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giovedì 21 gennaio 2021

"Tobidase! Machine hiryu TV Ehon" ("Flying Dragon, il drago volante") - 1977 (libro illustrato TV)

Ringrazio di nuovo Andrea e Valentina per il materiale  ^_^
Serie molto particolare questa coproduzione Tatsunoko/Toei, almeno basandomi sulle informazioni de "Il dizionario dei cartoni animati", non per i contenuti (nulli), ma perché prendeva in prestito qualche personaggio "cattivo" delle "Time Bokan" e li buttava in una serie comico-sportiva sulle corse automobilistiche. 
La qualità dei disegni è pessima, la trama è inesistente, non mi pare facesse neppure molto ridere ( a differenza delle "Time Bokan"), diciamo che era il giusto esempio negativo per gli adulti italici che volevano additare i cartoni animati giapponesi come prodotti scadenti ed insulsi, per fortuna mai arrivò da noi... cioè... no, trasmettemmo pure questo   T_T
Infatti la serie venne importata, adattata e doppiata (in povertà) per i circuiti delle tv locali dalla "Mondo TV", ma per ora non sono riuscito a capire quando venne trasmesso in Italia. Ipotizzo nella seconda metà degli anni 80, basandomi sui lavori dei doppiatori nel campo degli anime nel medesimo periodo.
Le BGM paiono quelle di Ken Falco, è una mia idea ad orecchio, non ho fatto confronti scientifici  :]
Nell'adattamento italico c'è la scuderia dei buoni, anche se il presidente Misaki non pare molto onesto, con il pilota Riki che guida il Drago Volante, la sua aiutante Nanà, il meccanico bambino Chuuta e una scimmietta identica a quella di "Superauto Match 5".
 
Il presidente della scuderia dei "cattivi" si chiama Gapporin. In questo gruppo ci sono i transfughi delle "Time Bokan",  c'è Tonzula (quello tarchiato e forzuto) disegnato male, rinominato da noi con un desolante Ciccio... la Miss Dronio delle "Time Bokan" imbruttita battezzata Ikarine, che in base al doppiaggio nostrano sarebbe la moglie di Ciccio, poi c'è la figlia della coppia, di cui non ho compreso il nome, infine una cagnolina anziana.


            


Mi pare che la sigla la si possa considerare la più raffazzonata della storia delle sigle in Italia.
Non è quella giapponese, non è la sola base giapponese, non è cantata in italiano, è solo una base musicale, direi una BGM della serie... sul web ci sono un paio di versioni, in una il pilota protagonista dice una frase, in una seconda versione manca la sua frase, resta la chiara volontà degli importatori di risparmiare pure sulla sigla  :]
Certo non sarebbe diventato un successo, ma una roba così fa fin impressione   :]

mercoledì 20 gennaio 2021

"Impariamo a contare con l'Uomo Ragno" - Rizzoli Junior (1979)


Guardando questo blog si potrebbe pensare che dal 1978 tutti i cartonati erano a tema " cartoni animati giapponesi", chiaramente c'erano sempre quelli della Disney, ma anche la Marvel si difendeva bene:

La qualità del prodotto editoriale, essendo Mondadori o Rizzoli, era ottima, a differenza dei cartonati sugli anime, che spesso lasciavano un pelino a desiderare... ed è questo, molto a posteriori, il mio cruccio maggiore, se sull'onda del grande successo dei cartoni animati giapponesi si fossero pubblicate delle edizioni come questa della Rizzoli, oggi avremmo potuto vedere un numero molto maggiore di bei cartonati. Senza contare che noi bambini di quel periodo avremmo potuto godere di edizioni sui nostri eroi nipponici meno raffazzonate.
Probabilmente, se per le pubblicazioni Marvel e Disney (soprattutto) c'era un minimo di controllo sulla qualità della casa madre statunitense, le case di produzioni nipponiche si disinteressavano totalmente di cosa ci propinassero gli editori italici. Si vede che i giapponesi puntavano, in primis, ad occupare il mercato nostrano, alla qualità ci avrebbero pensato in un secondo momento.
Comunque, tornando a questo cartonato della Rizzoli, io non avevo ai tempi, nel 1979 sapevo già contare, più o meno....  ^_^
Restano i bei disegni e spero che qualcuno possa rivedere le tavole con cui imparò a contare fino a 10.
Assieme a questo cartonato con l'Uomo ragno (non Spiderman) che ti aiutava a contare, la "Rizzoli Junior" pubblicò "Impariamo le lettere dell'alfabeto con Braccio di Ferro", di cui mostro solo la copertina alla fine del post. 
Leggendo la quarta di copertina mi sorge il dubbio che l'idea della Rizzoli potesse essere di pubblicare vari personaggi dei fumetti per accompagnare i bambini più piccoli ad imparare varie cose, ma credo si fermarono a questi due volumi.


Immagino che fosse il genitore a leggere il testo, perché se uno non sapeva i numeri, dubito sapesse leggere  ^_^

venerdì 15 gennaio 2021

"Future, the magazine of science adventure" (rivista di fantascienza statunitense) - numeri agosto (4); ottobre (5); novembre (6) 1978


Dopo i primi tre numeri (link) ecco il 4, 5 e 6, pubblicati dall'agosto al novembre 1978, si vede che non erano proprio cadenze mensili.
Oltre all'indice di ogni numero ho inserito gli articoli che mi sono parsi più interessanti. Tutti quelli su Galactica, Star Trek, Superman, vari telefilm di fantascienza, uno su Spielberg, uno sullo sceneggiato trasmesso dalla Rai nel 1981(!) "Il mondo nuovo" del 1978, infine due pagine sul film d'animazione della Sanrio del 1978 "Metamorphoses".
Essendo il mio inglese a livello super basico, eviterò i commenti, lascio gli articoli a chi potrà magari apprezzarli.


