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martedì 4 aprile 2023

"Bim Bum Bam Story" - Volume da collezione (con allegato CD delle sigle di Cristina D'Avena)



Faccio una premessa importante per chiarire subito perché questo "volume da collezione" su "Bim Bum Bam" non mi ha esaltato: non sono il target corretto della pubblicazione  ^_^

Io non sono cresciuto con "Bim Bum Bam", io sono cresciuto con i cartoni animati giapponesi, alcuni di questi anime che mi piacevano vennero trasmessi da "Bim Bum Bam".
Quando la trasmissione di "Antenna Nord" esordì era solo un mero contenitore di cartoni animati, un po' come "Ciao Ciao":


Stavo per scrivere che, visto l'esordio senza conduttori, era difficile affezionarsi ad un format di questo tipo, in realtà io sono cresciuto con un altro mero contenitore di cartoni animati, e lo adoravo:

Ovviamente ciò che cambia rispetto ai due programmi è l'età, "Scacciapensieri" fa parte del mio imprinting televisivo, il "Bim Bum Bam" narrato in questo speciale, cioè con i conduttori, lo vedevo già da grandicello, saltando, se possibile, le chiacchiere dei vari Bonolis...
Questo speciale lo avrei preso comunque, ma un motivo che mi ha spinto all'acquisto era la speranza di trovare qualche informazione sul "Bim Bum Bam" degli esordi, quello del 1981 (vedi link a "Telesette"), qualche documento e/o qualche fonte da consultare. Fin dove ho letto io di notizie di questo tipo non ne ho trovate. 
Peccato, speravo che avendo avuto in qualche modo una collaborazione da parte di Mediaset, magari avessero aperto qualche archivio, riesumando info ed immagini aggiuntive di quell'esordio senza conduttori.
Il sommario qui sotto e la doppia pagina appena più giù esplicitano chiaramente i contenuti dello speciale, e si parla tanto, giustamente, dei conduttori, dei pupazzi, dei cartoni trasmessi (e io ne vidi pochi di questi), di Cristina e di Alessandra Valeri Manera. La mia opinione televisiva su quest'ultima l'ho espressa più volte, inutile ripetermi all'infinito. Tra l'altro, inevitabilmente, l'intervista a AVM è un po' ripetitiva rispetto ad altre già lette. 
In allegato c'è anche un CD con alcune sigle della D'Avena, ma, pur considerandola una grande professionista, apprezzo solo alcune sue sigle, di certo non tutte quelle che ha accettato di ricantare e che avevano già una sigla italiana originale.
Ultimo appunto del tutto personale, ricordando il concetto che "le parole sono importanti" (cit.), etichettare questa pubblicazione come "Volume da Collezione" fa, a mio avviso, un torto alla pubblicazione stessa.
Il formato è quello di rivista, come se fosse un numero, appunto "speciale", di "Anime Cult", non vedo proprio cosa abbia per elevarlo a "volume" per giunta da "collezione".
Mi aspettavo di più proprio per questa dicitura, sia come contenuti, ma anche come formato. 
Immaginavo un libro, comunque una pubblicazione con copertina rigida, mentre è una bella rivista piena di informazioni piacevoli per chi ha qualche anno in meno di me ed è cresciuto con quei cartoni animati giapponesi e non giapponesi    ^_^
Ah, lo speciale su "Bim Bum Bam" + CD costa 12,99 €, se pensate di essere fuori target, prima sfogliatelo da qualcuno che lo ha già comprato  ;)

martedì 19 dicembre 2017

Minicinex a colori, Paperino Story Harbert - 1970



Trovo interessante questo genere di articoli, dal Festacolor al Visore Mupi V35, perché ci rammenta quando un cartone animato, giapponese o meno, non era disponibile in qualsiasi momento, forma, dispositivo e chi più ne ha ne metta, come capita oggi.
Non solo non avevamo tablet, smartphone, computer, DVD (VHS), BR etc etc, ma neppure la tv ci veniva in soccorso... i cartoni erano trasmessi con molta parsimonia, non c'erano canali tematici in chiaro o a pagamento, e neppure lo streaming. L'attesa di "Scacciapensieri" il sabato verso le 18,00/19,00 sulla Svizzera Italiana rimase un appuntamento fisso per ogni bambino del nord ovest d'Italia fino all'arrivo degli anime.
Quindi per poter mettere in opera la ripetizione all'infinito di un cartone animato, pratica tanto comune per un bambino di oggi, ed altrettanto estenuante per un qualsiasi parente del bambino prima menzionato, ci si poteva rivolgere solo a questi rudimentali giocattoli visivi.
I primi esemplari proponevano pure pellicole in bianco e nero, e tutti questi erano mancanti di un piccolissimo particolare, il sonoro...
Però potevi fare una cosa che, personalmente, trovavo fin magica, girare piano piano la manovella per scoprire l'apparire di ogni fotogramma, oppure girarla al contrario per crearmi delle comiche animate.
E poi, a voler fare i pignoli, l'audio non mancava del tutto, era solo un po' diverso, un ripetitivo
RATATATATATATATATATATATATATATATATATATATATATA


       

In questa bobina era presentati due brevi spezzoni di Pippo:
"Pippo cavaliere" e "Pippo pulitore di campane".
Entrambi gli episodi erano estratti da cartoni più lunghi, su cui tornerò più sotto.
La qualità è un po' scarsina, sia perché la bobina, nonostante fosse intonsa (ancora dentro la sua confezione originale), non doveva avere una grande qualità, ma anche perché riprendere il video, dovendo nel contempo girare la manovella, ha causato una certa oscillazione della ripresa  :]



Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970 del Corriere dei Piccoli e Upim

Ai tempi i giocattoli avevano una aspettativa di vita molto più lunga, erano molto meno usa e getta di oggi.
Un articolo come il Minicinex l'ho trovato in un catalogo del 1970, fino ad un altro del 1977, ma probabilmente il 1970 non fu la data del suo esordio sul mercato, ed il 1977 non fu l'anno del suo ritiro dagli scaffali.
Anche questo articolo, come il Festacolor, era prodotto dalla Harbert di Milano, su licenza della "Kenner Products Company" (Cincinnati Ohio, USA).

lunedì 16 luglio 2018

"Domenica Bis" - Inserto tv della "La Domenica del Corriere" - 5 numeri dal novembre 1975 al gennaio 1976


