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mercoledì 18 aprile 2018

"Goldrake batte Garibaldi, però...", di Nicola D'amico - "Corriere della Sera Illustrato" 2 febbraio 1980




Noi sappiamo bene che non c'era solo Goldrake, però spesso pare che non lo sapessero i giornalisti di allora, e comunque Goldrake era la pietra di paragone per tutti loro.
Questo articolo che mostro non è incentrato né su Goldrake né più in generale sui "cartoni animati giapponesi", ma su un tema storico:
"L'eroe, oggi, nella lezione di storia, in una scuola media".
Il giornalista Nicola D'amico chiese il punto di vista a dei docenti della scuola media "Cairoli" in via Pascal a Milano. Parteciparono al dibattino Gianfranco Zelasco, preside della scuola, Bice Oliva, Agostina Faedda, Giuseppina Cavedon, Giuliana Luraschi.
Chi erano gli eroi per noi ragazzini del 1980?
E come la scuola affrontava la tematica dell'eroe?
Il dibattito fra i cinque docenti e la giornalista è serio, spazia su vari argomenti, ma alla fine il titolo contrappone Garibaldi a Goldrake.
Sarò sincero, forse me ne dovrei vergognare, ma per me non c'era proprio storia:
l'eroe era Goldrake!
Per la cronaca neppure Pablito, almeno fino all'estate del 1982, e men che meno Stenmark, potevano competere con il robottone pilotato da Actarus  :]
Nello scritto c'è un qualche accenno verso gli anime, qualcuno dei docenti è un po' preoccupato per la loro influenza sugli alunni, altri non lo sono per nulla, anche la questione dei contenuti violenti dei cartoni animati giapponesi fa capolino, seppur appena abbozzato.
In realtà è Mazinga, anzi, "Mazinger" ad essere citato, ma nel titolo faceva più effetto un "Goldrake vs Garibaldi", che poi mi chiedo come, l'eroe dei due mondi, potesse difendersi dalla Alabarda Spaziale...
A mio parere l'articolo resta interessante proprio perché la tematica era un altra, l'educazione degli alunni, ma comunque Goldrake finì nel titolo.
Da far notare che Nicola D'Amico scrive poco prima dello scatenarsi dello tsunami informativo generato dai "600 genitori di Imola", chissà quali sarebbero stati i toni della discussione se ne avessero parlato un mese dopo.



domenica 15 aprile 2018

Marvel Chronicle - La storia anno per anno (1940/2008)



TITOLO: Marvel Chronicle - La storia anno per anno (1940/2008) ;"
AUTORE: 
CASA EDITRICE: Panini
PAGINE: 352
COSTO: 45 €
ANNO: 2009
FORMATO: 31 cm x 26 cm (custodia 32 cm x 27 cm)
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788863463347


Non è un libro vintage, non è una nuova pubblicazione, ma mi ero dimenticato totalmente di recensirla, ergo rimedio, perché questa guida anno per anno della Marvel è uno strumento indispensabile per ogni fan che si rispetti.
Oltre ad essere un libro molto utile dal punto di vista informativo, resta stupendo il grande formato, ben 31 cm x 26 cm, che è allocato dentro una custodia identica a quelli degli album fotografici dei matrimoni. Ed in un certo senso questo nostro con la Marvel è effettivamente un matrimonio che dura da qualche decennio, prima coi fumetti della "Editoriale Corno" ed ora coi millemila film al cinema.
Quindi più che una guida sulla storia della Marvel, è un album di famiglia, con tante foto dei nostri beniamini, un qualcosa di intimo, da sfogliare per ricordare i bei tempi andati. Anche per ricordare la vera storia dei fumetti originali, visto che oggi i fan della Marvel nati esclusivamente coi film tendono a fare un po' di confusione...
Mi è capitato di usarlo spesso per controllare se sul web le info che trovavo erano corrette, e qualche volta ho evitato di scrivere delle castronerie (in più di quelle che già scrivo) grazie a quello che è riportato nel libro.
Per quanto mi riguarda a me sarebbe bastato che il libro si fermasse alla fine degli anni 70, visto che è il periodo in cui smisi di leggerli, tutte le nuove alluginogene evoluzioni non mi toccano, però magari a qualcuno potrebbe interessare che arriva fino al 2008  ^_^
Purtroppo il libro non mi pare sia più disponibile, bisogna rivolgersi ad Ebay, dove lo si trova comunque non a prezzi folli, al massimo un 15/20 euro in più, ma li valgono tutti.
Per quanto mi riguarda lo comprai coi punti accumulati alla Feltrinelli, quando ancora la Feltrinelli ti permetteva di accumulare una cifra accettabile di punti/euro.



La chiusura della custodia è con una calamita, il libro si presenta con delle incisioni sulla copertina a voler significare una grande "M".
A destra si vede il nastrino rosso che serve a tirare fuori il libro, proprio come negli album fotografici più pregiati.

venerdì 13 aprile 2018

Mazinga Nostalgia, storia valori e linguaggi della Goldrake generation dal 1978 al nuovo secolo (quarta edizione) – Tomo II




TITOLO: Mazinga Nostalgia, storia valori e linguaggi della Goldrake generation dal 1978 al nuovo secolo – Tomo II
AUTORE: Marco Pellitteri
CASA EDITRICE: Tunuè
PAGINE: 819
COSTO: 29,90 €
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm x 16 cm 
REPERIBILITA': ancora reperibile a Milano 
CODICE ISBN: 9788867902996


