CERCA NEL BLOG

sabato 30 marzo 2024

Il sovversivo di corte



TITOLO: Il sovversivo di corte
AUTORE: Orio Caldiron
CASA EDITRICE: S. F. Flaccovio Editore
PAGINE: 352
COSTO: basso
ANNO: 1981
FORMATO: 24 cm X 16 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 



In questa mia ricerca di "pre-saggistica" sugli anime fino ai primi anni 90 si possono notare scritti di varie tipologie:
saggio che non trattava espressamente di animazione, ma che tirò in ballo lo stesso i cartoni animati giapponesi;
saggistica sul cinema d'animazione;
saggistica sui media;
saggistica sull'educazione dei bambini;
saggistica sul cinema in generale, magari quello fantascientifico;
saggistica sul fumetto.

Infine, come nel caso di questo libro e di "Testimone a Coblenza", uno scritto che conteneva più articoli di un giornalista, che nel caso di Orio Caldiron si occupava di critica cinematografica.
Quindi l'articolo che tratta (più o meno approfonditamente o più o meno a latere) dei cartoni animati giapponesi era apparso precedentemente sulla carta stampata, in questo caso su "Rivista del cinematografo":

Ovviamente faccio riferimento al link sopra per la recensione del pezzo, che è identco a quello presente in questo libro.
E' questo, quindi, un post di mera ripetizione, ma non potevo evitare di postare un saggio che aveva in copertina il disegno di Goldrake   ^_^
L'autore tratta tantissimi personaggi importanti di cinema e televisione e molti generi cinematografici e televisivi, ma Goldrake è il personaggio in primo piano in copertina ed è l'unico a colori!
Tra i personaggi disegnati in bianco e nero in copertina sono riconoscibili di certo Totò e mi pare De Sica, sugli altri ho qualche dubbio, forse Sordi?
Resta che venne scelto Goldrake come il simbolo che ben impersonava "il sovversivo di corte", cioè il titolo del libro.
Da considera due fattori:
il primo è che, come si può leggere nella recensione dell'articolo presente in "Rivista del cinematografo", Goldrake era presente nel titolo ed in un paio di punti dello scritto, ma non ne era il soggetto;
il libro venne pubblicato nel 1981, quindi in una fase di inizio discesa della popolarità mediatica degli anime robotici.

Nonostante ciò, e ad emblema di quanto questi "cartoni animati giapponesi" colpirono bambini e spesso anche gli adulti, il nostro Goldrake campeggia in copertina  :]

Con questo libro ho postato ben 39 titoli che tra gli anni 60 e i primi anni 90 trattarono a vario titolo dell'animazione nipponica e/o dei manga in Italia, una bella bibliografia per chi, magari, vorrà scrivere un bel saggio sul tema. 
Sarebbe gradita una citazione per il lavoro "cotto e mangiato" già fatto   ^_^






mercoledì 27 marzo 2024

"Va', Goldrake, Va'" di Orio Caldiron - "Rivista del Cinematografo" dicembre 1978



Perché negli anni 60 e fino alla metà degli anni 70 la Rai fece fare anticamera alla fantascienza o S.F.?
E' il quesito che si pone Orio Caldiron, ma non manca di dare seguito alla sua domanda, e la risposta la si può tranquillamente attualizzare al successo di oggi dell'animazione giapponese:
come negli anni 60/70 alla Rai i funzionari dei palinsesti non consideravano la "Science Fiction" una tematica da divulgare sulla televisione pubblica, e solo con una nuova generazione di dirigenti questo pregiudizio cadde (vedi Nicoletta Artom e Sergio Trinchero, per esempio). In seguito i "cartoni animati giapponesi" (ma anche i supereroi statunitensi) hanno dovuto attendere che le nuove generazioni (gli ex bambini che erano davanti alla tv a vedere Goldrake)  entrassero nella stanza dei bottoni per non considerarli più solo programmi per bambini (ebeti...).

L'autore ammette di avere le sue colpe se la fantascienza in Italia non è stata considerata  prima della metà degli anni 70, perché anche lui, pur con qualche eccezione riportata nell'articolo, si comportò come i funzionari Rai e tanti critici cinematografici e televisivi, che snobbavano la "Science Fiction".

