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sabato 26 ottobre 2024

Dallas - GiocaDag (1982)


Tra la fine di settembre e questo ottobre in conclusione ho portato avanti un mini focus sul serial televisivo Dallas, che detestavo e non ho mai seguito neppure per un minuto, ma son conscio che faccia parte dell'immaginario televisivo del periodo:



Ci sarebbe poi un post di "TV Sorrisi" di giusto dieci anni fa con copertina a tema Dallas:

Al primo link avevo promesso o minacciato, dipende dai punti di vista, una chicca finale per chiudere questo mini ciclo a tema Dallas, ed il post è proprio questo con il gioco in scatola di Dallas   ^_^
Inutile dire che, non solo non ebbi mai questo gioco in scatola, mai lo cercai e mai ci giocai... quindi non ho la più pallida idea del suo valore ludico né se le regole e la dotazione rispecchino la trama della serie. Lascio a chi vide Dallas la lettura del regolamento e la valutazione di tabellone e carte da gioco per capire se fu ideato cercando di essere rispettoso della serie oppure fu una creazione totalmente a caso, fatto che riguardo ai giochi in scatola ispirati a film, telefilm e cartoni animati giapponesi succedeva spesso...
Io l'ho comprato solo ed esclusivamente per rispetto del mio motto che se è a poco prezzo, completo e tenuto bene, si porta a casa  :]
Alla fine questa confezione è praticamente mai giocata, il sacchettino con dadi e segnalini è ancora graffettato.
Ho trovato interessante il doppio tabellone e i testi delle numerose cartine da gioco, direi che dalle seconda si potrà ben capire quanto fedele fosse rispetto all'originale televisivo.
Si noti che la marca del gioco in scatola è "GiocaDag", penso l'unico che io abbia rinvenuto fino ad oggi sia tra i giochi in scatola postati che in mio possesso e non postati, di norma la "GiocaDag" o "Dag", il fatto che nel tempo abbiamo cambiato diciture rende un po' ardue le ricerche, pubblicava cataloghi di giocattoli, in quanto si occupava di distribuzione:



Direi che il passaggio da "DAG" a Giocadag" sia avvenuto a cavallo tra la fine degli anni 70 e il 1981. 

Sono così ignorante a tema Dallas che dell'immagine della confezione riconosco solo cattivissimo JR, Sue Ellen e quello che venne ammazzato e poi risorse, quello buono buonissimo, non Gesù... ma il tizio in piedi secondo da destra. E li riconosco solo perché ci sfracellavano i maroni dalla mattina alla sera con questo cacchio di Dallas della malora che pure io qualcosa evidentemente ho memorizzato...
La presenza di un doppio tabellone non è usuale nei giochi in scatola del periodo, tra l'altro la fattura di questi due tabelloni è di cartoncino non molto spesso, quindi facile alla rottura, per fortuna a questa confezione non ci giocarono mai, e forse un motivo ci fu... 
Visto che una parte del gioco riguarda l'estrazione di petrolio, seppur non sia lo scopo unico del gioco in scatola, lo si può inserire nella serie di confezioni a tema petrolifero che in quei decenni non mancavano:





In base alla presentazione del regolamento le dinamiche di gioco dovrebbero rispettare molto la trame del serial, ma come ho scritto sopra non sono in grado di valutare.
Il regolamento mi è parso ben scritto, per valutare poi quanto sia ben spiegato bisognerebbe averci giocato, forse fin un pochino complesso come gioco?
Determinanti sono le carte "Accade a Dallas", in cui sono descritti i fatti da seguire in quel momento nel gioco, ho scannerizzato tutte queste carte, vista l'importanza del testo, in realtà ho scannerizzate praticamente tutte le tipologie presenti...
Lo spostamento sul tabellone non si limitava a seguire il tracciato, ma si veniva sia spostati in base ai dettami delle carte e sia si poteva scegliere dove andare tramite le caselle degli aeroporti.
Dalla lettura del regolamento, per quello che ho potuto capire, non aver seguito la serie televisiva poteva rendere ostico lo svolgersi del gioco (tipo il "Pozzo 23"), mi chiedo quanti bambini/e e ragazzini/e si guardassero ogni puntata di Dallas   >_<

giovedì 2 gennaio 2025

TV Sorrisi e Canzoni n° 37 dal 12 al 18 settembre 1982 - Articolo esordio Dynasty trasmesso da "Rete 4"

Qualche settima addietro ho recuperato una piccola chicca riguardante la serie tv "Dynasty" (che non ho mai visto) trasmessa da "Rete 4", quindi ho pensato di replicare, ma in numero minore, quello che avevo fatto per "Dallas" (che non ho mai visto):




Alla fine, anche se questi programmi li detestavo, hanno fatto la storia della tv che vide terminare l'epopea del far west televisivo ed iniziare quello dei grandi network. Periodo che alla fine durò il tempo di un battito di ciglia, visto che il pesce grande (pieno di debiti) si mangio i pesci un po' più piccoli (pieni di debiti).
Un piccolo avviso su questo numero, oltre ad avere la copertina rovinata e piena di scritte (che ho cercato di coprire), è mancante di quasi 10 pagine nella parte centrale, che non fanno concludere l'articolo su Emilio Fede (poco male) e mancano di quello sulla caccia allo scudetto.
Per il resto ho omesso di inserire gli articoli sui programmi "La certosa di Parma" e "Parole e sangue". Ho inserito, invece, l'articolo su Ron, in quanto gli venne dedicata la copertina, benché di norma i cantanti un po' li depenno   ^_^
Ho evidenziato per il 14 settembre alle 18:00 su "Canale 5" l'anime Gotriniton, che secondo Wikipedia dovrebbe essere stato al suo esordio italiano.
Ho inserito anche l'articolo su un altro telefilm statunitense, "Codice Rosso Fuoco", che non ho mai seguito e sul ritorno in tv dello sceneggiato "Ligabue" (idem, mai visto).
Il numero di "TV Sorrisi" contiene anche l'articolo di anteprima su una trasmissione che andò in onda per un decennio: Il pranzo è servito.


