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martedì 21 maggio 2019

"Subbuteo: the world's great games brought to your table" - Opuscolo generale (fine anni 60/primi anni 70?)



"I grandi giochi del mondo sul tuo tavolo", questa dovrebbe essere, più o meno, la traduzione di questo catalogo che non presentava specifici articoli o elenchi di squadre, ma illustrava la bellezza di giocare alle versioni in miniatura di calcio, cricket e rugby del Subbuteo.
Non mi pare venne pubblicato in italiano, visto che il rugby era poco praticato, ed il cricket era (ed è) totalmente sconosciuto, mentre i bambini britannici avevano più opzioni sportive rispetto a noi.
La mia datazione è approssimativa, però guardando alcuni articoli, i disegni/foto e considerando che lo scopo della pubblicazione era meramente informativo, direi che più o meno si fosse dalla fine degli anni 60 ai primissimi anni 70.
Purtroppo il mio scarno inglese non mi permette di apprezzarne lo scritto più di tanto, ma la fattura dell'opuscolo è molto piacevole, con alcuni disegni che oscillano dal bello all'inquietante  ^_^




Guardate l'espressione del bravo babbo anglosassone... o sta pensando a quanto gli è costata la confezione del Subbuteo, oppure ha dei grossi problemi di colite...
Ci sarebbe la terza opzione, quella alla "Shining"   ^_^
Buona lettura.

domenica 19 maggio 2019

Volumi rilegati "L'Incredibile Devil" della Editoriale Corno - Primi 40 numeri: maggio 1970/novembre 1971


Nell'agosto del 2018 ebbi il cul... ehm... la fortuna di recuperare ad un mercatino dei volumi rilegati con le prime edizioni di svariate testate Marvel pubblicate dalla "Editoriale Corno":
Volumi rilegati delle collane Editoriale Corno: Thor; F4; Uomo Ragno; Devil; Capitan America; Super Eroi

Ho quindi iniziato a fare dei post specifici su ogni testata:
Volume rilegato "Albi Super-Eroi" della Editoriale Corno - Primi 20 numeri: maggio 1973/gennaio 1974

Volumi rilegati "Capitan America" della Editoriale Corno - Primi 40 numeri: aprile 1973/ottobre 1974

Tocca ora ai due volumi di Devil, o DareDevil, contenenti i primi 40 numeri de "L'Incredibile Devil", dove esordirono molti personaggi, alcuni di questi oggi strafamosi, a cui la Editoriale Corno dedicò, successivamente, testate proprie, visto il successo che avevano tra i lettori:
Silver Surfer; F4; Iron Man; Nick Fury e lo Shield; Sub Mariner.
Piccola chiosa su questo mio "oggi strafamosi".
Grazie ai film della Marvel, vivo una realtà che solo 10 anni fa non avrei mai ipotizzato, in cui praticamente tutti sono esperti di supereroi. Un sacco di gente ti spiega il perché ed il per come sia successo questo o quell'evento visto nei film. Ti raccontano il come ed il perché Capitan America fu il primo Avengers... quali poteri abbia Visione, che il Mjolnir possa essere sollevato da chi sia degno e meritevole... da chi sia "degno e meritevole"... quindi anche Lupo de' Lupis?
Chi più degno e meritevole del lupo tanto buonino e servizievole, ergo meritevole e degno, che aiutava chiunque con disinteresse e ne guadagnava solo bastonate?
Sia chiaro, non trovo nulla di male nelle nuove trame dei film Marvel, che derivano da nuovi universi narrativi dei fumetti Marvel, hanno migliorato un sacco i personaggi rispetto a quando li leggevo io da bambino. Il Tony Stark che leggevo grazie alla Editoriale Corno non era né simpatico né ironico, era solo un tizio schifosamente ricco ed incredibilmente intelligente che, una volta tanto, usava le sue doti per imporre il bene con la forza.
Il "Mitico Thor", che ricordo sarebbe il Dio del tuono, dico, "Dio", figlio di Odino, non faceva battute, non beveva birra e non giocava ai videogiochi online, e, soprattutto, nessuno sollevava il suo martello... perché era il martello di Thor... altrimenti sarebbe stato il martello di chi è degno e meritevole... ecco, non vorrei si pensasse che ho preso male il fatto che il martello di Thor ormai lo sollevi cettolachiunque...
Quindi, detto ciò, ogni tanto penso faccia bene tornare alle origini di questo (per me) stupendo fenomeno mediatico/consumistico che sono diventati i miei adorati eroi della Marvel.
La particolarità di questi primi 40 numeri della testata di DareDevil è che, essendo stata pubblicata penso per seconda in Italia, comunque prima dei personaggi che ospita al suo interno, la redazione della Editoriale Corno spiegava ed introduceva ai suoi lettori questi nuovi (ai tempi) supereroi.
Infatti vi si trovano numerose schede, seppur brevi, sui Fantastici Quattro (con un focus sulla Torcia Umana), Hulk, Thor, Sub-Mariner, gli X-Man.
Sono presenti anche delle schede sui nemici di DareDevil, che io conosco poco perché a me l'eroe non vedente vestito di rosso non è mai piaciuto, non acquistavo mai la sua testata, e quando una sua storia era ospitata all'interno di un fumetto che compravo abitualmente, la saltavo a piè pari... i gusti son gusti  ^_^
Nel post si potrà leggere qualche pagina della "Devil Telegraph", cioè la posta dei lettori, ed ammirare qualche copertina, in particolare quelle degli scontri più epici, sono presenti anche degli approfondimenti sui super poteri di Devil ed Iron-Man.


