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lunedì 14 giugno 2021

"Il robot contro i rettili" - "La Sicilia" 27 aprile 1980 + Space e Getta g Robot su "Antenna Sicilia" dal 28 aprile al 17 ottobre 1980

Dopo essere riuscito a ricostruire la programmazione di Jeeg su "Telelibertà" dal 9 aprile 1979 ho riesumato quella delle due serie "Space e Getta G Robot" mandate in onda su "Antenna Sicilia dal 28 aprile 1980.
In entrambi i casi la possibilità di leggere i titoli delle singole puntate è dovuta al fatto che l'editore del quotidiano era anche proprietario dell'emittente locale privata, quindi era interessato a informare meglio i propri lettori su cosa venisse trasmesso.
Mentre per quanto riguarda Jeeg l'emittente piacentina fu molto precisa sia sulla titolazione delle singole puntate che sulla cronologia degli episodi, non generando confusione nei piccoli telespettatori, "Antenna Sicilia" per "Space" e Getta G" Robot fece un casino immane...   ^_^
Chiaramente le due serie in questione furono tra le più problematiche, in quanto non vennero mai doppiate e trasmesse completamente in Italia, generando di per sé un enorme caos, ma l'emittente privata catanese fece del proprio meglio per incasinare il tutto ancor di più  :]
Io per primo abbandonai la visione delle due serie (mi pare trasmesse da Telecity) in quanto non ci capivo nulla, oltre al fatto che il segnale della tv locale era abbastanza scarso, ergo quando intuivo che l'ordine cronologico era mancante di qualche episodio, avevo il dubbio di averli persi per il canale che talvolta non si captava...
Preciso che le due serie del Jetta sono tra le poco che non ho ancora rivisto da adulto.
Io immagino quei poveri coetanei siciliani cercare di districarsi nel dedalo di repliche, puntate saltate, puntate mai trasmesse, serie interrotte, serie ricominciate, serie ricominciate da episodi a caso, ordine delle puntate a caso. Il tutto moltiplicato per due distinte serie, come erano lo "Space Robot" e il Getta Robot"...
Il 27 aprile 1980 nella pagina degli spettacoli de "La Sicilia" si poteva leggere l'anteprima della nuova serie animata giapponese trasmessa da "Antenna Sicilia": "Space Robot"!!!

Solo che nell'immagina c'è il trio robotico del Getta Robot, già iniziavamo male... l'autore del trafiletto indica la serie animata come telefilm o film, vabbè, poco male. Solo che l'ambientazione non era per nulla spaziale, era terrestrissima, anzi, il nemico proveniva pure dal sottosuolo  :]
Un'altra dimostrazione del fatto che le tv locali spesso non sapevano bene neppure cosa mandassero in onda, specialmente in tema di animazione nipponica, lo si capisce dall'annuncio che le puntate trasmesse sarebbero state 10... chissà, forse comprarono un primo blocco di 10 episodi.
La sinossi della serie per quanto riguarda i buoni è corretta, curioso che il nome dell'imperatore del regno dei dinosauri venga riportato col nome originale corretto, cioè Goru, e non con il nome dell'adattamento italico, cioè Gol.
Il post, però, ha il suo fulcro su quale modo vennero messe in onda cronologicamente le due serie.





Partiamo dal titolo della serie, che nella prima puntata del 28 aprile non viene chiamata "Space Robot", che è il nome che ascoltavamo nella sigla, ma "Jetta Robot". Ne consegue che quando il 9 giugno inizia la prima puntata della seconda serie e il titolo resta il medesimo, immagino cambiando la sigla, inizia il caos, che prosegue il 16 luglio, quando i bambini siciliani potevano leggere il titolo di una nuova serie robotica, "Space Robot", che altri non era che quella trasmessa il 28 aprile, tra l'altro dal 13esimo episodio...

Non potendo fare affidamento sul nome della serie presente sul quotidiano per individuare se questa fosse la prima o la seconda, mi sono concentrato sul titolo dei singoli episodi. 
Quindi ho calendarizzato le due serie in base al titolo della singola puntata, e ne viene fuori un guazzabuglio incredibile  ^_^
I titoli che ho riportato sui calendari dei vari mesi sono quelli che si possono leggere sul quotidiano, che, rispetto al post su Jeeg, non mostro con un collage di scan della pagina degli spettacoli, perché sarebbe stato un lavoro troppo lungo, visto il dipanarsi infinto delle due serie. 
Comunque la titolazione è quella che si può vedere sopra: 
titolo della serie; tipologia del programma; titolo della puntata.

Non è mai presente, rispetto a quello che capitò con Jeeg sul quotidiano "Libertà", il numero del singolo episodio, che quindi ho recuperato dal web.
Ok, le prime tre puntate di fine aprile 1980 sono in ordine corretto.
Da notare sempre gli orari, che spesso cambiavano, prassi assai detestabile, in quanto perdersi 5 o 10 minuti di un cartone che ne dura 20 in tutto, faceva abbastanza incavolare...
Dopo i calendari ho inserito un riepilogo per entrambe le serie su quante volte venne trasmessa ogni singola puntata, comprese quelle che non lo furono mai.

venerdì 11 giugno 2021

Distribuzione temporale degli articoli sui cartoni animati giapponesi tra il 1978 ed il 1982 (aggiornato al 10 giugno 2021)

Era da fine settembre 2019 che non aggiornavo il grafico con la distribuzione mensile degli articoli sugli anime. In mezzo ci sono stati due mini aggiunte di articoli (28 in totale) più quella corposa di ieri (77 articoli). Ho aggiunto quindi i grafici dei precedenti aggiornamenti (con il link al relativo post), in modo da avere una visualizzazione di come è cresciuta la mia ricerca degli scritti sui cartoni animati giapponesi. Per questa rappresentazione grafica mi sono concentrato solo sui cinque anni più importanti per l'animazione giapponese in Italia, cioè dal gennaio 1978 al dicembre 1982, prima e dopo gli articoli furono molto pochi, basta consultare l'indice dell'Emeroteca Anime. Infatti in questi 60 mesi su cui mi focalizzo graficamente si sommano 1065 articoli dei 1143 totali.

