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sabato 28 febbraio 2015
Daimos, il figlio di Goldrake - film di montaggio 1979/1980
Prima di commentare questo altro film di montaggio è giusto premettere che io non ho mai seguito la serie "General Daimos", tranne per qualche occasionale spezzone visto ai tempi sulle tv private minori. Ho provato a guardarlo da adulto(?), ma sinceramente, oltre ad avere un doppiaggio italiano orrendo e caotico, ho trovato inverosimile gran parte della trama, infine il robottone è osceno, ed inguardabile è la sua trasformazione.
Detto ciò, il film di montaggio "Daimos, il figlio di Goldrake" mi interessa esclusivamente per il coinvolgimento d'ufficio di Actarus, che si ritrova ad avere un figlio, probabilmente a "sua insaputa"...
Mentre immagino che per i fan della serie del Daimos il film sarà un scempio perché massacra tutta la trama e gli accadimenti della 44 puntate.
Il coinvolgimento di Goldrake ed Actarus nel film è abbastanza sporadico, giusto all'inizio del film, che presenta il classico incipit minestrone con date e parole a caso, e in qualche altro punto dove si sottolinea il rapporto di parentela tra Kazuya ed Actarus. Però mi chiedo quale parentela potrà mai esserci tra due robottoni... se Daimos è il figlio di Goldrake, chi è la madre?
L'inizio del film presenta una serie di spezzoni presi dagli altri corti dei film Toei sui robottoni gonagaiani, tagliati e cuciti alla buona, con una voce narrante in sottofondo che spiega l'inspiegabile.
Il commentatore ci informa che siamo nel 2980... quindi, considerando che la serie di Atlas Ufo Robot è ambientata a metà degli anni 70, circa mille anni dopo... vabbè che Actarus era guarito dagli effetti nocivi dei raggi vegatron, però campare 1000 anni mi pare un po' esagerato...
Si capisce che la mano e la voce dei testi è la medesima del film di montaggio Mazinga vs Goldrake dal modo in cui viene pronunciato Goldrake, un po' alla romanesca :]
Actarus, però, non ha passato mille anni a raccogliere fiori su Fleed, ma s'è preso una bella laurea, magari sarà stato pure fuori corso, ma tanto in mille anni si recupera.
venerdì 27 febbraio 2015
The official handbook of the Marvel Universe, vol. 4 Karkas to Mister Fantastic
La grafica dei personaggi Marvel non è sempre quella a cui sono stato abituato da bambino leggendo i fumetti editi dalla Editoriale Corno, lo si evince già dalla copertina, che vede Mister Fantastic con un ridicolo costume blu e bianco, a differenza del mitico ridicolo costume azzurro. Purtroppo il numero di personaggi di questo volume già restylinginizzati sono numerosi, tutti peggiorativi dell'originale, a mio avviso. Quando scrivo "peggiorativi dell'originale", intendo che i costumi a cui era abituato io erano, in larghissima parte, quelli creati per la prima volta, non dei costumi già modificati x volte. Quindi vedere il Mandarino, uno dei primi nemici dei Vendicatori, che già aveva un costume un po' ridicolo, finito in braghe di metallo mi ha fatto inorridire...
La cosa più interessante del volume è una cartina dell'isola di Manhattan con descritte tutte le sedi di gruppi o singoli supereroi, abitazioni di vari personaggi e, financo, gli uffici della "Marvel Comics", cosa che palesa l'intento autoironico della mappa.
I personaggi mostrati, che vanno dallo sconosciuto Karkas a Mister Fantastic second version(...).
giovedì 26 febbraio 2015
Oltre i confini della mente (volume 8, 1976) - collana "Il mondo dell'occulto" Rizzoli
AVVISO DEL 2026:
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HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
Questo è uno dei due volumi che mi venne regalato da bambino per un qualche compleanno, ancora oggi, nello sfogliarlo per queste scan, alcune immagini continuano ad inquietarmi...