Il secondo tomo di “Mazinga Nostalgia – quarta edizione” è tanto sostanzioso quanto il primo, sia in fatto di numero di pagine, che per quanto riguarda i contenuti. In questo volume due spiccano le schede di 116 + 1 serie dal 1978 al 2002. La 117esima ed ultima scheda, la più corposa, è ovviamente dedicata ad “Atlas Ufo Robot”, in pratica è da considerarsi un capitolo a sé stante.
Le serie trattate superano il varco temporale dell'era d'oro degli anime in Italia, cioè dal 1978 al 1984, contemplando alcune serie che la prima Goldrake–generation e le successive hanno apprezzato quando le hanno viste da adulti.
Nella prima edizioni le schede erano 40, le 117 attuali sono state tutte riscritte ed ampliate da vari collaboratori. Quando nel 1999 avevo letto la prima edizione, furono proprio quelle 40 schede a galvanizzarmi di più, a far rinascere in me l'interesse per i vecchi cartoni animati giapponesi. Negli anni avevo comunque continuato a registrare (visto che ormai ero adulto e lavoravo) quelle poche serie meritevoli che venivano occasionalmente trasmesse in televisione, ma sui vecchi anime si trovava ben poco. Fu proprio grazie al saggio di Pellitteri che potei riordinare tutti quei ricordi e quelle emozioni che erano lì da qualche parte nella mia testa, in attesa solo che qualcuno desse loro la stura.
Queste nuove schede hanno giocoforza una valenza differente, sono passati 20 anni, ormai c'è il web e sono stati pubblicati tantissimi libri sugli anime ((link)), ma restano tutte interessanti, perché, oltre ad una breve sinossi, ogni collaboratore ha cercato di svolgere una breve analisi. Non ci sono solo le schede delle serie più rinomate, ma anche quelle di tanti anime che nessuno ha mai trattato, ridando al saggio la stessa scossa di effetto nostalgia (in senso buono) che avevano dato le schede del 1999.
L'unico micro appunto che mi sento di fare riguarda la scheda su "Arrivano i Superboys", dato che la sto recensendo. Nonostante che l'autore della analisi non abbia dubbi sul fatto che Shingo Tamai e soci asfalterebbero qualunque appartenente alla serie di “Holly e Benji”, visto che i due anime calcistici sono trattate assieme, ho notato un maggiore approfondimento della seconda a discapito degli “undici rosso sangue”. Forse ci si è basati più sui ricordi che sulla visione recente della serie, perché in realtà di cose ce ne sarebbero da scrivere. Ovviamente è solo una mia sensazione.
Finite le 117 schede sulle serie animate dal 1978 al 2002, ci sono altre 15 schede supplementari su altrettanti lungometraggi animati più rappresentativi del periodo 1987/2008.
Il saggio si conclude con una intervista molto interessante a Jacques Canestrier, una delle figure che ai tempi si occupò della distribuzione di Goldrake.
Prima dell'intervista finale a Jacques Canestrier, sono presenti le conclusioni finali di Marco Pellitteri, che sono anche delle considerazioni su di noi, sulle nostre passioni e su come si sono inaspettatamente evolute in questi 40 anni. Dal semplice svago davanti alla tv quando si era bambini, ad interesse di studio e lavoro, per alcuni, a motivazione per scrivere un libro, per altri, fino a quelli che, magari non avendo le basi per pubblicare qualcosa, si accontentano di infestare il web con le loro elucubrazioni mentali e la loro passione.
Nella recensione del primo tomo avevo “lamentato” l'assenza di immagini a colori, che, invece, sono largamente presenti in questo secondo tomo.
Un esempio di come è impostata ogni singola scheda sulle serie analizzate.



Mazinga Nostalgia, storia valori e linguaggi della Goldrake generation dal 1978 al nuovo secolo (quarta edizione) – Tomo I

mercoledì 11 aprile 2018

"Danguard - Album figurine Panini 1980


Settimana scorsa si è festeggiato il 40esimo anniversario dell'arrivo di "Atlas Ufo Robot" in Italia, ma il Danguard non venne trasmesso molto dopo. Non ho ancora trovato una rivista del 1978 con il Danguard in palinsesto, dato sul web si può leggere che sarebbe il 1978 l'anno della prima trasmissione, ma complice il fatto che in quel periodo le tv locali si limitavano a segnalare un generico "cartoni animati" o "disegni animati", la tracciatura di quei primi anime risulta impossibile. Poi, magari, avrò già una rivista con il Danguard nelle trasmissioni del 1978, solo che per ora non mi risulta  ^_^
Per quanto concerne la mia memoria io posticiperei il Danguard o alla fine del 1978, oppure nelle prime settimane del 1979, e lo ricordo su Tele Radio Reporter.
Di certo, sempre a mia memoria, il robottone di Leiji Matsumoto arrivò dopo la prima trasmissione di "Atlas Ufo Robot", ma anticipò il Grande Mazinga.
Tutta questa premessa per voler dire che la data del 1980 (settembre) su questo album Panini non implica per nulla che il cartone sia stato mandato in onda per la prima volta nel 1980. Di solito gli album seguivano relativamente di poco la serie animata, ma evidentemente le repliche continuavano ad avere un buon successo, e si decise di fare anche l'album del Danguard.



