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Visualizzazione post con etichetta Lady Oscar film live. Mostra tutti i post
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sabato 10 gennaio 2026

LP Lady Oscar live movie original soundtrack - Michel Legrand (1979)



Sul film live di "Lady Oscar" in Italia ai tempi non venne pubblicato nulla, quasi nulla dopo, e non è che in Giappone ci siano chissà quante pubblicazioni, qualcosina ho trovato un po' alla volta in questi anni:



Questo film mi ha sempre affascinato, quindi, se posso, cerco di accaparrarmi altro materiale, benché nipponico.
Questa volta ho recuperato uno degli LP con la colonna sonora, che era l'unica cosa decente del film... Michel Legrand fece un gran bel lavoro, il tema principale ed un altro paio di brani sono molto belli.
Quindi resta il mio giudizio sulla qualità della colonna sonora in contraltare a tutto il resto, anche se aver letto l'analisi di un critico cinematografico, mi ha aiutato a capire taluni scelte artistiche del regista:

Di vinili con la soundtrack del film ne vennero messi in commercio più di uno, ho trovato un canale di Youtube che ha caricato una sua colonna sonora:

I brani del link qui sopra e quelli presenti nell'LP di questo post mi paio gli stessi, ma per evitare di dare informazioni errate, ho caricato un paio di video con qualche spezzone sia del lato A che del lato B del vinile.


           


Brevi spezzoni dei brani presenti nel lato A dell'LP.


           


Brevi spezzoni dei brani presenti nel lato B dell'LP.

Per il resto ho proceduto come mio solito, inserendo immagini dell'LP (da me acquistato all'estero) con qualche traduzione automatica del testo.
Quando si decide di scrivere qualcosa su un argomento, può essere una buona idea recuperare il materiale originale, non limitarsi a cogliere i comodi e gratuiti contenuti del grande albero del web.
Specialmente se si sta scrivendo un contributo per un contenuto a pagamento, poi è ovvio che sia più economico far spendere i sodi agli altri, magari senza neppure citarli   ^_^

martedì 6 gennaio 2026

Il cinema di Jacques Demy (capitolo sul film live di Lady Oscar)



TITOLO: Il cinema di Jacques Demy 
AUTORE: Valerio Carando
CASA EDITRICE: Gremese
PAGINE: 207
COSTO: 29€
ANNO: 2025
FORMATO: 23 cm x 16 cm 
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788866922278



Premetto che sono totalmente ignorante riguardo al cinema francese, tendenzialmente non sono neppure un fan della cinematografia dei cugini, faccio fatica ad approcciarmici... fanno eccezione proprio quei cinque/sei film un po' più movimentati  ^_^
Chiaramente sono anche ignorante riguardo la filmografia del regista Jacques Demy, se non per l'unico film che vidi il 25 dicembre 1982, cioè il film live di "Lady Oscar" prodotto nel 1979.
Quindi mi son comprato tutto un libro sui film di Jacques Demy a 29 euro per leggere solo le nove pagine del film trash su Madamigella Oscar, con la bellissima Catriona MacColl   ^__^
Chiunque vide questo film il giorno di Natale 1982 ne rimase estremamente deluso/a, l'unico plus fu la scena con l'attrice protagonista che mostrava le sue beltà della parte superiore del busto  :]
Tutti coloro che l'hanno rivisto da adulti sono rimasti ugualmente schifati dal risultato totale e finale del film, ma il mio dubbio era dato dal cercare di capire cosa ne pensasse un critico cinematografico che non fosse influenzato dall'essere fan della Lady Oscar dell'anime.
Vuoi vedere che sono/siamo stato/i troppo severi con questo film?

Inoltre mi interessava leggere qualche eventuale informazione aggiuntiva, magari presa dalla stampa francese o giapponese del periodo, comunque avere un punto di vista da una fonte differente dal solito.

Risposte?
Compratevi il libro, breve, ma interessante lettura, priva dei pregiudizi di un fan dell'anime.

