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mercoledì 22 aprile 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 33 marzo 2026


Al mega ritardo solito dato dall'arrivo in fumetteria sempre in ritardo, si è aggiunto il ritardo della fumetteria che non mi ha avvistato che era arrivato con il solito ritardo il numero di marzo, ergo... recensisco il numero di marzo il 22 aprile   ^_^
Spero vada maglio con il numero di aprile...
Visto che il mio post non lo si può più considerare una recensione fresca fresca, magari servirà a qualcuno per recuperare il numero in virtù di un qualche contenuto ritenuto interessante.
Il dossier del mese è su "Daltanious", che è una serie facente parte della seconda metà dell'invasione degli anime in Italia, probabilmente quella con i contenuti meno banali, se non, addirittura, più impegnati.
Quindi, con me, "NSM" ha sfondato una porta aperta   :]



Qui sopra c'è il sommario con tutti i temi del mese (di marzo...), come sempre inserisco solo i commenti per gli articoli che mi son parsi più interessanti, ma questo non vuol dire che gli altri non meritino.
Per esempio sono presenti gli articoli su "Sandy dai mille colori" (40esimo anniversario), il manga de "La maschera di vetro" (50esimo anniversario) e Pollyanna, tutti al di fuori delle mie conoscenze e/o interessi, quindi è inutile che io commenti.
Non ho inserito la scan della pagina, ma ho comunque trovato interessante lo scritto su "Ghost in the shell", benché non sia proprio una trattazione nuova,


A quanto pare il Direttùr Forgione è un fan di "Daltaniuos", quindi qualcosa ci accomuna.
Nella sua discettazione riporta che per Federico Colpi l'ambientazione da zona di guerra motivò il successo in Italia, in quanto venivamo da una guerra con bombardamenti e con la Resistenza nelle veci di Kenta e soci (averlo avuto "Daltaniuos" contro i nazifascisti...).
Il Direttùr esprime contrarietà a queste tesi di Federico Colpi, in quanto i bambini che guardavano "Daltanious" erano nati e cresciuti in epoca di pace e con tutti gli agi possibili ed immaginabili, concludendo che il successo della serie è, invece, da ricercare nei richiami al genere cappa e spada, etc. (leggetevi l'articolo per capire meglio il suo punto di vista).
Non conoscevo (o non ricordavo...) l'opinione di Federico Colpi, e devo dire, per quel che possa contare (zero spaccato), che concordo con lui e non con Forgione (di nuovo conta zero spaccato).
Il motivo è semplice, se è indubbio che noi bambini degli anni 70 si sia vissuti (quasi tutti) in pace e senza che ci mancasse mai nulla, il ricordo della guerra con annessi e connessi era ben vivido, almeno nella mia famiglia e nella mia cerchia di amicizie. Quindi posso parlare per me e per i miei amici.
Senza contare che, grazie ai soldatini "Atlantic", la guerra la potevamo ricreare di continuo, io facevo sempre perdere tedeschi e fascisti (pure i giapponesi), ma immagino che altri potessero riscrivere un po' la storia  ^_^
E' indubbio che, almeno per la mia esperienza, "Daltanious" raccontasse qualcosa che ci era noto e ce lo raccontasse nel modo più affascinante.
Il motivo principale del successo della serie è da individuare, a mio avviso, nei continui colpi di scena e nelle serie tematiche trattate, tipo il dramma dei cloni e la situazione geopolitica interstellare.
Se pensiamo che nel 1977 (solo 4 anni prima) gli adattatori dei dialoghi di "Guerre Stellari" cassarono il termine "cloni" per sostituirlo con la parola inventata "quoti", perché "cloni" era una parola sconosciuta, si capisce quanto nuovo fosse un semplice cartone animato (giapponese) che ci spiegava cosa fosse un clone e il perché non era giusto trattarlo con un mero pezzo di ricambio (per i nobili/ricchi), era qualcosa di mai visto prima.
Per non parlare del finale super positivo, dove, oltre alla ovvia (ma non troppo) sconfitta dei cattivi (ma erano poi così cattivi?), Kenta e il padre si rifiutano di proseguire il regno imperiale spaziale, aprendo ad una democrazia interplanetaria, che a chi seguiva "Star Trek" risultava chiaramente familiare quanto la "Federazione Unita dei Pianeti".
Poi, dico... leggetevi l'articolo   :]

domenica 19 aprile 2026

"Kiss me Licia", di Filomena di Pace - "Cooperazione Educativa" marzo 1986 + "Love me Licia", di Gabriella Romano - "Cooperazione Educativa" dicembre 1986