Confrontando i due ultimi grafici (sopra e sotto), a parte il mostruoso aprile 1980 con 128(!!!) articoli che si incrementa di 7 unità, i mesi con oltre 40 articoli (in verde) passano da 2 a 3, i mesi con almeno 30 articoli (in rosso) restano 3, i mesi con almeno 20 articoli (in nero) passano da 10 a 12, i mesi con più di 10 articoli (in fuxia) passano da 21 a 27 articoli.

Si è finalmente colmata la lacuna del marzo 1978, che non vedeva alcun articolo della carta stampata, finalmente ne ho trovato uno con una anteprima su "Atlas Ufo Robot", quindi non piccolezze  :] 

giovedì 10 giugno 2021

Aggiornamento sostanzioso quasi post-Covid (77 articoli) del 10 giugno 2021 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di sei mesi riaggiorno l'indice dell'Emeroteca Anime con un numero corposo di articoli, ben 77, nonostante resti ancora non fattibile recarsi nelle emeroteca per i vari vincoli causati dal Covid.
Un numero così alto di articoli è dovuto fondamentalmente a due testate: 
"Libertà" (suggerita da Massima Nicora, che ringrazio di nuovo) e "La Sicilia"

La particolarità di questi due quotidiani, che va a nozze con la mia ricerca sull'animazione televisiva giapponese, è che gli editori possedevano anche una emittente tv privata. 
Nel caso del quotidiano "Libertà" l'editore era il medesimo di "Telelibertà, ne parlo in questo post:

Per quanto riguarda il quotidiano "La Sicilia", che trattava (come il quotidiano "Libertà) sia di politica interna che di esteri ed economia, e quindi era un quotidiano che non si occupava solo della cronaca locale, l'editore era proprietario di "Antenna Sicilia".
Chiaramente i due editori e di conseguenza le redazioni della pagina degli spettacoli tenevano molto informati i loro lettori sulla programmazione di Telelibertà ed Antenna Sicilia, anche per quanto riguarda i cartoni animati giapponesi   ^_^
Ho poi trovato altre sette nuove testate, oltre ai due quotidiani di cui sopra, che pubblicarono articoli inerenti gli anime,. Ad oggi (salvo errori  di conteggio) sono arrivato al numero abbastanza impressionante di 143 tra quotidiani, settimanali, mensili, trimestrali etc. etc. che dedicarono almeno un articolo ai cartoni animati giapponesi.
Le nuove testate:
"Bianco  e nero"; "EDAV educazione audiovisiva"; "Cinema in casa, la rivista del cineamatore"; "Donna e società, rivista trimestrale di ricerca e di documentazione"; "Audiovisivi"; "Grande enciclopedia della fantascienza".

Piccola chiosa sull'ultima, la "Grande enciclopedia della fantascienza", che in realtà era una dispensa settimanale, non proprio una testata, un po' come il "Dizionario dei film", solo che non sono in mia disponibilità tutti i volumi, ergo ho preferito inserire i due singoli scritti. Tra l'altro, mentre il "Dizionario dei film" riportava solo sinossi con brevissimi commenti, quelli presenti nella "Grande enciclopedia della fantascienza" sono proprio articoli in cui si commentano le polemiche contro l'animazione giapponese. Quindi il clamore dello scontro sulla carta stampata (e non solo) finì pure su una pubblicazione a dispense, una enciclopedia sulla fantascienza, meritava d'essere inserita dell'indice dell'Emeroteca Anime.
Consultando l'indice completo dell'Emeroteca Anime si potranno trovare ben 1143 articoli, in cui sono presenti anche lettere alla redazione o citazioni, se inserite in articoli di approfondimento sulla televisione. All'inizio della mia ricerca non avrei mai pensato di trovarne così tanti, ma ora sono conscio che la ricerca sarebbe pressoché infinita, limitata solo dalla disponibilità delle fonti. Per esempio delle emeroteche di Firenze sarebbero disponibili numerose testate introvabili, ma dovrei starci almeno una settimana per consultarle tutte. Mi accontenterei che le emeroteche di Milano rendessero fruibile il materiale che hanno nei loro magazzini, e che tengono lì ad ammuffire...


