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sabato 13 febbraio 2016

I mondi di Miyazaki, percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese



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TITOLO: I mondi di Miyazaki, percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 117
COSTO: 12
ANNO: 2016
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857532257

Il saggio è composto da otto contributi di altrettanti autori. Tranne uno, che non sono stato proprio in grado di capirlo, ma di certo è colpa dei miei oggettivi limiti, i restanti sette sono molto interessanti e comprensibili. Gli scritti su “Si alza il vento” mi hanno aiutato a capire un film che personalmente non ho apprezzato moltissimo, per svariati motivi.
Ringrazio Alessandro, uno tra i primi lettori che abbia avuto il coraggio di firmare i suoi commenti sul blog :] per avermi informato dell'uscita del libro ;)

La melanconia dell'ingegnere. Il sogno tecnoscientifico di “Si alza il vento”
Alberto Brodesco analizza le tematiche di “Si alza il vento”. Qui ritorna l'utilità di approfondimenti che riescono a farti capire ciò che inizialmente non sei riuscito ad apprezzare, benché in parte resto della mia opinione. In particolare riguardo le obbiezioni riportate dell'autore all'ultimo film di Miyazaki, inerenti a come ha trattato il tema dell'uso degli Zero e del loro contesto storico. Nonostante Brodesco spieghi perché queste critiche siano errate, io resto dell'avviso contrario.Si, gli Zero erano belle e veloci, erano stupendi, ma quante vite sono costati?

Tempo, tecnica, esistenza nell'ultimo Miyazaki
Quando mi accingo a leggere qualcosa di Marcello Ghilardi ammetto che ho sempre un po' di timore, il timore di non riuscire a capirci nulla :]Questa volta, forse complice le poche pagine, mi è andata abbastanza bene, ma non così bene da cercare di riportare il suo pensiero :]

Il pacifismo utopico di Miyazaki
Andrea Fontana si concentra sul pacifismo nei film di Miyazaki, questa analisi è preceduta da un breve riepilogo storico sulla situazione politica del Giappone antico e moderno.Inquadrata la situazione generale Fontana analizza i film di Miyazaki, più la serie di Conan, che incarnano la sua idea di pacifismo.Sia questo contributo, che gli altri di questo saggio che parlano di “Si alza il vento”, concordano nel considerare l'ultimo film di Miyazaki un film pacifista. Non mi permetto di contestarlo in toto, però, a mio avviso, questa volta, più che in passato, Miyazaki avrebbe dovuto rendere maggiormente palese questo messaggio. L'aereo da guerra Zero è un mezzo di distruzione, che lascia poco spazio a messaggi pacifisti lasciati sottintesi. Ed anche il personaggio di Jiro è troppo deresponsabilizzato. Anche il nonno di Lana, pur essendo tra i buoni, era stato l'inventore di un'arma, ma per questo il dottor Rao si sentiva in colpa. Lo Jiro di Miyazaki quasi non si pone il problema, lui pensa solo a progettarli, per cosa servono non lo tange...

Scienza, tecnologia e natura in Miyazaki
Marco Casolino indaga il rapporto di Miyazaki con scienza e tecnologia, tramite i suoi film e la serie di Conan. E' chiaro che per Miyazaki, salvo qualche mutazione tecnologica non preventivata dai progettisti originali, le invenzioni umane portano solo distruzione. E' solo nella natura che l'uomo può trovare la felicità. Ho notato che solo Casolino accenna, seppur brevemente, alla chiusura dello Studio Ghibli. Mi permetto qui una chiosa generale sul fatto che per anni ho letto che lo Studio Ghibli aveva conquistato l'autonomia economica, che erano gli unici ad avere disegnatori assunti stabilmente, in modo da far crescere le nuove leve. Un'esaltazione continua dello spirito dello Studio Ghibli. Tutto ciò pare finito, ma praticamente è passato in sordina... un'altra “utopia di Miyazaki e Takahata” che non ha generato nessuno dibattito tra gli esperti italici, che, a quanto pare, avevano cannato alla grande le valutazioni sulla solidità dello Studio Ghibli.

