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domenica 12 gennaio 2025

"Ufo Robot Grendizer Deluxe Bromide Album wo ateyou" - "Ufo Robot Goldrake Deluxe Bromide prova a vincere l'album" (1975?)


(ringrazio Andrea per avermi, di nuovo, tradotto la frase in giapponese sulla bustina blu, sperando di averla riportata nell'ordine corretto)

Dato che in questi giorni siamo sull'onda lunga di "Goldrake U", la cavalco con un pochino del vecchio Goldrake, postando il mio ultimo ritrovamento, cioè le card di "Ufo Robot Grendizer".
In pratica ogni raccoglitore, che aveva la forma dei vecchi raccoglitori di fotografie anni 70 ed 80, contiene 14 bustine trasparenti, quindi 28 Card infilate fronte e retro. Come si può vedere qui sopra, la copertina presentava un foro di varia geometria da cui si poteva intravedere parzialmente una di queste Card, quella che il coetaneo nipponico decideva di porre come la prima.

Ovviamente con caratteri dorati la sacra scritta "UFOロボグレンダイザー "!  ^_^

Facendo qualche ricerca sul web ho scoperto che ci sarebbe un terzo raccoglitore di colore blu, ma in mio possesso ci sono due gialli ed uno rosso, ognuno con 28 Card, quindi un totale di 84 Card e 84 bustine blu, di queste 40 sono doppioni, quindi mi restano 44 singole Card non doppie.
Acquistando il tutto ero stato informato degli eventuali doppioni, ergo, non potendo sapere in quale singolo raccoglitore cosa ci fosse, mi è andata bene. 
Alla fine è sempre Goldrake  :]
Non è il primo materiale ludico riguardante Goldrake che posto:


Se poi, visto che in "Goldrake U" vediamo anche il povero "Mazinga Z", ci sarebbe lo stupendo gioco in scatola dei Mazinger:



Il raccoglitore si presenta come quello delle fotografie, ma vi si infilavano le sacre Card della serie.
Non c'è nulla da fare, i giapponesi ponevano un'estrema cura nel creare questi giocattoli, molto di più dei nostri produttori.


Considerando che ho 28 bustine è 28 Card moltiplicate per tre, direi che ogni bustina blu contenesse una Card.
Si notino in alto i due puntini delle graffette, chiunque le aprì ebbe la costanza di non strappare la bustina, se fu un coetaneo giapponese, dimostrò molta più attenzione di quella che avrei posto io...   >_<

Di seguito inserisco le Card, ovviamente non doppie, cioè 44.
Direi che fossero suddivise in quattro gruppi:
Goldrake con i personaggi buoni;
Goldrake con i villains;
Goldrake con le astronavi;
Goldrake in azioni di combattimento contro i mostri spaziali.

Ho diviso le scan in gruppi, cercando di mantenere l'omogeneità dei gruppi e dei robot nemici.
Dalle 44 Card in mio possesso direi che la raccolta si basava sulla primissima parte della serie, il mostro spaziale della puntata più in là è del 20esimo episodio.

lunedì 10 giugno 2024

"L'Illustrazione dei Piccoli" - Rassegna completa dal maggio 1982 al marzo/aprile 1985 (26 numeri)


Trovata parecchio tempo addietro ad un mercatino la serie completa, non me la sono fatta scapare, sia perché su Ebay ha prezzi assai alti, sia perché la testata non è visionabile in tutti i sui 26 numeri nelle emeroteche da me raggiungibili.
La rivista per ragazzi e ragazze esordì con un numero zero, quello qui sopra, in cui erano presenti anticipazioni dei numeri successivi, e si concluse con il numero 25 nel marzo/aprile 1985, dopo qualche problema di mancate uscite ed accorpamento di numeri nel 1984.
Come al solito mostrerò gli articoli che mi son parsi più aderenti al tema del blog, ma inserendo sempre il sommario di tutti i numeri, tranne lo zero perché non presente, chiunque si potrà fare un'idea del loro contenuto.
Con gli occhi di un adulto mi è parsa una bella rivista, all'epoca non l'ho mai vista e comunque non credo l'avrei apprezzata, ero poco interessato ai temi esposti, e comunque ero un pelino fuori target.
La presenza pubblicitaria era limitata, ma costante, con alcuni sponsor che restavano per più numeri, mi ha colpito lo spazio tenuto dalla "Procter & Gamble Italiana", con vari inserti tra il pubblicitario e il propagandistico, che poi sarebbe più o meno lo stesso, ma visto il target della rivista, son rimasto sorpreso. 
I nuovi consumatori andavano pur educati  ^_^
Molto spazio, ovviamente, è lasciato alle immagini, in particolare della natura, delle attività umane, dello spazio, con vari articoli illustrativi della tematica.
Vennero inseriti molti racconti parziali di narrativa per ragazzi, con tanto di immagini di altri autori, forse non sempre citando l'autore originale, ma erano altri tempi.


Trovati i 26 numeri al mercatino avevo le solite due opzioni:
1) sfogliarli tutti in loco;
2) comprarli in blocco e sfogliarli a casa.

E' chiaro che io abbia scelto la due, anche perché il mio scopo finale è sempre quello della ricerca di articoli sull'animazione giapponese in Italia, ed in questo caso, come in altri casi, ho fatto un bel buco nell'acqua... per questo mi altero quado trovo articoli riesumati da me a pagamento altrove, dietro ogni articolo trovato, ci sono pile di riviste senza nulla.
L'unico accenno agli anime è nel numero di marzo 1984, dove è presente una pagina promozionale su Lamù trasmessa da "Euro TV", le informazioni sono, come spesso accadeva ai tempi, un po' errate:
"Lamù prende spunto da una serie molto nota e apprezzata tra i giovanissimi giapponesi.
La storia narra di Lamù, una extraterrestre che, nonostante due piccola corna, è molto carina ed affascinante.
Lamù si innamora di un giovanotto giapponese, Makoto (?!). Purtroppo, il bel fusto (?!?!) è già fidanzato con Shinotu (quasi giusto), una ragazza alquanto gelosa. Il triangolo diventa molto complicato quando Lamù si piazza a casa di Makoto. A rendere tutto più difficile, poi, ci pensano personaggi come Cherry (Sakurambo?!), sua figlia (nipote?) Sakura, Ten, un cugino di Lamù e, infine, il precedente fidanzato di Lamù, Rey.
Una serie televisiva davvero nuova creata per affascinare i giovani fans del cartoon."

Ovviamente non è spiegato che Lamù fosse ispirata ad una Oni, son sbagliati i nomi, non è esplicitato che il "giovanotto" sia uno studente ampiamente minorenne e che Lamù si piazza in casa dei genitori di Makoto.
Come spesso accadeva mi sa che la sinossi la scrisse qualcuno che non aveva visto manco un episodio... immagino la presero da qualche brochure.