I 77 articoli di questa infornata:

martedì 8 giugno 2021

"Dizionario dei film - Tutto il cinema di tutti i Paese" - 4 volumi della Rusconi Editore (1980): le schede sui film d'animazione giapponese


Nel 1980 la "Rusconi Editore" pubblicò un'opera sui film abbastanza mastodontica per il periodo, anche in considerazione del fatto che non esisteva il web, ergo o carta o zero informazioni   ^_^
Solo che la carta resta (quasi sempre) il web evapora...
I quattro volumi sono a cura di Pino Farinottti, quindi questa fu la prima edizione dei suoi famosi dizionari dei film, chiaramente non la scrisse da solo, in fondo al post ci sono i nomi di tutti coloro che vi collaborarono.
A me, come sempre, interessa in quale modo era valutata l'animazione giapponese, in un 1980 che aveva visto scoppiare le polemiche contro i cartoni animati giapponesi televisivi.
Non è che mi aspettassi sinossi e commenti particolarmente lunghi o benevoli, che erano riservati giustamente a titoli ben più famosi, però è sempre istruttivo capire come fossero stati considerati i 26 film che furono recensiti. 
I 26 lungometraggi animati nipponici presenti nei 4 volumi non sono la totalità di quelli che arrivarono nelle sale cinematografiche italiane dagli anni 60 al 1980, ma comunque ne mancano pochi, direi (a memoria) "Ali Babà e i quaranta ladroni", il film di Capitan Harlock, "La leggenda del serpente bianco" (mancanza grave...), forse "L'incrociatore spaziale Yamato", ma probabilmente quest'ultimo venne presentato ad alcuni festival di film senza passare per le sale cinematografiche.
Si possono consultare altri due miei post per avere una panoramica del periodo al cinema, anche per capire che di spettatori ne ebbero, magari più di tanti altri film:


Anche se forse questa non è espressamente della saggistica, inserisco il "Dizionario dei film" nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", visto che ne trattava in libri.
Ad oggi ho recuperato 27 titoli che si occuparono di animazione giapponese, altri ne ho e alcuni titoli li sto ancora cercando, non avrei mai detto che i cartoni animati giapponesi avessero attirato tanta attenzioni sui libri. Probabilmente l'interesse di quotidiani, settimanali, mensili, stampa specializzata varia fu così alta, che giocoforza si riverberò anche nella saggistica.





Ma quale era il tono verso l'animazione giapponese?
Prendo ad esempio un film di fantascienza giapponese arrivato nelle sale italiane con l'orrido titolo di "Il ritorno di Diavolik":
"In seguito queste storie saranno realizzate a cartoni animati e, trasmesse in televisione, otterranno successo strepitoso"

Senza saperlo ci avevano azzeccato alla grande, visto che Diavolik non era altri che Fantaman!  ^_^
I comenti sui film animati nipponici erano quelli classici che si potevano leggere sulla carta stampata:
noioso, ripetitivo, lacrimoso.
L'arrivo degli anime era sempre "invasione, sommerso, ondata"   :]

Si potrà notare che nessuno dei 26 film animati giapponesi si meritò una terza stella, 25 film hanno due stelle ed uno addirittura una sola stella. Questo era il valore del giudizio:
"Un asterisco (stella) indica quei film il cui standard è nettamente sotto la media.
Due asterischi (stelle) significa che il film non è bello ma comunque lo si può guardare e, forse, divertirsi."

Per gli estensori della critica non c'era neppure un film di "ottimo livello", cioè da tre stelle, erano tutti nettamente sotto la media o non belli...
Purtroppo per chi appioppò a "La grande avventura del piccolo principe Valiant" di Isao Takahato solo due stelle resta la figuraccia di non aver minimamente compreso che quello fu il primo film d'animazione non dedicato espressamente ai bambini.
Inutile dire che per i film d'animazione della Disney i giudizi furono migliori, considerati "autorevoli modelli" per l'animazione giapponese (cosa anche vera).



Almeno le sinossi erano corrette?
Non è che si potesse pretendere che gli autori si fossero andati a vedere migliaia di film, ai tempi sarebbe stato impossibile, ma magari chiedere ad un bambino non sarebbe stata una cattiva idea  ^_^
Probabile che si affidarono anche alle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" linkata sopra.
Belli i soliti registi con nomi a caso.

lunedì 7 giugno 2021

Toys - 100 years of all american toy ads


TITOLO: Toys - 100 years of all american toy ads
AUTORE: Jim Heimann e Steven Heller
CASA EDITRICE: Tashen
PAGINE: 528
COSTO: 30€
ANNO: 2021
FORMATO: 26 cm X 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9783836566551



Tornando a frequentare la classica libreria si scoprono libri che magari online non si sarebbero comprati, evitando l'acquisto compulsivo  :]
Devo dire che i primi 40 dei 100 anni di pubblicità di giocattoli mostrati nel catologone Tashen non erano interessantissimi, se non per il fatto che comprendevi quanto ricca fosse già in quella prima metà del 900 la società statunitense. Chiaramente i ricchi hanno sempre comprato giocattoli ai figli, ma potevano benissimo servirsi da artigiani o da negozi che vendevano solo alle élite, la presenza di pubblicità implica una vendita più allargata, quindi una ricchezza più spalmata su tutta la popolazione.
In Italia eravamo così poveri da seminare la popolazione in tutto il mondo, certo le famiglie di allora non si mettevano a spendere soldi in giocattoli...
Quindi, anche se fino agli anni 60 le immagini mi dicevano poco, sono state istruttive, ma dagli anni 60/70 in poi ho trovato numerose chicche, alcune delle quali le si possono ammirare in questo post.
Di norma non sono molto incline a comprare i libri della Tashen, specialmente se sono multilingue e non c'è l'italiano, come questo... probabilmente il fatto che fossi andato in libreria per altri tre titoli e che nessuno di questo fosse disponibile, mi ha fatto virare sull'acquisto compulsivo...
Non è comunque la prima volta che mi occupo di giocattoli non italiani:

Di tutti quelli linkati qui sopra mi colpirono in assoluto di più i due libricini "Children's Advertising in the Showa Era", pieni di giocattoli e non solo che noi in Italia ci sognavamo, uno spettacolo per gli occhi, che i due post illustrano solo in parte.