"Canale 5" aveva il suo serial statunitense drammatico di punta in "Dallas", "Italia 1" puntava su "Falcon Crest", che esordì nel dicembre 1981, quindi mancava un programma simile anche per "Rete 4", cioè "Dynasty".
In terza pagina della rivista campeggiava subito la pubblicità qui sopra:
"Dal 15 settembre ogni mercoledì e venerdì alle 20.30
Potere e passione nella storia più avvincente che abbiate mai visto.
Il 15 settembre non prendete impegni. Avete appuntamento con il più grande successo americano degli ultimi anni, il colossal della televisione che ha entusiasmato milioni di persone, avete appuntamento con Dynasty. Alle 20,30 il cancello di Dynasty si aprirà e vi troverete a Denver, nel cuore dell'America, dove vivrete la storia dei Carrington, una ricchissima famiglia, fiera e appassionata. Verrete coinvolti in lotte di potere, intrighi e storie d'amore, affari e sentimenti. Conoscerete i retroscena dell'alta società, le speranze della gente comune, donne bellissime e uomini senza scrupoli. Vi appassionerete alle vicende sentimentali, ai drammi, alle emozioni dei protagonisti di Dynasty, uomini e donne le cui vite si intrecciano fra continui colpi di scena."

Segue mini biografia dei personaggi principali, "Naturalmente su... Retequattro".
In basso, un po' in piccolo, le emittenti che trasmettevano il network.


Una foto di gruppo un pelino patriarcale   ^_^
Per quanto non abbia mai visto neppure cinque minuti di un episodio, a me piaceva la bionda a sinistra, per il resto nulla posso aggiungere né come ricordo né come commento.

giovedì 26 settembre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 7 dal 15 al 21 febbraio 1981 - Primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso dalla Rai


In un commento ad un post il lettore "Mon. Calamari" mi ha sollecitato ad inserire altri "TV Sorrisi e Canzoni", son stato così colpito dal fatto che il commentatore si sia fin definito un mio "follower" che, oltre a commuovermi, mi è parso il caso di esaudire immantinente la sua richiesta  ^_^
Non avendo "Mon. Calamari" espresso preferenze particolari, ho deciso di inserire il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul telefilm "Dallas" quando era trasmesso ancora dalla Rete 1 della Rai, in quanto vorrei aggiungervi un "TV Sorrisi" con il primo articolo della trasmissione su "Canale 5", per concludere con una piccola chicca che è da un po' che volevo postare.
Preciso che il telefilm, o forse sarebbe meglio definirla "serie tv" o "serial", "Dallas" mi ripugnava, i miei genitori non si perdevano un episodio, io non ne ho mai visto uno, ciò non toglie che faccia parte di quelle serie tv di enorme successo che segnarono un'epoca televisiva.
L'articolo su "Dallas" è più che altro incentrato sul suo protagonista cattivo, J. R. alias Larry Hagman, non essendo ferrato né sul personaggio né sulla serie, non posso commentare alcunché, se non che resta un vero mistero televisivo il come ed il perché la Rai prima sottoutilizzò la serie trasmettendone episodi a caso e poi se la fece sfilare da Fininvest, che la trasformò in un trionfo enorme. Il successo di audience di cui "Canale 5" aveva assoluto bisogno proprio in quel preciso momento storico televisivo. Alla Rai furono doppiamente geniali, persero una trasmissione iper popolare, nonostante sapessero il boom di ascolti avuto negli Usa e nel mondo, e rafforzarono la futura diretta avversaria televisiva, il tutto in un colpo solo!

Il numero in questione contiene altri articoli, che per me restano poco o per nulla interessanti, ma magari ad altri potranno piacere:
i vincitori ed i vinti del Sanremo 1981 appena concluso;
le gemelle Kessler in "Buonasera con...";
Sandra e Raimondo per San Valentino;
un articolo (perlopiù foto) sui fantasmi;
la recensione del film della settimana;
le solite varie rubriche fisse;
le tante pubblicità vintage
i programmi delle tv locali delle tre venezie.

Ho omesso l'articolo sulla Streisand, mai sopportata né come cantante (comunque stupenda voce) che come attrice.

lunedì 7 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 22 dal 31 maggio al 6 giugno 1981 - Seconda parte inchiesta sulle tv private + 1° episodio di Dallas su "Canale 5"

E' la prima volta che inserisco a raffica i "TV Sorrisi", ma come ho già scritto nel precedente post i tre numeri in questione sono legati fra di loro, sparpagliarli troppo nel tempo ne avrebbe fatto perdere il senso.
Il tutto nasce dall'aver postato il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso dalla Rai:

Per poter inserire quello che sto postando ora, però, dovevo prima postare la prima parte dell'inchiesta sulle TV private:

Infine nel prossimo post metterò il numero 23 di "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso da "Canale 5".
Come sempre ho dovuto omettere qualche articolo per non far esplodere il mio povero scanner... per esempio ho saltato l'intervista alla campionessa del quiz "Flash", quella all'attore Giovanni Vettorazzo, l'articolo su Ugo Tognazzi e le donne (Tognazzi non mi è mai piaciuto come attore), il servizio sul film scandalo di Cannes, il gruppo musicale "Banco".


Nel precedente post/"TV Sorrisi" avevo immortalato la splendida mini recensione su "Astroganga", il cui autore in poche righe era riuscito a commettere le solite topiche sui cartoni animati giapponesi.
Stavolta si possono leggere ben tre recensioni sugli anime, a cui ho aggiunto due telefilm cult: Batman e "Star Trek".

"Candy è un'orfanella ingiustamente accusata di furto dalla famiglia adottiva. Ma nonostante le disavventure e il destino avverso, ha conservato la sua bontà e può contare su molti amici"

Leggendo queste poche righe parrebbe di intuire che tutta la serie si basi sull'ingiusta accusa di furto da parte della famiglia (Legan) adottiva verso Candy. Ovviamente sappiamo che non è così, la trama contemplava ben altre ingiustizie subite dall'orfanella tutte lentiggini. Ci sarebbe anche da contestare che gli accusatori non erano proprio la famiglia adottiva al 100%, visto che mi pare sia lo zio William a farla adottare, ma potrei sbagliare.

"Più legato alla tradizione dei samurai degli altri cartoni animati giapponesi, Daitarn III è un gigantesco servomeccanismo guidato dall'agente Joe Tempesta, che lo pilota nello spazio per combattere i Meganoidi"

Non molto chiaro il perché "Daitarn III" dovrebbe essere legato di più alla tradizione dei samurai rispetto ad altre serie. Il nome errato del pilota, Joe Tempesta al posto dell'ovvio Haran Banjo, mi pare sia dovuto alle brochure informative che venivano distribuite alle tv private, in cui compariva erroneamente Joe Tempesta. Poi, volendo, sarebbe bastato guardarsi 5 minuti dell'anime o chiedere ad un qualsiasi bambino per conoscere il nome corretto del pilota, anche in considerazione del fatto che la serie venne trasmessa per la prima volta nei primi mesi del 1980, quindi a maggio/giugno 1981 era già circa un anno che imperversava sulle emittenti private locali... sarebbe stato anche bello dimostrare al pubblico che sapevano cosa trasmettevano...

