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sabato 25 luglio 2026

Doraemon, l'amico robot dei bambini di tutto il mondo - collana "Mondo Manganime" volume 14


TITOLO: Doraemon, l'amico robot dei bambini di tutto il mondo - collana "Mondo Manganime" volume 14
AUTORE: Xavier Omella 
CASA EDITRICE: RBA
PAGINE: 140
COSTO: 10
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': in edicola
CODICE ISBN: 9791370481049


Con questo 14esimo volume dedicato a "Doreamon" ho concluso il quartetto di recensioni consecutive della collana (o collanina, visto il poco approfondimento) "Monda Manganime:



A cui va aggiunto il primo volume:

Per me "Doraemon" resta quello della sigla che recitava "Do-do-do-dodo-dododo Dora-Doraemon" (pre D'Avena) con "Guglia" come diminutivo di Guglielmo, dato che lo vidi nella sua prima apparizione sulla "Rete 2" della "Rai" all'interno del bel programma per ragazzi "Tandem", dove Fabrizio Frizzi non era ancora stato coinvolto nella tv del dolore...
Questo per motivare il mio acquisto, dato che mi pare non ci siano libri in italiano che trattano "Doraemon", mi è parso sensato avere una fonte. Resta che la suddetta fonte, come negli altri volumi qui sopra linkati, non cita le sue fonti.
Per il sottoscritto, che ha letto informazioni su "Doraemon" solo all'interno di altra saggistica a tema anime, la lettura del volume mi ha anche lasciato qualcosa, a differenza degli altri quattro volumi comprati.
Rimane la problematica di come è impostato il volume, in questo specifico con qualche refuso di troppo, e del poco approfondimento generale, ma dato che non conosco né il manga né l'anime e men che meno i film, non mi è stato possibile rendermi conto di eventuali informazioni contestabili, presenti, invece, nei volumi 8, 10 e 13.
Anche per questo libro è citato il nome dell'autore nell'indice, Xavier Omella, però non ho trovato informazioni on line sul suo conto a causa di varie omonimie, quindi non mi è chiaro il suo livello di conoscenza degli anime.
Lo scritto tenta di effettuare anche un minimo di analisi dei contenuti dell'anime (tre serie), mentre il manga è meno (o poco) trattato.
A pagina 24 mi ha fatto un pochino sorridere una di queste analisi, dove si "rivela" che il protagonista della serie non è solo "Doraemon", ma sono in due, lui e "Nobita" (Guglia): 
grazie, me ne ero accorto nel 1982  ^_^



Dato il numero esorbitante di episodi di "Doraemon", il volume ne cerca di fare un sunto nella seconda parte, scegliendo delle tematiche (le vendette, Shizuka, i genitori etc.) all'interno di questi mini paragrafi, dando conto di due o tre sinossi di episodi.
Come avevo notato per il volume su "Goldrake e soci" e su "Neon Genesis Evangelion", maggiore è il numero di puntate che si dovrebbero riassumere, minore è l'approfondimento, visto il limitato numero di pagine del libro. Con "NGE" se la sono cavata, solo 26 puntate più i film, con quello sui mecha gonagaiani e "Doraemon" non ce la potevano fare   ^_^


A pagine 8 e 9, però, forse si è stati troppo ottimisti sul livello di approfondimento del volume.
Inizialmente si elenca la vastità del materiale esistente su "Doraemon":
circa 2700 episodi;
oltre 40 film;
1345 capitoli del manga.

Affermando che l'opera la si valuterà "attraverso una sinossi completa ed esaustiva, arricchita da un'analisi tecnica dell'evoluzione dell'illustrazione nel manga, del design dei personaggi e delle trame dell'anime", aggiungendo che anche per la filmografia "le dedicheremo un capitolo in cui analizzeremo le differenze rispetto agli episodi dell'anime e passeremo in rassegna i titoli pubblicati finora, accompagnati da una breve recensione."

giovedì 23 luglio 2026

Studio Ghibli, l'anime conquista la settima arte - collana "Mondo Manganime" volume 13


TITOLO: Studio Ghibli, l'anime conquista la settima arte - collana "Mondo Manganime" volume 13
AUTORE: Gloria Fernandez e Enrique Garcelàn 
CASA EDITRICE: RBA
PAGINE: 140
COSTO: 10
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': in edicola
CODICE ISBN: 9791370481032

Come per il volume n° 10 su "Neon Genesis Evangelion" è riportato l'autore, anzi, due!
Un autrice ed un autore, Gloria Fernandez ed Enrique Garcelàn. 
La prima non sono riuscito ad individuarla online, mentre il secondo dovrebbe essere un esperto di cinema asiatico, partecipa al sito/blog "CineAsia"  (è riportato il nome di fianco all'autore nell'indice qui sotto).
Quello che mi ha sorpreso è che per scrivere queste pagine ci si siano messi addirittura in due, forse sono persone estremamente indaffarate, quindi si sono divisi i compiti svolgendo il lavoro nei ritagli di tempo...
Questo perché il volume è, e non poteva essere altrimenti visti i precedenti, molto superficiale. 
E' vero che si sta parlando di una pubblicazione da edicola, ma in gran parte sono informazioni "normali".
A parte i paragrafini sul museo dello "Studio Ghibli", in generale non ho trovato contenuti in qualche modo utili. 
Ovviamente, per chi non ha mai letto nulla sullo "Studio Ghibli" (o sugli altri soggetti della collana), le informazioni riportate potrebbero anche essere nuove, a patto che il lettore non abbia neppure una connessione internet  :]
Sul sito sono stati pubblicati i titoli dei volumi fino al 60esimo, teoricamente ci sarebbe altri numerosi soggetti che mi interesserebbero, ma trattati così, a mio avviso, a me non servono a nulla...

