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domenica 20 novembre 2022

La fisica dei manga


TITOLO: La fisica dei manga
AUTORE: Andrea Delnegro
CASA EDITRICE: Mondadori
PAGINE: 191
COSTO: 18,5 
ANNO: 2022
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788804754602


Dopo la pubblicazione ad inizio anno di "Anche mio nonno era un otaku!" è uscito questo libro sulla fisica dei manga. A questo punto mi pare di poter affermare che la Mondadori abbia messo in campo una strategia editoriale che vede, accanto alla vendita massiccia di manga nelle sue librerie, la pubblicazione di saggistica collegata ad esse, dedicata ad un target molto giovane, che indicherei, da questi primi due libri, attorno all'età della scuola media.
L'altro aspetto che mi pare di notare è che entrambi gli autori abbiano già un seguito sui social, quindi la promozione del libro parte automaticamente da una base più ampia rispetto ad un qualsiasi nessuno che volesse scrivere un libro sui medesimi temi.
Sembrerebbe che per la Mondadori avere un canale You Tube, Twich o essere un tiktoker sia una condizione sine qua non per vedersi pubblicati libri su manga ed anime.
Quando ho visto il titolo sullo scaffale mi è subito venuto in mente "Anime University, l’improbabile scienza dei cartoni animati giapponesi" pubblicato nel 2007 dalla "Kappa Edizioni" e scritto da Rikao Yanagita.
L'avrei comprato lo stesso, ma la curiosità di leggere com'erano trattati i nuovi manga (ed anime) successivi al libro di Rikao Yanagita era troppo forte.
L'autore tratta i seguenti manga: Dragon Ball; One Punch Man; Steins Gate; Dottor Slump & Arale; Hellsing; Kiseiju l'ospite indesiderato; Death Note; L'attacco dei giganti; Cowboy Bebop; Le bizzarre avventure di JoJo; Ken il guerriero; One Piece; E' quasi magia Johnny; Fullmetal Alchemist; Holly e Benji; Invincible (fumetto USA).

Personalmente ho letto solo il manga di "Kimagure Orange Road", ma ho visto la versione anime di numerosi altri: One Punch Man; Kiseiju l'ospite indesiderato; Death Note; L'attacco dei giganti; Cowboy Bebop; E' quasi magia Johnny.

Altri li ho visti solo occasionalmente: Dragon Ball;  Dottor Slump & Arale; Ken il guerriero; Fullmetal Alchemist.

Qualcuno lo conosco perché famoso, ma mai seguito: Hellsing; Le bizzarre avventure di JoJo; One Piece; Holly e Benji.

Alla fine gli unici due titoli sconosciuti sono Steins Gate e Invincible, che non è neppure un manga.

Direi non male per uno del First Impact, conosco miei coetanei o quasi che fanno meglio, ma molti altri avrebbero fatto peggio   ^_^
Tutto questo per dire che alla fine la mia valutazione è data anche dal conoscere i titoli trattati, anche se mi sorge il dubbio che il target più giovane del libro probabilmente ne conosca meno di me, magari sbaglio.
Come nel caso di "Anche mio nonno ero un otaku" l'autore si rivolge al lettore in tono colloquiale, dandogli del tu numerose volte, per questo valuto il target come molto giovane. Inoltre spiega aspetti che per una persona mediamente adulta dovrebbero essere acquisiti, tipo cosa sia la "Guerra Fredda", mi rifiuto di credere che un over 20 non lo sappia... (troppo ottimista?)
A distanza di ormai 15 anni trovo che "Anime University" resti molto più divertente e stimolante, ma questo giudizio è forse dato dal fatto che trattava dei miei "cartoni animati giapponesi".
Rispetto al titolo spesso il raffronto con i manga non è la fisica, ma anche altre discipline, probabilmente in questo il titolo "Anime University" risultava più elastico in confronto a "La fisica dei manga", in cui ci si aspetta che i manga vengano trattati solo ed esclusivamente sul versante della fisica.
Non affermo sia un brutto libro, anche perché non ritengo essere il target giusto per giudicarlo, ma personalmente non mi è piaciuto moltissimo, bisognerebbe sentire il giudizio di uno scolaro delle medie.
Forse il prezzo risulta un po' esagerato, pur comprendendo che il costo della carta e l'inflazione siano aumentati, ma si tratta di 191 pagine con un carattere di scrittura non piccolo.
Comunque trovo interessante che vengano pubblicati libri su manga ed anime per i più giovani, perché spesso le informazioni sul web sono un po' a caso (tipo blog come questo...).


Ogni capitolo contiene dei box informativi che approfondiscono un tema oppure illustrano aspetti che il giovane lettore potrebbe non conoscere.
Nel 13esimo capitolo, dedicato a "E' quasi magia Johnny", c'è il box informativo a pagina 151 con una topica da sottolineatura rossa, dove, commentando le censure che la serie subì da Fininvest (merito all'autore che ha evidenziato lo scempio compiuto dal medesimo gruppo Mondadori), si ascrive a Rumiko Takahashi la serie di Lady Oscar...
Dico... proprio quest'anno si celebra contemporaneamente il 50ntennale nipponico del manga e il 40ntennale televisivo italico, e nessuno si accorge che è stata scippata a Riyoko Ikeda la maternità di "Le rose di Versailles"?   O_O
Inoltre la scena censurata a cui si riferisce l'autore lo fu solo nelle trasmissioni successive, perché nel 1982 quella scena c'era. Magari era da specificare, visto che stai "informando il lettore".