Pur recuperando articoli su qualsiasi anime fino al 1988, posto sempre quelli a cui sono più legato o comunque che vedevo/conosco tra il 1978 e il 1982, mentre è più raro che inserisca post su serie che non ho mai seguito e di periodi temporali successivi.
Stavolta mostro due articoli sulla serie "Kiss me Licia", sia in versione animata che live, provenienti dalla rivista "Cooperazione Educativa", che si occupava pedagogia e cultura, pubblicata fin dal 1952.
Solo per far capire cosa ci sia dietro al ritrovamento di un singolo articolo, per quanto banale possa sembrare, faccio presente che mi dovetti comprare un paio di annate complete della testata  :]
L'articolo di commento venne pubblicato dopo che a dicembre 1985 era terminata la serie su "Italia 1" (mi baso su ciò che ho letto su Wikipedia), a marzo 1986 stavano trasmettendo le repliche, fatto annotato pure nello scritto.
Filomena di pace valuta il cartone animato giapponese tranquillamente visibile dai bambini, nessuna sferzata moralista, nessuna critica, nessuna richiesta di censure  :]

Qui sotto la copertina del numero dove è presente l'articolo, si noti il resto degli argomenti della testata.



Forse è presente un piccolo orrore quando si legge che il commento è riferito ad un film.
Non essendo un conoscitore di "Kiss me Licia" non ho la certezza che lo scritto si riferisse alla serie live italica e non ad un film live italico, anche perché stavo ben lontano da Love Me Licia, magari la "Fininvest" produsse anche un film?
A differenza della sua collega, che aveva promosso "Kiss me Licia", Gabriella Romano stronca il telefilm made in Italy, proprio in virtù dell'essere sfacciatamente commerciale, non per nulla era targato "Fininvest", cosa ci si poteva aspettare?
Direi azzeccata la definizione di "Dallas ad uso e consumo dei bambini".
Ovviamente non venne colta l'assoluta novità, mai più riproposta, di un cartone animati giapponese che si trasforma in telefilm italiano, ma son questioni di cui ci si rende conto con il passare degli anni.

Su "Kiss me Licia" avevo postato un altro articolo alcuni anni addietro:

Qui sotto la copertina del numero dove è presente l'articolo.

sabato 18 aprile 2026

"Ragazzi di Happy Days, ecco cosa vi prepara la Rai", di Pietro Poscia - "La Notte" 21 febbraio 1978 (accenno anteprima Goldrake)


Quando si passano in rassegna tanti chilometri di microfilm, quindi senza l'ausilio di un comodo motore di ricerca che individua le parole chiave (metodo che ha falle non piccole, perché l'inchiostro può essere rovinato e quindi non leggibile), si sviluppa un certo fiuto per gli articoli che possono contenere qualcosa di interessante. Ne è un buon esempio questo articolo che trattava in anteprima i prossimi programmi per ragazzi della "Rete 1" e "Rete 2" della Rai, dove non vi è mai scritto "Goldrake" o "Atlas Ufo Robot", ma poche righe su dei "disegni animati di fantascienza di produzione giapponese",  cosa saranno stati mai?   ^_^

"Fascia oraria (quella che precedeva il TG2) che, ad aprile e a maggio, ospiterà tutti i giorni, eccetto la domenica e il lunedì, disegni animati di fantascienza di produzione giapponese che, ci dicono, saranno interessanti in quanto si avvicinano molto nella formula a Guerre Stellari"

Io non ero un "ragazzo di Happy Days", oppure non ricordo di esserlo stato, di certo quando iniziò "Atlas Ufo Robot" lo abbandonai senza alcuna remora, anche perché magari ero un pelino fuori target.
Quindi i bambini lombardi che in casa avevano i genitori che compravano "La Notte", ebbero, con circa un mese e mezzo di anticipo, la notizia della trasmissione sulla "Rete 2" prima del "TG2" di un cartone animato giapponese di assoluta novità, con caratteristiche tipo "Guerre Stellari"

