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domenica 28 giugno 2026

6 annunci della trasmissione dei "Superboys" da agosto a settembre 1982

 


Ho pensato di cavalcare un po' la febbre del mondiale di calcio, oltre ai due post sul "Subbuteo" (link 1 - link 2) e a quello sul vinile dei "Superboys", mi pare il caso di riesumare i brevi scritti che ne annunciarono la messa in onda su "Italia 1" tra l'agosto e il settembre del 1982.
Quella visione televisiva non penso fu la prima in assoluto, perché io li vidi per la prima volta su "Milano TV", che non fece mai parte del circuito di "Italia 1". E di certo non comparirono per la prima volta all'interno di "Bim Bum Bam".

Edit del 3 luglio 2026:
Inserisco un paio di link a miei post per confermare che la serie fu trasmessa qualche mese prima della visione fininvestiana:


Il primo articolino di lancio in anteprima è quello qua sopra:
"Arrivano i Superboys" - "La Gazzetta del Mezzogiorno" 6 agosto 1982

La squadra passa dall'essere giapponese a yankee, il protagonista da Shingo Tamai a Soccer Boy, questi errorini si trascinarono per tutti e sei gli scritti che mostro. Posso immaginare (o forse l'ho letto da qualche parte) che la brochures di accompagnamento della serie riportasse già questi errori, ma vado ad intuito.



Il 2 agosto tocca a "La Notte":
"Ragazzi: tra le novità il calcio a cartoni animati", di M. R.  "La Notte" 23 agosto 1982

Stavolta c'è pure il disegno Dio del calcio Shingo Tamai, ma la squadra resta statunitense.


sabato 3 gennaio 2026

"Quaracquoquè, Telepaperone adesso c'é", di Enzo di Mitri - La Notte 14 gennaio 1982 + "Zio Paperone e i furti in diretta" - Topolino 1363 del 10 gennaio 1982


Quando passo in rassegna chilometri e chilometri di pellicola dei quotidiani, pur cercando di restare concentrato sulla mia "mission" (che non è farmi fregare i contenuti per vederli in testate a pagamento), spesso divago, mi soffermo in articoli di politica estera, interna, cronaca nera (da ieri ad oggi cambia l'attenzione dedicata a certe notizie, spesso non le notizie...), ed ovviamente su articoli inerenti televisione e fumetti non collegati all'animazione giapponese in Italia.
Un articolo che metteva assieme sia la televisione che i fumetti, ma senza gli anime di mezzo, è quello pubblicato il 14 gennaio 1982, che faceva da commento ad una delle storie presenti nel "Topolino" n° 1363 del 10 gennaio 1982, il cui titolo è "Zio Paperone e i furti in diretta".
Quando ho notato questo scritto non mi sono messo a leggerlo, avrei perso troppo tempo, mi è parso curioso e l'ho salvato dall'oblio. Pensavo vi fossero presenti i protagonisti accennati nell'articolo, sempre con nomi storpiati com'era d'uso nei "Topolino", ho poi scoperto che Enzo di Mitri creò una piccola storiella di fantasia per parlare della televisione cogliendo l'occasione della storia di Zio Paperone e soci.
Dato che, alla fine, sia la storia presente nel "Topolino" che lo scritto di Enzo di Mitri ci narrano del successo delle tv private locali (anche se in divenire in tv private nazionali), mi è parso avesse senso postare il tutto, anche per cambiare un po' la tematica dei post   ^_^
Prima inserisco l'articolo de "la Notte" e poi alcune scan della storia a cui l'articolo si riferisce/ispira.


