AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE
DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE
SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU'
CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO
RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR
COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO
A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL
BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO
A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI
AI TEMPI.
TITOLO: Il mondo dei fiori e dei salici, autobiografia di
una geisha
AUTORE: Masuda Sayo
CASA EDITRICE: O barra O Edizioni
PAGINE: 173
COSTO: 14€
ANNO: 2014
FORMATO: 20 cm X 13 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di
Milano
CODICE ISBN: 9788897332671
Mi è capitato sovente di
avere qualche diverbio sul web con appassionati del Giappone, in
realtà più fanatici che appassionati, riguardo al considerare la
geisha una prostituta oppure no. Personalmente ho sempre trovato
fastidioso il voler elevare a rango di “artista” l'attività di
una geisha, fingendo di non vedere quale fosse la sua attività
principale, e, in particolare, fingendo di non vedere come quella
donna fosse diventata geisha: venduta dalla famiglia da bambina e
privata della libertà.
Di certo, se una geisha
era particolarmente dotata, poteva guadagnarsi una fama tale da avere
lei il potere contrattuale più forte nel rapporto col cliente, ma la
moltitudine di loro era solo carne da vendere, e qualche ballo o una
musica suonata con lo shamisen non le rendevano artiste.
Rispetto ad una semplice
prostituta di un postribolo la geisha era una privilegiata, con un
buon “danna” (l'amante) poteva fare la vita della signora, ma le
altre? E per arrivare a quell'apice della loro carriera “artistica”
cosa avevano sacrificato?
Spero che tutti gli
appassionati del Giappone che hanno questa infatuazione per la vita
della geisha leggano questo bel libro, e spero che ne traggano
qualche insegnamento.
In questo libro c'è la
storia di Masuda Sayo scritta da Masuda Sayo stessa, in cui racconta
la sua vita dall'età di 5 anni fino ai 32, con dentro tutta la sua
esperienza da geisha, e tutte le sue sofferenze di donna.
Quasi inutile dire che il
libro è triste, mi ha ricordato il film d'animazione “Una tomba
per le lucciole” dello Studio Ghibli, non per la tematica, ma per
il medesimo clima di disperazione e solitudine, anche se Masuda Sayo
non finisce come i due piccoli protagonisti del film di Isao
Takahata.
Masuda Sayo nasce nel
1925, il suo essere figlia illegittima le causa una vita di stenti e
maltrattamenti fin dalla tenera età di 5 anni, durante i quali
lavora come bambinaia, in realtà come schiava, fino a 12 anni. A 12
anni viene venduta dalla madre all'okiya (casa di geisha) Tokenoya
(“La casa del bambù”) nei pressi della stazione termale di Suwa.
Dopo 4 anni di duro apprendistato fa il suo debutto come geisha, cioè
a 16 anni, sopporta questa vita per 10 anni, quando, pur di
allontanarsene, si arrabatta a fare qualsiasi lavoro, anche per la
necessità di mantenere suo fratello minore.