sabato 19 novembre 2022

"Super Villan Team Up" - Marvel Omnibus Panini Comics



Un paio di mesi addietro, nel post sul volume de "I Campioni" Marvel Masterworks Panini Comics, uno dei non tantissimi ostinati lettori di questo blog, il dotto J_D_La_Rue_67, ha accennato alle storie della Editoriale Corno sui "Super Villan Team Up".
Sinceramente ricordavo poco, se non qualche storia con il Dottor Destino e il Principe di Namor, ma quando stamattina in libreria ho trovato l'Omnibus Panini Comics sui Super Cattivi Assieme me lo sono accattato   ^_^
Scopro che il volume è datato addirittura 2017, forse questa è una ristampa, in quanto era ancora incellofanata, e la Feltrinelli in questione non tiene il materiale per così tanti anni sugli scaffali.
Oltre a Destino e Sub-Mariner c'è anche il Teschio Rosso, più un certo numero di sotto cattivi, tra i buoni fanno la parte del leone le storie con i Fantastici 4, ma ci sono anche i Vendicatori e i Campioni, quindi un buon panorama di super gruppi.
Stranamente, salvo mia ingiustificabile svista, il Principe di Namor non è ancora stato sfruttato nei film cinematografici né nelle serie televisive, la qual cosa non saprei se valutare positivamente o meno.
Il personaggio di Sub-Mariner mi ha sempre lasciato perplesso, intanto con questi due nomi... deciditi... o sei Sub-Mariner o il Principe di Namor, oppure sei Sub-Mariner il Principe di Namor!  ^_^
Sub-Mariner era sia annoverabile tra i buoni che tra i cattivi, tipo un democristiano anni 70...
Quando il Principe di Namor era in buona vena, schierandosi tra i buoni, ha fondato il gruppo de "I Difensori", da cui in seguito esce:


Poi c'erano i momenti in cui non umani lo irritavamo, quindi ci combatteva, di norma nelle storie dei Fantastici 4, a me questo continuo passare da uno schieramento all'altro, molto alla Daniele Capezzone, non garbava neppure da bambino... sei un cattivo che passa tra i buoni? Ok, ne è pieno l'universo Marvel, ma poi resti tra i buoni...
Chiaramente ho solo sfogliato il volume della Panini Comics, rendendomi conto che conosco molto poco di queste storie. Per esempio mi era totalmente sconosciuto il personaggio di Sudario, che indossa un costume molto in stile Batman, probabilmente ai tempi ne sarei diventato un fan, ma non per la somiglianza grafica con l'uomo pipistrello. Apprezzavo i super eroi buoni secondari, o comunque quelli che parevano non interessare a nessuno, tipo Visione, il Nottolone dei Difensori (spero di vederlo al cinema primo o poi!) oppure Nova (anche qui) etc. etc. etc.
Mi ha sorpreso vedere il Segretario di Stato Kissinger complottare con il Dottor Destino, non che mi sia sorpreso dell'alleanza, ma non pensavo di vedere un personaggio politico nei fumetti Marvel.
Benché siano passati un po' di anni dall'uscita di questo volume, se qualche altro appassionato dei fumetti Marvel se lo fosse perso come me, ne consiglio l'acquisto, anche perché è un volume singolo.



giovedì 17 novembre 2022

"TV Episode Guides Volume 1 - science fiction, adventure and superheros" - Starlog photo guidebook (1981)

Molto prima di Wikipedia come facevi a conoscere la sinossi di un telefilm di fantascienza?
Ma con le pubblicazioni della Starlog!
Peccato che erano un pelino in inglese...
Come per il materiale in giapponese degli anni 70/80, mi chiedo quando avrebbe venduto nel 1981 una rivista come questa semplicemente tradotta dall'inglese. Anche se, probabilmente, si sarebbero dovuti aggiornare i nomi eventualmente cambiati nelle versioni nostrane, senza contare i titoli degli episodi tradotti a caso... vabbè, l'avrei letta anche senza alcun adattamento.
Non è la prima pubblicazione della Starlog che posto:

Per tutti quelli che non hanno, come il sottoscritto, il problema della barriera linguistica, consiglio vivamente l'acquisto di questo materiale, che si può recuperare online a prezzi onesti oppure, con un piccolo colpo di fortuna, a prezzi stracciati.



Come si può appurare dal sommario qui sopra ho cassato alcune serie tv, in pratica tutte quelle che non ho mai visto o non mi piacevano. Penso che alcune siano anche inedite in Italia, come il canadese(...) Starlost, di cui ho guardato alcuni minuti su You Tube e che mi ha un po' inorridito  ^_^
Quando qualche appartenente alle nuove generazioni mi chiede se seguo il Dottor Who io rido, lo seguivo quando nessuno lo seguiva  :]
Devo dire che ultimamente mi pare sia un po' passata la fissa del Doctor Who, non ne sento parlare più.
Dei Thunderbirds ho un ricordo labile, ma mi affascinavano.
La serie de "L'uomo di Atlantide" la adoravo, ma adoravo ancor di più la dottoressa!
Il cartone animato di Star Trek fu un qualcosa di unico, per la prima volta il tuo telefilm preferito si trasformava in animazione, mantenendo quasi tutte le voci originali.
Di Galactica vidi il film al cinema Dal Verme di Milano, accompagnato da mia nonna. Quel cinema era una esperienza unica per un bambino, la galleria era altissima, e guardando giù ti pareva di essere sul ciglio di un burrone. Da adulto ci ritornai, e l'effetto burrone non c'era più  ^_^
Quando Canale 5 trasmise la serie tv cercavo di non perdermene neppure una puntata, nonostante notassi che le scene di combattimento erano sempre le stesse riciclate fino all'esasperazione visiva...
La seconda stagione aveva come punto di forza solo le moto volanti, abbastanza insulsa.



Una Dea!  ^_^
Non potevo deturpare la sacra effige con uno squallido watermark di un insulso e sperduto blog!

martedì 15 novembre 2022

"Mazinga sconfitto dai burattini - A Milano il salone del giocattolo decide il prossimo Natale", di Giampaolo Dossena - "La Stampa" 28 gennaio 1982


Questo articolo si collega perfettamente con il catalogo del "20° Salone Internazionale del Giocattolo" , tenutosi a Milano tra il 28 gennaio e il primo febbraio 1982.
L'articolo non è presente nell'indice dell'Emeroteca Anime, in quanto ai tempi lo scartai perché Mazinga e i cartoni animati giapponesi sono appena citati, ma a questo punto lo inserirò postumo nella prossima infornata di articoli, che arriverà a breve (in realtà è già da un po' che avrei dovuto inserirla...).
Incredibilmente il milanese Corsera non dedicò alcun articolo al salone milanese del giocattolo, mentre la torinese Stampa si. C'è da dire che nella versione on line dell'archivio storico del Corsera è stata fatta incredibilmente la scelta di inserire le pagine locali di Roma... quindi è probabile che il Corsera, nell'edizione locale milanese, presentasse articoli a tema.
Nel 1982 i cartoni animati giapponesi non erano più additati come causa della crisi dell'industria del giocattolo nostrano, cosa per altro in parte vera:

