TITOLO: Heidi, un mito della montagna
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martedì 30 giugno 2015
Heidi, un mito della montagna
TITOLO: Heidi, un mito della montagna
domenica 28 giugno 2015
Go Nagai, il padre dei super-robot
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
A titolo di esempio iniziale mi pare che un errore compaia già dalla copertina, come mi era stato fatto notare da un lettore del blog, tra i robottoni gonagaiani viene annoverato anche il Gakeen, che non mi pare sia del Maestro.
Questa biografia di Go Nagai corrisponde al profilo sopra descritto, devo dire che le wikipediate sono meno evidenti, mi pare di aver trovato una bella animeclickkata ed una gigantesca encirobottata. Il dubbio che una notizia letta provenga dal web, o da qualche altro saggio, viene quando il concetto letto è un po' particolare (tipo quello che mi pare di aver scovato).
Secondo gli autori: “(Nagai) Poi, quasi per caso, ascolta uno dei suoi assistenti vantarsi di avere, da studente, fatti pipì sulle compagne di scuola impegnate in un saggio di educazione fisica, sfruttando un buco sul tetto della palestra”.
Guarda caso corrisponde a ciò che si può leggere in un articolo di Animeclick:
http://www.animeclick.it/news/7390-go-nagai-sullecchi-harenchi-gakuen-la-scuola-spudorata
Nagai racconta a Weekly Playboy: "Iniziammo Harenchi Gakuen con l'idea di fare un fumetto basato sul disordine scolastico. Mi piaceva la parola "harenchi" (scandalo), che era sempre stata usata nel mercato dei film per adulti. Scandalo e scuola sono come olio e acqua, perciò pensai che mescolarli assieme sarebbe stato divertente... All'inizio non avevamo nessuna storia, ma il mio assistente dell'epoca si vantava di come era riuscito a sbirciare delle ragazze durante una visita medica scolastica da un buco sul tetto, e quello ci diede uno spunto... Prendemmo l'idea di alcuni ragazzi che sbirciavano da un buco nel tetto durante una visita medica e un insegnante li faceva cadere giù colpendoli con una lancia...
venerdì 26 giugno 2015
Mazinga Z DVD 1 Yamato Video/Gazzetta dello Sport
Non per caso buon ultimo, arriva Mazinga Zetto, che per renderlo appetibile è stato inserito nel cofanetto de "Il Grande Mazinga", altrimenti rischiavano non se lo filasse niuno...
La qual cosa ha comportato un esborso di ben 10 euro per il primo DVD, in quanto, essendo furbescamente una prosecuzione del Guretto (ma se è antecedente! O_o), non è venduto al prezzo di 1,99€.
7 euro buttati nel...
Con questo incipit non vorrei si pensasse che io non sia un estimatore di Mazinga Z!
E che fa proprio pena, sia come cartone che come robot, e non menziono il pilota per carità di patria...
Per mia sfortuna mi tocca completare l'opera e recensire il primo DVD pure di questo insulso mezzo robotico, nel senso che vale la metà di qualsiasi altro robottone :]
Come le altre tre serie di Nagai questa è una prima assoluta in DVD, così "prima" che alla Rai manco lo avevano terminato di doppiare, lasciandolo incompiuto. Oltre al fatto che alcune puntate, anche iniziali, non erano state doppiate, tipo la quarta di questo DVD, grazie alla quale si può già ascoltare il nuovo doppiaggio, che contempla i nomi italianizzati. In fondo la situazione doppiaggio + nomi originali/non originali era così intricata che comunque si facesse si sarebbe scontentato qualcuno.
Hanno fatto una scelta, qualcuno avrà a che ridire, altri avrebbero avuto da lamentarsi per la scelta opposta, ma ridoppiare tutta la serie non penso sarebbe stato economicamente sensato, per Mazinga Z...
I sottotitoli contengono i dialoghi rispettosi dell'orginale.
Devo dire che a grandi linee il vecchio doppiaggio italiano, per le prime puntate che ho scorso, mi è parso abbastanza rispettoso dei testi originali, c'è qualche nome errato, qualche concetto riassunto, ma nulla di stravolto.
giovedì 25 giugno 2015
"Una lacrima col computer", di Paolo Cucco - Playboy giugno 1981
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Il bello di frugare nei mercatini è che, talvolta, si incappa del classico tesssssoro, quell'oggetto a prezzo stracciato che non ti aspettavi di trovare, e che scatena l'effetto "Affari al buio" (la trasmissione tv).