"Un orfano vola per i cieli per distruggere il generale Dark e il suo esercito di rozzi combattenti. Tetsuya e i suoi amici entusiasti lottano per la pace nel mondo, con molti problemi"

Il Grande Mazinga è tra le primissime serie robotiche trasmesse dalle tv private locali, nei primi mesi del 1979, ne consegue che a maggio/giugno del 1981 era in televisione da poco più di due anni!
Capisco tutto, ma mezza puntata la si poteva pure guardare prima di scrivere generale Dark invece che generale Nero. Senza contare che proprio non si può leggere che Tetsuya  e i suoi amici fossero "entusiasti" di combattere. Inoltre i nemici non erano l'esercito del generale Dark/Nero, ma dell'Imperatore delle Tenebre, e di certo non si potevano definire "rozzi combattenti"... ruttavano?


Direi che l'autore dell'inchiesta non solo illustrò bene il panorama del periodo, ma riuscì sia a spiegarlo che a fare delle previsioni corrette su come si sarebbe evoluto mondo delle tv private. Solo che fu ottimista, immaginava che ci sarebbero state più emittenti grandi ad inglobare quelle piccole ed anche vari distributori pubblicitari. Alla fine restò praticamente tutto in mano ad uno...

Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


giovedì 10 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 23 dal 7 al 13 giugno 1981 - Primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso da "Canale 5"


Terzo ed ultimo "TV Sorrisi" consecutivo, che con quello postato il 26 settembre fanno quattro:



Questo numero 23 di "TV Sorrisi", oltre all'articolo, ha anche la copertina dedicata a Dallas e Larry Hagman, fresco premiato con il Telegattone.
Nei due numeri precedenti si era iniziato a leggere sempre di più della loggia massonica P2 di Ligio Gelli e dell'elenco (quasi certamente non completo) trovato dai PM Colombo e Turone. Con questo numero il bubbone eversivo era scoppiato, e due degli iscritti si difesero direttamente nelle due rubriche tenute su "TV Sorrisi".
La redazione ripropone anche l'intervista dell'ottobre 1978 a Gelli da parte dell'iscritto Gervaso, non ricordo, però, se al momento dell'intervista fosse iscritto o meno..
Come sempre ho dovuto cassare qualche articolo per ridurre un po' le scansioni delle pagine, per esempio l'intervista a Jader Jacobelli, il moderatore per eccellenza di "Tribuna Politica", anche perché l'intervistatore telefonico pone domande a caso, basta leggere quella del numero precedente a Piero Angela...
Poi ho saltato gli articoli su Julio Iglesias e Adriano Celentano, infine il Cineracconto.
E' presente la quarta ed ultima parte dell'inchiesta "Oltre il 2000", quindi io ho mostrato la seconda parte nel numero 21, la terza parte nel numero 22 e questa parte finale in questo numero 23 di "TV Sorrisi".


Spectreman
"Battaglie, spaziali e non, fra orribili mostri di cartapesta, alieni e uomini crudeli, tutti contro Spectreman, uomo robot invincibile, creato dal dottor Gori per difendere il nostro pianeta"

Spectreman lo ricordo poco o nulla, ai tempi era trasmesso da emittenti che vedevo male, quindi non sono ferratissimo, mi azzarderei ad affermare che di battaglie spaziali in questo tokusatsu non ve ne fossero. Di certo il dottor Gori non creò Sprectreman, ma men che meno per difendere la Terra, visto che la voleva invadere lui per primo... 
Poi ci sarebbe da precisare che i kaiju non erano di cartapesta, ma non fa nulla...
La cosa comica è che il tema ambientale della serie, avanti di svariati decenni rispetto alla sensibilità del periodo, neppure è annotato.
Il dottor Gori è citato con il nome originale nipponico, non con quello adattato per la versione italica.
Non c'è certezza sulla data della prima trasmissione di Spectreman, di certo non fu giugno 1981, era trasmesso già da tempo. Quindi queste furono altre informazioni a caso di una serie che sarebbe bastato seguire massimo 5 minuti per capire che si stavano scrivendo caxxate...



A me non piaceva Dallas né Larry Hagman/JR, quindi ho poco da aggiungere, se non ribadire di nuovo quanto fu incomprensibile da parte della Rai farsi scappare questo serial a beneficio del futuro primo concorrente televisivo.
L'autore del pezzo etichetta come "sbadataggine" il regalo di mamma Rai a "Canale 5", a me il dubbio che qualcuno fece un bel regalo alla concorrenza non me lo toglie nessuno...

martedì 16 settembre 2014

TV Sorrisi e Canzoni n° 10 06-12 marzo 1983 (articolo sui videogames)


Dopo due Tv Sorrisi e Canzioni del 1981 (gennaio, marzo) ed uno del 1982 ne presento un quarto del 1983, tanto per fare una panoramica sui gusti televisivi di quegli anni. L'articolo più interessante è quello sugli usi della televisione, intesa come elettrodomestico, in cui è presente una panoramica dei videogames del periodo. Articolo, in realtà, assai confusionario, visto che per commentare l'uso della tv con i videogiochi, grazie alle nascenti console, si utilizzano i videogiochi da bar, i coin-up o cabinati, e non le loro versioni casalinghe. Senza contare che l'autore dell'articolo, il cui titolo è un inequivocabile "Video Follia", si sbalordisce dell'invadenza della televisione negli Usa, e lui scrive su un settimanale che si chiama "TV Sorrisi e Canzoni".
Per il resto c'è l'immancabile articolo sui personaggi di Dallas (ma anche Dinastye Falcon Crest), che campeggiano anche in copertina, alcuni piacevoli (a rileggerli tanti anni dopo) articoli di attualità, che ti fanno capire sempre di più che in Italia non cambia mai nulla... il Presidente della Repubblica che tutti rinpiangiamo (visti i successori...), film e musica, infine il palinsesto televisivo dalla domenica al sabato.




domenica 6 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 21 dal 24 al 30 maggio 1981 - Prima parte inchiesta sulle tv private


