TITOLO: L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti
AUTORE: Gatta, Carolina Giangrandi, Benedetta Manfredi
CASA EDITRICE: L'Asino d'oro edizioni
PAGINE: 237
COSTO: 15
ANNO: 2026
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788864437934
Forse un paio di mesi addietro (o più) ho scoperto che era in uscita questo saggio, mi sono appuntato la data di pubblicazione e l'ho comprato appena disponibile, visto che tratta una tematica interessante ed attuale:
il rapporto tra gli adolescenti italiani e manga/anime
Quindi l'ho comprato totalmente sulla fiducia, e alla fine devo dire che è stato un buon acquisto, una lettura interessante, seppur contenente qualche occasionale errorino ed un errorone ^_^
Quando ho avuto in mano il libro ho scoperto che è stato scritto da tre psicoterapeute infantili, quindi conoscitrici del target adolescenziale.
Sinceramente ho temuto che lo scritto fosse illeggibile (per me), se non per un loro collega, invece tutto il libro è comprensibilissimo, nessun astruso termine psichiatrico e/o concetti che necessitano di aver frequentato qualche corso universitario di psicologia infantile o adulta ^_^
Devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato (ormai mi capita raramente di essere preso bene da una lettura), iniziato stamattina presto e finito in mattinata, quini non posso altro che consigliarlo.
Ovviamente mi ha catturato il sottotitolo, "come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti",
anche se gli adolescenti odierni non sono stati i primi in assoluto ad essere conquistati dagli anime (non i manga che ancora da noi non esistevano). Ai tempi si chiamavano "cartoni animati giapponesi", ma nel 1978 conquistarono per primi i bambini e gli adolescenti di quel tempo.
Da notare che una volta gli psichiatri/psicologi erano, quasi sempre, i pubblici ministeri contro i cartoni animati giapponesi/anime/manga, oggi ne riconoscono l'utilità per lo sviluppo emotivo degli adolescenti.
Beh... qualcosa è pur migliorato dal 1978 ad oggi :]
Essendo il saggio dedicato ad adulti che vogliono capire perché i ragazzi leggono manga e vedono anime (ma loro non vedevano anime e leggevano manga quando erano ragazzi?), e magari questi adulti sono poco avvezzi al mondo giapponese, questo primo capitolo (ma anche il secondo) funge da breve spiegazione.
E' arduo dare una veloce infarinatura su un tema specifico, si rischia di essere troppo superficiali e/o di omettere qualcosa di importante.
A grandi linee mi è parso che l'esposizione colga l'obiettivo, nonostante la brevità, pur con qualche piccolo grande errore :]
Sarà anche una piccolezza (non per me), ma a pagina 35 il padre di Madamigella Oscar passa da generale a Conte... stiamo parlando della sacra "Lady Oscar", non di "Julie rosa di bosco" :]
Con il secondo paragrafo si passa alla storia di manga ed anime in Italia: approdo, reazioni, stampa, polemiche, censure etc.
Di seguito sarò un po' cattivello, ma solo perché son tematiche che tratto usualmente ;)

A pagina 41 c'è quello che ad inizio post ho battezzato come "errorone" e riguarda l'ormai stra dibattuto motivo per cui "Goldrake" venne titolato "Atlas Ufo Robot", con quel "Atlas" iniziale che per le tre autrici è ancora dovuto ad un equivoco linguistico causato da una ignoranza del francese da parte dei dirigenti Rai, che non compresero il significato della scritta "Atlas" sulla brochure francese di "Goldrake".
In "C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv e il mercato del giocattolo in Italia - tomi 1 e 2" è ben spiegato dalla dirigente "Rai" Paola De Benedetti, che si occupò direttamente della messa in onda di "Goldrake", che quel "Atlas" fu lasciato volontariamente per il suo valore esotico, visto che lei il francese lo conosceva bene (ai tempi dell'intervista a Nicora viveva a Parigi).
A pagina 42, dove termina la questione "Atlas", per questo motivo si taccia di "superficialità nell'approccio al materiale originale" i produttori della "Rai", solo che loro il francese lo sapevano.
Capisco che le tre autrici facciano un altro lavoro, ma in tre farsi scappar questa topica, mi è parso un pelino grave.
Altra piccola questione è la data tra parentesi posta di fianco al titolo "Atlas Ufo Robot", cioè il 1978, quando in altri punti del saggio la data tra parentesi indica la data di produzione nipponica.
Perché 1978? "Ufo Robot Grendizer" è del 1975.
Sempre a pagina 42 si afferma che nel 1978, oltre a "Goldrake" vennero comprati "Heidi" e "Barbapapà".
Solo che "Goldrake" venne comprato nel 1977.
"Heidi" venne trasmesso dal 7 febbraio 1978, due mesi prima di "Goldrake", quindi non venne acquistato nel 1978.
Infine i "Barbapapà" non poterono essere acquistati nel 1978, visto che vennero trasmessi fin dal gennaio 1976:

