Ovviamente lo scritto illustra l'argomento molto di più di quanto io lo abbia riassunto, ma il punto finale mi è parso proprio quello, il tutto dal punto di vista di un appassionato di S.F. del 1978.
Si noterà che "Goldrake", in realtà, è tirato in ballo marginalmente, più che altro come emblema delle nuove generazioni (noi ex bambini del 1978) che si erano appassionate a nuovi programmi di "Science Fiction", ma questo usare i personaggi dei "cartoni animati giapponesi" come pietra di paragone (positiva o negativa che fosse) ai tempi era l'emblema del loro successo.

Un aspetto che mi ha colpito è che l'autore, per una sua prima idea di stesura di questo articolo sulla fantascienza televisiva in Italia, passò in rassegna i numeri del "Radiocorriere TV" per documentarsi meglio, un po' come ho iniziato a fare io qualche decennio dopo  ^_^

In apertura di articolo si cita la serie di telefilm "Scienza e fantasia (Science Fiction Theatre)", trasmessa dalla Rai nel 1958, purtroppo non ho trovato video del doppiaggio italico dei tempi, ma c'è la versione in inglese dell'introduzione e della chiusura di una puntata.

           


Ovvio che telefilm come "Ufo Shado" e "Spazio 1999" colpirono adulti e non molto di più di un telefilm della fattura che si può ipotizzare dal filmato qui sopra.
Benché Goldrake e i "cartoni animati giapponesi" non siano per nulla il soggetto principale dell'articolo, ma io debbo obbligatoriamente "riesumarli" nel momento in cui contengono il sacro nome del primo robottone televisivo, lo scritto l'ho trovato interessante, e mi ha permesso di trovare pure altro materiale interessante  ^_^
Tra i tanti nomi citati c'è anche quello di Pietro Zanotto
Per il resto non posso che augurare buona lettura  :]

giovedì 21 marzo 2024

Catalogo Generale Mondadori Giochi 1980


Erano parecchi mesi che non postavo un catalogo di giocattoli, rimedio con quello generale della "Mondadori Giochi" di una annata in cui i cartoni animati giapponesi andavano ancora forte nel merchandising, ergo anche nei giochi in scatola: il 1980.

La "Mondadori Giochi" puntò su un paio di serie robotiche giapponesi trasmesse dalle tv private locali, Danguard e il Grande Mazinga, quindi non dalla corazzata rete pubblica nazionale Rai, immagino anche per una questione di costi minori per rilevarne i diritti.
L'altro gioco in scatola con ispirazione nipponica animata sarebbe stato teoricamente il lungometraggio Toei su Remi del 1970, ma il suo sfruttamento fu molto parziale, in pratica solo nel nome.
 Una delle particolarità dei giochi in scatola identificati come "Novità" per il 1980 fu la presenza del "calcolatore elettronico" inserito nella dinamica di gioco, lo possedevano uno dei due giochi de "Il Grande Mazinga", "Attacco Navale Elettronico" e "Battaglia fra i Pianeti Elettronica".
La seconda parte del catalogo è dedicata ai "giochi educativi e per il tempo libero", in cui risaltano, dimostrando un palese tentativo di spingere un asset della Mondadori i giochi targati Disney.
Questa scelta della "Mondadori Giochi" di etichettarli come "giochi educativi e per il tempo libero" dimostra quanto la Disney fosse considerata positiva dagli adulti, a differenza dei "cartoni animati giapponesi", che erano i cartoni diseducativi per antonomasia, ergo anche il loro merchandising era tossico, mentre la Disney faceva spendere soldi ai nostri genitori per farci del bene...
Si noterà che la quasi totalità di questi "giochi educativi e per il tempo libero", compresi quelli targati Disney, erano di matrice transalpina, nel senso che le confezioni erano in francese!
Spero almeno che al loro interno avessero inserito delle istruzioni in italiano...
Da ricordare che negli anni 70 i giochi in scatola della Disney in Italia erano creati e distribuiti dalla Clementoni (con disegni sulla confezioni a dir poco stupendi):