Edit del 10 gennaio 2026
Seppur non voglia spoilerare nulla  delle pagine inerenti il film di "Lady Oscar" in un saggio che analizza tutta la filmografia di Jacques Demy, mi pare giusto precisare che non è mai citato il manga, mentre, come si vede dalla pagina qui sotto, l'anime si.
Peccato che il film venne prodotto prima dell'anime, quindi Jacques Demy non poteva avere in mente la "Lady Oscar" dell'anime, al massimo quella del manga, immagino descritta da Riyoko Ikeda.



sabato 3 febbraio 2024

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 15 dicembre 2023/gennaio 2024


Questo numero 15 di dicembre 2023 e gennaio 2024 di "Nippon Shock Magazine" è arrivato nella mia edicola il primo febbraio, la puntualità non è il forte della casa editrice   :]
Nel suo editoriale il direttùr della rivista annuncia una prossima ventura nuova testata di speciali monografici (come quello di Lamù e questo su Lady Oscar), che avrà una cadenza bimestrale o trimestrale. Spero solo che non si trasformi nella prima rivista bimestrale con uscita quadrimestrale, visti i ritardi cronici di NSM   :]
Nella recensione del numero 14 di NSM mi permettevo di far notare che il prezzo era rimasto di 9,90 euro a fronte di una diminuzione di pagine (106 pagine) rispetto ai primi numeri con i manga (140 pagine).
Questo speciale su Lady Oscar è di 82 pagine, una ventina in meno della precedente uscita e circa 60 pagine in meno rispetto ai primi numeri con i manga, il tutto sempre a 9,90 euro.
Sapevo che l'inflazione si mangiasse i risparmi, non pensavo anche la carta  ^_^

Questo speciale su Madamigella Oscar si concentra solo sul versante nipponico delle varie rappresentazioni, in un prossimo numero verranno analizzati i riscontri italici.
Alla fine se c'è Lady Oscar in copertina si ha l'obbligo di comprarlo, le immagini sono giustamente molte e belle (molto accurata la veste grafica), come è ovvio che sia in una rivista, ma sommata al numero di pagine inferiore rispetto al solito, riduce un pochino, secondo me, il numero di scritti disponibili, che comunque restano interessanti.
Va da sé che un fan della nobile spadaccina franco nipponica troverà meno informazioni nuove rispetto ad un neofita del tema, ma questa non è una colpa della rivista e neppure di coloro che vi hanno scritto, ma semplicemente la conseguenza ovvia per una tematica abbastanza consueta.
Difficile affrontare il tutto da nuove angolazioni.


Dal sommario si può comprendere il taglio quasi del tutto prettamente nipponico, scelta sensata da parte della redazione.
Come di prassi mostro alcune pagine degli scritti che mi sono parsi più interessanti, mio punto di vista personale, per quello che vale  :]


Bello il primo scritto introduttivo su Riyoko Ikeda ad opera di Monica Moretto, che ha redatto gran parte degli scritti.

sabato 24 giugno 2023

Lady Oscar, il vento della rivoluzione - Saggi e prospettive critiche



TITOLO: Lady Oscar, il vento della rivoluzione - Saggi e prospettive critiche
AUTORE: Laura Luzi
CASA EDITRICE: Weird Book
PAGINE: 535
COSTO: 32,90 
ANNO: 2023
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788831373968


Uno dei tanti pregi del saggio sono le interviste o stralci di interviste, che rendono bene le opinioni degli autori riguardo a Lady Oscar ma anche più in generale sull'animazione seriale nipponica del periodo.
In particolare mi ha colpito un ragionamento di Osamu Dezaki sulla sceneggiatura degli anime, che pare scritto apposta per sbugiardare coloro i quali giustificavano e giustificano in Italia gli stravolgimenti degli anime da parte di Fininvest/Mediaset.
La testimonianza dell'autore è riportata a pagina 309, mi permetto di inserirla nella sua totalità, perché andrebbe "spammata" sul web, "perché semplificare?"