Nella controcopertina la redazione raccontava la genesi dei due personaggi della testata, il titolare e l'ospitato, anche se io ho sempre preferito Silver Surfer, benché avessi qualche dubbio sul fatto che un super eroe non terrestre scimmiottasse i serfisti statunitensi...


Ero convinto che Elettro fosse un esclusivo nemico dell'Uomo ragno, ed invece prendeva schiaffi anche da DareDevil...
Nel secondo numero di Silver Surfer ci viene presentato il tremebondo Galactus, che a mio avviso schiaccerebbe Tanos con un mignolino... ricordo che Galactus E' il divoratore di mondi... cioè... DIVORATORE!
E nella sua prima apparizione sfoggiava una armatura rosso comunista  ^_^
Poi la censura maccartista la fece cambiare in blu...   :]

venerdì 17 maggio 2019

"Gulp: Fumetti in TV", a cura di Giancarlo Mencucci - Quaderni del Servizio Opinioni Rai (n° 26 febbraio 1977)




La Rai, tramite il "Servizio Opinioni", svolgeva delle indagini approfondite sull'influenza che i propri programmi avevano sui telespettatori, come ho già mostrato nei due post dello studio Mesomark sui cartoni animati giapponesi:
"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 1

"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 2 (fine)

In particolare l'attenzione pare fosse alta verso i bambini/ragazzi, ne è la prova lo studio di cui sopra, ma anche altri che ho reperito, tra cui quello che mostro oggi su "Supergulp!", anzi, solo "Gulp", cioè la prima messa in onda della trasmissione di Guido De Maria e Giancarlo Governi nel 1972.
Ecco... una caratteristica di questi "Quaderni del Servizio Opinioni Rai" era che non li si poteva considerare molto di attualità... ci mettevano un po' ad elaborare le informazioni... magari non quello del 1980 del link sopra, che fu molto sul pezzo, ma precedentemente venivano pubblicati degli studi un po' fuori tempo massimo.
Esiste la possibilità, però, che questo studio su "Gulp: i fumetti in TV" pubblicato nel febbraio 1977, potesse aver avuto lo scopo di analizzare i suoi giovani telespettatori in previsione della seconda serie, prevista per il 15 marzo 1977 (Wikipedia). Oppure la vicinanza delle date fu solo casuale   ^_^
Questo volume dei "Quaderni del Servizio Opinioni Rai n° 26" (febbraio 1977) consta di più di 350 pagine, e i temi analizzati sono molti e differenti tra di loro, in uno di questi capitoli c'è l'analisi su "Gulp" a cura di Giancarlo Mencucci (marito di Nicoletta Artom), che analizza la trasmissione dei fumetti in tv per 45 pagine.
Le caratteristiche importanti dell'analisi di Giancarlo Mencucci sono, a mio avviso, due:
Probabilmente fu la prima analisi su una trasmissione seriale in cui erano presentati dei cartoni animati o "fumetti in tv";
Sono valutazioni pre era Goldrake, da paragonare allo studio del 1980 della Mesomark.

Giancarlo Mencucci si poneva le seguenti domande:
In quale grado un certo tipo di fumetti consente la trasmissione di modelli, valori e significati?
Come influisce la situazione audiovisiva su tale trasmissione?
Come vengono decodificati i messaggi trasmessi in rapporto alle caratteristiche dello spettatore?




A questo scopo vennero presi in esame due "cartoni" della trasmissione, una puntata (o storia) del "Signor Rossi" (di Bozzetto) ed una di Nick Carter (di Bonvi), con conseguenti quattro punti di analisi.
Da notare che già allora questi programmi per bambini e ragazzi erano considerati anche per adulti, come lo sarà Goldrake, che catturerà l'attenzione di tantissimi genitori, fratelli e sorelle maggiori.
Gli intervistati sulle due puntate (del 26 dicembre 1973) facevano parte di un campione di 120 persone, di due fasce di età, 9/11 anni e 25/35 anni!
Mi ha colpito che gli analisti abbiamo riscontrato una grossa difficoltà degli adulti di allora ad apprezzare Nick Carter, proprio in quanto "fumetto in tv", nonostante facesse leva sul genere giallo. Per noi adulti di oggi, invece, vedere un cartone animato è normale, può non piacere, ma essendoci cresciuti, lo consideriamo una forma di intrattenimento del tutto legittima.
Piccola chiosa su il "Signor Rossi", che a me da bambino (ma anche oggi) non piaceva per nulla, come si poteva considerare per bambini/ragazzi un cartone di un Fantozzi animato?
Con tutto il rispetto per Bozzetto, il suo "Signor Rossi" era veramente deprimente... è anche grazie a questi cartoni animati nostrani che meglio si comprende il travolgente successo che avranno di lì ad una anno i cartoni animati giapponesi.




