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mercoledì 3 settembre 2025

Telepiù dal 14 al 20 febbraio 1981 n°7 - "Candy Candy si sposa sulla mia tv preferita" (concorso)


Dopo la lettura del saggio ""Candy Candy Revolution", in cui viene trattato anche il finale italico modificato, ho provato a cercare qualche riscontro sulla carta stampata del periodo, inerente il come e il perché gli adattatori nostrani spinsero Candy tra le braccia di Terence, specialmente nel lungometraggio.
Il precedente post era su un "Telepiù" di due settimane prima rispetto a questo:

Stavolta ho recuperato un breve articolino che annuncia una nuova iniziativa su Candy, ma ci torno poco sotto.
Il numero presenta un certo numero di redazionali interessanti, in primis l'annuncio del telefilm di "Batman" con Adam West   ^_^
Le tv private sono proprio quelle che preferisco, cioè del milanese, quindi mi ci raccapezzo meglio con nomi delle emittenti e programmi trasmessi, il "Telepiù" linkato sopra riportava le emittenti del nordest Italia.


Stavolta si prometteva alle autrici delle lettere alla redazione di "Telepiù", premiate nel numero 5 (linkato sopra), di raccontare sulle tv private locali il loro auspicato finale per Candy, quindi con Terence, a quanto pare   :]
Sarebbe bello capire se poi la cosa ebbe un reale sviluppo televisivo, visto nel nello stesso scritto si mettono un pochino le mani avanti.
Sinceramente io non ricordo minimamente di aver visto una mia coetanea su "Teleradio Reporter" raccontare il suo finale personale di "Candy Candy".


Come iniziare se non con un
Nana nana nana nana nana nana nana Batman!!!

^____^

Uno o due anni addietro mi hanno prestato i BR della serie tv, li ho apprezzati parecchio, assai divertenti, avrei in serbo un post con varie curiosità, mi ci devo impegnare un po'   ^_^

Il lungometraggio del Batman di Adam West è recensito al link qui sotto:

martedì 26 agosto 2025

Telepiù dal 31 gennaio al 6 febbraio 1981 n° 5 - "Candy Candy si deve sposare" + 4 "Teleproteste"


Nel precedente post ho recensito un saggio su "Candy Candy", in cui viene trattata la questione del cambio di finale in Italia, in cui Candy viene buttata tra le braccia di Terence per un futuro matrimonio, mentre il finale nipponico resta aperto, senza alcun vincolo sentimentale certo per la biondina tuttalentiggini:

Ma perché e come in Italia il finale venne modificato in modo da far credere alle giovani telespettatrici e giovani telespettatori che Candy e Terence potevano rimettersi assieme?

Nelle settimane precedenti la redazione di "Telepiù" aveva indetto un concorso per far scrivere il proprio finale preferito alle appassionate e agli appassionati della serie, con questo numero di fine gennaio ed inizio febbraio venivano pubblicate alcune lettere e le vincitrici/vincitori del concorso.
Ci metto anche il maschile, perché anche i maschietti scrissero le proprie lettere con il finale alternativo/preferito (io non ne avrei mai avuto il coraggio...).
In un primo momento volevo inserire solo l'articolo su Candy e il suo matrimonio, ma poi mi è sembrato più interessante postare tutto il numero di "Telepiù", comprese quattro "Teleproteste" inerenti la programmazione televisiva dei cartoni animati giapponesi.
Il numero in questione presenta vari articoli, tra cui uno sul telefilm "Dallas" ancora alla "Rai", uno su una trasmissione "Rai" condotta da Pippo Baudo e Barbara D'Urso, un'intervista alla coppia Vianello e Mondaini, infine un paio di articoli su trasmissioni delle tv private locali, tra cui uno sulle sigle televisive disegnate dai bambini.



La rubrica "Teleproteste" aveva lo scopo di esprimere il proprio dissenso rispetto ai palinsesti delle tv private e della Rai, nel numero ne sono presenti ben quattro:
Cara, crudele mamma Rai...
Liti in famiglia
Daitarn III a grande richiesta
Ufo Robot in estinzione?

Il primo dimostra che alla fine, per quanto non fosse facilissimo da seguire in quanto a trama e ritmo, Capitan Harlock aveva un suo zoccolo duro di appassionati, una bambina, tra l'altro.
Il secondo ci ricorda che lo streaming è una manna, come lo è stato il videoregistratore prima e le VHS/DVD dopo. Chi non c'era davanti alla televisione non può capire le scelte drammatiche che ci trovavamo a fare ogni santo giorno
Il terzo mi fa sorgere un dubbio sul tasso di natalità di Belvedere nel mantovano, 100 ragazzi in un paesello di 700 anime?
L'ultimo dimostra che pure noi ci eravamo accorti che la Rai, all'inizio del 1981, aveva un po' molato le serie robotiche. Molto bello il disegnino   :]


Parafrasando Manzoni: "Questo matrimonio s'ha da fare!"  ^_^

Chissà se il secondo lungometraggio italico di "Candy Candy", con il finale che vira sul legame affettivo tra Candy e Terence, venne approntato ed impacchetto a causa di queste lettere/desideri:


Si noti che il primo è un maschietto, è anche l'unico tra quelli presenti.

domenica 17 agosto 2025

5 articoli su "Bia la sfida della magia" da febbraio a maggio 1981

("Bia la sfida della magia" - Telepiù 28 febbraio/6 marzo 1981)

Il perché inserisco cinque articoli che trattano sia l'esordio di "Bia" che un minimo di valutazione durante la sua trasmissione, lo si capirà, se mi riesce di preparare bene un successivo post, più avanti, resta che la streghetta trasmessa dalla "Rete 2" della Rai ebbe un notevole impatto (per un verso sulle femminucce, per un altro verso sui maschietti) sui giovani telespettatori del periodo. 
Avevo già postato un paio di articoli su "Bia, uno di esordio televisivo ed uno dell'autunno 1981:


I quattro articoli che inserisco questa volto sono:
"Bia la sfida della magia" - Telepiù 28 febbraio/6 marzo 1981

“Bia una streghina di 15 anni", di Paolo Cucco – TV Sorrisi e Canzoni  n° 9 dal 1 al 7 marzo 1981

"Tremate tremate le streghe son tornate", di Carlo Bressan - "Radiocorriere TV" dal 1 al 7 marzo 1981

"La streghetta con l'ombrella" - "Il Giornalino" 8 marzo 1981

"I serials della tv dei ragazzi: Bia, le streghe", di Mariolina Gamba - "Rivista del Cinematografo" maggio 1981

I primi quattro sono anticipazioni per l'esordio televisivo, il quinto è di commento sulla serie e sul genere maghette/majokko.
Il primo articolo che ho rinvenuto (salvo mie dimenticanze sul mio stesso materiale) è quello di "Telepiù"), che oltre a qualche immagine riportava in maniera stringata la trama della serie.
Si noti come siano riportati correttamente il numero degli episodi della prima tranche trasmessa dalla Rai, 52, poi dall'autunno si vedranno i restanti, tranne quelli che non vennero trasmessi perché considerati (forse non del tutto a torto) con contenuti non adatti per i giovani telespettatori italici. A mio avviso, piuttosto che martoriare un singolo episodio con vari tagli, è meglio non trasmetterlo proprio.
Per il resto la serie, che vedevo occasionalmente e che non ho mai più rivisto, non mi pare subì censure nelle singole puntate trasmesse. Lasciarono, incredibilmente, tutto il pre-fanservice di Bia e gli assalti di Ciosa...


(“Bia una streghina di 15 anni", di Paolo Cucco – TV Sorrisi e Canzoni dal 1 al 7 marzo 1981)

Come spesso accadeva, anche grazie al maggiore spazio, "TV Sorrisi" dedicò ben quattro pagina alla nuova esordiente pomeridiana della "Ree 2" della Rai, se ne occupò, come spesso accadeva, Paolo Cucco.
Essendoci un po' più di scritto, è possibile fare qualche considerazione sulla serie in questione e sulla situazione dell'animazione televisiva nipponica in Italia nella primavera del 1981.
La cosa divertente è che si fa passare i giapponesi come sfruttatori dei bambini, usati solo per vendere merchandising tramite i cartoni animati, che è la stessa cosa che faceva la "Sacis" e tutte le televisione e le aziende italiane soprattutto da "Sandokan" in poi.
Fu proprio Paolo Cucco tra i primissimi a veicolare la bubbola dei cartoni animati giapponesi fatti al computer, ed in questo articolo lo ribadisce, anche se forse non fu il primo in assoluto:

Viene annotato che gli anime robotici stavano passando di moda, ormai avevano saturato il mercato per il giornalista. Forse in parte era vero, ma sulle tv private locali imperversano ancora, era la Rai, anche per le polemiche contro Goldrake e Mazinga, che decise di virare su personaggi più soft.
Il blog è pieno di articoli del periodo che attestano questa scelta editoriale della Rai (basta aver la voglia di cercarseli e di leggerli).

sabato 8 marzo 2025

"L'autunno caldo giapponese" - Telepiù 12/18 luglio 1980 + "L'autunno caldo di Mazinga Z", di Roberto Saibene - Telesette 31 agosto/6 settembre 1980


Come per i precedenti quattro post, anche questo si lega al tentativo di capire (ricapire?) quanto fosse amato dai telespettatori minorenni e quanto osteggiato dagli adulti l'anime di "Mazinga Z" e, in generale, quali fossero gli ascolti dei cartoni animati giapponesi trasmessi dalla Rai.
I quattro post antecedenti:


Stante che capitasse la confusione giornalistica tra il "Grande Mazinga" e "Mazinga Z", unificati in Mazinga o Mazinger, poi c'erano i contenuti degli scritti. Quando l'articolo parlava espressamente di programmi Rai, si trattava sempre di "Mazinga Z". Il blog sarebbe già pieno di post in cui si capisce che le polemiche (già presenti) contro gli anime deflagrarono con "Mazinga Z" della Rai, portandosi dietro tutti gli altri cartoni animati giapponesi, in particolar modo i robotici.
Basti pensare al referendum "Mazinga vs Pinocchio", promosso da una trasmissione Rai, e quindi avente come soggetto "Mazinga Z":