Stavolta ho beccato un numero di Playboy del giugno 1981, che, a fronte di un titolo esilarante, contiene le sinossi, a grandi linee corrette, di alcune serie animate.
Ammetto che dover sfogliare i Playboy (impensati contenitori di interessanti articoli) in cerca di perle del genere, mi imbarazza un po', però poi penso che il contenuto di un Playboy del 1981 lo vediamo al telegiornale quando ci sono le cronache inerenti silvietto :]
Detto ciò, ammesso fosse necessario scriverlo, della prima pagina sopra si notato subito le due schede preforate, che hai tempi erano l'emblema del computer, con sopra i personaggi degli anime.
Ed il sottotitolo ci illumina subito sul contenuto dell'articolo:
"Miliardi e calcolatori dietro le disgrazie a ripetizione di Heidi, Candy Candy, Remi e soci".
Intanto gli anime non costavano "miliardi", mentre qualche miliardo lo fecero guadagnare alla Rai, soprattutto Heidi.
Sui "calcolatori", poi, penso sia inutile soffermarsi, ma questa è l'ennesima prova di quanto quella ridicola menzogna venisse ripetuta a pappagallo da un sacco di giornalisti e testate, anche le più impensate: da Topolino nel 1978, che si inventa per primo l'uso del computer, fino a questo Playboy, passando per una miriade di quotidiani nazionali..
Questo non fu l'unico articolo di Playboy sui cartoni animati giapponesi, il mese successivo toccò agli anime robotici/fantascientifici:
"La moltiplicazione degli Ufo Robot", di Andrea Ferrari - Playboy luglio 1981
E sulla rivista concorrente, Penthouse, lo stesso mese venne pubblicato un altro vaneggiante articolo:
"Favole della galassia", di Raul Alvarez e Massimo Buscema - Penthouse luglio 1981
La partenza dello scritto di Paolo Cucco è veramente al fulmicotone, poi migliora.
Se una colpa i giapponesi l'avevano, era quella di aver usato tristi romanzi europei di fine '800, ma le storie non le avevano inventate loro, ma noi europei...
Come più e più volte ribadito le case di produzione nipponiche non pensavano minimamente al mercato europeo, solo a quello interno, se poi qualcuno gli acquistava una serie che ormai giaceva in magazzino, ormai ammortizzata, ovviamente gliela vendevano con piacere.
Ma questi anime non veniva prodotti per la nostra televisione.
Comunque il giornalista non lesina anche dei complimenti agli anime, che poi non ci fosse effettivamente paragone tra i cartoni per la tv made in Usa e quelli made in Japan era una realtà.
Segue l'esilarante parte sull'uso del calcolatore elettronico!
"A loro (i giapponesi) va il merito di aver introdotto il computer nel cartone animato: hanno programmato migliaia di movimenti, basta schiacciare un bottone ed ecco che il personaggio calza vivo ed efficace. I tempi di lavorazione in questo modo sono ridotti al minimo."
Segue una dichiarazione di Bruno Bozzetto in base alla quale parrebbe che lui credesse che gli anime fossero fatti al computer. Ora Bruno Bozzetto presenzia ai festival d'animazione giapponesi come ospite d'onore: fonte.
mercoledì 24 giugno 2015
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 7 Jeeg + Antares (correzione: modellino perfetto!)
Edit del 25 giugno, cioè il giorno dopo questo post:
Stamattina ho provato a capire perchè non riuscivo a far agganciare del tutto Jeeg ed Antares, e ho trovato una piccola sporgenza di materiale residuo all'interno della cavità femmina di Jeeg. Tolto quel residuo i due pezzi si agganciano perfettamente!
Per fortuna!
Ho emendato i miei errori tirandoci sopra una bella riga ^_^
La nuova foto con l'aggancio perfetto.
Posso ipotizzare che dei 64 numeri ordinari più i 7 speciali usciti fino ad oggi, sia l'uscita più attesa: Jeeg ed Antarese che si possono agganciare!
Devo dire che i due modellini singoli sono belli, più Antares di Jeeg.