Di seguito inserisco sempre la copertina del numero a cui segue il sommario, dove mi è parso che l'argomento collimasse con quelli che posto sul blog, l'ho inserito. Per la maggior parte c'è solo la copertina ed il sommario.

giovedì 6 gennaio 2022

"Manga Heroes, da Osamu Tezuka ai Pokemon" - Milano dal 9 ottobre 2021 al 2 gennaio 2022

Si è conclusa il 2 gennaio la mostra alla "Fabbrica del vapore" a Milano, in cui si potevano ammirare tonnellate di modellini vintage, giocattoli d'epoca, poster, cell, materiale editoriale italiano e nipponico. Una manna per qualsiasi appassionato un po' datato, ma non troppo  ^_^

Mi sono recato alla mostra un sabato mattina di dicembre, appena prima dello tsunami Omicron, all'apertura c'era ancora poca gente (a fine mattinata si stava già riempiendo), ma mi ha fatto estremo piacere vedere, oltre ad un certo numero di attempati ex piccoli telespettatori dei cartoni animati giapponesi, una nutrita schiera di under 30 e pure qualche under 20, che forse aveva marinato le lezioni.

Piccolo aneddoto: mentre stavo ammirando (e fotografando) in religioso silenzio la mega vetrina con i pezzi di Goldrake, una under 30 di un gruppetto di amici ha proferito la seguente frase: "ah, Ufo Robot"

Al che, scherzosamente, non sono riuscito a non farle notare che mi aveva strappato il cuore dal petto e ci aveva camminato sopra con quel tono di sufficienza, valido per una qualsiasi annata del "Grande Fratello", ricordando a lei e al gruppetto che senza quel "ah, Ufo Robot", loro starebbero ancora a leggersi Tex e Topolino. Si sono fatti una risata e sono scappati, temendo, giustamente, potessi essere uno spostato. E' comunque apprezzabile che questi ragazzi e ragazze conoscessero il personaggio, cosa non scontata. Erano presenti anche turisti stranieri, anglosassoni.

E' questa la terza mostra di questa tipologia che visito, le precedenti furono la "Manga Impact" a Torino nel 2009 e la mostra trevisana "Giappone, dai samurai a Mazinga" nel 2015. Volendo fare un paragone tra le tre manifestazioni direi che la più bella fu quella di Treviso, sia per il numero di pezzi che per l'arredamento dei locali, c'è da dire che la mostra esponeva anche pezzi non inerenti i giocattoli, quindi era anche più culturale. La "Manga Impact" di Torino fu forse la più scarna, ma essendo stata la prima mostra di questo genere che visitai, mi colpì molto. Questa di Milano si è dimostrata una bella mostra (comoda da raggiungere), l'unica critica che potrei muovere è che i locali erano un po' disadorni, mancava totalmente l'atmosfera presente a Treviso, data dalla presenza di pezzi del medioevo giapponese, ma anche la bellezza della mostra di Torino, allestita al museo del cinema, quindi nella Mole Antonelliana. Peccato che la "Manga Heroes" sia capitata in un autunno con i contagi un costante aumento, forse farla in primavera sarebbe stato un periodo più favorevole per le visite.

Come ho commentato nella recensione del catalogo della mostra, i pezzi che più mi sono piaciuti sono state le brochure italiane dei cartoni animati giapponesi pubblicate dalla "Doro Merchandising" e dalla "ITB". Purtroppo non potrò commentare come vorrei il post (incluso evidenziare le brochure), perché nel inserire le 157 immagini ho commesso un errore esiziale, cioè le ho caricate dall'interfaccia errata, quindi il simpatico Blogspot me le ha caricate al contrario... (spiegazione) e di conseguenza non mi è possibile inserire neppure commenti tra una immagine e l'altra, quest'ultimo aspetto potrebbe non essere considerato  un danno  ^_^

Inoltre mi sono reso conto che al momento di scaricare le foto dallo smartphone al computer, il programma che si occupa di questa operazione ha deciso di cancellarne alcune... per esempio le foto ravvicinate con lo stampo della Fabianplastica o il primo piano della bellissima armatura rossa dei "5 Samurai" a grandezza naturale, per non parlare della moto di Hiroshi Shiba, di cui è rimasta solo una foto...   T_T

Ha parziale compensazione per tutti questi imprevisti tecnologici inserisco tre brevi video.

        


Da Notare il tocco di classe audio degli organizzatori della mostra, complimenti per la OST  :]


       

Una brevissima, troppo breve, carrellata dei tanti robottoni esposti.

sabato 11 dicembre 2021

Catalogo della mostra "Manga Heroes, da Osamu Tezuka ai Pokemon - Anime Pop Culture Toys"



TITOLO: Catalogo della mostra "Manga Heroes, da Osamu Tezuka ai Pokemon"
AUTORE: Jacopo Costa Buranelli e Fabrizio Modina
CASA EDITRICE: 
PAGINE: 406
COSTO: 40 
ANNO: 2021
FORMATO: 22 cm x 22 cm
REPERIBILITA': nel bookshop della mostra
CODICE ISBN: 


Questo catalogo sana, a mio avviso, una ferita indelebile sofferta nel 2009, quando andai alla mostra torinese "Manga Impact" e non trovai disponibile il catalogo, che, come appresi da Fabrizio Modina nel 2015 (link), non venne mai pubblicato.
Le due mostre, infatti, hanno in comune la partecipazione del mega collezionista di robottoni, ma assieme ai suoi inestimabili pezzi si potranno ammirare anche quelli di altri 24 collezionisti, per un totale di 1890 oggetti esposti!
A cui vanno aggiunte 290 tavole manga esposte.
Il catalogo ripropone tutti i pezzi da collezione sia per quanto riguarda i giocattoli, i disegni originali, i cell, i poster (cinematografici e non) ed infine il materiale cartaceo.
A causa della mia fissa per la carta i pezzi che ho trovato più belli in assoluto sono le brochure della Toei, della Doro e della ITB sui cartoni animati giapponesi che vedemmo in televisione.
Chiaramente la parte del leone la fanno i modellini dei robottoni e degli altri personaggi animati giapponesi, ma io non potevo restare insensibile a quei fogli in A4 con quelle brevi descrizioni della sinossi, stupendi!
Ho fatto una caterva di foto e alcuni filmati su tutto quel ben di Dio, ma finché la mostra sarà visitabile (il 2 gennaio) non posterò nulla per non rovinare la sorpresa agli eventuali visitatori, che per quanto mi riguarda invito vivamente a recarsi a questa stupenda mostra.
Tra l'altro il luogo è anche facilmente raggiungibile, a quattro fermate di tram dalla stazione dei treni "Garibaldi", dove fanno fermata anche due linee della metropolitana.
Il catalogo è molto bello, oggi oggetto è numerato e descritto, se non ho capito male non sarà possibile acquistarlo online, ma solo al bookshop della mostra.
Risulta ingiusto citare un pezzo a discapito di altri, ma per parte mia ho avuto un sussulto al cuore nel vedere lo stampo del Goldrake della Fabianplastica, ma anche la moto (vera) di Hisoshi Shiba o l'uniforme di lady oscar (quella da guardia reale) mi hanno gasato.
L'arco temporale, come recita il titolo della mostra, va da i personaggi di Osamu Tezuka ai Pokemon, ma c'è qualcosina su "L'attacco dei Giganti" oppure "Demon Slayers", ma il grosso della mostra è sull'animazione del first impact.
Sul catalogo mi permetto una sola annotazione critica, la si può desumere dall'immagine qui sotto.