Ad un mercatino ho recuperato 14 numeri di "Domenica Bis", l'inserto televisivo a me sconosciuto de "La Domenica del Corriere", purtroppo non sono tutti consecutivi, ma comunque di un arco temporale abbastanza ristretto, che va da 9/15 novembre 1975 al 2/8 maggio 1976.
Ogni inserto è costituito da 16 pagine, nelle prime pagine ci sono articoli sui programmi Rai (anche radiofonici), nelle ultime 7 ci sono i palinsesti dei programmi tv, non sono contemplate le tv private, ma ci sono le tre televisioni che trasmettevano dall'estero:
TV Svizzera; TV Capodistria; TV Montecarlo.
L'inserto era diretto, o comunque aveva il contributo principale, di Mike Bongiorno, di cui era a firma l'articolo in prima pagina che proseguiva in seconda. Inoltre il conduttore italo americano aveva sovente un rubrica interna in cui intervistava altri personaggi televisivi.
Visto che il presentatore e giornalista aveva lavorato negli Usa, la sua attenzione verso le tv private era abbastanza alta (lo dimostrerà direttamente con Telemilano), ma per quanto riguarda questo inserto non mancano suoi articoli sulle prime tv private e sui canali esteri che trasmettevano in Italia.
L'altro motivo di interesse dell'inserto è dato dall'accuratezza sui programmi offerti dalle 3 tv estere, superato solo dai "TV Sorrisi e Canzoni".
Ho così scoperto che il giorno di Natale del 1975 alle 18,30 su Telemontecarlo trasmisero il "disegno animato giapponese" dal titolo "Orsetto Panda", che ipotizzo possa essere "L'orsetto panda e gli amici della foresta" (Panda no Daiboken).
A parte che nel 1975 ero troppo piccolo, ma nel mio palazzo le 3 tv estere arrivarono un po' più avanti, tipo nel 1977 o nel 1978.
Grazie all'articolo di Mike Bongiorno della prima e seconda scan, ho compreso che non avrei potuto comunque vedere "Orsetto Panda", perché le vecchie tv in bianco e nero non potevano ricevere le tv estere, in quanto queste trasmettevano a colori con sistema Pal, mentre da noi le tv a colori arriverà solo nel 1976:
"TV color, guida alla televisione a colori" - Allegato a Quattroruote maggio 1976

Interessante anche il programma successivo al film d'animazione "Orsetto Panda", che era un documentario dal titolo "Il capitano Ultra", regia di Akira Kate. Strano che un documentario avesse un titolo che pareva un telefilm, chissà se, in realtà, non era una qualche puntata di Ultraman.
Mi attiverò per investigare  ^_^
Non ho scannerizzato per intero ogni inserto, ma mi sono limitato agli articoli che potessero avere ad oggi ancora un minimo interesse (Giochi senza Frontiere, Sandokan, le tv private ed estere).



Mike Bongiorno dimostrò di conoscere bene l'ambito televisivo in cui lavorava. Infatti, oltre a dare un interessante dato (un po' artigianale) sul numero di ore che il telespettatore poteva vedere, informa il lettore sui costi di economici per poter vedere le tv estere, infine predice che il monopolio Rai verrà un poco alla volta eroso dalle tv concorrenti.


Programmi della settimana dal 9 al 15 novembre 1975.
In rosso i programmi visibili a colori.

lunedì 28 marzo 2016

Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980


Con questo numero 2 di Telepiù ho completato tre settimane continue di programmazione delle tv italiche:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980

Peccato che le tv private locali del numero zero siano del sud Italia, mentre i due numeri successivi sono entrambi di Aosta, Piemonte e zona di Milano... comunque è in mio possesso un numero successivo, seppur non il 3, sempre di Aosta, Piemonte e zona di Milano.
Questo numero, rispetto ai precedenti due, non contiene articoli sugli anime, però c'è la presentazione di un programma di Piero Angela sugli extraterrestri (ricordo bene quella serie di puntate), con sequela di immagini di film di fantascienza  :]
Come per gli altri due, invece, c'è un altro approfondimento sulle tv private locali, dopo "TVP San Benedetto del Tronto" e "Telemilano Canale 5", tocca a "Telestudio Torino".
Per certi versi i Telpiù, rispetto ai "Tv Sorrisi e Canzoni", permettono una analisi più omogenea dei palinsesti, in quanto sono posizionati tutti nelle medesime pagine, non con gli inserti, e gli articoli si incentrano maggiormente sui programmi delle piccole tv locali, a differenza dei "Tv Sorrisi e Canzoni" che mostrano articoli sui programmi nazionali.
Ho omesso 5 articoli, i meno o per nulla importanti, sulle seguenti trasmissioni:
una commedia musicale di Franco Franchi; vizi privati degli sportivi; Lucio Battisti a Londra; un vecchio film di Jena Paul Belmondo; com'era la tv nell'anno 1970.
Casualmente le date della programmazione corrispondono a quelle di oggi, solo con 36 anni di sfasamento  :]



Da notare che l'autore del servizio chiama Harrison Ford "Han Solo" e non all'italiana "Ian Solo".
Ma qunato è bello Ciube?  ^_^
A me, invece, il sorriso degli alieni buoni(?) del film di Spielberg  mi ha sempre inquietato, specialmente quando lo vidi al cinema, tutto il film metteva una certa ansia...
Piero Angela è sempre stato tra i miei personaggi tv preferiti, educato, pacato, competente, e poi suonava pure il pianoforte!
Mi è caduto parecchio solo negli ultimi anni, quando ha dato in eredità al figlio la presentazione dei documentari alla Rai, una televisione pubblica... ma al figlio non poteva far fare l'idraulico? Il carpentiere? Il dentista? L'ingegnere?
Mi è scaduto ancor di più quando, qualche tempo fa, gli ho sentito dire a dei ragazzi che il loro futuro lavorativo dovevano costruirselo con le loro mani, impegnarsi al massimo, andare via anche dall'Italia se fosse stato necessario, una bella paternale coi fiocchi... peccato che al figlio ha lasciato la pappina pronta... alla faccia della meritocrazia... le belle teorie coi figli altrui, coi propri la pratica di un contratto sicuro   T_T


sabato 20 febbraio 2021

Il carro di carnevale di Goldrake nella Svizzera italiana (1979) - RSI Teche (pagina FB)


Il buon vecchio Massimo Nicora mi ha girato il link della pagina FB della tv Svizzera Italiana, dove è mostrato un servizio di soli quattro minuti sul carnevale del 1979, in cui il gruppo "La Sgrazza" del comune di Balerna decise di allestire uno stupendo carro allegorico a tema "Atlas Ufo Robot".


