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venerdì 30 agosto 2013
Biancaneve e Nick Carter VS Goldrake e Mazinga - La Stampa e L'Unità 1981
Ecco un altro dei singolar tenzoni tra gli eroi dei cartoni animamti giapponesi e tutto il resto del mondo (dopo i genitori, Dario Fo e Vittorio Zucconi ), in questo caso la Biancaneve Disney e il Nick Carter in versione "Supergulp!".
Spicca subito il sentimento negativo del giornalista dell'Unità (che ai tempi era veramente di sinistra) verso Mazinga, addirittura "odiato"!
Ecco il particolare dell'articolo, dove il giornalista, per pubblicizzare una bella trasmissione di cartoni animati e fumetti in tv ( "Supergulp!" ), deve per forza metterla in contrapposizione con i "Mazinga dilaganti".
La cosa comica è che da bambino a me piacevano sia gli "odiati" cartoni animati giapponesi che "Supergulp!", ma vallo a spiegare a Ranieri Carano il 19 marzo 1981...
La Marvelstoria dei Supereroi - Luciano Secchi - Editoriale Corno (1974)
Oggi son tutti bravi a pubblicare qualsiasi cosa sui supereroi Marvel, i film aiutano non poco, ma negli anni 70 solo l'Editoriale Corno usciva con pubblicazioni come questa, che è un mix tra un semplice fumetto ed una guida più esaustiva sulle origini di ogni Marvel-eroe.
Dalle due immagini sopra (prima e quarta di copertina) si può notare che nella guida/fumetto sono presenti tutti i personaggi più famosi del periodo, ovviamente nelle incarnazioni di allora, quindi niete "ultimate", nessun "reboot", zero guerre civili o segrete". Solo gli originali, esclusivamente le prime apparizioni, unicamente il primo numero di ogni personaggio o gruppo. Infatti la caratteristica di questa pubblicazione fu la possibilità di apprendere come avvenne la genesi di ogni supereroe, chiaro l'intento di favorire il passagio alle varie collane Marvel, di cui raramente si poteva recuperare il numero 1.
Per quanto sia difficile reperire questo libro oggi penso che ogni appassionato Marvel dovrebbe averlo, indipendentemente dall'età. Specialmente i più giovani dovrebbero consultarlo, in modo da non cullarsi nell'errato pregiudizio che il personaggio di cui sono fan oggi sia quello vero.
Solo quelli di questo libro son veri, tutti gli altri sono "rebootate"!
mercoledì 28 agosto 2013
Il super Supergulp! - Il superlibro tutto a colori dei fumetti in tv - ottobre 1978
Ecco un'altra delle uscite editoriali su "Supergulp!", datata ottobre 1978, è composta da una storia a fumetti per ogni personaggio presentato. Prima del fumetto c'è una breve biografia del personaggio.
Pubblicato per sfruttare il Natale 1978 forse ebbe la sfortuna di incappare nell'esordio natalizio di Goldrake, la nuova star dell'etere.
martedì 27 agosto 2013
I genitori di Imola e Fossano VS Goldrake e Mazinga - La Stampa e l'Unità aprile e maggio 1980
Sono i moschettieri degli immensi cieli
sono quattro amici dalla guerra uniti
Una sola legge sempre li protegge
lotta per il bene tutti insieme vincerai
Eroi, eroi, eroi, del cosmo i grandi eroi
che lottano per noi, per noi
Quando i moschettieri scattano leggeri
trema anche il nemico più potente e ardito
Schermi e raggi laser
non li san fermare
megatroni e ioni
non li colpiranno mai
Eroi, eroi, eroi, del mondo i quattro eroi
che rischiano per noi, per noi
Eccoli, eccoli, I GENITORI DI IMOLA!
Eccoli, eccoli,I GENITORI DI FOSSANO!
La prima scan in alto è del 23 maggio 1980 su "La Stampa" (“Fossano: i genitori contro i programmi per ragazzi”).
La seconda scan in alto è del 8 aprile 1980, stesso quotidiano.