Non comprendo (sinceramente) il perché per l'indice del libro siano stati scelti i Masters, c'era Big Jim...


RUBBER MASK 1948

In precedente post avevo trovato una pubblicità su delle maschere di gomma presenti in una rivista di fantascienza del 1979, pensavo fosse qualcosa di unico ed originale, invece negli Usa pare fosse un articolo preesistente, fina dal 1948!!!

domenica 6 giugno 2021

Manga "Shingo Tamai - Arrivano i Superboys" - n° 1 del giugno 2021 (Dynit)


Come si sarà notato raramente mi concentro su materiale nuovo, fanno eccezione la saggistica e in qualche caso i DVD, o Shingo Tamai  ^_^
I siti che recensiscono novità manga non mancano, e di certo tutti quelli che ne scrivono sono più ferrati di me in materia, ma il primo numero (di 6 totali) dei "Superboys" non potevo esimermi dal commentarlo, non dopo aver recensito per immagini tutte le 52 puntate dell'anime!



Inizialmente volevo riportare come e in che punto il manga e l'anime differissero, ma sarebbe stato uno spoilerare continuo del fumetto... anche perché certe scene della serie televisiva compaiono prima rispetto all'edizione cartacea, altre dopo, sarebbe venuto fuori solo un guazzabuglio, più di quelli che faccio normalmente   :]
Anche rivelare in che punto si conclude questo primo numero mi è sembrato rovinare la sorpresa a chi è intenzionato ad acquistarlo.
Dopo aver visto (e recensito) 52 episodi adattati e doppiati molto a caso, con la scusante che ai tempi nulla si conosceva di questi prodotti nipponici, volevo leggere i veri dialoghi, capire la vera atmosfera della storia. 
Comprendere se nella "Scuola Prefetturale Shinsei" inaugurata nel 1967 (che è quindi l'anno in cui si svolge tutto) vigeva la legge del più forte, dove i bulli come Shingo ed Ohira avevano la meglio sugli studenti più miti. 
Scoprire eventuali differenza rispetto all'anime, magari nel linguaggio degli studenti, ma anche capire meglio le dinamiche tra i vari personaggi.
La serie animata meriterebbe una edizione ufficiale, preferibilmente con i sottotitoli fedeli ai dialoghi originali, ma visto che dubito verrà mai messa in commercio (a quanti interesserebbe?), l'unica possibilità di sciogliere tutti questi miei dubbi è il manga.
In questo post e nei successivi mi limiterò mostrare le differenze grafiche tra i personaggi dell'anime e quelli del manga, che in alcuni casi differiscono parecchio.
Poi, magari, ogni tanto metterò qualche curiosità, tipo quella sotto. 



Nel vedere l'anime mi chiedevo quale fosse la traduzione dell'insegna del ristorante dei genitori adottivi di Shingo, il manga ne riporta il significato, ma gli ideogrammi non sono proprio i medesimi tra manga ed anime.

Edit dell'8 giugno 2021
Mi è stato spiegato che in entrambi i cartelli (manga ed anime) vi è scritta la medesima cosa:
solo che nel manga è scritto con caratteri "tipografici" mentre nell'anime è scritto "imitando" una bella calligrafia a mano.
Inoltre l'ultimo ideogramma nel manga è un kanji 


In questo caso la lettura  è "shi".

Mentre nell'anime è l'hiragana "shi"


Varia la grafia.
Ringrazio Valentina ed Andrea per aver fugato il mio dubbio  



Superfluo dire che ogni ideogramma presente nelle tavole del manga è tradotto.

sabato 5 giugno 2021

"Future, the magazine of science adventure" (rivista di fantascienza statunitense) - numeri gennaio (7) - febbraio (8) - marzo (9) 1979


Con questi tre numeri concludo, per esaurimento materiale, la panoramica sui primi nove numeri (gennaio 1978/marzo 1979) della rivista statunitense "Future, the magazine of science adventure":


Come per gli altri due post ho scelto un po' arbitrariamente il materiale da mostrare, ma ho comunque inserito il sommario di ogni numero.
Ribadisco ciò che ho già scritto precedentemente, cioè che l'editoria di fantascienza statunitense era di vedute molto più larghe rispetto a quella italiana, che nelle sue pubblicazioni del medesimo periodo un po' schifava la fantascienza televisiva e quella cinematografica giapponese, per non parlare dei cartoni animati giapponese mai considerati, eppure era tutta fantascienza!
Sfogliando e leggendo a distanza di tanti anni riviste di fantascienza italiane mi è paso che fossero parecchio snob, esisteva solo la fantascienza "alta"... telefilm e cartoni animati erano così di scarso valore da non essere neppure prese in considerazione...
Negli Usa, invece, assieme ad articoli su autori ed illustratori importanti, c'era anche l'articolo sul telefilm di Buck Roger (molto lungo), Galactica e pure sul giapponesissimo film "Message from Space", da noi purtroppo mai arrivato...
Chiaramente, visto l'anno, si dava largo spazio al film di Superman, ma si annunciavano già i sequel!!!   ^_^
Ad averne le capacità di lettura penso troverei particolarmente interessante l'articolo sui giochi di guerra simulati fatti con fucili a raggi e corpetti riceventi, che immagino nel 1979 fosse una novità.
Nel numero di febbraio 1979 c'è uno scritto di ben sei pagine a firma Luigi Cozzi!