Le riviste contenevano anche qualche pagina pubblicitaria, tutti articoli che oggi varrebbero tanti soldini, in primis questo gioco in scatola sul cosmo.
Ho trovato solo un sito, penso israeliano, che lo vende:



Mi sembra pure complicato   T_T   

giovedì 14 gennaio 2021

"la Discussione" e i cartoni animati giapponesi - 12 articoli dal gennaio 1979 al dicembre 1981

Per quanto riguarda gli articoli della carta stampata sui cartoni animati giapponesi, una delle scoperte di cui sono più fiero è quella de "la Discussione", che trattò costantemente il tema, con una posizione sempre molto avversa agli anime, che inizialmente mi pareva abbastanza pacata o comunque meno assatanata di altre testate, ma su cui mi son dovuto un po' ricredere. 
Anche la redazione de "la Discussione" picchiava duro!
La Discussione è un quotidiano politico italiano fondato da Alcide de Gasperi nel 1952. E' stata la rivista politico-culturale ufficiale della Democrazia Cristiana", così riporta Wikipedia, quindi ci troviamo davanti ad una pubblicazione che partecipava attivamente al dibattito politico, seppur più sul versante interno democristiano. Ho messo una copertina a caso della testata tra quelle in mio possesso, per far comprendere il taglio impegnato e politico.

La redazione aveva un'attenzione particolare per gli spettacoli televisivi, visti come rischiosi per la crescita culturale della popolazione, ma ancor più temevano il mezzo televisivo, per il potere che aveva di influenzare le masse. Volendo fare una chiosa un po' cattiva, la DC aveva in mano la Rete 1 della Rai, sia come gestione organizzativa che come informazione, quindi sapevano cosa temevano. Ai tempi gli ascolti di qualsiasi cosa trasmessa dalla Rete 1 si contavano in milioni o decine di milioni. Molta attenzione veniva dedicata alla situazione normativa sulle televisione private (cioè il "far west televisivo"), evidentemente subodoravano inconsciamente quello che accadrà dal 1994 in poi.

In tutta quest'ottica erano monitorati anche i programmi per bambini, tra cui, ovviamente i cartoni animati giapponesi.

De "la Discussione" ho già postato due articoli, uno era un'inchiesta sul rapporto televisione e bambini con focus sugli anime, il secondo riguardava la trasmissione "Game" della Rai dove venne lanciato il sondaggio postale "Mazinga o Pinocchio?":




Questa volta ho deciso di inserire un bel malloppone di articoli, lo scopo è quello di poter valutare meglio quale posizione avessero sugli anime, anche in considerazione del fatto che i giornalisti che due giornalisti si occuparono più di altri dell'argomento, Ernesto Geminiani e Stefano Simeoni.
Forse ho messo troppa carne al fuoco, ma inserendoli singolarmente si sarebbe persa un po' la linea editoriale. 
In ordine cronologico sono:

"Fonzie è più dannoso di Goldrake", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 gennaio 1979 

"Disney è stato assassinato da un Ufo Robot", di S. G. - "La Discussione" 26 febbraio 1979

"Su Telemontecarlo arriva la premiata astronave Enterprise", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 23 aprile 1979 (molto citati gli anime)

"Mazinga è nocivo per i bambini" - "La Discussione" 31 marzo 1980

"Il padre dei nostri figli è Mazinga", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 14 aprile 1980

"Tra le due reti scoppia l'ufoguerra", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 settembre 1980

"Vanno in ribasso Mazinga & C." - "La Discussione" 6 ottobre 1980

"Il cartoon non vive di soli Mazinga", di Ernesto G. Laura - "La Discussione" 10 novembre 1980

"Nella fascia pomeridiana c'è solo Mmazinga & C non stop", di Stefano Simeoni - "La Discussione" 26 gennaio 1981

"La tv baby sitter nuoce ai ragazzi", di Stefano Simeoni - "La Discussione" 2 marzo 1981

"Sono in tanti all'assalto del bambino spettatore", di Laura De Rosa - "La Discussione" 1 giugno 1981

"Tom Sawyer è meglio di Mazinga, ma non basta", di Stefano Simeoni - "La Discussione 7 dicembre 1981


"Fonzie è più dannoso di Goldrake", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 gennaio 1979 

Come si può leggere inizialmente Fonzie era considerato più pericoloso di Goldrake, a cui non si lesinavano critiche, ma che restava un personaggio di fantasia, mentre lo sbruffone statunitense influenzava di più gli spettatori, in particolar modo quelli più giovani, essendo un attore in carne ed ossa. Personalmente non ho mai gradito Fonzie, c'è da dire che non fu il ragazzotto di Milwaukee a far dimenticare Goldrake, ma il contrario, in quanto il robottone nipponico arrivò alcuni mesi dopo. 
Curioso il fatto che una pubblicazione che era diretta emanazione della DC, baluardo filoamericano per eccellenza, trattasse Fonzie come "l'Unità". Il mio non è una critica, anzi  ^_^
Viene citata "L'ideologia dell'annientamento" da questo articolo:

Il giudizio finale pare più una sentenza:
"Sul pianeta Vega, i colpevoli vengono disintegrati. A Milwaukee non ci sono colpevoli. E questo, secondo me, è molto più grave".