Quindi la prima affermazione della frase introduttiva non è corretta, perché nel settembre 1980 il Danguard non era per nulla nuovo, era sulle tv locali da più di un anno, forse quasi due.
Mentre la seconda parte si è dimostrata lungimirante, il Danguard non è stato cancellato dalla nostra memoria  :]
Devo dire che tutti i brevi incipit della trama degli album Panini che ho potuto leggere erano veramente fatti bene, magari poteva esserci qualche errorino, ma spiegavano correttamente la storia, dando valore ai contenuti del cartone.
Anche questo album è grandemente corretto, ovviamente per riportare la trama di una puntata in una manciata di figurine, dovettero riassumere e semplificare un po' gli eventi.
Chissà che si occupava di questi scritti alla Panini.



lunedì 9 aprile 2018

"Toei Classics" - I primi 5 DVD




Correva approssimativamente l'anno 2013 quando, per la prima volta, la Dynit annunciò l'imminente pubblicazione dei lungometraggi animati "Classici Toei".
Purtroppo ad un successivo "Lucca Comics", direi quello del 2014, fui presente ad una conferenza stampa in cui si avvisava gli astanti che la Dynit aveva rinunciato a pubblicare questa collana animata, le motivazioni non furono ben speicifate (mi pare).
Ormai mi ero messo l'anima in pace, non avrei mai visto una versione DVD di "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", "Ali Babà e i quaranta ladroni", "Ventimila leghe sotto i mari" etc etc etc...
Invece qualche mese addietro fu annunciata la lieta novella che i "Classici Toei" sarebbero stati pubblicati, e finalmente in questi giorni sono riuscito ad avere i primi cinque DVD (di 10 film in totale), compreso il cofanettone per ospitarli tutti.
In realtà il DVD de "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" già esisteva, non l'ho mai avuto, però fu messo in commercio parecchi anni fa, penso un riversamento della relativa VHS, ma potrei sbagliarmi.
Mentre "Il gatto con gli stivali" e "La grande avventura del principe Valiant", che sono gli altri due DVD di questa prima infornata, erano stati pubblicati negli anni 2000.
"Il gatto con gli stivali" nel 2004 ad opera della "Art of Grace", che avrebbe dovuto mettere in commercio anche gli altri classici Toei, ma come al solito si perse per strada:
Il DVD del Gatto con gli stivali
Per questa edizione venne rifatto il doppiaggio, comprese le canzoni, ma i sottotitoli erano fedeli solo al doppiaggio italiano, non al parlato giapponese.

Del DVD de "La grande avventura del principe Valiant" se ne occupò la "Yamato Video", con allegate polemiche inerenti la qualità video, la mancanza di sottotitoli fedeli ai testi nipponici e sul formato, che era in 4:3, identico al DVD della Cinehollywood. La questione del formato in 4:3 causava la perdita di gran parte delle immagini laterali...
Io comprai entrambe le edizioni della "Art of Grace" e della "Yamato Video", ed è indubbio che la Dynit abbia colmato tutte quelle lacune.
Io non sono un esperto di qualità audio/video, quindi non starò a fare le pulci ai 5 DVD, mi limito ad affermare che sono un ottimo prodotto (per quel che mi riguarda).




Il box di cartone, che è gratuito, lo si deve richiedere al momento in cui si fa l'ordine, io l'ho effettuato tramite una fumetteria, se ne sono occupati loro.
La prima scan in alto rappresenta proprio le tra facciate del cofanetto.
In questa recensione metterò le immagini dei vari menù, qualche immagine dei sottotitoli (tutti fedeli al parlato giapponese), ma in particolare farò in raffronto tra l'edizione "Art of Grace" de "Il gatto con gli stivali", l'edizione "Yamato Video" de "La grande avventura del principe Valiant", e i due corrispettivi Dynit.
Per quanto riguarda i film di "Ali Babà e i quaranta ladroni" e "Ventimila leghe sotto i mari", che mi pare non fossero mai stati pubblicati prima, e "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", mi limiterò ad illustrare i DVD.



In totale i film saranno 10:
"La grande avventura del principe Valiant" (l'unico disponibile anche in BR); "Ventimila leghe sotto i mari"; "Ali Babà e i quaranta ladroni"; "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro"; "Senza Famiglia"; "La leggenda del serpente bianco"; "Le meravigliose avventure di Simbad"; "Il gatto con gli stivali"; "Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali"; "Il gatto con gli stivali in giro per il mondo".
Ora tocca ai primi cinque DVD presi singolarmente.
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro"

domenica 8 aprile 2018

"Arrivano i Superboys" ("Soccer Boy") - ("Akakichi No Eleven" - "Gli undici rosso sangue" 1970) - puntate 31 e 32




Le puntate 31 e 32 non prevedono partite di calcio, ma allenamenti di nuove skill d'attacco e la presentazione di un nuovo personaggio.
Attendo con ansia il momento in cui tutti questi campioni giocheranno assieme in una unica squadra (spero di non aver spoilerato nulla...), visto il tipo di tiri speciali che si possono vedere nella 31esima puntata, chissà cosa si saranno inventati i disegnatori nipponici per gli ultimi 10 episodi  ^_^
Riguardo al nuovo personaggio della puntata n° 32 rimando a più sotto, sinceramente io l'avevo totalmente rimosso, ma direi che abbia un certa importanza.
E' un ragazzo assai originale, quasi animale... un selvaggio, che non conosce per nulla il calcio, ma sappiamo bene che in Giappone non è un problema, anche se a 16 anni non hai mai toccato un pallone, puoi diventare lo stesso un campione grazie all'allenamento.
Io in Giappone sarei diventato un mostro di bravura  :]





Misugi e Yamagata si prefiggono di battere Kamioka Go, ma i loro vecchi tiri si sono dimostrati inefficaci, ergo in questa puntata ci faranno vedere le loro due nuove skill.
E Tamai?
Il povero ragazzo si rende conto della sua inadeguatezza, sia rispetto a Kamioka Go, che verso Misugi e Yamagata, gli serve un nuovo tiro speciale, come trovarlo?
Con sacrificio, dolore, tanto dolore, ed allenamenti estenuanti, oltre che pericolosi  T_T
Mentre lo spettacolare tiro di Yamagata lo si era visto in una puntata precedente, duranti i suoi allenamenti nel fango, il tiro di Misugi è nuovo di pacca.
Nuovo, sorprendente e clamorosamente inattuabile durante un partita di calcio!!! 





