AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE
DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE
SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU'
CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO
RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR
COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO
A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL
BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO
A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI
AI TEMPI.
Questo post sarà veramente di nicchia, in un blog già di suo abbastanza di nicchia (in pratica la nicchia della nicchia...), in cui mostrerò un documento direi unico, la prova materiale della truffa, oltre all'enciclopedia, il contratto di acquisto!
Qui si entra nei recessi della memoria, e un po' anche della vergogna, anche se chi si sarebbe dovuto vergognare dubito lo fece.
Scrivo "della vergogna" perché è indubbio che quando si viene truffati ci si senta degli stupidi, e ci si vergogni della propria ingenuità, se poi è un bambino ad aver causato la truffa, con relativi dissidi famigliari, la vergogna è doppia.
Per rendere possibile turlupinare il bambino vendendo al genitore o alla nonna/o l'enciclopedia sono necessari alcuni elementi base: un'enciclopepdia che nessuno vuole; un bambino/a un po' insistente; un parente ingenuo che non ha il coraggio di far piangere il minorenne (o minorato); una struttura cinematografica che si presti alla truffa; una serie di loschi e spietati individui; un film di robottoni, meglio se di Goldrake; e per finire una mente diabolica.
Faccio ora un piccolo passo indietro per spiegare da dove nasce, e a cosa si collega, questo mio post.
Nel marzo scorso ho letto il divertentissimo libro di Alessandro Apreda,
Per il potere di Grayskull, e in un capitolo di questo si narrava delle drammatiche proiezione cinematografiche di film d'animazione, con protagonisti gli eroi dei bambini che in quel momento andavano per la maggiore, in cui si appioppavano enciclopedie ai poveri malcapitati. Questo capitolo del libro mi ha fatto tornare in mente che conoscevo bene quel meccanismo truffalidno, avendolo subito di persona, che poi lo subì economicamente la mia famiglia, ma questo è un altro discorso.
Alessandro Apreda riporta dettagliatamente (ne consiglio la lettura) il piano diabolico dei cattivi, che iniziava col distribuire davanti ai luoghi di aggregrazione dei bambini degli inviti omaggio per una proiezione domenicale del film con Goldrake o Mazinga. Inutile dire che questi luoghi erano la scuola o il parchetto giochi, gli stessi luoghi scelti da spacciatori di droga e maniaci vari...
La furbata iniziava già con l'invito, che prescriveva l'ingresso gratuito solo a chi era accompagnato da un parente adulto. Alla fine del primo tempo cominciava la tortura psicologica in stile Guantanamo, entravano in scena le armate di Mikenes assieme all'esercito di Vega, che avevi appena visto sul grande schermo, per estorcere l'acquisto di un numero minimo di enciclopedie, senza le quali il secondo tempo del film di Goldrake e Mazinga non sarebbe ricominciato. A questo punto due erano le opzioni del parente accompagnatore/accompagnatrice: abbandonare la sala, con relativo pianto disperato del figlio/nipote; aspettare in sala che gli aguzzini raggiungessero il numero minimo di vittime, sperando di non esserne parte...
Nel mio caso fui portato al cinema dalla mia nonnina, che proprio non era capace fisicamente di farmi piangere, se sommiamo a questo un livello di onestà ed ingenuità abbastanza alto, oltre al fatto di desiderare per il proprio nipotino una buona istruzione (che il nipotino disattenderà quasi sempre mancandogli la base per l'apprendimento, cioè la voglia di studiare...), la battaglia per le spietate armate della Edil Nord era vinta in partenza.
Dal cinema uscì uno stupido bambino tutto contento di aver visto il film completo di Goldrake e Mazinga, ed una povera nonnina affranta con in mano un bel contrattino per una inutile enciclopedia, cosa che non rese per nulla contento mio padre, che, oltre a dover far fronte alla spesa, era (ed è) religiosamente contrario agli acquisti a rate.
Qui sotto il capitolo del libro di Alessandro Apreda che mi ha fatto tornare in mente l'incresciosa truffa, lui lo racconta in maniera spassosa, ma immagino non ne fu vittima, io la rammento con molto meno divertimento.
Nella mia famiglia, oltre alla regola ferrea che non si acquista (quasi) mai a rate (di certo non per beni materiali superflui o che si possono pagare in contanti), ne esiste una seconda che prescrive il divieto assoluto di buttare qualsivoglia bolletta o contratto di acquisto. Ergo sono andato a spulciare tra le carte di mia nonna, e vi ho trovato, ovviamente, quel maledetto contratto che stipulò una domenica mattina di almeno 35 anni fa. Incredibilmente sul contratto non è presente la data, a dimostrazione di quanto eravamo ingenui ai tempi, ma sull'enciclopedia è riportata la data di stampa del luglio 1977, quindi il fatto deve essere avvenuto, considerando che ero ancora alle elementari, tra il 1978 e il 1980.
Chiaramente ho reso illeggibili i dati di mia nonna.