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mercoledì 8 aprile 2026

"Mazinga ha un fratello" - "La Sicilia" 11 marzo 1980 + "Daitarn III" su "Antenna Sicilia" dal 12 marzo al 17 ottobre 1980


Non è il primo post in cui mostro come un'emittente privata locale annunciò la trasmissione giornaliera di una serie animata giapponese su un quotidiano, lo avevo già fatto per "Jeeg" e "Space/Getta Robot":


La caratteristica che accomuna i quotidiani "Libertà" e "La Sicilia" con le emittenti "Telelibertà" ed "Antenna Sicilia" è la proprietà. Entrambi gli editori erano proprietari sia del quotidiano che della tv privata, ergo erano più motivati, rispetto ad un "Corriere della Sera", ad informare sulla trasmissione dei loro programmi, compresi i cartoni animati giapponesi.
Quindi, quando "Antenna Sicilia" iniziò a trasmettere "Daitarn III", non solo venne inserito il nome della serie nei programmi de "La Sicilia", ma anche i titoli dei singoli episodi.
Grazie a ciò, a distanza di più di 45 anni, si può apprezzare come l'anime venne trasmesso su "Antenna Sicilia", con quale frequenza e quanto cronologicamente corretto.
Preciso che salvai i palinsesti circa cinque anni fa, e in quell'occasione, visto che lo scopo era riportare i titoli delle singole puntate, non considerai valida la semplice presenza di "Daitarn III" senza il titolo della puntata.
Per questo motivo mostro lo sviluppo solo dei casi in cui il quotidiano "La Sicilia" inserì il titolo della singola puntata, ne consegue che quando c'è un salto di puntata ed anche un salto di uno o più giorni, in mezzo probabilmente venne trasmesso l'episodio non titolato.
In generale la programmazione di "Daitarn III" rispettò il corretto ordine cronologico della serie.
L'11 marzo la redazione avvisava il giovane telespettatore che dall'indomani avrebbe potuto vedere il fratello di "Mazinga". Interessante l'annotazione che venne rimandata di qualche settimana la trasmissione del già programmato "Judo Boy" per far vedere "Daitarn III".
Resta, come spesso accadeva i quel periodo, l'equivoco sul nome del protagonista di "Daitarn III", cioè Joe Tempesta e non Haran Banjo.

Dopo i calendari dei mesi da marzo ad ottobre (non agosto perché "Daitarn III" si prese le ferie) inserisco anche ogni singolo palinsesto di "Antenna Sicilia" presente in "La Sicilia" con i titoli delle puntate di "Daitarn III", così chiunque potrà sincerarsi dei titoli corretti.

Mercoledì 12 marzo (1980) è presente solo il titolo della serie, cioè "Daitarn III", con riportato "PRIMO EPISODIO", ma senza il titolo.
Venerdì 14 marzo c'é il titolo del primo episodio, "Arriva Haran Banvo".
Inizialmente l'appuntamento con "Daitarn III" era per il mercoledì ed il venerdì, visto che le puntate 2 e 3, 4 e 5, sono inserite nei successivi mercoledì (19 e 26 marzo) e venerdì (21 e 28 marzo).



Ad aprile il numero di episodi titolati aumentato e sono abbastanza regolari ed in ordine cronologico, il lunedì, mercoledì e venerdì.
Mercoledì 11 aprile inserisco il primo caso in cui venne riportato solo "Daitarn III", senza titolo (in seguito non lo farò più), probabilmente venne trasmessa l'11esima puntata, visto che prima c'era la decima e poi la dodicesima.
In qualche occasione i titoli hanno una parola differente, immagino per un errore di scrittura (che nelle repliche venne corretto), l'unico caso di titolo diverso (anche nelle repliche) è quello del 15esimo episodio, che su "Antenna Sicilia" venne chiamato "Zenoia contro Coros" (l'ho scritto in rosso), mentre il titolo sarebbe stato "Il castello di Zenoya".
Un'altra curiosità riguarda la presenza dal 16esimo episodio (23 aprile) in poi della dicitura tra parentesi "HORVAT GIOCATTOLI" o solo "HORVAT".

venerdì 2 gennaio 2026

Daitarn III - Album figurine Panini 1982


Ringrazio Guido e Susy per avermi prestato questo stupendo album "Panini" di "Daitarn III"  ^_^

Il 95% dei post di questo blog contiene materiale da me comprato/ricercato, questa è una delle eccezioni, anche perché è una bella rarità, specialmente tenuto in queste condizioni!
L'album di figurine, ovviamente completo e tenuto bene, ha dei prezzi da espianto di rene... a quanto pare ai tempi ne furono stampate poche copie e quindi furono pochi i bambini che ebbero la costanza e/o fortuna di completarlo.
Probabilmente il fatto che la serie animata di "Daitarn III" esordisse sulle tv private locali italiane nel 1980, mentre questo album è datato 1982, non ne incentivò l'acquisto... fosse uscito in edicola nel 1980, con Banjo e soci in auge, lo avremmo voluto tutti.
Nel 1982 c'era "Lady Oscar" e i robottoni avevano un po' esaurito la loro onda lunga televisiva, erano sempre ben presenti nei palinsesti delle tv private locali o nelle sindacation private nazionali, ma non erano più la novità di due o tre anni prima.
Per scrivere qualcosa di un po' più informato ho provato a sfogliarmi vari numeri di "Anime Cult", perché ricordavo una serie di redazionali sugli album di figurine.
Infatti nel numero 8 di "AC" ci sono gli album in uscita nel 1980, ed è inserito questo album "Panini" di "Daitarn III", peccato che sia nell'annata sbagliata, visto che la sua data di uscita è il 1982... ed infatti nel numero 10 di "AC", dove sono riportati gli album del 1982, questo del "Daitarn III" non c'è.
Ai tempi non vi feci caso, un po' perché gli album di figurine li inserisco sul blog per un piacere visivo, ma soprattutto perché non lo avevo mai avuto fra le mani.
Si vede che in "AC" fecero il ragionamento "Daitarn III in tv nel 1980" = "album uscito in edicola nel 1980".
Immagino che nessuno ne avesse una copia disponibile, benché nei costosi annunci Ebay dell'album è spesso ben visibile la data.