Ma quanto è incredibilmente e stupendamente fuori contesto vedere Goldrake viaggiare sulla corsia dell'autostrada inseguito dalla polizia?   ^_^

Conscio della caducità dei video sul web, mi permetto di salvare queste bellissime immagini, perché sarebbe un vero peccato per tutti noi appassionati non poterle più ammirare.
Il servizio non è bello solo perché ci dimostra, per l'ennesima volta, la popolarità di Goldrake in quel periodo(anche terra elvetica), ma permette di ammirare il lavoro di un gruppo di adulti che avevano una certa apertura mentale e tantissima fantasia.
Anche durante più edizioni del carnevale italiano ci furono numerosi carri a tema cartoni animati giapponesi, il che dimostra come un adulto abituato a "giocare" con la cartapesta, era più disponibile ad accettare una trasmissione totalmente aliena ai gusti televisivi del periodo come gli anime.
Nel servizio assistiamo alla riunione preparatoria del carro, e quegli adulti apprezzano i colori e le fattezze del robottone gonagaiano, e già si immaginano i bambini, tra cui i loro stessi figli, gioire davanti ad un Goldrake con Spacer di 12 metri!!!
Uno di questi fa notare che il 1979 era anche l'anno del bambino (indetto dall'Onu), ma dal loro punto di vista questa celebrazione doveva servire per far divertire i più piccoli. Purtroppo sulla stampa del periodo si utilizzava spesso l'anno come monito per stroncare gli svaghi dei bambini, molti di quegli esperti consideravano qualsiasi cosa pericolosa e diseducativa (di certo tutti in buona fede), sono pieno di articoli con questo tono apocalittico. Gli esperti sfruttarono l'anno del bambino dell'Onu per cercare di vietare i divertimenti, mentre quella decina di artigiani del carnevale svizzero pensarono immediatamente in maniera opposta: è l'anno del bambino, ergo facciamoli contenti con Goldrake! 
Mi pare di aver dedotto dal filmato che la loro intenzione non era assolutamente ironica, come sovente erano i carri allegorici di carnevale, ma era un tributo, nessuno sfottò o mancanza di rispetto verso l'eroe dei loro figli, ma solo una presa d'atto di quanto fosse popolare.
Quando mi capita di vedere questi documenti mi rammarico di quanto materiale la Rai avrebbe nei suoi archivi che potrebbe interessare a noi fan, ma che non ci sarà mai permesso di vedere... l'unica nostra possibilità sarebbe che un Nicora o un Pellitteri prendessero il comando alle teche Rai... magari con un blitz militare, paracadutati sul tetto della Rai   ^_^

Una volta ammirato il video sulla pagina di FB della RSI, c'è un altro bellissimo filmato con Bruno Lauzi che a Scacciapensieri canta "La tartaruga" e "Johnny bassotto", dove si vede il gatto Arturo.


GOLDRAKE!

mercoledì 21 febbraio 2018

"Tutto Giocattoli - Il bimbo nel suo mondo meraviglioso" - Catalogo Natale 82/83


I cataloghi della "Tutto Giocattoli" avevano la caratteristica di presentare al proprio interno i risultati del concorso "Quel che piace a me", organizzato dalla "Associazione commercianti al dettaglio in giocattoli della provincia di Milano". E se nel catalogo del Natale 1977/78 c'era il timbro di un negozio di giocattoli di piazza Sempione a Milano, in questo c'è il timbro di un negozio di via Neera, vicino (a grandi linee) a Porta Ticinese.
Il nome del negozio non si vede benissimo, parrebbe un po' imbarazzante, "Mondo Pisello"... Ognuno/a potrà leggersi il timbro ingrandito poco più sotto, e valutare se la mia lettura sia corretta, spero di sbagliarmi  :]
E' questo un bel catalogone da 26 cm x 19 cm di 64 pagine, anche se le ultime quattro sono dedicate al concorso "Quel che piace a me", in cui sono ospitate tutte le marche più famose del periodo, e dove si può già notare il cambiamento dei gusti di bambini e bambine rispetto all'altro catalogo della "Tutto Giocattoli" del 1977/78.
Scompare il Subbuteo (sigh...), la Atlantic (sob...) e i  soldatini in generale, scompaiono le armi giocattolo, non paiono più presenti le aziende che si limitavano ad importare giocattoli da nazioni estere senza produrli. Resiste ancora il Big Jim, ma dovrebbe essere il suo canto del cigno...
Reggono gli strumenti musicali, e io avrei giurato il contrario, reggono la Harbert, la "Editrice Giochi", ovviamente varie marche di bambole e bambolotti. Non può mancare l'immarcescibile Barbie e la Mattel.
Entrano in pianta stabile i videogiochi, con la MB, l'Intellivision e i primi giochi a cristalli liquidi, e con la Reel che si modernizzava con una console a cassette intercambiabili. La Gig ha più articoli rispetto al catalogo del 1977/78, e punta sui robottoni della Diaclone. La "Ceppi Ratti" presenta il famoso presepe con lo Zambot 3 ed il Trider G7, in cui vengono presentati un sacco di modellini degli anime più in voga al momento, dal Supercar Gattiger al Gordian matrioska.



Postando le immagini di questo catalogo di giocattoli mi auguro che, come è capitato con il precedente "Tutto Giocattoli" del 1977/78, uno degli ex bambini/e premiati possa rivedersi a distanza di tanti anni. In quel caso fu Yuri Radaelli a riconoscersi nella foto "d'epoca", questa volta mi auguro che possa toccare ad uno tra Gian Maria Bellondi, Monia Trentarossi, Fabio Severini eValentina Baroni, anche se le foto dei premiati sono cinque, mentre ci sono solo quattro nomi.



"Mondo Pisello"?   T_T

venerdì 7 giugno 2024

"Domenica del Corriere" articoli vari annate 1977/1978/1979


Questo post ha il medesimo scopo personale del precedente su "Il Giornalino", poter riporre in altro loco una serie di riviste che avevo in casa a prender polvere in attesa di postarne i vari contenuti. Con la sostanziale differenza, rispetto alla rivista per ragazzi di relativamente recente acquisizione, che le annate 77, 78 e 79 della "Domenica del Corriere" furono il mio primo acquisto in blocco accaduto anni ed anni addietro.
Come per il post con vari articoli de "Il Giornalino" il risultato finale sarà un po' caotico, con vari argomenti in parte senza nesso tra di loro, ma dovevo assolutamente immagazzinare queste riviste  ^_^

P.S.
E non ho finito post simili!  :]

P.P.S.
Così, forse, meglio si potrà comprendere cosa voglia dire e quanto possa costare fare ricerche come le mie (e di altri), e perché mi secca trovare gli inutili e vetusti contenuti riesumati da me in altri lidi a pagamento.


