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6 annunci della trasmissione dei "Superboys" da agosto a settembre 1982
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"Quaracquoquè, Telepaperone adesso c'é", di Enzo di Mitri - La Notte 14 gennaio 1982 + "Zio Paperone e i furti in diretta" - Topolino 1363 del 10 gennaio 1982


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"Mappa dell'editoria periodica per ragazzi in Italia", di Gianni Bono - "Andersen il mondo dell'infanzia" n° 3 aprile/giugno 1983 (rivista Candy Candy + Cartoni in TV)


venerdì 11 agosto 2023
"Zio Paperone e il ponte di Messina" + articolo "Il ponte di Messina? Ci pensa Paperone!", di Franco Fossati - Topolino n° 1401 del 3 ottobre 1982
mercoledì 29 settembre 2021
"Paperopoli il grande gioco degli affari d'oro" - Mondadori (1973?)
"Ecco l'ultimo, originale e impegnativo gioco che s'ispira a Paperon de' Paperoni, l'affarista per eccellenza. Paperopoli è il gioco della Borsa e degli investimenti. A ciascun giocatore vengono distribuiti soldi, schede e titoli azionari dei sei principali settori degli affari:
lunedì 2 maggio 2016
I cartoni animati giapponesi su Topolino: prima parte - anni 1979/80/81