Non mi scandalizzo per come è stato pensato Jeeg, anche le produzioni più costose tendono a personalizzare i modellini (ho visto dei Jeeg da farmi accapponare la pelle), solo che questo è il terzo Jeeg che esce per la GNRC, e sono tutti esteticamente un po' differenti :]
Comunque fanno la loro bella porca figura ^_^
Direi che le gambe dello speciale "Jeeg con scudi rotanti" siano le stesse di questo modellino.
Go Nagai Robot Collection 01 Jeeg
Go Nagai Robot Collection - Uscita speciale 4 Jeeg con Scudi Rotanti
Questo, ovviamente, nei miei due modellini.
Jeeg agganciato ad Antares resta lo stesso un bel pezzo, ed una bella idea.
martedì 23 giugno 2015
Giappone 1945, dall'operazione Downfall a Hiroshima e Nagasaki
lunedì 22 giugno 2015
"Il Grande Mazinga" - Mondadori Giochi 1979
Fondamentalmente molti dei giochi tratti dalle serie animate nipponiche degli anni 70 ed 80 si basavano sul gioco dell'oca, niente di più e niente di meno. Con una povertà di pezzi presenti nella confezione che ti deludeva appena lo aprivi.
A questo aspetto ludico non secondario va aggiunto che altrettanto spesso erano presenti evidenti errori su nomi, personaggi ed ambientazione. Quindi alla delusione sulla bellezza del gioco andava aggiunto la sorpresa negativa di vedere un gioco che chiamava in modo errato i personaggi del proprio eroe animato preferito.
Cosa spingesse le varie Mondadori, Clementoni ed Editrice Giochi a queste vette di dilettantismo, frammisto ad una totale mancanza di rispetto verso il piccolo acquirente, resta ancora oggi per me un bel mistero.
Eppure sarebbe bastato guardarsi un paio di puntate, prendersi nota di un paio di nomi, magari chiedere ad un paio di bambini, per evitarsi certe figuracce, senza contare che si sarebbero venduti più giochi.
Nulla, niente, nisba, nada.
Dei tre giochi in scatola legati agli anime che ho recensito fino ad oggi (quattro con questo), solo uno ha dimostrato di avere un valore ludico e di rispettare nomi ed ambientazione della serie:
Anna dai capelli rossi - Clementoni 1980.
Gli altri sono assai campati in aria, o come ambientazione rispetto all'anime, oppure con nomi o personaggi errati:
Capitan Harlock, il pirata dello spazio - Editrice Giochi 1978 ;
Danguard, il nuovo eroe televisivo l'ipergalattico contro Ufo Robot - Mondadori giochi 1979 .
A questo elenco aggiungo, seppur fuori categoria degli anime, anche il gioco in scatola di "Guerre Stellari", una delusione incommensurabile...
Gli errori di questo giochi rispetto all'anime non sono moltissimi, ma aggiunti alla pochezza ludica, relegavano la scatola a restare intonsa dentro qualche armadio fin quando i genitori (o lo stesso ex bambino) ne avrebbero decretato la condanna alla discarica...
Eppure la scatola, nonostante i disegni da quinta elementare, ti facevano immaginare chissà cosa... e sul bordo della confezione era ben specificato che:
Poi l'aprivi e non ci trovavi neppure un segnalino fatto come il Brain Condor... cavoli... in fondo lo scopo del gioco era quello di far agganciare il Brain Condor al Grande Mazinga, me la volete mettere almeno una sua mini navicella?!?!
No... quattro birillini colorati... tristezza infinita...
Vero è che, nel caso avessero inserito dei mini Brain Condor nella confezione, nella scatole sopravvissute oggi non ne troveremmo più neanche uno. Come è capitato alle Aquile del gioco in scatola di "Spazio 1999", è già difficile trovare una confezione integra, ma quasi impossibile trovare anche le Aquile...
La presenza della Roulette creava sempre infinite discussioni sul dove si fosse fermata la lancetta, c'era chi non accettava la sua posizione neppure davanti all'evidenza dei fatti...
domenica 21 giugno 2015
"Questo è un UFO! I dischi volanti" (Toei 1975) e "Contatti con gli extraterrestri" (Rizzoli 1976)
Il terzo DVD del cofanetto "Go Nagai Super Robot Movie Collection" contiene il cortometraggio "Questo è un UFO! I dischi volanti" che magari non avrà colpito più di tanto gli acquirenti, e probabilmente in molti avranno skippato i 16 minuti del cartone. Mentre io vi ho notato alcune cose che mi hanno spinto ad andarmi a rileggere un libro sugli UFO, facente parte della collana "Il mondo dell'occulto" , pubblicato negli Usa nel 1975, lo stesso anno del documentario ufologico nipponico.