Anche in questo volume non si sono sfilate le pagine, a differenza dell'ottavo.


Una delle cose che mi ha un pelino irritato è stato vedere che per alcuni film lo spazio dedicatogli è di due pagine, e la seconda è in gran parte non scritta... ma scusate... almeno arrivate a fine pagina... che senso ha fermarsi con lo scritto a poche righe della seconda?
Più sotto inserisco una scan dell'impaginazione.


Stante che in una cronologia ci si inserisce ciò che si vuole, ma non inserire "La grande avventura del piccolo Principe Valiant", il primo lungometraggio animato con contenuti non per bambinetti, in cui lavorarono sia Hayao Miyazaki che Isao Takahata, mi è parsa una insensatezza.
Forse mi sfugge il senso (o l'utilità) grafico di due pagine intitolate "Cronologia Comparata", sorvolo sul termine finale della frase:
"Lo Studio Ghibli nella storia del MANGANIME"

Cos'è il "manganime"? Si mangia? Lo si indossa?

lunedì 20 luglio 2026

Neon Genesis Evangelion, la maturità assoluta del mecha - collana "Mondo Manganime" volume 10


TITOLO: Neon Genesis Evangelion, la maturità assoluta del mecha - collana "Mondo Manganime" volume 10
AUTORE: David Heredia
CASA EDITRICE: RBA
PAGINE: 140
COSTO: 10
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': in edicola
CODICE ISBN: 9791370481001


Ai tempi la serie di "Evangelion" vista sul sempre lodevole canale "MTV" mi aveva galvanizzato, o meglio... il primo terzo lo trovo stupendo, il secondo terzo lo trovo bello, il terzo terzo... boh... penso che manco Anno lo abbia capito a distanza di tutti questi anni :]
In totale ho visto la serie almeno tre volte (forse quattro), la già citata prima visione italica su "MTV", poi in VHS (da registrazione della prima su "MTV", che forse ho ancora da qualche parte), e di sicuro una su "Netflix", compresa quella coi dialoghi in cannarsiano stretto, finché è esistita   :]
Questo non fa di me un esperto di "Evangelion", la cui complessità (secondo me spesso fine a sé stessa...) va ben oltre le mie capacità intellettive e culturali, ma di certo non mi è sconosciuta.
Premesso tutto ciò, ho trovato differenze tra la sinossi del volume 8 su "Goldrake" e soci e questo su "NGE". In pratica le sinossi dell'ottavo volume (come ho scritto nella relativa recensione) paiono scritti da qualcuno (o qualcosa) che non ha visto le serie, per quanto riguarda "NGE" le trame mi son parse più lineari. Si vede che la persona che ha redatto la sinossi delle puntate ha visto le serie o ci si è appoggiati ad un maggior numero di siti dove altri le avevano viste. In fondo è più facile trovare online siti su "NGE", con relative analisi (magari in varie lingue), rispetto ai vecchi robottoni.
Il modo di scrivere mi è parso differente, più colloquiale, più fluido, quasi raccontato a voce, direi friendly.
Dopo aver preso coscienza di come è stato scritto il volume su "Goldrake" e soci il dubbio su ogni cosa che leggo sorge spontaneo, ma è impossibile controllare ogni affermazione di ogni riga... ogni tanto ho fatto un check, spesso ho trovato il riscontro on line, in altri casi mi son rimasti dei dubbi, ma come scrivevo sopra, non sono un mega esperto di "NGE".

Questo volume non ha le pagine che si staccano come l'ottavo di cui sopra.
Stavolta è presente anche il nome dell'autore, Davide Heredia. 
Ho fatto qualche ricerca online, però c'è qualche omonimia, quindi non sono certo di averlo individuato, evito di mettere link., comunque parrebbe una persona che si occupa di animazione.
Resta sempre il dubbio sulla traduzione dei termini dallo spagnolo all'italiano, forse qualche critica può nascere da questo aspetto.


Non commento la, pur breve, parte analitica sulla serie e la biografia di Hideaki Anno, causa poca fiducia sulle fonti, dato che non sono mai citate nel libro...
Qui sopra c'è l'indice, ognuno valuterà i suoi contenuti. Come per il volume n° 8 non ho proceduto alla mia classica recensione per capitoli, ma mi son limitato alle sinossi degli episodi, che poi mi pare essere essenzialmente il fulcro di questa collana: mega riassuntoni delle trame delle puntate o dei film.

Ne consegue che maggiore è il numero degli episodi presi in esame (come il volume 8), maggiore è la superficialità, con meno puntate, c'è spazio per una maggiore precisione (come questo volume).
Il punto è o sarebbe che on line trovo tonnellate di siti con le sinossi di queste serie, perché spendere soldi per questi volumi che ne fanno il sunto del sunto? 
Specifico che ho saltato tutta la parte finale sui film, pur avendone visti alcuni, per il semplice fatto che per me Anno è entrato in modalità "Go Nagai", cioè il trito e ritrito della medesima serie/film.