Dario Fo VS Goldrake (e replica dei bambini) - L'Unità aprile 1980
Dopo un giornalista, non certo di destra (Vittorio Zucconi: post ), un uomo di cultura, addirittura futuro premio Nobel, come Dario Fo si scaglia contro il reazionario Goldrake.
"Tecniche semplici e deteriori", "l'odio per il nemico", "mistica del fascismo", "angelo sterminatore", "c'è dentro la stessa idea dei terroristi".
Ecco alcune accuse che Dario Fo lancia contro Goldrake (e Mazinga, per par condicio), ma anche contro i telefilm americani. Se queste cose Fo le avesse scritte oggi daremmo la colpa all'età, ma 33 anni fa non era una scusante plausibile. Forse oggi Fo può essere un esempio per i giovani (specialmente tra il Movimento 5 Stelle), di certo non capiva i giovanissimi di allora. Io, che ero tra quei giovanissimi, son cresciuto con idee di sinistra anche grazie a quei cartoni, ma vallo a spiegare al Dario Fo del 1980...
lunedì 26 agosto 2013
Vittorio Zucconi VS Go Nagai - La Stampa 16 giugno 1982
Dopo 35 anni ancora si parla di quel primo incontro con i cartoni animati giapponesi, avvenuto sulla Rete 2 della Rai tra i bambini e le bambine del 1978 e Goldrake.
Ai tempi la carta stampata scrisse fiumi di parole, spesso a vanvera, sull'animazione giapponese. A fronte di una minoranza di giornalisti che cercavano, nonostante le differenze culturali e di età, di capire il nuovo fenomeno nipponico, c'era una maggioranza che si accontentava di scrivere articoli più o meno allarmistici, zeppi di inesattezze (la più grande era che quegli anime erano fatti al computer...).
Non è mia intenzione maramaldeggiare su quegli articoli (anche se molti gridano ancora vendetta) e sui loro autori, perché è facile nel 2013, con la moltitudine di saggi scritti su anime a manga, spiegare a quei giornalisti quanto ridicole fossero le loro analisi sociologiche, benché un po' se lo meriterebbero.
E' comprensibile che non fu così facile comprendere il fenomeno, però sarebbe stato bello che almeno qualcuno in più ci avesse provato...
Sto raccogliendo gli articoli di quel periodo (alcuni hanno dei titoli fantasmagorici, altri dei contenuti allucinogeni), forse avrei dovuto iniziare in ordine cronologico, però mi è sembrato più interessante partire con l'articolo di un giornalista intelligente, arguto e spiritoso, che io stimo e che leggo da tanti e tanti anni: Vittorio Zucconi.
Se Vittorio Zucconi, con le sue grandi capacità di giornalista, riusci a fare una tale intervista a Go Nagai, cosa ci si poteva aspettare dagli altri?
C'è da dire che almeno fu uno dei pochi che cercò di andare alla fonte delle notizie, non accontentandosi dei luoghi comuni ormai triti e ritriti presenti sui giornali italiani.
Purtroppo Zucconi fece l'intervista a Nagai (chiamato "pifferaio magico", non proprio un complimento) con una aggressività manco si trovasse davanti Andreotti, Craxi o Berlusconi, sui quali poco c'è da capire, e contro i quali una certa diffidenza sarebbe stata anche comprensibile.
Partì subito con tono inquisitore, tirando fuori addirittura il dramma di Vermicino...
sabato 24 agosto 2013
Viaggio fra i mistici del Giappone
A spasso tra i giocattoli - Catalogo giocattoli Natale 1977
Visto che la copertina recita "dedicato a tutti i bambini dai 2 ai 90 anni" io sono ancora ampiamente in target, quindi ecco un bel tuffo nella memoria nel Natale 1977.
I giocattoli proposti dal catalogo li si può considerare pre cartoni animati giapponesi e videogiochi. In quanto i primi arrivarono ufficialmente nell'aprile 1978 con Goldrake (anche se nel catalogo ci sono i pupazzetti dei Barbapapà, prodotto in Giappone, a nostra insaputa, aggiungerei), i secondi giunsero dal 1979/80 (anche se le prime console per TV erano già in vendita).
Ringrazio Mauro Menghini per avermi inviato questo catalogo.