Concordo pienamente.

domenica 10 gennaio 2021

Al di là del tempo e dello spazio (volume 16) - collana "Il mondo dell'occulto"


TITOLO: Al di là del tempo e dello spazio (volume 16) - collana "Il mondo dell'occulto"
AUTORE: Stuart Holroyd
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 144
COSTO: 8€ (variabile)
ANNO: 1976
FORMATO: 26 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN:

Al di là del tempo e dello spazio 


Il primo volume che ho postato è stato il numero tre nel novembre del 2013, ora con questo 16esimo volume termino la recensione della collana "Il mondo dell'occulto", ci ho messo poco più di sei anni, ma l'ho finita   ^_^
Il titolo mi suonava familiare, "Al di là del tempo e dello spazio"... a forza di pensarci ho capito il perché, il titolo di una puntata di "Star Trek" serie classica (ovviamente) è "Al di là del tempo"   ^_^




Per il resto il volume mi è totalmente estraneo per i contenuti che presenta, come ho scritto più volte non credo a tutte queste cose, questo volume poi tratta l'extracorporeità, che benché sia talvolta presente nei film e telefilm statunitensi, a me ricorda solo il Dottor Strange della Marvel, lui il piano astrale lo usava come fosse un ascensore   :]
In questo volume ci sono anche due pagine su padre Pio, non vorrei offendere la sensibilità di qualche eventuale lettore, ma per me è trattato nel libro giusto. Da considerare che la mia nonnina ci credeva a padre Pio, aveva sempre il calendario, chissà quanti soldi gli avrà mandato...
Restano sempre belle le illustrazione a doppia pagina, che ho mostrato in toto nei 16 volumi recensiti.
Essendo questo l'ultimo post di recensione, concludo consigliando di recuperare interamente la collana, anche, se come me, non si crede a queste robe, è un bel coacervo di assurdità pre influenze televisive italiane.
Per il resto non saprei proprio cosa scrivere, se non fare del sarcasmo un tanto al chilo per ogni scan mostrata, ergo mi a-Stengo   ^_^


sabato 9 gennaio 2021

"Non c'è pace fra gli astri", di Maurizio Porro - "Corriere della Sera Illustrato" 30 agosto 1980

Alla vigilia dell'arrivo nelle sale italiane de "L'Impero colpisce ancora" il settimanale del Corsera pubblicava questo articolo ben informato, si vede proprio che ormai i giornalisti avevano imparato la lezione di "Guerre Stellari", non snobbavano, almeno in quanto a numero di caratteri usati negli articoli, la fantascienza cinematografica.
Oltre a descrivere come procedettero le riprese, i costi esorbitanti, gli incassi statunitensi ed illustrare il cast di attori e tecnici, viene spigato che questo film non era la seconda parte di "Guerre Stellari", ma la quinta di una ennalogia ("enna" l'ho trovato su Wikipedia ^_^), che si svolgeva in un arco temporale di 40 anni. Ergo questa era la trilogia centrale di tre totali. 
A memoria è la prima volta che leggo una informazione tanto dettagliata riguardo a questa incredibile lungimiranza narrativa di Lucas. 
Per esempio in questo articolo di una pubblicazione esperta di fantascienza quale "Robot", l'autore, anch'esso super esperto del genere, parla solo del seguito di "Guerre Stellari", non che faccia parte di una saga:

Certo, poi il giornalista esagera un po' quando afferma che Lucas avesse tutto già chiaro in mente fin da prima di "Guerre Stellari", sappiamo che non è così:

Da notare che vengono usati i nomi originali statunitensi per Leia ed Han Solo, non quelli italianizzati, quindi niente Leila e Ian Solo. Questa scelta, se fu accettabile negli articoli di lancio di "Guerre Stellari" nel 1977 perché probabilmente l'adattamento non era ancora stato reso di pubblico dominio (quindi i giornalisti si basavano sui nomi presentati dalle brochure originali), non aveva molto senso dopo che si era visto il film al cinema:

Mentre già nell'album della Panini datato 1978 vengono usati i nomi italianizzati:

Per chi ha "Disney +" consiglio di vedere "L'impero dei sogni - La storia della trilogia di Star Wars", nulla di rivoluzionario, ma si integra bene con questo scritto.

venerdì 8 gennaio 2021

"Il mondo incantato di Heidi" (marzo 1978) - Edierre AMZ Salani


Nel marzo del 1978 vennero pubblicati questi quattro bei cartonati di Heidi, che facevano parte della collana "Dalla TV" della Salani. Nella informazioni sulla pubblicazione presenti all'interno degli albi (mostrate alla fine del post) si può leggere "Prima ristampa: marzo 1978", bisognerebbe capire se la casa editrice per "prima ristampa" intendesse quello che intendo io, cioè una seconda edizione, nel qual caso, considerando che l'anime di Heidi esordì in televisione il 7 febbraio (1978), vuol dire che la prima edizione venne esaurita in poco tempo. Poi avrò di certo frainteso quel "prima ristampa", e questi cartonati in mio possesso sono una prima edizione, ergo fine del ragionamento contorto  ^_^
Ogni cartonato presenta due storie.
"Heidi e i suoi amici": Lo spaccone; L'aquila
"Heidi in pericolo": La disgrazia; La tormenta
"Heidi e il nonno": Al mercato con il nonno; La valanga
"Heidi e Peter": Il compleanno di Peter; Il segreto di Heidi