A pagina 42 riporto  uno dei tantissimi esempi di come procede lo scritto, dove si spiega la genesi di alcuni nomi. Ho controllato su "Wikipedia", ed effettivamente è riportato che il nome di "Rei" deriverebbe da "Hino Rei" di "Sailor Moon".
Qua e là si leggono delle affermazioni che possono essere anche giuste, ma che non trovo sensate in un libro, forse su un blog o un forum, ma non nelle righe di un libro:
"Senza dubbio, Neon Genesis Evangelion sarebbe stato un anime molto diverso se Ikurara gli avesse impresso il suo peculiare stile; tuttavia, non possiamo certo lamentarci del risultato"

sabato 18 luglio 2026

Ufo Robot Goldrake e i mecha, grandi robot dal cuore umano - collana "Mondo Manganime" volume 8


TITOLO: Ufo Robot Goldrake e i mecha, grandi robot dal cuore umano - collana "Mondo Manganime" volume 8
AUTORE: 
CASA EDITRICE: RBA
PAGINE: 140
COSTO: 10
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': in edicola
CODICE ISBN: 9791370480981


Nella recensione del primo volume della collana "Mondo Manganime" palesai la mia intenzione di non comprarla, se non per qualche numero sparuto, tipo l'ottava uscita qui presente.
Purtroppo, nelle poche edicole sopravvissute, il volume in questione non era disponibile quando uscì a maggio, mi è stato spiegato che se non li prendi tutti oppure un numero cospicuo, i distributori non li fanno arrivare in edicola.
Ho quindi aspettato di accumulare altri tre volumi (prossime recensioni) che potevano interessarmi e prenderli su Ebay, anche per ammortizzare i costi di spedizione.
Nella recensione del primo volume su "Dragon Ball" non mi ero potuto esprimere più di tanto sul valore contenutistico reale, non conoscendo ogni singolo episodio delle varie saghe prodotte.
Per fortuna sulla triade "Mazinga Z", "Grande Mazinga" e "Goldrake" ho qualche ricordo maggiore, quindi ho potuto capire meglio cosa gli autori ispanici abbiamo confezionato.
Prima, però, di esprimere il mio punto di vista sul contenuto, lo esprimerò sul "contenitore"...

I quattro volumi che mi son stati recapitati erano ancora singolarmente incellofanati, quindi il libro non era mai stato aperto da nessuno.
Appena l'ho sfogliato si è distaccata una delle prime pagine (immagine in alto a sinistra), poco dopo se ne è distaccata un'altra (immagine in alto a destra), inoltre numerose pagine sono parzialmente uscite dalla rilegatura, costringendomi ad essere oltremodo delicato nello sfogliarlo.
Mi fermo qui, perché un fatto del genere già identifica la qualità materiale della pubblicazione.

Torno alla recensione del suo contenuto attirando l'attenzione sulla pagina (distaccata...) in alto destra, dove vi sono le note del revisore.
Per i nomi sono stati scelti quelli italici, quindi nella lettura io parto da questo presupposto, solo che non è sempre così. Per esempio la "Base Lunare" di Vega viene chiamata "Skull Moon", mentre la "Nave Madre" di Hidargos diviene anch'essa un anglosassone "Mother Burn", che pure la "Go Nagai Robot Collection" ha chiamato "Nave Madre"...
In generale lo scritto mi è risultato parzialmente astruso, non per la complessità dei termini, ma per la costruzione delle frasi (e detto da me è già il colmo...) e la semi confusione delle brevi sinossi di ogni puntata. Infatti il libro contiene gli accenni delle sinossi di tutte le puntate della triade "Mazinga Z/Grande Mazinga/Goldrake".
Le sinossi oscillano da errori, talvolta semplici invenzioni, a riassunti corretti, con in mezzo righe di scritto che non sono per forza sbagliate, ma neppure molto corrette...
Pare un minestrone buttato in pasto ad un "frullatore" e cotto al "microonde". 
Direi dei riassunti affrettati e gioco forza superficiali, in quanto riportare la sinossi di un totale di 222 puntate in 70 pagine, quelle dedicate alle sinossi, è pressoché impossibile.
Non faccio il passo successivo tirando in ballo la AI o IA, perché non ho le competenze per valutare e non farò come quelli che fanno gli esperti di AI o IA anche se hanno più di 40 anni e non hanno conoscenze in tema.

Qui sopra l'indice del volume.
Volevo fare una mia recensione classica, che procede illustrando i vari capitoli, ma ad un certo punto mi è parsa una prassi inutile.
Il libro lo si legge in tre ore circa, ma se ci si dovesse fermare a controllare ogni singola informazione, ci vorrebbe un mese   ^_^

venerdì 10 luglio 2026

Attraverso le nuvole, Hayao Miyazaki e l'immaginario giapponese

 


TITOLO: Attraverso le nuvole, Hayao Miyazaki e l'immaginario giapponese
AUTORE: Cinzia Catena
CASA EDITRICE: Edizioni Neverend
PAGINE: 149
COSTO: 18 
ANNO: 2026
FORMATO: 2 0cm X 13 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791282332088


Anche questo è un libricino fresco di stampa, di una casa editrice abbastanza nuovo che si cimenta per la prima volta nella tematica animazione giapponese.
Il saggio vuole evidenziare la capacità di Hayao Miyazaki di creare nei suoi lungometraggi animati dei mondi coerenti, in cui lo spettatore non resta spiazzato dalla presenza di elementi avulsi dal senso della trama, per quanto fantasiosa essa possa essere.
Vengono analizzati tutti i film del regista nipponico sotto la lente specifica della "narratologia" (che mi è sconosciuta).
Solo i primi due capitoli sono mini introduzioni a quelli successivi inerenti i film.
Il primo è una brevissima biografia di Miyazaki.
Il secondo spiega brevemente le figure di mostri/demoni giapponese: yokai; bakemono; oni; yurei.
Non sono presente le sinossi dei film analizzati, quindi se non si conoscerà la trama, si capirà poco del contenuto esposto.
Ogni capitolo dei film effettua delle analisi che per me sono difficili da valutare, le ho trovate anche interessanti, ma non sarebbe possibile darne conto scritto.
L'indice non riporta i singoli paragrafi di ogni capitolo, quindi, quello che posso al massimo fare, è inserire i titoli dei paragrafi con tra parentesi a quale personaggio/entità/luogo si riferisca.
Lo scritto contiene le elucubrazioni personali dell'autrice, che in quanto tali sono opinabili (per esempio il parallelismo tra Lupin III e i tengu), ognuno dovrà valutare in base alle proprie conoscenze.
A me è parso che più di un'analisi sulla coerenza dei mondi creati da Miyazaki, il saggio contenga la spiegazione dei film da parte dell'autrice in rapporto quasi sempre alla cultura giapponese (folklorereligionistoria; sociologia). Sono presenti anche gli ideogrammi di alcuni termini, forse l'autrice è una nipponista?
Qualche volta i concetti espressi sono stati per me un po' astrusi, ma per altri magari non lo saranno.
L'unica eccezione alla mia scelta di inserire solo i titoli dei paragrafi sarà un brevissimo commento al decimo capitolo su "La città incanta".
Nei libri italici lo spirito che divora tutto viene normalmente chiamato "Senza volto", mentre alle pagine 82 e 83 viene citato con termine inglese "No Face", però poi a pagina 88 lo si chiama con il nome nipponico "Kaonashi" (scan qui sotto).
A pagina 91 si cita lo "spirito della cascata/okusare-sama", perché a pagina 81 ne si accenna col nome "Spirito del fiume"? A pagina 83 si ribadisce "Spirito del fiume" con tra parentesi "Stink Spirit".
Perché non viene usato il medesimo nome sempre?
L'uso di nomi non sempre usuali per lo spettatore italiano, l'ho notato anche in altri punti del libro, ma in questo capitolo risaltava di più.