Quando, qualche giorno addietro, ho postato il "TV Sorrisi e Canzoni" numero 7 dal 15 al 21 febbraio 1981 con il primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso dalla Rai, pensavo di inserire anche solo quello con il primo articolo su "Canale 5", però quel numero (che ha pure la copertina dedicata a Dallas) è legato a quello che lo precede, con l'esordio televisivo su "Canale 5", che è legato a questo numero... ergo inserirò di fila i numeri 21 (questo), 22 e 23. Immagino che tutto ciò farà felici gli appassionati di "TV Sorrisi", benché renderà ripetitivo più del solito il blog.
Questo numero 21 di "TV Sorrisi" conta di quasi 150 pagine, quindi ho dovuto cassare un po' di articoli, altrimenti mi si fondeva pure il terzo scanner...
Tra gli articoli che ho omesso c'è quello su Ugo Tognazzi (penso uno tra i primi cuochi attori), lo sceneggiato "Corpo a corpo", l'intervista a Emilio Fido, il Cineracconto e l'intervista a Ron.
Ho comunque inserito tre articoli sui cantanti, cosa che di norma non faccio. Il primo perché era di commemorazione per Bob Marley, il secondo dovuto alla copertina di Alice, il terzo perché riguardava Paolo Barabani, che nel link sopra è citato in quanto era arrivato sesto a Sanremo con "Hop, hop somarello".
Per essere un numero di un periodo di bassa stagione televisiva, contiene un sacco di redazionali interessanti, ma il più interessante è quello sulla panoramica inerente le tv private locali, che è una prima parte, la seconda nel numero 22 di "TV Sorrisi e Canzoni", uno dei due motivi, oltre a Dallas, per cui lo inserirò nel prossimo post.


Da marzo 1981, il n° 11 di "TV Sorrisi" (del 15/21 marzo), la rivista era riuscita ad eliminare l'inserto centrale con i palinsesti delle tv locali, inserendo le informazioni in due pagine assieme alla Rai e "Canale 5", quindi anche con più spazio per descrivere i programmi da loro trasmessi. 
Ovviamente, non potendo la redazione di "TV Sorrisi" sapere in anticipo quale episodio la tv locale privata avrebbe mandato in onda, e nel caso qualcuno lo avrebbe dovuto vedere in anteprima e farne una mini recensione, ci si limitava alla sinossi generale della serie animata (o telefilm).
Infatti per i programmi di "Telessassuolo" per lunedì 25 maggio si può ammirare un'interessante spiegazione delle tematiche del cartone animato giapponese Astroganga:
Un bimbo si trasforma nel super robot Astroganga grazie ad un magico amuleto. Una serie riservata ad un pubblico di giovanissimi, meno violenta e più infantile delle altre produzioni giapponesi."

Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma Charlie/Kantaro non si trasforma in Astroganga, che esiste anche senza di lui, ma "Charlie è là in simbiosi è già con il grande Astroganga", tanto per citare la sigla.
Il meccanismo tramite cui Charlie si fonde con Astroganga non ha nulla di magico, ma sarebbe una tecnologia, per quanto magica. 
Infine, se forse era pur vero che il target della serie era per un'età sotto ai dieci anni, non mi pare fosse poi tanto poco violenta ed esageratamente infantile, basta pensare al finale. Poi c'è da dire che la serie non l'ho mai più rivista, ne ho solo letto su libri, riviste e web.
Di contro, se Astroganga era considerata una serie "più infantile rispetto alle altre produzioni giapponesi", voleva dire che gli addetti al settore avevano la percezione che gran parte dei cartoni animati giapponesi non erano indirizzati agli under seven.
Talvolta, quando l'argomento sono gli anime fine anni 70/primi anni 80, bisogna leggere tra le righe, anche le poche righe a disposizione.

"La grande corsa sui circuiti privati" è la prima parte dell'inchiesta sulle televisioni private locali e i primi tentativi di riunirsi in syndacation, cosa che alla fine porterà al monopolio privato Fininvest.
L'articolo voleva render conto dei vari circuiti pubblicitari, i concessionari pubblicitari, i consorzi e le case di distribuzioni, cercando di chiarire il caos di quel periodo. Non mancano anche accenni ai programmi proposti, oltre che all'elenco delle emittenti che aderivano ad ogni syndacation/consorzio/concessionarie di pubblicità.
Con una certa capacità predittiva la redazione mise il bolide di "Canale 5" in testa, e lo resterà per tutta la gara, arrivando a doppiare tutti gli altri concorrenti, purtroppo era una competizione abbastanza truccata... in fondo mancava una legge di regolamentazione dell'etere, quindi ognuno faceva un po' quello che voleva e la legge non verrà varata fino a quando chi doveva avrà raggiunto la totale egemonia pubblicitaria sugli altri possibili e teorici concorrenti.
Comunque in questo frangente c'era ancora concorrenza tra i vari attori privati, quindi l'inchiesta (che terminerà con il prossimo numero) scatta una bella fotografia della situazione a primavera 1981.
Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


martedì 1 luglio 2014

TV Sorrisi e Canzoni n° 20 16-22 maggio 1982


Altro numero della rivista televisiva che meglio di tutte incarna la tv italiana, nel bene e nel male. Questo numero non presenta, a mio avviso, nulla di particolarmente interessante, è semplcemente interessante come tutti i Tv Sorrisi & Canzoni.
Una miniera di ricordi, fatti di costume, avventimenti poltici e sportivi, personaggi famosi ed ormai obliati. Per esempio, chi se la ricorda, con tutto il rispetto, Viola Valentino? Poi vedi su Youtube che cantò nel 1979  "Comprami", e lei ritorna ad essere un viso amichevole.
Simpatia che non può, invece, riguardare personaggi politici come Craxi e De Mita, le cui imcopenteze e/o furti ancora paghiamo, e Ciriaco ancora non si è ritirato...
Ho notato che in quasi tutti i numeri di Tv Sorrisi & Canzoni c'era un articolo inerente Dallas, in questo c'è un'intervista al cattivissimo Larry Hagman.
L'immancabile Mike Bongiorno, la dolce Sophie Marceu, un bel numero di cantanti, qualche sceneggiato e qualche trasmissione, sono gli altri protagonisti della settimana tra il 16 ed il 22 maggio 1981.
Infine i programmi tv, che personalmente sono il pezzo forte della rivista.



martedì 26 agosto 2025

Telepiù dal 31 gennaio al 6 febbraio 1981 n° 5 - "Candy Candy si deve sposare" + 4 "Teleproteste"


Nel precedente post ho recensito un saggio su "Candy Candy", in cui viene trattata la questione del cambio di finale in Italia, in cui Candy viene buttata tra le braccia di Terence per un futuro matrimonio, mentre il finale nipponico resta aperto, senza alcun vincolo sentimentale certo per la biondina tuttalentiggini:

Ma perché e come in Italia il finale venne modificato in modo da far credere alle giovani telespettatrici e giovani telespettatori che Candy e Terence potevano rimettersi assieme?