In questo libro statunitense, tradotto per il mercato italiano nel 1976 dalla Rizzoli, sono presenti alcuni degli avvistamenti di extraterrestri raccontati del cortometraggio della Toei.
A parte questa ispirazione, infatti propendo per l'idea che gli sceneggiatori giapponesi attinsero a questo libro (anche se con le date siamo un po' al limite), trovo interessante il filmato Toei perché dimostra quanto gli UFO attirassero l'attenzione di tutto il mondo, dagli Usa al Giappone, passando per l'Europa. Di certo il successo di Goldrake in Europa fu un ulteriore volano, assieme ad "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e a "Guerre Stellari" (ma anche ai telefilm "Star Trek" e "Ufo Shado"), per l'incremento degli avvistamenti e dell'interesse verso gli omini verdi (che in "Ufo Shado" erano veramente verdi...).
Oggi gli UFO li abbiamo dimenticati e digeriti, non fanno più paura, non sono più presenze verosimili, non sono proprio più neppure avvistati. Visto che con tutte le telecamere professionali che ci portiamo in giro per il mondo dentro i nostri telefonini e smartphone, delle riprese di dischi volonti ed omini verdi dovrebbero essere pieni i TG.
Negli anni 70 gli UFO facevano notizia, tanto da finire in prima pagina su "La Repubblica", basta leggere il post al link:
Goldrake torna in tv (secondi 25 episodi: 12-12-1978/ 12-01-1979), articoli di Repubblica, Corriere della sera, Stampa, l'Unità .
I punti di contatto tra il cortometraggio della Toei ed il libro americano sono tre, però nei 16 minuti del cartone in totale sono raccontati solo sette eventi.
Prossimamente la recensione completa dell'intero numero "Contatti con gli extraterrestri", in questo post ci sono solo le scan in comune con il cartone animato.
Guarda caso il primo avvistamento raccontato dagli sceneggiatori nipponici è il medesimo del primo del libro statunitense, avvenuto il 7 gennaio 1948 nel Kentucky, che vide come tragico protagonista il pilota militare, eroe di guerra, Thomas Mantell.
Nel post inframezzerò le schermate del cortometraggio con le scan delle pagine del libro inerenti il medesimo avvistamento.
giovedì 18 giugno 2015
Da Heidi a Lady Oscar, le eroine degli anime al femminile
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mercoledì 17 giugno 2015
Go Nagai Robot Collection 64 Imperatore delle Tenebre
Una delle cose che ai tempi penso mi colpì era la contraddizione di un Imperatore delle "tenebre"fatto di luce fiammeggiante: "e la luce fu!".
Senza contare che, sconfitto l'impero di Mikenes da parte di Tetsuya Tsurugi e dell'altro tizio piagnucoloso, dell'Imperatore delle Tenebre non si ha più nessuna notizia: estinto? (occhia al fagace doppio senso ^_^)
Da qualche parte una volta ho letto che il Signore del Drago in Jeeg non era altro che l'Imperatore delle Tenebre sotto mentite spoglie. Chissà se Nagai un giorno ci svelerà che fine abbia fatto il nostro cattivone infuocato. Piuttosto che inventarsi l'ennesimo "shin-qualcosa" potrebbe, una volta tanto, fare una cosa utile, chiarendo un tassello delle sue storie rimasto oscuro.
Ma com'è questa 64esima (T_T) uscita?
Non che sia facile rappresentare il capo assoluto della nomenclatura micenea, tramutare in modellino un personaggio immateriale fatto di energia lascia grande spazio all'arbitrio.
E' stata scelta una rappresentazione di "busto", più o meno quello che si vede nel cartone dopo le varie variazioni energetiche.
Forse, dal mio punto di vista di grande fan della serie, lo avrei fatto più grande.
