tutti a memoria il discorso che l'ologramma della principessa Leila pronuncia ad Obi Wan Kenobi, la sua introduzione gli ricorda che lui combatté per il padre nella guerra dei Quoti/Cloni.
La nostra eroina non si rivolge a lui come una persona conosciuta, non lo ha mai visto, lei è stata inviata come messaggera dal padre, non potendolo raggiungere personalmente, invia C1P8.
Si rivolge a lui come "Generale Kenobi", è chiaro sia in italiano che in inglese:


Quando Luke la libera dalla cella è la stessa principessa Leila a chiedere dove sia "BEN Kenobi", il Ben l'ho scritto maiuscolo volontariamente   ^_^

Facciamo un lungo salto temporale dall'Episodio IV del 1977 alla mini serie "Disney +" di "Obi Wan Kenobi" del 2022, ben (non Kenobi) 45 anni.. sob...   T_T

venerdì 3 giugno 2022

Il suo nome era Gilbert - Le ragazze che cambiarono la storia del manga


TITOLO: Il suo nome era Gilbert - Le ragazze che cambiarono la storia del manga
AUTORE: Keiko Takemiya
CASA EDITRICE: J-Pop
PAGINE: 244
COSTO: 14 
ANNO: 2021
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788834905593


Ringrazio Cinzia che mi ha fatto notare l'esistenza di questo libro, che quando uscì avevo, erroneamente, catalogato come romanzo, quindi la recensione arriva un anno dopo la sua uscita, ma arriva   :]
Non è raro che io cominci una recensione premettendo che non conosco il soggetto del saggio in questione, in fondo non si può essere dei tuttologi. 
Anche in questo caso non ho mai letto un manga di Keiko Takemiya, che vanno un po' oltre i miei gusti, ma conosco la sua importanza come mangaka, in quanto in tutta la saggistica sui manga, specialmente quella che tratta lo shojo, di lei si parla sempre.
In realtà io qualcosa della Takemiya vidi in televisione, l'unica cosa che avrei potuto mai vedere.
Alla fine, come in "Conan il ragazzo del futuro", è tutto un grande cerchio    ^_^





A posteriori si nota che la tematica era quella che prediligeva la Takemiya, separazioni, amori, ricongiungimenti, amori proibiti.

In questo libro Keiko Takemiya racconta in prima persona il suo esordio come mangaka, l'amicizia e la convivenza con Moto Hagio e Norie Masuyama, che con lei  fecero parte di quello che viene chiamato il "Gruppo 24".
I 15 capitoli del libro sono una sequela infinita di aneddoti, che iniziano nel 1970 e terminano appena pubblicato il manga più famoso della Takemiya, "Il poema del vento e degli alberi", cioè il 1976.
Quindi poco spazio è lasciato a "Il poema del vento e degli alberi", per il quale la mangaka ammette che dovrebbe scrivere un libro a parte, mentre il manga che lo precedette, "Pharaoh no Haka" ("La tomba del faraone"), è ampiamente trattato, in quanto le permise di ottenere l'assenso della casa editrice a pubblicare ciò che desiderava di più: uno shojo in cui i protagonisti erano due ragazzi!

In pratica la mangaka ci racconta come riuscì a creare il suo "lifework" (che è il titolo dell'ottavo capitolo), le difficoltà di far accettare agli editori il suo punto di vista sugli shojo manga, le cui tematiche non venivano considerate accettabile per un pubblico di lettrici adolescenti.
Il libro è piaciuto a me che non conosco le opere della mangaka, scorre via velocissimo (lo si legge in una giornata) e ti fa capire il clima in cui lavoravano le mangaka degli anni 70.
Una lettura obbligata per i fan della Takemiya, ovviamente   ^_^

giovedì 2 giugno 2022

Lady dal fiocco blu? Cinquant'anni con Oscar




TITOLO: Lady dal fiocco blu? Cinquant'anni con Oscar
AUTORE: Silvia Stucchi
CASA EDITRICE: Graphe.it Edizioni
PAGINE: 154
COSTO: 13,50 
ANNO: 2022
FORMATO: 21 cm x 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788893721660