Nel luglio 2017 avevo postato un "Famiglia TV" dell'autunno 1980 in cui si riportava la cacciata dei cartoni animati giapponesi robotici/violenti a causa delle polemiche dei mesi prima. L'articolo, di nuovo, testimonia un clima, al netto delle serie robotiche che verranno lo stesso trasmesse dalla Rai per accordi già presi:

Dopo tutta questa premessa in link da consultare (e magari leggere per capire meglio il periodo), spiego il perché io abbia inserito la prima pagina de "La Stampa" del 25 settembre 1969:
i due articoli che propongo oggi riportano il concetto di "autunno caldo", ma che noi, pur sentendolo nominare occasionalmente, non sappiamo in realtà cosa abbia rappresentato, mentre nel 1980 era ancora parecchio vivo nella memoria degli adulti di allora.
L'autunno caldo è un periodo della storia della Repubblica Italiana segnato da lotte sindacali operaie che si sviluppò a partire dall'autunno del 1969 in Italia. Da questo movimento sociale è nato lo "statuto dei lavoratori".
La grande mobilitazione operaia, che fece seguito alla contestazione giovanile del Sessantotto, si collegò alla scadenza triennale dei contratti collettivi di lavoro, in particolar modo quelli relativi alla categoria dei metalmeccanici. In questo periodo le rivendicazioni salariali spontanee nelle grandi fabbriche si associarono alle agitazioni studentesche che reclamavano la tutela ed il riconoscimento del diritto allo studio in Italia per tutte le classi sociali.
I rapporti di forza, le tecniche di sciopero, l'astensione dal lavoro e dallo studio, le occupazioni di fabbriche e scuole coordinate da una nuova coscienza politica e partecipativa permisero negli anni successivi di formalizzare conquiste sociali di rilievo, prima fra tutte, sul piano del diritto del lavoro in Italia, lo statuto dei lavoratori, e costrinsero inoltre lo Stato a legiferare in materia, introducendo normative specifiche in difesa dei lavoratori, che erano mancate nel secondo dopoguerra italiano. 


Esposto cosa fosse "l'autunno caldo" per un adulto di fine estate 1980, ben due articoli di due testate differenti lo associarono agli anime. 
Nel caso di  "Telepiù" venne appioppato a tutta l'animazione giapponese, mentre nell'articolo di "Telesette" al solo "Mazinga Z" (Zeta!).
In entrambi i casi si paventa un "autunno caldo" di ulteriori e nuove polemiche contro i cartoni animati giapponesi e contro, nello specifico, "Mazinga Z".
Si può continuare a negare che il clima in Rai stava cambiando?

lunedì 3 settembre 2018

Telepiù n° 10 dal 24 al 30 maggio 1980 - "Goldrake: la parola ai bambini", lettera di un quasi 17enne + Cicciolina vs Mazinga



Con questo numero 10 di Telepiù si conclude una prima parte di numeri consecutivi, o quasi, della rivista della Rizzoli. Ho cercato, in questo modo, di dare una panoramica il più esaustiva possibile dei palinsesti da metà marzo a fine maggio 1980, anche grazie al fatto che in gran parte i numeri sono omogenei dal punto di vista territoriale, ergo ci sono le medesime tv locali.
Più avanti ripartirò con un'altra serie di numeri quasi consecutivi del periodo autunnale.
In questo numero, oltre ad un paio di articoli sul misterioso Charlie delle Charlie's Angels, c'è una "Teleproteste" di un fan di Goldrake, ed, infine, una dichiarazione di Cicciolina contro Mazinga!

Gli otto numeri quasi consecutivi di Telepiù:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 
Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980
Telepiù N° 4 dal 12 al 18 aprile 1980
Telepiù N° 5 dal 19 al 25 aprile 1980
Telepiù N° 6 dal 26 aprile al 2 maggio 1980
Telepiù N° 8 dal 10 al 16 maggio 1980



Il 18 aprile sulla Rete 2 Rai andava in onda la trasmissione "L'altra campana", del compianto Enzo Tortora, in cui ci fu un dibattito sulla pericolosità di Goldrake:

I genitori di Imola colpiscono ancora! "L'altra Campana" vs Goldrake e Mazinga - articoli del 1980

A distanza di un mese (non c'erano i social...) un fan quasi 17enne di Goldrake levava la sua protesta contro il trattamento subito dal robottone pilotato da Actarus durante la trasmissione di Tortora.
A differenza del titolino la parola non veniva data ad un bambino, ma ad un adolescente, che ebbe il coraggio di esporsi con nome e cognome a favore di un cartone animato giapponese teoricamente dedicato ad una fascia di età più giovane.
Questo aspetto dimostra due cose, a mio avviso:
Che le polemiche contro i cartoni animati giapponesi furono tanto virulente da coinvolgere anche fasce di età teoricamente non interessate;
Che Goldrake fu così rivoluzionario da colpire un 13/14enne (quando nel 1978 vide la prima puntata) e catturarlo fino alla conclusione della serie, anche se ormai era uno studente delle superiori (o magari lavorava già!).