Il catalogo è pubblicato ad opera di alcuni famosi (ai tempi) marchi.
venerdì 23 agosto 2013
Manager, il gioco dei grandi affari - Editrice Giochi 1980
Questo lo si può considerare un post nostalgico (sempre nel senso "buono" del termine) su un gioco in scatola poco conosciuto, oppure una denuncia sul processo di deindustrializzazione che l'Italia ha vissuto in questi ultimi 30 anni.
La prima cosa che mi viene in mente è che il sottotitolo del gioco, "il gioco dei grandi affari", sia una metafora di ciò che è capitato dal 1980 ad oggi: pochi hanno giocato, all'insaputa della maggioranza, i pochi hanno vinto, la maggioranza ha perso, fine del gioco.
Personalmente questo gioco non mi è mai piaciuto, troppo simulativo per i miei gusti, specialmente all'eta di 10 anni o poco più.
Quando ho riaperto la scatola ho riscoperto una serie di aziende ormai quasi scomparse, infatti il gioco è accompagnato da una brochure informativa sulle società protagoniste del gioco.
Il nome originale del gioco, che è stato inventato in Francia nel 1976, è Business, di cui mantiene la medesima struttura, adattando le aziende alla nazione in cui è pubblicato.
La Editrice Giochi in Italia lo pubblicò in collaborazione con la rivista Capital (ancora esistente), che era nata proprio nel 1980, e che penso si possa considerare l'emblema del capitalismo italiano yuppista degli anni 80. Un capitalismo spesso senza capitali, che tirava avanti solo a forza di ardite speculazioni (spesso ben oltre il legale) e protezioni politiche, la cui eredità paghiamo ancora oggi.
Tornando al gioco il suo scopo era simile a quello del Monopoli, però con un accento sulla simulazione, infatti, oltre ad essere composto da aziende realmente esistenti (marchi abbastanza conosciuti), prevedeva transazioni economiche e passaggi di pacchetti azionari tramite le OPA.
giovedì 22 agosto 2013
La Casa di Barbie -Biblioteca di Barbie 1 (1976)
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
Premetto che questo cartonato (più gli altri tre che completano la serie) non è uno dei giocattoli personali sopravvissuto alla mia infanzia, l'ho recuperato alla fiera di Lucca 2012, ingolosito dal prezzo bassissimo (in passato avevo regalato un singolo numero al prezzo che me ne ha fatti prendere 4) e dal perfetto stato di conservazione.
Visto che pubblico materiale degli anni 70 indirizzato prevalentemente ad ex bambini, mi è sembrato giusto cambiare un po'genere in favore di qualche eventuale, eventualissima, lettrice.
Trovo che Barbie si presti tantissimo a fare del sarcasmo, che poi sia azzeccato o meno è un altro discorso, ma lo limiterò ai casi non autocensurabili ^_^
Questo primo numero (che sulla costina riporta, appunto, un bel "1") si completa con altri tre, fu pubblicato nel 1976 dalla Giunti Marzocco e, ovviamente, propone la Barbie e i suoi gadget della metà degli anni 70.
Trovo che le illustrazioni siano anche carine, in pieno stile anni 70, e che propongano una Barbie con un look occasionalmente un po' anomalo rispetto a quello del periodo. Mentre molti oggetti d'arredamento sono i medesimi che si potevano trovare pubblicizzati sulle riveste per bambini del periodo (tipo Topolino).
lunedì 19 agosto 2013
Lo specchio e il santuario, storie di americani nel Giappone Meiji
Durante questa sua ricerca scopre che alcuni americani recatisi in Giappone nell'era Meiji avevano avuto affrontato stati emotivi identici ai suoi: dubbi, meraviglia, gioie, difficoltà, equivoci, frustazioni.
Gulp! Supergulp! I fumetti in TV, 30 anni di una mitica trasmissione televisiva
Supergulp, ebbene si, maledetto Carter! I fumetti in TV (cofanetto libro + DVD)
domenica 18 agosto 2013
Supergulp! - i DVD
Personalmente mi mancano il numero zero, il 4, il 7 e l'8, spero di recuperarli prima o poi.