La peculiarità di queste storie di Heidi consta nel fatto che i nostri beniamini svizzeri sono intenti in racconti inventati, che non ripetono gli episodi della serie. Inoltre, essendo stati pubblicati all'inizio della serie televisiva, non sono presenti i personaggi di Francoforte, proprio a conferma che la casa editrice stava seguendo l'evolversi della trama. 
Ne consegue che un bambino, che li avesse letti nel marzo 1978, poteva anche immaginare che queste fossero storie che avrebbe visto in televisione in successivi episodi, dato che l'anime sarebbe terminato solo a giugno 1978. Il dubbio poteva nascere pure dal fatto che i disegni sono molto gradevoli e che rispettano lo stile del cartone animato. Sono, invece, le trame ad essere talvolta un po' fuori dal solco di quello che potevamo vedere in televisione. 
Le storie che ho trovato un po' troppo inventate dagli autori italiani sono: "Lo spaccone"; "Al mercato con il nonno"; "Il segreto di Heidi".

Non ho scannerizzato per intero gli albi, ma solo alcune pagine per rendere il senso della storia, solo per "Al mercato con il nonno" ho messo numerose immagini, perché la storia esula un po' troppo dalla trama iniziale del cartone animato.



In "Lo spaccone" Heidi e Peter vanno al villaggio per fare acquisti, vedono dei bambini giocare a pallone, vengono invitati ad unirsi al gioco, ma un bambino, che dichiara essere il "capitano" (della squadra di calcio del villaggio?), glielo vieta. Nel litigio successivo tra il Capitano (prepotente e sbruffone che attacca brighe e si chiama il Capitano.... chi mi ricorda?) e Peter quest'ultimo viene buttato in una pozzanghera. Heidi, per vendicarsi, aizza Nebbia contro il Capitano, che fugge irriso da tutti i bambini (Heidi candidata premier!).
La Heidi di Takahata mai si sarebbe vendicata, vuole salvare pure i cacciatori!

giovedì 7 gennaio 2021

Nuovo Mondo vol 1 n° 13 - 4 settembre 1945


E' questo il secondo numero, tra l'altro consecutivo, che posto della rivista statunitense in lingua italiana "Nuovo Mondo", per una mini introduzione sulla tipologia della pubblicazione rifarsi al link sotto:

Purtroppo non sono riportati gli autori degli articoli, sarebbe stato interessante leggere chi fossero, anche se di matrice americana e poi tradotti.
Il combinato disposto tra la copertina, in cui quattro giapponesi fanno l'inchino, e la scritta "Tenno perdonaci", chiarisce che la propaganda Usa aveva già virato da "Hirohito nemico" ad "Hirohito ci serve" (in senso letterale), quindi nasce la panzana che aveva fatto tutto la "cricca" militarista (che si sta scusando) e lui era un pacifista vittima di tanti cattivoni   ^_^
La rivista contiene un lungo articolo sul popolo giapponese non abituato alla libertà e alla democrazia, tra le righe si scarica sempre la colpa sulla "cricca" (da quella post Restaurazione Meiji a quella militarista), che chiaramente ebbe enormi responsabilità. 
Mai citato Hirohito... magari dormiva...
Lo scritto, tranne qualche punto in cui ci sarebbe da obiettare, mi è parso che illustrasse la situazione in Giappone e si ponesse legittimi dubbi su come si sarebbe potuto trasformare un popolo guerrafondaio in uno pacifico. Da questo punto di vista gli Usa compirono un triplice miracolo, se consideriamo anche i tedeschi e noi italiani.
Sempre belle le foto di repertorio, e in tema di foto a pagina due si può vedere quella sotto.


Noi non possiamo capire cosa voglia dire la fine di una guerra mondiale (mia madre e mia nonna mi raccontarono la gioia di vedere le truppe americane in piazza del Duomo), ma vedere quella massa che festeggia a New York, può darcene un'idea   ^_^
Buona lettura.

sabato 2 gennaio 2021

"TV Sorrisi e Canzoni" dall'8 al 14 gennaio 1978 - Inchiesta "I bambini e la TV" (prima di Goldrake) di Virginia Rexha (aliasi Ciuffini)

Fra sei giorni saranno 43 anni esatti dalla pubblicazione di questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni", a parte i compleanni illustri, ci sono un po' di similitudini con i temi di oggi:
la rivista si preparava al Festival di Sanremo;
c'era un articolo sulla lotteria della Befana (che incredibilmente sopravvive!);
un articolo su Paolo Rossi. 

La redazione lasciò la parola a Paolo Villaggio, che mentre spiega il potere della tv, ci racconta i suoi esordi a teatro e alla Rai: epico.
Il motivo che però mi ha spinto a postare questo numero della rivista (purtroppo mancante dell'inserto centrale delle tv locali) è l'interessantissimo approfondimento (addirittura 6 pagine!) sul rapporto televisione e bambini. 