Comprendo bene che il catalogo già constava di 400 pagine, però tra queste capita abbastanza spesso la situazione di cui sopra, cioè che un articolo illustrato sia stato piazzato a metà tra le due pagine, il che ne rende impossibile la fruizione visiva, che sarebbe lo scopo di un catalogo.
Forse si sarebbero potute incrementare le pagine (con un aumento di prezzo), in modo da evitare di rovinare la consultazione di numerosi pezzi da collezione.


Voi tutti adepti di "Atlas Ufo Robot" prostratevi di fronte alle sacre scritture!  ^_^

lunedì 22 marzo 2021

Mazinger Z TV Magazine Perfect Reprint Collection


Probabilmente non sono il fan di animazione giapponese più adatto per recensire questa stupenda ristampa dei numeri della rivista nipponica "TV Magazine" a tema Mazinga Z. In quanto, essendo stato un bambino in età senziente nell'aprile 1978, per me sono degni di nota Goldrake ed il Grande Mazinga, quando la Rete Uno della Rai trasmise Mazinga Z capii subito che qualcosa non tornava, sto robottone manco volava... 
Ho notato negli anni che chi ha la fissa di Mazinga Z, di solito, nell'aprile 1978 era ancora troppo piccolo per apprezzare che stava vedendo "Atlas Ufo Robot", ergo nel gennaio 1980 gli parve una grande novità il vetusto super robot pilotato da Rio/Alcor/Koji.
Non di meno la pubblicazione che presento merita di essere acquistata da qualsiasi appassionati di animazione robotica.
E' un piacere sfogliare ognuna delle pagine, con il rammarico di non poterne capire lo scritto, ma i tanti disegni e le pubblicità dei giocattoli sono fenomenali.
Ho l'ulteriore conferma che gli editori giapponesi trattavano i propri piccoli clienti con il dovuto rispetto, confezionando prodotti di alto livello, a differenza di quelli nostrani che, nella quasi totalità, ci propinavano materiale editoriale veramente scarso...
Le prime 206 pagine sono in carta patinata a colori, il seguito fino a pagina 301 nella classica carta monocromatica (viola e bianco) che si usava negli artbook.
Nel librone è presente un busta in cartoncino, il cui contenuto non ho aperto, dove penso ci siano le carte di Mazinga Z, mostro le scan alla fine del post.
Credo di aver intuito che ci siano le proposte dei piccoli fan nipponici su come far volare Mazinga Z, a cui segue l'annuncio del Jet Scrander, che fa la sua prima comparsa nel film "Mazinga contro Devilman", pubblicizzato nella rivista, come è presente un disegno a doppia pagina di "Mazinga contro il Generale Nero".
Quello, però, che ti colpisce subito sono le doppie pagine a lenzuolo presenti all'inizio, con tutti i mostri meccanici del Dottor Inferno!


Ho cercato di scannerizzare il metro e poco più, ma l'unica alternativa per apprezzarlo veramente è acquistare la pubblicazione.
Avendo io seguito solo saltuariamente Mazinga Z, oltre a sapermi di stantio nel medesimo orario avevo catechismo(...), senza contare che non fu mai terminato (viva il catechismo!), non posso soffermarmi su aspetti singoli, se non per il fatto che gli editori nipponici ebbero una idea strepitosa!


In uno dei due retro dei fogli di cui sopra, c'è questo schema in cui mi apre siano mostrati dove i mostri meccanici fanno la loro apparizione.
Stupendo anche questo!

giovedì 24 dicembre 2020

"Gioco completa il Mazinga" - "Popy TV Game" (1974)


L'ho scritto molte volte, ma l'accuratezza che le aziende giapponesi mettevano nei prodotti per bambini era millemila anni luce più avanti dalla consuetudine italica. 
In campo editoriale ho già postato molti prodotti sia italiani che giapponesi degli anni 70 e dei primi anni 80, e non credo che ci sia dubbio che, tranne sparute eccezioni, gli editori italiani li consideravano prodotti di serie c... solo la Disney metteva in vendita libri e fumetti in edizioni di qualità.
In particolar modo i cartoni animati giapponesi erano quasi sempre trasposti in edizioni fatte al risparmio, sia come materiali che come idea di oggetto da presentare ad un bambino/a.
Sul versante dei giocattoli non è che la cosa cambiasse molto, basta vedere le recensioni del materiale nipponico:

Il piacere per il dettaglio dell'industria nipponica del giocattolo faceva un po' a pugni, almeno per quanto riguarda le licenze dei cartoni animati giapponesi, con l'approssimazione dei colleghi italiani. In alcuni casi si andava ben oltre l'approssimazione, ma si sarebbe potuto inquadrarla come una vera e propria truffa aggravata...

Truffa perché le aziende italiane non si sforzavano di metterti nella confezione neppure il segnalino con il robot o la navicella della serie... senza contare che la trama del gioco era spesso senza senso e priva di collegamento con la serie animata televisiva... oltre al fatto che la qualità dei disegni oscillava tra lo scarso e l'immondo   >_<
La controprova della bellezza dei giochi in scatola nipponici la ottieni quanto hai la fortuna di accaparrarti il gioco di società dei due Mazinga, che solo a livello grafico è una gioia per gli occhi!  
La persona che ha tradotto gli ideogrammi visibili sulla confezione (grazie Andrea!) mi ha anche spiegato che il disegno di Mazinga Z è preso direttamente da un rodovetro, mentre tutti gli altri disegni provengono da illustrazioni della rivista giapponese "TV Magazine".
Ok, forse le aziende italiane (Mattel e Mondadori, ma anche Clementoni) non potevano ottenere un materiale di così alta qualità (sarebbe stato veramente così difficile?), però un piccolo sforzo per dare ai bambini dei disegni leggermente migliori era fattibile. 
Come datazione ho messo il 1974/75 perché dai disegni del tabellone direi che sia ambientato alla fine della serie con l'avvento del Grande Mazinga. Per esempio è presente la base del Duca Gorgon che nel Grande Mazinga mai si vede. Inoltre è visibile sia l'Istituto di Ricerca per l'Energia Foto Atomica che la Fortezza delle Scienze, c'è Kenzo Kabuto ma non il dottor Yumi Infine ci sono sia i mostri meccanici del Dottor Inferno che i mostri guerrieri del Generale Nero, ma questi ultimi mi pare siano solo quelli che si vedono nell'OAV "Mazinga Z contro il Generale Nero".
Quindi mi azzarderei ad affermare che il gioco in scatola sia stato messo in vendita tra la fine della serie di Mazinga, la proiezione al cinema del cortometraggio Toei e l'inizio del Grande Mazinga.