Io porto avanti le mie elucubrazioni dal punto di vista di uno che il 4 aprile 1978 frequentava le elementari, il target perfetto per Goldrake, però poi ci furono anche i ragazzi e ragazze che in quella data erano un pelino più grandi. Quindi questi giovani, ma non mi più giovanissimi fan, per poter vedere come finiva quella serie che li aveva affascinati, dovettero, immagino, faticare non poco per riuscire a seguire un programma a cartoni animati che ai tempi, a differenza di oggi, veniva considerato esclusivamente per bambini.
E Paolo De Luca ebbe anche il coraggio di esporsi su una rivista nazionale, che potevano leggere anche i suoi compagni di classe ed amici. Grazie alla sua lettera abbiamo la conferma che tra la platea in studio de "L'altra campana" c'erano solo "vecchi", nessun ragazzo o ragazza aveva, non dico potuto parlare a favore di Goldrake, ma neppure votato!



Poi nella pagina di fianco leggi che Cicciolina si schiera contro Mazinga, ergo ti rendi conto che aveva ragione lei  ^_^

giovedì 26 aprile 2018

Telepiù N° 8 dal 10 al 16 maggio 1980



Continuo il mio tentativo di mostrare più numeri consecutivi di Telepiù dal suo numero zero a seguire. Purtroppo mi manca il numero 7, ergo debbo passare all'otto, saltando i palinsesti dal 3 al 9 maggio. Resta comunque una panoramica abbastanza omogenea, anche perché, tranne il numero zero, che riporta le tv locali del sud Italia, gli altri numeri sono tutti della Lombardia e Piemonte.
Questo numero 8 non contiene articoli sui cartoni animati giapponesi, tranne un piccolo accenno a Candy Candy nella rubrica "Teleproteste". E' presente un piacevole articolo su un telefilm a cui sono abbastanza affezionato, "I ragazzi del sabato sera", con John Travolta nelle vesti di Vinnie Barberino, anche se io lo ricordo precedentemente su Tele Radio Reporter, magari sbaglio.
Non mancano un paio di articoli sui programmi delle tv locali, verso le quali la rivista aveva una attenzione particolare, forse per distinguersi da "Tv Sorrisi e Canzoni", che dava più spazio ai programmi nazionali.
Sulle tv locali milanesi che vedevo da bambino c'è un profluvio di cartoni animati giapponesi, sovente nel prime time, quando le emittenti private ci usavano per contrastare gli adulti nell'orario dei telegiornali Rai. Quindi alle 20,00 si poteva vedere Charlotte o Astroganga su "Antenna Nord", "Ryu il ragazzo delle caverne" su "Antenna 3" oppure Daitarn III su "Milano TV". Era già difficile scegliere cosa dovevamo vedere noi, a parte Charlotte...  tre robottoni alla stessa ora!!!   T_T

I sette numeri consecutivi di Telepiù:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 
Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980
Telepiù N° 4 dal 12 al 18 aprile 1980
Telepiù N° 5 dal 19 al 25 aprile 1980
Telepiù N° 6 dal 26 aprile al 2 maggio 1980



Se è vero che non ci sono articoli sugli anime, la redazione di Telepiù puntava abbastanza sui giovani lettori, infatti erano spesso presenti di box informativi sulle serie più gettonate del momento, oppure su quelle nuove. A pagine 19 c'è uno stupendo trafiletto sulla seconda tranche di puntate del Gundam, il cui contenuto mi ha dato molte soddisfazioni  ^_^
"Ritorna il Gundam, il robot che nonostante le apparenze si rivela sensibile e umano ed anche sempre disposto ad aiutare i suoi amici nei momenti di difficoltà"!!!!!

Direi che l'autore o autrice di queste poche righe non seguiva molto il Gundam, perché fu proprio questo robot ad essere il primo ad essere un mero mezzo meccanico di combattimento. Quindi, ammesso e non concesso che lo potessero essere Goldrake o Jeeg, il Gundam non poteva essere sensibile, umano o disposto ad aiutare gli amici, comunque non di più di un semplice carro armato o un cannone... che poi... chi erano gli amici del Gundam? Il Guncannone ed il Guntank?  ^_^




Nella rivista è presente un altro accenno ai cartoni animati in terza pagina, sul mitico "George della giungla", dove si accenna che conteneva non ben specificate "variazioni erotiche"... boh... mi sa che io vedevo un altro cartone...

martedì 6 marzo 2018

Telepiù N° 6 dal 26 aprile al 2 maggio 1980



Con questo Telepiù numero sei dell'annata 1980, cioè la prima, sono riuscito a mostrare sette numeri consecutivi della nuova rivista tv. Tranne il numero zero, che riporta le tv locali del sud Italia, gli altri numeri sono tutti della zona Lombardia e Piemonte, questo permette di ricostruire più omogeneamente i palinsesti televisivi del periodo:

Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 
Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980
Telepiù N° 4 dal 12 al 18 aprile 1980
Telepiù N° 5 dal 19 al 25 aprile 1980


Per il resto la rivista non contiene articoli sugli anime o di qualche particolare interesse, se non per un paio di pagine sulla stupenda Gabriella Golia che faceva la valletta in un quiz sulla Rete 1 Rai alle 19,20. Sinceramente non ricordo il quiz, nè rammentavo che la Golia avesse avuto esperienze fuori da Antenna Nord ed Italia 1, la post Antenna Nord. Ho sempre pensato che Gabriella Golia fosse rimasta sulla tv privata milanese, ed invece fece più di una esperienza sulla Rai, per poi tornare su Antenna Nord/Italia 1.