La "Panini" inseriva sempre una introduzione per la serie protagonista dell'album, i cui scritti restano interessanti, in quanto talvolta son presenti commenti che rivelano le notizie disponibili ai tempi o confermano le polemiche contro i cartoni animati giapponesi.
Non fanno eccezione queste poche righe:
"Ancora robot giapponesi?
Ormai lo spazio si sta sovraffollando di tali personaggi e, visto che diventa sempre più difficile sorprendere il giovane pubblico di questi cartoni animati, c'è da chiedersi quale sia il segreto del successo della nuova fortunata serie televisiva "Daitarn III".
Una spiegazione probabile è forse nell'ironia con la quale sono visti storie e personaggi. C'è, infatti, nel mondo fantastico di Daitarn III, qualcosa di più del consueto serraglio di creature tecnologiche sfornate dall'immaginazione sfrenata dei cartoonist giapponesi: i robot sono così "perfezionati" da avere acquisito anche tutti i... piccoli difetti umani!
Essi arrossiscono, ridono, piangono, sono vanitosi, irascibili, dispettosi, romantici... Finalmente, dunque, degli eroiche non prendono le cose troppo sul serio, che non dimenticano di terminare lo spuntino prima della battaglia o che non trascurano di... controllare il trucco prima di entrare in scena!
E non dimentichiamo poi, che nonostante le apocalittiche scazzottate spaziali, l'unico sangue che si sparge e sempre e solo quello, profumato al petrolio, dei robot!"

Questo incipit è fenomenale!
Intanto penso sia un fatto più unico che raro che si lanci un prodotto soffermandosi sulla sua ripetitività... ma il motivo è quello che accennavo sopra, un album mandato in edicola circa due anni dopo l'esordio televisivo, non può certo considerarsi sull'onda del successo...
Il bello è che l'estensore della "Panini" annotava che era arduo sorprendere i bambini... beh... certo... se me lo pubblicavi appena uscito il cartone, magari...   ^_^
Senza contare che "Daitarn III" viene definita la "nuova fortunata serie televisiva", nuova?!
Mi sorge il dubbio che alla "Panini" sbagliarono a stampare le date su tutti gli album mandati in commercio  :]
Che l'anime fosse ironico non c'è dubbio, ma il dramma non mancava, visto che i Meganoidi uccisi erano si dei robot, ma in principio erano umani, quindi ci sarebbe pure il dramma della perdita di umanità, non sempre fatta su base volontaria.
Il sangue dei Meganoidi era stato versato prima, non nel momento della loro morte.
L'ultima parte dello scritto, a mio avviso, venne scritta di nuovo per tranquillizzare il compratore adulto sul basso livello di violenza della serie, viste le polemiche ancora presenti contro i cartoni animati giapponesi e il loro alto livello diseducativo.

Si noti in baso a sinistra la data di pubblicazione, visibile anche a fine post in altre due scan.



Direi che cannarono il nome de padre di Banjo, ma sinceramente non ricordo come venne chiamato nell'adattamento italico.
In ogni album era sempre presente la prima puntata dell'anime, ma non sempre c'era l'ultima, in questo si  ^_^

"Daitarn III" in questi anni l'ho rivisto un paio di volte, ma non abbastanza per ricordarmi tutti i particolari, quindi a grandi linee lascerò le scan parlare da sole  :]
Mi pare di notare che vennero scelti gli episodi in cui si svela qualcosa sul pregresso di Banjo quando viveva su Marte. 

sabato 11 aprile 2026

"Pomeriggi TVS, parte Danguard arriva Daytar - "Il Secolo XIX" 5 marzo 1980 + "TVS, stasera: L'ora di Daitarn" - "Il Secolo XIX" 11 marzo 1980


Non voglio certo replicare la ricerca sulla prima presenza/prima trasmissione del "Danguard" anche per "Daitarn III":


Anche per evitare altre guerre di religione  :]
Detto ciò, il precedente post sulla cronologia degli episodio di "Daitarn III" trasmessi da "Antenna Sicilia" e presentati dal quotidiano "La Sicilia", mi ha fatto venire la curiosità di ricercare, tra le tonnellate di materiale da me ricercato, altri riscontri sulla prima tv di Aran Banjo  ^_^
Questi due trafiletti che mostro da "Il Secolo XIX" fanno parte di una delle primissime mie missioni in emeroteca, avranno circa 10 anni, ma poi, essendo brevi scritti, finiscono sempre soppiantati da materiale più corposo e/o interessante.
Forse questo era il momento giusto per inserirli.
L'annuncio qui sopra è di lunedì 5 marzo 1980, cosa che conferma che l'esordio italico di "Daitarn III" lo si può attestare al marzo 1980, seppur con il nome un po' storpiato.
"Temple e Tamtam" era presente anche nei palinsesti de "La Sicilia" con "Daitarn III", mostrati al link qui sopra, quindi si può ipotizzare che arrivò prima del robot marziano.

La domenica successiva, 11 marzo 1980, il quotidiano genovese pubblicizzava di nuovo "Daitarn", con il nome corretto, ma con sempre l'errata individuazione del protagonista, Joe Tempesta, invece del nostro mitico Haran Banjo  ^_^

sabato 14 maggio 2022

6 recensioni di anime sulle pagine delle tv locali di Telesette - maggio/agosto 1980


Qualche anno fa ho passato in rassegna tutti i Telesette delle annate dal 1979 al 1982 in Emeroteca, cioè tutti quelli disponibili, trovando numerosi articoli, una gran parte di questi erano recensioni di serie, altri di commento.
Le recensioni delle serie animate giapponesi presenti su Telesette si possono dividere in due gruppi, quelle trasmesse dai canali nazionali e quelle dalle tv locali.
Nel 1979 ci sono solo recensioni di anime trasmessi dalla Rai, dal 1980 la redazioni predispose delle pagine informative nella sezione centrale con i programmi delle tv locali, in cui ogni tanto si dava conto della nuova, ma non necessariamente una novità assoluta, serie trasmessa da questa o quella tv locale lombarda/milanese.
Ovviamente l'edizione che ho consultato era quella milanese, quindi con le emittenti che vedevo da bambino.
Nel 1981 si possono leggere di nuovo recensioni dei due gruppi, Rai e tv locali, dal 1982 si inserisce un terzo gruppo formato dalla triade Italia 1, Canale 5 e Rete 4, tv private più o meno nazionali.
Le recensioni che ho trovato per il 1980 sono:
"E' in arrivo un falco superbolide" - Telesette 11/17 maggio 1980 
"Si salvi chi può: arrivano i giapponesi" - Telesette 25/31 maggio 1980
"L'ape Maia ha una sorella", di Pitto Cantù - Telesette 6/12 luglio 1980
"Lupin III la fa sempre franca", di Pitto Cantù - Telesette 20/26 luglio 1980
"Daitarn III contro Joe Tempesta", di Patrizia Ricci - Telesette 27 luglio/2 agosto 1980
"Un Pinocchio giapponese", di Pitto Cantù - Telesette 3/9 agosto 1980 

