A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:
L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...
Prima parte:
Seconda parte:

Interessante il focus sull'influenza dei messaggi pubblicitari, ed erano veramente potenti... ancora ricordo a memoria un numero non indifferente si spot che da bambino venivano trasmessi a nastro sulle tv provate locali del milanese... poi non ricordo quasi mezza poesia imparata a scuola, ma i tormentoni delle réclame li ricordo... T_T
Poi ci si chiede perché lo streaming (senza spot) sia una grande cosa :]
Ricordo, magari per i più giovani che la normativa che vietava di interrompere i programmi per bambini/ragazzi non esisteva ancora, quindi i piccoli intervistati si lagnano per i cartoni animati interrotti dalla pubblicità.
Sappiamo che in seguito Fininvest/Mediaset trovò il modo di infrangere anche questa legge con una delle sue solite furbate, creare cartoni animati da metà durata per piazzarci in mezzo lo spot...

Le conclusioni dello studio fotografavano il momento, ma anche anticipavano il trend dei successivi decenni.

Se non ho capito male, secondo gli esperti di questo studio, nel 1980 eravamo meno rincoglioniti dei bambini del 1988 ^_^
E' vero che tra il 1978 e il 1983 guardavamo un sacco di televisione (anime), ma io stavo quasi sempre in cortile oppure si giocava a casa di qualcuno. Non abbiamo mai sostituito la socializzazione con la televisione, poi se c'era l'ultimo episodio di Jeeg, ce ne stavamo in casa a guardarlo, ovviamente, scendevamo dopo la fine della puntata anche per commentarlo, ma per giocare.

Dato che il volume del "Servizio Opinioni Rai/Mesomark" del 1985 non sono ancora riuscito a reperirlo, questo sunto delle conclusioni resta utile.
Veniva sancito che il genere di animazione robot-fantascientifico fosse passato di modo dopo il boom del 1980.
Devo trovarlo questo cavolo di volume...

Di seguito i palinsesti su cui si era basato lo studio, mancano le tv private locali.


















































Nessun commento:
Posta un commento