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sabato 29 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection 45 Signore del Drago
Con il Signore del Drago si esauriscono i personaggi cattivi di Jeeg, mancherebbero i vari soldati, ma sono solo carne da cannone...
Direi che il modellino non è per nulla brutto, tosto, pesante, massiccio, più che soddisfacente (con le solite sbavature random).
Personalmente vale per il Signore del Drago la stessa considerazione che avevo fatto per alcuni generali di Mikenes (Scarabeth, Drayato, Angoras, Ardias), certi particolari si notano, e stonano, molto di più in questa versione in tre dimensioni. Il drago de il Signore del Drago di questo modellino è uguale a quello del cartone, azzurro e senza scaglie, ma visto "dal vivo" pare più un'anguilla o una biscia... ergo per me diventa il Signore dell'Anguilla.
Come al solito ho l'impressione che le teste, sia dell'imperatore che del drago, siano un tantino piccole, ma è una mia idea.
Faccio un piccolo salto avanti per commentare l'avviso "ai lettori"(?!?!) presente nell'ultima pagina dei 12 fogli colorati.
Di sarcasmo su queste quattro righe se ne potebbe fare a bizzeffe, quindi non mi esenterò.
Intanto pare proprio che alla Fabbri non si rendano conto (in buona fede?) di quanto poco ci sia da leggere in questa GNRC: lettori di cosa?
Ma quanto dianime puoi leggere se in 12 striminzite pagine lo scritto, quando va bene, arriva ad una pagina e mezzo massimo, e quando va male, cioè sempre, a mezza pagina?!
Ma mi state pigliando per il cu..?!
Nelle ulteriori 30 uscite ci saranno altri "protagonisti", la truppa dei cattivi? Qualche robot nemico? Mizar e Junior Robot? Questi sarebbero dei "protagonisti"?
La prima uscita speciale per la Fabbri sarebbe di "grande formato ed elevata spettacolarità", comprese le sbavature e la faccia di Goldrake che pare colorata con lo sputo al posto dei pennelli?
Senza dimenticare la disonesta morale di inziare a distribuire una collezione prevedendo una 60antina di uscite totali per poi passare a 90, con realtivo aumento dei csoti per l'acquirente, che l'aveva iniziata considerando la spesa per 60...
giovedì 27 novembre 2014
Falco il Superbolide - Salani Junior 1980
Come ho già scritto nel post sul cofanetto Yamato Video di Ken Falco e il Superbolide questo anime per me rappresenta qualcosa di speciale, pur essendo totalmente inverosimile, e forse proprio per la sua sequela di accadimenti surreali fin da bambino l'ho considerato alla pari di Goldrake o della prima serie di Lupin III (giacca verde, solo giacca verde). Non ho cambiato idea diventando adulto(?), ed ogni volta che ne vedo una puntata riesco ad esaltarmi con le evoluzioni di Ken Hayabusa, che vanno ben oltre i confini della reltà e della gravità, nel senso di forza.
Il cartonato della Salani Junior penso sia l'unico che venne pubblicato, non ha nulla di particolare, la trama ripercorre le prime cinque puntate della serie tv, pur con qualche piccola modifica per renderlo leggibile. Per esempio viene anticipata la costruzione dell'auto di Sakura, ma per il resto è tutto quasi uguale alle puntate.
Le immagini sono ovviamente prese dalla pellicola dell'anime, la qualità è altalenante, alcune sono abbastanza nitide, altre assai sgranate. Purtroppo spesso non seguono la trama illustrata nel cartonato, ad immagini neutre seguono scene totalmente errate. Come quando nell'ultima parte del libro, corrispondente alla quinta puntata della serie tv ("Il circuito della città fantasma"), c'è un fermo immagine dell'auto di Kamikaze completamente distrutta, ma in quel frangente il ragazzo non partecipava alla gara, essendo stato mandato da Saiongj a controllare la scimmietta assassina.
Peccato che la Salani Junior non prodeguì le pubblicazioni, manca il più grande avversario di Ken: Riù Stella Cadente.
Il mio ricordo personale di Riù Stella Cadente fu risveglato nei primi anni 90 da un amico sempre attento ai risvolti più importanti di una storia, quando ancora non c'erano libri o il web alla portata di tutti (non alla nostra) lui rammentava perfettamente (memoria prodigiosa!) il personaggio, le sue evoluzioni autobilistiche e la sua fine onorevole.
