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Visualizzazione post con etichetta Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90. Mostra tutti i post
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lunedì 5 gennaio 2026

Per amore, per gioco, per forza... Televisione dei bambini e dei ragazzi: storie e analisi



TITOLO: Per amore, per gioco, per forza... Televisione dei bambini e dei ragazzi: storie e analisi
AUTORE: Marina D'Amato
CASA EDITRICE: VQPT ERI
PAGINE: 332
COSTO: 10 
ANNO: 1988
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 


Questo saggio di Marina D'Amato è uno studio approfondito sui programmi per bambini/ragazzi con dati ufficiali del novembre 1986 per i canali Rai 1, Rai 2, Canale 5, Italia 1, Rete 4, Euro TV.
Non sono trattati solo gli anime del periodo, ma anche i cartoni statunitensi come "Mask" o "He Man", i telefilm e i giochi a quiz per ragazzi.
Ovviamente io non sono un sociologo, quindi mi guarderò bene dall'entrare nel merito delle considerazioni dell'autrice, al massimo annoterò qualche imprecisione, che nel 1988 poteva anche capitare, visto che non esistevano né libri né il comodo web dove controllare, date, nomi, titoli etc. sulla trasmissione dell'animazione giapponese in Italia.

Con questo studio sono arrivato ad inserire ben 47 scritti che, a vario titolo e livello di approfondimento, toccarono la tematica animazione giapponese (qualche volta i manga in Giappone) in Italia dal dopo guerra ai primi anni 90 (fino a quando si sviluppò una saggistica di settore conscia dell'argomento).
L'etichetta riporta Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90, ma poi vi ho inserito titoli dal 1957 (prima o poi correggerò):


Una bella bibliografia già bella pronta per un saggio, spero sempre nella citazione  :]
Io nel novembre 1986 non seguivo più i cartoni animati giapponesi giornalmente, anche se alcune serie me le registravo/guardavo, ma non avevo il polso di cosa venisse trasmesso (compresi i cartoni made in Usa, che erano tornati di moda). Ergo questo studio è anche una interessante fotografia sui gusti/ascolti di quella fascia di età che nel 1986 faceva le elementari/medie.
Non sono presi in esame i programmi trasmessi dalle tv private locali, ma solo dai circuiti nazionali, Rai, Fininvest ed "Euro TV", che avevano un riscontro di ascolti su tutto il territorio nazionale.
Ho inserito più di 100 scan del saggio, ma ne avrei potute aggiungere altre, consiglio vivamente, a chi è interessato alla tematica, di comprarlo, è una lettura istruttiva.
Forse, piuttosto che inventarsi scoop definitivi sull'animazione giapponesi in Italia, basterebbe andarsi a cercare e leggere le fonti che già esistono.
Il saggio è in mio possesso da parecchi anni, ma un po' mi scocciava inserire così tante immagini di un singolo libro, seppur di 37 anni fa. 
Porre attenzione al numero della pagina, per capire quando queste sono consecutive e quando, invece, c'è stato un salto di pagine.
Le sottolineature in matita non sono mie, erano già nel libro.

giovedì 26 giugno 2025

Bambini & tivù , dati, riflessioni, esercizi e un questionario


TITOLO: Bambini & tivù 
AUTORE: Riccardo Bonancina e Marcello Frediani
CASA EDITRICE: Il Sabato
PAGINE: 96
COSTO: 5 
ANNO: 1987
FORMATO: 19 cm x 13 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 


Con questo breve saggio, che analizza l'offerta di programmi per bambini nel 1987, sono arrivato ad inserire ben 46 scritti che, a vario titolo e livello di approfondimento, toccarono la tematica animazione giapponese (qualche volta i manga in Giappone) in Italia dal dopo guerra ai primi anni 90 (fino a quando si sviluppò una saggistica di settore conscia dell'argomento).
L'etichetta riporta Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90, ma poi vi ho inserito titoli dal 1957 (prima o poi correggerò):