Nelle sue conclusioni finale l'autrice definisce questo libro come un "viaggio emozionale", in realtà vi è presente una larga parte di analisi sulla storia e i personaggi, ma effettivamente è anche un "bel viaggio emozionale"  ^_^
Il saggio è incentrato in gran parte sull'anime, ma viene citato e trattato anche il manga, in particolar modo per evidenziarne le differenze con la serie animata.
Per parte mia ho letto una sola volta il manga, rimanendo sorpreso come l'autrice delle differenza con l'anime, ma ho visto una moltitudine di volte il cartone animato (giapponese), specialmente dalle puntate del cavaliere nero in poi (meno la prima parte meno drammatica). Le continue citazioni dei dialoghi dell'anime non mi hanno colto alla sprovvista, essendo indelebilmente stampate nella mia memoria, forse avrei dovuto usare queste capacità mnemoniche per lo studio  :]
Di certo l'autrice è una fan sfegatata di Oscar come e quanto lo posso essere io, forse è un po' meno appassionata all'animazione giapponese in generale, ma su questo piccolo aspetto ci torno più sotto.
Le pagine del saggio non sono moltissime, ma dato che l'autrice si concentra sugli intrecci tra i personaggi e le loro dinamiche personali lo scritto risulta interessante e leggibilissimo.
Proprio in questo periodo si festeggia il doppio anniversario per i 50 anni nipponici di Lady Oscar e i quaranta italiani, e qui a Milano si possono vedere sfrecciare (vabbè...) i vagoni di tram e metropolitana con sopra Lady Oscar!


Quando ho visto per la prima volta madamigella Oscar sui tram ho pensato/sperato ad una qualche mostra, mentre, invece, si trattava solo  di una campagna pubblicitaria:

Ma non importa, se una azienda sfrutta Oscar per vendere qualche prodotto in più, vuol solo dire che il personaggio resta attuale, almeno fra tutti quelli che lo hanno visto il primo marzo 1982 (cioè io) e nelle successive repliche.
C'è un aspetto nel modo di presentare Lady Oscar che negli ultimi anni è divenuto sempre più presente e che non mi trova per nulla concorde, cioè aver trasformato il comandante delle guardie reali nella paladina del "gender fluid" o, come si può leggere nel link sopra, del "no-gender".
Per evitare fraintendimenti di sorta preciso che non mi permetterei mai di dire ad un altro essere umano come debba condurre la propria vita, chiunque può amare chiunque voglia e di qualunque sesso sia, ma bisogna smetterla di affermare o sottintendere che madamigella Oscar fosse attratta dalla donne.
Per fortuna mi viene in aiuto Silvia Stucchi, che a pagina 54 e 55 chiarisce in poche righe ciò che pare per alcuni/e non sia chiaro...
Non per nulla già dal titolo del saggio, dove ci si chiede se Lady Oscar avesse veramente il fiocco blu come recitato nella sigla de "I Cavalieri del Re", l'autrice sottolinea la femminilità del personaggio.




"Oscar ha una nettissima identità femminile"
Fine  ^_^
Tra l'altro alla "Manga Heroes, da Osamu Tezuka ai Pokemon" ci sono stato anch'io, notando ciò che appunta l'autrice, ma chi fa passare Oscar per una no-gender o gender fluid non dimostra rispetto i primo luogo per la nostra eroina, visto che ne stravolge il personaggio.
Quindi non posso che ringraziare l'autrice per aver precisato una questione che parrebbe da qualche anno non più così ovvia. 
Riparto con la recensione del saggio e con l'unico appunto che mi sento di muovere allo scritto, che riguarda una piccolissima questione inerente il successo dell'animazione giapponese in Italia.

domenica 29 maggio 2022

"Temple e Tamtam" ("Fūsen shōjo Temple-chan" - 1977) - puntata 6


Quale sarà il "cartello misterioso"?  O_O
La voce narrante femminile ci spiega che Temple ha saputo che il suo villaggio, Erba Verde, si trova oltre la montagna da dove sorge il sole. Per effettuare questo viaggio serve dell'equipaggiamento, quindi soldi, ergo bisogna lavorare per guadagnarli.
Piccolo insegnamento per i piccoli telespettatori, le cose che i vostri genitori vi forniscono non cadono dal cielo, è necessario pagarle con soldi, che devi guadagnarti lavorando.
Il gruppo trova lavoro in una fattoria, cioè... il gruppo... Tam Tam... Temple guarda...
La stessa padrona della fattoria annota la cosa e appioppa giustamente a Temple della fannullona, il bello è che la bambina si offende pure!

Intanto il resto del gruppo ruba della lana grezza...
Uno lavora, cioè Tam Tam, l'altra cazzeggia, gli altri rubano...
Beh... anche Tam Tam non è che si ammazzi  ^_^
Il bambino è triste perché una volta raggiunto il villaggio di Erba Verde dovrà dire addio a Temple.


Arriva il giorno della partenza, la padrona della fattoria riempie lo zaino di Tam Tam di materiale e nel salutarlo si rammarica che non sia suo figlio.
L'inutile Fatty fa decollare la mongolfiera che si indirizza verso la montagna.

giovedì 26 maggio 2022

"La conquista del tesoro" - LL FM (anni 60?)

