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lunedì 14 settembre 2026

"E come amici Mazinga e Astrorobot", di Carla Curina - "Fatti e Notizie" n° 5 maggio 1981


Queste sono le piccoli chicche che adoro   ^_^
Giri pagina e ti trovi il "Grande Mazinga" ad "Ali Diaboliche" spiegate che sfreccia verso di te sulla prima pagina di "Fatti e Notizie"   ^_____^
Ok, la testata non era il "Corsera" o "La Repubblica", ma il periodico per i dipendenti della "Pirelli", neppure venduto nelle edicole, ma resta molto impattante graficamente.
Aggiungendoci anche il perentorio titolo "Sotto processo Mazinga e Ufo Robot", l'ennesima criminalizzazione dei cartoni animati giapponesi era disponibile anche per i dipendenti "Pirelli".
Poi magari gli operai erano a contatto con sostanze cancerogene e/o il tasso di infortuni in azienda non era basso, ma il problema per i bambini erano "Mazinga", "Ufo Robot" e gli "Astrorobot", non di certo avere il papà o la mamma infortunati a lavoro o con una malattia professionale...


Le due pagina interne dedicate agli anime sono ancor più soddisfacenti, con il titolo "E come amici Mazinga e Astrorobot", che sottintende che noi bambini del maggio 1981 vivessimo in solitudine...
Belle anche le tante immagini dei personaggi animati, peccato fossero in bianco e nero, come tutta la testata.
Mi resta il dubbio su un titolo ed articolo del genere nel maggio 1981, quando, invece, la polemica avvenne nel aprile/maggio 1980, con gli anime sotto processo, studi di settore e sentenze inappellabili.
Forse la giornalista ripescò qualche vecchia notizia oppure venne pubblicata qualche altra ricerca sulla fruizione dei programmi tv da parte dei bambini, solo che altre notizie del genere nella primavera del 1981 non ne son presenti.
Chissà come mai saltò furi di botto questa notizie sul periodico della "Pirelli".

"E come amici Mazinga e Astrorobot"

Ma non era vero!
Eravamo pieni di amici (compagni di giochi), tra cortile e scuola non mancava certo la compagnia, se poi paragoniamo i numeri dei bambini con cui interagivamo ai tempi, con quelli con cui interagiscono oggi i bambini, non c'è proprio storia...
Eppure per Carla Curina i nostri solo amici erano i personaggi dei cartoni animati giapponesi...


"81 bambini su cento guardano la televisione ogni giorno", in base all'indagine statistica del "Servizio Opinioni Rai", a me sorge il dubbio che fosse la ricerca dell'anno prima:


Si prende in considerazione il best-seller di Mary Winn "La droga televisiva", con vari dati italici ed esteri, non mancando di terrorizzare il genitore dipendente "Pirelli" con la notizia che recentemente a "New York" un dodicenne venne assolto di aver ucciso una vicina perché intossicato dalla violenza televisiva...

Che guardassimo molta tv era pur vero, che ci fosse molta pubblicità e violenza era vero, per non parlare di film chiaramente non visibili per bambini programmati ad orari mattutini e pomeridiani... ma quali colpe avevano i cartoni animati giapponesi e quale nesso c'era con il dodicenne nuiorchese?
Per quasi tutta la prima pagina gli anime neppure venivano citati, solo alla fine dell'ultima colonna salta fuori il gancio per tirar dentro anche loro:
"Anche molti cartoni animati di importazione giapponese, ormai popolarissimi in tutto il mondo, creano turbamenti nei loro piccoli fans".

A parte che non erano "popolarissimi in tutto il mondo", lo erano in alcune nazioni europee:

Neppure moltissimi, Italia, Francia e Spagna, nelle altre nazioni arrivarono a singhiozzo e di certo non con la quantità che arrivò da noi.


"Robots disumanizzanti, senza sentimenti che non si innamorano e non muoiono, non ridono e non piangono".

Non so, erano robot, come potevano provare emozioni?
Solo che, essendo opere di fantasia nipponiche, invece, alcuni si innamoravano (Mazinga Z con Minerva X), morivano (Gundam, Zambot 3, Astroganga), ridevano e piangevano (Daitarn 3, Astroganga), ma ovviamente la scrivente non lo sapeva perché non li vedeva.
Si paragonava addirittura l'alcolismo al vedere i cartoni animati giapponesi...
Si porta a parziale esempio positivo, rispetto agli anime, la trasmissione "Sesame Street (Muppets)", solo che pure quella venne aspramente criticata prima del suo esordio sulla "Rai":

Mentre un saggio della statunitense Greenfield li assolveva:

Tornando agli anime, si cita lo tsunami mediatico dei 600 genitori di Imola, con conseguente cambio di programmazione "Rai", che ridusse gli anime robotici per puntare su quelli come "Anna dai capelli rossi".
In pratica la gran parte dell'articolo non tratta dei cartoni animati giapponesi, ma della solitudine dei bambini davanti alla tv (così uno almeno si guardava quello che voleva!) e dei programmi violenti trasmessi, perché tirare in ballo il "Grande Mazinga" e soci?   ^_^



Tra gli imputati veniva inserito anche il pover "Uomo Ragno", che vedevamo raramente, quasi sempre all'interno di "Supergulp!", un programma tutto italiano...

Il "Grande Mazinga" era tante cose, tutte belle e potenti, ma non era "ipergalattico", non essendo mai uscito dall'atmosfera terrestre   :]

1 commento:

  1. Bell'articolo dove ci vai giu' giustamente "pesante" ahahahah. Ma davvero questi che scrivevano , cose scriverebbero allora desso dove abbiamo avuto console per giochi dove in pratica non uscivi di casa, i vari pc idem, internet e gli smartphone... incredibile :D

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