              


Stupendo!   ^_^
Devo dire che sarebbe stato un po' inquietante vedere su una confezione italiana un pigmeo innestato su un watusso, un nazista con la testa sotto al braccio, una mummia ermafrodita, un simil centauro centurione/tigre, in mezzo a cui il Dottor Inferno pare quasi normale   ^_^
Più che un gioco in scatola pare un film dell'orrore, ma si sa che i bambini giapponesi avevano un rapporto con mostri, fantasmi ed esseri mitologici più consueto dei pari età italici.
Quando apri la scatola rimani un po' interdetto, vedi un cartone rigido con Mazinga Z ed il Guretto, non comprendendo subito che questo fa parte del piano di gioco, che non si presenta nella classica conformazione a libro, ma ha piegatura su un lato che lo rende stupendamente asimmetrico. Una volta che lo estrai dalla scatola ti ritrovi tabellone in cartone molto rigido che misura 50 cm X 60 cm (non grandissimo), con una moltitudine di disegni colorati dei personaggi della serie e quella bellissima roulette centrale. Anche nei giochi in scatola nostrani al posto dei dadi talvolta era presente la roulette, ma questa ha la magica caratteristica che non si ferma mai a metà di due settori, nessuna discussione con gli avversari!
O si ferma da una parte oppure dall'altra, mai in mezzo: tecnologia nipponica!!!  :]

Sorgono un paio di domande:
Cosa conterranno i due scatolotti con Mazinga Z ed il Grande Mazinga?
Ma, soprattutto, cosa diavolo c'è scritto sulla confezione?!  ^_^



Ho posizionato la traduzione del testo nei medesimi punti degli ideogrammi, usando quasi sempre lo stesso colore. 
Grazie agli ideogrammi sono presenti un numero ampio di concetti, che nella nostra lingua scritta avrebbero reso la confezione inguardabile, mentre in giapponese la rende graficamente ancora più bella.
Come faceva la Clementoni, l'unica altra azienda che fino a metà degli anni 70 scriveva molto sulle scatola dei suoi giochi di società, la Popy si premurò di tranquillizzare il genitore nipponico sulla semplicità del gioco ("PER PRINCIPIANTI", ossia è un gioco per tutti) e che era un gioco per tutta la famiglia, anche se dubito che un padre nipponico, come uno italiano, a metà degli anni 70 si mettesse a giocare con i giochi di società...
Non mancava una breve illustrazione della modalità di gioco:
TROVATO IL BRACCIO DESTRO! TROVATO IL BRACCIO SINISTRO!
CHI RIUSCIRA' A COMPLETARLO PER PRIMO?
UN GIOCO DIVERTENTE IN CUI COMBATTERE I MOSTRI MECCANICI E COMPLETARE IL TUO MAZINGA

Edit del 27 dicembre 20202:
Ho aggiunto una parzialissima traduzione delle regole.

mercoledì 15 novembre 2017

Puzzle giapponese Epoch del manga di "Ryu il ragazzo delle caverne" (Genshi shōnen Ryū) - primi anni 70



Penso si sia capito da quello che posto sul blog che quando, in una qualche fiera o mercatino, mi imbatto in un articolo curioso, se il prezzo è ragionevole, non necessariamente basso, io non riesco a resistere all'acquisto  ^_^
Ergo mi sono accattato un paio di puzzle nipponici inerenti manga ed anime, ovviamente.
A dire il vero avevo puntato sul secondo puzzle, che era ancor imbustato, mentre questo no, ma poi Ryu è sempre Ryu, anche se nella versione manga  :]
Direi che sia il manga di Ryu e non l'anime, oltre per lo stile del disegno, anche per il bollino presente in basso a destra (mostro una scan ingrandita più sotto).
Oltre all'epica scena in cui il ragazzo delle caverne acceca Tirano, che già vale l'acquisto del prodotto, mi ha incuriosito molto il retro del puzzle. A dimostrazione che i giapponesi, a differenza delle aziende italiane, non si limitavano a confezionare un semplice puzzle, ma vi aggiungevano un qualcosa in più.
Il raffronto con i puzzle italici fa risaltare un'altra caratteristica del prodotto, cioè la cornice. Infatti il puzzle è contenuto all'interno di un cartone, ergo non c'è il rischio che i pezzi si smontino, ed è anche possibile posizionarlo verticalmente, che per un prodotto per i più piccoli, sono due caratteristiche importanti. Ricordo bene il fastidio di quando montavo i miei primi puzzle (per bambini) ed i pezzi si staccavano di contino ogni volta che lo spostavo. Senza contare che, una volta finito, cosa ne facevi?
Lo potevi solo rimettere nella scatola, oppure farlo incorniciare, ergo altri soldini e lavoro, ma con l'espediente nipponico, il tuo bel puzzle restava sempre in ordine.
Di solito riesco a trovare info sul web anche del materiale jappo, nonostante la barriere linguistica, questa volta, invece, non ho reperito nessun riscontro per questi puzzle.
Ho trovato solo il sito web della marca, la Epoch, che però ha un nome un po' diverso:
Epoch Jigsaw Puzzle



Il retro del puzzle mostra un qualche tipo di calendario degli avvenimenti importanti per un bambino o bambina giapponese.
Il numero 1 direi che sia il capodanno giapponese, shogatsu.
Il numero 2 riguarda la ricorrenza dell'inizio della primavera secondo il calendario lunare (3 febbraio), dove una antica tradizione prevedeva il lancio dei fagioli contro gli oni.
Il numero 3 è il hina matsuri, la festa delle bambole che si celebra il 3 marzo.
Il numero 4 potrebbe essere il hanami,  la fioritura dei ciliegi, ma non sono sicuro.
Il numero 5 è la festa del "kodomo no hi", la festa dei bambini, che cade il 5 maggio, in cui è usanza esporre al vento le carpe di carta in segno benaugurale.