Nelle settimane precedenti la redazione di "Telepiù" aveva indetto un concorso per far scrivere il proprio finale preferito alle appassionate e agli appassionati della serie, con questo numero di fine gennaio ed inizio febbraio venivano pubblicate alcune lettere e le vincitrici/vincitori del concorso.
Ci metto anche il maschile, perché anche i maschietti scrissero le proprie lettere con il finale alternativo/preferito (io non ne avrei mai avuto il coraggio...).
In un primo momento volevo inserire solo l'articolo su Candy e il suo matrimonio, ma poi mi è sembrato più interessante postare tutto il numero di "Telepiù", comprese quattro "Teleproteste" inerenti la programmazione televisiva dei cartoni animati giapponesi.
Il numero in questione presenta vari articoli, tra cui uno sul telefilm "Dallas" ancora alla "Rai", uno su una trasmissione "Rai" condotta da Pippo Baudo e Barbara D'Urso, un'intervista alla coppia Vianello e Mondaini, infine un paio di articoli su trasmissioni delle tv private locali, tra cui uno sulle sigle televisive disegnate dai bambini.



La rubrica "Teleproteste" aveva lo scopo di esprimere il proprio dissenso rispetto ai palinsesti delle tv private e della Rai, nel numero ne sono presenti ben quattro:
Cara, crudele mamma Rai...
Liti in famiglia
Daitarn III a grande richiesta
Ufo Robot in estinzione?

Il primo dimostra che alla fine, per quanto non fosse facilissimo da seguire in quanto a trama e ritmo, Capitan Harlock aveva un suo zoccolo duro di appassionati, una bambina, tra l'altro.
Il secondo ci ricorda che lo streaming è una manna, come lo è stato il videoregistratore prima e le VHS/DVD dopo. Chi non c'era davanti alla televisione non può capire le scelte drammatiche che ci trovavamo a fare ogni santo giorno
Il terzo mi fa sorgere un dubbio sul tasso di natalità di Belvedere nel mantovano, 100 ragazzi in un paesello di 700 anime?
L'ultimo dimostra che pure noi ci eravamo accorti che la Rai, all'inizio del 1981, aveva un po' molato le serie robotiche. Molto bello il disegnino   :]


Parafrasando Manzoni: "Questo matrimonio s'ha da fare!"  ^_^

Chissà se il secondo lungometraggio italico di "Candy Candy", con il finale che vira sul legame affettivo tra Candy e Terence, venne approntato ed impacchetto a causa di queste lettere/desideri:


Si noti che il primo è un maschietto, è anche l'unico tra quelli presenti.

martedì 16 febbraio 2021

VideoParade: ascolti di giugno, luglio e ottobre 1982 di cartoni animati, telefilm, sceneggiati a puntate e spettacoli - AltriMedia ottobre, novembre, dicembre 1982


Nell'autunno 1982 la rivista "AltriMedia" inaugurò una mini rubrica che mostrava gli ascolti di quattro tipologie di programmi mandati in onda dalle reti Rai e dai circuiti privati nazionali.
I programmi erano i telefilm, gli sceneggiati a puntate (soap opera), gli spettacoli e, più importante per questo blog, i cartoni animati.
Le emittenti citate sono sempre le medesime, Rai 1, Rai 2, Canale 5, Italia 1 e Rete 4, a cui si somma una singola presenza di Euro TV e una di non ben identificata "Integr." che trasmise la replica della soap opera "Peyton Place".
Preciso che Canale 5, Italia 1 e Rete 4 erano ancora formalmente tre reti differenti nel momento in cui vennero presi i dati di ascolto, Italia 1 diverrà marchio Fininvest nel dicembre 1982.
Evidentemente per poter avere dei dati di ascolto confrontabili tra le emittenti si è dovuto aspettare che anche le tv private trasmettessero a livello nazionale, seppur con la finta della videocassetta mandata in onda a livello locale al medesimo orario di tutte le tv aderenti al broadcast.
"VideoParade" era stata inaugurata nel mese di settembre, io l'ho fotocopiata solo da ottobre perché inserirono i cartoni animati. I mesi presi in esame dalla redazione sono quelli di giugno, luglio ed ottobre, si noterà un refuso per il mese di luglio che vede scritto giugno, l'ho corretto con Paint.
I numeri dove vennero presentati i dati di ascolto non sono del mese successivo alla rilevazione, si vede che ai tempi le informazioni viaggiavano ad una velocità analogica, infatti vennero pubblicati nei mesi di ottobre (dati di giugno), novembre (dati di luglio) e dicembre (dati di ottobre).
La rivista AltriMedia (che non ho ancora capito se si scriveva tutto attaccato o diviso...), assieme a Millecanali (tutto attaccato), sono delle fonti inesauribili di notizie sulle tv nazionali e locali e sui programmi trasmessi dalla fine degli anni 70 ai primi anni 80, purtroppo difficili da reperire.
Oltre al nome di tanti programmi che vedemmo o non vedemmo da bambini, le tabelle presentato il conduttore, se riferito ad uno spettacolo, l'interprete, se  un telefilm o una soap opera. Per quanto riguarda l'interprete, essendoci spazio per un solo nome, c'è una certa disparità di trattamento tra attori ed attrici, queste ultime sono inserite solo se sono le uniche protagoniste, tipo Linda Carter (sempre sia lodata) in Wonder Woman.
C'è ovviamente la rete che lo trasmise, la data e gli orari di messa in onda, chi produsse il programma ed infine l'ascolto in milioni di spettatori.
Si noti anche come i produttori dei cartoni animati non sempre sono identificati oppure sono errati, specialmente per quanto riguarda gli anime.