La puntata inizia con la rassegna stampa della rotondissima vittoria della Fujienishi contro la Shinsei, presumo si esalti la prestazione di Kamioka Go, ma ovviamente non so leggere i titoli in giapponese.

venerdì 6 aprile 2018

"TV color, guida alla televisione a colori" - Allegato a Quattroruote maggio 1976 (solo pubblicità - no articoli)


Nel primo post su questa guida alla televisione a colori avevo messo solo gli articoli:
"TV color, guida alla televisione a colori" - Allegato a Quattroruote maggio 1976 (solo articoli - no pubblicità)

In questo secondo post inserisco solo le pubblicità dei tv color, con, alla fine, un interessante listino con tutti i 200 e più modelli disponibili nel 1976, comprensivi di prezzo!
In questo listino ci sono marche che avevo completamente rimosso, altre totalmente sconosciute, e di alcune non avrei mai pensato che producessero televisioni a colori:
Alltechnik; Atlantic; Autovox; Blaupunkt; Brionvega; Century; CGE; Crezar; Dumont; Emerson; Galaxi; GEC; Grundig; Indesit; Irradio; ITT; Magnadyne; Mivar; Naonis; Nordmende; Nuclear Radio; Philco; Philips; Phoenix; Phonola; Prince; Radiomarelli; Rex; Saba; Sanyo; Seleco; Siemens; Sinudyne; Stern; Telefunken; Ultravox; Voxson; Wega; Westinghouse; Zoppas.

Spicca la numerosa presenza di aziende italiche, direi tutte o quasi defunte, ed una sola marca giapponese!
Alcuni marchi, invece, io li ricordavo solo per le radio e le autoradio, mentre inizialmente cercarono di cavalcare anche il nascente mercato dei tv color.
Dal listino prezzi si capisce che i modelli non costavano poco, siamo nel 1976, qualcuno è "abbordabile", ma in gran parte superavano lo stipendio medio mensile.



Ieri, come oggi, il calcio tirava, magari non ai livelli odierni, ma uno dei primi argomenti positivo di un tv color era quello di poter vedere in tv i colori di una partita di calcio, che poi il calcio in televisione nel 1976 era molto raro.
Spulciate bene queste pubblicità, meritano molto  ;)

mercoledì 4 aprile 2018

4 aprile 1978/2018 - 40 anni di "Atlas Ufo Robot" in Italia: rassegna stampa



Nel rapporto con la lettura io nasco come lettore di quotidiani, poi di saggistica.
Quindi per me è stato abbastanza automatico sia interessarmi alla saggistica su Giappone ed anime, che intraprendere la ricerca di vecchi articoli sui "cartoni animati giapponesi".
Quindi oggi, nell'augusto giorno in cui Goldrake entra nel quarantennale del suo sbarco in Italia, tanto per non scrivere le solite cose, ho pensato di vedere come sia stato affrontata dai giornalisti questa ricorrenza della cultura pop italico-nipponica.
Ma la domanda, in realtà, è un'altra:
Qualcuno sulla carta stampata si è ricordato di Goldrake?
Stamattina mi sono comprato ben nove quotidiani: Il Sole 24 Ore; Avvenire; La Stampa; La Repubblica; Il Corriere della Sera; il Manifesto; Il Giorno; Il Giornale; Il Fatto Quotidiano.

Non per farlo pesare a quei pochi che leggeranno queste mie righe, ma ho comprato l'Avvenire... che l'edicolante è rimasto pure scioccato, non lo compra mai nessuno...

Tranne "Il Fatto Quotidiano", che 40 anni fa non esisteva, e che ho preso perché in passato aveva dedicato spazio a queste tematiche, tutti gli altri sono quotidiani che si potevano acquistare anche nelle edicole del 4 aprile 1978.
A parte "Il sole 24 Ore" (per quello che ne so io), tutti gli altri ospitarono scritti (spesso a sproposito) sui "cartoni animati giapponesi" ed in particolare su Goldrake: Indice emeroteca anime

Quindi ero curioso di vedere come avrebbero festeggiato il suo compleanno. In fondo una  parte dei loro giornalisti avranno più o meno la mia età, è impossibile che nessuno guardasse Goldrake!!!
Ecco... infatti solo "il Manifesto" e "La Stampa" hanno pubblicato articoli sui 40 anni di "Atlas Ufo Robot" in Italia... e se pensiamo che l'articolo de "il Manifesto" è a firma di Matteo Boscarol, ergo un saggista della materia, solo un grande quotidiano nazionale ha dato rilevanza all'argomento...
Tra l'altro il quotidiano torinese ha anche un richiamo in prima pagina, forse memore dei tanti articoli che nel periodo 1978/1984 dedicarono all'argomento "cartoni animati giapponesi".
Sono rimasto basito, invece, dall'assenza di un qualsivoglia pur microscopico trafiletto sul Corsera.
In primis perché ai tempi non lesinò articoli sulle polemiche contro gli anime, ma in particolare perché il "Gruppo RCS" coi personaggi dei cartoni animati giapponesi ci ha fatto i soldoni... tra i millemila DVD delle vecchie serie animate (attualmente Ken Falco) e la famigerata "Go Nagai Robot Collection", hanno trovato veramente "il gran filone d'oro"... e non si sono neppure degnati di scrivere un articolo commemorativo in 50 pagine di quotidiano...
Nei nove quotidiani ho trovato articoli del tutto superflui e banali, che si sarebbero, volendo, potuti pubblicare domani o dopodomani (oppure mai...), in una giornata che, per fortuna, non ha visto accadere drammi mondiali o nazionali che abbiano occupato la gran totalità delle pagine. Ma veramente non c'era lo spazio per inserire un articolo sull'arrivo di Goldrake e su quanto questo abbia cambiato l'immaginario di un numero così grande di bambini e bambine?
Evidentemente no   :]
E poi dicono che i quotidiani non li compra più nessuno, chissà come mai  ^_^


In basso si può vedere come "La Stampa" ha onorato il compleanno italico di Goldrake, con ben due scritti, uno più breve di Alberto Mattioli, ed il secondo un po' più approfondito di Stefano Priarone.
Non che siano esplicitati chissà quali concetti, ma almeno ci si è ricordati dell'evento.
Dopo i quotidiani ero curioso di vedere se "mamma Rai" si sarebbe ricordata del suo figlioletto, o figliastro nipponico, per come lo fece scomparire...


