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venerdì 25 aprile 2025

Itako, sciamane e spiriti dei morti nel Giappone contemporaneo



TITOLO: Itako, sciamane e spiriti dei morti nel Giappone contemporaneo 
AUTORE: Marianna Zanetta
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 256
COSTO: 20 
ANNO: 2024
FORMATO: 20 cm x 13 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791222309033


Il saggio lo compari alla sua uscita, ma sono parecchio indietro con le letture... 
L'autrice premette subito che il tema "itako" è trattato dal punto di vista antropologico, ma cosa sono o chi sono le itako?
Sono donne sciamane che interagiscono con gli spiriti dei defunti e che devono (o dovrebbero) possedere un minus fisico per essere tali, cioè non vedenti.
Nel Giappone non attuale essere non vedenti, ma valeva per qualsiasi altra menomazione, era una condanna, specialmente se si era donne in una società maschilista. Una bambina, ragazza e poi donna cieca come poteva mantenersi e non essere di peso alla famiglia?
Diventava l'apprendista fin da bambina di una itako anziana, un apprendistato duro...
In questo saggio ho avuto la conferma che le itako non sono ben viste dalle autorità religiose ufficiali, in quanto considerate delle approfittatrici che campano sulle superstizioni (fa ridere il pulpito da cui viene mossa l'accusa). Effettivamente una persona che afferma di parlare con gli spiriti dei defunti, sempre che non si sia autoconvinta di possedere tale potere, è tendenzialmente considerabile poco corretta, diciamo così   ^_^
Il concetto analizzato nel saggio non è, come è ovvio, se le itako abbiano o meno questo potere paranormale, ma perché la società giapponese richiedeva e richiede una tale figura religiosa o para religiosa.
In questo blog cerco, magari non riuscendoci, di portare informazioni su un Giappone non stereotipato, non dico quello reale, ma almeno che non sia quello del turista occasionale.
L'autrice, parlandoci delle itako, ci racconta di uno spaccato che coinvolge più settori della vita comune giapponese: la vita della donna disabile e non; i rituali funebri; la vita nelle zone rurali.

Non è il primo saggio inerente le religioni giapponesi che recensisco oppure sui riti funebri, tra cui un altro della medesima autrice, quindi la tematica mi è conosciuta, ma anche chi non ha mai letto nulla in merito, non farà alcuna fatica a seguire i concetti espressi, in quanto il saggio è scritto in maniera chiara ed esemplificativa. 
Vengono individuate alcune parole chiave per guidare il lettore in questo viaggio tra le itako e i riti funebri nipponici: donna; sciamana; morte (kegare = impurità); famiglia; legame (en).

Questi termini/concetti vengono ben illustrati, sia dal punto di vista storico che nel contesto attuale del Giappone, in cui l'autrice si è recata, dopo studi in merito, dal 2012 nella regione del Tohoku, più specificatamente la prefettura di Aomori, per poi spostarsi in altre zone del paese.
Il primo capitolo è una mini full immersion sulle religioni in Giappone. Introduzione indispensabile per chi è a digiuno della tematica.
Il secondo capitolo illustra le itako sotto la lente della "teoria", della saggistica già pubblicata, degli studi e della storia.
Le donne cieche diventavano itako perché non avevano alternative per mantenersi economicamente nella società in cui vivevano. 
Viene ripercorsa la storia delle sciamane, delle miko, delle imperatrici sciamane e delle itako, in modo da contestualizzare storicamente i successivi capitoli.
Nel capitolo, oltre alle varie tipologie di miko, sono trattate le sciamane delle isole Ryukyu e degli Ainu.
Sono analizzati i vari riti svolti delle itako:
kuchiyose (possessione da parte di un defunto);
kami-oroshi (possessione da parte di un kami per conoscere il futuro);
oshirama-asobase (protezione di casa e famiglia).

sabato 13 gennaio 2024

Onibaba, il mostruoso femminile nell'immaginario giapponese




TITOLO: Onibaba, il mostruoso femminile nell'immaginario giapponese
AUTORE: Rossella Marangoni
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 208
COSTO: 18 
ANNO: 2023
FORMATO: 20 cm x 13 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857599267


Nell'introduzione l'autrice si pone alcuni quesiti che bene illustrano il senso del saggio:
La presenza massiccia in Giappone di figure femminili mostruose nasconde qualcosa, certo, ma cosa?
Perché parlare di mostri femminili giapponesi?
Cosa spaventa nella donna, cosa minaccia?
Ma perché solo le donne subiscono questo trattamento in miti, favole e racconti?
Le donne sono per natura cattive?

Nel saggio vengono trattate una serie di figure femminili mostruose tipicamente nipponiche che, messe tutte assieme contemporaneamente, sollevano effettivamente qualche curiosità sociale:
onibaba, yamanba, yamauba, ubume, yukionna, yukinba, nureonna, ningyo, takaonna, shitanagabasan, nukekubi, han'nyaikiryo.