Geografie e gradi dell'ucronia-Miyazaki
Ho intuito che anche lo scritto di Luigi Abiusi dovrebbe essere interessante, purtroppo il mio livello culturale abbastanza basso, e questo modo che l'autore ha di comunicare al lettore le sue idee me lo ricorda ad ogni riga, non mi ha permesso di andare oltre a questa intuizione. Sono esposti troppi concetti che necessitano di conoscenze specifiche, troppe citazioni dotte, troppe frasi incomprensibili (per me). Mi è rimasto il dubbio che in un paio di punto si potesse vedere configurato il reato di supercazzola aggravata, ma è solo un dubbio  ^_^
E dire che ero così contento di aver scalato il monte Marcello Ghilardi, pensavo che il resto del libro sarebbe stato in discesa, poi è arrivato inaspettato il Tourmalet Abiusi...
Mi permetto di mettere un paio di scan parziali per far capire che non sono proprio un visionario millantatore :]

Estratto dalla pagina 1 del contributo di Luigi Abiusi.



giovedì 18 giugno 2015

Da Heidi a Lady Oscar, le eroine degli anime al femminile



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TITOLO: Da Heidi a Lady Oscar, le eroine degli anime al femminile
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 64
COSTO: 5,9 €
ANNO: 2015
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857528564

Sesto libro di Enrico Cantino inerente gli anime e facente parte della collana “Il caffè dei filosofi” della casa editrice Mimesis.
Questa volta l'autore focalizza la sua attenzione sulle eroine degli “anime al femminile”, ed all'interno di una categoria chiamata in questo modo possono starci le serie con protagoniste Heidi, Candy Candy, Charlotte, Peline, Anna, Georgie, Oscar.
A parte il fatto che, a mio parere, Heidi ed Anna vanno oltre l'incasellamento per genere, ma nel libro è più volte specificato che questi sono tutti anime di genere shojo... e questo lo trovo un errore.
Si potrebbe eccepire che per "shojo" si intenda letteralmente "per ragazze" (cioè il "al femminile" del titolo), però in Italia il genere "shojo" identifica una serie che contempla una storia d'amore, fatto sottolineato anche dall'autore, aggiungendo che "gli shojo anime hanno come protagoniste principali le orfanelle". Inutile dire che le eroine protagoniste del libro non tutte sono orfane.
Come si può dire che Heidi, “Anna da capelli rossi” e “Peline Story” siano anime shojo?!
Sono prinipalmente serie meisaku, o “World Masterpiece Theater”, genere mai menzionato dall'autore.
Nel suo libro sul genere robotico (rece), Cantino ci aveva inserito “Supercar Gattiger”, e non ho polemizzato. 
In quello sul genere maghette (rece) ci ha messo Pollon, e non ho polemizzato.
Ma Heidi, Anna e Peline nello shojo (per come è inteso lo shojo da noi) no e poi no :]
Detto ciò, ma sul genere shojo ci ritornerò, l'autore inizia con una micro introduzione sul ruolo della donna nella società giapponese, anche dal punto di vista storico. Segue un breve riassunto delle tematiche presenti negli shojo. 
Per esempio come veste la protagonista di uno shojo, che si presenta vestita come una “caramella” (come scrive l'autore). Heidi, Anna e Peline allora sono caramelle senza zucchero? ^_^
Si parte con Heidi, che non vede una sola storia d'amore in tutte le 52 puntate. Sempre che l'autore non conosca qualche particolare scabroso (che per altre serie pare sapere) su Peter e le pecore del suo gregge...
Tocca poi alla sinossi di Candy Candy, conclusa con l'autore che si lamenta che a causa dei dissidi fra le due autrici non c'è la possibilità di avere materiale originale dell'anime. Peccato che un anno fa è stato pubblicato il primo romanzo di “Candy Candy” (rece). 
Seguono Charlotte e poi “Peline Story”. Mentre per Heidi ed Anna sono citati i libri da cui sono tratti gli anime, per Peline ciò non capita, mera dimenticanza? Ho avuto l'impressione che si parli della trama di Peline considerandola una invenzione degli autori giapponesi, magari sbaglio.
Quindi tocca ad Anna finire nel caramelloso shojo.
Si conclude con due veri shojo (come li considero io), Lady Georgie e Lady Oscar.
In tutti i cinque precedenti libri di Cantino il linguaggio è sempre molto alla mano, ed il tono è spesso scherzoso, però, questa volta, a mio avviso, forse si è un po' ecceduto, sia nel linguaggio che nello scherno.
Finché sento sfottere Peline, Charlotte, Georgie e Candy la cosa non mi tange, ma se mi si tocca Heidi, Anna ed Oscar mi girano un po' i maroni ^_^
Se Cantino trova così ridicole queste trame, perché le ha scelte come soggetto per scriverci un libro?
Riguardo al linguaggio assai popolare, che per gli altri libri, pur essendo presente, non ero arrivato a scannerizzare, eccone alcuni esempi.
Parto da quello che mi è parso più eclatante. 
Forse esistono dei sinonimi di "mignotta" più adatti ad un libro, senza contare che "il SUGO del discorso", visto l'attività della protagonista, sarà stato alla puttanesca? 
(l'uso di SUGO al posto di SUCCO mi è stato fatto notare da un'amica più attenta di me) 


