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lunedì 1 febbraio 2021

Letraset Action Transfers : Super Action Heros Doctor Who + The Sweeny (1976)


Ad un mercatino (parecchio pre pandemia) trovai questi due fogli di trasferelli made in England, che successivamente, se non ho compreso male le informazioni trovate sul web, saranno fabbricati in Italia dall'azienda britannica. In quella occasione presi anche altri due articoli, ma di formato molto più grosso, che recensirò in un'altra occasione. 
Il venditore era l'ex (anziano) proprietario di una cartoleria che negli anni 70 e 80 vendeva tutti questi articoli a pacchi, infatti da lui ho preso varie chicche intonse.
Uno dei due soggetti di questi trasferelli è il mitico "Dottor Who" con la lunga sciarpa multicolore, il primo ad arrivare nelle case italiche grazie alla Rai (Rete 1) a febbraio 1980. Ho un "TV Sorrisi e Canzoni" contenente l'articolo di lancio della serie, prima o poi lo posterò. 
Considerando che il Letraset venne messo in commercio nel 1976, bisognerebbe capire se arrivarono in Italia prima (molto prima) che la serie fu trasmessa dalla Rai, oppure importati solo quando i bambini italiani potevano riconoscere il personaggio. 
Questa volta non ho avuto il coraggio di effettuare un "unboxing vintage" come ho fatto per altri post, il motivo è prettamente pecuniario... infatti ho scoperto che questi pezzi pare abbiano ancora un certo valore, chiaramente se blisterati, e visto che sono articoli da cui potrei tranquillamente separarmi, non escludo che prima o poi li possa cedere.
Facendo ricerche sulla "Letraset" ho trovato un sito in inglese che ospita questi prodotti con varie schede dove si possono ammirare tutti gli articoli, compresi quelli di questo post.

Il link sotto è quello che mostra gli articoli qui sopra:

Come si può vedere c'erano alcuni pezzi che da bambino mi avrebbero donato svariati minuti di gioia ludica, in particolar modo Star Trek e Spazio 1999, ma non avrei disdegnato neppure i supereroi della DC Comics.
L'azienda britannica aveva anche soggetti di telefilm meno per bambini, come Kojak e "The new avengers", che in Italia venne intitolato "Gli infallibili tre" (anche in questo caso ho l'articolo di presentazione su "TV Sorrisi e Canzoni"), ed un terzo telefilm made in England dal titolo "The Sweeny", da noi "L'ispettore Regan":

         


Nei commenti al video si può leggere una testimonianza dell'autore del doppiaggio italiano, Cip Barcellini, che si rammarica della scomparsa della versione italiana.
Sinceramente non ricordo per nulla questa serie poliziesca inglese.
Di seguito le scan dei due trasferelli rigorosamente ancora blisterati per i motivi di cui sopra  ^_^

sabato 4 maggio 2019

5 film di fantascienza di serie tv inglesi dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": 1967-68-75




Visto che ho riesumato "Segnalazioni Cinematografiche", proseguo su questo filone filmico-recensivo, e dopo aver mostrato come la rivista cattolica presentava i lungometraggi d'animazione giapponesi dal 1969 al 1982, mi sposto sui film di fantascienza tratti da telefilm inglesi:
Thunderbirds: i cavalieri dello spazio;
Daleks - Il futuro tra un milione di anni;
Ufo, distruggete base Luna;
Ufo... annientate Shado. Uccidete Straker... stop;
Spazio 1999

Tutti di produzione britannica, tutti tratti da serie televisive, almeno 3 su 5 creati montando assieme più episodi televisivi, 4 su 5 della coppia Gerry e Sylvia Anderson.
Ammetto che ho visto solo i due film di Ufo Shado, che sono un caotico collage di puntate della serie, ma leggendo la scheda di "Segnalazioni Cinematografiche" lo dovrebbe essere anche quello di Spazio 1999, mentre penso che gli altri due siano film veri e propri.
Quindi l'abitudine di assemblare nuovi film, prendendo puntate (o mediometraggi) a caso della serie originale, non nasce con i cartoni animati giapponesi, ma le astute case di distribuzioni italiche l'avevano come prassi preesistente...
Mi sono limitato a questi cinque film, senza inserire quelli di fantascienza statunitensi che giravano nello stesso periodo, perché nascono tutti da serie che tv che vedemmo sulla Rai.
L'opinione dei recensori di "Segnalazioni Cinematografiche" sui film animati giapponesi era più che buona, ma come valutavano questi lungometraggi di fantascienza?