                          

Ho dovuto aspettare il TG1 delle 13,30 ma alla fine un servizio lo hanno fatto!
Si, mi sono guardato tutti i telegiornali Rai fin dalla mattina... e non è un bello spettacolo, sempre le stesse notizie a ripetizione... ma poi in coda al telegiornale arriva Goldrake!   ^_^
Il servizio è positivo, si ricorda il cartone con belle parole, si rammentano anche le polemiche giornalistiche, dura solo poco più di un minuto, però c'è un po' di tutto, compresa la nostalgia (in senso positivo) per i cartoni che furono.
Se la copertura dei quotidiani è stata molto scarsa, deludente e chiarificatrice di quanto poco la carta stampata sia sul pezzo, i siti di informazione hanno dato molto più spazio alla notizia.
Spicca il sito del Corsera, un po' come quando ti dimentichi il compleanno di una persona cara e cerchi di rimediare all'ultimo...
Me la immagino la redazione del Corsera:
Cribbbbio.... ci siamo dimenticati di Goldrake... con tutti i DVD e le statuine che abbiamo venduto... che figura ci facciamo?
Mettiamo l'articolo sul sito! Anzi, mettiamone due!

Per fortuna hanno interpellato Massimo Nicora, e non si sono avventurati in qualche analisi a caso:
Corsera: Goldrake, 40 anni in Italia: da Mazinga a Gianni Rodari, la storia che non conoscete
Corsera: La generazione Goldrake compie 40 anni: nel '78 la prima puntata

lunedì 2 aprile 2018

"Mostri dal Giappone", di Giovanni Mongini - "Robot, rivista di fantascienza" n° 13 aprile 1977


Ieri siamo andati a vedere "Pacific Rim 2" (figata colossale), siamo nel 2018, che nesso c'è con un articolo sui film dei mostri giapponesi in gommapiuma scritto nel 1977?
Il nesso sta nel fatto che, ormai, il mio immaginario giovanile è stato quasi totalmente sdoganato, quei "ridicoli" mostri giapponesi sono diventati i protagonisti di colossal multi milionari, in cui i kaiju non sono più in gommapiuma con dentro l'omino che li muoveva limitatamente, ma fatti, ora si, con le tecniche più avanzate della computer grafica. E, ora veramente si, ai kaiju si oppongono dei veri robottoni fatti veramente al computer, mica come la panzana dei cartoni animati giapponesi fatti al computer nata nel 1978... (Emeroteca anime)
Nell'articolo, in realtà, il termine kaiju non compare mai, forse era ancora una terminologia troppo nipponica, a dimostrazione di quanto oggi la media dello spettatore di film, televisione e DVD sia diventato nerd/otaku, spesso a sua insaputa.
Ormai tutti sono esperti di supereroi Marvel, tutti conoscono la saga di "Guerre Stellari", alcuni discettano pure di robottoni. La cosa fa comunque piacere, ti fa sentire meno "alienato", però NOI queste cose le seguivamo prima di loro  ^_^
E questo è giusto rammentarlo, almeno a noi stessi, ma anche a loro, i neofiti nerd/otaku  :]
Godzilla è nato negli anni 50, quindi non dovrebbe essere parte del mio vissuto cinematografico, ma grazie all'oratorio e alla prime tv locali private, da bambino venni esposto a tutti quei lungometraggi del filone kaiju arrivati in Italia negli anni precedenti.
Non ho mai frequentato l'oratorio, però mi pare giusto riconoscere a quel parroco una certa apertura mentale, quando decise di proiettare tutti i film dei "mostri giapponesi", ci andavo tutte le domeniche pomeriggio accompagnato da mia nonna, che non credo li apprezzasse più di tanto   ^_^
C'è poi da ricordare che solo pochi mesi fa abbiamo potuto ammirare l'ultimo film nipponico su Godzilla:
"Shin Godzilla" (2017)

Ovviamente io nel 1977 non leggevo di certo una rivista impegnata come "Robot", però c'era già qualcuno che scriveva di Godzilla e soci, come Giovanni Mongini.
Nella mia infinita(?) ricerca di articoli sugli anime, sono incappato in questo scritto, ed anche per rendere onore a chi ne scrisse prima di tanti altri, quando le informazioni non si reperivano con un semplice "click", mi pare giusto metterlo per intero.



sabato 31 marzo 2018

Il gioco delle freccette: ovvero come massacrare dei poveri alberi innocenti... (anni 70 e primi anni 80)