Riù iniziò a diventarmi simpatico in quel momento, se Max lo apprezzava c'era il suo perché!
Grazie Max! ^__^
In questo cartonato sono presenti solo due avversari di Ken Hayabusa, l'infido Jack la Spada e la leale Romi Anthoit.
Le scan del cartonato che ho fatto non sono di tutte le pagine, di una 50ntina su 80 e passa.
mercoledì 26 novembre 2014
Album di famiglia della TV, 30 anni di televisione italiana
Un album di famiglia è un album di fotografie, cioè il contenuto di questo libro pubblicato nel 1981, che ripercorre la storia della Rai tv dalla sua nascita al 1980. Ovviamente l'interesse verso le foto sono legate all'età del lettore, per quanto mi riguarda i miei ricordi partono dall'ultima parte del libro, quella degli anni 70/80. E guarda caso verso la fine del libro, intorno al 1978, fa la sua comparsa l'animazione giapponese. Per i due giornalisti autori del libro, tra le tonnellate di programmi telelvisivi che la Rai sfornò nell'arco di tempo che va dal 1954 al 1980, Goldrake e Heidi (ma anche Remì, mancante di foto) si erano già conquistati il diritto di venire citati. Per esempio non compare la trasmissione "Giochi senza frontiere", che ebbe un enorme successo, ed era assai innovativa, mentre i "cartoni animati giapponesi" conquistano subito ben due pagine del libro. Non solo, nel commento finale di Oreste del Buono (quello iniziale è di Lietta Tornabuoni) si fa esplicito riferimento alle polemiche sulla violenza di Goldrake e soci, con il giornalista che prende le loro difese contro "l'insurrezione di mezza Italia, la metà non pensante".
martedì 25 novembre 2014
Enciclopedie e cartoni animati giapponesi - ovvero come ti turlopino il bambino...
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Questo post sarà veramente di nicchia, in un blog già di suo abbastanza di nicchia (in pratica la nicchia della nicchia...), in cui mostrerò un documento direi unico, la prova materiale della truffa, oltre all'enciclopedia, il contratto di acquisto!
Qui si entra nei recessi della memoria, e un po' anche della vergogna, anche se chi si sarebbe dovuto vergognare dubito lo fece.
Scrivo "della vergogna" perché è indubbio che quando si viene truffati ci si senta degli stupidi, e ci si vergogni della propria ingenuità, se poi è un bambino ad aver causato la truffa, con relativi dissidi famigliari, la vergogna è doppia.
Per rendere possibile turlupinare il bambino vendendo al genitore o alla nonna/o l'enciclopedia sono necessari alcuni elementi base: un'enciclopepdia che nessuno vuole; un bambino/a un po' insistente; un parente ingenuo che non ha il coraggio di far piangere il minorenne (o minorato); una struttura cinematografica che si presti alla truffa; una serie di loschi e spietati individui; un film di robottoni, meglio se di Goldrake; e per finire una mente diabolica.
Faccio ora un piccolo passo indietro per spiegare da dove nasce, e a cosa si collega, questo mio post.
Nel marzo scorso ho letto il divertentissimo libro di Alessandro Apreda, Per il potere di Grayskull, e in un capitolo di questo si narrava delle drammatiche proiezione cinematografiche di film d'animazione, con protagonisti gli eroi dei bambini che in quel momento andavano per la maggiore, in cui si appioppavano enciclopedie ai poveri malcapitati. Questo capitolo del libro mi ha fatto tornare in mente che conoscevo bene quel meccanismo truffalidno, avendolo subito di persona, che poi lo subì economicamente la mia famiglia, ma questo è un altro discorso.
Alessandro Apreda riporta dettagliatamente (ne consiglio la lettura) il piano diabolico dei cattivi, che iniziava col distribuire davanti ai luoghi di aggregrazione dei bambini degli inviti omaggio per una proiezione domenicale del film con Goldrake o Mazinga. Inutile dire che questi luoghi erano la scuola o il parchetto giochi, gli stessi luoghi scelti da spacciatori di droga e maniaci vari...