Tra l'altro il modellino mi ha permesso di togliermi una curiosità che covavo da 30 e passa anni: com'è fatto dietro? :]
Fa più paura davanti...
lunedì 15 giugno 2015
Star Wars a Scanimation book
Le pubblicazioni in inglese su Guerre Stellari non mancano di certo, e fra qualche mese verremo inondati anche di quelle in italiano (per fortuna, aggiungo). Quindi non è mica possibile stare dietro agli editori statunitensi, però poi ti capita il libricino che non puoi lasciare sul bancone della libreria :]
Il libricino che se lo avessi avuto da bambino saresti stato il bimbo più felice del mondo (anche perchè avresti visto le immagini di tutti i film successivi!).
Il libricino che appena lo sfogli sei già fregato.
18 eurozzi?
Ok, va bene, "passa alla cassa" ^_^
Tra l'altro non è neppure una novità editoriale, risale addirittura al 2010.
La magia insita nel libricino mi è oscura, e non voglio neppure conoscerla, preferisco l'ingoranza, comunque, se qualcuno volesse, invece, avere maggiori lumi ecco il sito dell'autore:
http://scanimationbooks.com/about-scanimation/
Mi viene il dubbio che non devono aver fatto questo gran successo questi libri in "Scanimation", anche perché parte delle animazioni sono inserite direttamente nel sito:
http://scanimationbooks.com/the-books/star-wars/
In tutto sono presenti 12 "Scanimation" dei sei film:
quella di copertina penso non abbia bisogno di spiegazioni;
2 Star Wars episodio I;
3 Star Wars episodio II;
4 Star Wars episodio II;
5 Star Wars episodio III;
6 Star Wars episodio IV;
7 Star Wars episodio IV;
8 Star Wars episodio V;
9 Star Wars episodio V;
10 Star Wars episodio V;
11 Star Wars episodio V;
12 Star Wars episodio VI (il Millenium Falcon che fugge dalla Morte Nera in costruzione).
Sulla pagina di sinistra sono stampate una o più frasi inerenti la scena, con una didascalia che inserisce la "scanimation" nel contesto del film.
"Obi Wan never told you whathappened to you father?"
"He told me enough! He told me you killed him"
"No, i am you father"
domenica 14 giugno 2015
Studio Ghibli, l'animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata
Questo è un saggio a più mani, una coppia è quella degli autori, a cui vanno aggiunte un sacco di altre mani che hanno realizzato i contributi, forse troppe mani. Non che il saggio non sia interessante, ma dopo i primi quattro capitoli diventa ripetitivo. Questo perché la prima parte del libro (fino al capitolo 4) è scritta dai due autori, quindi segue uno schema comune, mentre dalla seconda parte entrano in gioco i contributi di altri autori ed esperti, che ogni volta devono reintrodurre l'argomento “Studio Ghibli/Miyazaki/Takahata”, ergo, a titolo di esempio, si leggerà più volte:
giovedì 11 giugno 2015
Heidi telefilm 1978 (di produzione svizzero-tedesco-australiana)
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Nel 1980 la Fabbri Editore pubblicò un cartonato dell'incantevole telefilm svizzero-tedesco-australiano di Hedi, che io vedevo sul canale della Svizzera italiana intorno al 1979, ma prodotto nel 1978.
A dire il vero il libro non è altro che il romanzo di Johanna Spyri, illustrato dalle immagini del telefilm. Avendo io già recensito il romanzo di Heidi, e dando per scontato che il contenuto sia il medesimo, questo post farà riferimento al telefilm, utilizzando le immagini del libro della Fabbri solo a scopo mnemonico, visto che sul web non si trovano molte immagini di quei bei personaggi.
Purtroppo mancano le due nonne, inspiegabilmente tagliate nel libro... per il resto gli altri protagonisiti ci sono tutti (manca anche Tinette, vabbè...).
Ovviamente non c'è Nebbia, geniale invenzione (una delle poche) di Takahata, che fu molto rispettoso del romanzo.
Come al solito basta qualche immagine a far riaffiorare i ricordi, bei ricordi, perchè per me l'appuntamento del telefilm di Heidi sulla canale della Svizzera italiana era diventata una piacevole consuetudine (mi pare il sabato), anche se qualche puntata me la sono persa.
Certo, non era la Heidi di Isao Takahata, però si difendeva bene, e la sigletta non era per nulla brutta.