Ho scoperto man mano che alcuni di questi titoli erano presenti nella bibliografia di saggistica su anime e manga, una parte non minoritaria penso di averli scoperti io, resta che la panoramica qui esposta è consultabile solo su questo blog. 
Strano che ancora nessuno l'abbia inserita in contenuti a pagamento sfruttando la ricerca altrui  :]
Il motivo originario per cui ho iniziato questa tipologia di ricerca, fu la curiosità di capire se le imprecisioni e i pregiudizi che si ritrovano in gran parte degli articoli della carta stampata fino alla fine degli anni 80 fossero dovute solo alla fretta di mandare in stampa un quotidiano, anche se poi le ritrovavi pure in settimanali, mensili, bimestrali e semestrali... 
Forse con un po' più di calma nel dover scrivere un saggio o un contributo di un saggio, oppure avendolo scritto dopo il 1982/1983, quindi non più all'esordio dell'animazione seriale e cinematografica animata nipponica in Italia, gli autori riportavano meno imprecisioni e pregiudizi?
La risposta la si potrà desumere consultando le pagine che ho inserito di ogni libro dove si tratta di anime e qualche volta di manga.
Di certo in questo "Bambini & tivù" del 1987 (attenzione, 1987, non 1979) alcune topiche sono state reiterate, come l'uso del computer e il fatto che l'animazione giapponese che noi abbiamo visto dal 1978 fosse prodotta solo per l'esportazione all'estero, mentre le serie di qualità i giapponesi se le tenevano per loro...
Di solito non inserisco completamente un libro, ma solo le parti che trattano di animazione giapponese o manga, stavolta, però, oltre al fatto che il libro ha solo una novantina di pagine, la tematica è esclusivamente quella dei programmi televisivi offerti da "Rai 1", "Rai 2", "Canale 5", "Italia 1" e "Rete 4" ai bambini, con tanto di interventi di diretti interessati (tra gli altri Alessandra Valeri Manera, Luciano Scaffa, due presentatori di "Bim Bum Bam") e vari esperti (più o meno a caso).
Io nel 1987 ero già grandicello e quindi non seguivo le serie animate citate, anche se mi capitava di registrare anime un po' meno infantili oppure vecchi anime riproposti da piccole tv private.
Non seguivo più neppure "Bim Bum Bam" (tranne forse una volta che ritrasmisero "Lady Oscar") o altre trasmissioni per bambini citate, però, magari, altri appassionati un pelino più giovani (e che quindi non hanno vissuto il "first impact") potranno trovare interessante lo scritto.

L'indice elenca, oltre ai temi trattati, i partecipanti al dibattito svoltosi il 22 maggio 1987 a Milano.
Quattro i protagonisti diretti dei programmi per bambini, Paolo Bonolis, Emanuela Blanchard, Maurizio Nichetti e Cino Tortorella. Devo dire che i tre loro scritti, visto che Paolo Bonolis ed Emanuela Blanchard pare parlassero ad una voce sola, non apportano nulla di interessante.
Il contributo di Alessandra Valeri Manera mi è sembrato il più rivelatore, in quanto tocca l'argomento adattamenti e censure prima che fossero un tema polemico dei fans, ma comunque è stata l'unica che esponeva le sue idee citando ciò che trasmettevano e come.
Luciano Scaffa si è mantenuto, invece, sui massimi sistemi, il solito modo per non dire quasi nulla.
Il semiologo Francesco Casetti tratta più in generale l'uso del mezzo televisivo.
Anna Maria Natale è la voce del "Sindacato delle Famiglie", immagino uno di quei gruppi che tempestavano di telefonate l'ufficio Fininvest di Alessandra Valeri Manera quando vedevano mezza mutandina, un po' di sangue oppure Lupin III che fumava. 
E' lei, la Natale, che inanella la maggior parte di topiche nel libro, cioè... in pratica son tutte sue   :]
In altri punti il suo ragionamento può anche essere, magari, sensato, ma quando tocca l'argomento "cartoni animati giapponesi", si vede che le si gonfia la vena.  
Tra l'altro mi chiedo in base a cosa si autonominassero "Sindacato delle Famiglie"... di tutte le famiglie d'Italia?   >_<