La Gabriella nazionale era anche la testimonial di un concorso di Telepiù che premiava i suoi lettori con un tv color Normende(!). Un televisore a colori, che oggi parrebbe un prpemio scarsino, nel 1980 non lo era di certo, molte famiglia avevano ancora il televisre in bianco e nero. Per chi volesse ho inserito anche la cartolina con il "numero magico" che permetteva di essere estratti a sorte, magari potreste provare la fortuna!

lunedì 7 agosto 2017

Telepiù N° 5 dal 19 al 25 aprile 1980 - "Arriva il papà di Goldrake" di Filippo Gulli


Con questo quinto numero di Telepiù sono riuscito a mettere in fila ben 6 numeri consecutivi dal suo esordio nelle edicole, dato che il primo numero non è il numero uno, bensì lo zero:

Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 
Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980
Telepiù N° 4 dal 12 al 18 aprile 1980

Poter consultare sei numeri consecutivi di una rivista televisiva permette di avere un'idea più precisa su quale tipo di palinsesti venivano proposti al telespettatore nella primavera del 1980.
Tranne il numero zero, che presenta i programmi delle tv locali del centro Italia, gli altri 5 (compreso questo) sono della zona di Milano o del Piemonte/Aosta, che contiene comunque alcune tv private milanesi. Quindi, nel totale, la programmazione la si può considerare  geograficamente abbastanza omogenea.
A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, dell'interesse che gli anime suscitavano, solo il secondo numero non presenta articoli sugli anime, anche se in questo sesto, in realtà, Goldrake è citato solo nel titolo, dato che lo scritto è inerente Flash Gordon.
Flash Gordon sarebbe il papà di Goldrake, forse il bisnonno...  >_<
Ma per attirare l'attenzione dei giovani telespettatori era sufficiente, anche se un po' truffaldino come espediente, tanto poi me ne accorgo che con Goldrake non ha nessun nesso  ;)



Queste due sotto sono le pagine che precedevano l'articolo su Flash Gordon padre di Goldrake.

mercoledì 22 febbraio 2017

Telepiù N° 4 dal 12 al 18 aprile 1980 - "Tanti sosia e parenti nel mondo dei cartoni" di Paola Zivelli



Con questo numero quattro (anno primo) ho presentato ben cinque numeri consecutivi di Telepiù, considerando che esiste anche il numero zero:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 
Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980

Piccolo avvertimento, la Nadia Cassini disegnata in copertina, che mostra il fondoschiena, è solo un'anticipazione dell'articolo ad ella dedicato  ^_^ 
Di questi primi cinque numeri solo il secondo non presenta articoli sugli anime, a dimostrazione che la rivista aveva un'occhio di riguardo per i suoi piccoli lettori. Inoltre gli articoli non erano particolarmente ostili verso questa nuova forma di animazione, o almeno non lo erano rispetto al tono degli articoli su altre testate del medesimo periodo. I contenuti erano, comunque, abbastanza disinformati, nonostante sovente fossero articoli relativamente brevi. Quello di questo numero ne è un buon esempio, infatti, tralasciando per un momento l'errata didascalia alle immagini della pagina di sinistra, si possono leggere delle frasi su cui sarebbe stato lecito obiettare anche nel 1980:
"... oggi siamo passati alla violenza dei cartoni animati computerizzati";
"Mazinga ha un sosia in Gundam...";
"Ci sono altri due casi di parentela forzata: Remi e Candy Candy".

Va aggiunto che Paola Zivelli considerava i cartoni dell'ape Maia e dell'ape Magà anch'essi delle "copie carbone" una dell'altra ("due api sorelle alla scoperta del mondo"), immagino soltanto perché le protagoniste erano due api, e lo poteva affermare solo ed esclusivamente perché, posso immaginare, non avesse mai visto l'ape Magà. Senza cosìnsiderare che Magà era in realtà un fuco, ma questo la Zivelli non lo poteva sapere...
"Goldrake a sinistra e Mazinga sopra"  T_T
Che poi mettere il Gundam su uno sfondo rosa è quasi una bestemmia   >_<


Ormai non dovrei più sorprendermi nel leggere di cartoni animati giapponesi fatti al computer (o computerizzati), e neppure della loro violenza, che un po' violenti lo erano veramente  ^_^  ed invece rimango sempre colpito nel vedere delle persone adulte, laureate, che credevano che fin dagli anni 70 i giapponesi possedessero la tecnologia per fare i cartoni al computer  @_@
Ma veramente qualcuno può pensare che tra Peter Rei e Rio/Koji Kabuto ci potessere essere qualche similitudine?
Almeno Peter Rei si legge il manuale del Gundam, prima di salirci a bordo!!!
Mica rischia di ammazzare gente a caso come Rio/Koji Kabuto...