Non erano cretini i bambini e ragazzi giapponesi, non eravamo cretini noi nel 1982, infatti vedemmo tutto quasi senza censure, ma non erano cretine neppure le successive generazioni, che invece si videro Lady Oscar (e non solo) massacrata dai tagli perché semplificarlo avrebbe reso tutta la storia più comprensibile per i più piccoli...
Torno alla recensione.
A  scanso di equivoci preciso e premetto che il saggio nella quasi totalità mi è piaciuto e mi ha fornito anche molte informazioni che non conoscevo, leggendolo si capisce quanta passione e quanto tempo l'autrice ha dedicato negli anni a questo suo corposo scritto su madamigella Oscar.
Sui contenuti dei singoli capitolo vi tornerò man mano nella recensione, che potrà essere solo abbastanza approssimativa, visto il numero di pagine e i tanti argomenti toccati, parto, però con la più grossa pecca del saggio, che forse, a mio avviso, si sarebbe potuta in parte evitare con un maggiore aiuto da parte dell'editore:
Le ripetizioni di aneddoti ed informazioni.

Di norma l'editore, prima della pubblicazione o durante la stesura dello scritto, dovrebbe accompagnare l'autore rendendo i contenuti più organici possibile, facendo notare, forse, quello che a me è saltato abbastanza in fretta all'occhio, cioè che all'interno di uno stesso capitolo o in qualche caso del medesimo paragrafo venivano ripresentati i medesimi concetti, aneddoti ed informazioni lette poco prima.
Capisco che se si racconta un fatto nel primo capitolo, quando si arriva al sesto lo si debba ripetere se il tema lo necessita, ma non più volte nell'arco di poche pagine...
Ci sono punti del libro che soffrono moltissimo di questo aspetto (negativo), altre di meno o per nulla. In alcuni casi ho quasi avuto l'impressione che gli scritti fossero stati elaborati in periodi differenti e/o per lettori di altre piattaforme, ed ora aggregati per il libro, ma senza, appunto, che qualcuno supervisionasse il tutto, "asciugando" le parti già enunciate.
Ho iniziato a notare l'aspetto ripetitivo a pagina 50, dove si spiega che Ennio Melis della RCA fu il padre dei cantautori italiani, per poi rileggerlo a pagina 53... 
Che le sigle degli anime fossero editate dalla sezione "Original Cast", le colonne sonore della RCA Italia, è scritto a pagina 48, 51 e 53.
Che la RCA fu diretta da Ennio Melis fino al 1983 a pagina 49, 50 e 53.
L'aneddoto su Vittorio Balini inerente le sigle, in cui esortava a "non perdere tempo su inizio pezzo e secondi di pubblicità, io vendo 20, 30 gelati, poi ti metto più musica" è ribadito a pagina 50, 53 (un po' modificato) e 54.
In particolare i paragrafi 3 e 4 del secondo capitolo della prima parte soffrono molto di queste ripetizioni di concetti ed informazioni
Più avanti viene raccontato come in Giappone la serie venne interrotta per trasmettere una partita di baseball (si spiega il perché che non svelo), ma questa informazione viene ribadita molte volte, tanto che l'ho memorizzata  ^_^
Possibile che non ci sia stata una figura editoriale che abbia notato la cosa e vi abbia posto rimedio?
Per esempio che a pagina 280 (parte superiore) in poche righe è ripetuto due volte l'informazione sulla nascita della società MadHouse.
Tra pagina 280 e 281 è ripetuto due volte che alla Mushi erano bravi ad illustrare, mentre alla Toei erano bravi ad animare il movimento.
A pagina 311 e pagina 316 che gli ekonte disegnati da Dezaki per la prima serie di Lupin III non vennero modificati da Miyazaki, uso a mettere le mani nei lavori altrui.
A pagina 317 viene rispiegato che Dezaki rifiutò la regia di Lady Oscar perché era impegnato in altri progetti, lo avevo già letto molte volte nelle pagine precedenti.
A pagina 356 ho smesso di contare le volte che ho letto che in Giappone chiamano la "scena delle lucciole" la scena in cui Oscar ed André consumano il loro primo ed unico atto sessuale.
Ribadisco che la mia critica è indirizzata alla casa editrice.