domenica 27 aprile 2025

Il cinema d'animazione


TITOLO: Il cinema d'animazione
AUTORE: Walter Alberti
CASA EDITRICE: Edizioni Radio Italiana
PAGINE: 226
COSTO: 10 
ANNO: 1957
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 


Con questo saggio della "Edizioni Radio Italiana", cioè la pre "ERI RAI", ho postato ben 45 libri che ho catalogato come "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", anche se poi vi ho inserito anche saggistica pre 1978, con questo torno indietro fino al 1957!


Questa saggistica di tematica varia tratta l'animazione giapponese e i manga prima della nascita negli anni 90 di una saggistica di settore, in gran parte di questi scritti gli anime e/o i manga sono citati solo di sfuggita, ma trovo interessanti due aspetti:
a) capire quali potessero essere le fonti informative dei giornalisti che scrivevano sui/dei cartoni animati giapponesi su quotidiani, settimanali e mensili dal 1978 in poi; 
b) capire se, senza l'assillo di dover scrivere un articolo di fretta per un quotidiano, dovendo occuparsi di un libro, quindi con più calma, se gli autori riuscivano a dare delle informazioni più corrette rispetto alla carta stampata.

Rispetto al punto "a" ho capito che, seppur le informazioni dal 1978 non fossero moltissime, qualcosina era stato pur pubblicato, quindi, volendo, si sarebbero potute scrivere meno imprecisioni. Oltre al fatto che nulla avrebbe vietato ai giornalisti di contattate una qualche fonte nipponica che svelasse i contorni meno chiari dell'industria animata giapponese.
Per quanto riguarda il punto "b", direi che a grandi linee, dal 1978 in poi, il preconcetto contro l'animazione giapponese era così radicato, che anche sui libri trovavi scritte le medesime imprecisioni o bufale che si leggevano sulla carta stampata.
Più interessanti, forse, i brevi contenuti presenti nei libri fino al 1978 (sei, compreso questo), quando ancora l'invasione animata nipponica in Italia non era esplosa, quindi chi scriveva si limitava a riportare solo le informazioni che aveva rinvenuto, senza dover portar aventi una crociata.
Questo saggio di Walter Alberti è il più vecchio che io fino ad oggi ho postato, le pagine dedicate all'animazione cinematografica giapponese sono solo tre (due di scritto), ma l'arco temporale del saggio termina al 1956 (inizia nel 1832).
Alla fine del post inserisco, come sempre , l'indice del saggio, in modo che ognuno potrà valutare il suo contenuto in base ai propri interessi animati, per parte mia inserisco, ovviamente, solo le pagine inerenti il Giappone.


"La nave fantasma" di Noburo Ofuji non venne mai distribuito nei cinema nostrani, ma viene trattato in un successivo articolo del 1965 su "La Rivista del Cinematografo":

Si può notare che l'accostamento della tecnica di Lotte Reiniger a Noburo Ofuji è presente sia nell'articolo del 1965 linkato qui sopra, che nel primo libro dell'elenco, cioè "Storia del cartone animato" di Enrico Gianeri (Gec).
Quindi la fonte originaria fu questo libro?

domenica 20 ottobre 2024

Annuari 1978/1979/1980 con i fatti del 1977/1978/1979 "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio" - focus su televisione e radio, videogiochi, cinema, musica