Anche la didascalia in basso della pagina di sinistra merita una menzione per la delicatezza:
"Nel mondo dei cartoni ci sono anche gli infelici derelitti(!!!): come il senza famiglia Remi e la bionda, ma sventurata, Candy".

Poche righe che sono una sentenza  :]

domenica 29 gennaio 2017

Telepiù N° 3 dal 5 all'11 aprile 1980 - "Una bambina bionda fa tremare i robot" di Paola Zivelli



Del tutto casualmente sono riuscito a riunire più numeri consecutivi di Telepiù, dal numero zero fino al cinque, quindi la programmazione televisiva cha va dal 22 marzo al 2 maggio 1980. Con un po' di fortuna potrei riuscire a trovare altri due numeri successivi per colmare alcune lacune, così arriverei fino a giugno.

Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980 

Purtroppo (per me) questi quattro numeri non sono tutti della zona di Milano, fatto che mi avrebbe permesso di valutare meglio i palinsesti tv locali, confrontandoli che le mie reminiscenze mnemoniche. Tranne il numero zero, che è del centro-sud Italia, l'1 ed il 2, pur essendo del Piemonte, contengono anche i programmi di alcune tv locali lombarde, e questo numero 3 è totalmente milanese/lombardo.
Una delle caratterisitiche interessanti di Telepiù, rispetto al più nazionale Tv Sorrisi e Canzoni, era la rubrica "Viaggio tra le televisioni italiane", con degli articoli di approfondimento sulle singole trasmissione e canali locali, che sovente mi hanno fatto tornare alla memoria programmi che avevo totalmente rimosso. In questo numero c'è un focus di quattro pagine sulla mitica Telemontepenice, ed anche un articolo sulla trasmissione musicale "Pop Corn" di Telemilano.
Di "Pop Corn" devo avere da qualche parte una musicassetta  :]
Questo numero 3 di Telepiù è nobilitato da un articolo su Candy Candy, che era diventata l'anti-robottona per eccellenza, che poi io guardavo sia lei che gli altri. Paola Zivelli, l'autrice dell'articolo, ne aveva già scritto un altro sul numero 1, e ne scriverà un terzo sul prossimo numero.



La dimostrazione che sovente neppure i dirigenti delle tv, locali o nazionali che fossero, sapevano bene quali contenuti avessero i cartoni animati giapponesi, è data dall'affermazione di Bianca Scotti di "Quinta Rete", secondo cui l'Ape Magà era, come Candy Candy, un'alternativa ai cartoni robotici violenti. Si vede che non aveva ancora mai visto 5 minuti della serie insettoide, dove in ogni puntata c'erano scene tristissime e spesso strazianti... meglio un bel maglio perforante!  ^_^
Sempre secondo Bianca Scotti la nostra eroina (perché dava dipendenza...), era più disneyana rispetto agli altri anime, affermazione assai opinabile.
Mi chiedo, poi, quali similitudini ci siano con Heidi  >_< 
Considerando il tono degli articoli del periodo ("Indice degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno"), ricordo che siamo in piena bufera mediatica scatenata dai "600 genitori di Imola", Paola Zivelli non si fece più di tanto influenzare. Probabilmente anche perché un settimanale con i programmi tv non poteva sputare nel piatto in cui mangiava  :]


martedì 27 settembre 2016

Telepiù N° 31 dal 18 al 24 ottobre 1980 - Articoli su: Candy Candy; Star Blazers; Danguard; Gackeen; Doppiatrici di Candy Candy, Peline, Charlotte


Questo numero di Telepiù è il più ricco di articoli sugli anime di tutte le riviste in mio possesso. Non solo ospita la signorina tutte lentiggini in copertina, ma le dedica ben due articoli, uno è incentrato su un concorso della rivista, ma l'altro è una vera e propria anteprima della seconda serie:
"Il suo fidanzato non è più un miraggio - La seconda serie di Candy Candy" di Roberto Valentini.

Inoltre si riparla di Candy Candy nella pagina delle "Tele Proteste", in cui una giovane fan si lamenta che invece della nuova serie le rifilarono la replica della prima:
"Delusa per Candy"

Sempre nella pagina delle "Tele Proteste" sono chiamati in causa Danguard e l'ape Magà:
"Danguarda bruscamente interrotto"
"Non c'è solo lape Magà"

C'è un articolo di anteprima su "Star Blazers", messo a confronto con gli anime robotici:
"Una lancia spezzata contro gli Ufo-Robot - Arriva sulle TV locali il cartone animato Star Blazers"

Un altro articolo lascia spazio alle doppiatrici Laura Boccanera, Roberta Paladini e Paola Del Bosco:
"Le bambine parlanti - La voce di Candy e delle sue sorelline Peline e Charlotte" di Roberto Valentini.