domenica 27 marzo 2016

Tokyo, la guida nerd



TITOLO: Tokyo, la guida nerd
AUTORE: Alessandro Apreda
CASA EDITRICE: Limited Edition Books
PAGINE: 137
COSTO: 18,90€
ANNO: 2016
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788899088071

Personalmente non credo che andrò mai in Giappone, un po' per la difficoltà di prendere due settimane (meno non avrebbe senso) di ferie non in agosto (mese che anche Apreda sconsiglia), un po' per una mia difficoltà mentale a recarmi in un posto ove non posso comunicare con la popolazione autoctona, infine perchè per il ritorno dovrei farmi mandare il comprato in un container  T_T
Ergo questo libro non mi interesserebbe?
Assolutamente no, cioè, assolutamente si, mi interessa e mi è piaciuto.
Anch'io, come tanti nerd, ho amici che sono stati in Giappone, e che mi hanno raccontato tante meraviglie, facendomi vedere tante, ma mai abbastannza, stupende foto, però è leggendo questo libro che ho compreso pienamente lo sterminato panorama di materiale che potrei/vorrei vedere e magari comprare.
In pratica, il suddetto container, servirebbe solo per il materiale dei Mandarake  T_T  dove, molto plausibilmente, ci passerei almeno una settimana, visto il numero mostruoso di punti vendita e la metratura quadrata totale... esistono interi palazzi, più palazzi, pieni di materiale per nerd  T_T
Il bello di questo libro, oltre alle tante curiosità e a molti consigli pratici, ma veramente pratici, di quelli che ti evitano un sacco di grattacapi durante un viaggio, è la precisione dei riferimenti stradali per raggiungere i millemila negozi/store/superstore/megastore di anime/manga/gadget/videogiochi/qualsiasicosa.
Apreda si reca alla mecca degli otaku/nerd da 11 anni, per un totale di ben 13 viaggi!
Quindi i consigli che ha stilato non sono frutto di un viaggio occasionale di una settimana, ma di chilometri e chilometri di strade, viuzze, corridoi pieni di manga, percorsi in 13 viaggi. Sono mostrati dei negozietti che probabilmente sfuggirebbero anche a chi ci sta passando davanti, visto quanto sono imboscati, e svelare questi segreti è un po' come rivelare dove abboccano i pesci ad un collega pescatore... oppure portarsi ad un mercatino dell'usato un amico che ha le tue medesime fissazioni... entrambe cose che non si dovrebbero fare mai  :]
E' ovvio che per chi pensa di andare a Tokyo questa guida è assolutamente indispensabile, oltre agli indirizzi e ad una stupenda mappa nerd di Akihabara, ci sono i siti dei negozi, ed anche gli orari di apertura, che non sono come quelli  italici. Infatti i negozi a Tokyo aprono quasi tutti alle 11, c'è quindi il tempo di arrivarci senza alzarsi alle 5 del mattino. Per ogni store viene fatto un breve elenco del suo contenuto, tanto per poter concentrare il percorso otaku in base ai  propri gusti.
Per chi, come me, ritiene che a Tokyo non ci andrà mai, la lettura del libro resta piacevole, divertente ed interessante. Infatti, oltre ai millemiliardi di store, sono proposti alcuni luoghi che è obbligatorio visitare, e dato che sai che non ci andrai mai, almeno apprendi della loro esistenza.
Il prezzo del libro non è basso, però, ormai, di libri, non dico a 10 euro, ma anche solo a 15, se ne vedono pochi, e questo è pieno di immagini utili.
Quando ieri ho preso questo libro ne ho visto un'altro che mi interessava: L'ultima vittima di Hiroshima.
Sono lettere degli anni 50 e 60, una riedizione di un libro vecchio, e costa 20 euro... questo per fare un esempio della follia di certi prezzi. Ho lasciato a malincuore sullo scaffale il libro su Hiroshima, per una questione di principio, e mi sono portato a casa quello di Apreda, che costa di meno di un libro degli anni 60!


domenica 1 novembre 2015

"SCI-Figure: un viaggio attraverso il modellismo americano e giapponese" - Lucca Comics and Games 2015



Fabrizio Modina e la "Associazione culturale Leiji Matsumoto" hanno allestito una mostra incentrata sui modellini delle serie fantascientifiche di matrice americana e giapponese, anche se, forse, si sarebbe dovuto sostituire "americano" con "anglosassone", vista la presenza di serie televisive sci-fi inglesi.
Ovviamente la mostra è visibile gratuitamente (quindi anche a chi non è provvisto di braccialetto) ancora per tutto il giorno odierno alla "Casa del boia" di Lucca, poi, con la fine del "Lucca Comics and Games", termina anche l'esposizione: "carpe diem", in senso letterale :]
La parte del leone dell'esposizione la fa "Guerre Stellari", con una moltitudine di "dolls" (più banalmente "bambolotti") della collezione di Fabrizio Modina, i cui pezzi si sono potutti ammirare in altre due mostre:
Torino e Treviso

La location della "Casa del boia" è molto bella, praticamente a fianco al Japan Town. Nel visitarla venerdì mattina ho anche scambiato due chiacchiere (mantenendo l'anonimato  ^_^ ) con Fabrizio Modina, che era intento a rimettere in piedi una dolls di Luke Skywalker de "L'impero colpisce ancora" accasciatasi al suolo.
Oltre agli ovvi complimenti per tutta la sua collezione, mi sono permesso di chiedergli due cose, una delle quale mi rodeva dal 2009, cioè se esistesse un catalogo della "Manga Impact" di Torino (vedi link sopra), e ho avuto la conferma che non fu pubblicato nulla. L'altra curiosità verteva sull'uscita del secondo libro di "Super Robot Files", che, salvo imprevisti editoriali, dovrebbe essere pubblicato o verso primavera, oppure per il prossimo "Lucca Comics and Games".




Finite le curiosità mi sono tuffato nell'apocalisse delle dolls di "Guerre Stellari"!


E poi nei modellini di Star Trek, Spazio 1999, Ufo Shado etc etc.


In quelli della Marvel e della DC Comics.