Questi son piccoli ritrovamenti, ma che mi danno un sacco di soddisfazione  :]

Si noti come di tutti i programmi per ragazzi/bambini elencati per la "Rete 2" solo quello senza il titolo specifico, cioè "Atlas Ufo Robot" avrà un successo straordinario,  tanto da surclassare  "Superman" e "Batman" , decretando alla lunga anche la fine di "Supergulp!". La cosa interessante è che, invece, la previsione dei funzionarti Rai (probabilmente tranne Nicoletta Artom) era che "Superman", "Batman" e "Tom e Jerry" avrebbero interessato fasce di età fino ai 16 anni, mentre fu "Atlas Ufo Robot" a catturare anche gli adulti, non solo i 16enni!

venerdì 17 aprile 2026

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal dal 1934 al 1986 (integrazione al post del primo maggio 2019)





Circa un anno addietro ho fatto miei (cioè COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986, ammetto che è stata una bella mazzata inferta al poco spazio libero rimasto in casa, ma trovo che le informazioni presenti in questi volumi siano di valore unico. In quanto riportano le poche informazioni presenti ai tempi della loro proiezione su tutto o quasi tutto quello che venne visto nelle sale cinematografiche italiche.
Il valore assoluto di queste pagine sta nel fatto che ancora oggi trovi recensioni di vecchissimi film, probabilmente ormai introvabili bella versione italiana, che si basano solo su le loro valutazioni di decenni addietro. In generale, fino all'avvento del web, i quotidiani, le riviste o i libri si appoggiavano a questa pubblicazione, basta leggere la recensione de "La grande avventura del (piccolo) Principe Valiant" presente in un "Onda TV" 

Ne consegue che l'eventuale errore in una di queste schede, verrà ripetuto per decenni  :]

Lo ribadisco ogni volta, non faro eccezione per questo post:
Il "Centro Cattolico Cinematografico" aveva il compito di valutare cosa fosse adatto alla proiezione nelle sale parrocchiali, o comunque quello che era visibile per i minorenni. Quindi le valutazioni che i vari recensori diedero ai film le trovo più che legittime. Tra l'altro in molti casi potevano anche apprezzare il valore artistico di un film, per poi essere sconsigliato a causa delle tematiche trattate. Leggendo tante loro schede ho avuto l'impressione che non fossero dei bacchettoni. 
Ovviamente la recensione di un film del 1934 aveva più paletti estetici, etici e morali di un film del 1986, per il solo fatto che la morale pubblica cambia con il passare dei decenni.

Ne sono un esempio le schede sui film di "Tarzan", dove inizialmente questi vengono sconsigliati per le nudità presenti, cosa che oggi fa ridere:

Avendo potuto consultare con assoluta calma tutti questi stupendi volumi, mi son reso conto che il mio primo post sugli anime presentava qualche lacuna, anche perché l'arco temporale della mia ricerca in biblioteca fu più ridotto:

Ammetto che covavo la speranza di scoprire un obliato film animato nipponico proiettato in Italia nel 1930 o nel 1940, anche in virtù della nostra alleanza militare/culturale con i giapponesi, ma mi son dovuto accontentare del 1962   ^_^


"Le 13 fatiche di Ercolino", "Segnalazioni Cinematografiche" volume LI 1° semestre 1962

A quanto pare il primo lungometraggio animato nipponico arrivato in Italia, seppur sempre nella stravolta versione statunitense, è quello de "Le 13 fatiche di Ercolino"



"Le meravigliose avventure di Simbad", "Segnalazioni Cinematografiche" volume 58 2° semestre 1965

Al link qui sotto il post in occasione dell'uscita dei DVD:


sabato 11 aprile 2026

"Pomeriggi TVS, parte Danguard arriva Daytar - "Il Secolo XIX" 5 marzo 1980 + "TVS, stasera: L'ora di Daitarn" - "Il Secolo XIX" 11 marzo 1980


Non voglio certo replicare la ricerca sulla prima presenza/prima trasmissione del "Danguard" anche per "Daitarn III":