Faceva eccezione il gioco in scatola che veniva inviato agli abbonati di "Topolino", cioè "Paperopoli il grande gioco degli affari d'oro"


Forse il testo presente in seconda pagina esagerò un pelino le capacità dei creativi Mondadori, in quanto i bambini non li conoscevano benissimo, visto che i giochi in scatola degli anime robotici nipponici a cui si ispirano avevano uno scarso nesso con le serie animate... 
Per esempio l'auto incensatura leggibile qui sopra viene smentita immediatamente dal gioco del "Grande Mazinga" in mio possesso e da quello del Danguard. 
Totalmente campati in aria rispetto alle trame dei due anime robotici...
Basterà leggersi le due recensioni linkate più sotto.
Da sottolineare che, benché poco visibile, oltre ai bambini i giochi in scatola vengono indirizzati agli adulti:
"... le esigenze di bambini ed adulti".

martedì 19 marzo 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 17)



Come al solito il numero di "Anime Cult" punta sulle interviste, numerose ed interessanti:
Emanuela Pacotto (doppiatrice);
Andrea Romoli (fumettista ed illustratore);
Elena Zanzi (editor Planet Manga);
Marina Morra (presentatrice);
Goro Miyazaki (regista);
Massimo Luca (autore di sigle).

Mi corre l'obbligo di annotare che, questa volta, l'intervista all'autore nipponico strillata in copertina è stata fatta dalla redazione (Luca Raffaelli), inoltre mi ha sorpreso l'intervista ad Andrea Romoli, non perché non la meriti, ma perché nel numero di maggio 2023 di "Nippon Shock Magazine", era già stato sentito da "NSM" (ed io l'ho scoperto grazie a loro). Non che ciò impedisca di reintervistarlo, mi ha solo sorpreso, tra l'altro, rispetto all'intervista di luglio, viene trattato un tema nuovo, le problematiche legali tra l'autore e la casa editrice italica, che fece un accordo con la "Nippon Animation" per fare una serie animata da un suo fumetto, senza informarlo...
Quindi si possono leggere cose già lette in "NSM" ed altre no.
La copertina e il dossier di questo numero della rivista è dedicata a Lamù, a cui, sempre "NSM" aveva già dedicato copertina e dossier:

Di nuovo, non che questo vieti a chicchessia di trattare per l'eternità l'argomento, ma forse dovrebbe far riflettere entrambe le redazioni sul fare un minimo di sforzo per non ritrattare i medesimi argomenti in un arco temporale troppo stretto. Per me otto mesi è un arco temporale troppo stretto... mio punto di vista.


domenica 17 marzo 2024

Verifica della presenza di Danguard nei palinsesti delle tv locali del "Radiocorriere TV" dal 22 ottobre 1978 al 7 aprile 1979: Danguard 13 marzo 1979; Jeeg 1 aprile 1979; Ryn il ragazzo delle caverne 2 aprile 1979


"Sarò breve..."

Finalmente sono riuscito a consultare la fonte che ipotizzavo potesse dare qualche informazione in più sulla benedetta prima trasmissione del Danguard:
nell'ultimo trimestre del 1978 oppure nei primi mesi del 1979?

Nel primo caso il Danguard diverrebbe ampiamente il primo anime robotico trasmesso dalle tv locali ed il secondo anime robotico in assoluto dopo Goldrake.
Nel secondo caso sarebbe tra i primi anime robotici trasmessi dalle tv locali nel marzo 1979, mese in cui ne arrivarono un certo numero tutti assieme.
L'arrivo di più serie animate nipponiche, tra cui quelle robotiche, a marzo 1979 è testimoniato dalla pubblicità di "AB International Export" presente in "Millecanali" del marzo 1979:

Ma la "AB International Export" non distribuiva il Danguard, quindi rifaccio riferimento ad altri post, visto che l'emittente Telenova non ha più il materiale inerente i palinsesti 1978 e 1979:


Mi accorgo di non aver ancora menzionato la fonte che illustro in questo post, cioè le pagine con i palinsesti delle tv locali lombarde presenti nel "Radiocorriere TV". 
Purtroppo le riviste consultabili online del "Radiocorriere TV" non mostrano i palinsesti locali lombardi nel periodo di mio interesse, mentre ci sono quasi sempre quelli del centro Italia oppure qualche volta quelli della Liguria e del Piemonte.
Quindi ho passato qualche abbondante ora in biblioteca a salvarmi tutte le pagine lombarde della rivista dalla versione microfilmata (circa 150 scansioni da microfilm).
Nel terzo link qua sopra avevo iniziato la mia ricerca dal 14 ottobre 1978, i corrispondenza dell'annuncio presente su "Il Giornalino" del 15 ottobre 1978 su un nuovo cartone alla Goldrake, questa volta parto dal 22 ottobre 1978, in quanto la settimana del 14 ottobre è incompleta (comunque in mio possesso) e quella successiva non presenta i programmi locali lombardi.
Dalla scan che apre questo post si può già notare che ho trovato la conferma che la prima traccia del Danguard a Milano/Lombardia è su Telenova il 13 marzo 1979. 
Il fatto che due fonti, Corsera e "Radiocorriere TV", concordino su data, emittente e l'orario di trasmissione di un programma tanto secondario come un cartone animato giapponese, non è cosa di poco conto.
Tra l'altro sul Corsera (vedere secondo link sopra) c'era un riquadro pubblicitario con l'annuncio del Danguard per il giorno successivo 13 marzo alle 20:45, ma il 13 marzo alle 20:45 era presente in palinsesto solo la dicitura "cartone animato".
Il "Radiocorriere TV" conferma quell'annuncio del Corsera con tanto di nome del robottone allo stesso orario.
Da aggiungere che oggi si intesta a cartoni animati arrivati nei primi anni 80 la strategia di occupare la prima serata televisiva, ma in realtà è una cosa che le tv locali hanno sempre fatto, solo che se il cartone animato era trasmesso da "Antenna Nord/Italia 1", magari "Lady Oscar", pareva una novità.
Questi palinsesti dimostrano che non fu così.
Ad ora non ho trovato riscontri di una trasmissione del Danguard nel 1978, ma neppure ad inizio 1979.



Le pagine dei palinsesti locali lombardi del "Radiocorriere TV" mi hanno dato un'altra conferma, cioè la data, l'emittente e l'orario del primo episodio di Jeeg a Milano:
il primo aprile su "Milano TV" alle 13:00 Vedere terzo link sopra).

Non posso ogni volta esimermi dal ripostare l'audio dello spot di "Milano TV"  ^_^


Ho poi fatto una bella scoperta casuale riguardante "Ryu il ragazzo delle caverne", uno degli anime pubblicizzati dalla "AB International Export" su "Millecanali", cioè la prima sua traccia da me rinvenuta a Milano, lunedì 2 aprile 1979 alle ore 17:00 su "Telemilano", benché venne titolato come "Ryn il ragazzo delle caverne", ma direi che sia lui. 

Preciso che ho inserito tutte le pagine lombarde da me reperite dal 22 ottobre 1978 al 7 aprile 1979, anche se non riportano nulla di interessante (come già fatto per il Corsera e "La Stampa") in modo che chiunque possa controllare che ciò che affermo sia vero, tanto per non doversi fidare della mia parola.
Dove presente qualcosa di interessante l'ho evidenziato nell'immagine, magari le puntate di "Conoscere Insieme", che era legato al Danguard oppure altri cartoni animati nipponici o meno e/o curiosità varie.
Faccio presente che Telenova non è riportata tra le emittenti in palinsesto fino al 10 dicembre 1978, e che "Conoscere Insieme" è quasi sempre accreditato su "Antenna Nord", mai su "Antenna tre Lombardia", solo sa fine febbraio su "Telenova". In pratica delle informazioni diverse rispetto ai post dedicati linkati sopra.