Mentre quella che mostro qui sopra è, invece, una critica all'autrice, quando riporta in quarta di copertina che questo saggio "è la prima ricerca in Italia su un case study nella storia della tv italiana".
Non so, a me are che altre serie animate siano state analizzate in singoli saggi con la medesima attenzione che la Luzi dedica a Lady Oscar, e forse in alcun casi anche con maggiore analisi.
Poi, sicuramente, io non ho ben chiaro il concetto di "case study"  :]

Ricomincio la recensione dall'inizio del saggio.

domenica 21 maggio 2023

"Special Edition Movie Rose of Verasilles "Lady Oscar" - Roadshow 5 aprile 1979


Dopo infinite ricerche ed attese sono riuscito a farmi arrivare dal Giappone (ad un prezzo ragionevole) questo speciale su film live di Lady Oscar girato, è sempre giusto ricordarlo, prima che venisse prodotta la serie animata.
Chiunque vide questo film il giorno di Natale del 1982 su "Italia 1" non può esserne rimasto immune emotivamente, sarà rimasto/a deluso/a, ma anche un po' turbato (solo al maschile) dalle nudità mostrate da Oscar, non credo possa essere piaciuto a qualcuno dei milioni di fan italici di madamigella Oscar, ma i gusti son gusti.
Resta che questo film live è divenuto un piccolo cult movie, di cui in italiano, purtroppo, non venne pubblicato materiale cartaceo, ergo bisogna rifugiarsi nel materiale editoriale in lingua originale, come l'opuscolo qui sotto linkato:

Solo che l'opuscolo era uno spillato di 28 pagine, mentre questa è una rivista di 146 pagine interamente dedicata al film!
Non c'è dubbio che l'editoria giapponese era avanti un cinquantennio rispetto a quella italica, un prodotto del genere non venne pubblicato nemmeno per un "Guerre Stellari", figuriamoci per un filmetto televisivo tratto (si pensava) da un cartone animato giapponese...
Ho cercato di tradurre una parte delle pagine con il Traduttore di Google per immagini, pensavo peggio, in larga parte il testo è comprensibile. In alcuni casi manca qualche riga perché era posta sul limite interno della pagina, e si fatica fin a leggerla, lo scanner non la vede.
Ad un certo punto il processo di traduzione è divenuto ancor più caotico, con frasi messe a caso e senza alcun senso, quindi ho interrotto.

Vorrei far notare che in copertina si vede una folla smisurata, mentre nel film le comparse sono così poche che la questura di Parigi avrebbe riportato qualche decina di persone ^_^
Se si guarda con attenzione sotto la fila di soldati si vedrà che sono state riproposte le medesime persone, tipo un  photoshop del 1979  :]


"Tutto su Oscar e Andrè"!
Nel 1982 si sarebbe potuto resistere ad un titolo così su una qualsiasi rivista italica?  :]



Il sommario (che sarebbe stato in fondo alla rivista), in pratica in questa rivista ci dovrebbe essere tutto quello che si dovrebbe sapere su questo film, a pagina 105 "tutta la storia del film", interviste, testimonianze, dietro le quinte, la parte storica del film ed, infine, una quantità industriale di immagini, ma non solo quelle poster!
Chi è abituato a sfogliare gli artbook sa bene che sono presenti sempre doppie o triple pagine che fungon0, una volta spaginate (è il termine giusto?), da mega poster.
In questa rivista ci sono più fogli di questo tipo:
a) 41,5 cn x 25,5 cm = Oscar in uniforme blu (scritta in basso "Catriona MacColl in Lady Oscar");
b) 41,5 cn x 25,5 cm = Andrè che stringe Oscar che indossa l'uniforme;
c) 35,5 cm x 25,5 cm = Osca seduta al clavicembalo che indossa un abito di corte;
d) 71(!) cm x 25,5 cm = Oscar in uniforme blu a cavallo;
e) 35,5 cm x 25,5 cm = Oscar in borghese ed Andrè (scritta in alto "Oscar and Andrè on 14, jul 1789").