Anche per evitare altre guerre di religione  :]
Detto ciò, il precedente post sulla cronologia degli episodio di "Daitarn III" trasmessi da "Antenna Sicilia" e presentati dal quotidiano "La Sicilia", mi ha fatto venire la curiosità di ricercare, tra le tonnellate di materiale da me ricercato, altri riscontri sulla prima tv di Aran Banjo  ^_^
Questi due trafiletti che mostro da "Il Secolo XIX" fanno parte di una delle primissime mie missioni in emeroteca, avranno circa 10 anni, ma poi, essendo brevi scritti, finiscono sempre soppiantati da materiale più corposo e/o interessante.
Forse questo era il momento giusto per inserirli.
L'annuncio qui sopra è di lunedì 5 marzo 1980, cosa che conferma che l'esordio italico di "Daitarn III" lo si può attestare al marzo 1980, seppur con il nome un po' storpiato.
"Temple e Tamtam" era presente anche nei palinsesti de "La Sicilia" con "Daitarn III", mostrati al link qui sopra, quindi si può ipotizzare che arrivò prima del robot marziano.

La domenica successiva, 11 marzo 1980, il quotidiano genovese pubblicizzava di nuovo "Daitarn", con il nome corretto, ma con sempre l'errata individuazione del protagonista, Joe Tempesta, invece del nostro mitico Haran Banjo  ^_^

mercoledì 8 aprile 2026

"Mazinga ha un fratello" - "La Sicilia" 11 marzo 1980 + "Daitarn III" su "Antenna Sicilia" dal 12 marzo al 17 ottobre 1980


Non è il primo post in cui mostro come un'emittente privata locale annunciò la trasmissione giornaliera di una serie animata giapponese su un quotidiano, lo avevo già fatto per "Jeeg" e "Space/Getta Robot":


La caratteristica che accomuna i quotidiani "Libertà" e "La Sicilia" con le emittenti "Telelibertà" ed "Antenna Sicilia" è la proprietà. Entrambi gli editori erano proprietari sia del quotidiano che della tv privata, ergo erano più motivati, rispetto ad un "Corriere della Sera", ad informare sulla trasmissione dei loro programmi, compresi i cartoni animati giapponesi.
Quindi, quando "Antenna Sicilia" iniziò a trasmettere "Daitarn III", non solo venne inserito il nome della serie nei programmi de "La Sicilia", ma anche i titoli dei singoli episodi.
Grazie a ciò, a distanza di più di 45 anni, si può apprezzare come l'anime venne trasmesso su "Antenna Sicilia", con quale frequenza e quanto cronologicamente corretto.
Preciso che salvai i palinsesti circa cinque anni fa, e in quell'occasione, visto che lo scopo era riportare i titoli delle singole puntate, non considerai valida la semplice presenza di "Daitarn III" senza il titolo della puntata.
Per questo motivo mostro lo sviluppo solo dei casi in cui il quotidiano "La Sicilia" inserì il titolo della singola puntata, ne consegue che quando c'è un salto di puntata ed anche un salto di uno o più giorni, in mezzo probabilmente venne trasmesso l'episodio non titolato.
In generale la programmazione di "Daitarn III" rispettò il corretto ordine cronologico della serie.
L'11 marzo la redazione avvisava il giovane telespettatore che dall'indomani avrebbe potuto vedere il fratello di "Mazinga". Interessante l'annotazione che venne rimandata di qualche settimana la trasmissione del già programmato "Judo Boy" per far vedere "Daitarn III".
Resta, come spesso accadeva i quel periodo, l'equivoco sul nome del protagonista di "Daitarn III", cioè Joe Tempesta e non Haran Banjo.

Dopo i calendari dei mesi da marzo ad ottobre (non agosto perché "Daitarn III" si prese le ferie) inserisco anche ogni singolo palinsesto di "Antenna Sicilia" presente in "La Sicilia" con i titoli delle puntate di "Daitarn III", così chiunque potrà sincerarsi dei titoli corretti.

Mercoledì 12 marzo (1980) è presente solo il titolo della serie, cioè "Daitarn III", con riportato "PRIMO EPISODIO", ma senza il titolo.
Venerdì 14 marzo c'é il titolo del primo episodio, "Arriva Haran Banvo".
Inizialmente l'appuntamento con "Daitarn III" era per il mercoledì ed il venerdì, visto che le puntate 2 e 3, 4 e 5, sono inserite nei successivi mercoledì (19 e 26 marzo) e venerdì (21 e 28 marzo).