Infine nelle serie sci-fi nipponiche.

martedì 1 settembre 2015

"Manga Impact" mostra al Museo del Cinema di Torino del settembre 2009/gennaio 2010



Nel settembre del 2009 mi sono recato al Museo Nazionale del Cinema di Torino per vedere questa mostra, sinceramente non sapevo cosa aspettarmi, e devo dire che appena entrato sono rimasto sbigottito, sbalordito, divertito e galvanizzato!
Le persone che erano con me, non appassionate di animazione giapponese, penso che non credessero ai loro occhi, ero a dir poco esaltato. Tornato, di colpo, un bambino dentro un negozio di giocattoli, ma non un negozio qualsiasi:
il negozio del non plus ultra delle cose più non plus ultra del nonplusultrismo :]
Appena entrati ci si trovava davanti a sei vetrine alte un paio di metri strapiene di modellini vintage di serie animate anni 60/70/80, per lo più di personaggi dei robottoni o fantascientifiche.
In un altro lato del museo c'era un megavetrinone con tutti i robottoni jumbo, una cosa da far spavento!
La mostra di Treviso "Giappone dai samuari a Mazinga" di qualche mese fa conteneva molto materiale proveniente dalle stesse collezioni, ma non paragonabile come numero totale di pezzi (o almeno questa è la mia impressione).
Ma la mostra non finiva qui.
Tutta la camminata che porta fino in cima alla Mole Antonelliana era piena di materiale inerente l'animazione giapponese, non solo anni 70 e 80: cell; manifesti cinematografici; materiale editoriale.
Penso che nel totale (Giocattoli/modellini, cell, materiale vario) sia stata la più grande mostra sull'animazione giapponese mai organizzata in Italia.
L'unica delusione, tanto unica quanto deprimente, fu che non era stato pubblicato nessun catalogo della mostra... una vera follia umana...
In questa recensione, un po' postuma, inserisco la quasi totalità delle foto che scattai allora, lo scopo è solo quella di ammirare una tale abbondanza di materiale quasi inestimabile, e ringraziare, con qualche anno di ritardo, i curatori della "Manga Impact" (tranne che per la mancanza di un catalogo...):
Carlo Chatrian, Olmo Giovannini, Fabrizio Modina.

Fabrizio Modina, oltre ad essere uno dei curatori della mostra di Treviso, è l'autore del libro: 
Super Robot Files, 1963/1978 l'età d'oro dei robot giapponesi nella storia degli anime e del collezionismo 

Avverto che, non solo non sono un fotografo, neppure amatoriale, ma quando ho scattato queste foto non pensavo sarebbero finite su un blog. Infine che la macchian fotografica digitale era abbastanza nuova nel 2009 (comprata nel 2007), ma che nel 2015 la qualità delle immagini potrebbe lasciare un po' a desiderare, ma mai quanto l'opera del fotografo T_T

Le sei vetrine stracolme di ogni ben di kami :]


 La megavetrinona con i jumbo robottoni.



 La mostra dedicata all'animazione.



Per prima cosa parto con le foto dei giocattoli e modellini, non sono in un ordine preciso, proprio a causa dello stato di agitazione mentale nel quale ero caduto momentaneamente ^_^

P.S.
Eviterò i soliti commenti, che nella quasi totalità sarebbero solo dei "stupendo, stupendissimo, megastupendo".

domenica 2 agosto 2015

Exhibition Go Nagai




AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).



TITOLO: Exhibition Go Nagai
AUTORE:
CASA EDITRICE: Nagai Gō Seikimatsuten Jikkō Iinkai (?)
PAGINE: 190
COSTO: variabile, intorno ai 35/40 euro
ANNO: 1998
FORMATO: 29 cm x 23 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 

Non è un artbook recente, però contiene numerose chicche, oltre a tanti disegni di Go Nagai. Purtroppo il testo è interamente in giapponese, però a farla da padrone sono naturalmente le immagini, quindi, a mio avviso, l'acquisto è motivato. Per quanto mi riguarda l'ho recuperato all'ultima Cartoomics, era parecchio che lo notavo in varie fiere del fumetto, ma aveva sempre un prezzo superiore ai 40/50 euro, stavolta, forse anche complice le ultime ore della fiera, l'ho strappato intorno ai 30 euro.
In questo artbook ho scovato due articoli giornalistici che ho già postato sul blog:


L'artbook è composto da 5 capitoli. Nel primo ci sono numerose foto di Nagai, dalla fanciullezza al periodo precedente alla stampa di questo libro. Il primo capitolo è completato da disegni nominati "Sketch Book" e "Unreleased Works".
Il secondo capitolo è dedicato ai manga (Comics), con copertine sia a colori che in bianco e nero, oltre a singole tavole.
Il terzo capitolo è formato da disegni ispirati ai seguenti gruppi:
"Tv Animation Series"; "Theatrical Animation Features"; "Original Video Animation Features"; Features Directed on Go Nagai"; "Live Action Features"; "Comics based on Go Nagai's Works"; "Novels based on Go Nagai's Works".
Il quarto capitolo è il mio preferito, assieme al quinto, in quanto ci sono le "Figures", compresi i giocattoli anni '70. Il "Merchandising" e il "Digital Entertainment" (i videogiochi) concludono il quarto capitolo. Nel quinto ci sono i succitati due articoli giornalistici, inseriti nel paragrafo "Articles From The Foreign Press", secondo me quello italiano non devono averlo tradotto, altrimenti non l'avrebero inserito, visti i toni negativi. Nel quinto ci sono anche varie edizioni delle opere di Go Nagai in "Overseas Comic Books", i giocattoli europeri in "Overseas Merchandising".
L'artbook si conclude con quall che penso sia cronologia delle opere di Nagai.
Ho preferito concentrarmi sulla parte giocattolosa dell'artbook.


Per chi lo sa leggere ecco l'indice.

domenica 5 luglio 2015

Libro pop-up Banso "Ultraman kaiju on parade" - 1969



Ho fatto un po' di fatica nel cercare di capire a quale serie si riferisse questo libro pop-up, alla fine penso che contenga più mostri di più telefilm.
Edit del 10 luglio:
Un'amica mi ha suggerito un titolo più corretto rispetto a "Ultra grande marcia - mostri in parata".
Non sono un esperto di Ultraman e soci, però in copertina mi pare che ci sia proprio un Ultraman, mentre in seconda pagina si vede Ultraseven, e gran parte dei mostri è del telefilm UltraQ.
La traduzione del titolo l'ho eseguita tramite il traduttore di Google, dopo aver scovato un blog giapponese che posta lo stesso libro pop-up:
Takurama.blog

Non sarà una traduzione perfetta, ma penso che sia a grandi linee corretta.
E poi il bello di questi libri pop-up della Banso è il contenuto, posso non sapere nulla della serie, ma personalmente ne rimango affascinato.
Anche questo libro pop-up proviene dalla spedizione nipponica di Taisen e Cinzia :]
Quindi bancio alle ciance e via col video!