Può essere che lo scritto possa risultare un po' piccolo, ma non era possibile smezzarlo per renderlo più leggibile, si sarebbe creato troppo caos.
Per agevolare la consultazione dei palinsesti scritti in piccolo, non ho messo il fastidioso watermark "Imago Recensio", il cui scopo è sia darmi la paternità delle ricerche che svolgo, ma anche quello di "rovinare" le immagini in modo che non ci sia il dubbio che possano essere usate per altri scopi.
Spero di non trovare il tutto su altri lidi, magari a pagamento  ^_^

Qui sotto la settimana dal 22 al 28 ottobre 1978

sabato 16 marzo 2024

Prima trasmissione televisiva del Danguard su Telenova: richiesta di informazioni direttamente all'emittente

 

Ritorno sulla questione della prima trasmissione del Danguard, se questa avvenne a fine 1978, come si legge talvolta sul web e/o in qualche saggio/rivista oppure nel 1979, dove per ora le fonti cartacee la collocano:



Talvolta si cercano informazioni ovunque, finendo sommersi da tonnellate di riviste (che ti costano pure un botto...) oppure rinchiudendosi per ore ed ore in biblioteca, saltando una fonte tanto banale quanto imprescindibile:
l'emittente televisiva interessata, ergo Telenova.

Chi meglio della redazione di Telenova avrebbe potuto verificare tra i loro documenti?
Dato che Telenova è una delle poche emittenti locali lombarde che trasmette ancora ed è pure della medesima proprietà del tempo, qualche settimana addietro ho inviato una mail alla redazione, proponendo il mistero a cui si cerca di dare risposta: 
Quando Telenova trasmise il cartone animati giapponese Danguard?

La risposta, giunta molto celermente, la si può leggere qui sopra, purtroppo non hanno più il materiale cartaceo dei palinsesti del 1978 e del 1979... ci ho provato.
Quindi la ricerca prosegue   ^_^


martedì 12 marzo 2024

Oscar a Miyazaki per "Il ragazzo e l'airone": così LE anime d'autore conquistano Hollywood - "La Stampa" 11 marzo 2024: bene, ma non benissimo ^_^


Anche se io non l'ho capito moltissimo l'ultimo lungometraggio animato di Hayao Miyazaki, sono molto contento del terzo Oscar che ha ricevuto. Non è solo un premio per il suo genio artistico, ovviamente, ma anche un piccolo riconoscimento per noi vecchi appassionati, che abbiano dovuto penare decenni per vedere riconosciuto che la nostra passione non era solo per dei "cartoni animati giapponesi"...

Detto ciò, lo scopo del post non è commentare il premio a Miyazaki, ci sono siti con esperti ben più ferrati di me per questi aspetti, ma solo far notare una ininfluente e secondaria titolazione visibile l'11 marzo sulla homepage de "La Stampa":
Oscar a Miyazaki per "Il ragazzo e l'airone": così LE anime d'autore conquistano Hollywood

Finirò con il fare la figura dell'ignorante, ma allora dobbiamo esserlo in parecchi, perché tutti a quelli a cui ho girato lo screenshot si son fatti un paio di sane risate   ^_^
Ma da quando ci si riferisce "agli" anime usando il femminile "LE"?



Tralasciando le vagonate di saggistica in mio possesso oppure le riviste, pure Wikipedia usa il maschile:

E' vero che c'è un saggio di Luca Raffaelli (ristampato più volte in nuove edizioni) che si intitola proprio "Le anime disegnate", ma io ho sempre interpretato quel "le anime" come "la parte vitale e spirituale", un gioco di parole legato al "disegnate", cioè un:
"la parte vitale e spirituale disegnata".