mercoledì 3 giugno 2015

Dall'Incantevole Creamy a Pollon, maghette e incantesimi nell'animazione giapponese



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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Dall'Incantevole Creamy a Pollon, maghette e incantesimi nell'animazione giapponese
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 51
COSTO: 5,9 €
ANNO: 2015
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857528557

E' questo il quinto libro, o libricino, di Enrico Cantino edito dalla Mimesis, nella collana “Il caffè dei filosofi”, e replica il formato e la struttura degli altri quattro:

Ovviamente cambia il soggetto, le majokko, cioè le streghette degli anime.
Come per gli altri quattro libri dell'autore il linguaggio non è certo da “filosofi”, anzi, è molto colloquiale, in pratica pare quasi un discorso riportato su carta.
Prevalentemente il contenuto è formato da sinossi degli anime majokko, in cui si effettuano brevi analisi sui contenuti delle serie e sulle tematiche del genere “streghette”.
Le serie presenti nel libro sono:
Sally la maga
Bia , la sfida della magia
Lalabel
Lo specchio magico
Lulù l'angelo dei fiori
Il magico mondo di Gigì
Ransie la strega
L'incantevole Creamy + OAV
Magica magica Emi + OAV
C'era una volta Pollon

Negli altri sui libri avevo trovato qualche errorino, in particolare in quelli sulle cui tematiche sono più ferrato, sulle maghette sono poco preparato, quindi non mi esprimo. Comunque anche l'autore non è preparato al 100 per 100, infatti alcuni OAV mancano di sinossi, in quanto lui stesso ammette di non aver trovato informazioni.
E' passato un anno dagli ultimi due libri di Cantino, ed il prezzo è aumentato di un euro, a fronte di una riduzione di pagine cospicua (74 e 67 gli ultimi due, 51 pagine questo...). Un 20% di aumento del prezzo a fronte di una diminuzione delle pagine dal 30% (per quello da 74 pagine) al 20% (per quello da 67 pagine). Certo, sono solo 5,9 €, e sottolineandolo rischio di fare la figura dello spilorcio, però quando mi aumenteranno lo stipendio del 30% e mi faranno lavorare dal 20% al 30% in meno sarò assai felice!
Manca qualsiasi bibliografia e webgrafia, anche nei libri precedenti.




lunedì 21 luglio 2014

Da Mimì Ayuhara a Oliver Hutton, gli anime sportivi e lo spirito di gruppo



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TITOLO: Da Mimì Ayuhara a Oliver Hutton, gli anime sportivi e lo spirito di gruppo
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimemis
PAGINE: 64
COSTO: 4,9 €
ANNO: 2014
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857522050

Quarto titolo di Enrico Cantino riguardante anime e società giapponese (nel link sotto del terzo libro si trovano i link per gli altri due):


Questi quattro titoli sono presenti all'interno della collana “Il caffè dei filosofi”, a cui ne vanno aggiunti altri due titoli (“Filosofia nei manga” e “Generazione Goldrake”), a questo punto forse non sarebbe sbagliato se la Mimesis creasse una collana dedicata ad anime e manga.
A differenza degli altri tre saggi di Cantino, che avevano la tendenza a sprecare parte delle poche pagine del libro in sinossi eccessivamente dettagliate, il quarto è quello in cui questo difetto non è presente.
Le serie tv presentate nel libro sono: Tommy la stella dei Giants; Mimì e la nazionale di pallavolo; Mila e Shiro; I Superboys; Holly e Benji; Palla al centro per Rudy; Gigi la trottola.
Ringrazio l'autore per aver inserito l'unico anime calcistico degno di nota, “I Superboys”, ed aver sottolineato che Holly e Benji, rispetto a Shingo Tamai e soci, sono dei dilettanti allo sbaraglio e, aggiungo io, dei poppanti fighettini... Shingo Tamai è la via!