Nelle prime 15 posizioni il cartone animato più visto fu "Bell e Sebastien", trasmesso da Italia 1, con ben un milione 463 mila spettatori, aggiudicandosi anche la terza piazza con più di un milione 200 mila telespettatori.
Naranjito non l'ho mai visto, ma era il cartone della mascotte del Mondiale spagnolo, ho visto qualcosa su YouTube, ed era veramente immondo... e poi criticavano i cartoni animati giapponesi perché erano di scarsa qualità...
Altri anime presenti in classifica erano l'Ape Maia, Galaxy Express 999, Marine Boy e Gatchaman.

sabato 18 giugno 2022

Telesette dal 12 al 18 dicembre 1982 - "Flo, la Robinson del duemila"


Prendo spunto dal precedente post su ET, in cui ho mostrato tre articoli di tre riviste tv, tutte e tre della settimana dal 12 al 18 dicembre 1982, per vedere come le tre riviste televisive trattavano i programmi di quella stessa settimana. Ovviamente il tutto sarà spalmato in tre post differenti, partendo da Telesette, seguirà "Famiglia TV" ed infine il classico "TV Sorrisi".
E' un semplice raffronto su come e cosa le redazioni proponevano ai lettori per una medesima settimana di programmazione. Devo dire che oltre ad ET, le redazioni erano interessate allo sceneggiato Rai su "Marco Polo", inoltre gli anime interessavano ancora, pare senza più tante polemiche..
In questo numero di Telesette c'è sia un articolo su "Flo la piccola Robinson" che uno sul "Marco Polo".
Per il resto sulla rivista si possono leggere non pochi articoli sui programmi e personaggi del periodo, tra cui il sempre presente Dallas... ho omesso un paio di scritti, uno su un calciatore ed uno sul fascismo...
Alla rivista collaboravano Enzo Tortora ed Aldo Biscardi, con un articolo a testa.
C'è un raffronto tra le due trasmissioni della prima serata: 
"Premiatissima" il venerdì su "Canale 5" condotto da Cecchetto vs "Fantastico 3" il sabato sera sulla "Rete Uno" Rai condotto da Corrado.

Nelle pagine delle tv locali sono presenti due articoli su dei programmi mandati in onda da "Erreuno TV" e "Telecupole", entrambe piemontesi, infatti la zona di pertinenza delle emittenti private delle pagine locali è il Piemonte, Aosta e Lombardia.




Questo è il primo articolo in cui la serie viene recensita, la prima puntata (basandomi su Wikipedia) risale a metà novembre, e dopo circa un mese la redazione di Telesette le dedicava questa breve descrizione nelle pagine della rubrica di Nikka Costa.
La cosa singolare è che, a parte una mia svista, nel palinsesto di "Rete 4" non si legge mai il titolo "Flo la piccola Robinson", neppure nei due giorni (lunedì e venerdì) che sarebbero stati deputati a trasmettere il cartone animato giapponese, non il massimo, direi...
Devo dire che, pur non avendola seguita molto, Flo mi piaceva come serie, ed è una di quelle che mi ripropongo prima o poi di riguardare con occhi da adulto(?).
In tema animazione giapponese si nota che la redazione riportava spesso solo la vecchia dicitura "Cartoni Animati", senza specificarne il titolo, come capitava nei "TV Sorrisi" del 1977/78, un vero peccato.


Sinceramente non rammento "Iris la perla nera" (Iris Peynado) e neppure il varietà "Due di tutto", che comunque pare puntasse molto sulle soubrette.
In pratica il titolo "Due di tutto" rappresentava i minuti, due appunto, in cui gli ospiti, ben 180, si sarebbero esibiti.
Due minuti e poi si passava all'ospite successivo.

mercoledì 23 febbraio 2022

"The book of Boba Fett" - Ovvero sono rimaste solo le tasse come certezza, la morte non più, almeno in "Guerre Stellari"


E' importante premettere che la serie in questione mi è piaciuta molto, come mi erano piaciute le due serie del Mandaloriano, che assieme a questa fanno un imperdibile trittico guerrestellaresco.
Questo post non vuole né analizzare "The book of Boba Fett" né spoilerare alcunché (tranne che Boba Fett è vivo), visto che ci sono siti ben più professionali per queste cose, ma solo soffermarsi sulla totale incongruenza che sottostà alla bella miniserie visibile su "Disney +":
Boba Fett muore ne "Il ritorno dello Jedi"!!!

Comprendo bene che un personaggio come Boba Fett si prestava perfettamente per creare nuovi intrecci narrativi che andassero a incastonarsi nella prima trilogia, come è capitato con il perfetto "Rogue One", il problema è che non si può far resuscitare i personaggi defunti all'abbisogna... se si cede a questa tentazione poi vale tutto:
Obi Wan Kenobi da anziano non è morto in "Guerre Stellari", in realtà è diventato il primo Jedi invisibile, pare si sia unito ai nuovi Vendicatori, purtroppo nessuno lo vede;
la principessa Leila non è spirata sul suo letto, essendo una principessa sta attendendo il bacio del principe azzurro per unirsi allo stuolo di principesse Disney;
Ian Solo non è stato trafitto a morte dal figlio, ma solo ferito di striscio e non è deceduto per la caduta, dato che  stava facendo bungee jumping;
Yoda non è morto di vecchiaia, ma è passato al Muppet Show, si vocifera di uno scambio con Kermit, ma sono solo indiscrezioni hollywoodiane!

Pur non avendolo mai seguito ho sempre riso della resurrezione di Bobby Ewing alias Patrick Duffy in Dallas, era l'esempio lampante di quanto fossero ridicole le soap opera statunitensi e di quanto fosse saggio starne lontani.
Ed ora nel 2022, dopo 35 e passa anni, dovrei credere che Boba Fett/Bobby Ewing  esce indenne dalla bocca del potente Sarlacc senza esso abbia nulla da obiettare?
No, cara la mia Disney, avrai anche confezionato un bel prodotto, ma Boba Fett è morto...

Però, forse, chissà... ricordavo male?
Allora ho riesumato, è proprio il caso di dirlo visto l'argomento, le VHS della "CBS-FOX Video" - Panarecord del 1986/1987, tanto per controllare il documento originale, il momento in cui Boba Fett finisce nella bocca di Sarlacc, quindi senza i miglioramenti grafici successivi.
Ho controllato anche la versione DVD del 2006 in mio possesso, sia mai che Lucas ci aveva fatto qualche scherzetto con la sua abitudine di aggiungere o togliere scene a caso?


Intanto la bocca del grande Sarlacc era grande e poco ospitale, sia nella versione più spartana originale che in quella modificata.
La versione VHS l'ho fotografata dalla TV   ;)

E' necessario, però, fare un passo indietro o avanti, dipende dal punto di vista cronologico, e per questo svelerò come Boba Fett sarebbe sopravvissuto a Sarlacc.


Vediamo Boba Fett tutto impiastricciato di succhi gastrici dentro a Sarlacc, accende una luce per orientarsi, prende un po' di ossigeno da un casco di un soldato imperiale (da quanto stava lì quell'armatura? E il corpo del soldato?), poi arrostisce un po' lo stomaco di Sarlacc, tipo reflusso gastrico...

venerdì 3 gennaio 2025

Dynasty, il gioco del potere e dell'amore - "Mondadori Giochi" (1984/85?)