Non saprei ben datare quando da bambino appresi da film/fumetti/cartoni dell'esistenza degli "Extra-Sensory Perception", cioè gli ESP e tutte le menate relative, forse fu questo libro, oppure qualche cartone animato giapponese, tipo Babil Junior o il Gundam (anche se in quest'ultimo col vecchio doppiaggio non era ben esplicitato il potere ESP dei "New Type"). Escludo sia stato tramite "Guerre Stellari", perchè è ovvio che quelli degli Jedi non sono insulsi poteri ESP, ma è la "Forza".
Fatto sta che sfogliare queste pagine, allora come oggi, ti mette in contatto direttamente con il mondo della creduloneria e delle truffe, che immagino si siano solo evolute rispetto al 1976, ma come basi restino le medesime.
Come diceva Ezio Greccio al Drive In nelle vesti di Mister Tarocò: "...che para-normale, ma badaben badaben badaben, è normale."
Il volume è diviso in sette capitoli, uno più esilarante dell'altro :]
Come commentare questa immagine? Una tortura a Guantanamo? A quale scopo lo sfondo psichedelico? Tanto il soggetto non vede, forse per impressionare chi lo vede?
ADORO QUESTI VOLUMI, MA FAR COLLIMARE TUTTE LE IMMAGINI COL TESTO, SAREBBE STATO UN LAVORO TROPPO LUNGO, E ALLA FINE I MIEI COMMENTI SONO PIU' CHE ALTRO BATTUTE, ERGO HO RINUNCIATO.
mercoledì 25 febbraio 2015
Go Nagai Robot Collection 56 Mamirez
Parto prima con la descrizione del modellino o con le lagnanze sul caos della distribuzione?
Meglio con la seconda...
Il numero precedente su Gorel, che era già uscito con una settimana di ritardo, prevedeva per il 12 febbraio l'uscita di Mamirez (a cui sarebbero dovuti seguire il 19 febbraio il Jet Pilder, e domani 26 febbraio il Delfino Spaziale), per il 12 febbraio era anche prevista la quinta uscita speciale, il Generale Rigarn.
Nulla di tutto ciò si è avverato.
Il Generale Rigarn pare scompraso...
E due date di uscite normali sono semplicemtne state saltate, infatto domani 26 febbraio sarebbe dovuto uscire il Delfino Spaziale.
In questa uscita 56 il nuovo prospetto delle uscite future prevede per il 26 il Jet Pilder (che doveva uscire il 19 febbraio) e per il 5 marzo il Delfino Spaziale (che doveva uscire il 26 febbraio).
Io mi chiedo se sia così arduo riuscire a fare arrivare in edicola puntualmente ciò che si prevede sulle proprie pubblicazioni, l'alternativa sarebbe non mettere più il box informativo con le prossime uscite, tanto neanche lo rispettano...
All'inizio della GNRC mi è capitato di recarmi al negozio della Yamato Video per chiedere lumi sulle uscite che non uscivano, ma loro mettevano subito in chiaro che non ne sapevano nulla, e nulla, ti facevano capire, ne volevano sapere. Forse, visto che sulla copertina c'è anche il loro "brand", sarebbe loro interesse un miglioramento dell'opera, sia della qualità dei modellini, che dei contenuti dell'inserto cartaceo e della distribuzione. Oppure, c'è sempre una seconda opzione, gli converrebbe togliere il loto logo, così eviterebbero di essere accumunati alla Fabbri-Centauria e alla Gazza.
Concludo col riferire alcune inquietanti voci raccolte sul web secondo le quali il piano dell'opera sarebbe stato ampliato alle 100 uscite, più le speciali... non volevo morire democristiano, e pare invece che sarà così, ma non vorrei neppure morire prima di aver finito questa GNRC...
Torno al povero Mamirez, del quale fino ad ora non ho parlato, e che, invece, merita un elogio, visto che non è per nulla brutto, anzi, direi che è tra i (pochi) meglio riusciti. Ed è anche il primo mostro guerriero di Mikens a vedere la pubblicazione in questa GNRC, ora ogni serie della collezione ha uno o più mostri guerrieri/combattenti/meccanici.
Non c'è dubbio che Mamirez sia un bel nemico per Tetsuya, però, come prima uscita avrei preferito vedere l'assassino delle tenebre Garaliya.