Buona lettura per chi potrà   :]

Da un film che si dimostrò tanto deludente, visto che aveva l'ardire di rivaleggiare con "Guerre Stellari", nacque una serie tv mitica, Meteora e Fantasma restano ancora oggi insuperati   ^_^

mercoledì 2 giugno 2021

Megaloman (1979) - puntata 27

 


Proprio nella precedente puntata avevo sentenziato che in Megaloman i combattimenti si svolgevano in campagna, comunque non in piena città, probabilmente per un discorso di riduzione dei costi inerente alla distruzione dei modellini degli edifici. 
Infatti nel 27esimo episodio lo scontro è tutto tra i palazzi!
Non solo, largo spazio viene dato ai modellini, sia come location (case, edifici, strade, arredamenti cittadini etc. etc.) che in quanto ad aerei e carrarmati. 
Il kaiju di turno verrà affrontato per una corposa parte dello scontro solo dalle forze militari nipponiche, in quanto Megaloman sarà messo momentaneamente fuori combattimento.
Ho notato un particolare che immagino ci fosse fin dalla prima puntata, cioè in che modo venivano allestiti i modellini del centro abitato. 



Prima annotazione: bidoni ovunque!
Lo si nota solo fermando l'immagine, ma quasi in ogni scenario ci sono dei bidoni!
Si vede che erano facili da preparare, oppure erano avanzati chissà da quale precedente produzione. 
Il problema è che sono troppo grandi!
Nel riquadro in basso a sinistra si vede un camion con di fianco dei bidoni, che sono più grandi del camioncino.



Seconda annotazione: per creare nuove location spostavano i vari modellini, tipo Lego o Playmobil.
Nelle due immagini qui sopra si vede uno stabile con l'insegna rossa, ma tutto attorno cambia lo scenario, tranne che per gli immancabili bidoni   ^_^
L'immagine di sinistra e di destra sono di momenti differenti della puntata.
Questo fatto, a mio avviso, è indice di grossa professionalità da parte della produzione. Infatti ai tempi nessuno aveva uno strumento casalingo come il videoregistratore per eseguire un fermo immagine delle scene e valutare come era strutturata la location. Nessuno si sarebbe mai accorto che attorno al locale con l'insegna rossa era tutto uguale in entrambe le scene, ma si vede che gli incaricati delle riprese ci tenevano a variare il paesaggio.
Inoltre la medesima scena veniva ripresa da un paio di cineprese, in modo da riutilizzarla almeno due volte nel medesimo episodio, lo si può notare nel momento in cui Megaloman viene scagliato sopra un palazzo, che si frantuma sotto il suo peso.

martedì 1 giugno 2021

"Come sono cambiati i visi dei ragazzi!", di Bob - "Giornale del Popolo" 5 marzo 1983

 



Dato che mi sono accorto solo quando lo stavo postando che il primo articolo dell'Emeroteca Svizzera Anime era un riproposizione di uno scritto italico, ne metto un altro, e spero che questo sia un originale elvetico  :]
Comunque ho trovato un altro articolo che venne riciclato per la stampa svizzera a distanza più di un anno... in Italia lo si poteva leggere nell'aprile del 1980, in Svizzera nel settembre nel 1982!
In un altro caso la prima pubblicazione in Italia fu nel dicembre 1979, ma oltralpe arrivò solo nel marzo 1981, se vi aggiungiamo quello del precedente post siamo già a tre, anche se in quel caso si trattava di un ritardo di pochi giorni.
Evidentemente, forse per motivi economici, le testate italosvizzere collaboravano con testate italiane o con singoli giornalisti. La cosa ben poco giornalistica era leggere lo stesso articolo a distanza di più di un anno... non dico fare degli scoop, ma ristampare notizie vecchie come il cucco mi è sembrata una pratica poco rispettosa del lettore del Canton Ticino...
L'estensore dell'articolo si cela dietro uno pseudonimo, Bob, quindi non mi è stato possibile verificare al 100% che non fosse un altro articolo italiano post datato. Di certo l'articolo fu scritto in quell'anno, in quanto si può leggere una datazione a cinque anni addietro dell'inizio del fenomeno anime in televisione, essendo datato 1983 ed essendo arrivati Goldrake ed Heidi nel 1978, il conto torna.
Lo scritto è parecchio negativo verso i cartoni animati giapponesi, e considerando che venne pubblicato nel marzo del 1983, quando in Italia la polemica contro gli anime era di parecchio scemata, si vede che in Svizzera erano ancora allarmati.
Bob fu molto virulento, i cartoni animati giapponesi proprio non li digeriva... sinceramente non escludo che i primi tempi, quindi con Goldrake o il Grande Mazinga, non mi siano venuti degli incubi, magari vedendo Lady Gandal dentro la testa di Gandal o i Generali dell'Impero delle Tenebre, ma i sogni agitati li facevano venire anche le favole, oppure un film che davano il pomeriggio.
Ricordo ancora abbastanza bene un film, penso del filone giapponese di fantascienza, che mi aveva terrificato... 
I toni sono apocalittici come si poteva leggere sulla stampa italiana, basti pensare che l'animazione giapponese stava minando la nostra creatività, la fantasia, i riflessi (come?!) e addirittura la vita!!!
E gli insegnanti svizzeri (sperando sia un articolo svizzero...) erano altrettanto preoccupati di quelli italici:

venerdì 28 maggio 2021

"Processo a Mazinga", di Donata Alphel - "Gazzetta Ticinese" 7 maggio 1980 + "Ossessione meccanica", di Emilio Servadio - "Gazzetta Ticinese" 7 maggio 1980


Ma lo vogliamo leggere il processo elvetico a Mazinga?   ^_^

Nel cercare info sullo scritto svizzero mi sono reco conto che non fu altro che la riproposizione di un articolo pubblicato su "Il Tempo" il 21 aprile 1980!