"Ultimamente il personaggio di Heidi ha avuto una straordinaria ripresa di popolarità..", a cosa mai si saranno riferiti quelli della Fabbri? ^_^

Sul web ho trovato un sito francese, direi l'unico, sulla serie tv, a parte che la trasformano in una serie degli anni 80... ormai una insopportabile abitudine degli "ottantini"(a quanto pare non solo italici), che si arrogano lo "ius primae noctis" sul tutto ciò che è degli anni 70... per il resto è un bel sito, che mostra anche come sono diventati oggi quegli attori (una menzione a Clara):
http://www.heidisland.com/index.html
Via con le immagini:
lunedì 8 giugno 2015
"Inciviltà delle macchine" + intervista a bambino - di Maria Teresa Rienzi - l'Unità 23 gennaio 1980
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Ogni tanto i giornalisti avevano la bella idea di lasciare esprimere direttamente i bambini sul fenomeno Goldrake e soci, invece di cacciar loro in bocca frasi non pronunciate o interpretare i loro pensieri. Non che la testimonianza del mio coetaneo romano sia esente da critiche, però, alla fine, dimostra che non eravamo poi tanto lobotomizzati dai "cartoni animati giapponesi", un minimo di capacità di ragionamento l'avevamo conservata...
A parte il titolo scelto dalla giornalista, "Mio padre doveva essere bellissimo", che fa pensare ad un bimbo orfano di padre... di cui non ho capito il nesso che avesse con l'intervista, le risposte del bambino di 8 anni, figlio di comunisti abitante in una borgata romana, sono abbastanza in linea con quello che avrei risposto io, figlio di non comunisti (ma non di destra) e abitante in una borgata milanese.
L'articolo della Rienzi è diviso in due parti, nella prima c'è un qualche tipo di introduzione al significato della parola robot e alla sua presenza nella in narrativa, con analisi sul rapporto bambini e televisione. Nel totale un articolo tra il neutro e l'inutile.
Sul primo mini articolo l'unica cosa che vale la pena sottolineare è che nel sottotitolo si trasformano due serie animate in quattro serie, perché di "Goldrake, Atlas, Ufo, Mazinga" le prime tre sono "Atlas Ufo Robot - Goldrake".
E' possibile che, dopo quasi due anni dalla prima apparizione di Goldrake sui teleschermi Rai, i giornalisti (o chi componeva il titolo) non l'avessero ancora capito? O_o
La seconda parte contiene l'intervista al mio coetaneo romano, e questa è più interessante, grazie al bambino, non alla giornalista :]
Ricomincio, però, dal primo articolo.
domenica 7 giugno 2015
Candy Candy, lettere
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TITOLO: Candy Candy, lettere
sabato 6 giugno 2015
Go Nagai Robot Collection 63 Boss
L'uscita numero 63, probabilmente causa festività del 2 giugno, è arrivata in edicola solo stamattina, misteri degli spedizionieri editoriali :]
Neppure da bambino apprezzavo i personaggi come Boss nei cartoni robotici, per me una trama avventurosa o drammatica non contemplava la presenza di buffoni, umani o robotici che fossero...
In un anime umoristico Boss avrebbe avuto legittimamente posto, in uno robotico no. Passando gli anni non ho cambiato idea.
Quindi questa uscita mi lascia assai indifferente, a parte i 13 euro ^_^
Non è facile riprodurre un viso, i personaggi in costume sono più semplici, detto ciò mi pare che questo Boos non sia venuto malaccio. Il fisico è accettabile, tra l'altro colorato quasi senza sbavature, l'espressione è anch'essa corretta, che poi non è agevole rendere l'espressione di un ebete...
Per quanto mi riguarda questa uscita ha senso solo perchè precede la prossima:
l'Imperatore delle Tenebre!