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QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Assieme alle riviste tv, una delle fonti informative sugli anime di noi bambini era di certo Topolino, che talvolta ci andava giù un po' duro coi concorrenti cartoni animati giapponesi (numero 1181 e numero 1273), ed in altri casi si limitava a dare informazioni sul successo o sul ritorno di una serie animata. Spesso questi trafiletti fungevano da articoli di anteprima, fatto che li rende utili per risalire alla loro prima trasmissione italica.
Non è mia intenzione fare un elenco esaustivo di questi articolini, e ringrazierò chi vorrà darmi info su altri numeri che mi sono sfuggiti, mi limito a postare quelli che ho recuperato.
Quasi sempre questi trafiletti comparivano nella rubrica "Sette giorni tv", che in seguito cambierà nome, ma sarà spesso curata da Paola Penni.
Per quanto siano composti da poche righe, sovente vi si trovano notizie abbastanza curiose, oppure errori più o meno importanti, dovuti all'imperante mancanza di informazioni che vigeva in questo campo.
Nell'articolino sopra, "Mazinga Z: il superdifensore", del Topolino numero 1260 (20 gennaio 1980), mi ha colpito il fatto che l'inabile pilota del robottone sia chiamato Koji Kabuto, quando nel cartone era stato ribattezzato Ryo. Considerando che la prima puntata andò in onda lunedì il 21 gennaio 1980 (vedi scan appena sotto del relativo "TV Sorrisi e Canzoni" n° 3 in mio possesso), che era anche la prima puntata della nuova trasmissione contenitore "3, 2, 1... contatto!", sarebbe curioso capire dove Paola Penni trovò il nome originale. Anche perchè, fin dalla sinossi della seconda puntata di martedì 22 gennaio, compare già Ryo (o Rio) Kabuto.
Erronea, in questo caso, l'impressione che il Dottor Inferno sia uno dei nemici di Mazinga Z ("... tra questi il più accanito è il Dottor Inferno..."), quando è, in realtà, l'unico nemico della storia. Certo, alla fine della serie comparirà il duca Gorgon, ma sinceramente mi rifiuto di credere che Paola Penni avesse visionato tutte le puntate :]
Metto la copertina del Topolino con il primo articolo su Mazinga Z, e aggiungo un altro articolino presente in questo numero, che non riguarda gli anime, ma la prima apparizioni italiana del "Dottor Who".
domenica 18 ottobre 2015
Marco Polo Dragonda - Clem Toys 1982
Lo sceneggiato televisivo "Marco Polo" fu un adattamento del romanzo di Maria Bellunci, dove l'autrice rivedeva in chiave più moderna le avventure del mercante veneziano. Curiosamente il gioco in scatola "Marco Polo Dragonda" si rifà allo sceneggiato Rai solo per le immagini in copertina, per il resto prende l'avventura di Marco Polo come ispirazione generale per sviluppare un gioco di avventura, dove accumulare "esperienza" conta più che arricchirsi. Infatti all'interno del gioco, tra istruzioni, carte, tabelle e mappa di gioco non c'è una sola immagine dei personaggi Rai. Inoltre nella mappa di gioco ci sono luoghi che mi pare che il Marco Polo televisivo non raggiunga mai, come Nagasaki e Manila, tanto per citarne due. In pratica la confezione sfruttava lo sceneggiato a scopi pubblictari, utilizzando massivamente a tal fine anche i Topolino del periodo. Questo grazie ad un concorso ad hoc che collegava direttamente l'acquisto del gioco e Topolino, in cui erano messi in palio più viaggi in Cina, su cui mi soffermerò dettagliatamente in seguito.
Edit del 24/10/2015:
In fondo ho aggiunto le scan del Topolino 1412
Qua sotto una pubblcità su Topolino dell'autunno 1982.
Si noti che la Clementoni ha cambiato il nome in un più moderno ed anglofono "Clem Toys", io preferivo il vecchio nome con le vecchie confezioni tanto fantasiose e ben disegnate.
Il gioco in se non era brutto, era differente dalla media dei giochi in cui ci cimentavamo nel periodo, erano i primi giochi in scatola da un po' più grandicelli, però rimanevi stupito dal non ritrovare al suo interno nessuno degli elementi dello sceneggiato.
Non c'era neppure Spack senza orecchie a punta! ^_^
Furono i primi impatti con il marketing... ah no, il secondo o il terzo... forse il quarto:
Guerre Stellari - Il grande gioco di fantascienza - Editrice Giochi 1977
L'Uomo Ragno e i Fantastici 4! - Editrice Giochi 1978
lunedì 16 febbraio 2015
Goldrake sulle pagine di Topolino, ovvero da "Uffa Robot" ad "Atlas Ufo Robot" con finale poetico - anni 1978/79/80
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Oltre ad un paio di articoli dedicati espressamente a Goldrake ( "Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot " e " Mazinga, Dragun, Goldrake "), il waltdisneyano settimanale Topolino informava regolarmente i giovani lettori dei programmi televisivi della settimana corrente nella rubrica "7 giorni di TV".
In questa breve carrellata mostro alcuni numeri di Topolino che contengono piccoli articoli su Goldrake, ma in post futuri anche sugli altri anime arrivati in Italia in quegli anni.
Nel numero 1166 del 2 aprile 1978, quindi la settimana dell'esordio tv di Goldrake, si può notare Atlas Ufo Robot nella programmazione sulla Rete 2 alle 18,45. A dire il vero non era proprio quello il titolo... che era incredibilmente sbagliato, oltre che ridicolo: "Uffa Robot".
Forse una inconscia speranza della Walt Disney che i nuovi cartoni animati (giapponesi) fossero noiosissimi (per quanto io vi sia affezionato) come quelli italiani?
Più logicamente si può immaginare che fu un grossolano errore di comunicazione del titolo, non un refuso, in quanto è ripetuto per tutti i giorni in cui Goldrake era trasmesso. Quando nei mesi successivo il successo di Atlas Ufo Robot si dimostrò devastante, Topolino dovette prenderne atto e, pur cercando di infangare le capacità artistiche degli autori dell'anime robotico (vedi il primo articolo linkato sopra), non poté evitare di pubblicare un minimo di notizie.
Il successo fu così spiazzante che in seguito Topolino, oltre a pubblicarne il titolo corretto, arriverà a inserire nelle sue pagine addirittura una poesia su Goldrake, scritta da una giovane lettrice.
Comunque è meglio andare per ordine, ed iniziare con il Topolino numero 1166 del 2 aprile 1978:
domenica 4 maggio 2014
"Mazinga, Dragun, Goldrake" - Ovvero, quanti padri ha Goldrake? Topolino 1273 del 20 aprile 1980
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Fin i latini ci avvertivano di questo: "Mater semper certa est, pater nunquam".
Quindi non sorprende che la paternità di Goldrake sia per i giornalisti italiani materia incerta.
Go Nagai? Si, ma solo nel 1982 Vittorio Zucconi svelerà alla massa il nome del vero padre di Goldrake e soci: La parola al papà di Mazinga.
Il 12 aprile del 1980 su "La Stampa" si poteva leggere un articolo che spacciava Toshio Katsuta come papà di Goldrake: Goldrake da Tokyo con amore.
Il 20 aprile (solo 8 giorni dopo) su Topolino la paternità di Goldrake viene affibbiata all'inconsapevole Tadanao Tsuji.
Se l'autore (sconosciuto) di questo articolo su Topolino avesse letto "La Stampa" della settimana prima gli sarebbe venuto qualche dubbio, o magari no?
"Dragun", chi è costui? Direi il Getta Dragon detto alla bergamasca.
Il tono di questo breve articolo non è molto amichevole, simile ad uno precedente in cui si accusavano i "cartoni animati giapponesi" di essere fatti col computer, in sequenza si può leggere: "Ossessivo, implacabile, ineluttabile, novello pifferaio di Hamelin, quotidiana dose, mania collettiva, affaristi, quarantena".
E' comprensibile che la Walt Disney Italia non apprezzasse molto il successo degli eroi nipponici, però dar loro degli "affaristi nati" merita un bel "da che pulpito!".
Negli articoli giornalistici che ho raccolto fino ad ora ho notato spesso che gli anime venivano associati a termini che di norma si utilizzavo per le droghe, e questo non faceva eccezzione: "... li trasporta davanti al video mantenendoli incollati per la quotidiana dose di avventure".
L'autore ci informa che il successo dei "cartoni animati giapponesi" è mondiale, tranne, però, in Germania, dove sono stati messi in quarantena, il perchè non ci viene svelato.
Da Wikipedia: La quarantena è un isolamento forzato, tipicamente utilizzato per limitare la diffusione di uno stato pericoloso (spesso una malattia).
Infine al povero Tadanao Tsuji è data la colpa di questa "mania collettiva", in quanto inventore di Goldrake. Comunque Tadanao Tsuji ebbe un ruolo importante alla Toei, ed in tutti quei primi cartoni robotici, in particolare in Goldrake curò i fondali con l'incarico di designer.
sabato 15 marzo 2014
"Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot" - "Affaire computer" - Topolino 1181 del 18 luglio 1978
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Il contenuto non è che sia sconvolgente, ci si limitava ad annunciare con un certo anticipo che l'autunno successivo sarebbe tornato l'amato eroe robotico, però i due articolisti riescono a dare il meglio del meglio in pochissimi righe. Nonostante fossero in due per redarre due colonnine, e quindi, forse, potevano dividersi il lavoro cercando qualche fonte informativa diretta, riescono a disinformarci benissimo.
Penso che questo sia uno dei primi casi in cui si inizia a far veicolare la notizia che i cartoni animati giappnesi siano fati al/col computer, al post linkato un esempio di come questo articolino verrà in seguito emulato alla grande:
L'affaire "cartoni animati giapponesi" fatti col computer



