Di seguito i titoli dei singoli paragrafi con tra parentesi il personaggio/tema/entità a cui si riferiscono, se non già chiaro nel titolo stesso. 
Ovviamente bisognerebbe avere un po' di dimestichezza con i termini nipponici che identificano i vari personaggi di miti, folklore etc. oppure andarseli a cercare on line per capire a cosa ci si riferisca.

Capitolo 3 Il castello di Cagliostro:
Il castello come mondo narrativo; Clarisse la principessa (Taketori monogatari); Lupin un tengu moderno; Duca, oni.

Capitolo 4 Nausicaa nella valle del vento:
La foresta tossica; Ohmu (kami); Tatari-gami (ohmu).

Capitolo 5 Laputa castello nel cielo:
La città perduta; Magatama (la pietra azzurra di Sheeta); Guardiani shintoisti, golem gozzuki (il robot di Laputa); Tennyo (Sheeta).

Capitolo 6 Il mio vicino Totoro:
La soglia, la casa limite; Totoro come kami; Susuwatari (nerini) come zashiki-warashi; Bakeneko ( il Gattobus).

Capitolo 7 Kikiconsegne a domicilio:
La città; Miko (Kiki); Shikigami (Jiji).

sabato 4 luglio 2026

L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti

 



TITOLO: L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti 
AUTORE: Gatta, Carolina Giangrandi, Benedetta Manfredi 
CASA EDITRICE: L'Asino d'oro edizioni
PAGINE: 237
COSTO: 15 
ANNO: 2026
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788864437934


Forse un paio di mesi addietro (o più) ho scoperto che era in uscita questo saggio, mi sono appuntato la data di pubblicazione e l'ho comprato appena disponibile, visto che tratta una tematica interessante ed attuale:
il rapporto tra gli adolescenti italiani e manga/anime

Quindi l'ho comprato totalmente sulla fiducia, e alla fine devo dire che è stato un buon acquisto, una lettura interessante, seppur contenente qualche occasionale errorino ed un errorone  ^_^
Quando ho avuto in mano il libro ho scoperto che è stato scritto da tre psicoterapeute infantili, quindi conoscitrici del target adolescenziale.
Sinceramente ho temuto che lo scritto fosse illeggibile (per me), se non per un loro collega, invece tutto il libro è comprensibilissimo, nessun astruso termine psichiatrico e/o concetti che necessitano di aver frequentato qualche corso universitario di psicologia infantile o adulta  ^_^
Devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato (ormai mi capita raramente di essere preso bene da una lettura), iniziato stamattina presto e finito in mattinata, quini non posso altro che consigliarlo.
Ovviamente mi ha catturato il sottotitolo, "come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti",
anche se gli adolescenti odierni non sono stati i primi in assoluto ad essere conquistati dagli anime (non i manga che ancora da noi non esistevano). Ai tempi si chiamavano "cartoni animati giapponesi", ma nel 1978 conquistarono per primi i bambini e gli adolescenti di quel tempo.
Da notare che una volta gli psichiatri/psicologi erano, quasi sempre, i pubblici ministeri contro i cartoni animati giapponesi/anime/manga, oggi ne riconoscono l'utilità per lo sviluppo emotivo degli adolescenti.
Beh... qualcosa è pur migliorato dal 1978 ad oggi   :]

Essendo il saggio dedicato ad adulti che vogliono capire perché i ragazzi leggono manga e vedono anime (ma loro non vedevano anime e leggevano manga quando erano ragazzi?), e magari questi adulti sono poco avvezzi al mondo giapponese, questo primo capitolo (ma anche il secondo) funge da breve spiegazione.
E' arduo dare una veloce infarinatura su un tema specifico, si rischia di essere troppo superficiali e/o di omettere qualcosa di importante.
A grandi linee mi è parso che l'esposizione colga l'obiettivo, nonostante la brevità, pur con qualche piccolo grande errore  :]
Sarà anche una piccolezza (non per me), ma a pagina 35 il padre di Madamigella Oscar passa da generale a Conte... stiamo parlando della sacra "Lady Oscar", non di "Julie rosa di bosco"  :]
Con il secondo paragrafo si passa alla storia di manga ed anime in Italia: approdo, reazioni, stampa, polemiche, censure etc.
Di seguito sarò un po' cattivello, ma solo perché son tematiche che tratto usualmente   ;)