Poi non dubito che nelle aule universitarie usare "LE anime" al posto de "Gli anime" sarà anche corretto, ma a me è parso che chi ha fatto il titolo per la homepage de "La Stampa" non fosse molto informato sul tema. La cosa che fa sempre un po' ridere é che nessuno nella redazione online del quotidiano torinese abbia fatto notare la cosa.
Per fortuna non sono di estrazione romanesca, altrimenti la battuta con "le anime" sarebbe stata automatica   :]

Qui sotto il link all'articolo:

domenica 10 marzo 2024

Sigle degli Anime - Periodo RCA 1978-1986


Quando lo speciale Sprea sulle sigle uscì in edicola me lo persi, l'ho recuperato con calma. Il giudizio che avevo avuto da persone esperte di animazione era positivo per i contenuti esposti, ma, aggiungo io, in rapporto a quante interviste non si erano lette su "Anime Cult" e Vinile", entrambe testate Sprea...
Parto sempre da un presupposto banale, concreto e reale: 
i soldi che spendo me li guadagno, non li ho avuti in eredità da uno zio giapponese multimiliardario 

Quindi mi secca un po' pagare due volte lo stesso contenuto. 
Elucubro.
Il dossier è composto da pagine con scritto (non completamente) e da pagine di immagini.
Lo scritto si divide in due gruppi: interviste; analisi del mondo delle sigle/anime.
Le immagini si dividono in due gruppi: locandine ITB + riviste; vinili.

I contenuti scritti sul mondo delle sigle/anime ammontano 23 pagine (non completamente scritte).
Le interviste ammontano a 60 pagine (non completamente scritte). 
Le immagini delle locandine di ITB + riviste ammontano a 25 pagine.
Le immagini dei vinili ammontano a 16 pagine

Il totale di queste quattro tipologie di pagine è di 124 pagine, manca l'editoriale iniziale, il sommario, la pagina di chiusura. Più o meno arriviamo a 130 pagine.
Dove sta l'inghippo?
Che le 60 pagine di interviste non sono tutte esclusive di questo speciale Sprea sulle sigle RCA, ma erano state già pubblicate in "Anime Cult" ed in un caso su "Vinile".
Le interviste che mi sono parse nuove ammontano a 24 pagine su 60, mentre le restanti 36 pagine sono ricicloni editoriali.
A queste 24 pagine di nuove interviste vanno sommate le 23 pagine sul mondo delle sigle/anime, per un totale di 47 pagine.
In pratica ho pagato 12,90 per leggere 47 pagine non completamente scritte di nuovi contenuti ^_^

Dato che nella rivista viene spiegato che ci saranno altri speciali per altre etichette musicali, mi chiedo quante interviste verranno riutilizzate da "Anime Cult" e "Vinile" della Sprea.
Sarebbe bello che la Sprea, nel sommario, indicasse i contenuti già pubblicati precedentemente in altre testate, in modo che il lettore possa valutare se abbia senso spenderci si soldi.
Sarebbe bello...

sabato 9 marzo 2024

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 16 febbraio 2024


Il 16esimo numero da 82 pagine (come il precedente) di NSM presenta uno speciale sul primo "Getter Robot", il nostro "Space Robot", che ne occupa ben 44, poco più il 50% del totale. Penso che il prezzo ormai resterà di 9,90 euro anche se le pagine non sono più 140 come al suo esordio.
Il dossier sullo "Space Robot", mi permetto di identificarlo alla vecchia maniera, cerca di affrontare il robottone gonagaiano da punti di vista difformi dal solito, cosa meritoria di per sé.
Personalmente ho apprezzato in particolare alcuni degli articoli extra dossier, come il tema della rubrica "La bustina di Minerva X", la prima parte dell'approfondimento sul lungometraggio "Belladonna", la recensione del recente videogioco di Goldrake e l'articolo/testimonianza sulla serie di "Candy Candy".
In più ho apprezzato lo sforzo nello spiegare il film di Miyazaki, che campeggia sulla copertina di questo numero.




A scanso di equivoci, mi pare giusto precisare che il dossier sul Getter è solo sullo "Space Robot", la seconda evoluzione robotica posso immaginare che verrà trattata più avanti, in questo numero è solo accennata.
Nel piacevole articolo "Il giocattolo iconico" si annota che in Italia la serie non ebbe un successo pari agli altri robottoni del periodo, non viene spiegato, secondo me, il perché:
entrambe le serie mancavano della parte finale...