Non anticipo nulla, ma una menzione particolare per la precisione di Patrizia Ricci ^_^

Ribadisco che le recensioni non necessariamente indicavano un esordio assoluto, infatti la prima che presento è su Ken Falco ("E' in arrivo un falco superbolide"), l'articolo è della settimana dall'11 al 17 maggio, ma io vidi la serie nel 1979 e su "Antenna Nord", mentre in questo caso si recensisce la trasmissione su "Tele Milano", quindi successiva di alcuni mesi.
Sono abbastanza sicuro perché io "Tele Milano" la vedevo poco e male, mentre "Antenna Nord" era più visibile, inoltre le avventure automobilistiche di Ken Hayabusa fanno parte del primissimi gruppo trasmesso dalle tv locali milanesi assieme a Lupin III, Jeeg e il Grande Mazinga.
Inoltre nel maggio 1980 si era già in pieno tsunami mediatico contro l'animazione seriale giapponese in Italia, mentre "Antenna Nord" mandò in onda la prima assoluta di "Falco il super bolide" in un periodo più tranquillo per gli anime.
La recensione è abbastanza tranquilla, ovviamente l'adulto che ne scriveva non l'aveva mai visto, si sarà basato sulle brochure informative che le tv locali giravano alle redazioni delle riviste (quanto varrebbero oggi quelle paginette di carta!!!).
A parte la "diversità della tecnica di animazione" che non si capisce bene in cosa consistesse e l'italianizzazione della scuderia dei cattivi "Black Shadow", per il resto l'articolino ci dava informazioni ragionevolmente corrette. 
Nel mio caso non posso testimoniare che ci fu un'invasione di giocattoli del team Saionji, altrimenti qualcosa a casa avrei di sicuro portato   ^_^



La seconda recensione in realtà è più un annuncio di un'invasione:
"Si salvi chi può: arrivano i giapponesi" - Telesette 25/31 maggio 1980

Non c'è scritto, solo il titolo e una breve chiosa, ma dimostra quanto emittenti come "Milano TV" basarono il loro successo tra noi bambini sull'animazione giapponese.
Da notare che si fa cenno alle polemiche con quel "già oggetto di tavole rotonde".



"L'ape Maia ha una sorella", di Pitto Cantù - Telesette 6/12 luglio 1980

In realtà avrebbe avuto un fratellino, e pure sfigato...
L'autore dell'articolino si inventa un collegamento con l'Ape Maia, con la quale condividerebbe l'ape Regina come madre. Il giudizio sui disegnatori giapponesi è ottimo, nonostante le polemiche della primavera 1980, che traspaiono dalla bocciatura verso le serie robotiche, visti come negativi, mentre le atroci storie in cui si muoveva il piccolo fuco nipponico erano idilliache... si vede che come sempre chi scriveva gli articoli non si degnava di guardare manco mezzo episodio... per me l'Ape Magà era più violenta de il Grande Mazinga!

sabato 3 febbraio 2018

Roman Album Daitarn III - 1980




Non sono un collezionista di artbook o roman album, mi piacerebbe, ma i prezzi sono sovente un po' altini, comunque se ne trovo uno del periodo anni 70/80 ad un prezzo logico (dal mio punto di vista), me lo accatto subito. Ergo non mi lascia scappare questo roman album di Daitarn III, che dovrebbe essere, non so se il termine è corretto, quello "ufficiale" della serie.
Oggi le immagini, e non solo, degli anime (e di qualsiasi altra serie animata e non) le trovi sul web, a pacchi, ma negli anni 70 ed 80 queste pubblicazioni erano l'unico modo per ammirare i propri eroi, ed eroine, al di fuori della trasmissione televisiva.
Inutile fare paragoni tra le stupende pubblicazioni giapponesi e quello che propinavano a noi affamati di immagini bambini italiani...
Un vero peccato che nessun editore italiano ebbe mai l'idea di importare e tradurre un roman album o un artbook di quel periodo. Probabilmente un roman album in italiano sarebbe costato troppo, ma io credo che noi ci saremmo accorti della qualità di una edizione del genere, e forse avremmo spinto i nostri genitori a comprarla, magari rinunciando ad un altro giocattolo.
Può anche essere che gli editori italiani manco sapessero (o si immaginassero) che in Giappone pubblicassero prodotti fatti così bene...
Non ho scannerizzato per intero il roman album, tutte le pagine patinate, e poi alcune delle altre pagine, in particolare quelle sulle varie trasformazioni del Daitarn III.
Tutta la pubblicazione è veramente bella, ma il pezzo forte, a mio avviso, sono i due poster in seconda pagina, che forse, ma dico, forse,  potrebbero aver contribuito un pochino, oltre al prezzo abbordabile, a farmi propendere per l'acquisto   ^_^



Reika Sanjo                                           Banjo Haran                             Beauty Tachibana

L'eroe e le due eroine in borghese.
Faccio notare che, a dispetto dell'usanza nipponica di anteporre sempre il cognome al nome, in questo caso il nome precede il cognome, all'europea. Non so cosa questo possa significare, mi limito a farlo presente  :]
Il poster è molto bello, ma quello sotto è un pelino meglio.






^________________^

Chi è più bella tra le due?
Difficile la scelta, ma io propendo da sempre per Beauty  :]


lunedì 3 giugno 2013

Con l'aiuto del sole vincerò, Daitarn III e la guerra privata di Haran Banjo (la prima guida non ufficiale di Daitarn III)



AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Con l'aiuto del sole vincerò, Daitarn III e la guerra privata di Haran Banjo (la prima guida non ufficiale di Daitarn III)
AUTORE: Luca Franchi e Giorgio Messina
CASA EDITRICE: Cagliostro e-press
PAGINE: 118
COSTO: 6€
ANNO: 2010
FORMATO: 15cm X 11cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788895114453

Intanto attenzione al formato, è un libricino, non ha le misure solite di un libro. Nei ringraziamenti iniziali si cita il sito “www.daitarn3.it”, infatti questa piccola guida ripropone un tipo di informazione caratteristica del web, che, però, proposta per un libro non è altresì efficace.
Notizie, curiosità, sinossi delle puntate, errori, sono le tipiche informazioni che si trovano sui siti di appassionati di animazione nipponica, C'è, purtroppo, una certa tendenza alla ripetitività delle informazioni, che alla lunga (anche se il libricino è corto) risulta un pelino fastidiosa. Ed anche errata, visto che Reika passa dai capelli rossi a castani (cavoli, son solo 118 pagine, rileggetele).
Diciamo che questa guida non ufficiale la si può considerare simile alle monografie della casa editrice Iacobelli (le collane “I love anime” e “Japan File”), ma senza le fastidiose immagini e con un tasso di “professionalità” minore (professionalità che, talvolta, la stessa Iacobelli non riesce a raggiungere), è una pubblicazione fondamentalmente amatoriale.