A questi fogli/poster fronte/retro vanno aggiunte numerose doppie pagine.
In apertura della rivista ci sono i fogli "a" e "b", il secondo riporta un breve dialogo in inglese della scena.

giovedì 4 marzo 2021

TV Sorrisi e Canzoni dal 19 al 25 dicembre 1982 - il film di Lady Oscar su Italia 1; anime sulle tv locali; costi dei videogiochi


Mi sono accorto che dell'anno 1982 avevo postato solo un altro "TV Sorrisi e Canzoni" completo (o quasi), quindi mi son ritrovato a dover scegliere un numero che mi paresse meritorio di essere reso pubblico, e quale se non quello con il film con attori in carne ed ossa di "Lady Oscar"?  ^_^
Dal numero ho tolto un po' di articoli che mi son sembrati superflui, tra cui entrambi quelli sul cinema e l'intervista a Craxi, forse il lungo articolo sulla Cina aveva senso inserirlo, ma le scan erano già tante.
Ho tagliato un articolo sull'obesità, la rivista è piena di pubblicità di dolci, dicasi coerenza  ^_^
E' presente un riquadro con vari suggerimenti per i regali natalizi, con tanto di prezzi, compresi una serie di videogiochi.
Alla fine del 1982 gli anime erano ancora ben presenti, specialmente sulle emittenti locali, avevamo passato il periodo del boom del 1979 e 1980, ma ancora i cartoni animati giapponesi erano parte integrante dei palinsesti. Certo, ormai erano molto spesso delle repliche, repliche delle repliche delle repliche. Ho quindi fatto un collage di tutte le serie visibili nella settimana, inserendo anche i telefilm giapponesi, arrivando ad una trentina di serie, non poche. Ci sono anche due lungometraggi animati, uno dei quali resta un capolavoro assoluto, ma un po' ostico per un bambino.

Ricordo abbastanza bene, per quel che è possibile a distanza di quasi quattro decenni(...), l'attesa per vedere Lady Oscar dal vivo in quella sera natalizia del 1982, alla luce lampeggiante dell'albero di Natale. 
Il film si rivelò una cocente delusione, se non per quella singola scena in cui l'eroina franco-nipponica mostra le sue beltà   ^_^
A posteriori era facile immaginare che mai nessun film dal vivo avrebbe potuto corrispondere alle aspettative di un fan della serie animata, come le fan più accanite del manga in Giappone restarono deluse dall'anime.
Ai tempi, inoltre, nessuno sapeva che questo film era stato girato prima dell'anime, non c'erano notizie, nulla si sapeva se non quello riportato dalla sinossi e dai dati del film:
"Lady Oscar, di Jacques Demy (Francia-Giappone, 81) con Catriona Maccoll

Dopo aver trionfato in tutto il mondo come cartone animato, Lady Oscar, la guardia del corpo della regina Maria Antonietta, diventa una spadaccina in carne e ossa che vedremo coinvolta anche nella Rivoluzione francese. A far vivere Lady Oscar è Catriona Maccoll. IL film è una coproduzione franco-giapponese."

Era errato l'anno, non il 1981 ma il 1979... 
Ho qualche dubbio sul fatto che l'anime avesse avuto un successo planetario, più che altro non capisco da dove presero la notizia, visto che cannavano pure l'anno di produzione.
Mi sorge il dubbio che il film lo postdatarono di proposito per illudere i giovani fan (tra cui il sottoscritto) che fosse stato girato dopo.
Nel giugno 2014 ho postato l'opuscolo giapponese del film, con annessa mini recensione per immagini del lungometraggio, ben si coniuga con questo post:

Preciso che quando ho scritto la rece del link il manga non l'avevo ancora letto, ho colmato la grave lacuna solo successivamente, ed una volta letto non riuscivo ad abituarmi a certe situazioni narrate, proprio perché il mio imprinting di Lady Oscar lo avevo avuto dall'anime.
Quindi per me il film è immondo, mentre il manga è bello, ma con delle caratterizzazione dei personaggi a cui è difficile abituarmi.
La sinossi è corretta, il titolo sappiamo che fu una invenzione del primo distributore italiano nel 1969 e che è rimasta incollata al film fino ad oggi, l'anno è quasi giusto (sarebbe il 1969), ma quello che colpisce sono gli autori.
"La grande avventura del piccolo principe Valiant" di Vasuo Othsuka, con Kazuo Fukasawa"