Premettendo che a fare l'agiografia dei bei tempi che furono si rischia sempre di scadere nel ridicolo, oltre al fatto che ogni decennio ha i suoi lati positivi e negativi, è indubbio, però, che il periodo dalla metà anni 70 ai primi anni 80 fu un mix ludico abbastanza unico. C'erano giochi "vecchi", giochi da cortile, i primi videogiochi, l'affermarsi dei giochi di società, i giochi derivanti dai cartoni animati giapponesi o dai primi colossal di fantascienza etc etc etc
Potevi giocare coi soldatini Atlantic o il Big Jim, passare interi pomeriggi a sfide calcistiche con il Subbuteo, oppure assaporare il fascino delle primissime console e videogiochi portatili, ma poi bastava un (povero) albero e un dardo di plastica con la punta in ferro, per trasformare un pomeriggio in sfide mozzafiato.
Alcuni dei giochi sopra descritti erano indubbiamente costosi, molto costosi, però con 700 lire ti potevi portare a casa tre semplici freccette, gli alberi erano gratuitamente alla portata di tutti, ed il gioco era fatto, in tutti i sensi.
Oddio, gli alberi erano gratuiti, ma alcuni adulti non erano molto contenti che noi li si martoriasse in quel modo...
Non credo che le lagnanze fossero dovute ad uno spirito pre ambientalista, semplicemente alcuni "grandi" dovevano rompere i maroni a prescindere. Fine  ^_^
Già sapevi chi fossero:
il portinaio, l'ex vigile in pensione (baby pensione...) che ci bucava il pallone, la signora del primo piano del civico 1, quella del sesto piano del 7, il signore del primo piano del 5 che curava il giardino, il tipo che faceva il metronotte e durante il giorno voleva dormire, etc etc etc
Valli a capire sti grandi...




Questo sopra è uno di quei platani che da bambino avevamo massacrato con le freccette, le ferite si sono rimarginate, ma ai tempi erano strapieni di forellini, così tanti che poteva capitare che la punta non restasse infilzata, obbligandoti a ripetere il tiro... porca miseria...
Da bambino mi chiedevo perché alcuni adulti ci sgridassero solo perché colpivamo con una piccola punta un enorme albero, sti vecchi avevano sempre da rompere le scatole per qualcosa...
Se riempivamo il cortile di bussolotti di carta (distese di carta...), perché era il periodo della guerra con le cerbottane, si lamentavano...
Se colpivamo le finestre, le auto o qualsiasi altro bene privato con il pallone, si lamentavano...
Se giocavamo ai giochi in scatola sotto i balconi, nei pianerottoli delle scale oppure in mezzo a stradine pedonali (perché erano all'ombra), si lamentavano...
Se in 20 o 30 alzavamo un pelino la voce , si lamentavano...
Se ci appoggiavamo alle auto, si lamentavano... ma poi, le auto, a cosa servivano se non per appoggiarcisi?!  O_o
Se scorrazzavamo in bicicletta in piccole orde a due ruote, si lamentavano...
Se giocavamo a nascondino in estate fino a tarda sera, si lamentavano...
Se facevamo così tante partite a pallone, che l'erba dei prati scompariva, dando vita ad un deserto sahariano, causando tormente di terra, che sporcavano i panni appena stesi, si lamentavano...
Ecco, magari facendo un po' di autocritica, forse eravamo un pelino molesti... ed io ero pure quello considerato bravo, figuriamoci gli altri...
Vabbè... meglio tornare alle freccette   :]




Penso sia superlfuo sottolineare che nessuno rispettava il divieto finale per i 14enni, assolutamente non il negoziante, non i genitori, men che meno i bambini: il paese delle libertà!  ^_^
Dimenticate le regole illustrate sopra, nessun bersaglio con il punteggio!
Scopo del gioco era quello, individuato un percorso definito di alberi, di arrivare per primi al traguardo.

giovedì 29 marzo 2018

"Subbuteo football de table - Instructions et regles du jeu": ovvero anche i francesi giocavano a Subbuteo!!! (1975?)


Non conosco il francese, ma è indubbio che da questo catalogo del Subbuteo si evinca che anche i cugini francesi giocavano in punta di dito!
Non l'avrei mai pensato! In realtà non mi sono mai posto il problema  :]
Da quello che leggo sul web il Subbuteo arrivò in Francia più o meno nel medesimo periodo in cui arrivò da noi, però mi pare di intuire che ebbe una distribuzione più capillare. Infatti il testimonial del Subbuteo in Francia era addirittura Raymond Kopa, mica Cassano  ^_^
Da noi se ne occupava l'azienda di importazione di giocattoli "Edilio Parodi" (nelle prime pagine del catalogo 77/78), che, oltre ai cataloghi di giocattoli, penso si basasse fortemente sul passaparola di noi bambini. Mentre oltralpe avevano un testimonial di tutto valore sportivo, non più in attività, ma di certo un pezzo da 90 del calcio francese e mondiale. Un po' come se in Italia il Subbuteo fosse stato sponsorizzato da Omar Sivori, e non solo da qualche piccola immagine sui cataloghi dell'epoca.
Per il resto non è che io possa aggiungere poi molto, proprio perché non conosco il francese e quindi non posso notare eventuali curiosità presenti nello scritto.
Lo lascio a beneficio di chi potrà apprezzarlo nella sua interezza  ;)

martedì 27 marzo 2018

Telesette dal 11 al 17 ottobre 1981 - "Di carne o di cartone sono tutti buoni gli eroi del Biscione", di Roberto Saibene




Era un po' che non postavo un Telesette, rimedio la mancanza con un numero del 1981 (i due che avevo recensito erano entrambi del 1979), che contiene un interessante articolino su due eroi delle arti marziali della nostra gioventù: Ken l'aquila e Kwai Chang Caine.
Per il resto la rivista non riporta argomenti di particolare rilievo, tranne per i palinsesti delle tv locali private di Piemonte e Lombardia, che vedono curiosamente due "Antenna Nord", una lombarda ed una piemontese. I due canali gemelli presentavano quasi la medesima programmazione giornaliera, tranne per qualche sparuta differenza. Da precisare che in questo periodo Antenna Nord non era ancora stata assorbita dalla Fininvest. Sempre su Antenna Nord c'era Bim Bum Bam, iniziato in questo 1981, senza, se non rammento male, conduttori, erano presenti solo cartoni animati, tra i cui l'anime di "Conan".
Nei palinsesti delle tv locali sono presenti largamente gli anime, di tutti i generi, con il loro bel titolo, in modo che li si posa tracciare senza problemi, a differenza di quello che capitava nel 1977 e 1978, dove sovente erano indicati solo come "cartoni animati" o "disegni animati".