           


Tornando al mio tentativo di individuare a quali serie tv si riferisse, direi che quello della prima figura animata sia proprio Ultraseven, mentre vola in alto a destra..

lunedì 1 giugno 2015

Children's Advertising in the Showa Era 2 1970/1974 - Pubblicità di giocattoli (ed altro)



TITOLO: Children's Advertising in the Showa Era 2 1970/1974
AUTORE: Takanobu Okoshi, Hiroshi Hoto
CASA EDITRICE: Seigensha
PAGINE: 288
COSTO: 17 €
ANNO: 2009
FORMATO: 15 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9784861522123

Dopo un annetto ecco il secondo volume PRIMO VOLUME ) di questo catalogo pieno zeppo di pubblictà di giocattoli, abbigliamento, cibarie, elettronica, cartoleria e chi più ne ha più ne metta. Un vero campionario di cosa era nella disponibilità (forse non di tutte le fasce sociali) dei bambini e ragazzi giapponesi dal 1970 al 1974. Ciò che mi ha impressionato in entrambi i volumi è la varietà, e spesso la complessità dei giocattoli, ma anche degli altri articoli, secondo me non ugualmente riscontrabili nei cataloghi di giocattoli del medesimo periodo in Italia. Per sincerarsene basta consultare i cataloghi del periodo che ho già postato:
Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970 del Corriere dei Piccoli e Upim;
Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - PRIMA PARTE ;
Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - SECONDA PARTE ;
Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - TERZA ED ULTIMA PARTE


Ai produttori di giocattoli e ai pubblicitari giapponesi non mancava certo la fantasia, e la capacità di creare bisogni nuovi nei giovani consumatori nipponici. Articoli che da noi sarebbero giunti con anni o decenni di distanza, tipo la moda per ragazzi, che divenne imperante solo dalla fine degli anni 80.
Probabilmente, rispetto al primo volume, ci sono meno articoli legati a personaggi dei manga, ma più articoli sponsorizzati dagli anime. Pur restando, mi è parso, inferiori di numero a quelli del primo volume, molto più legati a manga ed anime.
C'è qualche curiosità italica, tipo una marca dal nome parzialmente conosciuto, Politoys, ma dal logo chiaramente italico, Polistil, che pubblicizzava della macchinine simili a degli articoli presentati per il mercato italiano nel 1975.     

Come per il primo volume ho scannerizzato entrambe le pagine del volume, che quasi sempre riguardano due articoli differenti, ma in alcuni casi si riferiscono al medesimo soggetto.
Ognuno/a ci vedrà qualcosa di diverso, io ho notato il largo spazio dato agli articoli alimentari e per bambine/ragazze, in particolare abbigliamento femminile e bambole, con un numero di giocattoli forse inferiore al primo volume.  
Non saprei quando le aziende nipponiche cominciarono a produrre gashapon, ho capito, invece, che furono preceduti da un'industria che aveva un mercato fiorente di modellini in miniatura. Penso di poter affermare che i gashapon si svilupparono grazie ad un knowhow industriale molto radicato ed avanzato.
L'Italia aveva in quegli anni una florida industria di giocattoli, che vene praticamente spazzata via nei decenni successivi, il crollo iniziò con l'arrivo dei robot giapponesi e dei videogiochi, che iniziarono a modificare i nostri gusti. Non c'è dubbio, a mio avviso, che i produttori giapponesi di giocattoli avevano una fantasia ed una capacità di innovazione maggiore di quelli italiani.
E questi due volumi ne sono una prova quasi incontestabile.




La pubblicità di destra potrebbe essere di bamboline per giocare al piccolo passeggero di Boing?
Oppure bamboline da tutte le nazioni? Mistero :]



sabato 21 marzo 2015

Big Mat Ufo Robot Grendizer - 1975/78



Come si fa a trasformare un semplice gioco di cortile, come il tiro al bersaglio, in qualcosa di epico e fantascientifico?
Con il "Big Mat" di Goldrake!
Ho già mostrato nel post del primo volume di "Childrens Advertisin in showa era 1965/1969" che la fantasia dei produttori di giocattoli nipponici superava senza problema quelli dei coevi nostrani ("Corriere dei giocattoli catalogo Natale 1970"), e questo gioco, fin banale, lo dimostra di nuovo.
Scopo del gioco è fare più punti possibile lannciando uno dei quattro dischetti sopra al coloratissimo bersaglio di "Atlas Ufo Robot".
Attenzione, il gioco contiene, oltre al bersaglio e  ai quattro dischetti raffiguranti Goldrake nello Spacer, la Trivella Spaziale, il Delfino Spaziale e il Goldrake 2, anche le dettagliate istruzioni a prova di "furbetti del quartierino" e il segnapunti!
Il telone l'ho trovato così stupendo che è stato il motivo (causa) fondamentale dell'acquisto, misura 80 cm x 102 cm, ed è in materiale plastificato, simile a quello che si vedeva nei piccoli salvagenti per bambini quando ero piccolo.
Ho chiesto la cortesia (ennesima) ad un'amica se poteva decifrarmi il testo della scan sopra:
"Al mare, in montagna, in casa, con Big Mat il divertimento è assicurato al 100% (lett. 100 volte tanto)"
Sotto al bambino c'è scritto:
"Lancia lo Spacer!"
E si che lo lancio!!! ^_^




                                


giovedì 1 gennaio 2015

"Giappone, dai samurai a Mazinga" - Treviso, Casa dei Carraresi - fino al 31 maggio 2015



