Era già da parecchio che volevo riorganizzare qualche "etichetta" (tag) del blog in modo da poter reperire informazioni più facilmente su alcuni argomenti, per esempio tutti i post dove veniva veicolata la fantasmagorica bufala che i cartoni animati giapponesi degli anni 60, 70 e primi anni 80 fossero fatti col computer/elaboratore elettronico/calcolatore elettronico etc. etc.
Tra le tante nefandezze che venivano appioppate agli anime, questa, oltre ad essere la più assurda, era quella che dava la misura della non conoscenza dell'argomento animazione giapponese, ma anche del livello tecnologico raggiunto dall'umanità tra la fine degli anni 70 e gli anni 80...
Sempre considerando e in parte giustificando chi scriveva, in quanto eravamo in una epoca in cui le informazioni non si trovavano con un semplice click, bisognava alzare il sedere o il telefono ed andare a cercarsele.
Quindi ho ripassato in rassegna più di 2000 miei post, per individuare quelli che toccavano l'argomento "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!"
In alcuni casi i post linkati raggruppano più articoli, bisognerà scorrere il post per leggersi quello specificato.
Non ci sono solo gli articoli dell'Emeroteca Anime, ma anche qualche libro della "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90".
E non ci sono esclusivamente scritti che appioppano ai produttori nipponici l'uso di un fantascientifico computer per creare gli anime, ma ho inserito, con la medesima etichetta, anche le poche fonti (solo 7) che smentivano questa fake news ante litteram.
Ovviamente ho inserito in questo mini indice solo i post già pubblicati, non il materiale in mio possesso non ancora postato che tocca questo argomento, in modo che lo si possa consultare il tutto subito.
Anche per agevolare riviste e future bibliografie di saggistica, ho già fatto tutto, basta fare copia ed incolla ^_^
Non escludo che qualcuno dei miei post mi sia sfuggito, ma a grandi linee penso di aver inserito tutti i miei post in cui mostro fonti (la gran parte scovate solo da me e da per per primo) che affermavano che i cartoni animati giapponesi fossero fatti al computer.
La cosa interessante è che, essendo una totale ed assoluta invenzione, ognuno ci aggiungeva qualcosa a caso.
Quindi delle volte il computer nipponico creava la sceneggiatura, altre volte i personaggi, in altri casi direttamente i disegni, gli effetti grafici, i colori e i movimenti, talvolta tutto assieme.
Solo che queste persone pagate per scrivere su testate o libri a pagamento (ai tempi non esistevano corrispettivi di blog o forum gratuiti...) non si limitavano a veicolare questa falsa informazione, ma entravano nel dettaglio spiegando un processo tecnologico che non esisteva!
Inizialmente la cosa non era vista neppure come negativa, ma veniva valutato come un plus del cartone animato, in quanto giapponese, quindi nuovo in Italia. E' solo con il susseguirsi delle polemiche contro l'animazione seriale nipponica che vedevamo in televisione, che "l'essere fatti al computer" divenne un'onta.
Il paragone era con l'animazione disneyana, fatta tutta a mano, mentre quella giapponese era fatta al computer! Scempio! Sacrilegio!
Da notare che quando, negli anni 90, sarà la Disney a mettere in commercio i primi film animati con parti fatte al computer, la stampa si sperticherà in complimenti ed ovazioni :]
La bufala non era presente solo in articoli dei quotidiani, che erano scritti con più fretta, dovendo essere pubblicati ogni giorno, ma pure in settimanali, mensili e saggistica, quindi si trattava di totale pigrizia, praticamente nessuno si prendeva la briga di controllare se questa informazione fosse vera. Si limitavano alla ripetizione a modo di pappagallo, in pratica quello che oggi capita con i social...
La frottola non era veicolata esclusivamente da giornalisti generalisti o del settore dello spettacolo, ma anche da quelli più specializzati in fumetti o animazione.
Leggendo questi articoli mi è sorta la curiosità di cercare di capire la fonte originaria di questa assurdità galattica, perché qualcuno l'avrà pur scritto per primo/a, per essere poi rilanciato all'infinito!
Ci sono due fonti molto conosciute e già mostrate prima che lo facessi io su questo blog, cioè il "TV Sorrisi e Canzoni" del 2/8 aprile 1978, in cui Palo Cucco pare essere il "paziente zero" di questa pandemia di mala informazione, e il "Topolino" numero 1181 del 18 luglio 1978.
Poco prima di Paolo Cucco su "TV Sorrisi" esiste un breve trafiletto pubblicato dal quotidiano "Libertà" il 30 marzo 1978, che è l'attuale "paziente zero", peccato che non venne riportato il nome dell'estensore dello scritto...
Forse fu lo stesso Paolo Cucco che collaborava con il quotidiano "Libertà"?
Io non ho trovato sui scritti su "Libertà", ma potrei aver cercato male.