Come accennato nel post precedente sul TV Sorrisi e Canzoni n° 37 dal 12 al 18 settembre 1982, che conteneva anche il primo articolo sulla serie tv "Dynasty", ho recuperato in un mercatino una piccola chicca (almeno per me) che normalmente non avrei considerato interessante, se non fosse stato per i post sugli articoli su "Dallas" e sul relativo gioco in scatola ( post ).
Infatti la serie "Dynasty" non la seguivo e il gioco in scatola è di un periodo che già non mi interessa più, ma mi pareva più esaustivo riportare una panoramica completa sulle due serie televisive statunitensi trasmesse in Italia.
Come anno di messa in vendita ho riporta il 1984 o il 1985, in quanto sulla confezione è mostrato il 1984 negli Usa, quindi non può essere antecedente a quell'anno. Io non ho cataloghi di giocattoli che mi permettano di fissare una data, quindi immagino che venne messo in commercio tra il 1984 e il 1985, abbastanza dopo la prima trasmissione televisiva, che è del 15 settembre 1982.
In giro questo gioco in scatola non l'ho mai visto, non affermo che sia raro, ma non credo ebbe un grande successo. Di certo non doveva essere particolarmente divertente, in quanto è completo e pressoché intonso. Il proprietario originale si limitò a rimuovere i pezzi dal cartone fustellato, che l'asciò pure nella confezione (a fine post).
Ho provato a leggere il regolamento, mi è parso nel contempo un po' caotico e molto banale, in pratica mi sembra un mini gioco d'azzardo, in cui non ho ben chiaro quale parte abbiano "potere" e "amore" presenti sulla confezione...
Penso che faccia parte del numeroso gruppo di giochi in scatola che si ispirarono a film, serie tv, personaggi dei fumetti e cartoni animati (giapponesi e non) che disattendevano in toto lo spirito originario, generando solo delusione in chi vi ci giocava.
Ho postato ormai un'ottantina di giochi in scatola, un certo numero facenti parte del gruppo di cui sopra, ognuno potrà valutare, anche in base ai propri ricordi, quanti di questi ebbero una trasposizione ludica degna dell'originale:

Alla fine la cosa interessante è il logo di "Rete 4" sulla confezione, sul regolamento e sulla plancia, oltre ai visi dei personaggi, ma questi ultimi penso interessino di più a chi seguiva la serie tv.


La confezione è di dimensioni assai ridotte, misura 35,5 cm X 35,5 cm.
Un quadrato di bruttezza ludica, a mio avviso, lo scrivo senza averci mai giocato   ;)

La stessa immagine della copertina venne riproposta sulla prima pagina del regolamento, un brutto regolamento...
La contrattazione delle carte si basava su quanto un personaggio piacesse, quindi era d'obbligo essere fan della serie tv, altrimenti non spendevi per nessuno, anche perché manco sapevi chi fossero  :]

domenica 25 giugno 2017

"Ottanta nostalgia" - mostra al museo del fumetto Wow - Milano fino al 1 ottobre 2017


Il 20 di maggio il museo del fumetto Wow di Milano ha aperto una mostra specifica sugli anni 80, con qualche anticipo della fine degli anni 70.
Non c'è dubbio che gli spazi espositivi, seppur non enormi, coprano ampiamente tutto l'immaginario di quel decennio, dai film, musica e programmi tv (compresi ovviamente i cartoni animati giapponesi e non), fino all'abbigliamento e ai giocattoli (e videogiochi), passando anche per accenni sulla situazione sociale e politica del periodo.
Essendo presente una corposa sezione sugli anime (compreso tantissimo merchandising), i curatori hanno pensato di introdurla partendo dall'arrivo di Goldrake, e quindi dal 1978. Di norma non concordo molto su scelte del genere, sono abbastanza inflessibile, gli anni 70 sono settanta, e gli anni 80 sono ottanta, ma considerando che si è cercato di render conto anche delle polemiche giornalistiche sugli effetti nocivi degli anime, esplose con virulenza negli anni 80 (ma nate alla fine degli anni 70), era più che sensato spiegare da dove esse provenissero:
dal 4 aprile 1978 con Goldrake.

In particolare la fake news sull'uso del computer per elaborare i cartoni animati giapponesi nasce assieme all'arrivo di "Atlas Ufo Robot:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

Per poi propagarsi quasi senza ostacolo durante tutti gli anni 80 e 90, quando poi il computer arrivò veramente negli studi di animazione, ma per prima quelli statunitensi!
Consiglio vivamente a tutti i milanesi e limitrofi di visitare la mostra, anche per il costo del biglietto più che onesto (solo 5€!), tranquillizzo tutti che i locali sono dotati di raggelante aria condizionata!
Mi raccomando di non fare i portoghesi, all'ingresso c'è Ken...


Propongo qui sotto una piccola galleria fotografica per rendere l'idea del tantissimo materiale esposto. Preciso che l'assenza di persone nelle sale è dovuto al fatto che ci siamo andati all'apertura in un giorno feriale. Proprio allo scopo di poter fare le foto senza dover aspettare che la folla si spostasse, come mi è capitato tutte le volte altre volte che sono venuto qui di sabato o domenica.

sabato 26 febbraio 2022

TV Sorrisi e Canzoni n° 39 dal 27 settembre al 3 ottobre 1981 - “Bia, fai tu la magia”, di Paola Zivelli (i bambini telefonano a Cinzia De Carolis/Bia)


Il numero di "TV Sorrisi" è molto corposo, come al solito ho omesso alcuni articoli, tra cui il fumetto di Dallas (che detestavo...), quelli inseriti mi sono parsi i più interessanti: 
sulle trasmissioni "Domenica in", ed "Hello Goggi", sui personaggi Miguel Bosè e Francesca Antonacci, sul telefilm "Hagen", che sinceramente non rammento.
Nei palinsesti delle tv locali abbonda l'animazione giapponese  :]
Tra le lettere si può leggere una missiva che chiedeva dei cinghiali:
"E' vero che i cinghiali, che erano scomparsi, stanno ripopolando l'Italia?"