La furbata iniziava già con l'invito, che prescriveva l'ingresso gratuito solo a chi era accompagnato da un parente adulto. Alla fine del primo tempo cominciava la tortura psicologica in stile Guantanamo, entravano in scena le armate di Mikenes assieme all'esercito di Vega, che avevi appena visto sul grande schermo, per estorcere l'acquisto di un numero minimo di enciclopedie, senza le quali il secondo tempo del film di Goldrake e Mazinga non sarebbe ricominciato. A questo punto due erano le opzioni del parente accompagnatore/accompagnatrice: abbandonare la sala, con relativo pianto disperato del figlio/nipote; aspettare in sala che gli aguzzini raggiungessero il numero minimo di vittime, sperando di non esserne parte...
Nel mio caso fui portato al cinema dalla mia nonnina, che proprio non era capace fisicamente di farmi piangere, se sommiamo a questo un livello di onestà ed ingenuità abbastanza alto, oltre al fatto di desiderare per il proprio nipotino una buona istruzione (che il nipotino disattenderà quasi sempre mancandogli la base per l'apprendimento, cioè la voglia di studiare...), la battaglia per le spietate armate della Edil Nord era vinta in partenza.
Dal cinema uscì uno stupido bambino tutto contento di aver visto il film completo di Goldrake e Mazinga, ed una povera nonnina affranta con in mano un bel contrattino per una inutile enciclopedia, cosa che non rese per nulla contento mio padre, che, oltre a dover far fronte alla spesa, era (ed è) religiosamente contrario agli acquisti a rate.
Qui sotto il capitolo del libro di Alessandro Apreda che mi ha fatto tornare in mente l'incresciosa truffa, lui lo racconta in maniera spassosa, ma immagino non ne fu vittima, io la rammento con molto meno divertimento.
Nella mia famiglia, oltre alla regola ferrea che non si acquista (quasi) mai a rate (di certo non per beni materiali superflui o che si possono pagare in contanti), ne esiste una seconda che prescrive il divieto assoluto di buttare qualsivoglia bolletta o contratto di acquisto. Ergo sono andato a spulciare tra le carte di mia nonna, e vi ho trovato, ovviamente, quel maledetto contratto che stipulò una domenica mattina di almeno 35 anni fa. Incredibilmente sul contratto non è presente la data, a dimostrazione di quanto eravamo ingenui ai tempi, ma sull'enciclopedia è riportata la data di stampa del luglio 1977, quindi il fatto deve essere avvenuto, considerando che ero ancora alle elementari, tra il 1978 e il 1980.
Chiaramente ho reso illeggibili i dati di mia nonna.
domenica 23 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection 44 Conte Blocken
Con questa 44esima uscita abbiamo veramente toccato il fondo del dilettantismo... uno scandalo... ben più che una truffa... il mio modellino è senza testa!!!!! ^__^
Se la prima uscita speciale fosse stata dipinta dalla stessa persona che ha dipinto questa i risultati sarebbe di certo stati migliori, perché questo Conte Blocken non è per nulla colorato male, anzi, mi pare proprio colorato bene. Consiglierei alla Fabbri di aumentare lo stipendio a chi ci ha lavorato, e di dare più tempo a quelli meno bravi di terminare il lavoro, così, magari, la Fabbri evita tante figure di emme, tipo quelle di Goldrake nello Spacer uscito mercoledì...
Personalmente non ho memoria del Conte Blocken, dato che Mazinga Z non lo vidi molto, purtroppo nell'orario di trasmissione della serie dovevo andare a catechismo... e questo la dice lunga su quando mi interessasse il catechismo. Inoltre non compare neppure in Mazinga vs Devilman, ergo ho scoperto della sua esistenza solo quando mi sono riavvicinato ai cartoni animati giapponesi grazie alla saggistica sugli anime e alle fiere del fumetto, intorno al 1999.
Penso, comunque, che l'idea di inserire un nazista non mi sarebbe piaciuta molto, già da bambino li detestavo parecchio, e trasformare uno di loro in co-protagonista cattivo voleva dire già dare troppo spazio a quella ideologia. Bisogna poi vedere se nel doppiaggio italiano il fatto che Blocken fosse nazista era esplicitato chiaramente.
Bushido, l'anima del Giappone
mercoledì 19 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection - Uscita speciale 1 Disco Spaziale
Habemus nota output!!!