Essendo un articolo del 24 marzo 1977, si viveva ancora una televisione che trasmetteva programmi per ragazzi pre era goldrekkiana, quindi quello che ci veniva elargito era tutto grasso che colava, non c'era molta scelta:
"O così o pomì" (cit. pubblicitaria)  ^_^

Non che non sia affezionato a "Supergulp!", ma le opzioni erano questo e/o "Scacciapensieri" e poco altro...
Lo ammetto, io aspettavo spasmodicamente l'appuntamento settimanale con "Supergulp!" per il cartone dell'Uomo Ragno, tutto il resto variava dal molto simpatico (Nick Carter o il "Gruppo TNT") al "che noia" (il resto dei fumetti di matrice italica/europea).

sabato 3 maggio 2025

Cappuccetto a pois


Quando si era bambini, prima dell'avvento delle tv locali private, ma anche negli anni successivi, la televisione della "Svizzera Italiana" era l'unica emittente oltre alla Rai che trasmettesse programmi per noi. Oltre all'inimitabile "Scacciapensieri", contenitore di cartoni animati statunitensi ed europei, trasmesso il sabato nel tardo secondo pomeriggio, non mancavano altre produzioni per i più piccoli.
Non è la prima volta che mi rifaccio ai programmi della RSI:







Tra le produzioni della RSI dedicate ai bambini/ragazzi, di certo tra i ricordi più piacevoli, c'era "Cappuccetto a pois" di Maria Perego, la medesima creatrice di Topo Gigio.
Il primo episodio risale al 6 gennaio 1969, ritengo che, nonostante i decenni passati, resti ancora un prodotto più che guardabile, vista la minuziosità con cui vennero create le scene in cui si muovevano i personaggi, ovviamente il target è per i più piccini, ma penso che io lo guardassi anche verso la fine delle elementari.
Chiaramente io lo vidi in successive repliche, penso sempre sulla "Svizzera Italiana", ma "Cappuccetto a pois" venne trasmesso anche da Telemontecarlo e da Capodistria (ho controllato, niente ricordi fumosi che poi uno ricorda male e deve rettificare lo scritto...), non ho trovato riscontri sulla Rai, ma ho fatto una ricerca approssimativa.
Quella sopra è la scan dell'unico, a mia conoscenza, DVD in vendita, che contiene qualche pagina di commento e solo tre episodi.




Sul sito della TSI "Cappuccetto a pois" è stato messo per intero, un gran bel regalo:

Mi son riguardato qualche episodio, e preferivo Lupone rispetto a Cappuccetto, un po' carognetta, talvolta... è vero che Lupone aveva la funzione del birbante, ma non gli riusciva mai una furbata, inoltre era sempre manovrato da altri, in quanto molto credulone.
Risentire le voci, ma anche i motivetti delle canzoncine, è stato un bel tuffo al cuore   ^_^


Ho fatto più ricerche, ma non ho trovato neppure un articolo di commento al programma per bambini, neanche sulla carta stampata della Svizzera italiana da me consultabile. Ai tempi i programmi televisivi per bambini erano pressoché ignorati, pare che non meritassero alcun approfondimento.

Qui sotto il cofanetto in DVD.

lunedì 17 marzo 2014

Gundam LSI Portable Game Bandai - 1981?


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Il 20 marzo sarà il 35esimo anniversario del Mobil Suit bianco (sito celebrativo: http://www.gundam35th.net/ ), omaggio il compleanno Gundamico con questo videogioco quasi suo coetaneo.
Averlo avuto da bambino il videogame del Gundam in formato cabinato!
Con qualche decennio di ritardo l'ho incontrato ad una fiera, ed è stato subito ammmmore!
Mi è bastato sentire la sigla, ovviamente jappo, del Gundam per far scattare il colpo di fulmine, silga che, di nuovo ovviamente, ai tempi avrei apprezzato molto meno.
Son stato spinto all'acquisto compulsivo anche dal fatto che una volta tanto lo standista lo ha esposto funzionante, di solito hai sempre il dubbio che questi giochi possano essere rotti... l'alternativa sarebbe recarsi alle fiere con varie tipologie di batterie, cosa poco agevole.
La data di produzione non è certa, sulla confezione non è presente, ed online non ho trovato notizie univoche.
Come si può notare dal video sotto, lo schermo del videogioco è a colori, ed è anche dotato di una buona serie di suoni. In pratica, non sono un esperto, pare sia uno "scacciapensieri" (Games & Watch) montato su uno chassis plastico più figo, a simulare i coin-op del periodo.



Ho ripreso tre video per renderne la bellezza vintage intrinseca.
Personalmente non sono mai stato un videogiocatore molto abile, quindi ho trovato il gioco mediamente difficile, una bella sfida.
Una parte già avanti del videogioco, in cui Gundam si scontra con il mobil suite Zeong.



                     


sabato 5 luglio 2025

"Guardie e ladri" - "Alma Giochi" (1967)


Dato che ieri ho postato il secondo catalogo della "Alma Giochi" in mio possesso ( il primo ), mi pare anche sensato inserire il primo dei quattro giochi in scatola in mio possesso di questa azienda, che restò sul mercato dal 1966 al 1978 (leggere primo post linkato fino alla fine).
Non ho mai giocato a "Guardie e ladri" della "Alma Giochi", come non ho mai giocato a nessuno dei loro articoli, nonostante l'ultima loro invenzione sia datata 1978. Mi sorge il dubbio che, magari, essendo l'azienda di Genova, non veniva distribuita capillarmente nel nord Italia, e forse non arrivava in tutti i negozi del milanese.
C'è da dire che i loro giochi di società erano distribuiti dalla genovese "Edilio Parodi", la stessa che commercializzava il "Subbuteo", che a Milano arrivava eccome   ^_^
Resta che non ho alcuna memoria di nessun gioco in scatola della "Alma Giochi", che leggendo il regolamento e vedendo la dotazione di pezzi, mi son parsi anche divertenti ed innovativi.