Detto questo poco lascio alla lettura dello studio, che è assai interessante.

lunedì 13 maggio 2019

"CID Giocattoli Natale 1979" - terza parte (fine)



Con questa terza parte concludo la scansione del catalogo Cid del Natale 1979:
"CID Giocattoli Natale 1979" - prima parte
"CID Giocattoli Natale 1979" - seconda parte

Preciso che non ho mostrato il catalogo rispettando l'ordine delle pagine, ma un po' a mio gusto, cioè per prima la parte con tutti gli articoli che mi piacevano, poi i giocattoli per bambine, ed infine quelli che mostro ora, ma comunque senza omettere nessuna pagina.
Ovviamente, se per me i giocattoli di questa terza parte restano meno interessanti, per altri potrebbe non essere così, anche se non comprendo come la Mach Patrol di Benjo potrebbe essere considerata meno divertente dei peluche di Trudi... de gustibus...
In questa ultima parte ho messo anche gli articoli per i più piccini, quindi più ardui da rammentare.
Sono presenti alcuni modelli di macchinine filocomandate (altro che wireless...) e non, ed infine gli strumenti musicali, ultimo baluardo del giocattolo educativo dal punto di vista genitoriale, che in realtà si trasformava solo ed esclusivamente in giocattolo rompi timpani...
Buona visione  ^_^


domenica 12 maggio 2019

"Tatsunoko Productions" - Brochure informativa 1984



Quando ho visto la copertina con Paul e Nina ho pensato che il pamphlet fosse dedicato alla loro serie, ma poi ho notato che la ragazzina teneva in mano degli oggetti, che l'auto aveva come pneumatici delle pizze cinematografiche, con tanto di pellicola che ne fuoriusciva, e, infine, che la macchina era un proiettore. Senza contare che assieme a Paul, Nina e Pakkun c'erano Temple, il mago pancione Etcì con figlia, Pinocchio, Demetan e Ranatan.
Questa pubblicazione, però, non è un pamphlet, anche se quando è ripiegato lo potrebbe sembrare, ma un bel posterone a scopo informativo sia sulle produzioni Tatsunoko fino al 1984, che su come la casa di produzione del cavalluccio marino creava le sue serie animate.
In pratica la si può considerare una brochure della Tatsunoko per i fan dei suoi eroi animati.
L'anno di stampa di questo opuscolo l'ho desunto dall'ultima serie presente in elenco, テレパス2500 地球物語 , mai arrivata in Italia, mentre la prima risulta essere "Space Ace" del 1965.
In seconda e terza pagina ci sono le immagini di 16 anime (nei due terzi superiori) e l'elenco di tutte quelle prodotte fino al 1984 (nel terzo inferiore), ed è proprio aprendo queste due parti interne che si può ammirare il poster divulgativo.



L'elenco qua sopra lo si può confrontare che le immagini che ho preso dal sito della Tatsunoko, bisogna scendere in fondo alla pagina (ci mette un po' a caricarla) e selezionare le annate desiderate.


La bellezza di questo opuscolo risiede proprio nel paginone centrale, che misura 60 cm per 42 cm!
In 14 tavole è disegnato tutto il processo creativo e produttivo di una serie animata made in Tatsunoko, tocca ai tre cattivi della serie "Gyakuten! Ippatsuman" delle "Time Bokan" illustrarci il tutto, con tanto di finale in cui possiamo vedere l'eroe buono della serie in televisione  ^_^
Forse sarebbe inutile sottolinearlo, però, considerando i tanti giornalisti italici che ne blateravano ai tempi, in nessuna delle tavole è presente un computer...
Peccato che io non possa leggere la spiegazione del trio Drombo, ma lascio la chicca a beneficio di chi potrà capirla.

sabato 11 maggio 2019

Jeeg Robot d'Acciaio Box DVD 1 e 2 - Yamato Video


Li compro o non li compro?
Li compro o non li compro?
Li compro o non li compro?
Li compro o non li compro?

Alla fine, visto che negli anni ho preso i DVD originali financo di serie di cui non ero un grandissimo fan, non potevo proprio evitare la spesa per i cofanetti del mio adorato Jeeg robot d'acciaio.
No, non potevo lasciarli sullo scaffale del negozio Yamato Video...  ^_^
Dato che oramai i cofanetti saranno già stati ampiamente analizzati, minuziosamente passati al setaccio audio/video, meticolosamente contestualizzati sul versante del merchandising da persone molto più esperte di me in tutti questi campi, a me non resta altro che mostrare i due cofanetti.
I cofanetti meritano l'acquisto?
Il mio punto di vista è sempre il medesimo, stante che la critica di chi pretende una qualità sempre maggiore per questi prodotti è sacrosanta, e spinge le aziende a non mettere più sul mercato orrende ciofecate, non si può esigere da un cartone animato per bambini prodotto negli anni 70 e che fu pensato per essere visto su un televisore a tubo a catodico a colori (intendo in Giappone), la qualità audio/video di un film Marvel del 2019...
Oltre al fatto che bisogna sempre rammentarci di come noi vedevamo quei cartoni animati, o almeno li vedevo io:
segnale d'antenna (cioè spesso assai scarso...); televisore in bianco e nero (spesso di qualità bassa); schermo da 20 pollici (ma anche meno...); audio mono (spesso gracchiante...).
Valgono sempre le considerazioni che mi son permesso di fare in questo post su una vhs di un film di montaggio di Goldrake:
VHS di Goldrake della "Pretty Video" (anni 90?) - Ovvero come vedevamo Goldrake nel 1978