Gli anime robotici erano passati di moda e Mazinga veniva battuto da dei tristi burattini, era passata la primavera del 1980 in cui Mazinga batteva Pinocchio. I tempi passano, i bambini che decidevano quali regali sarebbero andati per la maggiore per i Natale degli anni 1978, 1979, 1980 e 1981 erano cresciuti, lasciando spazio a bambini meno svegli   ^_^   (scherzo)
I videogiochi prendevano sempre più spazio, peccato che l'industria italiana del giocattolo non riuscì mai a prendere quel treno.


Ormai fa fin tenerezza leggere "le automobiline non sono più né a molla né a pila né telecomandate con filo: sono radiocomandate".
Oddio, esistevano le macchinine telecomandate da almeno tre anni, ma la sorpresa del giornalista svela un periodo che pare antidiluviano  ^_^

domenica 13 novembre 2022

Catalogo del "20° Salone Internazionale del Giocattolo" - Milano 26 gennaio/1 febbraio 1982


A saperlo nel 1982 ci sarei potuto andare, anzi, non ci sarei potuto andare perché la manifestazione era aperta solo agli addetti ai lavori   T_T  (l'ho letto in un articolo che ho da qualche parte)
L'informazione principale contenuta in questo tipo di catalogo è l'elenco degli espositori di giocattoli dalla A alla Z, ovviamente anche esteri, con tanto di descrizione (talvolta più precisa talvolta meno) del campo di interesse di ogni azienda, con relativo indirizzo, numero telefonico etc. etc. etc.
L'elenco è veramente mostruoso, non me la sono sentita di scannerizzarlo tutto, limitandomi alle pubblicità delle aziende, però a fine post inserisco l'elenco merceologico di ben 29 scan (doppia pagina).
Questo elenco merceologico conterrà delle ripetizioni dei nomi delle aziende espositrici, in quanto, per esempio, la "Clem Toys" (ex Clementoni) aveva articoli sia di giochi elettronici che di giochi in scatola.
Sono presenti anche le aziende che si limitavano all'impostazione, come la Parodi del Subbuteo o la Gig.
Un catalogo come questo è veramente una manna informativa, senza contare la bellezza delle immagini pubblicitarie, credo pensate espressamente per questa pubblicazione, in quanto non mi pare di averle viste in altri miei cataloghi.
Purtroppo la presenza delle pubblicità non è indicativa di quali prodotti fossero più in voga nel 1982, basta notare che non c'è neppure un videogioco... la tipologia di giocattolo che ormai stava sfondando in svariate vesti. Immagino che chi aveva videogiochi nel suo catalogo di vendita non aveva neppure bisogno di promuoverli, tanto erano richiesti. Mentre le inserzioni potevano avere lo scopo di ricordare ai compratori che il proprio articolo esisteva ancora, oppure far presente l'esistenza del giocattolo delle nuove serie televisive a cartoni animati, ovviamente giapponesi, come le due scan a doppia pagina della Bandai/Popy qui sotto:
Gatchaman la battaglia dei pianeti;
Ulisse 31



Non ho mai seguito i Gatchaman (per colpa del robottino aggiunto dagli americani che mi puzzava di marcio...), quindi non conosco il mezzo, me si vede che è ben specificata la trasmissione su "Canale 5".


Per "Ulisse 31", invece, nessun marchio Rai... forse per un discorso di mancata autorizzazione?
E' normale che sia scritto "UlisseS"? 

L'ultima scan è una piccola chicca dimenticata nel catalogo  ;)

Ovviamente non potevano mancare i Micronauti, anche se erano già sul mercato da qualche anno, a dimostrazione che in quel periodo la vita di un giocattolo era molto più lunga.

sabato 12 novembre 2022

Incenerire Tokyo, le operazioni Meetinghouse & Starvation



TITOLO: Incenerire Tokyo, le operazioni Meetinghouse & Starvation
AUTORE: Agostino Alberti e Luca Merli
CASA EDITRICE: IBN Editore
PAGINE: 136
COSTO: 15 
ANNO: 2022
FORMATO: 24 cm x 16 cm
REPERIBILITA': disponibile on line
CODICE ISBN: 9788875655524


Il libro fa parte di quegli acquisti on line, quindi senza poterlo sfogliare preventivamente, preso perché l'argomento della parte finale della guerra del Pacifico mi interessa, visto che c'è sovente chi mette in dubbio l'ostinazione giapponese a continuare la guerra a qualsiasi costo, specialmente se gli Usa avessero invaso il sacro suolo nipponico.
E' chiaro che nel 1945 il Giappone avesse già perso la guerra, ma non si arrendeva, questo mini saggio illustra alcune operazioni aeree che indebolirono ulteriormente la capacità bellica difensiva nipponica, come i bombardamenti incendiari e il minamento aereo dei mari, e nonostante ciò l'idea delle resa non era stata neppure presa in considerazione.
Gli autori ribadiscono che nel 1945 l'unica cosa che gli Usa volevano era terminare la guerra senza perdere più uomini, a qualsiasi costo per i nemici, quindi anche con i devastanti bombardamenti incendiari e poco dopo con le due atomiche.
Questo genere di analisi mi interessavano, la parte tecnico/materiale degli attacchi meno.
Sinceramente, se avessi potuto dare una scorsa al libro prima dell'acquisto, forse non lo avrei preso, i motivi non sono tanto nelle conclusioni finali, che ho trovato interessanti (vedi ragionamento sopra), ma nello sviluppo dello scritto ed in alcune caratteristiche del libro che a me in generale non garbano.
Molti termini non sono stati tradotti dall'inglese, per esempio una cartina con la distanza tra Tokyo e le basi aeree USAAF in miglia e con i nomi geografici in inglese... Soviet Union... 
Numerose parole come "fleet in being", "turning point", "flight engineer", "hit and run", "bomb run", "atrocius weather conditions", "target of opportunity" etc. etc. etc non tradotte. E se in alcuni casi avevsa un senso lasciarle in inglese, in altri mi è parsa più che altro pigrizia.
Acronimi senza spiegazione di cosa significhino, mentre in altri casi è riportato, a cosa corrisponde il luogo CBI?
Vengono illustrate anche le singole missioni aeree con dati, che a me non interessano.
C'è da dire che il libro fa parte di una collana che mi pare di intuire sia di matrice aereonautica militare, quindi la terminologia è quella, ma dovrebbe restare comprensibile dove non necessariamente tecnica. 
La cosa che ho trovato, come per tutte le mie recensioni, poco digeribile è la scarsità dello scritto. Delle già poche 136 pagine, ben una cinquantina sono di immagini a pagine intera ( o più di mezza pagina)o pagine in bianco... e costa 15 euro...
Mettiamola così, tanto per restare nella terminologia dello scritto, io non ero nel target giusto   ^_^





