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domenica 8 febbraio 2026

"Dal computer esce un grido: Goldrake!" - "Quotidiano dei Lavoratori" 23 gennaio 1979


Come ho scritto nel precedente post in cui mostravo i 12 scritti del "Quotidiano dei Lavoratoi" aggiunti all'Emeretoca Anime, non è mia intenzione sminuire l'impegno generale della redazione del "QdL", ma è indubbio che i commenti verso l'animazione giapponese trasmessa dalla televisione italiana soffrivano di una certa mancanza di conoscenza dell'argomento.
Questa pagina presenta tre articoli, ma quando il titolo complessivo è "Dal computer esce un grido: Goldrake!", a mio avviso non si sta facendo una buona informazione...
Non che le considerazioni dei tre giornalisti fossero tutte sbagliate, ma se viene sollevata la critica che i bambini erano condizionati dal messaggio televisivo, in questo caso quello violento di Goldrake che sconfigge gli alieni cattivi in quanto gli alieni son sempre cattivi (ed Actarus e Maria?) mentre Goldrake è buono, quindi i piccoli telespettatori non mettevano in discussione il messaggio della trama, e poi non ti preoccupi di verificare se i cartoni animati giapponesi fossero fatti veramente al computer, qualcosa non torna nella logica di base con cui hai affrontato la tematica.
Il primo articolo presenta una breve analisi dell'anime robotico e del suo travolgente successo, gli altri due presentano il punto di vista dei bambini, ovviamente con varie chiose critiche degli adulti.



L'autore annota che il "QdL" si occupava tardivamente di "Atlas Ufo Robot", infatti è questo il primo articolo di cui ho trovato traccia.
A mio avviso azzeccò (cosa non scontata ai tempi) la valutazione che Goldrake potesse essere un mix, almeno agli occhi di un osservatore italico, tra Godzilla e i supereroi statunitensi.
Non ho la certezza che il Sauro Pennacchioli che firma questo articolo sia l'autore di fumetti e storie, ma se lo fosse, è la dimostrazione che la bufala dei cartoni animati fatti al computer aveva fatto così tanto scalpore da fare adepti anche tra chi lavorava nel settore, figuriamoci tra i giornalisti generalisti.
Oggi viviamo quotidianamente i reali e potenziali benefici della IA, ma anche le sue storture e i rischi per il futuro, solo il processo che viene descritto per la creazione di un anime è quello che può capitare oggi, non a fine anni 70:
"Un computer è stato per la prima volta utilizzato nella realizzazione di cartoni animati, partendo dalla immagini dei disegnatori (molto bravi anche se spesso cadono nelle banalità) un cervello elettronico rielabora e sviluppa le varie sequenze senza peraltro influenzare l'originalità dello stile base."

La pagina contiene numerose critiche all'animazione seriale giapponese vista in Italia, son punti di vista, alcuni anche comprensibili, visto che gli anime erano una tipologia di cartoni animati mai visti prima, ma una cosa sono le valutazioni, un'altra cosa è descrivere un processo produttivo inesistente.
Non sono un esperto di IA, mi chiedo se il livello della tecnologia raggiunto in questo febbraio 2026 possa fare ciò che venne riportato qui sopra a proposito del cervello elettronico che creava i cartoni animati giapponesi.
Ormai il famigerato "cervello elettronico", che a turno disegnava, creava le storie oppure creava i personaggi, aveva raggiunto l'unanimità dell'arco costituzionale e pure di quello extraparlamentare   ^_^
Era vero che Goldrake e soci servivano a venderci merchandising, ma la stessa cosa era capitata nel 1976 per l'italianissimo Sandokan oppure per l'anglosassone "Ufo Shado" , e non è che la Disney facesse beneficienza... quindi era già da un po' una prassi commerciale consolidata.
L'unica differenza era che "Atlas Ufo Robot" ebbe un successo millemila volte maggiore di qualsiasi altro programma dedicato ai bambini/ragazzi, senza contare l'assoluta novità del messaggio grafico/di trama/audio, e che la sua matrice non era italico/europea/statunitense.
Per essere precisi nelle pagine del "QdL" non mancano critiche anche allo sfruttamento economico dei bambini tramite i programmi Occidentali.
Ancora oggi non comprendo come gli adulti di allora, anche giovani adulti, non riuscissero a capire che per un bambino del 1978/79 quelle dei cartoni animati giapponesi erano le trame più complesse che avessimo mai visto. Ovviamente per un adulto erano basilari (e a mio avviso non lo erano tutte), ma per noi erano rivoluzionarie, basti accennare al fatto che non erano autoconclusive.
Non corretto, e forse ingiusto, il giudizio finale:
"In breve: sta buono e osserva la legge ma quando la nazione ti chiama devi diventare un eroico patriota perché i nemici sono terribilmente cattivi".


Forse io ero un bambino strano, ma negli invasori di Vega io vedevo i nazi-fascisti, quindi Goldrake e soci erano gli anti nazi-fascisti.
Non tutti gli alieni sono cattivi, perché Actarus, Maria ed altri mostrati nella serie erano schierati contro oppure altri erano obbligati a combattere con Vega tramite vari espedienti.
L'errore di fondo del ragionamento sta nel fatto che Actarus non si schiera a difesa della Terra su richiesta della patria nipponica o di indefinite autorità mondiali, ma vuole solo evitare che i terrestri subiscano il medesimo fato dei fleediani.
Nessuno lo obbliga, volendo se ne poteva partire all'inizio del primo episodio, sarebbe stato molto trumpiano... 
Mi chiedo, ma se i partigiani avessero avuto Goldrake, ma anche solo lo scrauso TFO di Alcor, non lo avrebbero usato contro i nazi-fascisti?
Va da sé che il mio ragionamento vale anche per un bambino dell'est Europa che viveva sotto dittatura comunista, solo che a lui Goldrake non lo facevano vedere...
L'articolo si conclude con l'annuncio dell'arrivo di Mazinga, ma immagino fosse il "Grande Mazinga", perché "Mazinga Z" arriverà solo a gennaio 1980.


Il primo dei due articoli dedicati ai giudizi dei bambini si concentra su una classe di prima elementare (forse un po' troppo piccoli?) del milanese.
La parte interessante riguarda la testimonianza che i genitori, più i padri che le madri, in base a questo mini campione, seguissero "Atlas Ufo Robot".
Infatti negli ascolti Rai venivano considerati solo gli over 15enni, quindi senza genitori, zii, zie, nonni, nonne e fratelli più grandi davanti alla tv, mai si sarebbe raggiunto l'audience che trasformò "Atlas Ufo Robot" in un successo mai più ripetuto.
Ci sono poi le preoccupazioni delle maestre, del tutto legittime.


Stesso canovaccio per l'ultimo articolo, cambia l'ubicazione della scuola, nel torinese, e l'età degli intervistati, un po' più grandi.
Al mio omonimo quasi coetaneo vorrei dire, seppur con più di 45 anni di ritardo, che Actarus conosce gli abitanti di Vega, e sa che sono ostili, magari non il 100% della popolazione, ma chi li guida.

1 commento:

  1. Anch'io in Vega e soci vedevo gli invasori nazi-fascisti, e in Actarus e amici dei resistenti partigiani. Tra l'altro la Resistenza antifascista, anche in Italia, fu multietnica, creola o meticcia, internazionalista e migrante. Quindi ci sta alla grande che gli alieni Actarus e Maria lottassero insieme ai terrestri.

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