Ad aprile il numero di episodi titolati aumentato e sono abbastanza regolari ed in ordine cronologico, il lunedì, mercoledì e venerdì.
Mercoledì 11 aprile inserisco il primo caso in cui venne riportato solo "Daitarn III", senza titolo (in seguito non lo farò più), probabilmente venne trasmessa l'11esima puntata, visto che prima c'era la decima e poi la dodicesima.
In qualche occasione i titoli hanno una parola differente, immagino per un errore di scrittura (che nelle repliche venne corretto), l'unico caso di titolo diverso (anche nelle repliche) è quello del 15esimo episodio, che su "Antenna Sicilia" venne chiamato "Zenoia contro Coros" (l'ho scritto in rosso), mentre il titolo sarebbe stato "Il castello di Zenoya".
Un'altra curiosità riguarda la presenza dal 16esimo episodio (23 aprile) in poi della dicitura tra parentesi "HORVAT GIOCATTOLI" o solo "HORVAT".

sabato 4 aprile 2026

"Gustavo" - Serie di pellicole 8mm della "GaFilm" dal n° 901 al n° 910 (anni 70?)


Oggi è il 4 aprile 2026, cioè San "Atlas Ufo Robot", protettore dei cartoni animati giapponesi in Italia  ^_^
Pensavo ad un modo non usuale per ricordare il 48esimo anniversario dell'avvento di "Goldrake", che è pure tornato in auge con le uova di Pasqua della Bauli!
Seppur "Heidi" arrivò sulla "Rete 1" della Rai il 7 febbraio 1978, quindi due mesi prima di "Atlas Ufo Robot", e "Kimba il leone bianco" (nella versione made in USA) era trasmesso dalle tv private locali fin da luglio 1977, è incontestabile che l'animazione giapponese venne percepita come tale solo con "Goldrake".

Perché ebbe un successo stravolgente e rivoluzionario, che perdura fino ad oggi?

Grazie a ciò che "mamma Rai"  propinava a noi bambini/ragazzini, che oltre ai cartoni "MGM", Warner Bros" ed "Hanna & Barbera", faceva vedere varia animazione europea, che non era sempre propriamente galvanizzante  ^_^
Un esempio di questi cartoni animati d'oltrecortina è l'ungherese "Gustavo", che io ho sempre considerato il "Signor Rossi" comunista   :]
Io lo guardavo "Gustavo", forse in un certo modo vi sono pure un pochino affezionato, ma mi metteva una certa tristezza (quanto il "Signor Rossi"), non c'era molta scelta, quindi me lo guardavo... 
La gran parte degli adulti del 1978 si sorpresero del successo di "Heidi", "Goldrake" e di tutti gli anime che arrivarono a valanga nei mesi ed anni successivi, ma ci si poteva sorprendere se l'animazione pre-anime era quella del povero "Gustavo"?
Il cartone non aveva neppure gli sfondi disegnati... i personaggi vagavano in un quasi nulla cosmico... e poi i mega esperti criticavano l'animazione giapponese perché non era fluida come i lungometraggi animati della Disney!  ^_^

Ad un mercatino ho rinvenuto le confezioni ancora incellofanate(!!!), prodotte dalla "Gafilm" di Reggio Emilia, dei numeri dal 901 al 910 con i seguenti titoli:
901 = Gustavo autista sfortunato (ep. 19 prima stag. "Gusztáv és a tanácsadók" - "Gustavo e i consulenti");
902 = Gustavo allevatore dal cuore tenero;
903 = Gustavo in Formula 1;
904 = Gustavo e il cane da caccia (ep. 19 sec. stag. "Gustavo cacciatore"?);
905 = Gustavo assicura l'ordine;
906 = Gustavo e l'ingrata cornacchia (ep. 17 sec. stag. "Gustavo e il corvo ingrato"?);
907 = Gustavo e la partita di calcio (ep. 22 sec. stag. "Gustavo a la Coppa del Mondo"?);
908 = Gustavo e la nota stonata (ep 14 sec. stag. "La saggezza di Gustavo"?);
909 = Il gatto di Gustavo (ep. 17 terza stag. "Il gatto di Gustavo"?);
910 = Gustavo e la macchina infernale.