Mentre l'articolo su "Libertà" riporta chiaramente, e per la PRIMA volta, che "Atlas Ufo Robot" fosse "realizzato con la collaborazione di un cervello elettronico" (con tanto di dettagli), l'altra fonte che io ritengo possa aver ispirato questa bubbola è un saggio sull'animazione.
L'altra fonte che mi ha fatto sorgere il dubbio è stata "Topolino e poi" di Giannalberto Bendazzi, il cui libro viene citato nell'articolo di Paolo Cucco nel "TV Sorrisi" del 2/8 aprile 1978.
Nel saggio di Bendazzi non si afferma mai che gli anime fosse fatti al computer, ma si parla di animazione computerizzata (degli anni 70), vuoi vedere che Paolo Cucco fece uno più uno ed immaginò che i tecnologicamente avanzati giapponesi usassero il computer per i loro cartoni animati?
Questa è una mia elucubrazione, e la spiego meglio nel post linkato qui sotto.
Resta che il 6 aprile 1979 la rubrica giornalistica "Tam Tam" del "TG1" mandò in onda una speciale sui cartoni animati giapponesi, dove veniva spiegato che tutta questa animazione era fatta a mano, non esisteva nessun super elaboratore elettronico di cui neppure la Nasa era in possesso... ma a quanto pare i colleghi di Giuseppe Breveglieri non videro il suo servizio...
Bisognerà attendere (in base ai post da me pubblicati fino ad oggi) il giugno e settembre 1982 per leggere di nuovo che i cartoni animati giapponesi NON erano fatti al computer!
La notizie grandemente errata la si ritrova ancora fino al 1988 in un saggio su televisione e bambini/ragazzi.
Di seguito gli scritti a tema "Cartoni animati giapponesi fatti al computer!" ed in qualche caso "Cartoni animati giapponesi NON fatti al computer!"
1978
1979
"Heidi, Goldrake, Harlock and co.", di Giuseppe Breveglieri (riprese filmate Antonio Bucci - montaggio Gianbattista Mussetto) - "Tam Tam - attualità del TG1" 6 aprile 1979 (NON FATTI AL COMPUTER!)
1980
1981
Capire la TV (SAGGIO)
1982
TV e cinema: Quale educazione? (SAGGIO)
"La parola al papà di Mazinga”, di Vittorio Zucconi - “La Stampa” 16 giugno 1982 (NON FATTI AL COMPUTER!)
"I cartoons giapponesi non sono fatti al computer", di G.A.B. - Libertà 30 settembre 1982 (NON FATTI AL COMPUTER!)
1983
"Nippon Manga, nelle lontane isole del Pacifico un fantasmagorico mondo di colori e immagini", di Alfredo Castelli e Gianni Bono - "Portfolio Illustratori" ottobre 1983 (NON FATTI AL COMPUTER!)
If, speciale Orfani e Robot 1963/1983 - dicembre 1983 (NON FATTI AL COMPUTER!)
1984
1986
"Il libro nella pancia del video - Il bambino lettore nell'era dell'informatica" (SAGGIO) (NON FATTI AL COMPUTER e poi FATTI AL COMPUTER...)
1987
1988
"Nel mondo di Candy Candy", di Luca Raffaelli - "Zoom, la rivista dell'immagine" giugno 1988 (NON FATTI AL COMPUTER!)
Piccola digressione finale:
Nel passare in rassegna così tanti miei post, mi son reso conto di numerose imprecisioni, in parte di vecchi post, dove ancora non avevo accumulato abbastanza materiale per notare alcune questioni, in parte dovuto a superficialità data dalla stanchezza (questo lo possono capire solo le persone che lavorano su turni).
Un altro mio limite è la memoria, che per quanto riguarda le materie del mio lavoro (che mi permette di comprare la quasi totalità del materiale mostrato in questo blog) è più che ottima, fin sorprendente, ma per altri temi è un po' claudicante. In particolare fatico a tenere mente i nomi stranieri, non associando loro quello che dovrei.
Per esempio, ultimamente, non mi ero reso conto che "Jeeg Steel Robot" era il titolo internazionale di "Jeeg", nonostante due anni prima avessi fatto un post che conteneva questa informazione:
Poi c'è chi, come Massimo Nicora (o altri), mi fa notare semplicemente l'errore (commenti al post qui sopra linkato), che correggo, e chi preferisce prendermi per i fondelli qui sul blog o in altri lidi :]
Una mia piccola scusante è che, a differenza dei giornalisti, esperti e saggisti che ai tempi (ma anche oggi) scrivevano su testate a pagamento e pubblicavano libri, io scrivo questi post in maniera non professionale.
Dovrei stare più attento, ma questo non è il mio lavoro. Ergo, quando troverete imprecisioni, abbiate comprensione e fatemeli notare, grazie :]
Nessun commento:
Posta un commento