Questa criminalizzazione nasce dal panorama religioso nipponico, quando le donne, da potenti sciamane ed Imperatrici, vennero man mano relegate a figure marginali e negative, questo grazie alla presenza dei concetti shintoisti di "purezza" (hare) e "contaminazione" (kegare), che in origine non avevano una connotazione femminile, valevano indistintamente sia per uomini che per donne. Nello shinto è impura la morte e il sangue, quest'ultimo inizia a pesare più per le donne che per gli uomini quando la società giapponese diventa una casta di guerrieri, quindi il sangue versato in battaglia non è più impuro, mentre lo diventa il sangue femminile del parto e del ciclo mestruale ("aka fuju", cioè "impurità rossa").
A peggiorare la marginalizzazione femminile entrano in gioco prima il confucianesimo e poi il buddismo, che formula i "sette gravi vizi delle donne" nel 1300 ad opera del monaco Muju Ichire. 
Un altro esempio, tra i vari introdotti dall'autrice, è quello, fin impressionate, chiamato "sutra della Piscina di Sangue"...
In alcuni punti del saggio l'autrice giustamente si infervora per il trattamento subito dalle donne in Giappone, tanto che quasi mi son sentito in colpa, benché io non ne abbia responsabilità  :]
Nel primo capitolo vengono raccontati ed analizzati i mostri femminili presenti nel kojiki, e con la antesignana di tutte, Izanami, che da dea buona si trasforma in dea vendicativa.
Il secondo paragrafo si concentra sulla storia della figlia del dio del mare, Toyotama.
Nel secondo capitolo vengono trattati alcuni testi antichi da cui sono state prese fiabe e racconti del folclore con protagoniste mogli ingannatrici, matrimoni interspecie (con donne che erano animali/dee), esseri "bakemono", cioè che si trasformare, in particolare la femmina "kitsune" (volpe).
Sono illustrati due racconti con delle kitsune, un maschio (Tamamizu monogatari) ed una femmina (Tamamo no mae no soshi), per annotare le differenze di trattamento a discapito della figura femminile.
Viene analizzata la figura della "yukionna", la sposa di neve e quella della "moglie che non mangia".
Piccola chiosa mnemonica da fan dei "cartoni animati giapponesi", benché forse non avesse nesso con il tema del saggio, sarebbe stato interessante leggere qualcosa sui personaggi mostruosi femminili nipponici con cui noi bambini di fine anni 70 venimmo a contatto tramite gli anime. Basti pensare proprio alle varie rimodulazioni della fiaba della principessa delle nevi, ne rammento una molto bella in Jeeg. 

martedì 28 dicembre 2021

Bambini d'acqua, i rituali Mizuko Kuyo nel Giappone contemporaneo



TITOLO: Bambini d'acqua, i rituali Mizuko Kuyo nel Giappone contemporaneo
AUTORE: Marianna Zanetta
CASA EDITRICE: Franco Angeli
PAGINE: 186
COSTO: 25 
ANNO: 2018
FORMATO: 23 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile on line
CODICE ISBN: 9788891762016



Dalla sua pubblicazione nel 2018 son stato più volte tentato di acquistare questo saggio, ma temevo che la terminologia andasse oltre le mie capacità, visto che il tema si basa sulla religione, invece l'autrice espone la sua analisi in maniera chiara e leggibile. Per chi conosce qualcosa del Giappone la lettura sarà ancor più semplice. 
Nota di merito perché la quasi totalità delle citazioni in inglesi sono state riportate tradotte in italiano nelle note (grazie).
Una grande nota di demerito, invece, bisogna appiopparla alla casa editrice, che ha pubblicato un libro strapieno di refusi, pare quasi una auto produzione con Youcanprint...

E' importante capire che in Giappone l'aborto non è messo in discussione (come purtroppo nella realtà capita in Italia a causa dell'obiezione di coscienza dei sanitari, spinti dal colore politico dell'amministrazione regionale...), non ci sono guerre di religione a fini elettorali a discapito della libera scelta della donna.
Gli atti funerari in Giappone per i neonati morti, mai nati o i feti non ha (nella stragrande maggioranza) intenti politici o religiosi anti abortisti (come capita in Italia), ma negli ultimi decenni è nata la prassi di sfruttare economicamente il dolore delle donne, instillando in loro il timore che lo spirito del figlio possa vendicarsi. Lo scopo originario dei riti Mizuko Kuyo era quello di dare sollievo allo spirito del trapassato, che per le credenze nipponiche shintoiste e buddiste poteva soffrire del suo status di entità non definita. 
I riti del Mizuko Kuyo non sono rivolti solo ai casi di aborto indotto, ma in tutti gli eventi che hanno visto la morte o la non nascita di un neonato, chiaramente anche per cause naturali, l'autrice si sofferma più espressamente sull'aborto indotto.
In Giappone l'aborto fu legalizzato dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma, sebbene vietato in precedenza, era tollerato, come tollerato era l'infanticidio, soprattutto per motivi economici.
Lo stesso buddismo, pur condannando l'omicidio, ha sempre considerato l'aborto come un peccato necessario, indotto dalla durezza della vita.
Per questo studio l'autrice, oltre a basarsi su una corposa bibliografia, ha svolto una ricerca in Giappone per alcuni mesi, quindi il saggio è un buon mix di teoria e attività in loco su un tema praticamente ignorato.

Tema delicato quello dell'aborto, infatti l'autrice vi dedica una pagina di premessa, che riporto qui sotto.



Il primo capitolo riepiloga la situazione religiosa in Giappone, anche dal punto di vista storico. E' questa una parte essenziale del saggio per chi non ha mai letto nulla in merito, ma resta interessante anche per chi ha già affrontato il tema:

Anche il secondo capitolo funge da introduzione, spiegando come la morte è vista sia nello shinto che nel buddismo, illustrando i relativi rituali funebri.
Con il terzo capitolo si entra nel tema dei Mizuko Kuyo, che sono un insieme di pratiche rivolte al culto e alla memoria dei bambini abortiti. Questi riti sono una evoluzione/prosecuzione dei riti riservati agli antenati. In quarta di copertina è presente una spiegazione molto esauriente (ultima scan).
Il capitolo prende come esempio quattro luoghi dove vengono eseguiti i riti Mizuko Kuyo:
il tempio buddista di Hasadera (nella città di Kamakura); il tempio/cimitero Shiun-zan Jizo-ji nella prefettura di Saitama; i templi di vicinato; il monte Osorezan nella prefettura di Aomori.

martedì 29 giugno 2021

Mononoke, l'ora degli spiriti maligni



TITOLO: Mononoke, l'ora degli spiriti maligni
AUTORE: Matthew Meyer
CASA EDITRICE: Nuinui
PAGINE: 287
COSTO: 24,90€
ANNO: 2021
FORMATO: 27 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9782889354627


Terzo, e penso ultimo, titolo di Matthew Meyer sul mostruoso folklore nipponico:

La recensione è pressoché identica, i tre libri sono strutturati nel medesimo modo, ergo non mi resta che fare copia ed incolla del testo.
Premetto che io non sono un fan sfegatato del folklore nipponico, i tre libri di Shigeru Mizuki pubblicati dalla "Kappa Edizioni" mi sarebbero potuti anche bastare per eventuali mie ricerche:

Quello che ho trovato in più è stato il formato grande e le tavole a colori, qualche volta l'occhio vuole la sua parte.
Forse la fonte anglosassone, rispetto ai libri strettamente giapponesi sopra linkati, è un minus, dato che l'autore ha preso spunto da altri scritti in inglese e dallo stesso Shigeru Mizuki, quindi più fonti di seconda mano, ma comunque era un modo di avere racconti differenti per il medesimo mondo del folklore giapponese.
Quando faccio una ricerca, avere più descrizioni per un singolo personaggio, può tornare utile.
Il prezzo non è popolarissimo, 25 euro, moltiplicato per tre titoli fa un importo non basso, consiglio l'opzione sconti oppure farseli regalare da tre persone differenti  ^_^
Sfogliandolo resta il dubbio, rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni", che questi siano assai commerciali, un po' "acchiappa fanatici del Giappone", coloro i quali si prendono tutto senza discernere bene dal valore dello scritto, ma magari sbaglio. Comunque li ho presi, forse faccio parte pure io della categoria  T_T



Chiaramente i soggetti sono differenti, e qui sopra inserisco l'indice alfabetico di quelli presenti nel libro.
Rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni" questi della Niuniu contemplano l'indice in ordine alfabetico degli yokai presenti, piccola cosa, ma non ti devi sfogliare tutto un libro per cercare un nome...
Ogni spirito/mostro presenta la pagina sinistra con la sua descrizione, nella pagina di destra il suo disegno.
Nella descrizione possono esserci varie voci, non sempre presenti tra un soggetto e l'altro:
significato del nome; altri nomi; habitat; dieta; aspetto; comportamento; interazioni; leggende; origine; forme alternative



Anche in questo volume c'era allegato un foglietto con i libri della casa editrice, con qualche titolo differente rispetto alla precedente recensione.
Come si può vedere i temi disponibili sembrano molto "acchiappa fan del Giappone", mio punto di vista.

venerdì 25 giugno 2021

Il libro della Hakutaku, storie di mostri giapponesi



TITOLO: Il libro della Hakutaku, storie di mostri giapponesi
AUTORE: Matthew Meyer
CASA EDITRICE: Nuinui
PAGINE: 227
COSTO: 24,90€
ANNO: 2020
FORMATO: 27 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9782889353453


Nel precedente post ho mostrato il primo di tre di questa mini collana sui mostri e spiriti del folklore giapponese della casa editrice Nuinui, tutti scritti da Matthew Meyer:

La recensione è pressoché identica, i tre libri sono strutturati nel medesimo modo, ergo non mi resta che fare copia ed incolla del testo.
Premetto che io non sono un fan sfegatato del folklore nipponico, i tre libri di Shigeru Mizuki pubblicati dalla "Kappa Edizioni" mi sarebbero potuti anche bastare per eventuali mie ricerche:

Quello che ho trovato in più è stato il formato grande e le tavole a colori, qualche volta l'occhio vuole la sua parte.
Forse la fonte anglosassone, rispetto ai libri strettamente giapponesi sopra linkati, è un minus, dato che l'autore ha preso spunto da altri scritti in inglese e dallo stesso Shigeru Mizuki, quindi più fonti di seconda mano, ma comunque era un modo di avere racconti differenti per il medesimo mondo del folklore giapponese.
Quando faccio una ricerca, avere più descrizioni per un singolo personaggio, può tornare utile.
Il prezzo non è popolarissimo, 25 euro, moltiplicato per tre titoli fa un importo non basso, consiglio l'opzione sconti oppure farseli regalare da tre persone differenti  ^_^
Sfogliandolo resta il dubbio, rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni", che questi siano assai commerciali, un po' "acchiappa fanatici del Giappone", coloro i quali si prendono tutto senza discernere bene dal valore dello scritto, ma magari sbaglio. Comunque li ho presi, forse faccio parte pure io della categoria  T_T




Chiaramente i soggetti sono differenti, e qui sopra inserisco l'indice alfabetico di quelli presenti nel libro.
Rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni" questi della Niuniu contemplano l'indice in ordine alfabetico degli yokai presenti, piccola cosa, ma non ti devi sfogliare tutto un libro per cercare un nome...
Ogni spirito/mostro presenta la pagina sinistra con la sua descrizione, nella pagina di destra il suo disegno.
Nella descrizione possono esserci varie voci, non sempre presenti tra un soggetto e l'altro:
significato del nome; altri nomi; habitat; dieta; aspetto; comportamento; interazioni; leggende; origine; forme alternative






Il dubbio che la casa editrice abbia lanciato l'esca dei libri per i "fissati" del Giappone direi che è confermata dal pieghevole di quattro pagine che ho trovato in questo titolo.
Per i miei interessi gli unici tre che avrei potuto mai comprare sono questi dedicati ai fantasmi, spiriti, demoni e mostri nipponici.
Un particolare che non avevo notato nella precedente recensione riguarda due righe di pagina 3, in cui l'autore riporta tutti i nomi e cognomi (non italiani) di coloro che contribuirono al crowdfunding per poter pubblicare i tre libri.
Non conosco bene lo strumento del crowdfunding, ma di solito sono auto produzioni, mentre in Italia i tre libri sono stati pubblicati da una casa editrice che mette in commercio altri 15 libri sul Giappone di argomenti vari. Spero che, nel caso l'autore sia rientrato un pochino della spesa economica, rifonda i sostenitori anglosassoni(?) del contributo iniziale   ^_^

martedì 22 giugno 2021

Yokai, la parata notturna dei 100 demoni



TITOLO: Yokai, la parata notturna dei 100 demoni
AUTORE: Matthew Meyer
CASA EDITRICE: Nuinui
PAGINE: 223
COSTO: 24,90€
ANNO: 2020
FORMATO: 27 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9782889354221