Non sono riuscito a datare queste confezione di pellicole da 8mm, ma direi che saranno degli anni 70, visto che il cartone venne prodotto a fine anni 60 ed arrivò sulla "Rai" nel medesimo periodo.
Purtroppo non ho trovato informazioni sull'azienda "Gafilm".
La confezione non riportava l'anno di produzione, come spesso capitava negli articoli degli anni 70, ma solo il titolo di ogni episodio, anche in inglese, il formato (8 mm), la lunghezza (60 metri = 200 piedi), se fosse a colori o in bianco e nero, l'audio (cioè "sonoro").
La doppia lingua italiano/inglese dimostra che la "Gafilm" esportasse le sue pellicole.


         


Come si può leggere dalla prima immagine di questo post, il filmino (come era anche chiamato ai tempi) sarebbe con il sonoro, ma quelli dell'attività a cui mi sono rivolto per riversare da pellicola a digitale, si sono resi conto che con l'8 mm non si sentiva l'audio, il loro macchinario non prevedeva questa opzione.
Comunque l'audio di Gustavo" era minimale, nessun parlato se non grugniti, rumori e la musica.
Quello che mi dispiace è l'assenza della musichetta iniziale, non proprio un sigla, più un jingle, che era caruccia.
Si noterà (impossibile non farlo) anche lo schermo molto più grande dell'8 mm, direi che hanno fatto una ripresa del filmino un po' troppo allargata  :]
I colori sono abbastanza smunti, di certo non dipende dall'usura della pellicola, che era ancora confezionata. Non sono un esperto, forse si è degradata con il passare de decenni?
Forse la qualità originale dell'acetato era scarsa già in origine?
Si noteranno anche tre punti in cui il filmino si blocca, per un totale di circa 2 minuti e 10 secondi.
In totale il riversamento non è stato il massimo, infatti non mi è stato fatto pagare.
Su "YouTube" si trovano altri cartoni di "Gustavo", ma non ne ho trovati di questa lunghezza, più di 9 minuti (9' 41", ma poi ci sono i fermi prolungati di 2' e 10"), di solito ho visto che durano attorno ai cinque minuti.
Non ho trovato neppure un riscontro per il titolo di questo numero 901, "Gustavo autista sfortunato", e di altri, se raffrontato ai titoli ufficiali presenti su "Wikipedia" per le tre stagioni disponibili in italiano:



Forse ai tempi venne fatta una titolazione italiana?
Non si era molto formali in questi aspetti, anche perché non esistevano particolari vincoli, avevi i diritti, titolavi come volevi. Fine.

Edit del 5 aprile 2026:
Facendo una ricerca su "Wikipedia" ungherese, con traduzione del testo, forse ho individuato qualche episodio, in special modo questo n° 910 "Gustavo autista sfortunato", che dovrebbe essere "Gusztáv és a tanácsadók" ("Gustavo e i consulenti"), episodio 19 della prima stagione (25 settembre 1966) .
Da "Wikipedia" italiana è stato tradotto come "Gustavo consulente assicurativo", per questo non lo avevo individuato.
Resta il problema della durata, che nella pagina ungherese di "Gustavo" viene dato in 4 minuti, ma la mia pellicola 8 mm è di 9 minuti circa. A cui vanno tolti i 2 minuti di fermo immagine, che fanno 7 minuti e mezzo di filmino.
Forse la pellicola è stata riversata anche un po' più lenta?
Direi che la trama tradotto in italiano corrisponda a quello che si può vedere nel video qui sopra:
"Gustav è così esausto dai riparatori di auto a sonagli che caccia via i veri professionisti della sua rabbia."