Sia chiaro, non accetterei mai di acquistare un prodotto con la qualità di cui sopra, mi pare pure ridicolo sottolinearlo, ma non si può pretendere l'impretendibile...
Quello che vorrei io, in una edizione DVD di una vecchia serie animata che vedevo da bambino (oppure che non vidi del tutto e quindi ci terrei a riscoprire) sono degli elementi abbastanza ragionevoli:
Una qualità video decente/buona;
La presenza dell'immagine completa sullo schermo, ergo senza parti laterali mancanti;
Il doppiaggio storico;
Se presente, non schifo un nuovo doppiaggio più fedele ai testi nipponici (vedi Gundam) oppure con un maggior numero di voci recitanti (vedi "Conan il ragazzo del futuro);
I sottotitoli fedeli all'originale;
Magari un booklet un minimo decente.

Questi due box DVD di Jeeg rispettano i desiderata di cui sopra?
Decisamente si.


Per quanto riguarda i contenuti dei DVD rimando al post che avevo scritto ai tempi dell'uscita della prima versione da edicola nel gennaio 2015:
Jeeg Robot d'Acciaio DVD 1 Yamato Video/Gazzetta dello Sport

Anche perché i menù dei DVD sono rimasti, ovviamente invariati, mentre la serigrafia sui dischi è molto migliorata e il box non è di cartoncino come in quella prima edizione edicolaia.
Volendo c'era anche la versione in blu-ray disc, ma mi sono accontantato di questa, tanto ho la tv a tubo catodico!   ^_^

domenica 5 maggio 2019

Film di fantascienza/kaiju giapponesi dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1966 al 1975



Recentemente questo sparuto blog risulterà ai suoi sparutissimi (e stoici) lettori un po' monotematico, infatti sto postando quasi esclusivamente articoli della carta stampata di varia provenienza... il motivo è semplice: negli ultimi mesi ne ho trovati così tanti, che se avessi mantenuto la cadenza abituale (2 al mese), ne avrei potuti condividere una sparuta quantità  :]
Inoltre, la scoperta delle sinossi e giudizi di "Segnalazioni Cinematografiche", mi ha permesso di avere una fonte informativa costante e ben delineata.
Quindi ho pensato che, dopo il post sui  lungometraggi animati dal 1969 al 1982
 e quello sui film inglesi di fantascienza del medesimo periodo, ci stava, per terminare la panoramica di quello che vedevamo da bambini al cinema/oratorio/televisione, inserire le schede sui tantissimi film fantascientifici e di mostri che ci arrivarono dal Giappone.
Le 21 schede che mostro oggi non vogliono essere un elenco esauriente di quello che venne proiettato nelle sale cinematografiche italiane, per questo ci sono siti specializzati e saggistica, sono semplicemente tutti i film live jappo che ho notato (me ne sono sfuggiti parecchi) mentre cercavo quelli di animazione.
Le schede dei film sono in rigoroso ordine cronologico, ordine riguardante il passaggio nelle sale che facevano capo all'autorità ecclesiastica che gestiva la rivista, quindi non prime visioni, ma proiezioni di "enne" visione, in sale che potevano essere oratori, sale parrocchiali o scuole cattoliche.
Per esempio io vidi, prima dei passaggi sulle televisioni private locali, i film di Godzilla e Gamera la domenica pomeriggio in oratorio, pellicole che ormai erano già uscite dal circuito dei cinema di prima e seconda visione.
Da queste schede ho appreso che il don che gestiva l'oratorio, che per altro io frequentavo solo in occasione di queste proiezioni, non seguiva alla lettera i dettami di "Segnalazioni Cinematografiche", visto che alcuni film sconsigliati ai bambini, lui li faceva vedere lo stesso.
E' vero anche che le proiezioni furono di molto successive all'anno di pubblicazione di queste schede.
Ho notato che i recensori di questi film apprezzavano più i film d'animazione giapponese, che i film di fantascienza o kaiju nipponici, che trovavano approssimativi, ridicoli e puerili.
Il primo film di fantascienza giapponese l'ho trovato nel volume n° XV del 1966: Atragon.

Voglio sottolineare quanto bene fossero scritte, nella quasi totalità dei casi, le sinossi dei film. In poche righe, tralasciando magari qualche nome errato, era ben illustrata la trama.
Il recensore non apprezzò molto il film, ma la cosa che oggi fa sorridere è che lo considerò un film "inadatto per i più giovani", ergo per adulti:
"Solo una scena, per la presenza di una persona in abbigliamento esibizionistico."