Canale 5, che stava lanciando l'assalto alle altre tv private locali più importanti, presentava un palinsesto di tutto valore, da Hazard ai quiz di Mike Bongiorno, da Dallas al primo programma di intrattenimento mattutino, "Buongiorno Italia". Nonostante ciò  il canale di Cologno Monzese era ancora relegato nella pagina delle televisioni locali, immagino con sommo scorno del suo piduista proprietario.
Tra le novità che la tv del biscione aveva mandato in onda in questo autunno 1981 c'era il telefilm "Kung Fu" ed il cartone animato giapponese "La battaglia dei pianeti".
Il breve articolo di Roberto Saibene resta interessante perché viene fatto un paragone tra i violenti anime come Goldrake e Co. e i non violenti(!) Gatchaman, che avevano addirittura superato la censura delle tv statunitensi. In realtà i poveri Gatchaman non l'avevano mica superata la censura made in Usa, ne erano usciti con 20 puntate in meno, da 105 ad 85, e con numerosi tagli ed adattamenti, tra cui l'inserimento dell'aberrante 7 Zark 7...
Tra l'altro, a voler fare i pignoli, furono proprio i Gatchaman nella loro versione integrale nipponica ad "insegnare la violenza" a Goldrake e company, in quanto l'anime venne trasmesso in Giappone nell'ottobre del 1972, mentre Mazinga Z nel dicembre del 1972. Senza parlare del sempre citato Goldrake, che venne trasmesso nell'ottobre del 1975!
Ma quando si scrive senza sapere le cose...
Canale 5, che con "La battaglia dei pianeti" iniziò probabilmente l'era censoria della Valeri Manera, acquistò già un anime pesantemente adattato, e quindi non ebbe motivo di deturparlo ulteriormente, per questo i Gatchaman non erano "violenti" come Goldrake e C.  ^_^



L'autore dell'articolo ci spiega per filo e per segno quanto i Gatchaman fossero "diversi" dagli altri cartoni spaziali violenti, la comicità dello scritto la si è compresa solo posteriormente, quando abbiamo appreso delle censure a monte subite dal cartone.
Comunque la colpa di queste brutte figure giornalistiche non è imputabile solo a chi scrisse l'articolo, ma anche alla carenza di informazioni che c'era ai tempi. Dubito, infatti, che l'ufficio stampa di Canale 5 si prese la briga di avvertire che l'anime era già stato pesantemente censurato dagli americani, però...

sabato 24 marzo 2018

"Un inverno felice - La favola televisiva di una bimba come te" - Heidi n° 2 (aprile 1980)


Dopo il numero 1 sono riuscito a raccattare anche il numero 2 degli albi sul telefilm svizzero di Heidi, che venne prodotto nel 1978. Ci sono veramente poche informazioni su questo sceneggiato, in italiano pochissime, tanto che di Wikipedia c'è solo la scheda francese di Wikipedia:
Heidi (série télévisée, 1978)

Come ho scritto nella precedente recensione, non rammento quasi nulla di questo delicato telefilm, quindi non posso fare raffronti con ciò è illustrato nella pubblicazione e la trama delle puntate. Ho solo notato che sono presenti alcuni particolari non presenti né nell'anime di Takahata né nel romanzo della Spyri, in questo numero, per esempio, Heidi si prende un piccolo malanno, fatto che non si è mai visto nella versione scritta ed animata. Per il resto mi pare che la trama ripercorra correttamente il romanzo: Heidi conosce la nonna di Peter, il nonno ripara la loro capanna, il parroco cerca di convincere il nonno ad iscrivere Heidi a scuola (ed è in questa scena che vede Heidi ammalata a letto), arriva la zia Jeanne (che in questa versione telefilmica non si chiama Dete) e si porta via Heidi.
Ho scannerizzato per intero la pubblicazione, dato che si trovano pochi documenti su questo telefilm, e i DVD italici sono, purtroppo, a me sconosciuti... ho trovato solo una edizione in francese, ma non  è presente la traccia audio italiana.
Per prima cosa la dolce sigla d'apertura  ^_^


       


Io vedevo questo telefilm grazie al canale della Svizzera Italiana, che ai tempi raggiungeva anche Milano, ma ho scoperto che successivamente venne trasmesso in replica anche da alcune tv locali private.
Nei primi mesi del 1980 la "Fotoeditivu" pubblicò questo mensile, che è, per quello che ho trovato io, l'unica fonte di immagini italiche della serie, con in più la trama delle puntate.
In realtà, sempre nel 1980, la Fabbri pubblicò una versione del romanzo originale, ma con le immagini di questo telefilm, ma solo le immagini, tanto per "truffare" un po' i bambini, che magari volevano rivivere le avventure viste nel telefilm  :]

Romanzo Heidi Fabbri Editori 1980 con immagini del telefilm


I dati di pubblicazione del numero 2: marzo 1980

mercoledì 21 marzo 2018

"Arrivano i Superboys" ("Soccer Boy") - ("Akakichi No Eleven" - "Gli undici rosso sangue" 1970) - puntate 29 e 30