L'autore è del 1978 ed ammette che quando era bambino il Getter si vide solo forse una volta in tv, quindi, forse, rispetto alla mia generazione, pur sapendo di certo che le serie vennero mandate in onda non complete, non visse la seccatura di persona   ^_^
Qualche anno fa avevo ricostruito, grazie ai palinsesti del quotidiano "La Sicilia", come vennero mandati in onda gli episodi delle due serie del Getter, mi fa ancora impressione il caos:

venerdì 8 marzo 2024

Japan Magazine Sprea n° 1


Premessa d'obbligo:
sono stracontento che sia uscita un'altra testata su anime e manga.

Nonostante questa bella notizia, non credo che comprerò i successivi numeri. 
"Anime Cult" costa quasi 7 euro, "Nippon Shock Magazine" quasi 10 euro, gli speciali Sprea quasi 13 euro, questo "Japan Magazine" 6,90. Inoltre si paventano anche degli speciali "Nippon Shock Magazine"...
Il mese che escono contemporaneamente tutti, ti vanno via 40/50 euro. 
A qualcosa bisogna rinunciare, ed io ho già rinunciato allo speciale Sprea "Spokon", penso che mi limiterò solo alle prime due testate citate sopra.
Senza contare che è pressoché inevitabile una certa ripetizione delle tematiche, specialmente se gli autori degli articoli Sprea sono più o meno gli stessi, basta vedere alcuni temi trattati da questo primo "JM" rispetto agli ultimi numeri delle altre testate Sprea. 
Se fossero tutte riviste di editori differenti il dubbio lo avrei, ma qui ormai si nota una certa sinergia redazionale   ^_^
Certo, però, che leggere due editoriali al mese del Ceo, avrebbe il suo perché   ^_^
Infatti il Ceo di Sprea apre anche "JM", oltre che "AC", raddoppiando la sua presenza mensile. 
Questo suo primo editoriale, oltre ad illustrare bene il perché della sua decisione di riportare in edicola una testata storica come "Japan Magazine", ribatte alle polemiche web contro la storia di "JM".
Diciamo che, come sempre, le polemiche "buone" sono quelle che facciamo "noi", quelle che fanno gli altri sono becere  :]
Nel suo editoriale il Ceo racconta che "JM" dovrebbe essere incentrato più sugli anni 90 che sugli anni 80 (e anni 70, aggiungerei io), secondo me c'è un "più" di troppo.
Avrebbe senso che "JM", proprio perché nato negli anni 90, si concentrasse sul periodo dagli anni 90 in poi, altrimenti ti ritrovi a leggere l'ennesimo articolo su Go Nagai e i suoi robottoni, che, sinceramente, ha un pelino rotto i maroni  ^_^
Preciso che non ho letto tutti gli articoli che mi interessavano, per esempio quello su "Shonen Jump", quelli che non mi interessano non li leggerò, motivo per il quale non avrebbe molto senso proseguire nell'acquisto della testata.
Per la cronaca io non compravo "JM", ai tempi dovevo stare a stecchetto con le spese, quindi non nutro pregiudizio verso la testata, ma non ne sono neppure un fan.


Il corposo sommario, che comprende anche tre poster:
due sono una doppia pagina rigida della copertina ripiegata con tematica robottoni Nagai, il terzo, mi pare molto grande, di Lady Georgie, che mi si è rotto nel punto della piega appena ho cercato delicatamente di visionarlo... 
Sbaglierò, ma a me non pare molto sensato inserire dei poster per una rivista che ha come target almeno gli ultra trentenni.
Come nel vecchio "JM" c'è la rubrica "Dragon Mail", tenuta sempre dal Drago, che non ha abbandonato i toni di alcuni decenni addietro... torniamo sempre al discorso che quando le facciamo noi le polemiche va tutto bene, se le fanno gli altri...   :]

Per chi volesse confrontare i vecchi "JM" con questo nuovo, può buttare un occhio qua sotto:




Mikimoz apre la nuova testa con un articolo su "KOR", uno dei non tantissimi manga che ho pure letto.
Non metto becco nell'articolo per ché l'autore ne saprà di certo più di me.

domenica 3 marzo 2024

"Dossier: i videogiochi", di Sergio Cioncolini, Renzo Fabbri e Giovanni Gandini - "Andersen, il mondo dell'infanzia" n° 6 gennaio/marzo 1984