A pagine 49 sono sobbalzato sulla poltrona... quando leggo che Okinawa è stata spostata nelle isole Kurili... 
Intanto in italiano Kurili si scrive con la "C", Curili e poi stanno a sud del Giappone, non a nord...
Non voglio far la figura di quello che è contento di aver trovato la topica altrui, ma, al contrario, proprio perché io mi sono accorto di un errore, implica che questo è veramente imbarazzante...
Comunque Putin ringrazia per l'annessione di Okinawa   ^_^

Qui sotto inserisco la prefazione degli autori e un paio di scan su come è strutturato il libro, tanto per far capire a chi fosse intenzionato all'acquisto se può collimare con i propri interessi   ;)

martedì 8 novembre 2022

Roman Album "Heidi, Alps no Shoujo" (1979)

Tenderei ad escludere la possibilità che io possa mai aderire ad una qualsiasi setta religiosa, ma se ne venisse fondata una di adoratori dell'anime di Heidi potrei tranquillamente diventarne un adepto, il primo, entrerei anche a far parte del clero degli Heidiani    ^_^
Questo Roman Album è molto bello, e tralasciando il fatto che ne posso usufruire solo o quasi visivamente, direi che è stato un buon acquisto, ad un prezzo sensato.
Oltre a ripercorre la trama della serie (da pagina 9 a 24) ed avere un focus sui personaggi (da pagina 29), a presentare le location (a pagina 38 con tanto di planimetria della baita del vecchio dell'alpe!) anche dal punto di vista geografico, a contenere lo spartito musicale delle due sigle nipponiche (pagine 26 e 28), sono presenti molte pagine dedicate ai doppiatori giapponese, con in primo piano le voci di Heidi e Peter (pagina 65). Si possono vedere anche i visi di questi doppiatori giapponesi.
Ovviamente se non ho frainteso l'interpretazione dei contenuti delle pagine  :]
Spesso mi chiedo, e chiedo a chi ha contatti con l'anime system, se in Giappone erano interessati alle reazioni che le loro produzioni scatenarono nei paesi Occidentali. Mi viene sempre risposto che ai giapponesi non interessava quell'ambito, e la qual cosa mi delude assai.
La controprova la si ha nelle tante dichiarazioni di Nagai, ma non solo lui, in cui afferma di aver scoperto solo dopo molti anni del successo di alcuni suoi personaggi.
Alla fine di questo Roman Album (pagina 81) ho però trovato una pagina in cui si commenta la reazione della carta stampata alla serie "Heidi, Alps no Shoujo". Sono mostrati due trafiletti, uno tedesco ed uno spagnolo, che ho provveduto a tradurre tramite siti appositi.


Nella scan di pagina 81, verso fine post, si può vedere i due trafiletti qui sopra nel loro contesto originale.
Nulla di eccezionale, ma comunque interessante, perché dimostra che, seppur minimamente, il mondo dell'animazione nipponico un po' teneva d'occhio il successo mediatico delle loro opere, non solo dal punto di vista del ritorno economico.
Mi ha sorpreso grandemente, invece, che non venga mostrato nessun articolo della stampa italiana, dove Heidi ebbe un successo clamoroso di pubblico e di vendita di prodotti di qualsiasi genere... ancor più sorpreso se penso che il Roman Album è del 1979 e da noi Heidi venne trasmesso ad inizio 1978, con repliche regolari anche nel 1979.




Queste pubblicazioni contenevano sempre un poster molto grande, stampato fronte retro.
Uno stupendo poster!

Buona visione   ^_^

domenica 6 novembre 2022

"Le nuove avventure di Pinocchio" - Box DVD "Yamato Video"


Circa un anno fa è uscito il cofanetto DVD del Pinocchio della Tatsunoko, di cui, a dire la verità, a parte la bella sigla italica, nulla ricordavo. Lo seguivo, ma evidentemente non come altre serie, perché mi sono reso conto che guardando le 52 puntate non c'è stato un singolo fatto che mi rammentassi.
In particolare ho scoperto che gran parte degli episodi non sono autoconclusivi, come erroneamente credevo, anzi, c'è un doppio filone narrativo molto lungo. Il primo da quando Geppetto cerca fino in Africa il suo burattino che era stato rapito da Mangiafuoco, in seguito è Geppetto che viene fatto prigioniero e Pinocchio cerca di liberarlo fino alla fine della serie.
Ero molto curioso di (ri?)vedere questa serie, ma avevo il forte timore che potesse deludermi come trama, invece è stata una sorpresa positivissima.
"Le nuove avventure di Pinocchio" sono l'ennesima prova che gli adulti, che condannava sulla carta stampata e in televisione l'animazione seriale nipponica, non si prendevano la briga di seguirla con un minimo di serietà.
Stante qualche ingenuità sulla trama, ma che potrebbe essere data dal doppiaggio italico, per il resto la serie è avventurosa, formativa e fantasiosa!
Gli sceneggiatori della Tatsunoko, oltre a mantenere il valore formativo della storia di Pinocchio, cioè se vuoi diventare un bambino ti devi impegnare (studiare, essere corretto, non fare casini...), inserirono praticamente tutto: 
la magia, brevi spiegazioni sulla natura, l'avventura, i mostri, i demoni, una spruzzata di folklore nipponico(!), la guerra, la corruzione, la speculazione edilizia, l'inquinamento, la religione e pure la fantascienza!
Qualsiasi fan dell'animazione nipponica anni 70 dovrebbe guardarla con attenzione.
C'è solo un modo per descrivere il Pinocchio che ci mostra la Tatsunoko fin dai primi episodi e per gran parte della serie: una vera merda umana... cioè... una merda lignea   ^_^