Dopo gli "Almanacco d'Italia AGE" (con i fatti degli anni 1978-1979-1980-1981" e gli "Annuario degli avvenimenti Enciclopedie Rizzoli" (con i fatti dal 1976 al 1982) ho scovato un'altra fonte che trattò l'animazione giapponese all'interno del resoconto delle notizie dell'anno, gli Annuari della "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio".
Rispetto alle due fonti già proposte (Age e Rizzoli) la "Curcio" si posiziona a metà, sia come livello informativo sia come fattura dei volumi. In pratica la pubblicazione della Rizzoli, immagino anche grazie al supporto dei giornalisti del gruppo, resta inarrivabile sia come completezza del panorama informativo generale che di quello particolare inerente questo blog, tra cui l'animazione giapponese in Italia. I volumi della Rizzoli restano anche di formato maggiore e di fattura migliore.
La pubblicazione Age resta la più scrausa, sia a livello informativo generale che particolare per questo blog, con un formato che è il più piccolo ed una fattura esteticamente molto al risparmio.
I volumi della Curcio sono di formato un po' più piccolo rispetto a quelli della Rizzoli (24 cm X 20 cm contro 27cm X 21 cm) e con meno pagine, ma di formato più grande rispetto a quelli della Age (20 cm X 13 cm), sebbene quelli della Age contengano più pagine.
Gli Annuario Curcio hanno una copertina imbottita in finta pelle molto vintage, ma preferisco i Rizzoli, son più da volume bibliotecario   :]
Partendo dal presupposto che gli "Annuari Rizzoli" li considero i più esaurienti, per illustrare in due post (tre annuari per ogni post) della Curcio mi son limitato alle scan delle pagine sulla televisione (e radio) e degli argomenti che toccano solo l'animazione giapponese in Italia, omettendo anche la pagina sui fatti del Giappone, tanto son quasi le stesse notizie presenti in quelli della Rizzoli. Stesso discorso per il Cinema, mentre per gli "Annuari Rizzoli" avevo messo tutti gli anni con i commenti sull'annata cinematografica, per la Curcio l'ho inserita solo quando vengono citati i cartoni animati giapponesi. Non ho inserito neppure la cronologia del fatti accaduti, basta quella della Rizzoli. 
In pratica ho voluto evitare la solita grandinata di scan   ^_^
Per esempio negli "Annuari Curcio" non sono mai citati i fumetti in generale o l'editoria per ragazzi, cosa che capita in quelli Rizzoli, che era più elastica riguardo ai temi trattati. Quando un tema aveva fatto notizia in Italia, negli "Annuari Rizzoli" veniva inserito, sacrificando un altro che magari era presente l'anno (o gli anni) precedente e il cui interesse era scemato.
Gli "Annuari Curcio" sono più ripetitivi come temi trattati, comunque inserisco sempre il sommario, tanto per rendere l'idea dei focus inseriti oltre alle classiche notizie di politica interna, estera, economica etc. etc.
Per chi volesse recuperarli, magari le annate che io non ho preso, avviso che il prezzo resta medio basso, più che altro bisogna avere la fortuna di trovare un venditore che renda disponibile più annate contemporaneamente.
L'anno presente in copertina è quello di uscita del volume, quindi i temi trattati sono quelli dell'anno precedente:
il volume del 1978 tratta le notizie del 1977;
il volume del 1979 tratta le notizie del 1978;
il volume del 1980 tratta le notizie del 1979.

In pratica ho sempre trovato delle citazioni sull'animazione giapponese in Italia, tranne per il primo volume, cioè quello del 1978 con i fatti del 1977, e se fosse capitato sarebbe stato un bello scoop   ^_^
Il volume che più riporta notizie sui cartoni animati giapponesi in Italia è quello del 1980, con i fatti del 1979, tanto che lo inserisco nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90".
Nel prossimo post gli altri tre "Annuari Curcio con gli anni 1981, 1982 e 1981 (fatti del 1980, 1981 e 1982).