Ho dato una veloce scorsa al film, e mi pare che questa sia l'unica scena che possa giustificare il commento di cui sopra, ma ricordo che siamo nel 1966!
All'inizio del film i due fotografi coprotagonisti fanno immortalano una giovane modella che si denuda... oddio... denuda... restava in bikini     ^_^

sabato 4 maggio 2019

5 film di fantascienza di serie tv inglesi dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": 1967-68-75




Visto che ho riesumato "Segnalazioni Cinematografiche", proseguo su questo filone filmico-recensivo, e dopo aver mostrato come la rivista cattolica presentava i lungometraggi d'animazione giapponesi dal 1969 al 1982, mi sposto sui film di fantascienza tratti da telefilm inglesi:
Thunderbirds: i cavalieri dello spazio;
Daleks - Il futuro tra un milione di anni;
Ufo, distruggete base Luna;
Ufo... annientate Shado. Uccidete Straker... stop;
Spazio 1999

Tutti di produzione britannica, tutti tratti da serie televisive, almeno 3 su 5 creati montando assieme più episodi televisivi, 4 su 5 della coppia Gerry e Sylvia Anderson.
Ammetto che ho visto solo i due film di Ufo Shado, che sono un caotico collage di puntate della serie, ma leggendo la scheda di "Segnalazioni Cinematografiche" lo dovrebbe essere anche quello di Spazio 1999, mentre penso che gli altri due siano film veri e propri.
Quindi l'abitudine di assemblare nuovi film, prendendo puntate (o mediometraggi) a caso della serie originale, non nasce con i cartoni animati giapponesi, ma le astute case di distribuzioni italiche l'avevano come prassi preesistente...
Mi sono limitato a questi cinque film, senza inserire quelli di fantascienza statunitensi che giravano nello stesso periodo, perché nascono tutti da serie che tv che vedemmo sulla Rai.
L'opinione dei recensori di "Segnalazioni Cinematografiche" sui film animati giapponesi era più che buona, ma come valutavano questi lungometraggi di fantascienza?





Un sabotatore che distrugge la prima missione?
Tipo il Danguard?  ^_^


mercoledì 1 maggio 2019

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal 1969 al 1982



Riuscire ad avere informazioni sui lungometraggi animati giapponesi passati nelle sale cinematografiche italiche negli anni 70, specialmente prima del boom degli anime, non è agevole. A parte Wikipedia, le cui informazioni vanno sempre prese un po' con il beneficio d'inventario, i vari dizionari di film possono contemplare alcuni titoli ed altri no, ma poi resta il dubbio sulla fonte originaria della notizia.
A cercare di mettere un po' di ordine in questo caos di date e titoli, ci può venire in soccorso il periodico "Segnalazioni Cinematografiche", che veniva pubblicato a cura del "Centro Cattolico Cinematografico", che nella forma originaria aveva cadenza settimanale (vedi scritto nella parte in basso della scansione qua sopra), mentre io ho consultato i volumi semestrali, che raggruppavano le dispense settimanali.
Quindi le recensioni dei film erano relativamente di stretta attualità distributiva, infatti lo scopo della pubblicazione era informare i responsabili delle sale cinematografiche legate alla chiesa cattolica (oratori, sale parrocchiali, scuole cattoliche etc) su cosa poteva essere proiettato e cosa avesse un contenuto non consono per il pubblico.
C'è da dire che in alcuni casi le recensioni paiono abbastanza in ritardo rispetto alla prima uscita cinematografica, ipotizzo che questo ritardo sia dovuto al fatto che i cinema che facevano capo al "Centro Cattolico Cinematografico" non fossero di prima visione, ergo arrivavano negli oratori in seconda o terza visione.
Il piccolo don del paesello come poteva essere certo che un film non contenesse una scena o un linguaggio diseducativo che avrebbe messo in imbarazzo sia lo spettatore che chi lo aveva messo in cartello?
Si affidava a "Segnalazioni Cinematografiche", che per ogni titolo, oltre ai dati sul film e alla sua sinossi, emetteva un giudizio di carattere pastorale.
Inoltre ogni film era valutato con un più sintetico voto, inizialmente numerico romano (I-II-III-IV), in seguito affidato a due termini, che identificano immediatamente se si sarebbe potuto proiettare in una sala cinematografica di matrice cattolica.




Questi sopra erano i criteri e la terminologia per la valutazione dei film nel 1975, criteri e terminologia che nel tempo subirono modifiche. Infatti, nelle schede che si potranno leggere più sotto inerenti ai film d'animazione giapponese, in alcuni casi ci sono i numeri romani, in seguito la valutazione con due "parole significative".
Personalmente trovo legittimo che nelle sale cinematografiche dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica si ponessero dei paletti ben definiti su cosa si potesse vedere, quindi qualsiasi tipo di ironia su questo aspetto sarebbe errata.
Alla fine del post inserisco le recensioni/valutazioni di quattro film non di animazione, tanto per far comprendere quale fosse il metro di giudizio nel caso di film più problematici.
A termine e compendio di questa introduzione alla rivista "Segnalazioni Cinematografiche", inserisco un paio di link con informazioni più dettagliate:
https://labottegadelciabattino.wordpress.com/2012/11/30/le-segnalazioni-del-centro-cattolico-cinematografico/

http://memoryssubmarine.blogspot.com/2012/08/ccc-centro-cattolico-cinematografico.html


Preciso che la mia ricerca si è concentrata sull'arco temporale che va dal 1968 al 1982, perché ero curioso di leggere i giudizi sui film d'animazione nipponici che vidi al cinema o in televisione.
Ho trovato le schede di 28 lungometraggi animati, direi che ne mancano giusto un paio, forse tre:
"Ali Babà e i quaranta ladroni"; "Goldrake addio"; "Orsetto panda e gli amici della foresta".