Avviso che più sotto ci sono delle scan leggibili del testo.
Lo scritto è praticamente un mini saggio su come gestire i programmi televisivi in una famiglia con bambini in età scolare, tematica che preoccupava gli adulti ben prima dell'arrivo dei cartoni animati giapponesi. A mio parere il suo valore risiede proprio nel non essere stato influenzato dalla successiva polemica sul "pericolo giallo" causato dalla prima invasione degli anime in Italia. Qui il pericolo educativo per le giovani menti italiche (tra cui la mia...) non risiedeva in buoni e cattivi provenienti dal lontano Oriente, contro cui ci si poteva schierare più facilmente, ma in eroi al 100% di matrice Occidentali come Furia, Black Beauty e Sandokan, oppure nei semplici programmi di intrattenimento italiani. L'articolo spiega al lettore che per alcuni studiosi la colpa non era neppure nel tipo di programma che vedeva il bambino, ma nel mezzo televisivo esso stesso, che poteva solo generare guasti educativi. 
Trovo che fu indice di estrema apertura mentale pubblicare un articolo su una rivista televisiva in cui si sosteneva anche la tesi di chi vedeva la televisione come il nemico della libertà intellettuale del cittadino. Chiaramente le conclusioni non potevano essere una condanna del mezzo televisivo e dei suoi programmi, ma comunque il lettore veniva messo al corrente del dibattito, se avesse voluto avrebbe potuto approfondire il tema, visto che ci sono i titoli di libri ed esperti.
Piccola nota sull'autrice dell'articolo che è riportata come Virginia Rexha, che in realtà era lo pseudonimo di Virginia Ciuffini, la sorella della presentatrice Sabina Ciuffini. Seppur con 43 anni di ritardo, non ci si può che congratulare con l'autrice per questa bella inchiesta.
In un post di qualche tempo fa avevo recensito un saggio del 1976 che analizzava il rapporto bambini e televisione, ed avevo concluso che alla fine le polemiche contro la nocività educativa dei programmi per bambini erano già latenti, aspettavano solo un soggetto adatto, cioè i cartoni animati giapponesi.
Quel libro era del 1976, forse un po' lontano nel tempo, l'articolo su questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni" arrivava solo quattro mesi prima dall'esordio di "Atlas Ufo Robot" e solo a due mesi da quello dell'altro cartone nipponico pre-Goldrake, Heidi. 
A dimostrazione che i tempi per lo scatenarsi dello tsunami mediatico contro il nuovo nemico intellettuale dei bambini italici erano maturi.
Per non fare un copia ed incolla, metto l'immagine di quel mio ragionamento, anche se sa tanto di auto citazionismo, cosa della quale mi scuso   >_<




Nel marzo 2019 avevo preso ad esempio il "triangolo del fuoco":

venerdì 1 gennaio 2021

4 recensioni di film d'animazione giapponese (+ extra anime) su "Scuola & dibattiti - Sampaolofilm" settembre(?) 1984/1985




La "Sampoalofilm" della "Edizioni Paoline" si occupava di distribuire alle scuole i film in 16mm, ovviamente adatti all'età dei potenziali spettatori, i suoi cataloghi, a differenza della pubblicazione "Segnalazioni Cinematografiche", che si occupava dei film proiettati in oratorio, non prevedeva giudizi sulla pellicola, ma solo una sinossi. Il fatto stesso che i film fossero divisi per ciclo scolastico era già una valutazione di merito sul film, c'erano quelli adatti alla prima elementare e quelli per la prima media, inoltre la scheda con la sinossi suggeriva se il film era suscettibile di un dibattito in classe. 
Ad oggi ho già postato due pubblicazioni della "Sampaolofilm", e mi aveva sorpreso il fatto che non ci fosse manco un film d'animazione giapponese, eppure già dal 1976 (anno del primo catalogo) di film ce ne sarebbero stati molti da far vedere agli scolari, basta consultare "Segnalazioni Cinematografiche" di cui sopra:

In questo numero del 1984/85, invece, ci sono addirittura quattro schede di film d'animazione nipponica, si vede che la "Edizioni Paoline", in più ho selezionato altri quattro film non nipponici:
due di Superman; Krull; Il Signore degli anelli animato da Bakshi.

I quattro lungometraggi d'animazione giapponese sono tutti film di montaggio derivanti da singoli episodi della serie, un atroce taglia e cuci in cui i distributori italici erano diabolici maestri... tre su quattro di queste sinossi non contengono grossi errori, ma quella del film "Goldrake l'invincibile" è leggermente vaneggiante  ^_^



"Hydargos, del pianeta Venere, decide l'occupazione della Terra. L'incarico viene dato a tre personaggi che stabiliscono la loro base sulla Luna. A fianco dei terrestri lavora il prof. Procton, aiutato da Goldrake e da un forte drappello spaziale che piega definitivamente gli invasori."