Quando questo titolo era diventato disponibile online, assieme ai suoi due gemelli con cui forma un trittico a tema spiriti nipponici, lo avevo notato, ma non poter sfogliare un libro è un rischio per l'acquisto. Puoi ritrovarti materiale che non ti interessa o addirittura brutto, e durante questa pandemia con gli spostamenti ridotti all'osso, mi è capitato più di una volta, oppure non dai fiducia ad una copertina che sembrava invitante, ma che alla fine era solo una copertina.
In questo caso sbaglia a non compare il libro on line, in quanto, una volta sfogliatolo, ne ho apprezzato il grande formato e le belle tavole disegnate.
Premetto che io non sono un fan sfegatato del folklore nipponico, i tre libri di Shigeru Mizuki pubblicati dalla "Kappa Edizioni" mi sarebbero potuti anche bastare per eventuali mie ricerche:

Quello che ho trovato in più è stato il formato grande e le tavole a colori, qualche volta l'occhio vuole la sua parte.
Forse la fonte anglosassone, rispetto ai libri strettamente giapponesi sopra linkati, è un minus, dato che l'autore ha preso spunto da altri scritti in inglese e dallo stesso Shigeru Mizuki, quindi più fonti di seconda mano, ma comunque era un modo di avere racconti differenti per il medesimo mondo del folklore giapponese.
Quando faccio una ricerca, avere più descrizioni per un singolo personaggio, può tornare utile.
Il prezzo non è popolarissimo, 25 euro, moltiplicato per tre titoli fa un importo non basso, consiglio l'opzione sconti oppure farseli regalare da tre persone differenti  ^_^
Sfogliandolo resta il dubbio, rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni", che questi siano assai commerciali, un po' "acchiappa fanatici del Giappone", coloro i quali si prendono tutto senza discernere bene dal valore dello scritto, ma magari sbaglio. Comunque io li ho presi, forse faccio parte pure io della categoria  T_T


Rispetto ai tre libri della "Kappa Edizioni" questi della Niuniu contemplano l'indice in ordine alfabetico degli yokai presenti, piccola cosa, ma non ti devi sfogliare tutto un libro per cercare un nome...
Come si può vedere qui sotto, dove ho inserito la pagina del primo yokai, ogni spirito/mostro presenta la pagina sinistra con la sua descrizione, nella pagina di destra il suo disegno.
Nella descrizione possono esserci varie voci, non sempre presenti tra un soggetto e l'altro:
significato del nome; altri nomi; habitat; dieta; aspetto; comportamento; interazioni; leggende; origine; forme alternative

giovedì 3 dicembre 2020

L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo


TITOLO: L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo
AUTORE: Giacomo Mannocci
CASA EDITRICE: Il Cerchio Iniziative Editoriali
PAGINE: 493
COSTO: 38 €
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788884745217

Comprai questo saggio appena venne pubblicato, ma vista la sua tematica ed il numero di pagine ne ho sempre posticipato la lettura, temendo fosse un po' pesantuccio e difficile comprensione (per me), invece sbagliavo alla grande. Tralasciando alcune parti che sono gioco forza più giuridiche, la quasi totalità dello scritto è comprensibilissima, piacevole da leggere ed interessante. Aiuta la lettura il carattere di scrittura non minuscolo, le esaurienti note a piè di pagina, le riproposizione quando necessario di concetti già espressi, senza però diventare ripetitivo.
Si nota qualche refuso, che comunque non impedisce la lettura dello scritto.
Nella prefazione l'autore specifica che questo è un testo a carattere giuridico di diritto comparato, ma che spazia nella storia, religione e filosofia, perché tutti questi campi sono necessari per comprendere l'istituzione imperiale giapponese. 
L'autore prende in esame l'arco temporale che parte dalla "Rinnovamento Meiji", con la promulgazione della Costituzione del 1889 fino a quando il Tenno Akihito annuncia il sui desiderio di abdicare per motivi di anzianità, in mezzo ci sono altri due imperatori, il secondo dei quali ebbe una parte importante nella storia del Giappone e mondiale, oltre e vedere una modifica della Costituzione nel 1947.
Dal mero punto di vista del titolo di studio sono la persona meno adatta a recensire un testo di questo genere, posso solo dire che a me è piaciuto.

Capitolo 1
Si spiega come e quanto il diritto costituzionale giapponese non sia una mera appendice di quello europeo e statunitense, i cui influssi sono comunque presenti nelle Costituzioni del 1889 e del 1947. Il capitolo si concentra sulla figura costituzionale del Tenno.

Capitolo 2
E' illustrata la differenza tra la figura dell'imperatore/Re in occidente e quella del Tenno in Giappone. Il termine più corretto è "Tenno" rispetto ad "imperatore", visto che gli unici tre Tenno che furono realmente "imperatori" furono Meiji, Taisho e Showa (fino alla resa), in quanto possedevano un impero ed erano comandanti in capo delle forze militari. Il capitolo tratta anche la dimensione religiosa shintoista del Tenno, oltre all'etimologia del termine "Tenno", con tanto di spiegazione degli ideogrammi.

Capitolo 3
Il capitolo è dedicato al "Rinnovamento Meiji", una trattazione storico-giuridico-costituzionale che parte dal 1867. In questa fase il Tenno diviene il simbolo dello shintoismo di Stato, e quindi un dio/padre per tutti i giapponesi, che del Tenno fino ad allora poco o nulla sapevano. Sono elencati i primi atti Meiji, i viaggi in occidente per informarsi dei metodi di governo e costituzionali, allo scopo di redigere la carta costituzionale, che manterrà comunque peculiarità tute nipponiche. La nuova costituzione fu promulgata l'11febbraio 1889, essa si ispirava sia a quella britannica che a quella prussiana, con una prevalenza per quest'ultima, per il rapporto con l'esercito. Rispetto a le due costituzioni europee c'era l'aspetto del carattere religioso e sacro del Tenno, per il suo legame con la dea Amaterasu.