"Guardie e ladri" è un gioco semplice per ragazzi svegli ed un divertente scacciapensieri per gli adulti", cos' recita l'incipit del regolamento.



"Guardie e ladri" fu il terzo gioco di società messo in commercio nel 1967 dalla nuova azienda "Alma Giochi", il cui "AL-MA" nasce dalle inziali dei nomi dei due proprietari: ALberto + MAriano 


Da quello che ho capito in questi anni, trovare uno dei loro giochi in scatola che sia completo e in buone condizioni è assai arduo, a me è andata bene per ben quattro volte  :]



Graficamente il tabellone si discosta molto da quelli della "Clementoni", della "Editrice Giochi" ed altre aziende che misero in commercio confezioni a cui giocai da bambino, paio meno schematiche, più "artigianali", ma di un artigianale di pregio  :]

Il tabellone di gioco qui sopra presenta due percorsi, uno esterno ed uno interno.

lunedì 2 febbraio 2015

Giochi con il computer: come funzionano, come si vince - 1985


 
TITOLO: Giochi con il computer: come funzionano, come si vince
AUTORE: Round Designe e Roger Priddy
CASA EDITRICE: Gruppo Editoriale Jackson
PAGINE: 48
COSTO: 10/20 €
ANNO: 1985
FORMATO: 25 cm x 18 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 8870560619

Penso che questo sia tra i primi libri sui videogiochi pubblicati in Italia, contenente sia una dettagliata spiegazione di come quelle magiche macchinette mangiasoldi da bar funzionassero, ma sono illustrati anche le prime console (anche a cartucce) e i primi videogiochi portatili, sia un breve testo sulla storia dei videogames (dove il 1982 era l'attualità) e sul loro futuro.
Sono ben spiegate tutte le parti che componevano allora un videogioco, dalla memoria Ram o Eprom, alla scheda grafica e sonora, compreso un mini box esplicativo sui "joystick".
Sono illustrati pure i primi videogiochi parlanti, tipo il "Grillo Parlante " della Texas Instruments, quello che ti diceva "Scri-vi e con-trolla", e quando il bambino/a ignorante cannava la parola da digitare ti riprendeva con un bel "Non ri-cevo ri-prova e con-trolla". 
Il tutto con la stessa voce metallico-digitale della sigla degli I-Zenborg:
Adi uoti acimi
seseosese speotradi
damaoprio ciriofra bul
locoripe quiggau
ricro valo I-Zenborg 
 
Nutrita la parte sui videogiochi di scacchi, una delle prime applicazioni che riscontrò un buon successo. E pensare che oggi ho una app di scacchi sullo smartphone che sarà millemila volte più complessa di quelle macchine.
Ai tempi esistevano parecchi giocattoli che erano un ibrido tra un videogioco ed una macchinina telecomandata, anche questa versione è ben illustrata.
C'è un capitolo sia sui giochi didattici, tipo di nuovo il "Grillo Parlante", che sui videogiochi utili, come i simulatori (di tiro e di volo).
Un capitolo è incentrato sulla creazione del videogioco, dall'ideazione alla sua trasformazione in oggetto materiale, fino alla produzione industriale, in pratica la prima spiegazione dei ruoli di game designer, editore e distributore etc 
Molto bella, seppur talvolta un pelino caotica, l'impaginazione del libro, con sfondi che richiamato i giochi più famosi del momento.
Non manca una nutrita parte con i trucchi per vincere ai cabinati da bar, o meglio, per far durare il più possibile le 100 o 200 lire necessarie al coin-op, visto che la sconfitta prima o poi (nel mio caso prima) sarebbe inevitabilmente arrivata. Benchè i trucchi svelati sono di videogames risalenti all'alba dell'invasione italica, difficilmente reperibili nei bar del 1985. Asteroids o Space Invaders arrivarono in Italia nel 1980, ormai nel 1985 erano stati rimpiazzati da giochi ben più sofisticati, probabilmente i trucchi potevano restare utili per le prime versioni casalinghe degli originali cabinati da bar.
Questi trucchi sono posizionati in box gialli sparpagliati nel libro, io li ho radunati tutti assieme al termine del post, anche per rendere più leggibile le altre tematiche, tra cui un capitolo sui primi Personal Computer, ed il loro utilizzo videoludico.
A distanza di 30 anni dallla sua pubblicazione in Italia (negli Usa risale al 1982), a mio avviso, resta ancora un bel testo, che riesce a farci assaporare quell'epoca pioneristica dei videogiochi, ed evidenziarci quanta strada sia stata fatta da allora, visto che oggi un videogames complesso sta dentro ad uno smartphone. Non che la miniaturizzazione dei videogiochi sia cosa atttuale, dato che, oltre ai primi "scacciapensieri" (Game Watch LCD), nei primi anni 80 esistevano in commercio degli orologi a cristalli liquidi con delle mini versioni assai spartane di Space Invaders.
Insomma, il libro della Jackson fa risaltare i passi da gigante compiuti dall'industria videoludica (che brutto termine...), ed in qualche sua parte riesce quasi ad anticipare questa evoluzione senza freni.
Questo post può essere letto e guardato asieme ad altri due sulla medesima tematica:

Direi che l'indice del libro, più di ogni mia anticipazione, renda merito a chi lo scrisse.  



sabato 1 aprile 2017

Onda Tv dal 25 al 31 gennaio 1981 - "Arriva dallo spazio, il suo nome è Capitan Futuro", di Gianni Eusebio



Con questo post inauguro un nuovo filone di riviste televisive degli anni 70/80, quello del "settimanale di tutte le tv: Onda TV".
Io non sono mai stato un fan di Ornella Vanoni (gusto personale), però vedere Capitan Futuro che la minaccia con una pistola a raggi mi pare eccessivo  :]
Questa rivista era una delle due che, assieme a "Tv Sorrisi e Canzoni", si alternavano a casa mia, ed aveva il vantaggio di essere prettamente locale. Infatti non saprei neppure dire se fosse una pubblicazione nazionale, ho il forte dubbio che arrivasse solo nelle edicole del nord Italia, o addirittura solo del nord-ovest. Magari qualche lettore di altre regioni potrà dirci se Onda Tv venisse venduto anche nelle edicole della propria città.
Considerando che la casa editrice si chiama(va) "Edizioni TV Milano", e le agenzie pubblcitarie erano due, una per Milano ed una per Como e Varese, ho l'impressione che fosse veramente una rivista assai lombarda.
Dal mio punto di vista prettamente milanese, questo aspetto molto localistico è stato uno degli aspetti più interessanti della rivista, in quanto sono mostrati con dovizia di particolari i palinsesti delle televisioni private che guardavo abitualmente da bambino: Antenna Nord (futura Italia 1), Tele Milano (Canale 5), Antenna Tre Lombardia, Teleradiocity, Canale 51, Tele Alto Milanese, Telereporter, Videodelta (futura Rete 4), Tele Lombardia 1 e 2, Tele Monte Penice, Telenova etc etc.