1) Hydargos non era natio del pianeta Venere
2) Hydargos non decise l'occupazione della Terra
3) i personaggi sulla base lunare sono sempre due, Gandal e Hydargos prima, Zuril dopo.
4) direi che è Procton ad aiutare Goldrake
5) il drappello era poco spaziale (Alcor, Venusia + Procton che costruisce le navicelle sono tutti terrestri), tranne per l'ultima puntata agisce sempre sulla terra

Tra le tante cose che stupiscono è che nel 1984 "Atlas Ufo Robot" era già vecchio di sei anni, su questa serie si erano versate tonnellate di inchiostro, possibile che nessuno nella redazione di "Sampaolofilm" fosse al corrente di uno straccio di trama della serie televisiva?
Ma che film videro?
Perché immagino che per scrivere la sinossi videro pur qualcosa, ma cosa?  ^_^


Per sicurezza mi sono andato a riguardare i film di montaggio della Stormvideo, e ho scoperto che la sinossi, basandosi sul titolo del lungometraggio, è del tutto inventata, visto che in "Goldrake l'invincibile" non c'è più Hydargos già da un pezzo, ma Vega che scappa sulla base lunare (dove ci sono Gandal e Zuril), però c'è il "drappello spaziale" formato da Alcor, Maria e Venusia sulle tre navicelle costruite da Procton.
Cosa diamine videro alla "Sampaolofilm"?  >_<

mercoledì 30 dicembre 2020

Aggiunta pandemica (16 articoli) del 30 gennaio 2020 all'indice dell'Emeroteca Anime

In tempo di pandemia, divieto di andare a Milano, chiusura delle biblioteche, cavallette e terremoti (a Milano è capitato pure questo...) 16 articoli sono pochi, ma non pochissimi. Nonostante questa penuria di materiale ho trovato altre quattro nuove testate che si occuparono dei cartoni animati giapponesi:

"Epoca Mese"; "Messaggero dei ragazzi"; "TV Video, la tua televisione"; "Scuola & dibattiti - Sampaolofilm".

Salvo qualche possibile errore di conteggio ho raggranellato ben 134 diverse testate che si occuparono dei cartoni animati giapponesi tra il 1969 ed il 1988, chiaramente il grosso è posizionato tra il 1978 ed il 1982, per un totale di 1066 articoli. Nel totale, oltre agli articoli sull'animazione giapponese, che sono comunque preponderanti come numero, inserisco anche le lettere alla redazione, qualche copertina o titoli di articoli in cui poi non si parla di anime, ma che li usavano come termine di paragone.

"Scuola & dibattiti - Sampaolofilm" era un catalogo di pellicole 16mm che usciva per la scuola, godeva di  una pubblicazione annuale, ergo l'ho considerato alla stregua di "Segnalazioni Cinematografiche", con cui condivideva la matrice cattolica/religiosa/educativa. Tra l'altro ho già postato un paio di questi cataloghi, uno del dicembre 1976 ed uno del 1979, mi aveva sorpreso che nel secondo non ci fosse neppure un film dei cartoni animati giapponesi. I 16 articoli di questa infornata sono un po' "dopati" dalle quattro recensioni di film di montaggio di serie televisive (Candy, Goldrake, Heidi, Lulù) presenti su "Scuola & dibattiti - Sampaolofilm", ma la sinossi di Goldrake meritava di essere pubblicata! 

"Atlas Ufo Robot" viene trasmesso il 4 aprile 1978, e nel 1984 (ben sei anni dopo) potevi leggere una sinossi del tutto campata in aria rispetto alla trama della serie televisiva  ^_^

La datazione del mese di "Scuola & dibattiti - Sampaolofilm" è del tutto ipotetica, in quanto nulla è scritto nella pubblicazione, ho solo ipotizzato che essendo indirizzata alla scuola e che copriva sia il 1984 che il 1985 (come le altre linkate sopra), fosse collegata all'inizio dell'anno scolastico, ergo settembre, magari era ottobre o dicembre (come quella del 1976).

"Epoca Mese" era un supplemento di Epoca, quindi di non facile reperibilità, per il semplice motivo che le emeroteche non erano abbonate agli allegati (non quelle in cui vado io) e che gli allegati erano i primi ad essere buttati (come capita oggi) una volta comprato un settimanale da chi andava in edicola.

"TV Video, la tua televisione" e il "Messaggero dei ragazzi" (quest'ultima di carattere religioso indirizzata ai bambini) sono un esempio di quanto materiale ci sarebbe ancora da trovare se le testate fossero disponibili nelle emeroteche o se ci fosse un minimo interesse a trasporre on line gli archivi di una emeroteca. Basterebbe che venissero messi nella disponibilità di tutti anche solo le testate ormai scomparse, basterebbe veramente poco. Altro esempio in tal senso è dato da "L'Urlo", di cui avevo già postato un articolo (link), che avevo ottenuto da una emeroteca via mail, quindi ricevetti solo lo scritto da me richiesto. Quando ho potuto avere tra le mani tutti i quattro i numeri della pubblicazione, ho trovato altri tre articoli. Poter passare in rassegna più numeri (o anni) di una testata non è come pescare a caso grazie all'acquisto di qualche numero o all'aver richiesto un singolo articolo presente in una bibliografia. In due articoli su  "L'Urlo" si parla del successo (e/o calo) di vendite delle testate che pubblicavano i fumetti italianizzati di Goldrake e soci, un argomento poco trattato.

Fino ad oggi la mia ricerca aveva avuto come limite temporale il 1987, con lo scritto su "Zoom" ho messo anche un articolo del 1988, non lo avrei fatto se non fosse stato di Luca Raffaelli. Secondo me il 1988 era ormai un'altra era rispetto al decennio precedente (1978), che aveva, invece, più similitudini televisive con quello precedente (1968), per quanto riguarda i programmi per bambini/ragazzi pre-Goldrake. 