Capitolo 4
Con il quarto capitolo si entra nel ruolo e nelle attribuzioni che la costituzione imperiale del 1889 affidava al Tenno. In apertura sono illustrati i seguenti concetti:
1) il Tenno non solo regna ma pure governa;
2) Esiste un'unica Casa Imperiale che ininterrottamente regna sul Giappone perché affonda le sue radici nella discendenza diretta con la Dea del Sole Amaterasu Omikami.

Sono poi analizzati i vari protocolli inerenti il Tenno, in questa parte è spiegato il valore di legge dei "rescritti e delle ordinanze imperiali", per esempio i rescritti sulle forze armate e sull'educazione, che generarono il culto della personalità del Tenno. Da ricordare che il tentativo di colpo di Stato dei militari il 26 febbraio 1936 fu stroncato da Hirohito grazie ad una "ordinanza imperiale", a cui gli insorti semplicemente obbedirono. Quindi Hirohito, quando volle, intervenne per far valere la sua autorità (mia chiosa), come fece per la resa agli Usa.

lunedì 23 dicembre 2019

Storia del Giappone, dallo splendore del passato all'oscuro del presente



TITOLO: Storia del Giappone, dallo splendore del passato all'oscuro del presente
AUTORE: Rossana Carne
CASA EDITRICE: Enigma Edizioni
PAGINE: 305
COSTO: 18 €
ANNO: 2019
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788899303815


E' questo un saggio un po' particolare sulla storia del Giappone, in quanto la tratta nella sua interezza, quindi dall'epoca Jomon fino alla fine dell'era Heisei (con la recente abdicazione di Akihito), ma lo fa in circa 80 pagine (vedere scan dell'indice). Dato l'esiguo numero di pagine dedicate alla descrizione storica degli avvenimenti, il libro lo si può considerare, più che un saggio storico, un "assaggio storico". Vi sono elencati i fatti più importanti, poi, nel caso, il lettore interessato potrà approfondire ciò che lo ha incuriosito di più.
Finita la parte storica generalista, ci sono una serie di focus sia storici che di vari argomenti inerenti il Giappone, tra cui una larga parte religiosa ed esoterica.
Il motivo che mi ha spinto ad acquistare il libro è dato dal fatto che non sono mai riuscito a leggere il primo saggio di Rossana Carne sull'Unità 731, quindi immaginavo che qui sarebbero stati riproposti gli stessi temi. Per fortuna la mia ipotesi era corretta, e tutta la parte (circa 40 pagine) di approfondimento storico sulle varie unità create dal colonnello Ishii Shiro l'ho trovata interessante.
Rossana Carne tratta anche la questione del massacro di Nanchino e delle Comfort Woman (ianfu), sebbene entrambe molto meno approfonditamente.
A questo punto è giusto premettere che io sono interessato ai temi religiosi solo come descrizione sociologica del Giappone, mentre non mi interessa per nulla l'esoterismo, di qualsiasi nazione sia.
Mi interessa ancor meno quando pare trasparire dalla lettura, non solo una descrizione di tali pratiche, ma un coinvolgimento ed una credenza (legittima) dell'autore (fatto confermato dalla biografia degli autori).
Per lo stesso motivo per cui non guardo le trasmissioni di Roberto Giacobbo (o similari) e recensisco in maniera ironica la collana "Il mondo dell'occulto", non mi sono garbati i capitoli sul "Shinrin Yoko" (il respiro degli alberi), il Reiki e Onmyodo (l'esoterismo giapponese).
Più accettabili, per la mia ristrettezza mentale, i paragrafi sulla mitologia shintoista e il folclore, il rapporto con i cadaveri e i defunti, le mummie giapponesi (miiro).
Il capitolo finale riguarda i "Misteri del Sol Levante", dove viene trattata la questione (che non conoscevo) delle rovine sommerse di Yonaguni, però anche qui l'approccio mi è parso un po' in stile "Il mondo dell'occulto" di cui sopra  ^_^
Quello che, invece, non mi è per nulla chiaro, è perché si sia inserito nel capitolo "Misteri del Sol Levante" la trattazione dell'etnia Ainu... la popolazione ainu è studiata fino da quando i primi missionari occidentali li videro in epoca medioevale, non comprendo cosa abbiano di misterioso.
Stesso discorso per il paragrafo sui pirati giapponesi Wokou, perché sarebbero un mistero? Mistero...
Il linguaggio dello scritto è molto colloquiale, comprensibilissimo nella parte storica, meno nella parte religiosa, ma ciò dipende da miei limiti.
In pratica il libro contiene tematiche varie, meglio leggere l'indice o sfogliare il libro per valutare quante di esse facciano parte dei propri interessi.



Per quanto concerne la parte che a me interessava di più, cioè sull'Unità 731, è presente una biografia del colonnello Ishii, le attività delle varie unità costituite in Cina (731, Togo, 673, 100, 1644), infine è spiegato come dopo la guerra il tutto venne messo a tacere sia dalle autorità nipponiche che dagli Usa, in cambio dei dati "scientifici" ottenuti con le sperimentazioni sugli esseri umani. E' spiegato anche come, man mano, la popolazione e i media giapponesi presero coscienza (chi voleva aprire gli occhi) delle attività del colonnello Ishii.
C'è poi l'aspetto, che oscilla tra l'inquietante e l'incredibile, riguardante il Pokemon 731 presente nella versione del videogioco Nintendo pubblicata a metà degli anni 90. Questa non è la prima fonte dove leggo di queste congetture, che se poi nel gioco esistono veramente quei frame digitali delle foto originali, non si tratta più di invenzioni, ma di follia pura...
Dato che in italiano non si trovano video sulla parte del videogame dove si entra nella città di Lavandonia, in cui ci sono/sarebbero le immagini della pagina scannerizzata sopra, metto una ricerca su Yuo Tube:
https://www.youtube.com/results?search_query=Lavender+Town++731

L'indice del saggio

sabato 17 novembre 2018

Le religioni giapponesi nella società globale: buddhismo, shintoismo e nuovi movimenti religiosi