sabato 22 gennaio 2022

TV Sorrisi e Canzoni n° 1 dal 3 al 9 gennaio 1982 - Esordio di "Rete 4" e "Italia 1" il 3 gennaio 1982


Ad inizio gennaio mi sono imbattuto in due post leggibili sul blog di Mikimoz, festeggianti il 40esimo compleanno di "Rete 4" ed "Italia 1":

Mi è quindi venuta la curiosità di controllare se avessi il "TV Sorrisi" di quella settimana, ed eccolo qui con le sue due pagine in cui veniva annunciata la lieta novella della nascita dell'accoppiata di network made in Rusconi e Mondadori.
Tra l'altro ho trovato curioso che, a parte Mikimoz e pochissimi altri, il quarantennale sia passato sotto silenzio, in primis da parte di Mediaset... forse dipende dal fatto che il 3 gennaio 1982 le nuove tv "Rete 4" ed "Italia 1" erano concorrenti di "Canale 5", non proprietà berlusconiana,
Forse sarà parso brutto ricordare ai telespettatori italici che le tre ammiraglie Mediaset non hanno sempre navigato sotto la medesima bandiera del Biscione... poi magari qualcuno si va ad informare su come vennero portate al collasso economico e come vennero acquistate   ^_^
Per rendere al meglio la programmazioni dei due network antiberlusconiani  ho messo assieme un collage con i palinsesti della prima settimana, e non è che vennero trasmessi questi gran "killer application"... un sacco di repliche, film vecchi addirittura in bianco e nero... poi ci si sorprende che siano fallite.
Dal punto di vista dell'animazione giapponese i titoli delle serie presenti erano Baldios, Candy Candy e Cibernella per "Italia 1", mentre per  "Rete 4" c'erano  Tekkaman e Bem. Purtroppo non sono mai elencati i cartoni presenti in "Bim Bum Bam" su "Italia 1", quindi probabilmente gli anime erano di più.
Curioso il fatto che per quanto riguarda "Rete 4" il riquadro di domenica 3 gennaio riporti che le trasmissioni della nuova rete partiranno l'indomani, ma il logo è già presente nel palinsesto di domenica. Quindi "Rete 4" iniziò le trasmissioni il 3 o il 4 gennaio 1982?
Bisognerebbe avere una videocassetta   :]
Farò qualche altra ricerca tra le mie riviste...

Piccola divagazione dal tema "Rete 4 e Italia 1", in questo numero c'è la prima puntata dell'anime "L'isola del tesoro" trasmessa su Rai 1 lunedì 4 gennaio alle 17,05.
Inoltre l'emittente locale "Videobologna" presentava delle brevi sinossi di "I-Zemborg" e "Daitarn III", la seconda vedeva al comando del robottone tale Joe Tempesta. Il bello è che questi riassuntini venivano riportati per quasi tutta la settimana.



Da notare il logo di "Italia 1" tutto inclinato sulla destra, forse una premonizione   :]


Qui sotto il collage con i palinsesti dei due network della prima settimana, compreso il 3 gennaio per "Rete 4".

martedì 25 dicembre 2018

"CID Giocattoli Natale 1979" - prima parte



Ieri ho postato un catalogo del Subbuteo 85/86 ed oggi la prima parte di questo stupendo catalogo natalizio Cid del 1979. Di norma cerco di alternare un po' gli argomenti, però ieri era la vigilia di Natale, ed oggi è Natale, quindi i post giocattolosi ci stanno alla grande   ;)
Diciamo che è il mio modo di fare gli auguri  ^_^
Dato che il catalogo è assai corposo, ben 127 pagine, lo dividerò probabilmente in tre parti, anche perché è veramente strapieno degli articoli che fecero sognare quella generazione di bambini.
Essendo la CID una azienda che si occupava di distribuire giocattoli ci sono quasi tutte le marche di giocattoli del periodo, magari di alcune case c'è un solo gioco, mentre di altre più pagine, ma il panorama è assai appagante:
Sebino; Furga; Fiba; Italo Cremona; Effe; Raffetto; Sevi; Grazioli; Reve; Harbert; La Nuova Faro; Berchet; Giochi Adriano; Trudi; Canova; Bero; Ampatoys; Lego; Plastic City; Bral; Mupi; Polistil; Lima; Ellegi; Reel; Rico; Edison Giocattoli; MB Italy; Editrice Giochi; Clementoni; Invicta; Italo Trade; Bontempi; Supermatic; Flippy; GV; Dulcop; Arcofalc.

Le marche sopra riportate sono solo quelle chiaramente descritte sul catalogo, perché in numerose pagine viene solo riportato "CID selezione", a cui segue l'immagine del gioco, sovente senza la marca che lo identifichi. Per esempio il Subbuteo è nominato come tale (n° 785 e 786), ma non c'è neppure un articolo della Atlantic, magari è presente con qualche altro articolo che non ho notato.
Queste lacune nella descrizione dei giocattoli sono un vero peccato, evidentemente esisteva un secondo catalogo, forse coi prezzi, che permetteva al negoziante di collegare il numero dell'immagine con la marca/distributore/nome dell'articolo.
Non ci sono articoli della Mattel, che aveva suoi cataloghi esclusivi.
Si può notare, come per tutti i cataloghi del periodo, che i vari articoli avevano una vita abbastanza lunga, non venivano sostituiti ogni anno con giochi nuovi. Per esempio c'è ancora la console di videogiochi della Reel, che era di un paio di anni prima. Probabilmente furono proprio gli articoli legati agli anime a dare al mercato dei giocattoli italico la prima sonora sberla innovativa, assieme ai videogiochi portatili.
Ovviamente non mancano i giocattoli degli eroi animati giapponesi, l'invasione/innovazione era ormai giunta sugli scaffali dei negozi, e per qualche tempo i giocattoli nostrani dovranno soffrire un po' la concorrenza nipponica.
Ammetto che nello scansionare il catalogo non ho proceduto rispettando l'ordine delle pagine, ma ho saltato un po' qui un po' là, omettendo tutte le bambole e i giochi per i più piccini, e concentrandomi sui giochi più belli per i maschietti.
Chiedo venia alle eventuali lettrici coetanee che leggeranno questo post, ma per i loro giochi dovranno attendere la seconda parte.
In questa prima non potevo non mettere le immagini del "guerriero spaziale altezza cm 60", del "guerriero spaziale in metallo pressofuso" e del "veicolo spaziale in metallo pressofuso", che permetteva al guerriero spaziale di cui sopra di poter essere pilotato.
Ma quale sarà mai il nome di questo guerriero spaziale?  ^_^



Il Daitarn III!!!
Immagino che il catalogo con le stupende immagini dei due modelli di Daitarn III e con la Mach Patrol furono messi in vendita un pelino prima della messa in onda del cartone animato sulle tv locali, ergo la CID non si preoccupò di dargli un nome.
Quindi anche il Jumbo Daitarn III poteva trasformarsi?
Una figata colossale!