Nel 1982 ormai era inizia l'inesorabile assorbimento delle piccole tv locali private in indipendenti sindacation privati nazionali, che poi sappiamo la fine che fecero e perché...
Resta che si veniva da cinque/sei anni di crescita delle tv private locali, ne esistevano svariate centinaia, 600?
700?
1000?
Anche il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni faceva fatica a censirle, a causa dei fallimenti, cambi di nome, fusioni, etc. etc. 
Di seguito inserisco qualche link di altri miei post sul mondo dell'emittenza privata italiana, in ogni post ci sarebbero altri post da consultare, tipo matrioska  :]






Tanto per farvi un'idea della tematica  :]


Enzo di Mitri finse che Zio Paperone fosse un vero attore del risiko delle frequenze dell'etere.
Si noti come alla fine del suo scritto l'autore precisi quanto segue:
"AAA: quanto raccontato è assolutamente vero. Potrete trovarlo con qualche particolare in più e anche in meno sul numero di Topolino in edicola, che per la prima volta affronta a fumetti in una avventura il mondo delle TV all'italiana.
Complimenti."

Il tono dello scritto è scherzoso, ma qualcosa in filigrana si può leggere, come il nome del futuro imperatore televisivo privato, l'unico citato dal giornalista come controparte di mamma Rai.

martedì 9 settembre 2025

"Mappa dell'editoria periodica per ragazzi in Italia", di Gianni Bono - "Andersen il mondo dell'infanzia" n° 3 aprile/giugno 1983 (rivista Candy Candy + Cartoni in TV)


Se la testata "Andersen - il mondo dell'infanzia" fosse esistita già dal 1978, avremmo un sacco di articoli seri e di dossier sull'arrivo dell'animazione seriale nipponica in Italia, purtroppo venne pubblicata a fine 1982...
Visto che ho già dedicato alcuni post a "Candy Candy", magari li chiudo con questo dossier sull'editoria periodica per ragazzi/e, con tanto di intervista ad alcuni dei direttori delle testate, tra cui la direttrice proprio di "Candy Candy" della Fabbri.


L'autore del dossier è Gianni Bono, che direi è qualcosa di più che autorevole in questo campo, sul blog ci sono altri post su suoi scritti:






Il dossier è diviso in due parti, nella prima sono riportati i dati delle riviste per ragazzi/e, nella seconda ci sono le interviste ai direttori di alcune testate.
Purtroppo nei dati mancano le tirature, che allora come oggi paiono esser top secret  :]
Nel tempo ho accumulato vari posti su una parte di queste testate:




venerdì 11 agosto 2023

"Zio Paperone e il ponte di Messina" + articolo "Il ponte di Messina? Ci pensa Paperone!", di Franco Fossati - Topolino n° 1401 del 3 ottobre 1982


Quando a supporto di un'opera mastodontica, i cui costi sono attualmente sottostimati sui 13 miliardi di euro (Wall Street Italia) e che avrà una durata di costruzione (molto) ottimisticamente di almeno 10 anni, si porta una storia di Zio Paperone comparsa su un Topolino dell'ottobre 1982, secondo me c'è qualcosa che non funziona nella nazione che sta per intraprendere questo enorme buco nero nel bilancio dello Stato... il tutto senza considerare minimamente le leggerissime infiltrazioni della criminalità organizzata nelle due regioni interessate all'opera.
La cosa è così assurda, intendo il tirare in ballo Zio Paperone (ma anche il ponte sullo stretto di Messina...), che mi è venuta la curiosità di andarmela a (ri)leggere quella storia di Zio Paperone, e mi sa che, tanto per cambiare, chi l'ha usata pro domo sua non l'ha letta o non l'ha capita   ^_^
Il numero 1401 di Topolino contiene e anche un mini articolo sui progetti passati e futuri del ponte, in cui è riportata una minuscola informazione che personalmente avevo dimenticato, dove si parla del primo progetto in assoluto datato 1870:
"Il progetto suscitò scalpore e ammirazione, ma poi fu lasciato ammuffire e il disastroso terremoto di Messina del 1908, che fece abbassare di quasi un metro il litorale, scoraggio qualsiasi ulteriore proposta"

Sono certo che i tecnici del ministero e delle aziende lautamente interessate avranno già pensato ad un rischio sismico di tale intensità, sto tranquillo    :]

Ho scannerizzato solo le parti della storia di Zio Paperone inerenti al ponte (verificare il numero delle pagine in alto) e l'articolo di Franco Fossato, per ultima la pubblicità promozionale della mini marcia di Messina, visto che compare in copertina ed è in tema.
La trama dell'avventura di Zio paperone, oltre ad essere simpatica come sempre, considerandola alla luce della follia odierna, diventa anche abbastanza ironica. Spero che i tecnici e i vari injeeegner Cane abbiano, però, l'accortezza di leggerla, magari eviteranno di copiare tecniche di costruzione che nel fumetto si sono dimostrate fallimentari...