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Le religioni giapponesi nella società globale: buddhismo, shintoismo e nuovi movimenti religiosi
AUTORE: Ugo Dessì
CASA EDITRICE: Guida Editori
PAGINE: 347
COSTO: 16 €
ANNO: 2018
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPEPRIBILITA': disponibile nelle librerie a Milano
CODICE ISBN: 9788868664305


Il saggio analizza il ruolo che la globalizzazione culturale ha avuto nell'influenzare le religioni giapponesi. Per quanto mi riguarda a me interessava leggere qualcosa di recente sul panorama religioso nipponico, in particolare sulle numerosissime sette, che hanno un ruolo importante per una fetta non irrilevante della popolazione.
Personalmente speravo anche di leggere qualcosina sulla setta Aum Shinrikyo, visto che in italiano c'è disponibile ben poco, purtroppo la mia è rimasta una speranza.
Essendo un saggio indirizzato, a mio avviso, ai colleghi universitari dell'autore, oltre alla terminologia tecnica, sono di continuo citati altri studi e concetti a me sconosciuti. Questo fattore rende la lettura un po' ostica per larga parte del libro.
Per questo motivo, dopo la mia recensione a spanne, mi sono permesso di inserire le due pagine dell'introduzione in cui l'autore spiega il senso di ogni capitolo, nel caso che chi arrivi su questo blog abbia la necessità di avere informazioni più tecniche sul suo contenuto.
Mi ha sempre impressionato leggere della tantissimi sette religiose che in Giappone sono nate al di fuori delle chiese ufficiali di buddismo e shintoismo, ho preso nota dei loro nomi, solo delle sette, non delle varie "branchie" buddiste:
Soka Gakkai; Sekai Kyuseikyo; GLA (God Light Association; Kofuku-no-kagaku; Seicho-no-ie; Rissho Koseikai; Omoto; Sukyo Mahikari; Nipponzan Myohoji; Ittoene; Konkokyo Izuo Kyokai; Sohonzan Shitennoji; Tamamitsu Jinja; Tendaishu; Tenrikyo; Jodo Shinshu; Jodoshu; Shinyoen; Shingoshu.

Magari avrò equivocato, e qualcuno di questi gruppi non è una setta, ma una qualche scuola buddista, però nel saggio solo solo citate occasionalmente per altri scopi, non se ne parla direttamente, ergo non se ne capisce bene l'inquadramento.

giovedì 18 agosto 2016

Per Dio e l'Imperatore, i cristiani del grande Giappone imperiale


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Per Dio e l'Imperatore, i cristiani del grande Giappone imperiale
AUTORE: Federico Lorenzo Ramaioli
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 314
COSTO: 20€
ANNO: 2016
FORMATO:  24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': ancora disponibile a Milano
CODICE ISBN: 9788854893399

Nell'introduzione l'autore spiega bene lo scopo del suo scritto, cioè descrivere l'influenza che ebbero i cristiani (cattolici e protestanti) giapponesi nella società giapponese, a tutti i livelli, da quello politico, a quello culturale, non dimenticando neppure quello militare e nazionalistico. Nonostante i cristiani in Giappone non siano mai arrivati oltre l'1% della popolazione, l'influenza che hanno potuto esercitare sulla nazione è stata, in base alle ricerche dell'autore, molto alta. Il saggio riporta personaggi e situazioni di questa influenza dall'epoca Meiji fino al dopoguerra, in particolare il periodo del militarismo e del nazionalismo dagli anni 20 del 900 fino alla fine della guerra.
Il saggio è integrato con numerose note a fondo pagina, l'autore fa riferimento quasi sempre a libri di saggistica anglosassone, purtroppo dopo un po' leggere continuamente “si consulti”, “si veda”, “si legga” seguito dal titolo di un libro in inglese mi ha un tantino infastidito. Anche perché in alcuni casi lo scritto a cui fa riferimento l'autore è stato tradotto in italiano, quindi, forse, si poteva mettere il corrispettivo italico. E' possibile che non ci sia neppure un saggio in italiano sull'epoca Meiji che meritava di essere inserito nella bibliografia?
Non che non si possano mettere libri in lingue straniere nella bibliografia, o che non si possa richiamarli nelle note, però leggere solo titoli stranieri (2 o 3 eccezioni) mi è parso un po' troppo elitario. Potrà sembrare incredibile, ma certi argomenti possono interessare anche i non professori universitari ^_^
Ci tengo a precisare che il libro è scritto in maniera comprensibile (a parte qualche bella citazione in latino senza spiegazione...), ed il tema è poco trattato in lingua italiana. Peccato per i numerosissimi refusi di stampa, di cui l'autore non ha ovviamente responsabilità, ma danno abbastanza fastidio.
Eccone un esempio, il non plus ultra (tanto per mettere un po' di latino e fare il figo anch'io)  dei refusi, un bel "xche" da messaggino, senza neppure l'accento sulla "e"  >_<
E' presente in una nota a pagina 219, ma io leggo anche le note.



Pur restando lo scritto molto interessante, mi pare di aver notato che l'autore prenda una posizione semi assolutoria verso le responsabilità belliche e morali di quel Giappone (e dei suoi protagonisti, anche cristiani). Non che neghi i crimini di guerra, ma sovente si oppone ad una rappresentazione che metta troppo in cattiva luce il Giappone. La mia è solo una sensazione, nata dalla lettura di continui piccoli distinguo presenti in tutto il saggio riguardo le responsabilità del Giappone. A questo riguardo ci sono punti del libro la cui logica di fondo mi sfugge, probabilmente a causa di mie mancanze storico/religiose/culturali, ma che mi hanno un po' rovinato il piacere della lettura. Più sotto metto un esempio presente a pagina 157 del libro.
Nel primo capitolo si passa brevemente in rassegna la storia dei cristiani in Giappone, dal loro arrivo nel 1546 alle persecuzioni dell'epoca Tokugawa. Segue la situazione dei cristiani in epoca Meiji, che con la fine del bando religioso imposto dagli shogun permise sia il ritorno dei missionari occidentali, che l'uscita allo scoperto dei “cristiani nascosti” giapponesi (“kakure kirishitan”). Vengono descritte le attività politiche e riformatrici di personalità di fede cristiana in epoca Meiji.
Col secondo capitolo si inizia a trattare il periodo storico inerente il tema del saggio. L'autore spiega più volte (in tutto il libro) che durante lo scivolamento del Giappone verso l'autoritarismo, i cristiani non subiranno persecuzioni per la loro religione. E' un concetto che viene argomentato spesso, a voler dimostrare che il fascismo giapponese (termine su cui l'autore non concorda) si differenziò totalmente da nazismo e fascismo europei. A mio avviso, però, il punto sarebbe un altro, stante che i giapponesi non facevano discriminazioni religiose e i cristiani erano liberi di professare il proprio credo, bastava semplicemente che non si opponessero al regime. 