Ho provato a prendere anche il volume del 1978 con i fatti del 1977, tanto per provare a vedere se scovavo qualche accenno sugli anime, in fondo in Italia già vedevamo "Vichy il vichingo" e i Barbapapà, benché non fosse esplicitato che la loro produzione era giapponese.
Purtroppo non  ho trovato nulla, quindi di questo volume inserisco esclusivamente le pagine che trattano di "Televisione e Radio".




L'introduzione dell'editore spiega sia il periodo informativo trattato, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre 1977, ma in generale il senso della pubblicazione, che era anche relativamente giovane, essendo questo solo il quinto volume.
E' interessante leggere lo spirito con cui vennero decise le informazioni da inserire e quelle da omettere, stante che non si poteva riportare TUTTI i fatti accaduti in un anno:
"Seguendo infatti un organigramma continuamente aggiornato e applicando all'indagine una metodologia obiettiva e sempre subordinata alla dialettica del momento, abbiamo cercato di dare al Lettore ciò che è essenziale, sfrondando i fatti dalle impressioni superflue: ci siamo, cioè, sforzati di individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce."

Ci sarebbe da opinare su quel "sfrondando i fatti dalle impressioni superflue", visti i giudizi sostanzialmente quasi sempre negativi sui cartoni animati giapponesi, nonostante le poche righe concesse, talvolta solo accenni, ma accenni negativi.
In generale resta assai pretenzioso, oltre che assai arduo da porre in atto, il voler individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce".

Ovviamente per i fatti più importanti la scelta delle notizie era semplice, non si può omettere il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro o la rivoluzione di Khomeini, ma è quando si "scende" ad argomenti meno importanti che il tutto diviene più difficile:
quale programma avrà cambiato veramente la televisione italiana per ragazzi? 
I Muppet o "Atlas Ufo Robot"?

sabato 14 settembre 2024

"Almanacco d'Italia AGE" anni 1978-1979-1980-1981


Ogni tanto posto qualche esempio sui dietro le quinte dei miei acquisti di materiale editoriale vario, quelli che chiamo "buchi nell'acqua", che lo possono essere economico e/o volumetrico.
Per ricordare che per ogni post di un qualcosa che può essere considerato interessante (magari dalla nicchia della nicchia di appassionati), ci sono tanti altri non post di materiale che si è dimostrato inutile o quasi del tutto inutile. Ergo, venire su questo blog per trarre informazioni e spunti, magari per inserirli in supporti editoriali a pagamento, senza avere la simpatia di citare la fonte originaria, non è il massimo della correttezza, visto che tutto il lavoro te lo ha fatto un altro  ^_^
Ovviamente la questione vale per tutti gli appassionati che inseriscono le proprie collezioni varie, comprate a suon di soldoni, gratuitamente sul web, ma anche coloro che inseriscono informazioni di varia natura sull'animazione giapponese, compresi i vecchi forum e le pagine di FB.
Nella mia ricerca di articoli o libri che trattarono l'animazione giapponese dagli anni 60 ai primi anni 90, mi capita di andare un po' a tentativi, talvolta posso avere una minima traccia che una testata specifica o un libro contenga le informazioni che mi potrebbero interessare, altre volte vado a caso.
Quando acquistai i sette volumi dell'Annuario Rizzoli andai completamente a caso ed il risultato finale fu abbastanza sodisfacente, venivano citati sia gli anime che altre tematiche che posto sul blog, ma in generale era riportato il panorama dell'evolversi del mondo televisivo e cinematografico del periodo. Tra l'altro i volumi della Rizzoli sono anche belli da esporre, cosa che ho fatto subito.
Quindi ho provato a cercare altro materiale simile, e mi sono imbattuto negli "Almanacco d'Italia AGE", anch'essi dal costo basso come gli "Annuari Rizzoli", acquistando i volumi degli anni con i fatti dal 1978 al 1981.
Purtroppo è stato uno dei tanti "buchi nell'acqua"... che ha aumentato pressoché inutilmente il volume di carta che mi ritrovo in casa, infatti i quattro libri nel loro insieme pesano 3656 grammi, con il solo volume con i fatti del 1978 che pesa 1058 grammi... e sono pure brutti come fattura  ^_^
In pratica ho trovato solo un trafiletto che nel volume del 1980 con i fatti del 1979, che informava sulla serie di Remi, nulla su Goldrake in nessuno degli altri volumi o su qualunque altro cartone animato giapponese.
C'è da dire che il formato di questi annuari Age è di minor grandezza, circa la metà, ergo molto meno spazio, ma mi ha sorpreso l'assenza della tematica "cartoni animati giapponesi". Mancano, comunque, articoli di commento generale, presenti negli "Annuari Rizzoli" e le informazioni vertevano in generale più sulla politica, largo spazio ai provvedimenti delle giunte regionali o alcuni ministeri...
Per ogni volume ho inserito l'indice generale, tanto per dare un'idea dei temi trattati, poi ci sarebbe stato un indice un po' più particolareggiato, ma alla fine non cambiava il risultato finale: 
non c'è nulla che mi interessi...