Infine nella prima pagina dei palinsesti televisivi c'è un breve trafiletto per annunciare l'avvento di un nuovo eroe robotico:
"Si chiama Gackeen l'ultimo super robot"

L'articolo di anteprima su Candy Candy immagino stimolò la curiosità delle bambine in maniera esagerata, e credo che ne deluse parecchie, in quanto sembra prospettare un ricongiungimento con Terence.
Meno gossipparo l'articolo su Star Blazers, in cui non si accenna mai che questa sia un'altra opera di matrice nipponica, mentre si può leggere del grande successo della serie avuto negli Stati Uniti.
Da tutti questi articoli si può trarre la considerazione che la redazione di Telepiù, con intensità maggiore rispetto alle altre riviste televisive, decise di puntare sui fan dei cartoni animati giapponesi. Basta consultare i primi tre numeri cronologici di Telepiù che ho scannerizzato, dove in due su tre ci sono articoli sugli anime, e questo vale anche per altri numeri in mio possesso.





Per prima ecco la pagina con la mini anteprima su Gackeen, sono poche righe, ma dimostrano l'attenzione della rivista verso gli anime, e il mostruoso interesse che i bambini e le bambine del periodo riservavano agli eroi nipponici.
Mentre per Candy Candy e Star Blazers la redazione riporterà informazioni più che corrette, su Gackeen, nonostante la stringatezza, riescono a cannare tutti i nomi  >_<
Il Dottor Gategsu, invece che il Dottor Kazuki.
La figlia perde il cognome (errato) paterno per acquistarne uno a caso, Mai Kagetsu...
Infine il protagonista maschile diventa Takern Hajo, invece che Takeru Hojo, ma qui quasi ci avevano azzeccato  ^_^
Ok, lo si poteva guardare sul circuito della SEPI, ma se poi non specificate quali siano le emittenti del gruppo...
Da ricordare che "Gackeen il robot magnetico" venne interrotto alla 26esima puntata, io lo vedevo su TeleRadioCity, e dato che non la captavo molto bene non mi accorsi del fattaccio. Faceva solo parte di quelle numerose serie che avevi iniziato a guardare, magari ti attiravano pure, ma non eri riuscito a vederle per intero.
Curioso il fatto il trafiletto specifichi proprio che la serie è di 26 puntate, mentre in totale erano 39, mi sorge il dubbio che furono acquistate solo le prime 26 e basta, facendole passare per una serie intera.

lunedì 28 marzo 2016

Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980


Con questo numero 2 di Telepiù ho completato tre settimane continue di programmazione delle tv italiche:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980

Peccato che le tv private locali del numero zero siano del sud Italia, mentre i due numeri successivi sono entrambi di Aosta, Piemonte e zona di Milano... comunque è in mio possesso un numero successivo, seppur non il 3, sempre di Aosta, Piemonte e zona di Milano.
Questo numero, rispetto ai precedenti due, non contiene articoli sugli anime, però c'è la presentazione di un programma di Piero Angela sugli extraterrestri (ricordo bene quella serie di puntate), con sequela di immagini di film di fantascienza  :]
Come per gli altri due, invece, c'è un altro approfondimento sulle tv private locali, dopo "TVP San Benedetto del Tronto" e "Telemilano Canale 5", tocca a "Telestudio Torino".
Per certi versi i Telpiù, rispetto ai "Tv Sorrisi e Canzoni", permettono una analisi più omogenea dei palinsesti, in quanto sono posizionati tutti nelle medesime pagine, non con gli inserti, e gli articoli si incentrano maggiormente sui programmi delle piccole tv locali, a differenza dei "Tv Sorrisi e Canzoni" che mostrano articoli sui programmi nazionali.
Ho omesso 5 articoli, i meno o per nulla importanti, sulle seguenti trasmissioni:
una commedia musicale di Franco Franchi; vizi privati degli sportivi; Lucio Battisti a Londra; un vecchio film di Jena Paul Belmondo; com'era la tv nell'anno 1970.
Casualmente le date della programmazione corrispondono a quelle di oggi, solo con 36 anni di sfasamento  :]



Da notare che l'autore del servizio chiama Harrison Ford "Han Solo" e non all'italiana "Ian Solo".
Ma qunato è bello Ciube?  ^_^
A me, invece, il sorriso degli alieni buoni(?) del film di Spielberg  mi ha sempre inquietato, specialmente quando lo vidi al cinema, tutto il film metteva una certa ansia...
Piero Angela è sempre stato tra i miei personaggi tv preferiti, educato, pacato, competente, e poi suonava pure il pianoforte!
Mi è caduto parecchio solo negli ultimi anni, quando ha dato in eredità al figlio la presentazione dei documentari alla Rai, una televisione pubblica... ma al figlio non poteva far fare l'idraulico? Il carpentiere? Il dentista? L'ingegnere?
Mi è scaduto ancor di più quando, qualche tempo fa, gli ho sentito dire a dei ragazzi che il loro futuro lavorativo dovevano costruirselo con le loro mani, impegnarsi al massimo, andare via anche dall'Italia se fosse stato necessario, una bella paternale coi fiocchi... peccato che al figlio ha lasciato la pappina pronta... alla faccia della meritocrazia... le belle teorie coi figli altrui, coi propri la pratica di un contratto sicuro   T_T


lunedì 29 febbraio 2016

Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980 - "Arrivano tanti piccoli giapponesi carichi d'oro!" di Paola Zivelli