Di seguito i 13 articoli inseriti:

martedì 29 dicembre 2020

Megaloman (1979) - puntata 22

 


La puntata non è particolarmente bella, il suo scopo è quello di creare il patos per la successiva, è anche sprovvista di scene in cui la vita degli attori è messa a repentaglio... un po' pallosa... Inoltre la trama o il doppiaggio (oppure entrambe le cose) la rendono abbastanza caotica. Siamo al countdown delle ultime dieci puntate, si vede che gli sceneggiatori cercavano qualche tema per rendere il finale avvincente. Da menzionare il ritorno della bella astronave di Capitan Delitto, con la sua scenica rotazione sul proprio asse delle luci esterne, e la novità di una mini navicella da combattimento che assomiglia un po' al TFO di Alcor (probabilmente all'ufo a cui si ispirarono per il TFO).

Nella puntata precedente Bairok era riuscito di nuovo (capitò fortuitamente nell'episodio n° 19) a recidere e prelevare parte della capigliatura di Megaloman, allo scopo di analizzarla e trovare il punto debole del nostro eroe. 
In questa episodio conosceremo non solo il segreto della Fiamma di Megalopoli, ma probabilmente ci verrà annunciato quale sarà uno dei nuovi personaggi dei buoni.


Takashi, novello Sansone nipponico, dopo che gli è stata tagliata parte della criniera è spossato, i suoi amici sono preoccupati.
I vestiti civili indossati dai protagonisti sono sempre molto normali, una maglietta ed un paio di pantaloni, mi  ricorda come ci vestivano noi ai tempi: cioè mettevamo la prima cosa che capitava   ^_^

venerdì 25 dicembre 2020

Catalogo GiocaDag 1981 - parte 1


In occasione del Natale di questo sciagurato 2020 posto la prima parte del catalogo Dag annata 1981, che consta in tutto di ben 114 pagine!
Se non si parla di giocattoli a Natale, quando?   ^_^
Le prime sei pagine del catalogo sono dedicate tutte ai robottoni, tanto per chiarire quanto i cartoni animati giapponesi robotici ci avessero colpito (ed affondato). Probabilmente questo Natale fu l'apice del successo commerciale di questo articolo importato dal Giappone, la cui richiesta man mano scemò nel tempo, anche complice le continue repliche delle medesime serie animate visibili in televisione.
In questa prima parte ci sono anche i videogiochi, le macchinine telecomandate e non, le piste Polistil (uno dei regali più belli da ricevere a Natale), i puzzle, i giochi in scatola, le costruzioni, gli articoli Mupi, il traforo ed il piccolo chimico.
Considerando che in questo post inserisco solo poco più di un terzo del catalogo, non sono pochi articoli.


Spettacolosi!
Goldrake, Mazinga, Daitarn III e soci della prima ora stati soppiantati dai nuovi eroi animati nipponici, più versioni del Trider G7, più versioni dello Zambot 3, più versioni del Gordian, più versioni di Godsigma, più versioni di Daltanious e pure due versioni di Supercar Gattiger!
Ma se eri iellato, e i big risultavano esauriti, ti beccavi i robottoni la cui serie mai arrivò in Italia...   



giovedì 24 dicembre 2020

"Gioco completa il Mazinga" - "Popy TV Game" (1974)


L'ho scritto molte volte, ma l'accuratezza che le aziende giapponesi mettevano nei prodotti per bambini era millemila anni luce più avanti dalla consuetudine italica. 
In campo editoriale ho già postato molti prodotti sia italiani che giapponesi degli anni 70 e dei primi anni 80, e non credo che ci sia dubbio che, tranne sparute eccezioni, gli editori italiani li consideravano prodotti di serie c... solo la Disney metteva in vendita libri e fumetti in edizioni di qualità.
In particolar modo i cartoni animati giapponesi erano quasi sempre trasposti in edizioni fatte al risparmio, sia come materiali che come idea di oggetto da presentare ad un bambino/a.
Sul versante dei giocattoli non è che la cosa cambiasse molto, basta vedere le recensioni del materiale nipponico:

Il piacere per il dettaglio dell'industria nipponica del giocattolo faceva un po' a pugni, almeno per quanto riguarda le licenze dei cartoni animati giapponesi, con l'approssimazione dei colleghi italiani. In alcuni casi si andava ben oltre l'approssimazione, ma si sarebbe potuto inquadrarla come una vera e propria truffa aggravata...

Truffa perché le aziende italiane non si sforzavano di metterti nella confezione neppure il segnalino con il robot o la navicella della serie... senza contare che la trama del gioco era spesso senza senso e priva di collegamento con la serie animata televisiva... oltre al fatto che la qualità dei disegni oscillava tra lo scarso e l'immondo   >_<
La controprova della bellezza dei giochi in scatola nipponici la ottieni quanto hai la fortuna di accaparrarti il gioco di società dei due Mazinga, che solo a livello grafico è una gioia per gli occhi!  
La persona che ha tradotto gli ideogrammi visibili sulla confezione (grazie Andrea!) mi ha anche spiegato che il disegno di Mazinga Z è preso direttamente da un rodovetro, mentre tutti gli altri disegni provengono da illustrazioni della rivista giapponese "TV Magazine".
Ok, forse le aziende italiane (Mattel e Mondadori, ma anche Clementoni) non potevano ottenere un materiale di così alta qualità (sarebbe stato veramente così difficile?), però un piccolo sforzo per dare ai bambini dei disegni leggermente migliori era fattibile. 
Come datazione ho messo il 1974/75 perché dai disegni del tabellone direi che sia ambientato alla fine della serie con l'avvento del Grande Mazinga. Per esempio è presente la base del Duca Gorgon che nel Grande Mazinga mai si vede. Inoltre è visibile sia l'Istituto di Ricerca per l'Energia Foto Atomica che la Fortezza delle Scienze, c'è Kenzo Kabuto ma non il dottor Yumi Infine ci sono sia i mostri meccanici del Dottor Inferno che i mostri guerrieri del Generale Nero, ma questi ultimi mi pare siano solo quelli che si vedono nell'OAV "Mazinga Z contro il Generale Nero".
Quindi mi azzarderei ad affermare che il gioco in scatola sia stato messo in vendita tra la fine della serie di Mazinga, la proiezione al cinema del cortometraggio Toei e l'inizio del Grande Mazinga.