Io avevo (ed ho ancora, seppur un po' sverniciato) il modello in metallo pressofuso: stupendamente trasformabile in tutte le versione del cartone!




Questa pagina farà sbavare un sacco di gente, di certo ne conosco almeno una (ahahahahahah).
Per il resto, buona visione e buon Natale  ;)

mercoledì 19 novembre 2025

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 28 ottobre 2025


Con una quindicina di giorni di ritardo rispetto a quando mi è arrivato, faccio questa tardiva recensione.
In fondo il concetto di ritardo e "Nippon Shock Magazine" sono un po' sinonimi  ^_^
E' un numero monografico su "Daitarn III", direi più che soddisfacente, come sempre c'è la parte di analisi sulla trama, sui contenuti, poi le schede sui vari autori, il mecha, il manga, il merchandising, modellini, etc., ma quello che ho trovato più premiante è il gruppo di contenuti, presi tutti assieme, sulla parte musicale, dalle BGM alla sigla italiana.
Il numero è aperto dagli scritti di Jacopo Mistè, sempre dettagliati, e che non risparmia critiche, assieme agli encomi, ad una serie da "vecchio super robottone" (ergo non "real robottone"). 
Il fulcro della sua critica mi è ormai abbastanza chiara, spesso ribadito, magari potrebbe concentrarsi di più sugli anime robotici che apprezza maggiormente, serie più realistiche   :]
Spesso ho letto che Haran Banjo viene considerato vendicativo e senza scrupoli quando si tratta di combattere i Meganoidi, ma cosa avrebbe dovuto fare?
Se uno decide di diventare Meganoide è pur sempre una scelta libera, ma quando rapisci delle persone per trasformarle in androidi, glielo si può lasciar fare?
Qualcuno che lo impedisca con le cattive o con le molto cattive, direi che sia necessario.
In una parte dello scritto viene effettuata una mini seduta psichiatrica a Banjo, secondo me sono slanci un po' troppo fantasiosi.
Come un po' fantasiosa e forse off topic mi è parsa l'analisi del "direttùr" sull'ideologia dei Meganoidi e la situazione politica mondiale moderna. 
Nel caso, forse, preferisco comprarmi Limes, se devo leggere di geopolitica  :]
Interessante la parte riguardo alle fonti nipponiche di cui si è persa traccia, in cui ci sarebbero svelate le origini di Don Zauker, Koros e dello stesso Daitarn 3. Peccato che manchi la fonte a cui far riferimento.
Averlo scritto potrebbe essere uno stimolo verso chi conosce il giapponese per scartabellare vecchie riviste alla ricerca di queste fanzine nipponiche, in cui Tomino rivelerebbe queste informazioni mai più riportate/dichiarate in seguito.
C'è da dire che a pagine 37, un altro articolista. specifica che l'identità di Don Zauker sia sconosciuta.
Interessante anche la parte su Kunio Okawara e il mecha di "Daitarn III", in cui sono riportati vari stralci di interviste.
Nell'articolo "Due nomi per un solo eroe" viene spiegato (ipotizzato?) il perché ai tempi Haran Banjo venne fatto passare per Joe Tempesta nelle brochure ufficiali della "Doro TV", a me è parsa una spiegazione ragionevole.
Sono presenti le interviste a Vince Tempera e ai fratelli Balestra, tutte molto piacevoli da leggere.

lunedì 7 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 22 dal 31 maggio al 6 giugno 1981 - Seconda parte inchiesta sulle tv private + 1° episodio di Dallas su "Canale 5"

E' la prima volta che inserisco a raffica i "TV Sorrisi", ma come ho già scritto nel precedente post i tre numeri in questione sono legati fra di loro, sparpagliarli troppo nel tempo ne avrebbe fatto perdere il senso.
Il tutto nasce dall'aver postato il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso dalla Rai:

Per poter inserire quello che sto postando ora, però, dovevo prima postare la prima parte dell'inchiesta sulle TV private:

Infine nel prossimo post metterò il numero 23 di "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso da "Canale 5".
Come sempre ho dovuto omettere qualche articolo per non far esplodere il mio povero scanner... per esempio ho saltato l'intervista alla campionessa del quiz "Flash", quella all'attore Giovanni Vettorazzo, l'articolo su Ugo Tognazzi e le donne (Tognazzi non mi è mai piaciuto come attore), il servizio sul film scandalo di Cannes, il gruppo musicale "Banco".


Nel precedente post/"TV Sorrisi" avevo immortalato la splendida mini recensione su "Astroganga", il cui autore in poche righe era riuscito a commettere le solite topiche sui cartoni animati giapponesi.
Stavolta si possono leggere ben tre recensioni sugli anime, a cui ho aggiunto due telefilm cult: Batman e "Star Trek".

"Candy è un'orfanella ingiustamente accusata di furto dalla famiglia adottiva. Ma nonostante le disavventure e il destino avverso, ha conservato la sua bontà e può contare su molti amici"

Leggendo queste poche righe parrebbe di intuire che tutta la serie si basi sull'ingiusta accusa di furto da parte della famiglia (Legan) adottiva verso Candy. Ovviamente sappiamo che non è così, la trama contemplava ben altre ingiustizie subite dall'orfanella tutte lentiggini. Ci sarebbe anche da contestare che gli accusatori non erano proprio la famiglia adottiva al 100%, visto che mi pare sia lo zio William a farla adottare, ma potrei sbagliare.

"Più legato alla tradizione dei samurai degli altri cartoni animati giapponesi, Daitarn III è un gigantesco servomeccanismo guidato dall'agente Joe Tempesta, che lo pilota nello spazio per combattere i Meganoidi"

Non molto chiaro il perché "Daitarn III" dovrebbe essere legato di più alla tradizione dei samurai rispetto ad altre serie. Il nome errato del pilota, Joe Tempesta al posto dell'ovvio Haran Banjo, mi pare sia dovuto alle brochure informative che venivano distribuite alle tv private, in cui compariva erroneamente Joe Tempesta. Poi, volendo, sarebbe bastato guardarsi 5 minuti dell'anime o chiedere ad un qualsiasi bambino per conoscere il nome corretto del pilota, anche in considerazione del fatto che la serie venne trasmessa per la prima volta nei primi mesi del 1980, quindi a maggio/giugno 1981 era già circa un anno che imperversava sulle emittenti private locali... sarebbe stato anche bello dimostrare al pubblico che sapevano cosa trasmettevano...