Dei 70 (con questo) giochi in scatola recensiti quasi tutti fanno parte del periodo in cui ci giocavamo in cortile da bambini/ragazzini, in gran parte sono confezioni a cui giocai oppure li vedevo nelle pubblicità dei Topolino. 
A questo panorama metà anni 70/primi anni 80 c'è qualche eccezione, ma non molte, una di queste è il seguente "La conquista del tesoro", trovato a pochissimo ad un mercatino dell'usato ed inizialmente scartato proprio perché non l'avevo mai visto. Inoltre l'illustrazione della confezione mi pareva troppo bambinesca, mentre l'interno non lo è per nulla.
Una caratteristica che mi ha spinto a comprarlo, oltre alla meccanica di gioco che parrebbe non banale, è la sua rarità:
su Ebay c'è un solo annuncio (a 70€ non completo);
non ci sono siti che lo illustrano;
nessuna notizia sul suo autore;
entrambe le edizioni del dizionario dei giochi di società di Enrico De Luca non lo contemplano.


Esiste una terza edizione di questo dizionario, magari lì è stato catalogato.
Tutto questo comporta che non è reperibile nemmeno la data della messa in commercio, ho ipotizzato gli anni 60 solo perché non lo conoscevo.
La dotazione della mia mia confezione è praticamente intonsa, la scatola è un po' danneggiata ai lati e  mancano un paio di cartine, per il resto praticamente perfetto.
Quando l'ho aperto sono rimasto assai sorpreso.


Da questa immagine si può notare sia la dotazione che la disposizione dei pezzi, da cui si capisce subito che il gioco è pensato per due giocatori. Benché fosse prevista la versione a quattro o sei giocatori, a me pare che il numero perfetto fosse uno scontro faccia a faccia.
Del filone piratesco fanno parte altri tre giochi in scatola da me recensiti:

Ciò che distingue i tre articoli di cui sopra rispetto a "La conquista del tesoro" è che quest'ultimo ha lo scopo di trasformarti in un vero filibustiere, intanto usando la terminologia corretta:
babordo, tribordo, bompresso, bonaccia, bordata, carronata, cassero, coperta, gabbia, grappino, pennone, sopravvento, sottovento, linea di galleggiamento, prua, abbordaggio, pennone di maestra, albero di trinchetto, vele di mezzana, 

Ma non basta imparare a parlare con un corsaro, bisogna pensare ad una strategia da corsaro, cannoneggiare la nave avversaria come un corsaro, infine abbordarla se ha già caricato il tesoro come farebbe un verso corsaro!
Ah, dimenticavo... scopo del gioco è caricare il tesoro sulla propria nave e fare ritorno a Tortuga  ^_^
I sei velieri hanno dei nomi da pirati!
La Tonante
Il Vendicatore
Lo Sparviero
L'Albatros
Il Valiant
Il Terrore


Una delle tante caratteristiche delle regole che ho trovato interessante è che non si possono usare le sei navi contemporaneamente, ma solo una per volta per ognuno dei due giocatori.
Una volta affondata una nave di uno dei due colori le subentra l'altra, regola che immagino prolungasse il gioco non di poco.
Leggendo il regolamento direi che non fosse pensato per bambini, ma il suo target fosse già quello dei ragazzini, infatti alcuni punti non mi sono parsi chiarissimi, ma forse la mia lettura è stata un po' affrettata.
Alla fine delle regole è presente una nota tattica con dei consigli su come portare aventi la propria strategia, troppo complicato per dei bambini delle scuole elementari degli anni 60 e 70, direi più alla portata delle scuole medie.
Dei 70 giochi di società recensiti questo è tra i non tantissimi che sarei curioso di provare a giocare, secondo me potrebbe dare delle soddisfazioni   ^_^

domenica 22 maggio 2022

One Piece, un'epopea mitologica moderna



TITOLO: One Piece, un'epopea mitologica moderna
AUTORE: Denis Amadia
CASA EDITRICE: Bookabook Saggistica
PAGINE: 148
COSTO: 12 
ANNO: 2022
FORMATO: 20 cm x 13 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788833233727