Pur essendo solo un burattino ha tutti i difetti dei bambini umani, è svogliato, scansafatiche, bugiardo, piagnucoloso, egoista, spesso cattivo, ma con il proseguire della storia migliora, seppur molto poco alla volta, ricadendo sovente in errore.
Fin Geppetto, esasperato dai disastri e morti che il suo burattino causa, in alcuni momenti si dispiace di averlo creato.
Una caratteristica/potere che la Tatsunoko ha conferito al suo Pinocchio è quella di fungere da medium tra il mondo degli umani ed il mondo animale, vegetale e degli spiriti. In pratica il Pinocchio della Tatsunoko comprende il linguaggio degli animali, ma anche quello dei vegetali e riesce a combattere i demoni che lo avvicinano in maniera più efficace degli umani.
Numerosi i personaggi di contorno, alcuni aggiunti dalla Tatsunoko, come il topino e la gatta Nora. Ovviamente c'è la volpe, mentre il gatto, seppure in italiano viene lo stesso chiamato gatto, è una donnola/puzzola.
E' interessante il rapporto di Pinocchio con il topino, la volpe e il gatto/donnola/puzzola, in quanto all'inizio della serie e per molti episodi i secondi cercano addirittura di uccidere il burattino, in seguito si aiuteranno come veri amici.
Dopo aver illustrato il box DVD, inserisco come sempre delle immagini di alcuni momenti della serie che mi hanno colpito.

La pecca più grossa di questa edizione non è la mancanza della sigla italiana, su cui si può anche soprassedere (la si può ascoltare su Youtube tutte le volte che si vuole), ma l'assenza di sottotitoli in italiano fedeli ai dialoghi nipponici. Questa enorme mancanza non permette di comprendere di quale entità furono gli adattamenti italici. Comprendo bene che un titolo come questo non possa ambire a grandi vendite, ma pensavo che la "Yamato Video" avesse fatto sua questa necessità dell'appassionato italico che, se compra una serie di nicchia come questa ,è anche per poter apprezzare certe sfumature.

Oltre a questa mancanza di base, i primi due DVD contengono dei gravissimi errori, presenti anche nel booklet allegato, un bug da veri principianti del settore, che non mi sarei mai aspettato nel 2021/22 in un box DVD da 60 euro...

In pratica dal quinto al nono episodio la sequenza delle puntate, le immagini sul menù DVD, i titoli sul menù DVD, le immagini sul booklet, i titoli sul booklet e la trama sul booklet sono completamente a caso... impossibile raccapezzarcisi...
Mi sono distrutto l'unico neurone che avevo per cercare di mettere ordine nel caos totale compiuto dalla "Yamato Video"...
Ho elaborato due immagini con spiegazioni degli errori presenti sia nel booklet che nei primi due DVD, compresi i menù.
Mentre stavo guardando la serie, arrivato al quinto episodio, sono andato nel pallone, non capivo cosa stavo vedendo, anche perché due di queste cinque puntate sono sequenziali, per fortuna, pur in ordine errato, non sono state messe separate o invertite... 
Qui sopra evidenzio gli errori del booklet, facendo riferimento alla sequenza degli episodi presenti su Wikipedia, che immagino sia corretta, e anche se non lo fosse, resterebbe il totale caos di come sono illustrate le puntate dalla 5° alla 9°.
Una persona consulta il booklet è ottiene delle informazioni:
il titolo della puntata, il numero dell'episodio, le immagini corrispondenti a quella puntata, la trama dell'episodio.

Basta vedere l'immagine sopra per capire il numero di errori commessi.


Ovviamente non è finita...
Anche il primo e il secondo DVD sono totalmente incasinati tra la puntata n° 5 e la puntata n° 9...
Qui sopra ho inserito i menù dei primo e secondo DVD concernenti gli episodi incriminati.
In nero ho messo l'ordine corretto e i titoli corretti (presi da Wikipedia), in rosso la sequenza con i titoli dei due DVD, in azzurro la corrispondenza corretta delle immagini del DVD.
Io non so bene cosa sia capitato alla "Yamato Video", un terremoto? Le cavallette? Il Covid? Putin?
Resta il fatto che quando ho comprato il box DVD della "Yamato Video" nel negozio della "Yamato Video" nessuno mi ha avvertito del grave bug al momento del pagamento... ho pagato a prezzo intero un prodotto fallato...
Avrei apprezzato anche solo un adesivo sulla confezione con l'avvertimento degli errori presenti e magari (magari) delle scuse.
Tutti si sbaglia, magari l'errore non è neppure ascrivibile alla "Yamato Video", ma sulla confezione c'è scritto "Yamato Video" e l'ho comprato alla "Yamato Video".
La prossima volta che ci vado farò presente...

martedì 1 novembre 2022

La leggenda di Lady Oscar - Guida non ufficiale


TITOLO: La leggenda di Lady Oscar - Guida non ufficiale
AUTORE: Elena Romanello
CASA EDITRICE: Anguana Edizioni
PAGINE: 663
COSTO: 32 
ANNO: 2022
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791280896001



E' questo il terzo libro dedicato a madamigella Oscar uscito in questo 2022 per commemorare il 50ntennale giapponese e il 40ntennale italico, gli altri due sono:

Leggendo le due recensioni si capirà che per festeggiare il doppio anniversario ledioscariano suggerisco la lettura di "Lady dal fiocco blu?" di Silvia Stucchi e di questo "La leggenda di Lady Oscar" di Elena Romanello, sconsiglio vivamente l'acquisto de "Il destino delle rose"...
Le tematiche toccate da Elena Romanello sono numerose e tutte molto circostanziate, in primis l'anime, che è sviscerato sotto molteplici punti di vista, dalla serie presa nel suo complesso alla sinossi ed analisi di ogni singolo episodio, le sigle italiane e le musiche nipponiche, passando per una valutazione di ogni personaggio e del cast dei doppiatori (non solo italiani!).
Ho apprezzato molto i commenti dell'autrice sugli episodi dell'anime, che in alcuni casi mi hanno fatto notare aspetti che avevo sottovalutato o collegamenti con altri fattori che non avevo mai preso in esame.
Ovviamente è analizzato anche il manga, informando sempre il lettore sulle differenze tra manga ed anime, spiegando in quale punto queste difformità sono presenti e cercando di capire perché la serie tv in alcuni punti si discostò dal fumetto.
Visti i tanti aspetti trattati non tutti mi sono interessati, ognuno ha le sue fisse, a me, per esempio, non interessa la fan fiction e tutto quello che tende a rielaborare una storia originale. La trama è quella, può piacere tutta o solo in parte, ma non la si può modificare   ^_^
Essendo il manga e l'anime di Lady Oscar a sfondo storico vi sono più punti del saggio che raffrontano la parte inventata dalla Ikeda con i fatti reali, analizzando anche i personaggi storici effettivamente esistiti e quelli a cui la mangaka si ispirò per creare i personaggi non esistenti.
Uno dei paragrafi in appendice riguarda la "Cronologia dell'anime", desunta da fonti cartacee e web, sono solo tre paginette, ma a me sono tornate molto ulti per inquadrare meglio tutta la trama, anche in considerazione della mia ignoranza dal punto di vista storico   >_<
Non manca il capitolo sul merchandising italiano, specialmente quello editoriale, che fu il più corposo per Lady Oscar.

C'è una aspetto su cui non concordo con l'autrice e riguarda l'attualità per le nuove generazioni dell'anime (ma anche del manga) di Lady Oscar, non perché i contenuti della serie non siano validi ed ancora attuali, ma solo perché le nuove e nuovissime generazioni, se non istradate dai genitori, non guardano anime con una grafica tanto vetusta...
Il distacco generazionale vale tantissimo per i robottoni, difficilmente digeribile fin dagli under 30, ma anche una serie esteticamente più valida e moderna come Lady Oscar è fuori dai canoni estetici dei più giovani.
Temo che ci si debba rassegnare a considerare queste serie, a parte qualche eccezione tipo Heidi, che viene regolarmente replicato, appartenenti all'immaginario dei più vecchietti, che poi sono coloro che possono spendere qualche soldino in merchandising e libri, quindi mantenere vivi dei personaggi che altrimenti sarebbero dimenticati.
Mio punto di vista generale dato dalla conversazione con giovani fan dell'animazione nipponica, che per la quasi totalità sono totalmente indisponibili a seguire "roba vecchia", come la bollano loro... 



Ho inserito questa nota dell'autrice riguardo ai due precedenti suoi titoli su Lady Oscar per chiarire la differenza con questo:

Ai tempi ero stato parecchio critico con la seconda edizione (vedi link sopra), ma è indubbio che questa volta non sia stata pubblicata una ristampa con il titolo differente, ma un libro ex novo che ingloba la gran parte del libro precedente, ma indubbiamente più approfondito.

Qui sotto il corposo indice del saggio, corposo e minuzioso.

sabato 29 ottobre 2022

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante


Come spesso mi capita debbo ringraziare Massimo Nicora che a metà ottobre mi ha informato sulla prossima uscita di questa rivista, lui compensa la mia parte a-social, che spesso non mi permette di venire a conoscenza delle novità   ^_^

Dopo "Nippon Shock Magazine" è stata pubblicata un'altra rivista sul mondo dell'animazione e del fumetto nipponico, la qual cosa non può che far piacere ad un qualsiasi appassionato.
Parto subito con simpatia ed antipatia   ^_^
Delle due testate preferisco (comprato fino al secondo numero di "Nippon Shock Magazine") "Anime Cult", che è al suo primo numero, di cui ho fatto anche l'abbonamento dal numero 2 al 7, visto il costo super scontato. Questo numero uno di "anime Cult" l'ho acquistato a parte sul sito giovedì pomeriggio (appena reso disponibile), questa mattina mi era già arrivato. Quindi un plauso al reparto spedizioni della casa editrice Sprea, c'è da dire che siamo entrambi nella zona di Milano.

Perché preferisco "Anime Cult" a "Nippon Shock Magazine"?
Non per il costo più basso, 6,90 euro di "Anime Cult" contro i 9,90 euro di "Nippon Shock Magazine", visto che il costo maggiore della seconda rivista è dato di certo dalla maggiore qualità materiale. La carta di "Nippon Shock Magazine" è patinata, e la grafica è più accattivante, senza contare che debbono pagare i diritti del manga pubblicati.
La carta di "Anime Cult" è di qualità inferiore, tanto che mi è arrivata abbastanza sgualcita, si nota anche un po' dalle scan più sotto.
Sostanzialmente "Nippon Shock Magazine" è formata per circa metà rivista da brevi manga, che a me, purtroppo, non interessano, mentre "Anime Cult" contiene solo redazionali.
"Anime Cult" si concentra sul passato, almeno nel primo numero, mentre "Nippon Shock Magazine" guarda più al presente, quindi teoricamente le due testate avrebbero due target differenti, almeno in parte.
Così a prima vista dagli articoli presenti in questo primo numero parrebbe che "Anime Cult" rispolveri tematiche già conosciute, ma comunque approfondendole in numerose pagine.
Approfondire il passato non è necessariamente un minus, dipende da cosa cerca il lettore e da come sono trattati gli argomenti.
Per esempio il primo articolo della rivista è ad opera di Marco Pellitteri e riguarda l'enorme attenzione che la stampa dedicò alla prima invasione dei cartoni animati giapponesi in Italia. Potrei io mai criticare un articolo che parla della stessa cosa che io tratto da anni nell'Emeroteca Anime?  ^_^
Spero che scritti come questi, al di fuori della saggistica, possano porre l'attenzione su quel mai più ripetuto fenomeno mediatico che avvenne dal 1978 al 1982.
Come si può vedere in copertina c'è una "intervista esclusiva" a Go Nagai, peccato che è quella del 2007 fatta da Luca Raffaelli, poi è in versione integrale, pare mai pubblicata prima, però avrebbe circa 15 anni... forse si poteva scrivere in copertina che era del 2007... così mi pare un po' una furbatina   ^_^
Per quanto mi riguarda io non ho comprato la rivista per l'intervista a Nagai, che sinceramente mi ha un po' stuficchiato con tutti i suoi remake etc. etc. etc
Noto che numerosi scritti sono ad opera del gruppo "Passion4Fun", che immagino saranno appassionati di qualche sito.