"Un orfano vola per i cieli per distruggere il generale Dark e il suo esercito di rozzi combattenti. Tetsuya e i suoi amici entusiasti lottano per la pace nel mondo, con molti problemi"

Il Grande Mazinga è tra le primissime serie robotiche trasmesse dalle tv private locali, nei primi mesi del 1979, ne consegue che a maggio/giugno del 1981 era in televisione da poco più di due anni!
Capisco tutto, ma mezza puntata la si poteva pure guardare prima di scrivere generale Dark invece che generale Nero. Senza contare che proprio non si può leggere che Tetsuya  e i suoi amici fossero "entusiasti" di combattere. Inoltre i nemici non erano l'esercito del generale Dark/Nero, ma dell'Imperatore delle Tenebre, e di certo non si potevano definire "rozzi combattenti"... ruttavano?


Direi che l'autore dell'inchiesta non solo illustrò bene il panorama del periodo, ma riuscì sia a spiegarlo che a fare delle previsioni corrette su come si sarebbe evoluto mondo delle tv private. Solo che fu ottimista, immaginava che ci sarebbero state più emittenti grandi ad inglobare quelle piccole ed anche vari distributori pubblicitari. Alla fine restò praticamente tutto in mano ad uno...

Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


sabato 7 settembre 2024

"Dal salone del giocattolo di Milano: panorama di novità negli stand" - "VG Vendogiocattoli" n° 2 febbraio 1979


Quarto post consecutivo e cronologico (e terzo nel numero di febbraio) sulla rivista "VG Vendogiocattoli":



Quando avevo postato le pubblicità dei giocattoli dei cartoni animati giapponesi presenti su "Il Giornale dei Giocattoli" dal 1978 al 1980 avevo già testimoniato l'esistenza in Italia di alcuni modellini robotici nipponici prima della loro comparsa televisiva (Daitarn 3, Daikengo, Zambot 3, Gloyzer X) oppure che mai sarebbero giunti in Italia, ma solo con questa rivista "VG Vendogiocattoli", oltre ad avere la conferma di quelli, ho trovato molti altri articoli giapponesi, il cui arrivo nei negozi nostrani si può far risalire addirittura al Natale 1978.
La parte più interessante di questa lunga rassegna è data dalla presenza di una moltitudine di aziende, con un breve scritto che illustrava i prodotti presentati durante la manifestazione (di solito le novità) e molte foto.
Le immagini, purtroppo in bianco e nero, dei mesi di gennaio e febbraio di "VG Vendogiocattoli" sono la ciliegina sulla torna di una già interessante parte scritta.
Come nei precedenti tre post ho ingrandito le fotografia per rendere più potente ed informativo l'impatto visivo.



Il "Salone del Giocattolo" di Milano del 1979 sarebbe uno dei luoghi che vorrei visitare nel caso potessi fare dei viaggi nel tempo   ^_^
La manifestazione durava sette giorni(!), occupava 75 mila metri quadri, gli espositori erano 1100 (!!) di cui 650 italiani (!!!), dato che ai tempi avevamo una florida industria del giocattolo, avevamo...
Dalle fotografie prese dall'alto si può immaginare la bellezza di una manifestazione del genere, che ipotizzo fosse vietata ai bambini, infatti il corrispettivo romano per i videogiochi da bar, la Enada, non permetteva la visita ai minori.
Credo valesse, a parte qualche fortunato "figlio di" (un po' in entrambi i sensi), anche per la manifestazione milanese.

Qui sotto l'ingrandimento delle due parti scritte qui sopra.

giovedì 6 giugno 2013

La bomba e l'onda, storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima


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HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: La bomba e l'onda, storia dell'animazione giapponese da Hiroshima a Fukushima
AUTORE: Andrea Fontana
CASA EDITRICE: Edizioni Bietti
PAGINE: 236
COSTO: 19 €
ANNO: 2013
FORMATO: 14 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788882482824


Il saggio cerca di mostrarci come e quanto ciò che capita nella società giapponese influenzi gli anime, e talvolta ne anticipi le tendenze della stessa società. Il riflesso di questa causa/effetto lo possiamo notare solo se ci interessiamo, oltre che agli anime/manga, alla società giapponese e alla sua storia. Gli eventi drammatici del marzo 2011 (terremoto + tsunami + incidente nucleare) influenzeranno l'animazione nipponica per i prossimi decenni, come capitò con il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.

lunedì 10 febbraio 2014

Japan Cartoon, rassegna di disegni animati giapponesi (collana di 20 numeri)


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



TITOLO: Japan Cartoon, rassegna di disegni animati giapponesi (collana di 20 numeri)
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Yamato Video e Hobby & Work
PAGINE: 16 per ogni inserto
COSTO: 10/15 €
ANNO: 1995
FORMATO: 19 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN:

Ai tempi mi pare di aver visto in edicola questa pubblicazione, che era completata anche da due VHS di due serie tv differenti (Daitarn 3 e Patlabor), non la comprai perchè non potevo buttare via soldi in queste cavolate, mentre ora...
Nella mia infinita ricerca di materiale saggistico su anime e manga ho recuperato ad una recente fiera i 20 fascicoli che erano allegati alle due VHS, scoprendo che la parte più corposa di ogni fascicolo era un saggio, sempre della Yamato Video, suddiviso in 20 inserti, che alla conclusione della raccolta sarebbe stato rilegato. Il saggio in questione è "Anime al cinema, storia del cinema d’animazione giapponese dal 1917 al 1995" di Francesco Prandoni.
In realtà, se le date di pubblicazione hanno un senso, il libro di Prandoni prima venne dato alle stampe in questo formato a puntate (1995), e in seguito con una sua copertina e rilegatura autonoma (1999).
Questa pubblicazione, come si può leggere nell'editoriale di presentazione, era strutturato in tre parti:
Le VHS; una parte editoriale più ridotta inerente le due serie in VHS; il libro di Pradoni diviso in 20 fascicoli.
Meglio, però, riproporre direttamente l'editoriale originale.