(che secondo il traduttore di Google sarebbe "uscita speciale" in latino)
A mio avviso è già errato il nome affibbiato alla prima uscita speciale, scrivere "Disco Spaziale" implica che manchi Goldrake, avrebbero dovuto chiamarlo Goldrake nel (più) Disco Spaziale.
Dopo mesi e mesi di annunci (ufficiali) andati a vuoto, finalmente la prima uscita speciale della Go Nagai Robot Collection è arrivata nelle edicole, cos'ha di tanto speciale?
Il prezzo di certo, 20 euruzzi, per un modelino che misura da lama rotante a lama rotante 20 centimetri, e dalla testa del cornutazzo ai motori posteriori del Disco 10 centimetri. Anche la confezione è differente, oltre ad essere più grande, è di color oro, al posto nel classico nero, e temo che la scelta del colore abbia un sottinteso assai inquietante per il mio portafoglio...
Il costo maggiore si ripercuote in una colorazione più accurata?
No...
Un vero peccato... purtroppo nella GNRC più il pezzo contempla l'affiancarsi di colori diversi maggiori sono le sbavature, pare proprio che gli incaricati della colorazione non siano tanto esperti, oppure temo, ma mi auguro di no, abbiano tempi di lavoro così ristretti da essere obbligati ad eseguire la colorazione in modo approssimativo. Sarebbe interessante sapere dove e a chi sia stata commissionato il lavoro, ad un'azienda regolare oppure a lavoratori a domicilio (o peggio)?
L'edicolante aveva ben tre esemplari, ma tutti erano colorati anteriormente (l'unico visibile) nel medesimo modo, cioè male.
Come in altre occasioni mi chiedo se esista un minimo di controllo della qualità del prodotto, ma proprio minimo, passi sbavazzare un personaggio poco famoso, ma cannare Goldrake...
Già la semplice foto mostra le sbavature sotto le bocche della Pioggia di Fuoco, sono anche evidenti quelle ai fianche delle spalle di Goldrake, ma è con le scan che le sbavature di colore vengono esaltate. Probabilmente non è corretto usare una scan come metro di paragone, l'immagine è troppo dettagliata, esaltandone i difetti, però quando le sbavature si vedono con una foto scattata da 40 centimetri la qualità è chiaramente scarsa.
Per assurdo il mio modellino è dipinto più accuratamente nella parte posteriore che in qualla anteriore, bastava stare attenti al contrario.
martedì 18 novembre 2014
"Favole della galassia", di Raul Alvarez e Massimo Buscema - Penthouse luglio 1981
Nel luglio 1981 non fu solo Playboy ad interessarsi ai "cartoni animati giapponesi" con l'articolo "La moltiplicazione degli Ufo Robot", ma anche il concorrente Penthouse, con questo articolo assai lungo a firma Raul Alvarez e Massimo Buscema.
Non posso immaginare a cosa fu dovuta questa strana combinazione, che portò la pubblicazione nel medesimo mese di due articoli sugli anime sulle due riviste erotiche più lette dagli italiani (adulti), ma tant'é che gli articoli ci sono, e dimostrano ancora una volta quanto interesse e scalpore suscitarono Goldrake e soci.
Rispetto all'articolo su Playboy questo di Penthouse è del tutto analitico, niente sinossi delle puntate (e niente trame parzialmente inventate) come nello scrtitto di Andrea Ferrari, infatti Raul Alvarez e Massimo Buscema vogliono "provare a fare un discorso serio sugli Ufo-robot", ci riescono?
Parzialmente si, talvota si spingono in interpretazioni un po' esagerate, in altri casi si limitano ad osservare il fenomeno e a trarne considerazioni che oggi paiono ovvie, ma nel 1981 non lo erano, basta leggere i tanti articoli sugli anime: Emeroteca anime.
E' apprezzabile, per esempio, che mai scrivano della bufala dei "cartoni animati giapponesi" fatti al computer, li assolvano in parte anche dall'accusa di essere violenti, restano i paragoni con i cartoni della Walt Disney, ma nel totale l'articolo non demonizza gli anime robotici. Fatto che sarebbe stato assai strano per una rivista che proprio non era al di sopra di critiche, visti i contenuti fotografici, ci mancava solo che a Pentahouse si mettessero a fare i moralisti...