Qui sotto il sommario della rivista.


L'indice dello speciale su Go Nagai, quasi 40 pagine, non poco.

Per illustrare al meglio i contenuti di questo primo numero ho inserito la prima pagina di ogni scritto, a parte l'ultimo sulla statua di Devilman seduta in cima ad un palazzo in Giappone, in quanto avrei dovuto scannerizzare due pagine, rivelandone maggiormente il contenuto.
Preciso che non ho ancora letto tutti gli articoli, ho scritto il post sfogliando la rivista e leggiucchiandola   ^_^

Edit del 31 ottobre 2022 con info per abbonamento ed acquisto primo numero:
Alla fine del post inserisco un'altra scan della rivista dove ci sono le informazioni per abbonarsi, richiesta da Utopia71 nei commenti.
Il primo numero l'ho acquistato fuori abbonamento, con spese di spedizioni di circa 5 euro, il resto dei numeri non hanno costi di spedizioni aggiuntivi in quanto parte dell'abbonamento.
Piccolo inciso, ho telefonato due volte al numero per gli abbonati, i due addetti sono stati gentilissimi ed efficienti. Nel dubbio telefonare  ;)

lunedì 24 ottobre 2022

Oni la leggenda del dio del tuono - Netflix


Essendo disponibili sul web millemila siti di informazione sull'animazione giapponese, di norma evito di scrivere post su una novità riguardo ad una serie o un film, ma per questa miniserie "Oni, la leggenda del dio del tuono", disponibile su Netflix dal 21 di ottobre, farò con piacere un'eccezione.
Questa mini serie è stupenda!  ^_^
Trovo grandemente errata la dicitura di Netflix secondo cui la serie sarebbe indicata per i bambini, non che non lo sia, ma probabilmente questi la vedrebbero senza apprezzarne gli aspetti inerenti il folklore giapponese.
Quindi trovo che la serie sia consigliabile a qualsiasi età, essendo nel contempo divertente, misteriosa, educativa e delicata.
Considero secondaria la questione della grafica quando i contenuti sono ottimi, ma poi ci sono i casi in cui i contenuti sono ottimi e la grafica è perfetta.
Quando ho visto il primo spezzone pensavo fosse girata in stop-motion, per questo mi aveva incuriosito, chi ma usa più la stop-motion?
Infatti è una serie in computer grafica che riprende la stop-motion.
Forse non una novità in assoluto, ma non l'avevo mai vista utilizzata per una serie nipponica.
Ci sono cresciuto con i personaggi in plastilina di "Mio Mao", quindi la simulazione al computer del "passo uno" è stato un piacere per gli occhi, specialmente se ci si somma gli effetti più moderni in CGI.
Ho notato che alcune scene riprendono "Mononoke Hime"di Miyazaki, per esempio il mostro oni a più zampe della serie, che è simile al cinghiale indemoniato che attacca Ashitaka all'inizio del lungometraggio animato.
In altre scene e dinamiche tra i personaggi vi si notano similitudini con i film di Totoro e Pom Poko, poi ognuno ci vedrà cose differenti.
Spero che queste poche righe, in cui cercherò di evitare spoiler e di fare trattazioni campate in aria, possano spingere qualche dubbioso a agguardare questa piccola stupenda serie, tanto, alla fine, sono solo 4 episodi da 40 minuti.
Con tutte le serie animate e live che avrete visto e di cui non ricordate più nulla, non saranno certo questi 160 minuti a cambiarvi la vita   ^_^

I protagonisti sono la piccola Onari e suo padre Naridon, che a me ha ricordato molto Totoro, la storia si svolge nel villaggio dei kami sul monte Kamigami, che all'apparire della luna demoniaca verrà attaccato dai terribili oni.
Gli abitanti del villaggio devono organizzare la resistenza, il Sensei Tengu si occupa di addestrare i bambini del villaggio, da cui spera di poter far affiorare un potere abbastanza forte per opporsi agli oni, chi svilupperà questo potere?


        


domenica 23 ottobre 2022

"La verità sul conflitto cino-giapponese" - Edizioni Vitagliano Milano dell'agosto 1937 - Parte Seconda (fine)


Seconda ed ultima parte del pamphlet più o meno informativo (meno che più...) sulla guerra (cioè invasione nipponica) tra Cina e Giappone, la prima parte al link qui sotto:

Come nella prima parte sono numerose le immagini, specialmente di combattimento. Mettendole a confronto con quelle che vediamo arrivarci dall'Ucraina, a parte il bianco e nero delle foto, non le trovo molto differenti. Sempre poveracci che crepano o stanno per crepare vengono immortalati.
Oggi c'è la novità dei video in presa quasi diretta da parte dei droni, ma alla fine il disastro qualcuno lo ha scatenano, questa volta un "vero uomo di pace"...   T_T
Interessante lo scritto di Leo Galetto, che ripercorre i conflitti in Cina con gli attori Giappone e URSS, in cui i nipponici vengono considerati più benevolmente dei russi.