"Non esageriamo", fu la risposta  ^_^

E' questa la sesta telefonata agli eroi animati, che la redazione di "TV Sorrisi" rendeva disponibile ai bambini, che posto:


L'idea fu veramente bella e lascia spesso la consapevolezza che non eravamo (e non lo sono i bambini di oggi) dei minus habens come ci volevano far passare esperti, giornalisti e chiunque altro pontificava sulla carta stampata e in tv.
A differenza degli altri eroi animati a Bia, come a Candy, non essendo vista come combattente, non veniva richiesto di salvare l'Italia dal terrorismo rosso e nero o dalla corruzione, alla fine eravamo anche in grado di capire che Goldrake poteva sconfiggere le BR o i Nar, mentre alla maga 15enne si facevano richieste più ragionevoli.
Bia non fu una di quelle serie contro cui gli adulti puntarono il dito accusatorio, era una giovane maghetta, forse venne considerata alla stregua di un personaggio disneyano. 
In realtà questa serie introdusse in Italia il voyeurismo, per di più verso una scolara,(!) che si vedeva spiata sia dal fratellino che da quello che era un vero e proprio maniaco, cioè Ciosa. 
Molto prima che il fanservice divenisse una piaga per l'animazione giapponese, come ormai è oggi, in Bia già lo si poteva vedere, eppure non ricordo (magari sbaglio) grandi levate di scudi verso le mutandine di Bia e il suo girare in sottoveste...
Leggendo da adulto gli articoli dei giornali dell'epoca sul tema cartoni animati giapponesi non mi capacito di come un obiettivo così gigantesco come il sesso sfuggi al radar degli esperti... che poi facevano le pulci ai pugni a razzo di Mazinga Z...
La redazione di "TV Sorrisi" interpellava anche un psicologo, che considera Bia "mini-sexy", ma a mio avviso non vide molti episodi, altrimenti avrebbe notato che il sexy era un po' più che mini, considerando che in Italia una serie del genere non si era mai vista. 
Di certo la Fujiko di Lupin III era più sensuale, ma era una donna e il suo personaggi prevedeva che usasse anche l'arma del fascino, una 15enne che veniva spiata e si mostrava mezza ignuda in un cartone espressamente per bambini, cosa che Lupin III non era (ma noi non lo sapevamo), non si era mai visto in Italia.
E' questa la dimostrazione, a mio avviso, che in realtà gli adulti di allora spesso neanche le guardavano le serie animate giapponesi che poi giudicavano, sia per i lati positivi che per quelli negativi o inconsueti, come era chiaramente una più che larvata sensualità presente in Bia.
Questa volta tutti i censori dei cartoni animati giapponesi avrebbero avuto un nemico da additare come emblema di quanto questi fossero diseducativi, e addirittura istigassero pensieri lascivi dei loro figli, eppure non venne proferita polemica alcuna   ^_^
Nell'ottobre del 2017 ho postato un "Onda TV" della primavera 1981, in cui di nuovo non vengono mai criticate le scene un po' più osé:


Qui sotto lo scritto ingrandito   ;)

martedì 27 marzo 2018

Telesette dal 11 al 17 ottobre 1981 - "Di carne o di cartone sono tutti buoni gli eroi del Biscione", di Roberto Saibene



Era un po' che non postavo un Telesette, rimedio la mancanza con un numero del 1981 (i due che avevo recensito erano entrambi del 1979), che contiene un interessante articolino su due eroi delle arti marziali della nostra gioventù: Ken l'aquila e Kwai Chang Caine.
Per il resto la rivista non riporta argomenti di particolare rilievo, tranne per i palinsesti delle tv locali private di Piemonte e Lombardia, che vedono curiosamente due "Antenna Nord", una lombarda ed una piemontese. I due canali gemelli presentavano quasi la medesima programmazione giornaliera, tranne per qualche sparuta differenza. Da precisare che in questo periodo Antenna Nord non era ancora stata assorbita dalla Fininvest. Sempre su Antenna Nord c'era Bim Bum Bam, iniziato in questo 1981, senza, se non rammento male, conduttori, erano presenti solo cartoni animati, tra i cui l'anime di "Conan".
Nei palinsesti delle tv locali sono presenti largamente gli anime, di tutti i generi, con il loro bel titolo, in modo che li si posa tracciare senza problemi, a differenza di quello che capitava nel 1977 e 1978, dove sovente erano indicati solo come "cartoni animati" o "disegni animati".




Canale 5, che stava lanciando l'assalto alle altre tv private locali più importanti, presentava un palinsesto di tutto valore, da Hazard ai quiz di Mike Bongiorno, da Dallas al primo programma di intrattenimento mattutino, "Buongiorno Italia". Nonostante ciò  il canale di Cologno Monzese era ancora relegato nella pagina delle televisioni locali, immagino con sommo scorno del suo piduista proprietario.
Tra le novità che la tv del biscione aveva mandato in onda in questo autunno 1981 c'era il telefilm "Kung Fu" ed il cartone animato giapponese "La battaglia dei pianeti".
Il breve articolo di Roberto Saibene resta interessante perché viene fatto un paragone tra i violenti anime come Goldrake e Co. e i non violenti(!) Gatchaman, che avevano addirittura superato la censura delle tv statunitensi. In realtà i poveri Gatchaman non l'avevano mica superata la censura made in Usa, ne erano usciti con 20 puntate in meno, da 105 ad 85, e con numerosi tagli ed adattamenti, tra cui l'inserimento dell'aberrante 7 Zark 7...
Tra l'altro, a voler fare i pignoli, furono proprio i Gatchaman nella loro versione integrale nipponica ad "insegnare la violenza" a Goldrake e company, in quanto l'anime venne trasmesso in Giappone nell'ottobre del 1972, mentre Mazinga Z nel dicembre del 1972. Senza parlare del sempre citato Goldrake, che venne trasmesso nell'ottobre del 1975!
Ma quando si scrive senza sapere le cose...
Canale 5, che con "La battaglia dei pianeti" iniziò probabilmente l'era censoria della Valeri Manera, acquistò già un anime pesantemente adattato, e quindi non ebbe motivo di deturparlo ulteriormente, per questo i Gatchaman non erano "violenti" come Goldrake e C.  ^_^



L'autore dell'articolo ci spiega per filo e per segno quanto i Gatchaman fossero "diversi" dagli altri cartoni spaziali violenti, la comicità dello scritto la si è compresa solo posteriormente, quando abbiamo appreso delle censure a monte subite dal cartone.
Comunque la colpa di queste brutte figure giornalistiche non è imputabile solo a chi scrisse l'articolo, ma anche alla carenza di informazioni che c'era ai tempi. Dubito, infatti, che l'ufficio stampa di Canale 5 si prese la briga di avvertire che l'anime era già stato pesantemente censurato dagli americani, però...