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lunedì 17 agosto 2026

The Passenger, per esploratori del mondo: Tokyo


TITOLO: The Passenger, per esploratori del mondo: Tokyo
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Iperborea
PAGINE: 192
COSTO: 22 €
ANNO: 2025
FORMATO: 24 cm X 15 cm
REPEPRIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791281724082


Comprato notevolmente e colpevolmente in ritardo, nonostante l'avessi notato subito in libreria.
Letto velocemente, in quanto risulta nella quasi totalità assai interessante e, in particolar modo, attuale.
Infatti, la serie di resoconti dei vari autori, riporta il Giappone di oggi, non di dieci o venti anni addietro, come spesso mi capita di lagnarmi per altra saggistica.
Tutte le società cambiano, ma le dinamiche giapponesi in certi suoi segmenti (mode giovanili e situazione degli stessi giovani) necessitano di scritti aggiornati.
Ovviamente non affermo che un saggio debba riportare la situazione sociale dell'anno di pubblicazione del libro, ma neppure quella di dieci anni prima... 
La collana "The Passenger" si era già occupata del Giappone nel 2018:

In quella recensione mi lamentai proprio dei contributi un po' troppo vetusti, stavolta la medesima critica non può essere presente.
Inoltre questa pubblicazione contiene articoli un pelino più approfonditi rispetto al volume del 2018, che fu un'altra mia critica a quella pubblicazione.

Matteo Bordone
L'autore, mio coetaneo, conferma (nel breve scritto) le frotte di turisti otaku che saccheggiano i negozi da otaku, grazie alla svalutazione dello yen, che è quello che potenzialmente fare io  :]

Shimada Masahiko
Nell'indice del libro è riportato un breve sunto di ogni scritto, non mi sento di aggiungere nulla, se non per quello che un po' mi ha fatto trasalire leggendo pagina 18. L'autore riporta come l'Imperatore Hirohito, durante la guerra, fece distruggere il campo da golf ("a 9 buche") presente del Palazzo imperiale per trapiantarvi ("zolla per zolla") la natura della zona di Musashino, aggiungendo:
"Certo, solo a un sovrano con una formazione da biologo sarebbe potuto venire in mente, ma a posteriori è stato uno dei gesti più significativi del suo regno"

Non so, queste frasi di apprezzamento di Hirohito da parte dei giapponesi, anche nati abbondantemente dopo la fine della guerra (Shimada è del 1961, se non sbaglio), mi lasciano sempre perplesso... un Imperatore che non ebbe mai il coraggio di opporsi alla devastazione dell'Asia e del suo paese, poi meriterebbe di essere apprezzato per non aver fatto scomparire la flora di una zona specifica del Giappone?
Comunque bel gesto, peccato che a Nanchino le truppe imperiali non ebbero la medesima sensibilità...


Suzuki Suzumi
Interessante ed aggiornata trattazione degli "host club" (con addetti maschi e frequentato solo da donne) da parte di una sociologa.


Matt Alt
Dell'autore di questo contributo ho già recensito un saggio:

In questo scritto racconta le elezioni del 2024 per il Governatore di Tokyo. L'autore vive a Tokyo dal 2003, e rende bene alcune nuove situazioni elettorali causate dai social media, che fino a questa elezione non erano ancora state usate a questo scopo, paventando il rischio che il Giappone subisca il fato statunitense ed europeo.
Lettura educativa, benché noi Occidentali ci siamo arrivati prima...


Kakuta Mitsuyo
L'autrice, dal suo punto di vista di viaggiatrice all'estero, racconta dell'invasione dei turisti stranieri in Giappone. Afflusso in massa che lei non avrebbe mai immaginato potesse accadere, da giovane era lei e i suoi connazionali ad invadere il mondo come turisti.


Torikay Akane
La mangaka racconta la sua Tokyo di venti anni fa, le sue impressioni, cosa é cambiato in questi due decenni tra i fan di anime e manga.
Tra le sue considerazioni da menzionare quella sulla "cultura oshi", i soggetti dell'attenzione (fanatismo puro) dei mega fan. L'appassionato vede il soggetto della sua ossessione come se fosse una fede. Per l'autrice il successo attuale degli anime in Giappone é causato da questa forma di idolatria. 
"Oshi" è il personaggio famoso, che sia un idol, un anime, manga, videogioco. Il mega fan di un "oshi" dimostra la propria fedeltà facendo "stan", cioè seguendolo a comprando tutto il merchandising disponibile. 


Sato Yuya
L'autore, uno scrittore, racconta il nuovo ruolo dell'uomo sposato di Tokyo, che da salaryman è diventato casalingo, almeno nel suo caso personale.
Lui proviene dall'Hokkaido, racconta quanto poco i suoi concittadini di Tokyo conoscano questa isola giapponese. Inoltre spiega come in Hokkaido la minaccia russa sia sempre stata vivida, sorprendendosi del dibattito europeo sulla pericolosità o meno della Russia.
In questo scritto e in altri di questo libro viene riportato il termine "inbound" riferito all'invasione dei turisti stranieri, fino a qualche anno addietro gli stranieri erano ancora chiamati "gaijin", se non sbaglio.
Anche lui affronta la questione dell'overtourism, pare che sia ormai la nuova ossessione nipponica, finché andavano in giro per il mondo i giapponesi andava bene, ora che il mondo gira per il Giappone, non va più bene   :]
Lo scritto mi è parso un po' dispersivo.


Flavio Parisi
L'autore italiano vive a Tokyo dal 2004, il suo scritto è incentrato sui "Toyoko Kids", adolescenti scappati di casa che bivaccano nella zona del palazzo "Toho". 
Contributo molto interessante, con ricerca sul campo con interviste diirette, ed aggiornato all'attualità.


Simon Leplatre
L'autore indaga un aspetto poco trattato, la recente emigrazione cinese in Giappone, concentrandosi sulle motivazioni di emigranti benestanti o ricchi, che vogliono sfuggire alla tirannia della dittatura comunista. I genitori facoltosi vogliono dare delle opportunità di libertà ai propri figli, ma, soprattutto, metterli al riparo da possibili vessazioni, in uno Stato che non prevede alcuna tutela dei propri diritti.
A quanto pare c'è stato un aumento degli espatri dopo la fine dell'emergenza per il "Covid-19", che in Cina è stato trattato dalle autorità con provvedimenti spietati.


Li Kotomi
Viene spiegata la situazione della comunità LGBTQ+ in Giappone e Tokyo e la sua storia dagli anni 70.


Justin McCurry
Articolo sullo sport ciclistico Keirin.

 

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