Alla Casa dei Carraresi si può ammirare un mix tra la storia e la cultura del Giappone, gli anime (robotici e fantascientifici) e i giocattoli degli anni 70 e 80.
Forse in altre nazioni europee e nel nord america, per non parlare della madre patria nipponica, appuntamenti culturali come quello di Treviso sono all'ordine del giorno, ma in Italia, purtroppo, sono una rarità.
Personalmente questa è la terza mostra dedicata all'animazione giapponese che visito, la prima nel 2009 a Torino ("Manga Impact"), la seconda a Milano nel 2013 (Milano Manga Festival").
La mostra di Torino era incenrata sugli anime e sui giocattoli a loro ispirati, e si potevano ammirare una quantità mostruosa di giocattoli, molto superiore a quelli presentati a Treviso.
A Milano, invece, il fulcro della mostra era il manga, con qualche raro giocattolo del periodo. Entrambe le due passate manifestazioni hanno avuto in comune l'assurda e masochistica assenza di un catalogo della mostra. In occasione del "Milano Manga Festival, nonostante il catalogo fosse stato annunciato, nulla è stato pubblicato, a cui va aggiunto l'idiota divieto (specialmente in ottica della mancata pubblicazione del catalogo) di scattare fotografie da parte dei visitatori. Per quanto riguarda la mostra "Manga Impact", quando l'ho visitata, non era disponibile alcun catalogo (e per quello che posso sapere io neppure in seguito), però, almeno, si potevano scattare liberamente tutte le foto che si voleva.
Mentre a questa "Giappone, dai samurai a Mazinga" non solo è possibile scattare tutte le foto che si vuole, previo pagamento di un costo aggiuntivo sul biglietto di due euro (il "foto-free"), ma sono disponibili ben due cataloghi!
Uno incentrato solo sui giocattoli presentati nella mostra, pubblicato in formato di libro e contenente tutte le foto dei pezzi. Il secondo sul totale della mostra (compresi, di nuovo, i giocattoli), nel formato del classico catalogo delle mostre, quindi carta patinata, copertina rigida, dimensione da 33 cm x 25 cm, infine tantissime e bellissime foto.
Successivamente posterò due recensioni distinte dei due cataloghi, in questa sede mi concentrerò solo sulla mostra, che, a mio avviso, ogni appassionato di anime robotici o del Giappone in generale, compresa la sua storia, deve obbligatoriamente visitare.
Il bello della mostra, grazie a numerose spiegazioni presenti sul suo percorso e ad un video finale, è che può essere fruita da varie tipologie di appasionati. Chi predilige la cultura e la storia del Giappone si concentrerà sui manufatti originali presenti nella mostra, il fan dell'animazione o il collezionista godrà a dismisura dei giocattoli esposti, se poi qualcuno avrà delle conoscenze in entrambi i campi il piacere sarà doppio.
Il biglietto d'ingresso ammonta a 12 euro (più sotto ho scannerizzato la brochure informativa), che è un prezzo assai basso per una mostra che personalmente ho impiegato 2 ore e mezzo a girare, anche se ho fatto una valanga di foto, e che ha un'atmosfera coinvolgente che le altre due mostre non avevano.
Per quanto riguarda la spiegazione della mostra rimando alle scan della brochure, che di certo riusciranno ad essere più illuminanti di quello che potrei mai fare io, mentre per illustrarne il suo contenuto ho inserito un po' di foto (170 circa...) e tre brevissimi video, che, comunque, non rendono minimamente la bellezza dell'esposizione, e che non mostrano tantissimi altri pezzi da collezione.
Sulla qualità delle foto e dei video spero si stenda un velo pietoso, in quanto, tra le tante cose che non sono capace di fare c'è anche il fotografo :]
Parto con il video della sala che a mio giudizio personale è la più bella, quella con le armature dei samurai e i giocattoli robotici, che fa parte del percorso "Hasshin! Il grande viaggio nell'universo dei super robots", esposta verso la fine della mostra.


          



All'ingresso della mostra si viene accolti da un gigantesco Mazinga Z.



martedì 21 ottobre 2014

Libro pop-up Banso di "Attack No.1" (probabilmente il manga)


Ho faticato per trovare il titolo corretto di questo libro pop-up, benchè sia evidente dagli ideogrammi appena sotto alla scritta "Banso" che è "Attack No.1", non ritengo sia riferito all'anime, ma al manga, a cui la prima serie tv del 1969 si ispira.
Infatti i personaggi che si possono vedere in questo libro pop'up, in primis nella copertina, non mi pare corrispondano del tutto a quelli dell'anime.
Ho cercato sul web varie immagini dei personaggi, per confrontarli con quelle presenti nel libro pop-up, e mi pare proprio ci siano personaggi un po' differenti. Posso immaginare che quando si è trattato di passare alla serie tv qualcosa sia stato cambiato, ma è solo una mia ipotesi. C'è da dire che io non sono un esperto dell'anime, da bambino vidi qualche puntata della prima serie tv, e non ho mai letto il manga. Quindi non riesco a collocarlo con precisione.
Dell'anime ricordo gli allenamenti massacranti in pieno stile "Akakichi No Eleven", il fatto che molte compagne di classe lo vedevano e... basta, non ricordo altro :]
Poi il fatto che i giapponesi si ostinino a scrivere in giapponese non è che mi abbia aiutato molto nella ricerca di informazioni :] 
Resta la bellezza del libro pop-up, che mostro con il consueto mini video (senza commento alcuno, visto che spesso le porzioni di BGM che inserisco mi vengono contestate da You Tube).
P.S.
Ringrazio di nuovo sentitamente Taisen e Cinzia che mi hanno recuperato questa chicca in un Mandarake di Tokyo :]

Edit del 19 aprile 2015:
Ho chiesto ad una esperta della serie delucidazioni sul soggetto originale, mi ha risosto cortesemente Sabrina di http://www.nekobonbon.com/:
Venendo al libriccino, le immagini sono chiaramente riprese dal manga, la serie tv aveva un design leggermente diverso.
Ma in Giappone questo tipo di prodotti “usa e getta” è abbastanza frequente, soprattutto per i manga/anime di quegli anni si ebbe la pubblicazione di una miriade di libriccini di tutti i tipi.
Erano chiaramente pensati per bambini perché erano libri da colorare (i famosi “nurie”), oppure popup tipo il tuo, o brevi racconti (illustrati anche malamente a volte) che talvolta riprendevano la trama originale mentre altre volte erano piccole avventure realizzate ad hoc. Quando mi metto a spulciare sui siti giapponesi alla ricerca di foto per la pagina dei gadget che inserisco in quasi tutte le sezioni, vengo sempre sommersa da prodotti di questo tipo.
Ora credo siano un po’ passati di moda, si trovano per lo più inerenti a manga/anime fino agli anni ’90, francamente credo che i bambini moderni adesso apprezzino altri tipi di gadget :)


        


martedì 3 giugno 2014

Libro pop-up Banso di "Le avventure dell'Ape Magà" (Konchu Monogatari Minashigo Hutch) - 1970



Direttamente dal santo sepolcro del Mandarake di Shibuya (di nuvo grazie a Marco e Cinzia) ecco il libro pop-up dell'ape Magà, una delle serie più atroci, ma belle, arrivare in Italia. L'immagine della copertina mi fa tornare in mente di aver letto da qualche parte che la scelta italiana di trasformare il fuco Hutch nell'ape Magà, oltre ad avergli regalato un sacco di tempo in più  da vivere, creò qualche imbarazzante dubbio sulla sua identità sessuale nei bammbini della fine degli anni 70/primi anni 80. Infatti il fuco Hutch si invaghisce di una farfalla, immagino quella della copertina (l'anime lo vidi solo da bambino), sentimento che per un'ape femmina come Magà fu un pelino anomalo.
Solo chi vide quel primo adattamento (visto che i succesivi ridoppiaggi ne hanno attenuato la drammaticità) può comprendre quante traversie doveva affrontare l'ape Magà in una singola puntata. Quasi sempre, vado a memoria, l'insetto con cui faceva amicizia all'inizio della puntata moriva alla fine dell'episodio... tanto che pare che nel bosco nessuno volesse più parlare con Magà.
Come al solito ho fatto un breve video per mostrare la bellezza di questo pop-up, inserendo come sottofondo una delle sigle originali giapponesi, mi son sorpreso assai nel notare quanto l'inizio assomigli ad una delle sigle jappo de "Il Grande Mazinga".