Ho letto articoli peggiori, e nei toni molto più violenti, senza contare le panzane che taluni giornalisti scrivevano sugli anime, questo articolo cerca di essere informativo, esagerando, forse, nella valutazione dei risvolti psicologici degli anime robotici, in più di un caso non ho concordato con le loro conclusioni, anche perché ciò che ipotizzano non era ciò che io ai tempi pensavo.
Ovviamente la foto di copertina non poteva che essere per quell'ermafrodito del Barone Ashura.
Almeno i due giornalisti mettono subito in chiaro che i bambini non sono una massa di rimbambiti, hanno solo dei gusti diversi da quelli dei genitori, e che i gusti di questi ultimi sono differenti anche da quelli degli adulti giapponesi.
L'articolo cerca di valutare i tre differenti punti di vista: bambini italiani; genitori italiani; produttori giapponesi.
Non ho mai pensato che le esplosioni dei mostri nemici fossero "sangue atomico", ma sono punti di vista, magari qualche altro bambino lo pensò.
domenica 16 novembre 2014
Battaglia Navale Editrice Giochi 1973/74

Questa versione "made in" Editrice Giochi della classica Battaglia Navale è abbastanza interessante, infatti sposta l'azione in un "vero" mare aperto, con la possibilità di muovere una mini flotta marina, e senza più dover nascondersi reciprocamente le mosse, come nella classica Battaglia Navale, trasformando il tutto in un piccolo gioco di strategia.
Non mi è stato possibile individuare con precisione l'anno di pubblicazione di questo gioco, anche perché questa versione deve essere la seconda che fu prodotta. So per certo che la prima versione è del 1969, e si differenzia da questa per la stampa del foglio delle regole (non le regole, che sono le medesime) e del contenitore interno dei pezzi, mentre per tutto il resto (dimensioni, confezione esterna, piano di gioco, carte, modellini) è identico.
Dal mini pieghevole pubblicitario presente in questa confezione, che come di norma la Editrice Giochi inseriva nelle sue scatole, ipotizzo debba essere dei primi anni 70, personalmente il gioco non l'ho ricordo, quindi penso sia corretta una datazione intorno al 1973/74.

Una delle caratteristiche del gioco è l'enorme tabellone rettangolare da 89 cm x 59 cm, ma immagino che per il bambino che lo possedesse i pezzi preferiti fossero le 5 coppie di navi da guerra, dei bei modellini in plastica rigida.
Un po' truffaldina, invece, l'idea che ci si potesse giocare in più di due, immagino dividendosi la gestione dei turni o dei mezzi navali, rendendo vana ogni possbilità di gestione organica della flotta e di un minimo di impostazine stategica. Era un gioco fatto per due giocatori, come ogni Battaglia Navale che si rispetti.
sabato 15 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection 43 Marchesa Yanus
Questa settimana tocca alla cattivissima Marchesa Yanus, nella sua veste mostro guerriero, chissà se la vedremo anche nelle versioni donna fatale e strega, entrambe con gatto (o gatta) nero sulla spalla.
A pensarci può essere che io abbia commesso un grave errore ad esprimere questa mia curiosità, non vorrei che arrivassero fino alla 200esima uscita con le altre due versioni della Marchersa Yanus... e non vogliamo mandare in edicola anche Nuke, Mucha e la cornacchia? ... sob... me tapino...
Il modellino non è per nulla brutto, sempre ricordando che la regola numero UNO per apprezzare la Go Nagai Robot Collection è la visione a distanza, posso tranquillamente affermare che l'apprezzamento è inversamente proporzionale alla distanza da cui li si guarda: più si è vicini e meno li si apprezza.
Alcune uscite si sarebbe dovute guardarle dall'altro lato della strada rispetto a dove era ubicata la propria edicola...
La posa è abbastanza statica, comunque corretta, non compare il viso della Marchesa Yanus dalla tetta sinistra, e direi che sia meglio così, tremo solo all'idea di come l'avrebbero disegnata...
La regola dell'apprezzamento inversamente proporzionale alla distanza è confermato da una scan del viso e del torace.
EDIT:
Un lettore o lettrice, che ringrazio, ha riportato nei commenti il link di un documento "xls" con tutto il piano dell'opera, inviatogli (o inviatole) dalla Fabbri, lo aggiungo alla fine di questa rece sulla Marchesa Yanus, è molto interessante è nel contempo molto impoverente... sigh... T_T
mercoledì 12 novembre 2014
Il fumetto "Actarus" N° 3 - "L'insidia da Vega" - febbraio 1980
Comunque questa pubblicazione era totalmente legale, i diritti erano stati acquistati dalla Sacis, autorizzata dalla Toei Animation a trattare tutti i diritti di Goldrake in Italia. Le storie sono un mix di vari generi, dal poliziesco al western, non mancano i viaggi di Acrarus ed amici in varie parti del globo, in pratica in Giappone non ci restano mai.