A parte quel "auto a sonagli", il resto è corretto.
All'elenco dei filmini in mio possesso ho aggiunto alcuni titoli ufficiali ipotetici da "Wikipedia".
Ipotetici tutti, tranne il 901, che è quasi certamente "Gustavo e i consulenti".
Per titolare con certezza gli altri nove filmini, dovrei poterli visionare, vista la fantasia della titolazione "GaFilm"  :]


Le altre nove confezioni ancora incellofanate   ^_^
Ovviamente non le ho aperte, e non lo farò, almeno fino a quando non troverò qualcuno che possa effettuare un riversamento con audio e con video meno "allargato".

venerdì 3 aprile 2026

Lupin the 3rd - Grande anatomia



TITOLO: Lupin the 3rd - La grande anatomia
AUTORE: 
CASA EDITRICE: Yamato Edizione
PAGINE: 130
COSTO: 30 €
ANNO: 2026
FORMATO: 28 cm X 22 cm
REPERIBILITA': disponibile in Yamato Shop
CODICE ISBN: 9788889973257


Il sottotitolo riporta:
"Da oltre 50 anni dalla sua nascita, una serie che vanta una popolarità incrollabile!!"

Dal 2022 la "Yamato Video", con l'etichetta più specifica "Yamato Edizioni", ci ha abituato alla pubblicazione di mook nipponici tradotti in italiano, quindi informazioni bollinate dalle case editrici/produttrici nipponiche ed immagini di qualità.




Questo "numero monografico da collezione", come si può leggere in copertina in basso a destra, doveva essere pubblicato per il Natale 2025, infatti lo si trova annunciata a fine del numero su "Ken il guerriero" (linkato qui sopra), è slittato fino ad inizio aprile 2026.
Quindi è fresco fresco freschissimo di stampa  ^_^
Ovviamente non è che la "Yamato Edizioni" lo abbia pubblicato con tre/quattro mesi mesi di ritardo per farci un dispetto, penso che loro per primi sarebbero stati ben contenti di metterlo in vendita per Natale con annessa mole di regali.
E' indubbio che sia un bel prodotto editoriale, non per nulla è un'edizione nipponica tradotta in italiano, da comprarsi a prescindere  ^_^
Detto ciò, io su "Lupin III" ho un mio particolare punto di vista, cioè che esiste solo la prima serie animata, quella con Lupin in giacca verde, ed essendo il volume, ovviamente, impostato per dare una panoramica su tutte le serie e film animati di "Lupin III", in gran parte mi è estraneo  :]



Essendo un volume alla giapponese, si sfoglia alla giapponese, anche se poi le due pagine dell'indice presentano quella qui sopra nella pagina di sinistra e quella qui sotto a destra, quindi "al contrario".
L'indice è sufficientemente esaustivo per far capire i tanti contenuti presenti, affiancati da una bella grafica.



giovedì 2 aprile 2026

"Oscar: ritratto di una rosa bianca" ("オスカル ら 白き薔薇の肖像 斎藤良一編") - 1988


Ringrazio Guido e Susy per avermi prestato questo mini art book di Lady Oscar  ^_^

Faccio un altro strappo alla regola che prevede di postare esclusivamente materiale definitivamente in mio possesso, per questo volumetto da 15cm X 11 cm.
Visto che l'app di traduzione del mio smartphone mi pare ragionevolmente decente (seppur non infallibile), aggiungo, oltre a tutte le pagine presenti, un tentativo di traduzione.
Stavolta, rispetto al volume nipponico sugli "spaghetti manga pirata italici", non ho copia-incollato il testo nel post, ma mi sono limitato a lasciare le immagini della traduzione. Purtroppo in alcuni casi l'app inserisce dei colori che ne rendono ardua la lettura.
In generale pensavo che nel testo ci potessero essere informazioni sull'anime, mentre sono solo frasi di commento alle immagini e al punto della trama dell'anime mostrata in quella pagina.
Quindi interessanti, ma non mi pare con un valore informativo di qualche tipo.
Io dialoghi virgolettati dell'anime riportati mi son parsi incredibilmente fedeli a ciò che ascoltammo su "Antenna Nord/Italia 1", non lo avrei mai detto.
Sapevo che non vennero fatti stravolgimenti, almeno per le prime messe in onda, non credevo fossero stati tanto fedeli.


Il volumetto venne pubblicato il 31 gennaio 1988, quindi ancora appena appena entro il limite degli anni 70/80, l'autore è Ryoichi Saito, sperando che la traduzione sia corretta.


Per il resto non aggiungo nulla, buona consultazione   ;)