Anche perchè a memoria la puntata con Mamirez è un po' troppo piena di assurdità, ne ricordo alcune:
il Gran Maresciallo delle Tenebre sogna il Great crocifisso, oltre al letto ridicolo, mi son sempre chiesto come facesse uno spirito dentro ad un robot a dormire, e poi perchè ha gli incubi?
quando Mazinga è legato alla croce di legno con i capelli di Mamirez non riesce a spezzarli con nessuna delle sue armi, ci può stare, ma il legno?! Per quanto i capelli di Mamirez potessero essere resistenti erano sempre assicurati a del semplice legno;
Addirittura Tetsuya prova a far partire i Pugni Atomici, ma questi non si separano dal braccio, bloccati dai capelli di Mamirez!!!
Lo tsunami generato da quel genio del redivivo Dottor Inferno spezza la base della croce di legno, materiale che pareva invulnerabile fino a pochi istanti prima;
Alla fine Tetsuya spezza il crine con i raggi atomici del Brain Condor, senza scalfire il suo robot nè scheggiare il legno!
Ricordo che dal precedente numero le pagine dell'inutile inserto di 12 pagine colorate sono diventate di 8 pagine colorate, 4 pagine in meno di costi e 4 pagine in più di utili.
Noto ora che gli occhiettini del viso sul torace guardano curiosamente a destra, avranno visto qualcosa di interessante a casa mia? Spero di no...
L'unica scan anteriore che ho potuto fare, vista la posa di mamirez.
domenica 22 febbraio 2015
Subbuteo Club Edition - 1983
La confezione "Club Edition" dei primi anni 80 era quella base assieme alla "League Edition", conteneva le due squadre (Italia ed Olanda), il sacro panno verde (ancora non Astropitch), le porte, i palloni e le bandierine.
Benchè questa sia una confezione del 1983, il medesimo articolo era già venduta almeno dal 1981, essendo presente sia nelle pubblicità sui Topolino, che nel catalogo Subbuteo 1981.
Proprio bella la confezione interna, ed anche resistente, cosa che ha permesso a questo pezzo di arrivare intonso fino al 2015.
A distanza di 30 anni il vero pezzo forte della confezione è, a mio avviso, la dotazione di opuscoli:
il mega poster; le istruzioni del 1983; il catalogo 82'/83'.
Il catalogo 82'/83' lo propongo completamente scannerizzato in questo post, ed è una vera piccola perla, contiene, oltre ai tanti articoli del Subbuteo, numerose pagine informative sui tornei nazionali e mondiali di Subbuteo. Nelle sue pagine non si manca di inneggiare all'appena vinto terzo mondiale di calcio in Spagna, che immagino fu un bel volano pubblicitario per il Subbuteo.
Stesso discorso per il posterone, che nella parte anteriore mostrava i disegni delle varie squadre disponibili e alcuni articoli, ed in quella posteriore l'elenco delle squadre.
Le istruzioni meritano un futuro post.
Un breve video con il contenuto della scatola, il sottofondo audio è preso dal "The Subbuteo sound", un 45 giri pubblicato nel 1973 che conteneva l'audio di una partita di calcio, per rendere ancora più reale una partita "in punta di dito".
La chicca audio è scaricabile a questo sito sul Subbuteo:
http://subbuteosoloplay.altervista.org/qualcosa-da-scaricare-non-pu-mancare.html
Stupendo anche il mega poster da appendere in cameretta, un articolo che non conoscevo è il set per allenarsi sulle punizioni, che anticipa di una quindician di anni le sessioni d'allenamento alle punizioni di PES.
Sul Topolino 1352 del 25 ottobre 1981 c'era una pubblicità della versione "FIFA World Cup Edition", che a grandi linee, a parte il modellino della coppa del mondo, era la medesima della "Club Edition".
Il 24 ottobre 1982, giusto un anno dopo, sul Topolino 1404 veniva pubblicizzata la medesima confezione mondiale.
sabato 21 febbraio 2015
Catalogo mostra "Giappone, dai samurai a Mazinga"
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A differenza dell'altro catalogo disponibile, "Super Robots", che contiene solo le immagini dei modellini/giocattoli dei robottoni, ed è molto essenziale, nel formato, nel testo e nel tipo di pubblicazione, questo catalogo è di grande formato e di pregevole fattura, con carta patinata, rilegato e copertina rigida.