Capisco che è uno spoiler grosso come una casa, ma alla fine il ponte sullo stretto di Messina... no no, è più divertente leggerla   ^_^


Come diceva un ministro, sono passati 41 anni, ma le cose non sono cambiate molto riguardo ai traghetti... magari costruire più traghetti con soldi pubblici? 
Per quanto ci venga a costare, costerà sempre meno di 13 miliardi di euro più i costi di manutenzione!
Neppure l'eroico Lessner riesce a prendere il traghetto...

Per fortuna Zio Paperone vuole costruire disinteressatamente l'opera che eviterà l'uso di questi assurdi e desueti mezzi navali...

"Milioni di turisti" E tutti più che disposti a pagare il giusto (per me) pedaggio per attraversare lo stretto!"

Ma poi, ad opera finita, quale sarà il costo del pedaggio?

mercoledì 29 settembre 2021

"Paperopoli il grande gioco degli affari d'oro" - Mondadori (1973?)


Quante volte ho visto questa pubblicità sui Topolino, sbavavo per averlo, ma era destinato solo agli abbonati... uno dei primi casi di classismo in cui mi sono imbattuto...
Abitando io in palazzoni popolari, la possibilità di sottoscrivere un abbonamento ad una rivista non era neppure contemplata, la spedizione sarebbe stata asportata dalla casella, figuriamoci i Topolino!
Anche perché nella casella della posta non ci sarebbe entrato, ergo il postino avrebbe dovuto lasciarlo appoggiato sopra di essa, e sappiamo che ai tempi l'occasione faceva l'uomo craxiano o andreottiano, oggi forzaitaliota o leghista... i soggetti cambiano, le tentazioni no, ed intanto i Topolino scompaiono.

Da notare Paperone de' Paperoni che fuma il sigaro!
Prima di Lupin III a pubblicizzare il vizio del fumo ci furono i personaggi Disney, ma nessuno ebbe nulla da eccepire. Comunque io non mi feci influenzare né dagli americani né dai giapponesi  ^_^



Un'altra pubblicità in cui ci si imbatteva era quella che ti permetteva di scegliere tra il cartonato "I clamorosi colpi della banda Bassotto" e Paperopoli, a me è sempre sembrato che non ci fosse nulla da scegliere... era il gioco in scatola Mondadori ciò che si bramava. 
Non mi è chiaro se il regalo lo si riceveva al primo abbonamento o anche ad ogni rinnovo, nel qual caso avrebbe avuto senso scegliere il cartonato, ma solo alla quarta sottoscrizione  ^_^
Il testo ti allettava:
"Ecco l'ultimo, originale e impegnativo gioco che s'ispira a Paperon de' Paperoni, l'affarista per eccellenza. Paperopoli è il gioco della Borsa e degli investimenti. A ciascun giocatore vengono distribuiti soldi, schede e titoli azionari dei sei principali settori degli affari:
petrolio, industria, commercio, trasporti, credito, edilizia. 
Il gioco si sviluppa su una grande plancia illustrata da divertenti vignette disneyane: 
vincerà chi riuscirà per primo ad accumulare il capitale stabilito all'inizio della partita."