Stante che la loro assenza non credo sia dovuta ad una mia svista, avendo controllato le annate interessate ben due volte, potrebbe essere che i film sfuggirono ai recensori della rivista.
Nel caso di "Ali Babà e i 40 ladroni" potrebbe essere che non ebbe proiezioni al cinema.
Resta comunque strano che non li abbiano recensiti, in quanto recensirono veramente qualsiasi cosa, dal capolavoro allo schifo più becero.
Stante che questi tre film non li ho trovati nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche", però ne ho pescati altri 28, e 12 di questi vennero proiettati nel periodo pre-goldrekkiano.
Le schede restano interessanti nei casi in cui il recensore si prese la briga di dare un giudizio un po' più approfondito.
Inoltre, a differenza di quello che sarei stato portato a credere, il giudizio sull'animazione giapponese, sia prima di Goldrake che post Goldrake, rimane sostanzialmente positivo o addirittura molto positivo. Ci sono alcuni giudizi negativi, ma nella quasi totalità delle schede i recensori non dimostrarono alcun pregiudizio, anche dopo le pesanti polemiche giornalistiche sui cartoni animati giapponesi.
Ci sono anche dei momenti di sana ilarità, dove i nomi degli autori sono errati o sono presenti improbabili titoli originali in inglese, ma queste inesattezze non credo siano ascrivibili alla redazione della rivista, ma alla fonte originaria delle loro notizie.
Per il controllo degli autori dei film Toei pre robottoni, ho utilizzato come fonte Toei Animation, i primi passi del cinema animato giapponese.
Ci tengo a segnalare che le sinossi sono scritte veramente bene, sia come italiano, che come comprensione della trama, quest'ultimo fattore non è semplice da proporre al lettore, specialmente in così poche righe.

Le schede dei film che ho recuperato:
"Le meravigliose favole di Andersen" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVI 2° semestre 1969
"La grande avventura del piccolo principe Valiant" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVII 1° semestre 1970
"Il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXIX 2° semestre 1970
"009 Joe Tempesta" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Senza Famiglia" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Ventimila leghe sotto i mari" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972 "Robin e i 2 moschettieri e mezzo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Leo il re della giungla" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Belladonna" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Il gatto con gli stivali in giro per il mondo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Mazinga contro gli Ufo Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Heidi torna tra i monti" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi in città" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"La più grande avventura di Ufo Robot: Goldrake all'attacco" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi diventa principessa" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Goldrake l'invincibile" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVII 2° semestre 1979
"Mazinga contro Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980  "Heidi a scuola" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980
"Lupin III" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Remì" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Daimos il figlio di Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Candy Candy" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980 
"Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XC 1° semestre 1981
"Le nuove avventure di Capitan Harlock" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
"La più grande vittoria di Jeeg Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
 "Le nuove avventure di Ape Maia" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCII 2° semestre 1982




martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

venerdì 26 aprile 2019

"Il fascino indiscreto dei videogames", di Piero Cusinato - "Cooperazione educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa" del febbraio 1983


Cercando articoli sui cartoni animati giapponesi mi imbatto spesso su scritti di altre tematiche che ritengo comunque interessanti, tipo il mondo delle emittenti televisive private oppure i videogiochi.
E visto che ultimamente sto trovando valanghe di articoli sugli anime, ed infatti ne sto postando numericamente di più rispetto al solito, di conseguenza ne trovo anche su queste altri argomenti.
Questa volta ho pescato un articolo inerente i videogiochi sulla rivista "Cooperazione Educativa", che si occupava, e si occupa tutt'ora, di informazione e formazione a livello scolastico, in pratica era letta dagli insegnanti e anche da un certo target di genitori (quelli più impegnati).
Questo filone "scolastico", che ho scoperto relativamente da poco, lo ritengo assai "educativo", in quanto gli articoli non erano scritti in fretta e furia come per i quotidiani con lo scopo di vendere qualche copia in più, e quindi con l'esigenza di sbattere il mostro (anime o videogiochi) in prima pagina, ma si prefiggeva la mission di analizzare una singola tematica e creare un dibattito tra gli insegnanti.
Sia chiaro, non vuol dire che queste pubblicazioni "scolastiche" riportassero analisi corrette o sensate, però erano scritte con più accuratezza rispetto ai quotidiani, non per nulla in molte di queste sono riportate le note con la bibliografia.
Nel 1983 i videogiochi avevano appena superato il periodo della loro novità assoluta, e stavano per consolidarsi nelle case degli italiani, come venivano mostrati agli insegnanti e ai genitori?
Dal titolo già si intuisce qualcosa, specialmente dall'aggettivo "indiscreto", che non ha una accezione positiva, anche se non è di certo insultante come era quello di "diseducativo" appioppato ai cartoni animati giapponesi.
I videogames ci affascinavano, ma per Piero Cusinato erano indiscreti, perché?
Non l'ho capito  ^_^
Non l'ho capito perché l'articolo non mi è parso poi molto negativo sui videogiochi, l'autore avanza delle analisi anche sensate, entrambe le sue due conclusioni finali non le ho trovate insultanti, anzi, più che ragionevoli.
L'unica cosa che mi è rimasta oscura riguarda il commento sul videogioco "Raiders", che secondo l'autore vendette negli Usa "quanto, se non di più del film stesso".
Quindi, incuriosito da questa affermazione, ho cercato quali fossero il videogioco ed il film:
Il titolo corretto del film era "Raiders of the Lost Ark", cioè "I predatori dell'arca perduta"   ^_^
E non poteva scriverlo direttamente?
Il videogioco era quello dell'Atari:

        


Mi sorge il dubbio che Piero Cusinato non avesse colto questo legame con il film di Indiana Jones, uscito addirittura  nel 1981   >_<

giovedì 25 aprile 2019

"La Televisione del Sol Levante" - Millecanali ottobre 1983


Lo scorso inverno ho scoperto il mensile "Millecanali", che si occupava espressamente di tutto ciò concernesse radio e televisione, con un occhio di riguardo alle emittenti private.
Ovviamente non mancavano articoli sugli cartoni animati giapponesi, dai semplici trafiletti in cui si annunciavano nuovi anime agli articoli di approfondimento.
Ecco i tre post su "Millecanali" che ho inserito fino ad oggi:
"Mamma, voglio Mazinga!", di Tullio Camiglieri - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" maggio 1980

Pubblicità dei distributori di programmi televisivi 1979/81: AB International ed altri meno noti

"Associazioni: il gioco delle parti (Anti; Filet; Fiel; Fred; Arci)" - Millecanali n° 51 marzo 1979

Nel numero di ottobre del 1983 "Millecanali" dedicò addirittura la copertina alla televisione giapponese, con uno speciale che ne svelava programmi, storia, emittenti e l'innovazione tecnologica.
Sono presenti più articoli:
La TV giapponese: 30 anni di giovinezza;
La legge della libertà;
La forza documentaria;
Le reti commerciali;
Televisione che passione!;
TV ad alta definizione;
Il futuro.

Gran parte dell'approfondimento richiama la televisione di Stato NHK, la stessa che ci donò, assieme a Miyazaki, il capolavoro di "Conan il ragazzo del futuro", ma non mancano informazioni sulla tv commerciale: TBS; Fuji TV; NTV; ABC.
Penso che alla data dell'ottobre 1983 questo focus sulla tv giapponese fosse il primo pubblicato in Italia, di certo il più approfondito. Potrebbe essere scontato, ma mi pare giusto sottolineare che queste informazioni in quegli anni non erano di facile reperimento, niente web e costi dei viaggi in Giappone molto alti limitavano la circolazioni delle informazioni.
Purtroppo nella rivista non è specificata la fonte informativa a cui attinse la redazione, ma personalmente ipotizzo fosse la traduzione di una rivista francese. Infatti nell'articolo "La forza documentaria", nel punto in cui si accenna ai prodotti televisivi esportati dalla NHK, si cita una serie animata della Toei: Albator!  ^_^
Albator è il nome francese di Capitan Harlock... in pratica la redazione di "Millecanali" fece una traduzione quasi integrale dell'articolo francese, scrivo quasi, perché tre righe sopra ad Albator, si parla di Goldrake, e non di Goldorak.
Sono rimasto attonito, anzi, sgomento, nel leggere quale fosse il metodo di riscossione del canone di abbonamento alla NHK. La "Nippon Hoso Kyokai" faceva (e immagino faccia tutt'ora) un contratto con tutti i possessori di televisori, un contratto basato sulla fiducia!
In quanto non c'erano multe in caso di inadempienza!!!
Proprio uguale all'Italia, dove prima della legge che ha inserito il canone Rai nella bolletta elettrica, c'erano milioni di italiani che non lo pagavano...
Anche in Giappone, come nell'Italia del 1983, esistevano due tipi di abbonamento alla tv pubblica, uno per i possessori di tv in bianco e nero (580 yen) ed uno per le tv a colori (880 yen).



martedì 23 aprile 2019

Megaloman (1979) - puntata 5



In questa quinta puntata si scopre un altro particolare sulla biografia di uno dei nostri eroi:
Ran (Uan nel dopiaggio italico...) guida una moto di grossa cilindrata!
Non sono un esperto di moto, ma direi proprio che il mezzo di Ran non sia un cinquantino, quindi inizialmente ho pensato che la ragazza non fosse minorenne, come davo per scontato. In realtà in Giappone moto di cilindrata fino a 400cc possono essere guidate tranquillamente dai 16enni.
Questo se ho interpretato bene la tabella qui sotto.