Ovviamente il prezzo è ben diverso, e come tutti i cataloghi delle mostre non è a buon mercato, ma considerando la sua bellezza è un prezzo che merita di essere pagato.
La parte inziale è dedicata all'approfondimento saggistico, con otto brevi, ma interessanti saggi su vari apsetti legati alle tematiche esposte alla mostra:
"Incontro con il Giappone" di Adriano Màdaro
"Il Giappone per immagini dai samurai a Mazinga" di Francesco Morena
"Settecenti anni di samurai" di Giuseppe Piva
"La persistenza della tradizione nella fotografia della scuola di Yokohama" di Francesco Paolo Campione
"Giapponismi italiani" di Vincenzo Farinella
"Come i samurai divennero robots, e viceversa" di Fabrizio Modina
"Elementi di cultira popolare nei manga" di Valentina Leoni
"Van Gogh, gli impressionisti e il Giappone" di Adriano Màdaro
Seguono numerose pagine con immagini a pagina intera di alcuni dei pezzi più belli della mostra, ben distribuiti per tutte le tematiche toccate. Dal mio punto di vista sono stupende le enormi immagini dei robot giocattolo.
Da pagina 207 sono presentate, con immagini più piccole, tutti i 511 pezzi esposti, ma, rispetto alle precedenti immagini di grande formato, che non avevano nessuna didascalia, queste 511 foto sono tutte comprensive di alcune righe di commento. In pratica sono riproposte le didascalie che si possono leggere alla mostra, che però, e questa è forse l'unica critica che si può muovere alla manifestazione, spesso erano poco illuminate, quindi di difficile lettura.
La mostra si dipana su 19 tematiche, nel medesimo ordine in cui sono esposte nel catalogo:
Samurai
No, il teatro dell'anima
La "via della scrittura"
La cerimonia del tè
Shunga, le immagini della primavera
Ukiyo-e, le immagini del mondo fluttuante
La natura, con la "N" maiuscola
Tra miti e leggende
Il buddhismo in Giappone
Inro, netsuke, ojime: vezzi per uomini elegantoni
L'influenza della Cina, il vicino importante
Il periodo Heian, emblema di bellezza classica
Dei piaceri effimeri nel Giappone del periodo Edo
Hasshin! Il grande viaggio nell'universo dei Super Robots
Arte giapponese nel museo di antropologia di Padova
Il Giappone nel castello di Miramare a Trieste
Un pittore esploratore in Giappone
Giapponismo. Il paese del Sol Levante ispira gli artisti
I manga di Hokusai, alle origini del fumetto giapponese
Ho ripreso alcuni brevi video per mostrare il contenuto del catalogo.
E qualche scan, qua sotto la descrizione del catalogo e della mostra presente in seconda di copertina.
martedì 17 febbraio 2015
The Art of Pagot - La meravigliosa storia della famiglia Pagot e dei suoi eroi in carta e inchiostro
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Ammetto la mia totale ignoranza, oltre che in generale, anche nel particolare dello Studio Pagot e degli accadementi riguardanti la famiglia Pagot. Ovviamente conosco i personaggi che li hanno resi celebri, avendoli amati da bambino, conosco i loro legami con gli studi d'animazione nipponici, ma tante altre cose proprio non le sapevo. Questo art book mi ha permesso ridurre il mio livello d'ignoranza sulla famiglia più importante dell'animazione italica.
Le immagini sono il fulcro del libro, cosa ovvia per un art book, ma la parte scritta, seppure un po' troppo limitata, è colma di informazioni ed aneddoti interessanti.
Il libro lo si può dividere in tre parti. Nella prima (fino a pagina 107) è ripercorsa la storia dello Studio Pagot dagli esordi al 2008, anno di pubblicazione del libro, non mancano le notizie sui componenti della famiglia Pagot.
Nella seconda parte (fino a pagina 203) ci sono delle schede monografiche sui personaggi più famosi dello Studio Pagot, quasta parte è suddivisa per generi (vedere le scan dell'indice postate più sotto).