Nell'introduzione l'autore chiede al lettore cosa rappresenti per lui "One Piece", per me nulla.
Seguo regolarmente serie nuove, mai così lunghe, mai e poi mai manga così lunghi, quindi la mia recensione non avrà i crismi dell'appassionato di "One Piece".
Escludo a priori eventuali errori, anche se ci fossero non li noterei, recensisco il saggio per informare eventuali malcapitati su questo blog sgrammaticato e refusato dell'uscita del libro.
Gli anni e i decenni passano ed ogni generazione trova nuovi anime e maga di riferimento, che rappresentato ciò che noi trovammo in Goldrake e soci.
Chiaramente noi vivemmo qualcosa di irripetibile, il First Impact dal 1978 al 1982, che tutte le generazioni successive non possono comprendere.
Dal mio punto di vista c'è anche l'interesse di capire cosa i nuovi manga/anime rappresentino per i più "piccoli".
Per l'autore "One Piece" ha il valore di un'opera letteraria, visti i temi trattati.
Mi permetto di chiosare che una serie animata che consta di 892 episodi(!!!), nati da un manga che dura da 25 anni e non è ancora concluso, alla fine qualche tematica la deve pur tirar fuori... più difficile esprimere contenuti in 26 episodi, tipo "Conan il ragazzo del futuro".
L'autore nasce come youtuber, con il nickname di Ronin93, nel saggio illustra gli approfondimenti presenti sul suo canale.
Il primo capitolo è sul mangaka Eiichiro Oda, il secondo tratta il rapporto tra lui e gli editor che la Shueisha nei decenni gli ha affiancato.
E' questo un aspetto poco trattato e molto interessante, quanto gli 11 editor che si sono susseguiti hanno influenzato il lavoro del mangaka?
Solo dal terzo capito, quindi pagina 57, fino al settimo, cioè pagina 107, si analizza "One Piece" come opera letteraria.
Ma se questo manga/anime è così pregno di tematiche, tanto da elevarlo ad un livello più alto di un semplice manga/anime, 50 pagine non sono pochine per 892 episodi e 25 anni di manga?
Se "Atlas Ufo Robot" fosse durato 892 puntate, Massimo Nicora avrebbe scritto due enciclopedie...
L'ottavo capitolo tratta di un argomento sempre attuale, l'adattamento italiano, interessante anche perché viene interpellato colui il quale se ne occupa da 62esimo volume, Yupa, una vera istituzione per tutti i fan, tipo eminenza grigia, ma in senso buono  ^_^
Ho trovato un articolo di Yupa in cui tratta lo stesso argomento con la medesima logica affrontata nel saggio:

venerdì 20 maggio 2022

"Onda TV" dal 4 al 10 giugno 1978 - tredicesimo numero della rivista


Come avevo accennato nel numero precedente di "Onda TV" questo tredicesimo sarebbe stato composto da un maggior numero di pagine, tra queste ben otto erano dedicate al mondiale dei sanguinari generali argentini.
Tanto per ricordare a coloro che giustamente criticano l'assegnazione del prossimo venturo mondiale di calcio al Qatar, una dittatura petrolifera che discrimina le donne e ha usato schiavi (con più di 6000 morti!) per costruire gli stadi, che la Fifa non si è mai fatta tanti problemi etico-morali nello scegliere i paesi organizzatori, e pure a favorirli con arbitri compiacenti...
Chiaramente non ho inserito le otto pagine dedicate al mondiale in Argentina, ma solo la pagina introduttiva nel mitico Nando Martellini.
C'è come al solito la pagina dedicata allo show di "Antenna 3 Lombardia", incentrata sui comici Ric e Gian, che a me piacevano molto.
C'è di nuovo una pagina informativa sull'attività degli UFO in Italia, in cui si cita il successo di "Atlas Ufo Robot". Non c'è dubbio che l'intuizione della Toei di produrre un anime a tema ufologico fu una scelta perfetta dal punto di vista della tempistica.
Oltre agli UFO sono trattati anche i sensitivi, con una pagina dedicata a Matthew Manning, mai sentito e mai interessato il tema.
Molto interessante l'articolo sulle trasmissioni sportive "Ciuff... si tira" e "Anteprima Ciuff... si tira" dedicate al basket di "Antenna Nord" (il lunedì alle 18,35 e sabato alle 20,05), sinceramente non la rammento, ma ai tempi ero concentrato solo sugli albi di figurine Panini del calcio  ^_^

Per quanto riguarda l'animazione giapponese c'è da segnalare solo "Leo il re della foresta", con breve corretta sinossi giovedì 8 giugno su "Milano TV".
Di questo film su Kimba con il nome corretto ne ho scritto anche in questi due post:


Tra le lettere alla redazione, a cui rispondeva Marina, la moglie di Ettore Andenna, ho estrapolato quella in cui si avanzano tre critiche: 
disorganizzazione delle tv locali, sempre lo stesso pubblico, sempre gli stessi ospiti.

Almeno un paio di queste sarebbero forse replicabili anche oggi  :]



Da notare che nei commenti sulla trasmissione uno spettatore tira in ballo le "due negrettine", com'è cambiato il lessico... oggi neppure Salvini si permetterebbe di chiamarle due ragazze di colore in quel modo, ma poi nella sostanza esprimerebbe concetti terribili che nessun politico del 1978 si sarebbe mai sognato di esternare.
In pratica questa trasmissione musicale intitolata "Secondo me..." era la classica gara musicale di canzoni vecchie, programma per vecchi con canzoni vecchie, simile a ciò che capita spesso oggi.