domenica 4 ottobre 2015

Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno



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TITOLO: Riflessioni sul Giappone Antico e Moderno
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 487
COSTO: 25 €
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Raro nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854879393

Questo libro nasce in onore della celebrazione di due anniversari:
il cinquantesimo anno dall’inaugurazione del Nihon Bunka Kaikan di Roma e il quarantesimo anno dalla fondazione dell’Associazione Italiana di Studi Giapponesi.
Infatti in uno dei primi contributi, che funge un po' da prefazione, Iwakura Tomodata rievoca la nascita del Nihon Bunka Kaikan di Roma, essendone stato tra i primi docenti.
Il saggio è diviso in cinque sezioni, e contiene 22 diversi contributi su tematiche differenti. Non essendo io un tuttologo nippologico, alcune tematiche mi sono estranee, altre non le ho proprio capite, ergo ho evitato di recensire le parti che non capito o che trattano argomenti che non mi interessano. Questo è lo svantaggio di questa tipologia di saggio, alcuni temi li si trova interessanti, altri poco o nulla, alcuni contributi sono scritti in maniera che anche un neofita possa intuirne il senso, altri sono scritti solo per gli addetti ai lavori.


Il Giappone nel diritto comparato. Un'analisi socio-legale attraverso la percezione del contenzioso
Giorgio Fabio Colombo

Il basso tasso di ricorso agli avvocati è un aspetto della società giapponese che molto spesso viene portato ad esempio della “diversità” della società nipponica rispetto al nostro occidente, o all'Italia.. L'autore smentisce questa asserzione abbastanza radicata, entrando, pur nell'esiguo numero di pagine, nel meccanismo legale nipponico.
Il contributo di Giorgio Fabio Colombo sarebbe da leggere assieme agli altri libri che sono usciti in Italia sulla medesima tematica:
L'unica grossa pecca sono le citazioni lasciate cortesemente in inglese, i miei 25 euro ringraziano sentitamente...


La Mano degli dei. La frode Fujimura e l'origine dei giapponesi
Simone Dalla Chiesa

Quando ancora non esisteva il web, il mio interesse per il Giappone era il medesimo, più concentrato sugli articoli giornalistici, a dire il vero abbastanza rari. Un fatto di cronaca giapponese che ricordo di aver letto, e che mi colpì molto, fu quello dell'archeologo dilettante (non laureato!!!) Fujimura Shin'ichi, che aveva il dono di trovare reperti in luoghi dove nessuno prima aveva mai recuperato nulla. 
Questo scritto mi ha permesso di riportare a galla la memoria di quei lontani articoli, oltre a darmi una panoramica più chiara sui fatti accaduti. 
Nel contributo di Simone Dalla Chiesa viene ben spiegato in cosa consistette la clamorosa frode del paleolitico inferiore ad opera di Fujimura, che nel novembre del 2000 venne beccato in flagranza di reato da un quotidiano nazionale, mentre interrava reperti archeologici che, in seguito, esso stesso avrebbe scoperto. L'inganno durava incredibilmente da 25 anni, con Fujimura che scovava miracolosamente reperti eccezionali in luoghi già ampiamente sondati, e che mai avevano dato alla luce oggetti simili. Nonostante alcuni studiosi avessero sollevato dubbi sulla autenticità dei ritrovamenti, portando a loro sostengo l'irregolarità degli scavi e numerose anomalie scientifiche dei pezzi, la grande maggioranza degli studiosi fingeva di non vedere le incongruenze di quei reperti. Infatti, grazie alle straordinarie scoperte di Fujimura, che dimostrava per lo meno una fortuna a dir poco sospetta, si poteva teorizzare la superiorità e l'unicità degli uomini preistorici nipponici, e quindi della “razza giapponese”.
Il capitolo andrebbe letto una volta al mese ai fanatici del Giappone.

sabato 11 aprile 2015

I dieci colori dell'eleganza, saggi in onore di Maria Teresa Orsi


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TITOLO: I dieci colori dell'eleganza, saggi in onore di Maria Teresa Orsi
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Aracne
PAGINE: 660
COSTO: 25 €
ANNO: 2013
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854858565


Il libro contiene ben 35 saggi su vari aspetti del Giappone, il cui tema conduttore è, però, l'intenzione di omaggiare Maria Teresa Orsi, importante studiosa di tematiche giapponesi.
Dato che non sono un tuttologo nipponista, mi pare giusto ammettere che non ho potuto fare una recensione completa dei 35 capitoli, alcuni dei quali contengono argomenti che non conosco assolutamente e/o che non mi interessano assolutamente e/o che non sono neppure in grado assolutamente di comprendere. Per esempio, come si può vedere dall'indice dei libri, non sono un lettore di romanzi, quindi la letteratura mi è praticamente sconosciuta, e non solo quella.
Direi allucinante il capitolo "Il sincretismo di caso in giapponese. Regolarità e casi problematici", di cui metto la scan della prima pagina, tanto per rendere l'idea...
Nel saggio, invece, c'erano argomenti che mi interessava approfondire, in quanto poco indagati da altri libri, e che mi hanno spinto al suo acquisto. Ergo questa sarà una recensione parziale, nei limiti di ciò che più o meno conosco.
Devo, purtroppo, far notare che, forse a causa anche delle 660 pagine del libro, queste tendono a staccarsi... la rilegatura non le tiene... quindi bisogna evitare, almeno nella mia copia, di aprire troppo il libro... considerando che costa 25 euro è un difetto poco accettabile.
Come spesso accade in saggi considerati per gente colta, molte citazioni in inglese o francese sono state lasciate in inglese o in francese... ringrazio sentitamente gli autori e la casa editrice per la gentile cortesia a fronte dei 25 euro spesi per l'acquisto del libro.
Per ogni capitolo ho scritto, dove mi è stato possibile, un minimo di descrizione del suo contenuto. 