In un paio di occasioni si cita "Guerre Stellari", ma poca roba.


Per non archiviare nel "completamente inutile" questo mio acquisto da tre chili e rotti, inserirò il volume del 1980 con i fatti del 1979, in cui c'è la mini citazione di Remi, nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", benché in altri casi io non vi abbia inserito altri libri che riportavano mini citazioni simili.
Ergo, con questo volume della AGE, sono arrivato a 43 libri che a vario titolo e lunghezza si occuparono di animazione giapponese in Italia dagli anni 60 alla metà del anni 90, direi una bella bibliografia per chi vorrà usufruirne   ^_^  (e ne ho altri)



La parte del volume che riportava i fatti inerenti lo spettacolo accaduti nel 1979 testimonia per il 22 ottobre 1979 (giorno giusto) l'esordio di Remi, si parla anche degli occhialini in 3D (se ne parla pure in questo post e nei suoi commenti: "Il paese incantato").
La cosa divertente è che il titolo recita "Sulla Rete Uno un nuovo personaggio giapponese", quindi ve ne erano anche di "vecchi" di personaggi giapponesi? 
Solo che mai prima di questo trafiletto (e mai dopo) questi "Almanacchi d'Italia" della AGE ne avevano mai trattato... sembra quasi che si siano svegliati da un torpore informativo per poi tornare a dormire, e neppure lo tsunami mediatico dell'aprile 1980 contro i cartoni animati giapponesi li desterà, visto che nel volume del 1981 con i fatti del 1980 non vi è traccia delle polemiche contro gli anime.

mercoledì 24 luglio 2024

Annuario 1980 degli avvenimenti 1979 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, giochi, infanzia, musica, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno





Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1980, i fatti avvenuti dal 1° dicembre 1978 al 30 novembre 1979.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.

L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.


Nei numeri precedenti è sempre stata presente la tematica "Collezionismo", per questa annata venne cassata, come non c'è la "Fantascienza", presente solo nel numero precedente, ma in "Infanzia" viene trattato l'argomento "cartoni animati giapponesi e in "Musica" c'è un breve accenno alle sigle.
Il volume l'ho inserito nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90" proprio in virtù dell'articolo presente nella tematica "Infanzia", dove viene analizzata l'influenza dei personaggi televisivi (cioè Goldrake e Heidi) sui bambini.
Inoltre, nella parte in cui si propongono i fatti inerenti il Giappone, penso per la prima volta un commentatore coglie l'importanza dei cartoni animati per veicolare la cultura nipponica nel mondo.
Ovviamente la "Musica" c'era in tutti i volumi precedenti, ma solo stavolta rientra nella sfera di interesse del blog con la citazione delle sigle dei cartoni animati giapponesi. In realtà è poca cosa, ma considerando la quantità sterminata di fatti accaduti in Italia e nel mondo, due righe vanno considerate di maggiore valore rispetto alla consistenza dello scritto in sé, perché implica che il fatto è stato abbastanza degno di nota da essere "salvato" nell'annuario Rizzoli.