Un sabotatore che distrugge la prima missione?
Tipo il Danguard?  ^_^


domenica 5 giugno 2016

"Ma Goldrake è migliore dei genitori di Pollicino", di Aida Ribero - "Stampa Sera" 27 febbraio 1980



Per non correre il rischio di dare l'impressione che tutti i giornalisti (e giornaliste) italiche si fossero coalizzati contro gli anime, mi sembra il caso di mostrare un articolo che sfoggia del semplice buon senso. Nulla di più di una posizione moderata, ma dopo aver letto tanti articoli vaneggianti, il buon senso pare già qualcosa di rivoluzionario. La giornalista, tra l'altro, non pare informatissima sugli anime del periodo (chi è Abdora?  O_o Ashura?), però bastava paragonarli alle nostre fiabe, per rendersi conto che i "cartoni animati giapponesi" non erano di certo più virulenti dei genitori di Pollicino...
Intanto è già meritorio che non si legga del fantomatico uso del computer per fare gli anime, che dopo l'articolo di Paolo Cucco sul TV Sorrisi e Canzoni N° 14 (dal 2 al 8 aprile 1978), era ormai diventata una verità acquisita, ripetuta anche da chi si schierava a favore delle serie nipponiche.
Sia la giornalista che l'esperta di turno (la psicologa Liana Valente) apprezzano le innovazioni tecniche degli anime, ma li promuovono anche dal punto di vista educativo. Per compiere questo miracolo è bastato confrontarli con chi era messo peggio: le fiabe...
Comunque Aida Ribero pare quasi preferirli ai cartoni della Disney, non lo scrive chiaramente, ma da un suo giudizio mi sembra di intuirlo (mia opinione).
Le trame delle serie robotiche vengono messe in relazione con l'inedito (per noi) telefilm inglese che la Rai aveva iniziato a trasmettere mercoledì 6 febbraio (ho il numero di TV Sorrisi e Canzoni): Doctor Who.
Per la cronaca questa fu l'unica serie del Doctor Who trasmessa in Italia fino agli anni 2000.
A voler essere un po' obbiettivi la psicologa, che fungeva da esperta, non è che le azzecchi tutte. Certo, non condanna gli anime, a differenza di altri suoi colleghi, però alcune delle motivazioni che porta a loro favore sono obbiettivamente inesistenti, a dimostrazione che essere laureati in qualcosa non trasforma la persona in tuttologo.
Secondo Liana Valente negli anime non si vedevano mai ferite, sangue, torture o sadismi. Errata anche l'affermazione che negli anime non ci fossero legami di parentela che potessero far sentire tradito il bambino, come capita con i genitori di Pollicino.
Immagino che lei non li vedesse  :]
Comunque il suo giudizio finale è positivo, in quanto il bambino, più che identificarsi con gli eroi, si schierava a loro fianco, ne diventava un alleato spettatore.
Ricomincio dall'articolo.
Anche i preti citavano sempre Abdora: ora et abdora! O era "ora et labora?  :]
Comunque io, di Mazinga Z, ho perso praticamente tutte le puntate, a differenza dei bambini citati dalla giornalista, e non ho nessuna intenzione di recuperare ora, ne Abdora  :]


lunedì 2 maggio 2016

I cartoni animati giapponesi su Topolino: prima parte - anni 1979/80/81



Assieme alle riviste tv, una delle fonti informative sugli anime di noi bambini era di certo Topolino, che talvolta ci andava giù un po' duro coi concorrenti cartoni animati giapponesi (numero 1181 e numero 1273), ed in altri casi si limitava a dare informazioni sul successo o sul ritorno di una serie animata. Spesso questi trafiletti fungevano da articoli di anteprima, fatto che li rende utili per risalire alla loro prima trasmissione italica.
Non è mia intenzione fare un elenco esaustivo di questi articolini, e ringrazierò chi vorrà darmi info su altri numeri che mi sono sfuggiti, mi limito a postare quelli che ho recuperato.
Quasi sempre questi trafiletti comparivano nella rubrica "Sette giorni tv", che in seguito cambierà nome, ma sarà spesso curata da Paola Penni.
Per quanto siano composti da poche righe, sovente vi si trovano notizie abbastanza curiose, oppure errori più o meno importanti, dovuti all'imperante mancanza di informazioni che vigeva in questo campo.
Nell'articolino sopra, "Mazinga Z: il superdifensore", del Topolino numero 1260 (20 gennaio 1980), mi ha colpito il fatto che l'inabile pilota del robottone sia chiamato Koji Kabuto, quando nel cartone era stato ribattezzato Ryo. Considerando che la prima puntata andò in onda lunedì il 21 gennaio 1980 (vedi scan appena sotto del relativo "TV Sorrisi e Canzoni" n° 3 in mio possesso), che era anche la prima puntata della nuova trasmissione contenitore "3, 2, 1... contatto!", sarebbe curioso capire dove Paola Penni trovò il nome originale. Anche perchè, fin dalla sinossi della seconda puntata di martedì 22 gennaio, compare già Ryo (o Rio) Kabuto.
Erronea, in questo caso, l'impressione che il Dottor Inferno sia uno dei nemici di Mazinga Z ("... tra questi il più accanito è il Dottor Inferno..."), quando è, in realtà, l'unico nemico della storia. Certo, alla fine della serie comparirà il duca Gorgon, ma sinceramente mi rifiuto di credere che Paola Penni avesse visionato tutte le puntate :]




Metto la copertina del Topolino con il primo articolo su Mazinga Z, e aggiungo un altro articolino presente in questo numero, che non riguarda gli anime, ma la prima apparizioni italiana del "Dottor Who".