Nel precedente post in cui illustravo la panoramica di articoli trovati sulla stampa italoelvetica mi era accorto di un solo articolo di origine nostrana riproposto (in quel caso dopo più di un anno!!!) per i lettori svizzeri, questo mi era sfuggito, ma ormai il post lo avevo preparato   :]
Almeno, in questo caso, venne pubblicato a distanza di un paio di settimane.


La lettera pubblicata sul "Giornale Nuovo" è quella (la seconda) che si può leggere al link qui sotto:


Nel post già esprimo il mio punto di vista sui cinque punti della risposta, ergo non mi ripeterò.
In pratica di tutto l'articolo elvetico l'unica parte non copia/incollata dai giornali italiani è il breve commento iniziale e finale nel riquadro qui sopra  ^_^

giovedì 27 maggio 2021

I cartoni animati giapponesi italiani sulla stampa della Svizzera italiana dall'1 gennaio 1977 al 31 dicembre 1986 (35 articoli)


Qualche settimana fa ho trovato l'archivio digitale della biblioteca cantonale di Lugano, in cui sono consultabili numerose testate svizzere in italiano. Tra l'altro il sito è strutturato in maniera molto efficiente, direi svizzera   ^_^
Una volta selezionato un quotidiano e digitata la parola chiave il motore di ricerca individua tutte le pagine interessate, cliccando su ognuna di esse si apre direttamente la pagina del quotidiano, che volendo si può anche scaricare. Inoltre si possono sfogliare direttamente le singole copie. 
Il tutto gratuitamente!
Sarebbe un bel esempio per istituzioni nostrane e per chi mette a punto i siti di consultazione:

La ricerca l'ho effettuata sulle seguenti testate: 
Azione; Gazzetta Ticinese; L'azione; Libera Stampa; Eco di Locarno; Giornale del Popolo; Illustrazione Ticinese; Popolo e Libertà

Chiaramente non saprei dire quale tiratura e autorevolezza avessero nella società elvetica italiana dal 1977 al 1987 (decade in cui ho effettuato la ricerca) le testate che ho trovato, ma resta anche questo un riflesso, non da poco, del successo rivoluzionario dei cartoni animati giapponesi in Italia e nella Svizzera Italiana(!).
Già sapevo che Goldrake era apprezzato anche da loro, non per nulla allestivano carri per il Carnevale a tema "Atlas Ufo Robot", ma pensavo fosse un qualcosa di occasionale.
I nostri coetanei italosvizzeri, o svizzeroitalici, guardavano anch'essi i nostri stessi cartoni animati giapponesi, visto che come il segnale della TSI varcava il confine territoriale e vagava per la penisola, aiutato da vari ripetitori (link 1 + link 2), il segnale delle nostre tv locali e della Rai giungeva fino nel Canton Ticino.
In un caso, però, furono gli svizzeri a farci dono in prima visione di una serie animata, Starblazers, infatti sui loro quotidiani vi è traccia delle prime puntate.
I giornalisti svizzero-italiani leggevano delle polemiche sorte nel nostro paese e le riportavano, in misura minore, sui loro quotidiani, venivano citati gli stessi esperti nostrani, i medesimi studi scientifici, le lettere alle redazioni italiane e addirittura i genitori di Imola.
Almeno in un caso ho trovato un riciclone di un articolo che in Italia apparve nel dicembre del 1979 pubblicato un po' modificato nel 1981.
I toni, seppur meno accalorati, restavano negativi, non si arrivò mai ai livelli da caccia alle streghe che possiamo leggere nell'Emeroteca Anime e neppure vennero pubblicati un numero di articoli simili ai nostri (link 3), ma i 35 scritti che ho selezionato rendono una buona idea di come e quanto i giornalisti svizzeri vennero influenzati dalla campagna anti-anime italiana.
Nella prima edizione di "C'era una volta Goldrake" si narra dell'attenzione della carta stampata francese per gli anime, e nella prossima nuova edizione ci sarà maggiore spazio a questo tema, io stesso ho postato un articolo francese, "La folie Goldorak", ma articoli esteri in italiano rendono più direttamente l'idea.




Leggendo ogni singolo articolo svizzero-italiano tutto si concatena, i pezzi del puzzle informativo vanno al loro posto con i pezzi nostrani.
Nell'elenco che si può leggere più sotto ho inserito anche trafiletti minimali, per rendere l'idea di quale fosse l'opinione generale. 
Ho scoperto che anche i nostri coetanei svizzeri andavano al cinema a vedere Goldrake, Heidi, Capitan Harlock e Mazinga. 
Ascoltavano le nostre stesse sigle dei cartoni animati giapponesi. 
Disegnavano come noi i supereroi nipponici. 
I giornalisti storpiavano i nomi dei personaggi del Sol Levante.
In pratica tutto come da noi, ma in versione più contenuta
Ho quindi fatto due collage esemplificativi dove si possono leggere alcuni titoli, i cui argomenti sono simili a quelli italiani.

mercoledì 26 maggio 2021

" Nanako SOS TV Ehon" ("Nanà Supergirl") - 1983/84 (libro illustrato TV)


Ringrazio di nuovo Andrea e Valentina per il materiale  ^_^

Per motivi anagrafici non ho mai seguito l'anime di "Nanà Supergirl", ricordo la sigla della d'Avena con tutte le rime con la "A" periodica accentata finale, veramente innovativo come testo:
Nanà; ha; fa; vivrà; viaggerà; età; aiuterà; chiederà; farà; sa; saprà; là; difficoltà.