Questa volta, e la cosa è abbastanza incredibile, complice in periodo di calma, il gruppo decide di andarsene una settimana in vacanza!!!
Avran chiesto le ferie a Vega?
Per fortuna che almeno Actarus resta alla base per fronteggiare eventuali attacchi di Gandal e soci.
La meta di Procton (di solito è lui che parte per viaggi nel mondo) è Iturup, nelle isole Curili, che al tempo della pubblicazione del fumetto era nel territorio dell'Unione Sovietica, mica della Russia. Mi pare strano che dei turisti giapponesi potessero andarci senza troppi problemi, visto che le isole Curili erano (e sono) contese dalle due nazioni.
Più di una volta ho avuto la sensazione che alcune tavole non siano congruenti con il resto dei disegni, come se fossero state prese in prestito da altri fumetti, si vedono tavole dettagliate, seguite da altre abbastanza approssimative.
Ovviamente i nostri eroi partono in vacanza tallonati da uno scagnozzo di Vega, che diabolicamente non aspettava altro, e se a Procton questa idea geniale non fosse venuta?
Non ho scannerizzato interamente il fumetto, gran parte, ma non tutto.
domenica 9 novembre 2014
Il risveglio del Giappone
TITOLO: Il risveglio del Giappone
Questo libro, edito nel 1905, è spesso citato in altre pubblicazioni storico-saggistiche sul Giappone, ebbe il ruolo di illustrare agli occidentali la situazione del Giappone dopo i primi anni della Restaurazione Meiji. Nel 1905 la nazione nipponica aveva già sconfitto in guerra la Russia (dopo la vittoria nella guerra con la Cina), passando di colpo agli occhi degli occidentali da nazione barbara a nuovo “pericolo giallo” d'oriente. Il libro fu scritto direttamente in inglese, proprio perché il target finale non erano i giapponesi, ma le nazioni occidentali. Il suo autore fu inizialmente un fervente sostenitore della modernizzazione del Giappone, anche a discapito delle tradizioni giapponesi, solo in un secondo tempo iniziò a considerare il passato più importante del presente. Era comunque a favore della modernizzazione, che era l'unico sistema per non essere sopraffatti dalle tecnologiche nazioni occidentali, ma riscoprì e perorò il mantenimento delle tradizioni antiche, che per l'autore erano l'emblema della giapponesità.
sabato 8 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection 42 Yuri Caesar
Generale Yuri Cesar, Yuri... Yuri... forse mi dovrebbe ricordare qualcosa di antipatico... vabbè, torno al modellino numero 42 della Go Nagai Robot Collection. Il generale delle armate umanoidi è quello tra i sette generali che si vede più spesso in azione ne "Il Grande Mazinga", forse il più forte, peccato che nel disegno della copertina lo abbiano ridicolmente ritratto con due biberon ai fianchi e mentre ne tiene in mano uno...
Mi chiedo sempre se questa GNRC abbia un qualche supervisore del prodotto, qualcuno un minimo ferrato in materai, ma anche solo dotato di capacità visive medie, per correggere macroscopici errori prima che un numero venga pubblicato. Forse avranno risparmiato con l'organigramma, produco e mettono in vendita, dal produttore al consumatore, come il latte dei biberon di Yuri Cesar.
Per fortuna nel modellino i biberon non paiono tali, la postura di Yuri Cesar è più che accettabile, la colorazione con sbavature sotto la media, in totale un modellino accettabile, sempre considerando che io non sono un esperto in materia (mai colelzionato modellini).
Il fascicolino-ino-ino ha ormai perso una qualsivoglia minima parvenza, seppur truffaldina, di enciclopedia, sono 12 fogli di carta colorata.
Una cosa che avevo notato anche nei precedenti numeri è che il micragnoso testo presente nei "12 fogli di carta colorata" è assai simile a ciò che si può leggere sul mitico sito di Encirobot. Anche per Yuri Cesar il contenuto di pagina due è in parte identico alla pagina linkata. Io mi auguro sinceramente che il curatore del sito abbia autorizzato queste citazioni, perché sarebbe proprio il colmo se le avessero prese a ufo...