Da notare il termine "affarista" virgolettato, infatti non era propriamente un complimento, in Italia tali tipologie sono sempre abbondate, ma Paperone era un "affarista" accettabile, più o meno  ^_^
Guardando i pezzi visibili nella pubblicità qui sopra si può notare delle differenze rispetto al gioco reale, per esempio i titoli azionari erano diversificati da colori, mentre nella prima immagine sono tutti della stessa tonalità, come nel gioco che presento.
Anche i gettoni in plastica sono diversi, qui sopra si presentano rettangolari, mentre nella pima immagine e nel gioco sono quadrati. Magari era la versione del gioco solo per fare la pubblicità.
Come suggerisce il testo uno dei punti forti erano le vignette del tabellone (che mostro appena poco più sotto), peccato che la Mondadori non inserì anche le pedine con i personaggi della Disney, come, invece, faceva la Clementoni.


Quindi Paperopoli è sempre stato un gioco che desiderai molto, e quando in un paio di occasioni ebbi la possibilità di giocarci, divenne ancor più anelato. Non rammento molto, ma era divertente!
Dal nome lo si poteva confondere con un simil Monopoli, ma era nel contempo più tecnico, grazie alle azioni e ai movimenti di Borsa, e più "familiare", raccontava dinamiche della città dei paperi, che per noi era parte del vissuto quotidiano a fumetti.
Quando ho aperto la confezione in cui c'era Paperopoli sono rimasto sorpreso da quanto fosse piccolo, non rammentavo questo particolare: solo 40 cm X 25,5 cm!

Immagino che fosse stato pensato di questa grandezza limitata, rispetto alla media dei giochi in scatola del periodo, proprio per il fatto che sarebbe stato spedito all'abbonato, più compatto era, meno problemi avresti avuto con le poste italiche.

lunedì 2 maggio 2016

I cartoni animati giapponesi su Topolino: prima parte - anni 1979/80/81

AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Assieme alle riviste tv, una delle fonti informative sugli anime di noi bambini era di certo Topolino, che talvolta ci andava giù un po' duro coi concorrenti cartoni animati giapponesi (numero 1181 e numero 1273), ed in altri casi si limitava a dare informazioni sul successo o sul ritorno di una serie animata. Spesso questi trafiletti fungevano da articoli di anteprima, fatto che li rende utili per risalire alla loro prima trasmissione italica.
Non è mia intenzione fare un elenco esaustivo di questi articolini, e ringrazierò chi vorrà darmi info su altri numeri che mi sono sfuggiti, mi limito a postare quelli che ho recuperato.
Quasi sempre questi trafiletti comparivano nella rubrica "Sette giorni tv", che in seguito cambierà nome, ma sarà spesso curata da Paola Penni.
Per quanto siano composti da poche righe, sovente vi si trovano notizie abbastanza curiose, oppure errori più o meno importanti, dovuti all'imperante mancanza di informazioni che vigeva in questo campo.
Nell'articolino sopra, "Mazinga Z: il superdifensore", del Topolino numero 1260 (20 gennaio 1980), mi ha colpito il fatto che l'inabile pilota del robottone sia chiamato Koji Kabuto, quando nel cartone era stato ribattezzato Ryo. Considerando che la prima puntata andò in onda lunedì il 21 gennaio 1980 (vedi scan appena sotto del relativo "TV Sorrisi e Canzoni" n° 3 in mio possesso), che era anche la prima puntata della nuova trasmissione contenitore "3, 2, 1... contatto!", sarebbe curioso capire dove Paola Penni trovò il nome originale. Anche perchè, fin dalla sinossi della seconda puntata di martedì 22 gennaio, compare già Ryo (o Rio) Kabuto.
Erronea, in questo caso, l'impressione che il Dottor Inferno sia uno dei nemici di Mazinga Z ("... tra questi il più accanito è il Dottor Inferno..."), quando è, in realtà, l'unico nemico della storia. Certo, alla fine della serie comparirà il duca Gorgon, ma sinceramente mi rifiuto di credere che Paola Penni avesse visionato tutte le puntate :]




Metto la copertina del Topolino con il primo articolo su Mazinga Z, e aggiungo un altro articolino presente in questo numero, che non riguarda gli anime, ma la prima apparizioni italiana del "Dottor Who".