Il carattere locale della rivista è dato anche dalla tipologia delle pubblcità, per nulla nazionali. Per esempio in questo numero ci sono annunci di Como/Varese/Lecco, basta leggere gli indirizzi degli inserzionisti.
Nelle ultime pagine c'è un articolo dal titolo "Sport-Spettacolo, dal satellite di Canale 5", il cui contenuto, ad opera di Giosuè Boeto, è molto interessante, in quanto mi ha rammentato che all'epoca Canale 5 faceva sfoggio dei suoi programmi via satellite, tra cui il famoso "Mundialito", sono anticipati anche i nuovi telefilm e programmi del Biscione.
Un'altra particolarità di questo numero è la presenza, all'inizio di ogni palinsesto giornaliero, di un riepilogo dei programmi divisi per genere, tra cui i "programmi per ragazzi". Ho fatto un collage delle colonne, in modo da rendere più evidente la programmazione dedicata ai bambini/ragazzi.
Chissà quale cartone era "Dasdarday and Muttley"  ^_^
Il riassuntone non era sempre preciso, per esempio manca sempre il Danguard alle 20,00 su Tele Lombardia 1 e 2...



La rivista è impreziosita, dal mio punto di vista, da un articolo sulla serie di Capitan Futuro, iniziata la settimana prima sulla Rete 1 della Rai.
Seppur etichettato addirittura come un kolossal, la previsione che sarebbe stato destinato a surclassare i vecchi eroi della fantascienza, si rivelò un pelino azzardata. L'articolo di Gianni Eusebio riporta solo la sinossi dell'inizio di una puntata, nessuna considerazione critica. Sinceramente non ricordo questa trama, e non sono riuscito a individuare sul web a quale episodio si riferisca, dato che non sono riportati i nomi propri degli alieni, del pianeta, della razza aliena etc etc, la frase finale dell'articolo, a dire il vero, mi fa sorgere il dubbio che la sinossi possa essere fin inventata:
"Vi è piaciuta la storia? E' una delle tante avventure che POTREBBERO capitare a Capitan Futuro, uno dei tanti casi che dovrà risolvere nel cilco di 52 puntate".

Magari qualcuno più esperto in Capitan Futuro potrà svelare a quale episodio corrisponda la sinossi.

venerdì 20 febbraio 2026

Super Giocattoli 1982 GDG (La Giraffa)


Dando per vere (quasi) tutte le critiche che taluni mi muovono (sgrammaticato, ignorante, polemico, distorcitore(?) della buonafede altrui, etc. etc.), almeno mi si dovrebbe riconoscere la costanza  :]

Ho inserito una settantina di post sui cataloghi di giocattoli, permettendo a tutti di avere una buona panoramica dei giochi disponibili tra gli anni 70 ed 80 (qualche volta anche anni 60), nel particolare avevo già postato due cataloghi "Super Giocattoli la Giraffa GDG":


Con questo post si potrà avere una rassegna dei giocattoli della "GDG" disponibili pre era animazione giapponese, cioè quello del 1976, poi in piena era "Goldrake & soci", cioè quello del 1979/80, infine il dopo robottoni, cioè questo 1982.
Il tutto visibile nella pagine di un distributore di giocattoli che non si limitava alle marche più note (presenti in tanti altri cataloghi qui disponibili), ma che metteva in vendita giocattoli da varie parti del mondo, che, probabilmente, ebbero una messa in commercio meno capillare.
Ci sono articoli abbastanza in anteprima, altri veramente belli ed altri veramente curiosi  :]
Il catalogo consta di ben 100 pagine ed una moltitudine di giocattoli, molti con prezzi non popolari.
Ci sono un sacco di articoli dei Puffi... 


Importare giocattoli dall'estero senza predisporre un nuovo packaging era di certo un risparmio, poteva permettere di diminuire i prezzi oppure di aumentare i guadagni, di certo il prodotto finiva sugli scaffali più in fretta, cosa importante specialmente per Natale.
C'è un però... quando importi una bambola che si chiama "Schminki", difficile che non venga italianizzata con un semplice "Sminki"    ^____^
Considerando che costava 47 mila lire nel dicembre 1982, cioè ben 94 euro attuali, ad essere sminkiati furono gli allora genitori  :]



Non sono e non voglio passare per esperto in tema "primi videogiochi messi in commercio in Italia", anche perché non ricordo a memoria i più di 2000 post presenti nel blog, ma mi pare che questa sia una delle prime presenze dei videogames a cristalli liquidi della Nintendo.
Infatti la rivista di settore "VG Vendogiocattoli" pubblicò un dépliant con numerosi di questi videogiochi della "Bandai", ma solo nel numero di maggio 1983, mentre questo è un catalogo per il Natale 1982:

Peccato che non sia specificato e non si veda il nome di ogni singolo "giocorologio".
Nei due sopra è visibile la scritta "Game & Watch".
Nei tre sotto si intravede (ingrandendo l'immagine) Braccio di Ferro a sinistra, Topolino al centro, Snoopy a destra.

sabato 24 ottobre 2015

TV Sorrisi e Canzoni n° 46 dal 18 al 24 novembre 1979 - articoli su: "Mork & Mindy"; Sandokan; lo Zecchino d'Oro; Pavarotti


In questo numero di "Tv Sorrisi e Canzoni" non ci sono articoli sui caroni animati giapponesi, ma più servizi su programmi tv e personaggi televisivi, che sommati tutti assieme lo rendono abbastanza interessante. Visto il corposo materiale presente, basta leggere il sommario, non ho scannerizzato completamente la rivista, che consta di ben 140 pagine, ho fatto solo 86 scan. Sacrificando alcuni argomenti in base ai miei gusti e ai temi del blog, però ho inserito quasi tutte le pubblicità ^_^
Alcune delle quali veramente commoventi, tipo le auto T_T ed altri prodotti che proprio avevo rimosso dalla mia memoria a lungo termine.
Unica pecca della rivista è l'assenza dell'inserto centrale con i programmi delle televisioni locali, non per nulla era un fascicolino che si poteva strappare, e così fù :]
Posterò prima i quattro articoli su "Mork & Mindy", Sandokan, lo Zecchino d'Oro (che nel 1979 non seguivo più da un pezzo) e Pavarotti (che non mi ha mai esaltato), per poi riproporre l'ordine normale della rivista.