Ovviamente questa è la legislazione attuale, bisognerebbe capire quale essa fosse nel 1979, però considerando il principio secondo cui, di norma, una volta i divieti basati sull'età erano meno restrittivi, si può ipotizzare che Ran poteva andarsene in giro con la sua bella motorona  ^_^
Nel medesimo periodo in Italia tra i 16 e i 18 anni si poteva guidare massimo una moto da 125cc.
L'altro aspetto interessante riguardo alla moto di Ran, oltre che la ragazza indossa il casco (integrale), parrebbe lo stile di guida...



Edit del 24 aprile 2019:
Le sottostanti elucubrazioni partono dal presupposto, magari errato, che la strada incriminata fosse a Tokyo   ;) 

Sia chiaro, da pochi fotogrammi non è che si possa comprendere molto, anche considerando che non conosco il codice della strada giapponese del 1979, però parrebbe proprio che Ran proceda contromano... oppure è l'auto a provenire in senso inverso vietato...
La strada non è a due corsie, infatti l'auto procede al centro della carreggiata, ma Ran se ne va tranquillamente in giro sul bordo della strada   ^_^
Poi chissà, magari nel Giappone del 1979 non c'era l'usanza di dipingere la linea di mezzeria su una strada a due corsie a doppio senso di marciai, mi pare strano, ma potrebbe anche essere.
Nel caso, invece, che Ran stia veramente guidando contromano, considerando l'aggravante che porta a bordo un minorenne, tanti complimenti alla casa di produzione che girò questa scena  :]



La protagonista della puntata è una ragazzina a cui piace guardare le stelle.
Cioè... protagonista è una parola grossa... e non mi è chiaro neppure il senso della sua presenza nella trama della puntata... in pratica se in questa recensione per immagini avessi eliminato Micka, questo è il nome che le appiopparono gli adattatori italici, il senso della puntata non cambierebbe  :]
Ergo anche il titolo non ha praticamente senso...

lunedì 22 aprile 2019

"Il Giappone Moderno" - Giovanni De Riseis (1895) - Capitolo 10



E' già qualche anno che mi ripropongo di leggere questo libro antico (dal mio punto di vista) che narra del viaggio del nobile, poi Senatore, infine podestà(...) di Napoli, Giovanni De Riseis, ma a forza di rimandare rischio che diventi più che antico, direi vetusto...
Sono due le problematiche che mi hanno frenato, in primis il numero di pagine, quasi 600, che non saprei bene come riassumere, in quanto ogni descrizione di un Giappone tanto trapassato può risultare interessante, riportarne un aneddoto, per tralasciarne un secondo, ha ben poco senso.
Inoltre le pagine sono veramente delicate, molto leggere, tanto che nello sfogliarlo c'è sempre il rischio che si rompano, senza contare che alcune parte interne al libro si sgretolano, lo si nota pure dalle scan. Mentre la rilegatura regge ancora bene, considerando che lo scritto, risalente al 1895, fu pubblicato del 1900, ergo 118 anni fa!
Quindi, alla fine, ho pensato che aveva molto più senso scannerizzare per intero lo scritto, ovviamente diviso in più post, in questo modo ognuno potrà fruire di questo documento storico senza dover pendere dal mio punto di vista.

In questo decimo capitolo l'autore si concentra sul teatro giapponese, dato che io non capisco nulla di teatro, men che meno di quello nipponico, non scrivo oltre.

Buona lettura

P.S.
Nel capitolo è presente la traduzione parziale dell'opera teatrale "Gli alberi nani" (Hachinohi)




domenica 21 aprile 2019

Comunicato stampa della "Edizioni Motta" del luglio 1982 sul libro "Pinocchio o i robot"



Nel luglio 1982 la casa editrice "Edizioni Motta" rilasciò un comunicato stampa inerente la pubblicazione dell'inchiesta promossa dalla "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" su chi fosse più popolare tra Pinocchio o i robot (giapponesi) presso i più giovani:
Pinocchio o i robot - Inchiesta tra gli alunni della scuola elementare condotta dal "Centro Studi Problemi Giovanili" + commenti dei bambini

Il commento al libricino e le scan lo si trova al link sopra, in questo breve post, invece, inserisco il relativo comunicato stampa, che, ai tempi, in assenza di web e social network, ricopriva un ruolo di maggiore ufficialità rispetto ad oggi (mia opinione).
La "Edizioni Motta" ci diceva "ufficialmente" che le migliaia di bambini e bambini delle scuole elementari da loro intervistati avevano insindacabilmente eletto Pinocchio ad eroe della loro generazione!
Ok, forse il sondaggio era stato un pelino impostato per far vincere il burattino, i commenti selezionati erano per il 67,6% a suo favore, spesso di condanna verso il genere animato robotico, che raggranellava solo il 30,8% di commenti favorevoli, però il "Comunicato Stampa" non lasciava spazio a dubbi   ^_^
Illuminante il commento di Alessandro:
"Se ho scelto Pinocchio è perché non mi piace la violenza dei Robot, che in questo mondo abbonda".

E se lo dice Alessandro...   :]
Considero questo documento una piccola ed illuminante curiosità, e ringrazio Massimo Nicora di avermelo fatto pervenire nel suo formato originale.