Il fascicolo fu un inserto di certo valido, se, per esempio, lo confrontiamo a qualcosa di attuale, come quello allegato alla " Go Nagai Robot Collection ", noteremo un'abissale differenza. Dubito fortemente che dal fascicolino-ino-ino della Go Nagai Robot Collection potra mai nascere un libro come quello di Prandoni...

martedì 27 gennaio 2026

Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Settimo Speciale Panini 1981/1993



TITOLO: Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Settimo Speciale Panini 1981/1993
AUTORE: Bruno Carpanetto e Marco Maria Valtolina
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 195
COSTO: 35€
ANNO: 2017
FORMATO: 22 cm X 22 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788899397098


Quando ad inizio mese ho postato l'album di figurine di "Daitarn III" della "Panini", mi era sorto il dubbio sull'anno di pubblicazione.
L'anime venne trasmesso in Italia nel 1980, ma l'album venne pubblicato nel 1982.
Solo che mi sono accorto che mi ero perso (dimenticato) la pubblicazione del volume della "Mencaroni Editore" relativo al periodo, mentre avevo gli altri:



Avevo preso gli altri tre volumi, ma quello dal 1981 in poi no... dimenticanza o scelta voluta? 
Non rammento  :]
Quindi, con circa 7 anni di ritardo, ho messo mano al portafoglio (virtuale) è mi sono accattato pure questo.
In fondo, se devi scrivere qualcosa cercando di non riportare castronerie, non puoi affidarti solo alle informazioni del web... qualche tua fonte cartacea la devi pur avere, anche se non scrivo su testate a pagamento, ma solo su uno sperduto blog     ^_^


Come negli altri tre volumi è presente la spiegazione di ogni voce inserita nella pagina di ogni album mostrato.


Il mio dubbio sulla datazione dell'album di "Daitarn III" era superfluo, venne pubblicato nel 1982.
Resta (per me) un mistero il motivo che spinse la "Panini" a pubblicare un album ben più di un anno dopo l'uscita televisiva della serie.

giovedì 11 dicembre 2014

"Mazinga, il suo regno è finito: le televisioni private lo espellono" - di Florido Borzicchi - Il Resto del Carlino 20 aprile 1980





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Nell'articolo di Florido Borzicchi, oltre al fatto che verrà semplicemente smentito dai palinsesti dei mesi ed anni successivi, si nota il fastidio del genitore adulto che non si può più vedere in pace il TG o "90esimo Minuto", perché i suoi figli pretendono di vedere Jeeg, Goldrake e Mazinga. Alla fine mi sa proprio che tutte le polemiche sulla violenza e diseducatività dei "cartoni animati giapponesi" nacquero esclusivamente perché le tv private mandavano in onda gli anime al medesimo orario dei programmi per adulti, fatto che provocava ovvi dissidi famigliari, quando ancora in casa c'era spesso una sola televisione. Se Goldrake fosse stato trasmesso alle 3 del pomeriggio, con i genitori al lavoro, può essere che nessuno se ne sarebbe neppure accorto.
Il giornalista pare quasi che scriva: "bambini, guardate un po' quello che volete, ma non quando vogliamo vedere qualcosa noi adulti".
Da notare che questo articolo venne pubblicato in prima pagina, a dimostrazione di quanto "Il Resto del Carlino" si interessò al primo fenome anime:
I genitori di Imola colpiscono ancora; Il ritorno dei genitori di Imola vs Goldrake e Mazinga; Bonvi vs i cartoni animati giapponesi.
Per smentire il fatto che, nell'aprile del 1980, le tv private stessero per dismettere dai loro palinsesti gli anime robotici e fantascientifici, basta solo riportare le serie trasmesse dopo la pubblicazione dell'articolo. Alcune delle serie che riporto sotto (con eventuali miei errori e dimenticanze) vennero trasmesse poco dopo, Daitarn 3 addirittura il mese dopo:
Astrorobot, Baldios, Blue Noah, Daikengo, Daitarn 3, Daltanious, Gackeen, Gaiking, Getta Robot G, Spaze Robot, Ginguiser, Gloizer X, Godsigma, Gordian, Gotrititron, Kyashan, Microsuperman, Strablazers, Starzinger, Trider G7, Ufo Diapolon, Vults V, Zambot 3.
Comunque, questa erronea informazione, non fu obbiettivamente responsabilità del giornalista, che si limitava a riportare le mendaci dichiarazioni degli addetti ai palinsesti delle tv private. Sono certo che Florido Borzicchi avrà successivamente scritto un articolo che denunciava l'ipocrisia di quei dirigenti televisivi, io non l'ho trovato, ma di certo esisterà :]
Esilarante che il responsabile dei programmi di Telenova si vantasse di mandare in onda l'educativa Ape Magà, che era di una violenza e tristezza ben più devastanti di qualsiasi anime robotico, a dimostrazione che proprio non li guardavano i cartoni che ci propinavano...
La parola "Atlas" per i giornalisti era diventata ormai il sinonimo di un qualcosa di negativo:
"Noi scoprimmo Danguard, uno degli Atlas meno violenti, ma sempre Atlas.".
Ma se Danguard era così "Atlas", e voi eravate, invece, dei dirigenti non "Atlas", perché lo trasmettavate lo stesso? Domanda banale che Florido Borzicchi non si azzarda a fare.


Nino Negri, proprietario della "HDH Film tv", vuol fare l'espertone spiegandoci che il mercato estero sta cambiando, che ora i giapponesi fanno i cartoni strappalacrime, peccato che li facevano anche prima e durante le serie robotiche.
Non manca il piccolo accenno al computer, seppur non esplicitamente riferito agli anime fatti al computer: "Svillaneggiato dai computerizzati sganciamenti di Jeeg...".
Ma sì! Fateci vedere in pace il TG e Paolo Valenti!
Il mio amico(...) Silvio trasmise anche Astroganga? Io lo vedevo su Tele Monte Carlo, mai visto su Telemilano

domenica 26 novembre 2017

"Supergoldrake colpisce ancora" - Panorama 20 ottobre 1980



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Sappiamo tutti che passando gli anni o i decenni si tende a riabilitare un po' tutto. Film, attori, libri e cartoni considerati trash o di scarsissima qualità, assurgono a miti di intere generazioni, però passando gli anni... non i mesi...  >_<
Questo articolo è un bel esempio delle carenze mnemoniche di giornalisti ed "esperti" italici, infatti non erano passati neppure sei mesi dall'orgia polemica che investì gli anime grazie alla petizione dei 600 genitori di Imola, che ti ritrovi a leggere la riabilitazione di Goldrake, ma solo come paragone positivo rispetto agli altri pessimi fanta-robot.
Un vero peccato che non ci sia dato di conoscere l'autore/autrice di questa piccola perla giornalistica, che, nonostante dovrebbe essere un articolo positivo su Goldrake, riesce sia ad essere parecchio erronea nei contenuti, sia a spalar la solita pupù mediatica sugli altri anime.
Il perché poi venne messa l'immagine del giocattolo (ora vintage) di Ganira, mostro di Waldaster, è un mistero.