Mi rendo conto che faccio la figura dell'anziano che esalta il proprio passato a discapito del presente, però la mia generazione vide in tv dei personaggi e dei programmi che sinceramente non possono essere minimamente paragonati a quelli che i bambini dei decenni successivi hanno visto, basta scorrere i post di questo blog.
Robin Williams è uno di questi personaggi unici, con la sua comicità spiazzante, i suoi versi da giullare, e le sue battute graffianti, che forse un bambino non sempre capiva, però memorizzava.
E poi Mindy era una delle mie fidanzatine tv ^_^
E' sempre un dolore pensare che Mork non ci sia più...


sabato 7 settembre 2019

TV Sorrisi e Canzoni N° 4 dal 25 al 31 gennaio 1976 - "Per i più piccini: Barbapapà"



E' questo il primo numero del 1976 di "TV Sorrisi e Canzoni" che posto, ed è quello che contiene (ad ora) l'articolo più vecchio che la redazione di Gigi Vesigna dedico all'animazione giapponese, benché nessuno allora se ne rendesse conto, oppure semplicemente non trovarono il fatto di una qualche rilevanza.
L'articolo in questione è sui "Barbapapà", la cui trasmissione era iniziata al massimo due o tre settimane prima, visto che nell'ultimo numero del 1975 non sono in palinsesto.
Un altro motivo per postare questo numero della rivista è la presenza del box informativo sulla prima puntata di "Spazio 1999", che andò in onda sabato 31 gennaio, ma addirittura alle 22,00!
Probabilmente la Rai considerò, direi anche a ragione, alcuni contenuti della serie troppo impressionanti per i più giovani, e, una volta, alle 22,00 eravamo tutti già a nanna da un pezzo   ^_^
Infine sono presenti ben quattro articoli ispirati a Sandokan, che era arrivato alla quarta puntata di programmazione.
C'è poi un piacevole articolo di otto pagine, anche se lo scritto non le copre tutte, sui gatti, collegato ad una trasmissione sugli animali ("Cani, Gatti & C.") condotta dalla mitica Nicoletta Orsomando.
Ovviamente non mancano le pubblicità di sapore archeologico, seppur assai ridotte di numero rispetto alle edizioni degli anni a seguire.
Tutto ciò compensa ampiamente l'assenza dell'inserto con la programmazione delle tv locali private, non credo perché smarrito, ma ritengo che non fosse stato ancora inserito nella rivista.
Avviso che le scan possono risultare un po' sacrificate ai bordi, in quanto il formato dei "TV Sorrisi e Canzoni" del periodo erano un po' grandi rispetto a quelli che posto normalmente.




L'articolino non cita mai che la serie fu prodotta in Giappone, però annota che i "tranquilli" Barbapapà non erano per nulla violenti, a differenza dei cartoni animati in cui i gatti massacravano i topi, che è la stessa argomentazione che usò Nicoletta Artom per difendere Goldrake durante le prime polemiche giornalistiche nel 1979:
TV Sorrisi e Canzoni n° 50 dal 16 al 22 dicembre 1979 - "Chi ha paura di Goldrake Cattivo?" di Nicoletta Artom

Chissà se fu proprio lei a scrivere anche queste due colonnine.



Considerando la mia età nel 1976, io vidi per la prima volta "Spazio 1999" in una successiva replica, e nonostante fossi cresciuto un po' ricordo bene che le scene con i personaggi mostruosi o sfigurati mi faceva una certa impressione, tanto da avere incubi notturni...
Capisco bene che nel gennaio del 1976 la Rai scelse di mandarlo in onda alle 22,00.
La prima punta si intitolava "Separazione", cioè la separazione della Luna dalla Terra:
Spazio 1999 - Il Distacco (con appendice scientifica) - numero zero collana editoriale "AMZ Editrice" 1976

Mi son sempre chiesto come facesse la Luna a viaggiare nello spazio tanto veloce da arrivare a contatto con altri pianeti abitabili presenti nella nostra galassia, dico, galassia, non sistema solare... Vabbè... ai tempi non eravamo così nerd da stare a guardare i particolari   ^_^

martedì 23 maggio 2017

C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana



TITOLO: C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana
AUTORE:
Massimo Nicora
CASA EDITRICE:
Società Editrice La Torre
PAGINE: 660
COSTO: 24,5 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA':
reperibilità sul sito della casa editrice 
CODICE ISBN: 9788896133316

 
Apro questa recensione esprimendo l'auspicio che questo saggio su “Atlas Ufo Robot” possa venir letto anche dalle generazione di appassionati di animazione, giapponese e non, che non hanno vissuto quel 4 aprile 1978.
Quando c'erano i forum (oppure oggi sulle poche piattaforme on line dove ancora ci si confronta tra fan di età differenti, tipo Anime Click) capitava di leggere commenti di “giovincelli” che conoscevano solo i loro anime, di solito rigorosamente subbati. Giovani otaku (nel senso positivo del termine) che ignoravamo bellamente, quasi facendosene un vanto, come, quando e perché gli anime sbarcarono in Italia, senza dimenticare il chi li importò.
Nel saggio di Massimo Nicora si potrà leggere sia il come, il quando, il perché ed il chi, ma, sopratutto, il prima ed il dopo.
Per il “prima” intendo che questi fan, arrivati poco o molto dopo il 4 aprile 1978, potranno capire quale fosse la disponibilità di programmi per bambini/e e ragazzi/e. Mentre per il “dopo” intendo che potranno comprendere cosa scatenò a livello mediatico, diremmo oggi, l'atterraggio di Goldrake nelle case degli italiani.
Ovviamente il saggio è indirizzato anche a chi quell'epopea l'ha vissuta in diretta sui canali Rai e delle televisioni locali, visto che sono riportate una mole di informazioni uniche. Tipo la famosa questione della parola “Atlas” presente nel solo titolo italico, oppure di come sarebbe potuto capitare di ritrovarci Actarus arruolato nelle truppe berlusconiane... meglio Vega!
Uno degli aspetti più importanti del saggio è il panorama globale che viene presentato e rappresentato. Una delle battute più belle del mitico Totò era che “è la somma che fa il totale!”, ed in questo saggio c'è veramente la summa di Goldrake.
Non mancano numerose interviste ai protagonisti di questa favola da “c'era una volta...”, in parte raggiunti direttamente dall'autore allo scopo scoprire quanti più dettagli possibile sul chi, come, quando e perché arrivò Goldrake.
Senza contare che, dal mio punto di vista di ricercatore di articoli giornalistici sui cartoni animati giapponesi, il settimo capitolo è stato una vera goduria per gli occhi.
Vorrei rassicurare il potenziale lettore di non farsi spaventare dalla mole del libro, che può effettivamente essere considerato un “bel tomo”, in quanto la lettura scorre via tranquillamente, è pieno di note esplicative (facilmente consultabili a fondo pagina. Grazie!) e non sono presenti citazioni lasciate in oscuri idiomi non italici. Per comprendere immediatamente l'esaustività dello scritto rimando alle scan dell'indice alla fine della recensione.
Ok, sono 660 pagina, ma solo 7 capitoli ^_^  che andrò ora ad illustrare brevemente.