Una breve biografia di Fumimaro Konoye che, a dispetto di tutta la propaganda divulgata al popolo, non scelse il rituale suicidio da samurai, ma il veleno.

sabato 22 ottobre 2022

Onda TV dal 5 all'11 novembre 1978 - 34esimo numero della rivista


In copertina il gruppo musicale de "Gli alunni del sole", il perché vi siano stati piazzati resta un mistero, in quanto all'interno della rivista non vengono nominati.
Prosegue il mio tentativo di mostrare una panoramica continuativa dei programmi delle tv private locali milanesi e lombarde, che comprendo possa interessare pochino agli extra lombardi (ricordatevi che siamo tutti extra rispetto a qualcun altro!), ma purtroppo per voi "extra" siamo entrati nel giorno uno anno uno dell'era della sovranità e dell'autarchia blogghesca!
Eviterei del sarcasmo... se il direttore di un TG della Rai può diventare ministro della Cultura della nazione che in base a varie definizioni ospita tra il 40% e il 60% del patrimonio culturale mondiale, un blogger sgrammaticato come me potrebbe diventare sottosegretario al medesimo ministero!
Occhio!   ^_^
Terminata la facezia da auto commiserazione politica, passo al 34esimo numero di "Onda TV", che come tutti i precedenti e successivi che ho postato ha pochi articoli redazionali, ma quando presenti sono spesso incentrati sul mondo delle tv locali, in questo caso "Telealtomilanese"


A distanza di tanti decenni non ho ancora capito se si scrivesse "Telealtomilanese", "Tele Alto Milanese", "Telealto Milanese", etc. etc. etc.  :]
Tanto il logo sullo schermo del televisore mostrava TAM, quanto bastava per sapere cosa stavo guardando.
Il bello di questi brevi articoli è che riportavano i nomi di trasmissioni che ormai sono del tutto obliate, e per motivi anagrafici io sinceramente non rammento per nulla:
A tu per tu con il sindaco;
Dica 34;
Vento di terre lontane;
Portami tante rose;
Il tormentone.



Non ricordo per nulla Anna Rusticano, ma sono abbastanza ignorante (anche) in musica leggera, quindi non faccio testo.
Ho trovato un video della sua esibizione proprio al "Cantagiro 1978".

venerdì 21 ottobre 2022

Coloriture, rumori, musiche nel cinema d'animazione



TITOLO: Coloriture, rumori, musiche nel cinema d'animazione
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Edizioni Pendragon
PAGINE: 357
COSTO: 5€
ANNO: 1995
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 


Fino ad oggi il saggio più recente che avevo inserito nella mia ricerca della "Pre-saggistica sugli anime" era nel 1993, non pensavo di andare oltre, ma ho trovato questo titolo del 1995 incentrato sulla musica nel cinema d'animazione. Considerando che a mio avviso la saggistica italiana su anime e manga nasce dal 1999 con i libri "Animeland, viaggio tra i cartoni made in Japan" (marzo 1999) e "Mazinga Nostalgia" (dicembre 1999), il saggio "Coloriture" del marzo 1995 lo si può far rientrare nella mia categoria inventata della "pre-saggistica".
La tematica del libro è quella che mi piacerebbe qualcuno prima o poi trattasse in maniera organica, cioè le colonne sonore nell'animazione giapponese, comprendendovi anche le BGM.
Non è stato ancora pubblicato un saggio su questo tema, ma solo accenni in altri libri sull'animazione giapponese, quello che trovo il più interessante è ancora oggi il quarto capitolo di "Mazinga Nostalgia" prima edizione, diventato il nono capitolo nell'ultima edizione in due tomi ((Tomo 1), in cui è presente il contributo di Paolo Bozzola dal titolo "Musica, Sensei".
Quindi ho già spoilerato che "Coloriture" praticamente non si occupa delle musiche in serie e film animati nipponici, tranne nel capitolino di otto pagine dal titolo "Giappone Cyberpunk, musiche ed effetti speciali da Akira ad Alita" ad opera di Marcello Pecchioli.
Nelle 357 pagine di "Coloriture", curato tra gli altri da Giannalberto Bendazzi, ci sono altri tre punti in cui viene trattata la musica nell'animazione giapponese.
Nel totale si arriva a 10 pagine su 357... direi una bella occasione mancata, specialmente perché ci sono delle considerazioni che ho trovato opinabili.
Il saggio curato da Bendazzi, Cecconello e Michelone tratta praticamente solo dell'animazione statunitense, quindi lo consiglio a chi è interessato a quel mondo, a fine post inserisco l'indice completo del saggio. Per la prima volta ho scannerizzato anche l'indice dei nomi e dei personaggi, in quanto, oltre a far risaltare quanto poco ci si è occupati di animazione nipponica, qualcuno potrà trovare degli spunti su altri temi, visto che comunque il saggio ne tratta tantissimi.
Purtroppo questo blog ha il suo focus sugli anime, e quindi non posso che annotare la scarsità di attenzione dedicata alle colonne sonore giapponesi, che per la prima volta in Italia ci fecero ascoltare della musica non per bambinetti stupidi.
Incredibile che un saggio che vuole indagare le "voci, rumori e musiche nel cinema d'animazione" salti del tutto 30 anni di colonne sonore anche solo dei film di animazione giapponese, per non parlare delle serie animate... poi ci sarebbe stato il mostruosamente vasto mondo delle BGM...
Probabilmente gli autori avevano un'età che non gli permetteva di considerare importante la musica nell'animazione giapponese, che fu rivoluzionaria quanto l'animazione giapponese stessa, e quando il tema "anime+musica" viene trattato, lo si fa superficialmente.

Ecco il solito elenco della pre-saggistica che ho recensito fino a questo momento, ben 34 titoli:




A pagina 51, e per poche righe della successiva, viene trattata la musica nelle serie animate, dividendole in serie con storie autoconclusive (tipo Hanna & Barbera) e serie animate seriali (come quelle nipponiche), questo perché secondo l'autore la musica veniva usata in maniera differente.
Si noterà che scompaiono dalla scena musicale gli anime robotici visti dal 1978 ai primi anni 80, neanche un errore, un delitto   ^_^
Come si fa a non aver colto che una gran parte del successo di Goldrake e soci fu dovuto alle musiche?
Mistero.



Gli altri due punti in cui si accenna agli anime sono a pagina 65 e 69, facenti parte del medesimo contributo.
Due mezze pagine, una sul doppiaggio ed una sugli effetti sonori.

Tocca quindi al contributo più corposo del saggio, ben otto pagine   ^_^