Questo è  il numero 1 della nuova (nel 1980)  rivista tv Telepiù, considerando che ho già recensito il numero zero, e che è in mio possesso il numero 2, alla fine di questo trittico riuscirò a postare tre settimane consecutive di palinsesti televisivi. In questo modo sarà più agevole apprezzare quali programmi, e con quale intensità, venivano proposti a grandi e piccini nel 1980.
Questa rivista, oltre a contenere i classici articoli sui programmi nazionali più importanti, in questo caso il confronto tra le due annate di "Domenica In" che si vede in copertina, dava largo spazio sia alle trasmissioni delle tv private locali, che alle tv locali stesse, con interessanti e lunghi articoli su come fossero organizzate e su quali fossero i loro progammi di punta. In questo numero c'è un bel articolo su Telemilano, da poco battezzata Canale 5, benchè nei palinsesti non compaia, però, Telemilano. Ci sono altre tv del milanese, come la mitica Milano TV, Telelombardia 1 e 2, Antenna Nord, Antenna 3 Lombardia, Telealtomilanese, anche se il grosso delle emittenti private sono piemontesi.
Per certi versi trovo maggiormente interessante Telepiù rispetto al più istituzionale "Tv Sorrisi e Canzoni", che dava meno spazio a trasmissioni poco note, che ormai ci siamo dimenticati, come, per esempio, "La battaglia navale" condotta da Tony Martucci su Antenna Nord, che a Milano era il pre-Italia 1.
Ho inoltre scoperto che Telepiù puntava molto sui cartoni animati giapponesi, presentando numerosi articoli, non particolarmente negativi, o che ne davano addirittura un giudizio positivo.
Dopo l'articolo del numero zero su Mazinga e l'Apemaia, questa volta viene presentato il nuovo anime della Rai: "Le avventure di Huckleberry Finn".
A parte il titolo dell'articolo che potrebbe sembrare in qualche maniera un po' polemico ("Sono arrivati tanti piccoli giapponesi carichi d'oro"), il contenuto è del tutto neutro, limitandosi a raccontare la trama della nuova serie. Dato che non ho mai seguito Huck Finn, e non ho mai letto il relativo romanzo, non saprei dire se ciò che riporta la giornalista sia la trama del romanzo o dell'anime, e non so neppure se l'anime seguisse la trama del romanzo. Per altre serie, che si ispiravano alla letteratura occidentale, spesso il giornalista riportava la trama del romanzo, anche se poi l'anime se ne discostava.
Dal titolo si potrebbe pensare ad una virulenta polemica sul successo dei cartoni animati giapponesi, invece nell'articolo c'è solo la trama della serie, o del romanzo. Il titolo vuole solo rappresentare il continuo successo di queste serie nipponiche, che, nonostante il cambio del genere, mantenevano lo stesso alto gradimento (più o meno) avuto con Goldrake ed Heidi.




domenica 7 febbraio 2016

Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980 - "Mazinga ha sedotto Apemaia... Può esser si!" di Tiziana Cerusico



Talvolta farsi incuriosire da una copertina torna utlie, e vedere Mazinga Z che salta sopra la spalla di Mike Bongiorno è abbastanza curioso. Senza il Mazinga Z arancione e viola non avrei mai scoperto il bel articolo di Tiziana Cerusico che, a dispetto del titolo un po' strano, penso faccia uno dei primi approfondimenti, seppur breve, un po' seri sugli anime.
Il "... Può esser si!" del titolo dovrebbe ispirarsi, vado a memoria, ad una frase che il comico Gianni Cavina usava come tormentone, infatti viene riportata anche nel suo giudizio sugli anime.
Questo numero zero di Telepiù contiene anche altri interessanti articoli, più incentrati sulle piccole tv private dell'epoca, mentre "Tv Sorrisi e Canzoni" batteva argomenti più nazional-popolari. Contiene anche un palinsesto molto dettagliato, forse il migliore che ho visto in questi anni di ricerche sulle riviste televisive degli anni 70 ed 80.
Il formato della rivista è più piccolo di quello di Tv Sorrisi e Canzoni o del Radiocorriere TV, misura 22 cm x 14 cm, una rivista pocket. Motivo per il quale mi è stato possibile fare le scan di entrambe le pagine, spero si vedano decentemente. Ho scannerizzato quasi tutti i servizi, omettendone alcuni su trasmissioni o sceneggati mai sentiti.

Edit del 28 mamrzo 2016
Post sui numeri 1 e 2:
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980

Ma Mazinga potrà mai sedurre l'ape Maia?



Ok, la giornalista, al posto di usare il nome Mazinga Z, protagonista della seria mandata in onda dalla Rete 1, utilizza quello de il Grande Mazinga, però, per il resto, nel suo articolo non ci sono nè disinformazione nè toni terroristici. Inoltre i tre "giudici" assolvono completamente Mazinga da ogni accusa di violenza gratuita, e ne danno anche un giudizio positivo. Se, forse, la brava Stefania Rotolo poteva essere un po' parte in causa, avendo cantato una canzone in cui si citano gli eroi robotici ( "Marameo" ), Gianni Cavina ed Alan Sorrenti li apprezzavano senza averne ritorni.
(forse Alan Sorrenti aveva partecipato in qualche modo alle sigle del duo Tempera-Albertelli? Non ricordo bene)