L'ultima parte si occupa dei successi e del futuro dello Studio Pagot.
Nel blog cerco di inserire spicchi dell'immaginario personale degli anni 70 e 80, solitamente tendo a dividerlo in un a.G. (Goldrake) ed un d.G. (Goldrake), un po' come se Atlas Ufo Robot fosse l'anno zero della fantasia delle generazioni di quel periodo. Lo Studio Pagot, una delle poche eccezioni, può ascrivere a questa storia della fantasia giovanile, personaggi sia nell'era a.G. che nel d.G., da Calimero e Jo Condor, passando dal mitico ed ineguagliabile Draghetto Grisù (si capisce che era il mio preferito?), fino all'anime "Il fiuto di Sherlock Holmes".
Schematizzando in maniera esagerata si può dire che lo Studio Pagot iniziò la sua storia con un film d'animazione per il cinema, "I fratelli dinamite", per poi passare alle inserzioni pubblictarie proiettate sempre al cinema.
Con la nascita della tv e di Carosello iniziò la grande produzione di spot pubblicitari animati, che videro la nascita di numerosi personaggi ancora oggi famosi. Per esempio non sapevo che il draghetto Grisù fosse il testimonial della "Mentafredda-Caremolli.
Iniziarono anche le prime collaborazoni internazionali, sia con la Hanna & Barbera che con la Worner Bros, che autorizzarono in esclusiva lo Studio Pagot ad usare i loro personaggi per le pubblcità italiane. Il famoso "Wilma, dammi la clava!" gridato da Fred Flinstone degli Antenati, fu una invenzione dei Pagot per uno spot del Neocid, uno spray contro mosche e zanzare.
Quando Carosello venne interrotto lo Studio Pagot si ritrovò in casa una lunga serie di personaggi amati dal pubblico televisivo, e decise di farli diventare protagonisti di serie televisive animate.
A questo punto lo Studio Pagot continuò la sua tradizione in fatto di collaborazioni internazionali, ma con gli studi d'animazione giapponesi, sia per le serie su Calimero che per "Il fiuto di Sherlock Holmes", ma anche con Tezuka e Dezaki.
L'art book ha ormai qualche anno, ma i lavori antecedenti al 2008 restano comunque ben rappresentati, a mio avviso il libro merita di essere acquistato, se poi capitasse di trovarlo ad un prezzo scontato, proprio in virtù del fatto che non è più una novità editoriale, come è capitato a me ad una Cartoomics di due o tre ani fa, l'acquisto è d'obbligo.
lunedì 16 febbraio 2015
Goldrake sulle pagine di Topolino, ovvero da "Uffa Robot" ad "Atlas Ufo Robot" con finale poetico - anni 1978/79/80
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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Oltre ad un paio di articoli dedicati espressamente a Goldrake ( "Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot " e " Mazinga, Dragun, Goldrake "), il waltdisneyano settimanale Topolino informava regolarmente i giovani lettori dei programmi televisivi della settimana corrente nella rubrica "7 giorni di TV".
In questa breve carrellata mostro alcuni numeri di Topolino che contengono piccoli articoli su Goldrake, ma in post futuri anche sugli altri anime arrivati in Italia in quegli anni.
Nel numero 1166 del 2 aprile 1978, quindi la settimana dell'esordio tv di Goldrake, si può notare Atlas Ufo Robot nella programmazione sulla Rete 2 alle 18,45. A dire il vero non era proprio quello il titolo... che era incredibilmente sbagliato, oltre che ridicolo: "Uffa Robot".
Forse una inconscia speranza della Walt Disney che i nuovi cartoni animati (giapponesi) fossero noiosissimi (per quanto io vi sia affezionato) come quelli italiani?
Più logicamente si può immaginare che fu un grossolano errore di comunicazione del titolo, non un refuso, in quanto è ripetuto per tutti i giorni in cui Goldrake era trasmesso. Quando nei mesi successivo il successo di Atlas Ufo Robot si dimostrò devastante, Topolino dovette prenderne atto e, pur cercando di infangare le capacità artistiche degli autori dell'anime robotico (vedi il primo articolo linkato sopra), non poté evitare di pubblicare un minimo di notizie.