A pagina 41 c'è quello che ad inizio post ho battezzato come "errorone" e riguarda l'ormai stra dibattuto motivo per cui "Goldrake" venne titolato "Atlas Ufo Robot", con quel "Atlas" iniziale che per le tre autrici è ancora dovuto ad un equivoco linguistico causato da una ignoranza del francese da parte dei dirigenti Rai, che non compresero il significato della scritta "Atlas" sulla brochure francese di "Goldrake".
In "C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv e il mercato del giocattolo in Italia - tomi 1 e 2" è ben spiegato dalla dirigente "Rai" Paola De Benedetti, che si occupò direttamente della messa in onda di "Goldrake", che quel "Atlas" fu lasciato volontariamente per il suo valore esotico, visto che lei il francese lo conosceva bene (ai tempi dell'intervista a Nicora viveva a Parigi).
A pagina 42, dove termina la questione "Atlas", per questo motivo si taccia di "superficialità nell'approccio al materiale originale" i produttori della "Rai", solo che loro il francese lo sapevano.
Capisco che le tre autrici facciano un altro lavoro, ma in tre farsi scappar questa topica, mi è parso un pelino grave.
Altra piccola questione è la data tra parentesi posta di fianco al titolo "Atlas Ufo Robot", cioè il 1978, quando in altri punti del saggio la data tra parentesi indica la data di produzione nipponica.
Perché 1978? "Ufo Robot Grendizer" è del 1975.
Sempre a pagina 42 si afferma che nel 1978, oltre a "Goldrake" vennero comprati "Heidi" e "Barbapapà".
Solo che "Goldrake" venne comprato nel 1977.
"Heidi" venne trasmesso dal 7 febbraio 1978, due mesi prima di "Goldrake", quindi non venne acquistato nel 1978.
Infine i "Barbapapà" non poterono essere acquistati nel 1978, visto che vennero trasmessi fin dal gennaio 1976:

venerdì 3 luglio 2026

L'universo di Hayao Miyazaki - Ispirazioni, influenze e magia dei suoi capolavori



TITOLO: L'universo di Hayao Miyazaki - Ispirazioni, influenze e magia dei suoi capolavori
AUTORE: Nicolas Rapold
CASA EDITRICE: Apogeo
PAGINE: 223
COSTO: 28 
ANNO: 2026
FORMATO: 26 cm X 22 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788850339686



Che tipo di libro/volume è questo?
Molto bello materialmente, copertina rigida e grande formato.
A chi è indirizzato?
Secondo me potrebbe essere un bel regalo per una persona interessata, ma non informata, riguardo al mondo di Miyazaki.
Non è un libro per qualcuno che vuole apprendere qualcosa di più rispetto ai saggi più seri pubblicati in Italia fino ad oggi.
L'approfondimento è scarsino a causa della moltitudine di immagini, chi (per sua sfortuna) legge questo blog è a conoscenza della mia allergia ai libri strapieni di immagini.
Se voglio tante immagini di un regista, autore o di una serie/film specifico, mi compro un art book, non un teorico saggio.
Delle 223 pagine totali, ben 112 pagine contengo solo immagini a pagina piena, cioè zero scritto, a cui vanno aggiunte altre moltitudini di immagini piccole e medie.
In pratica, su 223 pagine totali del volume, solo circa 60 (son stato largo) sono di scritto, tenendo conto che il libro è (sarebbe) impaginato con tre colonne a pagina.

Ogni capitolo contiene quattro paragrafi che dovrebbero illustrare quella specifica tematica, ma qualche volta è lo stesso autore ad essere andato, a mio avviso, un po' OT. 
Oppure in fase di traduzione c'è stato qualche fraintendimento o qualche refuso di troppo.
Ultima opzione, ma non da escludere a priori, io non ho capito bene cosa intendesse trattare l'autore in alcuni capitoli   :]
L'autore è il critico cinematografico statunitense Nicolas Rapold e nella sua introduzione racconta che quando vide il primo film di Miyazaki, volle poi vederli tutti, ma quindi, quando vide il primo film? Data? Quale film? Era appena stato prodotto? Lo vide anni dopo?
Perché se vide come primo film il primo film di Miyazaki in assoluto (Il castello di Cagliostro), non poté poi vederli tutti, perché non esistevano... quindi, quando Nicolas Rapold scoprì i film di Hayao Miyazaki?
Mistero   ^_^
Il dubbio è che il critico cinematografico, quindi di certo un esperto del settore, abbia scoperto l'autore nipponico un po' in ritardo rispetto alla media, e da quel momento ne sia diventato un esperto.
Mi sorge il dubbio di veder replicarsi ciò che ho letto nei due libri del duo Michael Leader e Jake Cunningham:


Cioè uno dei due giovani autori di cui sopra, manco conosceva lo "Studio Ghibli" finché l'altro non gli fece vedere qualche film, e poi io mi son ritrovato a leggere il duo di esperti, io che ho iniziato a vedere i film di Miyazaki e Takahata fin da bambino, pur non sapendo chi loro fossero...
Non sono riuscito neppure a capire che età abbia Nicolas Rapold, così, tanto per capire da quando la sua grande passione per Miyazaki sia nata e quanto lui l'abbia interiorizzata così tanto da scrivere questo volume.
La domanda a cui il libro vuol rispondere è: cosa serve per creare i mondi di Miyazaki? 
Chi leggerà il libro potrà valutare se l'autore abbia risposto alla sua stessa domanda.

Essendo una traduzione di un libro non italico, non vi si ritroverà mai accenni alla trasmissione, proiezione e pubblicazione di materiale italiano, inoltre in lingua anglosassone molte opere di Miyazaki sono giunte dopo che in Italia oppure ancora mancano. Quindi la visione dell'autore non può essere pari alla nostra.