Finalmente Shingo potrà incontrare sul campo il fantascientifico portiere del Fujienishi, Kamioka Go, al cui confronto qualsiasi altro portiere dei campionati a noi conosciuti (e pure a noi sconosciuti) è una pippa colossale...
Contestualmente con la cronaca della partita tra Shinsei e Fujienishi verrà svelato un po' alla volta il misterioso passato di Kamioka Takeshi, fratello più grande ed allenatore di Kamioka Go, in particolare il suo rapporto con Matsuki.
Perché Kamioka Takeshi odia tanto Matsuki?
Come capitò che divenne zoppo?
Cosa si prefigge l'allenatore della Fujienishi?
Questo misterioso avvenimento si protrarrà anche nella successiva puntata, la 30esima, e sarà uno degli argomenti portanti per alcune puntate. Sinceramente avevo completamente dimenticato la questione della zoppia di Kamioka senior, e lo trovo un po' noiosetto come espediente narrativo.
Delle due puntate recensite oggi la più divertente è di certo la 29esima, in cui c'è, per fortuna, del calcio animato giocato, la 30esima è fondamentalmente costituita da 20 minuti di seghe mentali giapponesi  >_<


Il personaggio di Kamioka Go era, appena dopo Shingo Tamai, quello che mi impressionava di più, quello che avrei voluto nella mia formazione. Se una squadra potesse schierare un attaccante dai tiri fenomenali come Shingo Tamai, ed un portiere imperforabile come Kamioka Go, le partite avrebbero un esito a senso unico  ^_^
Ricordavo qualcosa degli allenamenti di Kamioka Go, ma non ne rammentavo l'intensità e l'originalità. Il ragazzo non si limita ad affinare la tecnica di presa e respinta del pallone, che riesce da effettuare anche ad occhi bendati, vedasi la precedente puntata (n° 28), ma esercita anche la sua velocità, direi sovrumana.
Se nella prima metà della serie Shingo era ossessionato da Misugi, ora tocca a Kamioka Go prendere il posto dell'attaccante dell'Asakase. Ritroveremo spesso Tamai a spiare Kamioka Go, qualche volta capiterà per caso agli allenamenti del portiere, in altre occasioni no, oggi lo si potrebbe accusare di stolkeraggio.
A quanto pare Shingo ha bisogno di trovare un avversario invincibile per migliorarsi, batterlo e passare al successivo avversario invincibile.



Kamioka Go in porta, tre attaccanti davanti a lui che eseguiranno tiri a ripetizione, e il ragazzo li parerà tutti inesorabilmente. Tutti tranne uno, perché era indirizzato fuori!
Ma fuori veramente, mica come Giovanni Galli con Maradona nel mondiale Messicano del 1986...
La prima parte della puntata 29 è dedicata alla creazione del mito Kamioka Go, la seconda parte è la cronaca dell'incontro Shinsei vs Fujienishi.

domenica 18 marzo 2018

"Identificato!" - "I film di Ufo Shado" anno 1 n° 1 del 22 febbraio 1974



Sono riuscito a recuperare il numero 1 de "I film di Ufo Shado", la rivista che pubblicava "immagini statiche ottenute tramite un processo di registrazione permanente delle emanazioni luminose degli oggetti presenti nel mondo fisico, selezionate e proiettate da un sistema ottico su di una superficie fotosensibile".
Si, cioè... era una fotoromanzo... però era di "Ufo Shado"!!!  ^_^
Svariati mesi fa avevo messo le scan del numero 2, non trovando il primo numero:
"Progetto Foster" - "I film di Ufo Shado" anno 1 n° 2 del 8 marzo 1974 
 
Anche in questo numero uno è presente la rubrica informativa "Gli ufo sono tra noi" (a fine post), è interessante notare come le prove dell'esistenza degli ufo sono le medesime che si potranno leggere in "Contatti con extraterrestri", collana della Rizzoli anno 1976, e vedere nel cortometraggio Toei "Questo è un UFO! I dischi volanti" del 1975.
Alla fine tutto faceva parte di un unico immaginario sugli extraterrestri, nato da poche fantasiose notizie di decenni prima, trasformate in realtà incontrovertibili.
Riguardo al formato di questa rivista, cioè un teleromanzo... bisogna sempre rammentare che ai tempi le possibilità di "reiterazione" di un prodotto audiovideo erano praticamente zero, attività che i bambini/ragazzini notoriamente adorano. Chi poteva permetterselo economicamente aveva i proiettori 8mm, ma per tutto il resto della popolazione italica c'erano solo le riviste, fine. Niente VHS, DVD, BR, Dvix, Netflix etc etc, sarà banale, ma si tende a dimenticarlo spesso.
La trama del fotoroman... ehm... della rivista ripercorre fedelmente quello che si poteva vedere in tv, qualche aggiustamento sui dialoghi, tanto per adattarli al nuovo formato cartaceo, ma nessun stravolgimento di base, tranne che per...





Tranne che per un incredibile commento sessista che oggi nessuno penserebbe mai di fare, beh.. nessuno.. magari qualche allenatore di Serie A...
Nel punto in cui viene introdotta la Base Lunare, al cui comando e gestione c'erano solo donne, fatto che per i tempi era pur sempre un'idea meritoria, si può leggere il seguento commento:
"La comanda un tenete in gonnella: Miss Gay Allis. Qualche volta le ragazze carine hanno anche un cervello"   O_O

Incredibile...non credo che gli Anderson avrebbero aprrezzato.
Intanto Miss Gay Allis non era un tenente in gonnella, ma in minigonna mozzafiato  :]





Ma quanto era e resta figo l'ufo degli alieni?
Un piccolo capolavoro di design alieno  :]
Proseguo con il teleromanzo di Ufo Shado.