Son quattro volumi che il cinema è in crisi, qualcosa mi dice che lo sarà anche nei prossimi  ^_^
Da notare che la redazione dell'Annuario Rizzoli riportava che poco si conosceva della crisi del cinema in URSS e in Giappone, ma mentre è più che comprensibile l'assenza di dati riguardo una dittatura, probabilmente l'assenza di informazioni dal Giappone poteva essere causata dalla lingua e dalla non conoscenza di quali canali nipponici interpellare per sapere i dati di afflusso del pubblico nei cinema.
Questo ci fa capire, abituati oggi a sapere quasi tutto su tutto (almeno superficialmente), quanto fosse poco agevole avere e/o capire come avere informazioni dal lontano Giappone, in primis per l'animazione.
Ovviamente la tv diventa "quel maligno occhio grigiastro", grigiastro in quanto gli apparecchi tv in bianco e nero erano ancora la maggioranza. Esso rubava gli spettatori al cinema, ma non i giovani. Infatti io ci andavo spesso, fosse un film di fantascienza proiettato in prima visione in piazza del Duomo a Milano oppure un film (di montaggio) d'animazione giapponese in terza visione nella mia città di periferia.

venerdì 7 giugno 2024

"Domenica del Corriere" articoli vari annate 1977/1978/1979


Questo post ha il medesimo scopo personale del precedente su "Il Giornalino", poter riporre in altro loco una serie di riviste che avevo in casa a prender polvere in attesa di postarne i vari contenuti. Con la sostanziale differenza, rispetto alla rivista per ragazzi di relativamente recente acquisizione, che le annate 77, 78 e 79 della "Domenica del Corriere" furono il mio primo acquisto in blocco accaduto anni ed anni addietro.
Come per il post con vari articoli de "Il Giornalino" il risultato finale sarà un po' caotico, con vari argomenti in parte senza nesso tra di loro, ma dovevo assolutamente immagazzinare queste riviste  ^_^

P.S.
E non ho finito post simili!  :]

P.P.S.
Così, forse, meglio si potrà comprendere cosa voglia dire e quanto possa costare fare ricerche come le mie (e di altri), e perché mi secca trovare gli inutili e vetusti contenuti riesumati da me in altri lidi a pagamento.


Essendo un articolo del 24 marzo 1977, si viveva ancora una televisione che trasmetteva programmi per ragazzi pre era goldrekkiana, quindi quello che ci veniva elargito era tutto grasso che colava, non c'era molta scelta:
"O così o pomì" (cit. pubblicitaria)  ^_^

Non che non sia affezionato a "Supergulp!", ma le opzioni erano questo e/o "Scacciapensieri" e poco altro...
Lo ammetto, io aspettavo spasmodicamente l'appuntamento settimanale con "Supergulp!" per il cartone dell'Uomo Ragno, tutto il resto variava dal molto simpatico (Nick Carter o il "Gruppo TNT") al "che noia" (il resto dei fumetti di matrice italica/europea).

giovedì 9 maggio 2024

I Disegni Animati - Serie X n° 3 "Enciclopedia del tempo libero"



TITOLO: I Disegni Animati - Serie X n° 3 "Enciclopedia del tempo libero"
AUTORE: Piero Zanotto
CASA EDITRICE: Editrice Radar Padova
PAGINE: 62
COSTO: 5€
ANNO: 1968
FORMATO: 23 cm X 20 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN:


In questo post sulla "pre-saggistica" sugli anime, oltre ad un nuovo titolo, ho inserito nell'elenco un libro del 1981 che postai nel 2014, molto prima di creare l'etichetta apposita, e che mi era sfuggito nella massa di post generali:

Quindi con l'aggiunta del libro linkato qui sopra si passa a 40 titoli, e con quello postato oggi a 41, un numero abbastanza esorbitante.
Alla luce degli ultimi inserimenti dovrei modificare l'etichetta da "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90" a "dagli anni 60", visto che anche questo post riesuma, riporta alla luce, dissotterra, disseppellisce un libro pubblicato nel luglio 1968, facendo arrivare i titoli degli anni 60, che trattarono al proprio interno più o meno approfonditamente l'animazione e/o il fumetto nipponico, al numero di tre.
Mentre "Storia del cartone animato" (1960) e "I primi eroi" (1962) sono titoli abbastanza conosciuti (il secondo è molto citato), questo "I disegni animati" a cura di Piero Zanotto penso di averlo riesumato, riportato alla luce, dissotterrato, disseppellito in solitaria  ^_^
Mettere assieme tutti questi titoli permetterebbe, a mio avviso, di creare un bel capitolo che tratti di come era vista l'animazione e il fumetto giapponese dalla saggistica italiana prima che si sviluppasse la saggistica italiana di manga ed anime.
Nel caso, se mai capiterà, sarebbe gradita una citazione   ^_^




Debbo spiegare che questo libro, il numero tre della decima serie, faceva parte di una collana enciclopedica per ragazzi a tema "tempo libero", pubblicata dalla casa editrice "Editrice Radar Padova". Gli argomenti trattati erano veramente vasti, dalla storia alla geografia, dall'arte allo sport.
Riporto qui sotto quello che si può leggere in quarta di copertina:
"L'attenzione che da più parti si presta ai mezzi di comunicazione più diffusi ed agli sport più noti, di cui questi volumetti intendono offrire un agile panorama, non sarà sterile e superficiale solo se avvierà i ragazzi a quella lucida consapevolezza di cui si nutre il discernimento critico. I ragazzi riusciranno ad essere autentici protagonisti del loro tempo libero se sapranno fronteggiare le suggestioni degli sport e degli spettacoli di massa con strumenti adeguati."

Direi che la mission era ambiziosa, è un peccato che probabilmente nessuno dei giornalisti che dal 1978 in poi massacrarono i cartoni animati giapponesi, nel 1968 avesse letto "I disegni animati" di Piero Zanotto o, comunque, non si ricordasse cosa venne stampato in quarta di copertina dei volumetti:
"I ragazzi riusciranno ad essere autentici protagonisti del loro tempo libero se sapranno fronteggiare le suggestioni degli sport e degli spettacoli di massa con strumenti adeguati."

Una delle giustificazioni per gli sproloqui di tanti giornalisti nei loro articoli sui cartoni animati giapponesi è che nel 1978 le informazioni su questo argomento fossero poche, e se è pur vero che comunque il giornalista avrebbe avuto il dovere di andare a cercarsele le informazioni poco note, alla luce di questi libri, in parte cade pure la scusa del "noi non sapevamo"   ^_^

Questa enciclopedia del tempo libero era diretta da Orio Caldiron, che in un paio di casi si occupò di animazione giapponese:





Il volumetto presenta un capitolino in cui viene trattata l'animazione giapponese (con qualche citazione di quella cinese), al cui interno (quarta ed ultima pagina) c'è pure un breve accenno al fumetto "Il ribelle immortale" di Sampei Shirato, "autentico best-seller in Giappone", da cui vene tratta una "cinefotografia dei quadretti disegnati"!
Un giovane giornalista, magari un po' curioso, che da ragazzino nel 1968 avesse letto questo capitolino, avrebbe potuto approfondire queste informazioni scoprendo i manga già nel 1978   :]
Il capitolo inizia con il "pinocchio giapponese", citando direttamente il saggio di Enrico Gianeri pubblicato nel 1960, probabilmente per le informazioni più vecchie si basò su quel saggio.