domenica 19 ottobre 2014

TV Sorrisi e Canzoni n° 42 21-27 ottobre 1979 "Arriva Remì"


Sapevo che gli occhialini in 3D per vedere Remì tridimensionale erano stati distribuiti con il Radiocorriere Tv e con alcune riviste per bambini, non sapevo che erano stati veicolati anche con Tv Sorrisi & Canzoni. Ed ecco qui il numero 42 dell'ottobre 1979, che non solo contiene un articolo sul nuovo cartone animato giapponese che verrà trasmesso per la prima volta lunedì 22 ottobre 1979 (praticamente 35 anni fa oggi!), ma financo i mitici occhialini "per vedere la TV in rilievo", come recita la prima pagina.
Di questa prima trasmissione tridimensionale per la tv avevo già accennato in due post, "Lacrime giapponesi" e "Allegri che c'é da piangere", ed un terzo per la proiezione al cinema, "Heidi, Goldrake, Mazinga e Remì al cinema".
Questo quarto è di certo il più approfondito, specialmente riguardo l'uso degli occhialini, che io pensavo funzionassero solo con le televisioni a colori, mentre il giornalista ci informa che funzionavano anche con quelle in bianco e nero, benché io sia ancora un po' scettico.
Largo spazio è dato alla trama del Remì del romanzo originale, praticamente viene spoilerata tutta la storia...
Dalla copertina si può notare che c'erano due tipi di occhialini, uno per le femminucce, a forma di gatto, l'altro per i maschietti di fattura più robotica. Questo numero regalava quelli con gli occhi a forma di gatto.
Qui sotto viene ben spiegato quale fosse il funzionamento delle lenti polarizzate e del fatto che il cartone era stato disegnato con una tecnica apposita (disegni fotografati su tre piani differenti) proprio per far risaltare il 3D.


 


Oltre all'articolo su Remì e sugli occhialini in 3D ho scannerizzato gran parte della rivista, ma non tutta, in quanto consta di ben 147 pagine (a cui vanno sommate quelle dell'inserto dei programmi locali). Ho completamente tralasciato un certo numero di articoli su attori, cantanti e programmi tv vari, che non mi son parsi particolarmente interessanti. Mentre ho scannerizzato tutti i programmi tv, che nell'inserto locale (dato che non erano ancora assieme alle tv nazionali) presentano quelli della Lombardia, quasi mi sono commosso a vedere i nomi di quelle tv private locali ormai scomparse: Milano TV, Antenna Nord, Telealtomilanese, TRM2, TVM66, TV Libera Lombarda, Tele Monte Penice, Teleradiocity, Tele Radio Reporter.

lunedì 18 maggio 2015

TV Sorrisi e Canzoni n° 53 dal 31 dicembre 1978 al 6 gennaio 1979 (Goldrake nei programmi tv + articolo sugli UFO)




Questo numero 53 con quello che ho postato precedentemente, il numero 52, formano la prima uscita sequenziale che riesco a recuperare. Tra l'altro di un periodo molto particolare, quello natalizio e a cavallo dell'anno nuovo, quindi con una programmazione festiva un po' differente dal solito, anche se non così piena di film e cartoni animati come capiterà successivamente.
L'importante, comunque, era che le feste fossero santificate dal Goldrake ^_^
La cui fama era così devastante da usarlo come richiamo per un articolo sugli UFO senza mai citarlo all'interno dell'articolo. Ormai gli UFO e "Atlas Ufo Robot" erano considerati una cosa sola, bastava mettere la foto di Grendizer nell'articolo e poi fare un richiamo nei programmi alla pagina dell'articolo.
Anche questo numero ha fortunosamente intatto l'inserto dei programmi delle tv locali, ed, ancora più fortuitamente, è di nuovo della zona di Milano, come il precedente!
In questo modo è possibile ricostriuire un minimo i palinstesti della miriade di tv private locali, che trasmettevano ore ed ore di vecchissimi film, e molte trasmissioni autoprodotte, ma la cui programmazione non sempre copriva l'intera giornata. Infatti spesso i programmi iniziano nel primo o nel secondo pomeriggio, questo ammesso che le tv locali comunicassero correttamente alla rivista la loro programmazione. Si vede che mancavano programmi a basso costo con cui riempire i palinsesti fin dalla mattina.
Ancora non c'è stata l'invasione di "cartoni animati giapponesi", purtroppo spesso è presente solo la dicitura "cartoni animati", senza specificarne il titolo, ma ho scovato quello che penso sia tra i primi anime arrivati in Italia appena dopo Goldrake: "Kimba il leone bianco".
Era trasmesso da "Tele Radio Reporter" il martedì e venerdì alle 18,30 con la dicitura "Cartoons della serie". Sullo speciale "If, speciale Orfani e Robot 1963/1983 - dicembre 1983" è riportata come prima visione nota il maggio/luglio 1979, mentre, ricontrollando il numero 52 (mi era sfuggito), ho scoperto che era già trasmesso dal 29 dicembre1978!
Non ho scannerizzato totalmente il presente numero, scegliendo ciò che ritenevo più interessante.

 

 Ma è il caso di ricominciare dal sommario...