Personalmente trovavo che il bello di "Supergulp!" fosse al contempo anche il suo brutto, cioè tanti personaggi differenti. E quello che contava, almeno per me, non era se il cartone fosse animato o semi animato, ma la storia. Ovviamente amavo le storie Marvel, ma anche Nick Carter, Asterix e il Gruppo TNT. Detestavo, invece, Tintin e le storie "vecchie" come Mandrake, Cino e Franco, l'Uomo Mascherato.
Cavoli! Eravamo nel 1978 e dovevo sorbirmi storie di personaggi che non compravo neppure nelle edicole...
Inizio dal numero 1, visto che lo zero mi manca.
Qui sotto il contenuto del DVD numero 1.
Da notare che la puntata di Tex intitolata "El Muerto" fu creata appositamente per Supergulp. Ad orecchio direi che la voce di Tex è la stessa di Haran Banjo.
Ci sono anche le puntate 1 di Nick Carter e dei Fantastici 4.
Nella puntata di Nick Carter, "Il mistero dei 10 dollari", del 1972, si può notare che il tratto dei personaggi non è quello usuale. Era la prima puntata di un personaggio nato appositamente per la prima edizione di "Supergulp!", che si chiamava solo "Gulp!", e a quanto pare Bonvi non aveva ancora deciso la fisionomia dei personaggi. C'è da aggiungere che, quando Governi (se non rammento male) sottopose questa prima puntata ai funzionari RAI, questi gliela cassarono a voce. In quanto nella prima scena si vede un uomo trucidato, anche se la scena è ovviamente comica, visto che è pluri offeso da armi da taglio e i due poliziotti si chiedono se sia un suicidio.Alla fine la puntata venne accettata così come era stata proposta, senza dover tagliare nulla.
La prima puntata dei F4 vede la genesi sia del quartetto newyorkese che del loro più acerrimo nemico, il Dottor Destino (io uso i nomi coniati dalla Editoriale Corno). La storia dei F4 è un po' diversa da quella originale dei fumetti (probabilmente il motivo è il tempo intercorso dalle due prime, più di 10 anni), quella del Dottor Destino è fondamentalmente uguale ("Metallo, metallo, metallo", per chi capisce la citazione).
Nel nome di Supergulp
Le tre scan che propongo (prese dal mini booklet uscito coi DVD di Supergulp per la Gazzetta dello Sport) lo illustrano bene, e non sono esaustuve del fenomeno, mancando le pubblicazioni meno organiche, come singoli articoli in riviste specializzate.
Supergulp! - Un programma imperituro
Il fatto che i suoi tormentoni siano ancora ricordati dimostra quanto colpì il giovane spettatore, soprattutto per aver introdotto sia nuovi personaggi (come Nick Carter), che averne fatti apprezzare altri poco conosciuti a quel tempo (Il gruppo TNT, i personaggi Marvel).
Noi ex bambini degli anni 70 quanto dobbiamo a questa trasmissione?
Direi parecchio, di certo io.
Personalmente faccio riferimento sempre alla seconda trasmissione, quella del 1977, appunto "Supergulp!".
La prima, del 1972, che si intitolava solo "Gulp!", non la ricordo proprio.
"Supergulp!" mi permise di vedere in azione il mio supereroe Marvel preferito, l'Uomo Ragno, e probabilmente fu anche (ma non sono sicuro) la prima volta che lo vidi.
Ma come erano realizati il programma dei fumetti in tv?
Nel 1973 Guido De Maria girò un documentario sulla realizzazione di "Supergulp!", dal tittolo "Ebbene sì, maledetto Carter", di seguito propongo alcuni brevi estratti di quel documentario.
martedì 6 agosto 2013
Kodansha Comic Catalog, discover the world of japanese manga - 1985
Giallo per i "Kodansha SF Comics", la science fiction: Akira, Devilmen, Lensman.
In rosso i "Kodansha Comics for Adults", manga per adulti non in senso vietati ai minori di 18 anni: Heart Cocktail, What's Michael?, Hedgehog, A slice of lemon.
Viola per i "Kodansha Treasury of Osamu Tezuka", una sezione a parte per il Dio dei manga: Kimba, Astroboy, Toriton, Wanda 3, Ribon no kishi, BlackJack, Kuki no soko, Hi no tori, Budda.