sabato 19 luglio 2014

Da Lamù a Kiss Me Licia, le dinamiche di coppia secondo l'animazione giapponese




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TITOLO: Da Lamù a Kiss Me Licia, le dinamiche di coppia secondo l'animazione giapponese
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimemis
PAGINE: 74
COSTO: 4,9 €
ANNO: 2014
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857522043

Questo è il terzo saggino, nel senso di piccolo saggio, di Enrico Cantino, e ripete pregi e difetti dei precedenti due:


I pregi sono un testo quasi colloquiale, ergo abbordabile da tutti, ed una serie di considerazioni interessanti. Il difetto è uno: ci si perde in sinossi delle serie analizzate troppo particolareggiate, riducendo lo spazio, visto anche il numero esiguo di pagine, all'approfondimento.
L'autore inizia affermando che le problematiche amorose che si notano negli anime sentimentali nascono addirittura dal Hakagure, citando i passi che parlano dell'amore. Non contesto le citazioni portate, ma mi pare di ricordare, avendolo letto qualche anno fa, che dentro ci fosse tutto ed il contrario di tutto. Un testo che secondo me è troppo spesso portato ad esempio. Ovviamente è una mia opinione personale.
Si passa a spiegare le dinamiche relazionali sentimentali in Giappone: il “non detto” della lingua giapponese, la dipendenza affettiva chiamata “Amae”, la difficoltà di trovare un partner al di fuori dei gruppi abituali, ed altri aspetti.
In pratica viene svolta una breve introduzione sociologica sui rapporti personali/affettivi nella società giapponese, in particolare riguardante gli adolescenti.
A questo punto si passa dalla teoria alla pratica delle serie analizzate, e qui ritorna il medesimo difetto che avevo riscontrato negli altri due libri di Cantino, cioè le sinossi delle serie sono in alcuni casi troppo approfondite, e su particolari che esulano dal tema del saggio.

giovedì 16 maggio 2013

Da Kenshiro a Sasuke, gli anime guerrieri e il codice d'onore degli antichi samurai


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TITOLO: Da Kenshiro a Sasuke, gli anime guerrieri e il codice d'onore degli antichi samurai
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimemis
PAGINE: 67
COSTO: 4,9 €
ANNO: 2013
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857515847

Gli anime guerrieri(?) e di combattimento non sono un mero susseguirsi di scontri, svolti contro avversari sempre più forti, ma rappresentano una crescita dell'individuo. Nel Bushido e in altri scritti si esalta il “non attaccamento” alla vita, nulla è durevole, solo l'onore del guerriero resta eterno. L'emblema di questa filosofia nipponica è un concetto abbastanza noto: “Il guerriero deve comportarsi come se dovesse morire da un momento all'altro”.

mercoledì 15 maggio 2013

Da Goldrake a Supercar Gattiger, dal semplice al complesso: tipologie di robottoni dell'animazione giapponese



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TITOLO: Da Goldrake a Supercar Gattiger, dal semplice al complesso: tipologie di robottoni dell'animazione giapponese
AUTORE: Enrico Cantino
CASA EDITRICE: Mimemis
PAGINE: 65
COSTO: 4,9 €
ANNO: 2013
FORMATO: 17 cm X 11 cm
REPERIBILITA':Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857515854

Tanti (per fortuna) sono, ormai, i libri su anime e manga. Quasi tutto è stato scritto, specialmente sui nostri amati robottoni. Eppure, talvolta nei contenuti, talvolta nella forma, qualcosa di piacevole ed interessante si trova ancora. Questo libro, nella sua brevità, direi che una piccola occasione persa. Nel leggere il sottotitolo (“dal semplice al complesso: tipologie di robottoni dell'animazione giapponese”) avevo pensato a contenuti assai complessi, infatti fa parte della collana “Il caffè dei filosofi”, però la sessantina di pagine mi avevano rincuorato, per quanto complesso sarei riuscito a finirlo. Ed invece il contenuto è alla portata di tutti, cosa positiva, scritto in maniera fin colloquiale, peccato che gli spunti interessanti delle prime pagine si perdano un po' diventando un serie di sinossi di anime robotici.