"Cacciato 10 mesi fa dalle reti Rai, l'eroe galattico torna in tv."
Ma dove, quando, chi, perché, cacciò Goldrake dalle reti Rai?!?!
Chi?!?!
Ma cosa si fumava il/la giornalista?
La serie di "Atlas Ufo Robot" era terminata regolarmente il 6 gennaio 1980 con un successo travolgente, i bambini erano disperati, ma solo perché il loro eroe aveva terminato le sue avventure in tv, se la Rai avesse potuto ne avrebbe mandate in onda altre 300 puntate, visti tutti i soldi che ci faceva la Sacis.
Qui ci troviamo di fronte ad un articolo. che vorrebbe essere pure pro Goldrake, con delle informazioni inventare di sana pianta:
"Ma a fermarlo, dieci mesi fa, furono le proteste di genitori e insegnanti che consideravano troppo violenti i suoi scontri con gli invasori giunti dal pianeta Vega: così Goldrake, il robot idolatrato dai bambini, aveva dovuto sloggiare dagli schermi televisivi della Rai, tra i sospiri di sollievo e reciproche congratulazioni di chi pensava di averlo definitivamente sconfitto.".

Le cose scritte sono così assurde, che mi sorge il dubbio che il/la giornalista prese una doppia cantonata, e che il robottone a cui ci si riferisce potesse essere, invece ed incredibilmente, l'unico che la Rai non trasmise completamente, cioè Mazinga Z!!!
L'errore sarebbe doppiamente grave, ma almeno lo scritto acquisterebbe un senso compiuto...

Interessante anche il continuo, in cui Nicoletta Artom ci informa della nuova fascia pomeridiana di cartoni in cui si potranno vedere le repliche di "Atlas Ufo Robot":
"Ma l'epurazione è finita e dal 7 ottobre il vero Goldrake è riapparso in tv.".

Tralasciando il termine "epurazione", che per Mazinga Z è tutt'ora valido, visto che la Rai non li ha mai più trasmessi gli episodi mancanti, c'è una seconda informazione errata, la data di trasmissione di queste repliche, che iniziarono lunedì 6 ottobre.


Curioso il fatto che la prima puntata trasmessa sia la 31esima, "Un robot per Alcor". Considerando che la settimana precedente Goldrake non era nel palinsesto della Rete 2 alle 14,50 o in altro orario, e che i titoli dei giorni a venire sono delle puntate successive alla 31esima, potrebbe essere che questa fosse una seconda tranche di repliche. Come successe con la prima apparizione di "Atlas Ufo Robot, che venne diviso in tre tronconi di puntate:
primo blocco
secondo blocco
terzo blocco

Tra le perle dell'articolo c'è quella che questa volta sono gli adulti a richiedere Goldrake, ma perché?

venerdì 12 settembre 2014

"La moltiplicazione degli Ufo Robot", di Andrea Ferrari - Playboy luglio 1981



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"Sette anni fa c'era solo Goldrake: ora lo squadrone galattico degli implacabili gremisce i cieli televisivi, ecco una guida per chi ha voglia di conoscerli tutti."

Tanti sono gli articoli che ho postato a dimostrazione di quanto furono "rivoluzionari" Heidi/Goldrake e soci rispetto a ciò che veniva propinato alle giovane menti prima del 1978, con annesse polemiche e schieramenti pro (pochi) e contro. Già il fatto che se ne occupassero parlamentari (Silverio Corvisieri, Partito Radicale), giornalisti (Vittorio Zucconi, Omar Calabrese, Michele Serra), intellettuali (Dario Fo, Gianni Rodari, Alberto Bevilacqua) e si potessero leggere articoli fin in prima pagina sui quotidiani nazionali più importanti, era il segno di una quasi psicosi collettiva nazionale. Non mancavano neanche le trasmissioni televisive informative (TAM TAM) e popolari ("L'altra Campana"), ma è quando ad interessarsi ai cartoni animati giapponesi erano testate che nulla avevano a che fare con loro che salta all'occhio quanto enorme fu l'interesse per quel fenomeno.
E qual era la testata che meno nesso aveva con Daitarn, Jeeg e I-Zemborg?
Direi proprio Playboy!
Al limite avrei compreso un articolo sulla lasciva Fujiko Mine, oppure sulle frequenti scene in doccia (potevano anche ricordare le "analoghe" scene della commedia sexy italiana del periodo), ma una sinossi con giudizo critico sulle serie di cartoni robotici e fantascienza è veramente qualcosa di anomalo.
Il testo in sè, a parte i numerosi errori, sarebbe stata la lettura sognata da ogni bambino del periodo, ma sul "Corriere dei Piccoli" oppure su Topolino, quanti bambini potevano accedere alla lettura di Playboy? E quanti adulti che leggevano Playboy erano interessati ai cartoni animati robotici?
A chi doveva essere destinato questo articolo? A degli otaku ante litteram?
L'autore dell'articolo, Andrea Ferrari, dopo una breve introduzione al fenomeno dell'animazione robotica, redige ben 18 mini schede su altrettante serie tv già presenti in televisione o di prossima trasmissione. Senza voler essere blasfemo, queste 18 schede potrebbero essere considerate una proto (molto proto) Encirobot, anche se, rispetto al sito enciclopedicorobotico, gli errori fioccano: il sottotitolo; nomi sbagliati o addirittura creati di sana pianta; trame rivisitate o inventate.
Esempi?
Chi conosce la serie "Ufo-Robot Grendizer Raids"? Quale robottone è pilotato dall'agente Joe Tempesta? Cos'è il "Dino Mech Gaiking"? Chi lancia la "Fiamma di Rosetta"? Chi è Enjiro Shima? E l'Impero sotterraneo Yama? Chi sono il dottor Kagetsu e sua filgia Mai Kagetsu? Chi è Eji Tsubmaya? Quale pilota combatte contro la stirpe della stella Gabaar?
In opposizione a tutti questi errori comici ci sono, però, precisi nomi originali, forse rivelati per la prima volta, trame grossomodo corrette (considerando le poche righe per raccontarle), giudizi critici dell'autore positivi o negativi, magari sballati, ma mai preconcetti.
Infine ogni scheda presenta un voto da 5 (gradimento massimo) a 1 (minimo), ma al posto della classiche stelline ci sono le conigliette di Playboy!
Posso solo anticipare che Capitan Harlock si becca 5 conigliette, Mazinga Z una...