Il successo fu così spiazzante che in seguito Topolino, oltre a pubblicarne il titolo corretto, arriverà a inserire nelle sue pagine addirittura una poesia su Goldrake, scritta da una giovane lettrice.
Comunque è meglio andare per ordine, ed iniziare con il Topolino numero 1166 del 2 aprile 1978:
domenica 15 febbraio 2015
Attraverso il Giappone
mercoledì 11 febbraio 2015
Go Nagai Robot Collection 55 Gorel
Dato che la qualità dei modellini è assai altalenante, dall'accettabile al disastroso, e che il fascicolino-ino-ino è a dir poco insulso, almeno la distribuzione sarebbe simpatico se fosse puntuale. Invece, dopo un periodo in cui è stata abbastanza costante (pur cambiando spesso il giorno, prima il mercoledì, poi il giovedì, infine il sabato), dalla fine di dicembre ad oggi le uscite sono randomiche...
Questo numero 55 doveva uscire settimana scorsa, al mio edicolante è arrivato oggi, tra l'altro dei due pezzi che ha ricevuto uno era rotto (più in basso metto le foto), ergo ho pure rischiato di non averlo.
Tralasciando la posa da guardia in garitta (hatti! riiiso!), quello che non comprendo è il perchè sia stato scelto il mostro Aniba della puntata numero 12, in cui non mi pare succeda qualcosa di particolarmente interessante. La scelta poteva cadere sul primo mostro Aniba della serie, oppure su quello che Ikima e Amaso scagliano contro l'Imperatore del Drago, o anche sul mostro in cui si reincarna la regina Himika, invece è stato scelto Gorel. Mistero...
Comunque Gorel non è fatto male, la testa mi pare un po' differente dalla versione animata, troppo tondeggiante, magari è solo una mia erronea impressione.
Praticamente questo è il primo mostro della serie di Jeeg, in quanto io considero Takeru un semi-cattivo, un buono obbligato ad essere cattivo. Per questo vedere Gorel mi sembra così strano, forse è un raccomandato...
Del fascicolino-ino-ino mi era ripromesso di non parlare più finché non avesse contenuto qualcosa di menzionabile. No, non è successo, ma da questo 55esimo numero le pagine sono scese da 12 ad 8!
Tanto erano tutte immagini, inutili e ripetitive, ma ora noto che la Fabbri risparmia in un colpo solo un terzo dei costi dovuti all'inserto, mantenendo invariato, ovviamente, il prezzo dell'uscita.
Altri soldini di utile per la Fabbri, complimenti per la furbizia ;)
Non assomiglia un po' all'Omino Biscottino?
Come sempre le foto ravvicinate, o le scan, tendono ad esaltarne i difetti, qui Gorel è commosso, una furtiva lacrima solca il suo (bel) viso.
martedì 10 febbraio 2015
Catalogo Barbie 1979
Dato che di materiale per femminucce ne metto assai poc, ogni tanto rimedio con una dose di Barbie, che è un tema involontariamente assai spassoso. I commenti agli articoli sono geniali, se nel 1979 dovevano fomentare la fantasia delle bambine, o inculcare loro fissazioni dalle quali non si sarebbero mai più liberate, nel 2015 acquistano un retrogusto vintage.
Come i nomi delle varie Barbie: Barbie Acapulco; Barbie Partytime (che anticipa la pubblicità del Campari); Barbie Sposa(...).
Oppure comei vari ammennicoli di complemento: gli arredamenti in pieno stile anni 70; i mezzi di trasporto; le proprietà immobiliari.
E poi c'è sempre Ken Barbie, il pupazzo più pupazzo che mai donna abbia desiderato come uomo :]
Una cosa che trovo sempre bella è che in questi cataloghi del periodo era uso inserire un prezzo indicativo, così il genitore poteva subito stroncare una pretesa troppo esosa della bambina.
Il cataloghino ha un formato 11 cm X 11 cm circa, abbastabza consueto per il periodo.