Direi che un pregio di questa uscita è che, vista la compattezza del modellino, è impossibile se ne rompa qualche pezzo, è praticamente un blocco unico.
giovedì 4 giugno 2015
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" (1971) - Ovvero fantasia e cruda realtà nei film per bambini della Toei
Prima di Heidi e Goldrake, ma anche di "Vichy il vichingo" e i Barbapapà, il mio imprinting con l'animazione giapponese avvenne al cinema. Ovviamente non sapevo da che nazione venissero quei cartoni animati, e neppure saprei specificare l'anno, ma "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" lo vidi sul grande schermo, e poi lo rividi infinite volte sulle piccole tv private (specialmente nei palinsesti natalizi). In questo film si possono ritrovare tutti i motivi del futuro successo delle serie animate che imperverseranno sulle tv nostrane in seguito: sfrenata fantasia e gag esilaranti in una storia anche cruda, in cui i decessi, spesso sottintesi, ma non sempre, non mancavano di certo, senza contare trattamenti crudeli subiti dai protagonisti.
Il messaggio per il bambino poteva essere che entrare a far parte del mondo degli adulti, animali antropomorfi o meno che fossero, non era una cosa agevole/gradevole.
Devo dire che, se talune scene venissero prese fuori dal contesto del film, ci sarebbe quasi da avere i brividi, considerando che è un film dedicato espressamente ai bambini: omicidi (anche di massa...), rapimenti, schiavismo, percosse, torture.
Il campionario di tutto il peggio che la nostra (dis)umanità può offrire, però poi ci sono loro, Jim e Kathy (che assieme al bimbo Baboo sono gli unici tre umani del film), che ci danno la speranza di un lieto fine.
Un'altra caratteristiche di questi primi assaggi dell'animazione nipponica erano le musiche, non semplici siglette per bambini, ma musiche da film. In particolare ne "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" ci sono due canzoni in italiano, la prima allegrissima, la seconda più posata e romantica, ma entrambe utilizzarono la base musicale giapponese.
Una nota particolare di merito va fatta per il nostro doppiaggio. Forse in alcuni punti ci sono dei piccoli errori di adattamento sui nomi (come il capitano Silver diventato Uncino), ed in altri casi sono state inserite frasi in punti che non le prevedevano (tipo quando Barone mangia lo scarpone-bistecca), pare che i nostri adattatori non contemplassero le scene in cui i personaggi nipponici stavano in silenzio (Heidi docet), ma il sincro delle parole è fenomenale. In alcuni momenti pare quasi che il cartone sia italiano, tanto il movimento della bocca e le parole italiane sono in armonia. E poi c'è, a mio avviso, l'idea eccezionale, utilizzata spesso ai tempi (basta ricordarsi della fenomenale parlata partenopea di Napo Orso Capo) dell'accento pugliese affibbiato al lupo Barone. Oggi una scelta di questo tipo farebbe inorridire tutti i fan degli anime, e forse io stesso mi schiererei con loro, ma la simpatia di Barone (che sul web ho letto fu doppiato da Michele Gammino) è uno dei motivi della bellezza di questo film. Certo, Barone si comporta per quasi tutti il film in maniera abbastanza abbietta, ma puoi considerare cattivo uno che come prima frase dice:
"Fermati immobbbile, se no ti affondiEmo!" ^_^
In tema di doppiatori va menzionato Carlo Romano, che doppia il maiale capitano Uncino, il suo "Cialtroni!" è qualcosa di unico. Romano lo si risentirà anche in altri lungometraggi Toei del periodo.
Altro imprinting inconsapevole fu quello con Hayao Miyazaki, che partecipò alla realizzazione di questo film. Non ricordo più dove l'ho letto, direi in qualche mio libro, ma la scena finale dell'inseguimento sul costone della montagna dove è custudito il tesoro fu opera di Miyazaki. Direi che, se la mia memoria non mi inganna, è proprio una scena alla Miyazaki.
Per chi volesse leggere notizie sia su questo film che su tutti gli altri del periodo della Toei consiglio il saggio di Mario Rumor "Toei Animation, i primi passi del cinema animato giapponese", da cui ho preso la scheda del film che posto qui sotto.
Questa mia recensione ha lo scopo di esprimere tutto ciò che ho apprezzato, e mi ha colpito riguardandolo da adulto(?), in questo film. Non è mia intenzione fare la storia del film o dei suoi autori, mi limiterò, tramite i fermo immagine di alcune scene (direi parecchie scene...), a scrivere una recensione ragionata.
La prima scena vede la città immersa nella notte, ed un campanile battere le ore, dei tipi (maiali) sospetti si aggirano per le vie...




