Il povero Isao Takahata manco è citato... 
Immagino che Vasuo Othsuka fosse Yasuo Otsuka, e Kazuo Fukasawa dovesse essere Kazuo Fukazawa (da Wikipedia), il web non esisteva, libri zero, ci si affidava ad altre pubblicazioni, in questo caso direi a "Segnalazioni Cinematografiche", che riporta i medesimi nomi:

Piccolo ricordo personale, ma me inquietava il canto di Hilda...

giovedì 19 giugno 2014

Opuscolo giapponese sul film live di Lady Oscar - 1979/80 (ベルサイユのばら)



Nel 1979 venne girato l'ormai famigerato film dal vivo dal pretenzioso titolo "Lady Oscar". Penso che quando si giudica questo lungometraggio sarebbe necessario sforzarsi di ricordarsi che è antecedente rispetto alla serie tv, anche se ciò non è facile. Personalmente non ho mai letto il manga, è l'anime lo adoro così tanto che mi è praticamente impossibile vedere il film senza paragonarlo alla serie tv, infatti, alla fine, "Lady Oscar the movie" risulta assai deludente, sotto quasi tutti gli aspetti.  Si salva ben poco del film:
il doppiaggio, visto che venne utilizzato il cast della serie tv (tranne Malaspina per il padre di Oscar, e forse Rosalie e Jeanne de la Motte, le cui voci mi sono parse diverse);
l''ambientazione, dato che venne girato proprio a Versailles;
e aggiungerei, gusto personale, la colonna sonora, che nonostante sia un po' ripetitiva, e non sempre ben amalgamata con le scene, è molto orecchiabile.
Piccolo ricordo personale: il film trasmesso su Italia 1 una sera nel periodo natalizio del 1982, quello che doveva essere un bel regalo delle reti Fininvest si trasformò in una ciofeca memorabile.
Comunque il film fu un flop anche in Giappone, tanto per chiarire che non sembrò blasfemo solo a noi italiani, e lì il manga era ben conosciuto ed il film atteso. Per pubblicizzarne l'uscita venne pubblicato questo opuscolo, in cui, oltre a rendere edotti i giapponesi sugli attori scelti per il cast, immagino si cercasse di spiegarne la trama.
Ovviamente non posso essere certo del suo contenuto, perchè il testo è in giapponese.
Rimane il valore testimoniale di ciò che i giapponesi si aspettavano e non ebbero, ed anche una serie di belle immagini contenute dell'opuscolo. Ho scannerizzzato al meglio tutto il testo in giapponese nel caso possa risultare interessante a qualcuno/a che lo possa leggere.
L'aver trovato questo opuscolo assai vintage mi ha fatto venir voglia di rivedere il film (pessima idea...), e dopo le scan ho inserito un certo numero di immagini tratte dal lungometraggio: le più originali.
Salto un poco l'ordine numerico delle pagine per mostrare subito come l'attrice scozzese, che venne scelta per impersonare Oscar Francois de Jarjayes, si presentava al pubblico giapponese, ammesso sia sua opera (ringrazio Andrea/Drayke per avermi tradotto meglio di quanto mai avrei potuto fare io lo scritto di Catriona MacColl).

Miei cari amici Giapponesi,
E’ con grande piacere che vi presento oggi il fantastico film di Jacques Demy, “Lady Oscar”.
Lady Oscar è il personaggio dei miei sogni con la sua passione e la sua forza volta a cercare il significato della vita. Quanto ero eccitata quando fui scelta per recitare questo ruolo, e quanto sono emozionata ora con il benvenuto datomi da tutte le persone Giapponesi.
Sono sicura che apprezzerete e condividerete le fantastiche avventure di “Lady Oscar” tanto quanto ho fatto io, e ammirerete questo film il quale ho trovato essere il più bel film che io abbia mai visto.
Catriona MacColl

Si può anche soprassedere sulle prime due mie sottolineature in neretto (non poteva mica scrivere che il film era una merda e che lei manco sapeva chi fosse Oscar), ma affermare addirittura che il film di "Lady Oscar" sia "il più bel film che io abbia mai visto" fa nascere un certo numero di dubbi su quanti film vide Catriona MacColl fino al 1979...