Non che anche nel 1985 non seguissi qualche serie animata giapponese, ma quelle dell'epoca Fininvest/Valeri Manera mi erano, senza capirne bene il motivo, assai indigeste... magari guardavo qualcosa sulle tv locali, qualcosa che non era stato esageratamente" rimaneggiato, anche se neppure di questo aspetto si sapeva molto.
Tra l'altro "Nanà Supergirl" fu uno delle non moltissime serie che Fininvest evitò di martoriare con tagli, forse nel 1984 la successiva consuetudine non era diventata prassi regolare.

Per una panoramica su questa interessante e pregevole tipologia di cartonati nipponici rimando al post linkato qui sotto, dove un esperto mi ha dato una serie di spiegazioni, non riscontrabili in italiano da nessuna altra parte:


lunedì 24 maggio 2021

"La TV del... Ticino è sempre più verde", di Maurizio Seymandi - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 28 marzo al 3 aprile 1976


Ad integrazione del post precedente, in cui ho mostrato le scan di un libro poco reperibile sulla storia del tv locali, "L'emittenza privata in Italia dal 1956 a oggi", dove si può leggere anche come "Telemontecarlo" e la "Svizzera" si espansero nell'etere del territorio italiano, aggiungo questo articolo, che fa il paio con quest'altro:

Ai tempi non è che ci fosse molto da fare zapping... la Rete 1, la Rete 2, Telemontecarlo e la Svizzera, seguiva "Koper Capodistria", ma quest'ultima non aveva questa gran programmazione.
Ricordo bene che le due emittenti estere arrivarono sull'unico schermo in bianco e nero di casa mia prima delle tv locali, e fu già una piccola rivoluzione televisiva.
Chiaramente "TV Sorrisi" non si faceva scappare queste modifiche dell'assetto televisivo nazionale, e vi dedicò interessanti articoli, questo in particolare è anche a firma Maurizio Seymandi!
Nello scritto si racconta del trasloco dell'emittente elvetica nel nuovo centro di produzione, all'avanguardia tecnologica dei tempi, nella colonna di destra si può vedere fin dove arrivasse il segnale.
La Svizzera era ed è ancora oggi (ho amici comaschi da cui mi capta di poterla vedere, pre-pandemia...) un bel canale, da cui la Rai avrebbe solo da imparare.

A Milano captavamo il segnale senza problemi, la conquista del resto d'Italia la si può leggere nel libro di cui sopra.

giovedì 20 maggio 2021

L'emittenza privata in Italia dal 1956 a oggi



TITOLO: L'emittenza privata in Italia dal 1956 a oggi 
AUTORE: Alessandra Bartolomei e Paola Bernabei
CASA EDITRICE: ERI
PAGINE: 213
COSTO: 
ANNO: 1983
FORMATO: 
REPERIBILITA': 
biblioteca
CODICE ISBN: 


Era veramente tanto che cercavo questo libro sulla storia delle tv locali private pubblicato nel 1983 (introvabile pure a pagamento), e quindi con informazioni "fresche" del periodo 1977/82 che io cerco di sondare, i cui post sul blog sono raggruppati nell'etichetta "Televisione" 
Le autrici riportano una cronistoria dettagliata che parte dal 1956 per arrivare fino alla primavera del 1982, viene narrata la nascita delle prime radio e televisioni locali, ma non solo.
E' impressionante pure per me, che ho sempre seguito queste vicende sui quotidiani e nella saggistica, la mole di ricorsi, cause e contro-cause da parte di pretori e giudici, tra la Rai e le tv private e viceversa, tra le stesse tv locali (per il segnale troppo potente di una che oscurava l'altra), tra la Siae e le tv locali, tra la Lega Calcio e la Rai!
Sono riportate sentenze, interpellanze parlamentari, dichiarazioni di ministri, dirigenti, giornalisti, proprietari di emittenti locali. Una panoramica esaustiva ed impressionante di come un parziale vuoto legislativo venne usato per far entrare dalla finestra dell'etere ciò che non sarebbe potuto entrare dalla porta della legge. Ed in questo sappiamo tutti che il re, anzi, l'imperatore di queste prassi borderline ed oltre-line rispetto alla legislazione corrente, è stato, è e sempre sarà, l'ex cavalier Berlusconi    ^_^
Quel periodo venne chiamato il "far west televisivo", ma leggendo tutti i singoli avvenimenti, ed immagino che le due autrice dovettero scremare molte notizie, si ha realmente contezza del caos totale che imperava via etere e tramite le carte bollate.
Tra i tantissimi temi che si potrebbero estrapolare mi ha impressionato, ma già lo conoscevo, leggere che la Siae richiedeva alla tv locali il pagamento del copyright, che queste bellamente non riconoscevano agli aventi diritto. 
Oggi, se metti mezzo video di una tv privata, ti mandano l'esercito a casa ^_^
Si può leggere come Telemontecarlo e la Svizzera si espansero col proprio segnale sul territorio nazionale, fino a coprire quasi tutta Italia:

Edit del 25 maggio 2021:

Conoscevo molto meno, invece, la querelle tra la Lega Calcio e la Rai, quando capitò che le tv locali iniziarono a comprare i diritti delle repliche delle partite del campionato dalla single squadre di Serie A. Il bello è che quando poi le società di calcio non adempirono ai vari contratti, furono le emittenti locali a fare causa a queste ultime!
Da leggere con attenzione la strategia di Canale5/Fininvest che cercava, tramite l'acquisizione del Mundialito (che non poteva trasmettere in diretta in tutta Italia), di superare il divieto di trasmettere in diretta, ma anche il tentativo di acquistare i diritti della Serie A!
Nella precisa cronistoria sono riportate le varie concessionarie di pubblicità ed i consorzi per acquistare i programmi, ma anche le associazioni delle tv locali, di cui avevo scritto in questo post:

Nella parte finale ci sono dei brevi focus sui network che stavano nascendo, altra parte molto interessante del libro, trattata anche in questo post:

Sulle pagine ho evidenziato in rosso le news sulla nascita di varie emittenti (sperando non me ne siano sfuggite altre) e qualche altro tema, per esempio l'acquisto delle serie animate giapponesi.
Dall'indice si può vedere che ho omesso solo le varie sentenze alla fine del libro.
Buona interessante lettura   ;)


lunedì 17 maggio 2021

"Enciclopedia Pratica del Computer" volume 3 di 4 - Longanesi Periodici (1984/85)



Come già scritto nei post precedenti di questa enciclopedia, essendo io ignorante (tra l'altro) in materia informatica, di questi quattro volumi mi hanno attirato le pagine in cui si prevedevano gli sviluppi futuri dei computer in vari campi. 
Altro aspetto curioso sono le piccole manie del periodo, come i "bioritmi", testimoniato da un programma apposito per prevederli. 
Ricordo che su Teleradioreporter a metà anni 80 c'era una trasmissione calcistica (forse condotta da Roberta Termali) in cui si facevano i bioritmi delle squadre di calcio della Serie A allo scopo di prevedere il risultato finale dell'incontro e stilare una schedina attendibile   ^_^
Oggi i bioritmi mi paiono scomparsi dalla scena.

Per questo post ho selezionato solo due articoli che proponevano videogiochi:
"Tarantola" per il Sinclair ZX-Spectrum;
"Zaxxon" per Philips VG-8000.

I restanti articoli proposti sono quelli che o facevano il punto sulla situazione informatica in un certo campo, oppure ne prevedevano lo sviluppo futuro, qualche volta ci azzeccarono, altre no:
Automobile e computer;
Teletext;
Televideo;
Il computer nelle ferrovie;
Il computer: gioco o strumento?
Con il computer un mondo senza ingorghi;
Il caso Giappone.

Profetico l'articolo sull'informatica applicata all'auto, in particolare per ridurre i livelli di inquinamento degli autoveicoli, basta ricordarsi come le case automobilistiche negli scorsi anni abbiano ingannato le autorità nazionali truccando proprio l'elettronica/informatica atta a ridurre le emissioni nocive  :]
Per il resto l'estensore dello scritto ci azzeccò parecchio.
Ai tempi per il Televideo/Teletext erano previsti sviluppi di tutti i generi, anche interattivi, che praticamente non ci sono mai stati, direi che l'avvento del web l'ha relegato a mera fonte informativa, ormai obsoleta. Da notare che viene rimarcato il fatto che la Rai ci rendeva disponibile il Televideo "gratuitamente"... oddio... ecco, forse oggi si potrebbe risparmiare qualcosa sull'abbonamento/tassa Rai pensionandolo.
Mi pare di poter affermare che il Televideo non ha mai avuto la "definizione dell'immagine simile alla fotografia" e neppure abbiamo scaricato software dalla tv. Per questa attività c'era il computer collegato ad internet :]
Per quanto incredibile possa apparire è ancora attuale l'articolo sul computer se gioco o strumento, se per computer consideriamo qualsiasi device con schermo, tablet, smartphone, etc. etc.
Forse era un po' ottimistico, almeno in Italia, immaginare che un padre si mettesse a videogiocare con il figlio (forse negli USA?), ma comunque la sfera ludica del computer fu la prima che venne sfruttata. 
La considerazione che, se un tempo giocare a carte in famiglia era una attività di gruppo, ora i videogiochi aggregavano, mi ha colpito in quanto è un esempio che io faccio spesso quanto sento criticare i videogiochi:
da bambini vedevamo i vecchietti che giocavano a carte al bar/partito/cral, noi giochiamo in modalità multigiocatore ai videogiochi. Perché la prima attività era lecita ed onorevole, mentre la seconda illecita e disdicevole, oltre che una perdita di tempo?
"In teoria, comunque, non ci sono limiti se non nell'immaginazione dei programmatori" e nella potenza dell'elaboratore dati  :]
Di certo i navigatori sulle auto hanno reso più agevole il viaggio, e come immaginava l'autore ti informano anche sugli ingorghi, che, però, non sono scomparsi: previsione errata!
L'articolo sullo sviluppo informatico del Giappone è abbastanza banale, oggi, meno del 1985.
Per ignoranza informatica ho omesso gli altri articoli su hardware e software, ma comunque c'è il sommario finale, tanto per capire cosa presentava il terzo volume.
Buona lettura.