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giovedì 13 giugno 2013

Mattel's Soccer - 1978 (serie Handheld Games)


Si fa presto a dire retrogaming. Ormai c'è chi considera retrogaming i giochi della Play Station 2, con questo trend fra poco vi rientreranno pure le demo della Play 4... Allora questo videogame come lo si potrebbe definire? Paleoliticogamming?
Lo si puòconsiderare il trisavolo di Pes e Fifa.
Ok.
Grafica zero, audio minimale, un solo colore con due luminosità, gameplayer inestistente, giocabilità scarsa, multiplayer ancora da inventarsi... perchè giocare con questo videogioco di calcio?
Primo perchè era di calcio, secondo perchè era il primo videogioco portatile di calcio, e non era poco.

Ecco il primo video.





Questa è la modalità a velocità bassa (selettore sul numero 1), il ticchettio è lento, e i "giocatori" avversari si muovono più lentamente. Il loro movimento è, ovviamente, casuale. Basta notare che il portiere esce da pali, un po' come il colombiano Higuita, altrimenti sarebbe impossibile segnare. I due pulsanti col pallone servono per effettuare il tiro, meritorio il rispetto per i mancini, cosa inusuale. Quando si tirava la palla questa rimbalzava un po' a caso, se non si riusciva a recuperarla, intercettandone la traiettoria, finiva fuori, e il gioco emetteva un trillo per indicare il fallo.
Va precisato che non c'è una fase di difesa, si gioca sempre in attacco.
A rendere il gioco più difficile c'era il problema che, se si sostava troppo (nel senso di 3 secondi) nell'area, veniva fischiato il fallo contro.
La cosa che mi appagava di più era la musichetta del gol. Ricordo che mia madre e mia nonna ci scherzavano sopra, in quanto era la base della canzoncina che recitava: "Ammazza la vecchia col flit, e se non basta col gas". Resa famosa da una scena del film "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", prodotto, però, 10 anni dopo.

Ecco il video con la velocità più alta.



Spostando il selettore sul numero 2 si passava alla velocità più alta, si nota subito la differenza rispetto alla modalità precedente. Vi assicuro che per un bambino della fine degli anni 70/ primi anni 80 non era un gioco facile. Il fatto che fosse qualcosa di totalmente nuovo metteva alla prova il nostro coordinamento, visto che era tra i primi videogiochi portatile, e la "scarsa" grafica ci obbligava ad avere parecchia fantasia per trasformarlo in una vera partita. Di certo lo chassis di plastica ci dava una mano, c'erano le gradinate, e la serigrafia creava un campo di calcio dove c'erano solo led rossi.

Qui il retro del videogioco, con le regole in breve. A dimostrazione della novità di questi apparecchietti è la scritta che avverte che, in caso di malfunzionamenti, sarà il caso di cambiare le batterie. In inglese.. però c'era.




Ecco la confezione del videogioco. Il disengo aiutava la nostra fantasia.













"Il tempo stringe! La palla (non esageriamo, palla...) è tua! Finta a destra, finta a sinistra (fingi di fintare) - supera la difesa! Punta a rete. Tiro fulminante! Goal!"















Qui sono enfatizzate le caratteristiche tecniche, lo fanno anche oggi.

















E qui son spiegati gli effetti "speciali", diciamo la grafica.

















Ecco uno dei motivi, immagino, che mi spinsero a desiderare questo videogioco: una pubblicità su un Topolino del novembre 1979 con il mitico Tardelli (non ancora quello dell'urlo di Espana 82) come testimonial.


2 commenti:

  1. Fantastici!!!
    Io li metterei dentro una vetrinetta e GUAI a chi li tocca...

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