Azzuro per i "Kodansha non-Fiction Comics", cioè i manga divulgativi: Cleopatra, Yang Guei Fei, Marco Polo, Gengis Khan, The three kingdoms, Shi Ji.
Le ultime due pagine contengono un breve dizionario giapponese-inglese che s'intitola "Japan can be fun!"
domenica 4 agosto 2013
Diritto costituzionale giapponese
AVVISO DEL 2026:
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TITOLO: Diritto costituzionale giapponese
venerdì 2 agosto 2013
Album sulle Edizioni Panini Modena - 1976
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Agli album di figurine della Panini appartengono parte dei ricordi delle generazioni degli anni 70 e 80. Non solo la marea di album i cui protagonisti erano gli eroi e le eroine (grazie alle quali tante bambine si affezionarono alle figurine, che fino ad allora era un gioco prettamente per maschietti) dei cartoni animati giapponesi, ma prima di essi, ed in contemporanea con essi, altri eroi finirono appiccicati dai bambini su quegli album: Sandokan, Ufo Shado, Big Jim, Barbie, Guerre Stellari, e prima di tutti questi i calciatori della Serie A.
Ma come venivano prodotti gli album di figurine della Edizioni Panini?
Nel 1976 venne pubblicata dalla Panini una brochure informativa dedicata alle aziende del settore editoriale, anche straniere. Ivi contenuto c'è l'illustrazione di tutto il sistema produttivo, dall'ideazione dell'album alla distribuzione, compreso il "customer service" post vendita, spiegato con delle stupende immagini e delle brevi didascalie esplicative scritte in 4 lingue (italiano, inglese, francese e tedesco), a dimostrazione che la Panini di allora aveva la predominanza sui mercati europei.
Una delle caratteristiche peculiari di questa brochure informativa è il suo formato, identico a quello di uno dei tanti album di figurine che la Panini produceva e produrrà negli anni a seguire, con l'unica differenza che non ci sono figurine da appiccicare.
Il valore storico delle immagini e delle didascalie sta fondamentalmente nell'importanza che l'azienda dimostrava di dare al lavoro dei propri dipendenti, dal consiglio di amministrazione fino all'operaio che incellofanava i bancali con i pacchi di figurine, senza dimenticare le signorine che ci inviavano per corrispondenza le figurine che proprio non riuscivamo a trovare.
In 45 scannerizzazioni spero di riuscire a rivelare il segreto delle figurine Panini.
Dato il formato della pubblicazione, che è più grande del piano dello scanner, ho dovuto fare più scan della stessa pagina, anche perché, altrimenti, non si sarebbero lette bene le didascalie.






















Il catalogo è stato realizzato da Luca Boschi e Vito Lo Russo, e contiene i ricordi degli autori di Supergulp, Guido De Maria e Giancarlo Governi.
Tra i realizzazione del programma c'era Bonvi, e le musiche erano di Franco Godi.
Supergulp fu una grande innovazione per la televisione italiana, con l'intuizione di De Maria e Governi apparivano in tv i fumetti o, come recita il titolo della trasmissione, “i fumetti in tv”.
Non si trattava, quindi, di animazione, ma di strisce disegnate riprese attivamente, allo scopo di rendere una simulazione cinematografica, a cui si sommava il doppiaggio sonoro e le musiche, oltre che l'inserimento delle nuvolette dei dialoghi, che furono sincronizzate alla musica e al parlato.
C'erano, comunque, anche serie in animazione totale, come i personaggi Marvel e Tintin (se non ricordo male).
Le edizioni di questa trasmissione per ragazzi, ma che attirava tutte le età di telespettatori (fino a 8 milioni di telespettatori nel 1977), furono due: la prima edizione vene trasmessa nel 1972 col nome “Gulp!”, e durò 12 puntate; la seconda edizione venne trasmessa dal 1977 al 1981 col nome “Supergulp!”, ed era a colori.
Nel catalogo Guido De Maria e Giancarlo Governi, oltre a raccontare della nascita di della trasmissione, rammentano molti aneddoti interessanti.