domenica 18 ottobre 2015

Marco Polo Dragonda - Clem Toys 1982


Lo sceneggiato televisivo "Marco Polo" fu un adattamento del romanzo di Maria Bellunci, dove l'autrice rivedeva in chiave più moderna le avventure del mercante veneziano. Curiosamente il gioco in scatola "Marco Polo Dragonda" si rifà allo sceneggiato Rai solo per le immagini in copertina, per il resto prende l'avventura di Marco Polo come ispirazione generale per sviluppare un gioco di avventura, dove accumulare "esperienza" conta più che arricchirsi. Infatti all'interno del gioco, tra istruzioni, carte, tabelle e mappa di gioco non c'è una sola immagine dei personaggi Rai. Inoltre nella mappa di gioco ci sono luoghi che mi pare che il Marco Polo televisivo non raggiunga mai, come Nagasaki e Manila, tanto per citarne due. In pratica la confezione sfruttava lo sceneggiato a scopi pubblictari, utilizzando massivamente a tal fine anche i Topolino del periodo. Questo grazie ad un concorso ad hoc che collegava direttamente l'acquisto del gioco e Topolino, in cui erano messi in palio più viaggi in Cina, su cui mi soffermerò dettagliatamente in seguito.
Edit del 24/10/2015:
In fondo ho aggiunto le scan del Topolino 1412
Qua sotto una pubblcità su Topolino dell'autunno 1982.
Si noti che la Clementoni ha cambiato il nome in un più moderno ed anglofono "Clem Toys", io preferivo il vecchio nome con le vecchie confezioni tanto fantasiose e ben disegnate.



Il gioco in se non era brutto, era differente dalla media dei giochi in cui ci cimentavamo nel periodo, erano i primi giochi in scatola da un po' più grandicelli, però rimanevi stupito dal non ritrovare al suo interno nessuno degli elementi dello sceneggiato.
Non c'era neppure Spack senza orecchie a punta!  ^_^
Furono i primi impatti con il marketing... ah no, il secondo o il terzo... forse il quarto:
Guerre Stellari - Il grande gioco di fantascienza - Editrice Giochi 1977
L'Uomo Ragno e i Fantastici 4! - Editrice Giochi 1978


         


lunedì 16 febbraio 2015

Goldrake sulle pagine di Topolino, ovvero da "Uffa Robot" ad "Atlas Ufo Robot" con finale poetico - anni 1978/79/80


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO QUASI RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Oltre ad un paio di articoli dedicati espressamente a Goldrake ( "Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot " e " Mazinga, Dragun, Goldrake "), il waltdisneyano settimanale Topolino informava regolarmente i giovani lettori dei programmi televisivi della settimana corrente nella rubrica "7 giorni di TV".
In questa breve carrellata mostro alcuni numeri di Topolino che contengono piccoli articoli su Goldrake, ma in post futuri anche sugli altri anime arrivati in Italia in quegli anni.
Nel numero 1166 del 2 aprile 1978, quindi la settimana dell'esordio tv di Goldrake, si può notare Atlas Ufo Robot nella programmazione sulla Rete 2 alle 18,45. A dire il vero non era proprio quello il titolo... che era incredibilmente sbagliato, oltre che ridicolo: "Uffa Robot".
Forse una inconscia speranza della Walt Disney che i nuovi cartoni animati (giapponesi) fossero noiosissimi (per quanto io vi sia affezionato) come quelli italiani?
Più logicamente si può immaginare che fu un grossolano errore di comunicazione del titolo, non un refuso, in quanto è ripetuto per tutti i giorni in cui Goldrake era trasmesso. Quando nei mesi successivo il successo di Atlas Ufo Robot si dimostrò devastante, Topolino dovette prenderne atto e, pur cercando di infangare le capacità artistiche degli autori dell'anime robotico (vedi il primo articolo linkato sopra), non poté evitare di pubblicare un minimo di notizie.
Il successo fu così spiazzante che in seguito Topolino, oltre a pubblicarne il titolo corretto, arriverà a inserire nelle sue pagine addirittura una poesia su Goldrake, scritta da una giovane lettrice.
Comunque è meglio andare per ordine, ed iniziare con il Topolino numero 1166 del 2 aprile 1978:


domenica 4 maggio 2014

"Mazinga, Dragun, Goldrake" - Ovvero, quanti padri ha Goldrake? Topolino 1273 del 20 aprile 1980