martedì 31 marzo 2015

L'adorazione degli antenati


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TITOLO: L'adorazione degli antenati
AUTORE: Nobushige Hozumi
CASA EDITRICE: Editrice Thule Italia
PAGINE: 115
COSTO: 18€
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788897691235

Questo libro è stato scritto nei primi anni del 900, pubblicato in Italia nel 1941, se in origine il suo scopo fu quello di illustrare il culto degli antenati in Giappone dal punto di vista di uno studioso giapponese, in contrapposizione agli scritti occidentali del periodo, la sua lettura oggi, oltre ad avere un valore storico, ha anche una valenza religiosa. Infatti sono spiegate le prassi e le origini delle cerimonie inerenti il culto degli antenati. Partendo dai riti più semplici svolti in casa, fino alle cerimonie imperiali e alle feste nazionali. Dal punto di vista sociale il fine ultimo di tutte queste numerosissime cerimonie, riti e festività era quello di identificare l'imperatore (e la famiglia imperiale) come il padre (e la famiglia) di tutti i giapponesi e del Giappone, in modo che l'obbedienza, il sacrificio e la coesione sociale portassero ad controllo più agevole delle masse.
Allo scritto di Nobushige Hozumi non c'è alcuna prefazione o introduzione ad opera di questo editore, che si è limitato a ristampare il libro pubblicato nel 1941, al modico prezzo di 18 euro... direi veramente eccessivo. L'unica aggiunta è una appendice finale con uno scritto vaneggiante di un professore nazista che inneggiava alla potenza di Giappone e Germania, unite da una storia ed una cultura comune(?), e destinate dominare il mondo. Non capisco proprio il senso di queste ultime 14 pagine... l'editore ce le poteva tranquillamente risparmiare, magari riducendo in proporzione il prezzo del libro. Benché sia ovviamente contrario a rovinare un libro, come provocazione potrei suggerire di comprare il libro, se lo si trova scontato(...) e strappare le ultime 14 pagine, tanto sono totalmente inutili.
Nella prima parte l'autore contesta gli scrittori occidentali che hanno ipotizzato l'origine dell'adorazione degli antenati col timore verso gli spettri dei genitori defunti. Per Nobushige Hozumi fu l'amore a generare la pratica di fare offerte agli antenati. Il culto degli antenati nacque in tutte le comunità primitive con lo scopo di rafforzare i legami di gruppo, che non era più limitato ai fratelli e alle sorelle, ma si stava allargando a livelli di parentela più ampi, ed in cui il legame di sangue iniziava ad indebolirsi. Il culto degli antenati rafforzava la coesione del gruppo.
Con questa seconda parte l'autore spiega la consuetudine nipponica del culto degli antenati. Per primo illustra i due altari presenti in una casa giapponese: il kamidama (“mensola di dio”) dello shinto; il butsudan (“altare di Budda”) del buddismo.
Tre sono i soggetti, ricollegabili tutti al culto degli antenati, venerati su questi due altari.

lunedì 25 agosto 2014

Giappone soprannaturale. Mostri, demoni e animali mutaforma nell'immaginario del Sol Levante


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TITOLO: Giappone soprannaturale. Mostri, demoni e animali mutaforma nell'immaginario del Sol Levante
AUTORE: Marta Fanasca
CASA EDITRICE: Libreriauniversitaria Edizioni
PAGINE: 102
COSTO: 9€
ANNO: 2014
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788862924962

Lo scopo dell'autrice, oltre ad illustrare l'importanza del folklore nella cultura nipponica, è quello di valutare quanto dei racconti sugli yokai è sopravvissuto nel Giappone contemporaneo. Infatti i mostri, spiriti e demoni iniziarono a perdere d'importanza nella società giapponese in epoca Meiji, l'era della tecnologia e della scienza, mentre nella precedente era, quella Tokugawa, avevano raggiunto il massimo della popolarità. Marta Fanasca mixa i semplici racconti folkloristici con altri fattori: sfumature linguistiche; rapporto con la letteratura e l'arte; studi sociologici ed antropologici.
Arrivando a mettere assieme uno scritto sempre interessante, probabilmente il migliore disponibile fino ad oggi sul soprannaturale in Giappone, anche considerando il prezzo esiguo del saggio. Le sole 100 pagine di cui è composto non traggano in errore, il formato del libro è abbastanza grande e il carattere in cui è scritto è ridotto, considerando che arriva a toccare fino ai giorni nostri, penso sia una lettura obbligata per gli appasionati di mostri e spiriti giapponesi.
Nel primo capitolo, oltre ad una spiegazione linguistica (presente in tutto il saggio) del carattere usato per scrivere “yokai” (“yo” = qualcosa che attrae/incanta; “kai” = apparizione/mistero), si ripercorre la storia dei mostri dai racconti del “Nihon Ryoiki” (823 DC) fino all'epoca Meiji.
Nel raccontare l'evolversi degli yokai nel tempo e la nascita continua di nuovi fenomeni paurosi l'autrice spiega il significato del carattere usato per scrivere “mononoke”, il significato inteso quando venne coniata la parola in epoca Hein: “mono” = qualcosa di non specificabile, strano, senza una chiara forma, straordinario, da temere come una forza esterna; “ke” = incertezza/mistero.