Finalmente sono riuscito a consultare le prime annate di questa bella testata che voleva consigliare i genitori e gli insegnanti sulle letture più adatte per i figli/studenti, ma non solo, la redazione si occupava regolarmente di tutte le tematiche riguardanti l'intrattenimento ludico-cinematografico-televisivo.
Un vero peccato che il numero uno della rivista sia del dicembre 1982, se fosse esistita dal 1978, oggi avremmo avuto un sacco di informazioni, analisi e testimonianze in più dal 1978 al 1982...
Nella biblioteca dove ho consultato la rivista non è possibile fare fotocopie, solo foto, quindi non sempre la pagina è ben stesa... ho solo due mani, con una reggo lo smartphone, con la seconda cerco di tenere il volume il più disteso possibile... comunque, con qualche aggiustamento software, ho cercato di rendere le foto fruibili.
Tra l'altro questa assai fruttuosa missione in biblioteca, dove ho trovato altre testate ancora più interessanti, è tornata utile in questo periodo in cui il mio scanner sta per esalare l'ultima scan...   ^_^



Premessa, pur non essendo in grado di dare il nome alle due videate del cabinato da bar qui sopra, ricordo benissimo il videogames, mi faceva impazzire   :]

E' importante precisare che "Andersen" era una testata seria e, da quello che ho visto sfogliando la rivista, con una buona apertura mentale, di certo non conservatrice (così mi è parso), ciò non toglie che ospitasse anche inserzionisti pubblicitari provenienti dal nascente mondo dei videogiochi, quindi non è che avesse senso sparare sul mondo dei videogiochi per poi mostrare delle pagine promozionali di console e videogames.
Vengono esposte le critiche di allora (che sono più o meo le stesse di oggi) verso i videogiochi, che sono tacciati di mancare di creatività e fantasia, inoltre di essere l'opposto della socializzazione. Oggi, ovviamente non è così, ma non lo era neppure allora, in quanto, se era possibile, giocavamo sempre in compagnia, ma il problema che ai tempi era meno possibile di oggi:
al bar ci andavamo in compagnia;
le partite al bar le commentavamo in compagnia;
al bar giocavamo in doppio;
in casa era più bello giocare contro un amico/a che contro il computer.

Per i critici, chi giocherà ai videogiochi, sarà incapace di amore... per fortuna vengono esposte anche le teorie dei favorevoli ai videogiochi  ^_^

Avviso che, dopo la scan della pagina completa, inserisco le porzioni di pagina con lo scritto, alo scopo di agevolarne la lettura.


Sergio Cioncolini, autore del primo contributo, riepiloga la storia dei videogiochi, dalla luogo della loro nascita al significato del nome "Atari" (MAGARI!), arrivando alla sbarco vincente in Italia e riportando le varie aziende che si contendevano il mercato nostrano.
Nell'articolo si fa riferimento ad un giovane italiano che programmò un videogioco dal titolo "Cave Crusader", ringrazio Massimo Nicora per avermi trovato le info sul web riguardo al programmatore e al videogioco:



sabato 2 marzo 2024

Quasi addio al mio secondo scanner... T_T


Volevo condividere con la popolazione web mondiale un momento di tristezza tecnologica:
il mio secondo scanner HP Scanjet G 2710 sta per dipartire...    T_T

Il mio primo scanner HP Scanjet G 2710 defunse per consunzione alcuni anni fa, e non lo commemorai a sufficienza. 
Questo secondo ha retto fino a poco fa, ma ogni tanto si vedevano delle righe nella parte bassa, ora le striature colorate hanno conquistato un terzo dell'immagine   >_<
Momentaneamente cercherò delle scorciatoie e/o dei rattoppi tecnologici, nel frattempo dovrò cercare un sostituto.

Ovviamente, per un blog che si basa più sulle immagini che sulla parte scritta, aspetto in cui il blogger non è molto versato, lo scanner infortunato potrà creare una diminuzione dei post.

Quasi RIP secondo scanner HP Scanjet G 2710