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Fin i latini ci avvertivano di questo: "Mater semper certa est, pater nunquam".
Quindi non sorprende che la paternità di Goldrake sia per i giornalisti italiani materia incerta.
Go Nagai? Si, ma solo nel 1982 Vittorio Zucconi svelerà alla massa il nome del vero padre di Goldrake e soci: La parola al papà di Mazinga.
Il 12 aprile del 1980 su "La Stampa" si poteva leggere un articolo che spacciava Toshio Katsuta come papà di Goldrake: Goldrake da Tokyo con amore.
Il 20 aprile (solo 8 giorni dopo) su Topolino la paternità di Goldrake viene affibbiata all'inconsapevole Tadanao Tsuji.
Se l'autore (sconosciuto) di questo articolo su Topolino avesse letto "La Stampa" della settimana prima gli sarebbe venuto qualche dubbio, o magari no?
"Dragun", chi è costui? Direi il Getta Dragon detto alla bergamasca.


Il tono di questo breve articolo non è molto amichevole, simile ad uno precedente in cui si accusavano i "cartoni animati giapponesi" di essere fatti col computer, in sequenza si può leggere: "Ossessivo, implacabile, ineluttabile, novello pifferaio di Hamelin, quotidiana dose, mania collettiva, affaristi, quarantena".
E' comprensibile che la Walt Disney Italia non apprezzasse molto il successo degli eroi nipponici, però dar loro degli "affaristi nati" merita un bel "da che pulpito!".
Negli articoli giornalistici che ho raccolto fino ad ora ho notato spesso che gli anime venivano associati a termini che di norma si utilizzavo per le droghe, e questo non faceva eccezzione: "... li trasporta davanti al video mantenendoli incollati per la quotidiana dose di avventure".
L'autore ci informa che il successo dei "cartoni animati giapponesi" è mondiale, tranne, però, in Germania, dove sono stati messi in quarantena, il perchè non ci viene svelato.
Da Wikipedia: La quarantena è un isolamento forzato, tipicamente utilizzato per limitare la diffusione di uno stato pericoloso (spesso una malattia).
Infine al povero Tadanao Tsuji è data la colpa di questa "mania collettiva", in quanto inventore di Goldrake. Comunque Tadanao Tsuji ebbe un ruolo importante alla Toei, ed in tutti quei primi cartoni robotici, in particolare in Goldrake curò i fondali con l'incarico di designer.


sabato 15 marzo 2014

"Anteprima! Torna Atlas Ufo Robot" - "Affaire computer" - Topolino 1181 del 18 luglio 1978



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Il 16 luglio 1978 veniva pubblicato su Topolino numero 1181 questo piccolo articolino a cura di Alessandro Binarelli e Massimo Rossi, certo che mettersi in due per scrivere due colonnine mi è sembrato un pelino esagerato...
Il contenuto non è che sia sconvolgente, ci si limitava ad annunciare con un certo anticipo che l'autunno successivo sarebbe tornato l'amato eroe robotico, però i due articolisti riescono a dare il meglio del meglio in pochissimi righe. Nonostante fossero in due per redarre due colonnine, e quindi, forse, potevano dividersi il lavoro cercando qualche fonte informativa diretta, riescono a disinformarci benissimo.
Penso che questo sia uno dei primi casi in cui si inizia a far veicolare la notizia che i cartoni animati giappnesi siano fati al/col computer, al post linkato un esempio di come questo articolino verrà in seguito emulato alla grande:
L'affaire "cartoni animati giapponesi" fatti col computer