Qui sotto metto un paio di scan per mostrare quanto sia sacrificato lo scritto.


sabato 28 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 3 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:

Seconda parte:



Interessante il focus sull'influenza dei messaggi pubblicitari, ed erano veramente potenti... ancora ricordo a memoria un numero non indifferente si spot che da bambino venivano trasmessi a nastro sulle tv provate locali del milanese... poi non ricordo quasi mezza poesia imparata a scuola, ma i tormentoni delle réclame li ricordo...   T_T
Poi ci si chiede perché lo streaming (senza spot) sia una grande cosa   :]

Ricordo, magari per i più giovani che la normativa che vietava di interrompere i programmi per bambini/ragazzi non esisteva ancora, quindi i piccoli intervistati si lagnano per i cartoni animati interrotti dalla pubblicità.
Sappiamo che in seguito Fininvest/Mediaset trovò il modo di infrangere anche questa legge con una delle sue solite furbate, creare cartoni animati da metà durata per piazzarci in mezzo lo spot...


mercoledì 25 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 2 di 3



A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...



Prima parte:




Ricomincio la seconda parte da pagina 79, avendo interrotto la prima parte a pagina 78.
Avendo spezzato uno stesso capitolo, per capire cosa venga trattato nelle tabelle da pagina 79, bisognerà passare in rassegna la prima parte linkata sopra.

Purtroppo, mentre nel volume del 1980 vennero riportati anche i nome delle tv private locali, in questo del 1989 sono raggruppate in un generico "ALTRE PRIVATE".

martedì 24 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 1 di 3




A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...




Per questa prima parte ho scannerizzato fino a pagina 78, cioè prima che inizi il paragrafo dal titolo "La scelta delle reti televisive".
Alcune scan risultano storte, ma son proprio le pagine del mio volume.



La ricerca fu svolta dalla stessa "Mesomark" del 1980, ma anche il conculente scientifico fu il medesimo, il professor Renzo Carli.
Purtroppo non sono riuscito ancora a recuperare la ricerca del 1985.
Ovviamente non mi permetterò di sindacare le valutazione scientifiche dello studio, al massimo qualche curiosità.

lunedì 22 dicembre 2025

Nippop, 10 anni di cultura pop giapponese in Italia



TITOLO: Nippop, 10 anni di cultura pop giapponese in Italia
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 554
COSTO: 36
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nella librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857567358


Recensisco con colpevole ed ingiustificato ritardo nella lettura questo saggio composto da molti contributi, comprato appena uscito, mi son fatto un po' intimorire dal numero di pagine e dalle tematiche variegate..
"Nippop" riunisce alcuni degli interventi dell'omonimo convegno bolognese degli anni 2017, 2018 e 2019. 
Il libro è diviso in tre sezioni, cioè le tre tematiche toccate nelle tre edizioni di cui sopra di "Nippop":
2017) estetica del grottesco e del mostruoso nella cultura giapponese;
2018) l'ibridazione culturale;
2019) la cultura culinaria.

Se fossi stato in grado di esprimere una valutazione informata sulle 554 pagine di tutti gli scritti presenti nel libro, probabilmente sarei stato l'ospite d'onore del prossimo convegno di "Nippop"   ^_^
Quindi mi limiterò a brevi accenni sul contributo di ogni autore, inserendo il suo nome, poi a fine recensione, come sempre, è presente l'indice del libro con i titoli, in modo che lo si possa consultare.
Ovviamente alcune tematiche mi sono interessate di più, qualcuna l'ho capita meglio, altre non le ho comprese, un certo numero non fanno parte dei miei interessi. Per esempio tutto ciò che riguarda la cucina, io il cibo lo mangio, non lo leggo... nonostante ciò, e a riprova del fatto che un libro deve essere letto, nella terza parte sulla cultura culinaria giapponese, ho letto scritti molto interessanti.

Ian Condry
Questo breve contributo è dedicato, o almeno è come l'ho interpretato io, a "noi appassionati" della cultura pop giapponese , ma mancanti di studi specifici, quindi solo appassionati, non esperti del settore.
L'autore, docente universitario, spiega quanto si possa apprendere da gente a cui manchi l'approccio da studioso, ma che riversa nella sua ricerca da dilettante, talvolta, più passione di chi svolge questa attività di ricerca sul Giappone come lavoro.

Gino Scatasta
Vengono indagati i rapporti tra cultura inglese e giapponese, in particolare sul "giapponismo", concentrandosi sull'artista/scrittore inglese Aubrey Beardsley, che ovviamente non conosco.

Giacomo Calorio
E' trattato il cinema "J-Horror", di cui sono ignorante nella sua quasi totalità, in quanto detesto i film dell'orrore.
Viene spiegato cosa abbia rappresentato il filone filmico "J-Horror" e cosa sia oggi.
Annoto parti di testo lasciate in inglese, magari una traduzione sarebbe stata cosa carina  :]

Massimo Soumaré
Viene svolta un'analisi della figura dei vampiri il letteratura giapponese, manga ed anime.
Leggendo i titoli analizzati degli anime, alla fine qualcosa l'avevo visto pure io.

Gianluca Di Fratta
Il soggetto dello scritto sono gli anime di fantascienza in cui siano presenti elementi di letteratura gotica e sovrannaturale Occidentale. Il tutto  focalizzato dalla metà del 700 alla metà del 900.

Hasegawa Junko
Un racconto dal titolo "La lingua dei pesci", tradotto per il convegno.

venerdì 14 novembre 2025

Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese



TITOLO: Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese
AUTORE: Autori vari
CASA EDITRICE: Società  Editrice La Torre
PAGINE: 155
COSTO: 16,50 
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788896133767


18 volumi in 18 anni!
"Manga Academica" è diventata maggiorenne!
Quasi mi commuovo... ricordo ancora l'anno della sua nascita, i primi passetti, l'inizio della scuola... e ora può votare! (oddio... poi dipende dal voto...)
Può fare la patente! (oddio... dipende da come guida...)