Si parte con la famiglia (di fatto) Acapulco, come? Acapulco non è il cognome?
domenica 8 febbraio 2015
Raccolta delle cianografie del film "Addio Yamato" - 1978
Questa pubblicazione contiene la "raccolta dettagliata dei disegni schematici" (traduzione letterale del titolo) dei mezzi del film "Addio Yamato" ("Saraba Uchū Senkan Yamato Ai no Senshitachi"). Ben 16 cianografie di ottima fattura, anche per un adulto(?) del 2015, ma che per un bambino del 1978 dovevano essere qualcosa di stupendamente inimmaginabile.
Questa raccolta anticipa di ben tre anni una simile sul Gundam ("Gundam Manual"), di maggiore qualità e a colori, a dimostrazione che in Giappone deve esistere un apposito filone editoriale composto da cianografie degli anime robotico-fantascientifici, roba da otaku ante litteram :]
Ovviamente il testo è tutto in giapponese, ho comunque scannerizzato la parte scritta, chi ne ha la possibilità potrà leggerselo, noi altri a secco di ideogrammi ci limiteremo ad apprezzare la perfezione grafica delle astronavi.
Personalmente, come tanti altri appasionati, sono contrario agli adattamenti che stravolgono i contenuti originali di un anime, una delle poche eccezione è proprio Star Blazers/Yamato. L'adattamento statunitense che vedemmo da bambini, per quanto pieno di inesattezze, ci fece apprezzare una serie più unversale, senza il nazionalismo/revisionismo storico soft della serie animata e non solo. Quando ho visto il film live del 2010 sono rimasto inorridito nel sentire che l'equipaggio affermasse che la Yamato varata nel 1940 fu uno strumento di pace... son piccole cose, ma un bambino giapponese di oggi crescerà convinto che l'incrociatore da guerra Yamato fu costruito per portare la pace, se non è revisionismo storico questo...
Preferisco pensare che quella mostrata in queste bellissime cianografia sia la Star Blazers ^_^
L'indice delle cianografie, per chi lo sa leggere :]
sabato 7 febbraio 2015
Super Robot Files, 1963/1978 l'età d'oro dei robot giapponesi nella storia degli anime e del collezionismo
martedì 3 febbraio 2015
"Perchè Marco Polo sconfigge Mazinga" - di Teresa Buongiorno - Radiocorriere TV n° 16 19/25 aprile 1981
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Ma perché bisognava tirar fuori ad ogni costo sempre Mazinga o Goldrake?!
Teresa Buongiorno non poteva scrivere solo un bel articolo sul successo editoriale dello sceneggiato Rai?
Pare che qualsiasi programma che poteva essere indicato per i giovani doveva, obbligatoriamente, essere paragonato ai cartoni animati giapponesi (e questa è l'ennesima prova del loro successo devastante), non era contemplato che due trasmissioni fossero parimenti interessanti.
Il successo dello sceneggiato Rai di "Marco Polo" era la sconfitta di Mazinga e soci. Purtroppo per la giornalista, dopo 30 e passa anni, del "Marco Polo" televisivo non si ricorda quasi più nessuno, mentre Mazinga e soci imperversano nelle edicole, sul web, nelle librerie e pure al cinema:
chi ha sconfitto chi?
Nell'aprile del 1981 si svolgeva l'annuale Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi a Bologna, dove la casa editrice made in Rai, la Eri, presentava le pubblicazioni sullo sceneggiato di "Marco Polo". La Eri aveva pubblicato, e venduto, una caterva di libri su Goldrake e Mazinga, facendo una montagna di utili, ma la riconoscenza non è di questo mondo, e i dirigenti Rai pare non vedessero l'ora che qualcosa di italico potesse sostituire il successo nipponico.
lunedì 2 febbraio 2015
Giochi con il computer: come funzionano, come si vince - 1985
domenica 1 febbraio 2015
"Le figurine di Tarzan delle scimmie" - Editrice Cenisio Milano 1973
A parte il fatto che è un bel album di figurine con delle belle immagini, e che Tarzan è un classico, il terzo motivo che mi spinge a postare questo album è l'intenzione, come per Sandokan o Ufo Shado (ma anche Spazio 1999), di illustrare cosa veniva offerto ai bambini/ragazzi prima dell'avvento di Goldrake e soci.
Veramente educativo!




