E questa settimana non manca neppure la sorpresona speciale sulle prossime uscite...
Obbiettivamente la scannerizzazione di porzione del modellino tende ad esaltarne i difetti, che non mancano, però in parte non sarebbero visibili ad occhio umano.
mercoledì 5 novembre 2014
Il gran sole di Hiroscima
Erano anni che vedevo alle fiere del libro usato questo romanzo per ragazzi, però il suo prezzo era, a mio avviso, eccessivo, almeno 25/30 euro. Sono riuscito a recuperarlo ad un mercatino dell'usato a soli 3 euro, ed è stato un buon acquisto, non solo dal punto di vista economico, ma anche perché è un bel romanzo, basato sulla vicende accadute a Sadako Sasaki e alla sua famiglia in seguito al bombardamento atomico di Hiroshima.
martedì 4 novembre 2014
"Il cretino elettronico", di Silvana Bevione - Panorama 28 aprile 1980
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Ma appena dopo le BR, le trame nere, i tentativi di colpo di Stato, la P2, gli omicidi di Stato, i vari Banco Ambrosiano e la corruzione a tutti i livelli statali, cosa preoccupava di più i giornalisti italiani?
I "cartoni animati giapponesi"! In tv "Mazinga era contro i bambini"!
La copertina pare volerci mostrare e dimostrare che, se gli adulti dovevano avere a che fare con gli irriducibili ex soci di Peci, anche i bambini avevano il loro temibile nemico: Mazinga!
Come se non bastasse ai bambini lo stesso nemico degli adulti, visto che negli atti terroristici morirono anche minorenni, e per ogni adulto ucciso dai terroristi di destra o di sinistra c'erano bambini e bambine che restavano orfani di madre o padre.
Comunque l'articolo di Silvana Bevone, nonostante la solita disinformazione, non punta l'obbiettivo solo contro gli anime, ma molto di più sulla televisione e sui genitori che non controllano i programmi visti dai figli.
Resta da chiedersi, allora, cosa accidenti c'entri il povero Mazinga Z, che aveva già i suoi problemi con Koji Kabuto al suo comando, sbattuto in prima pagina come il classico Mostro Meccanico da dare in pasto ai lettori.
L'articolo contiene un'intervista fatta da Fabrizio Carbone al regista Marco Ferreri che, nonostante i continui tentativi del primo di accusare gli anime di ogni male del mondo, assolve totalmente Mazinga da ogni colpa: è solo un divertimento per i bambini!
L'articolo è concluso da una piccola intervista ad un piccolo telespettatore, tanto per mostrare al lettore adulto di Panorama quanto eravamo "rincitrulliti" noi bambini dei primi anni 80...
Il titolo dell'articolo di Silvana Bevione mi pare possa riferirsi sia alla televisione che a Mazinga Z, come il sottotitolo, che tira in ballo anche i genitori.

lunedì 3 novembre 2014
Inferno nella stratosfera
domenica 2 novembre 2014
Go Nagai Robot Collection 41 Barone Ashura
Uscita meno 9 alla fine della Go Nagai Robot Collection, siamo al conto alla rovescia?
Personalmente trovo maggiormente sensato conferire ad un modellino una posa più confacente possibile al soggetto originale, quindi trovo bella l'idea di mettere il barone Ashura in una postura particolare, però sarebbe stata migliore la medesima del disegno in copertina: inginocchiato in attesa degli ordini del Dottor Inferno.
La posa scelta per il modellino, invece, rende un po' arduo apprezzare la statuina, oltre al fatto che mi pare anatomicamente impossibile, almeno a me non riesce emularla, è anche vero che io non sono una mummia ermafrodita...
Come al solito mi pare che la testa sia venuta fuori un pelino piccola.
Stante che non posseggo una digitale particolarmente di qualità, è molto difficile fotografare la testolina, senza contare che non è possibile neppure effettuare una scan, visto quel pugno proteso in avanti, o indietro, in base ai punti di vista...
Ad occhio non si notano evidenti sbavature.







