Comunque mi auto cito dalla prima recensione:
In pratica questa collana (siamo al volume 1) vorrebbe essere, e speriamo che sia, una pubblicazione delle tesi e degli articoli relativi a convegni e a conferenze sui manga e gli anime. Tesi ed articoli che altrimenti rimarrebbero relegati a pochi. Un'idea meritoria che mi auguro continui.

Direi che il mio auspicio è stato più che confermato, l'idea meritoria si è consolidata in un impegno costante, passando dalla sola annuale "Manga Academica" ad altri 17 titoli di saggistica inerenti manga, anime e cultura giapponese.
In un mondo editoriale dove chi pubblicava saggistica a tema si  è un po' perso, oppure ha chiuso i battenti, anche se altri editori si stanno affacciando (vedi Dynit), la "Società Editrice La Torre" mantiene il suo impegno, ed anche se talvolta non capisco proprio tutto quello che pubblicano (sob...), almeno pubblicano saggistica non banale.


Quello che spesso non capisco degli appassionati di animazione giapponese, che in una parte non minoritaria pensano di sapere tutto di tutto, è come possano non avere tutti e 18 i volumi pubblicati fino ad oggi.
C'è da dire che, purtroppo, i tanti volumi pubblicati dalla "Società Editrice La Torre" non vengono distribuiti nelle librerie, in primis da Mondadori e Feltrinelli, cosa che permetterebbe di allargare di molto la platea dei potenziali interessati.
Resta che i 18 volumi di "Manga Academica", più tutti gli altri saggi della casa editrice, fanno la loro bella porca figura sulla libreria   ^_^
Come al solito a fine post c'è il dettagliato indice del saggio.

Il primo contributo indaga le riviste nipponiche che, dai loro esordi, pubblicarono manga. Ovviamente i primi "manga" non erano quelli attuali, ma semplici strisce a fumetti.
L'autore riassume le varie tesi su come e quando si possa far risalire la nascita della prima pubblicazione manga, per poi passare al fulcro dell'analisi, iniziando con le riviste a fumetti introdotte dagli Occidentali tra il XIX e il XX secolo.
Ovviamente si parte con "The Japan Punch" del 1862, la prima rivista a fumetti pubblicata in Giappone, seppur in inglese, edita da un Occidentale. Mentre la prima rivista a fumetti in giapponese fu "Tobae" nel 1887, a cura di un francese.
Man mano si arriva al dopoguerra, prendendo in esame tre riviste, una per ragazze e due per ragazzi:
Nakayoshi (1955);
Weekly Shonen Sunday (1959);
Weekly Shonen Jump (1968).

Come valutazione del modificarsi dei contenuti di queste testate vengono utilizzate le copertine, che nel tempo cambiarono i soggetti mostrati.
Non ho capito perché nel titolo del contributo si scriva "questa tesi eversiva", se fosse quella dovuta alla valutazione delle copertine, non mi pare tanto campata in aria... oppure non ho capito nulla  :]

Il secondo contributo è incentrato su "Sailor Moon", spiegando la parabola dei telefilm made in Usa che la anticiparono e che influenzarono anche il Giappone negli anni 70, per poi essere a loro volta influenzati di nuovo da "Sailor Moon".
Le serie tv statunitensi prese in esame sono più di una, ma quelle più citate sono "Wonder Woman" (sempre sia lodata Linda Carter) e le "Charlie's Angels", che non avevano come protagoniste ragazze studentesse, ma donne, però erano l'emblema del nuovo "female hero" statunitense.
I due telefilm sopra citati li vedemmo anche noi tra la fine degli anni 70 ed i primissimi anni 80, e furono indubbiamente una novità.
Inoltre è trattata la serie degli anni 90 che ripropone il concetto di "bella ragazza combattente" ("sento bishojo"), "Buffy", di cui non perdevo un episodio (anche grazie al VHS), mentre l'altra serie analizzata, "The Powerpuff Girls", la conosco solo per nome, essendo un pelino fuori target :]
Segnalo che l'autore di questo contributo si era già cimentato nella tematica "Sailor Moon/USA" nel saggio "Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon", pubblicato sempre in questo 2025.

mercoledì 12 novembre 2025

Goldrake U, il guardiano del pianeta blu



TITOLO: Goldrake U, il guardiano del pianeta blu
AUTORE: Fausto Avaro
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 236
COSTO: 23,90€
ANNO: 2025
FORMATO: 24 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791282300049


Penso che solo il reboot (io li chiamavo remake) di "Atlas Ufo Robot", a pochi mesi dalla sua messa in onda italica, poteva godere di un suo libro specifico, seppur contenente continui richiami alla vecchia serie. Negli anni abbiamo visto un sacco di reboot di vecchi anime, specialmente del solito Nagai (ormai a suo nome ci sono solo quelli...), ma libri che le analizzano non ne rammento.
Da poco ne ho postato uno sul "Gaiking", però è più incentrato sul vecchio anime che sul reboot, che comunque è del 2005. 
Quindi questo "Goldrake U" è l'ennesima dimostrazione, se ancora fosse necessaria, che "Atlas Ufo Robot" qualcosa ci ha lasciato, non per nulla ancora resiste su Rai 2 ogni domenica alla 19:00!
Nell'introduzione viene accennato che lo scopo del libro, oltre ad analizzare "Goldrake U", è quello di dimostrare che le due serie "Atlas Ufo Robot" e "Goldrake U" non siano poi così distanti.
Sempre nell'introduzione, e poi più avanti nel libro, si fa cenno alla controversa accoglienza degli appassionati italici alla messa in onda di "Goldrake U".
Personalmente "Goldrake U" non mi è piaciuto, ma non per questo l'ho considerato blasfemo... solo chi non è abituato a fruire di moderna animazione seriale nipponica, può dare giudizi tanto assurdi.
Il livello di coinvolgimento è stato tale che, dopo l'unica visone sulla Rai, non rammento pressoché nulla di "Goldrake U", anche perché (come capita spesso negli anime attuali) in sole 13 puntate gli autori nipponici cacciano dentro un sacco di argomenti e sotto trame, che poi fatichi un po' a metabolizzare...
Il libro presenta obbligatoriamente numerose immagini di medio piccola (o molto piccola) fattura (in bianco e nero), in quanto il nuovo Goldrake e costantemente messo a confronto con quello vecchio.
Da annotare il dettagliatissimo sommario (a fine post), che permette di valutarne il contenuto indipendentemente dai vaneggiamenti di chi scrive   ^_^
Anche i sottotitolo aiuta a capire il contenuto del saggio:
"Approfondimenti sul reboot del grande classico e riscoperta della serie anni settanta"


