CERCA NEL BLOG

sabato 9 luglio 2022

Televisione e scuola



TITOLO: Televisione e scuola
AUTORE: Patrizia Mazzotta
CASA EDITRICE: Adriatica Editrice
PAGINE: 284
COSTO: 5€
ANNO: 1983
FORMATO: 22 cm x 16 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 


L'ho già scritto e riscritto, ciò non ne riduce la veridicità, ma mai e poi mai avrei pensato di trovare ben 33 saggi che prima della saggistica ufficiale sull'animazione giapponese trattassero il tema dei cartoni animati del Sol Levante.
Chiaramente si tratta nella quasi totalità di poche pagine per ogni libro, ma comunque indica un interesse che dalle pagine di quotidiani, settimanali e mensili, con annesse polemiche, passò alla saggistica su televisione ed infanzia.
Quello che mi interessa, oltre a mostrare questo aspetto editoriale fino ad oggi non conosciuto in questa misura, è capire se gli autori, non dovendo scrivere con i tempi abbreviati di un quotidiano, riuscissero a fare valutazioni meno superficiale sull'animazione giapponese in Italia.
Ecco l'elenco dei titoli recuperati:



Anche in questo saggio lo spazio dedicato all'animazione giapponese è esiguo, chiaramente non l'ho letto tutto, anche perché i temi e il linguaggio vanno un po' oltre alle mie capacità di comprensione (consultare l'indice a fine post), mi sono limitato ad isolare le parti in cui si toccava il tema da me ricercato.
La cosa interessante è che sia l'autrice che Augusto Ponzo, l'autore dell'introduzione, non si scagliano contro gli anime, anzi, la prima li difende pure, criticando genitori, insegnanti ed esperti vari che consideravano i cartoni animati giapponesi violenti. Per entrambi l'animazione giapponese introdusse una ricchezza di linguaggio e di contenuti, ma anche di suoni e "rumori", sconosciuta ai bambini italiani, che ne arricchì il vocabolario e le possibilità di comprendere trame più complesse rispetto ai prodotti televistivisi dedicati fino a quel momento agli under 18.
Sono tre i punti in cui viene toccato l'argomento "anime", nell'introduzione ad opera di Augusto Punzo, che ho inserito per ultima, e in due punti del paragrafo "La televisione e i ragazzi".
Il saggio è stato pubblicato nel 1983 e in quel periodo quasi nessuno sapeva bene cosa fosse un anime, difficile (ma non impossibile) avere notizie da fonti nipponiche, però qualcuno cercava di capire, pur non sapendone molto.
Nel primo accenno, nella cui parte finale c'è la difesa degli anime fantascientifici, l'autrice forse dimostrò di non avere appieno la conoscenza della cronologia dell'arrivo dell'animazione giapponese in Italia.
Infatti ascrive alla Rai l'aver trasmesso i cartoni animati giapponesi come risposta alla mesa in onda sulla tv private, quando in realtà iniziò per prima la Rai con Heidi e Goldrake, facendo scoprire la miniera d'oro alle tv locali private. Inoltre in una nota (la n° 109 mostrata più sotto) a mio avviso sbaglia a quantificare il numero delle serie fantascientifiche trasmesse dalla Rai al 1983, solo una su dieci...
Per quanto l'autrice non fosse schierata contro gli anime, probabilmente non li seguiva poco, lo si capisce da una nota al libro (la n° 110 mostrata più sotto), in cui si dimostrava di non aver compreso che proprio l'animazione giapponese introdusse in Italia delle eroine animate impegnate in attività che erano prettamente maschili, uscendo dal ruolo classico di protagoniste docili e e delicate.
Ora anche le bambine avevo eroine avventurose!
Inutile ricordare Venusia e Maria in Goldrake, Jun nel Grande Mazinga e Miwa in Jeeg, tanto per citare le più famose e le primissime nell'ambito robotico, ma anche Fujiko in Lupin III, inoltre nel 1983 avevamo già visto Lady Oscar.
Quindi quella nota appalesava il non aver compreso che gli anime avevano già sorpassato il confine di genere: 
i maschietti guardavano Candy Candy e Lady Oscar, le femminucce Goldrake e Mazinga.

Primo accenno agli anime.






Qui sopra la nota a cui mi riferivo più sopra.




Secondo accenno agli anime.



Introduzione.

 

Nessun commento:

Posta un commento