              


Stupendo!   ^_^
Devo dire che sarebbe stato un po' inquietante vedere su una confezione italiana un pigmeo innestato su un watusso, un nazista con la testa sotto al braccio, una mummia ermafrodita, un simil centauro centurione/tigre, in mezzo a cui il Dottor Inferno pare quasi normale   ^_^
Più che un gioco in scatola pare un film dell'orrore, ma si sa che i bambini giapponesi avevano un rapporto con mostri, fantasmi ed esseri mitologici più consueto dei pari età italici.
Quando apri la scatola rimani un po' interdetto, vedi un cartone rigido con Mazinga Z ed il Guretto, non comprendendo subito che questo fa parte del piano di gioco, che non si presenta nella classica conformazione a libro, ma ha piegatura su un lato che lo rende stupendamente asimmetrico. Una volta che lo estrai dalla scatola ti ritrovi tabellone in cartone molto rigido che misura 50 cm X 60 cm (non grandissimo), con una moltitudine di disegni colorati dei personaggi della serie e quella bellissima roulette centrale. Anche nei giochi in scatola nostrani al posto dei dadi talvolta era presente la roulette, ma questa ha la magica caratteristica che non si ferma mai a metà di due settori, nessuna discussione con gli avversari!
O si ferma da una parte oppure dall'altra, mai in mezzo: tecnologia nipponica!!!  :]

Sorgono un paio di domande:
Cosa conterranno i due scatolotti con Mazinga Z ed il Grande Mazinga?
Ma, soprattutto, cosa diavolo c'è scritto sulla confezione?!  ^_^



Ho posizionato la traduzione del testo nei medesimi punti degli ideogrammi, usando quasi sempre lo stesso colore. 
Grazie agli ideogrammi sono presenti un numero ampio di concetti, che nella nostra lingua scritta avrebbero reso la confezione inguardabile, mentre in giapponese la rende graficamente ancora più bella.
Come faceva la Clementoni, l'unica altra azienda che fino a metà degli anni 70 scriveva molto sulle scatola dei suoi giochi di società, la Popy si premurò di tranquillizzare il genitore nipponico sulla semplicità del gioco ("PER PRINCIPIANTI", ossia è un gioco per tutti) e che era un gioco per tutta la famiglia, anche se dubito che un padre nipponico, come uno italiano, a metà degli anni 70 si mettesse a giocare con i giochi di società...
Non mancava una breve illustrazione della modalità di gioco:
TROVATO IL BRACCIO DESTRO! TROVATO IL BRACCIO SINISTRO!
CHI RIUSCIRA' A COMPLETARLO PER PRIMO?
UN GIOCO DIVERTENTE IN CUI COMBATTERE I MOSTRI MECCANICI E COMPLETARE IL TUO MAZINGA

Edit del 27 dicembre 20202:
Ho aggiunto una parzialissima traduzione delle regole.

mercoledì 23 dicembre 2020

"Alice in Borderland" su Netflix, episodio n° 6: l'incredibile coincidenza dello scrigno portagioie in legno!


Non è questo un post di recensione della bella serie che sto seguendo su Netflix, per prodotti tanto mainstream ci sono siti e blog ben più qualificati.
Non voglio in nessun modo spoilerare nulla della trama e non voglio mi venga anticipato nulla, sono alla sesta puntata... 
Certo, qualcosina mostrerò, ma senza entrare nel dettaglio, e solo per illustrare la causa di questo post, che in realtà nulla avrebbe a che vedere con questo blog, se non per il fatto che la serie è di carattere fantascientifico/videogioco, descritta da Netflix come un "survival game".
Il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post è una di quelle coincidenze che è difficile valutare come siano potute accadere... io non gioco al superenalotto o simili, ma comunque penso di essermi bruciato qualsiasi possibilità di vincere a queste lotterie per il resto della mia vita   T_T


All'inizio della sesta puntata un personaggio mette delle carte da gioco in uno scrigno portagioie di legno:
le passa in rassegna;
le ripone sul fondo dello scrigno;
prende il coperchio;
lo abbassa;
lo chiude.


A quel punto mi stavo strozzando... ero intento a pranzare...
La scena con il coperchio chiuso dura pochi secondi, ed io stavo guardando l'episodio tramite Chromecast, quindi non potevo mettere in pausa, causa pc in un'altra stanza.
Corro di filata al computer, torno indietro di 10 secondo e riguardo la scena... è impossibile... non può essere! 
Rimetto in pausa nel punto in cui si vede l'intarsio del portagioie, apro un cassetto e tiro fuori un oggetto acquistato in un luogo di villeggiatura del lago Maggiore tra il 1978 e il 1981.