Qui sopra un esempio di come sia strutturato il saggio.
Il primo capitolo illustra il lancio di "Goldrake U" e la prima trasmissione in varie nazioni, tra cui, ovviamente, l'Italia.
Vengono segnalate alcune discrepanze tra l'adattamento italico, che nasce (di nuovo) dal materiale francese tradotto dal giapponese, e la versione originale nipponica.
Nel secondo capitolo sono presentati dettagliatamente i personaggi buoni e cattivi della serie, con annesse le differenze e le similitudini con la serie classica.

domenica 9 novembre 2025

Gaiking, la leggenda continua

TITOLO: Gaiking, la leggenda continua
AUTORE: Giovanni Lazzini
CASA EDITRICE: Reika Libri
PAGINE: 269
COSTO: 25 
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791280925480


Il sottotitolo, che non ho inserito nel titolo del post perché un pelino lunghino, recita:
"Dalle origini al vero creatore della serie. Dalla rottura tra Go Nagai e Toei Animation fino alla serie reboot del 2005"

L'autore nel 2011 scrisse il 13esimo volumetto della collana “I love anime”, proprio sul Gaiking (fatto annotato in questo libro):

Temevo fosse una mera riedizione di quello, infatti pensavo di far causa a Massimo Nicora che me lo ha sottoposto, invece è un riedizione grandemente aggiornata, molto più ampia e con molte più informazione. Basta citare il numero di pagine, da 123 con molte immagini della "Iacobelli" a 269 con poche immagini di questo.
Ovviamente una parte del materiale, quello sulla vecchia serie del "Gaiking" prende spunto, giocoforza, dal volume della "Iacobelli".
Il "Gaiking" non è tra le serie più famose o amate arrivate in Italia, anche perché ai tempi manco venne trasmesso per intero... subendo il fato del "Getter" e del "Gakeen", infatti il "Gaiking" (assieme al "Gakeen") lo recuperai appena mi fu possibile (economicamente) in VHS originali della "Yamato Video" per scoprirne finalmente il finale mai visto...
Nei punti del saggio in cui si descrivono dati tecnici, armi, personaggi etc., si entra in modalità "Encirobot", questa non è una critica, ma una semplice constatazione, visto che quel sito è perfetto (con tutti i suoi errori, ma perfetto come idea), è giusto replicare un sistema che funziona.
In molte parti dello scritto si fa riferimento a fonti nipponiche cartacee tradotte per questo libro.
Il saggio si divide essenzialmente in due parte, quella sul vecchio "Gaiking" e quella sul reboot del 2005, pressoché ignorato nel libro del 2011.
Ho notato più di una volta una certa ripetitività, trama, esempi o concetti di una puntata o dei personaggi ribaditi in diversi capitoli, ma già esplicitati in uno precedente.
Nel primo capitolo viene illustrata la base della trama della serie, il tutto in maniera dettagliata e comprensibile. Come esempio posso citare la spiegazione dell'adattamento italico non corretto per il terzo episodio, in cui si perde il motivo del sacrificio dell'alieno 803.
Il secondo capitolo, a mio modo di vedere, mette assieme troppi argomenti in poche pagine:
doppiaggio, sigle, videogiochi, trasmissione in Italia e nel resto del mondo.
Il terzo capitolo si occupa dei cinque manga tratti dall'anime, quindi successivi, visto che il "Gaiking" è un'opera originale della "Toei Animation" non nata da un manga. 
L'autore li definisce, correttamente, "comicalize" e ne riporta numerose informazioni.
Il quarto capitolo contiene una breve spiegazione del concetto dei buchi neri usato nella serie.
Il quinto capitolo descrive le varie figure dei cattivi, ciò implica, in alcuni,casi, le ripetizioni che annotavo sopra, nonostante si sia solo a pagina 33.
Per esempio chi fosse "Darius il grande" o i "Grandi 4" era già stati riportato un paio di volte nelle pagine precedenti.
Nel sesto capitolo sono elencati gli aspetti innovativi del genere robotico presente nell'anime, tra questi la base mobile, cioè il "Drago Spaziale" (all'italiana).
C'è una cosa che non ho mai capito, ma se il "Drago Spaziale" è la prima base mobile degli anime robotici, la grotta/caverna dove il "Drago Spaziale" ha la sua sede e dove viene riparato, è la base della base mobile?
Io da bambino consideravo il "Drago Spaziale" più come una astronave, che come una base mobile, tipo la "Divina Libertà" del "Gakeen".
Nel settimo capitolo sono illustrati i personaggi buoni, ognuno di essi è raffrontato con ognuna delle cinque versioni dei "comicalize/manga"!
Quindi si potrà apprezzare le varie modifiche dei personaggi tra l'anime e le varie versioni cartacee.
Anche in questo capitolo le ripetizioni non mancano.